I templi di Khajuraho e le sculture erotiche

IndiaI templi di Khajuraho e le sculture erotiche

Le sculture erotiche dei templi di Khajuraho

Se vi trovate nel nord dell’India non potete non fare una visita ai templi di Khajuraho e alle loro rappresentazioni erotiche.

In questo articolo volutamente non ho messo immagini di sculture esplicitamente erotiche, che potete facilmente trovare in alti siti. Ho attinto da fonti varie cercando di andare oltre l’ovvio ed il banale, per dare una visione più storica e spirituale piuttosto che una ricerca morbosa del proibito.

Ho inoltre cercato di essere esaustivo sull’argomento, senza limitarmi ad una semplice riscrittura di articoli già scritti.

Scultura raffigurante Brahma e la sua consorte
Scultura raffigurante Brahma e la sua consorte

Una rara immagine di Brahma

I templi di Khajuraho e le rappresentazioni erotiche che evocano il Kamasutra

Khajuraho è una piccola cittadina con poco più di ventimila abitanti situata nel distretto di Chhatarpur, Madhya Pradesh, ed il suo nome deriva dalle palme di khajur, o palme da dattero, presenti nella zona.

Grazie alla particolarità dei suoi templi la città ha acquisito nel tempo molta popolarità. L’importanza di questi templi è dimostrata dal fatto che nel 1986 l’UNESCO ha inserito questo insediamento nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità.

Potete abbinare questa escursione ad una visita alla riserva naturale Parco Nazionale Panna, dove, se avrete fortuna, potrete fare un incontro con una Tigre

La scoperta dei templi di Khajuraho

La scoperta di Khajuraho si deve ad un capitano dell’esercito inglese di nome Burt. Nel 1838, il capitano Burt mentre si trovava nella zona del Madhya Pradesh si lasciò convincere dalla guida indiana ad addentrarsi nella giungla dove scoprì una serie di templi immersi nella vegetazione, con meravigliosi bassorilievi in buona parte intatti.

I templi di Khajuraho e le sculture erotiche
Particolare delle sculture erotiche

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Origine dei templi di Khajuraho

Khajuraho dal IX al XI secolo fu una delle capitali dei re dei Chandela, il regno Jejakabhukti.

Nel periodo di massimo splendore il regno Jejakabhukti si estendeva su buona parte del Madhya Pradesh. La capitale originaria occupava un’area di circa 20 chilometri quadrati e comprendeva olte 80 templi, fatti erigere dai vari sovrani a cavallo dell’anno 1000

Alla fine dell’undicesimo secolo i re Chandela, a causa di problemi interni al regno, forieri di un imminente declino, abbandonarono la città per trasferirsi a Mahoba. Da allora Khajuraho rimase unicamente come riferimento religioso fino al 1300 circa, prima di essere abbandonata definitivamente.

Nel frattempo i regnanti Chandela affrontarono ripetutamente gli invasori Moghul, fino a perdere progressivamente il loro potere a partire dal XIII secolo.

La distanza dalle grandi città dell’epoca e quindi dalle battaglie fece la fortuna dei templi di Khajuraho che si salvarono dai saccheggi e dalle distruzioni subite dagli altri tempi indù ad opera dei conquistatori di fede musulmana.

La Dinastia Moghul, anche conosciuta come Mughal fu la più importante dinastia imperiale indiana di religione musulmana, che espanse la sua influenza su buona parte dell’Asia meridionale. A loro deve essere riconosciuta la paternità di monumenti famosi come il Taj Mahal, ma anche un accanimento contro gli antichi templi induisti che furono spesso saccheggiati o distrutti.

I templi di Khajuraho e le sculture erotiche
Uno dei Templi di Khajuraho

Com’erano i templi di Khajuraho all’epoca della scoperta

Quando furono scoperti in epoca moderna i templi di Khajuraho erano immersi nella giungla, fra piante monumentali, ma già nel 1852, quando venne scritta la prima testimonianza e venne fatto un primo disegno del luogo, le piante erano sparite. Non è dato di sapere se queste fossero già presenti all’epoca di massimo splendore della città, o se fu la natura selvaggia ad inglobarli.

Si racconta però che quando la città raggiunse il culmine dello splendore Khajuraho fosse cinta da una cerchia di mura, nelle quali si aprivano 8 porte di accesso. Ai lati di ognuna di queste porte pare ci fossero 2 palme dorate.

All’interno delle mura erano stati edificati i templi.

I templi di Khajuraho e le sculture erotiche

Khajuraho ai giorni nostri

I templi di Khajuraho sono quasi tutte costruzioni in arenaria e quindi soggette all’usura degli agenti atmosferici, ma tutto sommato ben conservate. I templi sono riccamente scolpiti con bassorilievi che spesso ritraggono scene erotiche, in alcuni casi in atteggiamenti inequivocabili e questo, si sa, è anche il motivo della loro notorietà.

Sabrina intenta a fotografare

Le sculture erotiche ed il Kamasutra

La meta è sono diventata famosa come il luogo dei templi del Kamasutra, anche se questa definizione pare un tantino avventata. Infatti nel corso delle mie ricerche ho visto che i riferimenti al Kamasutra sono riportati solo da testi che pubblicizzano il luogo come meta turistica.

Le rappresentazioni che si trovano sull’esterno dei templi di Khajuraho mostrano infatti scene erotiche che le guide ammiccanti indicano compiacenti. Rappresentazioni abbastanza esplicite di sesso orale, sesso di gruppo, sesso con animali ecc. sono ovviamente motivo di curiosità e di reazioni diverse. Alcuni turisti ridacchiano, altri si imbarazzano, la maggior parte prende atto e fa una foto, da mostrare come un trofeo agli amici

I templi di Khajuraho e le sculture erotiche

Cos’è il Kamasutra (ma c’entra coi templi di Khajuraho?)

Se digiti “Kamasutra” su Google i primi tre risultati provengono rispettivamente da “Alfemminile.com”, “Donnamoderna.com” e “Cosmopolitan.com”, il quarto è Wikipedia e questo rappresenta un caso veramente raro..

Se guardiamo gli argomenti, invece, tutti parlano delle posizioni del Kamasutra, nessuno di altri aspetti.

In realtà Il Kāma Sūtra è un antico testo indiano sull’amore ed il suo titolo completo è Vātsyāyana Kāma Sūtra (“Aforismi sull’amore, di Vatsyayana”) e pare sia stato scritto fra il I ed il VI secolo.

Il libro tratta uno dei quattro obiettivi fondamentali dell’armonizzazione di se’ secondo la tradizione Hindu:

  • Artha: il Benessere fisico ed economico
  • Kama; il Desiderio ed il piacere;
  • Dharma: l’Etica che equilibra Artha e Kama;
  • Mokṣa: l’abbandono del mondo materiale e la ricerca vera essenza.

Il libro del Kamasutra

Il Kamasutra è organizzato in sette libri e 36 capitoli, ogni parte è stata dettata da un esperto della materia. Nel libro sono descritte in maniera dettagliata 64 posizioni che fanno riferimento in gran parte al regno animale. Il capitolo che descrive le posizioni dell’amore è il più famoso e quasi sempre viene scambiato per l’intera opera.

Solo circa un quinto del libro invece tratta l’argomento delle posizioni sessuali. Il resto è una guida sulle relazioni fra uomini e donne e su altri argomenti.

Il Kama Sutra può essere considerato una guida su come scegliere la giusta compagna(o) e godersi al meglio l’amore. Inoltre, per chi è curioso, fornisce una descrizione dei costumi e delle pratiche sessuali dell’India di quei tempi, ma (e questa è una mia deduzione) solo nelle caste più alte.

Il Kama nella cultura Hindu non è percepito come un peccato, come per esempio nella nostra cultura, ma è uno dei quattro scopi della vita.

La storia delle sculture erotiche

Ho riscontrato che pochi si fanno domande sulla storia dietro le sculture. Perché regnanti di oltre mille anni costruirono monumenti con queste rappresentazioni erotiche? Non solo qui, ma anche in altre parti dell’India. Anche alcuni templi fatti costruire dalle dinastie Chalukyas (VI – XII secolo) e Hoysala (X – XIV secolo) nell’India Meridionale hanno figure erotiche scolpite sulle pareti, anche se in misura minore e meno esplicita.

I templi di Khajuraho e le sculture erotiche

Leggende sull’origine dei templi

Cominciamo con una leggenda

Si racconta che una bellissima donna di nome Hemavathy stesse facendo un bagno al chiaro di luna, quando la luna la attirò a se’ e con parole suadenti la sedusse e giacquero insieme.

Dall’unione nacque un figlio, Chandravarman, che la donna allevò da sola nella foresta. Per compensarla dei suoi sforzi e del suo amore la luna promise alla donna che suo figlio avrebbe avuto un regno. Fu così che nacque la dinastia Chandela.

Segnato dalla storia della sua nascita quindi il primo regnante dei Chandela volle rappresentare le passioni umane all’esterno dei templi, per mostrarne l’inutilità. Anche per questo qualcuno si riferisce ai templi come figli della Luna.

Interpretazioni sulla simbologia templi di Khajuraho

Un’altra interpretazione è quella che le sculture di erotiche siano figure propiziatorie, così come le figura mitologiche che affiancano quelle erotiche. Altri ancora affermano che le immagini siano una specie di libro all’aperto di educazione sessuale.

Fra le interpretazioni più accreditate pare che le figure rappresentate o “mithuna” siano un monito ad abbandonare i desideri carnali prima di entrare nel luogo sacro, interpretazione avvalorata dal fatto che non ci sono sculture erotiche all’interno dei templi.

Maithuna o Mithuna è un termine Sanscrito usato nel Tantrismo, spesso tradotto come “Unione sessuale” in un contesto rituale.

I templi di Khajuraho e le sculture erotiche

Altre ipotesi sull’origine dei templi

All’epoca dell’edificazione dei templi era diffusa la credenza della tradizione tantrica, secondo la quale la soddisfazione dei desideri terreni è un avvicinamento al Nirvana. I giovani che vivevano come eremiti fino al momento del loro passaggio allo stato di uomo potevano quindi imparare come muoversi nel mondo della sessualità studiando le sculture dei templi di Khajuraho.

Qualcuno sostiene che le sculture erotiche, posizionate abilmente nei punti architettonicamente deboli, rappresentassero una protezione contro i lampi e la sfortuna, posti in luoghi atti all’appagamento di Indra il dio dei fulmini, notoriamente sensibile alle passioni. Più semplicistico qualcuno sostiene che le figure avessero il potere magico di rafforzare l’intera struttura tenendo uniti i blocchi di costruzione.

Cenni sullo stile architettonico

Lo stile dei templi di Khajuraho è tipico dell’India settentrionale, differente invece dai templi dell’India Meridionale. I templi dedicati alle divinità induiste sono in genere rappresentati da un tempio centrale con quattro templi minori o cappelle agli angoli della costruzione, in genere su una piattaforma sopraelevata.

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Le mie impressioni

Khajuraho con i suoi templi mi è piaciuta molto, per l’atmosfera rilassata e per il clima di elegante decadenza che sprigiona. Una cittadina tranquilla dove ci si sente sicuri ed a proprio agio, come in molte parti dell’India rurale

Anche la visita al Parco Nazionale Panna è stata una vera sorpresa, nonostante l’avvistamento della tigre sia rimasto solo un sogno

Secondo me Khajuraho vale veramente una visita, magari prendendosi del tempo, anche per gustarsi una visita serale al tempio, che ovviamente è – per me – una delle esperienze che in India hanno maggior valore.

Alla prossima!

I templi di notte ancora utilizzati

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Massimo Basso le mie passioni sono stare all'aria aperta, viaggiare, scoprire luoghi nuovi, conoscere persone ed abitudini, osservare la Natura e, quando posso, fare qualche bella fotografia. Le foto (se riportano la mia firma) sono mie e non sono riproducibili senza consenso.