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Articoli Recenti

visa on arrival per il vietnam e-visa 2023

Visto per il Vietnam – aggiornato 2024

di Max Pubblicato: 02/01/2024
Indocina Scritto da Max

Vediamo come funzionano l’esenzione dal visto per il Vietnam per i cittadini italiani, il Visa On Arrival, l’e-Visa e il visto ordinario, quale scegliere e come ottenerlo in modo semplice per non avere sorprese! 

Se siete pronti a partire per il Vietnam saprete sicuramente che per entrare nel paese in molti casi è richiesto un visto e che ci sono diversi modi per ottenerlo.

Per i turisti ne esistono infatti di tre tipi:

  • il visto che si può ottenere all’arrivo in Vietnam, cosiddetto Visa On Arrival, che si ottiene senza formalità. In realtà l’accordo bilaterale fra Vietnam ed Italia prevedere una esenzione dal visto, solo per soggiorni turistici fino a 45 giorni
  • l’e-Visa, ottenibile online al costo di 25 dollari che è valido fino ad un massimo di 90 giorni, sia per ingressi singoli che per ingressi multipli (con il costo di 50 dollari)
  • il visto ordinario, che è in disuso

Consultate eventuali aggiornamenti dell’ultima ora sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, alla sezione “visti d’ingresso”

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Aggiornamenti 2024 Visa On Arrival per il Vietnam ed e-Visa
  • Il Visto per il Vietnam all’arrivo (Visa On Arrival) o esenzione dal visto
  • E-Visa per il Vietnam
  • Visto ordinario per il Vietnam
  • Per saperne di più sull’Indocina

Aggiornamenti 2024 Visa On Arrival per il Vietnam ed e-Visa

Il 24 giugno 2023, il Governo vietnamita ha introdotto alcune modifiche alla normativa in materia di visti d’ingresso per cittadini stranieri che sono entrate in vigore dal 15 agosto 2023.
A partire da tale data, i cittadini dei Paesi che beneficiano del Visa On Arrival per il Vietnam (tra cui l’Italia) possono entrare in Vietnam senza necessità di visto per soggiorni sino a 45 giorni.
Inoltre, sempre a partire da tale data è possibile ottenere online un visto ad ingresso multiplo per turismo (“e-visa”) per soggiorni sino a 90 giorni. Il visto va richiesto tramite la piattaforma https://immigration.gov.vn

Immagine stilizzata di Ragazza con passaporto, per articoli in cui si parla di visto per la Cambogia, visto per il Vietnam, visto per il Laos, visto per Stati Uniti, ESTA e visto per India
Ragazza con passaporto

Il Visto per il Vietnam all’arrivo (Visa On Arrival) o esenzione dal visto

Ovviamente il Visa on Arrival per il Vietnam è la soluzione più semplice perché non richiede alcuna formalità e permette attualmente ai cittadini italiani ed a quelli di alcuni altri paesi di entrare nel paese per ragioni di turismo e di rimanerci per 45 giorni senza alcuna formalità. 

Si può ottenere il visto in tutti gli aeroporti ed in alcune frontiere marittime e terrestri, di solito gli addetti all’immigrazione sono super gentili e non creano alcun tipo di problema. 

I requisiti principali per ottenere questo tipo di visto sono di avere un passaporto italiano con almeno sei mesi di validità residua e la prenotazione di un biglietto aereo per lasciare il paese.

heymondo 10 lungo

Se arrivate per via aerea tutti gli aeroporti internazionali sono abilitati al rilascio del Visa On Arrival per il Vietnam, ma se arrivate via terra o via mare, solo alcune frontiere prevedono l’esenzione dal visto per il Vietnam.

Per esempio tra la Cambogia ed il Vietnam i valichi di frontiera abilitati sono: 

  • Moc Bai (Vietnam) – Bavet – (Cambogia), il principale valico di frontiera
  • Ting Bien (Vietnam) – Phnom Den (Cambogia)
  • Ha Tien (Vietnam) – Prek Chakille (Cambogia)
  • Vinh Xuong (Vietnam) – Camp Samnor (Cambogia)

Se avete intenzione di passare la frontiera via terra o mare, meglio verificare in anticipo.

Se avete intenzione di entrare e di uscire dal Vietnam per prolungare la permanenza, informatevi preventivamente presso il consolato. I siti dei due consolati Vietnamiti in Italia specificavano fino a poco tempo fa, che tra la concessione di un “Visa on Arrival” ed il successivo devono passare almeno 30 giorni. Ora la precisazione è sparita.

E-Visa per il Vietnam

L’e-Visa per il Vietnam è una relativa novità e consiste in un visto rilasciato dal dipartimento immigrazione vietnamita agli stranieri tramite un sistema elettronico. Il visto elettronico per il Vietnam è valido per un massimo di 90 giorni, per un singolo ingresso e, nel caso che lo facciate in autonomia, costa 25 dollari.

I cittadini italiani e quelli degli altri paesi autorizzati possono richiedere il visto personalmente oppure tramite i consolati, l’ambasciata o le agenzie accreditate, al costo di un piccolo sovrapprezzo.

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Oltre ad essere cittadino di uno dei paesi accreditati, per ottenere il visto elettronico e-visa occorre anche avere un passaporto con almeno sei mesi di validità residua e non rientrare nei casi di sospensione dall’ingresso previsti dall’articolo 21 della legge sull’ingresso, l’uscita, il transito e la residenza degli stranieri in Vietnam, come specificato sul sito.

Il visto va richiesto tramite la piattaforma https://immigration.gov.vn ed il processo è un po’ macchinoso, ma in ogni caso gestibile. La risposta di solito arriva velocemente ed è garantita entro i tre giorni lavorativi.

Questa è l‘unica piattaforma ufficiale, tutte le altre sono agenzie che vi faranno pagare un sovrapprezzo.

L’e-Visa non è utilizzabile in tutti i posti di frontiera, solo alcuni sono abilitati per l’ingresso, qui di seguito c’è un elenco tratto dal sito ufficiale, ma cliccate sul link per il documento aggiornato.

Dovrete inoltre decidere in anticipo i luoghi di ingresso ed uscita, perché dovrete indicarli nella richiesta del visto.

Lista dei punti di frontiera che ammettono l’accesso con e-Visa (via mare – terra – aria):

  • Frontiere terrestri: Cha Lo, Cau Treo, Huu Nghi, Ha Tien, Lao Bao, Lao Cai, La Lay, Moc Bai, Mong Cai, Nam Can, Na Meo, Song Tien, Tinh Bien, Tay Trang, Xa Mat.
  • Aeroporti: Aeroporto internazionale di Cat Bi (Hai Phong), Aeroporto internazionale di Cam Ranh (Khanh Hoa), Aeroporto internazionale di Can Tho, Aeroporto internazionale di Da Nang, Aeroporto Internazionale di Noi Bai (Ha Noi), Aeroporto internazionale di Phu Bai, Aeroporto Internazionale di Phu Quoc, Aeroporto Tan Son Nhat Int (Ho Chi Minh City).
  • Frontiere marittime: Porto marittimo di Chan May, Porto marittimo di Da Nang, Porto marittimo di Duong Dong, Porto marittimo di Hon Gai, Porto marittimo di Hai Phong, Porto marittimo di Nha Trang, Porto marittimo di Quy Nhon.
iVisa.com

Visto ordinario per il Vietnam

Per ottenere un visto ordinario per il Vietnam occorre prendere contatto con l’ambasciata del Vietnam a Roma o con un consolato (ce ne sono uno a Torino e uno a Napoli).

Anche se al momento sul sito dei consolato di Torino c’è un comunicato nel quale si avvisano i viaggiatori che nessuna delle ambasciate e dei consolati rilascia visti e che l’unico visto disponibile è l’e-visa, sul sito del consolato di Napoli le Autorità vietnamite ribadiscono che il visto per affari e casistiche specifiche come ricongiungimento familiare va richiesto presso i Consolati in Italia (Napoli e Torino) o all’Ambasciata di Roma.

Se non andate in Vietnam per turismo, conviene informarsi al consolato – i riferimenti sono in fondo all’articolo.

Scoprite di più sui siti ufficiali:
Sito del Consolato del Vietnam a Torino: https://www.consolatovietnam.it/
Sito del Consolato del Vietnam a Napoli: https://www.consolatovietnam.com
Ambasciata del Vietnam a Roma: https://vnembassy-roma.mofa.gov.vn/en-us/Pages/default.aspx

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

heymondo 10 lungo

Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

Volete organizzare un viaggio con me? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Viaggiare qui è facile: tuktuk, motorini, voli convenienti e regolari servizi di autobus vi portano ovunque. Senza dimenticare l’originale viaggio in barca veloce per passare la frontiera sul Mekong

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Cambogia
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Pubblicato: 02/01/2024
viaggio in Vietnam cosa fare 2024 e cosa portare nella valigia

Viaggio in Vietnam: cosa fare e cosa portare nel 2024

di Max Pubblicato: 01/01/2024
Indocina Scritto da Max

Cosa fare e cosa portare in un viaggio in Vietnam nel 202

Parti per un viaggio in Vietnam: cosa fare prima di partire e cosa mettere nella valigia per il 2024? La domanda è interessante, scopriamolo insieme!

Il Vietnam è una delle destinazioni preferite dai viaggiatori che amano l’Oriente: la popolazione cordiale, il clima mite, la storia, le meraviglie della natura e non ultimo oltre mille chilometri di costa, sono motivazioni convincenti per intraprendere il viaggio, anche se lontano da casa. 

Più avanti nell’articolo c’è il link per scaricare la lista di viaggio per il Vietnam da stampare, piegare e compilare prima di un viaggio in Vietnam (e nel sudest asiatico in genere)

Per la prima volta in Vietnam? Non perderti lo spettacolo delle Marionette sull’Acqua a Hanoi!*

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Cosa fare e cosa portare in un viaggio in Vietnam nel 202
  • Viaggio in Vietnam 2024: visti e passaporto
  • Guide e libri per un viaggio in Vietnam
  • E-sim per il viaggio in Vietnam
  • Servono vaccini per il Vietnam?
  • In Vietnam accettano le carte di credito?
  • Fate una copia del passaporto e dei documenti di viaggio
  • Servono adattatori di corrente per il Vietnam?
  • Cosa metto nella valigia per il Vietnam?
  • Si può fare il bagno durante un viaggio in Vietnam?
  • Altri accessori utili
  • Quali vestiti metto nella valigia per il Vietnam?
  • Quali scarpe devo usare per il mio viaggio in Vientam?
  • Beauty case, il necessario per l’igiene personale
  • La lista da stampare per un viaggio in Vietnam
  • Il bagaglio a mano per un viaggio in Vietnam
  • Cosa non mettere in valigia
  • Assicurazioni per il viaggio
  • Siamo pronti a partire per il Vietnam? 
  • Per saperne di più sull’Indocina
Buddha sdraiato - Pagoda di Vinh Trang nel Delta del Mekong
Buddha sdraiato – Pagoda di Vinh Trang nel Delta del Mekong

Viaggio in Vietnam 2024: visti e passaporto

Prima di tutto il passaporto: per entrare in Vietnam occorre avere un passaporto che abbia almeno sei mesi di validità residua alla data di ingresso nel paese. 

A partire dal 15 agosto 2023, i cittadini italiani posso fare ingresso  in Vietnam senza necessità di visto, per soggiorni singoli, sino a 45 giorni.

Per soggiorni più lunghi o ingressi multipli, è possibile ottenere online per turismo (“e-visa”), per soggiorni sino a 90 giorni. Il visto va richiesto tramite la piattaforma https://immigration.gov.vn 
Per altre esigenze, è necessario richiedere il visto presso Ambasciate o Consolati vietnamiti.
Per maggiori informazioni sulle modalità di rilascio del visto, potete contattare l’Ambasciata o il Consolato vietnamita.
Occorre inolte essere in possesso di una Assicurazione sanitaria internazionale.
Ulteriori informazioni sono disponibili nella Sezione Sanitaria e sul Sito dell’Ambasciata d’Italia ad Hanoi e del Consolato Generale d’Italia a Ho Chi Minh City

Per eventuali variazioni alla normativa si consiglia di informarsi prima di acquistare il biglietto aereo presso l’Ambasciata vietnamita a Roma, i Consolati onorari vietnamiti a Torino (competente per Piemonte e Liguria) e a Napoli (competente per la Campania) o presso il proprio Agente di viaggio.

Vai ad Ho Chi Minh City – Saigon? goditi il tradizionale spettacolo delle Marionette sull’Acqua*

heymondo 10 lungo

Guide e libri per un viaggio in Vietnam

Prima di partire comprate la Guida Vietnam* Lonely Planet, nuovamente disponibile nella nuova versione. Anche la guida del Vietnam del National Geographic* è ottima per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Se volete entrare nel mood potete leggere il libro Quando le montagne cantano* di Phan Que Mai Nguyen: tutti abbiamo sentito parlare della guerra inVietnam, ma forse mai dal punto di vista di una donna che la guerra l’ha subita. In alternativa potete leggere il libro di Gianluca Gotto Succede sempre qualcosa di meraviglioso*, un inno alla speranza ed alla voglia di vivere ambientato in Vietnam.

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

E-sim per il viaggio in Vietnam

In Vietnam l’imperativo è non rimanere senza telefono. Ci sono venditori di carte SIM all’aeroporto e nelle città acquistabili per pochi dollari, ma dovrete rinunciare al vostro numero. Anche la connessione wifi gratuita è molto diffusa, ma limitata mentre siete nelle zone rurali.

Per non restare senza connessione comprate una E-Sim solo dati per Cambogia, Vietnam e altri sei stati* della zona. Si mantiene il proprio numero e si naviga liberamente (verificate quali Smartphone supportano la E-Sim).

Servono vaccini per il Vietnam?

Al momento (1-2024) non ci sono particolari vaccini obbligatori per il Vietnam, ma è obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla, se si proviene da un Paese dove la febbre gialla è a rischio trasmissione.

Per informazioni su ulteriori vaccinazioni raccomandate ma non obbligatorie, si consiglia di consultare il proprio medico. Per informazioni sulle malattie presenti consultare la Sezione Situazione Sanitaria sul sito Viaggiare Sicuri

Per ulteriori indicazioni in merito a vaccinazioni consigliate, tuttavia non obbligatorie, si raccomanda di consultare il sito https://wwwnc.cdc.gov/travel, nonché il proprio medico.

Illustrazione per l'articolo Viaggio in Vietnam cosa fare e cosa portare nel 2024: mostra la Baia di Ha Long Vietnam
Baia di Ha Long Vietnam

In Vietnam accettano le carte di credito?

Controllare le carte di debito e di credito prima di andare in Vietnam: per precauzione è meglio informare la propria banca che si intende utilizzare la carta in Vietnam, per non trovarsi con la carta bloccata al primo utilizzo.

Le carte VISA e Mastercard sono accettate in quasi tutti i luoghi turistici ed è anche possibile prelevare denaro dagli ATM con un bancomat internazionale, ma non con tutti. Chiedete alla vostra banca per sicurezza e portatevi del contante per le emergenze, soprattutto se viaggiate in località rurali dove la carta potrebbe non essere accettata.

Fate una copia del passaporto e dei documenti di viaggio

Prima di partire sarebbe meglio scattare le foto del passaporto, patente, carte di credito ed ogni altro documento e salvarli sul cloud o inviarseli via mail, in modo da potervi accedere da qualsiasi dispositivo, non si sa mai. Inoltre, consiglio di stampare i documenti di viaggio e di metterli nel bagaglio a mano, nel caso si scaricasse il cellulare o si avessero difficoltà di connessione.

Nel caso aveste necessità di portare con voi farmaci soggetti a prescrizione medica, fate una fotocopia della ricetta, sempre nell’ottica di non avere contrattempi.

Servono adattatori di corrente per il Vietnam?

La tensione della corrente elettrica in Vietnam è a 220 volt, la stessa di quella europea, pertanto gli apparecchi funzionano tutti senza particolari accorgimenti. Per quanto riguarda invece le prese di corrente, in quasi tutti gli hotel si trovano quelle a due poli, con gli spinotti tondi come quelle Italiane, ma quasi sempre soltanto due fori e non tre.

Vengono inoltre utilizzate più raramente le prese di tipo americano a due poli o tre poli con contatto di terra e britannica a tre poli, con spinotti piatti.

Per essere sicuri di poter sempre collegare i propri dispositivi alle prese di corrente vietnamite conviene acquistare un adattatore universale* da viaggio, dal costo di pochi euro, se lo dimenticate, compratelo in loco.

Viaggio in Vietnam: Ufficio Centrale delle Poste di Saigon Ho Chi Minh City
Ufficio Centrale delle Poste di Saigon Ho Chi Minh City

Cosa metto nella valigia per il Vietnam?

Partiamo dalla testa: un cappellino per ripararsi dal sole, specialmente durante le gite i barca, in alternativa potete comprare in loco un Non La*, il copricapo a forma di cono tipico vietnamita.

Prendiamo degli occhiali, quelli da sole, ma se avete problemi di vista non dimenticate quelli da vista, una crema solare e un burro cacao o uno stick protettivo.

Una bandana, un foulard o un Buff* se tira vento, anche se fa caldo, possono essere utili, soprattutto la sera. Sempre di sera uno spray antizanzara potrebbe tornare utile. Il miglior riparo contro il morso di zanzara sono comunque i pantaloni lunghi e le magliette o camicie dalle maniche lunghe.

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Medicinali di emergenza

Per rimanere in ambito di prevenzione, portatevi un farmaco contro la diarrea, in caso di problemi potrebbe salvare la vacanza. Per ridurre al minimo i rischi meglio sempre bere l’acqua delle bottigliette, l’acqua non filtrata è quella che può creare più problemi, anche se in Vietnam non sono frequenti.

Antidolorifici per il mal di testa o piccoli malesseri ed un kit per il pronto soccorso possono completare la dotazione di emergenza. Ricorda di bere, il mal di testa è spesso un segno di disidratazione.

Si può fare il bagno durante un viaggio in Vietnam?

Se pensi e speri di fare qualche bagno, in Vietnam non mancheranno le occasioni, ricorda di portare il costume!

Porta anche un asciugamano che asciughi rapidamente e che prenda poco spazio nella valigia come lo Spaziale Splendy* (ce ne sono anche di più economici, ma questo asciuga alla velocità delle luce e non puzza), anche in versione accappatoio*.

Altri accessori utili

Una torcia elettrica ricaricabile* con USB, un cuscino da viaggio gonfiabile* (per risparmiare spazio) e un buon libro possono completare il kit per la tua valigia.

Anche la valigia vuole la sua dignità. La mia preferita à la Eastpak Tranverz* (ho il modello L* e il modello S*). Oltre ad avere i divisori interni, hanno la chiusura di sicurezza compatibile TSA (lo standard di sicurezza USA) e le ruote incassate nella scocca, più resistenti per i viaggi aerei, oltre a presentarsi in diverse fantasie. 

Pagoda Ba Thien Hau Cho Lon Cholon Ho Chi Minh City Saigon Vietnam 100_1
Pagoda Ba Thien Hau Cho Lon Cholon Ho Chi Minh City Saigon Vietnam

Quali vestiti metto nella valigia per il Vietnam?

Un abito che vada bene per tutto il paese non c’è. Il clima del Vietnam varia di stagione in stagione ed essendo un paese che si estende per oltre mille chilometri come l’Italia, ha stagioni diverse e climi diversi a seconda del luogo. 

Normalmente durante la nostra estate, che va da maggio ad ottobre, il clima è caldo e umido, mentre durante la stagione invernale e fino ad aprile le temperature scendono anche sotto i 20 gradi, soprattutto al nord.

Vestirsi a strati

Il consiglio sembra ripetitivo, ma meglio vestirsi a strati. In genere magliette con maniche corte e lunghe, pantaloni leggeri e comodi sono sempre consigliati. Evitate se possibile le fibre sintetiche, tengono caldo e possono produrre odori sgradevoli.

Tenete presente che praticamente in qualsiasi hotel del Vietnam è possibile far lavare i propri capi d’abbigliamento per pochi euro e con riconsegna in giornata, quindi non vale la pena di sovraccaricarsi di bagagli, a parte la biancheria intima, che però non occupa tanto spazio.

Un pareo o un sarong sono una buona idea se fate un bagno, anche per coprirsi se vi allontanate dalla spiaggia, in Vietnam non è buona educazione andare in giro seminudi.

Quali scarpe devo usare per il mio viaggio in Vientam?

Le scarpe sono un discorso personale. Un paio di sandali tipo Lizard* o Teva* possono essere una buona idea, ma anche un paio di scarpe comode e chiuse per le escursioni più lunghe.

Le ciabatte per la doccia sono sicuramente indispensabili, ma anche un paio di scarpe eleganti se prevedete qualche uscita notturna possono essere una scelta azzeccata, sempre che ci sia dello spazio in valigia e che non siano troppo scomode.

Scegliete un paio di scarpe collaudate e, se è possibile fare delle concessioni all’outfit, un bel paio di scarpe sportive come le mie preferite: Five Ten Freerider* o le Scarpa Mohito* in versione estiva per i climi più caldi.

Di solito per il viaggio indosso un paio di Lizard Super Hike*, comode comode e semplici semplici – da infilare e sfilare, sia in aereo che ai vari controlli di sicurezza. Gusto personale.

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Beauty case, il necessario per l’igiene personale

Nella valigia per il Vietnam non può mancare una trousse da viaggio* con il necessario per l’igiene. L’imperativo è rimanere leggeri, pertanto ritengo che ci debbano entrare le cose che non potete trovare in viaggio. Per me sono una schiuma da barba decente (in formato mignon), le mie lamette, il mio profumo (in formato mignon), una crema, tagliaunghie, forbicine e kit per il cucito. Il resto è facilmente reperibile ovunque, quindi se avrete spazio bene, altrimenti compratelo sul posto.

Ho volutamente tralasciato spazzolino e dentifricio perché quelli viaggiano sempre con me nel bagaglio a mano, insieme agli occhiali ed al collirio (alle cuffie, al telefonino, ai fazzoletti.. ecc.)

La lista da stampare per un viaggio in Vietnam

Per non dimenticare nulla ho creato una lista per la tua valigia per il Vietnam che puoi scaricare in PDF e stampare. Si tratta di un elenco di cose, che vanno dall’indispensabile, all’utile, al superfluo per arrivare fino all’inutile. 

Per ognuno le cose da collocare in una o nell’altra delle precedenti categorie è veramente molto variabile. Ci sono anche un sacco di cose che a qualcuno possono sembrare bizzarre, ma che ad altri potrebbero servire.. mai dire mai!

In ogni caso potete sempre prendere la lista completa e depennare ciò che non serve. Se invece manca qualche articolo scrivimi un messaggio dalla sezione CONTATTI, così aggiorno la lista.

Scarica la lista di viaggio per il Vietnam

Lista per un viaggio in Vietnam. elenco a scopo descrittivo: viaggio in Vietnam cosa fare, viaggio in Vietnam cosa portare
lista di viaggio per il Vietnam

Il bagaglio a mano per un viaggio in Vietnam

Se trasporti macchina fotografica ed obiettivi, probabilmente non ci sarà spazio per altro. Io di solito mi porto il computer portatile per scrivere e per scaricare le foto (se trovo il tempo), un libro o il Kindle. Del Kindle* ho una bellissima versione PaperWhite*, retroilluminata, ottima per leggere al buio, anche se ultimamente sono un fanatico dei libri narrati da Audible* (puoi provarlo gratuitamente).

Sapori di casa per il viaggio in Vietnam

Nel fare la valigia non dimenticate qualche snack col sapore di casa. Ebbene sì, gli snack che trovi in giro dopo un po’ fanno rimpiangere i sapori ai quali siamo abituati!

Per questo motivo, nonostante io non sia un fanatico del cibo italiano ed ami sperimentare nuovi sapori, una scorta di qualcosa di familiare tipo un cubetto di Parmigiano non me la faccio mancare. 

completa no il kit il carica batterie, accessori, un cambio di emergenza e, come già detto, spazzolino e dentifricio, oltre ad una pastiglia per il mal di testa. Così non mi viene :-)

Cosa non mettere in valigia

Oltre a ricordarsi cosa portare in vacanza occorre anche verificare dove mettere il vario materiale. Per questo ho pensato di riportare gli articoli che è vietato trasportare nelle aree sterili e a bordo di un aeromobile.

La lista è presa dal sito dell’Enac, ma discorsiva e non esaustiva, controlla sul sito per il dettaglio.

Sono vietati in cabina acqua ed altre bevande, zuppe, sciroppi, creme, lozioni ed oli, profumi, spray, gel (incluso gel per capelli e per doccia), recipienti sotto pressione (incluse schiume da barba, altre schiume, aerosol e deodoranti), paste (inclusi dentifrici), miscele di liquidi e solidi, mascara e ogni altro prodotto di analoga consistenza

Questi liquidi possono essere trasportati se contenuti in recipienti individuali di capacità non superiore a 100 millilitri o equivalente (es. 100 grammi), da trasportare in una busta/sacchetto/borsa di plastica trasparente, richiudibile, completamente chiusa, di capacità non eccedente 1 litro (ovvero di dimensioni pari, ad esempio, a circa cm 18 x 20) separatamente dall’altro bagaglio a mano.

Per busta trasparente richiudibile si intende un contenitore che consente di vedere facilmente il contenuto, senza che sia necessario aprirlo e che sia dotato di una chiusura che dopo essere stata aperta possa essere richiusa.

La lista è presa dal sito dell’Enac, ma discorsiva e non esaustiva, controlla sul sito per il dettaglio.

Assicurazioni per il viaggio

Valutate di sottoscrivere un’assicurazione per il viaggio. Le strutture in Vietnam ci sono e sono valide, ma senza l’assicurazione un incidente potrebbe trasformarsi in un salasso. Scegliete fra quelle online o, se avete prenotato tramite un tour operator, chiedete di avere la copertura necessaria.

Oltre alle spese mediche, l’assicurazione di viaggio potrebbe coprire anche le cancellazioni dei voli e altre interruzioni impreviste.

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Siamo pronti a partire per il Vietnam? 

Ecco fatto. La valigia per il Vietnam è pronta.

Scarica la lista cartacea da stampare e spunta tutto quello che serve e tralascia il superfluo. Ultimo check e via, siamo pronti per il decollo!

Vietnam: ARRIVO!

Che documenti servono per entrare in Vietnam?

Per entrare in Vietnam è richiesto il  passaporto, con almeno sei mesi di validità residua. Per eventuali modifiche alla normativa consiglio di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese presente in Italia.

Che visto è necessario per il Vietnam?

I cittadini italiani possono entrare in Vietnam senza necessità di avere un visto, per soggiorni a scopo turistico fino a 45 giorni.
Se prevedete di fermarvi più a lungo o di entrare ed uscire dal paese è possibile ottenere online un visto ad ingresso singolo o multiplo per turismo (“e-visa”), per soggiorni sino a 90 giorni.
Il visto va richiesto tramite la piattaforma https://immigration.gov.vn.
Per altre esigenze, è necessario richiedere il visto presso Ambasciate o Consolati vietnamiti.
Aggiornatevi sul sito Viaggiare Sicuri e sul Sito dell’Ambasciata d’Italia ad Hanoi e del Consolato Generale d’Italia a Ho Chi Minh City

Quali vaccini per entrare in Vietnam?

L’unica vaccinazione obbligatoria per il Vietnam è quella contro la febbre gialla, per i viaggiatori di età superiore a un anno, se si proviene da un Paese dove la febbre gialla è a rischio trasmissione.
Per ulteriori indicazioni in merito alle vaccinazioni consigliate, ma non obbligatorie, puoi consultare il tuo medico oppure informarti sul sito https://wwwnc.cdc.gov/travel.

Dove cambio i soldi per il Vietnam?

Potete cambiare i soldi all’arrivo in aeroporto o presso le banche presentando il passaporto. Non potete cambiare i Dong in Italia, se ne avanzano alla fine del viaggio riconvertiteli in euro o dollari prima di partire.

Come prelevare in Vietnam?

Ci sono ATM negli aeroporti principali e un po’ ovunque nei centri urbani. Più difficile trovarli nelle zone rurali, pertanto prevedete di portare del contante.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

Volete organizzare un viaggio con me? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Cambogia
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Pubblicato: 01/01/2024
Immagine illustrativa dell'articolo: Migliore macchina fotografica o fotocamera compatta da viaggio 2024

La migliore fotocamera compatta da viaggio 2026

di Max Pubblicato: 27/12/2023
Divagazioni Scritto da Max

Stai cercando la migliore fotocamera compatta da viaggio 2026? Se è così, leggi l’articolo. Con il progressivo miglioramento della tecnologia, migliorano anche le caratteristiche e le capacità delle macchine fotografiche compatte.

A onor del vero dal 2019 non ci sono più state novità eclatanti nel settore, anche con la ripresa dei viaggi per vacanze, le case produttrici non hanno aggiornato le macchine fotografiche in circolazione.

In ogni caso le macchine fotografiche compatte da viaggio disponibili sono a livelli molto avanzati, anche se, per un’utenza media, visto il costo non propriamente popolare dei modelli con buone caratteristiche, consiglierei di prendere in considerazione anche un buono smartphone che abbia un minimo di zoom ottico, come ad esempio l’iPhone 17 Pro, il più economico Samsung Galaxy S25 Ultra, o il meno blasonato, ma ottimo dal punto di vista fotografico Oppo Find X9.

In questo articolo ho analizzato quelle che a mio avviso sono le cinque caratteristiche più importanti quando si sceglie una fotocamera compatta da viaggio: qualità dell’immagine e video, obiettivo, dimensioni e peso, semplicità e prezzo. Ho elencato alcune delle migliori fotocamere da viaggio del 2026, ovvero disponibili oggi sul mercato, secondo quelle che sono le mie preferenze. Alla fine di questo articolo, dovresti avere un’idea di quale fotocamera è adatta alle tue esigenze.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La mia esperienza con le macchine fotografiche

Ho scattato fotografie per una vita ed ho cambiato macchine fotografiche (fotocamere) continuamente alla ricerca del prodotto migliore sul mercato, per cui mi sono fatto un’esperienza sul campo.

Devo dire che dopo tutta questa ricerca, non priva di errori madornali e scoperte inaspettate, sono tornato a rivalutare una serie di caratteristiche che per molto tempo avevo trascurato, ma che, viste col senno di poi, hanno limitato mie le possibilità di fare belle foto durante i viaggi, anziché amplificarle.

Quindi comincerò ad elencare quello che in questo articolo non troverai, giusto per evitare di dover leggere inutilmente un fiume di parole, per scoprire che non ci sono le informazioni che stai cercando.

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Di cosa non tratta questo articolo

Ecco le cose che in questo articolo non troverai:

  • Action cam
  • Smatphone
  • Fotocamere reflex/dslr
  • Fotocamere troppo pesanti per essere considerate da viaggio 
  • Obiettivi difficili da trasportare
  • Prove sul campo
  • Troppi tecnicismi

Le mie scelte in fatto di fotocamere

Come noterai, se continui a leggere l’articolo, molte delle fotocamere compatte da viaggio sono Sony (e non sono neanche sponsorizzato!). La selezione riflette quella che è la mia visione dell’offerta in questo momento dove, a mio avviso, Sony offre il miglior rapporto qualità prezzo su molte delle fotocamere compatte o mirrorless.

Le fotocamere compatte, come ho già detto, sono da un pezzo trascurate dal mercato (a favore degli smartphone) e noterai come le date di immissione sul mercato dei prodotti non è recentissima. E’ anche vero che la maggior parte delle innovazioni è data dalla connettività e non da un sostanziale miglioramento nei sensori. Ho preso in considerazione anche questo aspetto nella scelta.

Che macchina ho comprato io? Prova ad indovinarlo e leggi fino alla fine per saperlo!

Come scegliere una fotocamera compatta da viaggio: portabilità e versatilità

Per essere considerata da viaggio una macchina fotografica deve rispettare alcuni parametri fondamentali, prima di tutto la portabilità ed in secondo luogo la versatilità.

Considerando le restrizioni sul bagaglio delle varie compagnie aeree, il kit da portare in viaggio dovrà essere più o meno facilmente inserito in un bagaglio a mano, che rispetti i limiti di dimensioni non generose e di peso sempre più limitato.

Che l’intenzione sia di scattare fotografie o quella di produrre fantastici video, con l’avvento ormai consolidato delle macchine fotografiche mirrorless, ci sono sistemi più o meno compatti che possono fare al caso nostro e non occupare troppo spazio. Tutto questo con un risultato finale di qualità molto superiore rispetto allo smartphone, a costo di qualche piccolo sforzo in più nell’assemblaggio.

Telefono e immagini WOW

Infatti, se dal telefono escono in genere immagini già WOW, per ottenere lo stesso risultato con una fotocamera “tradizionale” anche se digitale, occorre un po’ di impegno in più nello scatto ed almeno un piccolo passaggio di post-produzione con qualche software ad hoc.

Oltre a considerare le dimensioni della fotocamera, dovresti anche pensare alla qualità dell’immagine e allo zoom. Se scegli una macchina fotografica con obiettivo intercambiabile potrai sempre adattare il parco obiettivi alle tue esigenze, ma se scegli una compatta o una bridge allora devi necessariamente scegliere prima se questa si potrà adattare alle tue esigenze nel corso del viaggio o dei viaggi che andrai a fare.

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Le migliori fotocamere da viaggio: 5 cose da cercare

Per scegliere la macchina fotografica da viaggio che più si adatta alle tue esigenze devi prendere in considerazione diversi fattori. Non sempre se spendi di più hai la fotocamera migliore, anche se ovviamente spendendo troppo poco si rischia di trovarsi con un aggeggio inservibile o limitato.

Prendiamo perciò in considerazione le caratteristiche più importanti di una fotocamera da viaggio.

Qualità dell’immagine

Ah… la qualità dell’immagine: un grande dilemma! Se vuoi mostrare i tuoi viaggi nel miglior modo possibile e una buona compatta o mirrorless produrrà immagini di qualità molto superiore rispetto al tuo telefono. 

La dimensione del sensore fa la differenza, come gli obiettivi. Macchine fotografiche con zoom molto potenti di solito fanno affidamento su sensori relativamente piccoli (1/2,3 pollici, 1 pollice, micro 4/3, in ordine di grandezza). Sensori più grandi, tipo APS/C o Full Frame, hanno di solito zoom meno potenti. 

I sensori più grandi permettono anche una migliore qualità nella stampa, ma se usi le immagini esclusivamente per il web, anche un sensore da 1/2,3 andrà bene.

Infografica sulle forme e dimensioni dei sensori di immagine delle fotocamere digitali
Infografica sulle forme e sulle dimensioni dei sensori di immagine delle fotocamere digitali

Scelta dell’obiettivo

Grandangolare o teleobiettivo? Fisso o zoom? E quanto zoom? 

Rispondiamo ad una domanda per volta. 

  • Grandangolare o teleobiettivo? Se conti di fotografare soprattutto paesaggi e qualche foto di gruppo il grandangolare andrà benissimo, in ogni caso per ingrandire gli oggetti basta avvicinarsi. Un teleobiettivo va bene solo per i particolari o i ritratti ravvicinati, pertanto, se cerchi un obiettivo fisso da portare in viaggio meglio un grandangolare, più versatile. 
  • Obiettivo fisso o zoom? L’obiettivo fisso, lo dice la parola stessa, è fisso e inamovibile. Se non sei un amante del vintage e vuoi fare fotografie con prospettive diverse, meglio uno zoom, che vada dal grandangolare al medio tele o anche ad un tele spinto. Gli zoom più diffusi sono generalmente quelli che vanno fino a 3x che in linea di massima corrisponde ad un 24/70mm nel formato pieno. Abbastanza per un ritratto e limitato per soggetti molto distanti. Se non conti di fotografare animali o soggetti in lontananza va bene. Zoom limitato di solito significa più luminoso, con migliore qualità d’immagine e, per i sensori più grandi, minore ingombro (nelle compatte l’impatto è minimo). Gli zoom a lungo raggio sono popolari ma possono anche essere difficili da gestire. Quando “tirati” alle massime focali si ha a che fare con vibrazioni che possono ridurre la qualità dell’immagine o produrre immagini mosse. Servirebbe un cavalletto… non l’ideale da portare in viaggio a meno che siate degli appassionati (come me). Nel caso provate il GorillaPod. Per le compatte andrà bene il mini, per le altre occorrono dimensioni maggiori.
  • E quanto zoom? Per me lo zoom ideale per la versatilità è un 10x, equivalente a un 24-200mm nel pieno formato. Bei paesaggi, coinvolgenti e la possibilità di avvicinare i soggetti non troppo vicini (e non troppo distanti). Il tutto mantenendo una qualità d’immagine decente e in genere abbastanza luminosità per le scene con poca luce. Oltre il 10x (200mm nel Full Frame) solo se immaginate di fotografare oggetti molto distanti, uccelli o animali. 

Dimensioni e peso della fotocamera compatta da viaggio

Dimensioni e peso sono anche queste da sempre il cruccio di chi viaggia. Se vuoi qualcosa che possa stare in tasca ed il tuo obiettivo non è fare delle stampe di grandi dimensioni, una compatta andrà benissimo, ma se vuoi produrre immagini di qualità ed oltre ad usarle sul blog e su Instagram conti magari di fare una mostra, dovrai almeno pensare ad una macchina fotografica che abbia un sensore micro 4/3 o più grande. Comprati una bella borsa o uno zainetto ed infilaci un sistema mirrorless, con un paio di obiettivi per ogni occasione.

Alcune fotocamere per contenere le dimensioni non hanno il mirino, ma solo lo schermo. Il mirino può sempre essere utile quando c’è troppo sole, tenetene conto, ma in fondo è una scelta personale.

Semplicità e velocità di azione

Una delle caratteristiche che non sopporto degli smartphone è che avere la fotocamera pronta per l’azione è sempre laborioso: devi sbloccare lo smartphone e magari se devi fare un video, anche trovare l’opzione giusta. Se hai un paio di guanti addosso è finita! L’azione è persa per sempre.

La macchina fotografica sotto questi aspetti è più veloce ed immediata. Sempre in tema di velocità, prima di acquistare, controlla che la macchina fotografica abbia pulsanti separati per foto e video, così da non dover agire fra i vari menu per cambiare le impostazioni. 

Ormai le fotocamere a tutti i livelli hanno una modalità automatica, quindi sulla semplicità nulla da dire, al contrario se la precisione è uno dei tuoi crucci, controlla che la macchina possa scattare anche in manuale o con altre regolazioni personalizzate. Anche nelle compatte è possibile avere queste impostazioni, non si sa mai! 

Immagine illustrativa dell'articolo: Migliore macchina fotografica o fotocamera compatta da viaggio
Macchina fotografica o fotocamera da viaggio a pellicola.

Prezzo della macchina fotografica da viaggio

Il prezzo ahimè è sempre una nota dolente. La scelta qui dipende, oltre che da quello che si vuole ottenere, anche dal budget che ognuno si impone. Ho indicato nelle mie scelte poche fotocamere, rappresentative di fasce di prezzo medie e medio alte, che a mio avviso offrono il miglior mix delle caratteristiche sopra considerate in rapporto al prezzo pagato

Parliamo ovviamente di fotocamere compatte, perfette per essere tenute sempre in tasca, nel portaoggetti dell’auto o della bicicletta, leggere e semplici da usare.

In alternativa ci sono le fotocamere mirrorless con obiettivo intercambiabile, che spesso offrono una migliore qualità dell’immagine e una maggiore versatilità rispetto ai sistemi compatti, ma a scapito delle dimensioni e del peso. Il prezzo in questo caso dipenderà anche dall’obiettivo che ci abbinerete

Userai la fotocamera anche per altro? Tieni in considerazione tutto, ma soprattutto cerca di pensare cosa veramente ti serve delle caratteristiche della macchina fotografica. Fa una scelta consapevole e “risparmiosa”, i soldi in più li puoi sempre investire in un altro viaggio…

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Aggiornamento 2026

Mentre il mercato delle fotocamere compatte ha visto meno innovazioni negli ultimi anni rispetto ad altri segmenti, alcuni modelli continuano a essere punti di riferimento, e dove possibile, ho individuato i loro successori o le alternative più moderne che mantengono le stesse caratteristiche e l’indirizzo d’uso.

Sony DSC HX99: Ancora una scelta valida nella sua nicchia

La Sony DSC HX99*, rilasciata nell’agosto 2018, rimane sorprendentemente una delle poche compatte superzoom con sensore piccolo ancora sul mercato e degna di nota. Non ha avuto un successore diretto che ne abbia migliorato significativamente le caratteristiche mantenendo lo stesso ingombro e prezzo. Per chi cerca uno zoom estremo in un corpo tascabile, è ancora un’opzione da considerare.

  • Prezzo (indicativo): circa 500 euro
  • Data rilascio: agosto 2018
  • Obiettivo: 24-720mm (zoom 30x)
  • ISO: 80-3.200 (espandibile 80-6.400)
  • Dimensioni (L-A-P): 102x58x36mm
  • Peso: 242 g
  • Dimensione Sensore: 1/2,3 pollici
  • Risoluzione: 18 mpx
  • Mirino: sì (pop-up)
  • Visore posteriore: sì, ribaltabile 180°
  • Durata batteria (scatti): 370
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4k/30p
  • Supporto slow motion: sì, con editor esterno (filmati 120fps)
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: mono/stereo
  • Attacco microfono esterno: no
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: mini
  • USB: 2.0
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: sì
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Panasonic Lumix TZ200: Un classico che resiste

Anche la Panasonic Lumix TZ200 (nota anche come ZS200 in alcuni mercati), con il suo sensore da 1 pollice e zoom 15x, non ha visto un successore diretto. Rimane una delle pochissime compatte con sensore da 1 pollice a offrire un’escursione focale così ampia, rendendola ancora oggi una scelta rilevante per chi cerca versatilità e qualità in un corpo compatto.

  • Prezzo (indicativo): da circa 750 euro
  • Data rilascio: febbraio 2018
  • Obiettivo: 24-360mm f/3,3-6,4 (zoom 15x)
  • ISO: 125-12.800 (espandibile 80-25.600)
  • Dimensioni (L-A-P): 111x65x45mm
  • Peso: 340 g
  • Dimensione Sensore: 1 pollice
  • Risoluzione: 20 mpx
  • Mirino: sì
  • Visore posteriore: fisso
  • Durata batteria (scatti): 370
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4K/30p
  • Supporto slow motion: sì, con software dedicato (filmato 100fps)
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: stereo/mono
  • Attacco microfono esterno: no
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: micro
  • USB: 2.0
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: no
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Sony RX100 VII: La compatta premium di riferimento

La Sony RX100 VII, rilasciata nel luglio 2019, è ancora il modello di punta della serie RX100 e non ha avuto un successore. Continua a essere considerata una delle migliori compatte premium con sensore da 1 pollice, offrendo prestazioni eccezionali in un formato tascabile. Il suo prezzo rimane elevato, ma la qualità e le funzionalità giustificano l’investimento per molti.

  • Prezzo (indicativo): circa da 1.100 euro
  • Data rilascio: luglio 2019
  • Obiettivo: 24-200 f/2,8-4,5 (zoom 10x)
  • ISO: 125-12.800 (espandibile 80-25.600)
  • Dimensioni (L-A-P): 102x58x43 mm
  • Peso: 302 g
  • Dimensione Sensore: 1 pollice
  • Risoluzione: 20 mpx
  • Mirino: sì (pop-up)
  • Visore posteriore: inclinabile touchscreen
  • Durata batteria (scatti): 260
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4K/30p
  • Supporto slow motion: sì, fino 40x
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: mono/stereo
  • Attacco microfono esterno: sì
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: micro
  • USB: 2.0
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: sì
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Canon PowerShot G7 X Mark III: L’alternativa Canon di fascia alta

L’articolo menzionava la Canon G5X Mark III, ma le specifiche fornite sembravano più allineate alla G7X Mark III, che è la controparte diretta della serie RX100 di Sony e ancora il modello più recente di Canon in questa fascia. Offre un’ottima qualità d’immagine e funzionalità video, ma senza mirino integrato.

  • Prezzo (indicativo): circa 700-800 euro
  • Data rilascio: luglio 2019
  • Obiettivo: 24-100 mm f/1,8-2,8 (zoom 4,2x)
  • ISO: 125-12.800 (espandibile 125-25.600)
  • Dimensioni (L-A-P): 105.5 x 60.9 x 41.4 mm
  • Peso: 304 g
  • Dimensione Sensore: 1 pollice
  • Risoluzione: 20.1 mpx
  • Mirino: no
  • Visore posteriore: inclinabile touchscreen
  • Durata batteria (scatti): 235
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4K/30p
  • Supporto slow motion: Full HD 120fps
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: stereo
  • Attacco microfono esterno: sì
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: micro
  • USB: 3.1 Gen 1 Type-C
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: no
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Sony a6700: L’evoluzione della mirrorless APS-C compatta

La Sony a6100 è stata un’ottima entry-level mirrorless, ma se cerchiamo un aggiornamento che mantenga la filosofia APS-C compatta ma con le ultime tecnologie, la Sony a6700 è la scelta più moderna. Rappresenta un salto significativo in termini di sensore, processore e funzionalità video, pur mantenendo dimensioni contenute per una mirrorless.

  • Prezzo (indicativo): da circa 1.500 euro (solo corpo)
  • Data rilascio: luglio 2023
  • Obiettivo: Intercambiabile (E-mount), spesso venduta con kit 16-50mm (equivalente a 24-75mm FF)
  • ISO: 100-32.000 (espandibile 50-102.400)
  • Dimensioni (L-A-P): 122.0 x 69.0 x 75.1 mm
  • Peso: 493 g
  • Dimensione Sensore: APS-C
  • Risoluzione: 26 mpx
  • Mirino: sì (elettronico)
  • Visore posteriore: sì, completamente articolabile touchscreen
  • Durata batteria (scatti): 570
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4K/120p (con crop), 4K/60p (senza crop)
  • Supporto slow motion: sì
  • Supporto flash esterno: sì
  • Microfono interno: sì
  • Attacco microfono esterno: sì
  • Attacco cuffie: sì
  • Porta HDMI: micro
  • USB: USB-C (3.2 Gen 1)
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: no
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: Resistente a polvere e umidità (non completamente tropicalizzata)

Fujifilm Instax Mini 12: L’istantanea per eccellenza

La Kodak Printomatic è ancora disponibile e valida per la sua semplicità, ma se si cerca un’alternativa istantanea più popolare e con un tocco di design, la Fujifilm Instax Mini 12 è un’ottima scelta attuale. Offre stampe immediate e un’esperienza d’uso divertente, con alcune migliorie automatiche rispetto ai modelli precedenti.

  • Prezzo (indicativo): circa 80-90 euro
  • Data rilascio: marzo 2023
  • Stampa: Istantanea su pellicola Instax Mini (62 x 46 mm)
  • Obiettivo: 60mm f/12.7
  • Flash: Automatico
  • Esposizione: Automatica
  • Mirino: Ottico con punto di mira
  • Modalità: Close-up (macro)
  • Batteria: 2x AA
  • Dimensioni (L-A-P): 107.6 x 122 x 67.3 mm
  • Peso: 306 g (senza batterie e pellicola)
  • Funzionalità: Semplice e intuitiva, ideale per foto divertenti e immediate.

Tabella Comparativa Fotocamere da Viaggio (Aggiornata al 2026)

CaratteristicaSony DSC HX99Sony RX100 VIICanon PowerShot G7 X Mark IIISony a6700 (Corpo)Fujifilm Instax Mini 12
TipoCompattaCompattaCompattaMirrorless APS-CIstantanea
Prezzo (circa)500 €1.100 €700-800 €1.500 €80-90 €
Data RilascioAgo 2018Lug 2019Lug 2019Lug 2023Mar 2023
Dimensione Sensore1/2,3 pollici1 pollice1 polliceAPS-CN/D (analogica)
Risoluzione18 mpx20 mpx20.1 mpx26 mpxN/D
Obiettivo (Zoom/Focale)24-720mm (30x)24-200mm (10x)24-100mm (4,2x)Intercambiabile60mm (fisso)
MirinoSì (pop-up)Sì (pop-up)NoSì (elettronico)Ottico
Schermo PosterioreRibaltabile 180°Inclinabile touchInclinabile touchArticolabile touchN/D
Video4K/30p4K/30p4K/30p4K/120pN/D
Peso242 g302 g304 g493 g306 g
Attacco Mic EsternoNoSìSìSìNo
Wi-FiSìSìSìSìNo
USB2.02.03.1 Gen 1 Type-CUSB-C (3.2 Gen 1)N/D
NFCSìSìNoNoNo
BluetoothSìSìSìSìNo
TropicalizzazioneNoNoNoParzialeNo
RAW SupportSìSìSìSìNo
Durata Batteria (scatti)3702602355702x AA
NoteAncora attualeAncora attualeAncora attualeUltima generazioneAlternativa popolare
Vedi il prezzo su AmazonDSC HX-99*Sony RX100 VII*Canon PowerShot G7 X Mark III*Sony a6700 (Corpo)*Fujifilm Instax Mini 12*

Elenco fotocamere compatte da viaggio (vecchio articolo del 2024)

Qui di seguito un breve elenco delle fotocamere compatte da viaggio che preferisco.

Sony DSC HX99: unico difetto le dimensioni del sensore

Link al sito ufficiale: https://www.sony.it/electronics/fotocamere-cyber-shot-compatte/dsc-hx99

Analisi:

Ottimo rapporto qualità prezzo, il mirino non è comodo e la personalizzazione un po’ complicata. Una macchina tuttofare con buone prestazioni video, per chi ha già un’alternativa di qualità. Mi piace stampare le foto e se non avessi posseduto una macchina con un sensore più grande avrei optato per la sony a6100 o per la sorella maggiore a6400.

Miglior fotocamera da viaggio 2023
Sony DSC HX99
  • Prezzo: circa circa da 500 euro – vedi il prezzo su Amazon
  • Data rilascio: agosto 2018
  • Obiettivo: 24-720mm (30x)
  • ISO: 80-3.200 (80-6.400)
  • Lunghezza – Larghezza – Spessore: 102x58x36mm
  • Peso: 242 g
  • Dimensione Sensore: 1/2,3 pollici
  • Risoluzione: 18 mpx
  • Mirino: sì (pop-up)
  • Visore posteriore: sì, ribaltabile 180°
  • Durata batteria (scatti): 370
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4k/30p
  • Supporto slow motion: si, con editor esterno (filmati 120fps)
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: mono/stereo
  • Attacco microfono esterno: no
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: mini
  • USB: 2.0
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: sì
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Alternativa più economica: Sony DSC WX350 (vedi il prezzo su Amazon). Zoom limitato a 20x, video HD e non c’è il mirino, solo schermo fisso. 

Panasonic TZ200: manca lo schermo ribaltabile per essere perfetta

Link al sito ufficiale: https://www.panasonic.com/it/consumer/fotocamere-e-videocamere/compatte-fotocamere/superzoom/dc-tz200.html

Analisi:

Buon rapporto qualità prezzo, comoda la funzione 4k post-focus, ma manca lo schermo ribaltabile. Era la mia prima scelta, ottimo sensore, zoom adeguato, ma il prezzo ed il fatto che non avesse uno schermo ribaltabile, che io apprezzo moltissimo, mi ha fatto scegliere altrimenti.

Miglior fotocamera da viaggio 2023
Panasonic Lumix TZ200
  • Prezzo: da circa da 750 euro – vedi il prezzo su Amazon
  • Data rilascio: febbraio 2018
  • Obiettivo: 24-360mm f/3,3-6,4 (15x)
  • ISO: 125-12.800 (80-25.600)
  • Lunghezza – Larghezza – Spessore: 111x65x45mm
  • Peso: 340 g
  • Dimensione Sensore: 1 pollice
  • Risoluzione: 20mpx
  • Mirino: sì
  • Visore posteriore: fisso
  • Durata batteria (scatti): 370
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4K/30p
  • Supporto slow motion: sì, con software dedicato (filmato 100fps)
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: stereo/mono
  • Attacco microfono esterno: no
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: micro
  • USB: 2.0
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: no
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Alternative più economiche: Panasonic TZ100 (vedi il prezzo su Amazon). Lo zoom è più limitato.

Sony RX100 VII: completa, ma costosa

Link al sito ufficiale: https://www.sony.it/electronics/fotocamere-cyber-shot-compatte/dsc-rx100m7

Analisi:

Funzionalità complete, qualità eccezionale, prezzo un po’ elevato. Questa macchina ha tutto, soprattutto un’ottima dotazione per quanto riguarda i video, ma il prezzo è un po’ elevato. Se hai già una reflex o una mirrorless non so se valga veramente la spesa.

Miglior fotocamera da viaggio 2023
Sony DSC RX100 VII
  • Prezzo: circa da 1.100 euro – vedi il prezzo su Amazon
  • Data rilascio: luglio 2019
  • Obiettivo: 24-200 f/2,8-4,5 (10x)
  • ISO: 125-12.800 (80-25.600)
  • Lunghezza – Larghezza – Spessore: 102x58x43 mm
  • Peso:302 g
  • Dimensione Sensore: 1 pollice
  • Risoluzione: 20 mpx
  • Mirino: sì (pop-up)
  • Visore posteriore: inclinabile touchscreen
  • Durata batteria (scatti): 260
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4K/30p
  • Supporto slow motion: sì, fino 40x
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: mono/stereo
  • Attacco microfono esterno: sì
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: micro
  • USB: 2.0
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: sì
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Alternativa più economica: Canon G7X mark III (vedi il prezzo su Amazon). Lo zoom è più limitato.

Canon G7X mark III – bella, ma manca il mirino

Link al sito ufficiale: https://www.canon.it/cameras/powershot-g7-x-mark-iii/

Analisi:

USB 3.1, manca il mirino. Bella macchina con dotazioni quasi perfette, salvo il mirino. A volte lo schermo in certe condizioni non è l’opzione migliore e per me è irrinunciabile.

Canon G5X mark III
Canon G5X mark III
  • Prezzo: circa 650 euro: controlla il prezzo su Amazon
  • Data rilascio: luglio 2019
  • Obiettivo: 24-100 mm f/1,8-2,8 (4,2x)
  • ISO: 125-12.800 (125-25.600)
  • Lunghezza – Larghezza – Spessore: 105x61x41 mm
  • Peso:304 g
  • Dimensione Sensore: 1 pollice
  • Risoluzione: 20 mpx
  • Mirino: no
  • Visore posteriore: inclinabile touchscreen
  • Durata batteria (scatti): 235 
  • Supporto formato RAW: sì
  • Formato video: 4K/30p
  • Supporto slow motion: full HD 120fps
  • Supporto flash esterno: no
  • Microfono interno: mono/stereo
  • Attacco microfono esterno: sì
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: n/d
  • USB: 3.1
  • Wi-Fi: sì
  • NFC: no
  • Bluetooth: sì
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Alternative più economiche: Panasonic Lumix TZ100 (vedi il prezzo su Amazon); Sony DSC WX350 (vedi il prezzo su Amazon)

Sony a6100 kit con 16-50mm – mirrorless compatta APS-C

Link al sito ufficiale: https://www.sony.it/electronics/fotocamere-obiettivo-intercambiabile/ilce-6100

Analisi:

Sensore APS-C, connettività complicata, bassa qualità dell’obiettivo del kit. Non è veramente una compatta, ma le dimensioni sono appena superiori. L’obiettivo retraibile ne aumenta la portabilità, ma è in realtà l’unico punto di debolezza del sistema. Potete sempre optare per un’ottica più performante, ma sacrificando le dimensioni.

Sony a6100 kit
Sony a6100 kit con 16-50mm
  • Prezzo: da 700 euro (controlla il prezzo su Amazon)
  • Data rilascio: agosto 2019 
  • Obiettivo: intercambiabile, nel kit 16-50mm eq. A 24-75mm nel formato FF (3x)
  • ISO
  • Lunghezza – Larghezza – Spessore: 120x67x59mm
  • Peso: 396 g
  • Dimensione Sensore: Aps-C
  • Risoluzione: 24 mpx
  • Mirino: si
  • Visore posteriore: si -ribaltabile e decentrabile
  • Durata batteria (scatti): 420
  • Supporto formato RAW: si
  • Formato video: 4k/30p
  • Supporto slow motion: full HD 120fps
  • Supporto flash esterno: si
  • Microfono interno: si
  • Attacco microfono esterno: si
  • Attacco cuffie: no
  • Porta HDMI: micro
  • USB: 2.0
  • Wi-Fi: si
  • NFC: si
  • Bluetooth: si
  • Tropicalizzazione/Impermeabilità: no

Alternativa: Panasonic LUMIX DC-LX100M II (controlla il prezzo su Amazon)

Fotocamera istantanea Kodak Printomatic – sii originale!

Kodak Printomatic

La fotocamera Kodak PRINTOMATIC è una scelta alternativa: stampa istantaneamente e automaticamente foto a colori di alta qualità con facilità.

La fotocamera ha un sensore da 5 MP e stampa automaticamente subito dopo lo scatto. Le stampe sono piccole, in formato 7,5x5cm, ma i colori sono vivaci, durevoli e resistenti all’acqua, in più hanno il retro adesivo.

Altre caratteristiche sono il flash incorporato, il mirino ottico e uno slot per una scheda micro SD.

Prezzo: circa 100 euro per il Kit (controlla il prezzo su Amazon)

Secondo me ci si può fare un pensiero.

Altre caratteristiche:

  • Obiettivo: grandangolo 8 mm
  • Apertura: f/2
  • Indicatori: stampante, batteria scarica , carta in esaurimento, spazio su scheda di memoria in esaurimento
  • Batteria: agli ioni di litio ricaricabile integrata
  • Memoria esterna: microSD fino a 32 GB (non inclusa)

Migliore fotocamera compatta da viaggio del 2024: la mia scelta

Avevo promesso che avrei svelato la mia scelta in fatto di macchine fotografiche compatte da viaggio. La mia scelta è ricaduta sulla Sony DSC HX99.

Avendo già una Sony A7 III con qualche obiettivo, ho pensato a una vera alternativa portatile. Una macchina con tutte le caratteristiche necessarie e niente fronzoli.

Punti di forza:

  • schermo inclinabile per scatti con angolazioni basse e ribaltabile per i selfie o vlogging
  • touchscreen
  • teleobiettivo con ingrandimento 30x
  • grandangolo equivalente a 24mm
  • possibilità di fare video ad alta velocità (120 fps) e trasformarli in slow-motion
  • ghiera anteriore personalizzabile con varie funzioni (io uso la compensazione dell’esposizione)
  • portabilità
  • rapporto qualità/prezzo

Sono le caratteristiche che cercavo, per me il giudizio è ottimo.

Alternative considerate:

  • L’alternativa che ho escluso per il prezzo: Sony Rx100 VII
  • L’alternativa che ho escluso per mancanza dello schermo ribaltabile: Panasonic TZ200

Migliori fotocamere compatte economiche

Non ho trattato in questo articolo le macchine fotografiche economiche, perché oggigiorno l’offerta è veramente limitata e non sono una vera alternativa allo smartphone. A mio avviso meglio un bello smartphone che una compatta economica.

Scopri di più su questo blog

Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 27/12/2023
Articolo sulle Festivita buddiste - immagine decorativa Buddha con candele

Le festività Buddiste

di Max Pubblicato: 27/12/2023
Indocina Scritto da Max

Le festività Buddiste nel mondo sono differenti da paese a paese e l’unica festività buddista universalmente celebrata è la festa del Vesak. Questo evento ricorda i momenti fondamentali della vita del Buddha: la Nascita, l’Illuminazione e la Morte. 

Va ricordato che nel sudest asiatico vengono usati diversi tipi di calendari lunari o lunisolari sullo stile di quello cinese. Questo comporta che i mesi siano sfasati e che ogni anno le date cambino e siano differenti rispetto al nostro calendario. Pertanto, le indicazioni qui riportate sul numero del mese sono riferite al calendario lunare e riporto alcune date indicative per riferimento.

Proprio perché i vari calendari Buddisti sono basati sulle fasi lunari, con riferimento particolare ai noviluni ed ai pleniluni, i giorni della luna piena e della luna nuova sono considerati, in genere, giorni sacri.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Festività buddiste Theravada

Per i praticanti Theravada il Capodanno è ad aprile e la festa più importante è il Vesak, la ricorrenza della Nascita, Illuminazione e Paranirvana (morte) del Buddha che si festeggia col plenilunio di maggio. Un’altra festa importante è quella del Dharma, che celebra l’anniversario del primo insegnamento del Buddha a Sarnath e si festeggia con il plenilunio di giugno. La festa del Sangha (o dei monaci), si tiene invece ad ottobre e celebra la fine della stagione delle piogge.

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Festività buddiste Mahayana

Per il calendario della scuola Mahayana, il Capodanno (che è anche la festa del Buddha Maitreya) si celebra il giorno del primo novilunio dopo che il sole è entrato nel segno dell’Acquario, ovvero fra il 21 di gennaio ed il 19 di febbraio circa. Le altre feste più importanti sono: la festa dell’Illuminazione di Buddha, l’ottavo giorno del dodicesimo mese del calendario lunare; la festa della nascita del Buddha nel plenilunio del mese di maggio; Ullambana, la festa del Sangha e dei defunti nel plenilunio di agosto.

Articolo sulle Festivita buddiste - immagine decorativa Buddha su sfondo di monumenti al tramonto

Festività buddisteTibetane

Nel Buddismo Tibetano si celebrano primi 15 giorni del nuovo anno, in corrispondenza dei giorni in cui il Buddha mostrò ogni giorno un nuovo potere miracoloso. Questa ricorrenza si conclude con la festa detta Choetrul Duechen o Giorno dei Grandi Miracoli, che si celebra il quindicesimo giorno. 

Intorno al quindicesimo giorno del quarto mese buddista, intorno ad aprile o maggio a seconda degli anni, vengono festeggiati il Concepimento, l’Illuminazione e il Paranirvana o morte di Buddha. 

Si festeggia poi il quarto giorno del sesto mese, intorno a luglio – agosto, in cui Buddha insegnò a Sarnath le “Quattro Nobili Verità”.

Un’altra ricorrenza importante è il 22° giorno del nono mese, intorno a novembre, nel quale si ricorda il giorno in cui Buddha discese dal “Paradiso”, dimora di Indra.

Una lista delle festività tibetane ufficiali del 2024 la trovate qui

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Per saperne di più sull’Asia

Sono approdato all’Asia di recente, ma questa terra è stata subito fonte di ispirazione. Non solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Se ti interessa l’India prima di tutto informati sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. altri argomenti interessanti per avvicinarti a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori. Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggi la sacra Trimurti, introduzione e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie, Vishnu ed i suoi Avatara, l’importanza del conservatore o Surya ed il culto del Dio del Sole in India. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

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Ma l’Asia non è solo India. Parti per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Altri articoli interessanti su Cina ed Indonesia sono per esempio il periodo migliore per visitare Hong Kong, o qualche cenno sul Capodanno Cinese e sul Calendario Cinese Tradizionale. Senza dimenticare gli strani animali asiatici come i Panda Giganti della riserva di Chengdu o gli Orangutan di Sumatra e i Macachi Neri di Tangkoko.

Ciao, a presto!

illustrazioni di Photographeeasia/Freepik

Pubblicato: 27/12/2023
Festa di Primavera cinese

Fatti e Stranezze della Festa di Primavera o Capodanno Cinese

di Max Pubblicato: 26/12/2023
Cina Scritto da Max

La Festa di Primavera che segna il Capodanno cinese è celebrato da quasi un quarto delle persone del mondo ed è la festa più importante sia in Cina, sia per i cinesi che vivono all’estero. Anche lontano da casa i cinesi continuano a celebrare questa festa secondo le antiche tradizioni, a volte originali: scopriamo insieme alcune di queste consuetudini.

Il Capodanno cinese si chiama anche Festa di Primavera

Spesso i cinesi si riferiscono al capodanno come alla Festa di Primavera o chun jie (春节). In realtà il Capodanno cade sempre durante il nostro inverno, ma dovrebbe coincidere con la fine dei giorni più freddi dell’anno (vedi le stranezze dei 24 periodi solari del calendario cinese) ed aprire le speranze ad un tempo più clemente.

Le persone aspettano con piacere la primavera e se un tempo, nella Cina rurale, era il periodo in cui pensare alla semina e a nuovi raccolti, oggi è portatrice di novità.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il Capodanno cinese si chiama anche Festa di Primavera
  • Non c’è una data fissa per la Festa di Primavera
  • Il giorno per rendere omaggio alle divinità
  • La Festa cinese più lunga più lunga
  • La Festa di Primavera genera la più grande migrazione umana del mondo
  • Come si fanno gli auguri per la Festa di Primavera
  • Non è consentito farsi la doccia, spazzare casa o gettare la spazzatura!
  • La giornata dei fuochi d’artificio
  • I single chiedono a fidanzati(e) in affitto di accompagnarli dai parenti
  • Regalare le buste rosse con il denaro porta bene!
  • Si mangiano gnocchi ad ogni pasto
  • Nuovo anno e nuovo segno zodiacale
  • L’anno del tuo segno zodiacale porta sfortuna
  • La Festa di Primavera aggiunge un anno di età
  • Il Capodanno cinese termina con la Festa delle Lanterne
  • Per saperne di più sulla Cina

Non c’è una data fissa per la Festa di Primavera

Secondo il calendario lunare la Festa di Primavera si celebra il giorno della seconda luna nuova dopo che il sole entra Acquario (sì, il nostro segno dello zodiaco che va da 21 gennaio al 19-20 febbraio è anche una costellazione), ma per il calcolo è più semplice fare una ricerca in rete ed i festeggiamenti durano per 15 giorni fino al primo giorno di luna piena. 

Per i motivi che ho appena spiegato, raffrontando la data del Capodanno cinese con quella del calendario gregoriano (il nostro calendario), la festa cade sempre tra il 21 gennaio ed il 20 febbraio, la Festa di Primavera 2024 ricorre il 10 febbraio. 

Il giorno per rendere omaggio alle divinità

La Festa di Primavera nacque originariamente come un giorno per rendere omaggio alle divinità, al fine di ottenere una buona stagione di semina e un buon raccolto, perché in un società rurale, il raccolto era tutto. In questa giornata le persone pregavano anche per i loro antenati, che nella società cinese vengono venerati come protettori della casa. 

Anche oggi, per rispettare la tradizione, nelle case si rende omaggio alle divinità familiari ed agli antenati.

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La Festa cinese più lunga più lunga

La Festa di Primavera dura 15 giorni, ma i festeggiamenti iniziano la vigilia, per un totale di 16 giorni. In realtà il clima di festa inizia il mese prima con la Festa di Laba (腊八节 / là bā jié), portando i giorni di festa a 40 circa!

L’ultimo mese del calendario lunare è anche chiamato Layue – il mese di La – e l’ottavo giorno di questo mese ricorre la Festa di Laba (che significa il giorno otto del mese di La).

Secondo la tradizione, l’origine della Festa di Laba risalirebbe ai tempi antichi e sarebbe stata un giorno in cui fare sacrifici alle divinità per un buon raccolto, diventando in seguito una festa di sacrifici agli antenati. Nel V secolo il governo stabilì l’otto del mese di La del calendario lunare come festa Laba.

In seguito all’ingresso del Buddismo in Cina, si diffuse una nuova leggenda secondo cui Il Buddha Sakyamuni avrebbe raggiunto l’illuminazione proprio in quel giorno.

Lanterne cinesi rosse per la festa di Primavera
Lanterne cinesi rosse per la Festa di Primavera

La Festa di Primavera genera la più grande migrazione umana del mondo

L’aspetto più importante del Capodanno cinese è la riunione della famiglia e in questo periodo tutti tornano a casa per la grande festa ed il cenone di Capodanno.

Nella Cina moderna, la maggior parte dei genitori di una certa età vive in villaggi rurali mentre i figli lavorano nelle grandi città. Quindi il ritorno a casa delle giovani generazioni genera una grande ondata migratoria in occasione delle vacanze, che in cinese ha il nome di chunyun (春运), o migrazione primaverile.

Come si fanno gli auguri per la Festa di Primavera

Fari gli auguri di buon anno è un atto fondamentale durante i festeggiamenti e per farlo si usa generalmente la frase xīn nián kuài lè. La frase significa semplicemente felice anno nuovo. Altri modi di augurare un nuovo anno sono chūn jié kuài lè che significa buona festa di primavera oppure gōng xǐ fā cái che significa felicità, prosperità e denaro per il nuovo anno (in cantonese Kung Hei Fat Choi). 

Proprio dal carattere che si usa per scrivere diventare ricchi deriva un’altra consuetudine cinese per il nuovo anno. Siccome diventare ricchi (发财) e capelli (发) si scrivono utilizzando uno stesso carattere, durante il capodanno cinese è vietato tagliarsi i capelli, per evitare di tagliare la prosperità insieme ad essi.            

Non è consentito farsi la doccia, spazzare casa o gettare la spazzatura!

Per restare in tema di divieti, durante il Capodanno non è consentito farsi la doccia, mentre prima del 5°giorno non si deve buttare la spazzatura. Uno di questi gesti potrebbe buttare alle ortiche la buona fortuna. Proprio per questo motivo la vigilia della Festa di Primavera è dedicata alle pulizie.

Al contrario questo rito serve a ripulire la casa dalla sfortuna e a fare spazio a tutto ciò che di buono arriverà con il nuovo anno.

Altre cose che portano sfortuna sono: tagliare i capelli, usare forbici, coltelli e altri oggetti appuntiti, litigare, imprecare, pronunciare parole “sfortunate” come morte e malattia o rompere gli oggetti.

La lista ovviamente non è esaustiva 😊

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La giornata dei fuochi d’artificio

Un po’ sulla scorta della leggenda del mostro Nian e un po’ per la tradizione e la voglia di fare festa, si suppone che petardi e fuochi di artificio spaventino i mostri e la sfortuna. Così la gente fa esplodere un universo di petardi e fuochi colorati per scacciare la cattiva sorte durante la notte dell’ultimo giorno dell’anno ed il mattino dopo ricomincia nuovamente per dare il benvenuto al nuovo anno e, si spera, alla fortuna.

Si dice che le persone più fortunate saranno i primi a cominciare a scoppiare i petardi oppure gli ultimi a smettere…

Sempre in tema di fuoco e di calore, le famiglie bruciano in onore dei loro cari defunti anche finte banconote e finti lingotti d’oro stampati, si ritiene che le offerte porteranno fortuna agli antenati nell’aldilà.

Per motivi di sicurezza e per l’inquinamento atmosferico, molte città cinesi hanno vietato i fuochi d’artificio, ma come in Italia, la tradizione è più forte della paura delle multe. Anche a Pechino i fuochi d’artificio sono stati banditi per ben 13 anni, ma nel 2006 il divieto è stato revocato a causa delle pressioni dell’opinione pubblica.

In Cina in questo periodo i botti vanno avanti per almeno 3 giorni, in alcuni luoghi per settimane.

I single chiedono a fidanzati(e) in affitto di accompagnarli dai parenti

In Cina tutto è competizione e avere figli ai quali tramandare il proprio cognome è un orgoglio, oltre che un dovere.

Per questo le famiglie fanno pressione sui i figli perché trovino, all’età giusta, un compagno o una compagna con cui mettere su famiglia. Sempre più frequentemente i single più disperati ricorrono all’assunzione di un finto fidanzato o di una finta fidanzata da portare a casa e così evitare le ramanzine e gli scherni di parenti e amici.

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Lanterne cinesi per il Capodanno Festa di Primavera

Regalare le buste rosse con il denaro porta bene!

Durante la Festa di Primavera i bambini cinesi, oltre ai tradizionali doni, tipici di ogni cultura, ricevono delle buste rosse che contengono denaro e che i più anziani donano a figli e nipoti. Si suppone che questo denaro aiuti a trasferire la fortuna dagli anziani ai bambini. 

Ogni anno, circa 8 miliardi di buste rosse vengono consegnate alle famiglie cinesi in tutto il mondo. Ogni busta contiene un valore pari (dispari porta male) di contanti o monete di cioccolato, che simboleggiano entrambi buona fortuna e ricchezza per il nuovo anno.

Un tempo riservate alle giovani generazioni, oggigiorno le buste vengono donate anche dai capi ai dipendenti o scambiate fra colleghi e amici.

Con lo sviluppo della tecnologia, sono diventate un must le buste rosse digitali. Alla gente piace inviarle nelle chat di gruppo e guardare gli altri cercare di accaparrarsele. Questa strana usanza è chiamata qiang hongbao (抢红包), letteralmente “strappare le buste rosse”.

Si mangiano gnocchi ad ogni pasto

La tradizione imporrebbe di mangiare gli gnocchi ad ogni pasto, ma questa usanza è un po’ in disuso. La maggior parte delle persone li mangia durante il cenone di Capodanno, o a colazione. 

Contrariamente a quanto si crede, però, gli gnocchi sono una tradizione soprattutto nella Cina del Nord. Nel sud sono più comuni gli involtini primavera e altri piatti.

Nuovo anno e nuovo segno zodiacale

Con il nuovo anno, la Festa di Primavera segna anche il passaggio ad un nuovo segno Zodiacale. I dodici segni che si succedono di anno in anno nello Zodiaco cinese sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. 

Degli animali domestici manca il Gatto, che la legenda narra sia rimasto escluso dallo zodiaco a causa di uno scherzo del Topo, mentre l’unico animale mitologico è il Drago

Ogni segno ha ovviamente le proprie caratteristiche, con pregi, difetti, punti di forza e di debolezza. 

Il 2024 sarà l’anno del Drago.

L’anno del tuo segno zodiacale porta sfortuna

L’anno del tuo segno zodiacale in Cina è l’anno del tuo benming (本命年 / běn mìng nián). Ad esempio, io sono capra e l’ultimo anno della Capra è stato Il 2015, così come il 1967, 1979, 1991 e il 2003, il prossimo sarà nel 2027. 

Fra i 12 anni del ciclo completo il běn mìng nián è il più sfortunato.

Ci sono diverse spiegazioni per questo. Nella tradizione cinese e nella mitologia si ritiene che i bambini possano essere facilmente presi dai demoni e siccome l’anno del běn mìng rappresenta l’anno della rinascita, si corrono gli stessi pericoli dei bambini, in pratica si è un po’ più indifesi.

Ma come in tutte le battaglie, ci sono armi a disposizione e l’arma di difesa che le persone hanno a disposizione è il colore rosso. Si può decorare la casa di rosso, indossare abiti rossi o avere qualcosa di rosso addosso tutti i giorni, come un accessorio o un gioiello. I più superstiziosi indossano addirittura biancheria intima rossa per tutto l’anno!

La Festa di Primavera aggiunge un anno di età

E’ consuetudine in Cina fare riferimento sia all’età così come la consideriamo normalmente, detta  实岁 shí suì e un’età “informale” 虚岁 xū suì. Anche in Italia si usa dire “sono nell’anno dei 40” per esempio. Questa età “informale” decorre appunto dal primo giorno del nuovo anno. In passato ci si riferiva sempre all’età informale, mentre oggigiorno questa accezione è molto meno usata, ma ancora comune.

Il Capodanno cinese termina con la Festa delle Lanterne

Dopo la Festa di Primavera, il giorno della prima luna piena si celebra la Festa di Yuanxiao o Festa delle Lanterne 灯节 / dēng jié). Anche se la famiglia rimane sempre il punto di riferimento per le festività del nuovo anno, questa è una notte di libertà e di festa, durante la quale scendere in strada ed ammirare appunto le luci delle lanterne in cielo.

Cina

La Cina, a dispetto dell’immagine che ci siamo fatti nei tempi moderni, è un paese pieno di fascino e di storia. Un paese che è stato teatro di importanti scoperte che hanno cambiato il corso della storia, come la carta, la stampa, la bussola e, tristemente, la polvere da sparo.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Altri articoli interessanti sulla cultura della Cina sono quelli su Guan Yin, la Signora della Compassione, sul calendario tradizionale cinese, sul Capodanno Cinese e sulla leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese.

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Ciao, a Presto!

Max
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Pubblicato: 26/12/2023
il calendario cinese tradizionale ed i 24 periodi

Il Calendario Cinese Tradizionale origini e funzionamento

di Max Pubblicato: 17/12/2023
Cina Scritto da Max

Il Calendario Cinese Tradizionale vanta una tradizione di oltre 4.000 anni di studio delle stagioni. Infatti già nel periodo Xia (XXI – XVI sec. a.C.) e durante la dinastia Shang (XVI – XI sec. a.C.) era in uso una versione molto simile al calendario che conosciamo oggi.

Gli studi alla base del calendario si fondano sull’osservazione dei movimenti della luna e del sole e su una combinazioni di avvenimenti che durante l’anno accadono nel nostro cielo.

A differenza di quanto accade in un calendario puramente lunare, il calendario cinese utilizza solstizi ed equinozi per calcolare l’inizio e la fine delle stagioni, per questo il calendario è denominato lunisolare.

Il Calendario Tradizionale Cinese, dopo la sua creazione durante la dinastia Xia, subì vari cambiamenti ed aggiustamenti. Grazie anche al progredire delle conoscenze, i calendari successivi furono di volta in volta più precisi.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Storia del Calendario Tradizionale Cinese
  • Evoluzione del calendario cinese e sua diffusione
  • Calcolo dei mesi nel Calendario Tradizionale Cinese
  • Come si chiamano i mesi nel Calendario Cinese
  • Come si chiamano i giorni della settimana
  • Funzionamento delle stagioni nel Calendario Tradizionale Cinese
  • La numerazione degli anni nel Calendario Tradizionale Cinese
    • Il sistema di numerazione continua di tipo occidentale
    • Calcolo delle date e conteggio degli anni
    • Altri sistemi di numerazione continua
  • Successo della numerazione continua di tipo occidentale
  • Influenza nel mondo del Calendario Tradizionale Cinese
  • FAQ Calendario Cinese
    • Quanti mesi ci sono nel Calendario Cinese
    • Quanti giorni ci sono in un mese nel Calendario Cinese
    • Come si chiamano i mesi nel Calendario Cinese?
    • Come si chiamano i giorni della settimana in Cinese?
    • Che segno zodiacale è associato al 2024?
    • Che segno zodiacale è associato al 2025?
    • Che segno zodiacale è associato al 2026?
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Leggete anche il mio articolo 8 libri per un viaggio in Cina se volete ispirazione per il viaggio

Storia del Calendario Tradizionale Cinese

Il Calendario ha avuto un ruolo importante nell’antica Cina, perché questo era un paese essenzialmente rurale e gli agricoltori utilizzavano il Calendario Tradizionale Cinese per programmare le attività da svolgere durante le varie stagioni dell’anno.

La regolarità dei raccolti produceva benessere per la popolazione e ricchezza per i sovrani. Non solo, la prosperità del popolo contribuiva a legittimare il potere dei nobili, ritenuti in grado di preservare l’armonia tra Cielo e Terra.

Per questo il Calendario Tradizionale era preparato annualmente dagli astronomi di corte, come prova che il potere dell’Imperatore fosse sancito dal Cielo. Secondo la tradizione cinese già nel 2254 a.C. l’imperatore Yao ordinò uno studio dei cicli annuali del cambio delle stagioni e durante la dinastia Shang ogni anno i matematici preparavano il calendario supervisionati da un ministro dell’Imperatore.

Praticamente ogni nuova dinastia cinese pubblicò annualmente un calendario ufficiale.

Ti interessano altre notizie sul capodanno Cinese, con le date e le tradizioni?

Evoluzione del calendario cinese e sua diffusione

Nonostante la formale adozione del calendario gregoriano in seguito alla rivoluzione, nel 1912, il calendario lunisolare cinese è ancora adottato da una larga fetta della popolazione.

il calendario lunare in passato era ampiamente diffuso anche in occidente. Ne è testimone la definizione che si trova nel dizionario Treccani: “mése s. m. [lat. mēnsis, continuazione di una voce indoeuropea che significava «mese» e «luna]” che lascia intendere comei mesi nell’antichità fossero un frutto proprio dall’osservazione della luna.

L’attuale formulazione del Calendario è in voga fin dall’anno 104 a.C., quando ne fu ripristinata una versione già in uso nella dinastia Xia oltre 2000 anni prima di Cristo ed oggi è utilizzato in gran parte dell’Asia, anche se non ovunque in modo ufficiale.

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Calcolo dei mesi nel Calendario Tradizionale Cinese

Il calendario stabilisce che il giorno del Capodanno coincida con la prima luna nuova dopo l’ingresso del Sole nel segno dell’Acquario. In termini a noi più familiari la data varia di anno in anno e cade tra il 21 gennaio e il 20 febbraio.

Ma veniamo ai calcoli: anticamente si riteneva che indicativamente un ciclo completo della fase lunare fosse di circa 29 giorni e mezzo, anche se per la precisione sono 29,5306 giorni. Per comodità però vennero adottati mesi di 29 giorni, che portavano però ad un anno fatto di 354 giorni contro i 365 giorni ed un quarto (0,2422) dell’anno solare.

Siccome questa impostazione del calendario lunare a lungo andare produceva uno sfasamento delle stagioni, si idearono fin dall’antichità dei metodi per “far quadrare i conti”, come d’altro canto viene fatto nel nostro calendario con l’anno bisestile.

Il calendario tradizionale cinese prevede oggi che alcuni mesi siano di 29 giorni ed altri di 30 (come già detto il tempo esatto di un mese lunare sarebbe 29,5306 giorni), ma con questo metodo i calcoli non tornano..

Per far quadrare i conti ogni due o tre anni occorre un anno bisestile: in questi anno non si inserisce un nuovo mese, ma ne viene duplicato uno esistente secondo un calcolo complicatissimo. Basti sapere che il mese duplicato non può essere ne’ gennaio ne’ dicembre. Ogni periodo di 19 anni ha così sette anni di tredici mesi e dodici anni con dodici mesi (vedi paragrafo successivo)

Ad esempio nel 2020 è stato duplicato il quarto mese.

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Come si chiamano i mesi nel Calendario Cinese

I mesi nel Calendario cinese e nella lingua cinese non hanno un nome vero e proprio, ma si indicano con il numero del mese seguito dalla parola yuè 月 che significa anche luna.

L’inizio di ogni mese coincide con la luna nuova, ovvero quando la Luna è completamente oscurata dal sole, ovviamente per chi guarda dalla Cina, a circa 120 gradi est di Greenwich.

Per capire il numero del mese in cui ci si trova, occorre comprendere il concetto di termine principale che è il momento in cui il Sole, nel suo moto apparente attorno alla Terra, ha percorso un angolo di trenta gradi.

Il punto di partenza corrispondente a zero gradi (o 360°) coincide con la posizione del Sole il giorno dell’equinozio di primavera. Il termine principale 1 si ha tornando indietro 30 gradi, ovvero a 330 gradi, il termine principale 2 a 0 gradi, il termine principale 3 a 30 gradi, e così via.

Ogni mese prende il numero del termine principale in cui si trova. Nel caso in cui capiti che un mese si estenda su due termini principali, non si tiene conto del secondo.

Una regola importante è però che il termine principale 11, che coincide col solstizio d’inverno, deve sempre cadere nel mese numero 11. In questo modo, quando ci si trova a contare 13 lune piene tra l’undicesimo mese di un anno e l’undicesimo mese dell’anno successivo (fra due solstizi d’inverno), l’anno che segue sarà di 13 mesi.

Poiché in tale anno c’è almeno un mese che non contiene nessun nuovo termine principale, il mese che non ha un nuovo termine da cui prendere la numerazione, questo diventa un mese aggiuntivo, che porta lo stesso numero del mese precedente.

Come si chiamano i giorni della settimana

Anche i giorni della settimana non hanno un nome vero e proprio e si indicano con numeri da 1 a 6, mentre l’ultimo giorno della settimana, la domenica è detto il giorno del sole (sun – day) o del cielo.

星期一 (xīngqī yī)lunedì
星期二 (xīngqī èr)martedì
星期三 (xīngqī sān)mercoledì
星期四 (xīngqī sì)giovedì
星期五 (xīngqī wǔ)venerdì
星期六 (xīngqī liù)sabato
星期日o 星期天 (xīngqī rì o xīngqī tiān)domenica
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Funzionamento delle stagioni nel Calendario Tradizionale Cinese

Il susseguirsi delle stagioni nel Calendario Tradizionale Cinese segue un ciclo analogo a quello nostro, ma differisce in diversi particolari. La differenza più evidente consiste nelle date di inizio e fine delle stagioni, che risultano sfasate rispetto alle nostre.

Il Calendario infatti descrive l’osservazione della natura e ne segue il ciclo vitale, il nostro calendario invece utilizza convenzionalmente come inizio e fine di ogni stagione le date di solstizi ed equinozi.

Pur essendo un calendario che parte dall’osservazione dei cicli lunari, anche nel Calendario Tradizionale Cinese il solstizio d’estate ed il solstizio d’inverno sono considerate date di riferimento. Utilizzando come punto di partenza queste due date, infatti, l’anno viene diviso in 24 periodi, uno ogni 15 giorni circa, analogamente al calendario Giapponese.

Leggio il mio articolo su i 24 Periodi Solari o Microstagioni dell’anno Cinese

Calendario cinese tradizionale, come si dice buon anno in cina
Buon anno in Cinese

La numerazione degli anni nel Calendario Tradizionale Cinese

Il conteggio degli anni, in antichità, non fu concepito nel modo a cui siamo abituati. In genere gli anni venivano contati dall’insediamento del regnante di turno. Questo sistema cominciò durante la dinastia Zhou (841 a.C.) e prima di questa dinastia non è possibile datare in maniera precisa gli eventi.

Le date venivano così conteggiate dal primo anno della dinastia,fino a che una nuova dinastia prendeva il potere. Con la presa di potere ricominciava la numerazione.

Questo fino al contatto con l’occidente.

Il sistema di numerazione continua di tipo occidentale

Dopo il contatto con l’Occidente, ad opera dei missionari (soprattutto gesuiti), venne introdotto il concetto di numerazione continua. Con esso nacque l’esigenza di stabilire una data di inizio della numerazione.

Per ovvi motivi la data non poteva essere quella della nascita di Cristo, ma doveva essere legata alla tradizione del paese.

Calcolo delle date e conteggio degli anni

La storia della Cina antica si perde nella notte dei tempi pertanto sulla data effettiva della partenza del conteggio non ci fu subito un accordo, ma venne in larga parte adottata la data dell’inizio del regno dell’Imperatore Giallo.

Ma anche la data sulla quale calcolare l’inizio dei conteggi, il cosiddetto “anno zero” del calendario è discordante. Stando ad alcune correnti la data può essere fissata al 61° anno di regno, corrispondente al nostro 2.637 a.C. Altri fonti invece fissano la data di inizio del suo regno nel 2697 a.C.

Stando a questo sistema di datazione il 2024 sarebbe l’anno 4.721 dell’era cinese.

Queste date differiscono esattamente di 60 anni, in questo modo la scelta dell’una o dell’altra non incide sulle sequenze del calendario sessagenario o ciclo degli steli celesti gambo-ramo, utilizzato per lo zodiaco cinese.

Altri sistemi di numerazione continua

Altri sistemi di numerazione continua fissano diverse partenze (fonte: https://it.xcv.wiki/wiki/Chinese_calendar):

  • Yáo, dall’inizio del regno dell’imperatore Yao nel 2156 a.C. per il quale l’anno corrente sarebbe il 4177
  • Gònghé, con inizio dall’insediamento di una forma di governo pseudo repubblicana che ebbe inizio nell’841 a.C., per il quale l’anno corrente sarebbe il 2862
  • Era Confuciana, con partenza dall’anno di nascita di Confucio nel 551 a.C., per il quale l’anno corrente sarebbe il 2572
  • Numerazione dell’Unità, a partire dall’inizio del regno di Qin Shi Huang nel 221 a.C., per il quale l’anno corrente sarebbe il 2242

Successo della numerazione continua di tipo occidentale

Complice del decadimento dell’uso della numerazione per dinastia fu l’avvento della Repubblica. Utilizzare date che non ricordassero i nomi degli imperatori decaduti contribuiva infatti a delegittimarne il potere. Fu così che il primo gennaio 1912 tredicesimo giorno dell’undicesimo mese dell’anno 4609 del regno dell’Imperatore Giallo diventò il primo giorno della Repubblica Cinese. La scelta fu subito popolare anche fra gli emigrati oltreoceano e ben presto si diffuse a macchia d’olio.

Nessuno dei sistemi, che ho citato per curiosità, ha oggi una diffusione universale e la Cina attualmente adotta la numerazione degli anni a partire dalla nascita di Cristo, per semplicità immagino.

Calendario tradizonale cinese e 24 periodi dell'anno cinese--2

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Influenza nel mondo del Calendario Tradizionale Cinese

Anche in altri paesi dell’Asia sono stati adottati in passato modelli di calendari tradizionali derivanti da quello cinese. In Corea il calendario tradizionale è lo stesso, anche quello Vietnamita, ma al posto del coniglio, nello zodiaco troviamo il gatto. Il Calendario Tradizionale giapponese è simile, ma con alcune metodologie di calcolo che provocano a volte discordanze. Anche in Tibet viene usato un calendario simile, ma con nomi diversi.

In passato anche i Turchi Celesti o Göktürk, un popolo che spodestò gli Unni da una porzione di Asia centrale fino alla seconda metà del 500 d.C., adottò questo calendario contribuendo a diffonderlo dalla Mongolia all’Europa. Ne troviamo traccia addirittura in alcuni documenti dei popoli bulgari antichi.

Comune in Asia ed in India nel medioevo, se ne trova traccia negli annali rurali in Persia dove fu bandito per legge nel 1925 (e questo ne testimonia l’importanza)

In questo altro articolo sono riportati i nomi e le ricorrenze dei 24 periodi dell’anno cinese, con le relative corrispondenze nel calendario gregoriano.

Ogni periodo ha una propria denominazione derivata dall’osservazione della natura e basata sul susseguirsi delle stagioni.

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Calendario tradizonale cinese e 24 periodi dell'anno cinese--2
Scorcio della Grande Muraglia Cinese in inverno

Per imparare qualcosa in più sulla Cina cosa c’è di meglio di un libro? Leggi i miei consigli nell’articolo Otto libri per un viaggio in Cina

FAQ Calendario Cinese

Quanti mesi ci sono nel Calendario Cinese

In alcuni anni ci sono 12 mesi ed in altri ci sono 13 mesi, sono detti anni bisestili

Quanti giorni ci sono in un mese nel Calendario Cinese

Ogni mese ha 29 o 30 giorni

Come si chiamano i mesi nel Calendario Cinese?

I mesi in cinese si chiamano con il numero del mese, (mese 1, mese 2 ecc.)

Come si chiamano i giorni della settimana in Cinese?

I giorni della settimana si chiamano con i numeri (giorno 1, giorno 2 ecc) tranne la domenica che si chiama xīngqī rì giorno del sole o xīngqī tiān giorno del cielo.

Che segno zodiacale è associato al 2024?

Il 2024 è l’anno del Drago e del Legno

Che segno zodiacale è associato al 2025?

Il 2025 è l’anno del Serpente e del Legno

Che segno zodiacale è associato al 2026?

Il 2026 è l’anno del Cavallo e del Fuoco

Cina

La Cina, a dispetto dell’immagine che ci siamo fatti nei tempi moderni, è un paese pieno di fascino e di storia. Un paese che è stato teatro di importanti scoperte che hanno cambiato il corso della storia, come la carta, la stampa, la bussola e, tristemente, la polvere da sparo.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Per immergerti nell’atmosfera, prima, durante o dopo leggi un libro, magari scelto fra quelli che consiglio nell’articolo otto libri per un viaggio in Cina

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Se volete farvi un’idea della Cina moderna andando oltre gli stereotipi leggete almeno uno dei libri di Giada Messetti*: La Cina è un Aragosta (2025)*, La Cina è già qui (2023)* o Nella Testa del Dragone (2023)*, disponibili anche come audiolibri si Audible (potete sfruttare la prova gratuita di 30 giorni*), ve li consiglio vivamente.

Altri articoli interessanti sulla cultura della Cina sono quelli su Guan Yin, la Signora della Compassione, sul calendario tradizionale cinese, sul Capodanno Cinese e sulla leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese.

Scopri le destinazioni più interessanti come Hong Kong, il porto profumato o la riserva di Chengdu con i suoi Panda Giganti.

Ciao, a Presto!

Max
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Pubblicato: 17/12/2023
Neang Bok Neang Boy - Nang Kwak

Nang Kwak: chiama la fortuna in Thailandia e Cambogia 

di Max Pubblicato: 17/12/2023
Thailandia Scritto da Max

Se avete visitato un negozio nel sud est asiatico avrete certamente incontrato una statuetta che si chiama Nang Kwak in Thailandia o Neang Bok Neang Boy in Cambogia. 

Nang Kwak è uno spirito benevolo. I commercianti e le famiglie in genere ritengono che porti fortuna, denaro e prosperità, alla famiglia o all’attività. È la divinità protettrice di tutti i mercanti e venditori e le sue immagini o le statuette sono spesso in bella mostra sul bancone delle attività commerciali in Thailandia e Cambogia.

A dire la verità molti non la notano, ed anche io nel primo viaggio in Cambogia proprio non ci avevo fatto caso, preso com’ero da tutte le novità appariscenti di un posto nuovo.

Quando però ne ho notato la presenza ho constatato che quasi ogni negozio ne ha una. 

Va detto che non è certo una immagine che troverete riproposta in ogni colore e dimensione nelle e bancarelle o nei negozi di souvenir, tant’è che per acquistarne una in Cambogia ho dovuto ricorrere ad un negozio specializzato. 

Curiosità delle curiosità, molto spesso le persone che la espongono nel loro negozio non ne conoscono il nome, ne’ tantomeno la storia, soprattutto in Cambogia, tant’è che se proverete a cercare informazioni in rete su Neang Bok Neang Boy non ne troverete affatto.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Chi è Nang Kwak (Neang Bok Neang Boy)

D’ora in poi mi riferirò a Nang Kwak, per non appesantire la lettura, ma tutto quello che leggerete può essere riferito anche a Neang Bok Neang Boy, con poche sottili differenze.

L’origine di Nang Kwak viene più dal folklore popolare che dalla tradizione buddista, ma si sa che in Thailandia, Cambogia ed in generale nel sud est asiatico le varie religioni e le tradizioni folkloristiche si fondono in un insieme difficilmente distinguibile e piacevolmente integrato.

Col tempo quindi Nang Kwak ha assunto il rango di Bodhisattva o di divinità domestica che porta fortuna e prosperità, attirando i clienti nei negozi o nelle attività commerciali.

Ci sono diverse leggende legate alla tradizione di Nang Kwak, che riporto in un capitolo a parte.

Artigiani che producono statue di agarwood di Neang Bok Neang Boy - Nang Kwak in Cambogia a Sem Monorom
Artigiani che producono statue di agarwood di Neang Bok Neang Boy – Nang Kwak in Cambogia a Sem Monorom
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La figura di Nang Kwak nelle statue e nei dipinti

Nang Kwak è rappresentata come la figura di donna (Nang in Thailandese e Neang in Cambogiano significano appunto donna) vestita con un abito in stile Thai/Khmer, spesso colorato di rosso. 

Il braccio destro è alzato all’altezza della spalla, piegato e con la mano ferma in un gesto come di richiamo. La mano sinistra di solito è appoggiata sul fianco o sorregge una borsa (che dovrebbe essere piena d’oro).

Quadretto di Neang Bok Neang Boy - Nang Kwak in Cambogia
Quadretto di Neang Bok Neang Boy – Nang Kwak in Cambogia

La figura prende i suoi caratteri iconografici da diverse immagini della tradizione:

  • Mae Pop Sop, la Dea Siamese del riso. Questa è una divinità legata alle antiche tradizioni più che ad una religione vera e propria ed è anche conosciuta come Mae Khwan Khao o Madre della prosperità del riso. 
  • Radici più antiche vanno ricercate nella figura della dea Lakshmi. Lakshmi è modernamente associata al denaro, ma storicamente è più corretto definirla la dea dell’abbondanza e della prosperità in senso ampio. La figura è anche legata al culto della dea Indù Bagavathi, che si identifica con le Dee Indù Lakshmi e Durga.
  • La posizione della mano che chiama i clienti o i potenziali avventori è molto simile a quella della figura Giapponese di Maneki Neko, il Gatto che chiama o il Gatto della fortuna

In Thailandia e Cambogia quasi tutti i negozi e le attività commerciali hanno una statuina o un poster di Nang Kwak, di solito sul bancone o vicino al santuario degli antenati che è presente in ogni casa ed in ogni negozio. 

I poster possono essere di carta o di tessuto, mentre le statue possono essere in legno profumato di agarwood, in altri tipi di legno profumato o in plastica colorata.

Di solito più il negozio è prospero e più la statua ha un aspetto prezioso, anche se non mi è mai capitato di vedere una di queste statue in metallo, ma solo in legno o materiale plastico.

Meno comune è l’uso di portare la statuina come un ciondolo appeso alla collana.

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La leggenda di Nang Supadee, dall’Induista Subhavadi

La tradizione buddista identifica Nang Kwak con Nang Supawadee o Subhavadi, la figlia di una di una famiglia di piccoli commercianti nell’India agli albori del Buddismo. 

Neang Bok Neang Boy Nang Kwak
Neang Bok Neang Boy in un alberghetto (nord ovest della Cambogia)

Secondo questa leggenda, in una piccola cittadina dell’India c’era una bambina di nome Supawadee, figlia di due piccoli commercianti che si guadagnavano da vivere con un piccolo banco al mercato. Per poter risparmiare qualcosa per la vecchiaia decisero quindi di espandere un po’ il loro giro, cominciando con l’acquisto di un carretto, che avrebbe permesso loro di frequentare anche altri mercati fuori città e di guadagnare qualcosa in più.

A volte, Supawadee accompagnava i suoi genitori nelle trasferte in altri villaggi e fu così che, durante una di queste trasferte, dopo aver seguito il sermone di un Monaco si convertì al buddismo.

Il monaco che era anche un Arahant, ovvero un illuminato, volle quindi premiare sua fede e la sua devozione. Facendo appello a tutti i suoi poteri di pensiero e concentrazione le concesse il dono che dovunque lei fosse stata presente, avrebbe portato propsperità e fortuna e gli affari sarebbero andati a gonfie vele.

La leggenda di Supawadee si diffuse in Thailandia e Cambogia con la diffusione del buddismo e dell’Induismo nel sudest asiatico. I Bramini portarono statue di Supawadee raffigurata come una giovane ragazza seduta su un carro. Col tempo il nome è diventato Nang Kwak e le raffigurazioni sono quelle di una donna in ginocchio con la mano destra alzata che fa cenno ai clienti e con la mano sinistra che tiene una borsa d’oro appoggiata in grembo. 

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Leggenda del Ramakian

Un’altra leggenda thailandese presenta Nang Kwak come la donna che difese un re da un demone nell’epopea del Ramakian, la versione thailandese del poema epico Ramayana.

Anche in questa versione la devozione di Nang Kwak e la sua abnegazione per il prossimo portano buoni affari e prosperità a chi le sta intorno.

Templi thailandesi con statue di Nang Kwak

Nang Kwak non appare nei templi thailandesi così frequentemente come altre figure mitologiche. C’è una statua al Wat Phra Prang Muni, nella provincia di Sing Buri e c’è anche una statua antica nel monastero di Ban Phon Bok a Sakon Nakhon. 

Alla base di questa statua c’è un’iscrizione che recita: ธรรมไม่กลับมาโลกาจะวินาศ Se il Dharma non ritorna, il mondo morirà, a dimostrazione che Nang Kwak è una figura che presiede anche alla ricchezza spirituale.

Riferimenti in rete

Nang Supawadee: https://www.amuletcity.com/biograpphy-of-nang-kwak

Nang Kwak: https://en.wikipedia.org/wiki/Nang_Kwak

Nang Kwak: https://mysakonnakhon.com/nang-kwak-thailand-goddess-of-wealth-good-luck/

Nang Kwak: https://mythlok.com/nang-kwak/

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

Volete organizzare un viaggio con me? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Viaggiare qui è facile: tuktuk, motorini, voli convenienti e regolari servizi di autobus vi portano ovunque. Senza dimenticare l’originale viaggio in barca veloce per passare la frontiera sul Mekong

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Cambogia
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Pubblicato: 17/12/2023
Nian Shou il mostro del capodanno cinese

La leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese

di Max Pubblicato: 05/12/2023
Cina Scritto da Max

Cosa c’entra Nián Shòu? Le tradizioni del Capodanno cinese affondano le loro radici nel passato e risalgono a migliaia di anni fa. Oggi il Capodanno è un momento per godersi la famiglia e gli amici, per ricordare gli antenati, per festeggiare e per regalare le “buste rosse”, di buon auspicio per un nuovo anno pieno zeppo di fortuna e di denaro.

Fra le usanze più evidenti del Capodanno Cinese ci sono i fuochi di artificio e le decorazioni  di colore rosso ed alla base di queste tradizioni si raccontano leggende e storie antiche, come quella che ho riportato nell’articolo sul Capodanno Cinese 2024. 

La stessa storia esiste in varie versioni e una di queste è una sorta di versione per bambini, più semplice, ma a mio avviso anche più simpatica e facile da ricordare. 

O forse semplicemente più adatta alla mia immaginazione?

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • La leggenda di Nian, il mostro del Capodanno Cinese
  • Il rosso colore di buon auspicio e rumore per scacciare i mostri
  • La danza Nián Shòu
  • Conoscere il Nián Shòu divertendosi
  • Per saperne di più sulla Cina

La leggenda di Nian, il mostro del Capodanno Cinese

C’era una volta… in una galassia lontana lontana… 

Ok, Star Wars non c’entra, ricomincio. C’era una volta, molto tempo fa, un mostro di nome Nian. (che in cinese semplificato si scrive: 年兽 – o nián shòu). Solo per curiosità 年 Nian in cinese significa anche Anno. 

Nián Shòu era un mostro, come ce ne sono tanti nell’antica tradizione cinese, con grandi zanne, lunghe corna e un aspetto spaventoso. All’inizio di ogni anno, faceva la sua comparsa in un piccolo villaggio e seminava il terrore, divertendosi un mondo a spaventare tutti quelli che incontrava.

La leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese
La leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese

Proprio per questo motivo gli abitanti del villaggio si rintanavano nelle loro case ed aspettavano che il mostro se ne andasse, già consapevoli che l’anno dopo sarebbe tornato.

Probabilmente sarebbe andata avanti per sempre, ma un anno uno degli abitanti del villaggio si scordò del Capodanno e uscì di casa indossando una splendida tunica rossa. 

Nián Shòu girando per il villaggio in cerca di persone da spaventare, girando un angolo se lo trovò davanti improvvisamente. Entrambi ebbero un sobbalzo e scapparono. Il ragazzo dalla tunica rossa per lo spavento lanciò in aria il suo secchio di metallo che cominciò a rotolare giù per la collina proprio nella direzione verso la quale stava fuggendo Nian, sbattendo ovunque e facendo un gran fracasso.

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Il rosso colore di buon auspicio e rumore per scacciare i mostri

Nian, credendo di essere inseguito dal ragazzo dalla tunica rossa cominciò a correre ancora più veloce e si dileguò nella foresta.

L’abitante del villaggio con orgoglio raccontò allora a tutti della sua favolosa avventura: la sua tunica rossa aveva spaventato Nian ed il rumore del secchio lo aveva fatto scappare. 

Questa fu proprio una scoperta! L’anno successivo gli abitanti del villaggio si prepararono: quando Nian apparve tutti nel villaggio corsero a prendere dei drappi rossi, sonagli e campanelli e cominciarono a fare baccano, agitando i drappi.

Fu così che Nian scappò via e gli abitanti del villaggio non lo videro mai più.

Ecco perché ancora oggi in Cina, alla vigilia del Capodanno cinese, c’è l’usanza di addobbare le case col colore rosso, agitare sonagli e fare rumore con petardi e fuochi d’artificio.

È per spaventare gli spiriti maligni, e anche Nian, nel caso in cui sia ancora in giro.

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La danza Nián Shòu

Per questo motivo, la danza Nián, oggi nota come Danza del Leone, viene eseguita ogni anno alla vigilia del Capodanno cinese e, siccome viene ritenuta di buon auspicio, anche in numerose altre occasioni.

Una piccola curiosità: secondo la tradizione, il Capodanno cinese o la Festa di Primavera vengono anche chiamati “Guo Nian”, che significa sopravvivere all’attacco del Nian.

Conoscere il Nián Shòu divertendosi

La leggenda del Nián Shòu è stata raccontata in mille occasioni, ma il modo che ho trovato più divertente è stato quello del 12° episodio della seconda stagione di Kung Fu Panda Il Cavaliere Dragone su Netflix. L’episodio si intitola: Un Epico Capodanno Lunare e racchiude in se’ la storia del Nián Shòu e le tradizioni sul Capodanno Cinese.

Assolutamente da vedere!

Cina

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Pubblicato: 05/12/2023
Pre Rup, classico tempio-montagna basato sulla forma del monte Meru

Il Monte Meru nel Buddismo e nell’Induismo

di Max Pubblicato: 08/11/2023
Indocina Scritto da Max

Monte Meru

Il Monte Meru rappresenta la Montagna Sacra ed il centro dell’universo nella mitologia induista ed in quella buddista.  Bisogna chiarire che il Monte Meru non è esattamente un luogo geografico e su di una cartina non lo si trova così come è descritto nella mitologia. Sulla cartina si trova invece il Monte Meru geografico che si trova in Garhwal, nell’area himalayana nel cuore dell’Uttarakhand, dove si trova il ghiacciaio Gangotri, dal quale nasce il Sacro Gange o Ganga.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Monte Meru
  • Il Monte Meru nell’Induismo
  • Il Monte Meru nel Buddismo
  • Per saperne di più sull’Indocina

Il Monte Meru nell’Induismo

Nell’Induismo il Monte Meru segna il centro dell’universo si trova nella regione dei paradisi mentre sulla sua cima, a nord, si trova il paradiso di Indra e al di sopra splende la Stella del Nord.

Nella mitologia il monte Meru viene descritto tanto alto da raggiungere il cielo, dove brilla la stella polare. Dalla cima scende il Gange. Il fiume celeste che rappresenta sia l’energia vitale che la coscienza suprema scende sul monte Meru e scorre in quattro direzioni diverse. 

Nei Purana, testi sacri induisti, Meru è descritto come una divinità ed è legato a Vayu, il dio del vento, 

La mitologia racconta che durante un conflitto Vayu staccò a Meru un fianco della montagna, che cadde nell’oceano e formò un’isola a sud di Bharatavarsha, lo Sri Lanka.

Pre Rup, classico tempio-montagna basato sulla forma del monte Meru
Pre Rup, classico tempio-montagna basato sulla forma del monte Meru

Il Devi-bhagavatam, uno dei testi sacri dello Shaktismo, una corrente dell’induismo che venera la forma femminile della Divinità Suprema, descrive anche cosa sta intorno a Meru. A est di Meru si trova la città di Indra, dove risiedono gli dei, a sud quella di Yama, il signore della Morte, a ovest la città di Varuna, dove il sole tramonta e a nord la città della Luna. Intorno a Meru infine ruota il sole.

Il Monte Meru nel Buddismo

Nel Buddismo il Monte è considerato il centro del mondo, in senso esoterico e sul piano sottile, ed il Buddismo Tibetano lo riconosce nel monte Kailash, nel Tibet occidentale.

Anche la tradizione Buddista fornisce la descrizione dettagliata della Montagna e la rappresenta come una piramide rovesciata a base quadrata dove ogni faccia è di un materiale diverso: la faccia est di cristallo, quella sud di lapislazzuli, la faccia ovest di rubino e quella nord di minerali d’oro. 

La base quadrata è circondata da un mare quadrato, circondato a sua volta da un quadrato di montagne, a sua volta circondato da un oceano. Ci sono sette mari e sette catene montuose che lo circondano, prima di giungere al vasto mare esterno che forma la superficie del mondo, dove i continenti sono solo piccole isole. Il mondo conosciuto si trova sul continente di Jambudvipa, a sud di del Monte Meru.

Monte Meru

Il Mandala illustra le immagini indiane introdotte in Cina con l’avvento del buddismo esoterico. Al centro si trova il mitologico Monte Meru, rappresentato come una piramide rovesciata sormontata da un loto, simbolo buddista di purezza. I simboli tradizionali cinesi per il sole (uccello a tre zampe) e la luna (coniglio) compaiono alla base della montagna. Ai quattro punti cardinali ci sono i quattro continenti della mitologia indiana, ma seguono le convenzioni dei paesaggi “blu e verdi” in stile cinese. Il fitto bordo floreale deriva dalle immagini del Tibet centrale, dai monasteri legati alla corte della dinastia Yuan. (via Wikimedia Commons)

La mitologia lo descrive come immenso, con la base che sprofonda nell’oceano e con la cima che si innalza nel cielo. Nel monte un albero affonda le radici nella base e spunta dalla cima oltrepassando il cielo.

Il monte è inoltre suddiviso in livelli: quattro superiori ed otto inferiori o sommersi ed è abitato dagli Asura, semi-dei o demoni che vivono nelle grotte della terra ed in quelle dell’oceano che formano quattro città.

Sotto la montagna si estendono i livelli infernali: otto livelli per gli inferni caldi ed otto per gli inferni freddi, Gli inferni sono abitati dai preta (esseri affamati) tormentati dalla fame e dalla sete

Templi Montagna di Angkor come il Bakong e il Phnom Bakheng furono costruiti per essere una rappresentazione del Monte Meru.

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Pubblicato: 08/11/2023
storia dei nomi di Saigon

I molti nomi di Saigon nei secoli

di Max Pubblicato: 18/10/2023
Indocina Scritto da Max

I cento nomi di Saigon e la storia di Ho Chi Minh City

Anche se cento nomi può essere un po’ esagerato, vero è che Saigon, nel corso dei secoli ha cambiato spesso nome, a seconda dei regnanti di turno e, diciamocelo, l’ultimo nome, fra tutti, è quello che ispira meno.

Le prime testimonianze risalgono al IV secolo d.C., quando la parte meridionale del Vietnam faceva parte del Regno di Funan ed i primi insediamenti si trovavano più o meno nella posizione dove oggi sorge la Pagoda di di Phung Son.

Leggi anche: Cosa vedere a Saigon – Ho Chi Minh City

Indice

  • I cento nomi di Saigon e la storia di Ho Chi Minh City
  • Dal XI secolo al periodo coloniale
  • Periodo coloniale francese in Indocina
  • Saigon e la divisione del Vietnam
  • La guerra del Vietnam
  • Fine della guerra del Vietnam
  • Per saperne di più sull’Indocina

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Dal XI secolo al periodo coloniale

Assoggettata a vari regnanti, nell’XI secolo, durante il Regno Champa, la città era nota con il nome di Baigur, ma già nel corso del XII secolo l’Impero Khmer prese possesso della città, cambiandole nome in Prey Nokor. 

Prey Nokor divenne ben presto molto importante, per il suo porto e grazie alla vicinanza con la fertile regione del Delta del Mekong. 

Grazie al matrimonio tra una principessa Nguyen, vietnamita, con il re Khmer Chey Chettha II nel 1620, i rapporti tra Vietnamiti e Khmer divennero più pacifici ed i coloni vietnamiti si insediarono nell’area di Saigon e nella regione del Delta del Mekong.

L’Impero Khmer volgeva però al tramonto e quando la guerra civile spinse migliaia di vietnamiti e di cinesi verso i territori della regione del Delta, la dinastia Nguyen, ne approfittò prendendo ufficialmente il controllo della regione ed insediando una propria amministrazione (1679-1698).

storia dei nomi di Saigonc100
Vista della città dall’alto

Successivamente, nel 1788, Nguyen Anh conquistò la città grazie all’aiuto di mercenari francesi e nel giro di un paio d’anni Victor Olivier de Puymanel fece costruire una fortificazione sullo stile Vauban Francese. La città prese allora il nome di Gia Dịnh, o Thanh Bat Quai (Otto diagrammi)

Dal 1858 al 1862, i Francesi e gli Spagnoli affrontarono i Vietnamiti della dinastia Nguyen nella storica “Campagna di Cocincina”, durante la quale (1859), la cittadella fortificata fu distrutta.

Nel 1862 l’imperatore Tu Duc firmò il Trattato di Saigon, con il quale consegnò i territori della regione del Delta del Mekong alla Francia.

La regione fu denominata Cocincina dai Francesi e Gia Dinh assunse il nome di Saigon

Periodo coloniale francese in Indocina

Durante il periodo coloniale i Francesi modernizzarono la città con importanti infrastrutture, palazzi e ville, tanto da far diventare famosa Saigon agli inizi del XX secolo la Perla dell’Estremo Oriente.

storia dei nomi di Saigonc100
Vicoli della città

Saigon e la divisione del Vietnam

Durante la Seconda Guerra Mondiale, le truppe Giapponesi invasero il Vietnam e la popolazione subì ogni sorte di soprusi e violenze da parte degli occupanti, mentre formalmente il territorio rimaneva sotto il dominio francese. Alla fine della guerra Ho Chi Minh, sfruttando la momentanea debolezza della Francia, colse l’occasione e proclamò l’indipendenza del Vietnam. I francesi non intendevano però rinunciare così facilmente alla propria colonia e in un tentativo di riprendere il controllo del Paese, diedero inizio alla Prima Guerra d’Indocina (1946-1954).

La Guerra terminò con la divisione del Vietnam lungo il 17mo parallelo: da una parte il Vietnam del Nord, filocomunista, con a capo Ho Chi Minh e capitale Hanoi, e dall’altra il Vietnam centro-meridionale, sotto la guida di Ngo Dinh Diem e con capitale Saigon. 

heymondo 10 lungo

La guerra del Vietnam

Ho Chi Minh, che sognava di riunificare i due Vietnam, cominciò allora a finanziare i movimenti rivoluzionari nel sud del paese, che con azioni di guerriglia puntavano a destabilizzare il regime. 

Leggi anche: I tunnel di Cu Chi: le gallerie della guerra in Vietnam

Nel 1960, nasceva il Fronte di Liberazione nazionale (FLN o Vietcong), sostenuto da Russia e Cina con l’obiettivo di rovesciare Diem e di riunificare il paese. 

Contemporneamente cresceva la presenza americana nel Vietnam del sud.  Nel 1963, con il tacito assenso degli USA, Diem veniva assassinato e rimpiazzato da una giunta militare, l’anno doppo moriva anche J.F. Kennedy che veniva sostituito da Lindon Johnson.

Il 4 agosto 1964, accadde l’irreparabile: Lindon Johnson annunciò che le navi da guerra americane erano state attaccate dalla Repubblica Democratica del Vietnam nel Golfo del Tonchino. Grazie a questa che pare ancora oggi essere solo un’invenzione o, come si direbbe oggi, una bufala, il Congresso degli Stati Uniti approvò la cosiddetta “Risoluzione del Golfo del Tonchino”, cominciando così la Seconda Guerra d’Indocina(1965-1975), meglio conosciuta come Guerra del Vietnam.

Sul Vietnam vennero riversate 400.000 tonnellate di Napalm, a volte mischiate col fosforo bianco, un agente che al contatto con l’aria si incendia e può bruciare sulla pelle per ore. Accanto alle bombe gli americani inondano il Vietnam con 41 milioni di litri di agente arancio, un composto chimico devastante, responsabile nell’immediato di bruciature alle persone, danni alla fauna e deforestazione, mentre nel lungo termine è la causa di cancro, malattie e deformazione nei feti, solo per citare le cause più eclatanti.

Fine della guerra del Vietnam

Dopo dieci anni di conflitto con episodi indegni di un paese che si definisce democratico, dopo milioni di morti e una grandissima devastazione umana e ambientale, dal 1973 al 1975 gli Stati Uniti si ritirarono progressivamente dal Vietnam e le truppe di Ho Chi Minh entrarono a Saigon e costrinsero il Vietnam del Sud alla resa.

La città fu rinominata Ho Chi Minh City, in onore del “grande padre” del Vietnam.

Nonostante siano passati decenni, tutt’oggi la popolazione locale continua a chiamare la propria città Saigon e non Ho Chi Minh City. 

Per saperne di più sull’Indocina

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