La tribù Bonda delle colline dell’Orissa

La tribù Bonda in Orissa è un gruppo etnico arrivato con le sue tradizioni quasi intatte fino ai giorni nostri grazie all’isolamento dalla modernizzazione. I componenti delle tribù Bonda dell’Orissa vivono in villaggi lontani dai centri abitati sulle colline a sud di Jeypore, coltivando terreni poco accessibili con tecniche primitive.

E’ possibile incontrare i Bonda nei mercati dove settimanalmente si recano per approvvigionarsi di generi alimentari che non possono ricavare dalle loro coltivazioni sulle colline.

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Acquisti al mercato con il metodo del baratto

Non avendo grandi fonti di reddito spesso i Bonda non dispongono di denaro contante e per lo più concludono gli acquisti con il metodo del baratto. Essi  offrono i loro prodotti per avere in cambio le merci necessarie al villaggio, ma che non possono essere prodotte autonomamente.

Le merci offerte per il baratto sono di solito ortaggi e prodotti della foresta e manufatti tessili prodotti con fibre e colori naturali, ma la loro vera specialità sono le diverse varietà di bevande alcoliche.

Già, i Bonda dell’Orissa sono infatti noti produttori ed anche utilizzatori di bevande alcoliche. Queste bevande molto ricercate sono distillate da vari elementi vegetali quali palma, fiori e riso e vengono trasportate in contenitori metallici. Nei giorni di mercato gli uomini giungono sovente nei luoghi di scambio già ubriachi e se non lo sono già quasi sempre lo diventano nel corso della giornata. La stessa cosa non di rado capita anche alle donne. Forse è un modo per dare una dimostrazione del potere di questi distillati.

Se visitate i mercati alla ricerca delle persone della tribù Bonda è consigliabile stare lontani dalle zone nelle quali si commerciano gli alcolici, che sono facilmente individuabili ad un occhio attento. I Bonda infatti sono anche noti per il fatto di essere irascibili e bellicosi, meglio una foto da lontano e magari senza farsi notare.

Un commercio non sempre fiorente

Altro prodotto che le donne Bonda confezionano per la vendita sono le scope di saggina. Purtroppo il commercio delle scope non è fiorente a causa della credenza che dipinge queste donne come streghe, forse anche a causa del loro brutto carattere.

Non ho avuto modo di vedere le scope delle donne Bonda, mentre invece ho tentato di acquistare un “ringa” (vedi più avanti), ma senza successo, se andrete a visitare la tribù fateci caso e fatemi sapere.

Potete vedere qui sotto alcune foto del trasporto delle merci dal villaggio al mercato.

Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India
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Parti per l'india

Usanze e abbigliamento dei Bonda dell’Orissa

Le donne di etnia Bonda sono facilmente riconoscibili: hanno la testa rasata con un copricapo di perline colorate e le stesse perline coprono il petto nudo. Oltre a questi tradizionali indumenti le donne Bonda indossano il ringa, un gonnellino a righe tessuto in casa e si ornano di  grossi collari che un tempo erano di bronzo, ma oggigiorno sono spesso di alluminio. Questi collari, insieme agli orecchini dorati, i bracciali e le cinture in parte sottolineano lo status sociale.

Pur essendo divisi in vari clan, per la tribù il villaggio è l’organo principale. Una consuetudine originale di queste popolazioni consiste nel fatto che in genere le donne hanno mariti molto più giovani. Questo usanza sociale fa sì che la donna non rischi di doversi mantenere da sola  quando con l’avanzare dell’età la prestanza fisica viene meno. I matrimoni possono avvenire tra persone di qualsiasi clan, ma  gli sposi devono appartenere a villaggi diversi.

Notizie sulla religione e sul decremento demografico

Le persone seguono una religione di tipo animista che prevede sacrifici per ingraziarsi le divinità e gli spiriti dell’agricoltura. Le vittime di questi sacrifici sono spesso tori e maiali, ma vengono fatte anche offerte di cibo e altro.

La popolazione è in costante decremento, ciò è dovuto in parte al problema della consanguineità – nonostante l’usanza di contrarre matrimoni con componenti di altri villaggi – ed in parte allo spirito bellicoso che provoca ogni anno diversi morti. Il decremento della popolazione colpisce anche altre etnie come ad esempio i Dongria Kondh. Ovviamente la contrazione ed il costante deperimento del territorio sono un’altra causa del decremento demografico.

Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India
Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India

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Organizzare la visita alla tribù Bonda

Oggi visitare l’Orissa è abbastanza semplice, ma la logistica non è paragonabile al resto dell’India. La visita alle tribù infatti è stata per un lungo periodo oggetto di limitazioni da parte del Governo e questo ne ha condizionato lo sviluppo turistico.

Proprio per questo l’ho trovato un luogo molto “vero” e per certi versi intatto, per quanto intatto possa essere un luogo nell’era degli smartphones.

Ti potrebbe interessare anche avere notizie su un’altra tribù che vive nelle vicinanze, leggi l’articolo Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate

Un po’ di storia recente: i naxaliti

Nel febbraio 2009 il governo Indiano annunciava di voler combattere il fenomeno dei naxaliti in tutti gli stati colpiti dal fenomeno, fra i quali l’Orissa. Naxaliti è il termine con il quale si identificano i gruppi militanti comunisti che operano in diverse zone dell’India. Nell’Orissa sono noti come maoisti e sono stati dichiarati organizzazione terroristica nel 1967. Il termine Naxal deriva dal nome del villaggio (Naxalbari, nel Bengala occidentale) dove ha avuto origine il movimento.

Negli anni successivi al 2009 si registrarono attentati e rapimenti, il più noto in Italia fu il rapimento nel 2012 del piemontese Paolo Bosusco e del romano Claudio Colangelo che stavano facendo un’escursione nella zona dell’Orissa.

Il gruppo terrorista asseriva che i turisti trattassero le popolazioni locali come scimmie. All’epoca infatti era scoppiata un’accesa polemica sui cosiddetti “safari umani”, dopo un video in cui si vedevano turisti indiani chiedere a una tribù delle isole Andamane di ballare davanti alle telecamere.

A questo proposito a febbraio del 2012 il governo dell’Orissa introdusse regole più severe per i turisti stranieri che vogliono recarsi nei territori di alcune comunità tribali protette, tra cui i Dongria Kondh dei quali ho parlato in un altro articolo, famosi per la loro resistenza al colosso minerario Vedanta e i Bonda appunto.

Ad oggi le restrizioni sono in gran parte decadute ed il pericolo Maoista/Naxalista in gran parte risolto, anche se è sempre consigliabile attenzione, come in un qualsiasi paese straniero

Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India

Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India
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Logistica e cibo durante il viaggio in Orissa

Gli alberghi in questa zona sono molto minimali, anche quelli più eleganti. Non sono certamente gli alberghi per turisti europei che trovate in Rajahstan, ma superata l’iniziale diffidenza e con un po’ di accortezza sono passabili. E poi sono dell’opinione che vivere un po’ fuori dalla nostra campana di vetro faccia bene all’anima.

Una delle cose che più mi sono piaciute di questo viaggio, al di là dell’aspetto fotografico della visita alle tribù, è stata l’esperienza di vita con la gente. Dormire negli alberghetti locali, cenare in un ristorante come unico turista con un topolino come compagnia o far colazione per strada possono sembrare “danni collaterali” da patire per il fine ultimo di recuperare una bella foto.

Un viaggio di piccole sorprese in un’India vera

Per me invece le piccole cose di tutti i giorni sono il vero motivo del viaggio, le fotografie sono uno spunto per scrivere o per parlare del viaggio quando questo è finito. Anche le banalità a volte possono essere interessanti, come i mezzi di trasporto, che in India a volte possono essere originali.

Beh, se ci andate o se volete andarci chiedetemi pure qualche informazione, sarò felice di consigliarvi.  Ad esempio vi consiglio di assaggiare la “dosa” con le cipolle per colazione al posto delle pessime fette biscottate con l’innaturale marmellata di fragole che generalmente trovate negli alberghi.

Oppure potrei consigliarvi come infastidire i venditori di chai per farsi mettere lo zenzero nel té (da queste parti pare che non sia molto comune se non al mattino e in determinate cittadine).

Clic per ingrandire - Alcune foto sono in vendita su Adobe Stock

Ho ancora altre foto e curiosità, ma per oggi finisco qui.

A presto!

Qualche consiglio

Se volete avventurarvi in India potete incominciare a leggere una guida, ma ci sono un sacco di cose che le guide non raccontano. Per prepararvi vi consiglio un libro sull’Induismo di Renato Franci e magari una lettura sulla vita di Gandhi. Io ne ho fatto un riepilogo nel mio articolo, ma ci sono un sacco di libri che ne parlano

Infine un classico di qualche anno fa, uno dei primi libri che ho letto e che mi hanno fatto venire la voglia di viaggiare: I Misteri della Giungla Nera di Salgari, magari un po’ fuori moda, ma di grande ispirazione, specialmente se pensate che Salgari ha scritto di un posto nel quale non era mai stato..

Per saperne di più

Per avere un’idea di come visitare questi luoghi rispettandoli leggi Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento, sarai preparato anche ad un incontro con un Sadhu, un Santone indiano Se ti interessa conoscere alcuni aspetti religiosi dell’Induismo leggi anche: La sacra Trimurti, introduzione e cenni su BrahmaVishnu ed i suoi avatara, Shiva il distrutttore e Foto e significato del Festival di Holi.

Ma L’India è anche il luogo dove è possibile trovare templi dedicati a Surya il Dio del Sole e dove nel Vi secolo a.C. è nato il Buddismo. Proprio del Buddismo in India parlo nell’articolo Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath.

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Ecco alcuni articoli sull’Orissa:

Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – La tribù Bonda delle colline dell’Orissa, – Orissa: incontro con la tribù Dongria Kondh, il tempio del Sole di Konark

Altri articoli sull’India del Nord:

Galta Ji il tempio delle scimmie a Jaipur – I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – La Città Rosa del Rajasthan: Jaipur con le sue meraviglie, Junagadh, il Principato del Kathiawar

E ancora qualche articolo del mio viaggio in Gujarat:

I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat, Gandhi, il 30 gennaio ricorre l’anniversario della morte, ma ce ne sono altri.

Grazie e alla prossima!

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