Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand

Chota Char Dham, il piccolo pellegrinaggio dell’Himalaya

I Chota Char Dham sono quattro mete di pellegrinaggio in Uttarakhand, tra le Sacre Montagne dell’Himalaya, fra le più ambite dell’India e famose fra tutti i pellegrini. 

Il pellegrinaggio in India è una delle forme di turismo più diffuse. Recarsi in una meta sacra significa avvicinarsi alla divinità e ricaricare la propria energia spirituale migliorando la possibilità di ottenere la liberazione dal Samsara, il ciclo delle reincarnazioni, ed accedere al Nirvana.

Il pellegrinaggio contiene in se’ il simbolo del sacrificio, quindi più è grande il sacrificio, più grande è la ricompensa attesa e lo sforzo fisico rientra nei sacrifici, come il digiuno, l’astinenza e la preghiera.

A questo proposito leggi anche i luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento.

Come ho già detto nel mio articolo sui luoghi Sacri dell’Induismo, il dham o luogo di pellegrinaggio, di solito sorge in prossimità dell’acqua, che serve a purificare il corpo e lo spirito, o di una montagna. Questi sono simboli da rapportare alla vita di tutti i giorni. In particolare l’acqua viene paragonata allo scorrere della vita, lenta, ma inarrestabile

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Questo è un blog di viaggi, le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo possono essere sponsorizzati, ovvero, se comprate tramite il link non pagate di più, ma mi viene riconosciuta una commissione. Inserisco i link solo se pertinenti e dopo averli verificati.

Il piccolo pellegrinaggio Chota Char Dham

Le quattro (chota) mete di pellegrinaggio dell’Uttarakhand, proprio per il fatto di essere difficilmente accessibili acquistano e sono considerate particolamente potenti.

Fino agli anni sessanta/settanta i luoghi erano frequantati soprattutto da asceti, da samnyasin* o persone che potevano permettersi di farsi trasportare attraverso il lungo cammino per raggiungere questi luoghi difficilmente accessibili.

In seguito, anche in conseguenza dei conflitti con la Cina, il governo costruì alcune strade che oggi permettono a migliaia di fedeli di raggiungere in modo agevole i luoghi di pellegrinaggio, che, in questo modo, sono divenuti molto popolari.

Si può accedere ai Chota Char Dham partendo da Haridwar, Rishikesh o da Dehradun.

Il pellegrinaggio prevede la visita a quattro luoghi sacri e si può percorrere da maggio fino a ottobre e comprende, seguendo un ordine preciso. 

  • Yamunotri, la sorgente del fiume Yamuna
  • Gangotri, la sorgente del Gange
  • Kedarnath
  • Badrinath
* Secondo la dottrina Induista, la vita è suddivisa in quattro periodi. L'obiettivo di ogni periodo è l'esecuzione e lo sviluppo delle caratteristiche proprie dello stadio della vita che si sta vivendo. Le quattro ashrama sono: Brahmacharya (studente), Grihastha (padre di famiglia), Vanaprastha (ritirato) e in ultimo la Saṃnyasa (rinuncia).

A proposito di pellegrinaggi, leggi anche: i Templi di Girnar Hill e il pellegrinaggio dei 10.000 scalini

Mappa dei Chota Char Dham

Chota Char Dham pellegrinaggio in Uttarakhand
Mappa di Chota Char Dham pellegrinaggio in Uttarakhand

Yamunotri e la Dea Yamuna

Yamunotri, la sorgente del fiume Yamuna e luogo in cui risiede la Dea Yamuna. Si trova ad un’altitudine di 3.293 metri ed il tempio è dedicato alla dea Yamuna. 

Il tempio non è accessibile in auto, ma bisogna percorrere a piedi un piccolo pellegrinaggio di 6 chilometri, percorribili in 2 o tre ore con facilità.

La base di partenza è Jankichatti, che dista circa 8 ore da Haridwar (o 12 da Delhi)

In realtà le sorgenti dello Yamuna si trovano circa mille metri più in alto, a oltre 4.400 metri, ma in una zona vietata al pubblico e quindi non accessibile. Qui lo spettacolo delle montagne è supremo, in un panorama coperto di foreste e ghiacciai. I pellegrini di solito soggiornano almeno una notte nelle vicinanze, e molti sfruttano la possibilità di usufruire delle sorgenti termali che si trovano a JankiChatti, a circa 7 chilometri. Nel tempio spesso si portano offerte alla Dea sotto forma di riso cotto nelle acque termali. Nei mesi invernali l’immagine della Dea è trasferita al villaggio di Kharsalia Uttarkashi

Leggi anche Sapta Puri, le sette città sacre dell’India

Yamunotri la sorgente dello Yamuna
Yamunotri – di AaS – CC BY-SA 4.0 – link

Gangotri e Madre Ganga

Gangotri, la sorgente del Gange e luogo in cui risiede la Dea Ganga. Il tempio dedicato alla Dea Ganga si trova a circa 6 ore da Haridwar, 7 ore da Yamunotri, ad un’altitudine di 3.048 metri. Si dice che sia stato costruito dove Shiva arrestò il potere distruttivo della Dea Ganga, facendola atterrare sulla sua chioma e domandone così la furia. 

Anche nel secondo Chota Char Dham la vera sorgente si trova più in alto a quasi 3.900 metri e quasi 20 chilometri di distanza, sempre più lontana man mano che il ghiacciaio che le dà origine si ritira a causa dei cambiamenti climatici.

I fedeli salgono alla sorgente a piedi, con un trekking fino alla base del ghiacciaio, per lavarsi nell’acqua gelida e raccoglierne un po’ da portare a casa, agli amici o al tempio, come simbolo del balsamo ingerito da Shiva dopo aver salvato l’universo dal veleno.

Nei mesi invernali la divinità trova dimora nel villaggio di Mukhba vicino a Harsil.

Gangotri - Chota Char Dham Uttarakhand
Gangotri – foto di Jayanta Banerjee

Kedarnath

Nel tempio di Kedarnath Shiva è venerato nella forma di uno dei 12 Jyotirlinga (Kedar è un altro nome di Shiva). Oltre ad essere uno dei Chota Char Dham, questo è anche il più importante dei Templi Panch Kedar, uno dei cinque Templi sacri per la corrente Induista dello Shivaismo. 

Si dice che ciascuno di questi siti sia dedicato a una parte del Signore: Kedarnath (la gobba di Shiva), Madhmahwar (il suo ombelico), Tungnath (le sue braccia), Rudranath (il suo volto), Kalpeshwar (il suo jata o capelli).

Kedarnath è uno dei templi più remoti in questo pellegrinaggio. Per arrivarci occorre raggiungere la cittadina di Sonprayag, 8 ore da Haridwar o 12 ore da Jankichatti, la precedente meta del pellegrinaggio. Da qui si può prendere una navetta e raggiungere Gaurikund, che dista solo 5 chilometri, ma non è accessibile ai veicoli privati. A Gaurikund è possibile pernottare ed il giorno successivo intraprendere il faticoso trekking di 16 chilometri per raggiungere il tempio di Kedarnath, in circa 6 ore.

Il tempio è dedicato a Shiva e si dice sia stato costruito da AdiShankara nell’ottavo secolo. Questo è il tempio dove i cugini Kaurava avrebbero espiato il cattivo karma accumulato nella guerra contro i cugini raccontata nel Mahabharata.

Una grande statua di Nandi accoglie i pellegrini, mentre una forma conica viene venerata come la rappresentazione di Shiva

Il tempio chiude a novembre e, durante l’inverno, Baba Kedar si trasferisce al tempio di Omkareshwar a Ukhimath.

Leggi di più sull’argomento: EconomicTimes

Tempio Baba Kedar a Kedarnath, uno dei Chota Char Dham dell'Uttarakhand
Tempio Baba Kedar a Kedarnath – Foto di PRATEEK JAISWAL

Badrinath

Il tempio di Vishnu a Badrinath

Badrinath è il più accessibile dei Chota Char Dham e si trova a  circa 7 ore di auto a nord di Haridwar, ai piedi dell’Himalaya. Badrinath, dedicato a Vishnu. Questo è uno dei 108 santuari più sacri per i Vaisnaviti, la corrente Induista che venera Vishnu come divinità principale. 

All’interno del Tempio principale Vishnu viene raffigurato come Nara-Narayana, gli avatar gemelli che lavorano per la conservazione del Dharma.

Badrinath si trova ad un’altitudine di oltre 3.000 metri, in mezzo alle montagne ed è coperto dalla neve per oltre sei mesi l’anno. Si può arrivare al Tempio in auto, ma occorre percorrere una strada che è spesso danneggiata da frane e smottamenti, pertanto meglio informarsi sulle condizioni prima di partire.

Secondo una delle leggende Vishnu meditò qui per migliaia di anni mentre la dea Lakshmi forniva ombra a suo marito sotto forma di un albero di Badri. Così il luogo divenne noto come il nome di Badrinath.

L’idolo principale si dice che sia stato scoperto da Adi Shankaracharya, in un fiume vicino e inizialmente posizionato in una sorgente termale. Solo più tardi fu costruito il tempio attuale, che risale al XVI secolo e fu costruito da re di Garhwal.

Il tempio è incastonato nelle montagne e circondato da panorami favolosi. Vicino a Badrinath è possibile raggiungere facilmente le sorgenti termali per godersi una giornata di relax.

Leggi anche Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India

Bradrinath - Chota Char Dham
Vista della cittadina di Badrinath – foto di Avi Theret

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fannole caste in India e gli Intoccabili Dalitil Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su BrahmaShiva il DistruttoreVishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

Ti piace l'articolo?

iVisa.com

Dal Blog

Max
Maxhttps://www.massimobasso.com
Massimo Basso le mie passioni sono stare all'aria aperta, viaggiare, scoprire luoghi nuovi, conoscere persone ed abitudini, osservare la Natura e, quando posso, fare qualche bella fotografia. Le foto (se riportano la mia firma) sono mie e non sono riproducibili senza consenso.

Ti possono interessare?