Il bagno con gli elefanti a Tangkahan

Perché farlo o perché non farlo

(più un piccolo bonus Video)

Il bagno con gli elefanti a Tangkahan sta diventando sempre più popolare fra le persone che visitano Sumatra. Fra le ragioni di questa popolarità ci sono la voglia di avvicinarsi a questi animali fantastici, magari coltivata fin da bambini (come la mia), la relativa facilità di accesso dall’aeroporto di Medan e non ultimo il fatto che la visita possa essere abbinata ad un trekking per l’avvistamento degli orangutan magari a Bukit Lawang, che dista solo un paio d’ore d’auto.

Tangkahan, dove si trova

Il villaggio di Tangkahan è un angolo di paradiso incastonato nel parco nazionale di Gunung Leuser, sulle rive del fiume Kualsa Buluh. Siamo alle porte della foresta pluviale, nel nord di Sumatra in Indonesia.

Partendo da Bukit Lawang di prima mattina e guidando su una strada accidentata e spesso infangata attraverso piantagioni di olio di palma e villaggi tradizionali si giunge al villaggio in un paio d’ore. Partendo dall’aeroporto di Medan calcolate invece 4-5 ore inclusa una sosta per un pranzo lungo la strada.

il villaggio di Tangkahan

Il villaggio di Tangkahan

Prima di fare il bagno con gli elefanti di Tangkahan si giunge al piccolo villaggio, dove è possibile scegliere fra diverse sistemazioni e dove quasi sicuramente qualche guida locale più o meno autorizzata verrà a proporvi diverse attività, ovviamente se non avete già prenotato per conto vostro prima di arrivare.

Infatti oltre al bagno con gli elefanti di Tangkahan o alla gita a dorso di elefante è possibile organizzare anche trekking nella foresta pluviale.

Aspettatevi un posto più selvaggio e meno “turistico” di Bukit Lawang, non per questo meno affascinante, ma sicuramente non troverete tante bancarelle o negozietti. Il luogo è perfetto per un po’ di relax.

Quasi tutte le strutture si trovano al di là del fiume Buluh, pertanto se soffrite di vertigini preparatevi psicologicamente ad affrontare l’attraversamento di un ponte sospeso lungo un centinaio di metri, solido, ma traballante. Se avete difficoltà chiedete a qualcuno di portarvi il bagaglio, una piccola spesa che va a favore della comunità.

E ora chiudete gli occhi (?) trattenete il respiro e.. in bocca al lupo!

Una piccola digressione per i biellesi come me. Quando ho visitato il posto era la stagione delle piogge – quindi bassa stagione – ed era quasi tutto chiuso (o almeno sembrava). In ogni caso all’interno dell’unico negozietto aperto nel villaggio ho trovato una maglietta con la scritta FILA BIELLA, ricordi di quando la mia città era ancora un centro manifatturiero iperattivo. Un vero pezzo d’antiquariato.

il villaggio di Tangkahan

Conoscere la storia prima di fare il bagno con gli elefanti di Tangkahan

Questo piccolo villaggio remoto è stato costruito come base durante l’intensa attività di disboscamento – anche illegale – avvenuto durante gli anni ’80 e ’90.

Dopo alcuni anni di taglio indiscriminato, però, negli abitanti del luogo incominciò a crescere la consapevolezza che un tale tipo di economia, basata sulla distruzione del proprio patrimonio naturale non era sostenibile.

La comunità quindi decise di intraprendere una nuova strada, interrompendo il disboscamento, con l’obiettivo di trasformare l’area in una destinazione ecoturistica.

Così corso del 2001, con l’aiuto anche di ecologisti stranieri nacque l’Istituto turistico Tangkahan (Lembaga Pariwisata Tangkahan – LPT) che stabiliva un regolamento che di fatto vietava il taglio e lo sfruttamento della foresta pluviale circostante così come era stato concepito fino ad allora.

In seguito a tale decisione nacque anche la Conservation Response Unit (CRU) o Unità di Intervento per la Conservazione del luogo, una squadra di elefanti di Sumatra con i loro mahout che aiutano a salvaguardare il parco nazionale per proteggerlo dalla devastazione.

Un’altra realtà che si occupa della conservazione dell’ambiente è The Tangkahan Effect

Conoscere i danni della deforestazione a Sumatra

Negli ultimi decenni la deforestazione ha modificato l’ecosistema: tra il 1985 ed il 2008 sono andati persi 12,5 milioni di ettari foresta pluviale, a favore di piantagioni di olio di palma e alberi per l’industria della carta. Intere popolazioni animali sono andate perse e per la tigre, l’orangutan ed il rinoceronte di Sumatra lo spazio vitale si è ridotto sempre di più.

Approfondisci con questi articoli le conoscenze sulla deforestazione e sull’olio di palma:

Le foreste di Sumatra (WWF)

Le cose che non sai sull’olio di palma (Greenpeace)

Cosa fanno gli Elefanti

Questa squadra di intervento, pattuglia la foresta con gli elefanti ogni settimana (di solito il venerdì – che è anche la giornata nella quale il centro accoglienza è chiuso*) alla ricerca di piantagioni illegali, per combattere sul nascere eventuali abusi e preservare l’ecosistema dallo sfruttamento selvaggio.

*se leggete la guida in italiano EDT Lonely Planet, troverete che non è possibile fare il bagno con gli elefanti di Tangkahan il lunedì e il giovedì, ma questo è dovuto al mancato aggiornamento della guida, probabilmente la variazione sarà recepita in una prossima edizione. Consiglio di informarsi in anticipo.

Ho pensato che se ti interessa questo articolo ti potrebbe anche interessare questo argomento:

Cosa puoi fare Tu facendo il bagno con gli elefanti a Tangkahan

Facendo il bagno con gli elefanti a Tangkahan puoi sostenere questa iniziativa locale.

Sebbene le attività con gli elefanti – siano esse fare il bagno, fare una passeggiata o semplicemente dare loro da mangiare durante il loro pasto quotidiano – siano spesso oggetto di critiche da diverse parti, a mio avviso occorre pensare con mente aperta.

Perché rifarei il bagno agli elefanti a Tanghakan, Sumatra

Innanzitutto occorre contestualizzare il progetto, in una zona dove la sensibilità per gli animali non è esattamente quella occidentale (che poi non è un tantino esagerata in qualche caso?).

Inoltre mantenere questi elefanti è un grosso impegno economico, che viene solo parzialmente ricavato dalle attività che questi elefanti svolgono.

E’ vero che questi elefanti non sono liberi di scorrazzare (se sei incerto su come si scrive questa parola leggi qui) per la foresta, ma questo è un piccolo prezzo da pagare per la conservazione. D’altro canto ogni giorno anche nel nostro paese milioni di animali quali vitelli, polli, maiali, agnelli ed altri sono al servizio dell’uomo e molti di loro sono addirittura macellati. Sono forse animali con una diversa dignità?

Quindi questo impegno quotidiano o quasi è da considerare come un lavoro, in cambio del quale gli animali ricevono cibo e attenzioni.

Parti per l'indonesia

Una considerazione sulle critiche

Proprio a proposito di critiche, mentre cercavo informazioni sul bagno con gli elefanti di Tangkahan, mi è capitato di leggere un articolo di una ragazza neozelandese. Questo articolo offre una visione catastrofica e ingiusta di questo posto. Si parla di animali bistrattati, di sacrificio dell’animale in favore dell’interesse dei proprietari a farne un posto turistico e molte altre considerazioni, che così superficialmente ho considerato condivisibili.

Questo articolo, che compare fra le prime pagine di ricerca di Google, mi ha così impressionato sulla reale condizione degli animali che quasi avevo deciso di rinunciare alla visita.

La mia curiosità e lo scetticismo che ho maturato negli anni nei confronti dei giudizi dati da persone che non conosco, mi hanno comunque convinto che un’esperienza, positiva o negativa, è un’esperienza solo quando è fatta in prima persona.

Le verità non apparenti

Non ho visto animali maltrattati, non ho visto animali stressati, non ho visto animali feriti.

Ho visto animali al lavoro.

Non ho visto il paradiso terrestre.

Ho visto una terra ferita che cerca di riprendersi.

Non ho visto un facile lucro.

Ho visto iniziativa locale e persone che cercano di reagire.

E’ facile giudicare, quando puoi prendere un aereo e andare dove ti pare a “fare esperienze” lasciando agli altri l’impegno di cavarsela nella vita reale facendo i conti con le poche disponibilità, lasciando gli altri a combattere per quello che tu consideri di tua proprietà.

Ogni mese mantenere questi animali costa circa 7.000 dollari, secondo me chi vuole veramente avere il diritto di muovere una critica deve cominciare almeno con una donazione per 12 mesi di attività.

E adesso la mia esperienza con gli elefanti di Tangkahan

Un po’ sono stato influenzato dalle critiche, un po’ per un attimo mi sono sentito un bambinone cresciuto.

Un po’ anche perché si ha sempre timore del giudizio degli altri, insomma: per i primi dieci minuti non mi sono goduto lo spettacolo.

Poi ho detto “… … …” vabbé non lo scrivo cosa mi sono detto :-) ma mi sono lasciato andare.

La pelle degli elefanti non è certamente morbida e i peli che la ricoprono sono più simili ad aghetti che a capelli. Inoltre con la piccola spazzola che ti viene fornita ti sembra di fare ben poco per pulire questi enormi pachidermi. Ma era un’occasione per vedere e per toccare questa pelle dal vero, per guardare l’elefante negli occhi, per avere un contatto intimo.

il villaggio di Tangkahan

La parte migliore del bagno con gli elefanti di Tangkahan

Devo dire che la parte che ho apprezzato di più è stata dare loro da mangiare. Come si vede nel video questa bocca enorme ti ingloba la mano che sembra debba essere risucchiata insieme al tuo braccio. A dire la verità in un primo momento un po’ di timore l’ho avuto, poi ho capito che non c’era pericolo e anche in questo caso mi sono goduto il momento.

Insomma è un’esperienza positiva, a supporto della comunità e a favore dell’ambiente, meno “favola” di quanto mi aspettassi, ma non per questo meno interessante e mi sento di consigliarla.

E adesso, se avete resistito finora potete vedervi il video.

Ciao ne’!

Video degli elefanti di Tangkahan

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Per saperne di più

Tutti i miei articoli nascono da esperienze personali e ricerche effettuate selezionando varie fonti che ho considerato attendibili.

Puoi vedere alcuni luoghi che ho visitato in Indonesia leggendo questi articoli:

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