C’è un’organizzazione britannica, The Adventurists, che ha fondato la propria filosofia su un’idea semplice e un po’ folle: l’avventura vera non è una vacanza con spiaggia. È perdersi, bloccarsi, non sapere cosa succederà domani. Quando il fondatore Tom tornò dall’India innamorato dei tuktuk, pensò bene di portare questi tre ruote nel deserto e, in seguito, sulle montagne himalayane.
Nacque così la Rickshaw Run.

Noi — io e Valter, che probabilmente non conoscete, ma del quale allego una foto, nella sua forma migliore — ci siamo iscritti all’edizione Rickshaw Run Himalaya del settembre 2026. Partiremo da Leh, nel Ladakh, a 3.500 metri di quota, e arriveremo — si spera — a Jaisalmer, nel deserto del Rajasthan, oltre 2.000 km più a sud. In mezzo ci sono valichi oltre i 5.000 metri, la Valle Spiti, le pianure del Punjab e un veicolo progettato per portare la spesa al mercato, non per scalare il tetto del mondo.
Questa è la storia di come ci siamo finiti dentro — e di come potete farla vostra, almeno in parte. Potete leggere altri aggiornamenti sul sito: 2dicorsa.it

Indice
Cos’è il Rickshaw Run Himalaya
Il Rickshaw Run Himalaya è la versione estrema del classico Rickshaw Run India. Gli stessi organizzatori lo definiscono il fratello minore arrabbiato: stesso mezzo inadeguato, strade molto peggiori, quota che toglie il respiro
Spoiler: anche il motore perde potenza con la rarefazione dell’aria esattamente come i polmoni di chi lo guida.
Il percorso collega Leh (Ladakh, 3.500 m s.l.m.) a Jaisalmer (Rajasthan, 225 m s.l.m.) attraverso circa 2.000 km di strade improbabili. Non esiste un itinerario fisso: ogni team sceglie il proprio tracciato. C’è chi percorre la direttrice principale via Manali, chi si perde nella Valle Spiti verso il confine con la Cina, chi trova entrambe le cose e poi si ritrova fermo sul bordo di una strada alle tre di notte aspettando che smetta di piovere.
Il mezzo è un Bajaj auto-rickshaw a quattro tempi: circa 10,5 cavalli di potenza, velocità massima in piano di 50-60 km/h, velocità reale in salita himalayana di 10km/h, in discesa forse sarebbe meglio non superare le velocità della salita.
Pro: è aperto e dà una sensazione di libertà.
Contro: è aperto — niente porte, niente finestrini, si ribalta facilmente nelle curve prese troppo veloci, va in panne e puzza di benzina.
Ed è esattamente quello che ci attrae!
Il percorso: da Leh al deserto del Rajasthan
Il viaggio parte da Leh, la città desertica di alta quota del Ladakh, e attraversa alcuni dei paesaggi più remoti e meno frequentati del subcontinente indiano.
La Leh-Manali Highway e i passi himalayani
La prima grande tappa della Rickshaw Run Himalaya è la Highway Leh-Manali, considerata una delle strade più pericolose e spettacolari del mondo. Si attraversano il Passo Tanglang La a 5.328 metri — dove i cartelli ricordano ai guidatori che si trovano sul secondo valico carrabile più alto del pianeta — e il Passo Rohtang, spesso chiuso per neve o per ordinanza della polizia locale. Nessun segnale telefonico per lunghi tratti. Avvistamenti di yak, cavalli selvaggi, avvoltoi (🤘🏼tié).
Nel 2022, due team del Rickshaw Run Himalaya hanno raggiunto il Passo Umling La a 5.798 metri, stabilendo il record mondiale per la quota massima raggiunta da un auto-rickshaw.
L’Umling La è più alto del campo base dell’Everest.
A proposito.. per allenarmi sono stato al campo base dell’Everest… non ci credete? Ecco la foto!!
Faceva freddo? Sì, ma meno di quanto ci si aspetti… ed era solo Marzo!

La Valle Spiti: la strada più dura del percorso
Molti team scelgono di deviare dalla direttrice principale per percorrere la Valle Spiti — e quasi tutti la descrivono come la parte più difficile del viaggio. Ottantacinque chilometri di strada stretta, ripida, soggetta a frane, attraversata da fiumi di scioglimento nevoso. Il Passo Kunzum con i suoi tornanti stretti e i cartelli di pericolo ogni cinquanta metri. Paesaggi lunari che sembrano appartenere a un altro pianeta.
Chi è passato descrive giornate con una media di 20 km/h, attese per la pulizia delle frane, guadi in torrenti che attraversano la carreggiata. E chai caldo nelle piccole guesthouse di villaggi che non compaiono su Google Maps.
La discesa verso il Rajasthan
Dopo Shimla, il paesaggio cambia radicalmente. Si scende dalle colline himalayane alle pianure del Punjab e dell’Haryana, poi verso il Rajasthan. Il caldo aumenta, le strade si allargano, il traffico indiano — con la sua logica particolare e meravigliosa — diventa il protagonista. Fino all’arrivo a Jaisalmer, la Città d’Oro, con la sua architettura in arenaria arancione e il Fort con 99 bastioni.
Perché lo facciamo — e la partnership con Cool Earth
Non siamo i primi a fare il Rickshaw Run Himalaya e non saremo gli ultimi. Quello che abbiamo voluto fare è legare questo viaggio a qualcosa di concreto.
Attraverseremo un paese straordinario, con comunità e foreste che stanno affrontando conseguenze reali dei cambiamenti climatici. Abbiamo scelto Cool Earth come charity ufficiale perché il loro approccio ci sembra onesto: lavorano direttamente con le comunità locali che vivono nelle foreste pluviali, non sopra di loro, per proteggere gli ecosistemi e costruire mezzi di sostentamento che non dipendano dalla distruzione del territorio.
Siamo sinceri, l’abbiamo scelta anche perché era la scelta consigliata dagli organizzatori, ma poi abbiamo sposato la causa
The Adventurists richiede una donazione minima. Noi vogliamo raccogliere la somma attraverso la nostra pagina JustGiving — e ogni contributo va direttamente alla charity, senza intermediari.
Per chi volesse sostenere il progetto, la pagina di raccolta fondi è su JustGiving: www.justgiving.com/team/2dicorsa. Anche una cifra piccola ha un peso concreto: 10 euro sponsorizzano un albero per un anno, 25 euro contribuiscono a servizi igienici di base per una famiglia in area forestale remota.
Aspetti pratici: cosa include l’iscrizione
L’iscrizione include il rickshaw personalizzato con assicurazione, due giorni di test driving e formazione meccanica di base, la festa di lancio e quella finale al traguardo. Non include l’assistenza meccanica in percorso: quello è compito nostro, dei passanti che incroceremo per strada, e di qualsiasi meccanico improvvisato che la fortuna metterà sul nostro cammino.
Cosa aspettarsi davvero
Le testimonianze di chi ha già percorso questo tracciato della Rickshaw Run Himalaya sono abbastanza coerenti: è difficile, stancante, a volte spaventoso, e quasi tutti dicono che lo rifarebbero senza esitazione.
Adam B., giugno 2018, ha scritto che prendere l’ipotermia non ha rovinato la sua esperienza — ha solo reso le storie più interessanti. Il team Kublai Kai, nell’agosto 2025, ha attraversato il Passo Rohtang poche ore prima che la polizia lo chiudesse per maltempo. TheMissMcG, nel suo racconto giorno per giorno del 2017, descrive una partenza con motore in stallo al chilometro uno e poi un adattamento rapido a una media di 20 km/h su strade che sembrano finire nel vuoto.
Nessuno promette che andrà tutto bene. The Adventurists lo scrivono esplicitamente nella loro documentazione: le possibilità di avere problemi esistono, e questo non è un evento che include assistenza, perché non è una gara, è un viaggio.
🐯 Le Meditazioni del Panda dal Tempio di BambùScopri di più su questa rubrica
Il tuktuk a volte viaggia e a volte si ferma. La montagna non si muove e aspetta.
La montagna ha sempre ragione.
Ci ho pensato quando ho letto che il tuk-tuk perde potenza con la rarefazione dell’aria. In fondo, anche noi funzioniamo meglio quando rallentiamo un po’. Vi aggiorneremo da lassù — se c’è campo.
Noi partiamo lo stesso per la nostra Rickshaw Run Himalaya. Con qualche tanica di scorta, un kit attrezzi, la navigazione offline scaricata — e la consapevolezza che il tuktuk andrà in panne almeno una volta. Probabilmente di più, anche se speriamo il meno possibile.
Come seguire il viaggio
Racconteremo la preparazione e poi il percorso su questo sito e su Instagram @2dicorsa. Gli aggiornamenti dal percorso saranno intermittenti — per lunghi tratti non ci sarà segnale — ma arriveranno.
Se volete fare qualcosa di concreto mentre arranchiamo su qualche passo a 5.000 metri, trovate il link alla nostra raccolta fondi per Cool Earth qui.
Per saperne di più sull’India
India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.
Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

Cultura
Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.
Antiche Religioni
Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.
Tradizioni Tribali
Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.
Arrivederci presto!
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