Om Mani Padme Hum: ho citato altre volte questo mantra e se avete viaggiato o viaggerete in Tibet, Nepal o in altre parti dell’Asia, vi imbatterete sicuramente in queste sei sillabe, incise su pietre, stampate su bandierine colorate o mormorate all’infinito dai fedeli. Spesso tradotto letteralmente come “Salve, o Gioiello nel fiore di Loto” — anche se gli studiosi di sanscrito dibattono questa traduzione da decenni, e alcuni ritengono che “Padme” sia una invocazione ad Avalokiteśvara il Buddha della Compassione — il suo significato è in realtà un intero universo di insegnamenti buddisti racchiuso in un suono.
Non è una richiesta a una divinità esterna, ma piuttosto un potente strumento di trasformazione interiore.
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Esistono due modi per interpretare questo mantra.
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Interpretazione semplificata del Mantra
Il primo è il più semplificato ed analizza le quattro parole:
- “Om” è il suono primordiale, la vibrazione dell’universo che purifica l’orgoglio.
- “Mani” significa “gioiello” e simboleggia il metodo, ovvero l’intenzione compassionevole di raggiungere l’illuminazione per il bene di tutti, purificando la gelosia.
- “Padme”, che vuol dire “loto”, rappresenta la saggezza, la capacità di vedere la realtà così com’è, purificando l’ignoranza; come un loto che cresce immacolato dal fango, la saggezza può fiorire anche in mezzo alle difficoltà.
- “Hum” rappresenta l’unione indivisibile di metodo (il gioiello) e saggezza (il loto), purificando l’odio.
In pratica, recitare questo mantra è un modo per ricordare a se stessi di coltivare la compassione e la saggezza per trasformare le proprie impurità mentali e progredire sul sentiero spirituale.

Un po’ come dire a se stessi “ricordati di essere gentile e saggio” ogni volta che si recitano le quattro parole Om Mani Padme Hum.
Interpretazione dettagliata di Om Mani Padme Hum
Il secondo modo di interpretare il mantra Om Mani Padme Hum è ancora più dettagliato e affascinante, e va dritto al cuore della pratica buddista tibetana.
- OM (bianco): Questa sillaba purifica il veleno dell’orgoglio e dell’ego. L’orgoglio è associato al regno degli Dei (Deva), esseri potenti e felici che, a causa della loro superbia, dimenticano la natura impermanente della loro condizione e finiscono per cadere in regni inferiori. Recitare “Om” aiuta a coltivare la perfezione della Generosità, l’antidoto perfetto all’attaccamento al proprio status (nota personale OM è anche il suono di Ganesha).
- MA (verde): Purifica la gelosia e l’invidia, emozioni distruttive tipiche del regno dei Semi-Dei o Titani (Asura). Questi esseri sono costantemente in lotta con gli Dei, consumati dall’invidia per la loro felicità. “Ma” aiuta a sviluppare la perfezione dell’Etica o autodisciplina, che porta a comportamenti armoniosi e non competitivi.
- NI (giallo): Lavora sul veleno del desiderio passionale e sull’attaccamento, la caratteristica principale del regno Umano (Manuṣya). Noi umani siamo costantemente spinti alla ricerca del piacere e ad evitare il dolore, un’altalena che non porta mai a una pace duratura. “Ni” è l’antidoto che coltiva la perfezione della Pazienza, la capacità di accettare le difficoltà senza reagire con rabbia o frustrazione.
- PAD (blu): Questa sillaba è dedicata a purificare l’ignoranza e la stupidità, intese come una visione offuscata e limitata della realtà. Questo stato mentale è tipico del regno Animale (Tiryagyoni), dove gli esseri agiscono spinti solo dall’istinto, senza consapevolezza. “Pad” aiuta a coltivare la perfezione della Diligenza o perseveranza, l’energia gioiosa da applicare nel sentiero spirituale.
- ME (rosso): Purifica il veleno dell’avidità e della possessività. Questa è la sofferenza principale del regno degli Spiriti famelici (Preta), esseri tormentati da una fame e una sete insaziabili che non possono mai essere soddisfatte. “Me” è l’antidoto che permette di sviluppare la perfezione della Concentrazione meditativa, che calma la mente e la libera dall’ossessione.
- HUM (nero o blu scuro): Infine, “Hum” purifica il veleno più potente: l’odio e la rabbia. Questa emozione è la causa della terribile sofferenza del regno Infernale (Naraka). Recitare “Hum” aiuta a coltivare la perfezione della Saggezza, la comprensione profonda della vera natura della realtà, che estingue alla radice ogni forma di avversione.
In sintesi, recitare “Om Mani Padme Hum” non è solo un modo per calmare la mente, ma un vero e proprio percorso di trasformazione completo.
Tibet
Il Tibet è uno dei luoghi più remoti e spiritualmente densi del pianeta. Arroccato sull’altopiano più alto del mondo — a oltre 4.000 metri di media — è stato per secoli il cuore del Buddismo tibetano e custodisce un patrimonio culturale straordinario, fatto di monasteri, bandiere di preghiera, pellegrinaggi e un rapporto con il tempo che l’Occidente ha quasi dimenticato.
Visitarlo richiede preparazione, permessi speciali e un briciolo di umiltà: non è una destinazione che si visita, è una destinazione che si affronta.
Cominciate con Lhasa: la capitale spirituale del Tibet e scoprite cos’è la Kora: camminare come forma di preghiera nel Buddismo tibetano. poi potreste decidere di affrontare la mitica G 318: da Shanghai al Tetto del Mondo, passando per la strada più bella del pianeta.
Prima di partire, due consigli pratici che vengono dall’esperienza:
- Non sottovalutate l’altitudine, informatevi e siate preparati ad un paio di giorni di disagi per l’adattamento. Non succede a tutti, ma può succedere e in ogni caso passa, rimane solo il ricordo.
- Alla frontiera con il Nepal possono sequestrare le guide di viaggio o i libri che parlano di Tibet, Taiwan o Xinjiang e tutto ciò che contiene cartine geografiche. Portatevi un Kindle*
Qualche lettura per prepararsi: Heinrich Harrer racconta il Tibet meglio di chiunque altro — il suo Sette anni in Tibet resta un punto di partenza imprescindibile, ma spiego meglio il tutto nell’articolo sui libri per il Tibet.

