Scoprire la Monument Valley e la riserva Navajo o Dine’

La Monument Valley è certamente uno dei luoghi più noti ed iconici degli Stati Uniti. Il luogo evoca mitici film western anni 70 ed epiche battaglie fra indiani e cowboys, mandrie ed eserciti, esploratori solitari e cacciatori di taglie. Il nome riserva Navajo mi riporta invece indietro negli anni ai mitici fumetti di Tex Willer e del suo amico Kit Carson, che mi hanno accompagnato per tanti anni.

Per me è come immergersi nella storia e nella leggenda.

Monument Valley Navajo Monument

Tappa imperdibile di un viaggio nelle terre rosse

Glen Canyon, Lee’s Ferry, Marble Canyon, Vermillion Cliffs, White Pocket, Red Rock Canyon e Red Canyon. Zion, Bryce, Arches, Canyonlands, Utah, Grand Canyon, Sequoia, King’s Canyon, Yosemite, Death Valley e Horseshoe Bend. Monument Valley, Antelope Canyon, Coral Pink Sandy Dunes, Valley of Fire.

Sono nomi familiari, i luoghi mitici del sudovest degli Stati Uniti, alcuni di questi sono all’interno della riserva Navajo o Navajo Nation. La zona è all’interno di quello che circa 150 milioni di anni fa era l’altopiano del Colorado, ricoperto di mari caldi e poco profondi.

A partire da 13 milioni di anni fa, questa area subì importanti trasformazioni, generate dai corrugamenti del suolo terrestre che ne elevarono l’altezza fino ai 3.000 metri, come successe ad esempio al Bryce Canyon.

E’ così si creò la zona chiamata Escalante o “grande scalinata” che si estende fra Bryce ed il Grand Canyon e che comprende la Monument Valley.

Monument Valley Navajo Monument

La Navajo Nation o Diné Bikéyah o Navajoland

Dine’ è il nome con il quale i Navajos chiamano se’ stessi. Questa riserva indiana è la più grande area di terra posseduta da una tribù di nativi americani oltre che la più grande entità tribale degli Stati Uniti.

La riserva ha una superficie di circa 70.000 chilometri quadrati e oltre 350.000 abitanti (censimento del 2016). Prendendo ad esempio gli Stati degli USA, la riserva ne supera in vastità almeno 10. Per fare un paragone con uno stato europeo, diciamo che è poco più piccola della Repubblica Ceca.

La riserva Navajo si estende in tre stati: Utah, Arizona e Nuovo Messico e comprende la Monument Valley Tribal Park, il Navajo National Monument, il Canyon De Chelly e il Rainbow Bridge National Monument.

Prima che i coloni iniziassero ad espandersi in Occidente, i Navajo avevano un’economia basata sull’agricoltura, la pastorizia, la caccia e il baratto. A partire dalla fine del 1800 i Navajo convertirono gradualmente il loro modo di vivere al commercio contro denaro, con un’accelerazione negli anni ’20 quando fu scoperto il petrolio all’interno della riserva.

In quegli anni, tra l’altro, il governo degli Stati Uniti caldeggiò la creazione di un consiglio tribale di sei uomini al solo scopo di avere un interlocutore riconosciuto per firmare contratti di locazione mineraria con grandi società, soprattutto americane.

Monument Valley Navajo Monument

La storia della Riserva Navajo

Il 1 ° giugno 1868, una delegazione di leader navajo firmò con una “X” un “trattato e accordo” con gli Stati Uniti che poneva fine all’esilio dei Navajo dalla loro patria e la loro segregazione a Fort Sumner. (Potete trovare l’intera storia qui)

Quattro anni prima, l’esercito aveva radunato i Navajo e li aveva costretti a marciare per oltre 550 chilometri fino a Fort Sumner con l’intento di “integrare” i Navajo trasferendoli in una riserva.

Per i Navajo quello del 1868 fu un passo memorabile, essi divennero l’unica Nazione Indiana Nativa a stipulare un accordo con il governo federale per tornare a casa.

Centocinquanta anni dopo, la Nazione Navajo commemora il trattato del 1868.

I capi della Nazione ebbero la lungimiranza di stringere un accordo con il governo federale per permettere la sopravvivenza del popolo Navajo, che non era così scontata.

Ma in questi anni non tutto è stato facile.

Monument Valley Navajo Monument

Condizioni al limite della povertà

Nella maggior parte della riserva ci sono poche strade asfaltate. Molti abitanti vivono senza acqua corrente, elettricità, telefoni e computer, molti non hanno accesso all’assistenza sanitaria.

Questo territorio è anche in buona parte un “deserto alimentare”, con pochi prodotti freschi coltivati ​​sul posto e pochissimi negozi distanti tra loro.

Secondo uno studio del 2014 del Diné Policy Institute, in tutta la nazione solo 10 negozi fornivano una gamma di prodotti alimentari completa (ricordate in un territorio grande quasi come la repubblica Ceca).

La maggior parte dei rimanenti piccoli rivenditori erano (e sono tuttora) stazioni di servizio dove non si trova cibo fresco, ma solo cibi conservati, altamente elaborati, ipercalorici e a bassa nutrizione.

Questo provoca tantissime malattie causate dall’alimentazione fra le quali il diabete, con un tasso di incidenza all’epoca degli studi di circa l’8,3%

Chi volesse leggere il documento a cui si fa riferimento può trovarlo qui.

Monument Valley Navajo Monument

Minacce per l’ambiente nella Monument Valley

A minacciare questi bellissimi parchi, secondo molti ambientalisti, c’è l‘Intermountain Power Plant, una delle più grandi centrali elettriche a carbone del mondo, della potenza di 1900 Megawatt,  a lungo criticata per essere una indiscutibile fonte di inquinamento.

La parte meno conosciuta è che a pochi chilometri di distanza, in piena zona Navajo, esiste un’altro impianto simile e anche più potente, il Navajo Generating Station, della potenza di 2.250 Megawatt.

L’impianto consuma circa 8 milioni di tonnellate di carbone bituminoso ogni anno, fornito dalla miniera Peabody Energy nei pressi di Kayenta, in Arizona, in territorio Navajo.

Alcune statistiche

Secondo alcuni report il Navajo Generating station è nella top 10 degli impianti più inquinanti per le emissioni di anidride carbonica negli Stati Uniti. L’impianto rilascia oltre 19 milioni di tonnellate di biossido di carbonio all’anno.

Nel 2004, è stato il quinto più grande inquinante per anidride carbonica della nazione e l’undicesimo più grande emettitore di ossidi di azoto. (fonte Center for Energy Efficiency and Renewable Technologies, Environmental Defense and Western Resource Advocates, 2005)

Secondo un rapporto del 2009 di Environment America – “I più grandi inquinanti d’America” – la Navajo Generating Station era l’ottavo impianto più inquinante della nazione, con 20,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica nel 2007. La classifica si basava sui dati dell’Agenzia di protezione ambientale

Ma la cosa singolare è che questo impianto non viene quasi mai citato perché tecnicamente non si trova negli Stati uniti, ma in una riserva indiana.

Fortunatamente l’utilizzo del carbone dovrebbe terminare nel 2019, per permettere la riconversione della centrale a carburanti più puliti o energie alternative.

Nel frattempo la qualità dell’aria nella zona è pessima, specialmente d’estate ed i rifiuti creano non pochi problemi.

L’estrazione dell’Uranio nelle riserve Navajo

A partire dal 1943 negli Stati Uniti crebbe la domanda di produzione di uranio a causa della corsa agli armamenti nucleari con l’Unione Sovietica. Grandi giacimenti di uranio furono trovati nella riserva Navajo, nel sud-ovest e zone limitrofe. A causa della mancanza di regolamenti per l’ambiente, l’industria mineraria causò danni ingenti ai lavoratori Navajo, oltre a contaminare l’aria e le falde acquifere delle terre dei Navajo.

Potete trovare la storia nel museo all’interno del centro visitatori della Monument Valley

Le compagnie private assunsero spesso dipendenti Navajo per lavorare nelle miniere. Le società private e la Commissione per l’energia atomica degli Stati Uniti non informarono adeguatamente i lavoratori dei pericoli e omisero di regolamentare l’estrazione per ridurre al minimo la contaminazione. Tutto questo nonostante i rischi fossero ampiamente noti.

Una vittoria storica, ma insufficiente

Dopo anni di battaglie nel 1990 il Congresso degli Stati Uniti approvò la Radiation Exposure Compensation Act, per risolvere tali casi e fornire il risarcimento necessario.

Nonostante gli sforzi compiuti per ripulire i siti di uranio, persistono oggi notevoli problemi legati allo sviluppo dell’uranio nella Navajo Nation e negli stati dello Utah, Colorado, New Mexico e Arizona. Moltissime miniere abbandonate non sono state decontaminate, contribuendo non poco ad aggravare problemi ambientali e sanitari in molte comunità.

Tutt’oggi la qualità dell’aria e dell’acqua non rispettano standard di sicurezza e la gente si ammala e muore di malattie legate all’inquinamento da uranio.

Monument Valley Riserva Dine' Navajo Monument

Fotografie della grande bellezza della Monument Valley

La premessa era per significare che quello che agli occhi di un turista può sembrare il Paradiso, a volte non lo è per chi ci abita, anche se queste persone la considerano la loro casa. E la Monument Valley non fa eccezione.

A questo punto, però, dopo avervi tediato con i problemi non dimentico che siamo in giro per godere delle bellezze di questi stati. Per questo vi propongo ancora alcune fotografie scattate durante la mia visita.

Ciao e arrivederci presto nella Monument Valley!

Panorama della Riserva Navajo Dine'

Clic per ingrandire - Alcune foto sono in vendita su Adobe Stock

In cerca di Idee? Il nostro viaggio nel sud ovest degli USA

Ecco l’itinerario del nostro Viaggio in USA negli Parchi dell’Ovest degli Stati Uniti

Prima di cimentarti in questo viaggio leggi questo articolo: Partire per gli Stati Uniti: le cose importanti da sapere

Parti per gli Stati Uniti

Per saperne di più

Prima di partire però puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Se vuoi esplorare in modo più mirato puoi trovare un elenco degli articoli su Stati Uniti, Canada ed Alaska oppure scegliere dagli argomenti presenti a fondo pagina o ancora fare una ricerca qui sotto.

In cerca di idee?

Trova ispirazione nei viaggi che consiglio.

Se la destinazione è New York puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure a piedi, in taxi o autobus. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedi cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Non ti piacciono le città? Leggi cosa puoi fare nei Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scopri i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Un’altra meta imperdibile per una vacanza nella natura è il favoloso Parco di Yellowstone, con la sua natura, i bisonti, gli orsi ed i lupi. Vi propongo un paio di itinerari: da Seattle a Yellowstone attraverso gli stati di Washington e del Montana, oppure un itinerario che comprende Yellowstone, il Colorado ed il Wyoming con partenza e arrivo a Denver.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

E mi raccomando, prima di partire stampa la lista delle cose da mettere in valigia per non dimenticare nulla!

Grazie e a presto!

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