I luoghi sacri dell’Induismo

I luoghi sacri dell’Induismo o Tirtha in genere si identificano in un fiume, montagna, o altro luogo reso sacro perché associato ad una divinità, ad un maestro o ad una persona venerabile. Thirta in sanscrito significa letteralmente “attraversamento” o “guado”.

Questo articolo vuole fornire una panoramica dei luoghi sacri dell’Induismo per chi abbia il desiderio di avvicinarsi alla cultura Indù e cercare di comprendere i luoghi visitati per andare oltre le semplici apparenze. Comprendere aiuta ad assaporare meglio il viaggio, ad allargare i propri orizzonti, ad aprire la mente a nuovi concetti e, a volte, a riconsiderare le proprie priorità.

Anche se è sempre possibile incorrere in errori o errate interpretazioni, ho condotto questa ricerca utilizzando esperienze personali, testimonianze dirette ed in parte articoli e libri che ho ritenuto attendibili.

Per chi conosce l’India almeno un po’ sa che per ogni concetto ci sono molte verità e quasi mai o quasi sempre in contraddizione fra di loro, frutto di una tradizione orale e scritta molto prolifica.

Leggi anche la sacra Trimurti: introduzione e cenni su Brahma

I riti sacri dell’Induismo e la Puja

Secondo la Bhagavadgita, uno dei testi fondamentali dell’induismo, capitolo XVIII versi 45 e 46 l’uomo raggiunge la perfezione adorando Colui dal quale hanno origine tutti gli esseri umani con i suoi atti giornalieri, facendo bene ciò che più gli è congeniale.

E’ facile capire che il rito fondamentale nella pratica dell’Induismo è osservare il Dharma, la retta via, conducendo una vita secondo l’etica e la giustizia. questo comportamento è detto Sadācāra.

Oltre al comportamento, fondamentale, ci sono tutta una serie di attività che possono essere poste in essere:

  • Rituali domestici di adorazione
  • Rituale di adorazioneall’interno del Tempio
  • Yoga e/o Meditazione,
  • Ripetizione di Mantra o invocazione delle proprie divinità
  • Studio delle Scritture
  • Osservare i sacramenti ed i voti
  • Eseguire pellegrinaggi ai luoghi sacri (Yatra)
  • Onorare le festività e i giorni sacri
  • Svolgere servizi a favore delle Divinità o della comunità

Una delle espressioni più evidenti del culto induista sono le Puja o rituali di adorazioni (citati precedentemente) siano essi a casa propria o nel Tempio. La Puja è un atto di adorazione e di dimostrazione di rispetto verso una divinità, che può esprimersi in una cerimonia, un’offerta di fiori o cibo, una preghiera o una combinazione di queste e altre azioni. Le cerimonie si svolgono quasi sempre di fronte ad una Murti cioè una statua o immagine personificazione della divinità preferita. Sono eseguite con gesti rituali e accompagnate da canti sacri o dalla ripetizione di mantra, alla presenza di un sacerdote o un santone, ma anche molto  spesso in privato.

Esistono molti tipi di Puja. Le sacre scritture contengono istruzioni su come compiere rituali di adorazione rivolti ad ognuno dei Deva (divinità) che compongono il variegato Pantheon Induista. Ovviamente la Puja è più solenne se eseguita nei luoghi sacri dell’Induismo, magari in occasione della festività dedicata alla divinità o come conclusione di un pellegrinaggio.

Un esempio

Se vuoi un esempio di un rito puoi vedere la  Cerimonia Aarti a Chitrakoot Varanasi

I simboli religiosi Induisti, le figure delle divinità

Le rappresentazioni delle divinità induiste si basano su simbolismi religiosi risalenti a migliaia di anni prima che si esprimono nella figura della divinità. In India le statue sono cariche di significati simbolici e quindi non sono necessariamente rappresentazioni di una figura vissuta. La divinità è essenzialmente spirituale e le sue rappresentazioni, siano esse immagine o statua, hanno la funzione di dare sembianze terrene alla divinità. Per nostra concezione siamo portati a confondere il concetto di Murti con quello di idolo, ma c’è una sostanziale differenza, perché le Murti sono la concretizzazione di un astratto, un veicolo per raggiungere la Divinità.

Questa concezione è diversa da quella di idolo, che tradizionalmente presuppone che l’oggetto sia esso stesso la divinità

i luoghi sacri dell'induismo: esempio di adorazione nel tempio

Donne in preghiera in un Tempio Induista a Junagadh

Come capire se i templi sono attivi o abbandonati

Per sapere se un tempio è abbandonato o tutt’ora in funzione occorre guardare in alto..
I templi attivi hanno sulla cima delle cupole una bandiera, che in alcuni templi, come per esempio a Dwarka, viene cambiata tutti i giorni.

Viaggiare in India per i luoghi sacri dell’Induismo, ma dove e quali sono?

Ci sono molti luoghi sacri e ogni destinazione ha una sua valenza religiosa. Per ottenere i benefici associati al luogo sacro il presupposto è che ci si vada in pellegrinaggio.

Per ottenere i benefici però non è sufficiente il solo pellegrinaggio presso un tirtha, è necessario rispettare le prescrizioni dei libri sacri che stabiliscono l’abbigliamento, se è necessario rasare i capelli, il tempo, l’altezza di un eventuale bastone, i riti ed i canti da intonare.

Non porterà alcun frutto il pellegrinaggio verso un luogo sacro fatto utilizzando un veicolo o per vanteria o per impazienza.

Panoramica sui luoghi di pellegrinaggio

Pellegrinaggio a Palitana in Gujarat

Palitana in Gujarat. Per arrivare ai templi di Palitana in Gujarat, i fedeli Jainisti (fedeli di un movimento riformatore dell’Induismo) compiono un’ascesa di 3.000 scalini

Le sette città sante citate nei testi mitologici

  • Kashi (Varanasi, Uttar Pradesh), dove il Dio Shiva fondò un santuario di purificazione;
  • Oudh (Ayodhya, Uttar Pradesh), luogo di nascita del Signore Rama;
  • Mathura (Uttar Pradesh), scena della natività di Signore Krishna;
  • Dvaraka (Dwarka, Gujarat), in cui Krishna stabilì il suo regno;
  • Kanchipuram (Tamil Nadu), dove il tempio della madre divina è costruito a forma di uno yantra, (una rappresentazione del divino in forma di diagramma.. leggi qui per saperne di più sugli Yantra)
  • Haridwar (Uttar Pradesh), il punto in cui nasce il fiume Gange
  • Ujjain (Madhya Pradesh), dove c’è un famoso Shaivite lingam (simbolo di Shiva).

Fotografie di due luoghi Sacri dell’Induismo: Dwarka e Varanasi

Una delle porte di accesso a Dwarka, una delle città Sacre dell'Induismo

Una delle porte di accesso a Dwarka, una delle città Sacre dell’Induismo

Legno per la cremazione a Manikarnika Ghat a Varanasi, sullo sfondo il Gange. I luoghi Sacri dell'Induismo

Legno per la cremazione a Manikarnika Ghat a Varanasi, sullo sfondo il Gange.

Le quattro grandi dimore degli dei, che si trovano alle quattro estremità dell’India

Fanno parte dei luoghi sacri dell’Induismo

  • Badrinath nel nord con il tempio dedicato a Vishnu,
  • Dwarka a ovest, dove il tempio più importante è dedicato al signore Krishna,
  • Rameswaram nel sud, il cui tempio maggiore è dedicato a Rama,
  • Puri ad est, il cui tempio è dedicato a Jagannath

Questi luoghi sacri dell’Induismo attraggono un gran numero di pellegrini ogni anno. Occasioni speciali, come un’eclissi di Sole, un Kumbh Mela (la più grande delle fiere religiose), o il Rathayatra (festival del carro) presso il tempio di Jagannath a Puri, sono l’occasione per grandi raduni.

Per gli Indù intraprendere un pellegrinaggio verso uno dei luoghi sacri dell’induismo (chiamato tirthayatra) è un atto di devozione, una realizzazione di un voto, per placare una divinità, o per cercare la prosperità. Una volta raggiunto il luogo sacro ed aver consumato alcuni riti i nomi dei pellegrini sono registrati dai sacerdoti.

Di solito viene richiesta un’offerta per il mantenimento del tempio e dei monaci.

Come donare e quanto donare

Se andate in uno di questi luoghi, vedendovi turisti cercheranno di farVi donare cifre sproporzionate, mostrandovi quello che altri hanno donato. Non sempre la documentazione è “originale”

Fedeli in preghiera a Dwarka i luoghi sacri dell'induismo

Fedeli in preghiera a Dwarka davanti ad un fuoco rituale dove si brucia incenso.

Tempio di Jagannath - Puri - i luoghi sacri dell'induismo

Tempio di Jagannath a Puri in Orissa, un altro dei luoghi sacri dell’Induismo

Le confluenze dei fiumi come luogo sacro

Il bagno è in genere un rito purificatore nella religione induista, facendo il bagno ci si purifica dal peccato.

In particolare questo accade quando il rito viene fatto alla confluenza di due fiumi o alla fonte o alla confluenza di uno dei sette fiumi sacri: il Gange, lo Yamuna, il Godavari, il Narmada, l’Indo, il Kaveri e il mitico Saraswati.

Luoghi sacri legati a questo particolare rito sono ad esempio Prayag, nei pressi di Allahabad, laddove il Gange si congiunge con la Yamuna, ‘il pube della terra’ e dove ogni 12 anni si compie un rito comune di massa molto seguito chiamato Kumbh Mela. Al Maha Kumbh Mela di Allahabad del 2013 hanno partecipato, secondo alcune fonti, circa 100 milioni di persone.

Confluenza di Gange e Yamuna- i luoghi sacri dell'induismo

La confluenza fra i fiumi Gange e Yamuna dove si svolge il Grande Kumbh Mela

I ghats

I ghats sono strutture che rivestono una grande importanza per le abluzioni rituali dell’induismo e per questo sono molto diffuse in India. Si tratta di scalinate, con gradini delle più svariate dimensioni, che permettono di accedere alle acque di un fiume o di un lago o di un mare.

La maggior parte dei ghat viene usata sia per scopi sacri che molto più semplicemente per la pulizia personale. Esistono anche ghat specifici per le cremazioni, che permettono di lavar via con acqua sacra le ceneri dei morti.

abluzioni mattutine ai ghat di varanasi - i luoghi sacri dell'induismo

Abluzioni mattutine ai ghat di Varanasi (Benares)

I sette fiumi sacri dell’India

I fiumi sono rappresentati spesso con poteri ed origini divine e sono spesso considerati l’immagine terrena di divinità femminili. Immergersi nelle loro acque significa dare un significato ancora più potente al rito della purificazione in acqua, per  questo spesso sono il luogo dove si svolgono raduni o festival.

Gange cuore e anima dell’India, per gli indiani è Ganga, divinità  femminile come la maggior parte dei fiumi. Nasce dall’Himalaya e sfocia nel golfo del bengala dando origine a un favoloso delta.Lungo il suo cammino bagna molte città sacre, Haridvar, Varanasi, Allahabad. Alle sue acque vengono affidate le ceneri dei morti, i più devoti e fortunati lo fanno a Varanasi.

Fedeli sulle rive del Gange a Varanasi (Benares) - i luoghi sacri dell'induismo - Massimo Basso _

Fedeli sulle rive del Gange a Varanasi (Benares)

Yamuna nasce dall’Himalaya e scorre per un po’ quasi parallelo al Gange, attraversa Delhi e Agra, passa vicino al Taj Mahal e confluisce poi nel Gange nella città di Allahabad (ricorda il Kumbh Mela).  Yamuna è una dea, figlia del Dio del sole Surya e sorella del Dio della morte Yama: La mitologia racconta che sono state le lacrime versate da Yamuna per la partenza di Yama verso il regno dei morti a creare il fiume.

Saraswati il fiume senz’acqua

Saraswati è un fiume senz’acqua. E’ citato nella mitologia indiana, e sarebbe stato un fiume che che nasceva dall’Himalaya. Alcuni studi archeologici e geologici sembrerebbero confermare l’esistenza di questo fiume che poi si sarebbe prosciugato. Secondo la mitologia la Saraswati sarebbe scomparso sottoterra. Il suo corso sotterraneo confluirebbe nel Gange nei pressi di Allahabad, insieme alla Yamuna, nel luogo di celebrazione del più volte citato il Kumbh Mela.

L’Indo è il fiume al quale l’India deve il suo nome. Negli antichi testi vedici viene descritto come un guerriero. E’ stato la culla di molte civiltà, ma attualmente scorre solo per un piccolo tratto in territorio indiano. Infatti ha le sue sorgenti in Tibet e dopo avere attraversato Kashmir e Ladakh, sfocia nel Mare Arabico in Pakistan, che un tempo era India.

Godavari è il secondo fiume più lungo dell’India dopo il Gange. Nasce nel Maharastra e sfocia nel Golfo del Bengala. La tradizione sostiene che sia una deviazione del Gange voluta dal Dio Shiva. Le sponde della Godavari sono sede di uno dei Kumbh Mela.

Il Kaveri o Gange del Sud nasce nel Karnataka e sfocia nel Tamil Nadu. Il suo corso è interrotto da alcune dighe già costruite al tempo degli inglesi. La leggenda più accreditata sulle sue origini divine racconta che Kaveri, un’apsara (ninfa) cresciuta come figlia di Brahma, abbia chiesto e ottenuto di diventare un fiume per poter lavar via i peccati dal mondo.

Narmada è un ideale confine tra Nord e Sud dell’India: nasce nel Madhya Pradesh e sfocia nel Mare Arabico. L’origine mitologica è controversa, alcuni sostengono che nasca dal sudore del Dio Shiva, altri dalle lacrime di Brahma.

ghats sulle rive dello Yamuna a chitrakoot - i luoghi sacri dell'induismo - Massimo Basso _

Ghats sulle rive dello Yamuna a Chitrakoot

Sulle rive dello Yamuna a Chitrakoot le barche attendono fedeli (tanti) e turisti (pochi) per una visita.

Leggi anche: Cerimonia Arti a Chitrakoot e Varanasi

Visitatori e non turisti

A viaggiare in India e non entrare nei templi si perde un enorme patrimonio artistico.  Il tempio può lasciarci disorientati perché tutto è intenso e ben poco famigliare: aria densa di odori forti, brulichio disordinato dei devoti  intenti ad attività misteriose, sguardi autorevoli dei brahmani, i sacerdoti. E una grande confusione acustica: non si va al tempio per pregare in silenzio, ma per visitare il dio che ci abita e condividere la sua presenza.
E’ bene sapere come comportarsi per non offendere nessuno. Gli usi e i costumi cambiano da regione a regione, con differenze considerevoli dal nord al sud, ma ci sono alcune regole che si devono rispettare ovunque:

Le regole da seguire nei luoghi sacri dell’Induismo

L’abbigliamento deve essere decoroso: niente spalle scoperte (per le donne mentre nel sud per gli uomini è obbligatorio entrare a petto nudo), richiesti pantaloni o gonne lunghe. Non è richiesto coprirsi la testa, anzi nel sud è necessario il contrario. Nel nord si entra più vestiti e si può arrivare più vicino all’icona sacra, spesso la preghiera implica il toccare la statua fisicamente. Nel sud la testa e, per gli uomini, il petto sono scoperti per permettere all’energia divina di entrare nel corpo, ma è vietato toccare le icone.

Si entra scalzi. Quasi sempre è possibile tenere i calzini. Togliersi le scarpe è un segno di rispetto. Implica lasciare fuori il mondo terreno, con le sue impurità e imperfezioni. Fuori dai templi maggiori ci sono depositi che custodiscono a pagamento le calzature, nei templi minori è gratis.

Non dappertutto è permesso l’ingresso

Generalmente gli Induisti sono molto tolleranti verso gli estranei, ma in alcuni templi è possibile entrare solo se si appartiene alla religione induista. Ad esempio nel tempio di Jagannath a Puri non è permesso l’ingresso alle persone di fede religiosa diversa.

Fotografie nei luoghi sacri

Ovviamente sto scherzando: scattare foto all’interno dei luoghi sacri dell’induismo è quasi sempre proibito, ma a volte è consentito.. un consiglio: chiedete!

In alcuni templi del sud ad accogliervi nella prima sala del tempio è un’elefantessa che per qualche rupia vi benedice ponendo la delicata proboscide sulla vostra testa. Benedice solo chi vuole essere benedetto, proseguite se non vi interessa. Le foto di solito sono ammesse.

Prima di entrare nel cuore del tempio si gira in senso orario attorno alla cella. Non siete obbligati a fare il giro, che si chiama pradakshina, ma è altamente consigliato se vi interessa vedere cosa succede nel tempio. Si crede che maggiore sia il numero dei giri (sempre dispari), maggiore ia l’ardore religioso e l’attenzione che il Dio vi presta. La deambulazione è segno di umiltà e al tempo stesso si lascia più tempo all’energia divina di purificare il corpo.

Una regola da seguire: non fissate le immagini

E’ meglio non rimanere fermi direttamente davanti all’immagine sacra. Noterete che gli indiani si dispongono lateralmente o con le spalle non esattamente parallele all’icona. Sia per rispetto che per evitare un sovraccarico di energia divina. Il guardare la rappresentazione divina, fare il darshan, è il rito più intimo e importante, per cui nei giorni di ressa la gente si affolla spingendosi per non perdersi il momento in cui Dio apre simbolicamente gli occhi e vi legge nel cuore, cancellando le paure ed esaudendo le vostre preghiere.

i luoghi sacri dell'induismo - interno di un tempio - Massimo Basso _

Non dappertutto le foto sono vietate, in alcuni casi sono addirittura richieste..

Le offerte nei luoghi sacri dell’Induismo

Se decidete di proseguire fino alla cella sacra i sacerdoti forse vi chiederanno un’offerta, che dovrebbe essere libera. Non sentitevi obbligati a dare più di quanto ritenete opportuno, potete osservare gli indiani per decidere quanto. Ogni hindu riceve anche il prasada, un’offerta sacra costituita da polvere rossa, petali di fiori, del cibo e dell’acqua con basilico indiano, che varia a seconda dei templi. Nel nord Vi offriranno acqua e una caramella di zucchero bianca. Nessuno vi vieta di prenderli, ma non buttateli a terra immediatamente dopo. E’ un rito molto sacro per i fedeli e manchereste di rispetto, meglio non accettare.  Soprattutto l’acqua a volte può non essere salutare.

Suoniamo la campanella!

Prima di uscire, se avete apprezzato la visita e vi sentite di buon umore e in vena di partecipazione gioiosa potete suonare la campanella, sempre presente nel nord e suonata all’entrata e all’uscita. Nessuno vi guarderà  male e vi saranno molti volti sorridenti ad accompagnarvi verso il mondo imperfetto degli uomini.

Il primo segno dell’imperfezione sono i questuanti che chiedono l’elemosina all’entrata del tempio. E’ un buon momento per lasciare alcune monete, se desiderate, perché è un’abitudine degli hindu donare al tempio e non farete altro che comportarvi come loro.

i luoghi sacri dell'induismo - santone che riceve l'elemosina

Sadhu in attesa davanti ad un Tempio

Ne sapete abbastanza sui luoghi sacri dell’induismo?

Per saperne di più

Ora che hai un’idea di come visitare questi luoghi rispettandoli puoi prepararti anche ad un incontro con un Sadhu, un Santone indiano

Se ti interessa conoscere altri aspetti religiosi dell’Induismo leggi anche: La sacra Trimurti, introduzione e cenni su BrahmaVishnu ed i suoi avatara, Shiva il distrutttore e Foto e significato del Festival di Holi. Ma L’India è anche il luogo dove è nato il Buddismo. L’ho imparato dopo la visita a Sarnath uno dei luoghi storici del Buddha, e adesso non vedo l’ora di poter visitare anche Bodhgaya.

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