Migliaia di giare di pietra, alcune alte quanto una persona, sparse su colline che nessuno ha mai spiegato del tutto. Il Laos nasconde uno dei misteri archeologici meno noti dell’Asia.
Nella provincia di Xieng Khouang, nel nord-est del Laos, si trovano centinaia di siti disseminati di enormi giare di pietra, alcune con un diametro di oltre tre metri, scolpite e trasportate in un’epoca compresa tra il 500 avanti Cristo e il 500 dopo Cristo, secondo le datazioni più accreditate. Nessuno conosce con certezza chi le abbia costruite né come siano state trasportate fin lì, dato che le cave di roccia più vicine si trovano a diversi chilometri di distanza. L’ipotesi più condivisa tra gli archeologi è che si trattasse di contenitori funerari, usati in una prima fase per la decomposizione dei corpi e, in un secondo momento, per la sepoltura secondaria delle ossa, una pratica documentata in diverse culture del sud-est asiatico antico.
La visita ai siti, dichiarati patrimonio UNESCO nel 2019, richiede un’attenzione che raramente si trova altrove: gran parte della provincia resta ancora oggi contaminata da ordigni inesplosi risalenti ai bombardamenti che colpirono il Laos durante la guerra del Vietnam, e i percorsi tra le giare sono segnalati con paletti bianchi e rossi che indicano con precisione dove è sicuro camminare. Solo una parte limitata dei siti conosciuti è stata bonificata e resa accessibile ai visitatori, mentre il resto rimane, per il momento, fuori portata a chiunque.
Un mistero archeologico e una ferita storica ancora aperta convivono così nello stesso paesaggio, a pochi passi l’uno dall’altra, senza che l’uno faccia dimenticare l’altra, in un equilibrio che rende la visita ancora più memorabile.
La storia dei bombardamenti sul Laos, tra le pagine meno conosciute della guerra del Vietnam, è oggetto di un altro post di questa rubrica

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