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Articoli Recenti

Cosa Vedere e cosa fare ad Hanoi la capitale del Vietnam

Hanoi: cosa vedere in 1 o 2 giorni e itinerario

di Max Pubblicato: 04/06/2023
Indocina Scritto da Max

Itinerario per visitare Hanoi in 1 giorno o 2 giorni 

Volete visitare Hanoi in 1 giorno? Partiamo!

Hanoi, come molte capitali del sudest asiatico, è una città affascinante che si lascia scoprire timidamente. Per questo consiglio, se possibile di dedicare il giusto tempo per prendere confidenza con i luoghi, le abitudini e le stranezze dei suoi abitanti. 

Prendetevi il tempo necessario per scoprire le unicità di questo angolo di mondo. 

Spesso offuscata dalla fama di Saigon, che a volte qualcuno crede sia la capitale, Hanoi conserva numerosi siti di importanza storica, artistica e culturale, disseminati soprattutto nei quartieri storici, mentre nei quartieri più moderni è curioso confrontarsi con lo stile di vita singolare della capitale. 

Per non restare senza connessione compra una E-Sim solo dati per il Vietnam di Holaflyi* della zona. Mantieni il tuo numero e navighi liberamente (consulta quali Smartphone supportano la E-Sim).

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Itinerario per visitare Hanoi in 1 giorno o 2 giorni 
  • Introduzione alla visita
  • Guide e libri per un viaggio in Vietnam
  • Periodo migliore per visitare Hanoi
    • Infografica Temperature medie e precipitazioni (min – max in °C) 
  • Esplorare Hanoi in 1 giorno: tour “relax”
    • Itinerario
    • Mausoleo di Ho Chi Minh (abitazione, museo e palazzo presidenziale)
    • Pagoda ad una sola colonna – Chua Mot Cot
    • Cittadella Imperiale
    • Tempio della Letteratura
    • Museo delle donne Vietnamite
    • Lago di Hoan Kiem o della Spada Restituita
    • Tempio della Montagna di Giada
    • Torre della Tartaruga
    • Quartiere Vecchio
  • Esplorare Hanoi in 1 giorno: estensione “explorer”
    • Train Street
    • Tempio di Tran Quoc
    • Tempio di Quan Thanh *
  • Mappa di Hanoi
  • Hanoi: mezzi di trasporto
  • Dove alloggiare a Hanoi
  • Proposte di Viaggio
  • Servizi prenotabili online
  • Faq Hanoi
  • Fonti più rilevanti
  • Per saperne di più sull’Indocina

Introduzione alla visita

Spesso Hanoi, per il turista disattento, non è altro che una base o un rapido intermezzo fra una gita alla baia di Ha Long, un’escursione a Sa Pa o un itinerario alla scoperta delle minoranze etniche delle vicine montagne. A volte invece è la visita da sacrificare per chi ha poco tempo, ma dedicare ad Hanoi due giorni sarebbe la scelta ottimale, non fosse altro che per vederla con un po’ di calma.

Ciò detto, visto che il tempo è tiranno e non c’è sempre modo di fare tutto ciò che si vorrebbe, vediamo cosa si può visitare con un itinerario di uno o due giorni, cercando di godersi il meglio di questa splendida città.

Questa città può essere visitata con uno dei nostri tour individuali Vietnam Classico* o Vietnam Signature,* o con uno dei nostri tour di gruppo del Vietnam*.

Monaci in visita al Tempio della Letteratura ad Hanoi
Monaci in visita al Tempio della Letteratura ad Hanoi

Guide e libri per un viaggio in Vietnam

Prima di partire comprate la Guida Vietnam* Lonely Planet, nuovamente disponibile nella nuova versione. Anche la guida del Vietnam del National Geographic* è ottima per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Se volete entrare nel mood potete leggere il libro Quando le montagne cantano* di Phan Que Mai Nguyen: tutti abbiamo sentito parlare della guerra inVietnam, ma forse mai dal punto di vista di una donna che la guerra l’ha subita. In alternativa potete leggere il libro di Gianluca Gotto Succede sempre qualcosa di meraviglioso*, un inno alla speranza ed alla voglia di vivere ambientato in Vietnam.

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Periodo migliore per visitare Hanoi

Hanoi ha un clima tropicale con solo due stagioni: quella secca, con temperature fresche ma accettabili e che corrisponde al nostro inverno e quella delle piogge, che corrisponde alla nostra estate. I periodi per visitare la città senza troppa pioggia sono quindi i mesi di aprile ed inizio maggio, ma soprattutto da novembre a febbraio. 

Ad aprile e maggio il caldo può essere un impedimento, mentre in autunno ed inverno il clima è piuttosto fresco, con temperature che arrivano fino a 15° C.

Infografica Temperature medie e precipitazioni (min – max in °C) 

La stagione secca corrisponde ai mesi più freddi, da fine ottobre alla prima settimana di marzo. Le precipitazioni non cessano del tutto, ma si tratta sempre di lievi e sporadiche pioggerelline.

Da fine maggio a metà ottobre invece le precipitazioni sono spesso abbondanti, soprattutto a luglio e ad agosto. Da fine agosto fino a ottobre è inoltre possibile incappare in un tifone… un’esperienza anche questa.

Temperature-meteo-e-precipitazioni-a-Hanoi
Temperature meteo e precipitazioni a Hanoi

Esplorare Hanoi in 1 giorno: tour “relax”

L’itinerario è pensato per una breve visita e comprende alcuni dei punti più interessanti della città. Ovviamente è possibile includere o escludere a piacimento alcune destinazioni. 

Non è necessario partire dal punto che ho indicato per primo, perché l’itinerario è circolare. Ho pensato di partire dal Mausoleo di Ho Chi Minh per godersi il tramonto sul lago della Spada Restituita e passare la serata nel quartiere vecchio, ma qualsiasi altra scelta può essere valida.

Un’altra valida alternativa potrebbe essere di partire dal Tempio della Montagna di Giada per godersi il lago al mattino presto, con meno folla.

Itinerario

  1. Mausoleo di Ho Chi Minh e la sua casa
  2. Pagoda a Una sola colonna
  3. Cittadella Imperiale
  4. Tempio delle Letteratura e Accademia Imperiale
  5. Museo delle Donne Vietnamite
  6. Lago di Hoan Kiem
  7. Tempio della Montagna di Giada
  8. Torre della Tartaruga
  9. Quartiere Vecchio.

L’itinerario percorre i luoghi più interessanti dal punto di vista artistico e storico-culturale di Hanoi e copre una distanza di meno di 7 chilometri, percorribili, se non ci si volesse mai fermare, in un’ora e mezza circa.

Ovviamente, vista la concentrazione dei luoghi di interesse, per godersi la passeggiata occorre almeno un giorno intero, pertanto, sarebbe meglio soggiornare ad Hanoi la notte precedente e quella successiva alla visita.

Quasi tutti i musei e attrazioni aprono alle 7, quindi se siete mattinieri, potete guadagnare del tempo e fare le cose con più calma e poi godervi la serata, magari con uno spettacolo di marionette sull’acqua*

Marionette sull'acqua a Hanoi - Visitare Hanoi in un giorno
Marionette sull’acqua a Hanoi

Mausoleo di Ho Chi Minh (abitazione, museo e palazzo presidenziale)

Uno dei luoghi simbolo di Hanoi è sicuramente il Mausoleo di Ho Chi Minh, il Padre della Nazione ed oggetto di venerazione da parte della quasi totalità dei vietnamiti. Interessante l’architettura che strizza l’occhio agli amici russi, imponente per celebrare la grandezza dell’opera del Patriarca. 

Mausoleo di Ho Chi Minh
Mausoleo di Ho Chi Minh

Vicino al mausoleo si trovano anche il Museo di Ho Chi Minh, dove sono raccolte per lo più fotografie ed alcune automobili presidenziali. Sempre all’interno del complesso ci sono la Casa di Ho Chi Minh, in stile orientale e dall’aspetto molto essenziale, suggestiva e ben conservata ed il Palazzo Presidenziale che è possibile ammirare dall’esterno, poiché viene aperto solo in occasioni speciali. 

Questo complesso è l’anima della città e della nazione ed è un luogo che non è possibile non vedere.

  • Indirizzo: 8 Hung Vuong, Dien Bien, Ba Dinh, Ha Noi 100000, Vietnam
  • Aperto martedì, mercoledì, giovedì dalle 8 alle 11, sabato e domenica dalle 8 alle 11:30, lunedì e venerdì chiuso
  • Sito internet: https://www.bqllang.gov.vn/ (non c’è un sito in inglese)

Pagoda ad una sola colonna – Chua Mot Cot

Sempre nella zona centrale di Ba Dinh, a pochi passi dai precedenti monumenti e a destra del Mausoleo di Ho Chi Minh si trova la Pagoda a una sola colonna o Chua Mot Cot, Tempio buddista caro ai cittadini per le vicende storiche ed i racconti ai quali è legato. Il Tempio fu distrutto dai francesi quando fuggirono in seguito alla dichiarazione d’indipendenza del Vietnam e diventò uno dei simboli della ricostruzione.

La Pagoda ad Una Sola Colonna fu eretta nel 1049 per incarico dell’imperatore Ly Thai Tong, (1028-1054), in onore del Bodhisattva della Compassione, Quan Am, una figura femminile che in Vietnam è venerata come una Dea (in Cina il nome della stessa divinità è Guan Yin, in Thailandia Kuan Am. La costruzione vuole rappresentare simbolicamente un fiore di loto, simbolo di purezza 

Pagoda ad una sola colonna ad Hanoi Chua Mot Cot
Pagoda ad una sola colonna ad Hanoi – Chua Mot Cot

La leggenda di Ly Thai Tong

Ly Thai Tong era un Imperatore che da tempo stava aspettando la nascita di un primogenito maschio.

Una notte in sogno incontrò Quan Am, la quale gli consegnò un bambino seduto su un fiore di loto. Quando si svegliò, il re raccontò la sua storia al monaco Thien Tue, che gli consigliò di costruire una Pagoda su un unico pilastro di pietra nel mezzo di uno stagno quadrato di fiori di loto, simile a quello che aveva visto nel sogno.

Non molto tempo dopo, la regina diede alla luce un figlio. 

La Pagoda è chiamata anche Dien Huu Tu (che significa lunga benedizione) per il fatto che, prima che fosse terminata, i monaci avevano sempre pregato per la longevità del monarca girando intorno alla Pagoda. Il 10 settembre 1954, le truppe francesi distrussero la pagoda prima di ritirarsi dal Vietnam, alla fine della prima guerra in Indocina. Dopo la riconquista della capitale (10/10/1954), il Ministero della Cultura ne cominciò subito il restauro.

All’interno del tempio c’è una statua di Quan Am con molte braccia, mentre sul tetto due draghi guardano la luna. Nel giardino del Tempio si trova un albero della Bodhi Indiano, donato dal presidente Rajendra Prasad in occasione della visita del presidente Ho Chi Minh in India nel 1958.

Ogni anno qui, in occasione del Vesak, il compleanno del Buddha, vengono organizzati grandi festeggiamenti.

  • Indirizzo: pho P. Chua Mot Cot, Doi Can, Ba Dinh, Ha Noi 100000, Vietnam
  • Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 18
heymondo 10 lungo

Cittadella Imperiale

La Cittadella Imperiale di Thang Long è piccolo complesso dell’epoca imperiale costruita sui resti di una fortezza cinese risalente al VII secolo. Fu recuperata per la prima volta nell’XI secolo dai vietnamiti della dinastia Ly e, fra alterne fortune, rimase la sede della corte reale vietnamita fino a quando la capitale fu trasferita a Hué nel 1810.

Nel 2010 l’UNESCO ha inserito la Cittadella imperiale di Thang Long nella lista dei patrimoni mondiali in quanto testimonianza di una cultura del Sud-est asiatico unica nel suo genere, influenzata dall’antica Cina a nord e dall’antico regno di Champa a sud.

La maggior parte degli edifici che si possono visitare oggi, tuttavia, hanno una storia più recente. Infatti, dopo l’abbandono, il Palazzo Reale cadde in rovina fino all’arrivo dei francesi nel 1896. Molte parti furono quindi demolite dai colonizzatori per dare spazio a nuovi edifici, lasciando invece intatta la Torre della Bandiera di Hanoi, la porta Doan Mon, ingresso meridionale del Palazzo Reale e il Palazzo della Principessa.

Nel 1965, durante il conflitto con gli Stati Uniti, sotto la Cittadella fu costruita una rete di bunker dei quali il più importante è conosciuto come Bunker D67, che divenne un famoso centro di comando. Abbandonato nel 1975 oggi è possibile nuovamente visitarlo, dopo la riapertura al pubblico nel 2017.

  • Indirizzo: 19C Hoang Dieu, Dien Bien, Ba Dinh, Ha Noi 100000, Vietnam
  • Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17
  • Sito internet: https://www.hoangthanhthanglong.com/

Tempio della Letteratura

Il complesso comprende due monumenti diversi: Van Mieu, il Tempio della Letteratura e Quoc Tu Giam, l’Accademia Imperiale, mete imperdibili, che esprimono il forte legame del Vietnam con la visione del mondo confuciana. 

La disposizione del tempio ricalca quello costruito nel luogo di nascita di Confucio, con lunghi viali e cinque cortili interni, che rappresentano i cinque elementi derivati dalla tradizione cinese: metallo, legno, acqua, fuoco e terra.

Mappa del Tempio della Letteratura ad Hanoi - Van Mieu - Quoc Tu Giam-2
Mappa del Tempio della Letteratura ad Hanoi – Van Mieu – Quoc Tu Giam

Il cancello principale si apre su tre percorsi, dei quali il centrale era riservato al monarca, quello di sinistra per i mandarini amministrativi e quello di destra per i militari. 

I primi due cortili sono zone tranquille con alberi secolari e prati curati, dove gli studiosi si rilassavano lontano dal trambusto del mondo esterno.

Il terzo cortile è il Cortile della Conoscenza. Dal 1484, su ordine dell’imperatore Ly Thanh Tong, in questo cortile, furono erette stele per registrare i nomi, i luoghi di nascita ed i successi degli studenti che si erano diplomati durante l’anno. Delle originarie 116 stele, solo 82 rimangono in piedi, quasi tutte posizionate su piedistalli a forma di tartaruga, ritenuto un animale sacro.

Durante il periodo 1945-1954, i francesi demolirono, infatti, parti del tempio per fare spazio ai malati e ai feriti poiché gli ospedali erano pieni a causa della guerra. 

Questo cortile, con la Porta delle Pleiadi e la grande vasca Thien Quang, Pozzo della Chiarezza Celeste, figura oggi sulle banconote da 100.000 dong (vedi foto).

Porta delle Pleiadi al Tempio della Letteratura - Cortile della Conoscenza
La Porta delle Pleiadi al Tempio della Letteratura e il Cortile della Conoscenza

Per accedere al quarto cortile si passa attraverso la Porta del Successo. Solo chi aveva terminato con successo gli studi poteva farlo, gli altri dovevano passare attraverso le porte laterali. Il cortile è protetto da uno Nghe, un animale immaginario metà cane e metà leone, che valuta la buona volontà di chi entra lasciando passare solo le anime buone a pregare nel Tempio.

Qui si arriva alla sala di preghiera, dove la gente si reca con doni, veri o simbolici, come cibo, soldi, bevande, anche alcoliche, da donare ai santi e agli antenati. Alla fine della preghiera i doni verranno consumati per buona sorte o donati ai poveri.

Avanzando ulteriormente si arriva al Santuario vero e proprio con le cinque statue principali. Confucio sta al centro in posizione di pace, attorniato dai quattro discepoli che lo hanno aiutato a diffondere la dottrina.

Il sito storico ospita anche l’Accademia Imperiale Quoc Tu Giam, la prima università nazionale del Vietnam. La scuola fu fondata nel 1076 all’interno del tempio durante il regno di Ly Nhan Tong per le classi elitarie del regno (i cd. Mandarini). L’università rimase aperta dal 1076 al 1779, poi, nel 1802, i monarchi della dinastia Nguyen fondarono una nuova accademia imperiale a Hue, dove avevano da poco trasferito la capitale.

In origine l’ammissione all’università era riservata esclusivamente ai rampolli delle famiglie nobili, ma dopo il 1442 l’accesso agli studi fu concesso anche ai soggetti più meritevoli delle classi meno abbienti.

All’interno del Tempio ancora oggi alcuni artisti calligrafi dipingono gli ideogrammi di buon auspicio per gli studenti, le famiglie e, ovviamente i turisti. 

  • Indirizzo: 58 P. Quoc Tu Giam, Van Mieu, Dong Da, Ha Noi 100000, Vietnam 
  • Apertura: tutti i giorni dalle 8 alle 17
  • Sito internet https://vanmieu.gov.vn/
Calligrafo al Tempio della Letteratura di Hanoi
Calligrafo al Tempio della Letteratura di Hanoi

Museo delle donne Vietnamite

Come già a Saigon, anche qui troviamo il Museo delle Donne Vietnamite. In questo museo vengono celebrate eroine e donne comuni che con il loro lavoro, coraggio ed abnegazione hanno contribuito a rendere un servizio di valore inestimabile al Vietnam.

Il museo espone oggetti di vita quotidiana, beni culturali, oggetti artistici e devozionali legati agli usi ed alle credenze delle diverse comunità che popolano il paese. Ovviamente non mancano le celebrazioni di alcune importanti donne combattenti nelle due Guerre di Indocina. 

  • Indirizzo: 36 P. Ly Thuong Kiet, Hang Bai, Hoan Kiem, Ha Noi, Vietnam
  • Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17
  • sito internet: https://baotangphunu.org.vn/en/home/
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Lago di Hoan Kiem o della Spada Restituita

Il Lago di Hoan Kiem o Lago della Spada Restituita, è un tranquillo ed affollato specchio d’acqua punteggiato da piccoli edifici storici. Il lago si trova al centro della città e divide il quartiere antico dal quartiere francese. 

Un tempo era chiamato il lago dell’Acqua Verde, mentre il nuovo nome gli venne dato dopo il 1428. In quel tempo il Vietnam era stato invaso e conquistato dagli imperatori cinesi e un generale, di nome Le Loi, aveva cercato di portare a termine una rivolta, ma era stato sconfitto. 

📌Nota

Un giorno un pescatore di umili origini, di nome Le Thanh, pescò nel lago una grande spada di ferro e capì subito che la spada rappresentava un segno del destino. Donò allora la spada al generale Le Loi che divenne così invincibile, liberò il Vietnam dall’invasore e divenne il nuovo re.
Un po’ di tempo dopo la liberazione del paese, mentre il Generale, ora Re camminava sulle rive del lago, gli apparve la Tartaruga d’Oro Kim Quy, messaggera del Maestro, Lac Long Quan, il mitico antenato del popolo vietnamita, Imperatore delle Acque.
La Tartaruga lo pregò di restituire la spada magica, visto che il paese ora era in pace e lui non ne aveva più bisogno.
Il Re restituì la spada ed il lago prese il nome da quell’evento. 

In altre versioni è la Tartaruga d’Oro a consegnare la spada a Le Loi, ma il resto della leggenda non è differente.

Per moltissimi anni il lago è stato effettivamente popolato da una specie particolare di tartarughe giganti, considerate un portafortuna da tutti gli abitanti di Hanoi.

Di questa specie sopravvivono solo quattro esemplari, di cui due in Cina e due ad Hanoi, uno nel lago Dong Mo e l’altro nel lago Xuan Khanh. L’ultimo esemplare della specie Rafetus swinhoei che ha vissuto nel lago Hoan Kiem è morto nel 2016 (fonte VNExpress) ed il corpo, insieme ad un altro esemplare morto nel 1967, è stato imbalsamato ed è conservato in una struttura del Tempio della Montagna di Giada.

Alcuni vietnamiti raccontano che nel lago ci sia ancora una tartaruga e che vederla sia di buon auspicio.

  • Indirizzo: Hang Trong, Hoan Kiem, Hanoi, Vietnam 
Lago Hoan Kiem o della Spada Restituita ad Hanoi
Lago Hoan Kiem o della Spada Restituita ad Hanoi

Tempio della Montagna di Giada

Sul lato nord del lago si trova l’isola di Giada, così chiamata perché sempre ricoperta da piante rigogliose. Sull’isola troviamo il Tempio della Montagna di Giada – Ngoc Son, realizzato in onore del Generale Tran Hung Dao e delle sue truppe che difesero il paese dalle invasioni delle orde mongole del Kubilai Khan nel XIII secolo.

Il tempio fu costruito inizialmente per essere un Tempio Taoista, ma nel corso dei secoli le varie ristrutturazioni ne hanno in parte modificato la struttura ed i contenuti portandolo a diventare un Tempio animista, senza peraltro abbandonare completamente la destinazione originale.

La struttura è realizzata in tipico stile cinese ed al suo interno, in tre stanze, sono collocati altari e piccoli santuari dei quali l’ultimo dedicato al Generale, oltre ad una collezione di ceramiche ed altri oggetti antichi.

In una delle sale adiacenti, in alcune teche di vetro, si trovano gli esemplari delle tartarughe del lago, imbalsamate e venerate come si fa con gli antenati.

Per accedere al tempio si attraversa il celebre e sempre affollatissimo ponte dipinto di rosso, il Ponte del Sole Nascente – Cau The Huc, che di sera si illumina a festa e rallegra il paesaggio cittadino.

  • Indirizzo: P. Dinh Tien Hoang, Hang Trong, Hoan Kiem, Ha Noi 100000, Vietnam
  • Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 18
Tempio della Montagna di Giada
Tempio della Montagna di Giada – Interno

Torre della Tartaruga

La Torre della Tartaruga si trova al centro del lago Hoan Kiem. Il luogo era storicamente utilizzato dai pescatori, ma già nel XV secolo fu costruita una prima torre per agevolare le battute di pesca del Re. 

Col succedersi delle varie dinastie, la torre subì demolizioni e restauri, sostituita anche da un tempio che poi nel XVIII secolo scomparve.

Durante l’occupazione francese, 1886 un musicista che lavorava in segreto per gli invasori francesi, fece costruire la torre in memoria di Le Loi e in ossequio alla leggenda della Tartaruga, ma progettando in segreto di farne un mausoleo per il padre defunto. Il piano fu scoperto e la salma del padre rimossa, ma la torre rimase.

Nel 1890, i francesi posizionarono in cima alla torre una miniatura della Statua della Libertà, che fu rimossa poi nel 1945 dal governo del Vietnam libero.

  • Indirizzo: Hang Trong, Hoan Kiem, Hanoi, Vietnam
Leggi anche : Viaggio in Vietnam: cosa fare prima di partire e cosa mettere in valigia

Quartiere Vecchio

Il Quartiere Vecchio si trova a nord del Lago Hoan Kiem ed è indicativamente racchiuso fra le vie Hang Bo e Cau Go lungo l’asse nord-sud e le vie Hang Be e Thuoc Bac lungo l’asse est-ovest. Un quartiere tradizionale dove lo stile di vita si mantiene colorato ed originale, compatibilmente con quella che è l’inarrestabile strada della modernizzazione.

Oltre a visitare le case ed i negozi storici, quello che si può fare per prendersela un po’ comoda e fare una cosa godibilmente (il termine esiste!) turistica: un giro in risciò* per osservare in tranquillità, la vita quotidiana, fermarsi ad un bar per gustare il caffè vietnamita con l’uovo e scattare qualche fotografia indisturbati.

  • Indirizzo di riferimento: 99 P. Hang Gai, Hang Gai, Hoan Kiem, Ha Noi 10000, Vietnam
  • Aperto sempre
🐼 Le Meditazioni del Panda dal Tempio di BambùScopri di più su questa rubrica

Quando il tempo non è abbastanza, forse stai facendo troppo. Fermati a mangiare un piatto di ravioli!

— Wo

Qualunque itinerario scegliate godetevi questa cittadina senza fretta e cercate di coglierne lo spirito rilassato, al di là di quello che visitate.

Esplorare Hanoi in 1 giorno: estensione “explorer”

In aggiunta al percorso precedente, per chi ha tempo e si sente più “esploratore”, consiglio di visitare Train Street e magari assaggiare il famoso caffè vietnamita in uno dei baretti (piccoli bar) che si affacciano sulla ferrovia. Si può continuare la visita esplorando un’area più ampia nel Quartiere Vecchio ed i templi di Quan Tanh e Tran Quoc, e con l’occasione vedere anche il Lago Settentrionale.

Train Street

Una delle attrazioni turistiche più gettonate della capitale è stata e rimane Train Street. Qui è possibile vedere il treno sfrecciare per la stretta viuzza, mentre i locali e le persone si affrettano a ritirare tavolini e tende, per far passare il treno che sfiora le case ed i passanti.

Purtroppo, nel tempo si sono registrati diversi incidenti dovuti ad incauti turisti e per questo le autorità hanno più volte chiuso e riaperto la strada con regole sempre più severe. Nel 2026 l’accesso resta possibile solo attraverso i pochi bar autorizzati che si affacciano sui binari nel tratto storico del Quartiere Vecchio: dal marzo 2025 i tour organizzati di gruppo sono vietati e si entra solo come cliente di uno di questi locali, di solito consumando qualcosa al tavolo mentre si aspetta il passaggio del treno. Gli ingressi principali sono spesso presidiati dalla polizia, che allontana chi prova ad accedere senza passare da un locale autorizzato: le regole possono cambiare da un giorno all’altro, quindi conviene informarsi sul posto prima di incamminarsi verso i binari.

Attenzione: fate quello che dicono i proprietari dei locali, perché si rischia veramente la vita.

Il punto che ho visitato si trova sulla mia mappa, altri luoghi dai quali è possibile accedere alla ferrovia in mezzo alle case sono il vicolo 224 su Le Duan street, e il 5 su Tran Phu street, e la sezione di via Phung Hung.

Train Street Hanoi
Train Street ad Hanoi

Tempio di Tran Quoc

Il Tempio di Tran Quoc risale al Vi secolo ed è il più antico Tempio buddista della città.

Originariamente il tempio si trovava sul Fiume Rosso, tuttavia, a causa delle frequenti inondazioni, nel 1615 il tempio fu ricostruito nell’isolotto di Kim Ngu, in prossimità della sponda sud-orientale del Lago Settentrionale, dove si trova tutt’oggi.

La costruzione più rilevante è sicuramente la Pagoda ad 11 piani, di costruzione recente, oltre ai numerosi Stupa dove sono sepolti i monaci più meritevoli.

All’interno del Tempio, oltre alle figure dei vari Buddha della tradizione buddista Mahayana e a varie figure di Bodhisattva, si trovano rappresentazioni di antiche dee ancestrali oltre ad altari dedicati alla venerazione dei defunti. Tutte queste credenze e religioni convivono in questo spazio in deliziosa armonia.

Il luogo è molto frequentato sia dai turisti che dai locali; quindi, un po’ di affollamento è normale, se volete visitarla con più calma, le prime ore del mattino possono essere le migliori.

  • Indirizzo: 46 Đ. Thanh Nien, Truc Bach, Tay Ho, Ha Noi, Vietnam
  • Aperto tutti i giorni dalle 07:30 alle 11:30 e dalle 13:30 alle 17:30

Tempio di Quan Thanh *

Si dice che il tempio di Quan Thanh sia stato fondato durante il regno dell’imperatore Ly Thai To (1010-1028) e dedicato a Tran Vu (Xuanwu in cinese), divinità del nord e dell’inverno nel taoismo, i cui simboli di potere sono il serpente e la tartaruga. 

È uno dei Quattro Templi Sacri che furono costruiti in direzione dei quattro punti cardinali per proteggere la capitale dagli spiriti maligni. Quan Thanh protegge dal nord, mentre gli altri tre templi proteggono dalle altre direzioni: Bach Ma da est, Kim Liem da sud e Than Linh Lang da ovest. Ad Hanoi c’è anche un secondo tempio Tran Vu, a testimonianza dell’importanza di questa figura. Si trova nel distretto di Gia Lam ed ospita una statua della divinità di 9 tonnellate. 

  • Indirizzo: D. Thanh Nien, Quan Thanh, Ba Dinh, Ha Noi 118810, Vietnam
  • Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17

Mappa di Hanoi

Hanoi: mezzi di trasporto

L’area interessata da questo itinerario è piuttosto contenuta. Si può andare ovunque a piedi ma poiché il tempo è molto limitato si possono di compiere alcune tratte in taxi.

Dove alloggiare a Hanoi

Per una visita a Hanoi di un solo giorno è consigliato soggiornare in centro. Questa è infatti la soluzione più pratica e più conveniente sotto ogni punto di vista. 

Un hotel che ho provato e che consiglio con un budget medio alto è The Ann Hanoi Hotel (prenotate una camera ai piani alti). E’ un quattro stelle situato a soli 700 metri dal quartiere storico della città, ed ha una piscina all’aperto, un ristorante e un bar. Per budget più limitati c’è, ad esempio, il Hanoi Chic Boutique Hotel, sempre in ottima posizione.

Proposte di Viaggio

Questa città può essere visitata con un tour individuale, come quelli che propongo qui di seguito:

  • Vietnam Classico*, tour individuale con guida in italiano: un’introduzione al Vietnam per chi tempo e budget limitato, che vi darà comunque modo di innamorarvi del paese.
  • Vietnam Signature*, per chi ha un po’ più di tempo ed un budget più elevato. Viaggio individuale con guida in italiano per tutti coloro che vogliono farsi un’idea più approfondita di questo fantastico paese.
  • Tour di gruppo del Vietnam*, con partenze fisse e durate da 9 a 11 giorni.

Servizi prenotabili online

Trasferimenti dall’Aeroporto* di Noi Bai a Hanoi

Trasferimento dall’aeroporto in Van privato* per piccoli gruppi

Faq Hanoi

Quanti giorni servono per visitare Hanoi

Hanoi può essere visitata in un giorno, ma due giorni è il periodo ottimale per godere delle bellezze della città.

Qual è il periodo migliore per visitare Hanoi?

Hanoi può essere visitata tutto l’anno, i periodi migliori sono aprile e maggio, ma soprattutto da novembre a febbraio, quando le temperature sono più fresche.

Cosa si può fare la sera ad Hanoi?

Ad Hanoi uno degli intrattenimenti classici è il teatro di marionette sull’acqua*. In alternativa o in aggiunta, di sera è possibile passeggiare nei pressi del lago della Spada Restituita o nel quartiere vecchio. Hanoi è anche ricca di pub e locali dove passare la serata in allegria sorseggiando un drink.

Cosa vuol dire Hanoi?

Hanoi significa città sull’ansa del fiume, per il fatto che si trova sulle rive del Fiume Rosso.

Fonti più rilevanti

  • Torre della Tartaruga – Wikipedia – Ansa
  • Tan Vu Wikipedia
  • Quan Tanh Wikipedia
  • Quan Am Mylinh Shattan

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

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Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

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Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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  • Le Correnti del Buddismo nel Sud Est Asiatico e oltre – Ultima Modifica 25/11/2024
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Pubblicato: 04/06/2023
Correnti principali del buddismo - monaci buddisti in Cambogia

Le Correnti del Buddismo nel Sud Est Asiatico e oltre

di Max Pubblicato: 31/05/2023
Indocina Scritto da Max

Una semplice panoramica sulle diverse correnti del Buddismo (in preparazione ad un viaggio)

Perché parlo di correnti del Buddismo? Per chi lo guarda dall’esterno, il Buddismo potrebbe sembrare uguale in tutto il mondo, ma in realtà coesistono molte scuole di pensiero.

In Asia ce ne sono diverse ed in Asia orientale le più diffuse sono le scuole Theravada, Mahayana e Vajrayana. Quando si prepara un viaggio nel sudest asiatico, comprendere queste differenze può essere utile per apprezzare e comprendere meglio le persone e le opere artistiche dei vari paesi. 

Non pretendo di fare un trattato, ma l’articolo sulle correnti del Buddismo è inteso a scopo puramente informativo per i viaggiatori. Le informazioni riportate sono generali e vanno approfondite, se l’intento è quello religioso.

Le suddivisioni sono proposte in questo articolo, lungi dall’essere esaustive, forniscono solo un primo approccio, nell’ottica di informazione e non di un approfondimento religioso, non è questa la sede.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Indice

  • Una semplice panoramica sulle diverse correnti del Buddismo (in preparazione ad un viaggio)
  • Varie versioni della stessa storia del Buddha
  • Buddismo Theravada
    • Un sentiero comune, ma percorso singolarmente
    • Il Canone Pali
  • Buddismo Mahayana
    • I Bodhisattva
    • Chiunque può essere Bodhisattva
  • Buddismo Vajrayana
    • I Mantra
    • I Mandala
  • Fonti e approfondimenti sulle correnti del Buddismo
  • Per saperne di più sull’Indocina

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Varie versioni della stessa storia del Buddha

Ciascuna delle scuole del Buddismo, pur attenendosi ad una dottrina di fondo, basano i loro insegnamenti su documenti che hanno origine in luoghi e periodi storici differenti. Le diverse versioni delle scritture riguardanti la vita del Buddha ed i suoi insegnamenti non devono essere considerate in termini storici e, anche se differenti in alcuni punti, non possono essere considerate contraddittorie. Ogni presentazione è stata scritta in un contesto diverso che mira a fornire insegnamenti specifici, più che avere lo scopo di narrare una verità storica dimostrabile. In questo senso vanno interpretati i vari canoni e questo è anche il motivo dell’esistenza di diverse correnti, che fanno riferimento a testi e tradizioni differenti.

Vinh Trang Pagoda figura del Buddha 100
Vinh Trang Pagoda figura del Buddha 100

Buddismo Theravada

Il Buddismo Theravada – che tradotto in senso letterale significa scuola degli anziani – rappresenta una delle interpretazioni più antiche della dottrina buddista.

È l’evoluzione della scuola di buddismo Hinayana (un termine coniato dai buddisti Mahayana in senso dispregiativo ed oggi poco usato) ed è considerata la più antica e più ortodossa forma di buddismo. 

È la scuola sopravvissuta più o meno intatta dal periodo dei 500 Anziani che seguirono la tradizione della prima Sangha o Comunità Monastica Buddista. Il Buddismo Theravada non ha una struttura gerarchica così come intesa nelle altre religioni, anche se, nella Sangha, l’anzianità viene tenuta in considerazione e rispettata.

L’obiettivo di ogni persona nel Buddismo Theravada è quello di divenire un Arhat o Arahant, ovvero di ottenere l’illuminazione sulla vera natura dell’esistenza e con questo raggiungere il Nirvana e non rinascere. Questa scuola sostiene che ogni persona che persegue questo fine passare attraverso tre stadi prima di rinascere in paradiso come Arhat, rendendo di fatto la salvezza un obiettivo strettamente personale. 

Un sentiero comune, ma percorso singolarmente

Ognuno percorre un unico sentiero della salvezza singolarmente ed i progressi dipendono esclusivamente dall’individuo. Questa visione porta in sé un insegnamento morale: la vita non è una serie di fatalità, ma dipende in gran parte dalle proprie azioni. 

In questa forma di buddismo anche la pratica quotidiana diventa individuale, e ad eccezione delle giornate Sacre e delle festività Buddiste, ognuno visita i templi quando ne sente la necessità.

La scuola prende come testo di riferimento il Canone Pali, un insieme di regole scritte in lingua Pali, che è la lingua con la quale si ritiene si sia espresso il Buddha durante i suoi insegnamenti.

Pagoda Wat Phnom - Phnom Penh - Cambogia
Interno della Pagoda Wat Phnom – Phnom Penh – Cambogia

Il Canone Pali

Il canone Pali fu compilato durante il terzo concilio tenutosi durante il regno di Ashoka (circa due secoli dopo la morte del Buddha), sovrano indiano del III secolo a.C. che contribuì in modo decisivo alla diffusione del Buddismo in India. Quello che è giunto ai giorni nostri pare che sia stato oggetto di aggiunte o rimaneggiamenti parziali in epoche successive e gli storici ritengono che non sia del tutto coerente con gli insegnamenti del Buddha storico. 

La diffusione capillare della scuola Theravada nello Sri Lanka e nel Sud-est asiatico si deve principalmente al sovrano singalese Parakkamabahu I che, nel 1164, costrinse tutti i monaci buddisti a uniformare le dottrine a quelle insegnate dal monastero di Anuradhapura, su suggerimento del monaco Theravada Mahākassapa, che divenne successivamente capo dell’ordine monastico.

Questa corrente del buddismo è la religione ufficiale dello Sri Lanka, della Birmania, della Thailandia, del Laos e della Cambogia.

Buddismo Mahayana

Il Buddismo Mahayana o del Grande Veicolo (Maha = grande e Yana = veicolo), fu quella che si diffuse in India nel corso del primo secolo a.C. 

Gli insegnamenti di questa scuola possono essere trasmessi in forme diverse e adattati ad ogni tipo di persona, quale che sia la sua cultura e la sua sensibilità.

Mentre il Buddismo Theravada rappresenta il Buddha storico come una figura terrena, venuto sulla terra per diffondere un insegnamento di verità il Buddismo Mahayana fa assurgere il Buddha alla manifestazione terrestre di un Buddha celestiale.

Vinh Trang Pagoda figura del Buddha 103
Vinh Trang Pagoda figura del Buddha 103
Leggi anche: Viaggio in Vietnam: cosa fare prima di partire e cosa mettere in valigia

I Bodhisattva

Questa corrente del Buddismo propone la figura del Bodhisattva come una chiave per la salvezza universale. 

I Bodhisattva sono considerati manifestazioni del Buddha eterno, e sono oggetto di culto specialmente nell’est dell’Asia. Il più popolare di questi Bodhisattva fu Avalokiteshvara, il Buddha della Compassione, manifestazione di Amithaba che sorveglia il mondo dalla partenza del Buddha originale fino alla comparsa di Maitreya, il Buddha futuro e creatore dei quattro mondi. In Cina e in Giappone a volte è rappresentato in forma femminile, mentre nel buddismo tibetano si ritiene che si rincarni in ciascun Dalai Lama per poter preservare gli insegnamenti del Buddha.

Nel Buddismo Mahayana il Bodhisattva rinuncia nell’immediato ad ottenere il Nirvana per poter aiutare gli altri nell’illuminazione, in contrapposizione all’Arath Theravada che consegue l’illuminazione per se stesso. 

Il cammino dell’illuminazione è ispirato dalla Grande Compassione che collega in maniera indissolubile l’illuminazione individuale a quella degli altri. L’obiettivo del Bodhisattva è quella di arrivare ad essere simile al Buddha originale ed aiutare tutti gli esseri.

Chiunque può essere Bodhisattva

Secondo la corrente Mahayana, chiunque può essere Bodhisattva, perché l’Illuminazione può essere raggiunta da qualsiasi essere senziente, un concetto che dà la possibilità di accedere all’illuminazione sia ai monaci che ai laici e rendendola più a misura d’uomo.

I Sacri Testi sono raccolti oggigiorno nel Canone cinese e nel Canone tibetano, in base alle lingue con cui sono riportati. Esistono anche altre opere integrali in altre lingue originali come il sanscrito e diversi frammenti in altre lingue rinvenuti in varie parti d’Asia.

Secondo la tradizione Mahayana molti di questi Sutra furono predicati dallo stesso Buddha Sakyamuni, anche se le tradizioni mahayana stesse contraddicono queste affermazioni. La tradizione vuole, infatti, che questi Sutra fossero stati trasmessi dal Buddha solo a dei bodhisattva che li nascosero per centinaia di anni, facendoli riaffiorare solo nei primi secoli della nostra Era. 

I Testi Sacri di maggiore rilevanza sono il Sutra del Loto, Il Sutra della Ghirlanda fiorita, il Sutra del Diamante, il Sutra del Cuore ed i vari Sutra della perfezione e della Conoscenza in varie declinazioni. 

Monaci buddisti intenti alla vestizione
Monaci buddisti intenti alla vestizione

Buddismo Vajrayana

La terza grande corrente del Buddismo è la scuola Vajrayana, il veicolo del Diamante o Buddismo Tantrico, che si sviluppò in India nel corso VI-VII secolo d.C.

Questa scuola consiste in un sincretismo tra alcune dottrine induiste ispirate al tantrismo e fondate anche su pratiche sciamaniche, con il Buddismo Mahayana. 

Nonostante i testi sacri della scuola Vajrayana, secondo gli storici, si siano sviluppati a partire dal VI secolo, è possibile che si basino su tradizioni orali precedenti e per questo motivo i Buddisti di questa scuola ritengono questi insegnamenti assolutamente ortodossi. 

Differentemente dalla scuola Mahayana, nella quale l’illuminazione può essere raggiunta esclusivamente grazie ad una vita condotta con rettitudine e con azioni, la dottrina Vajrayana utilizza anche tecniche di purificazione a livello fisico ed energetico, che consentono di raggiungere l’illuminazione in questa stessa vita 

I Mantra

Una delle tecniche tantriche più utilizzate è il Mantra: recitare frasi ripetute in modo sistematico e ritmato è un metodo utilizzato nella pratica buddista per infondere calma e generare uno stato mentale ed emotivo positivo. Si recitano i Mantra perché la mente sia più compassionevole, più aperta alla comprensione si acquisisca una maggiore lucidità. 

Monaco in Cambogia
Monaco in Cambogia

I Mandala

Un’altra tecnica tantrica è quella della costruzione dei Mandala. I Mandala sono dei simboli spirituali, misconosciuti in Occidente e visti semplicemente come disegni realizzati con figure geometriche. Da un punto di vista spirituale non si tratta soltanto di una semplice forma d’arte, i Mandala aiutano l’individuo nella gestione dello stress, calmano la mente, incrementano la consapevolezza e migliorano la concentrazione, il tutto per raggiungere più velocemente l’illuminazione

Il Buddismo Vajrayana è particolarmente diffuso in Tibet e Giappone.

Fonti e approfondimenti sulle correnti del Buddismo

  • Tipi di buddismo – La mente meravigliosa
  • Che differenza c’è tra Hynayana, Mahayana e Vayrayana Liber Rebil
  • The Eight Auspicious Symbols of Buddhism. Explore Tibet
  • Mandala – Wikipedia
  • Tibetan Buddhist Encyclopedia https://www.tibetanbuddhistencyclopedia.com
  • Buddhist offering https://en.wikipedia.org/wiki/Offering_(Buddhism)

Per saperne di più sull’Indocina

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Pubblicato: 31/05/2023
come comportarsi in un tempio buddista - immafine di copertina

Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli

di Max Pubblicato: 27/05/2023
Indocina Scritto da Max

Le 7 regole da conoscere (e i comportamenti da evitare) se visiti un Tempio buddista nel Sud-est Asiatico

Durante un viaggio nel sud-est asiatico prima o poi capita a tutti di visitare un Tempio buddista o una Pagoda. Questi luoghi sono, infatti, una fonte di ispirazione sia per la gente del luogo che per i visitatori.

I monumenti religiosi sono fra i monumenti più frequentati in ogni paese e se da una parte ci sono fedeli che cercano raccoglimento e spiritualità, dall’altra ci sono turisti, attratti, invece, della bellezza e dalla particolarità dei luoghi.

Quando culture, interessi e sensibilità differenti si trovano ad occupare lo stesso spazio fisico, si possono, però, creare situazioni di attrito o conflitti che sarebbe meglio evitare.

Seguire poche regole, semplici da ricordare e da mettere in atto vi permetterà di sentirvi sempre i benvenuti ed essere ripagati con sorrisi e cordialità.

Quanto esposto di seguito è utile per chi vuole visitare un Tempio buddista nel sud-est asiatico: Cambogia, Laos, Thailandia, Myanmar ed in parte anche per il Vietnam. In altri paesi le consuetudini potrebbero essere differenti.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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  • Le 7 regole da conoscere (e i comportamenti da evitare) se visiti un Tempio buddista nel Sud-est Asiatico
  • Quando visitare i templi buddisti
  • Fotografare in un Tempio Buddista
  • Come comportarsi all’interno dei Templi
    • 1. Togliete le scarpe
    • 2. Il Saluto
    • 3. Vestitevi in modo appropriato
    • 4. Mostrate rispetto (valido in ogni parte del mondo)
    • 5. Non toccate le statue del Buddha
    • 6. Non puntate il dito
    • 7. Alzatevi per mostrare rispetto
  • Interazione con i monaci quando visitate un Tempio buddista
    • Non mangiare quando ci sono i monaci
    • Il linguaggio del corpo
    • Usate sempre la mano destra
    • Donne e monaci
  • Altre regole utili dentro e fuori dai Templi Buddisti
  • Bruciare gli incensi
  • Ottenere le benedizioni dai monaci
  • Come e cosa donare
  • Faq Tempio buddista regole generali
    • Come ci si deve vestire per visitare un Tempio Buddista?
    • Con quale piede si entra in un Tempio buddista?
    • Posso fare fotografie in un Tempio Buddista?
    • E’ obbligatorio togliere le scarpe prima di visitare un Tempio buddista?
  • Per saperne di più sull’Indocina

Quando visitare i templi buddisti

Il momento migliore per visitare un Tempio buddista è la mattina presto (subito dopo l’alba) quando la temperatura è ancora fresca e i monaci stanno tornando dalla raccolta delle elemosine. Visitare i Templi in altri momenti è sempre possibile, fate attenzione a non disturbare le attività quotidiane dei monaci.

Visitare un tempio buddista o una pagoda nel sud-est asiatico - Monaco buddista in Cambogia
Monaco buddista in Cambogia

Fotografare in un Tempio Buddista

In genere nessuno si lamenta delle fotografie, a meno che sia espressamente vietato, ma non dimenticate che un Tempio non è un set fotografico e che i monaci non sono attori alle vostre dipendenze. 

La parola d’ordine è discrezione… e tutto andrà per il meglio!

Come comportarsi all’interno dei Templi

Qui di seguito le regole basilari sul comportamento all’interno di un Tempio Buddista, ma se adotterete le stesse regole anche negli altri templi, in linea generale andranno comunque bene.

1. Togliete le scarpe

Prima ancora di entrare a visitare un Tempio buddista, ecco la prima regola importante.

In quasi tutti i luoghi di culto è richiesto di entrare scalzi. Dovete togliere le scarpe e lasciarle fuori dall’area di culto. Potete vedere dove lasciare le scarpe seguendo quello che fanno gli abitanti del luogo. Se non potete proprio farcela ad andare a piedi nudi, in genere è permesso tenere le calze: se non le indossate, programmate di averle nello zaino o nella borsa. In alcuni paesi come il Myanmar, non è solo un’indicazione, ma si tratta di una vera e propria legge e violandola potreste passare dei guai. Attenzione!

Leggete anche: I simboli Buddisti, esempi e significati
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2. Il Saluto

Il saluto tradizionale per un monaco è quello a mani giunte, in un gesto che noi definiremmo di preghiera, con un cenno delle mani e del capo appena percettibile. 

Questo gesto in Thailandia è conosciuto come Wai ed in Cambogia come Sampeah o Som Pas.

I fedeli di solito, per portare rispetto ai monaci ed alle rappresentazioni del Buddha, portano le mani all’altezza della fronte ed abbassano il capo.

Inoltre, se il gesto è rivolto ad un’immagine sacra, spesso le persone tengono fra le mani alcuni bastoncini d’incenso accesi e muovono le mani giunte verso il basso tre volte.

In generale più le mani sono tenute in alto e più il capo è chinato, maggiore è il rispetto mostrato. 

Ricordatevi però che non sempre è appropriato mostrare troppo rispetto, questo va dimostrato solo nei confronti di monaci, immagini sacre o persone importanti.

Nelle altre occasioni un gesto meno cerimonioso è più appropriato.

3. Vestitevi in modo appropriato

Visitare un Tempio buddista: cosa fare e cosa non fare in un tempio o una pagoda buddista nel sud est asiatico.
Monaco buddista in Cambogia

L’abbigliamento è sempre un tasto dolente. Coprire braccia e gambe è un obbligo per chi vuole visitare un Tempio buddista, ma è anche la regola più ignorata dai turisti, soprattutto dalle donne. L’abbigliamento consono ad un Tempio prevede che le spalle siano coperte e che gonne o pantaloncini arrivino almeno fin sotto il ginocchio.

I siti più turistici in genere sono più tolleranti, ma mostrarsi rispettosi è sempre apprezzato. In alcuni casi invece la tolleranza è poca, quindi per evitare spiacevoli inconvenienti (considerando sempre che ci si trova in un paese straniero) meglio vestirsi con maglietta, pantaloni e gonne lunghe o portarsi un pareo per coprirsi all’occasione. Alcuni templi forniscono teli monouso o capi di abbigliamento di fortuna per consentire l’accesso, di solito dietro pagamento di un piccolo contributo o di un’offerta.

4. Mostrate rispetto (valido in ogni parte del mondo)

Il Tempio è un’area sacra, dove gli abitanti vanno a cercare una connessione con il Divino, qui come in ogni altro luogo di culto, non essere rispettosi può offendere la sensibilità delle persone.

Essenziale è il contegno. È buona regola abbassare la voce, spegnere lo smartphone o almeno togliere o abbassare la suoneria, togliere le cuffie (se non sono quelle dell’audioguida), rimuovere cappelli e berretti e non fumare o mangiare (anche evitando di masticare chewing gum).

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5. Non toccate le statue del Buddha

Le statue sono oggetto di culto e pertanto devono essere trattate con rispetto. Nessun selfie con Buddha! Non toccate le statue, non sedetevi accanto e non arrampicatevi sui piedistalli per una foto. In genere, come ho già detto, non è vietato fare fotografie, ma sarebbe buona regola chiedere prima e non fotografare i fedeli mentre stanno pregando. Uscendo allontanatevi dalla statua del Buddha prima di voltarle le spalle… sì, anche se non siete buddisti!

6. Non puntate il dito

Puntare il dito non è buona educazione. E questa regola è valida anche al di fuori del Tempio. Se ci pensate mentre lo fate, scoprirete che siamo propensi a puntare il dito più volte di quello che possiamo pensare… parlo per esperienza personale.

Indicare col dito le persone, ma anche le cose, dentro o intorno al Tempio è considerata maleducazione. Per indicare qualcuno o qualcosa, usate la mano destra con il palmo rivolto verso l’alto.

Anche i piedi hanno la loro importanza. Se vi capiterà di sedervi in un Tempio buddista non dovrete mai farlo con i piedi rivolti verso il Buddha. In genere la pianta dei piedi deve rimanere puntata verso l’uscita o almeno di lato, quindi la posizione perfetta è stare un ginocchio o con le gambe raccolte (la posizione del loto non va bene davanti al Buddha).

7. Alzatevi per mostrare rispetto

Se siete seduti ed entra un monaco o una monaca, alzatevi in segno di rispetto. Mostrate rispetto anche aspettando che abbiano finito di fare le loro offerte o incombenze prima di risedervi, in alternativa potrebbero essere loro a dirvi o a farvi capire che non è necessario.

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Interazione con i monaci quando visitate un Tempio buddista

Entrando ed uscendo da una Pagoda o da un Tempio buddista sarà inevitabile incontrare qualche monaco. I monaci sono persone normali, di solito molto cordiali ed a volte, almeno nel nostro modo di interpretare i comportamenti, un po’ stravaganti.

Immagino che chiunque, pensando ad un monaco, lo immagini concentrato sulla preghiera, in silenzio e profonda meditazione, magari seduto nella posizione del loto.

Ma la realtà spesso si discosta dal nostro immaginario. La maggior parte delle volte si incontreranno i monaci intenti a parlare i visitatori dei luoghi sacri, a dare benedizioni (magari con l’acqua come in Cambogia), ma spesso anche intenti a fare i lavori più disparati, specialmente nelle zone più remote e dove la scarsità di risorse impone che debbano badare in autonomia al Tempio.

Proprio per entrare subito in empatia con loro, bisogna approcciarsi nelle maniera più consona e ricordandosi che gli “alieni” siamo noi.

Monaco intento a lavorare alla manutenzione della Pagoda nei pressi di un villaggio galleggiante sul lago Tonlé Sap
Monaco intento a lavorare alla manutenzione della Pagoda nei pressi di un villaggio galleggiante sul lago Tonlé Sap

Non mangiare quando ci sono i monaci

I monaci non mangiano dopo mezzogiorno. Mettersi a fare uno spuntino nel Tempio è inappropriato a qualsiasi ora, ma dopo mezzogiorno è inopportuno ovunque, se siete in compagnia di un monaco. Se proprio avete fame allontanatevi.

Il linguaggio del corpo

Essere consapevoli del proprio corpo è difficile, ma non impossibile, fate attenzione quindi a come vi muovete e a cosa fate. In occidente questo aspetto del comportamento è sottovalutato, ma le posizioni che si assumono sono importanti e simboliche. Se un monaco è seduto, ponetevi al suo stesso livello prima di cominciare una conversazione: sedetevi anche voi. Fate però attenzione a non sedervi più in alto. Questo atteggiamento nel linguaggio del corpo viene interpretato come una ostentazione di superiorità.

Inoltre, come ho già detto per le statue del Buddha, non rivolgete mai le piante dei piedi verso il vostro interlocutore.

Leggi anche: Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano

Usate sempre la mano destra

Quando prendete o consegnate qualcosa ad un monaco usate sempre la mano destra, eventualmente la sinistra reggerà il polso della mano destra, in segno di rispetto.

Anche usare entrambe le mani va bene.

Donne e monaci

Nelle pagode, nei templi e anche al di fuori, le donne non dovrebbero mai toccare o dare nulla a un monaco. Quando capita che una donna tocchi inavvertitamente un monaco o il suo vestito, questo dovrà digiunare ed eseguire un rituale di pulizia.

Per quanto riguarda le donazioni, spesso le donne consegnano i loro doni a un uomo che poi li consegna al monaco.

Se una donna deve consegnare un’offerta o un oggetto ad un monaco e non ci sono uomini nelle vicinanze, deve appoggiare l’oggetto su un tavolo o sul pavimento ed allontanarsi così da permettere al monaco di raccoglierlo.

Altre regole utili dentro e fuori dai Templi Buddisti

Ci sono altre usanze che pur avendo una valenza più relativa, possono aiutare a creare un’atmosfera di empatia con coloro che si incontrano visitando i Templi buddisti, siano essi monaci o laici. Attenersi a certe regole o abitudini, sicuramente darà modo agli interlocutori di apprezzare che si è fatto un minimo di studio sulle usanze locali – prima o durante la visita, creando così un’atmosfera più cordiale.

  • In un monastero buddista si dovrebbe entrare col piede sinistro ed uscire col piede destro. Questo gesto, che crea una immaginaria chiusura di un cerchio, rappresenta simbolicamente il tutto. 
  • Molti templi hanno una soglia d’ingresso rialzata, che si dovrebbe oltrepassare senza camminarci sopra. Ad esempio, in Thailandia si ritiene che sugli ingressi dimorino degli spiriti sacri, pertanto cercate di oltrepassare la soglia senza calpestarla o fermarvi.
  • Una volta entrati nel Tempio o un nel luogo sacro se ci sono Stupa, altari o statue del Buddha, ricordatevi di girarci intorno solamente in senso orario

Bruciare gli incensi

Bruciare i bastoncini d’incenso è un modo per comunicare il Divino e purificare l’ambiente circostante. Il fumo che sale verso l’alto porta in cielo preghiere e desideri. 

Se volete partecipare al rito ed accendere uno o più bastoncini d’incenso questo è quasi sempre possibile. Di solito ci sono bastoncini d’incenso di fianco ai bracieri, a disposizione dei fedeli. In altri casi all’esterno o all’interno del tempio ci sono piccoli banchetti che li vendono. Se li comprate, visto che non sono venduti singolarmente, lasciate quelli inusati a disposizione degli altri. Per accenderli, di solito, ci sono accendini o candele già accese.

Assicuratevi che il bastoncino sia ben acceso e poi spegnete la fiamma con le dita o agitando il bastoncino. Non soffiateci sopra, non è buona educazione. 

Reggete l’incenso o gli incensi (uno, tre, cinque o più, di solito in numero dispari) con i palmi delle mani giunte, esprimete un desiderio o una preghiera e mettetelo nella sabbia dell’incensiere. In alcuni templi ci sono delle grosse spirali d’incenso appese al soffitto, per quelle potete chiedere aiuto perché qualcuno le appenda per voi.

Spirali di incenso in un Tempio buddista in Vietnam
Spirali di incenso in un Tempio buddista in Vietnam

Ottenere le benedizioni dai monaci

Oltre a visitare un Tempio buddista, in alcune giornate dedicate, è possibile partecipare alle cerimonie e ricevere una benedizione dai monaci locali. 

Leggete anche Uposatha o Buddha day, il giorno di osservanza Buddista

Le cerimonie di benedizione possono essere per le persone o per le cose e di solito includono una preghiera (o il salmo della benedizione), l’offerta degli incensi e un cerimoniale con l’acqua, come il water blessing in Cambogia. 

Nella maggior parte dei rituali bisogna portare un’offerta, che può essere un piccolo dono simbolico o del cibo, in alternativa potete fare una donazione in denaro, sempre bene accetta. A seconda del paese o del tempio le regole e le usanze cambiano, nel caso siate interessati a partecipare ad una di queste cerimonie dovreste chiedere alla guida, se ne avete una, oppure rivolgervi alla gente del luogo, per un’esperienza indimenticabile.

Water blessing in Cambogia, la benedizione con l'acqua
Water blessing in Cambogia, la benedizione con l’acqua

Come e cosa donare

I Templi vivono sulle donazioni, quindi donare qualcosa (con moderazione) è un gesto apprezzabile.

In quasi tutti i Templi c’è una piccola scatola, di metallo o di legno, fatta apposta per le donazioni. Queste permettono al Tempio di sopravvivere, di solito con un budget molto limitato. 

Se il Tempio vi ha suscitato un’emozione, dimostratelo. 

Nel caso non voleste donare del denaro, in alcuni templi è possibile acquistare dei bastoncini di incenso o altri doni e lasciarli a disposizione dei monaci e dei fedeli che li utilizzeranno in seguito. Nel caso siate propensi a donare una piccola somma, un dollaro o anche meno andrà bene.

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Faq Tempio buddista regole generali

Come ci si deve vestire per visitare un Tempio Buddista?

Quando si visita un Tempio buddista è buona regola coprire le spalle e indossare pantaloni o gonne che coprano almeno il ginocchio. In alternativa potete portare una sciarpa grande per le spalle o un pareo per le gambe.

Con quale piede si entra in un Tempio buddista?

La regola dice che è buona abitudine entrare con il piede sinistro ed uscire con il piede destro.

Posso fare fotografie in un Tempio Buddista?

Di solito non ci sono problemi a fare fotografie, ma in alcuni casi è espressamente vietato. Ricordatevi di non fare selfie con le statue, di non fotografare le persone di proposito e che la Pagoda o il Tempio non sono un set cinematografico. Moderazione è la parola d’ordine.

E’ obbligatorio togliere le scarpe prima di visitare un Tempio buddista?

Di solito è obbligatorio essere scalzi per entrare, ma si possono tenere i calzini.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

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Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

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Pubblicato: 27/05/2023
copertina 6 fusi orari degli stati uniti

I 6 fusi orari degli Stati Uniti: come non perdere aerei, appuntamenti e telefonate a casa

di Max Pubblicato: 24/05/2023
Stati Uniti Scritto da Max

Gli Stati Uniti sono grandi e attraversarli significa cambiare fuso orario più volte. Siete pronti a ad affrontare i 6 fusi orari degli Stati Uniti?

Pensate che se durante un viaggio negli USA vi spostate da est verso ovest — o viceversa — potete incontrare fino a 6 fusi orari principali: Eastern, Central, Mountain, Pacific, Alaska e Hawaii-Aleutian, anche se in genere ne attraverserete molti meno, salvo che il vostro viaggio con comprenda Alaska e Hawaii

In questo articolo proviamo a mettere ordine tra sigle, differenze con l’Italia, ora legale e piccoli dettagli pratici. Così magari evitiamo di chiamare qualcuno alle tre del mattino o di presentarci a un appuntamento con la sicurezza di chi ha capito tutto, ma nel fuso orario sbagliato.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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  • Gli Stati Uniti sono grandi e attraversarli significa cambiare fuso orario più volte. Siete pronti a ad affrontare i 6 fusi orari degli Stati Uniti?
  • Eastern Time — ET / EST / EDT
  • Central Time — CT / CST / CDT
  • Mountain Time — MT / MST / MDT
  • Pacific Time — PT / PST / PDT
  • Alaska Time — AKST / AKDT
  • Hawaii-Aleutian Time — HST / HDT
  • Quanti fusi orari ci sono negli Stati Uniti?
  • Qual è il paese con più fusi orari nel mondo?
  • Che ora è a New York rispetto all’Italia??
  • Che ora è a Los Angeles rispetto all’Italia?
  • Qual è il fuso orario delle Hawaii?
  • Non ti piacciono le città?

In questo articolo

  • Gli Stati Uniti hanno 6 fusi orari principali: Eastern, Central, Mountain, Pacific, Alaska e Hawaii-Aleutian.
  • La differenza con l’Italia va normalmente da -6 ore per New York a -11 ore per le Hawaii.
  • Le sigle americane più comuni sono EST, CST, MST, PST, AKST e HST, ma durante l’ora legale possono diventare EDT, CDT, MDT, PDT, AKDT e HDT.
  • Alcuni stati americani sono divisi tra più fusi orari: tra questi Florida, Tennessee, Kentucky, Idaho, Texas, Nebraska, Kansas e North Dakota.
  • In viaggio conviene controllare sempre l’orario locale di città, voli, tour e appuntamenti, soprattutto durante gli spostamenti on the road.
  • Negli Stati Uniti si usa normalmente il formato AM / PM: le 14:00 diventano 2:00 PM, mentre mezzanotte è 12:00 AM.
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Perché negli Stati Uniti ci sono più fusi orari diversi?

Gli Stati Uniti si estendono per migliaia di chilometri da est a ovest. Per questo non si usa la stessa ora a New York, Los Angeles, Anchorage e Honolulu: il paese è suddiviso in più fusi orari. In Cina la pensano diversamente e anche se il paese è grande, tutti usano lo stesso fuso orario: paese che vai, usanza che trovi!

Per complicare un po’ il gioco, se ce ne fosse bisogno, i sei fusi orari degli Stati Uniti sonoindicati di solito in due modi

Il primo è la sigla americana, come EST, CST, MST, PST, AKST o HST. Sono abbreviazioni molto usate negli Stati Uniti per identificare le diverse zone: Eastern, Central, Mountain, Pacific, Alaska e Hawaii-Aleutian Time.

Il secondo è il riferimento all’UTC, per esempio UTC-5, UTC-6 o UTC-7. UTC significa Coordinated Universal Timeed è lo standard internazionale usato per calcolare i fusi orari. Per noi europei è più familiare pensare al vecchio GMT, cioè Greenwich Mean Time.

L’Italia si trova normalmente a UTC+1, un’ora in più rispetto al Meridiano di Greenwich. Questo significa che, quando negli Stati Uniti vedete un fuso come UTC-5, la differenza con l’Italia non è di 5 ore, ma di 6 ore (5+1). Per ottenere l’ora locale americana bisogna quindi sottrarre dall’ora italiana il numero corretto di ore.

Un esempio semplice: se a Milano sono le 15:00, a New York, che si trova nell’Eastern Time, sono le 9:00 del mattino.


Attenzione all’ora legale

Fin qui sembra già complicato, ma tutto ordinato. Poi arriva l’ora legale, come sempre, a mischiare le carte.

Negli Stati Uniti molti stati adottano il Daylight Saving Time, cioè l’ora legale americana. In quel periodo le sigle cambiano leggermente:

  • EST diventa EDT
  • CST diventa CDT
  • MST diventa MDT
  • PST diventa PDT

La differenza con l’Italia resta spesso simile, ma per alcune settimane all’anno può essere differente, perché Stati Uniti e Italia non passano all’ora legale esattamente nelle stesse date.

Quindi la regola pratica è questa: per organizzare una telefonata o un per un appuntamento, controllate sempre l’orario locale aggiornato. Soprattutto a marzo e a novembre, quando i cambi d’ora possono giocare qualche scherzo.

6 fusi orari degli stati uniti
6 fusi orari degli Stati Uniti

I 6 fusi orari degli Stati Uniti

Eastern Time — ET / EST / EDT

È il fuso orario della costa orientale.

Comprende città come New York, Boston, Washington D.C., Philadelphia, Atlanta e Miami.

In inverno, con l’ora standard, è UTC-5.
La differenza con l’Italia è normalmente di 6 ore indietro.

Se a Torino sono le 15:00, a New York sono le 9:00 del mattino.

È il fuso orario che utilizzare nei viaggi classici sulla East Coast, a New York o in Florida.

Central Time — CT / CST / CDT

È il fuso dell’America centrale, quella delle grandi pianure, del Midwest e di molte città del Sud.

Comprende ad esempio Chicago, Dallas, Houston, New Orleans, Nashville e buona parte del Texas.

In inverno è UTC-6.
La differenza con l’Italia è normalmente di 7 ore indietro.

Se a Palermo sono le 15:00 e vi siete appena svegliati dalla pennichella, a Chicago sono le 8:00 del mattino e la gente fa colazione. Sempre di risveglio si tratta… o no?

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Mountain Time — MT / MST / MDT

È il fuso delle Montagne Rocciose e di molte aree degli Stati Uniti Centrali.

Comprende ad esempio Denver, Salt Lake City, Albuquerque, Phoenix e il mio amato Yellowstone.

In inverno è UTC-7.
La differenza con l’Italia è normalmente di 8 ore indietro.

Se a Livigno è mezzanotte, a Denver sono le 16:00 del giorno precedente.

Nota pratica: l’Arizona è un caso particolare, perché nella maggior parte dello stato non si osserva l’ora legale. Quindi, a seconda del periodo dell’anno, le differenze cambiano. L’Arizona è bellissima, ma anche bizzarra quel tanto che basta per complicare le cose.

Pacific Time — PT / PST / PDT

È il fuso della costa occidentale.

Comprende California, Oregon, Washington, quindi città come Los Angeles, San Francisco, San Diego, Portland e Seattle.

In inverno è UTC-8.
La differenza con l’Italia è normalmente di 9 ore indietro.

Se a Ravenna sono le 9:00 del mattino, a Los Angeles è mezzanotte.

Questo è uno dei fusi più comuni per chi viaggia negli Stati Uniti occidentali, soprattutto tra California, parchi nazionali, costa del Pacifico e grandi città della West Coast.

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Alaska Time — AKST / AKDT

L’Alaska ha un suo fuso orario principale.

In inverno è UTC-9.
La differenza con l’Italia è normalmente di 10 ore indietro.

Se a Sutri sono le 10:00 del mattino, ad Anchorage è mezzanotte.

Poi, naturalmente, se videochiamate in estate un vostro amico in Alaska potreste avere l’impressione che gli orari non siano differenti. In estate, infatti, in Alaska, trovate luce a orari improbabili, come durante il sole di mezzanotte… Ma quella è un’altra storia, non dipende dal fuso, dipende dal fatto che l’Alaska è l’Alaska, e ogni tanto sembra voler ricordare al resto del mondo che le regole normali lì sono solo un suggerimento.

Hawaii-Aleutian Time — HST / HDT

È il fuso delle Hawaii e di parte delle isole Aleutine, la propaggine più a ovest della citata Alaska.

Le Hawaii sono normalmente a UTC-10.
La differenza con l’Italia è di circa 11 ore indietro.

Se all’Isola d’Elba sono le 11:00 del mattino e la gente stenta a svegliarsi, a Honolulu è mezzanotte e magari si balla durante un beach party.

Le Hawaii non osservano l’ora legale, quindi anche qui le differenze possono variare rispetto agli stati continentali durante alcuni periodi dell’anno.

È il fuso più differente da quello italiano. In pratica, quando voi state iniziando la giornata, loro stanno ancora finendo quella prima. In spiaggia.

Tabella rapida dei fusi orari USA

Fuso orarioSigla standardUTCDifferenza indicativa con l’ItaliaCittà / aree principali
Eastern TimeESTUTC-5-6 oreNew York, Boston, Miami, Washington
Central TimeCSTUTC-6-7 oreChicago, Dallas, Houston, New Orleans
Mountain TimeMSTUTC-7-8 oreDenver, Salt Lake City, Yellowstone
Pacific TimePSTUTC-8-9 oreLos Angeles, San Francisco, Seattle
Alaska TimeAKSTUTC-9-10 oreAnchorage, gran parte dell’Alaska
Hawaii-Aleutian TimeHSTUTC-10-11 oreHonolulu, Hawaii

Le differenze sono riferite all’ora standard. Durante l’ora legale possono esserci variazioni, soprattutto nei giorni vicini al cambio d’ora.

A volte il termine “Standard” non viene indicato (e anche le sigle a volte perdono la “S”): ad esempio Eastern Standard Time diventa –> Eastern Time –> abbreviato ET.

Riflessione su AM e PM: come leggere gli orari americani

Negli Stati Uniti non si usa abitualmente il formato a 24 ore, ma a 12 ore con specifica.

Quindi:

  • le 8:00 del mattino sono 8:00 AM
  • le 14:00 sono 2:00 PM
  • le 20:30 sono 8:30 PM
  • mezzanotte è 12:00 AM
  • mezzogiorno è 12:00 PM

All’inizio può sembrare banale. Poi arrivate stanchi dopo un volo intercontinentale, prenotate una navetta alle 12:00 AM pensando che sia mezzogiorno, e scoprite che no: era mezzanotte.

Non chiedetemi perché ho scelto proprio questo esempio, potreste sperimentarlo a vostre spese…

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Alcuni Stati hanno più di un fuso orario

Come se non bastasse la confusione, alcuni stati americani sono attraversati da più fusi orari. Succede soprattutto negli stati molto estesi da est a ovest o in quelli tagliati da confini storici e amministrativi non proprio intuitivi.

Ecco alcuni esempi utili:

  • Florida: quasi tutta è in Eastern Time, ma una parte del Panhandle, verso l’Alabama, è in Central Time
  • Tennessee e Kentucky: sono divisi tra Eastern Time e Central Time
  • Indiana: è in gran parte Eastern Time, ma alcune zone osservano Central Time
  • North Dakota, South Dakota, Nebraska e Kansas: alcune aree sono divise tra Central Time e Mountain Time
  • Idaho: il nord è in Pacific Time, mentre il sud è in Mountain Time
  • Texas: quasi tutto lo stato è in Central Time, ma El Paso e l’estremo ovest sono in Mountain Time
  • Oregon: quasi tutto Pacific Time, con una piccola area orientale in Mountain Time

Insomma: non è impossibile, ma nemmeno sempre intuitivo.

La soluzione più semplice?
Quando prenotate un volo interno, un’escursione, un hotel o un’auto a noleggio, controllate sempre l’orario locale della città di partenza o di arrivo. Non quello “dello stato” in generale.

Consigli pratici per viaggiare negli USA senza confondersi con l’orario

Prima di tutto, lasciate lavorare lo smartphone. Se avete una connessione dati, il telefono aggiorna automaticamente il fuso orario. Ma controllate che l’opzione sia attiva.

Per le telefonate a casa, ricordate una regola brutale ma efficace: più vi spostate verso ovest, più l’Italia è avanti. Quando in California è mattina, in Italia è già sera. Quando alle Hawaii state facendo colazione, in Italia qualcuno potrebbe essere già a letto o fingere di lavorare.

Infine, fate attenzione ai viaggi on the road tra stati vicini. Alcuni cambi di fuso avvengono nel mezzo di strade, parchi o zone poco evidenti. In un itinerario tra Utah, Arizona, Nevada e Colorado, ad esempio, può capitare di attraversare differenze orarie più spesso di quanto sembri guardando solo la cartina.

Potrebbe essere un problema per la cena o per gli orari di chiusura dei negozi.

In sintesi

Per viaggiare negli Stati Uniti non serve imparare a memoria tutti i confini dei fusi orari, ma conviene sapere almeno una cosa: l’orario può cambiare, a volte cambia proprio mentre state viaggiando.

La regola più semplice è questa:

  • East Coast: Italia -6 ore
  • Central USA: Italia -7 ore
  • Montagne Rocciose: Italia -8 ore
  • West Coast: Italia -9 ore
  • Alaska: Italia -10 ore
  • Hawaii: Italia -11 ore

Poi controllate sempre l’orario locale aggiornato, soprattutto se avete voli, escursioni o appuntamenti.

Perché perdere un tramonto nel deserto è un peccato.
Perdere un volo un problema.

Faq Fusi Orari Stati Uniti

Quanti fusi orari ci sono negli Stati Uniti?

Gli Stati uniti hanno 6 fusi orari:
– Alaska Standard Time (AKST) 
– Hawaii-Aleutian Standard Time(HST)
– Pacific standard time (PST) 
– Mountain standard time (MST) 
– Central standard time (CST) 
– Eastern standard time (EST) 

Qual è il paese con più fusi orari nel mondo?

La Russia ha ben 9 fusi orari.

Che ora è a New York rispetto all’Italia??

New York si trova nella East Coast americana 6 ore indietro rispetto all’ora italiana. Questo significa che se in Italia sono le 2 del pomeriggio nella Grande Mela sono appena le 8 e la gente sta andando al lavoro. A marzo la differenza d’orario diminuisce a -5 ore per via dell’ora legale.

Che ora è a Los Angeles rispetto all’Italia?

Normalmente è 9 ore indietro rispetto all’Italia.
Se in Italia sono le 18:00, a Los Angeles sono le 9:00 del mattino.

Qual è il fuso orario delle Hawaii?

Le Hawaii usano l’Hawaii-Aleutian Time, normalmente indicato come HST.
Sono circa 11 ore indietro rispetto all’Italia e non osservano l’ora legale.

Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA

Prima di tutto non dimenticare il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline! Non restare senza connessione, acquista scopri i vantaggi di una eSIM con traffico dati* per gli USA. Non dimenticare un buon libro per la tua vacanza a Stelle e Strisce.

Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

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Se la destinazione è New York leggi prima di tutto le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela. Puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure prendere un Taxi seguendo i miei consigli. Ma se le preferenze sono per la costa dell’ovest, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Leggi anche:  cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario oppure cosa fare a New York a maggio 2025, cosa fare a New York a Giugno, cosa fare ad Agosto o cosa fare a New York a Settembre 

Se ti rimane del tempo puoi anche fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

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Non ti piacciono le città?

Se cerchi un’avventura più a contatto con la natura, leggi cosa puoi fare nei Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scopri i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon. Per alcuni di questi parchi è richiesta una prenotazione, scopri quali!

Un’altra meta imperdibile è il favoloso Parco di Yellowstone, con la sua natura, i bisonti, gli orsi ed i lupi. Ti propongo un paio di itinerari: da Seattle a Yellowstoneattraverso gli stati di Washington e del Montana, oppure un itinerario che comprende Yellowstone, il Colorado ed il Wyoming con partenza e arrivo a Denver.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

Stati Uniti
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  • 5 considerazioni prima di acquistare un Pass per New York – Ultima Modifica 21/08/2026
  • Bryce Canyon National Park: quando andare e cosa fare – Ultima Modifica 13/08/2026
  • Colorado e Wyoming fra Yellowstone e la Frontiera Americana – Ultima Modifica 13/08/2026
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  • Cosa fare a New York a Giugno 2026 – Ultima Modifica 11/08/2026
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  • Cosa fare a New York a Maggio 2026 – Ultima Modifica 11/08/2026
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Ciao, a presto!

Pubblicato: 24/05/2023
New York scegliere un PASS

5 considerazioni prima di acquistare un Pass per New York

di Max Pubblicato: 22/05/2023
Stati Uniti Scritto da Max

Conviene acquistare i Pass per le attrazioni principali di New York? Scopriamolo!

La domanda che spesso ci si pone quando si programma un viaggio a New York è se convenga o meno acquistare i tanto pubblicizzati Pass per le attrazioni principali della Grande Mela.

Certo, decidere non è semplice, in rete vengono proposte diverse tipologie di abbonamenti ed ognuno è valido a modo suo, ma riuscirete scegliere quello che fa proprio al caso vostro?

Se siete indecisi, prima di buttarvi in un acquisto sconsiderato, leggete l’articolo fino in fondo e magari avrete le idee più chiare (magari no).

Le mie verifiche, partendo da zero, non sono semplici ne’ indispensabili, ma qui le trovate già pronte, perché non approfittarne?

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Conviene acquistare i Pass per le attrazioni principali di New York? Scopriamolo!
  • Premessa
  • 1) Elenco delle attività di New york:
  • 2) Attività gratuite a New York
  • 3) Cosa visitare e dove
  • 4) Cosa offrono i Pass per New York?
    • New York Pass Tutto Compreso
    • The New York Pass
    • Pass con numero fisso di attrazioni
    • New York CityPASS
    • New York Explorer Pass
  • 5) Decidere secondo il proprio stile e pianificare la visita a New York
    • Consideriamo cinque giorni?
    • Due, tre o cinque giorni?
  • La mia scelta ed il mio consiglio
  • Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA
    • Non ti piacciono le città?

Premessa

Prima di decidere se conviene acquistare i pass per le attrazioni principali di New York, occorre:

  1. un elenco delle attività a pagamento nella Grande Mela
  2. esplorare quali sono le visite e le attività gratuite
  3. pianificare i luoghi che si desidera visitare e come arrivarci
  4. controllare cosa offrono i vari pass acquistabili per New York
  5. Scegliere secondo il proprio stile
Leggi anche: La metropolitana di New York: consigli e trucchi
Cosa fare a New york a Giugno
Statua della Libertà di New York, la Grande Mela

1) Elenco delle attività di New york:

A New York quello che certamente non manca sono le attività. Tante di queste sono a pagamento e le ho riportate in questa tabella. Ho riportato solo quelle più popolari ed ho indicato all’inizio della lista le attività che ritengo più interessanti, con un ordine basato sulla mia esperienza e certamente non assoluto.

AttrazionePrezzo
Empire State Building – un must$40-48
Museum of Modern Art (MoMA)$30
Solomon R. Guggenheim Museum$25
Terrazza panoramica Top of the Rock (altrimenti da dove lo fotografate l’Empire?)$40-48
Memoriale e Museo dell’11 settembre$33
Metropolitan Museum of Art (The Met)$30
Museo Intrepid Sea, Air and Space$36
One World Observatory$40-48
Edge$42
Crociere Circle Line Sightseeing$40
Hop on Hop off con Big Bus di New York$59
Luna Park di Coney Island (Midway Day Pass, da 48″)da $46,99
Museo Americano di Storia Naturale$43
Madame Tussauds (non in programma, ma interessante)da $34
Ruota Panoramica di Coney Island$9
Statua della Libertà biglietto traghetto e Ellis Island **$19
The Ride – bus turistico$69
Traghetto Hop-On Hop-Off: biglietto giornaliero$37
9/11 Memorial Audio Tour e 9/11 Tribute Museum$20-15
Giardino Botanico di New York interessante in primavera$35-39
Hudson River Sightseeing: noleggio biciclette$40
International Center of Photography Museum$18
Noleggio bici ad Harlem$40
Tour dei Gospel ad Harlem (funzione domenicale)$45
Tour dei Gospel ad Harlem: il mercoledì$25

** il prezzo riguarda solo il traghetto e l’accesso all’Isola, non l’accesso al piedistallo o alla corona, pagabile a parte e non incluso nei Pass

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2) Attività gratuite a New York

New York offre molte attività gratuite. Alcune lo sono sempre, mentre altre lo sono in determinati periodi del giorno, della settimana o dell’anno. Prima di comprare un pass conviene controllare anche se qualcuna di queste può fare al caso vostro ed aiutarvi a risparmiare qualcosa in una delle città più care del mondo.

Il Grand Central Terminal vanta il record di più grande stazione ferroviaria del mondo, con un traffico giornaliero di quasi un milione di persone. All’interno è possibile ammirare il cielo stellato affrescato sulla cupola del soffitto, oltre al più grande orologio Tiffany del mondo. L’ingresso è gratuito sempre.

Il memoriale dell’11 settembre 9/11 Memorial & Museum si può visitare gratuitamente tutti i martedì dalle 17 fino all’orario di chiusura.

Il Ponte di Brooklyn è sempre gratuito ed è un ottimo punto panoramico dove scattare un selfie memorabile o assistere alle esibizioni degli artisti di strada. Meglio in una bella giornata di sole.

La sera a Time Square è una giostra di luci e di colori dove è possibile evedere ogni sorta di stranezze ed a volte assistere anche qui ad esibizioni gratuite

La High Line è un parco gratuito che costeggia in parte l’Hudson River ed è stato realizzato su una sezione in disuso della ferrovia sopraelevata chiamata West Side Line facente parte della più ampia New York Central Railroad. Un ottimo punto per godersi il panorama e farsi una passeggiata sentendosi veramente Newyorkesi

Il Bronx Museum of the Arts, il Fashion Institute of Technology e l’American Folk Museum sono gratuiti sempre

Corona Park - Flushing - New York
Corona Park a Flushing Meadows

Corona Park, nel quartiere di Flushing, è un altro parco gratuito dove passare qualche ora nel più completo, relax ammirando la straordinaria realizzazione che rappresenta una visione fantastica del mondo

I negozi a tema natalizio a New York sono un vero spettacolo e vale veramente la pena di visitarne uno. Fra i più conosciuti c’è House of Holiday 90-02 Atlantic Ave, Jamaica, un po’ fuori, ma credo il più grande, oppure Christmas Village in NY 530 5th Ave, New York City.

Inoltre ci sono altri parchi, come Bryant Park, il mio preferito, ed alcuni musei che sono gratuiti in determinati giorni. Qui di seguito un elenco. Controllate che i giorni e gli orari siano ancora validi. Alcune gratuità sono riservate ai residenti, ma potete sempre provare a spacciarvi per un “local”.

In alcuni musei ed in determinati giorni vige il PWYW – Pay What You Wish (paga ciò che vuoi), ovvero l’offerta libera, un bel risparmio, ma a volte anche questo è riservato ai residenti.

Museo o attrazioneGiornoOrario
New York Botanical gardendomenica9:00 – 10:00
The Frick Collectiondomenica11:00 – 13:00 PWYW
Staten Island Museummartedì12:00 – 14:00
New York Botanical gardenmercoledì 
Bronx ZoomercoledìPWYW
Museum of Art and Designgiovedì18:00 – 21:00
The Jewish Museumgiovedì17:00 – 20:00
Museum of Modern Art (MoMA)venerdì16:00 – 20:00
Museum of the Moving Imagevenerdì16:00 – 20:00
Brooklyn Botanic Gardenvenerdì8:00 – 12:00
Whitney Museum of American Artvenerdì19:00 – 21:00 PWYW
The Jewish Museumsabatogiornata
Guggenheim Museumsabato7.45 – 19.45 PWYW
Brooklyn Museum of Art – solo il primo sabato del mesesabato11.00 – 17.00 PWYW
Bronx Museum of the Artssempre 
American Folk Art Museumsempre 
FIT – Fashion Institute of Technologysempre 
New York Public Librarysempre 
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3) Cosa visitare e dove

Per cominciare ad ambientarsi a New New York considerate anche di lasciare un giorno intero per girare un po’ “a vuoto” per Lower Manhattan e per esplorare i quartieri periferici, se avete più tempo.

Girare senza una meta precisa, a mio avviso, è l’essenza della vacanza. E’ l’occasione per visitare qualche luogo originale, per andare oltre gli schemi e gli itinerari classici e scoprire qualcosa di unico e di vero. Una vera opportunità di dare sfogo ad una sana curiosità.

Per questo dedicare un giorno intero a bighellonare per New York è un must!

E sarà anche ottimo per comprare i souvenirs e qualche regalo originale da portare a casa per parenti o amici, magari anticipando qualche regalo in vista del Natale.

Ora avete visto a grandi linee quali sono le attività che si possono fare nella Grande Mela.

Ma quante sono veramente interessanti? E quante si riescono a fare in una giornata senza dimenticarsi di essere in vacanza e godendosi un po’ la città ai propri ritmi?

Diciamo che fra spostamenti e un po’ di curiosità una visita al mattino ed una al pomeriggio sono più che sufficienti, altrimenti diventa lavoro!

4) Cosa offrono i Pass per New York?

New York Pass Tutto Compreso

Con questi Pass per New York potete usufruire di tutte le attrazioni che riuscite a visitare nel tempo di validità prescelto.

The New York Pass

New York Pass - Pro e Contro -101-2
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Per questo Pass di New York, il funzionamento è semplice. Scegliete il numero di giorni di validità del Pass, pagate e visitate tutto ciò che volete. I prezzi partono da 169 dollari per 1 giorno. A mio giudizio un po’ elevati, a meno di fare tutto di fretta, non si riuscirà a renderlo troppo conveniente. Da notare che Go City ha ora affiancato a questo pass “classico” (accesso illimitato per X giorni) altre due formule più economiche: New York Pass Essentials (da 99$, 3 attrazioni a scelta tra 13) e New York Pass Explorer (da 89$, da 2 a 10 attrazioni a scelta tra 107) – vedi il paragrafo successivo (fonte: newyorkpass.com, verificato agosto 2026).

Verifica qui prezzi e disponibilità*


Pass con numero fisso di attrazioni

In questi Pass il numero di attrazioni da visitare è fisso e viene lasciato a disposizione dell’acquirente un lasso di tempo predefinito per completare le visite.

New York CityPASS

New York Pass - Pro e Contro -101-2
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La semplicità e il prezzo sono la forza di questo Pass, il mio preferito. Se siete alla ricerca delle migliori cose da fare in New York, con questo Pass sono tutte incluse – o quasi.

Come funziona? Il biglietto comprende sempre l’ingresso all’Empire State Building e al Museo di Storia Naturale. In aggiunta potete visitare altre 3 attrazioni a scelta fra:

  • Top of the Rock Observation Deck
  • Statua della Libertà ed Ellis Island
  • Memoriale e Museo dell’11 settembre
  • Crociere Circle Line
  • Intrepid Sea, Air & Space Museum
  • Museo Guggenheim

Tutto questo nell’arco di 9 giorni al prezzo di 164 dollari per un adulto (136 dollari bambino 6-17 anni, più 2 dollari di commissione a biglietto). Semplice e conveniente (fonte: citypass.com/new-york, verificato agosto 2026).

L’ingresso all’Empire State Building comprende un ingresso standard all’osservatorio dell’86° piano e ingresso al museo del 2° piano, oltre all’ingresso generale gratuito per la stessa sera della prima visita.

Vedi qui i prezzi e le disponibilità*


New York Explorer Pass

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  • Potete scegliere da 2 a 10 attrazioni di New York da visitare in base ad una selezione proposta dal Pass Explorer
  • Sfogliate la guida digitale inclusa per verificare i requisiti di ingresso per ogni attrazione e pianificare il tuo itinerario
  • Il Pass viene attivato alla prima visita
  • Avete 60 giorni di tempo per utilizzare i rimanenti ingressi
  • Pass digitale e guida ricca di informazioni sulle attrazioni, comprese istruzioni e suggerimenti per la prenotazione

Verificate costi e disponibilità qui*

5) Decidere secondo il proprio stile e pianificare la visita a New York

Penso che in un giorno si potrebbero visitare anche 10 o più attrazioni, ma a meno che non lo facciate per lavoro o sotto minaccia non ve lo consiglio. Ci sono un sacco di cose da vedere a New York e se includete anche quelle gratuite il numero aumenta a dismisura.

Se vorrete godervi al vacanza e far le cose con calma non sarà possibile visitare più di un paio di attrazioni a pagamento. D’altro canto il bello della vacanza è anche mangiare in un ristorantino caratteristico e al di fuori delle rotte più turistiche, magari nel in un tvolino all’aperto.

Consideriamo cinque giorni?

E quindi dal nostro “budget” abbiamo tolto un giorno per bighellonare, due mezze giornate in partenza ed in arrivo per il transfer da e all’aeroporto. Ecco: della classica settimana ci rimangono 5 giorni.

Due, tre o cinque giorni?

Quanti giorni rimangono: due, tre, cinque? Non importa. ne trarremo il massimo. Difficile visitare più di due-tre attrazioni al giorno, considerando anche gli spostamenti, le perdite di tempo e le soste impreviste, oltre a programmare un break per un pranzo, anche se magari in un fast food.

Personalmente anche in città, se il tempo lo permette, sono più incline a fare una bella passeggiata e a visitare a piedi, cercando di cogliere lo stile di vita, le abitudini, magari visitando anche zone meno note, piuttosto che entrare in un museo.

Partendo da questo mio personale punto di vista, facendo tesoro delle considerazioni fatte prima in merito ai tempi e ad i giorni a disposizione, il pass è utile, ma non indispensabile.

Le motivazioni a favore sono che avrete tutto in un unica applicazione, l’acquisto dei biglietti per la maggior parte delle visite non sarà indispensabile e in alcuni casi vi sarà un accesso prioritario

La mia scelta ed il mio consiglio

Dopo tutte queste elucubrazioni, il mio consiglio è quello di scegliere il NYC Pass*, o il New York Explorer Pass*, i due più economici e che permettono di visitare alcune dei luoghi iconici di New York senza per forza diventare dei forzati della visita. Lasciando spazio in questo modo all’esperienza e ad un pizzico di sana avventura, da sempre il sale della vacanza.

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Se la destinazione è New York leggi prima di tutto le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela. Puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure prendere un Taxi seguendo i miei consigli. Ma se le preferenze sono per la costa dell’ovest, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Leggi anche:  cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario oppure cosa fare a New York a maggio 2025, cosa fare a New York a Giugno, cosa fare ad Agosto o cosa fare a New York a Settembre 

Se ti rimane del tempo puoi anche fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

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Ciao, a presto!

Pubblicato: 22/05/2023
Monaco in posizione del loto - sullo sfondo statue del Buddha - quella Nera sovrastata dai Naga, tipica della Cambogia

Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano

di Max Pubblicato: 19/05/2023
Thailandia Scritto da Max

Quali sono le posizioni del Buddha e qual è il loro significato nell’iconografia Buddista?

Quali sono le posizioni del Buddha? Nell’iconografia Buddista, così come in altre filosofie, credenze o religioni, nulla è lasciato al caso. Le posizioni del corpo e delle mani del Buddha hanno un significato preciso e conoscerlo aiuta a comprendere il messaggio che vuol essere trasmesso.

Queste pose, dette Asana per il corpo e Mudra per le mani, variano a seconda delle correnti del Buddismo e allo stesso modo variano la raffigurazione del viso o del capo. In questo articolo verranno presi in considerazione per lo più i canoni rappresentativi del Buddismo Theravada e Mahayana.

Mudra è una parola usata per descrivere gesti delle mani o sigilli.
Asana è una posizione del corpo, il termine è diffuso in occidente grazie allo Yoga

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Quali sono le posizioni del Buddha e qual è il loro significato nell’iconografia Buddista?
  • I quattro Asana fondamentali del Buddha
  • Le posizioni più ricorrenti nelle rappresentazioni del Buddha
  • Asana, le posizioni del corpo del buddha
    • Buddha seduto
    • Buddha sdraiato
    • Buddha in piedi
    • Buddha che cammina
  • Tutti i Mudra del Buddha
    • Bhumisparsha Mudra
    • Dhyana Mudra
    • Dharmachakra Mudra
    • Abhaya Mudra
    • Varada Mudra
    • Karana Mudra
    • Vitarka Mudra
    • Namaskara Mudra
  • Altre rappresentazioni del Buddha
    • La bellezza Interiore del Buddha che cammina
    • La raccolta delle offerte
    • La medicina
    • L’insegnamento
    • Il Nirvana
  • Fonti e approfondimenti
  • Per saperne di più sull’Indocina

I quattro Asana fondamentali del Buddha

Le posizioni del corpo del Buddha più ricorrenti sono essenzialmente quattro:

  • il Buddha seduto 
  • il Buddha sdraiato
  • il Buddha in piedi
  • il Buddha che cammina

Il Buddha sdraiato fa riferimento agli ultimi momenti terreni dell’Illuminato, prima di raggiungere il Nirvana, mente le tre rimanenti sono si riferiscono alle attività svolte quotidianamente dal Buddha, come l’insegnamento, la meditazione e la protezione fisica e spirituale dei suoi discepoli. Di queste ultime quella più insolita è sicuramente quella nell’atto di camminare.

Le posizioni del Buddha- Asana e Mudra: Buddha con Naga
Stautetta di Buddha con Naga tipico della Cambogia

Le posizioni più ricorrenti nelle rappresentazioni del Buddha

Per quanto riguarda la posizione in piedi, il Mudra più comune è Abhaya. Il Buddha è in piedi con una mano alzata e offre protezione ai suoi discepoli e una rassicurazione atta a liberare le persone dalle proprie paure. Il gesto è usato anche nell’iconografia induista, per esempio, nelle rappresentazioni di Shiva, Vishnu, Ganesha e Hanuman.

Per la posizione seduta il Mudra più ricorrente è invece detta Bhumisparsa e rappresenta il Buddha con la mano sinistra appoggiata sulle gambe e la mano destra che tocca il suolo. In realtà nelle statue la mano spesso è appoggiata sul polpaccio sinistro, piuttosto che in terra, con le dita che puntano verso il terreno.

Un’altra rappresentazione del Buddha seduto è Dhyana. In questa posa le mani sono appoggiate sulle gambe all’altezza della pancia ed entrambi i palmi sono rivolti verso l’alto, con la mano destra sopra la sinistra a simboleggiare uno stato di meditazione.

Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

Asana, le posizioni del corpo del buddha

Come già accennato, nell’iconografia Buddista, l’Illuminato viene raffigurato in molte posizioni, ciascuna delle quali assume un significato e coincide con un periodo preciso della sua esistenza terrena. 

Buddha seduto

Il Buddha seduto rappresenta la meditazione ed in base alla posizione delle mani assume diversi significati, come viene spiegato più avanti nell’articolo. La posizione è quella più diffusa e conosciuta in occidente.

Buddha sdraiato

La posizione del Buddha sdraiato rappresenta la conclusione dell’esistenza terrena dell’illuminato. Se in questa rappresentazione viene raffigurato con gli occhi aperti è addormentato, con gli chiusi ha già raggiunto il Nirvana.

Buddha sdraiato con gli occhi aperti
Buddha sdraiato con gli occhi aperti

Buddha in piedi

La posizione in piedi rappresenta il Buddha nell’atto dell’insegnamento.

Rappresentazione del Buddha ad Angkor Wat
Rappresentazione del Buddha in piedi ad Angkor Wat

Buddha che cammina

La raffigurazione del Buddha che cammina sta ad indicare protezione e benevolenza nei confronti dei suoi discepoli

Statua dorata di Buddha che cammina
Statua dorata di Buddha che cammina

Tutti i Mudra del Buddha

Mudra è una parola usata per descrivere gesti delle mani, sono gesti ovviamente simbolici ed ognuno di essi esprime un significato preciso. 

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Bhumisparsha Mudra

Bhumisparsha è il mudra più diffuso. Il Buddha è sempre seduto, con la mano destra appoggiata sul polpaccio o sul ginocchio e le dita rivolte verso la terra. La mano sinistra è sulla coscia con il palmo rivolto verso l’alto. 

Questa posizione delle mani ricorda il momento della meditazione sotto l’albero della Bodhi in India, dove il Buddha raggiunse l’Illuminazione dopo essere stato tentato da Mara, che rappresenta il Male. In questa posizione il Buddha tiene un contatto con la terra, ricevendo dalla natura la forza per contrastare le tentazioni ed un aiuto a resistere fino a perseguire l’Illuminazione, che secondo le scritture avvenne proprio in questa posizione.

Bhumisparsha significa letteralmente toccare la terra. È noto anche come Mudra del testimone della terra. Bhūmī-Devī nell’induismo è la personificazione della Madre Terra. (Bhumi Wisdomlib)

Le posizioni del Buddha- Asana e Mudra: Bhumisparsha Mudra
Le posizioni del Buddha: Fronte a destra Bhumisparsha Mudra, a seguire verso sinistra Dhyana Mudra

Dhyana Mudra

Anche in questo caso il Buddha è quasi sempre seduto e le mani sono entrambe appoggiate sulle cosce, con la mano destra sopra la sinistra, a volte i pollici si toccano, formando il triangolo mistico. È la posizione della saggezza e della meditazione.

Talvolta, soprattutto in Cambogia, l’immagine è sovrastata da una corona di Naga, i mitologici serpenti della tradizione Induista e Buddhista, che proteggono il capo del Buddha, facendo riferimento alla narrazione su Buddha e Mucalinda.

A questo proposito leggi anche l’articolo: Naga, i mitologici serpenti in Cambogia

Dhyana è un termine sanscrito che nell’accezione comune identifica un tipo di meditazione. Da questa parola derivano i termini Chan in cinese e Zen in giapponese.

Le posizioni del Buddha- Asana e Mudra: Dhyana Mudra
Le posizioni del Buddha: il dipinto mostra il Buddha nella posizione di Dhyana Mudra

Dharmachakra Mudra

Le posizioni del Buddha- Asana e Mudra: Dharmachakra Mudra
Le posizioni del Buddha- Asana e Mudra: Dharmachakra Mudra

Dharmachakra Mudra è la posizione dell’insegnamento

In questa posizione il pollice e l’indice di entrambe le mani si toccano e formano un anello, che simboleggia la Ruota del Dharma.

Un altro significato di questo anello è anche l’unione del metodo e della saggezza. Le altre tre dita di entrambe le mani rimangono tese: il medio della mano destra rappresenta gli ascoltatori degli insegnamenti del Buddha, l’indice rappresenta i realizzatori degli insegnamenti e il mignolo rappresenta il Mahayana o il grande veicolo.

Specularmente le tre dita estese della mano sinistra rappresentano i tre gioielli dei princìpi buddisti. Sono: Buddha, Dharma e Sangha. In genere le mani sono alte davanti al lato sinistro del petto, o davanti al cuore, a significare che gli insegnamenti provengono direttamente dal cuore del Buddha.

Ci sono molte varianti del Dharmachakra Mudra dove le mani assumono posizioni diverse a seconda delle epoche storiche e delle influenze esterne.

DharmaChakra è la ruota del Dharma. Il sostantivo sanscrito Dharma significa ciò che è stabilito o fermo e quindi in un certo senso ha il significato di Legge.  Mahayana in sanscrito significa grande veicolo e si riferisce al percorso del Bodhisattva per raggiungere l’Illuminazione ed aiutare a sua volta tutti gli esseri senzienti a liberarsi dal dolore e dalle. Questo è chiamato Bodhisattvayana o Veicolo del Bodhisattva. 

Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

Abhaya Mudra

Le posizioni del Buddha- Asana e Mudra: Abhaya Mudra
Le posizioni del Buddha- Asana e Mudra: Abhaya Mudra

Questa posizione simboleggia il coraggio e la capacità di scacciare ogni paura, un gesto di pace.

La tradizione narra che il Buddha si trovasse in difficoltà a causa di un elefante ubriaco che voleva attaccarlo perché istigato da Devadatta, un cugino del Buddha protagonista di uno scisma. Proprio grazie all’imposizione della mano nell’atto di questo Mudra, l’Illuminato riuscì a fermarlo ed a ricondurlo alla ragione. 

Nel buddismo Theravada, di solito il Buddha in questa posizione è in piedi e raffigurato con la mano destra alzata all’altezza delle spalle, il braccio piegato e il palmo rivolto verso l’esterno con le dita dritte e unite, mentre la mano sinistra è lasciata sul fianco. In Thailandia e Laos, questo mudra è associato al Buddha che cammina, spesso mostrato con entrambe le mani nella stessa posizione. Nel buddismo Mahayana, spesso questo Mudra è usato in abbinamento ad altre pose.

Abhaya in sanscrito significa “assenza di paura”, ed è il nome di una delle più importanti mudrā, gesti o atteggiamento raffigurati nelle immagini divine ed usati anche nel culto delle medesime.

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Varada Mudra

Buddha nella posizione di Varada Mudra
Buddha nella posizione di Varada Mudra

In questa posizione del Buddha il braccio destro è disteso verso il basso con il palmo aperto e le dita distese. Questo Mudra indica un atto di generosità, sincerità, pazienza, impegno e compassione.

Un altro significato è quello dell’offerta, dell’accoglienza  e della carità. Il Varada Mudra può essere rappresentato con il braccio leggermente piegato e il palmo offerto leggermente rivolto verso l’alto o nel caso del braccio rivolto verso il basso il palmo presentato con le dita dritte o leggermente piegate.  Come già detto è quasi sempre accompagnato dall’Abhaya mudra. A volte viene confuso con il Vitarka mudra, a cui assomiglia molto.

Un altro significato è la connessione tra il dono e il perdono. Chi dona sarà perdonato, mentre chi perdona sarà ricompensato e benedetto. Il perdono è un aspetto stimolante della natura umana e la mano aperta lo incoraggia.

Varada in sanscrito significa concedere un vantaggio o può indicare un evento propizio o un benefattore. Un altro significato e quello di offrire una preghiera o concedere un dono. (DDSA: The Practical Sanskrit-English Dictionary)

Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

Karana Mudra

Karana mudra è anche conosciuto come il gesto che allontana il male.

Nel Karana Mudra la mano destra del Buddha è in posizione verticale o orizzontale, con il palmo rivolto in avanti o verso il lato sinistro. Il dito medio è tocca la punta del pollice formando un anello e anche l’anulare è curvato verso il basso mentre l’indice e il mignolo puntano verso l’alto. A voler essere irrispettosi assomiglia allo scaramantico gesto delle corna.

Questo Mudra simboleggia la rimozione degli ostacoli e della paura. È un gesto che indica protezione e aiuta a tenersi lontani dal male e da altre influenze negative. Il Mudra indica la rimozione delle emozioni negative come ansia, paura, depressione e favorisce le emozioni positive come felicità e appagamento. 

Karana è un parola sanscrita che significa fare (Wikipedia)

Dettaglio di statua di Buddha con la mano in posizione di Karana Mudra
La posizione della mano in Karana mudra esprime un’energia con la quale viene respinta l’energia negativa. Questo gesto della mano serve ad allontanare il male.

Vitarka Mudra

Questo è il Mudra del dibattito o della discussione e si può osservare sia nelle statue del Buddha seduto che in piedi.

In questa posizione la punta del pollice e dell’indice sono unite, mentre le altre dita rimangono distese, similmente all’Abhaya e al Varada. L’anello formato dal pollice e dall’indice simboleggia il flusso costante di energia e informazioni. La mano con le punte del pollice e dell’indice unite insieme è tenuta attaccata al petto (più vicina della posizione Abhaya) ed il palmo è rivolto verso l’esterno. Le altre tre dita della mano sono rivolte verso l’alto. 

Vitarka è una parola sanscrita usata per descrivere il pensiero, il ragionamento, la discussione positiva o l’insegnamento. 

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Namaskara Mudra

Nella posizione del Namaskara Mudra le mani sono giunte, con le dita estese verso l’alto e i pollici che si toccano sulla punta. In genere si ritiene che puntino al chakra del cuore, allo sterno, o al chakra del terzo occhio.. 

Questa posizione rappresenta un gesto di saluto, preghiera e adorazione e nel Buddismo Vajrayana l’unione delle due palme simboleggia in alcuni casi l’esistenza di due regni del Grembo e del Diamante fusi in un’unica entità, le due sfaccettature di un’unica vita spirituale.

In realtà le statue del Buddha non si vedono quasi mai fare questo Mudra (o l’anjali che è simile), in quanto il Buddha non ha bisogno di mostrare la devozione perché è l’unica potente energia della luce e divina.

Namaskar deriva dalla parola sanscrita namaha che significa pagare/rendere omaggio

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Altre rappresentazioni del Buddha

La bellezza Interiore del Buddha che cammina

Il Buddha che cammina rappresenta la grazia e la bellezza interiore. Buddha ha la mano destra alzata e rivolta verso l’esterno e la mano sinistra che si muove accanto al corpo con il piede destro avanti. Questa postura raffigura il ritorno del Buddha sulla terra dopo aver pronunciato un sermone in paradiso. La mano destra simboleggia un gesto di rassicurazione.

La raccolta delle offerte

In alcune rappresentazioni il Buddha ha le braccia congiunte, che portano una ciotola utilizzata per la raccolta delle offerte del Tak Bat.

Nel Buddismo Theravada questa è una vera e propria cerimonia che si ripete quotidianamente da oltre 2,500 anni ed è descritto Vinaya Pitaka, uno dei tre libri del Canone Pali. La raccolta si svolge una volta al giorno, all’alba ed il cibo donato dovrà essere l’unica forma di sostentamento dei monaci e deve essere rigorosamente consumato il giorno stesso, senza avanzi.

In teoria le offerte devono rigorosamente essere solo cibo ed i fedeli non dovrebbero offrire altri beni e, soprattutto, devono astenersi dall’offrire denaro.

Questa rappresentazione rappresenta la compassione per tutti gli esseri senzienti.

La medicina

Una delle figure più ricorrenti, ad esempio, in Giappone è Il Buddha della Medicinao Yakushi Nyorai, è particolarmente ossequiata e venerata dalle persone con problemi di salute.

L’immagine è caratterizzata dalla mano destra con il palmo rivolto all’esterno e leggermente abbassata verso il suolo, mentre la mano sinistra porta un ciotola contenente le erbe medicinali.

L’insegnamento

Tale immagine, caratterizzata dalla mano destra alzata al livello della spalla, con il palmo rivolto verso l’esterno, fa riferimento al primo insegnamento del Buddha dopo aver raggiunto l’Illuminazione (vedi Dharmachakra Mudra)

Il Nirvana

Il Buddha sdraiato sul lato destro, con la mano destra a sostegno del capo, rappresenta il Buddha in punto di morte, appena prima di raggiungere il Nirvana, in questa posizione il Buddha ha gli occhi chiusi, mentre se ha gli occhi aperti sta riposando.

cosa fare a Bangkok

Fonti e approfondimenti

  • Dhyana: https://it.wikipedia.org/wiki/Dhyāna
  • Mudra: https://it.wikipedia.org/wiki/Mudra
  • Asana: https://en.wikipedia.org/wiki/Asana
  • Abhaya: https://www.yoga-magazine.it/2017/01/abhaya-mudra-gesto-del-coraggio/
  • Abhaya: https://www.ayurvedicpoint.it/la-parola-del-mese/357-abhaya-mudra-1-1
  • Varada: https://www.originalbuddhas.com/about-buddha-statues/hand-positions/varada-mudra – foto nomo/michael hoefner, https://www.zwo5.de, CC BY 3.0
  • Karana: https://www.originalbuddhas.com/about-buddha-statues/hand-positions/karana-mudra
  • Namaskara e altro: https://www.antiquities.co.uk/blog/gandhara-india-bactria/understanding-the-gandhara-buddha-poses-and-postures/
  • Dharmachakra: Foto di emoro

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

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Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

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Pubblicato: 19/05/2023
Tempio Cao Dai Vietnam

Il Tempio Cao Dai

di Max Pubblicato: 15/05/2023
Indocina Scritto da Max

Il Tempio Cao Dai e il Caodaismo (fuori Ho Chi Minh City)

Il Tempio Cao Dai: il movimento Cao Dai, o Caodaismo, è un culto religioso fondato nel 1926 presso Tay Ninh, nel Vietnam meridionale, da Ngo Van Chieu e da alcuni altri discepoli. I fondatori sostenevano di avere ricevuto una rivelazione divina nel corso di una seduta spiritica e di aver ricevuto il compito di fondare una nuova religione aggregando vari elementi mutuati da dottrine orientali ed occidentali.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Indice

  • Il Tempio Cao Dai e il Caodaismo (fuori Ho Chi Minh City)
  • Guida e mappa del Vietnam
  • Storia ed origine del Caodaismo
  • Architettura e particolarità del Tempio Cao Dai
  • Per saperne di più sull’Indocina

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Guida e mappa del Vietnam

Pianifica subito la visita nel sud del Vietnam sulla mappa e compra la nuova versione della guida del Vietnam della Lonely Planet. In formato cartaceo è quasi introvabile, io l’ho trovata in libreria per puro caso ed era l’ultima. La guida del Vietnam del National Geographic*, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Per non restare senza connessione compra una E-Sim solo dati per il Vietnam e altri otto stati* della zona. Mantieni il tuo numero e navighi liberamente (consulta quali Smartphone supportano la E-Sim).

Storia ed origine del Caodaismo

La storia di Cao Dai inizia nel 1919 quando Ngo Van Chieu, funzionario dell’amministrazione coloniale francese e spiritista, cominciò a condurre esperimenti di esoterismo con ragazze medium. Durante le sedute un nome che spesso veniva pronunciato era quello di Cao Dai, un’entità che si proponeva come somma divinità. Fu durante una di queste sedute, nella notte di Natale del 1925, che ai presenti fu indicato di fondare la chiesa e chi doveva essere il primo sommo sacerdote: l’anziano mandarino Le Van Trung. La sede del Caodaismo si trova vicino a Tay Nihn, dove si trova anche il Grande Tempio del Cao Dai (Thanh That Cao Dai), costruito tra il 1933 e il 1955.

Architettura e particolarità del Tempio Cao Dai

Il tempio ricorda una cattedrale cattolica, con una grande navata centrale, un altare e due navate laterali, mentre la facciata è caratterizzata dalle due torri a pianta quadrata. Nonostante l’apparenza esterna che rimanda all’architettura europea, gli interni si presentano decisamente più simili ad un tempio cinese, con colonne-drago e cobra a sette teste oltre a riferimenti a complesse simbologie e numerologie. I colori prevalenti sono il giallo, il blu e il rosso, associati rispettivamente buddismo, taoismo e confucianesimo.

Tempio Cao Dai Vietnam
Tempio Cao Dai Vietnam

La navata centrale è composta di nove sezioni, intervallate da gradini che simboleggiano quelli della scala per il paradiso. Al termine della navata, in alto, si trova una cupola che rappresenta il paradiso, che sormonta una sfera blu con simbolo dell’Occhio Divino, riportato anche sulle tuniche dei sacerdoti.

Per i più curiosi da non perdere è il momento della preghiera collettiva, accompagnata da musica e canti. Le funzioni si celebrano ogni 6 ore a partire dalle sei del mattino (a mezzogiorno, alle 18 e a mezzanotte). 

Si entra con abiti consoni al luogo: gonne e pantaloni sotto al ginocchio, capo scoperto e piedi nudi.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

heymondo 10 lungo

Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

Volete organizzare un viaggio con me? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Unknown
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Pubblicato: 15/05/2023
viaggio in Cambogia Faq

Faq Cambogia: indicazioni, consigli e stranezze Khmer

di Max Pubblicato: 30/04/2023
Indocina Scritto da Max

Faq Cambogia, le risposte a quasi tutte le domande sulla terra Khmer.

48 Faq Cambogia, rapidi riferimenti e risposte alle domande che possono venire in mente a chi sta organizzando un viaggio in terra Khmer.

Se ne avete altre scrivetemi!

Immagine di Copertina in collaborazione con Macrovector

Indice dell'articolo : clic per aprire

Indice

  • Faq Cambogia, le risposte a quasi tutte le domande sulla terra Khmer.
  • Cosa fare in Cambogia: guide, libri e utilità
  • Faq sulla lingua in Cambogia
  • Faq su orari e fuso orario in Cambogia
  • Faq sui trasporti in Cambogia e per la Cambogia
  • Faq sui Taxi in Cambogia
  • Faq visti e requisiti per entrare in Cambogia
  • Faq sui bagni pubblici in Cambogia
  • Faq su Wi.Fi e Cellulare in Cambogia
  • Faq Cambogia su valuta, pagamenti e carte
  • Faq su elettricità, prese di corrente ed adattatori
  • Faq capitale altre città
  • Faq sul cibo in Cambogia
  • Faq sulle mance in Cambogia
  • Faq Cambogia periodo migliore
  • Faq su cosa vedere in Cambogia
  • Faq su informazioni, salute e sicurezza in Cambogia
  • Faq su civiltà e religione in Cambogia
  • Proposte di Viaggio in Cambogia
  • Per saperne di più sull’Indocina

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cosa fare in Cambogia: guide, libri e utilità

Pianifica subito la visita: acquista la nuova versione della guida* della Cambogia della Lonely Planet. La guida del National Geographic* sulla Cambogia, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

Per non restare senza connessione comprate una E-Sim solo dati per Cambogia, Vietnam e altri sei stati* della zona. Si mantiene il proprio numero e si naviga liberamente (verificate quali Smartphone supportano la E-Sim).

Faq sulla lingua in Cambogia

Qual è la lingua ufficiale della Cambogia?

La lingua ufficiale del paese è lo Khmer, che è parlata da quasi il 90% della popolazione.

In Cambogia parlano inglese? 

L’inglese è parlato dalle persone che hanno a che fare col turismo o con l’estero, in genere la popolazione non parla inglese.

In Cambogia parlano francese?

Il francese è stata la lingua ufficiale al tempo della colonizzazione francese dell’Indocina e oggi, solo pochi fra i cambogiani più anziani parla francese.

In Cambogia parlano italiano?

Generalmente l’italiano non è una delle lingue parlate in Cambogia, a parte rare eccezioni.

In Cambogia i cartelli stradali sono scritti solo in caratteri Khmer?

In genere i cartelli sono scritti sia con la scrittura locale che in caratteri latini.

Angkor Wat il monumento simbolo della storia della Cambogia
Angkor Wat il monumento simbolo della storia della Cambogia

Faq su orari e fuso orario in Cambogia

La Cambogia quale fuso orario osserva?

La Cambogia si trova nel fuso orario dell’Indocina, o UTC+07:00. Quando in Italia si osserva l’ora solare, la Cambogia si trova avanti di 6 ore, quando in Italia c’è l’ora legale, di 5 ore. Se a Siem Reap è mezzogiorno, con l’ora legale da noi sono le 7 di mattina, senza l’ora legale sono le 6.

heymondo 10 lungo

Faq sui trasporti in Cambogia e per la Cambogia

Come sono i treni in Cambogia

I treni ad oggi non sono affidabili. I viaggi sono lenti e le carrozze perlopiù destinate al trasporto merci, con orari incerti e poche carrozze. Viaggiare in treno può essere interessante se non avete fretta.

Cos’è un Tuk-Tuk?

il Tuk-Tuk è un mezzo di trasporto collettivo usato in oriente per le distanze brevi ed in città. Si tratta di una specie di motocicletta a tre ruote che può trasportare nel retro da una a tre-quattro persone. In genere l’abitacolo ha un tetto, ma è aperto ai lati.

Quanto costa un Tuk-tuk in Cambogia

Il prezzo di un Tuk-tuk in Cambogia è variabile. In genere parte da un minimo di un dollaro-un dollaro e mezzo per un breve tragitto. Tre dollari in genere per attraversare una città. Il costo dall’aeroporto a Phnom Penh intorno ai 6 dollari.
Ricordate sempre di contrattare prima il prezzo, dopo può essere spiacevole. Anche tirare troppo sul prezzo non è corretto, se non sapete esattamente dove si può arrivare.

Quanto costa e quanto dura un volo per la Cambogia?

Un volo per la Cambogia può durare dalle 12 alle 18 ore con scalo intermedi e costare dai 700 euro dei periodi meno cari a oltre 2.000 euro nei mesi più affollati, soprattutto ad agosto. Se volete fare un viaggio in Cambogia e risparmiare, prenotate con largo anticipo e valutate se volare su Ho Chi Minh o Bangkok per poi raggiungere la Cambogia via terra (ovviamente se avete tempo).

Cos’è un Cyclo

Il Cyclo è una specie di bicicletta a tre ruote, caratteristica dell’Indocina e soprattutto di Phnom Penh, utilizzato come mezzo di trasporto pubblico in città. Si tratta di una sorta di risciò a pedali utilizzato per il trasporto di una o in casi eccezionali più persone. Fu introdotto in Cambogia nel 1936. Ne sopravvivono pochi.

Faq sui Taxi in Cambogia

Quanto costa un Taxi in Cambogia

In genere la tariffa dipende dalla destinazione e viene contrattata sul momento, prima di salire. Alcuni taxi operano anche con tassametro, soprattutto a Phnom Penh, ma in genere si contratta. Global Taxi è stata la prima compagnia di taxi in Cambogia a utilizzare il tassametro. Di solito si trovano nelle zone turistiche fino a tarda notte. Il prezzo parte da 4.000 Riel (circa 1 dollaro) per i primi 2 km, poi costa circa 400 Riel per km.
Questo è un esempio, ma occorre valutare volta per volta. Ci sono anche 4 app che vanno per la maggiore: PassApp, GrabTaxi, Tada, and WeGo Taxi App, soprattutto nelle grandi città e alcune attive in una città e non nell’altra.

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Faq visti e requisiti per entrare in Cambogia

Ci vuole un visto per entrare in Cambogia?

Per i turisti è richiesto un visto che può essere richiesto all’arrivo, dura 30 giorni e costa 30 dollari.

Posso acquistare online il visto per la Cambogia?

Potete acquistare il visto online e controllare le altre informazioni sul sito. Attenzione che non tutti i valichi di frontiera accettano il visto elettronico
Se non siete sicuri potete anche rivolgervi ad un sito online per ottenere il visto, ovviamente Vi costerà un po’ di più.

C’è un’ambasciata di Cambogia in Italia

L’ambasciata di Cambogia a cui rivolgersi dall’Italia è quella di Francia a Parigi.

C’è l’Ambasciata Italiana in Cambogia?

L’Ambasciata d’Italia non presente nel Paese. E’ competente l’Ambasciata d’Italia in Thailandia.
Ambasciata d’Italia a Bangkok
All Seasons Place – CRC Tower (27mo e 40mo piano) – 87 Wireless Road – Bangkok 10330, Thailandia
Tel.: +66 2504970 – Fax Cancelleria Diplomatica: +66 2504985 – Fax Cancelleria Consolare: +66 2504988 – Cellulare per le sole effettive emergenze: +66 818256103
E-mail: ambasciata.bangkok@esteri.it
Rete consolare Console Onorario a Phnom Penh:
Dott. Aurelio Flacco
Telefono: +855 (0)17 540 544
email: consolare.cambogia@gmail.com
Borey Peng Houth Boeung Snor – Street P-22, Nr. 4, Sangkat Niroth – Khan Chbar Ampov -12123 Phnom Penh – Cambogia
Per l’assistenza in loco ai connazionali in casi di necessità ci si può rivolgere anche a:
Ambasciata di Francia
1 Bd Monivong, Phnom Penh
Tel: (+855) 23 430 020 (da fuori Paese), 023 430 020 (localmente); E-mail: ambafrance@online.com.kh

Ragazza con passaporto per articoli in cui si parla di visto per la Cambogia vietnam laos stati uniti india
Ragazza con passaporto per articoli in cui si parla di visto per la Cambogia vietnam laos stati uniti india

Faq sui bagni pubblici in Cambogia

Ci sono i bagni pubblici in Cambogia?

In genere ci sono bagni pubblici, spesso con la turca. Portarsi sempre fazzoletti e salviette. Controllate se le salviette vanno depositate in un contenitore a parte. In alcuni luoghi può essere richiesto un piccolo contributo.

Faq su Wi.Fi e Cellulare in Cambogia

Si trova il Wi-Fi in Cambogia?

Il Wi-Fi si trova agevolmente nelle principali città, ma potrebbe anche essere lento e a volte è a pagamento nelle aree pubbliche. Meglio la rete cellulare.

Posso usare il mio cellulare in Cambogia?

Ti consiglio di verificare con il tuo operatore, se dovesse essere troppo costoso puoi comprare una scheda eSIM per la Cambogia (puoi verificare se il tuo cellulare supporta le eSim da questa pagina sul sito di un operatore virtuale).

Qual è il prefisso internazionale della Cambogia?

Il prefisso internazionale della Cambogia è +855

Faq Cambogia su valuta, pagamenti e carte

Qual è la moneta della Cambogia?

La valuta nazionale è lo riel cambogiano, ma i dollari sono accettati in tutto il paese, quando non preferiti.

Ci sono gli ATM (Bancomat) in Cambogia?

In Cambogia si trovano ATM in tutte le maggiori città.

Gli ATM distribuiscono solo riel o anche dollari?

In gernere gli ATM distribuiscono sia riel che dollari americani.

Devo portare contanti in Cambogia? 

Al di fuori delle aree urbane è difficile trovare degli sportelli automatici, pertanto è consigliabile munirsi di contante. La maggior parte dei negozianti accetta solo valuta locale o dollari di piccolo taglio, per problemi nel dare il resto.

Posso usare le carte di credito?

Le carte di credito sono in genere accettate negli hotel e nei ristoranti delle zone urbane, ma al di fuori delle città è meglio avere sempre i contanti.

Faq su elettricità, prese di corrente ed adattatori

Ho bisogno di un adattatore per l’elettricità in Cambogia

Prese di corrente in Cambogia

La Cambogia utilizza la corrente a 230V, 50Hz AC, come in Europa, ma le presedi corrente possono essere differenti, di tipo europeo, americano (con le due linguette parallele) o di tipo anglosassone con le tre barrette a triangolo. Meglio avere un adattatore universale.

Faq capitale altre città

Qual è la capitale della Cambogia?

La capitale della Cambogia è Phnom Penh

Quali sono le città principali della Cambogia?

Le città più grandi della Cambogia sono Phnom Penh, Siem Reap, Sihanoukville, Battabang.

Faq sul cibo in Cambogia

L’acqua corrente o del rubinetto si può bere in Cambogia?

La qualità dell’acqua varia da regione a regione in Cambogia e berla non è sicuro. È meglio limitarsi all’acqua filtrata, che può essere trovata in hotel e ristoranti. Per ridurre il consumo di plastica portati una borraccia come la mia Nalgene, nella sua versione aggiornata che puoi usare con le bibite gassate. Oppure puoi acquistare una borraccia termica con materiali di qualità come questa e riempila prima di uscire dall’hotel. Non usare borracce dei quali non conosci i materiali, potrebbero trattenere odori e sapori o essere pericolose. Puoi trovare una vasta selezione anche presso Outpost Mountaineering a FinalBorgo (SV), dove potrai toccare con mano ed avere consigli utili.

Come si mangia in Cambogia?

La cucina cambogiana è simile a quella della Thailandia e Laotiana, con alcune particolarità tipiche dei vari luoghi e meno speziata. 

In Cambogia posso mangiare vegetariano?

Come in tutti i paesi buddisti, non è un problema trovare cibo vegetariano. Per i vegani o le persone con allergie potrebbe essere più difficile farsi capire al di fuori delle grandi città e degli alberghi dove si parla inglese.

Faq sulle mance in Cambogia

A quanto ammontano le mance in Cambogia? 

Gli importi delle mance variano ampiamente, ma in genere si aggirano intorno a 3-5 dollari al giorno per le guide e 1-3 dollari per gli autisti. Se portate regali da casa, evitate di portare imballaggi in plastica e, per quanto possibile cose in plastica che poi debbano essere smaltite.

Faq Cambogia periodo migliore

Qual è il periodo migliore per andare in Cambogia?

Il paese è caldo durante tutto l’arco dell’anno. La stagione più secca e fresca va da novembre a febbraio ed è considerata alta stagione. Da marzo a maggio fa più caldo, ma è comunque piacevole viaggiare. Da giugno ad ottobre sono i mesi più piovosi, durante i quali i giorni di pioggia possono essere anche 2 su 3.

Com’è il clima della Cambogia ad Agosto?

Le temperature massime a Phnom Penh ad agosto vanno dai 30° ai 35°, mentre le minime intorno ai 26°. Il tempo è umido e piovoso, ma questo non impedisce di godersi la vacanza. Gli acquazzoni di solito non durano tutto il giorno sono più persistenti nel nord del paese. In certe zone più remote alcune strade potrebbero essere difficilmente percorribili.

Faq su cosa vedere in Cambogia

Quali sono le feste o eventi principali in Cambogia?

La Cambogia ha molte feste nazionali ed eventi locali. Alcuni fra i più sentiti sono il 24 gennaio, la festa di Angkor e , ad aprile, il Capodanno Khmer. Ci sono poi il giorno dell’aratura reale, che cade in aprile o maggio e altre feste come il Meak Bochea (Festa dei monaci), che si tiene il 9 febbraio, il festival dell’acqua e della luna fra ottobre e novembre e il compleanno di Buddha, che viene celebrato il 15 giugno.

Quali sono le guide turistiche da acquistare per la Cambogia?

Per la Cambogia esistono diverse guide, le più affidabili, in italiano, sono Guida Cambogia Lonely Planet, ultima versione in italiano o guida Cambogia di National Geographic, meno dettagliata, ma con molte più fotografie, oltre al il frasario delle Lonely Planet per capire e farsi capire in birmano, khmer, lao e vietnamita.

Dove posso vedere un centro di recupero per gli orsi in Cambogia

Puoi far visita ad un centro di recuper per gli orsi appena fuori da Phnom Penh. Clicca qui per saperne di più sulla possibilità di vedere questi fantastici animali liberati da atroci sofferenze-

Faq su informazioni, salute e sicurezza in Cambogia

La Cambogia è adatta alle famiglie?

La Cambogia è una destinazione adatta alle famiglie, specialmenrte a quelle un po’ avventurose, ma non solo.

La Cambogia è consigliata per i viaggiatori LGBTQ+?

La Cambogia è molto accomodante nei confronti di qualsiasi viaggiatore, ma il paese è conservatore; quindi, le manifestazioni pubbliche di affetto sono disapprovate indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Cosa devo mettere in valigia per un viaggio in Cambogia?

In Cambogia quasi certamente non patirete il freddo, pertanto occorrono abiti leggeri e traspiranti, creama solare e poco altro. Non dimenticate di mettere in valigia magliette con maniche lunghe e pantaloni lunghi per le visite ai Templi. I Templi sono luoghi sacri e non si può entrare con braccia e gambe scoperte.

La Cambogia è un paese sicuro?

La Cambogia è un paese abbastanza sicuro sia nelle zone rurali che nelle città. Come sempre, occorre tenere gli occhi aperti e, nelle ore notturne, limitarsi alle zone più frequentate. Attenzione ai borseggiatori nelle zone affollate, come in tutte le parti del mondo.

Quali vaccinazioni sono obbligatorie per la Cambogia?

Al momento non sono richieste vaccinazioni per visitare la Cambogia. È necessaria avere il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla se si arriva da un altro paese a rischio di febbre gialla. In genere per tutti i viaggi le vaccinazioni più raccomandate sono epatite A, tifo e colera. A seconda del luogo anche la profilassi antimalarica, ma il consiglio è quello di consultare sempre il proprio medico.

Per un viaggio in Cambogia è consigliata un’assicurazione di viaggio?

Assolutamente sì, l’assicurazione di viaggio è sempre consigliata. Si trovano ottime assicurazioni che includono copertura sanitaria, bagaglio e annullamento.

Faq su civiltà e religione in Cambogia

Che cos’è il Reamker, il poema epico Cambogiano?

Il Reamker è un poema epico cambogiano basato sul poema epico indiano Ramayaṇa ed il titolo significa semplicemente: Gloria di Rama. Il Reamker si divide in due parti, entrambe incomplete ed adatta le idee hindu ai temi buddhisti mostrando l’equilibrio tra bene e male nel mondo. Come il Ramayana, il Reamker richiama gli ideali di giustizia e fedeltà rappresentati dai protagonisti, il principe Rama e la regina Sita, ma mentre nel Ramayana il principe Rama è la personificazione di una divinità che ha il compito di combattere il male sulla terra, nel Reamker Rama è rappresentato come il Buddha stesso. La storia è visibile oggi in alcuni dei bassorilievi di Angkor e diventò in seguito il tema preferito degli affreschi sulle pareti dei templi.

Qual è la religione principale in Cambogia?

In Cambogia la maggior parte della popolazione è Buddista Theravada, mentre circa il 2% della popolazione è musulmana.

Cosa significa il termine Wat?

Un wat in lingua Khmer è tempio buddista o indù ed il termine è usato a volte in Cambogia ed in altri paesi del sud est asiatico. La parola wat è una parola thailandese mutuata dal sanscrito vāṭa, che significa “recinto”. Il termine ha significati diversi in ciascuna regione, indicando di volta in volta tipi diversi di templi di religioni diverse.

Quali sono le regole da rispettare nei templi?

Fra le cose da non fare: non mangiare all’interno dei templi e ricordarsi che le donne non possono toccare i monaci, non volgere le piante dei piedi o puntare col dito verso i monaci o le statue di Buddha. Fra le cose da fare invece: togliersi il cappello nel parco del monastero, togliersi le scarpe all’interno degli edifici, sedersi in ginocchio con i piedi nascosti dietro piuttosto che le gambe incrociate, parlare piano, chiedere prima di scattare foto e non entrare in luoghi chiusi senza permesso.

Proposte di Viaggio in Cambogia

  • Cambogia, nella terra dei sorrisi, tour di gruppo a date fisse per minimo 2 persone con guida in italiano: un’introduzione alla Cambogia per chi tempo e budget limitato, che vi darà comunque modo di innamorarvi del paese.
  • Mini Tour del Regno Cambogiano. Viaggio individuale con guida in italiano per tutti coloro che vogliono farsi un’idea più approfondita di questo fantastico paese.
  • Cambogia, gran tour del Regno Khmer. Viaggio completo attraverso i paesaggi più belli ed affascinanti della Cambogia.
  • Tour combinato di Cambogia e Vietnam, della durata di minimo 12 giorni ed ulteriormente personalizzabile.
  • Per qualsiasi informazione potete scrivermi.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

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Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

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Pubblicato: 30/04/2023
Immaginde di copertina dell'articolo Le parole del Buddismo e dell’Induismo che devi conoscere se visiti Angkor

Le parole del Buddismo e dell’Induismo che devi conoscere se visiti Angkor

di Max Pubblicato: 25/04/2023
Indocina Scritto da Max

Parole del Buddsimo e dell’induismo in Cambogia

Questo articolo nasce per spiegare il significato di alcune parole del Buddismo e dell’Induismo in Cambogia, termini Khmer usati nei templi o per indicare luoghi, personaggi o divinità. La conoscenza di questi termini buddisti è sicuramente utile se si visitano i templi di Angkor e più in generale tutto il paese, per aiutare a comprendere meglio la religione, la cultura e la geografia e locale.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Parole del Buddsimo e dell’induismo in Cambogia
  • Un occhio all’abbigliamento e alle buone maniere
  • Libri e guide per la Cambogia
  • I nomi dei luoghi e degli edifici
  • I personaggi e le divinità del Buddismo e dell’Induismo
  • Altre parole ed aggettivi
  • Fonti più rilevanti
  • Per saperne di più sull’Indocina
Monaco in meditazione - Cambogia
Monaco in meditazione – Cambogia

Un occhio all’abbigliamento e alle buone maniere

Prima di entrare in un tempio o Wat vediamo alcuni consigli.

  • Toglietevi scarpe e cappello e depositateli all’ingresso del complesso, a maggior ragione quando si entra nella Pagoda. le scarpe e il cappello quando entrate in un edificio, specialmente nella pagoda
  • Vestitevi con rispetto, coprendo le spalle e indossando una gonna ed un pantalone che copra le ginocchia.
  • Non fate rumore se si stanno celebrando dei riti o ci sono eventi in corso, in ogni caso il silenzio è d’oro.
  • Lasciate una donazione, per piccola che sia, sarà un segno di rispetto.
  • Non rivolgetevi alle persone o alle divinità puntando con il dito, non è rispettoso.
  • Ed ora conosciamo insieme un po’ di terminologia per aiutarci a comprendere quello che stiamo visitando.
  • Imparate i termini buddisti più ricorrenti e familiarizzate con essi

Libri e guide per la Cambogia

Pianifica subito la visita: acquista la nuova versione della guida* della Cambogia della Lonely Planet. La guida del National Geographic* sulla Cambogia, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

I nomi dei luoghi e degli edifici

Angkor

Angkor, che significa “città” o “capitale”, è una forma volgare della parola Nokor, che deriva dalla parola sanscrita nagara.

Wat

Wat è il complesso dei templi che fanno parte di una costruzione, l’insieme di tutti gli edifici e si potrebbe tradurre in Santuario. Wat è la parola khmer per “tempio” derivata dal sanscrito: vata o recinto.

Tempio di Ta Prohm in Cambogia
Tempio di Ta Prohm in Cambogia

Bannalay

Bannalay è la biblioteca

Banteay

Banteay nella terminologia Khmer significa Cittadella o fortezza, come ad esempio Banteay Srei, la cittadella delle donne o Banteay Kdei, la cittadella delle camere.

Baray

Un baray è un serbatoio o invaso d’acqua artificiale. Non si sa con certezza quale fosse lo scopo dei baray, ma gli archeologi ritengono che facessero parte del sistema di irrigazione o servissero a uno scopo religioso. Al centro dei baray gli Khmer costruivano i templi su un’isola artificiale. Il più grande baray di Angkor è il Baray Occidentale che era lungo più di 7 chilometri e largo 1,7 chilometri.

Chedi (Thai) o Stupa

Gli Stupa o i Chedi in Thailandia contengono principalmente le reliquie o i resti di monaci, reali o coloro che hanno pagato per esservi sepolti. Alcuni possono contenere reliquie del Buddha e manufatti preziosi. Questo è uno dei termini buddisti più ricorrenti.

Dharmasala

Il significato della parola buddista Dharmasala (da non confondere con Dharamsala) è la Casa del Fuoco, è il nome dato a un luogo dove i pellegrini possono riposarsi durante un viaggio. Si apprende dalla stele di Ta Prohm che c’erano 121 Case del Fuoco sulle strade principali che portavano da Angkor a diverse città importanti Questi edifici sono stati costruiti durante il regno di Jayavarman VII della fine del XII secolo e che si possono vedere a Preah Khan, Ta Prohm e Banteay Chhmar.

Gopura

Gopura è portale o un padiglione d’accesso ad un complesso templare. I Gopura sono strutture o padiglioni a volte anche molto grandi con decorazioni e bassorilievi. Molti dei templi più grandi hanno un Gopura al centro di ciascun lato delle mura di cinta.

Linga

Il Linga è la rappresentazione del Dio Shiva e uno fra in termini induisti più ricorrenti. Il Linga ha forma cilindrica (rappresentazione fallica) ed è posto in genere al centro del tempio.

Monte Meru

Il Monte Meru rappresenta la Montagna Sacra ed il centro dell’universo nella mitologia induista ed in quella buddista.  Nell’Induismo il Monte Meru segna il centro dell’universo si trova nella regione dei paradisi mentre sulla sua cima, a nord, si trova il paradiso di Indra e al di sopra splende la Stella del Nord.

I Templi Montagna di Angkor come il Bakong e il Phnom Bakheng furono costruiti per essere una rappresentazione del Monte Meru.

Pachaa

Pachaa nei templi in Cambogia è il crematorio

Pagoda

La Pagoda è l’edificio principale del tempio per l’adorazione del Buddha e lo spazio delimitato per i rituali. La Pagoda di solito ha pianta rettangolare, a volte con colonne all’interno e all’esterno e con il Buddha all’estremità occidentale, rivolto ad est (come si pensa fosse al momento dell’illuminazione). Sono comunemente decorate con pitture murali che spesso raffigurano i momenti della vita di Buddha e del poema epico Reamker.

Phnom

Phnom significa montagna o collina, come ad esempio Phnom Penh la collina di Penh o Phnom Bakheng il tempio della montagna, situato su una collina.

Prasat

Prasat è un termine khmer che significa palazzo o castello e si riferisce agli antichi edifici khmer (templi propriamente detti, ma anche cappelle, ostelli ecc.). Torre o tempio, ad es. Prasat Kravan, Prasat Suor Prat.

Rajavihara

Rajavihara è di solito riferito ad un Tempio o una Dimora Reale

Sema o Sima

I Sema oggetti che delimitano l’area sacra di un sito buddista Theravada. I sema si vedono in genere nelle pagode in tutta la Cambogia spesso realizzati con una pietra a forma di foglia, a volte con rilievi o caratteri decorati, e collocati nei punti cardinali che circondano l’area sacra. 

Stele

La stele è una tavola in pietra incisa con informazioni sul tempio, come la data di fondazione, il re che ne ordinò la costruzione e gli dei a cui era dedicato il tempio.

Stupa

Gli Stupa (vedi anche chedi) in origine dovevano contenere le reliquie del Buddha. Oggigiorno contengono di solito le reliquie di monaci venerabili, reali o coloro che hanno pagato per esservi sepolti. Alcuni possono ancora contenere reliquie del Buddha e manufatti preziosi.

Vihear

Il Vihear o Pagoda è l’edificio principale del tempio per l’adorazione del Buddha e lo spazio delimitato per i rituali. Di solito ha una pianta rettangolare, con grandi colonne all’interno e all’esterno e con il Buddha situato all’estremità occidentale e rivolto ad est (come si pensa che fosse al momento dell’illuminazione). Gli interni sono spesso decorati da dipinti murali che raffigurano i momenti della vita di Buddha o del poema epico Khmer, il Reamker.

I personaggi e le divinità del Buddismo e dell’Induismo

Apsara

Apsara sono le ninfe celesti della mitologia buddista e indù. Di solito sono raffigurate come figure danzanti e sorridenti. Si possono trovare nei bassorilievi di molti dei templi di Angkor, come Angkor Wat e Bayon. Le Apsara mitologicamente sono emerse durante la zangolatura dell’oceano di latte, uno dei più famosi miti dell’induismo che si trova in testi sacri quali i Purana e il Mahabharata.

Bassorilevo ad Angkor in Cambogia
Bassorilevo ad Angkor in Cambogia

Devata o Thewada

Devata o Thewada (Thai) è un essere celeste maschile o femminile, ciò che nel cristianesimo potrebbe essere simile ad un angelo custode. Devata deriva dal sanscrito Deva, che significa Divinità. Come le Apsara, si trovano spesso raffigurati nei bassorilievi dei templi di Angkor come Preah Khan e Angkor Wat.

Leggi anche Danza Apsara o Balletto Reale della Cambogia – Apsara Dance

Dvarapala

I Dvarapala sono guardiani armati, delle divinità che sono raffigurate nei Templi o nei monasteri buddisti e induisti. Le rappresentazioni possono a volte assumere sembianze umane, a volte demoniache e solitamente si trovano in coppia su entrambi i lati dei cancelli d’’ingresso ai Templi.

Essi provengono dalla tradizione popolare asiatica e sono ispirati alle divinità tutelari ed alle figure di guerrieri mitologici. 

A seconda delle dimensioni e della ricchezza del tempio, i guardiani potevano essere collocati da soli, in coppia o in gruppi. Le strutture più modeste potrebbero avere un solo Dvarapala, mentre alcuni siti più grandi potrebbero averne quattro a presidio dei punti cardinali, a volte anche di più, generalmente in numero pari.

Garuda

Garuda è una rappresentazione della mitologia induista e buddista, il mitico uccello, cavalcatura di Vishnu e l’unico tra gli animali della mitologia indiana ad essere dotato di ali. A volte è raffigurato come metà uccello e metà uomo, mentre altre volte gli attributi umani scompaiono del tutto. 

Hamsa

L‘Hamsa è un uccello che viene citato negli antichi testi sanscriti e che vari studiosi hanno identificato spesso, con l’oca, con il cigno o con il fenicottero. Questa immagine viene usata in India e nel sud-est asiatico come simbolo religioso ed elemento decorativo. A questo uccello mitologico è attribuita la capacità di estrarre il latte dalla miscela di latte ed acqua, simboleggiando la capacità di estrarre il bene tralasciando il male. Hamsa viene spesso indicato come Vahana (o veicolo), fra gli altri, di Brahma, Gayatri e Saraswati

Ingresso ai templi in Cambogia
Ingresso ai templi in Cambogia

Kala o Kirtimukha

Kala è una figura mitologica di derivazione induista, spesso indicato come il destino o il dio della morte (in alternativa a Yama). Non è una delle parole nel buddismo fra le più frequenti, ma presente in molti templi cambogiani

Mushika

Krauncha era un maldestro musicista celeste, che, dopo aver calpestato distrattamente i piedi ad un rishi di nome Vamadeva, venne maledetto e trasformato in un topo grandissimo. Una volta prese le sembianze del topo Krauncha cominciò ad infastidire tutti, rubando il cibo e distruggendo tutto quello che trovava sul suo cammino. Ganesha corse allora in aiuto degli amici terrorizzati e dopo varie peripezie riuscì ad intrappolare il topo con una corda, obbligandolo così a diventare il suo Vahana prendendo il nome di Mushika.

Naga 

I Naga sono delle creature mitologiche metà uomo e metà serpente. Essi sono presenti nella mitologia induista vedica e nella tradizione orale del V millennio a.C.

La parola Naga deriva dal sanscrito: nag significa serpente. Questa rappresentazione fa parte della cultura popolare induista e buddista e queste figure si ritrovano spesso nei bassorilievi e nelle sculture dei templi. Nel Sud dell’India si ritiene che donino la fertilità ai fedeli e sono considerati i servi di Varuna, dio vedico delle tempeste.

Nandi

Nandi è un toro bianco, simbolo di purezza, e le sue quattro zampe rappresentano la Verità, la Rettitudine, la Pace e l’Amore.

Nandi è il costante e immancabile compagno di Shiva in tutti i suoi spostamenti ed in ogni tempio dedicato a Shiva, di fronte al santuario principale, non può mancare una scultura di Nandi. Nel corso dei secoli Nandi ha acquisito un’importanza sempre maggiore, fino a diventare una divinità a se’ stante, infatti sono presenti in India vari templi dedicati esclusivamente a lui.

Neak Ta

I Neak Ta sono le divinità ancestrali o tutelari che nella tradizione Cambogiana si crede veglino su persone, luoghi e cose, e che devono ricevere il dovuto rispetto. Neak Ta in Khmer ha più o meno il significato di antenato. Un Neak Ta può essere di genere femminile o maschile, e molto spesso si tratta di una coppia.

I cambogiani di solito custodiscono una specie di casetta vuota posizionata su un palo o appesa ad un albero all’esterno dell’abitazione. Si tratta di una sorta di altare al quale si portano offerte in natura per ingraziarsi gli spiriti benevoli o mantenere gli spiriti maligni lontano dalla casa.

Paravani

Kartikeya, il dio della guerra noto come Murugan nell’India meridionale ha come veicolo il pavone di nome Paravani. Questo pavone era originariamente un demone chiamato Surapadma che aveva avuto l’ardire di sfidare il dio della guerra in combattimento. Il demone capì subito che non poteva vincere e si pentì del suo gesto, prendendo la forma di un albero e pregando di essere risparmiato. 

Murugan tagliò l’albero in due e da una metà estrasse un gallo, di cui fece il suo emblema, mentre dall’altra estrasse un pavone, di cui fece la sua cavalcatura.

Vahana

Vahana deriva dal sanscrito e significa ciò che trasporta o ciò che tira e nella mitologia Induista è l’animale usato come veicolo dalle varie divinità. Ogni divinità in India è associata ad un animale che è il suo veicolo, come l’aquila Garuda di Vishnu o il toro Nandi di Shiva. Le divinità sono spesso raffigurate mentre cavalcano il proprio Vahana, ma a volte il Vahana si trova di fianco alla divinità e altre volte ancora viene raffigurato e venerato come una figura a sé stante.

Ta

Ta significa nonno o antenato, ad esempio nel Tempio Ta Prohm significa Antenato Brahma.

Altre parole ed aggettivi

Preah

Preah Significa Dio o Re e può anche essere usato come aggettivo che significa sacro o santo, come ad esempio in Preah Khan, dove significa spada sacra.)

Prei

Prei significa bosco o foresta, come ad esempio in Banteay Prei, la Cittadella della foresta.

Reamker

Il Reamker è un poema epico cambogiano sullo stile del Mahabharata Induista.

Srei

Srei Significa donna, ad esempio, Banteay Srei significa cittadella delle donne.

Thom

Thom significa grande, come ad esempio in Angkor Thom, dove significa grande città

Fonti più rilevanti

Kirtimukha https://kirtimukha.com/devilsMask.htm, https://en.wikipedia.org/wiki/Kirtimukha

Kala https://it.frwiki.wiki/wiki/Kala

Nandi https://it.wikipedia.org/wiki/Nandi

Valakhilya https://www.wisdomlib.org/definition/valakhilya

Airavata https://en.wikipedia.org/wiki/Airavata

Garuda https://ilcrepuscolo.altervista.org/php5/index.php/Garuda

Dvarapala https://it.frwiki.wiki/wiki/Dvarapala

Ponti Naga https://helloangkor.com/the-amazing-ancient-mythical-bird-statues-of-preah-khan-the-secret-wall-trail/

Dharmasala https://en.wikipedia.org/wiki/Dharmasala

Kubera https://www.hindu-blog.com/2010/10/man-as-vahana-of-kubera-symbolism-in.html

Rajavihara https://www.wisdomlib.org/definition/rajavihara

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Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

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Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Pubblicato: 25/04/2023
immagine di copertina come fare il caffè vietnamita ca phe sura da caffè ghiaccciato

Il caffè Vietnamita come farlo e dove gustarlo

di Max Pubblicato: 24/04/2023
Indocina Scritto da Max

Il caffè vietnamita, come si fa e da dove deriva la tradizione

Il caffè vietnamita è una tradizione ed un’abitudine in Vietnam paragonabile a quella dell’espresso in Italia. Dolce, amaro, freddo ghiacciato o, meno sovente, anche caldo, il caffè, come in ogni parte del mondo, si beve ovunque, ma quello vietnamita ha delle particolarità. 

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Il caffè vietnamita, come si fa e da dove deriva la tradizione
  • Cenni storici sul caffè in Vietnam
    • Informazioni sul caffè vietnamita
  • La mia prima esperienza col caffè vietnamita
  • Vietnam lifestyle
  • Gusto e cultura
  • Caffè e tè freddo compagni in Vietnam
  • Come si prepara il caffè vietnamita
  • Guida alla preparazione passo dopo passo
  • Fonti e Crediti
  • English Version

Cenni storici sul caffè in Vietnam

Il caffè fu introdotto in Vietnam nel 1857 da un prete cattolico francese che importò nel paese delle piante di caffè Arabica. Nel giro di pochi decenni la coltura ebbe una forte espansione e già nel 1890, i francesi avevano creato una fiorente industria del caffè nella regione dell’Annam (Vietnam centrale). 

Nel 1950 fu costruito il primo vero e proprio impianto di trasformazione ed il Vietnam divenne il principale produttore di caffè dell’Asia.La produzione fu messa in crisi negli anni ‘70 dello scorso secolo, a causa della guerra, ma già dai successivi anni ’90, il Vietnam diventò di nuovo il secondo esportatore di caffè al mondo.

Da italiani è curioso apprendere che i principali esportatori di caffè torrefatto al mondo sono Svizzera, Germania e Italia, mentre per quanto riguarda il green coffee, ovvero il caffè nella fase precedente la tostatura, i principali esportatori sono Brasile, Vietnam e Colombia (Fonte: Statista). 

Quindi in qualche modo siamo un po’ simili.

Tazze per il caffè vietnamita
Tazze per il caffè vietnamita

Informazioni sul caffè vietnamita

Attualmente, la robusta costituisce circa il 95% della produzione di caffè del Vietnam, mentre l’arabica costituisce il restante 5%.  

Oggi, la robusta vietnamita viene venduta ad acquirenti che spesso la tostano e la trasformano in caffè istantaneo, ecco perché il Vietnam non è noto in Italia per la produzione di caffè, noi consumiamo principalmente arabica

La mia prima esperienza col caffè vietnamita

Di solito mi sveglio presto al mattino, specialmente quando sono in vacanza, per non perdermi nulla del viaggio.. il mio motto è: si può dormire anche a casa.

Una delle prime mattine a Saigon sono uscito per fare colazione fuori dall’hotel. La sera prima avevo notato un piccolo caffè decisamente carino nella zona del mercato di Ben Thanh: Saigonese Baguette e volevo proprio fare colazione lì, per sperimentare quanto gusto francese è rimasto nel paese.

Non volevo per forza un caffè caldo, ma chiesi un caffè americano caldo, se possibile. Subito mi dissero che non era possibile, se avessi voluto qualcosa di caldo avrei dovuto bere un tè. Dissi che andava bene, ma mi dissero anche che se volevo un caffè, c’era la possibilità di averlo ghiacciato. Allora risposi che andava bene anche il caffè ghiacciato.

Fu la mia prima esperienza con il caffè vietnamita, e siccome era molto dolce e con un gusto molto deciso, mi piacque subito. La cosa più curiosa, però, fu che i ragazzi del caffè, per cercare di accontentarmi, anche se non avevo insistito, mi portarono in sequenza: caffè vietnamita, tè caldo, un caffè americano di fortuna e tè freddo.. e io ovviamente bevvi tutto per cortesia!

A proposito, i dolci per la colazione, anche se non proprio uguali a quelli francesi, sono buonissimi..

Saigonese baguette caffè ad Ho Chi Minh City Saigon
Saigonese baguette caffè ad Ho Chi Minh City Saigon

Vietnam lifestyle

Come già detto, al giorno d’oggi, il caffè, eredità della cultura francese, come la baguette, è parte integrante della cultura vietnamita e viene consumato, in linea di massima, in tre versioni:

  • Ca phe sura da, il caffè mescolato con latte condensato e ghiaccio
  • Ca phe den da, caffè puro, sempre mescolato con ghiaccio
  • Bac xiu, una versione meno forte e più dolce del Ca phe sura da

Mentre la maggior parte degli uomini vietnamiti preferisce bere il caffè nero, donne e turisti di solito scelgono la versione dolce.

Un’altra versione di questo modo fantasioso di fare il caffè è il Ca Phe Trung o caffè all’uovo. Anche questo il caffè viene preparato alla maniera vietnamita, con un buon caffè robusta, dopodiché viene guarnito con una creama simile allo zabaione, preparata con il tuorlo d’uovo, il latte condensato e lo zucchero.

Un’altra prelibatezza da provare!

Gusto e cultura

Sicuramente con il caffè vietnamita non è un amore a prima vista, specialmente per gli italiani e specialmente per i “fondamentalisti”. A molti turisti ed a coloro che si fermano poco nel paese, all’inizio il giusto non piace. Ci vuole più di qualche sorso perché il palato si abitui all’intenso sapore amaro del Ca phe den da o al gusto dolcissimo del Ca phe sura da. Ma una volta scoccata la scintilla è amore per sempre.

Ed il caffè diventa anche un rito. Occorre prendersi del tempo per attendere che il caffè filtri goccia a goccia e scenda pian piano nella tazza, diverso da “un espresso e via”, un momento di relax e di riflessione prima di partire con la giornata o per rallentare durante i momenti di maggiore stress. Penso che ci si possa abituare.

Caffè e tè freddo compagni in Vietnam

Il caffè vietnamita viene quasi sempre servito con una tazza di tè freddo dal sapore molto delicato (tra da), qualcosa senza cui i vietnamiti non possono immaginare di bere il loro caffè, un po’ come il bicchierino di acqua frizzante.

Come si prepara il caffè vietnamita

Il sapore profondo del caffè vietnamita si ottiene utilizzando il latte condensato come crema e dolcificante e un processo di filtrazione a tazza singola, utilizzando uno speciale filtro in acciaio chiamato Cafe Phin.

Il caffè macinato viene messo nel filtro, che viene posto sopra una tazza riempita con una generosa quantità di latte condensato. L’acqua bollente versata nel filtro metallico scende lentamente nella tazza e si mescola con il latte condensato, dopodiché il tutto viene mescolato con un cucchiaio, ottenendo una bevanda eccezionale.

In genere viene poi aggiunta la giusta quantità di ghiaccio ed il gioco è fatto. L’aroma, anche se mitigato dal latte condensato, è molto più forte del caffè in stile occidentale.

I filtri per caffè in metallo vietnamiti possono essere acquistati anche online: vedi qui.

Guida alla preparazione passo dopo passo

cafe phin tazza caffè vietnamita
Cafe Phin tazza per il caffè vietnamita
  • Riempi un bicchiere grande di ghiaccio.
  • Usa un autentico caffè vietnamita, come Trung Nguyen, ovviamente se lo compri in vietnam costa meno e, sicuramente ce ne altri sono più a buon mercato anche online, solo meno autentici. Verrebbe da chiedersi quali siano le differenze fra i vari numeri del caffè Trung Nguyen (e mi sembra un dubbio legittimo), potete trovare qui una tabella comparativa delle diverse miscele. 
  • Metti 20 g di caffè macinato in una piccola ciotola.
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 1,2 e 3
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 1,2 e 3
  • Prepara 2 cucchiai da tavola di latte condensato in una piccola tazza da tè o caffè.
  • Metti il filtro inferiore e la tazza in metallo sopra la tazza da tè.
  • Riempi la tazza di metallo con caffè macinato.
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 4,5 e 6
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 4,5 e 6
  • Inserisci la pressa di metallo in modo che si adatti perfettamente al caffè, ma non premere verso il basso, aggiungi 20 ml di acqua bollente e lasciala sgocciolare attraverso il filtro.
  • Aggiungi altri 45 ml di acqua bollente.
  • Metti il coperchio sulla tazza di metallo e attendi che tutta l’acqua passi attraverso il filtro (circa 5 minuti).
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 7,8 e 9
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 4,5 e 6
  • Togli il filtro dalla tazza da tè.
  • Mescola caffè e latte condensato con un cucchiaio fino a quando non saranno ben amalgamati.
  • Versa il caffè sul ghiaccio e gustati la bevanda!
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 10,11 e 12
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 10,11 e 12

Fonti e Crediti

Articolo originale su https://www.nextdestinationvietnam.com/specials/vietnamese-coffee (non più in linea)

Perfect Daily Grind https://perfectdailygrind.com/2021/12/a-breakdown-of-vietnamese-coffee-producing-regions/

The Woks of Life https://thewoksoflife.com/how-to-make-vietnamese-coffee/

Delicious Vietnam https://deliciousvietnam.net/ca-phe-den-da-vietnamese-iced-black-coffee/

Hey Explorer https://heyexplorer.com/vietnamese-coffee-culture/

Immagine di copertina di vinden

English Version

Here you can download the english version (original pdf)

vietnamese-coffeeDownload
Pubblicato: 24/04/2023
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