Ema, le tavolette votive Giapponesi

Le Ema Giapponesi sono piccole tavolette di legno nelle quali i fedeli scrivono preghiere o desideri e che vengono appese in spazi dedicati all’interno del Santuario. In questo modo i Kami, le divinità Shintoiste, possono leggerli ed aiutare le persone nei loro desideri o nelle loro difficoltà. A tutti coloro che visitano il Giappone sarà capitato di vederle e di chiedersi che cosa fossero, intuendone certamente la finalità.

Immagini Ema le tavolette votive giapponesi

Indice dell’articolo Ema, tavolette votive Giapponesi

  1. Cosa significa Ema in Giapponese
  2. Evoluzione delle immagini Giapponesi
  3. Le immagini Ema nel periodo recente
  4. Ema nei Santuari Shintoisti e nei Templi Buddisti in Giappone
  5. Che fine fanno le Ema Giapponesi
  6. Se ti va puoi farlo anche tu, ma con rispetto

Cosa significa Ema in Giapponese

La parola Ema significa letteralmente immagine o figura del cavallo. Anticamente i fedeli Shintoisti in caso di avversità o carestie erano soliti portare come offerta al Santuario uno o più cavalli al fine di ingraziarsi i Kami (le divinità) ed ottenere così il loro aiuto. A partire dal periodo di Nara queste offerte di cavalli viventi vennero in alcuni casi sostituite da figure di argilla o di altri materiali rappresentanti la figura di un cavallo. La prima rappresentazione dell’offerta di un’immagine di carta di un cavallo risale all’anno 1013.

Immagini Ema le tavolette votive giapponesi

Il tori e sullo sfondo le tavolette votive o Ema

Evoluzione delle immagini Ema Giapponesi

Successivamente la creatività prese il posto della tradizione e le rappresentazioni cominciarono a spaziare dal cavallo ad altri soggetti, si creò così una professione con stili spesso personalizzati e ricercati, riprodotti per lo più su tavolette di legno, carta o argilla. Di solito era una comunità, un villaggio o una corporazione a commissionare un’Ema a uno di questi artisti oppure una persona facoltosa. Sulle tavolette veniva disegnata o dipinta una figura in tema con la richiesta, mentre a volte la figura era scolpita o modellata, a seconda del materiale usato. Fra le richieste più comuni c’erano auguri o richieste di fertilità con rappresentazioni falliche o desideri di lunga unione o buona salute. Come si può intuire anche questa tradizione era tuttavia costosa e inaccessibile ai più.

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Le immagini Ema nel periodo recente

Fu solo durante periodi più recenti (a partire dal 17mo secolo) che i santuari cominciarono a produrre in autonomia tavolette standardizzate di dimensioni contenute, rendendole accessibili così alla gran parte della popolazione. Oggigiorno buona parte parte delle Ema consiste in una tavoletta di legno sulla quale scrivere un proprio desiderio, pensiero o frase. Le tavolette sono di solito di forma pentagonale, simili ad una casetta, ma ne esistono di ogni forma e dimensione, a volte adornati da temi o figure tipiche del Santuario che rappresentano divinità o da animali, ma anche da personaggi del cinema o della TV. La maggior parte riporta comunque solo delle scritte. Ad esempio nel santuario Fushimi Inari-Taisha di Kyoto le tavolette sono a forma di volpe.

Dove si possono trovare le Ema

Di solito l’Ema si compra al santuario, con un costo variabile dai 500 ai 1000 Yen, soldi che serviranno per la manutenzione del Santuario stesso. Si scrive il proprio pensiero o desiderio sulla tavoletta e la si appende in una bacheca dedicata. A volte le tavolette sono appaiate: una da appendere e una da conservare come ricordo.

Immagini Ema le tavolette votive giapponesi

Ema nei Santuari Shintoisti e nei Templi Buddisti in Giappone

Queste tavolette sono di tradizione Shintoista, ma sono state adottate anche dalla tradizione Buddista in quella continua osmosi di cultura che storicamente è parte della storia delle due religioni principali del Giappone. Oggi non è raro trovare spazi dedicati alle Ema anche in alcuni templi, fra i quali il Padiglione Dorato Orientale del Tempio Kohfukuji, del quale parlerò dopo.

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Che fine fanno le Ema Giapponesi

Le Ema rimangono appesi nel Santuario o nel Tempio prescelto fino ad un evento speciale durante il quale vengono raccolte e bruciate per liberare e realizzare il desiderio del fedele. Quando l’Ema brucia, il fumo si alza in cielo e raggiunge le divinità che in questo modo vengono a conoscenza del desiderio e possono realizzarlo. Il rituale è diverso per ogni Santuario e si esegue in tempi e con modalità diverse, tipiche di ogni località.

Immagini Ema le tavolette votive giapponesi

Se ti va puoi farlo anche tu, ma con rispetto.

Ho voluto fare anche io questo rituale, non in un Santuario, ma in un Tempio Buddista, più precisamente nel Padiglione Dorato del Tempio Kohfukuji. Il Tempio è dedicato al Buddha della Medicina, al quale ci si può rivolgere per la salute delle persone care.

In questo Tempio dentro ad una busta di carta ci sono 2 tavolette Ema a forma di casetta, una decorata da tenere o da donare a qualcuno e l’altra vuota sulla quale scrivere il proprio pensiero.

E’ consentito fare una foto alla tavoletta appesa da mostrare per esempio alla persona per la quale è andato il pensiero.

In un paese straniero non si giudica (neanche nel proprio, ma qui a maggior ragione), si confrontano le tradizioni con le proprie e si trovano punti di contatto o di attrito. Il primo passo verso la comprensione è prendere atto dei fatti. Se vuoi provare puoi farlo, in genere le religioni asiatiche sono tolleranti, ma prendi sul serio quello che stai facendo, non sei obbligato a credere, ma non sei autorizzato a deridere. ;-)

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Fonti:

  • Taiken.co
  • The Kyoto Project
  • Documenti originali del Tempio reperiti in loco
  • Cartelloni esplicativi in loco
  • Esperienza personale e dialoghi
Parti per l'india

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