Una cifra che si paga a peso d’oro, letteralmente: numeri di telefono, targhe, piani di un palazzo. Tutto per un’unica ragione fonetica.
In cinese mandarino, otto si pronuncia “bā”, un suono che ricorda molto da vicino “fā” (发), la parte iniziale della parola “fācái” (发财), diventare ricchi, prosperare. Questa somiglianza fonetica ha reso l’otto il numero più desiderato della cultura cinese contemporanea, al punto che numeri di telefono, targhe automobilistiche e persino piani di appartamento con più otto vengono venduti all’asta a cifre molto più alte del normale: a Chengdu, qualche anno fa, un numero di telefono composto quasi solo da otto fu battuto per l’equivalente di decine di migliaia di euro.
Una curiosità nella curiosità, lo sapevate che:
l’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino è avvenuta il 08/08/08 alle ore 08:08 (di sera)?
Una data scelta apposta per moltiplicare la fortuna simbolica dell’evento agli occhi del pubblico cinese e internazionale.
Va detto che non si tratta di superstizione nel senso occidentale del termine, quanto di un gioco linguistico entrato profondamente nella cultura popolare: pochi in Cina crederebbero letteralmente che un numero porti fortuna, ma quasi tutti scelgono l’otto quando possono, un po’ come in Italia si evita il 17 non per convinzione ma per abitudine condivisa.
Il rovescio della medaglia è il quattro, “sì” (四), omofono di “sǐ” (死), morte: molti edifici cinesi, come in altre parti dell’Asia orientale, saltano il quarto piano nella numerazione degli ascensori, esattamente come in Occidente si salta spesso il tredicesimo.
Anche nei pagamenti digitali la tradizione sopravvive: su WeChat è comune inviare buste rosse elettroniche da importi come 8,88 o 88 yuan, per augurare fortuna a chi le riceve, prima ancora di scambiarsi parole.
Questi giochi di suoni tornano anche nei nomi delle città e nei proverbi.