🐼 Le Meditazioni del Panda Dal Tempio di Bambù

di Max

Guida Semiseria alla Passione Filosofica Orientale

Ovvero: come trasformare qualsiasi momento della vita quotidiana in un aforisma degno di essere tatuato sull’avambraccio.

Cos’è il Tempio di Bambù?

Il Tempio di Bambù non è un luogo geografico che troverete su Google Maps (ci ho provato ed esce la foresta di Arashiyama, vicino a Kyoto).

Le Meditazioni del Panda sono uno stato mentale. Il Tempio di Bambù un posto immaginario dove le parole rallentano, dove posso sedermi su una roccia sulla riva di un fiume, guardarmi riflesso nell’acqua e decidere di dire qualcosa di Profondamente Connesso alla Filosofia Orientale (e, a volte, alla filosofia in genere)

È quella sensazione che provi quando stai guardando un tramonto o quando finalmente trovi parcheggio non a pagamento e pensi: “Questo momento merita una frase.” (che non è quella che diresti per mandarci quello che ti ha rubato il parcheggio all’ultimo minuto…)

Ecco: quella frase è una Meditazione del Panda dal Tempio di Bambù.

I Cinque Saggi del Tempio di Bambù

Nel Tempio di Bambù vivono Cinque Saggi.

  • Wo, il Panda filosofo per necessità — non ha scelto di essere saggio, la saggezza gli è capitata addosso come la pioggia o come un piatto di ravioli che non hai ordinato, ma che ti hanno consegnato per sbaglio. Vuoi non mangiarli? (Wo in cinese significa IO, ci sarà un nesso?)
  • Lahù, la tigre scettica che arriva con le braccia conserte e non ci crede mai, ma continua a tornare.
  • Guì, la tartaruga ancestrale che tace per minuti interi e quando parla mette tutti in crisi.
  • Huo, il panda rosso dalla battuta affilata. Non parla spesso, ma quando lo fa è già tre passi avanti. Vede i problemi prima che diventino problemi, individua l’errore prima che tu lo commetta e ti aspetta, paziente e leggermente ironico, mentre arrivi da solo alla stessa conclusione a cui lui era arrivato dieci minuti prima. Pragmatico per natura, asciutto per vocazione: la sua saggezza non ha nulla di mistico. È solo esperienza condensata in poche parole precise.
  • Shé la serpentessa, che sputa sentenze con la lingua tagliente, ma che è anche astuta, premurosa e dispensa consigli preziosi (l’unica figura femminile in questo pantheon, ci saranno dei riferimenti a qualcuno in particolare?)

Insieme fanno quello che fa chiunque ami la filosofia orientale e la filosofia in genere:

Si fanno domande senza aspettarsi risposte, e mangiano.

Ovviamente (ovviamente per me…) i personaggi sono mutuati dalla saga di Kung Fu Panda, una delle mie preferite, ma per motivi di copyright ho cambiato i nomi.

Perché le Meditazioni del Panda sono ispirate a Kung Fu Panda?

Perché la saga di Kung Fu Panda riunisce due delle mie più grandi passioni: la filosofia orientale e la cultura cinese. Inoltre il Panda è anche il simbolo del WWF, quindi coniuga in sé anche il mio grande amore per gli animali.

Lo Spirito: Perché lo Faccio

Ammettiamolo: in un mondo che scorre a velocità assurda, dove tutto è notifica, scroll infinito e riunioni che potevano essere email, la Meditazione del Panda è un atto di ribellione.

È come dire: 

Aspetta un secondo. Siediti. Respira. Considera la possibilità che la vita abbia un senso più profondo del tuo feed di Instagram.

Il mio intento è genuino: c’è una soddisfazione impagabile nel tentare di provocare un’emozione con un pensiero, utilizzando un momento di chiarezza in poche parole.

È come dipingere con i pensieri e anche se a me riesce sempre qualcosa che non mi soddisfa, dopo la frase, mi piace la sensazione che provo: un misto di comprensione, di insoddisfazione, di voglia di fare e di rassegnazione.

Il tutto in proporzioni variabili, o, meglio, QB, per dirla in termini gastronomici.

E poi, diciamolo: fa molto figo (è una parola che si usa ancora?).

Postare una Meditazione del Panda è infinitamente più elegante che postare “Oggi mi sono alzato tardi (e a me non capita mai) e ho mangiato la Nutella dal barattolo (non compro la Nutella perché non so resisterle)”.

Anche se, filosoficamente parlando, anche quello potrebbe diventare:

“Chi non si lecca le dita gode solo a metà.”

Wo annuisce lentamente. Lahù alza gli occhi al cielo. Huò dice che lo aveva già detto una pubblicità alla tele e non è bello citare frasi consumistiche. Guì tace.

Le Meditazioni Del Panda Dal Tempio Di Bambù
Le meditazioni del Panda dal Tempio di Bambù

I Limiti: Onestà Filosofica (Finalmente)

Ora, con tutto l’amore che porto in questa rubrica che ho per tanto tempo pensato di inserire nei miei articoli, devo essere onesto sui confini. Anche il Tempio ha le sue crepe nel bambù.

⚠️ Limite 1: Il Pericolo del Vago Profondo

C’è una sottile linea — sottilissima, quasi invisibile — tra una frase profonda e una frase che suona profonda ma non dice niente. In buona sostanza: sto comunicando qualcosa o sto solo usando parole in modo suggestivo?

La risposta, spesso, è la seconda. Sta al lettore prestare attenzione!

⚠️ Limite 2: la vita non è un Aforisma

La rata del mutuo non diventa più sopportabile se ci costruiamo sopra una metafora. Alcune cose della vita sono semplicemente rate del mutuo, senza speranza di diventare altro.

Wo lo sa, ma a volte finge di non saperlo.

⚠️ Limite 3: Il Rischio dell’Auto-Guru

Attenzione al momento in cui comincerò a credere davvero di essere il Maestro del Tempio.

Quel momento in cui qualcuno mi farà una domanda ed io risponderò con una mia citazione come se fosse una frase di Confucio.

Dovrete ricordarmi di farmi delle domande e ritornare all’umiltà, sempre!

⚠️ Limite 4: La Meditazione Non Sostituisce l’Azione

Questa è la grande trappola. Scrivere “Il coraggio non è l’assenza di paura, ma il passo oltre di essa” non è farlo.

Le parole sono bellissime, ma a un certo punto bisogna anche camminare. La non azione è un’azione (eccomi in modalità Maestro del Tempio)

Lahù si alza lentamente. Fa tre passi. Si risiede. Messaggio ricevuto.

Conclusione: Il Tempio è Aperto a Chi Bussa

In fondo, le Meditazioni del Panda sono il modo di Wo, e il mio, di fare ordine nel caos. Di trasformare le osservazioni in riflessioni, le riflessioni in parole e le parole in qualcosa che, forse, può far eco anche in chi mi legge.

Non è una scienza. Non è nemmeno arte. Non è filosofia. È a metà strada tra un diario, una presa in giro della vita, un esercizio stilistico, autocompiacimento e una conversazione fra me e stesso in cui nessuno dei due comprende le ragioni dell’altro.

🐼 Le Meditazioni del Panda dal Tempio di Bambù

“Chi scrive per sé e trova gli altri ha trovato la cosa più rara: un eco nell’universo.”

— Wo

Forse l’ho letta da qualche parte o forse l’ho inventata adesso. Difficile dirlo.

Benvenuti nel Tempio di Bambù. Le parole sono gratis. Per il wi-fi ci vuole la password.

— Wo, Lahù, Guì, Huò e Shé 🐼🐯🐢🦊 🐍 Prossima Fermata: Le Meditazioni del Panda