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Isole Surin: un mondo sospeso tra mare e tradizione
Il Parco Nazionale delle Isole Surin, istituito nel 1981, protegge uno degli arcipelaghi più spettacolari e meno affollati della Thailandia. Queste isole si trovano nel Mare delle Andamane, a circa 60 km dalla costa di Phang Nga e sono circondate da acque cristalline, barriere coralline e una biodiversità marina eccezionale.
Oltre alla straordinaria natura, le Surin custodiscono la cultura dei Moken, un popolo nomade del mare che ancora oggi abita queste isole, vivendo di pesca in modo tradizionale e mantenendo uno stile di vita in equilibrio con l’ambiente.
ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Informazioni preliminari
Le Isole Surin si raggiungono solo via mare, mi direte ovviamente, ma intendevo dire che non c’è un aeroporto. Si parte in genere dal porto di Kuraburi, a circa due ore di auto da Khao Sok e tre ore da Phuket e in circa un’ora e mezza di barca veloce si raggiunge il porto principale delle isole.
La maggior parte dei turisti raggiungono il parco con gite giornaliere, che si possono prenotare online*, presso le agenzie locali o direttamente nelle guest-house o negli hotel di Phuket, di Khao Lak o di Khao Sok, ovviamente con transfer incluso.
Le isole sono visitabili solo nella stagione secca, da novembre ad aprile, quando il mare è calmo e i collegamenti sono regolari.
Tutti i dettagli nella sezione su come organizzare la gita.
Snorkeling e immersioni: il regno dei coralli
Le Isole Surin sono una meta ecczionale se amate lo snorkeling e le immersioni. Le acque trasparenti ospitano un ricco reef corallino, popolato da pesci tropicali di ogni colore, tartarughe marine e, con un po’ di fortuna, anche piccoli squali pinna nera. I siti più noti per queste attività sono Ao Mae Yai, Ao Chong Kad e Richelieu Rock, quest’ultima una delle migliori zone per le immersioni e famosa per la presenza occasionale dello squalo balena.
Se non siete esperti non preoccupatevi, lo snorkeling è adatto anche ai principianti, grazie al fatto che le baie hanno acque poco profonde e che può eventualmente essere praticato anche col giubbotto di salvataggio.

Spiagge e natura incontaminata
Le isole principali, Surin Nua e Surin Tai, sono isole di spiagge bianche, palme e foresta tropicale. Qui non troverete grandi resort, ma solo semplici bungalow gestiti dal parco o aree campeggio, perfette se vi piacciono la tranquillità e contatto diretto con la natura. Potete anche addentrarvi nelle piccole zone di foresta con alcuni sentieri naturalistici che attraversano le isole e offrono la possibilità di avvistare uccelli rari, varani giganti e, a volte, famiglie di macachi.
Fauna marina delle isole Surin
Tra i protagonisti dello spettacolo del quale potrete godere alle isole Surin, oltre ai coralli, ai numerosi pesci colorati ed ai molluschi, un ruolo di primo piano va sicuramente ai simpatici pesci pagliaccio, sicuramente non una rarità, ma fra i pesci più coreografici quando è possibile immortalarli tra gli anemoni. Ai fratellini di Nemo è addirittura dedicato il nome di una baia dove sicuramente andrete a fare snorkeling.

Con un po’ di fortuna potrete avvistare le maestose tartarughe verdi e le tartarughe embricate (anche se noi non le abbiamo viste, ma le avevamo viste alle Similan), le eleganti razze maculate e gli squali pinna nera di barriera, del tutto innocui per l’uomo. Occasionalmente vengono avvistate anche mante e piccoli squali balena.
Per fortuna non è un acquario e noi di questi grandi animali non ne abbiamo visti, ma in compenso abbiamo visto tantissimi pesci e coralli e abbiamo avvistato due balene di passaggio, che ci hanno accompagnato per un’oretta facendo capolino ora a prua ora a poppa della barca.
Inoltre, meraviglia delle meraviglie, durante il viaggio di rientro, abbiamo avvistato tantissimi pesci farfalla che hanno accompagnato la barca mentre si trovava nelle acque aperte fra le isole ed il porto.
Uccelli e Mammiferi unici: gli Endemismi delle Andamane
Ma le Surin non sono solo mare. Infatti queste piccole isole ospitano anche degli animali particolari. Conosciamoli!
Il Piccione delle Nicobare
Il Piccione delle Nicobare, nome scientifico Caloenas nicobarica, è uno degli uccelli più affascinanti delle isole dell’Asia sud-orientale. Prende i nome dalle isole dove fu visto per la prima volta, ma vive anche nelle Andamane e in altre piccole isole dell’arcipelago indonesiano e melanesiano.
E’ facile individuarlo perché, con le sue piume dai riflessi verdi, blu e bronzo, è uno dei piccioni più colorati al mondo.

Oltre al suo valore ecologico, questo uccello ha una particolare importanza culturale per le popolazioni indigene delle Nicobare, che lo considerano simbolo di pace e prosperità. Avere l’opportunità di osservarlo nel suo habitat naturale può sembrare scontato, ma in realtà è un’esperienza rara e preziosa, che invita a riflettere sulla fragilità degli ecosistemi insulari e sull’importanza della biodiversità.

Il Colugo o Galeopiteco
Il nome scientifico di questo strano animale è Galeopterus variegatus, ma in italiano si chiama Galeopiteco variegato o Colugo della Sonda.
Prima di tutto, sfatiamo un mito: non è un lemure – come viene impropriamente chiamato in inglese – e non vola, ma plana. Si tratta di un mammifero di medie dimensioni (circa come un gatto domestico) con un muso che ricorda un po’ un levriero con gli occhi enormi. La sua caratteristica unica è il patagio, una membrana di pelle estesa che collega il collo con le zampe anteriori, quelle posteriori e con la coda, trasformandolo in un vero e proprio aquilone vivente. Il suo pelo ha un colore grigio-verde che imita perfettamente la corteccia degli alberi.

Di giorno dorme aggrappato ai tronchi degli alberi come un bradipo, diventando spesso invisibile grazie al suo mimetismo. Di notte si sveglia e plana da un albero all’altro (può coprire distanze di oltre 100 metri in planata!) per mangiare foglie, fiori e frutti. È goffo a terra, quindi non scende quasi mai, mentre per salire effettua piccoli balzi!! vedi il mio reel su Instagram, dove ho pure sbagliato il nome… mi sono confuso il nome con il Galagone che però vive in Africa.

Il villaggio dei Moken
Uno degli incontri più affascinanti alle Surin è quello con i Moken. Noti anche come “nomadi del mare”, sono un popolo austronesiano che vive tra le isole Mergui in Myanmar e le isole Surin in Thailandia.
Tradizionalmente questo popolo conduce una vita semi‑nomade a bordo di caratteristiche barche di legno, spostandosi tra le isole in base alle stagioni e alle risorse del mare, ma per la comunità che vive sull’isola questo stile di vita è molto diverso a causa delle restrizioni del parco.

Nel villaggio dei Moken alle isole Surin, gli abitanti vivono in case costruite su palafitte e realizzate con materiali naturali come bambù e foglie di palma, conducendo un’esistenza più stanziale e improntata anche allo sfruttamento del turismo.
Una curiosità poco nota riguardo a questo popolo è la loro straordinaria capacità di vedere sott’acqua: i bambini Moken, infatti, riescono a mettere a fuoco e trattenere il respiro più a lungo degli altri, adattandosi perfettamente all’ambiente marino (approfondimento).

Tradizionalmente i Moken non sono legati alla proprietà privata, la terra e mare sono considerate risorse collettive, anche per questo la vita quotidiana è regolata da usanze radicate di condivisione e mutuo aiuto.
Questa popolazione assurse agli onori della cronaca nel 2004, quando, proprio in alcune comunità delle Isole Surin, alcuni abitanti dei villaggi furono capaci di riconoscere i segnali dello tsunami e di portare in salvo moltissime persone fra le quali molti turisti. Purtroppo altre comunità Moken, furono comunque fortemente segnate da questa tragedia che causò gravi perdite.

Quasi tutti i tour fanno sosta nel loro villaggio. Se riuscirete ad andare oltre l’ovvio, fatto di banchetti nei quali si vendono gadget e braccialetti fatti con i residui delle reti da pesca, potrete scoprire un mondo fatto di piccole abitudini e di tradizioni millenarie, che illustrano la storia e le tradizioni di questo popolo.

Come organizzare la gita alle Surin
Le isole Surin sono uno degli angoli più incontaminati e affascinanti della Thailandia: raggiungerle richiede un po’ di organizzazione, ma l’esperienza ripaga ogni sforzo.
Il punto di partenza principale per raggiungere le isole è la cittadina di Kuraburi, situata sulla costa della provincia di Phang Nga, a circa 150 km a nord di Phuket e 120 km a sud di Ranong. Dovrete arrivare presto la mattina, pertanto se non partite da un posto vicino, meglio organizzarsi e pernottare a Kuraburi (Khura Buri).
Le opzioni per l’alloggio a Kuraburi sono limitate e così pure nelle zone vicine. Uno stop popolare per la gita alle Surin è la Tom’s House Khura Buri, una guest house senza pretese, ma comoda, pulita e confortevole. I proprietari sono gentilissimi e vi spiegheranno volentieri cosa visitare nei dintorni, non solo, se li contatatterete preventivamente, vi aiuteranno anche ad organizzare la vostra gita alle Surin con prelievo direttamente sulla porta della stanza.
Come arrivare al porto di imbarco
Si può arrivare a Kuraburi in auto, autobus o minivan (vedi in fondo la tabella delle distanze)
Una volta arrivati a Kuraburi, bisogna recarsi al Kuraburi Pier, il piccolo porto turistico da cui partono tutte le imbarcazioni per il Parco Nazionale delle Isole Surin. Se avete un’auto potete parcheggiare dentro al porto gratuitamente.

Le barche veloci (speedboat) impiegano circa 1 ora e 30 minuti per raggiungere l’arcipelago, mentre le barche tradizionali richiederebbero più tempo. È importante prenotare in anticipo, soprattutto durante l’alta stagione (dicembre-aprile), poiché il numero di visitatori giornalieri è limitato per preservare l’ecosistema.
Noi abbiamo prenotato tramite Sabina Tour, ma è possibile prenotare direttamente tramite l’ente del parco a prezzi più contenuti, anche se il viaggio fino alle isole in linea di massima sarà a bordo delle medesime imbarcazioni di Sabina Tours. Chiedetemi info più precise, se volete.

Dove alloggiare alle isole Surin
Essendo un parco nazionale, le isole Surin non ospitano resort di lusso o strutture private. Le opzioni di alloggio sono gestite direttamente dal Parco Nazionale e sono pensate per chi desidera vivere un’esperienza a stretto contatto con la natura.

Le due principali aree dove si può alloggiare sono Ao Chong Khad (Surin Nua) e Ao Mai Ngam (Surin Tai), entrambe dotate di bungalow semplici in legno e tende già montate.
- i bungalow sono spartani ma funzionali, con letti, zanzariere e ventilatore, e si trovano a pochi passi dalla spiaggia.
- le tende, anch’esse fornite di materassino e cuscino, sono la soluzione più economica e suggestiva, perfetta per chi ama dormire ascoltando il suono del mare. Ci sono anche tende attrezzate con letti veri e aria condizionata, in vero stile “glamping“.
Nelle aree di campeggio sono presenti servizi igienici in comune, docce e un ristorante del parco che offre piatti thai semplici ma gustosi. Non esistono negozi o ATM sulle isole: conviene portare tutto il necessario e contanti sufficienti.

Pernottare alle isole Surin significa immergersi completamente nella natura, godendo di spiagge deserte, snorkeling straordinario e tramonti indimenticabili, lontani dalla folla e dal turismo di massa.
Periodo migliore per visitare il Parco Nazionale delle isole Surin
Il Parco Nazionale Mu Koh Surin si può visitare dal 15 ottobre al 15 maggio, quando il parco è aperto e le condizioni del mare sono buone sia per la navigazione che per lo snorkeling e le immersioni.
Tuttavia, il momento ideale per godere appieno della visita va in genere da dicembre a marzo perché in genere il mare è calmo e visibilità migliore, inoltre sono minori le possibilità di pioggia.
Durante la stagione dei monsoni (giugno-ottobre), al contrario, il parco chiude, sia per le condizioni climatiche, che per preservare l’ecosistema marino e garantire la sicurezza dei visitatori. In questo modo anche i coralli e le altre specie marine hanno la possibilità di recuperare.

Cosa fare nelle vicinanze
Se avete tempo, potete abbinare la visita alle Surin con una tappa alle Isole Similan, altrettanto celebri per snorkeling e immersioni, oppure esplorare la costa di Phang Nga con le sue formazioni carsiche e villaggi di pescatori. Le escursioni giornaliere sono facilmente organizzabili da Phuket o Khao Lak.
Parco Nazionale di Sri Phang Nga
Il vicino parco di Sri Phang Nga offre cascate e sentieri nella foresta. Poco turistico, ma affascinante.
Khao Sok National Park: giungla, cascate e bungalow galleggianti
A poco più di un’ora di strada da Kuraburi si apre uno degli angoli più selvaggi e affascinanti della Thailandia: il Khao Sok National Park. Questa giungla pluviale, considerata tra le più antiche al mondo con i suoi 160 milioni di anni, regala trekking tra cascate spettacolari, escursioni sul fiume Sok e la possibilità di pernottare nei suggestivi bungalow galleggianti sul Lago Cheow Lan*.
L’incontro con elefanti, scimmie e oltre 300 specie di uccelli rende ogni visita un’esperienza naturalistica straordinaria. L’ingresso al parco è di 300 THB, mentre i tour giornalieri variano tra 1200 e 5000 THB.
Takua Pa Old Town: storia, street food e panorami
A soli 50 minuti da Kuraburi, la cittadina coloniale di Takua Pa invita a un viaggio nel tempo tra architetture storiche e atmosfere autentiche. La Sunday Walking Street (che si svolge la domenica dalle 16 alle 20) anima il centro con street food, bancarelle di artigianato e colori locali, negli altri giorni i caffè rimodernati offrono piatti prelibati e degustazioni degne dei migliori locali di Bangkok.

Koh Kho Khao: natura selvaggia e tramonti infiniti
Per chi cerca un’isola ancora autentica e poco battuta, Koh Kho Khao è una vera sorpresa. Si trova a un’ora e mezza d’auto e pochi minuti di ferry da Kuraburi. Il traghetto dura 10 minuti e costa dai 30 ai 50 baht, 200 baht se traghettate l’auto.
Qui spiagge semi-deserte punteggiate di piccoli resort come Hapla Beach Cottage si estendono per chilometri, mentre piccoli i bungalow eco-friendly e i tramonti spettacolari invitano al relax totale. Noleggiando uno scooter si possono esplorare comunità sperdute, avvistare bufali d’acqua e raggiungere le più isolate e suggestive dell’isola.

Khao Lak Elephant Sanctuary: esperienza etica con gli elefanti
A circa 45 minuti a sud di Kuraburi si trova il Khao Lak Elephant Sanctuary*, un esempio virtuoso di turismo responsabile. Qui non si sale in groppa agli elefanti, ma si partecipa a esperienze come il bagno, la preparazione dei pasti a base di verdura e frutta e brevi trekking nella natura. I pacchetti includono il trasferimento dagli hotel di Khao Lak e delle zone limitrofe, con prezzi tra 1500 e 3000 THB. Un’occasione per conoscere da vicino questi animali, spesso salvati da situazioni difficili.
Ao Khoei Beach: relax e autenticità sulla costa
Ao Khoei Beach è una delle spiagge meno conosciute e più tranquille nei dintorni di Kuraburi, perfetta per chi cerca una pausa lontano dalla folla. La sabbia chiara e soffice si affaccia su acque limpide, ideali per una nuotata rigenerante o una semplice passeggiata al tramonto. Qui si respira un’atmosfera autentica, un piccolo chiosco che offre piatti locali e bevande fresche, tra cui l’immancabile cocco. Un luogo ideale per rilassarsi, ascoltare il suono delle onde e godersi la semplicità della vita costiera thailandese.
Il Parco Nazionale delle Isole Similan
Le Isole Similan rappresentano un’alternativa affascinante alle Surin per chi desidera esplorare il mare della Thailandia. Le escursioni partono di solito da Phuket o da Khao Lak* e ci si imbarca in genere da Thap Lamu Pier vicino a Khao Lak, un paio d’ore da Kuraburi.
Questo arcipelago, offre fondali straordinari: qui si nuota tra enormi massi granitici, coralli variopinti e pesci tropicali. Senza contare che abbiamo visto ben 2 tartarughe marine! Le spiagge delle Similan sono di sabbia bianca e fine, circondate da acqua turchese e foresta lussureggiante. Le isole sono tutelate come parco nazionale e l’accesso è regolamentato per preservarne la bellezza.
Le escursioni in giornata sono un po’ affollate, ma sono ben organizzate e ne vale la pena.

Come raggiungere Kuraburi (porto di imbarco per le Surin)
Indicazione delle distanze, dei tempi e dei costi.
Ecco una tabella indicativa delle distanze stradali (in chilometri e in ore) tra Kuraburi (Phang Nga) e alcune delle principali città della Thailandia, con i costi indicativi per i trasporti. Le distanze sono approssimative e si riferiscono ai percorsi stradali più comuni.
Da Bangkok:
- In auto: 680-710 km, 10 ore sulla strada 4 e poi 401. Il costo carburante si aggira sui 2500-3500 baht (65-90€), oltre al costo dei pedaggi, calcolabili in circa 300 baht
- In bus: 12-15 ore via Surat Thani dove è necessario un cambio, 850-2400 baht (22-63€), il bus notturno è il più consigliato
- In minivan: Non diretto, 13-18 ore con cambi, 1500-3100 baht (39-82€), scomodo per bagagli
Da Khao Lak:
- In auto: 60 km, 1-2 ore circa (dipende dal punto di partenza) sulla strada 401. Il costo carburante si aggira sui 400-600 baht (10-16€)
- In bus: 1.5-3 ore, 150-250 baht (4-7€), linea 444 locale
- In minivan: 1-2 ore, condiviso 200-400 baht (5-10€), privato 1600-1900 baht (42-50€)
Da Khao Sok:
- In auto: 110 km, 1.5-2 ore sulla strada 401. Il costo carburante si aggira sui 600-900 baht (16-24€)
- In bus: 2 ore, 230-400 baht (6-10€)
- In minivan: 1.5-2 ore, condiviso 300-600 baht (8-16€), privato 2000-2800 baht (53-74€)
Da Surat Thani:
- In auto: 160 km, 2.5 ore sulla strada 401. Il costo carburante si aggira sui 800-1200 baht (21-32€)
- In bus: 3-4 ore con cambi, 1300-1800 baht (34-47€)
- In minivan: 3 ore, 800-1200 baht (21-32€) condiviso
Da Phuket:
- In minivan: 2.5 ore, condiviso 400-700 baht (10-18€), privato 2500-3500 baht (66-92€)
- In auto: 150 km, 2.5 ore sulla strada 402/401. Il costo carburante si aggira sui 900-1400 baht (24-37€) oltre al costo dei pedaggi, calcolabili in circa 100 baht
- In bus: 3-4 ore, 200-400 baht (5-10€)
Riepilogo
| Città | Distanza da Kuraburi (km) | Tempo di viaggio stimato (auto) |
|---|---|---|
| Ranong | 120 | 2 ore |
| Phuket Town | 220 | 3-3,5 ore |
| Krabi | 220 | 3-3,5 ore |
| Surat Thani | 230 | 3-4 ore |
| Chumphon | 260 | 3,5-4,5 ore |
| Nakhon Si Thammarat | 320 | 4,5-5,5 ore |
| Trang | 350 | 5-6 ore |
| Hat Yai | 420 | 6-7 ore |
| Bangkok | 710 | 9-10 ore |
| Chiang Mai | 1.570 | 20-22 ore |
Distanze, orari e costi possono variare in base al percorso scelto, alla stagione ed alle condizioni del traffico.
C’è un Tempio di Ganesha?
Sulle isole non si trovano templi di Ganesha, ma lungo la costa di Phang Nga e nelle città vicine non è raro imbattersi in piccoli santuari dedicati alle divinità indù, spesso frequentati sia da locali che da visitatori.
Thailandia
Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.
Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.
Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati
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Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.
Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.
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