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Articoli Recenti

darien panama indigeni embera'

Darien Panama, fra oro e danze tribali

di Max Pubblicato: 12/10/2016
Centro e Sudamerica Scritto da Max

Avventura nel Darien Panama, oro e danze tribali.

Avventura nel Darien Panama con gli indigeni Embera’: quello che non ti aspetti

Panama nella mia mente evocava due cose: il cappello Panama e il Canale di Panama, ovvero non vale la pena di andarci. Forse l’ho già detto in un altro articolo. Quindi andiamo avanti ;-) (vedi articolo precedente)

Ho già detto anche che per vedere il meglio di Panama occorre immergersi nella giungla e andare a visitare una delle sette tribù indigene che vivono sul territorio nazionale. Riprendo da dove avevo lasciato, ovvero il villaggio Emberà di Marea.

Se vuoi saperne di più su Darien Panama e leggere altri articoli sugli Embera’ clicca sul tag Panama.

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Indice

  • Avventura nel Darien Panama, oro e danze tribali.
  • La giornate nel villaggio di Marea nel Darien
  • Proviamo a cercare l’oro?
  • La pioggia ed il Boss
  •  
  • La ricerca dell’oro
  • La danza dei bambini
  • Video della danza dei bambini

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La sicurezza non è ancora uno degli aspetti principali – si vede dai collegamenti elettrici!!

La giornate nel villaggio di Marea nel Darien

Gli Emberà in passato sono stati sfruttati dagli spagnoli come cercatori d’oro e questa abilità nel cercare il metallo giallo si tramanda ancora oggi di padre in figlio. Ormai di oro nel fiume non ne è rimasto tanto, ma con passione e dedizione si riesce a dare una mano al bilancio familiare.

Risaliamo il fiume e apprendiamo che dall’altra parte rispetto al villaggio c’è una finca (fattoria) di proprietà di gente non del luogo, gente che non coltiva secondo natura e che con i pesticidi uccide la vita del fiume (i bambini sotto i miei occhi pescano gamberetti sotto le pietre, pensate..)

Proviamo a cercare l’oro?

Avventura nel Darien, a spasso per la giungla

Intanto i nostri amici improvvisano una corsa all’oro per farci vedere la loro abilità nella ricerca e dimostrare che l’oro c’era – e c’è ancora anche se in quantità insufficienti a giustificare un’industria che lo sfrutti. Ci provo anche io, ma con risultati deludenti

Avventura nel Darien Panama a spasso per la giungla con gli indigeni embera'La pioggia ed il Boss

Durante il ritorno la pioggia ci sorprende sulla piroga, siamo impreparati e l’acqua riesce a bagnarmi completamente, per fortuna che avevo un riparo per la macchina fotografica.

La nostra guida è talmente bagnata che è costretto a stendere anche i soldi nel portafoglio. Mi piace questa foto, mi sembra un narcotrafficante alle prese con un pacco di soldi!!

 

La ricerca dell’oro

La danza dei bambini

Durante la permanenza al villaggio sono riuscito anche ad assistere alla danza dei bambini.

Le donne hanno preparato tutti i bimbi dipinti con il succo di tagua e agghindati negli abiti tradizionali. Per molto di tempo il governo non ha permesso agli embera’ di andare a scuola vestiti in modo tradizionale e questo ha contribuito a far perdere alcune delle usanze, ma i più anziani stanno cercando di recuperarle.

Anche i tatuaggi nella tradizione avevano un significato e simboleggiavano uno status sociale, come ad esempio il fatto di essere sposato, fidanzato oppure, per le ragazze, di essere in cerca di un marito.

Il reale significato si è perso e nessuno lo conosce più a fondo, ci confessa una delle abitanti più anziane del villaggio, ma anche per questo aspetto perduto ci sono studi per cercare di recuperare.

Video della danza dei bambini

Scopri di più su Centro e Sudamerica

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Il Centro ed il Sud America sono destinazioni imperdibili, dove la natura e la cultura si fondono in maniera superba.

Scopri il Costa Rica, dove la natura è protagonista! Puoi vedere splendide fotografie dei colibrì, scoprire le tartarughe del parco Tortuguero o ammirare le splendide piante ed i fiori del Costa Rica.

heymondo 10 lungo

Un po’ di avventura? Prova a cercare l’oro in un villaggio del Darien con gli indigeni Embera a Panama e a scoprire la favolosa natura di questa destinazione.

Se questo non ti basta scopri la foresta amazzonica in Ecuador, il parco Yasuni, un’esperienza che difficilmente ti lascerà indifferente

Se vuoi esplorare in modo più mirato puoi trovare un elenco degli articoli su Centro e Sudamerica oppure scegliere dagli argomenti presenti a fondo pagina.

Ciao, a presto!

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Pubblicato: 12/10/2016
indigeni embera' panama embera imberrà darien

Gli indigeni Embera’ Panama: l’inaspettato

di Max Pubblicato: 06/10/2016
Centro e Sudamerica Scritto da Max

Gli indigeni Embera’ Panama

Visita agli indigeni Embera’ Panama: un viaggio dalle mille sorprese

Panama nella mia mente evocava due cose: il cappello Panama e il Canale di Panama, ovvero non vale la pena di andarci. Invece Panama significa spiagge bianchissime dei Caraibi e storici quartieri della capitale, dichiarati patrimonio dell’umanità.

Ma per vedere il meglio di Panama occorre immergersi nel verde, infilarsi nella giungla e andare a visitare una delle sette tribù indigene che vivono sul territorio nazionale.

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Indice

  • Gli indigeni Embera’ Panama
  • La situazione odierna
  • Organizzare il viaggio
  • A quel punto non mancava che il biglietto aereo..
  • Nel fiume in canoa
  • Incontro con gli Embera’
  • Alla ricerca dell’Aquila Arpia
  • Il video della ricerca dell’Aquila Arpia

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

indigeni embera' panama embera imberrà darien

Nel Paese ci sono tantissimi parchi naturali e aree protette. Io ho scelto di andare nel Darién, ai confini con la Colombia, una zona fino a pochi anni fa inaccessibile a causa dei narcotrafficanti, ora zona abbastanza sicura.

La situazione odierna

Gli Emberà godono di una certa autonomia politica, coltivano la terra: riso e mais innanzitutto, allevano animali da cortile, mentre la caccia è proibita perché gli embera’ abitano in un’area protetta. Inoltre vendono i prodotti del loro artigianato.

Moltissimi continuano a dipingersi il corpo con il succo di tagua, serve come decorazione, ma anche a tener lontani gli insetti.

indigeni embera' panama embera imberrà darien

Organizzare il viaggio

Il viaggio nasce quasi per caso. Infatti ero attirato dall’idea di andare a fotografare l’aquila arpia, il più grande uccello del centro-sudamerica e ormai diventato raro.

Mi ero documentato su dove vederlo e stavo valutando varie opzioni, una delle quali era di vederlo nel Darien. Così, cercando di capire come arrivarci, quali erano le opzioni e come si poteva strutturare un viaggio che potesse comprendere anche altro, sono venuto a conoscenza della storia degli Embera’ nel Darien.

A questo punto non mi rimaneva che cercare un contatto e, tramite Facebook dopo varie ricerche riuscii a contattare Guido, che mi poteva fornire i mezzi e la guida, Luis, per andare in Darien.

A quel punto non mancava che il biglietto aereo..

embera darien

Tutto era pronto per il viaggio nel Darien a visitare il villaggio degli Embera’ Panama.

Prima di tutto un bel trasferimento in auto, alcune ore di strada buona, ben asfaltata, fino all’ultima città prima di entrare nel Darien. Sosta, pranzo, qualche foto ai colibrì e poi si riparte.

Tutto da  l’impressione di un posto di frontiera, ovunque pubblicità di come la Guardia Nazionale renda questo angolo del paese un posto più sicuro. Un paio di posti di controllo e ci siamo! Finalmente nel Darien.

La strada non è delle migliori, ma si viaggia fra buchi e crepe fino allo sterrato: un paio d’ore di salti e vibrazioni ed arriviamo al fiume!!

Nel fiume in canoa

Non ho paura dell’acqua ma viaggiare in una piroga che deve essere continuamente svuotata con un secchiello non mi lasciava tranquillo, almeno all’inizio. Dopo un paio d’ore ci si fa l’abitudine, è una questione di infiltrazioni, ma nulla di grave.

Il villaggio dista tre ore di navigazione lungo il fiume. Per un paio d’ore piove, poi il cielo si libera un po’ e possiamo goderci il paesaggio: lungo le rive del fiume, sugli alberi numerosi uccelli, falchi, martin pescatore, trampolieri, mentre il fiume si fa sempre più stretto e si snoda nella foresta.

Alla fine intravediamo alcuni segni di vita, una barca di pescatori, che ci salutano, alcune persone lungo le rive, alla fine ecco: il nostro villaggio, Marea, questo è suo il nome.

Il nome è dovuto al fatto che solo con l’alta marea, quando la foce del fiume innalza il livello delle acque è possibile raggiungere il villaggio con la barca.

Incontro con gli Embera’

Finalmente al villaggio facciamo conoscenza con la comunità Embera’ Panama che vive qui. Sono persone molto ospitali e cordiali, contenti di averci qui. In realtà il turismo è allo stadio primordiale, oserei dire vero e mi sento un privilegiato!

Ci preparano un letto di fortuna su una palafitta, protetto da una zanzariera e da un tetto di paglia, senza pareti, come avere le finestre a 360 gradi.. senza finestre però! Praticamente dormiamo all’aperto. La sera il capo villaggio e tanti bambini vengono a trovarci, è una festa e la notte ci attende con l’accompagnamento della pioggia.

E domani via verso l’aquila Arpia!!

Alla ricerca dell’Aquila Arpia

E il giorno successivo si va. Alla ricerca dell’aquila Arpia!

Si parte di buon mattino a cavallo, a dire la verità su poveri piccoli cavalli magri, il mio ha una sella di legno senza staffe. Marciamo rilento nella foresta, affondiamo nel fango della strada e i cavalli faticano non poco, mentre rischiamo più volte di cadere.

Il mio cavallo poi non vuole farsi sorpassare e devo stare a debita distanza dagli altri, perché tenta di morderli.. che carattere!! :-)

Poi man mano il sentiero si fa più stretto e asciutto, scendiamo da cavallo e facciamo un pezzo a piedi con la guida, fino ad arrivare ad un albero dove sentiamo il richiamo dell’aquila.

E’ un giovane che si è involato da poco, ma è enorme! E’ calmo e si lascia fare qualche foto da molto lontano, mentre gli insetti pasteggiano con la mia pelle..  ne porterò il segno fino a casa!

Ne vale la pena però.. che esperienza: non solo l’aquila, ma la gita nella foresta.. che pace, una vera wilderness ancora intatta..

Torniamo, pronti per quello che ci aspetta domani, qui nella comunità Emberà Panama, intanto piove

Il video della ricerca dell’Aquila Arpia

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Pubblicato: 06/10/2016
memorie di viaggio

Memories slideshow: ricordi di viaggio

di Max Pubblicato: 01/10/2016
Video Scritto da Max

Memories: ricordi di viaggio in video

Dalle fotografie, miei ricordi di viaggio, nasce memories slideshow: come nasce esattamente l’idea di fare dei miei ricordi di viaggio uno slideshow?

Durante l’ultima ristrutturazione di questo sito, che ho finito proprio in questi giorni ho rivisitato molte delle fotografie dei miei viaggi ed ho recuperato molte foto che non pensavo di avere o che semplicemente avevo dimenticato.

Sono solo immagini di me, ma le trovo carine e volevo condividerle, è anche un modo per non dimenticare, infatti accanto ad ogni fotografia c’è una didascalia con la data ed il luogo in cui sono state fatte. Non so se susciterà in chi le vede almeno un po’ dell’emozione che provo io nel vederle, ma gara chi mi conosce apprezzerà..  altrimenti basta passare ad altro :-)

Alla prossima, oltre a questo ed allo slideshow Gujarat Sapore d’India sto preparando altre novità. Gujarat Sapore d’India è una rassegna di fotografie che trovo fra le più significative tratte dal mio viaggio in Gujarat India.

Tutto questo per rompere la monotonia delle sole fotografie e per cimentarmi in qualcosa di nuovo!!

Se vuoi vedere tutto sull’India clicca sul tag India altrimenti scegli un altro argomento di tuo interesse fra i tag o le categorie.

Ciao!

Scopri di più su questo blog

Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 01/10/2016
sapore d'india gujarat ricordi di viaggio

Gujarat Sapore d’India Slideshow

di Max Pubblicato: 27/09/2016
IndiaVideo Scritto da Max

Gujarat Sapore d’India

Questo Slideshow Gujarat Sapore d’India per come la vedo io non ha solo il gusto, ma anche il colore d’India e, se saprete sentirlo, anche il profumo!

E’ vero questo genere di presentazione è un po’ anomalo per me. Finora ho sempre dato ai video e alle presentazioni slideshow decisamente poco spazio in questo sito, nonostante ne abbia proposti tante nelle serate che mi è capitato di presentare.

Questo slideshow differisce da quelli delle mie serate, che durano in genere intorno ai 45 minuti e che commento dal vivo lasciando decisamente in secondo piano la musica.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Esigenze diverse per il web

Per il web non solo ho dovuto necessariamente tralasciare i commenti dal vivo (!), ma anche ridurre drasticamente la durata, condensando il tutto in un paio di minuti.

Il risultato si traduce in una trentina di immagini le mie preferite, anche se ho dovuto sacrificare quelle con orientamento verticale.. le pubblicherò in un altro articolo. Non c’è una didascalia, lascio un po’ tutto all’immaginazione, l’obiettivo è quello di lasciarvi in bocca un po’ di Sapore d’India e magari metterVi un po’  di voglia di partire..

Ciao!

Vedi anche questo video:Memories slideshow: ricordi di viaggio, se ti interessano altri articoli sull’India leggi Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 27/09/2016
immagini del mio viaggio a Junagadh in Gujarat

Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi

di Max Pubblicato: 24/09/2016
India Scritto da Max

Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi

Durante il viaggio a Junagadh,

viaggio a junagadh

dopo la salita a Girnar Hill con i suoi 10.000 scalini, mi sono preso qualche ora per visitare questa cittadina. Fra le opere di rilievo una moschea antica mi attira, ma più ancora lì vicino vengo attratto dai lavori di pulitura di un pozzo.

In ogni città ci sono pozzi, i più interessanti sono pozzi a scale, dove la gente può andare a lavarsi, altri sono invece inaccessibili e di sola utilità per l’approvvigionamento idrico. Vedi un altro esempio: il pozzo Chand Baori, tra Jaipur ed Agra, nel Triangolo d’Oro

La mia attenzione in questo caso viene attirata dagli addetti ai lavori di pulitura. Il pozzo era accessibile tramite una scala intagliata in una profonda gola di roccia (foto a fondo pagina), mentre gli addetti pulivano una parte visibile ma non accessibile.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi
  • Il pericolo come abitudine
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali
Distratto mentre assicura il compagno

Il pericolo come abitudine

viaggio a junagadh

I due addetti che se ne occupano sono veramente singolari: uno si occupa della sicurezza con la corda e ostenta una nonchalance ai limiti del menefreghismo, che invece riflettendoci bene non è altro che incoscienza. L’altro invece materialmente si occupa della pulizia e rischia la vita appeso ad una corda in tutta tranquillità. Le fotografie parlano da sole.

Il povero pulitore sfrega e raschia tutto il pozzo prima di risalire la corda. Basterebbe una distrazione per cadere, ma almeno per questa volta esce indenne.. alla faccia della 626!!

Chiudiamo la visita con una capatina ad un piccolo mercato di spezie, non so perché ma questi posti mi attirano.

viaggio a junagadh

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
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  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
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  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
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  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
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Pubblicato: 24/09/2016
templi di girnar hill

I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini

di Max Pubblicato: 22/09/2016
India Scritto da Max

In viaggio ai templi di Girnar Hill

Comincio col dire che la gita ai templi di Girnar Hill non era stata programmata, ma durante il viaggio in Gujarat avevo sentito parlare di questo posto e subito è scattata la curiosità.  Eccoci così catapultati in una nuova avventura.

La collina è giustamente famosa perché per raggiungere la cima e l’ultimo tempio bisogna salire 10.000 scalini. Inutile dire che generalmente i turisti non si cimentano nella salita e se lo fanno molte volte non arrivano in cima.  Questo poteva già essere un buon motivo per visitarla, ma come sempre il motivo principale è la curiosità.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • In viaggio ai templi di Girnar Hill
  • Salita ai templi di Girnar Hill e ai monasteri
  • Un buon motivo per compiere il pellegrinaggio
  • Le divinità dei templi di Girnar Hill secondo l’induismo
    • Il culto di Dattatreya (in onore del quale è stato eretto il tempio sommitale)
  • Raggiungere la sommità e i templi di Girnar hill
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali
Templi di Girnar Hill - Junagadh

Salita ai templi di Girnar Hill e ai monasteri

La frase che ho usato prima: “Catapultati in una nuova avventura” rende bene l’idea. In effetti devo dire che avevo un po’ sottovalutato la salita, a dimostrazione di quanto dico sta il fatto che invece di indossare un bel paio di scarpe comode indossavo un paio di sandali, col senno di poi una pessima scelta..

Infatti, dopo una prima, comprensibile emozione per la gita e facili entusiasmi per le scimmie sul percorso – diciamo dopo aver percorso oltre 5.000 scalini – l’entusiasmo cominciava a cedere il passo ad alcuni dolori, soprattutto ai talloni. Ma qualche sosta lungo il percorso per scattare delle fotografie e altre curiosità hanno contribuito farmi completare la salita ai templi di Girnar Hill.

Un buon motivo per compiere il pellegrinaggio

Come ho già detto i turisti di solito non si avventurano in questo pellegrinaggio, infatti per salire questi diecimila scalini occorre una buona motivazione dettata nella maggior parte dei casi dalla fede. Salendo verso i templi mi ha stupito e a tratti commosso vedere la devozione delle persone non allenate, anziane, impreparate, alcune con problemi fisici che salivano con fatica sotto il sole cocente.

Le divinità dei templi di Girnar Hill secondo l’induismo

In cima alla  montagna si trova il Tempio di Dattatreya, con le impronte che lo stesso lasciò durante un suo pellegrinaggio insieme ad un’immagine sacra. I devoti visitano templi di Girnar Hill (Parvat in lingua locale) tutto l’anno e il picco di Datar è considerato sacro sia dagli indù che dai musulmani.

Attorno a questa montagna viene anche celebrato il Lili Parikrama, un’importante festività del Gujarat. Durante questa celebrazione le persone compiono un pellegrinaggio circolare intorno al monte Girnar. E’ credenza che sulla Montagna Sacra risiedano 33 divinità e che compiendo il pellegrinaggio intorno al monte si possa rendere omaggio a tutte contemporaneamente.

Il culto di Dattatreya (in onore del quale è stato eretto il tempio sommitale)

Dattatreya è considerato un Adi-Guru ovvero uno degli insegnanti fondatori, Signore dello Yoga e maestro delle tecniche Tantriche. Nei secoli Dattatreya è stato l’ispiratore di movimenti monastici di culti diversi in molte regioni dell’India, fra le quali il Gujarat.

In molte parti dell’India è venerato come una divinità sincretica (venerata in più culti sotto forme diverse). Egli è considerato un avatara delle tre divinità induiste Brahma, Vishnu e Shiva (la Sacra Trimurti). In altri contesti ed in alcuni testi sacri egli è considerato un avatara di Vishnu. La storia si fa complicata..

A seconda delle regioni viene rappresentato in maniera differente, spesso però con tre teste, rispettivamente per Brahma, Vishnu e Shiva. Ad ogni testa corrisponde un paio di braccia che reggono gli oggetti simbolicamente associati a queste divinità.

Raggiungere la sommità e i templi di Girnar hill

Prima di giungere alla sommità si incontra un gruppo di  splendidi templi in marmo per lo più Giainisti. I templi sono situati in un piccolo altopiano dopo circa 3.800 scalini. Sorgono nel luogo consacrato a Neminath, il ventiduesimo Tirthankar o profeta dei 24 profeti sacri del Giainismo.

Arrivati in cima a questi monasteri la pace è immensa e l’atmosfera magica. Complicato per noi occidentali comprendere, ma trovo stimolante almeno provarci, cercando di entrare in punta di piedi in un  mondo che non mi appartiene, ma che mi affascina.

Perciò prima di scendere prendo la mia benedizione nel tempio e poi via, sulla strada del ritorno.

templi di Girnar Hill
Un momento della salita dei 10.000 scalini di Girnar Hill

Libri e guide per un viaggio in India

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Pubblicato: 22/09/2016
avventura nel delta dell'okawango

Safari avventura nel delta dell’Okawango

di Max Pubblicato: 20/09/2016
Africa Scritto da Max

Safari avventura nel delta dell’Okawango

Da anni sognavo di vivere un’avventura nel Delta dell’Okawango. Mi ricordo di essere stato appiccicato al televisore per ore a vedere i documentari che parlavano di questo posto da sogno, pensando che non l’avrei visto mai e che sarebbe rimasto per sempre un desiderio.

Invece quest’anno mi è capitata l’occasione di trovarmi al posto giusto, nel momento giusto, con la giusta predisposizione d’animo, insomma un giusto mix che ha reso possibile il realizzarsi di questo desiderio. Ed eccomi qui, pronto per partire per quest’avventura nel delta dell’Okawango.

Saliamo sul fuoristrada e via: unica preoccupazione i guadi, dove l’acqua ti arriva sul cofano e non sai mai cosa c’è sotto perché l’acqua stagnante non è per nulla limpida.. Il primo guado è un incubo.. la pozza è lunga più di cinquanta metri e non si capisce dove attraversare, col rischio di rimanere impantanati.

Alla fine passano dei locali e ci fanno vedere dove passare: trattengo il respiro e via, l’acqua sale, sale, sale.. fino quasi al finestrino. Batticuore.. ma poi comincia a scendere: siamo fuori!

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Indice

  • Safari avventura nel delta dell’Okawango
  • Si parte, entriamo nel Delta dell’Okawango
  • Ricerca e relax nella riserva del Moremi
  • Usciamo dal Parco

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Si parte, entriamo nel Delta dell’Okawango

Guado all'interno della Riserva Moremi
Guado all’interno della Riserva Moremi

Dopo un paio di guadi sono padrone della situazione, almeno mi sento così, anche se per il terzo guado mi servono più di tre quarti d’ora prima di trovare il coraggio di attraversare :-) !! E non solo, devo scendere e perlustrare il guado immergendomi a piedi (vedi foto a lato).

Comunque all’interno del parco, l’avventura è davvero emozionante, guadi compresi: ovunque ci sarebbe da fermarsi ore a osservare gli animali. Solo i grandi felini si fanno un po’ desiderare, in compenso il campo è teatro di una vera e propria caccia da parte di un branco di Licaoni.. che emozione mentre corrono in mezzo alle tende!

Licaone in caccia nel Delta dell'Okawango

Ricerca e relax nella riserva del Moremi

Nei giorni che ci fermiamo all’interno del Moremi abbiamo l’opportunità di vivere un’avventura nel delta dell’Okawango unica. A tu per tu con gli animali senza gente intorno, vista la vastità dell’area. Riusciamo ad avvistare un’aquila, elefanti, gazzelle, lichi rossi e anche un tasso del miele. Sembra di essere in un documentario e invece è qui da vivere.

La sera relax nell’area campeggio: dopo aver montato la tenda si cena con il fuoco acceso ed i rumori della savana.

Usciamo dal Parco

E’ ora di partire, ma le emozioni non sono finite: infatti dopo i guadi ci aspettano almeno un paio di centinaia di chilometri di piste di sabbia. Certo, fanno meno paura dell’acqua, ma la possibilità di rimanere immersi c’è anche qui. Però mi sento più a mio agio e nonostante la stanchezza la strada scorre, sembra di essere in un paesaggio lunare. Col miraggio che domani ci aspetta il Parco Nazionale Chobe, dove spero di vedere gli skimmers, chissà se avrò fortuna?

La strada finisce, arriviamo alla mostra meta serale e mi concedo una lauta cena.. intanto anticipo una foto dei leoni che ho visto il giorno dopo..

avventura nel delta dell'okawango

Per saperne di più sull’Africa

Benvenuto nella sezione dedicata ai Viaggi in Africa! Qui troverai ispirazione, consigli pratici e racconti autentici per scoprire il continente africano in tutte le sue sfumature.

Dalle maestose savane del Serengeti, alle foreste dell’Uganda, alle spiagge incontaminate dell’Oceano Indiano, ai parchi naturali ricchi di fauna selvatica, ogni articolo ti guiderà alla scoperta di luoghi straordinari, culture affascinanti e tradizioni millenarie.

Che tu sogni un safari avventuroso, un viaggio culturale o una fuga rilassante, questa categoria è il punto di partenza ideale per organizzare la tua prossima esperienza africana. Preparati a lasciarti sorprendere dalla varietà, dalla bellezza e dall’energia di un continente tutto da esplorare!

Se vuoi un’idea per una prima avventura africana leggi l’articolo sul Parco Nazionale Kruger, Sudafrica, puoi anche curiosare tra gli ultimi articoli pubblicati, oppure scegliere dall’elenco a fondo pagina. E mi raccomando, dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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heymondo 10 lungo

Puoi leggere anche delle esperienze di volontariato alla Pediatria di Kimbondo in Repubblica Democratica del Congo: Volontario Pediatria di Kimbondo Rep. Dem. del Congo, Primi giorni alla Pediatria di Kimbondo, RD del Congo, Fabbrica di fiammiferi in Congo ma ce ne sono tanti altri.

Arrivederci presto!

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Pubblicato: 20/09/2016
Gujarat, India foto di me a Junagadh

Gujarat India, prefazione e prime immagini

di Max Pubblicato: 09/09/2016
India Scritto da Max

Gujarat India, viaggiare disinformati.

Quando sono partito per il Gujarat – India – il tempo per prepararmi al viaggio era una delle tante cose che non avevo.

Il grande viaggiatore, giornalista, scrittore e fotografo: Tiziano Terzani diceva:

“Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e filtri giusti.  Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.”

Lo penso anche io, tuttavia fotografare per me è una passione e non un mestiere, pertanto devo scendere a compromessi con il tempo disponibile.

Tutta questa premessa per dire che sono arrivato in India disarmato, avevo letto un po’ per documentarmi, ma non abbastanza, pertanto mi sono perso delle occasioni.

Leggi anche Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Gujarat India, viaggiare disinformati.
  • Trarre il meglio dalla situazione!
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali
Gujarat, India foto di me a Junagadh
Foto di me a Junagadh Gujarat India

Leggi anche: Ritratti ed altre immagini del mio viaggio in Gujarat India

Mi era già capitato altre volte, la prima più di vent’anni fa. In viaggio di nozze infatti ho compiuto il mio primo volo oltre oceano, meta: i parchi del sudovest degli Stati Uniti. Tempo per prepararmi non ne avevo avuto. Il giro era stato deciso sull’aereo: inizialmente avevamo progettato solo che saremmo atterrati a San Francisco e che saremmo ripartiti da Los Angeles. Anche così c’è un grande fascino: il fascino della scoperta, del partire da zero, privi di preconcetti e pregiudizi.

In quel caso in tre settimane pensavo di aver capito tutto degli Stati Uniti, nei miei viaggi successivi invece ho dovuto ricredermi, per conoscere un paese ci va tempo, tanto tempo, più di quello che generalmente si ha a disposizione.

Trarre il meglio dalla situazione!

Questa volta il fascino è stato simile: avevo sentito parlare dell’India e del Gujarat dal mio amico Luca Belis, che posso definire un esperto senza timor di essere smentito, ma non avevo avuto tanto tempo per documentarmi. La differenza è stata che questa volta ero consapevole della mia ignoranza, quindi ho fatto di tutto per adeguarmi e umilmente ho cercato di imparare.

Avevo dei vaghi ricordi, nozioni più o meno corrette, reminiscenze scolastiche e di letture adolescenziali, il resto è stata esplorazione. Ho ascoltato guide improvvisate, monaci e gente locale, mi sono fatto guidare nei vicoli delle città, nei mercati e nelle case della gente, cercando di carpire informazioni e qualche immagine vera. Grazie alla mia guida sono riuscito a entrare in contatto con persone fantastiche e originali. Nei prossimi giorni pubblicherò un po’ di piccole storie fotografiche, qui di seguito invece una breve selezione di immagini dalle strade, il primo impatto per chi arriva in un paese nuovo.

gujarat india
Gujarat, India, un guidatore dei classici tuktuk

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
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  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
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  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
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  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 09/09/2016
La fabbrica dei fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo

Fabbrica di fiammiferi in Congo

di Max Pubblicato: 29/08/2016
Africa Scritto da Max

Fabbrica di fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo

Mai mi sarei aspettato di visitare una fabbrica di fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo, ma ne ho avuto l’occasione mentre ero in Africa per un’esperienza di volontariato alla  fondazione Pediatrica di Kimbondo.  Se volete potete vedere alcuni articoli su Kimbondo in questa pagina.

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Indice

  • Fabbrica di fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo
  • Visita casuale alla fabbrica di fiammiferi Papillon
  • Tecnologie innovative per il paese
    • Uno sguardo alla sicurezza
  • Tanti soldatini

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La fabbrica di fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo

Visita casuale alla fabbrica di fiammiferi Papillon

Durante la mia permanenza mi è capitato spesso di uscire e girare la capitale per accompagnare altri volontari o per fare qualche lavoro.  Una delle esperienze più incredibili, insieme alla visita ai vari mercati, è stata proprio quella di visitare la fabbrica dei fiammiferi Papillon.

Questa officina è di proprietà di un conoscente e qui arrivano i tronchi direttamente dalla foresta che passaggio dopo passaggio vengono trasformati nei piccoli stecchini con la testa rossa che tutti conosciamo.

Se vogliamo vederla in ottica naturalistica è un vero peccato vedere tronchi di dimensioni che nel nostro paese definiremmo gigantesche finire sotto forma di stecchini, ma si tratta di sopravvivenza e qui non si va tanto per il sottile. E’ vero che chi guadagna poi non sono le persone del luogo, ma questa fabbrica offre un posto di lavoro a molte persone.

La fabbrica di fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo

Tecnologie innovative per il paese

La particolarità di questi fiammiferi rispetto alla concorrenza è che si accendono in tutte le condizioni. I supporti sono trattati per non assorbire l’umidità, in un paese dove questo aspetto non è di secondaria importanza.

Le cose che i hanno colpito all’interno della fabbrica sono state parecchie. Prima di tutto l’aspetto che balza agli occhi è la totale rilassatezza che si vive all’interno della struttura. I lavoratori sono  sorridenti e cordiali, in uno standard occidentale li definiremmo sciallati, ma non siamo in Italia e qui i ritmi di lavoro sono diversi.

Uno sguardo alla sicurezza

L’aspetto della sicurezza farebbe rabbrividire qualsiasi responsabile in Italia, ma che in questo paese è uno standard. (anche questo argomento andrebbe approfondito, ma non è questo il luogo).

Di questa esperienza ho conservato alcune immagini, parecchie scattate con il telefono, ma che rendono bene l’idea del processo. Bellissimo il passaggio durante il quale i bastoncini vengono incappucciati dallo zolfo, anche se purtroppo il video che avevo girato è andato perso (!).

La fabbrica di fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo

Tanti soldatini

La fabbrica dei fiammiferi in Repubblica Democratica del Congo

Come tanti soldatini i fiammiferi preparati escono e sono pronti per essere inscatolati. Dopodiché c’è chi si preoccupa di allineare le scatole e di prepararle per la spedizione. Questa marca di fiammiferi è una delle più diffuse nel paese e tutta la produzione è concentrata in questo luogo.

Ecco qui il prodotto finito, con gli operai orgogliosi di quello che hanno prodotto. Le scatole arrivano in tutto il Congo. Spero di trovare ancora le immagini del mercato, per un altro articolo. Ciao, alla prossima!

Per saperne di più sull’Africa

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Pubblicato: 29/08/2016
primati in uganda parco bwindi parco mgahinga parco kibale

Primati in Uganda: gorilla e tante altre specie

di Max Pubblicato: 20/08/2016
Africa Scritto da Max

Primati in Uganda

Durante il recente viaggio alla ricerca dei primati in Uganda ho visitato i parchi di Kibale, Mgahinga e Bwindi e sono rimasto sorpreso da quante specie è possibile osservare in un solo viaggio.

Ovviamente con il poco tempo a disposizione si possono osservare solo le specie più comuni, che comunque sono tante e sorprendenti per chi, come me, le osserva per la prima volta.

Tempo di lettura stimato: 13 minuti

Indice

  • Primati in Uganda
    • Cercopiteco Nasobianco del Congo
    • Cercopiteco verde
    • Scimpanzé
    • Guereza
    • Cercopiteco di L’hoest o cercopiteco barbuto
    • Il Re dei Primati in Uganda: Gorilla di montagna
    • Il più piccolo fra i Primati in Uganda: il Galagone dagli occhiali
    • Scimmia dorata
    • Babbuino verde
    • Cercopiteco dal diadema 0 Cercopithecus mitis
  • Galleria di immagini
  • Conclusione

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cercopiteco Nasobianco del Congo

Il Cercopiteco Nasobianco del Congo è la scimmia più simpatica! Ha la faccia nera con basettoni bianchi ed un fantastico naso a forma di cuore bianco. Ha gli occhi truccati di blu ed un aspetto ridicolo!  Queste scimmie nellla foresta pluviale tropicale dall’Uganda allo Zambia e si organizzano in gruppi fino a quindici individui formati da un maschio adulto, molte femmine ed i piccoli. Vivono per lo più sugli alberi e sono attivi durante il giorno, nutrendosi soprattutto di frutta, ma anche di semi e altri vegetali e a volte di insetti e altri piccoli animali. Compiono acrobazie fra gli alberi e sono per lo più schivi, anche se ho avuto modo di osservarli bene rimanendo fermo e nascosto, ma a debita distanza.

Cercopiteco Nasobianco del Congo
Cercopiteco Nasobianco del Congo

Osservati nel parco di Kibale, in Uganda

Cercopiteco verde

Il Cercopiteco Verde ha una dimensione che varia dai 40 ai 60 cm ed una coda straordinariamente lunga, tanto che per farla stare nella fotografia ho dovuto allargare bene l’inquadratura. In genere i maschi sono più grandi delle femmine, come in quasi tutte le specie, mentre il colore grigioverde non cambia nei due sessi. Vivono e si nutrono normalmente durante le ore di luce, alternandosi fra  alberi e incursioni a terra. I branchi sono numerosi e costituiti da alcuni maschi, tante femmine ed un piccoli, per un totale che può arrivare a 50 individui. La dieta è varia e comprende soprattutto frutta, ma anche altri vegetali, insetti e altri piccoli animali.

Osservata nel parco di Bwindi in Uganda (foto nella galleria a fondo pagina)

Scimpanzé

Gli scimpanzé fra tutti i primati sono quelli che mi hanno entusiasmato di più. Ancora di più dei gorilla. Il loro modo di comportarsi e di interagire è unico e molto umano. Anche gli sguardi e le movenze, se osservati attentamente fanno pensare che questi siano veramente i nostri parenti più prossimi.

Ovviamente sono più piccoli di noi ed hanno un portamento meno eretto. Sono alti da 80 centimetri ad 1 metro e 30 quando sono appoggiati sulle quattro zampe ed i maschi più grandi possono raggiungere un peso di 65 chili. Come in quasi tutte le specie i maschi sono più grandi delle femmine ed eretti possono arrivare ad un metro e sessanta di altezza. Vivono in gruppi guidati di solito da un maschio dominante di solito i maschi. Alternano momenti di gioco, di convivialità, come la pulizia reciproca e possono compiere missioni organizzate per rubare il cibo o per conquistare nuovi territori a scapito di un altro gruppo.

Gli scimpanzé sono onnivori, anche se la carne non è l’alimento principale, e spesso si cibano di altri animali, arrivando a volte a uccidere altre scimmie. Pur vivendo la maggior parte del tempo sugli alberi, dove costruiscono anche i nidi per la notte, ma durante il giorno spesso scendono anche a terra.

Osservati nel parco di Kibale, in Uganda (foto nella galleria a fondo pagina)

Guereza

Fra i primati in Uganda la Guereza è una delle più caratteristiche. La lunghezza del corpo è tra 50 e 67 cm, quella della coda tra 52 e 90 cm, il peso tra 7 e 14 kg; i maschi sono nettamente più grandi delle femmine. Il colore nero contrasta con il bianco che incornicia il muso (grigio e glabro) e caratterizza il lungo mantello ai lati del dorso e l’estremità della coda. Come negli altri colobi i pollici sono quasi del tutto assenti.

Guereza, in altro simpatico primate dell'Uganda
Guereza nel parco Bwindi

Osservata nel parco di Bwindi in Uganda

Cercopiteco di L’hoest o cercopiteco barbuto

Il Cercopiteco di L’Hoest è una scimmia molto particolare. Ha il pelo nero e una macchia bruno-rossastra sul dorso, quasi fosse una sorta di sella. Il viso è scuro incorniciato in una barba bianca. I maschi e le femmine sono molto simili, anche se i maschi sono certamente riconoscibili per il fatto che hanno i testicoli visibilmente colorati di blu acceso. Questa caratteristica è un simbolo di dominio, più il colore è acceso, più il maschio è dominante. Vivono in gruppi nelle foreste passando molto tempo a terra e sono per lo più diurne.

Osservata nel parco di Bwindi in Uganda (foto nella galleria a fondo pagina)

Il Re dei Primati in Uganda: Gorilla di montagna

Gorilla di montagna: sono i re della foresta. A scapito della loro nomea, i gorilla sono animali per lo più pacifici e sono le uniche scimmie veramente vegetariane.

Sono grandissimi, alti più di un uomo e possono arrivare a pesare 180 chilogrammi, anche se le femmine di solito sono grandi la metà. I maschi in età adulta ingrigiscono sul dorso e per questo vengono chiamati silverback o schiena d’argento. I gorilla sono animali sociali, che vivono in branchi di una decina di esemplari, a volte più grandi, con a capo un silverback. Possono vivere tra 30 e 40 anni, di solito in un gruppo stabile.

Come già detto i Gorilla sono erbivori, anche se quelli di montagna possono mangiare insetti per integrare la dieta con proteine. Gli ultimi gorilla di montagna vivono protetti 24 ore su 24 nei parchi a loro dedicati: il Parco di Bwindi ed il Parco di Mgahinga in Uganda, il Parco dei Vulcani in Ruanda ed il Parco Virunga in Repubblica Democratica del Congo. Ad oggi se ne contano poco più di mille, in crescita dai 700 degli anni 2000.

Il re dei Primati in Uganda, il gorilla di montagna
Il re dei Primati in Uganda, il gorilla di montagna, nella foto un silverback

Osservati nel parco di Bwindi in Uganda

Potete vedere più immagini sul gorilla nell’articolo dedicato ai I gorilla di montagna del parco di Bwindi in Uganda. Altri articoli su argomenti simili: Gorilla a Bai Hokou nella foresta in Repubblica Centrafricana e Gli Orangutan di Sumatra nella giungla di Bukit Lawang 

Il più piccolo fra i Primati in Uganda: il Galagone dagli occhiali

Il Galagone dagli Occhiali o galago matschiei è un simpatico mini primate notturno, che assomiglia a prima vista più ad uno scoiattolo che ad una scimmia. E’ una specie che vive in una zona ristretta tra l’Uganda, la Repubblica Democratica del Congo ed il Ruanda.

E’ grande all’incirca due spanne, quaranta centimetri con una coda dalla lunghezza più o meno uguale, caratteristica unica nei galagoni che di solito hanno coda molto lunga. Gli individui sono solitari e mangiano un po’ di tutto, soprattutto frutta ed insetti. Per certo sono veramente difficili da vedere, senza il valido aiuto della guida non li avremmo mai trovati di notte nella foresta!

Osservati nel parco di Kibale, in Uganda(foto nella galleria a fondo pagina)

Scimmia dorata

Primati in Uganda: gorilla e tante altre specie » https://www.massimobasso.com/articoli/page/38/

La scimmie dorate della foresta di Mgahinga (Cercopithecus kandti) sono proprio delle scimmie particolari delle quali sono poco note le abitudini. Difficili da avvicinare, nel parco Mgahinga ne esiste un gruppo che col tempo è stato abituato alla presenza dell’uomo pur rimanendo allo stato selvatico.

Sono una della maggiori attrazioni del parco a parte i gorilla. La specie si riconosce per il dorso rosso oro e per le caratteristiche basette che sembrano pennellate. Oltre che nel parco Mgahinga vive nelle foreste dei Monti Virunga, al confine tra il Ruanda, l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo.

Gli studi sulla specie non sono tantissimi e le abitudini sono poco note. La dieta in genere è costituita prevalentemente di frutta e foglie, ma pare includa piccoli animali, anche se gli studi non hanno confermato del tutto l’ipotesi A causa della ristrettezza dell’areale, della distruzione dell’habitat e della guerra costantemente in corso nella regione la specie è considerata a rischio di estinzione.

Osservate nel parco di Mgahinga, in Uganda

Babbuino verde

Il Babbuino verde o Anubi è forse il primate più comune in Uganda, osservabile in moltissime aree. Complice il fatto di vivere in gruppi che contano fino a 150 individui, è facile incontrarli ovunque ed è semplice ed intrigante osservare i comportamento dei singoli individui all’interno del gruppo e le loro interazioni. Specialmente i piccoli sono divertenti e buffi quando giocano fra di loro esibendosi in incredibili acrobazie aeree.

La struttura del branco è molto complessa, come nei gorilla e negli scimpanzé, accentuata dalla numerosità del gruppo.  Ogni babbuino occupa un posto nella gerarchia che gli concede diritti e genera doveri. I maschi conquistano posizioni sociali con la forza e spesso se perdono posizioni nella gerarchia se ne vanno dal gruppo. Sono onnivori e vivono di giorno mentre di notte dormono sugli alberi per difendersi dai predatori.

Osservati: ovunque (foto nella galleria a fondo pagina)

Cercopiteco dal diadema 0 Cercopithecus mitis

Il Cercopiteco da diadema o Cercopithecus mitis è una delle specie più grandi del suo genere. Come per gli altri cercopitechi, maschio e femmina sono molto differenti. Il colore del dorso è grigio, marrone o olivastro, a seconda delle sottospecie, mentre il ventre è più chiaro e le zampe sono nere. Il nome comune deriva da una chiazza che sembra un diadema proprio sulla fronte. E’ molto simile alla scimmia dorata, ma più grande e scura.

Cercopiteco dal diadema - Cercopithecus mitis - Primati in Uganda
Cercopiteco dal diadema – Cercopithecus mitis

Osservati nel parco di Bwindi in Uganda

Galleria di immagini

Conclusione

Spero di avervi fatto venir voglia di partire!! Potete anche leggere il Parco delle scimmie delle nevi di Jigokudani

Per saperne di più sull’Africa

Benvenuto nella sezione dedicata ai Viaggi in Africa! Qui troverai ispirazione, consigli pratici e racconti autentici per scoprire il continente africano in tutte le sue sfumature.

Dalle maestose savane del Serengeti, alle foreste dell’Uganda, alle spiagge incontaminate dell’Oceano Indiano, ai parchi naturali ricchi di fauna selvatica, ogni articolo ti guiderà alla scoperta di luoghi straordinari, culture affascinanti e tradizioni millenarie.

Che tu sogni un safari avventuroso, un viaggio culturale o una fuga rilassante, questa categoria è il punto di partenza ideale per organizzare la tua prossima esperienza africana. Preparati a lasciarti sorprendere dalla varietà, dalla bellezza e dall’energia di un continente tutto da esplorare!

Se vuoi un’idea per una prima avventura africana leggi l’articolo sul Parco Nazionale Kruger, Sudafrica, puoi anche curiosare tra gli ultimi articoli pubblicati, oppure scegliere dall’elenco a fondo pagina. E mi raccomando, dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Puoi leggere anche delle esperienze di volontariato alla Pediatria di Kimbondo in Repubblica Democratica del Congo: Volontario Pediatria di Kimbondo Rep. Dem. del Congo, Primi giorni alla Pediatria di Kimbondo, RD del Congo, Fabbrica di fiammiferi in Congo ma ce ne sono tanti altri.

Arrivederci presto!

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Pubblicato: 20/08/2016
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