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venerdì, Gennaio 28, 2022
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Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento

IndiaLuoghi Sacri dell'Induismo e regole di comportamento

I luoghi Sacri dell’Induismo

I luoghi Sacri dell’Induismo o Tirtha in genere si identificano in un fiume, montagna, o altro luogo reso sacro perché associato ad una Divinità, ad un maestro o ad una persona venerabile.

Questo articolo vuole fornire una panoramica dei luoghi Sacri dell’Induismo per chi abbia il desiderio di visitare l’India avvicinandosi alla cultura Indù e cercando di comprendere i luoghi visitati per andare oltre le semplici apparenze. Comprendere aiuta ad assaporare meglio il viaggio, ad allargare i propri orizzonti, ad aprire la mente a nuovi concetti e, a volte, a riconsiderare le proprie priorità.

Anche se è sempre possibile incorrere in errori o errate interpretazioni, ho condotto questa ricerca utilizzando esperienze personali, testimonianze dirette ed in parte articoli e libri che ho ritenuto attendibili.

Molte verità

Per chi conosce l’India almeno un po’ sa che per ogni concetto ci sono molte verità e quasi mai o quasi sempre in contraddizione fra di loro, frutto di una tradizione orale e scritta molto prolifica.

Leggi anche la sacra Trimurti: introduzione e cenni su Brahma

Tempo di lettura stimato: 24 minuti

Alcuni link in questo articolo possono essere sponsorizzati, ovvero, se comprate tramite il link a voi non costa nulla, ma mi viene riconosciuta una commissione. Inserisco i link solo se pertinenti e dopo averli verificati.

I luoghi Sacri dell’Induismo ed i pellegrinaggi religiosi

L’uomo da sempre ha cercato di trovare un significato religioso nel mondo circostante, a volte negli animali, a volte nei luoghi o negli oggetti. Fin dall’antichità l’ambiente non è mai stato considerato solo qualcosa di tangibile, ma una manifestazione divina, intrisa di un aspetto religioso.

Toccare un oggetto o recarsi in un luogo sacro, significa quindi unirsi alla divinità e visitare i luoghi sacri in India è un’esigenza molto sentita.

Il pellegrinaggio nell’induismo viene chiamato Tirtha, che significa guado o incrocio. Attraversare questo guado o questo incrocio assume il significato simbolico di passaggio dal piano umano al sovrumano. Tirtha, ad esempio, è anche l’attraversamento del fiume del Samsara – il ciclo di morte e rinascita – per raggiungere uno stato di liberazione. 

I viaggi religiosi in questo paese sono diventati nel tempo una delle forme di turismo più praticate e assumono un’importanza particolare nella vita delle persone. Con i pellegrinaggi i fedeli si avvicinano al divino per acquistare meriti che li aiutino nella liberazione dal ciclo delle reincarnazioni. Questo stato di beatitudine viene chiamata moksha.

La civiltà indiana nasce sulle rive dell’Indo e per questo uno dei primi luoghi ad essere considerato sacro è il fiume stesso portatore di vita. Molti dei Tirtha erano davvero un guado, cioè dove un fiume poteva essere attraversato in sicurezza.

Fonti: Pilgrimage as Imagined Site: A study of Prayag Tirtha – Ankur Goswami – Jawaharlal Nehru University, New Delhi, [email protected], India’s “Tīrthas”: “Crossings” in Sacred Geography – Diana L. Eck https://dash.harvard.edu/handle/1/25499831

Quali sono e dove sono i luoghi Sacri dell’Induismo

Ci sono molti luoghi che vengono considerati Sacri per vari motivi ed ogni destinazione ha una sua particolarità. Se questo è vero per tutte le religioni, in India assume una connotazione ancora diversa. Ciò è dovuto alla numerosità delle correnti religiose che, senza contraddirsi, convivono e si intrecciano e che contribuiscono a rendere l’Induismo vivo ed in continua evoluzione.

Ogni Tempio ha la propria Divinità, Shiva, Vishnu, Ganesha, Hanuman, Krishna, Surya, questo solo per citarne alcuni. Ogni luogo ha la sua storia ed è oggetto di culti e di visite dei fedeli. Il luogo Sacro è un centro di vita, prima che destinazione religiosa.

Oltre ai Templi cittadini ed alle opere votive sparse per tutto il paese, esistono luoghi che sono ritenuti sacri per la loro posizione geografica o che per loro conformazione sono utilizzati per assolvere a funzioni religiose. Questi luoghi per un esempio possono essere le confluenze dei fiumi, laghi o sorgenti o ancora particolari montagne o grotte.

Il pellegrinaggio come atto di devozione

Per trarre il massimo beneficio dalla visita ai luoghi Sacri, è necessario che ci si rechi a mezzo di un pellegrinaggio. Più è impegnativo è il pellegrinaggio, più grande sarà la ricompensa. Nel compiere questo atto di devozione, occorre però rispettare alcune regole, che per la maggior parte sono scritte nei libri Sacri.

I testi forniscono una serie di indicazioni, a partire dall’abbigliamento, se sia necessario o meno rasare i capelli, i tempi di percorrenza, l’altezza di un eventuale bastone, i riti ed i canti da intonare e molte altre.

Il pellegrinaggio verso un luogo Sacro, fatto utilizzando un veicolo, per vanteria o per impazienza non porterà alcun frutto.

Panoramica sui Sacri luoghi di pellegrinaggio

Senza voler essere una guida completa, nei paragrafi seguenti elenco una serie di luoghi Sacri, che sono anche mete famose e possono essere anche uno spunto per organizzare un viaggio – o più viaggi – con un filo conduttore unico, al fine di avvicinarsi o approfondire le conoscenze dell’universo Induista.

I luoghi Sacri dell’Induismo attraggono un gran numero di pellegrini ogni anno e per un viaggiatore sono l’occasione per fare gli incontri più particolari. Occasioni speciali, come un’eclissi di Sole, un Kumbh Mela (la più grande delle fiere religiose), o il Rathayatra (festival del carro) presso il Tempio di Jagannath a Puri, possono arrivare ad aggregare fino a cento milioni di persone come il Kumbh Mela di Allahabad del 2013 (220 milioni di persone in 50 giorni nel 2019 – fonte: The Guardian)

Nei prossimi paragrafi elenco alcune delle destinazioni più note.

Pellegrinaggio a Palitana in Gujarat
Palitana in Gujarat. Per arrivare ai Templi di Palitana in Gujarat, i fedeli Jainisti (fedeli di un movimento riformatore dell’Induismo) compiono un’ascesa di 3.000 scalini

Le Sette Città Sacre citate nei testi mitologici – Sapta Puri

  • Kashi (Varanasi, Uttar Pradesh), dove il Dio Shiva fondò un santuario di purificazione;
  • Oudh (Ayodhya, Uttar Pradesh), luogo di nascita del Signore Rama;
  • Mathura (Uttar Pradesh), scena della natività di Signore Krishna;
  • Dvaraka (Dwarka, Gujarat), in cui Krishna stabilì il suo regno;
  • Kanchipuram (Tamil Nadu), dove il Tempio della madre divina è costruito a forma di uno yantra, (una rappresentazione del divino in forma di diagramma.. leggi qui per saperne di più sugli Yantra)
  • Haridwar (Uttar Pradesh), il punto in cui nasce il fiume Gange
  • Ujjain (Madhya Pradesh), dove c’è un famoso Shaivite Lingam (simbolo di Shiva).

Leggi anche Sapta Puri, le sette città sacre dell’India

Fotografie di due luoghi Sacri dell’Induismo: Dwarka e Varanasi

Una delle porte di accesso a Dwarka, una delle città Sacre dell'Induismo
Una delle porte di accesso a Dwarka, una delle città Sacre dell’Induismo
Legno per la cremazione a Manikarnika Ghat a Varanasi, sullo sfondo il Gange. I luoghi Sacri dell'Induismo
Legno per la cremazione a Manikarnika Ghat a Varanasi, sullo sfondo il Gange.

Char Dham: le dimore degli Dei, luoghi Sacri alle quattro estremità dell’India

Altri importantissimi luoghi Sacri dell’Induismo per i fedeli sono le quattro dimore degli Dei o Char Dham, fra le più popolari mete di pellegrinaggio dell’India che si trovano all’estremità dei quattro punti cardinali del paese.

Il pellegrinaggio a questi luoghi di devozione dovrebbe essere fatto almeno una volta nella vita al fine di agevolare il raggiungimento della Salvezza (Moksha).

I quattro Dham sono:

  • il Tempio Jagannath (una manifestazione di Krishna) a Puri, in Orissa, a est
  • il Tempio di Vishnu a Badrinath, nell’Uttarakhand, a nord
  • il Tempio di Shiva a Rameshvaram nel Tamil Nadu, a sud
  • il Tempio Krishna a Dwarka nel Gujarat, ad ovest

Rameswaram nel Tamil Nadu, o meglio il Tempio Ramalingeswarar Jyotirlinga, è anche venerato come il più meridionale dei dodici santuari Jyotirlinga dell’India. Questi sono i luoghi ove Shiva si manifestò come una colonna di luce in seguito ad una disputa con gli altri membri della Trimurti, e sono parte di un altro circuito di pellegrinaggio.

Fondamenti storici

Anche se in realtà non esiste una storia specifica che spieghi il collegamento di queste quattro città, esse avevano già un ruolo fondamentale fin dai tempi del Mahabharata (circa 500 a.C.). Anche i primi Purana, intorno al 400 d.C. citano queste quattro città collegandone le sorti. Addirittura Sri Adi Sankara, il filosofo indiano vissuto tra il VII e l’VIII secolo, fondò in queste città degli ordini monastici per celebrarne l’importanza.

Solo come nota di approfondimento Sri Adi Sankara  fu fra i primi sostenitori della teoria  advaita - non duale -  che considera il Brahman la sola ed unica unità cosmica, ovvero con le dovute differenze una sorta di “monoteismo”.

Nell’Uttarakhand esiste anche un altro cammino famoso per i pellegrini di fede Induista, anche se di dimensioni ridotte.

Altri circuiti di pellegrinaggio

Come già detto, in India il pellegrinaggio religioso è una delle forme di turismo più importanti.

Esistono circuiti di pellegrinaggio legati a diversi temi, o a diverse correnti religiose, qui di seguito cito i più importanti, ma l’elenco non è esaustivo:

  • Panch Kedar, circuito religioso in Himalaya, nella regione del Garhwal, che visita cinque templi dedicati a Shiva
  • Sapta Badri o in alcuni casi Panch Badri, circuito religioso in Himalaya, nella regione del Garhwal, che visita sette – o cinque – templi dedicati a Vishnu
  • Shakti Peethas templi sacri alla corrente religiosa dello Shaktismo
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva in tutta l’India
  • Chota Char Dham, le dimore degli Dei in Himalaya che visita le sorgenti dei fiumi Gange, Yamuna oltre ad altri templi dedicati a Shiva e Vishnu. Le quattro destinazioni sono: Yamunotri, Gangotri, Kedarnath e Badrinath.
  • Panch Prayag, le cinque congiunzioni del fiume Alaknanda, uno dei due fiumi dai quali nasce il Gange, nella regione dell’Himalaya.
Fedeli in preghiera a Dwarka i luoghi sacri dell'induismo
Fedeli in preghiera a Dwarka davanti ad un fuoco rituale dove si brucia incenso.
Tempio di Jagannath - Puri - i luoghi sacri dell'induismo
Tempio di Jagannath a Puri in Orissa, un altro dei luoghi Sacri dell’Induismo

Le confluenze dei fiumi sono un luogo sacro

Il bagno è in genere un rito purificatore nella religione induista, facendo il bagno ci si purifica dal peccato.

In particolare questo accade quando il rito viene fatto alla confluenza di due fiumi o alla fonte o alla confluenza di uno dei sette fiumi Sacri: il Gange, lo Yamuna, il Godavari, il Narmada, l’Indo, il Kaveri e il mitico Saraswati.

Un Luoghi Sacro legati a questo particolare rito è il Triveni Sangam ad Allahabad, dove il Gange si congiunge con Saraswati, il mitologico fiume senz’acqua e lo Yamuna, il pube della terra. Questo è il luogo dove ogni 12 anni si tiene il festival del Kumbh Mela (vedi paragrafi precedenti), probabilmente il più grande raduno del pianeta. Il luogo è anche chiamato Prayag, o Prayagraj, ovvero la confluenza di due fiumi: il Gange e lo Yamuna, senza considerare l’invisibile Saraswati.

Altre importanti confluenze sacre si trovano in Himalaya e sono conosciute come Panch Prayag, o cinque confluenze di fiumi sacri. Si tratta delle confluenze del fiume Alaknanda, uno dei due fiumi dai quali nasce il Gange e secondi per importanza solo al Triveni Sangam di Allahabad.

Confluenza di Gange e Yamuna- i luoghi sacri dell'induismo
La confluenza fra i fiumi Gange e Yamuna dove si svolge il Grande Kumbh Mela

I sette fiumi Sacri dell’India

I fiumi sono rappresentati spesso con poteri ed origini divine e sono spesso considerati l’immagine terrena di Divinità femminili. Immergersi nelle loro acque significa dare un significato ancora più potente al rito della purificazione in acqua, per  questo spesso sono il luogo dove si svolgono raduni o festival.

Gange

Cuore e anima dell’India, per gli indiani è Ganga, Divinità  femminile come la maggior parte dei fiumi. Nasce dall’Himalaya e sfocia nel golfo del bengala dando origine a un favoloso delta. Lungo il suo cammino bagna molte città sacre, Haridvar, Varanasi, Allahabad. Alle sue acque vengono affidate le ceneri dei morti, i più devoti e fortunati lo fanno a Varanasi.

Fedeli sulle rive del Gange a Varanasi (Benares) - i luoghi sacri dell'induismo - Massimo Basso _
Fedeli sulle rive del Gange a Varanasi (Benares)

Yamuna

Nasce dall’Himalaya e scorre per un po’ quasi parallelo al Gange, attraversa Delhi e Agra, passa vicino al Taj Mahal e confluisce poi nel Gange nella città di Allahabad (ricorda il Kumbh Mela).  Yamuna è una dea, figlia del Dio del sole Surya e sorella del Dio della morte Yama: La mitologia racconta che sono state le lacrime versate da Yamuna per la partenza di Yama verso il regno dei morti a creare il fiume.

Saraswati, il fiume senz’acqua

Saraswati è un mitico fiume senz’acqua. E’ citato nella mitologia indiana, e sarebbe stato un fiume che che nasceva dall’Himalaya. Alcuni studi archeologici e geologici sembrerebbero confermare l’esistenza di questo fiume che poi si sarebbe prosciugato. Secondo la mitologia la Saraswati sarebbe scomparso sottoterra. Il suo corso sotterraneo confluirebbe nel Gange nei pressi di Allahabad, insieme alla Yamuna, nel luogo di celebrazione del più volte citato il Kumbh Mela.

Indo

Il fiume al quale l’India deve il suo nome. Negli antichi testi vedici viene descritto come un guerriero. E’ stato la culla di molte civiltà, ma attualmente scorre solo per un piccolo tratto in territorio indiano. Infatti ha le sue sorgenti in Tibet e dopo avere attraversato Kashmir e Ladakh, sfocia nel Mare Arabico in Pakistan, che un tempo era India.

Godavari

E’ il secondo fiume più lungo dell’India dopo il Gange. Nasce nel Maharastra e sfocia nel Golfo del Bengala. La tradizione sostiene che sia una deviazione del Gange voluta dal Dio Shiva. Le sponde della Godavari sono sede di uno dei Kumbh Mela.

Kaveri o Gange del sud

Nasce nel Karnataka e sfocia nel Tamil Nadu. Il suo corso è interrotto da alcune dighe già costruite al tempo degli inglesi. La leggenda più accreditata sulle sue origini divine racconta che Kaveri, un’apsara (ninfa) cresciuta come figlia di Brahma, abbia chiesto e ottenuto di diventare un fiume per poter lavar via i peccati dal mondo.

Narmada

Narmada costituisce un ideale confine tra Nord e Sud dell’India. Questo fiume Sacro nasce nel Madhya Pradesh e sfocia nel Mare Arabico tagliando praticamente in due l’India. L’origine mitologica è controversa, alcuni sostengono che nasca dal sudore del Dio Shiva, altri dalle lacrime di Brahma.

ghats sulle rive dello Yamuna a chitrakoot - i luoghi sacri dell'induismo - Massimo Basso _
Ghats sulle rive dello Yamuna a Chitrakoot

Sulle rive dello Yamuna a Chitrakoot le barche attendono fedeli (tanti) e turisti (pochi) per una visita.

Leggi anche: Cerimonia Arti a Chitrakoot e Varanasi

I ghats

I ghats sono strutture che rivestono una grande importanza per le abluzioni rituali dell’Induismo e per questo sono molto diffuse in India. Si tratta di scalinate, con gradini delle più svariate dimensioni, che permettono di accedere alle acque di un fiume o di un lago o di un mare.

La maggior parte dei ghat viene usata sia per scopi Sacri che molto più semplicemente per la pulizia personale. Esistono anche ghat specifici per le cremazioni, che permettono di lavar via con acqua sacra le ceneri dei morti.

abluzioni mattutine ai ghat di varanasi - i luoghi sacri dell'induismo
Abluzioni mattutine ai ghat di Varanasi (Benares)

Simboli religiosi Induisti: le Murti o raffigurazioni delle Divinità

Le rappresentazioni delle Divinità induiste si basano su simbolismi religiosi risalenti a migliaia di anni fa. Questi simboli religiosi sono carichi di significati simbolici e non vogliono essere la rappresentazione di una figura vissuta. La Divinità è essenzialmente spirituale e le sue rappresentazioni, siano esse immagine o statua, hanno la funzione di darle sembianze terrene.

La raffigurazione mitologica non è altro che un modo per avvicinare la divinità ai fedeli. Rappresentare il divino con forme conosciute lo rende meno distaccato e ispira fiducia nella gente.

Per nostra concezione siamo portati a confondere il concetto di Murti con quello di idolo, ma c’è una sostanziale differenza, perché le Murti sono la concretizzazione di un astratto, un veicolo per raggiungere la Divinità.

La concezione è diversa da quella di idolo, che tradizionalmente presuppone che l’oggetto sia esso stesso la Divinità.

i luoghi sacri dell'induismo: esempio di adorazione nel tempio
Donne in preghiera in un Tempio Induista a Junagadh

I riti Sacri nell’Induismo

Secondo la Bhagavadgita, uno dei testi fondamentali dell’Induismo, capitolo XVIII versi 45 e 46 l’uomo raggiunge la perfezione adorando Colui dal quale hanno origine tutti gli esseri umani con i suoi atti giornalieri, facendo bene ciò che più gli è congeniale.

E’ facile capire che il rito fondamentale nella pratica dell’Induismo è osservare il Dharma, la retta via, conducendo una vita secondo l’etica e la giustizia. questo comportamento è detto Sadācāra.

Oltre al comportamento, fondamentale, ci sono tutta una serie di attività che possono essere poste in essere:

  • Rituali domestici di adorazione
  • Rituale di adorazioneall’interno del Tempio
  • Yoga e/o Meditazione,
  • Ripetizione di Mantra o invocazione delle proprie Divinità
  • Studio delle Scritture
  • Osservare i sacramenti ed i voti
  • Eseguire pellegrinaggi ai luoghi Sacri (Yatra)
  • Onorare le festività e i giorni Sacri
  • Svolgere servizi a favore delle Divinità o della comunità

Un esempio di rito nei luoghi sacri dell’Induismo: la Puja

Una delle espressioni più evidenti del culto induista sono le Puja o rituali di adorazioni (citati precedentemente) siano essi a casa propria o nel Tempio. La Puja è un atto di adorazione e di dimostrazione di rispetto verso una Divinità, che può esprimersi in una cerimonia, un’offerta di fiori o cibo, una preghiera o una combinazione di queste e altre azioni. Le cerimonie si svolgono quasi sempre di fronte ad una Murti cioè una statua o immagine personificazione della Divinità preferita. Sono eseguite con gesti rituali e accompagnate da canti Sacri o dalla ripetizione di mantra, alla presenza di un sacerdote o un santone, ma anche molto  spesso in privato.

Esistono molti tipi di Puja. Le sacre scritture contengono istruzioni su come compiere rituali di adorazione rivolti ad ognuno dei Deva (Divinità) che compongono il variegato Pantheon Induista. Ovviamente la Puja è più solenne se eseguita nei luoghi Sacri dell’Induismo, magari in occasione della festività dedicata alla Divinità o come conclusione di un pellegrinaggio.

Se vuoi un esempio di un rito puoi vedere la  Cerimonia Aarti a Chitrakoot Varanasi

Come essere visitatori e non turisti

A viaggiare in India e non entrare nei Templi si perde un enorme patrimonio artistico.  Il Tempio può lasciarci disorientati perché tutto è intenso e ben poco famigliare: aria densa di odori forti, brulichio disordinato dei devoti  intenti ad attività misteriose, sguardi autorevoli dei brahmani, i sacerdoti. E una grande confusione acustica: non si va al Tempio per pregare in silenzio, ma per visitare la Divinità che risiede nel luogo Sacro e condividerne la presenza.

E’ bene sapere come comportarsi per non offendere nessuno. Gli usi e i costumi cambiano da regione a regione, con differenze considerevoli dal nord al sud, ma ci sono alcune regole che si devono rispettare ovunque:

Capire se i Templi sono attivi o sono luoghi storici

Prima di entrare in un Tempio è importante capire se stiamo entrando in un luogo di culto oppure stiamo visitando un luogo storico. Avere questa informazione è importante per capire come ci si può comportare all’interno dell’edificio, per non urtare la sensibilità dei fedeli. In genere per sapere se un Tempio Induista è abbandonato o tutt’ora in funzione occorre guardare in alto..
I Templi attivi hanno sulla cima delle cupole una bandiera, che in alcuni Templi, come per esempio a Dwarka, viene cambiata tutti i giorni.

Se non siete sicuri conviene chiedere a qualche persona del luogo, se invece siete accompagnati da una guida, molto probabilmente saprà darvi l’informazione.

Regole da seguire nei luoghi Sacri dell’Induismo

L’abbigliamento deve essere decoroso: niente spalle scoperte (per le donne mentre nel sud per gli uomini in alcuni templi è obbligatorio entrare a petto nudo), richiesti pantaloni o gonne lunghe. Non è richiesto coprirsi la testa, anzi nel sud è necessario il contrario. Nel nord si entra più vestiti e si può arrivare più vicino all’icona sacra, spesso la preghiera implica il toccare la statua fisicamente. Nel sud la testa e, per gli uomini, il petto sono scoperti per permettere all’energia divina di entrare nel corpo, ma è vietato toccare le icone.

Si entra scalzi. Quasi sempre è possibile tenere i calzini. Togliersi le scarpe è un segno di rispetto. Implica lasciare fuori il mondo terreno, con le sue impurità e imperfezioni. Fuori dai Templi maggiori ci sono depositi che custodiscono a pagamento le calzature, nei Templi minori è gratis.

Dove e quando è permesso l’ingresso

Generalmente gli Induisti sono molto tolleranti verso gli estranei, ma in alcuni Templi è possibile entrare solo se si appartiene alla religione induista. Ad esempio nel Tempio di Jagannath a Puri non è permesso l’ingresso alle persone di fede religiosa diversa.

Fotografie nei luoghi Sacri

Scattare foto all’interno dei luoghi Sacri dell’Induismo è quasi sempre proibito, ma a volte è consentito.. un consiglio: chiedete!

In alcuni Templi del sud ad accogliervi nella prima sala del Tempio è un’elefantessa che per qualche rupia vi benedice ponendo la delicata proboscide sulla vostra testa. Benedice solo chi vuole essere benedetto, proseguite se non vi interessa. Le foto di solito sono ammesse.

Prima di entrare nel cuore del Tempio si gira in senso orario attorno alla cella. Non siete obbligati a fare il giro, che si chiama pradakshina, ma è altamente consigliato se vi interessa vedere cosa succede. Si crede che maggiore sia il numero dei giri (sempre dispari), maggiore sia l’ardore religioso e l’attenzione che il Dio vi presta. La deambulazione è segno di umiltà e al tempo stesso lascia più tempo all’energia divina di purificare il corpo.

Una regola da seguire: non fissate le immagini

E’ meglio non rimanere fermi direttamente davanti all’immagine Sacra. Noterete che gli indiani si dispongono lateralmente o con le spalle non esattamente parallele all’icona. Sia per rispetto che per evitare un sovraccarico di energia divina. Il guardare la rappresentazione divina, fare il darshan, è il rito più intimo e importante, per cui nei giorni di ressa la gente si affolla spingendosi per non perdersi il momento in cui Dio apre simbolicamente gli occhi e vi legge nel cuore, cancellando le paure ed esaudendo le vostre preghiere.

i luoghi sacri dell'induismo - interno di un tempio - Massimo Basso _
Non dappertutto le foto sono vietate, in alcuni casi sono addirittura richieste..

Le offerte nei luoghi Sacri dell’Induismo

I pellegrini, una volta giunti nei luoghi di pellegrinaggio, vengono iscritti in appositi registri, tenuti dai custodi del Templi e di solito viene richiesta un’offerta per il mantenimento dei monaci e della struttura. Se andate in visita ad un particolare luogo Sacro, in molti posti verrà chiesto anche a voi di registrarvi.

Anche nei Templi comuni se decidete di proseguire fino alla cella sacra i sacerdoti probabilmente vi chiederanno un’offerta, che dovrebbe essere libera.

Non sentitevi obbligati a dare più di quanto ritenete opportuno, potete osservare i locali per decidere quanto. Ogni fedele riceve anche il prasada, un’offerta sacra costituita da polvere rossa, petali di fiori, del cibo e dell’acqua con basilico indiano, che varia a seconda dei Templi.

Nel nord Vi offriranno acqua e una caramella di zucchero bianca. Nessuno vi vieta di prenderli, ma non buttateli a terra immediatamente dopo. E’ un rito molto sacro per i fedeli e manchereste di rispetto, meglio non accettare.  Soprattutto l’acqua a volte può non essere salutare.

In alcuni Templi, vedendovi turisti cercheranno di farVi donare cifre sproporzionate, mostrandovi quello che altri hanno donato. Non sempre la documentazione è “originale” e, solo se volete fare una donazione, non sentitevi obbligati a donare una cifra elevata, anche poco è apprezzato.

Suonate la campanella!

Prima di uscire, se avete apprezzato la visita e vi sentite di buon umore, in vena di partecipazione gioiosa potete suonare la campanella, sempre presente nel nord e suonata all’entrata e all’uscita. Nessuno vi guarderà male e ci saranno molti volti sorridenti ad accompagnarvi verso il mondo imperfetto degli uomini.

Il primo segno dell’imperfezione sono i questuanti che chiedono l’elemosina all’entrata del Tempio. E’ un buon momento per lasciare alcune monete, se desiderate, perché è un’abitudine donare al Tempio e non farete altro che comportarvi come la gente del posto.

i luoghi sacri dell'induismo - santone che riceve l'elemosina
Sadhu in attesa davanti ad un Tempio

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Se ti interessa l'India prima di tutto informati sui luoghi sacri dell'induismo e sulle regole di comportamento. altri argomenti interessanti per avvicinarti a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fannole caste in India e gli Intoccabili Dalitil Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggi la sacra Trimurti e cenni su BrahmaShiva il DistruttoreVishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefanteSurya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Se, come me ami le tradizioni fai un salto nel passato dell'India Tribale, e scopri le tribù dell'Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

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Massimo Basso le mie passioni sono stare all'aria aperta, viaggiare, scoprire luoghi nuovi, conoscere persone ed abitudini, osservare la Natura e, quando posso, fare qualche bella fotografia. Le foto (se riportano la mia firma) sono mie e non sono riproducibili senza consenso.

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