Riprende tutto. Voi scegliete cosa tenere. La Insta360 X5 è davvero la miglior camera 360 per i viaggi?
Indice
Come nasce questa storia: una scelta poco meditata
Spesso passo ore, giorni, mesi (magari mesi no, ma qui nell’articolo suonava bene) a fare analisi comparative, tabelle Excel come la mia amica Nadia (anche questa cosa non è vera, ma volevo citare la mia amica Nadia), forum frequentati a ore improponibili del mattino (anche questo per finire non è vero, di solito leggo articoli di approfondimento e guardo le caratteristiche tecniche sui siti specializzati).
Dopo avervi spoilerato quello che avrebbe scritto un blogger professionista, posso dirvi che, invece questo acquisto è nato in modo impulsivo.
Maledetto Aliexpress.
La mia Insta360 X5 è nata così. Non in preda alla follia, però: il progetto era chiaro da mesi. Ho un viaggio importante in arrivo — un giro in tuk-tuk sull’Himalaya, da Leh verso il Rajasthan, dove le strade sono quello che sono e le mani non bastano mai — e avevo bisogno di una camera che funzionasse da sola, o quasi. Una camera che riprendesse tutto mentre mi concentravo a non cadere.
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La X5 sembrava fatta apposta.
Il problema, come scoprirete leggendo, è che avere la video camera giusta è solo il primo passo. Poi bisogna imparare a usarla.

Cos’è la Insta360 X5 e a chi serve davvero
La Insta360 X5 è una videocamera a 360 gradi: due obiettivi contrapposti registrano tutto lo spazio circostante in modo sferico, e voi scegliete l’inquadratura finale successivamente, in fase di montaggio. Il principio si chiama “shoot first, frame later” — riprendi prima, decidi dopo — ed è particolarmente utile in tutti quei contesti dove non potete stare a ragionare sull’inquadratura: in movimento, in mezzo al traffico, su un sentiero di montagna o in un mercato caotico.
Non è uno strumento adatto a chiunque. Se il vostro obiettivo è registrare vlog studio o fare riprese di soggetti lontani, scoprirete che è meglio uno smartphone. Ma se viaggiate, siete in movimento e volete catturare esperienze immersive senza preoccuparvi di dove punta l’obiettivo, allora il discorso cambia
Il prezzo ufficiale* parte da circa 590 euro. Non è esattamente economica, è utile saperlo prima di innamorarsene.
Cosa c’è di nuovo rispetto alla X4
Il sensore più grande: la differenza che si vede
Il punto di forza della X5 è il nuovo sensore da 1/1,28″, un passo avanti significativo rispetto al precedente sensore da 1/2″ della X4 e anche meglio del sensore da 1/1.8″ della nuova X4 Air. Questo si traduce in immagini più nitide, anche in condizioni di luce difficile, colori più realistici e una gestione migliore di ombre e alte luci.
In condizioni normali, con buona luce e scarse vibrazioni, la differenza è minima. Ma in un vicolo buio, dentro un tempio poco illuminato o in una foresta durante le ore centrali della mattina — situazioni in cui mi trovo spesso — il sensore più grande fa la sua parte.
La modalità PureVideo, che sfrutta l’elaborazione tramite intelligenza artificiale per ridurre il rumore nelle scene buie, è uno degli aggiornamenti più apprezzabili nella pratica quotidiana.
Le lenti sostituibili: finalmente
Il nuovo design degli obiettivi sostituibili della X5 vi permette di sostituire le lenti danneggiate in totale autonomia, senza mandare la camera in riparazione. Per chi usa la camera in condizioni non esattamente da studio — sentieri, moto, bicicletta, zaini lanciati sul sedile posteriore di un tuk-tuk — questa è una notizia molto concreta. Le lenti delle 360 sono vulnerabili per definizione: sporgono, non hanno protezione, e il primo contatto con una superficie dura si sente.
Sapere che potete cambiarle da soli, senza spedire nulla, è una di quelle caratteristiche che fanno veramente la differenza.
La batteria: autonomia migliorata
La X5 monta una batteria da 2.400 mAh in grado di garantire fino a 185 minuti di registrazione nelle impostazioni più risparmiose, con un aumento di circa il 40% rispetto alla X4. In 8K a 30 fps ci si aspettano circa 88 minuti, mentre in 5,7K a 30 fps si arriva a 135 minuti. La ricarica rapida dovrebbe portare la batteria all’80% in circa 20 minuti, ma dipende anche dal vostro caricabatterie.
Per un uso da viaggio, questi numeri sono ragionevoli. Non sono eccezionali — ma con la ricarica rapida è difficile restare a secco, a patto di avere un caricatore adeguato in borsa.
Io consiglio questi due caricabatterie: TECKNET Caricatore USB C 65W PD 3.0 GaN Fast Charger* e Anker Caricatore USB C 50W, Adattatore a 4 Porte con Potenza, con 2 USB C e 2 USB A*. Il primo mi ha accompagnato in diversi viaggi e funziona bene. Inoltre uso il caricabatterie doppio USB-C dell Apple, ma non credo che valga il prezzo che costa (era nel kit con il MacBook).
Un piccolo neo: le batterie della X4 non sono compatibili. Chi possedeva il modello precedente dovrà acquistarne di nuove.
Io ho acquistato queste due batterie aggiuntive*, comode con la loro stazione di ricarica.
La stabilizzazione FlowState
La stabilizzazione FlowState mantiene l’orizzonte perfettamente stabile anche in situazioni estreme: mountain bike, corsa, moto o sport acquatici (piccolo particolare, la Insta360 è impermeabile e subacquea). Per chi corre o per chi ha intenzione di montare la camera su un veicolo in movimento, come ho fatto nel video qui sotto, questa funzione non è un dettaglio: è la ragione principale per cui i filmati non fanno venire il mal di testa.
Resistenza e impermeabilità
Come dicevo prima, la X5 ha ottenuto la certificazione IP68, che la rende impermeabile fino a 15 metri di profondità senza bisogno di custodie esterne, rispetto ai 10 metri della X4, mentre Il vetro delle lenti è stato rinforzato per essere due volte più resistente alle cadute.
Per i viaggiatori che si trovano sotto la pioggia monsonica del sud-est asiatico, o semplicemente per chi cade in acqua prima del previsto, è una certificazione che fa dormire sonni un po’ più tranquilli.
Ovviamente se dovete fare immersioni è meglio acquistare a parte il kit subacqueo*.
X4, X4 Air o X5: quale scegliere?
Se state valutando l’acquisto di una camera 360 Insta360 e non avete ancora deciso quale modello fa per voi, questa panoramica può aiutarvi a orientarvi. I tre modelli attuali si rivolgono a esigenze diverse: vale la pena capire dove si posizionano prima di aprire il portafoglio.
| Insta360 X4 | Insta360 X4 Air | Insta360 X5 | |
|---|---|---|---|
| Anno di uscita | 2024 | 2025 | 2025 |
| Prezzo indicativo | ~€ 399 | ~€ 399 | ~€ 589 |
| Peso | 199 g | 165 g | 197 g |
| Sensori | 2× 1/2″ | 2× 1/1,8″ | 2× 1/1,28″ |
| Risoluzione video max | 8K 30fps | 8K 30fps | 8K 30fps |
| Slow motion | 4K 100fps | 4K 60fps | 4K 120fps |
| Impermeabilità (senza custodia) | 10 m | 15 m | 15 m |
| Batteria | ~135 min a 5,7K | ~88 min in 8K | ~185 min (eco) / 88 min in 8K |
| Ricarica rapida | No | Sì | Sì (80% in 20 min) |
| Lenti sostituibili | No | Sì | Sì (versione rinforzata) |
| Modalità PureVideo (scarsa luce) | No | No | Sì |
| Modalità InstaFrame | No | Sì | Sì |
| Chip AI | 1 | 1 | 3 (triplo sistema) |
| Audio | 4 microfoni | 4 microfoni | 4 mic + schermo antivento fisico integrato |
| Mic Bluetooth esterno | No | No | Sì |
| Stabilizzazione FlowState | Sì | Sì | Sì (aggiornata) |
| Per chi è | Chi vuole una 360 solida a prezzo contenuto | Chi privilegia leggerezza e semplicità | Chi vuole il massimo delle prestazioni |
Una nota pratica: la X4 Air non è semplicemente una X4 più leggera — si avvicina più a una versione compatta della X5, con qualche compromesso sulle prestazioni in condizioni di scarsa luminosità. Se viaggiate molto e volete qualcosa da portare sempre in tasca senza pensarci, la X4 Air è probabilmente la scelta più equilibrata. Se invece le riprese notturne, i filmati in movimento estremo o il controllo professionale del risultato sono priorità reali, la X5 giustifica la differenza di prezzo.
Il principio “riprendi prima, inquadra dopo”: come funziona davvero
Il vantaggio della X5 — e di tutta la famiglia Insta360 — è che non dovete preoccuparvi dell’inquadratura durante la ripresa. Registrate tutto, poi in montaggio scegliete il punto di vista, ruotate la visuale, simulate un effetto drone o una ripresa in terza persona grazie al selfie stick invisibile.
Funziona esattamente così — con un’avvertenza: la X5 usata come camera esterna, per riprendere gli altri da fuori, per mia esperienza perde buona parte del suo senso. Ho imparato questa lezione ad Annecy, durante una mezza maratona, dove ero a bordo strada con la camera in mano convinto di tornare a casa con un filmato spettacolare. Il risultato era tecnicamente corretto, ma guardandolo mi sono reso conto che il valore della 360 si esprime soprattutto quando siete voi al centro della scena — sul mezzo in movimento, in mezzo alla folla, dentro l’esperienza — non quando siete spettatori di qualcun altro.
Questo almeno nella mia limitata esperienza fino ad oggi, mi riservo di aggiornare le impressioni nei prossimi tentativi.
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Un oggetto è inutile finché non capisci che il problema non è l’oggetto, ma la mancanza di un soggetto.
La X5 è lì, in borsa, pronta. Il problema è che bisogna imparare trovare qualcosa di interessante da riprendere.
L’app e il montaggio: mobile-first, con qualche compromesso
L’app Insta360 ha fatto passi avanti: l’interfaccia è più pulita, l’editing è intuitivo e il rendering è visivamente appagante. Il sistema “auto-frame” suggerisce automaticamente le inquadrature migliori, mentre il “deep track” permette di seguire soggetti in movimento anche dopo aver girato.
Il primo l’ho provato nel video qui sotto, il secondo non ancora bene.
Per un montaggio veloce, da condividere in giornata, l’app fa il suo lavoro. Se invece avete esigenze più avanzate — color grading, montaggi multi-camera, sincronizzazioni audio esterne — il consiglio è di passare comunque dal desktop con Insta360 Studio, dove il controllo è decisamente maggiore, direttamente commisurato all’impegno.
Il software di desktop permette di giocare con i montaggi, ruotare l’angolo di ripresa, creare movimenti fluidi, timelapse e hyperlapse senza perdere qualità. È qui che il 360 diventa uno strumento creativo con un suo carattere preciso. Ma è qui che la vostra conoscenza deve passare “a livello PRO“
L’audio: quattro microfoni e riduzione del vento
La X5 dispone di quattro microfoni integrati che supportano diverse modalità: 360°, stereo e voce direzionale, con riduzione del rumore del vento. È inoltre possibile registrare una seconda traccia audio tramite un microfono Bluetooth esterno.
La riduzione del vento è una funzione che nelle riprese outdoor fa la differenza tra un audio ascoltabile e un audio che ricorda vagamente un temporale con microfono. In bicicletta, in corsa o su un mezzo a motore, è uno dei punti più concreti a favore della X5. Da quello che ho provato, mi pare che funzioni.
Accessori indispensabili
Il selfie stick invisibile: il trucco che cambia tutto
La Insta360 ha un accessorio che sembra pensato apposta per far sembrare le riprese più elaborate d. Si chiama Invisible Selfie Stick* — un bastone da 114 cm con un dettaglio preciso: la camera a 360° lo cancella dall’immagine in fase di elaborazione, perché le lenti riprendono tutto intorno e il software sa dove si trova. Il risultato è che la camera sembra fluttuare nell’aria, staccata dalla mano o dal mezzo, senza supporti visibili. Per chi fa video in bici o su un tuk-tuk, questo significa poter ottenere inquadrature in terza persona — quelle che di solito richiedono un drone o un secondo operatore — semplicemente allungando un bastone. Non è magia, è geometria.
Ma l’effetto finale fa la sua figura.
Il Bike Computer Mount: piccolo, solido, nel posto giusto
L’altro acquisto è K&F CONCEPT MS-100 – Morsetto a granchio universale per tubi + Pomo in alluminio + Attacco sfera 1/4″-20*, l’aggancio per manubrio integrato che permette di montare la camera esattamente dove si trova normalmente il ciclocomputer — davanti al manubrio, in posizione centrale, bassa e stabile. Il supporto è in alluminio ad alta resistenza ed è stabile, non solo su un manubrio, ma su un qualsiasi tubo, compreso quello di un tuktuk.
Nella posizione giusta porta tre vantaggi: la ripresa è frontale e simmetrica, la stabilizzazione lavora meglio con una base ferma, e si liberano le mani.
Per un tuk-tuk himalayano non è ancora testato — ma se regge le buche del Biellese, qualche speranza ce l’abbiamo.
Insta360 X5 – Per chi è adatta — e per chi no
La X5 ha senso se siete viaggiatori in movimento, runner o ciclisti che vogliono documentare le proprie uscite, viaggiatori che preferiscono non dover scegliere l’inquadratura sul momento o chi ha intenzione di montare la camera su un veicolo e dimenticarsela lì.
Ha meno senso se cercate una camera per riprese statiche, se non avete voglia di dedicare tempo al montaggio in post-produzione o se il vostro budget ha un tetto inferiore ai 600 euro.
È uno strumento che richiede un periodo di apprendimento. Non lungo, ma necessario.
Il primo filmato probabilmente non sarà quello che vi aspettavate. Il secondo già un po’ di più.
Personalmente spero nel terzo...
Considerazioni finali
La Insta360 X5 è una camera che ha raggiunto una maturità tecnica convincente: sensori più grandi, lenti sostituibili, impermeabilità migliorata e un’autonomia accettabile per un uso da viaggio. Non è una rivoluzione rispetto alla X4, ma è un’evoluzione ben mirata su tutti i punti dove il modello precedente lasciava qualcosa per strada.
Per un viaggio come quello che ho in programma — strade sconnesse, mezzi di fortuna, mani occupate e nessuna voglia di preoccuparmi dell’inquadratura — sembra la scelta giusta. Lo scopriremo sul campo. Nel frattempo, c’è ancora molto da imparare.
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