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sabato, Novembre 27, 2021
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L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco

IndiaL'Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco

Il Leone Alato di San Marco all’Aina Mahal di Bhuj

L’ultima cosa che ti immagini di vedere visitando l’Aina Mahai di Bhuj, un palazzo reale in Gujarat è di vedere un Leone di San Marco, simbolo di Venezia.

E’ capitato durante una visita a Bhuj, in Gujarat, India occidentale, quando ho visitato il Palazzo degli Specchi o Aina Mahal, un palazzo trasformato in museo.

Il palazzo è parte di un complesso di costruzioni che comprende l’Aina Mahal, il vicino Rani Mahal ed il Prag Mahal, quest’ultimo è un palazzo in gotico italiano di epoca successiva.

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Ingresso Bhuj, sullo sfondo il Prag Mahal
Ingresso a Bhuj, sullo sfondo il Prag Mahal in stile tardo gotico Italiano

Aina mahal

L’Aina Mahal fu costruito nel diciassettesimo secolo sotto il regno di Rao Lakhpatji, della dinastia Jadeja Rajput.

Una curiosità interessante su questo regnante, è che si narra che ogni anno commissionasse un nuovo letto, provvedendo a vendere all’asta quello usato dell’anno precedente.. se non sono strani non li vogliamo..

Il palazzo dal 1977 è un museo dove sono esposti gioielli, armi e arte Kutch, oltre ad una serie di oggetti di provenienza o di influenza europea, appartenuti ai vari regnanti. La struttura è stata fortemente danneggiata dal tremendo terremoto del 2001 ed ha perso l’ultimo piano, ma il piano inferiore è stato riaperto al pubblico.

Il palazzo è spettacolare: costruito in stile misto indoeuropeo ha l’interno ricoperto di specchi e di pezzi di vetro, per un colpo d’occhio molto particolare nonostante la scarsa illuminazione (all’epoca della mia visita).

Interno dell'Aina Mahal a Bhuj
Interno dell’Aina Mahal a Bhuj, Gujarat

Ram Singh Malam

La costruzione fu progettata da Ram Singh Malam, un viaggiatore originario di Dwarka. Dopo essere stato raccolto da una nave olandese nel 1742 in seguito al naufragio della propria imbarcazione, Malam aveva lavorato in Europa quasi vent’anni, specializzandosi in numerose arti fra le quali la produzione di vetrate e di specchi ed imparò anche come costruire armi da guerra.

A circa 30 anni tornò in India a cercare lavoro e dopo aver vagato senza fortuna per mesi si stabilì alla corte di Rao Lakhpatji che gli affidò appunto la costruzione del palazzo. Successivamente gli fu affidata anche la realizzazione dei primi cannoni della regione con i quali il sovrano difese la città durante le immancabili guerre dell’epoca.

Aina Mahal ed il Alato di San Marco di Venezia
Interno dell’Aina Mahal

Il soggiorno in Europa ed a Venezia

Grazie al suo mecenate Ram Singh Malam si recò ancora due volte in Europa a migliorare le sue tecniche, soggiornando anche a Venezia.

In seguito a questi soggiorni cominciò a produrre presso i propri laboratori numerosi oggetti e preziosi replicando quanto imparato in Europa ed imitandone i modelli

Oltre al progetto del palazzo Malam infatti progettò, realizzò o contribuì a realizzare alcune bellissime fontane, molti degli specchi, delle porte intarsiate in oro e avorio e anche alcune vetrate, molte in stile veneziano.

Il bassorilievo con il Leone Alato di San Marco

Fu probabilmente durante il suo soggiorno a Venezia e per averne subito il fascino aristocratico che Ram Singh Malam decise di realizzare un Leone Alato di San Marco da porre all’ingresso dell’Aina Mahal, portanto così un pezzo di Europa in India.

In realtà non è chiaro se il Leone Alato di San Marco fu realizzato in loco o trasportato dall’Europa, ma sta di fatto che oggi è posizionato all’ingresso dell’Aina Mahal

Il bassorilievo è realizzato in materiale rossiccio e campeggia proprio all’ingresso accogliendo i visitatori con un angolo d’Italia

Aina Mahal ed il Alato di San Marco di Venezia
Il Leone Alato di San Marco a Bhuj

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Massimo Basso le mie passioni sono stare all'aria aperta, viaggiare, scoprire luoghi nuovi, conoscere persone ed abitudini, osservare la Natura e, quando posso, fare qualche bella fotografia. Le foto (se riportano la mia firma) sono mie e non sono riproducibili senza consenso.

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