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Articoli Recenti

Rovine al parco storico di Ayutthaya -Thailandia 2024

Ayutthaya: come arrivarci e cosa vedere

di Max Pubblicato: 14/12/2024
Thailandia Scritto da Max

Ayutthaya, l’antica capitale del regno Thai, vi attende con le sue maestose rovine e la sua ricca storia. Questa città, situata a soli 80 chilometri e raggiungibile in un’ora da Bangkok, offre un viaggio nel tempo attraverso i suoi templi e palazzi, eredità di un tempo passato.

Esplorare Ayutthaya vi permetterà di immergervi nella grandezza dell’antico Siam e di scoprire le radici culturali della Thailandia moderna. Potrete ammirare le imponenti Statue del Buddha, i resti di antichi Monasteri e le maestose torri in stile Khmer che si ergono contro il cielo.

Arrivare ad Auytthaya da Bangkok è semplice, sia in auto, in bus, in treno* o con un tour guidato*, scopriamo cosa vedere una volta arrivati, sia all’interno che nei dintorni del Parco Storico

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cenni storici su Ayutthaya

Ayutthaya ha svolto un ruolo cruciale nella storia della Thailandia, lasciando un’impronta indelebile sulla cultura e l’identità del paese.

Va detto che le fonti storiche che riportano gli eventi di questo regno, purtroppo non sono sempre affidabili. Il motivo principale è che quasi tutti i registri e gli annali del regno andarono perduti quando la capitale fu rasa al suolo dall’esercito birmano, nel 1767.

Le pubblicazioni successive sono tentativi di ricostruire antichi testi, ma ognuna di queste spesso riporta versioni e date differenti per uno stesso evento. E non aiutano gli annali dei vicini regni Birmani, Lanna o Laotiani, che a volte risultano anche più imprecisi. 

Ayutthaya
Ayutthaya

L’ascesa del Regno di Ayutthaya

La storia di Ayutthaya comincia intorno al 1350, quando, a causa di una grave epidemia che aveva colpito Lavo, l’odierna Lopburi, il principe siamese Ramathibodi, chiamato anche U Thong, fece costruire la città nei pressi di un antico insediamento Khmer. 

La nuova capitale fu chiamata Ayutthaya, il cui nome deriva dal precedente insediamento induista Khmer di Ayodhya, che a sua volta si ispirava al nome dell’antica città santa dell’India dove secondo la leggenda era nato Rama, importante divinità della tradizione induista e buddista.

La città divenne rapidamente un importante centro commerciale grazie alla sua posizione strategica. Circondata da tre fiumi, Ayutthaya godeva di una difesa naturale che la rendeva una fortezza impenetrabile.

Il regno si espanse rapidamente, conquistando territori vicini e stabilendo relazioni diplomatiche con potenze straniere. Ayutthaya raggiunse l’apice del suo potere nel XVI secolo, quando divenne uno dei più ricchi imperi del Sud-est asiatico.

La caduta di Ayutthaya e la sua eredità storica, culturale ed architettonica

Nonostante la sua potenza militare e l’influenza culturale, come già detto, Ayutthaya cadde nel 1767 sotto l’assalto dell’esercito birmano. La città fu saccheggiata e gran parte dei suoi tesori andò perduta. Questo evento segnò la fine del regno di Ayutthaya, ma non del suo lascito culturale.

L’influenza di Ayutthaya è ancora visibile nell’architettura, nell’arte e nelle tradizioni thailandesi. Le rovine della città, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, testimoniano la grandezza di questo antico regno e attirano visitatori da tutto il mondo.

Visitare Ayutthaya: un’esperienza da non perdere

Ayutthaya offre un’esperienza unica per gli appassionati di storia e cultura e la vicinanza a Bangkok ne fa una meta facile da raggiungere. La città antica vi trasporterà indietro nel tempo, permettendovi di esplorare templi maestosi e rovine affascinanti.

Le principali attrazioni storiche di Ayutthaya

Il Wat Mahathat è uno dei templi più fotografati di Ayutthaya. Qui troverete la famosa testa di Buddha intrappolata nelle radici di un albero. Non perdetevi il Wat Phra Si Sanphet, con le sue tre imponenti pagode che un tempo ospitavano le ceneri reali.

Il Wat Chaiwatthanaram, situato sulle rive del fiume, offre una vista spettacolare al tramonto. Le sue torri khmer vi lasceranno senza fiato.

Visitate anche il Palazzo Reale di Bang Pa-In*, un mix affascinante di stili architettonici thai, cinesi ed europei.

Tramonto a Wat Phukhao Thong - Ayutthaya
Tramonto a Wat Phukhao Thong – Ayutthaya

Itinerario di visita consigliato

Iniziate la vostra visita dal Museo Nazionale di Chao Sam Phraya per comprendere meglio la storia di Ayutthaya. Proseguite verso il Wat Yai Chai Mongkon, con il suo imponente Chedi.

Dirigetevi poi verso il Wat Phanang Choem, dove potrete ammirare la gigantesca statua del Buddha. Al Wat Mahatat fotografate l’iconico volto del Buddha intrappolato nelle radici

Seguite l’itinerario consigliato nella mia mappa e concludete con il il Wat PhuKhao Thong, un Chedi che offre una vista panoramica sulla città.

Itinerario di visita di Ayutthaya
Itinerario di visita di Ayutthaya – clic per la versione interattiva

Il Museo Nazionale di Chao Sam Praya

Il Museo Nazionale di Chao Sam Phraya è dedicato alla storia e alla cultura della regione, in particolare durante il periodo del Regno di Ayutthaya. Al suo interno ospita una vasta collezione di reperti archeologici, tra cui statue di Buddha, utensili, ceramiche e oggetti d’arte che risalgono a diverse epoche storiche.

Una delle attrazioni principali del museo è la sua esposizione di reperti rinvenuti in antiche tombe e templi, che offrono uno sguardo prezioso sulla vita quotidiana e le pratiche religiose dell’epoca. Il museo è anche noto per la sua architettura, che riflette lo stile tradizionale thailandese.

Visitare il Museo Nazionale di Chao Sam Phraya è un buon punto di partenza per l’esplorazione, in quanto offre l’opportunità di ammirare reperti ed oggetti unici che aiutano ad immaginare quanto fossero vive e raffinate le dimore ed i templi che oggi sono “solo” reperti archeologici, per quanto belli ed interessanti.

Monumenti di Ayutthaya

Ayutthaya, l’antica capitale del Siam, è un tesoro storico e culturale situato nel cuore della Thailandia. Questa città, fondata nel XIV secolo, ha giocato un ruolo cruciale nella storia del paese per oltre 400 anni. Il Parco storico di Ayutthaya, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, offre ai visitatori un’opportunità unica di esplorare le rovine di templi, palazzi e statue che testimoniano la grandezza del passato.

Wat Yai Chai Mongkhon

Wat Yai Chai Mongkhon, il Monastero della grande vittoria si trova a sud-est della città ed è uno dei più imponenti luoghi di culto di Ayutthaya. Il complesso è caratterizzato da un grande Chedi a forma di campana alta 60 metri fatto costruire da re Naresuan il Grande, nel 1592, per celebrare la sua vittoria sui birmani. 

Quando la città fu saccheggiata nel 1767, il grande Chedi resistette alla distruzione e successivamente fu ricostruita una grande Sala delle Ordinazioni, visibile ancora oggi e completamente circondata da Statue del Buddha in posizione di Bumishparsha Mudra.

Nel Bhumisparsha Mudra il Buddha è seduto con mano sinistra appoggiata all’altezza dell’addome sulle gambe incrociate, mentre la destra, appoggiata sull’altra gamba, tocca il suolo con le dita. 
Questo gesto fa riferimento ad uno degli eventi più importanti della storia dell’illuminazione del Buddha. Mentre era in meditazione sotto l’albero della Bodhi, infatti, il demone Mara, che rappresenta il male, gli mandò le sue tre figlie che cercarono di sedurlo e di distoglierlo così dalla meditazione profonda. 
Il Buddha allora toccò il terreno con le dita, chiamando la madre terra a testimone di quanto stava accadendo. La Madre Terra apparve allora con le sembianze di una giovane ragazza che strizzò i capelli lunghissimi dai quali uscì un fiume d’acqua che spazzò via il demone e le sue figlie. Per questo Bhumisparsha Mudra è chiamato il gesto della connessione con la terra o della sottomissione di Mara.

Dietro il tempio, nel mezzo di un giardino, c’è il nuovo Santuario. L’interno è occupato da una gigantesca statua bianca restaurata del Buddha in posizione distesa.

Il tempio è ricco di dettagli architettonici e decorativi da scoprire. Prendetevi il tempo di esplorare con calma i vari edifici e cortili che compongono il complesso.

Wat Yai Chai Mongkhon
Wat Yai Chai Mongkhon

Wat Phanan Choeng

Wat Phanan Choeng non fa parte del parco storico, ma è famoso per la sua enorme statua del Buddha in posizione di Bhumisparsha Mudra, che risale al XIV secolo, prima del regno di Ayutthaya, chiamata Luang Pho To.

Secondo la leggenda, poco prima delle distruzione di Ayutthaya da parte dei Birmani, dagli occhi dell’immagine uscirono alcune lacrime

A differenza dei siti storici, questo è un Tempio in piena attività dove è possibile osservare modi e usanze tipiche del Buddismo Thai, con alcune influenze cinesi.

All’interno de Tempio si trovano le immagini del Buddha per ogni giorno della settimana in cui si è nati alle quali si possono fare offerte in modi differenti: dall’olio, alle candelette di cera, agli incensi, ai piccoli fiori galleggianti da mettere in acqua. Un’immersione nelle vita vera della quale consiglio di godere al meglio.

Wat Panan Choeng
Wat Panan Choeng ad Ayutthaya

Come è nato il Tempio: la leggenda della principessa Soi Dork Mark

Secondo la leggenda, prima della fondazione di Ayutthaya, il re Phra Chao Sai Nam Phung voleva sposare la figlia di un imperatore cinese. Cedendo alle richieste del futuro genero, l’Imperatore Cinese mandò la figlia ad Ayutthaya con una giunca splendidamente adornata per le feste, ma quando la barca attraccò al molo, il futuro sposo non riuscì ad arrivare in tempo per accoglierla. 

Dopo aver atteso a lungo invano, la principessa, delusa e rattristata dal trattamento ricevuto, si uccise trattenendo il respiro. Quando il Re finalmente riuscì ad arrivare al molo, si disperò per il dolore e fece costruire il Wat Phanan Choeng per commemorare la mancata sposa.

Oggi nel punto in cui si dice che sia attraccata la giunca c’è il Santuario Jao Mae Soi Dork, noto tra i cinesi con il nome di Santuario della Dea Ania, uno dei luoghi più antichi della provincia di Phra Nakhon Sri Ayutthaya.

All’interno ci sono altari dedicati principessa Soi Dork Mark e a Guan Yin e una vecchia àncora che si ritiene sia appartenuta alla nave della principessa.

I fedeli si rivolgono alla Dea per avere successo in amore, nel matrimonio e con i figli.

Il tempio si trova sulle rive del fiume Pa Sak di fronte alla punta sud-orientale dell’isola storica. Un giro in barca privato vi regalerà una splendida vista del monastero, che ha anche un attracco per le barche.

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Wat Mahathat

Wat Mahathat il Tempio della Grande Reliquia è uno dei templi più importanti di Ayutthaya. Situato nel cuore della città antica, questo sito storico vi offre uno sguardo affascinante sulla grandezza dell’antica capitale thailandese.

Il nome Wat Mahathat significa Tempio della Grande Reliquia, per questo ci sono molti templi in Thailandia che sono chiamati allo stesso modo. Questo riflette l’importanza religiosa e culturale che il tempio aveva nel suo periodo di massimo splendore.

Una delle caratteristiche più iconiche di Wat Mahathat è la famosa testa di Buddha intrappolata nelle radici di un albero. Questa immagine è diventata un simbolo di Ayutthaya ed è una delle attrazioni più fotografate del sito.

La testa era parte di una statua del Buddha in arenaria che cadde dal corpo e rimase gradualmente intrappolata nelle radici di un albero di Bodhi. La testa di pietra ha una struttura facciale piuttosto piatta e larga con sopracciglia folte e grandi palpebre, labbro largo e dritto, che riflette l’arte del periodo medio di Ayutthaya, presumibilmente intorno alla metà del 1600.

Il Prang o torre principale e le circostanti sono costruite su una piattaforma in laterite e ci sono scale che conducono a tre portici della camera delle reliquie. Ogni portico è decorato con un’altra piccola struttura chiamata Chedi Yod.

La torre è contornata da pareti basse e collegata alla Sala dei Sermoni (Vihara) e alla Sala delle Ordinazioni (Ubosot), nello stile architettonico del primo periodo Ayutthaya.

All’interno della Torre sono stati rinvenuti anche alcuni dipinti murali di Buddha del primo periodo Ayutthaya, che risentivano di una forte influenza cinese.

Esplorando il complesso, le rovine di antiche strutture in mattoni e i grandi Chedi fanno immaginare l’architettura elaborata e la grandiosità del tempio nel suo periodo d’oro.

Wat Mahathat
Wat Mahathat

Wat Ratchaburana

Wat Ratchaburana si trova nella parte insulare della città, proprio a nord del Wat Mahathat.

Il suo nome significa Tempio della Restaurazione Reale e fu costruito nel 1424 dal re Borommarachathirat II come mausoleo per i suoi due fratelli maggiori. 

Wat Ratchaburana ad Ayutthaya
Wat Ratchaburana ad Ayutthaya

La caratteristica di questo tempio è il suo Prang (o Torre) principale, considerata uno dei migliori esempi di architettura religiosa di Ayutthaya.

L’architettura del tempio riflette lo stile tradizionale Khmer, e ricorda i primi templi di Angkor, soprattutto la torre centrale a forma di pannocchia, che simboleggia il Monte Meru, la Montagna Sacra.

Su alcuni muri sono ancora visibili alcuni dei raffinati ornamenti in stucco, così come le sculture di creature mitologiche come Garuda e i serpenti Naga dalle molteplici teste.

Nel 1957 la cripta del Wat Ratchaburana fu saccheggiata dai tombaroli e furono rubati molti preziosi manufatti come le tradizionali tavolette votive, le immagini del Buddha ed i tesori reali. I ladri furono catturati e alcuni dei tesori furono recuperati.

Circa un anno più tardi il Dipartimento di Belle Arti iniziò gli scavi e il restauro del tempio.

Gli oggetti che furono scoperti durante gli scavi sono oggi esposti al vicino Chao Sam Phraya National Museum.

Wat Phra Ram

Wat Phra Ram il Tempio del Santo Re è un un monumento del Parco Storico di Ayutthaya realizzato in stile Khmer. La struttura principale del complesso è a base quadrata con cinque Torri o Prang, delle quali la principale è al centro e le rimanenti quattro si trovano ai vertici del quadrato, in corrispondenza dei punti cardinali.

La torre principale è una rappresentazione rituale del Monte Meru, la montagna sacra, dimora delle principali divinità della mitologia Induista.

Le gallerie, delle quali rimangono solo le rovine e alcune colonne, erano caratterizzate da numerose immagini del Buddha nelle tipica posizione del Bhumisparsha Mudra.

Wat Phra Ram
Wat Phra Ram

Wat Phra Si Sanphet

Il Wat Phra Si Sanphet era il tempio più sacro dell’antica capitale Ayutthaya. Questo magnifico edificio si trovava all’interno del Palazzo Reale e fungeva da cappella privata per la famiglia reale thailandese.

Il nome del tempio significa Tempio del Buddha Splendente e Onnisciente. La sua importanza era tale che nessun monaco vi risiedeva, essendo riservato esclusivamente alle cerimonie reali.

L’architettura del Wat Phra Si Sanphet è caratterizzata da tre grandi Chedi che contenevano le ceneri di antichi re. Questi imponenti Chedi conici sono diventati il simbolo distintivo di Ayutthaya.

Anche questo Tempio il tempio fu gravemente danneggiato dai Birmani che lo saccheggiarono di ogni ricchezza e lo lasciarono in rovina.

Wat Phra Si Sanphet
Wat Phra Si Sanphet

Vihan Phra Mongkon

Phra Mongkhon Bophit
Phra Mongkhon Bophit

Vihan Phra Mongkon (o Phra Mangkon Bopit) si trova vicino al Wat Si Sanphet ed ospita una delle statue di Buddha più venerate della Thailandia. Al suo interno, infatti, è posizionata una massiccia statua in bronzo alta oltre dodici metri e oggetto di grande devozione.

La struttura attuale risale al XX secolo, epoca dell’ultimo restauro, ma le sue origini sono molto più antiche, il tempio originale fu costruito, infatti, nel XV secolo durante il regno del re Borommaracha II.

L’architettura del tempio combina elementi tradizionali thailandesi con influenze europee. Potrete ammirare il tetto a più livelli decorato con tegole colorate e le eleganti colonne che sostengono la struttura.

Durante la vostra visita, osservate i dettagli della facciata e gli intricati motivi decorativi. L’atmosfera all’interno è tranquilla e meditativa, perfetta per un momento di riflessione.

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Wat Thammikarat

Wat Thammikarat è caratterizzato da un Chedi in rovina su un piedestallo decorato con statue di leoni che aggiungono un tocco affascinante al sito.

Vicino al Chedi, si possono ammirare anche dei resti di altre colonne, probabilmente di un’antica Sala delle Ordinazioni.

Il luogo rimane un po’ più fuori dai soliti circuiti turistici; pertanto, se cercate un luogo generalmente meno affollato, ne rimarrete soddisfatti.

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Wat Lokayasutharam

Wat Lokayasutharam è un antico tempio situato nel parco archeologico di Ayutthaya che risale alla metà del XV secolo.

La caratteristica principale di questo tempio è l’enorme statua del Buddha sdraiato. Questa imponente figura misura circa 40 metri di lunghezza ed è esposta all’aperto senza protezioni. Al tempo della mia visita era in restaurazione.

Il Buddha sdraiato, posizionato all’entrata dell’area del tempio è realizzato in mattoni intonacati e la cosa che colpisce di più è la serenità del volto del Buddha, più dei dettagli delle sue vesti. 

Ayutthaya: come arrivarci e cosa vedere » https://www.massimobasso.com/articoli/page/10/Ayutthaya: come arrivarci e cosa vedere » https://www.massimobasso.com/articoli/page/10/
Il Buddha sdraiato simboleggia il passaggio pacifico del Buddha nel Nirvana durante il Mahaparinirvana. In questa posizione il Buddha è sdraiato sul lato destro, con la testa appoggiata su un cuscino, mentre lascia il suo corpo fisico dopo aver raggiunto l'illuminazione. La posizione è un monito ad impegnarsi per la propria liberazione dal ciclo di rinascita, Samsara. Un’altra famosa statua che incarna questo sereno momento di trascendenza è quella all’interno del Wat Pho a Bangkok.

Il sito offre un’atmosfera tranquilla e contemplativa. Vi consiglio di visitarlo nelle prime ore del mattino o al tramonto per godere della luce migliore per le fotografie (non come ho fatto io nel bel mezzo del pomeriggio).

Il Wat Lokayasutharam è meno affollato di altri luoghi storici di Ayutthaya e permette di esplorare con calma e assaporare l’atmosfera storica del luogo.

Immagine del Buddha sdraiato a Wat Lokayasutharam
Immagine del Buddha sdraiato a Wat Lokayasutharam

Wat Chaiwatthanaram

Wat Chaiwatthanaram, il Tempio del lungo regno e dell’era gloriosa fu costruito nel 1630 dal re Prasat Thong e fu uno dei monumenti più grandiosi e più affascinanti di Ayutthaya. Situato sulla riva occidentale del fiume Chao Phraya, questo magnifico monumento è un’attrazione imperdibile.

Il monarca costruì il Tempio come memoriale per la madre e come offerta al Buddha. Le sue ceneri sono custodite in due Chedi quadrati che fiancheggiano la sala delle ordinazioni sul lato est del tempio.

La costruzione in stile Khmer è caratterizzata dalle alte torri con quello che rimane delle elaborate decorazioni di un tempo. Il suo nome significa Tempio del Lungo Regno e dell’Era Gloriosa e riflette l’importanza che aveva per la famiglia reale thailandese.

Il monastero fu saccheggiato e in gran parte distrutto dagli eserciti birmani nel 1767, dopodiché fu abbandonato e rimase sommerso dalla vegetazione per circa due secoli, prima di essere riscoperto.

Verso la fine degli anni ’80, Wat Chaiwatthanaram fu restaurato dal Dipartimento delle Belle Arti. 

Oggi, Wat Chaiwatthanaram è considerato uno dei templi più belli della Thailandia. La sua posizione panoramica sulle rive del fiume lo rende particolarmente suggestivo al tramonto e alla sera, quando potrete godervi viste mozzafiato sul complesso illuminato.

Tramonto a Wat Chaiwatthanaram ad Ayutthaya
Tramonto a Wat Chaiwatthanaram ad Ayutthaya

Wat Phukhao Thong

Wat Phukhao Thong o il Monastero del Monte d’Oro si trova a circa 2 chilometri a nord-ovest di Ayutthaya e fu costruito dal re Ramesuan nel 1395.

Questo grande Chedi, apparentemente meno interessante di quelli del Parco storico, in realtà racconta un pezzo importante della Storia della Thailandia moderna.

La storia cominciò nel dicembre 1568, quando un grande esercito birmano invase il Siam e pose Ayutthaya sotto assedio. Dopo otto mesi di assedio, il 30 agosto 1569, la città capitolò grazie al tradimento di uno dei suoi cittadini. Fu la prima sconfitta della storia per Ayutthaya.

L’esercito birmano saccheggiò la città e deportò la maggior parte della popolazione in Birmania, compreso il sovrano sconfitto. I vincitori imposero quindi un loro vassallo alla guida del paese, che divenne re con il nome di Re Maha Thammaracha Thirat, conosciuto anche come Sanphet I (1515 – luglio 1590), diciottesimo re della città e cognato del precedente sovrano.

L’evento pose fine alla Dinastia di Suphannaphum e diede inizio a quella di Sukhothai, di cui Maha Thammaracha fu il capostipite. 

Il re Birmano, uscito vincitore dalla battaglia, volle assistere all’incoronazione, e ordinò a Maha Thammaracha la costruzione di un grande Chedi in stile Mon-Birmano, come tributo ai vincitori e per commemorare l’evento della conquista della città. Quando l’esercito Birmano riprese la strada di casa, però, Maha Thammaracha fece cessare i lavori di costruzione e non finì mai l’opera, probabilmente perché non era sua intenzione quella di erigere un monumento che celebrasse la vittoria degli invasori.

Quando nel 1583 il figlio di Maha Thammaracha, il Principe Naresuan, liberò Ayutthaya dal dominio Birmano, la costruzione rimasta incompiuta fu ripresa, sfruttando la base già ultimata per costruire un Chedi in stile thailandese al fine di celebrare la rinnovata indipendenza di Ayutthaya.

La cima del Chedi è un ottimo posto per godere di uno splendido panorama al tramonto o per aspettare l’alba da una posizione sopraelevata.

Wat Phukhao Thong ad Ayutthaya
Wat Phukhao Thong ad Ayutthaya

Esplorazione nelle vicinanze: il Palazzo Reale di Bang Pa-In

Il Palazzo Reale Bang Pa-In, conosciuto anche come Palazzo d’estate, si trova sulle rive del fiume Chao Phraya, 20 chilometri a sud di Ayutthaya, ed è composto da una serie di edifici utilizzati anticamente dai sovrani del Regno di Ayutthaya.

Il complesso venne costruito nel 1632 da re Prasat Thong, ma la versione attuale è frutto di un’opera di restauro nella metà del XIX secolo. La maggior parte degli attuali edifici sono stati costruiti, infatti, tra il 1872 e il 1889 da re Chulalongkorn.

L’edificio più interessante in classico stile Thai, si trova al centro di un laghetto. Si tratta di un padiglione al cui interno è possibile ammirare la statua di Rama V. 

La struttura ospita anche grandi giardini, un palazzo in stile cinese e la sala del trono, oltre ad alcuni edifici minori.

cosa fare a Bangkok

Esperienze culturali e attività consigliate

Fate un giro in bicicletta* per ammirare i templi: è un modo rilassante e suggestivo per esplorare la città.

Per un’esperienza unica, prenotate un giro in elefante nel Parco Reale di Ayutthaya. Ricordate di scegliere strutture che trattano gli animali eticamente.

Altri parchi storici interessanti in Thailandia sono il Parco Storico di Lopburi, che dista circa 125 chilometri (2 ore) da Ayutthaya e 150 (3 ore) da Bangkok. Più lontani il Parco Storico di Sukhothai ed il vicino Si Satchanalai, che distano circa 350 chilometri (5 ore) da Ayutthaya e 430 (6 ore) da Bangkok.

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Migliori periodi per visitare

Il clima di Ayutthaya è tropicale, con tre stagioni distinte.

La stagione più fresca, da novembre a febbraio, è il periodo ideale per visitare la città. Le temperature sono più miti e le precipitazioni sono rare.

Da marzo a maggio, il caldo può essere intenso, con temperature che superano i 35°C. Se scegliete questo periodo, pianificate visite mattutine o serali ai siti.

La stagione delle piogge va da giugno a ottobre. Le precipitazioni possono essere abbondanti, ma di solito brevi. I templi sono meno affollati e la vegetazione è rigogliosa.

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Durata consigliata del soggiorno

Per esplorare i principali siti di Ayutthaya, vi consiglio un soggiorno di 1-2 giorni. Questo vi darà il tempo di visitare i templi più importanti e immergervi nell’atmosfera della città. Partite da Bangkok la mattina presto* per sfruttare la giornata se avete poco tempo. Se invece avete più disponibilità, potete arrivare ad Ayuttaya partendo da Bangkok nel pomeriggio e godervi uno splendido tramonto sul parco storico.

Il primo giorno, dedicate tempo ai templi centrali come Wat Phra Si Sanphet e Wat Mahathat. Il secondo giorno, esplorate siti più periferici come Wat Chaiwatthanaram.

Un soggiorno più lungo vi permetterà di apprezzare la città con calma e scoprire angoli meno turistici.

Se avete meno tempo programmate un tour in giornata da Bangkok*, disponibile con diversi tour operator.

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Compra il tuo biglietto qui

Dove alloggiare ad Ayutthaya

Ayutthaya offre diverse opzioni di alloggio per adattarsi alle esigenze e al budget di ogni viaggiatore. Ecco alcune informazioni utili per organizzare il vostro soggiorno in questa affascinante città storica.

Opzioni di alloggio per tutte le tasche

Ayutthaya propone una vasta gamma di sistemazioni. Potete scegliere tra hotel di lusso, guest house economiche e bed & breakfast accoglienti.

Molti hotel si trovano vicino ai principali siti archeologici, offrendo una comoda base per le vostre esplorazioni. Le guest house, spesso gestite da famiglie locali, vi permettono di vivere un’esperienza più autentica.

Prenotate in anticipo durante l’alta stagione (novembre-febbraio) per assicurarvi le migliori tariffe e disponibilità.

 

Consigli per un soggiorno piacevole

Scegliete un alloggio in centro città o vicino ai siti storici principali per ridurre i tempi di spostamento. Verificate la presenza di aria condizionata nelle camere, essenziale dato il clima caldo.

Optate per strutture che offrono il noleggio di biciclette. È un modo piacevole ed economico per esplorare la città e i suoi templi.

Controllate le recensioni online prima di prenotare. Cercate feedback su pulizia, servizio clienti e posizione e guardate se le recensioni sono state rilasciate da italiani o da stranier, la percezione del servizio e della pulizia varia a seconda delle culture.

Informatevi sulle eventuali escursioni o tour organizzati dalla vostra struttura. Possono essere un ottimo modo per scoprire la città e i suoi dintorni.

Le strutture che consiglio dopo la mia esperienza

Io ho soggiornato al Baan Suan Krung Kao*, che ha un bellissimo giardino e camere in stile veramente molto affascinanti, ma dove per contro non è sempre semplice farsi capire con l’inglese.

Un’altra alternativa interessante, se non volete soggiornare in un asettico hotel in stile occidentale, è Ayutthaya Retreat*, un po’ più fuori dal centro, ma con uno stile veramente Thai: camere in legno di Teak, terrazza e bar.

Un buon posto per un pasto veloce con vista sui templi è il Manakor, che offre piatti semplici a prezzi contenuti, propria davanti al Parco Storico.

Come raggiungere Ayutthaya e come muoversi in città

Ayutthaya è facilmente raggiungibile da Bangkok e offre diverse opzioni per spostarsi al suo interno. Ecco le informazioni essenziali per pianificare il vostro viaggio e muovervi nella città.

Come arrivare ad Ayutthaya da Bangkok

Elefanti ad Ayutthaya
Elefanti ad Ayutthaya – Controllate che vengano trattati eticamente

Potete raggiungere Ayutthaya da Bangkok in treno, autobus o taxi*. 

Treno

Il treno è l’opzione più popolare e conveniente: c’è un treno ad ogni ora ed il costo parte da 1 euro

Controllate la stazione di partenza o di arrivo più comoda per i vostri programmi. Attualmente tutti i servizi ferroviari a lunga percorrenza in Thailandia partono o terminano al terminal centrale di Krung Thep Aphiwat. Tuttavia, ci sono molti treni che fermano alla stazione ferroviaria di Dong Mueang e ad altre stazioni intermedie, dalle quali è possibile collegarsi alla metro.

  • Tempo di viaggio: da 50 minuti a 1 ora e mezza
  • Costo: Da 300 THB (circa 1 euro) fino a meno di 25 euro, a seconda della classe (seconda classe con ventilatore, seconda classe con aria condizionata, prima classe).

Controllate in stazione, ma se vorrete programmare in anticipo, vi consiglio di usare il sito 12go.asia*, che a fronte di una piccola commissione vi permette di riservare online i posti.

Autobus

L’autobus non è una soluzione popolare, ci sono autobus di linea, ma in genere non sono convenienti.

Minivan

I minivan partono dalla stazione di Mo Chit, ma alcuni partono anche vicino a Khao San Road o offrono un servizio di prelevo in hotel. Sono una buona opzione per piccoli gruppi e offrono una soluzione di viaggio più intima rispetto agli autobus, specialmente per le tratte brevi come quella da Bangkok ad Ayutthaya. Per contro lo spazio per muoversi è limitato, ma questo è un problema solo per viaggi più lunghi.

  • Tempo di viaggio: Circa 1 ora e mezza.
  • Costo: in genere dai 4 ai 10 euro.
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Auto a noleggio

Noleggiare un’auto offre la massima flessibilità e permette di fare soste lungo il percorso. Attenzione, il posto di guida è a destra e si viaggia sulla corsia di sinistra (all’inglese).

  • Tempo di viaggio: Circa 1 ora e mezza
  • Costo: Variabile, dipende dal tipo di auto e dalla durata del noleggio, ma generalmente tra 1500 e 3000 THB al giorno (circa 45-90 USD), più il costo del carburante e gli eventuali supplementi se programmate un viaggio di sola andata.

Taxi

Il taxi offre la massima tranquillità e permette di godersi il panorama e di fare soste lungo il percorso, inoltre c’è la comodità del prelievo in Hotel.

  • Tempo di viaggio: Circa 1 ora e mezza
  • Costo: Variabile, dipende dal tipo di auto, ma generalmente a partire da 35 e fino ad 80 euro oltre eventuali supplementi se programmate soste prolungate.

Prenota il tuo viaggio da qui

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Spostarsi in città ad Ayutthaya

Una volta ad Ayutthaya, ci sono diverse opzioni per esplorare la città. 

Il noleggio di biciclette è molto popolare e conveniente per visitare i templi più vicini, anche se i prezzi sono più cari rispetto a Sukhothai o Chiang Mai. L’alternativa è cercare un tour guidato in bicicletta come questo.

Spesso le biciclette non sono l’ultimo modello e hanno visto l’ultima manutenzione probabilmente nel secolo scorso. Sceglietene una della vostra misura e controllate l’altezza della sella, che di solito non si può cambiare. Ma non dovrete fare il giro d’Italia, quindi, anche se datate le bici vanno bene

Per distanze maggiori, considerate il noleggio di uno scooter o di un tuk-tuk. I tuk-tuk possono essere noleggiati per tour di mezza giornata o giornata intera o per una singola corsa. 

Quelli di Ayutthaya sono molto particolari, aerodinamici e futuristici, come non ne avevo mai visti nel sudest asiatico, un vero spasso.

Tuk-tuk ad Ayutthaya
Tuk-tuk ad Ayutthaya

Ah dimenticavo! Godetevi la vacanza!!

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

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Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati

Impara le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
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Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Organizziamo il tuo prossimo viaggio in Thailandia

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Pubblicato: 14/12/2024
Buddha al Parco Storico di Sukhothai

Il Parco Storico di Sukhothai e la Culla della Civiltà Thai

di Max Pubblicato: 08/12/2024
Thailandia Scritto da Max

Sukhothai è famosa per il suo meraviglioso parco storico che racconta la storia dell’antico Regno di Sukhothai, uno dei primi regni della civiltà Thai. Visitare Sukhothai è come fare un salto indietro nel tempo. Girovagare a piedi o in bicicletta tra i monumenti storici di questa antica città offre un assaggio della gloriosa storia e della cultura del paese. 

Perdersi nei dettagli delle sculture e nel paesaggio che circonda le rovine è un’esperienza unica che rimarrà sicuramente uno dei momenti più memorabili della vostra vacanza in Thailandia. 

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Informazioni generali sul Parco Storico di Sukhothai

Il sito è patrimonio dell’UNESCO sin dal 1991 e ospita circa 200 monumenti storici, tra i quali l’imponente Wat Mahathat e l’affascinante Wat Si Chum, ed è di solito inserito nei circuiti turistici come una tappa intermedia nei tour che vanno da Bangkok ad Ayutthaya ed arrivano fino a Chiang Mai ed al Triangolo d’Oro.

Proprio per il fatto di essere una tappa intermedia, lontana 4 ore di viaggio sia da Bangkok che da Chiang Mai, fa sì che il luogo non sia mai troppo affollato e conservi dei tratti di autenticità difficilmente riscontrabili nella più blasonata e turistica Ayutthaya.

Senza contare che il valore artistico e storico, la vicinanza ad un altro parco storico altrettanto interessante di Si Satchanalai e lo stato di conservazione, rendono, a mio avviso, questo luogo, esteticamente più bello e culturalmente più interessante.

Parco Storico di Sukhothai
Parco Storico di Sukhothai

Storia di Sukhothai

Sukhothai è stato uno dei regni più importanti della storia Thailandese. Partendo dalle sue origini misteriose, passando per il vibrante periodo d’oro, fino ad arrivare al declino successivo alla caduta del Regno, Sukhothai ha lasciato un’eredità interessante e duratura.

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Alba della Felicità: le origini del Regno

La fondazione di Sukhothai, che in thailandese significa Alba della Felicità, avvenne intorno al 500 d.C. e secondo la leggenda ebbe origini divine. Si narra, infatti, che il Figlio del Lampo, il mitico re Phra Ruang (nome storico Chao Aluna Khmara), fosse nato dal matrimonio fra un uomo e una mitologica Principessa, probabilmente dei mitici Naga.

Fino al XIII secolo la città fece parte del grande impero Khmer che dominava il territorio e gran parte dell’odierna Cambogia. Fu solo nel 1238 Khun Bang Klang Thao, a capo di una vittoriosa insurrezione contro gli occupanti Khmer, si rese indipendente e stabilì a Sukhothai l’embrione di quello che poi diventò il primo grande regno Thai. 

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Khun Bang Klang Thao fu così proclamato Re di Sukhothai e prese il nome di origine sanscrita Pho Khun Sri Intraditya, traducibile come Re Sole con il potere di Indra, ma viene ricordato più semplicemente come Sri Indraditya, fondando la dinastia che sarebbe durata fino alla metà del XV secolo.

Il regno all’inizio era circoscritto a Sukhothai ed alla vicina città di Si Satchanalai, ma il figlio del nuovo re, Ramkhamhaeng, tra il 1279 ed il 1299 riuscì a riunire sotto il suo regno i territori che andavano dai confini con l’odierno Laos, a sud, fino quasi alla Malesia.

Periodo d’Oro

Wat Sa Si a Sukhothai statua del Buddha in piedi
Wat Sa Si a Sukhothai: statua del Buddha che cammina

Guidato da re Ramkhamhaeng il regno raggiunse la massima estensione territoriale e prosperità culturale.

Durante questo periodo vennero poste le basi della moderna monarchia Thailandese, vennero promulgate importanti leggi morali ed etiche e venne introdotto il buddismo Theravada come religione ufficiale, influenzando fortemente la cultura e l’arte.

Ma re Ramkhamhaeng lasciò un’impronta indelebile nella cultura Thailandese, testimoniata dal testo di quella che gli storici chiamano Iscrizione Sukhothai 1, incisa in una grande stele a base quadrata oggi conservata al Museo Nazionale di Bangkok.

Si tratta della prima iscrizione in lingua Thai, la scrittura che sarà da quel momento adottata come alfabeto ufficiale. Oltre alla lingua ed alle usanze, fu proprio la scrittura uno dei fondamentali elementi di aggregazione delle comunità Thai che portarono al concetto di Nazione.

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Declino e Caduta

Il declino di Sukhothai iniziò verso la fine del XIV secolo. Le pressioni provenienti dal crescente Regno di Ayutthaya e le rivalità interne indebolirono significativamente la forza politica del regno.

Ayutthaya erose progressivamente il potere ed i domini del regno che, nel 1378, divenne uno stato vassallo del Regno di Ayutthaya, prima della definitiva annessione avvenuta nel 1438.

Anche se perse l’indipendenza, il regno lasciò un’impronta indelebile, con le sue tradizioni continuate e integrate nel potente regno dei vincitori.

Miti e leggende

Come tutti i luoghi storici, anche Sukhothai è un luogo dove si intrecciano miti e leggende, alcuni dei quali sono particolarmente significativi ed aiutano ad entrare in contatto con la mentalità locale.

Le leggende e i miti di Sukhothai ne arricchiscono la storia, aggiungendo misticità e profondità spirituale e culturale all’antica città.

Queste storie non solo evidenziano l’importanza della città nella storia thailandese, ma riflettono anche le credenze e le tradizioni radicate della sua gente.

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La leggenda dell’elefante bianco del re Ramkhamhaeng

Una delle leggende più simpatiche su Sukhothai parla del re Ramkhamhaeng e del suo venerato elefante bianco. 

Si racconta che il re possedesse un maestoso elefante bianco, che nella cultura Thai rappresenta il simbolo del potere reale e del favore divino.

L’elefante non era solo un grande tesoro ed un vanto della casa reale, ma si riteneva che avesse anche una connessione spirituale con le Divinità. Durante uno dei suoi frequenti viaggi in giro per il Regno, il Re stava attraversando le fitte foreste della Thailandia settentrionale in groppa al suo elefante, quando, arrivando in una radura, l’elefante si fermò e si inginocchiò in segno di riverenza, lasciando intendere che quello fosse un luogo sacro. 

Il Re interpretò questo comportamento come un segno divino e per questo decise di fondare proprio in quel luogo la città di Sukhothai.

Buddha e fossati al Parco Storico di Sukhothai
Buddha e fossati al Parco Storico di Sukhothai

La magia dello Stagno d’Argento: Traphang Ngoen

Un’altra intrigante leggenda che parla di Sukhothai è quella dello stagno sacro di Traphang Ngoen, che si trova nel parco storico di Sukhothai, e che si ritiene possieda proprietà curative magiche.

La leggenda racconta che in quel tempo la popolazione di Sukhothai era in grane difficoltà a causa di un prolungato periodo di siccità. I ​​raccolti stavano seccando e le fonti d’acqua si stavano prosciugando, provocando una pericolosa carestia.

La gente si rivolse, allora, alle divinità con preghiere ed offerte, ma per un certo periodo di tempo non accadde nulla. Una notte, però, le divinità si rivelarono in sogno ad un monaco, dicendogli che di scavare in un punto preciso della città. Quando il monaco lo disse agli abitanti, un gruppetto di questi cominciò a scavare, portando ben presto alla luce una sorgente nascosta.

Nel giro di poco tempo la sorgente diventò uno stagno e prese il nome di Traphang Ngoen, o Stagno d’argento.

Si credeva che le acque di Traphang Ngoen fossero benedette dagli Dei e che chi si fosse immerso nello stagno o ne avesse bevuto l’acqua, sarebbe stato guarito dai suoi mali.

In questo modo lo stagno divenne un luogo di pellegrinaggio, attraendo persone da diverse parti del paese che arrivavano per avere benefici dalle sue acque miracolose. Ancora oggi, grazie a questa leggenda, lo stagno rimane un simbolo di benevolenza divina e guarigione.

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I Templi e le costruzioni del Parco Storico di Sukhothai

Il Parco Storico di Sukhothai è un tesoro di arte antica e architettura thailandese. Qui, potete ammirare templi affascinanti, fare un giro in bicicletta tra le rovine* o programmare una visita guidata per approfondire la storia e il significato di questi antichi monumenti.

Costo del biglietto per un giorno: 150 bath

Itinerario di visita suggerito del Parco Storico di Sukhothai

Itinerario di visita di Sukhothai
Itinerario di visita di Sukhothai Clicca sulla mappa per la versione interattiva

Nomi e funzioni dei monumenti principali del Parco Storico di Sukhothai

Il parco ospita numerosi templi e strutture storiche, ognuno con un proprio significato. Wat Mahathat è il cuore religioso del parco, famoso per la sua grande statua di Buddha e le file di stupa. Wat Sri Sawai, con le sue tre torri, dimostra l’influenza khmer e ricorda un tempo tempio hindu. Wat Sa Si, pittoresco per il suo meraviglioso stagno e la singolare Chedi, offre uno scorcio sullo stile architettonico locale.Wat Trapang Ngoen è, invece, noto per la sua bellezza all’alba, con riflessi incantevoli sull’acqua. Ciascuno di questi luoghi racconta storie di epoche passate e di tradizioni spirituali.

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Wat Mahathat

Wat Mahathat è Il Tempio della Grande Reliquia è l’edificio religioso principale di Sukhothai, e fu realizzato nel periodo compreso dal 1292 al 1347.

Il Wat Mahathat è caratterizzato da una grande Chedi, dove sono custodite delle reliquie del Buddha, attorno alla quale sorgono altre otto Chedi più piccole. Di queste le esterne sono in tipico stile Mon, mentre le più interne in stile Khmer. 

Ai lati della stupa principale sono presenti due imponenti immagini del Buddha, denominate Phra Attharot, che incutono un senso di beatitudine e di autorità allo stesso tempo.

Wat Mahathat a Sukhothai
Wat Mahathat a Sukhothai

Wat Sa Sri (o Wat Sa Si)

Il tempio Wat Sa Sri si trova poche centinaia di metri a nord-ovest del Wat Mahathat ed è uno dei templi più graziosi del Parco Storico

Wat Sa Si fu costruito intorno alla fine del XIV secolo e si compone di una grande Chedi principale, affiancata da una Chedi più piccola e una sala delle assemblee. Poco più distante sempre nello stesso complessi ci sono una sala delle ordinazioni ed una statua del Buddha che cammina in stile Sukhothai.

La Chedi principale è a forma di campana, in stile cingalese a base quadrata e da un’iscrizione in pietra si è appreso che fu costruito come monumento destinato a custodire le ceneri del re Li Thai di Sukhothai. 

Della Sala delle Assemblee in realtà rimangono solo le colonne ed una grande statua Buddha nella posizione di Bhumisparsha Mudra, il gesto della connessione con la terra e di sottomissione di Mara, che rappresenta il male.

Non lontano, su un’altra isoletta al centro dello stagno si trova la sala delle ordinazioni, raggiungibile con un piccolo ponticello

Wat Sa Si a Sukhothai
Wat Sa Si a Sukhothai

Wat Traphang Ngoen

Wat Traphang Ngoen, (o Tra Phang Ngoen) il Tempio del Lago d’Argento, si trova ad ovest del Wat Mahathat.

Si tratta di una grande Chedi in stile Sukhothai, con la cupola a forma di bulbo di fiore di loto appoggiata su di un basamento quadrato, decorato con quattro immagini del Buddha in corrispondenza dei punti cardinali.

Alla base della Chedi c’è una imponente immagine del Buddha nella posizione del Bhumisparsha Mudra, il gesto della connessione con la terra e di sottomissione di Mara, che rappresenta il male. 

Staccata dal complesso si può notare la sala delle ordinazioni, che si trova su di un’isola artificiale raggiungibile con una passerella in legno.

Di fronte, accanto ad una Chedi minore si può ammirare una bellissima statua con un Buddha che cammina in Vitarka Mudra, il gesto dell’insegnamento e della discussione. 

Buddha a Wat Phang Ngoen Sukhothai
Buddha a Wat Phang Ngoen Sukhothai

Approfondimento: Bhumisparsha Mudra

Nel Bhumisparsha Mudra il Buddha è seduto con mano sinistra appoggiata all’altezza dell’addome sulle gambe incrociate, mentre la destra, appoggiata sull’altra gamba, tocca il suolo con le dita. 

Questo gesto fa riferimento ad uno degli eventi più importanti della storia dell’illuminazione del Buddha. Mentre era in meditazione sotto l’albero della Bodhi, infatti, il demone Mara, che rappresenta il male, gli mandò le sue tre figlie che cercarono di sedurlo e di distoglierlo così dalla meditazione profonda. 

Il Buddha allora toccò il terreno con le dita, chiamando la madre terra a testimone di quanto stava accadendo. La Madre Terra apparve allora con le sembianze di una giovane ragazza che strizzo i capelli lunghissimi dai quali uscì un fiume d’acqua che spazzò via il demone e le sue figlie. Per questo Bhumisparsha Mudra è chiamato il gesto della connessione con la terra o della sottomissione di Mara.

Wat Tra Phang Ngoem a Sukhothai
uddha in Bhumisparsha Mudra a Wat Tra Phang Ngoem

Wat Sri Sawai (o Si Sawai)

Wat Sri Sawai è uno dei templi più antichi del parco storico di Sukhothai e risale alla fine del XII secolo circa, prima della fondazione del Regno.

Le tre grandi torri in stile Khmer circondate dal classico fossato, erano dedicate ad una triade della cultura hindu, probabilmente collegata al culto del dio Shiva, come si può intuire dei vari Lingam che sono visibili ancora oggi, anche se nello stesso luogo è stata rinvenuto un bassorilievo, oggi conservato nel museo locale, che raffigura il dio Vishnu nell’atto della creazione dell’universo. 

Il Parco Storico di Sukhothai e la Culla della Civiltà Thai » https://www.massimobasso.com/articoli/page/10/

Da notare che l’intero complesso è orientato a sud, fatto singolare per l’architettura religiosa Khmer, che però si può osservare in altri edifici della Thailandia nord-orientale, mentre non se ne trovano esempi ad Angkor.

Dopo l’indipendenza dall’impero Khmer, i templi vennero riconvertiti al culto buddista.

Wat Sri Sawai a Sukhothai e le tre torri in stile Khmer
Wat Sri Sawai a Sukhothai e le tre torri in stile Khmer

Wat Sri Chum

Wat Sri Chum (o Wat Si Chum) si trova nella zona nord del parco storico, al di fuori dalla cinta muraria principale.

La costruzione è famosa per la sala delle scritture (o mondop) con una grande immagine del Buddha parzialmente nascosto all’interno. Questa statua del Buddha, alta 15 metri e larga 11, è chiamato Phra Achana ed è la più grande di Sukhothai. Il Buddha è raffigurato nella posizione di Bhumisparsha Mudra, il gesto della connessione con la terra e di sottomissione di Mara, che rappresenta il male.

Phra Achana si traduce in Colui che non è spaventato ed era riportato su di un’iscrizione in pietra scoperta durante gli scavi al Wat Si Chum. 

Prove delle luci per la festa di Loi Krathong a Sukhothai
Prove delle luci per la festa di Loi Krathong a Sukhothai

Leggenda dell’immagine del Buddha parlante

L’immagine di Phra Achana è anche conosciuta come Phra Pood Dai, il Buddha parlante. Si racconta, infatti, che re Naresuan, famoso per le sue guerre contro i Birmani, una sera tenne un discorso alle truppe dall’interno del tempio ed essendo nascosto alla vista dei soldati, i soldati credettero che fosse l’immagine del Buddha a parlare.

Wat Phra Phai Luang

Il Wat Phra Phai Luang si trova vicino alla porta di Sanluang, appena fuori dalla vecchia cinta muraria. Il tempio è una dei più antichi di Sukhothai e risale alla fine del XII, prima della fondazione del regno di Sukhothai ed era dedicato a Vishnu, solo più tardi convertito al culto Buddista.

La struttura è una torre in stile Khmer, unica sopravvissuta delle originali tre che costituivano il Tempio ed è decorata con rilievi raffiguranti scene della mitologia induista e della vita del Buddha, in uno stile simile a quello di Angkor.

Buddha di Wat Mahathat a Sukhothai
Buddha di Wat Mahathat a Sukhothai

Wat Sorasak

Il Wat Sorasak è un piccolo tempio situato nella zona centrale all’interno della vecchia città fortificata. Si trova in un’area lungo la strada per la porta di Sanluang nella cinta muraria della città settentrionale.

Secondo un’iscrizione trovata nel tempio ed ora conservata nel locale museo, Wat Sorasak fu costruita nel 1412 e prese il nome dal suo costruttore, Nai Intha Sorasak. 

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Wat Chang Lom

Wat Chang Lom si trova nella zona Nord ed è composta da una Chedi in Stile Sri Lanka a forma di campana. La Chedi è costruita su una base quadrata a tre livelli con una piattaforma decorata con file di elefanti, simile a quella visibile a Si Satchanalai.

Monumento di Re Ramkhamhaeng il grande

A 200 metri dall’entrata principale, sulla via che conduce al Wat Mahathat, si trova il monumento eretto in onore di re Ramkhamhaeng il Grande.

Re Ramkhamhaeng fu uno dei sovrani più importanti di Sukhothai e un personaggio fondamentale nella storia della Thailandia. 

Durante il suo regno Sukhothai divenne un importante centro culturale, commerciale e militare, il sovrano, infatti, aprì alle relazioni economiche con la Cina, strinse alleanze con gli stati vicini ed accolse gli insegnamenti dei paesi vicini, contribuendo a far crescere l’artigianato ed il commercio.

Fu proprio grazie ai buoni rapporti con la Cina che gli artigiani Cinesi insegnarono agli artigiani Siamesi le raffinate tecniche per la manifattura della ceramica, le famose ceramiche di Sangkhalok sono appunto il frutto di questa antica collaborazione

Creò un’identità nazionale promuovendo l’adozione dell’alfabeto Thai, da lui inventato (o almeno sponsorizzato) ed introducendo nuove leggi civili e morali. Infine, non ultimo come importanza, introdusse il Buddismo Theravada come religione di Stato.

Monumento a re Ramkhamhaeng
Monumento a re Ramkhamhaeng

Museo Nazionale di Ramkhamhaeng (Ramkhamhaeng National Museum)

Per chi è appassionato, o semplicemente curioso di scoprire l’arte Thai, un’ottima occasione per una immersione totale è il Museo Nazionale di Ramkhamhaeng, dove sono custoditi i reperti archeologici ed i manufatti artistici della zona di Sukhotai. All’interno del museo sono esposti alcuni reperti importanti che un tempo facevano parte del parco storico e che sono stati rimossi per consentirne la conservazione, oltre ad una serie di reperti rinvenuti dagli scavi e da altri ritrovamenti. Qui ci sono antiche iscrizioni, statue del Buddha, armi primitive, antichi manufatti ed alcune stupende ceramiche di Sangkhalok.

Costo del biglietto 150 bath.

Visitare i siti storici in bicicletta

Girare in bicicletta è un modo fantastico per esplorare il parco.

Le prime ore del mattino e quelle del tramonto sono i momenti più belli, che permettono anche di godere di temperature più fresche e di una luce ottimale per qualche scatto iconico.

I sentieri ben curati permettono di visitare facilmente i monumenti sparsi su un’ampia area. È possibile noleggiare biciclette nei pressi dell’ingresso del parco, ma quasi tutte le homestays e gli hotel offrono la possibilità di averne una in prestito gratuitamente. Pedalare all’ombra degli alberi, sentire la brezza e fermarsi ad ammirare il tramonto tra i templi offre un’esperienza impagabile, complice anche il fatto che, specialmente di sera, i templi sono tutt’altro che affollati.

All’interno del parco ci sono cartelloni con le cartine che permettono di esplorare i monumenti in autonomia e con il proprio ritmo, in questo modo avrete anche la possibilità di scoprire qualche angolo meno conosciuto o un punto di vista originale.

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Visite guidate

Le visite guidate sono perfette per chi desidera scoprire dettagli storici e culturali. Queste visite spesso includono informazioni che altrimenti potresti perdere da solo, con spiegazioni sull’architettura e sull’antica vita sociale di Sukhothai.

In realtà a Sukhothai non è così semplice trovare una guida locale, pertanto, informatevi prima della partenza, se potete, oppure andate alla biglietteria appena arrivati per avere informazioni.

Vi consiglio di consultare questo sito, come punto di partenza.

Parco Storico di Sukhothai-2
Parco Storico di Sukhothai

Eventi e Festival a Sukhothai

A Sukhothai, vengono celebrati numerosi festival che catturano lo spirito e la cultura della Thailandia. 

Il più importante è sicuramente Loi Krathong, che si celebra nella notte della luna piena del dodicesimo mese del calendario lunare thailandese tradizionale, generalmente nel mese di novembre. Durante questa celebrazione, la tradizione vuole che si lascino andare nei fiumi delle piccole barche di banana adornate con fiori e candele, creando un incantevole gioco di luci e colori.

A Sukhothai, nella settimana precedente il Loi Krathong viene organizzata una festa di giochi di luci e musica, chiamata i Giorni di Sukhothai, con turisti e curiosi che arrivano da tutto il paese, una delle celebrazioni più importanti del paese che si protrae per quasi una settimana.

Giochi di luce per il Loi Krathong al Parco Storico di Sukhothai
Giochi di luce per il Loi Krathong al Parco Storico di Sukhothai

Infrastrutture e Trasporti

Sukhothai è ben collegata sia a Bangkok che a Chiang Mai, con diverse opzioni di trasporto. Una volta a Sukhothai, il trasporto locale è costituito quasi esclusivamente dalle biciclette e dagli scooter.

Come arrivare a Sukhothai da Bangkok

Partendo da Bangkok, si può raggiungere Sukhothai in diversi modi. 

In aereo: ci sono voli diretti disponibili da Bangkok all’aeroporto di Sukhothai, che impiegano circa 1 ora e 20 minuti. Sicuramente l’opzione più costosa, ma anche quella più veloce. I costi variano dagli 80 ai 150 euro circa a tratta.

In autobus, ci sono partenze regolari dalla stazione Mo Chit di Bangkok. Il viaggio in autobus dura circa 6-7 ore. Molte compagnie offrono collegamenti diretti, spesso dotati di aria condizionata per un maggiore comfort. Questa è l’opzione più economica, con costi che vanno dai 9 ai 15 euro circa.

In treno si può raggiungere Phitsanulok e poi proseguire in autobus o taxi fino a Sukhothai. Il treno da Bangkok a Phitsanulok può impiegare tra 4 e 6 ore  e costa da meno di 5 euro a oltre 30, ma il taxi per l’ultima tratta può essere costoso.

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Come arrivare a Sukhothai da Chiang Mai

L’autobus è l’opzione migliore per raggiungere Sukhothai da Chiang Mai a. Gli autobus partono dalla stazione Arcade e il viaggio richiede circa 5-6 ore per un costo che varia da meno di 10 euro a oltre 30. Ci sono anche minivan, con orari più flessibili, ci mettono un po’ meno, ma nella mia esperienza sono più costosi e anche meno comodi e sicuri. 

In auto, il viaggio è di circa 4-5 ore, a seconda del traffico. Questo ti dà la libertà di esplorare altri luoghi lungo il percorso, come ad esempio Lampang. Le strade sono generalmente in buone condizioni.

In treno si può raggiungere Phitsanulok (come da Bangkok è la stazione più vicina) e poi proseguire in autobus o taxi fino a Sukhothai. Il treno da Chiang Mai a Phitsanulok può impiegare tra 5 e 6 ore e costa da meno di 5 euro a oltre 30, ma il taxi per l’ultima tratta può essere costoso.

Non ci sono voli diretti tra Chiang Mai e Sukhothai.

Come muoversi a Sukhothai

A Sukhothai, si può esplorare la città in diversi modi. Noleggiare una bicicletta è la scelta più comoda, soprattutto all’interno del Parco Storico di Sukhothai e permette di muoversi liberamente tra i vari siti storici.

I tuk-tuk una buona opzione per le distanze più lunghe o per chi preferisce non pedalare. Assicuratevi di negoziare il prezzo prima di partire.

Per chi è da solo c’è l’opportunità di sfruttare i mototaxi, più spartani, ma anche più economici e flessibili. Potete anche scaricare l’app GRAB e prenotare con quella, di solito si paga in contanti al conducente.

Per chi cerca più comodità, le auto a noleggio sono un’opzione, a dire la verità non comodissima, tenuto anche conto che si guida sul lato opposto rispetto a quanto siamo abituati, una difficoltà che si aggiunge al traffico.

Geografia e Clima

Sukhothai è una regione affascinante della Thailandia, nota per la sua posizione centrale e i suoi parchi storici e naturali. Il clima della zona contribuisce significativamente alla bellezza naturale e all’atmosfera tranquilla.

Posizione Geografica

Sukhothai si trova nella parte centrale della Thailandia settentrionale, a circa 427 km a nord di Bangkok. È circondata da diverse province come Phitsanulok e Tak. Questa posizione strategica l’ha resa un punto di collegamento importante nel passato.

La città sorge in una fertile pianura, che ha supportato lo sviluppo agricolo della regione. I fiumi come il Yom attraversano la zona, garantendo risorse idriche cruciali alle attività locali. Tale conformazione del territorio ha influenzato in passato l’organizzazione degli insediamenti e delle attività umane.

 

Parchi e Ambiente Naturale

Sukhothai ospita molti parchi, il più famoso, ovviamente è il Parco Storico di Sukhothai. Potrai vedere antiche rovine e templi immersi in un ambiente verde. Gli ampi spazi verdi offrono un contesto sereno e sono ideali per passeggiate e pic-nic.

Non lontano da Sukhothai, il Parco Storico di Si Satchanalai offre un’altra occasione per immergersi nella storia della Thailandia. Si tratta di un parco ancora meno affollato di Sukhothai, ma altrettanto bello e con molte particolarità. Da visitare.

Il parco nazionale Ramkhamhaeng, (Khao Luang) è una zona di bellezza naturale dove montagne e foreste creano scenari spettacolari. La biodiversità è una delle caratteristiche più interessanti dell’area, con numerose specie da osservare, soprattutto per gli appassionati di BirdWatching.

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Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.

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Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati

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Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

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Pubblicato: 08/12/2024
Lampang - Wat Chaloem Phrakiat Phrachomklao Rachanuson Wat Chalemprakiat

Lampang: cosa fare e vedere in uno o più giorni

di Max Pubblicato: 08/12/2024
Thailandia Scritto da Max

Lampang non è certamente una destinazione comune per chi visita il nord della Thailandia, ma potrebbe essere una scoperta per chi avesse il coraggio di avventurarsi per un paio di giorni al di fuori delle classiche rotte turistiche.

Qui è ancora possibile scoprire aspetti del Paese molto diversi da quelli visibili in zone più frequentate dal turismo e, se vogliamo, più autentici.

Lampang è facilmente raggiungibile da Chiang Mai con un’ora e mezza di bus o di auto, o ancora due ore e mezza di treno, con costi anche inferiori ai 100 bath (meno di tre euro).

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Un po’ di storia di Lampang

Questa zona fu colonizzata per la prima volta nel VII secolo, ma offuscata dalla vicina Chiang Mai, Lampang divenne nuovamente un centro importante sul finire del 1800, soprattutto grazie al commercio del teak.

Proprio l’industria del teak favorì l’insediamento di commercianti e lavoratori stranieri, che contribuirono allo sviluppo della città e ne arricchirono l’architettura con le bellissime case di legno e i templi in stile Shan sparsi per la città.

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Cosa fare e cosa vedere a Lampang

Scopriamo insieme cosa fare in questa curiosa cittdina.

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Il lungo fiume Mae Wang

Come primo obbligo c’è la passeggiata lungo le rive del fiume Mae Wang. Lungo quasi tutto il percorso cittadino del fiume, le rive sono costeggiate da un camminamento, piacevole soprattutto di sera, quando è possibile consumare un piccolo pasto o un drink in uno dei locali nei pressi dello storico ponte bianco ad archi.

Lungo Fiume di Lampang
Lungo Fiume di Lampang

Ponte Ratchadaphisek o Ponte Bianco

Il caratteristico ponte di colore bianco ad archi è uno dei simboli di Lampang. Nei primi anni del 1900, durante il periodo d’oro dell’industria del teak, il ponte fu spesso danneggiato dai tronchi trasportati dalla corrente e la versione attuale risale al 1917.

Originariamente il ponte fu costruito in legno per commemorare l’anniversario del 25° anno di ascesa al trono del re Chulalongkorn (Rama V) nel 1894 ed il nome fa proprio riferimento a questo avvenimento, anche se comunemente viene chiamato il ponte bianco.

Il Ponte Bianco di Lampang - -2
Il Ponte Bianco di Lampang

La casa di Louis Leonowens

Conosciuta localmente come Louis House, è l’ex residenza di Louis T. Leonowens e l’ufficio della Louis T. Leonowens Company. “Baan Louis”, oltre ad essere è una delle più imponenti case in teak di Lampang.

Louis era il figlio di Anna Leonowens, la tutrice britannica dei figli del re Rama IV, divenuta famosa con il musical e il film The King and I, conosciuto in Italia come Anna and the King.

Lampang: cosa fare e vedere in uno o più giorni » https://www.massimobasso.com/articoli/page/10/

Ban Sao Nak e Ban Pong Nak

Costruita alla fine del 1800, Ban Sao Nak (la casa dei tanti pilastri) è un altro edificio antico che vale la pena visitare, anche se, al momento in cui scrivo l’articolo, è chiusa per restauri.

Si tratta di un’antica casa in legno con 116 pilastri in legno di teak (la parola Nak, nella lingua locale, significa Molti). La casa fu stata costruita nel 1895 e la particolarità sta nell’architettura che è la combinazione di stile Myanmar e Lanna. All’interno sono esposti antichi utensili domestici che tipici dello stile di vita delle persone del nord.

Allo stesso modo, Ban Pong Nak (casa delle tante finestre) è un altro esempio interessante di architettura locale, che si trova all’interno di una caserma dell’esercito e contiene un piccolo museo con numerose armi e costumi appartenuti alle truppe giapponesi, oltre ad alcune armi antiche.

La particolarità di Ban Pong Nak, ovviamente, sono le finestre, ce ne sono 469, oltre a 250 porte, tutte in legno.

Wat Pong Nak - la casa delle finestre
Wat Pong Nak – la casa delle finestre

Un giro in carrozza per Lampang

Una delle particolarità di Lampang sono le carrozze trainate dai cavalli o Rot Maa. Questa usanza fu introdotta oltre un secolo fa dalle comunità birmane e Shan (Tai Yai) che si erano stabilite a Lampang ed è rimasta nel tempo.

Qui le carrozze sono ancora un mezzo di trasporto, anche se per la maggior parte vengono utilizzate dai turisti per fare il giro delle città.

Le carrozze di Lampang
Le carrozze di Lampang

I templi di Lampang (e dintorni)

Lampang ospita parecchi templi, ma i più interessanti si trovano fuori dalla città, pertanto occorre un minimo di organizzazione per raggiungerli.

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Wat Phra That Lampang Luang

Il magnifico Wat Phra That Lampang Luang, non è solo una delle strutture in legno più antiche della Thailandia ma anche uno dei templi buddisti più interessanti del nord. Il tempio si trova a breve distanza in auto dal centro della città e vale la pena di visitarlo. Ci sono anche altri templi minori, fra i quali il più importante è il Wat Phra Kaeo Don Tao, attorno al quale si raccontano leggende di intrighi amorosi finiti tragicamente.

Wat Phra Kaeo Don Tao a Lampang
Wat Phra Kaeo Don Tao

Wat Pra That Doi Prachan

Questo tempio molto interesante si trova a circa venti chilometri a sud della città di Lampang e la gente spesso ci viene ad ammirare l’alba. Il nome utilizzato localmente è Wat Doi Prachan Mae Tha, quindi se dovete chiedere informazioni col nome ufficiale potreste non trovarne.

Il tempio si trova sulla cima di una collina ed una volta giutni all’ingresso che si trova in basso, si può arrivare sulla cima della collina con una delle navette messe a disposizione dal Tempio oppure con un sentiero di 628 scalini, che passa in mezzo al bosco. Ovviamente la seconda opzione è la più interessante, se non fa troppo caldo.

Wat Pra That Doi Prachan
Wat Pra That Doi Prachan

Accanto al sentiero, vicino all’ingresso c’è un padiglione finemente decorato con una statua del Buddha in cristallo illuminata al suo interno, molto suggestiva.

La zona più interessante, però, è la parte sommitale, dove, prima di arrivare al padiglione vero e proprio, comincia una scala custodita da due giganteschi serpenti Naga che accompagnano i visitatori fino all’ingresso.

Dalla cima si gode una splendida vista e si possono scattare suggestive foto panoramiche, senza l’intralcio di troppa gente.

Oltre il padiglione sommitale, si prosegue ancora e da pochi anni è stata costruita un’altra sezione con un Buddha gigante in rame.

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Storia del Grande Buddha di Wat Phra That Doi Phra Chan

Una notte del 2013, l’abate di Wat Phra That Doi Phra Chan sognò il Grande Buddha di Kamakura (o Kamakura Daibutsu). Nel suo sogno, il Grande Buddha Amithaba volò dal Tempio di Kotokuin in Giappone per atterrare in cima a Doi Phra Chan. Sempre nel sogno l’abate sentì una voce che diceva:

“Per favore, costruisci qui. Io verrò qui per stare con te.”

Pertanto, un anno dopo, l’abate decise di costruire il Grande Buddha.

L’immagine del Buddha è stata realizzata utilizzando metodi di formatura in metallo e assemblata con telai in acciaio, per un peso totale di ben 32 tonnellate, oltre a 17 tonnellate di fogli di rame da 2 millimetri. La statua è larga 14 metri e alta 23.

La cerimonia di posa della prima pietra si è tenuta il 19 giugno 2014, ma la statua è stata completata solo nel settembre 2021.

il Buddha Amithaba di Wat Pra That Doi Prachan
il Buddha Amithaba di Wat Pra That Doi Prachan

Wat Chalermprakiat (Wat Chaloem)

Wat Chalermprakiat , il cui nome completo è Wat Chaloem Phrakiat Phrachomklao Rachanuson, è uno dei templi più particolari della Thailandia e si trova circa 60 chilometri a nord di Lampang, arroccato sulla cima di una montagna calcarea.

Arrivarci è un’avventura, ma piacevole. Gli ultimi 4-5 chilometri salgono vertiginosamente il versante di una montagna fino ad un parcheggio. Lasciata l’auto e pagato il biglietto (500 bath) si sale su di una furgonetta – navetta che si inerpica per strade – se possibile – anche più impervie e strette, fino ad arrivare ad un nuovo spiazzo ai piedi della cima vera e propria.

Lasciata la furgonetta comincia una serie di rampe di scale, che portano proprio sulla punta, dove si gode di una pace rasserenante. Nei pressi della cima c’è anche quel che resta di un eremo dove le persone portano ancora cibo.

Inutile dire che il posto è magico, non fosse altro che per il silenzio e per le nuvole che si rincorrono sotto gli sguardi incantati dei pochi visitatori.

Da poco è possibile raggiungere questo luogo anche con un tour organizzato* che però parte da Chiang Mai. Da Lampang convengono l’auto o la moto a noleggio (o un taxi).

Wat Chaloem Phrakiat Phrachomklao Rachanuson Wat Chalemprakiat
Wat Chaloem Phrakiat Phrachomklao Rachanuson Wat Chalemprakiat

I galli di Lampang e la leggenda del Buddha

Secondo una antica leggenda, quando il Buddha decise di visitare Lampang, il dio indù Indra era preoccupato che la popolazione locale non si sarebbe svegliata abbastanza presto per preparare il cibo in suo onore.

Così Indra assunse le sembianze di un gallo in modo da poter svegliare tutti in tempo perché potessero prepara le offerte per l’illuminato.

Proprio grazie a questa leggenda Iil gallo è diventato il simbolo di Lampang e lo si può vedere ovunque. Ai lati dei cancelli, nei numerosi Wat, di fianco alle case, su cartelli stradali e così via. Inutile dire che i galli sono anche i soggetti più comuni sulle famose ceramiche di Lampang (visibili anche nel Museo della Ceramica di Dhanabadee)

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Museo della Ceramica di Dhanabaadee

La storia delle ceramiche di Lampang cominciarono nel 1955, quando Simyo Saechin scoprì per primo l’argilla nel distretto di Jae-hom della provincia di Lampang.

Fu così che fu aperta la prima fabbrica di ceramiche a Lampang, che produceva le Chicken Bowls, delle ciotole con raffigurato un gallo. Ben presto le ciotole divennero così famose che si diffusero in tutto il paese, creando così molti posti di lavoro e dando vita alla tradizione della ceramica in questo distretto.

Nel 2012 i figli delsignor Saechin hanno voluto immortalare la storia della ceramica di Lampang e della leggendaria Chicken Bowl of Dhanabaadee isitutendo l’omonimo museo.

Qui potete vedere il moderno processo di produzione della ceramica, noto in tutto il mondo, ma anche lo stile di vita dei ceramisti e vivere l’atmosfera della produzione della ceramica sperimentando voi stessi nei laboratori.

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Ospedale degli amici della Asian Elephant Foundation

Situato in posizione adiacente al Thai Elephant Conservation Center, gestito dal governo, si trova l’Ospedale Asian Elephant Foundation. L’ospedale degli elefanti ospita Mosha, l’elefante con la protesi alla gamba che ha ispirato Elephant Parade, un progetto che aiuta a raccogliere fondi e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vita degli elefanti asiatici attraverso la diffusione e la vendita di raffigurazioni dipinte degli elefanti e altre iniziative.

Le attrazioni naturali di Lampang

Nei dintorni di Lampang potrete godervi le montagne e le foreste del Parco Nazionale di Chae Son e del Parco Nazionale di Doi Khun Tan. È possibile prendere il treno da Lampang a Doi Khun attraversando lungo il tragitto il tunnel più lungo della Thailandia. Una volta arrivati dalla stazione ferroviaria si cammina per un paio di chilometri a piedi fino al parco dove si può campeggiare nei bungalow del Parco Nazionale.

Come arrivare a Lampang

Lampang si raggiunge in circa 2 ore di auto da Chiang Mai. La città può essere visitata come una gita di un giorno dalla Capitale del Nord, ma se avete abbastanza tempo, provate a trascorrerci almeno una notte o due.

Il viaggio in treno da Chiang Mai è un modo alternativo per arrivare a Lampang: l’elegante stazione ferroviaria è un’attrazione turistica già di per se’.

Fuori città c’è anche un piccolissimoo aeroporto con diversi i voli giornalieri da Bangkok. Viaggiando in autobus, diverse linee offrono passaggi confortevoli attraverso il nord della Thailandia, comprese le rotte che collegano Lampang con Chiang Mai e Chiang Rai.

 

Thailandia

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Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

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Pubblicato: 08/12/2024
Terme di Saturnia un fine settimana alle terme

Gli 8 Migliori Stabilimenti Italiani per un Fine Settimana alle Terme

di Redazione Pubblicato: 30/11/2024
Italia Scritto da Redazione

Un fine settimana alle terme: quali sono le migliori in Italia

Il nostro Paese è ricco di stabilimenti termali, ce ne sono così tanti che avrete solo l’imbarazzo della scelta. Ecco perché abbiamo selezionato per voi 8 mete fantastiche, dove trascorrere un fine settimana alle terme all’insegna del relax: luoghi ideali per staccare dalla frenesia della vita quotidiana, curare qualche eventuale doloretto e godere di trattamenti di bellezza in cornici d’eccezione (si tratta spesso di stabilimenti antichi e ricchi di storia). Le migliori terme d’Italia vi aspettano: buona lettura!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

1)   Terme di Sirmione

Sirmione è nota per le sue acque termali, che provengono dalla Fonte Bojola e vengono anche commercializzate in tutto il Paese. Qui troverete due rinomati centri termali: le Terme Catullo, situate nel centro storico, e le Terme Virgilio, che si trovano invece nella zona di Colombare. Queste ultime, oltre a fornire trattamenti e cure specialistiche di alto livello offrono anche trattamenti estetici a base di bagni e fanghi di grande efficacia. 

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Se preferite puntare al relax puro, visitate invece il centro termale di Aquaria, interamente dedicato al benessere; questo luogo vi stupirà, con le sue piscine sia all’interno che all’esterno (potrete usufruirne anche d’inverno!), i bagni a vapore, i percorsi relax e trattamenti d’eccezione. Un posto ideale per rigenerare corpo e mente nella splendida cornice del lago di Garda. 

fine settimana alle terme - Sirmione sul lago di Garda
Foto di Francesca Minto su Unsplash

2)   Terme di Bormio

Grazie alle loro 9 fonti termali millenarie, le terme di Bormio sono un grande punto di interesse per un fine settimana alle terme in Valtellina. Bormio è famosa per le sue acque terapeutiche e offre tre stabilimenti d’eccezione; il QC Terme Bagni nuovi sono ideali d’estate, grazie ai loro ampi spazi esterni, e potrete provare un percorso sensoriale d’eccezione, ispirato alla tradizione dell’antica Roma. 

Se preferite venire d’inverno, scegliete invece i QC Terme Bagni Vecchi, che offrono esperienze piene di fascino come i Bagni dell’Arciduchessa. Qualora abbiate i bambini al seguito, recatevi senza indugio allo stabilimento di Bormio Terme, che dispone, oltre ai percorsi benessere per gli adulti, anche di un’area dedicata ai bambini con giochi d’acqua davvero simpatici. 

Fine settimana alle terme - Bormio Terme
Fine settimana alle terme – Bormio Terme di sera e con la neve, dall’account Instagram @bormioterme

3)   Terme di Pré-Saint-Didier

Terme di Pre Saint Didier
Parco interno delle Terme di Pre Saint Didier – Foto di Leonardo Barese

Le terme di QC Terme di Pré-Saint-Didier, nella splendida cornice del Monte Bianco, vi permetteranno di godere di tutto il relax che meritate in una contesto paesaggistico favoloso. Le acque vengono utilizzate fin dall’epoca romana, mentre lo stabilimento risale al 1834 e mantiene intatto il suo fascino storico, facendo di questa località una delle migliori terme d’Italia.

Il percorso benessere che offre è davvero vastissimo, con oltre 40 tappe fra vasche idromassaggio, saune in legno, bagni turchi, percorsi Kneipp e sale relax con vista panoramica mozzafiato. Come se non bastasse, potrete usufruire di trattamenti specializzati, inclusi massaggi di vario tipo.

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4)   Montecatini Terme

Le terme di Montecatini sono state utilizzate fin dall’epoca romana, grazie alle loro acque salso-solfato-alcaline benefiche tanto per l’intestino quanto per il fegato; già nel 1400 venne costruito un primo stabilimento (il Tettuccio) e con il passare dei secoli si ampliò fino a diventare davvero famoso al giorno d’oggi. Oltre al già citato Tettuccio, troverete il più moderno stabilimento Leopoldine e altre due strutture; la prima, le Redi, è indicata soprattutto per le cure (tra terapie inalatorie, fanghi e massaggi) mentre la seconda, l’Excelsior, è perfetta se siete in cerca di trattamenti estetici e percorsi benessere per il vostro fine settimana alle terme.  

Montecatini Terme
Montecatini Terme – Foto di Gulzada Bektemirova 
Gli 8 Migliori Stabilimenti Italiani per un Fine Settimana alle Terme » https://www.massimobasso.com/articoli/page/10/

5)   Terme dei Papi

Perché non trascorrere un indimenticabile fine settimana alle terme a Viterbo? Oltre a visitare questa splendida città, potrete usufruire di trattamenti e percorsi benessere d’eccezione. Ristrutturato negli anni Ottanta, l’antico stabilimento termale (così chiamato perché luogo di cura per numerosi pontefici nel tardo medioevo) si ispira all’architettura romana.

In questa meravigliosa cornice architettonica godetevi le acque del Bullicame e i fanghi del Bagnaccio, benefici per chi soffre di reumatismi e altri disturbi. Sperimentate anche l’antroterapia nella grotta naturale ricca di vapori sulfurei e dedicate del tempo alla Piscina Monumentale, splendida grazie all’acqua termale che sgorga calda dalle bocche di pietra.

Leggi anche Un itinerario nella Tuscia fra borghi e terme

terme dei papi per un fine settimana alle terme
Terme dei Papi di Christian World, CC BY 2.0

6)   Terme di Saturnia

Fra le migliori terme d’Italia ci sono quelle di Saturnia, in Maremma, famose in tutto il mondo. Questo vasto ed elegante stabilimento include una maestosa piscina sorgiva, vasche idromassaggio, cascate artificiali e percorsi idroterapici di cui potrete beneficiare per migliorare la vostra salute e rilassarvi profondamente. 

Per un’esperienza ancora più ricca, vi raccomandiamo la sua SPA e il Club Benessere, dove troverete bellissime aree relax con frutta e bevande, saune e bagni turchi e, naturalmente, trattamenti estetici e curativi personalizzati. Le terme di Saturnia permettono addirittura di fare il bagno sotto le stelle il venerdì sera: un’esperienza da non perdere, ideale se siete in coppia. 

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A Saturnia una menzione particolare va fatta alle Cascate del Mulino o cascate del gorello, che non possono non essere annoverate fra le migliori terme in Italia.

Leggi anche: Parco dei Mostri di Bomarzo: scoprite il lato più bizzarro del Lazio

Si tratta di cascate naturali, originate dalle acque solfuree delle Terme di Saturnia, dove l’acqua sgorga da una sorgente naturale ad una temperatura di 37,5°C.

Oltre ad essere uno dei luoghi più famosi e fotografati d’Italia, la particolarità di queste Terme è che sono gratuite. Le cascate sono un luogo naturale e libero, quindi sono aperte 24 ore al giorno, tutti i giorni, anche in inverno. Presso le cascate del mulino si trovano un bar ed un parcheggio, sempre aperti.

Da non perdere!!

Itinerario nella Tuscia - Terme di Saturnia - le cascate del mulino
Terme di Saturnia
Leggi anche Un itinerario nella Tuscia fra borghi e terme

7)   Terme di Chianciano

Le terme di Chianciano, vicino a Siena, sono davvero suggestive e hanno una storia antichissima, ottime per un fine settimana alle terme. Prima di tuffarvi nei trattamenti, fate una sosta alla vicina Bagno Vignoni e ammirate la sua suggestiva piazza, dominata da un’antica vasca termale. Giunti alle terme, potrete scegliere tra i suggestivi parchi di Fuculi e Acqua Santa, immersi nel verde, per un fine settimana all’insegna della tranquillità e del benessere. In particolare, godetevi il Salone Sensoriale, semplicemente unico in Italia, che offre una varietà di esperienze tra cui la cromoterapia, l’aromaterapia e la musicoterapia per riequilibrare corpo e spirito. Abbandonatevi infine nelle piscine termali Theia, con le loro acque ricche di proprietà benefiche. 

Chianciano Terme in Toscana
Chianciano Terme in Toscana

8)   Terme di Ischia

Forse non lo sapevate, ma sull’isola di Ischia (la principale nel golfo di Napoli) ci sono oltre 30 stabilimenti termali! La presenza di acque curative sul posto deriva dall’origine vulcanica della regione: le fumarole marine e le suggestive spiagge di sabbia scura caratterizzano il panorama dell’isola da millenni. 

Le acque termali di Ischia sono considerate un valido rimedio per l’artrite, disturbi dermatologici e problemi respiratori, oltre ad essere in grado di rilassare in profondità e alleviare l’emicrania da tensione. Provate uno dei lussuosi centri termali dell’isola, godendovi le sorgenti calde, i parchi con piscine, le spiagge e le grotte di vapore. 

Kneipp naturale del Parco Idrotermale del Negombo, Ischia, Golfo di Napoli, regione Campania, Italia
Piscina naturale del Parco Idrotermale del Negombo, Ischia, Golfo di Napoli, Campania, Italia

Vi auguriamo un piacevole e rilassante fine settimana alle terme!

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Pubblicato: 30/11/2024
Il Burren nella verde Irlanda

Il Burren nella verde Irlanda

di Sergio Pubblicato: 23/11/2024
Europa Scritto da Sergio

Guardando queste foto vi chiederete dove si trova un luogo così arido e strano. Vi domanderete, come mi sono chiesto io, se questo paesaggio lunare si trovi nei pressi di una qualche zona desertica africana.

Niente di tutto ciò, questo che vedete è il Burren… bene, ma il Burren cos’è?  Innanzitutto, siamo nella Verde (?) Irlanda, costa occidentale, Contea del Claire.

Il Burren nella verde Irlanda

Il Burren è un vasto altipiano roccioso, costituito da enormi lastroni calcarei suddivisi da profonde fenditure. È privo di vegetazione, all’apparenza desolato, bellissimo. È un pianoro calcareo unico al mondo, io l’ho trovato molto suggestivo e mai mi sarei aspettato di vederlo in Irlanda. 

Proprio per valorizzare questi luoghi è stato istituito il Burren National Park. Esiste anche, a Kilfenora, il Burren Visitor Centre.

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Tuttavia, se volete avere una bella visione di questo fenomeno paesaggistico, senza fare la caccia al tesoro per tutta la contea del Claire, basta che percorriate come ho fatto io la strada costiera che da Doolin conduce alla Black Head Lighthouse.

Io ho fatto le foto a Fanore Beach. Se invece volete dedicare più tempo a questi panorami e vi interessa approfondire, allora cercate il Burren Scenic Drive. Attenzione però: camminare su questo tavolato è un’esperienza, fotografarlo anche, ma occhio a come vi muovete perché le fenditure sono talora larghe e profonde.

Il Burren nella verde Irlanda

E, se piove… e quanto piove in Irlanda, questi pietroni enormi sono anche scivolosi. Meglio di me un geologo potrebbe spiegarvi l’origine di questo affascinante paesaggio e raccontarvi che ha avuto origine milioni di anni fa per effetto del movimento di zolle della crosta terrestre che ha provocato queste spaccature.

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Potete abbinare questo itinerario alla visita alle vicine e famosissime Cliffs of Moher.

Proseguendo verso nord lungo la costa, oltrepassato Black Head, potete anche prevedere una sosta nell’incantevole villaggio costiero di Ballyvaughan, dove fare una scorpacciata di cozze…mitiche ed economiche.

Il Burren nella verde Irlanda
Il Burren nella verde Irlanda

Se dopo questo paesaggio solo apparentemente inospitale avete nostalgia dell’Irlanda com’è nota a tutti noi, ve la voglio ricordare con le foto in calce a questo scritto.

Il Burren nella verde Irlanda

Lasciato il Burren, dirigendovi verso sud ovest, troverete la verdissima contea del Kerry, i campi da golf, le valli verdi, i maglioni, le pecore, i cieli che mutano ogni momento come canta Fiorella Mannoia, insomma l’Irlanda che l’abituale rappresentazione ci regala.

Il Burren nella verde Irlanda
 

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

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Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 23/11/2024
Vacanze al caldo a Capodanno

Capodanno, idee per una vacanza al caldo: fuggi dal freddo in paradiso

di Redazione Pubblicato: 10/11/2024
Divagazioni Scritto da Redazione

Capodanno si avvicina e molti sognano una vacanza al caldo per sfuggire dalla morsa del gelo invernale. Per chi cerca una pausa dal grigiore, esistono numerose destinazioni che offrono sole e temperature miti.

La cosa positiva è che chi cerca una vacanza al caldo per il capodanno, ha solo l’imbarazzo della scelta. Che si tratti di rilassarsi su una spiaggia tropicale o esplorare le vivaci strade di Bangkok, c’è qualcosa per tutti i gusti.

Le opzioni spaziano dalle isole paradisiache del Pacifico alle oasi nel deserto, passando per mete culturali ricche di storia e tradizioni. Ogni destinazione promette un’esperienza unica, lontana dal freddo e dalla routine quotidiana.

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Destinazioni Invernali per una vacanza al Caldo

Le mete ideali per sfuggire al freddo invernale offrono un mix di spiagge mozzafiato, culture affascinanti e avventure uniche. Queste destinazioni promettono vacanze indimenticabili sotto il sole.

1) Canarie: Un Arcipelago Versatile

Le Canarie sono un paradiso per chi cerca il caldo in inverno. Gran Canaria incanta con le sue spiagge di sabbia dorata e acque cristalline. Tenerife offre paesaggi vulcanici e vivaci località costiere.

Lanzarote stupisce con le sue formazioni laviche e spiagge tranquille. Fuerteventura è famosa per il windsurf e le distese di sabbia bianca. Ogni isola ha la sua personalità unica.

Le Canarie vantano un clima mite tutto l’anno, perfetto per escursioni, sport acquatici o semplicemente relax in spiaggia. La cucina locale e la vita notturna aggiungono sapore alle vacanze. Anche a Capodanno.

Ci vado perché: sono vicine e facilmente raggiungibili.

Vacanza al caldo: Tenerife - Isole Canarie
Tenerife – Isole Canarie

2) Caraibi: Sole, Mare e Cultura

I Caraibi sono sinonimo di vacanze tropicali. Cuba affascina con le sue spiagge e la ricca storia. Varadero e Cayo Coco offrono resort all-inclusive e mare turchese.

Santo Domingo mescola spiagge caraibiche e cultura coloniale. Punta Cana è rinomata per le sue acque cristalline e i campi da golf. Le immersioni sono spettacolari in molte isole.

La musica, il cibo e l’atmosfera festosa dei Caraibi creano ricordi indelebili. Le spiagge di sabbia bianca e il mare turchese sono lo sfondo perfetto per rilassarsi al sole.

Ci vado perché: mi piace far festa e voglio esplorare una cultura differente

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3) Emirati Arabi: Modernità e Tradizione

Gli Emirati Arabi uniscono lusso moderno e fascino tradizionale. Dubai stupisce con i suoi grattacieli, centri commerciali e spiagge artificiali. La vita notturna è vivace e le opportunità di shopping infinite.

Abu Dhabi offre attrazioni culturali come la Grande Moschea e musei di livello mondiale. Entrambe le città sono punti di partenza per emozionanti safari nel deserto.

Le spiagge degli Emirati, come Jumeirah Beach a Dubai, offrono relax e sport acquatici. Il clima caldo e secco è ideale per chi vuole fuggire dall’inverno europeo.

Da quelle parti anche Doha, in Qatar (al di fuori degli Emirati) è una ricca città, che offre un intrigante mix di meraviglie moderne e antiche tradizioni tutto da esplorare.

Ci vado perché: mi piace il lusso e adoro lo shopping e Capodanno è il momento ideale.

4) Thailandia: Spiritualità ed Accoglienza

La Thailandia offre un clima particolarmente piacevole per una vacanza al caldo: durante i mesi invernali (da novembre a febbraio), il clima è caldo e asciutto, il che la rende perfetta per attività all’aperto e visite turistiche.

Potete scegliere fra spiagge meravigliose come quelle di Koh Samui e Krabi oppure immergervi nella cultura millenaria, fatta di antichi templi, mercati vivaci e festival tradizionali. Città come Bangkok e Chiang Mai offrono uno scorcio del ricco patrimonio della Thailandia.

Non ultimo , la Thailandia offre una cucina deliziosa: il cibo thailandese è rinomato per i suoi sapori e la sua varietà. Gusta cibo di strada, prelibatezze locali ed esperienze culinarie raffinate.

Ma chi va in Thailandia spesso ci va per la spiritualità che alcuni luoghi iconici sanno trasmettere e per la straordinaria ospitalità della sua gente, un mix di sensazioni difficilmente rintracciabili in altri luoghi ed altre culture.

Ci vado perché: amo unire spiritualità, cultura e relax

Vacanze al caldo : Thailandia cibo, mare e cultura
Thailandia cibo, mare e cultura
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Cosa Fare: Attività e Intrattenimento per una vacanza al caldo

Le destinazioni calde offrono una vasta gamma di attività per tutti i gusti, dalle avventure nella natura al puro relax in spiaggia, passando per esperienze culturali uniche.

1) Avventura e Natura

Gli amanti dell’adrenalina troveranno pane per i loro denti nelle località tropicali. Il trekking in parchi nazionali permette di esplorare paesaggi mozzafiato e osservare la fauna selvatica. Per gli appassionati di sport acquatici, lo snorkeling e il diving sono attività imperdibili.

Le acque cristalline offrono l’ambiente perfetto per ammirare colorati pesci tropicali e barriere coralline. I safari nel deserto rappresentano un’esperienza unica per scoprire ecosistemi aridi e affascinanti. Le escursioni in barca sono ideali per esplorare baie nascoste e isolotti paradisiaci.

Leone nel cratere di Ngoro Ngoro - Tanzania, sullo sfondo alcuni gnu
Leone nel cratere di Ngoro Ngoro – Tanzania, sullo sfondo alcuni gnu

2) Relax e Soleggiamento

Le spiagge bianchissime sono il luogo perfetto per rilassarsi e godersi il sole. I resort offrono lettini e ombrelloni per una comoda giornata in riva al mare. Molte strutture propongono trattamenti spa e massaggi sulla spiaggia per un relax totale.

La vita da spiaggia include anche attività più tranquille come lo yoga all’alba o aperitivi al tramonto. Per chi cerca privacy, esistono calette appartate raggiungibili con brevi escursioni. Le piscine a sfioro dei resort di lusso sono un’alternativa chic alla spiaggia.

3) Cultura e Esplorazione

Le vacanze al caldo non sono solo mare e relax, ma anche opportunità di arricchimento culturale. Molte destinazioni vantano siti Patrimonio UNESCO da esplorare. In Nord Africa, città come Chefchaouen in Marocco affascinano con i loro vicoli blu.

I mercati locali offrono un tuffo nei profumi e nei sapori autentici. Escursioni guidate permettono di conoscere la storia e le tradizioni del luogo. I viaggiatori italiani apprezzano particolarmente le esperienze gastronomiche, dalle lezioni di cucina ai tour enogastronomici.

Cambogia il mercato dell'oro a Siem Reap
Cambogia il mercato dell’oro a Siem Reap

Destinazioni Esotiche per una vacanza al caldo

Chi cerca una vacanza al caldo in inverno, troverà paradisi lontani che mescolano natura incontaminata, cultura millenaria e spiagge da cartolina. Ecco alcune mete esotiche perfette per una fuga al sole.

1) Asia: Tra Tradizione e Tropicale

La Thailandia attira con le sue spiagge di sabbia bianca e il mare turchese. Phuket offre resort di lusso e vita notturna, mentre le isole più piccole regalano tranquillità.

Lo Sri Lanka sorprende con antichi templi buddisti e piantagioni di tè. Le sue coste ospitano tartarughe marine e balene.

Le Maldive sono l’emblema del relax tropicale. Atolli corallini, bungalow sull’acqua e snorkeling in acque cristalline sono la norma. Cocoa Island è perfetta per una fuga romantica.

Il Vietnam seduce con baie punteggiate di isolotti calcarei e spiagge nascoste. La cultura millenaria si mescola a città vibranti e cucina deliziosa.

Isole Maldive - Photo by Colin Watts
Spiaggia delle isole Maldive

2) Africa: Avventura selvaggia e Spiagge da Sogno

L’Egitto unisce storia e mare. Dopo le piramidi, ci si può rilassare sulle spiagge del Mar Rosso, paradiso per gli amanti dello snorkeling.

Mauritius incanta con lagune color zaffiro e spiagge orlate di palme. Le sue barriere coralline sono un tripudio di pesci colorati.

Le Seychelles offrono alcune delle spiagge più belle del mondo. Anse Source d’Argent, con i suoi massi granitici, sembra uscita da un sogno.

Il Madagascar stupisce con la sua natura unica. Lemuri, baobab e spiagge deserte attendono gli avventurieri.

Il Marocco regala un inverno mite. Marrakech affascina con i suoi souk, mentre le spiagge di Agadir invitano al relax e a godervi la vostra vacanza al caldo.

Spiaggia delle Seychelles
Spiaggia delle Seychelles

3) Oceania: L’Incanto di Down Under

L’Australia è perfetta per sfuggire all’inverno. Sydney brilla con le sue spiagge urbane come Bondi, mentre la Grande Barriera Corallina offre immersioni mozzafiato.

La Gold Coast del Queensland è un paradiso per i surfisti, con chilometri di spiagge dorate e un entroterra di foreste pluviali.

Le isole Whitsunday seducono con sabbia bianchissima e acque turchesi. Qui si può navigare tra 74 isole tropicali quasi deserte.

La Tasmania sorprende con paesaggi selvaggi, spiagge incontaminate e foreste primordiali. È l’ideale per gli amanti della natura.

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Alloggi e Hospitalità

Le destinazioni calde offrono un’ampia gamma di opzioni di alloggio per soddisfare ogni esigenza e budget. Dai lussuosi resort alle sistemazioni più economiche, c’è qualcosa chiunque scelga una vacanza al caldo.

1) Resorts e Hospitality di Lusso

I resort di lusso nelle località calde sono veri e propri paradisi tropicali. A Cancun e nella Riviera Maya, strutture come il Secrets Maroma Beach offrono suite fronte mare e servizi di altissimo livello.

Nelle Maldive, resort come il Soneva Fushi propongono ville private con piscina e accesso diretto alla spiaggia. Qui gli ospiti possono godersi trattamenti spa, cene gourmet e attività esclusive.

A Dubai, l’iconico Burj Al Arab è sinonimo di lusso estremo. Con le sue suite su due piani, maggiordomi personali e ristoranti stellati, offre un’esperienza senza paragoni.

 

Soluzioni per Tutti i Budget

Per chi cerca opzioni più economiche, le destinazioni calde non deludono. A Copacabana, piccoli hotel e ostelli offrono sistemazioni convenienti a pochi passi dalla spiaggia.

Nel Yucatan, i bed & breakfast locali permettono di immergersi nella cultura messicana spendendo poco. Molti offrono anche escursioni guidate ai siti archeologici della zona.

Le Seychelles propongono guesthouse a conduzione familiare, ideali per chi vuole un’esperienza autentica. Queste strutture offrono spesso anche servizi come noleggio bici e attrezzatura da snorkeling.

Scopri di più su questo blog

Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 10/11/2024
I Giardini La Mortella ad Ischia - fondazione William Walton-1

I Giardini La Mortella ad Ischia

di Sergio Pubblicato: 09/11/2024
Italia Scritto da Sergio

Ischia Vi accoglie con i suoi magnifici borghi, la vegetazione rigogliosa, il cielo azzurro, il mare blu, le acque termali.

Ischia Vi accoglie anche con una perla rara, i Giardini La Mortella nel comune di Forio.

Ai Giardini La Mortella arrivo quasi per caso, un mattino di aprile di qualche anno fa, me li consiglia un’amica che va ad Ischia per le cure termali. Non è il caso di arrivarci in auto, i bus sono frequenti e veloci e circolare autonomamente sull’isola non è agevole in certi periodi

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Superato l’ingresso, inizia un percorso tra piante tropicali, vegetazione esotica e mediterranea, laghetti di ninfee e scorci panoramici mozzafiato.  Tutto curatissimo e lussureggiante. Capisco, allora, perché i Giardini La Mortella sono considerati tra i più belli al mondo. Spero che le foto che accompagnano questa nota aiutino ad immaginare lo splendore di questo posto affascinante.

I Giardini La Mortella ad Ischia - fondazione William Walton-1

Come in altri casi, anche questo luogo incantevole nasce da una storia d’amore: la storia di Lord William Walton e di sua moglie, Lady Susana.

William Walton, siamo nel 1948, è un compositore affermato, anzi il più famoso d’Inghilterra, ha 46 anni e va in Argentina per una conferenza internazionale. A Buenos Aires, al Consolato Britannico, incontra una splendida ragazza argentina di 22 anni che qui lavora, Susana Gil Passo, figlia di un eminente avvocato locale. 

La ragazza dai grandi occhi verdi, appartenente all’alta borghesia, era destinata a vivere in attesa di un ricco matrimonio argentino, ma era volitiva, determinata, studiava l’inglese e voleva lavorare.  Susana e William si innamorano e pochissimo tempo dopo, alla fine del 1948, si sposano. Susana segue il marito in Europa e la coppia decide di fare dell’Isola d’Ischia il proprio buen retiro.  Inizialmente vanno a vivere in affitto ma ben presto, nel 1949, acquistano un ampio terreno lungo il mare, brullo, impervio, quasi selvaggio. 

I Giardini La Mortella ad Ischia - fondazione William Walton-1
I Giardini La Mortella ad Ischia – fondazione William Walton-1

Inizia la qui l’avventura dei Giardini La Mortella. I coniugi costruiscono prima una casa, che diventa un cenacolo di artisti, musicisti, attori che, in visita all’Isola, non mancano di fermarsi dai Walton: tra gli altri Maria Callas, Charlie Chaplin, Laurence Olivier , Vivien Leigh e molti altri.  Non ultimo l’attuale Re Carlo III, che da Principe di Galles visitò ben due volte  La Mortella , dette il suo patrocinio ai Giardini e addirittura incaricò Lord Walton di comporre le musiche per il proprio matrimonio con Lady Diana.  

A La Mortella i coniugi organizzano stagioni concertistiche e aiutano giovani musicisti a progredire nella loro arte con corsi di specializzazione di altissimo livello.

Ma veniamo ai Giardini: è Lady Susana l’anima e il motore di questo progetto. Incarica il famoso architetto paesaggista Russel Page (creatore, tra gli altri, dei giardini di Villa Agnelli a Villar Perosa) di realizzare un progetto faraonico, una risistemazione dei luoghi che ne fanno il paradiso attuale.  

Nel 1956 il fantastico giardino botanico viene inaugurato, con piante rare provenienti da tutto il mondo.

I Giardini La Mortella ad Ischia - fondazione William Walton-1

Nel 1983 Lord William muore, ma Lady Susana prosegue instancabilmente l’opera di mantenimento e sviluppo dei Giardini . In memoria del marito, continua ad organizzare stagioni concertistiche e prosegue nella sua attività di scrittrice 

Dopo una vita spesa instancabilmente per creare La Mortella, Lady Susana si spegne ad Ischia nel 2010 all’età di 84 anni. 

Le sue ceneri sono conservate all’interno dello stesso giardino, nel Ninfeo. La Signora de La Mortella è stata una delle figure di maggior prestigio nel mondo del giardinaggio e ci ha lasciato uno dei giardini più belli del mondo. 

I Giardini La Mortella ad Ischia - fondazione William Walton-1

Nelle sue ultime volontà, ha chiesto di proseguire l’opera sua e del marito e così è stato. La Mortella continua ad essere aperta e così pure tanti giovani musicisti continuano a spiccare il volo grazie alla Fondazione Walton.

I Giardini La Mortella ad Ischia - fondazione William Walton-5
 

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Pubblicato: 09/11/2024
Viaggiare con un e-sim estero - Ragazza con valigia in aeroporto

E-sim estero: La soluzione perfetta per il tuo viaggio!

di Redazione Pubblicato: 04/11/2024
Divagazioni Scritto da Redazione

Quando si tratta di viaggiare all’estero, rimanere connessi è fondamentale. Le e-SIM estero ci offrono un modo pratico e conveniente per mantenere la connessione senza doverci preoccupare di acquistare una SIM fisica in ogni paese che visitiamo. Queste carte digitali sono compatibili con molti dispositivi e ci permettono di attivare piani tariffari locali con pochi semplici passaggi.

Scegliere la giusta e-SIM estero per i nostri viaggi può sembrare una sfida, ma in realtà ci sono molte opzioni sul mercato. Compagnie come Saily*, Holafly* Airalo e le classiche TIM e Vodafone offrono piani che si adattano a diverse esigenze, dalla navigazione a larga banda alle chiamate internazionali. Con un po’ di ricerca, possiamo trovare la soluzione ideale che ci permette di restare in contatto con familiari e amici, oppure semplicemente di utilizzare le mappe di Google senza pensieri.

In questo articolo, esploriamo insieme alcune delle e-SIM disponibili per i viaggiatori, il loro costo e consumo di dati e la facilità di attivazione. Prepariamoci a scoprire come queste innovazioni possono migliorare la nostra esperienza di viaggio e renderla molto più semplice!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Che Cos’è una e-SIM estero e come Funziona?

La tecnologia e-SIM sta cambiando il modo in cui ci connettiamo ai servizi cellulari. In questo paragrafo, esploreremo cosa sia, come differisca dalla SIM fisica e come possiamo attivare un’eSIM sui nostri smartphone.

Utilizzare un telefono con esim e-sim estero

La Tecnologia e-SIM Spiegata

L’e-SIM, o SIM virtuale, è una funzionalità integrata nello smartphone e non una scheda fisica. Questo significa che non dobbiamo più cercare o inserire una SIM fisica quando viaggiamo o cambiamo operatore. La sua attivazione avviene tramite un semplice processo che richiede la scansione di un codice QR fornito dall’operatore.

Grazie a questa tecnologia, possiamo passare facilmente da un piano cellulare all’altro, rendendo le e-SIM estero particolarmente utili per chi viaggia all’estero. Inoltre, molti smartphone moderni, come gli ultimi modelli di iPhone, supportano già da tempo questa tecnologia, rendendo l’accesso ai dati mobili più semplice.

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Differenze tra e-SIM e SIM Fisica

La principale differenza tra eSIM e SIM fisica riguarda il metodo di attivazione e l’installazione. Mentre la SIM fisica deve essere inserita manualmente, l’eSIM si attiva digitalmente. Questo offre alcuni vantaggi chiave:

  • Flessibilità: Possiamo cambiare operatore senza dover cambiare fisicamente la scheda SIM.
  • Spazio Fisico: Gli smartphone con e-SIM possono avere un design più compatto senza lo slot per la SIM.

Tuttavia, ci sono anche svantaggi. Per esempio, se vogliamo passare a un telefono diverso, potrebbe essere più complicato trasferire l’e-SIM rispetto a una SIM fisica, ma questo solo in teoria.

E-sim estero: La soluzione perfetta per il tuo viaggio! » https://www.massimobasso.com/articoli/page/10/

Come Attivare una e-SIM estero sul Tuo Smartphone

Attivare un’e-SIM è un processo semplice ed immediato: ecco i passi principali:

  1. Verifica la Compatibilità: Prima di tutto, assicurati che il tuo smartphone supporti l’e-SIM.
  2. Acquista il Piano (o l’opzione): Contatta il tuo operatore e richiedi un piano che supporti la e-SIM, oppure chiedi di passare dalla SIM fisica alla e-SIM. Riceverai un codice QR.
  3. Scansiona il Codice QR: Apri le impostazioni del tuo smartphone, seleziona “Cellulare” o “Dati mobili”, poi “Aggiungi piano cellulare” e scansiona il codice QR.

Dopo aver completato questi passaggi, concedi al tutto qualche minuto per effettuare la connessione e la tua e-SIM sarà attiva, permettendoti di navigare e comunicare come faresti con una SIM fisica.

Alcuni gestori come Airalo, Saily e Holafly* offrono un’App dedicata per Android e iOS che rende l’attivazione della e-SIM ancora più semplice.

Saily, ad esempio, permette di configurare il tutto da casa e di attivare il piano dati quando si giunge a destinazione, così già in aeroporto è possibile usufruire della connessione (utile se si sta aspettando un transfer e non si sa come fare a contattarlo).

Una volta attivata l’e-SIM a destinazione, a volte, può essere necessario anche un quarto d’ora prima che il tutto prenda a funzionare come si deve. Niente panico e aspettate con fiducia. Se proprio non dovesse funzionare provate a disattivare l’e-SIM e a riattivarla. In casi estremi rivolgetevi all’assitenza.

Valigia rossa con appoggiato sopra un telefono con app e-sim estero di Saily

Vantaggi dell’e-SIM Durante il Viaggio

Quando viaggiamo, gestire la connessione dati può diventare un po’ complicato. L’e-SIM offre alcuni vantaggi notevoli, rendendo la nostra esperienza molto più semplice ed economica. Vediamo come.

Riduzione dei Costi di Roaming

Uno dei principali vantaggi dell’e-SIM è la riduzione significativa dei costi di roaming, infatti, con i comuni piani dati, le tariffe di roaming possono essere davvero elevate, specialmente se ci spostiamo in paesi al di fuori dell’Unione Europea o una volta esaurito i giga disponibili per legge in Europa con il nostro piano dati.

Utilizzando un’e-SIM, possiamo scegliere piani tariffari locali che offrono tariffe più convenienti. Questo ci permette di evitare spese impreviste e mantenere il controllo sui nostri costi.

Facilità di Cambio dei Piani Tariffari

Cambiare piano tariffario con un’e-SIM è semplice e veloce. Non dobbiamo più preoccuparci di trovare una nuova SIM fisica o di gestire l’installazione.

Possiamo acquistare e attivare una nuova e-SIM in pochi minuti, direttamente dal nostro smartphone. Questo è particolarmente utile quando ci muoviamo da un paese all’altro, dove i piani locali possono variare (ma anche quando si tratta di cambiare operatore).

Inoltre, scegliendo un piano tariffario adatto alle nostre esigenze, possiamo gestire meglio i nostri dati. Questo significa più tempo per goderci il viaggio e meno tempo speso a preoccuparci della connessione.

Connessione Dati Migliorata e Più Rapida

L’e-SIM ci offre una connessione dati generalmente migliore e più veloce. Molti dei piani disponibili per l’e-SIM estero sono studiati con partner del paese di destinazione per per garantire una copertura superiore e velocità elevate.

Quando viaggiamo, è fastidioso aspettare che si carichi una pagina web. Con l’e-SIM, siamo in grado di navigare, fare streaming e rimanere in contatto senza interruzioni.

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Operatori e Piani eSIM per il Viaggiatore

Quando viaggiamo, la connettività è fondamentale. I diversi operatori di eSIM offrono una varietà di piani che ci consentono di rimanere connessi in tutto il mondo. Vediamo chi sono i migliori operatori e quali piani possiamo scegliere.

Migliori Operatori e Piani eSIM per Viaggi Internazionali

Tra i principali operatori, Airalo e Holafly si distinguono per le loro opzioni convenienti. Airalo offre e-SIM estero disponibili in oltre 190 paesi, rendendo facile restare connessi ovunque.

La novità sul mercato è Saily*, interessante perché che offre piani dati in oltre 150 nazioni e con opzioni variabili e costi generalmente più contenuti rispetto alla concorrenza.

Ad esempio un piano dati per la Thailandia può costare con Saily* solo 17 euro per 30 giorni e 20 gb, mentre con Holafly* costa 46,50 euro per 15 giorni a dati illimitati e con Airalo 19,50 per 15 giorni e dati illimitati.

Piani Regionali e Locali a Confronto

La scelta tra piani regionali e locali può influenzare notevolmente i costi e la copertura. I piani regionali di operatori come Nomad e Alosim forniscono dati per più paesi limitrofi, ottimi per chi visita diverse nazioni in un’unica attività. Anche in questo caso una scelta interessante rimane Saily*, per l’affidabilità e la semplicità, mentre Nomad offre spesso tariffe più convenienti.

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Come Scegliere il Piano Dati Adatto a Te

Ricapitolando, quando scegliamo un piano dati, consideriamo l’uso che ne faremo. Se viaggiamo frequentemente e in nazioni diverse, un piano globale o regionale può essere più vantaggioso.

Se siamo in un paese per un lungo periodo, optare per un piano locale potrebbe fare al caso nostro, valutando quanti GB ci servono.

Infine, verifichiamo le recensioni sui vari operatori e confrontiamo le loro offerte prima di decidere. La scelta giusta ci garantirà un viaggio senza interruzioni, rimanendo sempre connessi.

Istruzioni Pratiche per l’Uso delle eSIM in Viaggio

Quando viaggiamo all’estero, la connettività è fondamentale. Le eSIM ci offrono un modo pratico e flessibile per rimanere connessi senza preoccuparci delle tradizionali SIM fisiche. Ecco come installarle e gestirle al meglio.

Installazione e Configurazione della Tua eSIM

Per iniziare, acquistiamo un piano e-SIM estero compatibile con il nostro dispositivo. Se il piano acquistato non offre un’app dedicata o se preferiamo installare l’e-SIM direttamente, dopo l’acquisto, viene inviato un codice QR via email.

Seguiamo questi passaggi:

  1. Apriamo le Impostazioni del nostro dispositivo.
  2. Selezioniamo “Cellulare” o “Rete Mobile”.
  3. Tocchiamo “Aggiungi piano cellulare”.
  4. Scansioniamo il codice QR.

Una volta inserita, possiamo rinominare la nostra eSIM per facilitarne l’identificazione. Infine, attiviamo il piano e assicuriamoci che le impostazioni di roaming siano attive. Così, siamo pronti per la connessione dati!

Viaggiare con un e-sim estero - Ragazza che telefona a bordo piscina
Ragazza che telefona a bordo piscina

Utilizzo dell’Hotspot Personale con eSIM

L’uso dell’hotspot personale è una funzione utilissima. Possiamo condividere la nostra connessione dati con altri dispositivi, come laptop o tablet. Ecco come procedere:

  1. Accediamo alle Impostazioni e selezioniamo Hotspot Personale.
  2. Attiviamo l’opzione e, se necessario, configuriamo una password.
  3. Connettiamo gli altri dispositivi cercando la rete Wi-Fi creata dal nostro hotspot.

Facciamo attenzione a gestire l’utilizzo dei dati, poiché più dispositivi collegati possono aumentare il consumo. Facendo così, possiamo navigare e rimanere connessi senza problemi durante il nostro viaggio.

Supporto e Assistenza per le eSIM

Quando si utilizza un’eSIM, avere accesso al supporto e all’assistenza è fondamentale. Ci sono diverse opzioni che possiamo sfruttare per risolvere eventuali problemi e ottenere informazioni utili.

Servizio Clienti e Assistenza H24

Molti provider di eSIM offrono un servizio clienti attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questo è estremamente utile quando ci troviamo all’estero e potremmo aver bisogno di assistenza immediata.

Possiamo contattare il servizio clienti tramite vari canali, tra cui:

  • Telefono: un modo diretto per ricevere risposte rapide.
  • Email: per questioni che possono essere spiegate con dettagli.
  • Chat live: una soluzione comoda per ottenere aiuto in tempo reale.

Chiariamo che avere un supporto sempre disponibile può fare la differenza, specialmente in situazioni impreviste.

FAQ e Risorse Online per Utenti eSIM

Le FAQ sono una risorsa preziosa per chi utilizza eSIM. La maggior parte dei provider include una sezione dedicata sul proprio sito web o nell’app mobile. Qui possiamo trovare risposte a domande comuni come:

  • Come si attiva l’e-SIM Estero?
  • Cosa fare se non riesco a connettermi?
  • Quali sono le limitazioni dell’eSIM?

In aggiunta, molte aziende offrono video tutorial e guide dettagliate. Questi strumenti ci permettono di risolvere problemi senza dover contattare direttamente il servizio clienti.

Risoluzione dei Problemi Comuni

Quando utilizziamo un’eSIM, possono sorgere alcuni problemi comuni, come la mancanza di connessione o errori di attivazione.

Ecco alcuni suggerimenti per affrontarli:

  • Controllare la connessione: Assicuriamoci che il nostro dispositivo sia connesso a Internet.
  • Rimuovere e reinstallare l’eSIM: A volte, un semplice riavvio può risolvere molti problemi.
  • Verificare l’app mobile: Assicuriamoci di avere l’ultima versione dell’app del nostro provider.

Questi passaggi possono aiutarci a tornare online rapidamente, senza troppe complicazioni.

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Esperienze e Consigli

Quando viaggiamo, la connettività è ormai fondamentale per la nostra vita quotidiana. Ecco alcuni consigli pratici su come rimanere connessi in modo efficiente e sfruttare al massimo i pacchetti dati disponibili.

Strategie per Massimizzare i GB Disponibili

Quando siamo in viaggio, vogliamo assicurarci di massimizzare i dati a disposizione. Prima di tutto, controlliamo le nostre abitudini di utilizzo.

Possiamo usare app per monitorare il consumo di dati, disattivando gli aggiornamenti automatici e le app in background. Inoltre, è utile scaricare contenuti offline quando possiamo, come ad esempio le mappe di Google.

Possiamo anche prendere in considerazione l’acquisto di un pacchetto dati combinato. Alcuni provider offrono opzioni flessibili che ci permettono di adattare i GB ai nostri bisogni specifici. Con questi semplici accorgimenti, possiamo restare connessi senza preoccuparci di esaurire i dati!

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Ulteriori Considerazioni sull’uso delle e-SIM

Quando si tratta di utilizzare le e-SIM estero durante i viaggi, ci sono aspetti pratici che meritano attenzione. Esploriamo come combinare una eSIM con una SIM locale, le opzioni per le chiamate vocali e aspetti cruciali riguardanti la sicurezza e la privacy.

Dual SIM: Combinare eSIM e SIM Locale

Usando un dispositivo dual SIM, possiamo attivare sia una eSIM che una scheda SIM locale. Questa configurazione ci offre flessibilità. Possiamo mantenere il nostro piano originale mentre utilizziamo una SIM locale per chiamate e dati a tariffe più vantaggiose.

È utile per chi viaggia frequentemente. La eSIM può ospitare un piano dati per il viaggio, mentre la SIM locale gestisce le comunicazioni. Alcuni dispositivi, come gli iPhone recenti, supportano questa funzionalità senza problemi. Sembrerà quasi di avere due telefoni in uno.

Whatsapp e Altre Soluzioni per Chiamate Vocali

In alternativa alle chiamate tradizionali, possiamo considerare soluzioni VoIP come FaceTime, WhatsApp o Skype. Questi servizi ci permettono di comunicare attraverso Wi-Fi o dati mobili. Usando la eSIM per i dati, possiamo rimanere in contatto con amici e familiari a basso costo.

Il vantaggio principale delle app VoIP è che molte di esse offrono chiamate gratuite tra utenti della stessa piattaforma. Dobbiamo essere consapevoli però della qualità della connessione, specialmente in aree con segnale debole. Una connessione stabile è fondamentale per una buona esperienza di chiamata.

Sicurezza e Privacy quando si Viaggia con una eSIM

Quando utilizziamo una e-SIM all’estero, la sicurezza delle nostre informazioni è fondamentale. È consigliabile utilizzare reti Wi-Fi sicure e non pubbliche, per evitare rischi di hacking. Un VPN può anche aggiungere un ulteriore livello di sicurezza, criptando i nostri dati.

Dobbiamo prestare attenzione anche alle impostazioni di privacy delle app installate sul nostro telefono. È importante proteggere le informazioni personali, soprattutto quando accediamo a reti sconosciute. Fare attenzione a dove e come utilizziamo la eSIM è parte del viaggio stesso.

FAQ e-Sim

Quando si parla di eSIM estero per viaggi, ci sono molte domande comuni che possiamo avere. Dall’attivazione alla scelta del giusto operatore, affrontiamo alcune delle domande più frequenti.

Come si attiva un’eSIM sul proprio dispositivo?

Attivare un’eSIM è piuttosto semplice. Basta ottenere il codice QR dal fornitore della eSIM e scansionarlo con il dispositivo. Ciò consente di caricare il piano direttamente sul telefono.

Quali operatori telefonici offrono il servizio eSIM in Italia?

In Italia, tanti operatori forniscono il servizio eSIM. Tra i più noti ci sono TIM, Vodafone e Iliad.

L’utilizzo di un’eSIM è vantaggioso rispetto a una SIM fisica quando si viaggia?

Sì, l’eSIM ha diversi vantaggi. Non occorre sostituire fisicamente la SIM e possiamo avere più di un piano sullo stesso dispositivo. Questo ci offre flessibilità durante il viaggio e la possibilità di utilizzare dati locali.

In quali Paesi è possibile utilizzare l’eSIM senza problemi di roaming?

L’e-SIM è ampiamente supportata. Diverse eSIM offrono copertura globale, quindi possiamo usarle senza problemi in gran parte dell’Europa, in Nord America e in alcune parti dell’Asia. Prima di partire, è utile controllare la compatibilità nelle destinazioni specifiche.

Come si gestisce il passaggio da una SIM fisica a una eSIM?

Il passaggio è abbastanza semplice. Prima, dobbiamo attivare la nostra eSIM attraverso il codice QR. Poi, possiamo disattivare la SIM fisica direttamente dalle impostazioni del telefono. Questo processo ci consente di trasferire il nostro piano in modo fluido.

Ci sono limitazioni nell’uso delle eSIM su alcuni tipi di smartphone?

Sì, non tutti gli smartphone supportano l’eSIM. Dobbiamo assicurarci che il nostro dispositivo sia compatibile, verificando il modello e le specifiche tecniche. Tendenzialmente, i modelli più recenti di smartphone hanno questa opzione.

Scopri di più su questo blog

Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 04/11/2024
Sui sentieri alla sola luce della lampada frontale per andare a vedere l'Alba Blu Alle Tre Cime di Lavaredo

L’alba blu alle Tre Cime di Lavaredo

di Sergio Pubblicato: 31/10/2024
Italia Scritto da Sergio

Vedere l’alba blu alle Tre Cime è una gita IMPERDIBILE per chi soggiorna in Alto Adige, meglio ancora se in Val Pusteria (San Candido, Dobbiaco, Sesto…)

Vi sarete rivolti all’Ufficio Turismo locale, avrete chiesto della gita alle Tre Cime di Lavaredo per vedere l’alba blu alle Tre Cime e avrete preteso di essere accompagnati dalla guida alpina Artur, una garanzia, un grande!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Alba Blu Alle Tre Cime di Lavaredo
Sui sentieri alla sola luce della lampada frontale per andare a vedere l’Alba Blu Alle Tre Cime di Lavaredo

Ecco cosa vi aspetta: un mattino di agosto, bel tempo, sveglia alle tre e un quarto del mattino, la guida alpina ci aspetta alle quattro, sarà lui stesso al volante di un pulmino da otto posti. Primi scambi di battute tra partecipanti, in 5 facciamo subito gruppo. 

Alle quattro e mezza siamo al Rifugio Auronzo dove si parcheggia. Lampada frontale, giacca a vento, maglione pesante, cappello e guanti. Alla Forcella di Lavaredo fa freddo, tre gradi, sono le cinque passate e non c’è nessuno, salvo il nostro piccolo gruppo. Quando inizia ad albeggiare, l’atmosfera è davvero unica. Questo momento si chiama Ora Blu ed è magico. Il cielo, prima dell’alba, si tinge di un blu intenso, strano. Poi, dopo poco, tutto si fa “normale”. 

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Alba Blu Alle Tre Cime di Lavaredo
Alba Blu Alle Tre Cime di Lavaredo

In pochi attimi l’alba blu alle Tre Cime è finita.

Alle sette e mezza sosta a Malga Langhalm per cappuccino e torta (beviamo anche una bottiglia di bianco! Alle sette del mattino, offerta da un partecipante alla gita, che, entusiasta, ha voluto festeggiare così!!). 

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A metà della Cima Piccola scorgiamo un bagliore, è un alpinista che a quell’ora – più o meno le cinque – era già in parete, a metà via 

Poi lo sguardo si sposta sulla parete Nord della Cima Ovest: 500 metri di vertigine. In beige chiaro la parete strapiombante, oltre la verticale, di colore chiaro perché la pioggia non può battere direttamente sulla roccia. Di color grigio sporco invece la parete esposta agli eventi atmosferici. Al centro della foto una specie di grotta è il tetto percorso dalla via italo-svizzera alla Cima Ovest, con passaggi di estrema difficoltà (grado IX- o 7a+): già tre alpinisti vi si stanno avvicinando. Il gigantesco tetto è una cosa imponente che incute rispetto.

Il Prof alle Tre Cime di Lavaredo
Il “Prof” alle Tre Cime di Lavaredo

Se vi fidate e proverete questa esperienza la ripeterete… e la ripeterete ancora.

Non lasciatevi frenare dal sonno, dormirete nel pomeriggio, la gita di giorno sarebbe tutt’altra cosa, il sentiero circolare delle tre cime a quelle ore è più affollato di una strada cittadina dello shopping, vale la pena la sveglia presto.

Tre Cime di Lavaredo
Tre Cime di Lavaredo

All’alba invece: nessuno… salvo Voi, in pochi, con la competente guida di Artur, l’alba blu alle Tre Cime di Lavaredo vi regalerà un’atmosfera ed un’esperienza INDIMENTICABILI

Alba blu alle 3 cime-2
Alba blu alle 3 cime – la nostra colazione

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In Italia c’è sempre da fare!

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Pubblicato: 31/10/2024
Viaggio in Islanda la terra di fuoco e di ghiaccio

Viaggio in Islanda: le 10 cose da sapere

di Gianmario Pubblicato: 24/10/2024
Europa Scritto da Gianmario

Siete pronti per un viaggio in Islanda alla scoperta di questa terra di fuoco e ghiaccio? Ecco le 10 cose che dovete sapere assolutamente prima di partire!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

1.    Scordatevi le foreste

Ai vichinghi che arrivarono a colonizzare l’Islanda nel IX secolo, non sembrò vero: l’isola era ricoperta per il 40% di foreste. Sfortunatamente il loro viaggio in Islanda non era per turismo e così nel giro di poco tempo disboscarono il disboscabile per costruire navi, case e fare spazio ai pascoli. Ma non fecero i conti con la natura del posto. Il terreno vulcanico e i fortissimi venti non sono certo l’ambiente ideale per far crescere gli alberi e così, dopo secoli e secoli e qualche tentativo di rimboschimento, la percentuale di superficie boschiva islandese arriva oggi ad appena il 2% del totale.

viaggio in Islanda la terra senza foreste
Viaggio in Islanda – La terra senza foreste

2.    Anche ad abitanti non stiamo meglio

La densità abitativa dell’Islanda è di 3 abitanti per kmq. In confronto le montagne della Barbagia sono come Tokyo nelle ore di punta. Il terreno islandese è circa un terzo dell’Italia e gli abitanti sono circa 370.000, di cui 240.000 nell’area della capitale. La rarefazione abitativa non si registra non solo sui ghiacciai e nelle zone interne, ma anche lungo la costa. Puoi fare anche centinaia di km sulla Ring Road (la strada ad anello che percorre tutta l’isola – Hringvegur in lingua locale) senza incontrare un villaggio.

Viaggio in Islanda la terrra disabitata
Viaggio in Islanda, la terrra disabitata

3.    Le placche

La fenditura fra le placche tettoniche
La fenditura fra le placche tettoniche

La signora nella foto, scattata a Thingvellir, ha un piede in Europa e l’altro in America. Naturalmente il crepaccio divisorio non è quello o solo quello. La fenditura che divide la placca tettonica europea da quella americana è probabilmente larga chilometri, ma è vero che l’Islanda è proprio con il piede in due placche che per di più si allontanano di qualche centimetro all’anno. 

Thingvellir è molto cara agli Islandesi perché qui si radunarono, nel 930 d.c., i rappresentanti delle tribù islandesi, dando origine al primo parlamento democratico al mondo di cui si abbia notizia. Thingvellir significa infatti “campi del Parlamento”.

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4.    Geysir & Strokkur

Sono i due geyser più importanti dei 30 presenti in Islanda, e si trovano a pochi metri l’uno dall’altro. Mentre Geysir si concede ben di rado (anni) ma ad altezze considerevoli (anche 170 m), Strokkur è fatto apposta per le foto e i video dei turisti e quindi sarà molto probabile che possiate vederlo durante il vostro viaggio in Islanda. Con una frequenza che va dai 5 ai 7 minuti esplode la sua bolla e spedisce la sua acqua bollente (80 gradi) a circa 40 metri d’altezza. Quando ci si avvicina è meglio calcolare da che parte spira il vento…

Strokkur, il Geyser per i turisti
Strokkur, il Geyser per i turisti

5.    Hello aurora (la vedrete durante il viaggio in Islanda?)

Hello Aurora è l’app indispensabile per i coraggiosi che vogliono passare le fredde nottate islandesi ad inseguire l’aurora boreale. Quando si vede l’aurora lo si segnala sull’app, volendo anche postando la foto. Ne scaturisce una mappa in tempo reale di tutti gli avvistamenti fatti sull’isola. Se sei in zona di avvistamenti e non è nuvoloso hai buone speranze di vederla. Consigliabile un cavalletto, anche mini, da poggiare sul tetto dell’auto. All’inizio del fenomeno ti sembrano solo nuvole un po’ illuminate dalla luce lunare, ma dopo pochi minuti il colore verde (di solito) non lascia dubbi.

Aurore Boreali
Aurore Boreali

6.    Il fronte del ghiacciaio

E’ una escursione su un lago glaciale che dura poco (un paio d’ore compresa vestizione e svestizione) ma ne vale la pena. Non è possibile avvicinarsi troppo perché il rilascio di un eventuale iceberg potrebbe capovolgere l’imbarcazione, ma arrivare su gommone a pochi metri dal fronte morenico e dagli iceberg è una delle emozioni che ricorderete del vostro viaggio in Islanda. 

il fronte del ghiacciaio
Il fronte del ghiacciaio
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7.    Diamanti di ghiaccio

La Diamond Beach si trova sulla costa in prossimità del ghiacciaio del Vatnajökull. Gli iceberg lenti si incamminano dal lago glaciale lungo un canale di circa un km sino all’oceano, dove vengono lavorati dall’acqua salata e rigettati sulla spiaggia nera dando origine ad uno spettacolo unico. 

Diamanti di Ghiaccio
Diamanti di Ghiaccio

8.    La spiaggia killer

“Mai voltare le spalle al mare”: è il consiglio che ogni guida islandese vi darà quando vi porterà alla spiaggia nera di Reynisfjara. Il fondale a pochi metri dalla battigia è costituito da uno scalino che può occasionalmente creare onde anomale che risucchiano turisti in acqua. Su Youtube trovate alcuni video eloquenti. Al di là della fama sinistra, la spiaggia di Reynisfjara riserva però lo spettacolo unico delle colonne di pietra esagonali createsi dall’incontro di una colata lavica basaltica con il freddo oceano.

La spiaggia Killer
La spiaggia Killer

9.    Il merluzzo meglio delle patatine

Il merluzzo essiccato in tocchetti lo trovate confezionato nei supermarket come da noi le patatine. Ma la vera “chicca” della cucina islandese è la carne di squalo fermentata o Hákarl. Di per sé questa carne è immangiabile, anzi tossica per l’uomo, perché lo squalo, non avendo un apparato urinario, fa pipì attraverso il corpo. Per secoli gli squali, se pescati, venivano sepolti sotto la sabbia. Accadde però che nel 1600, in tempo di carestia, un contadino disperato sia andato a dissotterrare i resti di uno squalo, e se ne sia nutrito con tutta la famiglia senza alcuna conseguenza, perché la fermentazione aveva reso la carne commestibile e digeribile.

II merluzzo, uno snack indimenticabile per il vostro viaggio in Islanda
II merluzzo, uno snack indimenticabile per il vostro viaggio in Islanda
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10. Piu’ cascate che abitanti

Se amate questo spettacolare fenomeno naturale, un viaggio in Islanda è quello che fa per voi. Le cascate sono tantissime, ma le due forse più belle sono Skogafoss (la più alta) e Gullfoss. Ma anche la Seljalandsfoss vi intrigherà ed emozionerà, percorrendo il sentiero che passa sotto di essa.

Cascate in Islanda
Cascate in Islanda

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 24/10/2024
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