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Introduzione: Khao Sok National Park, dove la natura detta le regole
Khao Sok National Park è uno di quei posti che, se ami la natura, ti rimane tatuato per sempre.
Situato nella provincia di Surat Thani, nel sud della Thailandia, il Parco Nazionale di Khao Sok è famoso principalmente per tre motivi: il lago Cheow Lan, forse la ragione principale per cui molti si recano in questo posto, la fauna che sembra uscita da un documentario e la sua foresta pluviale, considerata più antica dell’Amazzonia, che ospita una biodiversità impressionante, tra cui elefanti, gibboni e orsi.
Parlando di Kao Sok non si può non nominare il suo simbolo: la Rafflesia, o meglio la Rafflesia Kerrii, un fiore che sembra uscito direttamente da un film fantasy. E’ il simbolo del parco (quella nella foto) ed è la testimonianza che questa è una delle foreste più antiche del mondo. Ne parlo diffusamente più avanti nell’articolo
ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.
Le origini: un po’ di storia di Khao Sok National Park
Fondato nel 1980, il parco copre oltre 700 km² di foresta pluviale. Secondo gli studiosi questa foresta conserva parti intatte, risalenti ad oltre 160 milioni di anni fa, il che la rende una delle foreste più antiche dell’intero globo, addirittura precedente alla foresta amazzonica.
La conservazione di queste foreste primarie intatte è stata possibile grazie al terreno impervio di guglie calcaree, fiumi e cascate difficilmente esplorabili, ma anche altre parti del parto possono vantare ampie zone di foreste secondarie mature. Questa naturale protezione ha garantito la conservazione di una straordinaria biodiversità, con specie endemiche come, appunto, la Rafflesia kerrii.

Ma la storia di questo luogo è legata a doppio filo con l’intervento umano. Una delle caratteristiche più iconiche del parco, il Lago Cheow Lan, non è naturale. È nato dalla costruzione della diga Ratchaprapha, che ha sbarrato il corso del fiume Klong Saeng, inondando una vasta area di foresta e creando quel paesaggio surreale di faraglioni calcarei che emergono dall’acqua. Geograficamente, il parco fa parte del complesso forestale Khlong Saeng – Khao Sok, un’area protetta immensa che si estende lungo la catena montuosa di Phuket fino alla provincia di Ranong. Culturalmente, questa zona è stata per decenni un rifugio, prima per gli studenti ribelli negli anni ’70 e ora per la biodiversità.
Logistica: come arrivare a Khao Sok National Park
Khao Sok National Park è uno dei pochi parchi nazionali thailandesi facilmente accessibile con i mezzi pubblici, il che lo rende una tappa perfetta per chi si sposta tra le isole del Golfo di Thailandia e quelle del Mare delle Andamane.

Arrivarci non è complicato, ma richiede un pizzico di pazienza. I principali punti di accesso sono Surat Thani, Phuket, Krabi e Khao Lak. Da queste città puoi prendere autobus, minivan o taxi privati.
In genere i turisti per le tratte brevi preferiscono i minivan. Ne partono spesso ed è possibile prenotarli dagli hotel, con prezzi, tutto sommato, contenuti. I taxi possono convenire nel caso vengano condivisi fra più persone.
Gli aeroporti più vicini sono Surat Thani, Krabi e Phuket. Da lì, il tragitto in auto dura circa 2-4 ore. A Surat Thani potete anche arrivare in treno da Bangkok, un’esperienza che è nella mia lista dei desideri.
- Da Surat Thani: autobus locali o minivan (2-3 ore)
- Da Phuket/Krabi: minivan o taxi privati (3-4 ore)
- Da Bangkok: volo per Surat Thani, poi bus/minivan per Khao Sok National Park
Non appettatevi treni panoramici o trasporti di lusso: qui si viaggia come capita, ma fa parte del gioco.
Ingresso al Parco: Orari e Costi
Per entrare in questo paradiso giurassico bisogna pagare, giustamente. Come succede spesso in Thailandia, vige la regola del “doppio prezzo“: uno per i locali e uno per i visitatori internazionali, lo trovo corretto.
- Stranieri:: 200-300 Baht (circa 5-6 euro, a seconda del cambio e del punto di ingresso) per gli adulti e 150 Baht per i bambini (l’opuscolo che ho allegato non è stato aggiornato)
- Cittadini Thailandesi: 40 Baht per gli adulti e 20 Baht per i bambini. L’ingresso è gratuito per i cittadini thailandesi che rientrano in queste categorie: over 60, bambini sotto i 3 anni, persone con disabilità e monaci.
Se avete usato un mezzo vostro o a noleggio per raggiungere il parco in autonomia, dovrete aggiungere una piccola tassa per il veicolo:
- Motocicletta: 20 Baht
- Auto (4 ruote): 30 Baht
- Veicoli a 6 ruote: 100 Baht
Ma la vera chicca, che mi ha fatto sorridere mentre leggevo il regolamento ufficiale, è questa:
- Elicottero: 2.500 Baht
Quindi, se per caso avevate intenzione di lasciare lo scooter a Phuket e fare un’entrata trionfale atterrando direttamente nella giungla con il vostro elicottero privato, sappiate che vi costerà un po’ di più, ma se avete un elicottero, questo non intaccherà il vostro portafoglio. Io il mio elicottero l’ho lasciato in Italia.
L’orario del parco è dalle 8 di mattina alle 17, ma se siete accompagnati da una guida potete anche lanciarvi nelle visite notturne.

Geografia: come orientarsi a Khao Sok National Park
È fondamentale capire che ci sono due aree distinte da visitare, distanti circa un’ora di auto (67 km) l’una dall’altra: il Khao Sok Village (la zona della sede centrale) e il Lago Cheow Lan (Cheow Larn Lake).
Arrivare al Khao Sok Village
Il Khao Sok Village è il punto di riferimento per i trekking e si trova proprio a ridosso dell’ingresso del parco. Bus e minivan che collegano Surat Thani, Phuket e Krabi fermano all’incrocio principale sulla strada statale. Da lì, se il vostro hotel non è vicino, dovrete prendere un taxi locale o farvi venire a prendere dalla struttura, anche se in genere le persone proseguono a piedi (la guest house più vicina è a pochi metri, le strutture più lontane sono a circa 1,5 km).
Arrivare al Lago Cheow Lan
Per il Cheow Lan Lake il punto di accesso è il molo della diga Ratchaprapha (o Cheow Lan Pier) e arrivarci è un po’ più complicato. Non ci sono molti mezzi pubblici diretti al molo. La soluzione migliore sono i tour organizzati* o, in alternativa, se non avete un auto o uno scooter, organizzare un taxi privato. Se volete risparmiare e siete avventurosi, potete prendere un bus fino al villaggio di Ban Ta Khun e da lì cercare un songthaew (i camioncini condivisi) fino al molo, ma partono solo quando sono pieni.
Se non volete sbattervi scegliete un tour organizzato* o chiedete al vostro albergatore, che sarà felice di aiutarvi. Alcuni tour partono da Phuket* o ci sono tour diretti a Khao Sok anche da Krabi*.
Periodo Migliore: quando visitare Khao Sok National Park
Il clima a Khao Sok National Park è, per usare un eufemismo, umido.
La stagione delle piogge va da fine aprile all’inizio di dicembre. Il picco delle precipitazioni si concentra solitamente tra maggio e ottobre. In questo periodo la giungla è verdissima, le cascate sono potenti, ma i sentieri possono essere scivolosi e le sanguisughe propense a socializzare con i turisti (non spaventatevi, ma se proprio la vostra è una fobia, portatevi gli appositi sovracalzettoni*. Se non li aveste e fossero necessari, ve li forniranno le guide).
Portatevi anche un repellente per le zanzare*, in alcune ore della giornata anche loro sono particolarmente propense ad accogliere calorosamente i visitatori.

La stagione secca va da gennaio a marzo. Questo è considerato il periodo migliore per la maggior parte dei turisti: meno pioggia, sentieri più praticabili e cielo azzurro. Le temperature? Preparatevi a sudare. La media oscilla tra i 22°C e i 36°C tutto l’anno. Qui non fa mai veramente freddo, nemmeno di notte.
Consiglio: se Vi piace l’atmosfera da “Lost”, la stagione delle piogge potrebbe sorprendervi… è la mia preferita! Fine anno è un buon periodo per clima e temperature e, dalla fine di novembre fino a prima del 20 di dicembre, i turisti sono ancora pochi, prendetelo in considerazione.
Internet e cellulare: come essere sempre connessi
La connessione alla rete non è un problema al villaggio del parco. Nella mia esperienza tutte le strutture hanno il wi-fi e la rete 4G 0 5G ha una buona copertura in paese, all’ingresso del parco e anche abbastanza buona nella zona del molo del lago.
Discorso diverso se ci si addentra nella foresta o nel Cheow Lan Lake, dove la connessione è intermittente, se non totalmente assente.
Mi sono affidato a due soluzioni, che ho voluto testare per dare un feedback reale e sperimentato: una SIM locale della rete AIS e il piano dati illimitato gentilmente offerto da HolaFly*.
Se usate i miei link per acquistare le eSIM Holafly* potete beneficiare di uno sconto del 5%. Non è tantissimo, ma è uno sconto, inoltre, ci sono spesso promozioni aggiuntive, come in occasione del black friday)
SIM locale AIS
Ho comprato la SIM locale AIS in un negozio di telefonia a Bangkok, ma sono disponibili ovunque e offrono tariffe molto vantaggiose, oltre ad una copertura eccellente su tutto il territorio nazionale.
Tuttavia, ho dovuto utilizzare la SIM fisica e avrei dovuto abbandonare il mio numero di telefono se non avessi avuto un altro telefono. Ne avevo bisogno per la patente del drone e quindi non ho avuto scelta. Nelle aree più remote, per contro, ha avuto una migliore copertura, oltre all’innegabile vantaggio di poter fare chiamate in Thailandia a costi vicini allo zero. I piani dati sono convenienti se usate pochi giga, più costosi per le taglie più elevate.
Io, ad esempio ho lasciato inavvertitamente attivata la sincronizzazione delle foto sul cloud ed in un attimo la disponibilità di dati è finita.
eSIM Holafly
Avevo già attivato anche la eSIM Holafly, come faccio sempre e così ho avuto modo di fare un confronto. Per chi non le conoscesse, le eSIM Holafly* sono acquistabili online prima della partenza e possono essere attivate appena atterrati. I vantaggi più evidenti sono la configurazione semplice e immediata e la possibilità di mantenere la propria SIM fisica, oltre ad un piano dati illimitato. Il costo risulta certamente più elevato rispetto a una SIM locale e la copertura è leggermente inferiore nelle aree più remote, dato che Holafly si appoggia a reti partner
Il grandissimo vantaggio di Holafly è che ho sempre avuto a disposizione una connessione dati anche quando AIS mi aveva abbandonato (certo, per mia imperizia) e, lontano da un Wi-Fi, non avevo modo di ricaricare.
| Caratteristica | SIM Locale AIS | Holafly 10 giorni Thailandia |
|---|---|---|
| Prezzo | Circa 8-15€ per 10gg | Circa 27-40€ per 10gg |
| Attivazione | In negozio/aeroporto | Online, immediata (eSIM) |
| Copertura | Ottima, anche zone rurali | Buona, dipende da partner locali |
| Velocità dati | Ottima (4G e 5G) | Buona/Ottima (4G, 5G dipende dalla zona) |
| Tipo di SIM | Fisica (in genere per i turisti) | Solo eSIM |
| Supporto clienti | Locale, in Inglese e Thai | Online, multilingue |
| Praticità | Serve cambiare SIM fisica | Non serve cambiare SIM |
| Numero locale | Sì | No |
SIM Locale AIS:
- Vantaggi: prezzo competitivo, copertura eccellente, numero telefonico locale (utile per chiamate interne)
- Svantaggi: bisogna cambiare SIM fisica, richiede la registrazione passaporto, attivazione solo in loco
eSIM Holafly:
- Vantaggi: attivazione immediata online, non serve cambiare SIM fisica, supporto clienti internazionale.
- Svantaggi: prezzo più alto, nessun numero locale, copertura leggermente inferiore in zone remote.
Se volete risparmiare e avere la massima copertura, la SIM AIS è la scelta giusta. Se invece volete la massima comodità e zero sbatti, Holafly è un’opzione interessante*, soprattutto per viaggi brevi.
La Rafflesia: il fiore gigante simbolo del parco
Appena si mette piede nella foresta di Khao Sok National Park, sembra di essere finiti in un documentario del National Geographic: si sentono solo il fruscio delle foglie e il gocciolare dell’acqua che cade dai rami (… ma solo se è piovuto, l’ho scritto perché qui, a livello narrativo, ci stava proprio bene!).
Ogni centimetro quadro racchiude un piccolo scrigno di biodiversità, ma in mezzo a tanta meraviglia, non posso non dedicare un paragrafo a questa stranezza della natura, perfetta per la mia passione per le cose “uniche”.

La Rafflesia Kerrii è il fiore simbolo del Parco di Khao Sok e della provincia di Surat Thani. È un fiore parassita, non ha foglie né radici proprie, e può raggiungere un diametro di 70-80 cm.
Ma la cosa più singolare è che questo fiore puzza. Infatti, per attirare le mosche impollinatrici, questo fiore ha adottato una strategia unica: emana un odore di carne in decomposizione. La fioritura dura solo per pochi giorni ed avviene generalmente tra novembre e aprile. Vedere una Rafflesia è un terno al lotto, ma se capitate nel periodo giusto, le guide locali organizzano escursioni per andarle a vedere nella foresta.
Io sono capitato nel periodo sbagliato, ma tornerò!
Dati scientifici sulla Rafflesia
- Nome Scientifico: Rafflesia kerrii (Meijer, 1984)
- Nome Comune: Rafflesia (Kerri’s Giant Rafflesia)
- Nome Thailandese: บัวผุด (Bua Phut)
Sembra fatta di carne più che di petali: è di un rosso mattone intenso, costellata di macchie più chiare, con un’apertura centrale che ricorda la bocca di un vulcano. Questa pianta non ha foglie, non ha stelo e non ha radici visibili: è una pianta parassita totale. Vive invisibile all’interno delle liane del genere Tetrastigma per mesi o anni, succhiando nutrienti, poi, improvvisamente, emerge come un grosso cavolo scuro e sboccia. Fantastico!

Organizzare il soggiorno: cosa fare e vedere a Khao Sok National Park
Il trekking è il modo migliore per immergersi nella natura di Khao Sok. Non ci sono molti sentieri ed alcuni sono percorribili solo con una guida o con un’escursione organizzata, incluso il pernottamento nella giungla. Lungo i sentieri non è raro imbattersi in una delle molte specie di scimmie e altri animali che popolano il parco.
Si parte dal quartier generale del parco, dove potete scegliere tra un paio di itinerari. Una guida è caldamente consigliata, su alcuni percorsi e di notte, addirittura obbligatoria: la giungla qui non è il parco dietro casa.
Un’altra delle opportunità è esplorare e pernottare sul lago, ma vediamo nel dettaglio.
1. Trekking nel Parco: il cuore verde di Khao Sok
Cominciamo con le escursioni.
Lungo il sentiero principale che parte dal centro visitatori è possibile avvistare scimmie, uccelli e tanti altri animali interessanti. Il sentiero è lungo circa 7 km e costeggia il fiume Sok. I primi tre chilometri sono una strada sterrata abbastanza facile che si può fare senza guida, dopodiché si arriva ad un posto di blocco dei ranger vicino al fiume. C’è la possibilità di fare il bagno e ci sono anche un piccolo ristoro che vende generi alimentari e bibite, oltre ad una zona per il campeggio diurno dove dove finiscono le gite notturne e dove si può cucinare.
Vedi il mio post su Instagram riguardo alla Cooking Class nella Foresta, il luogo è proprio quello!

Wang Pai Nga
E’ la prima cascata lungo il sentiero principale che dal Centro Visitatori conduce a Ton Kloi, abbastanza fuori dal sentiero e tutto sommato non spettacolare
Wing Hin Waterfall
Si trova a circa 2,8 km dal centro visitatori lungo il sentiero Ton Kloi. È una cascata alta circa 10 metri, un po’ distante dal sentiero principale. È un bel punto per una sosta fotografica, l’acqua che si infrange sulle rocce nere crea un bel contrasto con il verde circostante.
Bang Hua Rat Waterfall
Si trova a circa 3 km dal centro visitatori. Più che una cascata verticale, è un tratto di fiume con rapide. Se c’è molta acqua non è consigliabile nuotare proprio nelle rapide, ovviamente, ma la zona circostante è molto scenografica e immersa nella vegetazione.
Ton Kloi Waterfall Trail
Si trova oltre il posto di controllo e per i restanti quattro chilometri, è obbligatorio avere una guida. Il sentiero diventa una vera traccia nella giungla, passa diverse cascate e gole e termina alla cascata Ton Kloi. Attenzione: nelle ultime stagioni è diventato molto affollato.
Mae Yai Waterfall (appena fuori dal parco)
Questa cascata si trova fuori dal parco lungo la strada statale 401, a circa 5,5 km a ovest del villaggio. È una cascata a salto singolo di circa 30 metri. Non c’è un vero e proprio parcheggio segnalato, solo uno spiazzo.
Consiglio: visitatela solo durante la stagione delle piogge. Durante la stagione secca si riduce a un rigagnolo e potrebbe deludervi. Ma quando è piena, è uno spettacolo accessibile senza dover camminare per ore.

Il Sentiero della Rafflesia
Fuori dai confini del parco c’è anche un sentiero dove, nella stagione giusta, è possibile vedere la Rafflesia. E’ possibile accedervi solo con un’escursione organizzata da una guida.
Tutte le piccole agenzie del villaggio organizzano escursioni, ma è possibile prenotare solo in loco, in quanto la fioritura non è prevedibile in anticipo.
In alternativa ci sono tante altre gite organizzate che possono essere private o condivise con un gruppo ristretto
2. Lago Cheow Lan: il cuore acquatico di Khao Sok
Il lago Cheow Lan (o Cheow Larn o Cheow Lan Lake) è il vero protagonista di Khao Sok National Park. Creato come una diga negli anni ’80, oggi è un labirinto di acque turchesi, isolotti e formazioni carsiche che sembrano uscite da un film di animazione.
E’ simile alla Baia di Ha Long, ma le acque sono più pulite (e non sono salate, ovviamente).
l lago copre un’area di circa 185 km² e richiese oltre un anno dopo il termine dei lavori per essere riempito e diventare quello che è oggi. La costruzione della diga ebbe un impatto profondo sulle popolazioni locali. Circa 10 villaggi dovettero essere evacuati e ricollocati in nuove aree. Leggi la storia intera nel mio approfondimento.

Le attività principali qui sono i tour in barca (longtail boat) per avvistare gli animali, il kayak e il pernottamento nelle famose case galleggianti o “floating bungalows” o “raft houses”, dove potete svegliarvi con la nebbia che si alza sull’acqua e i gibboni che fanno da sveglia. La scelta delle sistemazioni è completa e va dalle baracche senza elettricità ai resort di lusso con aria condizionata.
Una volta al molo, l’unico modo per muoversi sul lago e raggiungere le case galleggianti sono le long-tail boat (le tipiche barche thailandesi “a coda lunga”). I prezzi per le gite in condivisione sono imposti ed in genere variano dai 1.500 baht per una giornata ai 2.500 baht se volete pernottare sul lago, incluso il costo del pernottamento, salvo che scegliate sistemazioni più esclusive.
I tour prevedono spesso almeno una visita ad una delle numerose grotte, come (come la Diamond Cave), trekking nella foresta, bagni in acque trasparenti e gite in kayak.
Se volete staccare la spina, qui ci riuscite senza sforzo: una volta che vi addentrerete nel lago la connessione vi abbandonerà e i sarà solo la natura ad accompagnarvi. Anche la ricezione dei cellulari locali qui è scarsa (solo AIS prende in alcuni punti), quindi preparatevi a un digital detox forzato.
Se volete organizzare la gita da casa, chiedete al vostro albergatore, ma in alternativa ci sono tour in barca privata* che partono da Surat Thani (vicino a Koh Samui) o da Khao Lak* o dal villaggio di Khao Sok*. Si organizzano anche i tour di due giorni con pernottamento e con partenza da Phuket o Khao Lak.
Immancabile durante questa gita la foto iconica con i tre faraglioni simbolo del lago, ma vi confesso che la gita in kayak è stata la parte che ho preferito (anche il pranzo non è stato male…).

3. Safari notturno: la foresta dopo il tramonto
Quando il sole tramonta, la giungla si anima di suoni e movimenti.
Il safari notturno a piedi nella foresta pluviale di Khao Sok e sarebbe un’esperienza unica per ascoltare i suoni della giungla e avvistare animali notturni. Purtroppo le gite condivise sono spesso molto affollate e capite che si avvistino solo rettili e insetti, comunque interessanti, ma non se vi aspettate di incontrare animali notturni. Se potete, assumete una guida privata presso una delle agenzie locali e partite prima delle gite condivise. L’incontro con gli animali notturni non è comunque garantito, ma avrete qualche chance in più. (Ma ricordate il fattore “C”).
4. Avventura: Tubing sul fiume Sok (discesa nella camera d’aria)
Un’esperienza adrenalinica lungo il fiume Sok, galleggiando su una ciambella ricavata dalla camera d’aria di un camion. Godetevi la natura circostante, osservando il fiume e gli animali, con una prospettiva unica sulla vegetazione lussureggiante.
5. Alla scoperta: Jungle trekking (tutto il giorno o mezza giornata)
La giornata comincia presto: sveglia all’alba, prelievo dall’hotel (l’ora varia a seconda della distanza) e via, per un trekking di una giornata intera nella foresta pluviale per scoprire piante esotiche, alberi secolari, orchidee, bambù e, si spera, un sacco di animaletti. Magari avrete la fortuna di avvistare un hornbill.
Se scegliete la mezza giornata ci sono diverse opzioni, con partenza la mattina o nel pomeriggio, a seconda delle vostre preferenze.
Curiosità: contrariamente a quanto si pensa, la maggior parte degli animali li ho visti nelle ore più calde
6. Un altro modo di esplorare: jungle trekking e cucina col bambù (pomeriggio e serata)
Io ho provato questo trekking pomeridiano e notturno. Si parte nel pomeriggio alla scoperta di flora e fauna, si fa un bagno alla cascata e poi si parte con la cooking class nella foresta. All’andata ho visto pochi animali esattamente dove il giorno prima avevo incontrato un sacco di scimmie… a riconferma che questo non è uno zoo! In compenso ho imparato a cucinare nel bambù e mi sono divertito a cuocere le pietanze sul fuoco vivo. Lo consiglio!
Dopo cena, mentre ritornavamo abbiamo avvistato una famigliola di zibetto delle palme che ci ha rallegrato la serata. Non male direi!!
Vedi il mio post su Instagram riguardo alla Cooking Class nella Foresta fatto in questa occasione.

7. Canoa sul Sok River
Fare canoa sul Sok River è una delle esperienze più rilassanti e scenografiche che si possano vivere nel Parco Nazionale di Khao Sok. Il fiume offre un punto di vista privilegiato sulla natura incontaminata della zona. Durante la discesa in canoa, il silenzio viene interrotto solo dal canto degli uccelli tropicali e dal fruscio degli alberi di bambù che si piegano sull’acqua.
Le escursioni, che potete prenotare anche nelle agenzie locali, nel vostro hotel o guesthouse, prevedono la presenza di una guida che si occupa della navigazione, lasciandovi liberi di scattare foto, osservare le scimmie che saltano tra i rami e, con un po’ di fortuna, di avvistare uccelli rari come l’hornbill. Il percorso classico dura circa due ore e attraversa tratti di fiume particolarmente suggestivi, con piccole rapide e piscine naturali dove è possibile fermarsi per una nuotata.
8. Safari notturno in canoa su Sok River
Il safari notturno in canoa sul Sok River è un’esperienza unica nel suo genere. Quando cala il sole e la giungla si anima di nuovi suoni e si parte a bordo di piccole canoe guidate da esperti locali. Le torce illuminano la riva e le fronde degli alberi, rivelando occhi curiosi di rane, insetti e, se si è fortunati, piccoli mammiferi notturni. Un’avventura per chi cerca emozioni diverse dal solito trekking diurno.
9. Bamboo rafting
Il bamboo rafting sul Sok River è una delle attività più particolari che si possano vivere nel Parco Nazionale di Khao Sok. A differenza della classica canoa, qui si sale su una zattera fatta interamente di bambù, guidata da una guida locale che utilizza un lungo bastone per condurre l’imbarcazione lungo il fiume. L’esperienza dura in genere circa un’ora e mezza e offre la possibilità di fermarsi in punti panoramici per scattare foto o semplicemente ascoltare i suoni della giungla.

10. Santuario degli elefanti
Visitare un santuario degli elefanti nei dintorni del Parco Nazionale di Khao Sok significa vivere un’esperienza a stretto contatto con questi animali straordinari, ma occorre accertarsi che sia fatto in modo etico e responsabile.
Le opinioni sono controverse e spesso sui social queste esperienze vengono demonizzate da presunti esperti o da animalisti poco attenti.
La vita di questi elefanti è spesso segnata da un passato di lavori forzati nel turismo o nell’industria del legname che non si può cancellare. Nutrire ed accudire questi elefanti, senza che questi producano reddito, è una sfida, perché mantenere un elefante può costare dagli 800 ai 2.000 euro al mese. Visitare i santuari contribuisce a fornire ai proprietari un reddito adeguato per il loro mantenimento.
Quindi nessuna demonizzazione, ma rimandate il giudizio e fate una attenta ricerca sui luoghi da visitare, affidandovi anche alle persone del luogo, piuttosto che a qualcuno che c’è stato una volta e non ha idea di quelle che siano le problematiche di costi e sicurezza da affrontare, senza parlare della cultura e della abitudini locali.
Non dimentichiamo che stiamo visitando un paese che non è il nostro!
Provate a valutare questa visita e datemi un feedback!
11. Cooking class
Poteva mancare una Cooking Class vera e propria? Certo che no! Questa è un’attività nuova, potreste essere fra i primi a provarla. Un’opportunità per imparare a cucinare piatti tradizionali thailandesi con ingredienti freschi e biologici direttamente dalla fattoria. Potrete imparare le tecniche locali gustando una varietà di ricette, dai curry profumati ai piatti saltati in padella. L’ambiente della fattoria renderà tutto ancora più speciale (poi datemi un feedback, dovevo scegliere fra questo e la cucina col bambù e quindi non l’ho provata, ma quando ritorno…)
12. Gita In quad
La gita sul quad* non è fra le mie attività preferite nei parchi, ma sappiate che c’è la possibilità di farla.
Tabella con riepilogo delle attività
| Attività | Durata | Prezzo (฿) | Incluso | Non incluso | Min. Persone |
| Tubing (discesa del fiume con ciambella) | 45-60 min | 500 (฿) | Acqua, asciugamano | – | 2 |
| Gita a Cheow Lan Lake | 9 ore | 1.500 (฿) | Pranzo, acqua, transfer | Parco 300 (฿), molo 40 (฿) | 1 |
| Jungle trekking (tutto il giorno) | 6.5-7.5 ore | 1.500-2.000 (฿) | Acqua, asciugamano, borsa | Parco 200 (฿) | 2 |
| Jungle trekking (mezza giornata e serata) | 6-7 ore | 1.700 (฿) | Cena, acqua, frutta, torcia | Parco 200 (฿) | 2 |
| Jungle trekking (mezza giornata) | 3-3.5 ore | 700 (฿) | Acqua, asciugamano | Parco 200 (฿) | 2 |
| Safari Notturno | 2.5-3 ore | 700 (฿) | Acqua, torcia | Parco 200 (฿) | 2 |
| Canoa su Sok River | 1.5-2 ore | 800 (฿) | Acqua, asciugamano, borsa | – | 2 |
| Safari notturno in canoa su Sok River | 2-3 ore | 900 (฿) | Acqua, asciugamano, borsa | – | 2 |
| Bamboo rafting | 1.5-2 ore | 900 (฿) | Transfer, acqua, asciugamano | – | 2 |
| Santuario degli Elefanti | 2-2.5 ore | 1.200 (฿) | Transfer, acqua, asciugamano | – | 2 |
| Cooking Class | 4-5 ore | 1.500 (฿) | Transfer | – | – |
| Gita in Quad nella foresta | 2 ore | 2.350 (฿) | Transfer | – | – |
La fauna del parco
Khao Sok è un paradiso per gli amanti degli animali, ma non è uno zoo. Vedere i grandi mammiferi richiede pazienza, silenzio e molta fortuna. La biodiversità qui è impressionante.
Tra i mammiferi presenti nel parco ci sono elefanti selvatici, orsi, tapiri malesi (sarebbe bello vederne uno!), macachi, gibboni, e si dice ci siano persino i leopardi.
A parte i primati e, in misura minore, gli elefanti, sarà difficile incontrare grandi mammiferi, ma la fortuna va anche aiutata, quindi mai perdere la speranza.
Noi ad esempio abbiamo incontrato una intera famiglia di Zibetto (o Civetta) delle Palme, pensate che neanche la nostra guida ne aveva mai vista una nel parco. Il fattore “C” è stato determinante, ma anche la voglia di provare e l’impegno di esserci.
Gli appassionati di birdwatching possono trovare quasi 400 specie di uccelli. Un tempo era comune vedere il bucero dall’elmo, ma a causa del bracconaggio è diventato rarissimo. Non mancano i rettili: oltre 90 specie tra cui tartarughe, serpenti (inclusi tre tipi di vipera e il cobra reale) e lucertole.
Ci sono bellissimi rapaci di grandi dimensioni: fra questi non è raro osservare il falco pescatore; l’aquila di mare ventrebianco, l’aquila pescatrice dalla testa grigia e l’aquila pescatrice minore, soprattutto durante le gite sul lago
Alcuni siti web e tour operator poco seri pubblicizzano Khao Sok come luogo per vedere le tigri. Sebbene storicamente presenti, non ci sono avvistamenti confermati da decenni, nemmeno dalle fototrappole. Prendete queste promesse con le pinze.

Scimmie & C.
Faccio una breve digressione sui primati. In una prima giornata fortunata, sul sentiero principale e senza accompagnatore, credo di avere visto tutte le specie più rappresentative, del gibbone non sono sicuro 100% e non ho una foto, ma è stata una giornata magica.
Ecco quali ho visto e come riconoscerli
Gibbone dalle mani bianche
- Nome Scientifico: Hylobates lar
- Nome Comune: Gibbone dalle mani bianche (Lar gibbon)
- Aspetto: È inconfondibile perché non ha la coda e ha braccia lunghissime. Il colore del pelo varia dal nero al beige chiaro, ma la caratteristica chiave sono le mani e i piedi bianchi, oltre a un anello di pelo bianco che incornicia il viso nero.
Sono i re delle acrobazie. Si muovono dondolando da un ramo all’altro a velocità impressionanti. Sono famosi per i loro canti mattutini: dei duetti complessi tra maschio e femmina che risuonano per chilometri nella giungla. Se senti un “whoop-whoop” fortissimo all’alba, sono loro.
Macaco Orsino

- Nome Scientifico: Macaca arctoides
- Nome Comune: Macaco orsino (Stump-tailed macaque)
- Aspetto: Ha la faccia rossa e rugosa che diventa più scura con l’età e il pelo marrone scuro, folto e arruffato. La coda è talmente corta che sembra quasi assente (da qui il nome inglese “stump-tailed”).
Passa molto tempo a terra piuttosto che sugli alberi. Sono animali sociali ma con gerarchie piuttosto rigide. Spesso, quando si sentono minacciati o eccitati, “sorridono” mostrando i denti, ma attenzione: non è un invito a fare amicizia!
Macaco cinomolgo
- Nome Scientifico: Macaca fascicularis
- Nome Comune: Macaco cinomolgo o Macaco mangiatore di granchi (Crab-eating macaque)
- Aspetto: Grigio-marrone con una coda molto lunga (più lunga del corpo). Spesso i maschi hanno dei baffetti che li fanno sembrare dei vecchi saggi un po’ burberi.
Sono ovunque nel sud-est asiatico, spesso vicino ai templi (dove rubano il cibo ai turisti) o nelle mangrovie. Come suggerisce il nome, sanno nuotare e pescare granchi, ma in realtà mangiano di tutto, inclusi i sacchetti di patatine se ti distrai un attimo.

Langur dagli occhiali

- Nome Scientifico: Trachypithecus obscurus
- Nome Comune: Langur dagli occhiali o Presbite oscuro (Dusky leaf monkey)
- Aspetto: Uno dei miei preferiti! Hanno il pelo grigio scuro o nero, ma due cerchi bianchi enormi intorno agli occhi che sembrano occhiali, e la bocca bianca. Curiosità: i loro cuccioli nascono completamente arancioni brillante per essere facilmente individuabili dal gruppo, poi scuriscono crescendo.
Sono molto più timidi e tranquilli dei macachi. Vivono sugli alberi alti e mangiano quasi esclusivamente foglie. Non sono aggressivi e osservarli mentre mangiano con calma è quasi terapeutico.
SONO BELLISSIMI
Un animale particolare il Colugo o Galeopiteco
Qualcuno lo chiama anche Lemure, ma non è così… Io non l’ho visto a Khao Sok, ma alle isole Surin, le foto si riferiscono a quell’incontro.
- Nome Scientifico: Galeopterus variegatus
- Nome Comune: Galeopiteco variegato o Colugo della Sonda (Sunda colugo o Malayan flying lemur)
- Aspetto: Prima di tutto, sfatiamo un mito: non è un lemure e non vola (plana). È un mammifero di medie dimensioni (circa come un gatto domestico) con un muso che ricorda un po’ un levriero e occhi enormi, frontali e rossastri al riflesso della torcia. La sua caratteristica unica è il patagio, una membrana di pelle estesa che collega il collo, le zampe anteriori, quelle posteriori e la coda, trasformandolo in un vero e proprio aquilone vivente. Il suo pelo ha un trama grigio-verde che imita perfettamente i licheni sulla corteccia degli alberi.
È notturno e arboricolo. Di giorno dorme aggrappato ai tronchi degli alberi come un bradipo, diventando praticamente invisibile grazie al suo mimetismo eccezionale. Di notte si sveglia e plana da un albero all’altro (può coprire distanze di oltre 100 metri in planata!) per mangiare foglie, fiori e frutti. È goffo a terra, quindi non scende quasi mai. E’ presente nel Parco Nazionale di Khao Sok, ma noi lo abbiamo incontrato alle isole Surin e per giunta in pieno giorno… anche qui il fattore “C” è stato fondamentale!


Zibetto delle palme
- Nome Scientifico: Paradoxurus hermaphroditus (Peter Simon Pallas, 1777)
- Nome Comune: Civetta delle palme comune (Common palm civet o Asian palm civet)
- Aspetto: Immaginate un incrocio un po’ goffo tra un gatto domestico e un procione. Ha un corpo lungo e snello, zampe corte e una coda lunga quasi quanto il corpo. Il pelo è grigiastro e ispido, ma la caratteristica inconfondibile è la “maschera” nera sul muso ( come quella dei banditi nei fumetti) oltre alle macchie e a tre file di strisce nere che corrono lungo la schiena.
Abitudini: È un animale incredibilmente adattabile e si trova dalla giungla fitta ai tetti delle case di Bangkok. È onnivoro, ma ha un debole per la frutta matura. È famoso per il Kopi Luwak. La civetta mangia le bacche di caffè, digerisce la polpa ed espelle i chicchi intatti. La digestione dovrebbe migliorare l’aroma del caffè. Purtroppo, questa “prelibatezza” ha creato un mercato nero crudele, specialmente in Indonesia, dove questi animali vengono catturati e tenuti in gabbie minuscole per una produzione intensiva.
Attenzione!!: Bisogna trattarli con rispetto e distanza: sono sospettati come uno dei vettori che ha permesso il salto di specie (spillover) della SARS dai pipistrelli all'uomo.
Cosa fare nei dintorni di Khao Sok National Park
Ci sono un sacco di cose da fare nei dintorni più prossimi e meno vicini. A meno di due ore di auto troverete anche Khao Lak, Koh Kho Khao e Kuraburi (vedete il post di Instagram), dove vi aspettano spiagge solitarie e da dove potete imbarcarvi per isole nel Mar delle Andamane. Dopo la giungla, un po’ di mare non guasta mai.
Parco Nazionale di Sri Phang Nga
Per chi ha ancora energie, il vicino parco di Sri Phang Nga offre altre cascate e sentieri nella foresta. Meno turistico, ma altrettanto affascinante.
Takua Pa Old Town: Un Tuffo nel Passato a due passi dalla Giungla
Se dopo l’immersione nella natura selvaggia di Khao Sok desiderate un cambio di scenario che vi porti indietro nel tempo, una visita a Takua Pa Old Town è l’escursione perfetta. A meno di un’ora di distanza dal villaggio del parco, questa piccola cittadina offre uno scorcio privilegiato sul ricco passato coloniale del sud della Thailandia. Le sue vie sono fiancheggiate da edifici in stile, splendidamente conservati, che raccontano storie di commercio dello stagno e di influenze culturali cinesi e portoghesi.
Le antiche botteghe, grazie ad un attento lavoro di recupero e di valorizzazione, sono state trasformate in locali e caffè di tendenza o in negozietti che valorizzano l’artigianato locale. Esplorate le strade assolate e gli antichi templi cinesi in un’atmosfera unica, lontana dalle folle turistiche.
La domenica, poi, il mercato serale (Sunday Night Market) anima la città con sapori e colori, offrendo un’opportunità unica per assaporare uno scorcio di una Thailandia meno turistica .
Questo posto mi ha affascinato e ne ho parlato nel mio articolo su cosa Vedere Takua Pa, sulle tracce di una Thailandia perduta.

Le terme di Rommanee Hot Springs
Le Rommanee Hot Springs sono una meta ideale a breve distanza da Khao Sok. Queste sorgenti termali naturali, immerse in un contesto verde e tranquillo, offrono vasche di acqua calda dove immergersi e lasciar sciogliere la stanchezza. L’atmosfera è informale e frequentata soprattutto da locali, il che rende l’esperienza ancora più autentica. Potete alternare il relax nelle piscine termali a una passeggiata nei dintorni, tra piccoli sentieri e vegetazione lussureggiante. Un modo semplice e genuino per prendersi cura di sé e scoprire un volto diverso della Thailandia rurale. Il costo? Intorno ai 100 baht
Il Parco Nazionale delle Isole Surin
Questo arcipelago protetto, raggiungibile in barca dal porto di Kuraburi, offre spiagge bianche, acque cristalline e fondali tra i più ricchi di biodiversità del Mare delle Andamane. Alle Isole Surin lo snorkeling è spettacolare un tripudio di coralli colorati, pesci tropicali e, con un po’ di fortuna, è possibile anche avvistare le balene di passaggio, io le ho viste!
Sulle isole quasi certamente visiterete il villaggio dei Moken, i “nomadi del mare”, per scoprire uno stile di vita tradizionale e profondamente legato all’oceano, ma se vi fermerete alle apparenze, vi sembrerà più una trappola per turisti.
Noi abbiamo dormito in tenda, ma è anche possibile pernottare nei bungalow abbastanza spartani del parco: riceverete in cambio notti indimenticabili sotto le stelle, lontano dal turismo di massa. Le Surin sono il luogo perfetto per chi cerca la natura… per la tranquillità dovrete fermarvi almeno una notte.
Potete prenotare dal vostro albergatore, ma se siete in alta stagione, vi conviene prenotare per tempo online*, perché questa gita è particolarmente richiesta.

Il Parco Nazionale delle Isole Similan
Le Isole Similan rappresentano un’alternativa affascinante alle Surin per chi desidera esplorare il mare della Thailandia, anche se sono più distanti da Khao Sok. Le escursioni partono di solito da Phuket o da Khao Lak e ci si imbarca in genere da Thap Lamu Pier vicino a Khao Lak.
Questo arcipelago, offre fondali straordinari: qui si nuota tra enormi massi granitici, coralli variopinti e pesci tropicali. Senza contare che abbiamo visto ben 2 tartarughe marine! Le spiagge delle Similan sono di sabbia bianca e fine, circondate da acqua turchese e foresta lussureggiante. Le isole sono tutelate come parco nazionale e l’accesso è regolamentato per preservarne la bellezza.
Le escursioni in giornata sono un po’ affollate, ma sono ben organizzate e ne vale la pena.

La finta isola di Koh Kho Khao
Koh Kho Khao è un’isola tranquilla e poco conosciuta, separata dalla costa di Khao Lak unicamente da un canale, perfetta per chi cerca relax e natura lontano dalle folle. Le sue lunghe spiagge dorate, spesso deserte, si affacciano su un mare calmo ideale per passeggiate e tramonti spettacolari. L’isola conserva un’atmosfera autentica, con piccoli villaggi, qualche resort discreto e una natura ancora selvaggia.
Vi consiglio Hapla Beach! Scoprite da soli il perché nel mio reel.

Khao Lak e le spiagge dorate
Khao Lak è una delle mete balneari più rilassate della Thailandia, famosa per le sue lunghe spiagge dorate che si estendono per chilometri lungo la costa delle Andamane. Le spiagge, come Nang Thong e Bang Niang, sono perfette per passeggiate al tramonto, bagni rigeneranti e sport acquatici. Nei dintorni si trovano piccoli villaggi, mercati locali e resort immersi nella natura.
Surat Thani e l’isola di Koh Samui
Surat Thani è una vivace città del sud della Thailandia, spesso considerata la porta d’accesso alle isole del Golfo, in particolare Koh Samui. Pur essendo una città di passaggio per molti viaggiatori, Surat Thani offre scorci autentici di vita locale, mercati notturni animati e una cucina ricca di sapori tipici. Da qui, partono traghetti regolari che collegano la terraferma a Koh Samui, una delle isole più celebri della Thailandia. Una particolarità interessante è che Surat Thani è raggiungibile con un lungo viaggio in treno da Bangkok, un’esperienza che mi sono ripromesso di provare nel mio prossimo viaggio.
Phuket
Phuket non ha bisogno di presentazioni, la maggior parte dei turisti arriva dall’aeroporto di Phuket e poi approda a Khao Sok, se non arriva da Surat Thani.
Riepilogo delle distanze
| Destinazione | Distanza (km) | Tempo in auto | Porto di imbarco (se necessario) |
|---|---|---|---|
| Parco Nazionale di Sri Phang Nga | 35 km | 45 min | — |
| Takua Pa Old Town | 35 km | 40 min | — |
| Rommanee Hot Springs | 25 km | 30 min | — |
| Isole Surin (Parco Nazionale) | 110 km | 1h 40 min | Kuraburi |
| Isole Similan (Parco Nazionale) | 100 km | 1h 30 min | Thap Lamu Pier (Khao Lak) |
| Koh Kho Khao (isola) | 55 km | 1h | Baan Nam Khem Pier |
| Khao Lak | 65 km | 1h 10 min | — |
| Phuket (città) | 140 km | 2h 15 min | — |
| Surat Thani (città/porto) | 110 km | 1h 50 min | Donsak Pier (per Koh Samui) |
Nota:
- I tempi possono variare in base al traffico e alle condizioni stradali.
- Per le isole, considera almeno 1 ora aggiuntiva per l’imbarco e il trasferimento in barca.
Dove Mangiare a Khao sok
Dopo una giornata di trekking o di avventure sul fiume, trovare il posto giusto dove mangiare a Khao Sok è parte dell’esperienza, ma non è fra le attività più impegnative. Ci sono talmente tanti locali, fra i quali scegliere, che l’unico problema è quello di decidere.
Tra i ristoranti più particolari vi segnalo il Thanyawana Nature Experience, un locale immerso nella natura che offre piatti della tradizione thailandese preparati con icura, a prezzi tutto sommato contenuti. Il menù propone curry profumati, zuppe speziate e piatti vegetariani, il tutto servito in un ambiente tranquillo con vista sul lago e sul giardino circostante.

L’accesso è dalla strada principale e se non avete voglia di camminare, verranno a prendervi con una macchina elettrica che vi trasporterà in tutta comodità, una vera coccola se fa caldo.

Un’altra ottima scelta è il Khao Sok Eagle & Bar Restaurant, che mi è piaciuto per la sua atmosfera conviviale e la varietà di piatti locali ben cucinati. Qui si può gustare un ottimo pad khrapao, e anche degli ottimi cocktail, ma anche piatti occidentali per chi non può fare a meno dei sapori di casa.
Il personale è cordiale, c’è della buona musica e a volte vengono organizzate serate con musica dal vivo, perfette se volete socializzare con altri viaggiatori.
Entrambi i ristoranti sono ideali per rilassarsi dopo una giornata intensa e assaporare la vera ospitalità thailandese, ma ce ne sono per tutti i gusti.

Un buon posto per prendersi un caffè è adiacente al Monkey Bar. Appena costruito è già un must e potete trovare un autentico caffé fatto con la Moka italiana. Non lo troverete su Goggle Maps, a meno di un prossimo aggiornamento.

Dove dormire a Khao Sok National Park
Guesthouse, bungalows e case galleggianti
Le sistemazioni vanno dalle guesthouse economiche nel villaggio di Khao Sok alle famose case galleggianti sul lago. Dormire sull’acqua è un’esperienza unica, ma anche una notte nella giungla, con i suoni della natura come colonna sonora, ha il suo fascino.

Io ho dormito al Khao Sok River & Jungle Resort, un piccolo villaggio di case di legno proprio a ridosso del fiume. La posizione è centralissima e comoda a tutto.

I bungalow sono semplici e puliti, spartani, ma accoglienti, interamente in legno e in uno stile che si addice al luogo. La colazione buona ed abbondante ed il personale gentile. Ci ritornerei!

Avevamo preso in considerazione anche il Tree Top River Houses all’interno del parco. Lo abbiamo visitato e la struttura ci è sembrata un po’ datata, ma carina e pulita e il personale disponibile. Certo essere all’interno del parco è un vantaggio e credo che la sera ci sia la possibilità di avvistare qualche animale in più. Ma non c’era posto…

Un altro bel posto per alloggiare è il Thanyawana Nature Experience, la struttura che ospita l’omonimo ristorante (vedi più in alto nella pagina). Decisamente di un livello superiore!
Prenotate in anticipo, soprattutto in alta stagione.
Consigli pratici (senza voler essere un guru)
- Portate abiti leggeri, ma coprenti (ci sono le zanzare tourist-friendly, ricordiamolo, anche se non così fastidiose)
- Scarpe da trekking leggere
- Repellente per insetti e torcia frontale
- Un po’ di valuta locale, sempre utile nei mercati e per qualche acquisto fuori programma
Conclusione: Khao Sok National Park, un viaggio fuori dal comune
Se cercate un’esperienza alternativa alla solita Thailandia proposta dai tour operator, Khao Sok National Park è la risposta. Qui la natura è protagonista e ogni giorno è diverso dal precedente. Non servono filtri Instagram: basta aprire gli occhi e lasciarsi sorprendere.
Thailandia
Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.
Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.
Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati
Impara le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.
Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.
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