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Articoli Recenti

khutzeymateen il santuario degli orsi

Khutzeymateen il santuario degli orsi – Canada

di Max Pubblicato: 18/08/2016
Canada Scritto da Max

Khutzeymateen il santuario degli orsi

Khutzeymateen il Santuario degli orsi (K’tzim-a-Deen in lingua Tsimshian) è stata la prima area del Canada ad essere destinata alla protezione dei grizzly e del loro habitat naturale. E’ gestito congiuntamente dalla provincia della British Columbia e dalla Nazione Tsimshian. Con i suoi 45.000 ettari questo è anche il primo estuario di grandi dimensioni ad essere protetto lungo la costa settentrionale della British Columbia (Canada). La topografia del parco è rappresentata da montagne che svettano oltre i 2100 metri su zone umide e valli incontaminate, nell’area vive una delle più grandi popolazioni di grizzly della zona costiera.

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Indice

  • Khutzeymateen il santuario degli orsi
  • La sopravvivenza, una sfida!
  • Vivere la natura da protagonisti a Khutzeymateen il Santuario degli orsi
  • Galleria fotografica “gli orsi di Khutzeymateen”

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

il santuario degli orsi khutzeymateen

La sopravvivenza, una sfida!

L’esistenza degli orsi e di tutti gli animali che formano questo unico ecositema è assicurato dal ricco habitat e dalla possibilità che rimanga a lungo incontaminato. Khutzeymateen il santuario degli orsi, il parco dell‘orso grizzly è un vero gioiello. La British Columbia protegge gelosamente questo posto dal turismo di massa. Infatti pochissimi turisti ogni anno possono avere la fortuna di visitare questo paradiso di natura incontaminata, per poter osservare da vicino uno degli animali più imponenti della terra.

il santuario degli orsi Khutzeymateen

Vivere la natura da protagonisti a Khutzeymateen il Santuario degli orsi

Qui, nelle foresta pluviale della valle del Khutzeymateen (Great Bear Rainforest), ognuno è protagonista. Qui ognuno diventa testimone di una delle più esclusive ed interessanti esperienze in una delle aree naturali meglio conservate al mondo.

Guarda qui la galleria di immagini degli orsi del Khutzeymateen

Galleria fotografica “gli orsi di Khutzeymateen”

Per saperne di più sul Canada

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Il Canada è una destinazione eccezionale, soprattutto per la natura. Scopri l’eccezionale Khutzeymateen il santuario degli orsi. Puoi combinare il viaggio e fare una crociera in Alaska nell’Inside Passage o un viaggio in Alaska in auto, percorrendo chilometri e chilometri in mezzo a zone selvagge.

Puoi anche fare una divagazione e visitare una città negli States.  Scopri New York e come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure a piedi, in taxi o autobus. Se le preferenze sono per la selvaggia costa ovest scendi da Seattle verso  San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Ciao, a presto!

Pubblicato: 18/08/2016
Panorami dal delta del Danubio in Romania » https://www.massimobasso.com/articoli/page/39/

Panorami dal delta del Danubio in Romania

di Max Pubblicato: 13/02/2016
Europa Scritto da Max

Panorami dal delta del Danubio

Il delta del Danubio (Delta Dunării in rumeno, Zapovidnyk Dunajs’ki in ucraino), si trova al confine fra la Dobrugia in Romania e l’Oblast di Odessa in Ucraina. Con un’area di alcune migliaia di chilometri quadrati, il delta del Danubio è il meglio conservato fra quelli dei fiumi europei.

Panorami dal delta del Danubio - massimobasso.com


Il fiume Danubio è molto vivo. Si possono contare oltre 1200 varietà di piante, 300 specie di uccelli e 45 specie di pesci d’acqua dolce. In questo conteggio rientrano vengono considerati il fiume ed i numerosi laghi e paludi. Proprio per questo il delta del Danubio è stato inserito dall’UNESCO nell’elenco dei siti indicati come patrimonio dell’umanità e riserva della biosfera. Quasi 2800 km² sono aree strettamente protette.

In questo il luogo milioni di uccelli provenienti da diverse parti di Europa, Asia ed Africa vengono a deporre le loro uova ed a crescere i loro piccoli.

La riserva

La Riserva del Delta del Danubio è un intrico di giunchi, canali di acqua, alberi di betulla e salici popolato tra gli altri uccelli da migliaia di pellicani. Ci sono poche strade a collegare i villaggi, infatti i trasporti avvengono per lo più su barche. Alcune case mancano di un sistema idraulico interno pertanto in alcuni villaggi la popolazione vive come se il tempo so fosse fermato ad alcune decine di anni fa.

Panorami dal delta del Danubio - massimobasso.com


Per visitare il delta, è meglio raggiungere uno dei porti (Galati, Maniuc, Crisan) con una navetta turistica. Da qi potete imbarcarvi con un pescatore su una barca attraverso i canali. In fondo ai bracci del delta, sarà possibile scorgere alcuni villaggi di pescatori con capanne di terra e paglia, alcuni popolati da paesani di origine russa.

In alternativa potete visitare Ultima Frontiera, ottimo avamposto nel Delta per la fotografia ed il Birdwatching, gestito da professionisti italiani.

Fonti:

www.balcanicaucaso.org

wikipedia

Easyviaggio

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 13/02/2016
Finlandia - massimo basso

Oulu e la Finlandia centrale in primavera

di Max Pubblicato: 07/01/2016
Europa Scritto da Max

Visita ad Oulu e Finlandia Centrale

Sono stato a visitare Oulu e la Finlandia centrale nella primavera 2013. Il clima purtroppo non era quello attesa e l’inverno non mollava ancora la presa.

Appoggiata sulla costa ovest. Capoluogo della omonima provincia, si trova nell’Ostrobotnia settentrionale, presso la foce dell’Oulujoki, sulle rive del Golfo di Botnia. E’ la sesta città della Finlandia.

Oulu è sia il centro commerciale che amministrativo della Finlandia Centrale, ed è riconosciuta come una città tecnologica. Tralasciando questi dati, doverosi Oulu è interessante sotto il profilo naturalistico per diversi motivi, soprattutto per la sua centralità come punto di appoggio, ma anche perché molto vicina alla baia di Liminka.

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Indice

  • Visita ad Oulu e Finlandia Centrale
  • Liminganlahti
  • Isolette e ponti
  • La cittadina di Babbo Natale

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Liminganlahti

La baia di Liminka (Liminganlahti in finlandese) è un importante  zona umida protetta riconosciuta internazionalmente con con una ricca avifauna, soprattutto durante le stagioni migratorie, quando arrivano enormi stormi di oche, gru e cigni selvatici. Fotografi naturalisti arrivano da tutto il mondo per fotografare gli uccelli della baia, nei riti dellaccoppiamento.

Punto di appoggio per queste attività è il Liminganlahti Visitor Centre Tel. int. +358 (0)40 832 1781 (liminganlahti(at)metsa.fi).

Prima però di addentrarmi nella Finlandia centrale alla ricerca di specie esotiche (!) mi sono “concesso” una visita alla cittadina.

Isolette e ponti

La città si estende su un’area , che include una serie di isole collegate tra loro da ponti, anche se le principali attrazioni sono raccolte nel raggio di poche centinaia di metri.

Dalla stazione dei treni si può camminare lungo la Kirkkokatu, la strada principale con un famoso tratto pedonale chiamato Rotuaari, la strada dello shopping, e raggiungere la piazza del mercato dove è situato il Kauppatori, vivace mercato all’aperto, in riva al mare e composto  piccoli edifici in legno che ospitano negozi e ristoranti, con qualche piccola perla di artigianato locale.

A protezione della piazza la statua in bronzo di Toripolliisi, dedicata ai poliziotti che in passato pattugliavano questa zona.

Interessante anche il vicino Kauppahalli, il mercato al coperto, all’interno di un edificio vicino la piazza.

Numerosi ristoranti circondano la zona.

La cittadina di Babbo Natale

Per non lasciarci mancare nulla abbiamo fatto anche una capatina a Rovaniemi, famosa per il villaggio di Santa Claus, ma in primavera ha più l’aspetto di un villaggio abbandonato he di un posto fantastico. Nota di pregio di Rovaniemi invece il museo dell’Artico ARTIKUM, che vale veramente una visita, per conoscere un po’ meglio questo universo meraviglioso.

Infine una visita agli orsi, ma questo potete leggerlo in un altro articolo.

Volevo lasciarvi con un aforisma sul freddo, ma non ne conosco di interessanti, perciò vi lascio con un aforisma di Virginia Woolf, nata nel giorno della prima revisione dell’articolo 25 gennaio, più di cento anni prima, che ben si addice ad una giornata affacciati sul freddo mare artico:

Ho avuto un istante di grande pace. Forse è questa la felicità

Leggi anche Orso bruno in Finlandia oppure Finlandia scoiattolo, orso, picchio e altri animali a Wild Brown Bears

Viaggia in Europa

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A presto!

Pubblicato: 07/01/2016
ursus arctos arctos

Orso Bruno Europeo – ursus arctos arctos

di Max Pubblicato: 26/12/2015
Europa Scritto da Max

Orso Bruno Europeo o eurasiatico – Ursus Arctos Arctos

L’orso bruno eurasiatico (ursus arctos arctos) ha la pelliccia di colore bruno, ma può variare anche dal giallo-brunastro al bruno scuro, al rosso bruno e, in alcuni casi, può essere perfino quasi nera. Questa folta pelliccia, i cui peli possono raggiungere una lunghezza di 10 cm, è composta da vari strati digradanti. La forma della testa è generalmente quasi rotonda, con orecchie relativamente piccole e rotonde, il cranio è largo e la bocca è munita di 42 denti, tra cui dei canini piuttosto affilati. La struttura ossea è molto resistente e le grosse zampe sono munite di grandi artigli, che possono raggiungere i 10 cm di lunghezza. Il peso varia a seconda dell’ambiente e del periodo dell’anno. Un maschio adulto pesa in media 135-410 kg ed una femmina 90-200 kg. Il più grande orso bruno eurasiatico il cui peso sia stato accertato pesava 360 kg[2].

Gli orsi ad est degli Urali sono di dimensioni maggiori ed hanno una colorazione più chiara e più rossastra. Gli orsi asiatici, inoltre, sembra che siano più aggressivi di quelli europei. Possiede una vista sviluppatissima la quale gli permette cacciare anche di notte. Di norma l’orso si riposa di giorno per poi cacciare durante la notte.

Gli orsi bruni furono presenti in Gran Bretagna fino al 500 d.C., quando si estinsero a causa della caccia.

Gli orsi bruni europei vennero utilizzati nell’antica Roma per combattere nelle arene. Gli orsi più robusti sembra che provenissero dalla Caledonia e dalla Dalmazia.

Nell’antichità, l’orso bruno europeo era soprattutto carnivoro, dal momento che l’80% della sua dieta era costituita da materia animale. Comunque, in seguito alla distruzione del suo ambiente, nel tardo Medioevo la carne costituiva solamente il 40% della sua alimentazione, mentre oggi ammonta a non più del 10-15%.

Diversamente dall’America, dove ogni anno vengono uccise in media dagli orsi due persone, in Europa (per la precisione in Scandinavia) nell’ultimo secolo vi sono stati solo tre attacchi fatali all’uomo.

segue su su Wikipedia

Mugnaiaccio Larus Marinus
Mugnaiaccio (Larus Marinus) nella foresta di Vartius

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A presto!

Pubblicato: 26/12/2015
La migrazione del Gambecchio dell'Alaska » https://www.massimobasso.com/articoli/page/39/

La migrazione del Gambecchio dell’Alaska

di Max Pubblicato: 28/11/2015
Alaska Scritto da Max

Il Gambecchio dell’Alaska (calidris mauri)

Ogni primavera i Gambecchio dell’Alaska Calidris mauri migrano dalla California e risalgono la costa occidentale degli Stati Uniti per raggiungere l’Alaska. Nel loro lungo percorso effettuano diverse soste, ogni anno negli stessi luoghi. Proprio per questo ogni anno è possibile vedere questa spettacolare migrazione ad Hartney Bay, vicino a Cordova in Alaska . Le stime indicano che fino a 6.500.000 individui passano attraverso il Delta del fiume Copper durante poche settimane ogni primavera. E’ il periodo del Copper River Delta Shorebird Festival, che si svolge nelle prime settimane di maggio proprio Cordova.

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

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alaska in primavera un itinerario di viaggio insolito
La migrazione del Gambecchio dell’Alaska

Qui di seguito alcune risorse se volete approfondire la Vostra conoscenza sul Gambecchio dell’Alaska calidris mauri:

Wikipedia

Avibase – il migliore in rete

Se volete anche sentire la sua voce ecco qui una risorsa interessante: Xeno-Canto

Migrazione del Gambecchio dell'Alaska a Hartney Bay nei pressi di Cordova, Alaska
Migrazione del Gambecchio dell’Alaska a Hartney Bay nei pressi di Cordova, Alaska

Libri e guide per un viaggio in Alaska

Per immergerti nell’atmosfera degli States scegli tra 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti.

Non dimenticare di comprare una guida dell’Alaska (sono antico, ma la carta funziona sempre). Purtroppo quelle della Lonely Planet sono solo in inglese, le altre non sono molto valide. Un libretto che è veramente irrinunciabile e viene stampato ogni anno è il famoso The Milepost. La bibbia di ogni viaggiatore in Alaska. Non è esattamente una guida, ma contiene un sacco di informazioni super aggiornate su luoghi, mappe, pubblici esercizi e curiosità. Un peccato non averlo!

Per saperne di più sull’Alaska

Se vuoi l’idea per una prima avventura in Alaska leggi l’articolo immagini dell’Alaska che non ti immagini.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline! 

Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

E non dimenticare di portare con te un buon libro, un ottimo compagno di viaggio. Leggi i miei consigli nell’articolo 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti, ci sono alcuni libri che parlano proprio dell’Ultima Frontiera.

Se pensi di fare una tappa a New York puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure a piedi, in taxi o autobus. Ma se invece il tuo volo fa scalo a Seattle, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e magari da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 28/11/2015
gorilla Bai Hokou bai hoku

Gorilla a Bai Hokou nella foresta in Repubblica Centrafricana

di Max Pubblicato: 22/11/2015
Africa Scritto da Max

Sulle tracce dei gorilla a Bai Hoku (Bai Hokou)

Dopo l’esperienza in Uganda (vedi il mio articolo), mi sono messo di nuovo sulle tracce dei Gorilla a Bai Hoku (Bai Hokou) in Repubblica Centrafricana ( CAR )

E’ un’esperienza incredibile, ma è anche un’impresa molto impegnativa. Quando parlo di mettersi sulle sulle tracce dei gorilla ovviamente sto parlando dei Gorilla di pianura occidentali (Gorilla gorilla gorilla). Questa è una sottospecie specifica della più vasta famiglia dei Gorilla.

Potete vedere più immagini sul gorilla nell’articolo dedicato ai I gorilla di montagna del parco di Bwindi in Uganda e agli Orangutan di Sumatra nella giungla di Bukit Lawang 

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Indice

  • Sulle tracce dei gorilla a Bai Hoku (Bai Hokou)
  • Dove trovare i gorilla di pianura
  • Si parte alla ricerca dei gorilla di Bai Hokou
  • Informazioni sulla visita ai gorilla di pianura

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Dove trovare i gorilla di pianura

Prima di tutto si deve arrivare nel posto dove i gorilla sono realmente selvatici, per questo mi sono recato in Repubblica Centrafricana, a Bayanga , nel parco Nazionale Dzanga Sangha (Dzanga – Ndoki).

Come ho già raccontato in altri articoli, sono andato a Sangha Lodge per andare a trovare il mio amico Rod Cassidy e La moglie Tam.

Durante il mio soggiorno, ho avuto la possibilità di andare alla ricerca dei gorilla di pianura. Sapevo che il parco in quel momento era chiuso a causa del conflitto ancora in corso in alcune zone del paese. Quel giorno però il responsabile della sicurezza del parco doveva andare a Bai Hoku, che è il luogo dove si trovano i gorilla, per monitorare l’andamento del parco.

Si parte alla ricerca dei gorilla di Bai Hokou

Così ho colto l’occasione e mi sono unito a lui, che mi aveva gentilmente invitato, anche grazie alla mia amicizia con Rod – solo per dovere di cronaca ora il parco è aperto e si può visitare senza problemi, poiché la situazione si è calmata.

Dopo un breve briefing preparatorio siamo partiti alla ricerca della famiglia dei gorilla. I gorilla sono animali completamente vegetariani, a differenza per esempio degli scimpanzé, pertanto non sono pericolosi, ma non è che si facciano tutti avvicinare senza problemi, perché nel tempo hanno imparato ad essere diffidenti nei confronti dell’uomo.

Informazioni sulla visita ai gorilla di pianura

Le famiglie dei gorilla Bai Hkou (Bai Hoku) che vengono visitate nel parco sono abituate alla presenza dell’uomo mediante programmi specifici di avvicinamento e sono monitorate costantemente.

Essendo così simili all’uomo ne possono contrarre le malattie, pertanto, nel caso una persona si ammalasse prima di una visita non sarà ammessa alla gita, a salvaguardia degli animali che potrebbero contrarre la malattia con conseguenze a volte disastrose poiché non preparati con anticorpi specifici. Ciò detto quel giorno ero in buona salute e molto attivo e ho potuto approfittare della gita sulle tracce dei gorilla.

Avevo già visto altre specie di primati in Uganda e i gorilla di montagna a Bwindi, ma questi mi hanno veramente colpito per la loro imponenza, soprattutto il silverback, (dorsogrigio) Makumba, il maschio dominante.

Buona visione

Sulle tracce dei gorilla – alla prossima!

Per saperne di più sull’Africa

Benvenuto nella sezione dedicata ai Viaggi in Africa! Qui troverai ispirazione, consigli pratici e racconti autentici per scoprire il continente africano in tutte le sue sfumature.

Dalle maestose savane del Serengeti, alle foreste dell’Uganda, alle spiagge incontaminate dell’Oceano Indiano, ai parchi naturali ricchi di fauna selvatica, ogni articolo ti guiderà alla scoperta di luoghi straordinari, culture affascinanti e tradizioni millenarie.

Che tu sogni un safari avventuroso, un viaggio culturale o una fuga rilassante, questa categoria è il punto di partenza ideale per organizzare la tua prossima esperienza africana. Preparati a lasciarti sorprendere dalla varietà, dalla bellezza e dall’energia di un continente tutto da esplorare!

Se vuoi un’idea per una prima avventura africana leggi l’articolo sul Parco Nazionale Kruger, Sudafrica, puoi anche curiosare tra gli ultimi articoli pubblicati, oppure scegliere dall’elenco a fondo pagina. E mi raccomando, dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Ecco alcuni articoli che potrebbero interessarti:

I leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu, I gorilla di montagna del parco di Bwindi in Uganda, Safari avventura nel delta dell’Okawango, Gorilla a Bai Hoku in Repubblica Centrafricana, Caccia con le reti con i pigmei ba’aka, Primati in Uganda: gorilla e tante altre specie.

heymondo 10 lungo

Puoi leggere anche delle esperienze di volontariato alla Pediatria di Kimbondo in Repubblica Democratica del Congo: Volontario Pediatria di Kimbondo Rep. Dem. del Congo, Primi giorni alla Pediatria di Kimbondo, RD del Congo, Fabbrica di fiammiferi in Congo ma ce ne sono tanti altri.

Arrivederci presto!

Africa
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  • Il Pigliamosche del Paradiso africano – Ultima Modifica 14/06/2022
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Pubblicato: 22/11/2015
cebo cappuccino atele alouatta massimobasso.com (1 di 1)

Cebo Cappuccino e Atele e Alouatta

di Max Pubblicato: 18/11/2015
Centro e Sudamerica Scritto da Max
Cebo Cappuccino e Atele e Alouatta » https://www.massimobasso.com/articoli/page/39/

Il Cebo Cappuccino

ha quattro sottospecie ed occupa un vasto areale che va dall’Honduras al Brasile centro-occidentale. Il cebo cappuccino può raggiungere oltre un metro di lunghezza compresa la coda semiprensile. Il pelo è omogeneamente nero, fatta eccezione per la mascherina bianca o giallastra che contorna il muso, la gola e le spalle. La faccia è nuda e rosata. Sono animali diurni ed arboricoli, vivono in gruppi di oltre venti individui con una coppia dominante.
I gruppi sono molto chiassosi e percorrono circa due chilometri al giorno nell’ambito di territori ben definiti per procurarsi il cibo.
I maschi in genere difendono territorio, mentre le femmine formano gruppetti per difendersi da maschi aggressivi e fungono da sentinelle. Questi animali sono molto intelligenti ed in natura i giovani imparano dagli adulti ad utilizzare oggetti per rompere i gusci dei frutti di cui si nutrono, inoltre sono in grado di utilizzare determinate specie vegetali come repellenti per zanzare ed acari.
Sono animali molto opportunisti, che mangiano principalmente materiale vegetale, ma all’occorrenza non disdegnano di catturare insetti e piccoli vertebrati. In natura, questi animali vivono fra i quindici ed i venticinque anni, mentre in cattività la loro speranza di vita raddoppia.
Per ulteriori informazioni consultare la pagina di Wikipedia in Italiano ed in Inglese dal quale è stata tratta ed adattata questa informazione.

Cebo Cappuccino e Atele e Alouatta » https://www.massimobasso.com/articoli/page/39/

L’Atele di Geoffroyi

con cinque sottospecie estende il suo areale si estende dal Messico fino alla Colombia nord-occidentale, prediligendo la foresta pluviale pedemontana e montana.
A seconda della sottospecie, il pelo può essere nero, bruno o rossiccio. La coda e le lunghe zampe sono nerastre.
Si tratta di animali prettamente arboricoli, diurni e molto sociali: a seconda del tipo di habitat e dalla sua produttività, si riuniscono in grandi gruppi a volte con più di 100 individui. Generalmente il gruppo è comandato da una femmina dominante, all’interno del quale il gruppo si frammenta in numerosi sottogruppi comprendenti 5-6 esemplari.
Grazie alla lunga coda, questi animali sono praticamente dotate di un arto accessorio: possono rimanere appesi solo per la coda mentre maneggiano oggetti con le quattro zampe, oppure usare la coda stessa per maneggiare oggetti grazie alla particolare parte terminale glabra e zigrinata, che permette una presa sicura ed una grande sensibilità.
Il pollice opponibile è stato soppresso nelle zampe anteriori in favore di una maggiore funzionalità alla vita arboricola: le mani anteriori contano solo quattro dita ed hanno la forma di uncini, mentre le mani posteriori hanno 5 dita. Durante la locomozione fra le fronde, queste scimmie utilizzano la brachiazione, in maniera simile ai gibboni.

Per ulteriori informazioni consultare la pagina di Wikipedia in Italiano ed in Inglese dal quale è stata tratta ed adattata questa informazione.

Cebo Cappuccino e Atele e Alouatta » https://www.massimobasso.com/articoli/page/39/La scimmia urlatrice dal mantello o alouatta

con tre sottospecie (Alouatta palliata aequatorialis, Alouatta palliata mexicana, Alouatta palliata palliata) abita la maggior parte degli habitat forestali fino ai 2500 m d’altitudine dell’area compresa fra il Messico meridionale (stati di Veracruz, Campeche, Oaxaca, Chiapas e Tabasco) e l’Ecuador occidentale.
Si tratta di animali dall’aspetto massiccio, dal pelo uniformemente nero fra il quale spiccano (anche se alcuni individui ne sono sprovvisti) delle setole brune o giallastre. Sui fianchi il pelo è più lungo (da qui il nome comune): la faccia è nera e nuda, con una barba anch’essa nera.
In generale, questi animali hanno uno stile di vita molto pacato e lento, incentrato sulla ricerca di cibo. Rispetto alle femmine, i maschi tendono a saltare di più durante i loro movimenti fra i rami, mentre le femmine sono più arrampicatrici. Vivono in gruppi che contano all’incirca quindici individui, con almeno tre femmine per ogni maschio presente, fra i quali vige una rigida gerarchia lineare che dimostra una complessa rete di interazioni fra i vari membri.

Per ulteriori informazioni consultare la pagina di Wikipedia in Italiano ed in Inglese dal quale è stata tratta ed adattata questa informazione.

Foto in libertà

Scopri di più su Centro e Sudamerica

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Il Centro ed il Sud America sono destinazioni imperdibili, dove la natura e la cultura si fondono in maniera superba.

Scopri il Costa Rica, dove la natura è protagonista! Puoi vedere splendide fotografie dei colibrì, scoprire le tartarughe del parco Tortuguero o ammirare le splendide piante ed i fiori del Costa Rica.

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Un po’ di avventura? Prova a cercare l’oro in un villaggio del Darien con gli indigeni Embera a Panama e a scoprire la favolosa natura di questa destinazione.

Se questo non ti basta scopri la foresta amazzonica in Ecuador, il parco Yasuni, un’esperienza che difficilmente ti lascerà indifferente

Se vuoi esplorare in modo più mirato puoi trovare un elenco degli articoli su Centro e Sudamerica oppure scegliere dagli argomenti presenti a fondo pagina.

Ciao, a presto!

Centro e Sudamerica
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Pubblicato: 18/11/2015
pellicano pelecanus onocrotalus

Pellicano comune (Pelecanus onocrotalus)

di Max Pubblicato: 15/11/2015
Europa Scritto da Max

Il Pellicano comune (Pelecanus onocrotalus)

Il pellicano comune è un uccello che vive in Europa , in Asia, Africa e America con alcune sottospecie. Gli antichi greci lo chiamavano Onocrotalo, perché il suo strano grido, krotos, era simile a quello di un asino (onos) e/o perché assomiglia al suono di un sonaglio (sempre krotos) appeso al collo di un asino.

Le foto di questo articolo sono state scattate nel Delta del Danubio, dove dalla primavera alla tarda estate migliaio di pellicani arrivano per nidificare. La colonia di pellicani dalla zona di Rosca-Buhaiova è la più grande in Europa, ed è una colonia mista. Infatti questo è il luogo in cui migliaia di coppie di pellicano comune si associa con decine o forse centinaia di pellicani ricci (pelecanus crispus). Solo guide specializzate sono ammesse nelle colonie.

Indice

  • Il Pellicano comune (Pelecanus onocrotalus)
    • La mia esperienza
  • Qualche informazione sul pellicano
  • Per chi vuole approfondire:

La mia esperienza

Noi siamo andati con una barca a motore, ma abbiamo spento il motore in prossimità dei pellicani, lasciandoci trasportare più vicino possibile.

Ovviamente essendo uccelli selvatici non erano molto propensi a lasciarsi avvicinare, ma alcuni più distratti o più confidenti ci hanno lasciato l’opportunità di farsi avvicinare abbastanza da scattare qualche foto anche se sempre da distanza di sicurezza.

Se ti interessa la zona puoi vedere anche l’articolo sui panorami del Delta del Danubio o la civetta che ho fotografato nelle vicinanze

Nella foto seguente si possono osservare molti adulti ed in mezzo a loro un giovane dell’anno caratterizzato dal piumaggio e dal becco più scuri.

pellicano pelecanus onocrotalus

Qualche informazione sul pellicano

Il Pellicano è un uccello ben adattato all’ambiente acquatico. Possiede zampe corte, forti e palmate ed è un ottimo volatore. Nel cielo può essere osservato spesso in formazioni a V.
Vive in gruppi nei corsi d’acqua calmi, sui laghi e sul mare. La caratteristica più evidente è il sacco sotto la mascella che viene usato per catturare i pesci.
Nidifica in colonie numerose dove vengono deposte da 2 a 4 uova in un nido costruito a terra o su un albero.

pellicano pelecanus onocrotalus

lla prossima sequenza si può osservare un pellicano riccio in volo.

pellicano pelecanus onocrotalus

Per chi vuole approfondire:

Xeno-canto  dove potete sentire il la sua voce

Avibase un ottimo sito per le check list, nomi in altre lingue ed altre informazioni

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

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Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 15/11/2015

La civetta – fotografie dal delta del Danubio

di Max Pubblicato: 10/11/2015
Europa Scritto da Max

La civetta – athene noctua

La civetta si trova in tutto l’Emisfero nord, in Europa, Asia ed Africa del nord. In Italia è un uccello molto comune ed è diffuso in quasi tutta la penisola soprattutto nelle vicinanze degli abitati. Raramente si trova oltre i 1000 m di altitudine in quanto la neve limita le sue fonti alimentari.

civetta

La civetta, come molti altri animali notturni, è considerato un animale che porta sfortuna. Nell’antica Grecia, invece, la civetta era considerata sacra per la dea Atena, dea della sapienza (da qui il nome Athene noctua, cioè «notturna») ed era raffigurata in molti portafortuna.
Il termine civetta è usato anche per una donna vanitosa. Questo rapace infatti veniva usato dai cacciatori come richiamo per ingannare i piccoli uccelli che li attraeva con comportamenti particolari, ritenuti irresistibili per le prede.

Queste castigano i loro schermidori, privandoli di vita, ché così ha ordinato natura, perché si cibino.

Leonardo Da vinci

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A presto!

Pubblicato: 10/11/2015
Martin Pescatore: fotografie dal delta del Danubio » https://www.massimobasso.com/articoli/page/39/

Martin Pescatore: fotografie dal delta del Danubio

di Max Pubblicato: 11/10/2015
Europa Scritto da Max

Il martin pescatore

Il Martin Pescatore (alcedo atthis) è sicuramente uno degli uccelli più colorati d’Europa.

Panorami dal delta del Danubio - massimobasso.com

Vive sempre vicino ai corsi d’acqua dolce, fiumi, laghi e stagni e prediligendo i boschi e i cespugli che fiancheggiano i corsi d’acqua limpida.
per approfondire la conoscenza sul martin pescatore consiglio di visitare queste risorse:

Agraria

Wikipedia

Uccelli Da Proteggere

Avibase – il migliore in rete

Se volete anche sentire la sua voce ecco qui una risorsa interessante: Xeno-Canto

L’areale riproduttivo del Martin pescatore si estende dal Paleartico occidentale al Giappone.
In Europa è presente ad eccezione di alcune regioni della Scozia, della Norvegia e della Russia, non rientra nelle specie a rischio estinzione secondo la lista rossa dell’UICN

Red List Category & Criteria:Least Concern ver 3.1

Nel corso del ventesimo secolo la specie ha esteso il proprio areale verso le regioni settentrionali a causa del cambiamento del clima.

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Pubblicato: 11/10/2015
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