Perché si tolgono le scarpe ovunque in Thailandia?

di Max

Templi, case, persino alcuni negozi: in Thailandia le scarpe restano fuori quasi sempre. Non è un’abitudine igienica, è una gerarchia del corpo.

Nella cultura thailandese, influenzata sia dal buddismo sia da tradizioni induiste più antiche, il corpo ha una sua geografia simbolica: la testa è la parte più alta e sacra, i piedi la parte più bassa e meno nobile, quella che entra in contatto con la polvere della strada. Da questa gerarchia discende tutta l’etichetta legata alle scarpe: toglierle prima di entrare in un tempio, in una casa privata o in alcuni negozi tradizionali è un modo per non portare quella parte “bassa” del corpo, e tutto ciò che si è calpestato, dentro uno spazio pulito o sacro. Per lo stesso motivo, in Thailandia è scortese puntare i piedi verso una persona, verso un’immagine del Buddha o passare sopra qualcuno seduto a terra: nei templi con un grande Buddha sdraiato, non è raro vedere i visitatori seduti con le gambe ripiegate all’indietro proprio per evitare di puntare i piedi verso la statua.

C’è anche un risvolto pratico, spesso dimenticato: in molte case e in diversi ristoranti locali ci si siede o si mangia direttamente sul pavimento, e mantenere quello spazio libero da polvere e sporco esterno è semplicemente più comodo. La regola non è scritta da nessuna parte in modo ufficiale, ma si impara in fretta osservando: davanti a un tempio o a una casa, la fila di scarpe lasciate sulla soglia è già un’istruzione più chiara di qualsiasi cartello, e vale anche per gli spazi più moderni, come alcuni uffici o piccoli spa, dove l’abitudine resiste nonostante l’architettura sia cambiata, segno di quanto certe regole non scritte sopravvivano più a lungo degli edifici stessi.

Lo stesso principio guida molte altre regole non scritte nei templi buddisti thailandesi.

Elenco Articoli Pubblicati