
Prendete tanta passione, un briciolo di intelligenza (senza esagerare), spirito critico quanto basta, anni di studio, interessi ondivaghi e tanti libri accatastati. Aggiungete un po’ di tecnologia, curiosità a go-go e infinite ore di lavoro. Mettete il tutto in una mente sempre pronta a provare qualcosa di nuovo, frullate QB e guarnite con una buona dose di costanza: ottenete me, con risultati variabili e in versione beta, ancora per un po’.
Mi chiamo Massimo, ma quasi tutti mi chiamano Max (o Massi quando devo essere ripreso). L’altra metà della noce di cocco si chiama Sabrina (la mela era fuori contesto, no?).
Scrivo un blog che si chiama ViaggioControMano (www.massimobasso.com). Potrei definirmi viaggiatore, fotografo, blogger, webmaster, designer, ma, per non dare l’impressione di tirarmela, preferisco la versione breve: un curioso con la macchina fotografica.
Cosa faccio (se poi vi interessa, mi dilungo)
In sintesi: viaggio, scatto foto, scrivo, bevo caffè e consumo cocco in tutte le sue forme. Poi torno a casa, lavo i vestiti, scrivo quello che vale la pena raccontare e riparto… se e quando il lavoro me lo permette (sì, non vivo di questo blog).
Non sono un esperto. Mi piace osservare. Sbaglio le date nelle prenotazioni. Non leggo le guide se non quando torno. Chiedo indicazioni con il thai che ancora balbetto. Spesso mangio cose di cui non so il nome sperando di non morire.
E poi vi racconto com’è andata o come sarebbe dovuta andare.
Dove portano i miei pellegrinaggi (e da dove arrivano)
Sono stato nel Sud-est asiatico, in India, Indonesia, Giappone, Africa centrale e meridionale, Stati Uniti, Canada, America Latina. Viaggio in Europa ogni tanto, nella Bella Italia meno spesso di quanto vorrei.
Quando riesco lascio la macchina in garage (che a casa mia non c’è, la tettoia la posso considerare un garage?).
Ho visitato posti comuni e luoghi decisamente insoliti, come quando sono stato in Repubblica Centrafricana durante la guerra civile per incontrare una delle ultime tribù pigmee e Louis Sarno, un musicista visionario che ha vissuto con loro fino alla fine dei suoi giorni.
Alcuni viaggi mi hanno entusiasmato, altri mi hanno sorpreso, qualcuno mi ha deluso. È il bello del viaggio: non si sa mai cosa trovi dall’altra parte. Un po’ come nella scatola dei cioccolatini di Forrest Gump.
Quando ho pensato di partire per la prima volta? La mia voglia di viaggiare viene dai libri di Salgari che ho letto da bambino. Ho viaggiato con la fantasia per anni prima di farlo veramente.
Entrambi i metodi funzionano, ma il secondo ha il vantaggio che puoi tentare di avvelenarti con i cibi che non conosci. Adesso non leggo quasi più, ma ascolto un sacco di audiolibri… meraviglie della modernità!
Oriente, filosofia e Ganesha (passione o fede?)
L’Oriente per me non è solo una destinazione geografica: è una vera e propria ossessione che va dalla filosofia al cibo, dal Taoismo al Bazi, dalle metropoli ai mercati galleggianti, da Bangkok al Sulawesi.
Sono appassionato di Buddismo, Taoismo e Induismo. Ci trovo spunti interessanti per le mie riflessioni, non risposte definitive, ma piuttosto saggezza e tante occasioni per farsi delle domande, che in fondo sono il modo per crescere (ma diffidate di me quando entro in “modalità Guru”).
Ganesha, la divinità induista dalla testa di elefante, è la mia guida personale. Ho una collezione di statue ed immagini. Ogni volta che ne trovo una in un mercato è come incrociare un vecchio amico e spesso non posso fare a meno di portarmelo a casa.
Le Meditazioni del Panda (ovvero io, in modalità Guru)
Sul mio blog ho creato una nuova rubrica chiamata “Le Meditazioni del Panda dal Tempio di Bambù“. È fatta di riflessioni filosofiche semiserie (a volte poco serie) ispirate al pensiero orientale e raccontate da cinque personaggi: Wo il panda filosofo (che non ha scelto di essere saggio, la saggezza gli è capitata addosso), Huo il panda rosso pragmatico (che sa già come va a finire ma aspetta paziente che tu ci arrivi da solo), Lahù la tigre scettica, Guì la tartaruga ancestrale e Shé la serpentessa astuta.
Lo spirito è liberamente ispirato a Kung Fu Panda, una delle saghe che preferisco in assoluto perché unisce filosofia orientale e cultura cinese. Il panda poi è il simbolo del WWF, il che dice si sposa con il mio amore per gli animali.
🐼 Le Meditazioni del Panda dal Tempio di BambùScopri di più su questa rubrica
Guru è chi il Guru fa.
Passo e chiudo (e con questa sono due le citazioni da Forrest Gump… mi faccio delle domande)

La fotografia (sono serio, per una volta)
Scatto fotografie da sempre. Per ricordare, per condividere e, quando posso, per aiutare.
Dal 2012, infatti, ogni anno realizzo un calendario fotografico che distribuisco per beneficenza.
Nel 2014 una mia fotografia ha ricevuto una menzione d’onore all’Oasis Photo Contest finendo in copertina della rivista Oasis. Nello stesso anno, ho avuto anche una menzione d’onore al concorso HIPA negli Emirati Arabi Uniti. Non sono abituato a vantarmi, ma ogni tanto ci sta.
Volontariato (una parte importante)
Nel 2012 ho fatto un’esperienza di volontariato presso la Pediatria di Kimbondo, vicino a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. Da allora organizzo mostre fotografiche e proiezioni per raccogliere fondi per progetti in Congo e Uganda (oltre al già citato calendario).
È il modo in cui le foto smettono di occupare spazio su un disco rigido e cominciano a fare qualcosa di utile. Un modo per restituire qualcosa di ciò che rubo con la macchina fotografica.
Thai, cinese e conoscere i propri limiti (o mi sopravvaluto?)
Parlo italiano, inglese, francese e quel tanto di spagnolo che basta per capire dove andare, cosa fare e cosa mangiare (forse è tutto?). Da qualche tempo studio thai e cinese, con una soddisfazione altalenante e la consapevolezza che il cinese è troppo difficile e che, invece, col thai che la posso fare.
Se vi chiedete perché studio cinese e thai (e anche se non ve lo chiedete), la risposta è che studio per capire meglio le culture che amo di più: le notizie di prima mano sono sempre le più preziose! E questo per il cinese sembra plausibile, ma per il thai?
Studio thai perché il Sud-est Asiatico ormai mi sembra casa.
Le mie app, la corsa e i miei uccellini (…)
Sono appassionato di informatica, amo WordPress e gestisco il mio sito completamente. Mi diletto di HTML, CSS, PHP e, quando non ci arrivo con le competenze mi affido “AI” miei nuovi amici.
Ho progettato valigia.top, un’app gratuita e personalizzabile per preparare la valigia in modo quasi scientifico. Funziona bene, e la uso anche io, anche se poi, prima di partire rivoluziono tutto e uso il metodo “a spanne” – ovvero un po’ come viene… ma va bene così.
Sto sviluppando anche criceti.top, un software per gestire gare podistiche, che si collega all’altra mia passione: la corsa.
La corsa, appunto, la bici (anche l’e-bike) e l’arrampicata sono le mie altre passioni sportive.
Qualche anno fa ho corso diverse maratone e alcuni ultra trail, tra cui la CCC del circuito UTMB, circa cento chilometri intorno al massiccio del Monte Bianco.
Risultati? Sono sempre arrivato in fondo. Classifica? Non la guardo… è un modo elegante per dire che non sono un tipo da performance, piuttosto da “giù la testa e pedalare” – una vita da mediano – se volete una citazione rockettara.
Ultima passione: in giardino nutro una piccola comunità di uccellini incazzati (Angry Birds, l’unico gioco che ho sullo smartphone, ance se ci gioco raramente) che ogni mattina, in inverno, mi aspettano sul ciliegio fino a quando rifornisco le mangiatoie, per poi darsele di santa ragione per prendere i posti più comodi sulle mangiatoie.

Sono liberi, non sono in una gabbia e probabilmente mi considerano il loro chef preferito, anche se nessuno di loro lo dimostra apertamente e questo è il mio rammarico più grande…
Se non ne avete abbastanza… (ne avete abbastanza?)
Se volete sapere cosa mi porto dietro nei miei viaggi leggete l’articolo, quando posso lo aggiorno.
Per completare queste mie passioni, quando mi rimane del tempo, faccio il consulente di viaggi: fatevi un giro sul mio sito: parusviaggi.com
Un’immagine scelta a caso
(di me non ne ho molte.. di solito sono io il fotografo)

Qui sopra in Alaska, maggio 2009, cosa non si fa per una foto!
La copertina di Oasis

Ci sono quelle cose che sogni fin da piccolo.
Sin da quando ho acquistato in edicola uno dei primi numeri di Oasis ho sognato di avere una delle mie fotografie in copertina. Eccola qui! .. e subito dopo mi è sembrato normale.. com’è strana la mente umana, la mia perlomeno…
A volte lascio la macchina..
e mi godo il momento!

Isole Shetland, giugno 2013, un’emozione incredibile: a tu per tu con lo Skua
Poteva mancare?

