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Articoli Recenti

Finlandia scoiattolo

A Vartius in Finlandia per fotografare gli animali della foresta

di Max Pubblicato: 19/08/2015
Europa Scritto da Max

Wild Brown Bears: a Vartius in Finlandia

Immagini di scoiattoli, orsi, picchi ed altro.

Nelle foreste di Vartius in Finlandia loscoiattolo, l’orso ed il picchio abbondano, come molte altre specie interessanti. Ad esempio ho avvistato il beccofrusone, fotografato di fretta e c’è anche il ghiottone, che invece non sono riuscito a vedere. Qui sotto una breve rassegna delle foto scattate. Le immagini provengono dalla riserva “Wild Brown Bears Finland” wbb.fi  o https://www.wildbrownbear.fi. Sono stato qui per fotografare gli orsi e ne è valsa la pena, ma lo racconto in questo articolo. Certo che a confronto con il Canada o l’Alaska manca molto la sensazione del selvaggio, ma l’esperienza vale comunque il viaggio.

Video

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 19/08/2015
life in colour hipa.ae massimobasso.com massimo basso

Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae

di Max Pubblicato: 14/08/2015
Divagazioni Scritto da Max

Una Medaglia di merito al concorso Life in Colour Hipa.ae!

Questo il sito del concorso: Hipa.ae

life in colour hipa.ae

Proprio in questi giorni, esattamente il 7 agosto ho ricevuto questa bellissima notizia!

Veramente già sapevo che la mia foto sarebbe stata pubblicata sul libro del concorso, perché mi era stato chiesto il permesso un po’ di tempo fa, però la notizia di un riconoscimento ufficiale fa sempre molto piacere.

La foto fa parte di una serie di fotografie scattate a novembre 2013 in Costa Rica, una delle quali è stata premiata all’Oasis Photo Contest 2013 ed è stata copertina del mensile Oasis di dicembre 2014.

La storia di questa fotografia è in verità un po’ particolare.

Infatti delle fotografie scattate quel giorno ne avevo selezionate due, molto simili tra di loro, una da inviare all’Oasis Photo Contest, l’altra da inviare al WPOTY (Wildlife Photographer of the Year). Questa è appunto la seconda, che, scartata al WPOTY, ho voluto riproporre qui perché pensavo ne valesse la pena.

Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae » https://www.massimobasso.com/articoli/page/41/
Leggi anche La migliore fotocamera compatta da viaggio del 2023

A dire la verità le fotografie a me più care non hanno ricevuto riconoscimenti, ma lo sappiamo bene che non è possibile valutare a priori i gusti di una giuria, anche perché nelle proprie fotografie ci si mette sempre un po’ di affetto, fatica, emozioni ecc. – pertanto è difficile essere obiettivi.

Alla LUCE di quanto accaduto è meglio essere FOTOGRAFI o OBIETTIVI??

Comunque questa medaglia direi che me la sono proprio meritata ;-)

Vuoi viaggiare con me: Viaggio in Cambogia: oltre Angkor, monaci e vita locale

p.s. La foto è stata pubblicata sul libro del concorso che sarà in distribuzione a breve.

medaglia al concorso life in colors hipa.ae

Scopri di più su questo blog

Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 14/08/2015
lampi tuoni fulmini e saette

Lampi tuoni fulmini e saette

di Max Pubblicato: 10/08/2015
Italia Scritto da Max

Fulmini

Ieri sera, mentre fuori c’era il diluvio, mi sono preso il tempo di scattare qualche fotografia dei fulmini: il cielo era una festa di lampi tuoni fulmini e saette, ovunque erano bagliori ed esplosioni, l’unica indecisione era su dove puntare la macchina fotografica.

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Indice

  • Fulmini
  • Qualche informazione sul fulmine
  • Qualche informazione sul tuono

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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Con un po’ di pazienza ed il mio fedele assistente (Amabuq – che per inciso ha una paura matta dei tuoni, ma solo se non c’è nessuno in casa) ho fatto un po’ di scatti.

Ecco qua i risultati, dopo un minimo di lavoro.

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Stasera sarebbe stata la notte delle stelle cadenti, ma mi sa che non se ne vedrà neppure una: solo nubi.

Se va bene mi rifaccio domani, ovviamente senza lampi tuoni fulmini e saette.

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Qualche informazione sul fulmine

(tratto da wikipedia)

In meteorologia il fulmine (chiamato anche saetta o folgore) è un fenomeno atmosferico legato all’elettricità atmosferica che consiste in una scarica elettrica di grandi dimensioni che si instaura fra due corpi con elevata differenza di potenziale elettrico.

I fulmini più facilmente osservabili sono quelli fra nuvola e suolo, ma sono comuni anche scariche fra due nuvole o all’interno di una stessa nuvola. Inoltre qualsiasi oggetto sospeso nell’atmosfera può innescare un fulmine: si sono osservati infatti fulmini tra nuvola e aeroplano, e tra aeroplano e suolo.

Una sua rappresentazione stilizzata è spesso usata nell’iconografia mitologica e araldica.

La scarica del fulmine sarebbe generata dalle particelle negative delle nuvole che vengono attratte dalle particelle positive presenti nel suolo. Sono state studiate varie cause che includono le perturbazioni atmosferiche (vento, umidità, attrito e pressione atmosferica), ma anche l’impatto di particelle provenienti dal vento solare e l’accumulo di particelle solari.
La scarica di un fulmine è un fenomeno elettrostatico e avviene di solito nel modo seguente: dalla nuvola ha inizio un canale ionizzato (detto canale di prescarica) che avanza nell’aria verso il basso, muovendosi a tratti con avanzamenti rapidi dell’ordine dei 50 metri e pause nell’ordine di 50 microsecondi, in modo che la velocità media risultante dell’avanzamento sia di circa 1metro/microsecondo. Quando il canale ionizzato, che appare debolmente luminoso e presenta irregolarità di percorso e ramificazioni, raggiunge il punto di contatto con il suolo (o su una linea elettrica ad esempio) fluisce verso terra una elevata corrente dovuta alla scarica quasi completa del canale ionizzato (scarica di ritorno), la quale inizia dal suolo e si propaga verso la nube con una velocità di circa 0.1 – 0.3 volte quella della luce rendendo via via notevolmente luminoso il condotto di fulmine e le sue ramificazioni. È possibile riprodurre il fenomeno fisico del fulmine tramite apparecchiature quali elettrofori, come ad esempio quello di Van der Graaf, sebbene il controllo di queste scariche elettostatiche sia limitato.

 – quando il cielo è limpido puoi vedere la Luna Piena (guarda questo post di Agosto)

Più in particolare, il fulmine è una colonna di gas ionizzato (plasma), con le seguenti caratteristiche fisiche principali:

corrente elettrica
2 -200 kA
temperatura elettronica
50.000 K
diametro della colonna di plasma
10–50 cm
carica elettrica totale
5 – 10 C
differenza di potenziale
1-10 × 109 V

Qualche informazione sul tuono

(tratto da wikipedia)

Il tuono è il rumore provocato dal fulmine che, a seconda della natura del fulmine e della distanza dall’osservatore.
Il fulmine causa un forte aumento di pressione e temperatura che a sua volta provoca la rapida espansione del canale ionizzato prodotto dal fulmine stesso: l’espansione dell’aria produce infine un’onda d’urto che si manifesta col rumore del tuono.
La prima teoria sulle cause del tuono di cui si abbia traccia è attribuita al filosofo greco Aristotele nel III secolo a.C.: una primitiva speculazione lo faceva derivare dalla collisione delle nuvole. Il rombo del tuono segue normalmente di alcuni secondi il bagliore del lampo, a dimostrazione che la luce viaggia a velocità maggiore rispetto al suono: misurando il tempo che intercorre tra la visione del lampo e la percezione del suono è possibile determinare a quale distanza si è verificato il fenomeno.

Per poterla determinare, bisogna innanzitutto tenere presente che il suono a 20 °C viaggia a circa 343 m/s mentre la luce viaggia a circa 300.000 km/s.

Supponiamo ora che il fulmine cada a 1 km di distanza dall’osservatore: quest’ultimo vedrà il suo bagliore pressoché istantaneamente (ad essere precisi dopo 0,0000033 s, ovvero 3,3 µs[1]) mentre il suono sarà percepito dopo 2,9 s[2]. Analogamente, se il fulmine cade a 10 km di distanza, la luce impiega 33 µs (praticamente trascurabili) per rendersi visibile e il suono 29 s per essere percepito. In pratica, basta dividere per 2,9 l’intervallo di tempo in secondi che intercorre tra la visione del fulmine e la percezione del suono, per avere la distanza in chilometri alla quale si è verificato il fenomeno. Il tuono è raramente udito a distanze superiori ai 23 km.

Pubblicato: 10/08/2015
Tarassaco in fiore al colle del Croso

Tarassaco in fiore al colle del Croso

di Max Pubblicato: 08/08/2015
Italia Scritto da Max

Tarassaco in fiore

Una gita in montagna, nelle mie montagne, al colle del Croso.

Con l’occasione mi sono portato la fotocamera e ne ho approfittato per immortalare una splendida fioritura di tarassaco.

Qualche foto, con una voglia di fine art con tema il tarassaco in fiore, oltre ad una foto di Nanuq

Tarassaco in fiore al colle del Croso
Tarassaco in fiore al colle del Croso
Tarassaco in fiore al colle del Croso

Alcune informazioni sul Tarassaco in fiore – Taraxacum officinale

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il taràssaco comune (Taraxacum officinale, Weber ex F.H.Wigg. 1780) è una pianta a fiore (angiosperma) appartenente alla famiglia delle Asteracee.
L’epiteto specifico ne indica le virtù medicamentose, note fin dall’antichità e sfruttate con l’utilizzo delle sue radici e foglie.
È comunemente conosciuto come dente di leone, dente di cane, soffione (l’infruttescenza), cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, insalata di porci, pisciacane, lappa, missinina, piscialletto anche con lo storpiamento del nome in tarassàco.
La fioritura avviene in primavera ma si può prolungare fino all’autunno.
Da ogni fiore si sviluppa un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.
Il tarassaco cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino a un’altitudine di 2000 m e in alcuni casi con carattere infestante. È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra. In Italia cresce dovunque e lo si può trovare facilmente nei prati, negli incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.

Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera. Il giallo brillante che significa rinascita anziché distruzione. La promessa di una vita che continua, per quanto gravi siano le perdite che abbiamo subito. Di una vita che può essere ancora bella. (Suzanne Collins)

Pubblicato: 08/08/2015
massimobasso.com international Bugatti Rally 2013

International Bugatti Meeting 2013

di Max Pubblicato: 31/07/2015
Europa Scritto da Max

Per gli amanti del Vintage un doppio Vintage, International Bugatti Meeting 2013 !

Vi chiederete perché? La risposta è semplice, vintage perché all’International Bugatti Meeting  si vedono auto veramente d’epoca (e che epoca), vintage perché il meeting si è svolto due anni fa in Scozia.
Mi ci sono imbattuto per caso e, a dirla proprio tutta, non sono un appassionato di auto, ma devo dire che l’International Bugatti Meeting 2013 è veramente accattivante, per l’atmosfera che avvolge questo evento, ma anche per il sapore di antico che si respira.

Le cinghie di cuoio ed i sedili in pelle sanno di storia.
Mi piacerebbe ne sentiste anche voi il profumo dalle mie fotografie..

seeyou!

Il nome Bugatti rappresenta, nella storia dell’automobilismo mondiale, un vertice ineguagliato di genialità meccanica unita a creatività artistica. Una lunga storia di successi nelle più importanti competizioni sportive hanno poi determinato la nascita del mito Bugatti.

Questa unione tra velocità, raffinatezza meccanica, eleganza e design di livello artistico, hanno spinto gli appassionati di Bugatti a sentirsi in qualche modo “diversi” dagli altri automobilisti e ad unirsi in Club sin da tempi ormai lontani: il primo club al mondo dedicato ad una marca di automobili fu il Bugatti Owners Club, fondato in Gran Bretagna nel 1928.

I collezionisti di vetture Bugatti hanno una sensibilità particolare per ciò che è bellezza e qualità.
Oltre ad organizzare periodicamente raduni Bugatti in Italia, il Bugatti Club Italia partecipa attivamente e con successo a manifestazioni internazionali di regolarità

( Tratto dal Bugatti Club Italia – Visitate il sito del Bugatti club Italia)

Ogni anno, a rotazione, un Club Bugatti ospita l’International Bugatti Meeting, senza dubbio il più importante evento Bugatti dell’anno.

Il prossimo appuntamento con l’International Bugatti Meeting 2016 a Montreaux – Svizzera il 20 maggio 2016 (qui la Bugattipage)

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

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Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 31/07/2015
Old Bridge Backpackers campeggio a maun botswana

Old Bridge Backpackers, Campeggio a Maun Botswana

di Max Pubblicato: 01/07/2015
Africa Scritto da Max

The Old Bridge Backpackers, affascinante Campeggio a Maun Botswana

Questa fotografia e’ stata scattata a Maun all’interno affascinante Campeggio a Maun chiamato Old Bridge Backpackers (link qui). Un po’ Lodge e un po’ Campeggio, Old Bridge Backpackers è situato appena fuori Maun nei pressi di un vecchio ponte, con un bellissima area a ridosso del fiume dalla quale si può anche fare birdwatching. All’interno del campeggio stesso è possibile osservare diversi tipi di uccelli fra i quali il pigliamosche del paradiso. In questo splendido posto l’atmosfera è veramente speciale, molto informale e caratteristica, provare per credere.

Leggi anche Safari avventura nel delta dell’Okawango

Old Bridge Backpackers campeggio a maun botswana

Cogli l’attimo migliore per una fotografia

Tornando alla foto: dieci minuti prima, mentre gia’ il sole stava calando e la luce si faceva calda stavo bevendo una bibita al baretto, e osservavo una donna seduta con il sole che filtrava tra i rami. Veramente non mi osavo fotografarla, ma la scena mi piaceva molto, sarebbe stata una bella pubblicità per un Campeggio a Maun botswana. Intanto, visto la molteplicità di soggetti,  dell’occasione per provare a fotografare qualche uccello di passaggio, ma il mio pensiero era alla fotografia che avevo immaginato. Mentre ci pensavo andai a cambiare l’attrezzatura e dopo poco tornai al bar.

Leggi anche Safari in Zambia, Zimbabwe e Botswana

Old Bridge Backpackers campeggio a maun botswana
Old Bridge Backpackers, campeggio a Maun – Botswana

Avevo pochi minuti buoni per poter scattare. La scena pero’ era vuota. Allora chiesi a Sabrina, che nel frattempo stava osservando il fiume col binocolo, di sedersi sul divanetto e di continuare a fare quello che stava facendo. Dovevo solo decidere come fare e anche un po’ velocemente. Scelsi un’inquadratura che comprendesse il “salottino” lasciando allo stesso momento una buona parte di ambientazione, con il grande albero che ombreggiava la scena e la luce che si infiltrava tra le fronde. Non volevo usare ISO elevati perché pensavo ad una stampa in grande dimensione e volevo evitare che si vedesse la grana. Qualche aggiustamento e via..

Penso che ritornerò in questo bellissimo Campeggio a Maun Botswana.

Vedi anche Safari in Botswana nello Nxai Pan – Makgadikgadi

Old Bridge Backpackers campeggio a maun botswana
Old Bridge Backpackers campeggio a Maun Botswana

Per saperne di più sull’Africa

Benvenuto nella sezione dedicata ai Viaggi in Africa! Qui troverai ispirazione, consigli pratici e racconti autentici per scoprire il continente africano in tutte le sue sfumature.

Dalle maestose savane del Serengeti, alle foreste dell’Uganda, alle spiagge incontaminate dell’Oceano Indiano, ai parchi naturali ricchi di fauna selvatica, ogni articolo ti guiderà alla scoperta di luoghi straordinari, culture affascinanti e tradizioni millenarie.

Che tu sogni un safari avventuroso, un viaggio culturale o una fuga rilassante, questa categoria è il punto di partenza ideale per organizzare la tua prossima esperienza africana. Preparati a lasciarti sorprendere dalla varietà, dalla bellezza e dall’energia di un continente tutto da esplorare!

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Se vuoi un’idea per una prima avventura africana leggi l’articolo sul Parco Nazionale Kruger, Sudafrica, puoi anche curiosare tra gli ultimi articoli pubblicati, oppure scegliere dall’elenco a fondo pagina. E mi raccomando, dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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heymondo 10 lungo

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Arrivederci presto!

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Pubblicato: 01/07/2015
ebola virus ebola

Cosa da sapere sul virus Ebola

di Max Pubblicato: 09/11/2014
Africa Scritto da Max

Visto il crescente allarmismo sul virus Ebola ho voluto documentarmi ed ho trovato alcune fonti di informazioni che considero affidabili.

Per questo ho voluto fare una traduzione di un articolo tratto da un sito americano che mi pareva riassumesse molti aspetti, tutti gli articoli ai quali faccio riferimento sono in inglese ed anche i relativi links. Perdonate alcuni errori di traduzione.

Uno degli articoli interessanti in italiano potete trovarlo qui, sul CORRIERE.IT

Post originale: https://fabiusmaximus.com/2014/10/15/ebola-pandemic-information-myths-debuning-72414/

Tempo di lettura stimato: 12 minuti

Indice

  • Cose da sapere sul virus Ebola
  • (1) Stato dell’arte: notizie buone e cattive
    • (a)  Good & bad news from the Ebola situation assessment, WHO, 14 October 2014:
  • (2) Sfatare i miti dell’Ebola
    • (a)  “Ebola is highly contagious – plus seven other myths about the virus“, James Ball, The Guardian, 9 October 2014 — Excerpt:
    • b)  “What we know about transmission of the Ebola virus among humans“, Ebola situation assessment, WHO, 6 October 2014 — Excerpt:
  • (3)  Molto più grande dell’Ebola
  • 4)  Informazioni affidabili sul virus Ebola
    • (a)  Debunking the hysteria:
    • (b)  About Ebola, the disease:
  • (5)  Storia delle pandemie
    • (a)  A nicely done graphic providing an introduction to pandemics.
    • (b)  The Daily Mail’s interactive graph of The World’s Deadliest Outbreaks

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cose da sapere sul virus Ebola

In breve: l’isteria sul virus ebola cresce, nutrito dalla disinformazione dei media. L’unico vero antidoto è l’informazione. Non pretendo di essere un esperto, infatti questa non è altro che una collezione di articoli presi da varie testate internazionali e tradotte almeno in parte, oltre ad una serie di link ad altri articoli in varie lingue.

Contenuti:

1 Stato dell’arte: notizie buone e cattive
2 Sfatiamo i miti dell’Ebola
3 Molto più grande dell’Ebola
4 Altri articoli sull’Ebola
5 Fonti di informazioni affidabili sull’Ebola
6 Una storia di epidemie

(1) Stato dell’arte: notizie buone e cattive

(a)  Good & bad news from the Ebola situation assessment, WHO, 14 October 2014:

Se la sorveglianza attiva sui nuovi casi continua e non saranno scoperti nuovi casi, l’OMS dichiarerà la fine dell’epidemia di Ebola in Senegal il 17 ottobre . Allo stesso modo la Nigeria, dove la quarantena scadrà il 20 ottobre.

… In Guinea, Liberia, and Sierra Leone, continuano ad esplodere nuovi casi in area che sembravano sotto controllo. Una caratteristica inusuale di questa epidemia sono il mosaico di cicliche cadute nella scoperta di nuovi casi seguite da improvvise riprese. Gli epidemiologhi non credono che l’epidemia in questi tre paesi sia ancora sotto controllo.

… Per L’OMS l’epidemia è considerata finita quando non si registrano nuovi casi per 42 giorni, con una sorveglianza attiva dimostrabile, supportata da comprovata capacità diagnostica. La sorveglianza attiva è essenziale per permettere di essere sicuri che non ci siano nuovi casi non rilevati.

Il periodo di 42 giorni è il doppio del periodo di incubazione dell’Ebola e giudicato sufficiente per dichiarare conclusa l’epidemia.

(b)  Counting the toll, from the Ebola Response Roadmap Update, WHO, 10 October 2014:

A total of 8,399 confirmed, probable, and suspected cases of Ebola virus disease (EVD) have been reported in seven affected countries up to the end of 8 October. 8,376 (99.%) were in Guinea, Liberia, & Sierra Leone. Four other nations have cases imported from them. Twenty in Nigeria, One each in Senegal, Spain, & USA.

There have been 4,033 deaths. 4,024 (99.7%) were in Guinea, Liberia, & Sierra Leone. Eight in Nigeria; one in USA.

(2) Sfatare i miti dell’Ebola

(a)  “Ebola is highly contagious – plus seven other myths about the virus“, James Ball, The Guardian, 9 October 2014 — Excerpt:

1. Ebola è molto contagioso

Paragonato con le piùcomuni malattie, l’Ebola non è particolarmente infettivo. Il rischio principale di contrarre l’Ebola proviene dai fluidi corporei di persone che sono visibilmente infette, principalmente dal sangue, saliva, vomito e (probabilmente) il sudore. Questi possono trasmettere il virus se vengono in contatto con le membrane mucose (naso bocca e similari)

Ogni paziente nell’attuale epidemia di Ebola infetta mediamente due individui (questo dato è noto come Valore R0, può essere ridotto con appropriate precauzioni) La SARS del 2003  aveva un R0 di 5, la parotite 10 e il morbillo 18

2. Se contrai l’ebola molto probabilmente morirai

Ad oggi oltre 8,000 persone sono state infettate dal virus con diagnosi confermata e di queste circa 4000 sono morte. Il rapporto è di circa il 48%, tragicamente alto, ma con il 50% di possibilità di sopravvivere.

Dato le condizioni forzatamente inadeguate dei luoghi dove il virus viene curato e le condizioni igieniche precarie, è probabile che in un paese diverso la mortalità potrebbe essere minore

b)  “What we know about transmission of the Ebola virus among humans“, Ebola situation assessment, WHO, 6 October 2014 — Excerpt:

Cosa conosciamo della trasmissione del virus Ebola

Il virus Ebola viene trasmesso tra gli umani con contatto diretto e ravvicinato con i fluidi corporei, principamente feci, sangue e vomito.

Il virus ebola non si trasmette per via aerea. La trasmissione per via aerea implica l’inalazione di una parte infetta di virus

The Ebola virus is transmitted among humans through close and direct physical contact with infected bodily fluids, the most infectious being blood, faeces and vomit. …

Ebola non è un’infezione che si trasmette per via aerea. La diffusione per via aerea tra gli esseri umani implica l’inalazione di una dose infettiva del virus da una nuvola sospesa di piccole goccioline secche. Questa modalità di trasmissione non è stato osservato nel corso studi approfonditi del virus Ebola svolti in più decenni. … I dati epidemiologici che emergono dal focolaio non sono coerenti con la dinamica di diffusione aerea visto con i virus presenti nell’aria, come quelli che provocano il morbillo e la varicella, o il batterio che causa la tubercolosi.

In teoria, goccioline bagnate e più grandi di un individuo fortemente infetto, che ha sintomi respiratori causati da altre malattie o che vomita violentemente, potrebbero trasmettere il virus – ad una breve distanza – ad un’altra persona nelle vicinanze. Questo può accadere quando le goccioline contenenti virus sono violentemente espulse, con la tosse o starnuti (il che non significa trasmissione per via aerea), sulle mucose o su pelle  di un’altra persona che presenti tagli o abrasioni.

L’OMS non è a conoscenza di studi che in realtà documentino questa modalità di trasmissione. Al contrario, gli studi di buona qualità provenienti da precedenti epidemie di Ebola mostrano che tutti i casi sono stati infettati dal contatto diretto con i pazienti sintomatici.

Inoltre, gli scienziati non sono a conoscenza di alcun virus che abbia radicalmente cambiato il suo modo di trasmissione. Per esempio, il virus H5N1 dell’influenza aviaria, che ha causato casi umani sporadici dal 1997, è ormai endemica in polli e anatre in gran parte dell’Asia. Questo virus è stato probabilmente diffuso a molti miliardi di uccelli per almeno due decenni, ma la sua modalità di trasmissione rimane sostanzialmente invariata.

La speculazione che Ebola potrebbe mutare in una forma che potrebbe facilmente diffondersi tra gli esseri umani attraverso l’aria è proprio questo: speculazione, priva di fondamento da alcuna prova.

c) Ebola muterà in un super-bug

“Scientists Rein In Fears of Ebola, a Virus Whose Mysteries Tend to Invite Speculation“, New York Times, 13 October 2014 — Excerpt:

La notizia che un infermiera completamente attrezzata si era infettata con il virus Ebola ha sollevato alcune domande inquietanti. Il virus è evoluto in una sorta di super-agente patogeno? Potrebbe mutare in qualcosa di ancora più terrificante nei mesi a venire? I biologi evoluzionisti che studiano i virus generalmente concordano le risposte a queste due domande: no, e probabilmente no.

I virus Ebola che perseguitano l’Africa occidentale oggi non sono fondamentalmente diversi da quelle delle epidemie precedenti, dicono. Ed è altamente improbabile che la selezione naturale darà ai virus la capacità di diffondersi più facilmente, in particolare per via aerea. “Sono costernato da alcune delle sciocche speculazioni che sento”, ha detto Edward Holmes, un biologo presso l’Università di Sydney in Australia. “Capisco che la gente sia preoccupata, ma in quanto scienziati dobbiamo essere molto attenti a non allarmisti.”

… I biologi evoluzionisti non vedono alcuna prova che le nuove mutazioni del virus Ebola siano responsabili per l’enorme dimensione della attuale epidemia. “E ‘molto più plausibile che la differenza sia che si è verificata in una popolazione umana diversa”, ha detto il dottor Rambaut. Invece di essere limitato ai villaggi più remoti, il virus è finito in città come Freetown, Sierra Leone, e Conakry, Guinea. La combinazione di una popolazione numerosa e di un sistema medico non in grado di controllare l’infezione ha portato ad un’epidemia. “Abbiamo un virus Ebola abbastanza standard,” ha detto il dottor Holmes. “E ‘solo nel peggior posto possibile.”

… Nel corso di milioni di anni, i virus a volte si cambiano il loro modo di infettare. “Succede in un contesto evolutivo”, ha detto il dottor Holmes. Ma sarebbe un errore, ha avvertito, immaginare che con una singola mutazione Ebola potrebbe diventare un patogeno per via aerea. Il cambiamento richiederebbe molte mutazioni in molti geni, e potrebbe essere quasi impossibile per così tante mutazioni emergere durante una singola epidemia. I virus mutati sopravviverebbero solo se fossero superiori a quelli diffusi da fluidi corporei. “Il virus sta agendo molto bene in questo momento”, ha detto il dottor Holmes. “la mutazione dovrebbe essere molto vantaggiosa per il virus per rendere necessario questo grande salto. Il Dr. Rambaut conviene che le probabilità siano estremamente basse. “I virus in genere non cambiano così radicalmente”, ha detto. Il Dr. Sabeti ha detto, “E ‘biologicamente plausibile, ma molto improbabile.”

(3)  Molto più grande dell’Ebola

“The Worst Pandemic in History“, Mark Joseph Stern, Slate, 26 December 2012 — Excerpt:

Un virus influenzale non è particolarmente complesso; è solo un tratto di RNA trasmesso tra gli animali, umani e non umani, che si è evoluto ed ha mutare abbastanza rapidamente da superare qualsiasi immunità a lungo termine. Ma un tratto di RNA può causare un sacco di danni. L’influenza spagnola ha ucciso circa 50 milioni di persone (le stime variano), di cui 675.000 negli Stati Uniti, mentre fino al 40% della popolazione mondiale è stata colpita con l’influenza.

… L’Influenza spagnola è una pandemia di una grandezza diversa rispetto all’influenza suina, l’influenza aviaria, o qualsiasi altro focolaio recente. E forse per la sua diffusione in tutto il mondo, è diventata l’influenza tipo dei tempi moderni. Prima del 1918, qualche altro virus influenzale era stato sicuramente trasmesso da uomo a uomo, ma quando l’influenza spagnola è comparsa, ha surclassato questo virus, mutando con maggiore celerità e diffondendosi con facilità. E anche se da allora è mutato ulteriormente, l’influenza spagnola resta il ceppo di base di ogni influenza diffusa fino ad oggi. Se avessimo l’influenza suina, o anche una normale influenza stagionale, avremmo quasi certamente contratto una mutazione dell’influenza spagnola.

… Il problema arriverà quando un nuovo virus influenzale emergerà, uno che spodesterà l’influenza spagnola dal sue trono. … “Si può dire con quasi assoluta certezza che gli esseri umani si troveranno ad affrontare future pandemie di influenza”, ha detto Taubenberger. “E in questo momento, non possiamo le prevedere in anticipo.”

4)  Informazioni affidabili sul virus Ebola

(a)  Debunking the hysteria:
  1. “Why you’re not going to get Ebola in the U.S.“, Washington Post, 1 August 2014
  2. “How calm can counter Ebola“, editorial in the Christian Science Monitor, 3 August 2014 — “Health officials say they must act as much to calm fears of Ebola as to contain the outbreak. Media-driven hysteria about Ebola doesn’t help.”
  3. “Containing Hysteria About Infectious Disease“, Dr. Eugene Beresin, Psychoogy Today, 2 October 2014
  4. “Out of control: How the world’s health organizations failed to stop the Ebola disaster“, Washington Post, 4 October 2014
  5. “In the Face of Ebola, Stay Calm“, Anna Altman, op-ed in the New York Times, 7 October 2014
  6. “The Ebola alarmists: Stoking panic will not help America fight Ebola“, The Economist, 11 October 2014
(b)  About Ebola, the disease:
  1. Ebola fact sheet, WHO, September 2014
  2. Ebola information page, Centers for Disease Control — Symptoms, methods of transmission, outbreaks
  3. Information Resources about Ebola, Centers for Disease Control — Infographics, video & podcasts, factsheets, posters
  4. “Ebola virus and U.S. preparedness: Review of research perspectives“, John Wihbey, Journalist’s Resource, 3 October 2014
  5. “‘In 1976 I discovered Ebola – now I fear an unimaginable tragedy’“, The Guardian, 4 October 2014 — A history of Ebola, by its discoverer.
  6. “Controlling Ebola: next steps“, Ranu S Dhillon, Devabhaktuni Srikrishna, and Jeffrey Sachs, The Lancet, 8 October 2014

(5)  Storia delle pandemie

(a)  A nicely done graphic providing an introduction to pandemics.
(b)  The Daily Mail’s interactive graph of The World’s Deadliest Outbreaks

Con l’Africa scossa dalla recente epidemia di Ebola, l’attenzione mondiale è focalizzata esattamente sul pericolo di un focolaio di malattia incontrollabile. In questo articolo interattivo, guardiamo focolai del mondo, così come le malattie più pericolose della storia.Clicca sul titolo per vedere il grafico interattivo. Utilizzare la barra di scorrimento nella parte superiore per visualizzare la cronologia dei focolai, o fare clic su una delle malattie in basso per maggiori informazioni.(in inglese) 
Questo articolo è concesso con licenza Creative Commons Attribution 4.0 International License. from fabiusmaximus.com Image credits:CDC – National Center for Emerging and Zoonotic Infectious Diseases (NCEZID); Division of High-Consequence Pathogens and Pathology (DHCPP); Ebola Hemorrhagic Feverhttps://phil.cdc.gov/phil/home.asp

Per saperne di più sull’Africa

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Pubblicato: 09/11/2014
Pigliamosche del paradiso africano

Il Pigliamosche del Paradiso africano

di Max Pubblicato: 06/11/2014
Africa Scritto da Max

Il pigliamosche del paradiso africano

Il pigliamosche del paradiso africano (qui il link ad Avibase) non è un uccello poi così raro, ma sempre molto interessante ed il maschio è veramente bello da vedere, oltre che un soggetto interessante da fotografare. Potete sentire il suo canto da qui https://www.xeno-canto.org/species/Terpsiphone-viridis

African Paradise Flycatcher – Maun – Botswana. Erano già le sei passate e  stava diventando buio, ma vedevo la coda svolazzare, allora ho preso flash, cavalletto, scatto remoto e tanta, tanta pazienza, ma alla fine l’ho fotografato.

pigliamosche del paradiso africano-1051

A volte si cerca tanto qualche situazione interessante da fotografare invece qui mi si è presentata inaspettatamente, nelle condizioni peggiori: con due cani che mi giravano intorno abbaiando, in mezzo ad altri campeggiatori e quasi al buio. Ma bisogna cogliere l’attimo!

Qui di seguito qualche altra immagine della giornata.

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Pubblicato: 06/11/2014
calendario associazione sorrisi 2013 calendario 2014 calendario 2015 calendario sorrisi

Calendario 2015 Associazione Sorrisi

di Max Pubblicato: 22/10/2014
Divagazioni Scritto da Max

Calendario 2015 Associazione Sorrisi

Anche quest’anno torna il Calendario 2015 Associazione Sorrisi a disposizione delle associazioni, qui trovate un’anteprima!
Fotografie di Maurizio Molteni, Giorgio Antoniotti ed alcune mie.
Grazie a Marta Antoniotti che ha realizzato la grafica e che curerà la realizzazione e che mi ha sopportato.
E ora correte.. sono già quasi tutti prenotati!

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Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 22/10/2014
Massimo Basso max Repubblica democratica del congo - pediatria di kimbondo

Volontario Pediatria di Kimbondo Rep. Dem. del Congo

di Max Pubblicato: 13/09/2014
Africa Scritto da Max

Pediatria di Kimbondo.

Bruciano le foglie di bambù qui alla Pediatria di Kimbondo, il fumo si alza acre, con odore di incenso e di plastica bruciata. E’ mattino! Di notte gli alberi piangono e gli uccelli cantano a Kimbondo. Al mattino la sabbia bagnata si asciuga al sole e gli uccelli lasciano il posto al pianto dei neonati ed agli strilli dei bambini. Gloria è arrivata in una mattinata come questa. Proviene da un’orfanotrofio di Kinshasa, è denutrita, viene alimentata con una cannula inserita nello stomaco. Viene portata alla stanza 10. E’ la stanza della disperazione. Qui si incrociano le storie di sofferenza e di gioia, di chi va e di chi viene, di chi lascia la stanza con una speranza e di chi invece ci lascia per sempre. Gloria esce in braccio ad Anna. Si rifiuta di mangiare, il suo stomaco è piccolo piccolo. La prendiamo in braccio a turno, le diamo da mangiare per ore, per giorni, fino a che il suo stomaco riesce ad assimilare un pasto vero. Tutti insieme le diamo un po’ di calore umano. Gloria non mangia perché è abbandonata e preferisce lasciarsi morire.

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Indice

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Il valore dell’affetto

Ma il nostro affetto la conforta e i suoi grandi occhi neri riprendono vita, le sue mani ricominciano a muoversi ed a cercare un contatto. Gloria si conta le dita, si tocca gli orecchini. Gloria non sorride mai. Ne ha motivo? Ma la vita continua. Viene riportata al reparto neonatologia: dall’orfanotrofio di Kinshasa non tornerà nessuno a riprenderla. Sarà un altro dei figli della pediatria. Da qualche giorno non la vedo, non riesco a mettere insieme le forze e non riesco a tornare a vederla, ho paura del dopo, è più facile non vedere, cercare di dimenticare. Poi un giorno mi sveglio coraggioso, torno a vedere Gloria, ci riconosciamo subito, appena la prendo in braccio smette di piangere, ma non sorride, ne ha motivo? Gli orecchini sono scomparsi, rubati da una mano impietosa, che ha tolto a questo corpicino anche l’ultimo legame con la sua famiglia.

La stringo esile, le gambe senza muscoli. Mi guarda con i suoi occhioni neri, mentre le do da mangiare. Mangia lentamente, il suo stomaco è troppo piccolo. Rubo un formaggino dalla dispensa per lei. Piangiamo insieme io e Gloria, io perché so già che la dovrò lasciare, lei perché non lo sa, ma dovrà rimanere. Riparto per l’Italia. Sono passati 20 giorni ed alla Pediatria i ragazzi cantano, cantano canti di chiesa, canti per un funerale. E’ il funerale di Gloria. Mi scendono le lacrime e il cuore mi si spezza, vedo una mano aggrappata al collo della mia maglietta, vedo due occhi.. no ora non li vedo più.. mi faccio mille domande, mi do mille risposte, ma non riesco ad essere sereno.. forse domani. Sono passati quasi sei mesi, durante i quali ho cercato un senso a tutto questo, durante i quali ho cercato anche di non pensare, oggi è la vigilia di Natale.

Natale senza regali

Un Natale di gioia, di regali, di bimbi in festa. Ma il mio pensiero va a Gloria, a quello che lei avrebbe potuto essere, al regalo che avrei potuto farle e farmi: tornare a rivederla. Mi restano solo i ricordi: i suoi occhioni grandi, il suo pianto buffo e inconfondibile, quel sorriso che avrei voluto vedere e queste lacrime che ancora impietosamente bagnano il mio viso.

Una storia da un’esperienza diretta alla Pediatria di Kimbondo

Se vuoi vedere altre immagini dalla mia esperienza alla Pediatria di Kimbondo clicca qui per la mostra oppure qui per un altro racconto

Immagini dalla Fondazione pediatrica di Kimbondo

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Arrivederci presto!

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Pubblicato: 13/09/2014
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