Il museo della casa di Jim Thompson, il re della seta di Bangkok

Prima di visitare il Museo della casa di Jim Thompson, la domanda sorge spontanea: ma chi è Jim Thompson, perché a Bangkok una casa di uno straniero diventa un museo e per quale motivo dovrei visitarla?

In questo articolo provo a dare una risposta a queste ed altre domande, ma, se vi fidate, per me è uno dei luoghi da non perdere assolutamente quando si visita Bangkok.

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Chi è Jim Thompson

Jim Thompson, al secolo James Harrison Wilson Thompson nacque nel primo giorno di primavera (21 marzo) dell’anno 1906 e durante la sua esistenza relativamente breve, divenne uno degli uomini d’affari Americani più famosi in Asia, noto soprattutto per il commercio della seta thailandese, ma anche per la sua generosità ed il suo amore per le cose belle.

Nell’aprile del 1958 la rivista Time affermava, infatti, che quasi da solo aveva salvato la tradizione della seta thailandese dall’estinzione (vedi l’art. originale

Fotografie di Jim Thompson
Fotografie di Jim Thompson

Jim Thompson in America

Jim Thompson nacque a Greenville, Delaware USA nel 1906, ultimogenito di una famiglia benestante, il padre, infatti, era un ricco industriale tessile, mentre la madre era la figlia di un generale.

Nel 1928 il giovane Jim si laurea all’Università di Princeton e nella stessa estate partecipa alle olimpiadi come velista nella squadra statunitense. Non è un modello di studente, infatti si iscrive ad un corso post-laurea alla Scuola di Architettura dell’Università della Pennsylvania, che però non finirà mai.

Nonostante non abbia una laurea, grazie alla conoscenza personale di Arthur Cort Holden, suo compagno di università a Princeton, Jim, dal 1931 al 1940, lavora per la Holden, McLaughlin & Associates a New York, e si occupa di design e ristrutturazioni per le case delle famiglie ricche. Durante questi anni tenta per ben tre volte di passare l’Esame di Stato per diventare Architetto, sempre senza successo, tanto che alla fine è costretto ad abbandonare la professione.

Nel 1941 si arruola quindi nella Guardia Nazionale del Delaware, dove conosce Edwin Fahey Black, che lo convince a raggiungere il neonato Office of Strategic Services (OSS), quello che diventerà poi la CIA.

Museo della casa di Jim Thompson - Interni - 1
Museo della casa di Jim Thompson – Interni

Jim Thompson arriva in Thailandia

La Seconda guerra mondiale volge al termine e dopo una breve esperienza in Nord Africa, Thompson viene assegnato ad un progetto per la liberazione della Thailandia dall’invasione Giapponese, in collaborazione con il reggente del re Rama VIII di Thailandia e dell’ambasciatore thailandese negli Stati Uniti.

Ma quando Thompson arriva in Thailandia, la guerra è praticamente finita e così la sua occupazione diventa quella di organizzare il nuovo ufficio dell’OSS a Bangkok. 

Durante questi anni, Thompson lavora come addetto militare per il suo ex compagno di Università a Princeton Charles W. Yost, incaricato d’affari del nuovo Re. Proprio nello stesso periodo comincia una lunga relazione con la moglie dell’amico, Irena, che nel 1950 dà alla luce un figlio, del quale la paternità non viene mai accertata.

Durante i frequenti contatti con i gruppi di liberazione, Jim Thompson conosce Margaret Landon, l’autrice di Anna e il re del Siam, da cui forno tratti i film Anna and the King del 1946, e The King and I del 1956, che segnarono la fortuna dell’industria della seta Thai.

Nel frattempo, Thompson si sposa nel 1943 con Patricia Thraves, ma la storia dura poco e nel 1946 i due divorziano.

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La riscoperta della seta Thai

Sempre nel ’46 Jim Thompson fa ritorno a Bangkok per mettersi in affari, ma senza successo, fino a che non prende a cuore la produzione della seta.

Nel 1947, infatti, viene a conoscenza di una zona di Bangkok chiamata Ban Krua, dove una comunità di tessitori locali provvede al sostentamento delle famiglie producendo tessuti di seta con tecniche tradizionali. È amore a prima vista: l’imprenditore fa subito spedire a New York una selezione di sete tessute a mano, che vanno a ruba fra i nomi più importanti della moda, tra cui Edna Woolman Chase, l’influente editrice di Vogue Magazine che lo lancia sulla propria rivista.

Nel frattempo, Thompson stringe accordi con circa 200 artigiani della seta e parte con la produzione. Molti degli artigiani hanno già abbandonato il mestiere, da tempo in declino, ma si rimettono al lavoro sui telai domestici tradizionali con la seta che Thompson fornisce loro, insieme ai coloranti, così la produzione decolla. In breve, i suoi prodotti diventano talmente popolari che ogni diplomatico che sbarca a Bangkok vuole visitare “il posto di Jim Thompson”. 

Le sete di Jim Thompson-2
Le sete di Jim Thompson

Nel 1948, insieme a George Barrie fonda coraggiosamente la Thai Silk Company Limited, sulla quale vengono narrate le storie più differenti, ma la cosa certa è che già nel primo anno vengono vendute stoffe per oltre 36.000 dollari, che diventano oltre 650.000 nel 1958. Solo il 18% del capitale della società appartiene a Thompson, una pari quota appartiene a Barrie ed il resto è diviso fra investitori thailandesi e stranieri.

Il vero successo per l’azienda arriva, però, nel 1951, quando la stilista Irene Sharaff utilizza i tessuti di seta di Thompson per il musical The King and I, facendo così conoscere il prodotto in tutto il mondo.

Un lavoro dignitoso per le donne di Bangkok

Oltre a introdurre i toni brillanti e le sgargianti combinazioni di colori, Thompson contribuisce a far prosperare migliaia delle persone più povere della Thailandia, mantenendo la lavorazione dei suoi tessuti localizzata nelle famiglie, anziché industrializzarla. In questo modo contribuisce all’emancipazione delle donne che costituiscono la maggior parte della sua forza lavoro. 

Permettere loro di lavorare da casa, consente infatti, di non abbandonare il ruolo di madri e al contempo di diventare il vero sostentamento per tutta la famiglia. Solo dopo la scomparsa di Thompson, la Thai Silk Company trasferì le sue operazioni di tessitura a Korat, venendo meno in questo caso alle volontà del fondatore.

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La casa di Jim Thompson sul Klong

Thompson era differente dalla maggior parte degli americani nel sud-est asiatico: era una persona che amava veramente il paese nel quale si era trovato a vivere. Parte di questa sua ammirazione lo spinse, negli anni ad acquistare, ad ogni occasione, oggetti d’arte e di antiquariato per la sua collezione, che, a differenza di altri uomini d’affari occidentali, raccoglieva nella sua casa in Thailandia.

Dopo vari anni in Thailandia, Thompson incomincia ad accarezzare il sogno di dare una dimora adeguata alla sua collezione, che nel frattempo si era arricchita di pezzi veramente unici e singolari. Nel 1958, per dare forma a questo suo progetto, acquista un terreno adiacente ad un klong, uno dei tipici canali di Bangkok, dove fa trasportare sei dimore in Tek, costruite in differenti stili tradizionali Thailandesi, acquistate principalmente nella zona di Ayutthaya e smantellate per essere ricostruite nella sua tenuta.

Museo della casa di Jim Thompson - Interni - 2
Museo della casa di Jim Thompson – Interni

Fedele alla tradizione, le case sono sopraelevate come le costruzioni originali, vengono acquistate le tegole in stile antico e Jim cura personalmente ogni particolare, rivedendo la disposizione delle stanze, costruendo le scale all’interno, anziché all’esterno, ma facendo poche concessioni alla modernità, salvo per alcuni particolari di utilità pratica come i grandi lampadari in vetro.

Le case sono progettate per accogliere la sua grande collezione, come il soggiorno, nel quale le quattro grandi finestre di due case adiacenti vengono trasformate in nicchie e collegate da un pavimento ed un tetto di nuova costruzione, seppure nello stile e con materiali originali.

La collezione vanta oggetti provenienti da tutto il sud-est asiatico, con pezzi unici come statue in pietra antiche e anche un tavolo da pranzo che un tempo era appartenuto al re Rama V di Thailandia.

Thompson completò l’opera in meno di due anni e si trasferì ben presto nella nuova casa. 

Nel 1962 fu vittima di un incidente giudiziario che lo segnò personalmente. Fu infatti accusato di aver comprato cinque teste di Buddha rubate, che dopo varie vicende fu costretto a restituire, nonostante avesse comunicato al Dipartimento di Belle Arti della Thailandia la sua intenzione di destinare la collezione a beneficio della nazione. In seguito a quella che ai suoi occhi apparve un’accusa ingiustificata, l’imprenditore revocò il testamento con il quale lasciava la sua casa e la collezione d’arte che conteneva alla Siam Society, tanto che oggi la casa ha ora una propria fondazione, che raccoglie tutto quello che era stato accumulato con la passione di una vita. Si dice infatti che quando scomparve nella giungla malese, Thompson avesse sul proprio conto pochi spiccioli perché con ogni soldo che aveva comprava qualcosa per la sua collezione.

La misteriosa scomparsa di Jim Thompson

Il 3 aprile del 1959, durante uno dei suoi viaggi, Jim incontra un monaco che realizza il suo tema astrale secondo lo zodiaco. Il monaco gli predice che nel suo sessantunesimo anno (il 1967) avrebbe dovuto fare particolare attenzione ad alcuni eventi pericolosi.

Tema Natale di Jim Thompson
Tema Natale di Jim Thompson

Domenica 26 marzo 1967, durante una vacanza nelle Cameron Higlands Malesi, Jim Thompson parte per un breve trekking sulle colline dal quale non farà mai ritorno. La sua scomparsa dà il via ad una delle più grandi ricerche nella storia del sud-est asiatico e rimane a tutt’oggi un mistero irrisolto, tanto che il corpo non sarà mai ritrovato.

Voci di complotti e di rapimenti si sono susseguite nel tempo, ma l’unica cosa certa, ad oggi, è la sua eredità, che continua ad affascinare i visitatori della sua grande casa museo e gli acquirenti delle stoffe di seta da lui ideate.

Il Museo della Casa di Jim Thompson

La Casa–Museo, dove si trovano le sei abitazioni Thai in legno, si trova oggi affacciata sullo stesso klong in Rama I road dove fu costruita originariamente ed è raggiungibile con il BTS, scendendo alla fermata National Stadium, con altri mezzi pubblici o con un tuktuk. 

La struttura ospita una delle più interessanti collezioni di antiquariato della Thailandia e la visita vale ben oltre i 200 baht che si pagano all’ingresso. 

Museo della casa di Jim Thompson - Interni - Teiere senza coperchio
Museo della casa di Jim Thompson – Interni – Teiere senza coperchio

Si possono visitare in autonomia sia l’esterno delle abitazioni che il giardino, ma l’interno delle case è accessibile solo con una visita guidata che dura circa 45 minuti, disponibile in molte lingue, ma non in Italiano. 

Le accompagnatrici, molto preparate, guidano i turisti nelle varie stanze spiegando le particolarità dei pezzi più rilevanti, i dettagli dell’arredamento e delle strutture. 

La collezione offre pezzi di raro pregio artistico e oggetti curiosamente unici come lo stupendo gioco della casa dei topi cinese o le tazze da tè senza coperchio sempre di provenienza cinese.

Ovviamente dovrete togliervi le scarpe, perché i pavimenti sono in legno.

Da una persona come Thompson ci si sarebbe aspettati che conducesse da sé le trattative e le conversazioni durante i colloqui di lavoro, invece, come avevo premesso in apertura, probabilmente non era un genio in ogni campo e non imparò mai il Thailandese, pur vivendo nel paese per oltre 20 anni. Al suo seguito aveva infatti sempre un traduttore fidato che lo accompagnava in ogni spostamento.

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Biglietti, orari e indirizzo del Museo della Casa di Jim Thompson

Il museo apre tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 con ultima visita guidata alle 17.00. I tour sono in inglese, francese, giapponese, cinese e Thailandese… italiano, come già detto, manco a chiedere 😊. Nella nostra lingua per ora è disponibile solo una piccolissima brochure che viene fornita in biglietteria. 

Il biglietto costa 200 baht e saranno quelli meglio spesi della vostra vacanza a Bangkok.

Il negozio della seta di Jim Thompson

Annessa alla casa c’è una piccola esposizione che parla della vita dell’Imprenditore e dell’industria da lui fondata. Alla fine dell’esposizione si trova lo shop dove si possono acquistare i capi prodotti ancora oggi con la pregiata seta Thailandese. La merce esposta non è proprio a buon mercato, grazie anche al rilancio del marchio effettuato negli ultimi anni, ma sulla qualità non c’è dubbio.

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Ciao, ci vediamo in Thailandia!

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Max
Maxhttps://www.massimobasso.com
Massimo Basso le mie passioni sono stare all'aria aperta, viaggiare, scoprire luoghi nuovi, conoscere persone ed abitudini, osservare la Natura e, quando posso, fare qualche bella fotografia. Le foto (se riportano la mia firma) sono mie e non sono riproducibili senza consenso.

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