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La Cina che non si vede dal finestrino del pullman turistico: villaggi rurali, culture Han, Hakka e Tibetane e montagne sacre percorse in treno e in bus
Sto studiando una serie di itinerari in Cina per il 2026. Non è una destinazione che ho scelto d’impulso: ci sono arrivato per curiosità dopo aver studiato un po’ di cinese e aver letto montagne di libri sulla cultura e sulla filosofia taoista e buddista, insomma, un’altra volta mi sono infatuato di una cultura (per l’amore è presto!).
Il piano è muoversi esclusivamente con i mezzi pubblici: treni, bus e dove serve i traghetti. Non per risparmiare — anche se non fa mai male — ma perché il viaggio lento ha una qualità che l’aereo non ha: permette di vedere il paesaggio cambiare, di intuire dove finisce una regione e ne comincia un’altra, di percepire la vastità di questo paese in modo fisico, non solo intellettuale. La Cina è grande. Questa frase non rende l’idea finché non ci si trova su un treno notturno con sei ore di steppa davanti agli occhi.
ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.
Ho costruito sei possibili itinerari in Cina da 15 giorni, raggruppati per area geografica. Non riuscirò a farli tutti in un unico viaggio — almeno spero di no, altrimenti smetto di scrivere il blog e divento un nomade — ma li condivido perché potrebbero essere utili anche a chi sta pianificando un viaggio simile. Ognuno parte da una città grande e si muove verso la Cina meno frequentata.

Perché la Cina nel 2026 e perché con i mezzi pubblici
La Cina è uno di quei paesi che sembra impercorribile finché non si scopre quanto sia, in realtà, ben collegata al suo interno. La rete ferroviaria è tra le più efficienti al mondo: i treni veloci G e D coprono distanze enormi in tempi ragionevoli e i treni lenti K e Z — quelli con le cuccette — costano circa un terzo e sulle tratte notturne permettono di risparmiare anche l’albergo.
Dal punto di vista culturale, la Cina è uno dei posti che più mi interessa: le filosofie taoista e buddista che studio da anni hanno qui i loro luoghi fisici, i templi, i paesaggi.
Un viaggio in Cina con i mezzi pubblici significa anche avere accesso a posti che i circuiti organizzati saltano quasi sempre: i villaggi rurali, le città di provincia, i mercati del mattino frequentati solo dai locali. È in quei posti che si capisce qualcosa di un paese.
E poi studio il cinese (ad intermittenza) da qualche anno — con risultati che potrei definire incoraggianti, se fossi ottimista, ma in realtà scarsi, in modo più realista — e un viaggio del genere sarebbe la prova del fuoco più utile che potrei fare.
Trasporti in generale
Per muoversi in Cina con i soli mezzi pubblici sono necessarie alcune app: 12306 per i biglietti dei treni, per i biglietti di treni e bus, Organic Maps (ottima offline) e Baidu Maps per la navigazione e WeChat Pay o Alipay per i pagamenti. Il traduttore offline con riconoscimento della scrittura cinese è, nelle zone rurali, quasi indispensabile.
Trasporti locali e bus
Ogni grande città cinese ha la propria app per i trasporti: bisogna informarsi sul posto.
Wechat Pay
La buona notizia è che la maggior parte di queste app è accessibile direttamente da WeChat tramite i cosiddetti Mini Program — ovvero app dentro l’app — una funzione tipica delle piattaforme cinesi. WeChat è inoltre in grado di rilevare automaticamente la città in cui ti trovi e suggerirti il sistema di trasporto locale più pertinente.
Per salire su metro e autobus basta scansionare il proprio QR code di WeChat: il biglietto viene scalato automaticamente dal saldo dell’account.
⚠️ Consiglio pratico: collega WeChat alla tua carta di credito o debito straniera prima di partire, poiché alcune carte potrebbero non essere accettate una volta in Cina.
Alipay
Tutto ciò che è possibile fare con WeChat per i trasporti è disponibile anche su Alipay. Nell’App Center, nella sezione Viaggio, si trovano tutte le opzioni di trasporto locale — qui chiamate mini app.
Nelle città più piccole, dove non esiste una rete metropolitana propria, basta semplicemente scansionare il QR code di Alipay per salire sull’autobus.
💡 Consiglio personale dell’autore: tra Alipay e WeChat, la scelta ricade su Alipay, ritenuto più intuitivo e con meno complicazioni nella configurazione di carte bancarie straniere e documenti d’identità — risultando quindi più adatto ai viaggiatori stranieri.
Info generali sulla Cina
🟢 Visto non più necessario (fino al 31/12/2026) I cittadini italiani in possesso di passaporto ordinario possono viaggiare in Cina per turismo, affari, visite a familiari o amici e transito per un soggiorno massimo di 30 giorni senza richiedere il visto di ingresso, fino al 31 dicembre 2026. Attenzione: se si supera anche solo di un giorno i 30 giorni, o se si viaggia per motivi diversi da quelli elencati (es. lavoro, studio), il visto resta obbligatorio. Dal 1° gennaio 2027, salvo nuove proroghe, tornerà l’obbligo del visto. Verificate sempre le condizioni aggiornate su Viaggiare Sicuri prima di prenotare.
Per entrare in Cina non serve visto ma va effettuata la Arrival-Card che potete compilare al seguente link.
📋 Come compilare la China Digital Arrival Card (CDAC)
Il form richiede 10–15 minuti e può essere compilato da 72 ore fino a poche ore prima dell’arrivo. Usate esclusivamente i canali ufficiali (il sito NIA o il mini-programma WeChat/Alipay “NIA 12367”) — circolano siti di terze parti a pagamento che vanno evitati.
1. Caricamento passaporto Fotografate la pagina dati del passaporto (quella con foto e codice MRZ in basso) e caricatela. Il sistema estrae automaticamente i dati principali; verificateli e correggete eventuali errori prima di proseguire.
2. Dati di viaggio
Entry Transportation Mode: aereo (Airplane)
Arrival Flight Number: numero del volo in arrivo
City of Entry / Port of Entry: Chengdu / aeroporto di Chengdu Tianfu (o Shuangliu, a seconda del volo)
3. Contatti e status visto
Inserite numero di telefono con prefisso internazionale (+39) ed email
Alla domanda sul visto: selezionate “30-day visa waiver” — questa è la dicitura corretta per l’esenzione visto per italiani, non genericamente “Visa Free Entry”
4. Itinerario e alloggio
Purpose of Entry: Tourism / Sightseeing ✅
Date of Entry e Date of Departure ✅
Destination Cities in China ✅
Address in China: il nome dell’hotel in inglese è accettato, ma a volte richiede l’indirizzo completo: nome hotel + via + distretto + città. Chiedete l’indirizzo completo direttamente all’hotel se non lo avete. a volte funziona senza indirizzo.
Inviting entities / inviters: NO ✅
Confirmed Departure Itinerary: YES ✅
Departure Flight Number e City/Port of Departure ✅
5. Firma e invio Confermate la dichiarazione e inviate. Il sistema genera un QR code univoco: salvatelo come screenshot o PDF sul telefono e mandatevelo anche per email come backup. Va mostrato all’immigrazione all’arrivo — non serve connessione internet per visualizzarlo.
⚠️ Non è possibile modificare il modulo dopo l’invio. In caso di errore, occorre compilarne uno nuovo da capo. Controllate tutto con cura prima di confermare.
ℹ️ Se per qualsiasi motivo non riuscite a compilarlo in anticipo, è ancora possibile farlo all’aeroporto tramite dispositivi digitali agli sportelli oppure con il modulo cartaceo tradizionale, ancora disponibile.
Controllate se le informazioni sopra riportate sono ancora valide, questa è solo una traccia, non è una guida ufficiale
🟢 Valuta: Renminbi o Yuan (RMB/¥). In Cina il telefono sarà il vostro portafoglio: Alipay e WeChat Pay sono accettati quasi ovunque, da un caffè a un taxi. La buona notizia è che turisti e visitatori di breve periodo possono ora collegare la propria carta straniera direttamente a WeChat Pay o Alipay, il che non rende più necessario aprire un conto bancario cinese. Attenzione alle commissioni: per spese fino a 200 RMB (~26 €) non si paga nulla, mentre oltre tale soglia in alcuni casi, secondo alcune fonti, verrebbe applicata una commissione del 3%. Configurate le app e collegate la carta prima di partire. È comunque prudente portare del contante per situazioni di emergenza o per le piccole spese.
🟠 Se dovete passare la frontiera terrestre con altri stati come il Nepal portatevi dei dollari per pagare il visto, potrebbero esserci problemi con altre valute.
🟢 Internet: Google, Instagram, WhatsApp e la maggior parte dei servizi occidentali sono bloccati dal Great Firewall cinese; le VPN non possono essere scaricate una volta in Cina, quindi è indispensabile installarle e configurarle prima della partenza. Nonostante non sia esplicitato nel sito, le eSIM Holafly* per la Cina e Saily* hanno già incorporato una sorta di virtualizzazione, pertanto il telefono e le vostre app con queste eSIM funzioneranno comunque, anche se, in alcuni casi, con qualche rallentamento. Il browser di Safari risulta spesso ancora più lento, una buona alternativa è DuckDuckGo.
Sebbene non sia esplicitamente legale usare una VPN, l’uso è generalmente tollerato.
🟢 Lingua: Il cinese mandarino è molto utile. L’inglese è raro al di fuori degli hotel di categoria superiore. Scaricate un’app di traduzione offline, ma se avete una eSIM* non serve.
🟢 Fuso orario: UTC+8 (7 ore avanti rispetto all’Italia in inverno, 6 in estate) e questo accade in tutta la Cina che ha un solo fuso orario: quello di Pechino.
Itinerario 1 — Da Pechino a Chengdu: itinerari Cina mezzi pubblici tra la Cina imperiale e le valli tibetane
Questo è probabilmente il percorso più vario dei sei. Si parte dall’asse imperiale di Pechino e si arriva ai bordi dell’altopiano tibetano, attraversando paesaggi e culture che appartengono a mondi diversi del Celeste Impero.
Pechino — giorni 1 e 2
Pechino è il punto di partenza quasi obbligato per chiunque arrivi in Cina al nord. Il piano non è solo seguire il percorso classico Tienanmen-Città Proibita-Grande Muraglia, ma dedicare tempo agli hutong di Nanluoguxiang — i vicoli storici che resistono ancora alla modernizzazione — e al mercato delle anticaglie di Panjiayuan, dove si trovano oggetti della Rivoluzione Culturale, porcellane, francobolli e cose di cui difficilmente si capisce l’utilizzo originale. Questo mi basta per due giorni, anche perché con Pechino il rischio del sovraccarico di monumenti è concreto.
Pingyao (平遥) — giorni 3, 4 e 5
Il treno G da Pechino impiega circa due ore e porta in una delle città più ben conservate di tutta la Cina. Pingyao è stata la capitale finanziaria dell’impero Qing: banche, cortili e mura sono rimasti praticamente intatti. Di notte, quando i gruppi di turisti rientrano negli alberghi fuori dalle mura, il centro storico dovrebbe diventare quasi silenzioso. Gli alberghi nei cortili tradizionali costano poco e sono tra le esperienze che più mi incuriosiscono di questo itinerario. Tre giorni qui sembrano molti sulla carta e probabilmente non bastano.
Free tours
Xi’an (西安) — giorni 6, 7 e 8
Da Pingyao, un treno D porta a Xi’an in circa tre ore. Il quartiere musulmano è uno dei posti dove il cibo di strada cinese raggiunge livelli di cui si legge ovunque: i rou jia mo (panini con carne di manzo stufata) e i biang biang mian (noodles larghi come cinghie) sono in cima alla lista delle cose che voglio assaggiare. I guerrieri di terracotta si raggiungono a venti chilometri dalla città con un bus locale. Le mura antiche, percorribili in bicicletta, offrono una prospettiva sulla città moderna che nessun libro di storia riesce a trasmettere.
Songpan (松潘) — giorni 9, 10 e 11
Qui il viaggio cambia completamente carattere. Da Chengdu si raggiunge Songpan in circa sei ore di bus, attraverso valli che entrano nel territorio tibetano. Songpan è un borgo ai margini del Sichuan dove la cultura tibetana si mescola con quella Han e con quella Qiang in un equilibrio che si percepisce nei mercati e nei templi. Le mura Ming sono ancora lì. Le cavalcate verso i laghi dei dintorni sono tra le cose che mi attirano di più in tutto l’itinerario, anche se non sono esattamente un cavaliere provetto.
Leshan (乐山) — giorni 12 e 13
Il Grande Buddha di Leshan è una delle presenze più particolari che si possano incontrare in Cina. Alto settantuno metri, scavato nella roccia nel VIII secolo durante la dinastia Tang, siede con le mani sulle ginocchia e guarda la confluenza di tre fiumi. Il modo migliore per vederlo è dal traghetto sul fiume, perché dall’alto si intuisce solo in parte. Da Songpan si raggiunge in bus in circa tre ore, con cambio a Chengdu.
Chengdu (成都) — giorni 14 e 15
L’arrivo a Chengdu chiude l’itinerario in una città con una personalità molto diversa da Pechino. Il ritmo è più lento, le teahouse nel quartiere di Jinli sono piene di gente che gioca a mahjong nel pomeriggio e le basi dei panda giganti sono raggiungibili in mezz’ora con i mezzi pubblici. La cucina del Sichuan — piccante e complessa — è una delle tradizioni culinarie che più mi aspetto di esplorare in questo viaggio.
Trasporti stimati: treni G/D per le tratte principali e bus locali per Songpan e Leshan. Totale trasporti: circa 400-600 ¥.
Sì, ci sono già stato, ma ci ritorno volentieri!

Itinerario 2 — Da Pechino a Shanghai: l’asse imperiale tra montagne sacre e città d’acqua
Un percorso che collega le due grandi metropoli passando per luoghi che la maggior parte dei visitatori non considera.
Pechino — giorni 1 e 2
Stessa base di partenza dell’itinerario precedente, con un programma diverso: la moschea Niujie nel quartiere musulmano storico della città e i mercati popolari lontani dal centro. Pechino ha strati di storia che si sovrappongono in modo disordinato e interessante.
Chengde (承德) — giorni 3 e 4
Chengde è probabilmente il posto più sottovalutato della Cina imperiale. La Villa Imperiale Estiva degli imperatori Qing — la più grande del paese — è affiancata da otto templi tibetani costruiti per impressionare i delegati mongoli e tibetani che venivano a negoziare con l’impero. Il treno K da Pechino ci mette circa quattro ore e costa pochissimo. È uno di quei posti che non compaiono quasi mai negli itinerari organizzati e che per me ha un interesse storico e artistico molto forte.
Datong (大同) — giorni 5 e 6
Le grotte di Yungang, patrimonio UNESCO, sono tra i più importanti siti rupestri buddisti del mondo: cinquantuno grotte principali, cinquantamila figure, scavate nel V e VI secolo durante la dinastia Wei del Nord. Il Monastero Sospeso di Xuankong è esattamente quello che sembra: un monastero attaccato alla roccia con grappe di ferro, sospeso nel vuoto da circa millequattrocento anni. Queste due tappe da sole giustificherebbero il viaggio a Datong.
Luoyang (洛阳) — giorni 7, 8 e 9
Le grotte di Longmen sono l’altro grande sito rupestre buddista della Cina, più tardo e in qualche modo più raffinato di Yungang. Il Tempio Shaolin si raggiunge a settantotto chilometri dalla città in bus.
Qualche parola in più su due argomenti che hanno ispirato milioni di giovani a partire dagli anni 70 e 80, anche se in molti non lo sanno: il Monastero di Shaolin
Incastonato tra le montagne Song Shan, nella provincia dello Henan, il Monastero di Shaolin è uno dei luoghi più iconici della Cina e probabilmente il posto dove il mondo ha imparato ad associare la parola “monaco” a qualcosa di molto più atletico di quanto ci si potesse aspettare.
Fondato nel 495 d.C. durante la dinastia Wei del Nord, è considerato la culla del Buddismo Chan — quello che in Giappone diventerà lo Zen — e, almeno secondo la tradizione, anche del Kung Fu e delle arti marziali cinesi.
La leggenda vuole che il monaco indiano Bodhidharma vi abbia soggiornato nel VI secolo introducendo una serie di esercizi fisici per rafforzare i monaci stanchi dalla meditazione. Che sia andata esattamente così è difficile dirlo con certezza, ma il risultato — il Kung Fu di Shaolin — ha attraversato i secoli e i confini con una facilità che farebbe invidia a qualsiasi influencer.
Il Kung Fu di Shaolin ha avuto una carriera cinematografica invidiabile: da Bruce Lee a Jackie Chan, passando per la saga di Kung Fu Panda (che nel mio cuore occupa un posto speciale, lo ammetto), le arti marziali cinesi hanno conquistato gli schermi di mezzo mondo con una combinazione di tecnica, filosofia e salti che sfidano ogni legge della fisica conosciuta.
Hollywood ha fatto il resto, mescolando coreografie spettacolari e spiritualità orientale con la stessa disinvoltura con cui si mette l’ananas sulla pizza. Il risultato non è sempre rispettoso della tradizione e idealmente corretto, ma ha il merito indiscutibile di accendere la curiosità di milioni di persone, in questo caso verso una cultura che merita ben più di un film d’azione.
Oggi il monastero è patrimonio dell’UNESCO associato ai Monumenti storici di Dengfeng nel “Centro del Cielo e della Terra” e attira ogni anno milioni di visitatori, tra curiosi, praticanti di arti marziali e chi, come me, arriva con la macchina fotografica e resterebbe volentieri una settimana a guardare i giovani allievi allenarsi all’alba.
Inoltre, se si visita Luoyang ad aprile o maggio, la città è famosa per le peonie: il mercato dei fiori è frequentato dai locali e ha poco di turistico.

Suzhou (苏州) — giorni 10, 11 e 12
I giardini classici di Suzhou, patrimonio UNESCO, sono la versione cinese del paesaggio ideale: rocce, acqua, padiglioni e alberi disposti secondo principi filosofici che cercano di rappresentare la natura in miniatura. L’artigianato della seta ha qui le sue radici storiche più profonde e alcune cooperative di produzione sono visitabili direttamente.
Shanghai — giorni 13, 14 e 15
Trenta minuti di treno G separano Suzhou da Shanghai. Il Bund, il Giardino di Yuyuan e il quartiere francese sono le tappe classiche. Shanghai ha però una vita di quartiere — nei mercati coperti e nelle strade secondarie di Jing’an — che vale quanto qualsiasi monumento.
Trasporti stimati: treni G, D e K in combinazione. Totale trasporti: circa 350-500 ¥.
Itinerario 3 — Da Shanghai a Shenzhen: il cuore rurale della Cina del Sud
Questo itinerario scende verso sud attraverso province rurali quasi sconosciute al turismo occidentale, con soste in posti che sembrano usciti da un’altra epoca.
Wuyuan (婺源) — giorni 2, 3 e 4
Wuyuan è nota per i suoi villaggi con architettura Huizhou — tetti bianchi con bordi neri, cortili interni, comignoli alti — ed è uno dei luoghi della Cina rurale che più mi ha colpito nelle ricerche. A marzo e aprile, quando i campi di colza sono in fiore, il paesaggio che si vede nelle fotografie è uno di quelli che fanno venire voglia di partire subito. Si raggiunge da Shanghai in treno più bus in circa cinque ore.
Jingdezhen (景德镇) — giorni 5 e 6
La capitale mondiale della porcellana. Non è un titolo di marketing: Jingdezhen produce ceramiche di qualità da più di mille anni e i laboratori artigianali sono visitabili — è possibile vedere ogni fase della lavorazione, dal torniaggio alla cottura. I prezzi per acquistare i pezzi direttamente dai produttori sono una frazione di quelli che si troverebbero altrove. Da Wuyuan si raggiunge in bus in circa tre ore.
Xiamen (厦门) — giorni 7, 8 e 9
L’isola di Gulangyu, patrimonio UNESCO, è raggiungibile solo in traghetto e non ha automobili. L’architettura coloniale europea del periodo dei trattati commerciali convive con la cucina Hokkien e con un’atmosfera che non assomiglia a nessun altro posto in Cina. Da Jingdezhen si raggiunge con un treno veloce in circa quattro ore.
I Tulou del Fujian (福建土楼) — giorni 10, 11 e 12
Le case circolari Hakka sono tra le strutture abitative più originali che si possano trovare in Asia. Costruite come fortezze comunitarie, alte fino a cinque piani, ospitano ancora oggi famiglie Hakka. Pernottare all’interno di un tulou è possibile e relativamente economico: è una delle esperienze che più mi aspetto da questo itinerario. Da Xiamen si raggiungono in bus in circa tre ore.
Shenzhen — giorni 13, 14 e 15
L’arrivo a Shenzhen dopo le settimane rurali sarà probabilmente un contrasto stridente: grattacieli, centri commerciali e il mercato di Huaqiangbei dove si vende elettronica di ogni tipo. La città è nata dal niente negli anni Ottanta come zona economica speciale ed è diventata una delle più dinamiche della Cina. Il villaggio di Dafen — dove centinaia di artigiani producono riproduzioni di dipinti famosi — è uno di quei posti che incuriosiscono proprio per la loro stranezza.
Trasporti stimati: treni veloci e bus locali. Totale trasporti: circa 400-600 ¥.
Itinerario 4 — Intorno a Shenzhen: torri, fiumi carsici e culture Hakka
Un anello nel Guangdong e nel Guangxi che tocca tre culture con cucine, dialetti e tradizioni completamente diverse: Teochew, Hakka e Cantonese.

Chaozhou (潮州) — giorni 3, 4 e 5
Chaozhou è una delle città antiche meglio conservate della Cina meridionale. Il centro storico medievale è percorribile a piedi e la cucina Teochew — considerata tra le più raffinate della cucina cinese — si trova nei piccoli ristoranti locali a prezzi molto contenuti. L’artigianato dei ricami e delle ceramiche ha qui forme che non si trovano facilmente altrove. Da Shenzhen si raggiunge in bus o treno in circa due ore e mezza.
Meizhou (梅州) — giorni 6, 7 e 8
Il centro culturale del mondo Hakka. I diaolou — torri di guardia costruite dagli emigranti tornati dall’estero — punteggiano il paesaggio rurale e i villaggi intorno alla città offrono un’idea di vita quotidiana difficile da trovare nei centri urbani. Il tofu fermentato di Meizhou è uno di quei sapori che dividono i visitatori in due categorie nette. Io di solito finisco dalla parte meno ovvia con i cibi fermentati, ma aspetto di provare.
Kaiping (开平) — giorni 9, 10 e 11
Le torri diaolou di Kaiping, patrimonio UNESCO, sono un mix di architettura cinese e stili europei — barocco, gotico, rinascimentale — costruito dagli emigranti ritornati dall’America e dall’Australia nel primo Novecento. Il risultato è visivamente molto particolare, immerso in risaie e borghi che sembrano fermi a cento anni fa.
Zhaoqing (肇庆) — giorni 12 e 13
Le Sette Stelle di Roccia — un sistema di formazioni carsiche e laghi nel mezzo della città — sono uno di quei posti che i cinesi conoscono bene e i visitatori stranieri ignorano quasi completamente. Il tessuto urbano di Zhaoqing ha una qualità cantonese autentica: mercati coperti, dim sum la mattina presto e vita di quartiere che si svolge in strada.
Yangshuo (阳朔) — giorni 14 e 15
Il paesaggio carsico del fiume Li è tra i più fotografati della Cina. Le montagne che emergono dalla pianura come colonne rocciose sono la versione reale delle pitture della tradizione classica cinese. Yangshuo è diventata turistica, ma in bicicletta verso i villaggi rurali circostanti si trovano angoli che hanno ancora poco a che fare con il turismo organizzato.
Trasporti stimati: bus locali principalmente. Totale trasporti: circa 300-450 ¥.

Itinerario 5 — Intorno a Shanghai: villaggi sull’acqua e montagne tra le nuvole
Un percorso più morbido, fatto di acqua, tè, templi e nuvole basse.
Tongli e Xitang (同里 / 西塘) — giorni 2, 3 e 4
I villaggi sull’acqua dello Jiangsu e dello Zhejiang sono numerosi, ma Tongli e Xitang sembrano conservare ancora qualcosa che Wuzhen — la più famosa — ha quasi perso: una vita quotidiana riconoscibile. Le lanterne lungo i canali la sera e i battelli a remi al mattino presto sono ancora lì. Si raggiungono entrambi in bus in circa un’ora da Shanghai.
Shaoxing (绍兴) — giorni 5 e 6
Shaoxing è nota per due cose: essere la città natale di Lu Xun — lo scrittore cinese del XX secolo considerato il padre della letteratura moderna in lingua vernacolare — e per il vino di riso Huadiao, invecchiato nelle botti sotto terra. Il quartiere storico si percorre in barca lungo i canali e il ritmo della città non sembra avere fretta.
Putuo Shan e Guanyin, la Signora della Misericordia (普陀山) — giorni 7, 8 e 9
L’isola di Putuo Shan si trova al largo della costa dello Zhejiang ed è raggiungibile solo in traghetto. L’isola è considerata la dimora terrena di Guanyin, il Bodhisattva della compassione— o della misericordia, a seconda di come preferite tradurlo.
È uno dei quattro monti sacri del Buddismo cinese, ciascuno associato a un Bodhisattva specifico: Putuo Shan è associato a Guanyin, Wutai Shan nello Shanxi è consacrato a Wenshu (Mañjuśrī, il Bodhisattva della saggezza), Emei Shan nel Sichuan è la dimora di Puxian (Samantabhadra, associato alla pratica e alla virtù) e infine Jiuhua Shan nell’Anhui è dedicato a Dizang (Kṣitigarbha, il Bodhisattva che veglia sulle anime nei regni inferiori). Ognuno ha il suo carattere: Wutai Shan è maestoso e innevato, Emei Shan è avvolto nella nebbia e frequentato dalle scimmie, Jiuhua Shan è il più raccolto e meno visitato dagli stranieri.
Tornando all’argomento principale, a Putuo Shan una statua di Guanyin alta quasi trentatré metri sorveglia l’isola dal promontorio meridionale con una serenità che, si dice, faccia venire voglia di rallentare anche al viaggiatore più frettoloso.
In bassa stagione — da ottobre a marzo — l’isola è quasi deserta. È uno di quei posti in cui ci si trova a camminare più lentamente del solito senza averlo deciso. Per chi come me studia il buddismo da un punto di vista culturale, questo tipo di luoghi ha un interesse che va oltre la semplice visita turistica.
🐢 Le Meditazioni del Panda dal Tempio di BambùScopri di più su questa rubrica
Ci sono posti che si capiscono solo quando smetti di guardarli e cominci ad ascoltarli. Un’isola sacra è uno di questi. La macchina fotografica può aspettare.
Ogni volta che pianifico un viaggio c’è sempre un posto del genere nell’elenco: quello in cui so già che metterò la macchina fotografica nello zaino e starò fermo ad aspettare che succeda qualcosa. Putuo Shan sembra esattamente quel posto.
Huangshan (黄山) e i villaggi Huizhou — giorni 10, 11 e 12
La montagna gialla è avvolta nella nebbia per più di duecento giorni all’anno, il che vuol dire che salire tra le nuvole non è una metafora ma una probabilità concreta. I villaggi di Hongcun e Xidi, ai piedi della montagna e patrimonio UNESCO, sono due degli esempi meglio conservati dell’architettura Huizhou. Si raggiungono in treno più bus in circa tre ore da Shaoxing.
Hangzhou (杭州) — giorni 13, 14 e 15
Il Lago Ovest è una delle bellezze classiche della Cina che gli appassionati di pittura e poesia cinese conoscono bene: è comparso in centinaia di opere nel corso dei secoli. Le piantagioni di tè Longjing sono sulle colline appena fuori città. Una cerimonia del tè in una delle cooperative di produzione — non in un locale turistico — è tra le esperienze che voglio fare in questo itinerario.
Trasporti stimati: treni veloci, bus e traghetti. Totale trasporti: circa 300-500 ¥.
Itinerario 6 — Intorno a Pechino: steppe mongole, montagne sacre e città murate
Il percorso più eterogeneo dei sei: dalla capitale imperiale alle praterie dell’Inner Mongolia, poi verso i templi rupestri del Shanxi e le montagne sacre del buddismo.
Chengde (承德) — giorni 3, 4 e 5
Come già citato nell’itinerario 2, Chengde merita più giorni di quanti i visitatori le dedicano di solito. I borghi rurali dell’Hebei circostante, raggiungibili in bus locale, offrono un paesaggio di colline e terrazzamenti che rimane fuori dai radar del turismo.
Free Tours
Inner Mongolia — Chifeng (赤峰) — giorni 6, 7 e 8
Il treno notturno da Chengde porta a Chifeng in circa cinque ore, con arrivo all’alba sulle praterie. Le yurte si affittano, i cavalli si noleggiano e alcune famiglie organizzano pasti in casa. Se si arriva in luglio o agosto, il festival Naadam — con gare di equitazione, lotta e tiro con l’arco — è uno degli spettacoli meno internazionalizzati che si possano trovare in tutta la regione. Dormire in una yurta e partecipare a un pasto con una famiglia nomade è tra le cose che mi aspetto di più da tutto il progetto.
Datong (大同) — giorni 9 e 10
Da Chifeng, un treno porta a Datong in circa quattro ore. Le grotte di Yungang e il Monastero Sospeso di Xuankong sono già stati descritti nell’itinerario 2: vale la pena includerli anche qui perché da questa direzione il percorso ha senso geografico. La cucina locale del Shanxi — basata sui noodles in decine di varianti — è semplice e molto buona.
Wutai Shan (五台山) — giorni 11 e 12
La montagna sacra più importante del buddismo cinese, (una delle quattro citate nel precedente itinarario) con templi attivi distribuiti tra le valli e le cime.
Wutai Shan — letteralmente “montagna delle cinque terrazze” — è uno dei luoghi di pellegrinaggio buddisti più antichi della Cina, con una storia che risale alla dinastia Han. Situato a oltre tremila metri di quota, ospita un centinaio di templi tra i più antichi e meglio conservati del paese, alcuni risalenti alla dinastia Tang. È un luogo che ha attirato nei secoli monaci tibetani, cinesi e mongoli, e ancora oggi convivono qui tradizioni buddiste diverse con una naturalezza che altrove sarebbe difficile da immaginare. L’inverno è rigido e la neve abbondante, ma i pellegrini arrivano in ogni stagione — il che dice qualcosa sulla forza di attrazione di questo posto, al di là del freddo.
Da Datong si raggiunge in bus in circa tre ore. È uno dei luoghi che mi interessa di più in assoluto, sia per il contesto buddista sia per la qualità del paesaggio.
Pingyao (平遥) — giorni 13, 14 e 15
La chiusura dell’itinerario nella città mercantile medievale del Shanxi: dormire in un cortile tradizionale e fare i conti con tutto quello che si è visto nelle due settimane precedenti. Da Wutai Shan si raggiunge in bus in circa tre ore.
Trasporti stimati: treni K e Z notturni più bus. Totale trasporti: circa 350-500 ¥.
Il periodo migliore per visitare
Per gli itinerari che toccano il nord della Cina — Pechino, Datong, Inner Mongolia — i mesi ideali sono settembre e ottobre, con temperature miti e cielo spesso limpido. L’estate può essere calda e umida, l’inverno molto rigido. Per gli itinerari del sud — Shenzhen, Guangdong, Guangxi — la primavera (marzo-aprile) e l’autunno (ottobre-novembre) sono le stagioni più piacevoli. Wuyuan è particolarmente bella a marzo quando i campi di colza sono in fiore. Putuo Shan fuori stagione — da ottobre a marzo — è quasi deserta e ha un’atmosfera molto diversa rispetto ai mesi estivi.
Mappa degli itinerari in Cina
Cina
La Cina, a dispetto dell’immagine che ci siamo fatti nei tempi moderni, è un paese pieno di fascino e di storia. Un paese che è stato teatro di importanti scoperte che hanno cambiato il corso della storia, come la carta, la stampa, la bussola e, tristemente, la polvere da sparo.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!
Per immergerti nell’atmosfera, prima, durante o dopo leggi un libro, magari scelto fra quelli che consiglio nell’articolo otto libri per un viaggio in Cina
Se volete farvi un’idea della Cina moderna andando oltre gli stereotipi leggete almeno uno dei libri di Giada Messetti*: La Cina è un Aragosta (2025)*, La Cina è già qui (2023)* o Nella Testa del Dragone (2023)*, disponibili anche come audiolibri si Audible (potete sfruttare la prova gratuita di 30 giorni*), ve li consiglio vivamente.
Altri articoli interessanti sulla cultura della Cina sono quelli su Guan Yin, la Signora della Compassione, sul calendario tradizionale cinese, sul Capodanno Cinese e sulla leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese.
Scopri le destinazioni più interessanti come Hong Kong, il porto profumato o la riserva di Chengdu con i suoi Panda Giganti.
Ciao, a Presto!
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