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Articoli Recenti

museo delle cere anatomiche luigi cattaneo

Museo delle Cere Anatomiche Luigi Cattaneo a Bologna

di Max Pubblicato: 03/03/2023
Italia Scritto da Max

Il Museo delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo”, allestito dal 1908, si trova al secondo piano dell’Istituto di Anatomia umana normale di Bologna, in via Irnerio 48.

La collezione fu allestita a partire dal 1908, e vuole essere la testimonianza del percorso di ricerca degli appassionati studiosi dela scienza medica nel corso del XVIII e del XIX secolo.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Cenni storici sulle cere anatomiche
  • Altre esperienze precedenti in tema cere anatomiche
  • Alternative al Museo delle Cere Anatomiche
  • Approfondimenti sul Museo delle Cere Anatomiche
    • INFORMAZIONI UTILI DAL SITO UFFICIALE

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cenni storici sulle cere anatomiche

A partire dal XVIII secolo, col perfezionarsi delle conoscenze anatomiche del corpo umano, gli studiosi e gli appassionati convogliarono i loro sforzi sullo studio delle patologie, cercando di esplorarne cause ed effetti, allo scopo di trovare possibili soluzioni.

Il Museo è chiamato normalmente Museo Delle Cere Anatomiche perché espone modelli di parti del corpo umano realizzate allo scopo di favorire lo studio dell’anatomia e delle relative patologie.

A suo tempo il museo fu intitolato a Luigi Cattaneo, docente dell’Istituto di Anatomia umana normale di Bologna al quale si deve la riscoperta e la valorizzazione delle originarie collezioni di Anatomia umana a partire dagli anni settanta dello scorso secolo.

Lacollezione fu ripristinata infatti a quella che è l’attuale esposizione, dopo essere stata gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Museo delle cere anatomiche Bologna
Museo_delle_cere_anatomiche_Bologna

Altre esperienze precedenti in tema cere anatomiche

Oliviero Spada nel suo articolo su Milanofree, scrive:

“L’idea di un simile Museo nasce nel lontano 1742 per merito di Papa Benedetto XIV il quale commissionò all’accademico Ercole Lelli, di progettare una camera anatomica che contenesse statue e modelli in cera riguardanti il corpo umano. Il Lelli fu anche il fondatore della “ceroplastica anatomica” che, nel tempo, si è perfezionata sempre meglio, tanto che il visitatore non può che rimanere stupito dalla perfetta efficacia didattica delle figure esposte.”

Altre iniziative minori sono tate dimenticate nel corso dei secoli, ma il fervore che suscitava l’argomento è evidente ed il suo contributo alla scienza innegabile.

Alternative al Museo delle Cere Anatomiche

Un altro Museo simile a quello presentato in questo articolo è il Museo di Anatomia Umana di Torino.

Anche qui troviamo un’esposizione di cere anatomiche del XVIII e del XIX interessante e ben curata.

Approfondimenti sul Museo delle Cere Anatomiche

Archivio fotografico dell’Università di Bologna

Sistema Museale di Ateneo: Collezione delle cere anatomiche LUIGI CATTANEO

Immagini su Wikimedia

Pagina del Museo delle Cere Anatomiche Luigi Cattaneo su Wikipedia

Archivio del sito del museo (archivio storico su webarchive – interessante, ma lento a caricare)

Immagine di copertina: Patafisik, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

INFORMAZIONI UTILI DAL SITO UFFICIALE

INDIRIZZO

  • Via Irnerio, 48 – 40126 Bologna

CONTATTI

  • +39 051 2091556
  • Sito Ufficiale: sma.cereanatomiche@unibo.it

ORARI

  • Orario invernale 1 settembre – 31 maggio 
  • Da martedì a venerdì: 9.00 – 13.00 
  • Orario estivo 1 giugno – 31 luglio
  • Da martedì a venerdì: 10.00 – 13.00

    Chiusure 

Lunedì, sabato, domenica e festivi, 1-31 agosto, dal 24 dicembre al 2 gennaio (compresi)

Il sabato, la domenica e i festivi, la Collezione sarà accessibile solo partecipando ad eventuali visite guidate, laboratori didattici ed eventi in programma.

PREZZI

Ingresso gratuito

PRENOTA ONLINE IL TUO INGRESSO GRATUITO

Altre info sul sito ufficiale

Pubblicato: 03/03/2023
La battaglia della Arance al Carnevale Storico d'Ivrea 2023-27

Carnevale Storico d’Ivrea 2023 – Battaglia delle Arance

di Max Pubblicato: 22/02/2023
Italia Scritto da Max

La Battaglia della Arance al Carnevale Storico d’Ivrea 2023.

In questo articolo poche parole, solo alcune immagini del martedì grasso allo Storico Carnevale di Ivrea 2023.

Prossimamente un articolo sul carnevale e su come organizzarsi per vedere il Carnevale Storico d’Ivrea 2024.

Se volete saperne di più sulle tradizioni del Carnevale d’Ivrea leggete questo articolo o la pagina della Città d’Ivrea e seguite il blog.

Vedi la galleria completa su Facebook o seguimi su Instagram per i video.

La sfilata per le vie del paese

Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
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Momenti della battaglia delle arance

Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
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Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1

Finisce la battaglia e sfila la Mugnaia

Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
La Mugnaia 2023
Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1

Vince l’amicizia al Carnevale Storico d’Ivrea

La battaglia è solo un gioco e, una volta finita, i contendenti si scambiano un gesto di rispetto e solidarietà, un bel messaggio.

Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1
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Carnevale Storico Ivrea 2023 - la battaglia delle arance -1

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Max
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Pubblicato: 22/02/2023
Viaggio in Cambogia come arrivare cosa fare cosa vedere 102

Viaggio in Cambogia: consigli ed informazioni pratiche

di Max Pubblicato: 19/02/2023
Indocina Scritto da Max

Cose da sapere prima di partire per un viaggio in Cambogia

In questo articolo ho raccolto un po’ di informazioni pratiche per un viaggio in Cambogia. Un elenco di cose da sapere se si sta organizzando una vacanza nel paese erede del Regno Khmer, cominciando da come arrivarci, a come fare il visto, fino a come muoversi all’interno del paese.

Non resta che comprare un biglietto e partire per la Cambogia, alla scoperta di questo incredibile paese

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Guide e libri per la Cambogia

Pianifica subito la visita: acquista la nuova versione della guida* della Cambogia della Lonely Planet. La guida del National Geographic* sulla Cambogia, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

Più viaggiatori e meno turisti in Cambogia

Paese che vai usanza che trovi. Quando si arriva in un paese nuovo, come è il caso di un viaggio in Cambogia, è consigliabile farsi almeno un’idea degli usi e costumi del luogo, per avere la consapevolezza di come comportarsi. 

Viaggiatori e non turisti, sembrerà banale e scontato, ma è il mio mantra e non voglio mettere delle etichette, che è un modo di ragionare che non mi appartiene. Essere viaggiatore per me vuol dire entrare nello spirito del luogo, interagire con le persone, portare a casa un’emozione o un insegnamento e tornare arricchito interiormente.

Fatta questa pedante disquisizione :-) che non volevo fare, soprattutto in Asia non tutti i comportamenti sono scontati, quindi meglio sapere almeno cosa è appropriato e cosa non lo è, per evitare di trasmettere e anche di recepire messaggi sbagliati.

Il modo di comportarsi in Cambogia è simile a quello di altri paesi buddisti e la parola d’ordine è la moderazione, quindi moderazione nei comportamenti e anche nei modi di vestire.

Monaco in Cambogia
Monaco in Cambogia

Alcuni consigli su come comportarsi in Cambogia

Prima di tutto quando entrate in una casa o in un tempio togliete le scarpe. Se la cosa vi può dare fastidio, portatevi dei calzini di ricambio in una busta di plastica da usare in queste occasioni o quando entrate in un tempio.

Vi assicuro che non capita nulla se andate a piedi nudi, salvo che inizierete ad apprezzare il contatto con il terreno. Non in tutti i templi è richiesto, lo capite se vedete le scarpe all’esterno, in ogni caso togliersi le scarpe non è vietato, quindi, se volete farlo, non esitate.

A differenza del nostro paese, mostrare troppa pelle può mettere in imbarazzo, quindi se non siete in spiaggia, meglio coprirsi, evitando shorts e canottiere o toppini succinti, soprattutto nelle zone rurali.

Quando indicate cose e persone usate la mano aperta e non un dito, non è appropriato.

Camminate con attenzione, senza invadere strade e marciapiedi, parlate con tono di voce moderato e, quando siete è in pubblico, evitate le effusioni.

Chiedete sempre prima di fare una foto, anche solo con un cenno del capo, le persone di solito sono ben predisposte. Non usate la mano sinistra per dare o ricevere qualcosa e per dimostrare che quel che state dando o ricevendo è importante, usate entrambe le mani.

Se riuscite imparate alcune frasi nella lingua locale, predispone bene chi vi ascolta. Potete usare il frasario della Lonely Planet* per fare un po’ di pratica.

Viaggio in Cambogia come arrivare cosa fare cosa vedere 100
Monaco in Cambogia

Come arrivare in Cambogia

Se per il vostro viaggio in Cambogia decidete di usare l’aereo, Bangkok è lo scalo più comodo per prendere un volo per Phnom Penh o per Siem Reap. Gli aerei per la capitale cambogiana decollano anche da Singapore, Kuala Lumpur, Hong Kong, Ho Chi Minh (Saigon), Vientiane e Guangzhou. 

Il principale aeroporto del paese è Pochentong, che si trova a 7 chilometri da Phnom Penh, ma anche Siem Reap è un aeroporto con un traffico importante dai vicini paesi.

Arrivare in Cambogia via terra

Le strade oggi sono molto più sicure e percorribili di quanto non lo siano state in passato, pertanto anche l’ipotesi via terra è da tenere in considerazione. 

Si può arrivare dalla Thailandia con una combinazione di battelli e autobus attraverso la provincia thailandese di Trat e raggiungere la cittadina costiera di Krong Koh Kong. Meno consigliabile il valico di Poipet, città di frontiera nota per i suoi traffici fra Cambogia e Thailandia, una destinazione per viaggiatori esperti e curiosi.

Dal Vietnam ci sono autobus e taxi collettivi che, partendo da Ho Chi Minh City portano al valico vietnamita di Moc Bai, ma è possibile anche arrivare a Phnom Penh percorrendo il Delta del Mekong con una delle tante crociere che partono da Can Tho o Chau doc. 

Attenzione al visto, se avete quello elettronico non tutti i punti di frontiera lo accettano (vedi in seguito)

Da Phnom Penh (Cambogia) a Chau Doc (Vietnam) in barca e viceversa

Diverso invece il collegamento da Phnom Penh a Chau Doc, in Vietnam, per il quale esistono diverse compagnie che oltre a trasportarvi da un paese all’altro, si occupano anche del visto d’ingresso nell’uno o nell’altro paese.

La barca parte alle 7:30 da Chau Doc e alle 12:30 da Phnom Penh e il viaggio dura circa tre ore e mezza. Ci sono però due frontiere da passare e le formalità per i visti d’uscita e d’entrata possono durare in totale da un’ora e mezza a tre ore. In pratica il viaggio si può allungare a oltre 5 ore.

L’imbarco a Chau Doc si trova al Chau Doc Tourist Harbour vicino al Victoria Chau Doc Hotel, 1 Le Loi Street, Chau Doc town, An Giang Province, Vietnam, il telefono è +84296.3562771, partenza 7:30

Viaggio in Cambogia frontiera con il Vietnam
Viaggio in Cambogia frontiera fra Vietnam e Cambogia lato cambogiano

L’imbarco a Phnom Penh si trova al Numero 103, Sisowath, SK Phnom, Kh Daun Penh, Phnom Penh, Cambogia, il telefono è +85-512932346, partenza 12:30

ll prezzo per la tratta in un senso o nell’altro è di 36 dollari e 30 centesimi (oltre al costo del visto d’ingresso nel paese.

I contatti per il servizio sono: info@chaudoctravel.com –  ChauDocTravel.com – Tel.: +84 912217448

Monete, banconote e altro per il viaggio in Cambogia

In Cambogia la valuta locale è il Riel, ma attualmente la valuta più utilizzata nel paese per il turismo è il dollaro americano. Se prevedete di cambiare in Riel anche gli euro vanno bene. Per avere un po’ di dollari potete cambiare gli euro prima di partire o cambiare in dollari all’aeroporto.

Potete anche prelevare i soldi direttamente all’ATM in Cambogia, ovviamente solo nei maggiori centri. 

Gli ATM della Cambogia distribuiscono sia Dollari che Riel. Per il vostro viaggio in Cambogia meglio prelevare dollari e cambiare in Riel solo il necessario, i riel non possono essere cambiati al di fuori della Cambogia.

Il prelevamento avrà un costo, applicato in parte dalla vostra banca ed in alcuni casi anche dalla banca locale. Tenetene conto e chiedete alla banca prima di partire i costi per prelevare all’estero con bancomat e carta di credito. Chiedete anche se è il caso di avvisare che andrete all’estero, a volte le banche bloccano le carte se ci sono prelevamenti da luoghi inusuali.

Spesso in hotel, ristoranti e negozi dei posti più frequentati, i prezzi esposti sono in dollari, il Riel può essere invece utile nei mercati o in località meno frequentate.

Elettricità e prese elettriche in Cambogia

La corrente elettrica in Cambogia è a 220 volt 50 hertz. Le prese hanno due fori rotondi o in casi limitati anche piatti. Gli apparecchi elettrici italiani ed europei dovrebbero funzionare senza problemi. È meglio tuttavia procurarsi un adattatore come questo per le prese di corrente a lamelle piatte perché le dotazioni possono essere diverse da località a località.

Se avete necessità di un adattatore USB-C allora potete optare per questo adattatore.

Prese di corrente in Cambogia
Prese di corrente in Cambogia

Telefoni in Cambogia

In Cambogia non tutti gli operatori europei continuano a funzionare. Alcuni operatori virtuali non hanno accordi internazionali ed allora potrebbe essere necessario acquistare una SIM locale, almeno per alcune zone del paese. Le SIM locali sono economiche, ma hanno l’inconveniente che il vostro numero non riceverà più le chiamate e gli SMS.

Per quanto riguarda la connessione DATI, i telefoni più aggiornati possono usufruire delle e-SIM. Queste sono SIM virtuali (senza un supporto materiale) che possono essere installate sul telefono tramite un codice o un QR Code. Hanno il vantaggio di non sostituire il numero originale e di permettere di effettuare la navigazione in internet o le chiamate tramite WhatsApp, Skype, Telegram ecc.

Per non restare senza connessione comprate una E-Sim solo dati per Cambogia, Vietnam e altri sei stati* della zona. Si mantiene il proprio numero e si naviga liberamente (verificate quali Smartphone supportano la E-Sim).

Come muoversi in Cambogia: Trasporti interni

I trasporti interni in Cambogia non sono un problema, sono a volte lenti, ma efficaci e anche abbastanza economici. 

Vediamoli uno per uno

Taxi

In media un taxi privato da Phnom Penh a Siem Reap può costare intorno ai 75 dollari, ovviamente con i dovuti aggiustamenti in base al luogo esatto di partenza ed arrivo. In genere i conducenti non fanno storie se dovete fermarvi lungo il percorso per fare plin plin, acquistare uno spuntino, ma anche per fare fotografie o visitare qualche posto in particolare lungo la strada.

Le auto di solito sono comode, pagando qualcosa in più avrete sicuramente un’auto più spaziosa e confortevole e potrete programmare di essere prelevati direttamente in hotel o dove vi viene più comodo.

Consiglio di prenotare il trasferimento in anticipo, non solo per spendere un po’ meno, ma per avere modo di scegliere un servizio affidabile durante il viaggio in Cambogia.

Bus e Minivan per il vostro viaggio in Cambogia

Ci sono molte compagnie di autobus che offrono autobus economici e altri più personalizzati, tra le maggiormi mete turistiche del paese. Alcune compagnie come Giant Ibis e Mekong Express (sito un po’ lento) offrono trasferimenti in autobus a una frazione del costo di un Taxi, con l’opzione Minibus il prezzo potrebbe essere un po’ più alto del bus granturismo, ma il tragitto più veloce e con meno soste.

Potete chiedere in hotel, prenotare online su BookMeBus, un motore di ricerca focalizzato sui trasferimenti in Cambogia, ma è molto semplice rivolgersi ad una delle numerose agenzie di viaggio che sono un po’ ovunque e che in genere risolvono qualsiasi esigenza di spostamento in maniera egregia.

Agenzia di viaggi a Siem Reap
Agenzia di viaggi a Siem Reap e tempi di percorrenza per le principali destinazioni della Cambogia e paesi vicini

Trasferimenti in Cambogia in barca

Oltre la classica crociera sul Mekong, il trasporto via fiume o sul lago è un’alternativa per chi vuole viaggiare in relax e nel frattempo godersi anche un po’ di panorama. Lungo il percorso, dipende dal tipo di trasporto, è possibile anche fare delle soste e visitare luoghi altrimenti difficilmente raggiungibili via terra. 

Attualmente i servizi tra Phnom Penh, Siem Reap e le altre destinazioni fluviali non sono molto frequenti, a causa del Covid-19 e del miglioramento dei collegamenti via terra, molte compagnie hanno chiuso i battenti.

Viaggio in Cambogia in treno

In Cambogia nel corso degli anni sono state costruite due linee ferroviarie: una da Phnom Penh a Poipet, lunga 385 chilometri ed un’altra da Phnom Penh a Sihanoukville, lunga 270 chilometri. Entrambe le ferrovie sono oggi poco utilizzate. Sulla tratta Phnom Penh – Poipet è attivo un solo treno alla settimana (attualmente sospeso), mentre la seconda è in funzione dal lunedì alla domenica, ma gli orari ed i giorni cambiano di frequente. 

Il treno per Sihanoukville ha solo tre carrozze, ma sono confortevoli e climatizzate. Parte da Phnom Penh alle 7 di mattino e arriva a Sihanoukville dopo circa sei ore, passando per Takeo e Kampot. Riparte da Sihanoukville alle 14 ed arriva a Phnom Penh intorno alle 20. Il biglietto costa intorno ai dieci dollari a tratta e visto che il treno non è così veloce, è l’occasione per godersi il panorama.

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Se vuoi fare fotografie come queste chiedimi consigli!

Curiosità: il Bamboo Train

Il Bamboo Train è un veicolo caratteristico del nord del paese. La ferrovia a scarto ridotto da Phnom Penh a Poipet, abbandonata dai treni di linea, ha infatti aguzzato l’ingegno dei cambogiani. Il Bamboo Train, detto anche norry, era un veicolo di fortuna utilizzato dai contadini nella tratta ferroviaria tra Phnom Penh e Battambang in Cambogia, oggi diventato popolare tra i turisti.

Si tratta di un telaio di legno, ferro, bambù che viene appoggiato su ruote e posizionato a mano sui binari. Il tutto paurosamente collegato ad un motore agricolo.

Ognuno in teoria può costruirne uno ed utilizzare la ferrovia, anche se in passato le autorità hanno cercato di eliminarlo ed al momento l’utilizzo è ufficialmente illegale.

Il primo utilizzo di questo particolare trenino fai da te, è dovuto alle operazioni militari legate alla guerra civile vissuta nel paese negli anni ottanta. 

La mancanza di una legge è sopperita dalle consuetudini che impongono a tutti coloro che si incrociano da direzioni opposte sull’unico binario di e rimuovere il mezzo meno pesante per far passare l’altro, ovviamente con la collaborazione di tutti.

Chi vuole provarlo può rivolgersi agli hotel ed il costo è popolare: 5 dollari a persona, senza dimenticare una mancia per il conducente e a volte soste sul percorso, nella speranza di farvi comprare qualche souvenir. E’ un modo per sopravvivere.. Durante il vostro viaggio in Cambogia non vorrete mica evitare una splendida trappola per i turisti?

Tuk-tuk e moto per il vostro viaggio in Cambogia

Come in buona parte dell’Asia, il tuk-tuk è il modo più economico di viaggiare e può essere trovato ovunque ci sia della gente. In genere i tuk-tuk sono coperti e pertanto utilizzabili con qualsiasi tempo. La tariffa è sempre minima, contrattate sempre prima di salire e tirate un po’ sul prezzo, senza esagerare perché un dollaro non cambia la vita. Se volete potete anche noleggiare una moto, ma è necessaria la patente internazionale, anche se, quasi sicuramente, nessuno ve la chiederà.

Questo sono io su un tuktuk a Banteay Srei
Questo sono io su un tuktuk a Banteay Srei (Siem Reap)

Cyclos (non è la bicicletta)

I Cyclos sono dei risciò a pedali a e sono stati il mezzo di locomozione principale sin dal periodo coloniale francese. Ancora oggi i Cyclos (pronunciato sii-clo) sono parte integrante del folclore urbano di Phnom Penh. Questi iconici veicoli a pedali, la cui storia risale al lontano 1936, rimangono uno dei modi più economici e caratteristici per vedere la città. I conducenti, tuttavia, sono tra i più poveri tra i poveri abitanti dei urbani in Cambogia. Attualmente l’attività è in declino e molte associazioni si occupano di aiutare i conducenti, che si stima siano ancora oltre 2000, anche se, secondo la mia esperienza, è difficile trovarne uno.

Il Cyclo Center è una ONG locale che fornisce supporto di base e servizi sociali agli autisti. Attualmente il sito web è irraggiungibile, potete trovare info qui.

Visto per il viaggio in Cambogia

Per entrare in Cambogia è necessario avere un visto d’ingresso che può essere ottenuto all’arrivo in aeroporto o presso uno dei valichi di frontiera (visa on arrival). Il visto costa 30 dollari e vale per 30 giorni consecutivi dall’ingresso nel paese. Se si pensa di dover entrare ed uscire dalla Cambogia saranno necessari più visti.

Controllare le informazioni aggiornate sul paese su Viaggiare Sicuri

E’ possibile entrare in nel paese attraverso uno degli aeroporti internazionali (Phnom Penh, Siem Reap, Preah Sihanouk oppure da uno dei seguenti valichi di terra:

In arrivo dalla Thailandia:

  • Cham Yeam, nella provincia di Koh Kong
  • Chorm, nella provincia di Oddar Meanchey
  • Daung, nella provincia di Kamrieng Battambang
  • Poi Pet, nella provincia di Banteay Meanchey
  • Prom, nella provincia di Pailin
  • Smach, nella provincia di Oddar Meanchey

In arrivo dal Vietnam:

  • Bavet, nella provincia di Svay Rieng
  • Kaoam Samnor, nella provincia di Kandal Mekong
  • Phnom Den, nella provincia di Takeo
  • Trapaing Sre, nella provincia di Kratie

In arrivo dal Laos:

  • Dong Kralo, nella provincia di Stung Treng

Visto Online per il viaggio in Cambogia

Con un piccolo supplemento, è possibile richiedere il visto online sul sito e-visa, il che vi eviterà di dover aspettare all’arrivo. Il visto vale per tre mesi dalla data del rilascio e può essere richiesto fino a pochi giorni prima della partenza. Anche il visto elettronico può essere utilizzato solo una volta poiché è un’autorizzazione di ingresso singola. È obbligatorio elaborare un’altra domanda per qualsiasi ulteriore passaggio di frontiera. Una volta ottenuto il visto ricordarsi di controllare tutte le informazioni e stampare due copie del documento concesso.

Il visto elettronico è disponibile per i cittadini di qualsiasi paese con poche eccezioni, i requisiti sono: avere un passaporto con almeno sei mesi di validità residua e due pagine libere.

Bisogna fare attenzione che non tutti i posti di frontiera supportano il visto elettronico. I visti elettronici sono accettati ai seguenti punti di ingresso:

  • Aeroporto Internazionale di Phnom Penh.
  • Aeroporto Internazionale di Siem Reap.
  • Aeroporto Internazionale di Sihanouk
  • Se viaggi via terra, puoi accedere tramite:
  • Cham Yeam (provincia di Koh Kong) dalla Thailandia.
  • Poi Pet (provincia di Banteay Meanchey) dalla Thailandia.
  • Bavet (provincia di Svay Rieng) dal Vietnam.
  • Posto di frontiera Tropaeng Kreal (Stung Treang) dal Laos

Controllare le altre informazioni sul sito.

Se non siete sicuri potete anche rivolgervi ad un sito online per ottenere il visto, ovviamente Vi costerà un po’ di più.

FAQ viaggio in Cambogia

Qual è la lingua ufficiale della Cambogia?

La lingua ufficiale del paese è lo Khmer, che è parlata da quasi il 90% della popolazione.

In Cambogia parlano inglese?

L’inglese è parlato dalle persone che hanno a che fare col turismo o con l’estero, in genere la popolazione non parla inglese.

In Cambogia parlano francese?

Il francese è stata la lingua ufficiale al tempo della colonizzazione francese dell’Indocina e oggi, un certo numero di cambogiani più anziani parla francese.

Qual è il fuso orario della Cambogia?

La Cambogia si trova nel fuso orario dell’Indocina, o UTC+07:00. Quando in Italia si osserva l’ra solare, la Cambogia si trova avanti di 6 ore, quando in Italia c’è l’ora legale, di 5 ore. Se a Siem Reap è mezzogiorno, con l’ora legale da noi sono le 7 di mattina, senza l’ora legale sono le 6.

Qual è la capitale della Cambogia?

La capitale della Cambogia è Phnom Penh

Per la Cambogia occorre avere un adattatore/convertitore di corrente elettrica?

La corrente elettrica in Cambogia è a 220 volt 50 hertz. Le prese hanno due fori rotondi o in casi limitati anche piatti. Gli apparecchi elettrici italiani ed europei dovrebbero funzionare senza problemi. È meglio tuttavia procurarsi adattatori per le prese di corrente a lamelle piatte perché le dotazioni possono essere diverse da località a località.Prese di corrente in Cambogia

Quanto costa una vacanza in Cambogia?

Una vacanza in Cambogia non vi prosciugherà il portafogli. Nel paese in genere alberghi e ristoranti non sono cari per gli standard occidentali, salvo che scegliate l’extra lusso. Anche i trasporti e le escursioni sono sempre a prezzi più che convenienti. Se poi scegliete di viaggiare zaino in spalla è possibile spendere meno di 20 euro al giorno.

Qual è il periodo migliore per andare in Cambogia?

Il periodo migliore per andare in Cambogia va dalla fine di ottobre a inizio marzo. Questo è il periodo in cui piove di meno, ma anche nelle altre stagioni le piogge, sebbene più frequenti, in genere non durano mai più di un paio d’ore. Tra marzo e giugno le temperature sono molto elevate, ma si possono programmare le visite nelle ore più fresche.

Quanti giorni per visitare la Cambogia?

Dipende molto dal budget e da quanto siate interessati ad approfondire il contatto con la gente, che in Cambogia rimane uno degli aspetti più interessanti. Dipende anche se avete programmato di fermarvi solo in Cambogia o state realizzando un tour in Asia. In generale è consigliabile almeno una visita di 5 o 6 giorni, per vedere i luoghi principali della Cambogia.

Cosa vedere in Cambogia in 10 giorni?

Le cose imperdibili in Cambogia sono:
– Phnom Penh ed il Palazzo Reale
– Kampong Thom
– Il lago Tonlé Sap ed i villaggi galleggianti
– I villaggi su palafitte
– Siem Reap
– La zona archeologica di Angkor con Angkor Wat, Angkor Thom ed il Ta Prohm di Tomb Raider
– Banteay Srei
– Battambang
– Sihanoukville e un bagno nelle acque della Cambogia
Per i più avventurosi
– Il nord est ed il remoto Ratanakiri con le minoranze etniche
– Kratie, il Mekong ed i delfini di fiume

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Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

Volete organizzare un viaggio con me? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Viaggiare qui è facile: tuktuk, motorini, voli convenienti e regolari servizi di autobus vi portano ovunque. Senza dimenticare l’originale viaggio in barca veloce per passare la frontiera sul Mekong

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Cambogia
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Pubblicato: 19/02/2023
cambiare il colore dei punti elenco in wordpress

Cambiare il colore dei punti elenco in Wordpress con CSS

di Max Pubblicato: 16/02/2023
Apri un blog Scritto da Max

Scopriamo insieme come cambiare il colore dei punti elenco in WordPress. Le soluzioni proposte sono generali, ma aggiungo anche un codice specifico per il tema Newspaper di TagDiv che uso io.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Cambiare il colore dei punti elenco in WordPress e modificare il simbolo
  • Cambiare il colore dei punti elenco in WordPress senza modificare il simbolo
  • La mia soluzione
  • Scopri cosa puoi fare

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cambiare il colore dei punti elenco in WordPress e modificare il simbolo

La prima soluzione sostituisce i punti elenco con un carattere a vostra scelta.

Qui di seguito il codice commentato per il tema Newspaper di TagDiv. La parte ” .single .tagdiv-type ” specifica che questo codice va usato solo nel corpo dei post singoli. Senza la specifica ad esempio può essere visualizzato nei menu o in altri posti indesiderati

Il codice va aggiunto al vostro tema che di solito ha uno spazio apposito per il CSS personalizzato. Nel caso di Newspaper potete inserirlo direttamente nel template della pagina o del post con l’editor del tema.

.single .tagdiv-type ul {
  list-style: none;
} /*elimina la formattazione per gli elenchi puntati*/
.single .tagdiv-type ul li:before {
  content: '*'; /*cambia il simbolo da anteporre alle righe della lista*/
  color: #ff6b27; /*cambia il colore del simbolo*/
  display: inline-block; 
  width: 2em; /*dimensione dello spazio vuoto dopo il punto elenco*/
}

Qui di seguito il codice pulito:

ul {
  list-style: none;
}
ul li:before {
  content: '*';
  color: #01c4c4;
  display: inline-block; 
  width: 2em;
}

Il simbolo, identificato da “content” può anche essere inserito con il codice CSS relativo, un po’ meno intuitivo. Potete anche cercare i codici e inserirli o fare un copia-incolla verificando che il simbolo di partenza venga visualizzato su tutti i browsers.

Potete vedere i codici in questa pagina oppure potete copiare i simboli da questa pagina.

Ad esempio:

content: "\2022";  /*\2022 è il codice CSS/unicode per il punto classico */

Cambiare il colore dei punti elenco in WordPress senza modificare il simbolo

Un’altra soluzione possibile è quella di mantenere la struttura ed i punti elenco predefiniti, ma cambiare il colore. La soluzione ha un limite: il vostro elenco deve utilizzare <span> per identificare la parte di testo dopo il punto elenco, altrimenti tutto il testo prenderà il colore del punto elenco. Dovete provare, in alternativa rimane la prima soluzione che è quella che ho adottato io.

li { color: #01c4c4; } /* colore del punto elenco */
li span { color: black; } /* colore del testo */

Qui di seguito la soluzione per il tema Newspaper di TagDiv, che però non utilizza “span” perciò questa soluzione non cambia solo il punto in elenco, ma anche il colore del testo.

Non ho trovato una soluzione leggera per ovviare al problema, ritornate sulla pagina per eventuali aggiornamenti.

.single .tagdiv-type li { color: #01c4c4; } /* colore del punto elenco */
.single .tagdiv-type li span { color: black; } /* colore del testo */

La mia soluzione

Ecco come appaiono nel mio caso (ho adottato la prima soluzione):

  • punto 1
  • punto 2
  • punto 3

Scopri cosa puoi fare

Leggi tutti gli articoli che ti aiutano ad aprire un blog di viaggi da zero.

Scopri come acquistare uno spazio dove ospitare il tuo sito e come muovere i primi passi con WordPress.

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Arrivederci presto!

Pubblicato: 16/02/2023
Angkor Thom Siem Reap Tempio in Cambogia Cambodia Temple 11

La città fortificata di Angkor Thom ed il tempio Bayon

di Max Pubblicato: 12/02/2023
Indocina Scritto da Max

La città fortificata di Angkor Thom ed il Tempio Bayon forse non sarebbero mai stati costruiti se l’Impero Khmer non fosse stato oggetto di interessi ed invidie da parte delle popolazioni vicine.

Agli inizi del XIII secolo, infatti, il sovrano Jayavarman VII (1181-1219) fece costruire Angkor Thom – Grande Città – sotto forma di città fortificata, in seguito al saccheggio di Angkor ad opera dei rivali Cham.

Nessuno avrebbe più avuto la possibilità di saccheggiare una città così inaccessibile, nessuno avrebbe più potuto invadere un territorio che al culmine del suo splendore, considerando anche i sobborghi, ospitava più di un milione di abitanti e fiorenti attività di artigianato e commerci.

Per non restare senza connessione comprate una E-Sim solo dati per Cambogia, Vietnam e altri sei stati* della zona. Si mantiene il proprio numero e si naviga liberamente (verificate quali Smartphone supportano la E-Sim).

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Guida e libri per la Cambogia

Pianifica subito la visita: acquista la nuova versione della guida* della Cambogia della Lonely Planet. La guida del National Geographic* sulla Cambogia, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

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Angkor Thom, una città immensa

La prima, la più evidente caratteristica della nuova città, era l’estensione, essa occupava infatti un territorio di circa 10 chilometri quadrati, una vista impressionante per i visitatori, soprattutto quelli che la visitavano all’epoca dell’impero Khmer.

Il primo baluardo della fortificazione della città era il muro di cinta a pianta quadrata lungo 13 chilometri ed alto 8 metri, circondato da un fossato largo 100 metri, per tenere il più possibile lontani i nemici. 

Simbolicamente questo fossato rappresentava l’oceano che circonda il Monte Meru, rappresentato a sua volta dalla cupola del Tempio Bayon, che si si trova al centro della fortificazione. 

All’interno del muro di cinta, oltre al Tempio Bayon, furono costruiti il Tempio Baphuon, la Corte Reale, il Tempio Phimeanakas, la Terrazza del Re Lebbroso e la Terrazza degli Elefanti. 

Ponte d'ingresso ad Angkor Thom al tramonto
Ponte d’ingresso ad Angkor Thom al tramonto

Il Tempio Bayon ad Angkor – Cambogia

Il Tempio Bayon probabilmente fu l’ultimo tempio ad essere costruito all’interno del complesso di Angkor come tempio “di stato”. Il nome Bayon venne dato al tempio da Etienne Aymonier nel 1880, come semplificazione del termine Khmer “Bayant”, il nome del palazzo celeste di Indra 

Il nome originale del Tempio Bayon era in realtà Jayagiri, una semplificazione del nome Khmer che corrisponde a “Montagna della Vittoria” o in alte interpretazioni a “Montagna di Brahma”, poiché Jaya è un altro nome di Brahma e giri ha il significato di montagna. 

Questo avallerebbe anche le tesi di alcuni studiosi che sostengono che il tempio fosse originariamente dedicato a Brahma e non a Buddha.

Nome del Tempio Bayon

Angkor Thom Siem Reap Tempio in Cambogia Cambodia Temple 2
Ponte di accesso ad Angkor Thom

Particolarità del Tempio Bayon: i visi monumentali

Una delle caratteristiche più evidenti ed anche più spettacolari del Tempio sono sicuramente le sculture dei 216 volti monumentali molto simili fra loro che accolgono il visitatore e lo accompagnano durante la visita.

Molto si è disquisito su chi sia rappresentato in questi volti. Molti studiosi e scuole di pensiero sono inclini a pensare che esse siano la raffigurazione di Lokeshvara, il Bodhisattva della Compassione, in accordo col fatto che il tempio fosse in origine dedicato al Buddha. 

Le obiezioni a questa teoria sono dettate invece da diverse incongruenze. Prima di tutto la presenza del terzo occhio sulle statue, che il Buddha non ha, come non avrebbe mai indossato braccialetti o collane, orecchini e nemmeno la corona. 

Tutto questo farebbe pensare piuttosto ad una rappresentazione di Brahma. Altre teorie sostengono invece che la persona raffigurata nei visi, come ho già detto, molto simili tra loro, sia invece lo stesso Jayavarman VII che, nell’intento di legittimare la discendenza divina del monarca, rappresenti una delle due divinità col proprio volto.

I visi monumentali di Angkor Thom
I visi monumentali di Angkor Thom

Visitare il tempio Bayon in Cambogia

Il tempio si trova al centro di Angkor Thom e quattro delle cinque porte della città sono in asse con il tempio, mentre mancano le mura perimetrali che si trovano normalmente nei Templi Khmer, sostituite nella loro funzione dalle mura della città. 

L’impressione che si ha arrivando da uno degli ingressi è che il tempio si sollevi da terra come una montagna evocando in questo modo la forma del Sacro Monte Meru, la montagna cosmica al centro del mondo nella cosmologia buddista. 

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In coerenza con questo simbolismo cosmico, la pianta del tempio si basa su uno yantra, un simbolo usato nel buddismo tantrico come base dei diagrammi mandala che rappresentano la disposizione dell’universo. 

Nel tempo vengono onorate diverse divinità, oggetto di culto in tutto l’impero Khmer. Il santuario centrale conteneva un’immagine di Jayavarman VII, a voler rafforzare l’immagine del sovrano che regna per volontà divina.

Una delle porte di accesso ad Angkor thom
Una delle porte di accesso ad Angkor thom

Architettura del Tempio Bayon e particolari interessanti

Come già detto, principale caratteristica del Tempio sono le gigantesche sculture dei visi che adornano le trentasette torri sopravvissute delle cinquantaquattro originali. Le torri sono a base quadrata con un volto riprodotto su ciascun lato.  

Nella parte meridionale della zona est è raffigurata un’armata Khmer che curiosamente include anche alcuni soldati cinesi, seguiti da cavalieri, elefanti ed ogni genere di maestranze. In un’altra parte della zona orientale sono raffigurate scene di vita quotidiana nelle case dell’epoca e alcuni mercanti che sembrano anch’essi cinesi.

Nella zona meridionale viene raffigurata una battaglia fra l’armata Khmer e gli eterni rivali Cham, alcune imbarcazioni e scene di pesca. Altre scene raffigurano ancora le armate con elefanti e alcune macchine da guerra simili alle catapulte.

Mappa del Tempio Bayon

Tempio Bayon Mappa in Italiano
Tempio Bayon: Mappa con riferimenti in Italiano (lavoro originale di Tomas Bilbao Plasencia, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

Gallerie e cupola

Le gallerie interne rappresentano invece alcune scene della mitologia Induista, con le figure di Shiva, Brahma, Vishnu, ma anche di figure minori quali Garuda e Ravana.

La torre centrale di Bayon è un’architettura piramidale alta 42 m. Sormontato da torri con il volto di Buddha, è circondato da otto cappelle radianti a forma di croci. 

A differenza dei Templi induisti che sono rettangolari, questo è circolare; infatti, lo schema di preghiera del buddismo richiede che i pellegrini girino attorno al santuario centrale. Ai quattro lati della torre si aprono quattro vestiboli, di cui quello occidentale è dedicato a Vishnu, a nord a Shiva e, a sud, al Buddha. 

Opere successive e ristrutturazioni del Tempio Bayon

Nel corso dei secoli il tempio ha subito aggiustamenti, rimanipolazioni ed aggiunte, per renderlo più aderente al diffondersi del Buddismo Theravada come religione preponderante.

Alcune parti che non facevano parte della costruzione originale sono ad esempio le librerie ed alcune delle gallerie più interne, altre ad alcune parti della terrazza superiore.

Le ristrutturazioni più recenti sono state condotte dall’Ecole Française d’Extreme Orient e dal 1995 dal Japanese Government Team for The Safeguarding of Angkor.

Come arrivare ad Angkor Thom e al Tempio Bayon

Mappa della citta  fortificata di Angkor Thom e del Tempio Bayon
Come arrivare a Angkor Thom da Siem Reap e vista dall’alto della città fortificata (immagine di Google Maps)

Mappa di Angkor Thom e del Tempio Bayon – Cambogia

Link alla mappa di Angkor Thom

Faq Angkor Thom

Cosa significa Thom in lingua Khmer?

Thom in lingua Khmer significa grande.

Quanto costa il biglietto di ingresso ad Angkor Thom?

Il biglietto d’ingresso vale per tutto il sito archeologico di Angkor e costa:
– 37 dollari USA per 1 giorno
– 62 dollari USA per 3 giorni
– 72 dollari USA per 7 giorni
Per tutti i biglietti è richiesta la fotografia (sarà scattata alla biglietteria) vedi l’immagine dal sito ufficiale aggiornata al 25/11/2024prezzi biglietti di ingresso ad Angkor

Dove posso comprare i biglietti per Angkor Thom?

I biglietti per Ankgor Thom possono essere acquistati alla biglietteria ufficiale.

Dove si trova la biglietteria di Angkor?

La biglietteria si trova a 4 chilometri da Siem Reap sulla strada 60 (questa è la posizione).
Indirizzo di google Maps: 9VGJ+P5G Siem Reap, Cambogia.
Indirizzo fisico: Circle Apsara Circle (Angkor Kyung Yu) Street 60m, Treang Village, Sangkat Slor Kram, Siem Reap Town, Siem Reap Province.

Qual è l’orario di apertura della biglietteria di Angkor?

La biglietteria è aperta tutti i giorni dalle 5:00 alle 17:30.
I biglietti d’ingresso emessi dopo le 16:45 sono validi per il giorno successivo.
I biglietti possono visitare tutti i templi, tranne Kulen Mountain.

E’ possibile acquistare i biglietti online?

Potete acquistare i biglietti sul sito ufficiale di Angkor a questo indirizzo. Occorre registrarsi e scattare una fotografia.

Quali sono gli orari di ingresso ai templi di Angkor e ad Angkor Thom?

Il tempio di Angkor Wat e Srassrang sono aperti dalle 5:00 alle 17:30
Phnom Bakheng e Prerup Temple sono aperti dalle 5:00 alle 19:00
Gli altri templi sono aperti dalle 7:30 alle 17:30

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Cambogia
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Pubblicato: 12/02/2023
personalizzare le FAQ di Yoast

Formattare il blocco di Faq di Yoast

di Max Pubblicato: 07/02/2023
Apri un blog Scritto da Max

Come formattare il blocco di FAQ di Yoast, renderlo più accattivante e user friendly

Ho cercato come formattare il blocco di FAQ di Yoast e renderlo più user friendly ed ora ho trovato la soluzione.

Cercavo inizialmente una soluzione che permettesse di rendere più fruibile ed interessante il blocco delle FAQ di Yoast perché così com’è sembra un po’ anonimo e, diciamocelo, bruttino, non adatto ad un blog di viaggi.

Ho cercato sul sito di Yoast e grazie ad un loro interessante articolo sulle Faq che potete recuperare qui: https://yoast.com/developer-blog/theming-gutenberg-the-faq-block/ ho provato a fare delle ricerche diverse su CodePen.

In prima battuta ho pensato di usare una soluzione che mi permettesse di mostrare solamente domande del blocco Faq e di aprire la parte relativa alle risposte con un click oppure al passaggio del mouse.

Apertura delle Faq al click del mouse

L’apertura delle Faq di Yoast al click del mouse ritengo sia la soluzione più fruibile (a parte quella che non prevede nessuna azione), ma per quanto sono riuscito a vedere ed a provare, prevede l’esecuzione di un Javascript. Questo ha sicuramente un impatto sulla velocità del sito, ma se per il vostro caso è trascurabile potete trovare un esempio qui postato da @sheriar-butt.

Faq di yoast - personalizzazione
Faq di yoast – personalizzazione

E questo è un esempio di personalizzazione del CSS sulla base del modulo (in arancio i colori che potete personalizzare). collegandovi all’indirizzo sopra, potete vedere le modifiche in anteprima.

body{
  max-width: 800px;
  margin: 0 auto;
}
/*
	Yoast FAQ CSS
*/
body .wp-block-yoast-faq-block .schema-faq-section{
    border: 2px solid #029292;
    margin-bottom: 15px;
    border-radius: 8px;
    box-shadow: rgba(00, 66, 00, 0.2) 0px 2px 8px 0px;
}
body .schema-faq-question {
    position: relative;
    background: #ffe7d8;
    display: block;
    cursor: pointer;
    padding: 20px 65px 20px 20px;
    font-weight: bold;
    font-size: 20px;
}
body .schema-faq-question:after {
    position: absolute;
    background: #ffffff;
    content: "+";
    right: 25px;
    top: 50%;
    transform: translateY(-50%);
    border: 2px solid #029292;
    line-height: 1;
    border-radius: 50%;
    font-size: 25px;
    width: 25px;
    height: 25px;
    display: flex;
    align-items: center;
    justify-content: center;
    color: #335548;
}
body .schema-faq-section.active .schema-faq-question:after {
    content: "-";
    align-items: normal;
    font-size: 30px;
    line-height: 17px;
}
body .schema-faq-question:hover{
    background: #029292;
    border-radius: 8px;
}
body .schema-faq-section.active .schema-faq-question{
  background: #029292;
  color:#ffffff;
  border-radius: 0;
  border-top-right-radius: 8px;
  border-top-left-radius: 8px;  
}
body .schema-faq-answer {
    display: none;
    margin: 20px 0 20px;
    padding: 0 20px;
}

Apertura delle Faq al passaggio del mouse

L’apertura delle Faq al passaggio del mouse è un’altra soluzione interessante, sempre fruibile, anche se continuo a preferire il clic del mouse, ma sicuramente più leggera, in quanto non si tratta di javascript, ma è realizzabile tramite l’aggiunta di CSS

Il codice è stato pubblicato per la prima volta su CodePen da @RolandFarkas (potete vedere e modificare l’originale da qui: https://codepen.io/rolandfarkas/pen/Jjrmjyz)

come personalizzare le faq di yoast
come personalizzare le faq di yoast

Qui sotto invece la mia personalizzazione visibile nell’immagine.

body {
  font-family: default;
  font-size: 18px;
}
.schema-faq {
  width: 80%;
  padding: 10;
  margin: 0 auto;
}
.schema-faq-question {
  position: relative;
  background: #ffffff;
  color: #029292;
  margin: 10;
  padding: 15px 15px 15px 15px;
  border-width: 1px;
  border-style: solid;
  border-color: #a0e0e0;
  display: block;
  width:100%;
  cursor: pointer;
}
.schema-faq-answer {
  padding: 0px 15px;
  margin: 5px 0;
  width:100%!important;
  height: 0;
  overflow: hidden;
  z-index: -1;
  position: relative;
  opacity: 0;
  -webkit-transition: .5s ease;
  -moz-transition: .5s ease;
  -o-transition: .5s ease;
  transition: .5s ease;
}
.schema-faq-question:hover ~ .schema-faq-answer {
  height: auto;
  opacity: 1;
  padding: 15px;
}
.schema-faq-answer:hover ~ .schema-faq-answer {
  height: auto;
  opacity: 1;
  padding: 15px;
}
.schema-faq-question::after {
  position: absolute;
  content: "+";
  right: 20px;
}
.schema-faq-question:hover::after {
  position: absolute;
  content: "-";
  right: 20px;
}

La mia personalizzazione con Faq sempre visibili

La mia scelta dopo accurate ricerche, è stata quella di utilizzare le Faq sempre visibili, personalizzate con un a piccola aggiunta di codice CSS in maniera da non aggiungere troppo codice alle pagine ed allo stesso tempo fornire un impatto visivo migliore e coerente con i colori e lo stile del mio sito.

Le faq appaiono come quelle in fondo all’articolo, personalizzate con il codice qui sotto. Il tema in uso è NewsPaper di TagDiv, ma le FAQ non sono quelle di Yoast, perché nel frattempo sono passato a RankMath (e non me ne pento).

.schema-faq-question {
  position: relative;
  color: #029292 !important;
  padding: 5px 5px 5px 5px;
  border-top-width: 1px;
  border-left: 1px;
  border-top: solid;
  border-color: #029292;
}

Immagine di copertina di pressfoto su Freepik

Faq di Yoast

Come posso personalizzare le Faq di Yoast

Puoi personalizzare le Faq di Yoast seguendo le indicazioni di questo articolo.

La personalizzazione incide sulle performance della pagina?

Occorre contenere le personalizzazioni al minimo, per non incidere sulla velocità della pagina. Una piccola aggiunta di CSS è accettabile, il JS solo se non avete già troppi plugin.

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Arrivederci presto!

Pubblicato: 07/02/2023
Tempio di Angkor Wat Cambogia

Angkor Wat, la città tempio dell’Impero Khmer

di Max Pubblicato: 05/02/2023
Indocina Scritto da Max

Visitare Angkor Wat e fare un salto indietro nel tempo

Angkor Wat è la meraviglia più conosciuta della Cambogia, il Tempio Khmer più visitato e uno fra gli edifici religiosi più grande al mondo.

Si tratta di un Tempio risalente al XII secolo che si trova a circa 5 chilometri da Siem Reap in Cambogia. Il nome moderno, Angkor Wat, significa “Tempio della città”, dove Angkor significa città o capitale e Wat significa tempio.

Per non restare senza connessione comprate una E-Sim solo dati per Cambogia, Vietnam e altri sei stati* della zona. Si mantiene il proprio numero e si naviga liberamente (verificate quali Smartphone supportano la E-Sim).

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Guide e libri per la Cambogia

Pianifica subito la visita: acquista la nuova versione della guida* della Cambogia della Lonely Planet. La guida del National Geographic* sulla Cambogia, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

Alba ad Angkor Wat
Alba ad Angkor Wat
Preferisci un tour privato? Scrivimi su Whatsapp! .. o tramite il modulo di contatto.

La Scoperta di Angkor Wat

La prima volta che visitò Angkor Wat agli inizi del XIX secolo, Henry Mouhot scrisse:

“Uno di questi templi (un rivale per quello di Salomone, ed eretto da qualche antico Michelangelo) potrebbe avere un posto d’onore accanto ai nostri edifici più belli. È più grandioso di qualsiasi cosa ci abbiano lasciato i greci o i romani, e contrasta tristemente con la situazione selvaggia in cui versa ora la nazione” 

H.M.

Oltre ad essere così imponente, questo Tempio è anche l’unico ad essere stato attivamente frequentato fino ai giorni nostri e per questo il meglio conservato. 

Per questi motivi Angkor Wat è diventato il simbolo della Cambogia: è il monumento cambogiano più conosciuto nel mondo, il luogo più visitato dai turisti e appare anche sulla bandiera nazionale.

Angkor Wat: il leone a protezione dal male
Angkor Wat: il leone a protezione dal male

Architettura di Angkor Wat

Angkor Wat è una sintesi dell’architettura Khmer della quale riprende le principali caratteristiche. Esso è concepito infatti come un tempio a forma di montagna a simboleggiare il Sacro Monte Meru (la Montagna degli Dei nell’induismo). La costruzione principale è circondata da un largo fossato e all’interno ospita una serie di gallerie, altra tipica caratteristica della generazione più recente di templi Khmer. 

La struttura è a forma di rettangolo e misura circa 1,5 chilometri lungo l’asse longitudinale mentre un po’ meno, 1,3 chilometri, lungo l’asse nord-sud. All’interno del fossato che circonda completamente la costruzione, si trovano le tre gallerie rettangolari, costruite una sopra l’altra ed al centro del tempio si stagliano cinque torri.

Angkor Wat ingresso opposto all'ingresso principale
Angkor Wat: ingresso opposto all’ingresso principale

Schema e simbologia religiosa di Angkor Wat

A differenza dei templi precedenti, quasi esclusivamente dedicati a Shiva, il Tempio di Angkor Wat fu originariamente dedicato a Vishnu. Un’altra caratteristica particolare è che invece di essere orientato ad est, come tradizione dei templi induisti, Angkor Wat è orientato ad ovest. 

Proprio quest’ultima caratteristica ha suscitato numerosi dubbi circa la reale destinazione del Tempio. L’entrata principale orientata ad ovest era infatti una caratteristica dei templi funerari e per questo è possibile che in realtà Angkor Wat possa essere stato concepito come un mausoleo oun luogo dove il re potesse essere venerato dopo la morte. 

Angkor Wat all'alba
Angkor Wat all’alba

Visita Angkor Wat all’alba e scatta anche tu una foto così!

Meraviglie di Angkor Wat

Il complesso viene ammirato per la sua grandiosità, per l’armonia dell’architettura, per i suoi grandi bassorilievi di particolare pregio, noti soprattutto per l’altissimo livello di dettagli con cui sono realizzati e che lasciano incantati i visitatori.

Pensate che lungo le pareti del tempio sono scolpite qualcosa come 3000 apsara, le semidee danzanti della mitologia che avrebbero consegnato a Jayavarman II il regno di Kambuja direttamente dalle mani di Indra.

Un’altra particolarità è la serie di bassorilievi visibile all’esterno del Tempio e che si sviluppa per ben 800 metri e racconta gli eventi storici dell’Impero Khmer e aneddoti della mitologia.

Monaci in visita ad Angkor Wat
Monaci in visita ad Angkor Wat

Storia di Angkor Wat

Angkor Wat Si trova oggi a circa 5,5 chilometri in direzione nord dalla cittadina di Siem Reap, che di solito viene utilizzata come base per visitare la zona di Angkor. Proseguendo verso nord a circa 2 chilometri si raggiunge, invece, la città fortificata di Angkor Thom.

Buddha con Naga ad Angkor Wat
Buddha con Naga ad Angkor Wat

Secondo la leggenda, Indra ordinò la costruzione di Angkor Wat come residenza per suo figlio Precha Ket Mealea ed era credenza comune che il tempio fosse stato costruito in una sola notte da un architetto divino.

In realtà i lavori di costruzione cominciarono agli inizi del XII secolo, durante il regno di Suryavarman II ed il Tempio, come già detto, fu probabilmente dedicato a Vishnu. Il re però morì prima del completamento dei lavori e per questo alcune opere rimasero incompiute.

Inaspettatamente nel 1177 la città subì un attacco da parte degli eterni nemici Cham che espugnarono e saccheggiarono Angkor Wat, spingendo Jayavarman VII a trasferire la capitale in un luogo più sicuro. Il nuovo Re stabilì, infatti, la nuova capitale e il Tempio ad Angkor Thom, realizzando una nuova città fortificata ed il Tempio Bayon un paio di chilometri più a nord.

Più avanti il tempio Angkor Wat venne convertito al Buddismo Theravada e come tale è rimasto attivo fino ai giorni nostri. 

L’arrivo degli occidentali ad Agkor Wat e i tempi moderni

Uno dei primi occidentali a mettere piede ed a dare un resoconto del luogo fu Antonio da Magdalena, un monaco portoghese che lo visitò intorno 1586 e ne rimase affascinato, tanto da citarlo come un’opera favolosa. Il Tempio divenne però famoso solo più avanti, nel XIX secolo, grazie all’esploratore francese Henri Mouhot che, dopo averlo visitato, ne pubblicò quella che oggi chiameremmo recensione, citata in apertura dell’articolo, e con questa Angkor divenne famosa.

Durante il XX secolo Angkor Wat subì molti lavori di restauro, interrotti solo dai momenti bui della guerra civile. Durante l’occupazione i Khmer rossi utilizzarono moltissime delle strutture in legno come materiale da ardere, ed alcuni padiglioni furono danneggiati da proiettili sparati dalle diverse fazioni. Più di tutto, però, furono i danni causati dai ladri di arte che, dalla fine del 1980 all’inizio del 1990, compirono saccheggi e distruzioni, in parte anche per finanziare illegalmente la guerriglia.

Vista laterale del tempio
Vista laterale del tempio

Come arrivare e cosa fare ad Angkor Wat

Il tempio fa parte del parco istituito intorno al sito archeologico di Angkor. L’area archeologica si estende per circa 400 chilometri quadrati ed il punto di partenza e di arrivo per tutte le visite è Siem Reap, una cittadina che si è sviluppata proprio grazie alla vicinanza ai templi. 

In città si possono trovare ristoranti, alberghi e guest house per tutte le tasche, nonché una gamma completa di soluzioni di trasporto, dal taxi, ai caratteristici tuk-tuk all’autobus alla bicicletta. E ovviamente c’è un aeroporto internazionale. Vedi a fondo pagina come arrivare a Siem Reap.

Biglietto d’ingresso ad Angkor Wat

Angkor è un sito UNESCO dal 1992 e la zona è legalmente protetta da una serie di decreti statali dal 1994. I biglietti si possono comprare online da questa pagina oppure direttamente sul posto. La biglietteria è aperta dalle 5 alle 17.30 ed il costo dei biglietti, seppure aumentato in maniera considerevole negli ultimi anni, si mantiene ancora su livelli accettabili o perlomeno in linea coi costi di altre città, dove, per lo stesso prezzo, sicuramente avrete molta meno storia da osservare: 37 dollari per un giorno, 62 per tre giorni e 72 per 7 giorni, i biglietti valgono ovviamente per l’intera area e non per un singolo tempio.

Attenzione, se li perdete dovrete pagare per rifarli.

prezzi biglietti di ingresso ad Angkor
prezzi biglietti di ingresso ad Angkor

Cosa fare ad Angkor Wat (e cosa non fare)

Oltre ad ammirare le innumerevoli e pregevoli opere che costituiscono il tempio stesso, ovviamente i monaci saranno una delle principali attrattive di questo e degli altri templi, soprattutto per i fotografi. L’importante è agire sempre con rispetto e discrezione, chiedendo prima di fare una fotografia ed evitando di mettere in imbarazzo i monaci e gli altri visitatori.

Proprio per permettere una visita piacevole e rispettosa per tutti è stato redatto un codice di condotta che riepiloga i comportamenti da tenere all’interno di questo e degli altri templi  della Cambogia. Leggete attentamnete il riepilogo che ho fatto alla fine dell’articolo per saperne di più.

Foto e video

Vi lascio con un video documentario che potete guardare prima di visitare il sito oppure memorizzare e guardare più avanti, se non volete spoilerare la vostra visita.

I 7 punti del Codice di condotta ufficiale per Angkor 

Abbigliamento adeguato

Una delle regole più importanti per visitare i siti archeologici di Angkor è il codice di abbigliamento. Per la visita è infatti richiesto un abbigliamento adatto, che in parole povere si traduce nel divieto di entrare nei templi con pantaloncini corti e magliette senza maniche o anche in abiti più succinti. Lo stesso abbigliamento è richiesto non solo per la visita, ma anche per l’acquisto dei biglietti, tenetelo a mente. 

Vietato toccare i monumenti

Molte persone sono inclini a toccare le cose nuove, per curiosità e gli italiani in modo particolare. Nonostante in alcuni luoghi sia permesso – quando non di buon auspicio – toccare un monumento o un oggetto in particolare, ricordate che ad Angkor è vietato, perché l’arenaria tende a rovinarsi creando un effetto “unto” (ben conosciuto dagli scalatori).

Non parlate ad alta voce

In Cambogia in genere è consigliabile avere un tono di voce contenuto, al cospetto dei templi ancora di più, quindi evitare le urla e le risate sguaiate.

Aree non consentite al pubblico

Nel complesso dei Templi alcune aree al momento non sono agibili o vietate al pubblico per i motivi più disparati. In genere queste aree sono ben segnalate, cercate di attenervi ai segnali per non rischiare multe o, peggio, di avere un incidente.

Vietato fumare

Nei templi non si può fumare e, in quanto ex fumatore, sono titolato a dire “meno male”. Dal 2012 c’è il divieto di fumo totale, in tutto il parco di Angkor, anche all’esterno dei templi.

Non comprare nulla dai bambini

Comprare un souvenir da un bimbo può sembrare un gesto caritatevole e condivisibile, ma sarebbe meglio non farlo. Finanziare questo tipo di attività per il bambino spesso può significare essere tenuto lontano da scuola e, anche se non è sempre così, meglio non rischiare. Se volete fare beneficenza scegliete un’organizzazione verificata e possibilmente locale.

Come fotografare i monaci

E chi non va in Cambogia con la speranza di fotografare i monaci? Prima di fare una foto chiedete sempre il permesso e, magari scambiate due parole, in modo da non far sentire il soggetto un oggetto. Ricordatevi che le donne non dovrebbero toccare ne’ i monaci ne’ i loro vestiti, rispettiamo le altre culture. Per imparare due parole in lingua khmer c’è il frasario della Lonely Planet.

Sanzioni

Ci sono dei comportamenti che sono considerati reati e per questo sottoposti a sanzioni. Innanzitutto la distruzione o il trafugamento di opere originali, ma anche girare nudi o seminudi (una pratica che si era andata diffondendo alcuni anni fa) e altri comportamenti disdicevoli.

Meglio non fare conoscenza con la giustizia Cambogiana.

Il Codice di condotta è pubblicato in più lingue ed è presente in quasi tutti gli hotel e molti ristoranti. 

Danzatrici Apsara ad Angkor Wat
Danzatrici Apsara ad Angkor Wat

Faq Angkor Wat

Cosa significa Wat in lingua Khmer?

Wat in lingua Khmer significa Tempio.

Quanto costa il biglietto di ingresso ad Angkor Wat?

Il biglietto d’ingresso vale per tutto il sito archeologico di Angkor e costa:
– 37 dollari USA per 1 giorno
– 62 dollari USA per 3 giorni
– 72 dollari USA per 7 giorni
Per tutti i biglietti è richiesta la fotografia (sarà scattata alla biglietteria)

Dove posso comprare i biglietti per Angkor Wat?

I biglietti per Ankgor Wat possono essere acquistati alla biglietteria ufficiale.

Dove si trova la biglietteria di Angkor Wat?

La biglietteria si trova a 4 chilometri da Siem Reap sulla strada 60 (questa è la posizione).
Indirizzo di google Maps: 9VGJ+P5G Siem Reap, Cambogia.
Indirizzo fisico: Circle Apsara Circle (Angkor Kyung Yu) Street 60m, Treang Village, Sangkat Slor Kram, Siem Reap Town, Siem Reap Province.

Qual è l’orario di apertura della biglietteria di Angkor Wat?

La biglietteria è aperta tutti i giorni dalle 5:00 alle 17:30.
I biglietti d’ingresso emessi dopo le 16:45 sono validi per il giorno successivo.
I biglietti possono visitare tutti i templi, tranne Kulen Mountain.

E’ possibile acquistare i biglietti per Angkor Wat online?

Potete acquistare i biglietti sul sito ufficiale di Angkor a questo indirizzo. Occorre registrarsi e scattare una fotografia.

Quali sono gli orari di ingresso ai templi di Angkor e ad Angkor Wat?

Il tempio di Angkor Wat e Srassrang sono aperti dalle 5:00 alle 17:30
Phnom Bakheng e Prerup Temple sono aperti dalle 5:00 alle 19:00
Gli altri templi sono aperti dalle 7:30 alle 17:30

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

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Pubblicato: 05/02/2023
Palazzo Reale di Phnom Penh

Phnom Penh, una visita alla Parigi d’Oriente in Cambogia

di Max Pubblicato: 28/01/2023
Indocina Scritto da Max

Cosa fare e cosa vedere a Phnom Penh, la Capitale della Cambogia

Phnom Penh, agli occhi di un turista è oggi una città interessante e tranquilla, come altre capitali del sud est asiatico. Ma Phnom Penh, come tutta la Cambogia, ha sofferto terribilmente sotto la brutale dittatura di Pol Pot e dei Khmer Rossi, dopo essere stata per anni la Parigi d’Oriente.

Nessun viaggio nella capitale può cominciare senza comprendere quanto l’effetto delle atrocità abbia condizionato le vite di tutti, con ferite ancora in parte non rimarginate.

Ma al di là della storia recente, visibile nei musei e occasionalmente percepibile nei discorsi delle persone, prima di visitare la città è utile anche fare un passo indietro e ripercorrere le sue origini.

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Indice

  • Cosa fare e cosa vedere a Phnom Penh, la Capitale della Cambogia
  • Guida e libri per la Cambogia
  • Phnom Penh e la leggenda di Daun Penh
  • Pagoda Wat Phnom
  • Mercato Vecchio di Phnom Penh
  • Mercato Centrale
  • Wat Unalom (o Ounalom)
  • Come comportarsi in questo ed altri templi
  • Wat Saravan
  • Museo Nazionale della Cambogia
  • Palazzo Reale di Phnom Penh
  • Pagoda d’Argento o Tempio del Buddha di Smeraldo e Cristallo
  • Lungofiume Sisowath
  • Monumento all’Amicizia tra Cambogia e Vietnam
  • Wat Botum
  • Monumento all’indipendenza di Phnom Penh
  • Wat Langka o Wat Lanka
  • Museo del Genocidio di Tuol Sleng ⭐️
  • Mercato Russo
  • Memoriale di Choeung Ek e Campi di Sterminio ⭐️
  • Da vedere, vicino a Phnom Penh: Oudong
  • Come raggiungere Phnom Penh
  • Come muoversi a Phnom Penh e in Cambogia
  • Faq Phnom Penh
  • Per saperne di più sull’Indocina

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Guida e libri per la Cambogia

Pianifica subito la visita: acquista la nuova versione della guida* della Cambogia della Lonely Planet. La guida del National Geographic* sulla Cambogia, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

Phnom Penh e la leggenda di Daun Penh

Secondo la leggenda, più o meno seicento anni fa, in un villaggio sul Mekong, viveva un’anziana e ricca vedova di nome Daun Penh. Durante una delle frequenti inondazioni causate dal fiume, un giorno la signora notò che vicino alla riva vicino a casa si era incastrato un tronco d’albero proveniente dalle montagne. Avvicinatasi scoprì con grande stupore che all’interno del tronco cavo c’erano cinque statue del Buddha, quattro di bronzo e una di pietra. In alcune altre testimonianze, scritte ed orali, si dice che le statue fossero quattro del Buddha ed una di Vishnu, mentre altre storie narrano di quattro statue solamente, ma la storia non è molto differente.

Daun penh costruisce una nuova casa per il Buddha

Daun Penh pensò che tutto questo fosse un segno e che in realtà il Buddha fosse in cerca di una nuova dimora. Fu così che fece costruire il tempio di Wat Phnom, dove furono posizionate le statue del Buddha e che segnò il luogo di origine della capitale. 

Il luogo diventò popolare e cominciò da subito ad essere meta di pellegrinaggi, tanto che, intorno all’anno 1430, dopo l’ennesima incursione dell’esercito del Siam, il re Ponhea Yeat ordinò che la capitale fosse trasferita da Angkor Thom ad un’area più sicura, vicino a Wat Phnom. 

Oggi la bella statua di Daun Penh si affaccia ancora sulla collina su cui sorgeva il suo tempio. 

Pagoda Wat Phnom

Proprio per questo la visita della città non può che cominciare da Wat Phnom (Wat=Tempio e Phnom=Montagna)

Wat Phnom è un luogo è vivace e a tratti caotico con la classica ridda di mendicanti, ragazzi di strada, e donne che vendono bevande.

Il santuario del tempio o vihara fu ricostruito diverse volte nel corso del tempo, nel 1434, nel 1806, nel 1894 e nel 1926. A ovest del Vihara si erge un gigantesco Stupa in cui sono custodite le ceneri del re Ponhea Yat (che regnò dal 1405 al 63 – date non certe), mentre la statua che raffigura Madame Daun Penh sorridente si trova in un padiglione tra il vihara e lo Stupa.

Pagoda Wat Phnom - Phnom Penh - Cambogia
Interno della Pagoda Wat Phnom – Phnom Penh – Cambogia

Wat Phnom e le nuove influenze

Nel tempio Wat Phnom si possono ammirare oggi le statue di molte divinità, fra le quali spiccano tantissime statue di influenza più cinese che cambogiana. In una testimonianza riportata dal giornale online Phnom Penh Post del dicembre 2017, l’anziano custode del tempio attribuisce queste presenze al fatto che gli Khmer Rossi nel 1975 raccolsero le statue dai templi cinesi e cambogiani della città e le portarono in questo tempio anziché distruggerle.

Nel 1982, tre anni dopo il crollo del regime, i cinesi tornarono per riprendersi le statue e riportarle nei templi intorno alla città, ma due rimasero indietro: le statue di Xuanzang, il monaco sacro del famoso romanzo cinese Viaggio in Occidente e Tudigong, il dio cinese della terra. Le statue attirarono in seguito molti cinesi che si recavano in preghiera e che a loro volta cominciarono a popolare il tempio con altre statue riferite al loro credo.

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Il famoso storico e antropologo, Michel Tranet, autore di oltre 20 libri su Angkor, testimonia che quando visitò il santuario prima dei Khmer Rossi, non c’era che una statua all’interno di una piccola struttura. I cambiamenti derivano dall’influenza economica della comunità cambogiano-cinese e della classe mercantile, ovvero, come disse Tranet: In Cambogia, quando sei ricco, hai influenza, anche nel plasmare le credenze.

Vi consigliamo di programmare la visita sia al mattino che alla sera, quando la pagoda viene illuminata ed acquista un’atmosfera mistica particolare.

Informazioni Utili

Indirizzo: Daun Penh District, Phnom Penh, Cambogi

Il sito è aperto dalle 7:00 alle 18:00 

Biglietto: 1 dollaro. 

Vedi sulla Mappa

Mercato Vecchio di Phnom Penh

Anche se al di fuori delle rotte turistiche classiche il mercato vecchio di Phnom Penh (Phsar Chas) è uno dei mercati più caratteristici della città. Nel mercato, oltre agli oggetti ed al cibo di uso comune si trovano oggetti d’antiquariato, souvenir, seta e un’ampia varietà di artigianato cambogiano. Per chi vuole sperimentare, l’Old Market (Phsar Chas) è un luogo interessante anche per provare la cucina locale: ci sono tantissime piccole bancarelle che propongono piatti locali, al costo ovviamente di una pulizia non impeccabile. Anche se il Mercato Vecchio chiude ufficialmente dopo il tramonto, molte bancarelle di souvenir nella sezione sud del mercato sono aperte fino alle 20.

Informazioni utili

Indirizzo: Oknha Plong, Phnom Penh

Il sito è aperto dal mattino presto fino al tramonto. 

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Zona del mercato vecchio a Phnom Penh
Zona del mercato vecchio a Phnom Penh

Mercato Centrale

Il Mercato Centrale o Phsar Thom Thmey in lingua Khmer è un edificio stile art déco che si staglia in mezzo a Phnom Penh, anche se la forma dell’edificio è visibile bene solo dall’alto. L’edificio fu completato nel 1937 ed ha una cupola centrale 26 metri, con quattro gallerie a forma di croce che si diramano dal centro e ospitano le numerose e variopinte bancarelle del vivace mercato.

Quando fu aperto per la prima volta nel 1937, si diceva che fosse il mercato più grande dell’Asia, un dato di fatto è che ha resistito alle varie vicende nazionali ed è oggi più affollato che mai.

Per chi, come me, ama i mercati, vale la pena spendere un paio d’ore girando fra le varie bancarelle e magari assaggiando qualcosa delle specialità locali che vengono proposte soprattutto nella zona ovest all’esterno della struttura, cercando al contempo di non essere sopraffatti dai venditori di souvenir. Potete sempre rifiutare gentilmente con un sorriso ed un “orkurn” (grazie), nella pronuncia le “r” si sentono appena o per niente (link alla pronuncia).

Informazioni utili

Indirizzo: Kamet St. (53) Phnom Penh

Il sito è aperto dal mattino presto fino al tramonto. 

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Phnom Penh Mercato Centrale - central market
Mercato Centrale di Phnom foto originale Penh Kiensvay, Wat Unalom (o Ounalom)

Il tempio di Wat Ounalom è la sede del patriarcato buddista della Cambogia e al suo interno ospita il capo della fratellanza oltre ad una nutrita comunità di monaci.

Wat Ounalom
Wat Ounalom – foto di Pete Kiensvay, CC BY-SA 3.0

Il tempio risale al 1443 ed è una delle cinque pagode realizzate durante il periodo in cui Phnom Penh fu per la prima volta capitale, le altre sono Wat Phnom, Wat Botum, Wat Langka e Wat Saravan. Nonostante i danni subiti durante il regime di Pol Pot, i 44 edifici sono stati recentemente ristrutturati e hanno preso nuova vita.

Al secondo piano dell’edificio principale, troviamo una statua di Huot Tat, quarto patriarca del buddismo cambogiano ucciso per ordine di Pol Pot. La statua fu realizzata nel 1971, quando il patriarca aveva ottant’anni e nel periodo della dittatura fu gettata nel Mekong dai khmer rossi, ma venne recuperata dopo il 1979. 

Nello Stupa situato dietro la struttura principale è conservato un pelo delle sopracciglia del Buddha; sopra l’ingresso dello Stupa c’è un’iscrizione in pali (antica lingua indiana). 

Informazioni utili

Indirizzo: Cambodia Samdach Sothearos Boulevard Phnom Penh, Preah Ang Eng St. (13)

Orari: dalle 6:00 alle 18:00 

Ingresso libero

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Come comportarsi in questo ed altri templi

Le pagode ed i monaci sono aperte a visitatori e turisti, ma occorre pensare che si tratta di un luogo sacro. Innanzitutto, quando si incontrano i monaci, soprattutto quelli più anziani, è educato inchinarsi. Ci sono poi delle regole che bisogna osservare per buona educazione e per non disturbare la preghiera: questi pochi e semplici comportamenti renderanno la vostra visita più adeguata e contribuiranno a renderla fruibile in futuro.

Prima di tutto vestiti con rispetto, coprendo le spalle le gambe fino alle ginocchia.

Fra le cose da non fare: non mangiare all’interno dei templi e ricordarsi che le donne non possono toccare i monaci, non volgere le piante dei piedi o puntare col dito verso i monaci o le statue di Buddha. Fra le cose da fare invece: togliersi il cappello nel parco del monastero, togliersi le scarpe all’interno degli edifici, sedersi in ginocchio con i piedi nascosti dietro piuttosto che le gambe incrociate, parlare piano, chiedere prima di scattare foto e non entrare in luoghi chiusi senza permesso. 

In genere non c’è un biglietto d’ingresso, ma è appropriato contribuire con quello che potete alla cassetta delle donazioni. Quanto? Quanto vi dice il cuore.

Phnom Penh, una visita alla Parigi d’Oriente in Cambogia » https://www.massimobasso.com/articoli/page/21/

Wat Saravan

La Pagoda custodisce alcuni bellissimi dipinti murali antichi che ornano le pareti interne.

Wat Sarawan Phnom Penh
Wat Sarawan Phnom Penh foto di PsamatheM, CC BY-SA 4.0

Fa parte di una delle cinque pagode originali di Phnom Penh costruite nel XV, anche se la costruzione che vediamo oggi risale alla fine del XIX secolo ed è stata restaurata a metà del XX secolo.

Informazioni utili

Indirizzo: 149 BEo Preah Ang Yukanthor Street (19), Phnom Penh

Orari: dalle 7:00 alle 18:00

Ingresso libero

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Museo Nazionale della Cambogia

Il Museo Nazionale é un luogo speciale, capace di condensare in poche stanze ben disposte la storia di un popolo. L’esterno è incantevolmente immerso nella pace in un giardino lussureggiante di alberi tropicali e fa da anticamera alle sale ricche di oltre oggetti d’arte fra le quali spiccano le fantastiche sculture di arte khmer raffiguranti le divinità induiste e buddiste.

Quello che si vive in questo luogo è un viaggio attraverso le epoche, come per tutti gli imperi, una storia di nascita, di maturità e di una decadenza arrivata all’epilogo dell’era moderna.

La costruzione del museo cominciò il 15 agosto 1917 e fu inaugurato il giorno di Capodanno del 1920, alla presenza di re Sisowath. Nel 1924 venne ampliato, e nel 1951 passò all’amministrazione cambogiana, anche se per avere un direttore cambogiano si dovrà attendere il 1966.

Durante il regime dei khmer rossi il museo fu abbandonato e quando fu recuperato nel 1979 versava in pessime condizioni, ma il 13 aprile 1979, una data non a caso, venne riaperto.

Oggi ospita oltre 14.000 oggetti che sono l’orgoglio dell’arte del paese.

Museo Nazionale della Cambogia - Cambodia National Museum
Museo Nazionale della Cambogia – Cambodia National Museum – Foto di Clay Gilliland, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Informazioni utili

Indirizzo: Preah Ang Eng St. (13), Phnom Penh, Cambogia

Orari: 8:00 – 11:30 e 13:30 – 17:00

Biglietto: 10 dollari

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Palazzo Reale di Phnom Penh

Il Palazzo Reale di Phnom Penh si trova più o meno al centro della città, lungo il fiume Tonle Sap e a breve distanza dal Museo Nazionale. Con i suoi tetti Khmer e gli ornamenti dorati il palazzo si presenta in tutta la sua maestosità nei pressi del lungofiume. 

particolare delle costruzioni interne del Palazzo Reale di Phnom Penh
Particolare degli edifici interni del Palazzo Reale di Phnom Penh

Il palazzo fu costruito durante il regno del sovrano Norodom (1860-1904), in occasione del trasferimento della capitale da Oudong a Phnom Penh e da allora è divenuta la residenza ufficiale dei sovrani di Cambogia. Proprio per questo motivo la maggior parte della residenza reale è chiusa al pubblico che, oltre alla Pagoda d’Argento e pochi altri edifici, può visitare solo la sala del Trono. La sala, sormontata da una torre alta 59 metri ed ispirata al Tempio Bayon di Angkor, è utilizzata per incoronazioni e cerimonie, ma molti degli oggetti preziosi che erano esposti qui furono distrutti dai Khmer Rossi. 

La cupola che sormonta il trono ha sette livelli di cupole circolari ed il livello più alto può essere visto dal Re solo nel momento dell’incoronazione.

Informazioni utili

Indirizzo: HW7J+HG6, Samdach Sothearos Blvd (3), Phnom Penh, Cambogia

Orari: 8:00 – 11:00 e 14:00 – 17:00

Biglietto: 10 dollari, con altri 10 dollari è possibile avere una guida che vi accompagnerà per tutto il percorso e che vi spiegherà tutti i segreti del palazzo. Secondo me il servizio è impagabile e le guide sono tutte molto preparate.

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Pagoda d’Argento o Tempio del Buddha di Smeraldo e Cristallo

La Pagoda d’Argento – ufficialmente Wat Ubosoth Ratanaram – si trova nella zona meridionale del Palazzo Reale ed il settore è compreso in un muro di cinta decorato internamente con affreschi raffiguranti scene del Reamker, il poema epico cambogiano

La Viharn, dove originariamente alloggiavano i monaci durante la stagione delle piogge, è l’edificio più significativo di questo settore rappresenta l’edificio principale di questo settore.

Pagoda D'argento o Tempio del Buddha di Smeraldo e Cristallo
Pagoda D’argento o Tempio del Buddha di Smeraldo e Cristallo

Il nome di Pagoda d’Argento le viene attribuito perché il pavimento del tempio è completamento rivestito da 5.000 piastrelle d’argento del peso di un chilogrammo ciascuna.

Un vero spettacolo!

All’interno della Pagoda sono posizionate un’immagine del Buddha color smeraldo ed una statua raffigurante il Maitreya Buddha, il Buddha futuro, costituita da 90 chili di oro massiccio e tempestata di diamanti ed altre pietre preziose. Da non perdere!

Purtroppo non è possibile fotografare gli interni.

Informazioni utili

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Lungofiume Sisowath

La strada che corre lungo la destra orografica del fiume, chiamato anche lungofiume (qui il mare non c’è), è uno dei luoghi più turistici della città. Lungo la strada si susseguono alberghi e ristoranti e si trova gente a qualunque ora, soprattutto stranieri. Come in tutti i posti tanto turistici la qualità e l’autenticità sono un po’ da ricercare con cura.

Informazioni utili

Orari: sempre aperto

Ingresso libero

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Phnom Penh, una visita alla Parigi d’Oriente in Cambogia » https://www.massimobasso.com/articoli/page/21/

Monumento all’Amicizia tra Cambogia e Vietnam

Il Monumento all’Amicizia Cambogia-Vietnam fu costruito alla fine degli anni ’70 dopo la fine guerra che rovesciò il regime dei Khmer rossi. Il monumento si trova poco lontano dal Palazzo Reale e miscela diversi stili da quello più militare e austero delle statue dei due soldati e della donna col bambino a quello più chiaramente orientale della copertura a tetto in stile pagoda.

Monumento all'amicizia tra Cambogia e Vietnam
Monumento all’amicizia tra Cambogia e Vietnam (foto da Google Maps)

Se è vero che i rapporti tra Cambogia e Vietnam non sono mai stati di grande amicizia, forse il monumento ha ancora più un valore simbolico di monito per le generazioni future.

Non ci andate apposta, ma se vi trovate nei paraggi val la pena farci un salto.

Informazioni utili

Indirizzo: Samdach Sothearos Blvd (3) Phnom Penh, Cambogia

Orari: sempre aperto

Ingresso libero

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Wat Botum

Wat Botum o Tempio dei fiori di si trova a sud del Palazzo Reale, sul lato occidentale del Wat Botum Park. Questa pagoda fu costruita dal re Ponhea Yat (1405-1467) nel XV secolo ed è una delle cinque pagode più antiche di Phnom Penh. L’antico edificio Khmer vanta numerose reliquie, splendidi dipinti e un grande Stupa con una reliquia del Buddha proveniente dallo Sri Lanka, donata al re Norodom verso la fine del 900.

Informazioni utili

Indirizzo: Oknha Suor Srun St. (7), Sangkat Chaktomuk, Daun Penh District, Phnom Penh, Cambogia

Orari: 7:00 -18:00

Ingresso libero

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Monumento all’indipendenza di Phnom Penh

Il Monumento all’Indipendenza della Cambogia fu eretto nel 1958 per commemorare i caduti nella guerra civile e celebrare l’indipendenza dalla Francia ottenuta cinque anni prima. 

Il monumento è alto 20 metri ed ha la forma di uno Stupa a fiore di loto, in stile Angkor Wat decorato da numerosi Naga particolarmente cari al popolo cambogiano. Nonostante celebri un momento memorabile nella storia del paese, non è una destinazione imperdibile per gli stranieri, vale una fermata solo se di strada.

Informazioni utili

Indirizzo: HW4H+H74, Phnom Penh, Cambogia

Orari: sempre aperto

Ingresso libero

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Wat Langka o Wat Lanka

Wat Langka fu costruito nel 1422 ed è una delle cinque antiche pagode di Phnom Penh. Fu inizialmente costruito come luogo per conservare le Sacre Scritture e fu anche luogo di incontro per i monaci cambogiani e dello Sri Lanka, proprio il nome Langka del tempio deriva dall’ordine dei monaci dello Sri Lanka che aveva sede nel tempio.

Fortunatamente, durante la dittatura dei Khmer Rossi, il monastero sfuggì alle sistematiche distruzioni dei luoghi di culto perché fungeva da magazzino, ma subì comunque dei danneggiamenti. Oggi è completamente restaurato e riveste grande importanza in quanto principale biblioteca di scritti religiosi. 

I visitatori oltre a visitare il tempio possono partecipare a sessioni di meditazione silenziosa tenute dai monaci.

Informazioni utili

Indirizzo: Samdach Louis Em, Phnom Penh, Cambogia

Orari: 6:00 -18:00

Ingresso libero

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Museo del Genocidio di Tuol Sleng ⭐️

Il Museo del Genocidio di Tuol Sleng era stato un tempo un complesso scolastico che comprendeva una scuola superiore e due edifici per le scuole elementari, costruite nel 1962. Dopo la presa del potere nel 1975 da parte dei Khmer Rossi, il complesso venne trasformato nella tristemente nota prigione S-21.

La S-21 serviva come quartier generale di un vasto sistema carcerario diffuso per tutto il paese e venne utilizzata fino al 1979 come struttura segreta per la detenzione e la tortura di coloro che venivano definiti i nemici della Kampuchea Democratica. A causa di un concetto di propagazione, per il quale si era colpevoli anche solo di aver intrattenuto relazioni con i nemici, a volte intere famiglie venivano incarcerate, torturate e successivamente uccise nei vicini campi di sterminio di Choeung Ek.

Museo del Genocidio di Tuol Sleng
Internio del Museo del Genocidio di Tuol Sleng

Pochissimi uscirono vivi dalla detenzione e quando la S-21 fu smantellata, dopo la liberazione di Phnom Penh nel 1979, solo dodici persone erano sopravvissute, quattro di loro erano bambini.

Nei quattro edifici del complesso si possono vedere le stanze dove i prigionieri venivano tenuti in condizioni disumane prima di essere torturati e poi mandati a morire. Dopo aver visitato il museo bisogna visitare il Memoriale di Choeung Ek, per avere un quadro completo della storia. 

Informazioni utili

Indirizzo: Sangkat Boeung Keng Kang III, Khan Chamkar Mon, St 113, Phnom Penh, Cambogia

Orari; 8:00 – 17:00

Biglietto: 10 dollari inclusa audioguida disponibile in Italiano (senza audioguida 5 dollari)

Web: https://tuolsleng.gov.kh/en/museum/

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Mercato Russo

Il Mercato Russo (Psah Toul Tom Poung) e’ il cuore commerciale di Phnom Penh, un luogo simbolo della città post-dittatura. Il mercato negli anni ’80 divenne infatti il mercato dove tutti gli stranieri si recavano per fare acquisti.

In quel periodo la maggior parte degli stranieri in Cambogia erano russi, da cui il nome “mercato russo”. Tralasciando lo scarso interesse architettonico, soprattutto se paragonato al mercato centrale, è un luogo dove concentrarsi sugli acquisti. Qui si possono trovare tutti i tipi di souvenir, stoffe, sete e manufatti artigianali, oltre ai classici gioiellieri e orefici.

I locali amano contrattare, quindi provateci anche voi, non fosse altro che per sentirvi un po’ integrati.

Memoriale di Choeung Ek e Campi di Sterminio ⭐️

Il Memoriale di Choeung Ek si trova circa 15 chilometri a sud del centro di Phnom Penh ed era originariamente un cimitero della comunità cinese. Quando i Khmer Rossi presero il potere, nel 1975 il luogo fu trasformato in quello che oggi è noto come il Campo di Sterminio di Choeung Ek.

Quello che successe in questo luogo è inconcepibile. Uomini e ragazzini trasformati in mostri da una ideologia malata compirono un massacro che non risparmiò neppure le donne ed i bambini.

Memoriale di Choeung Ek e Campi di Sterminio
Memoriale di Choeung Ek e Campi di Sterminio

Da quanto si è potuto ricostruire, oltre 20.000 fra uomini, donne, bambini furono prima detenuti e torturati nella prigione S-21 e poi traportati e ferocemente uccisi nel campo. 

I resti di 8.985 persone, molte delle quali legate e bendate, sono stati riesumati nel 1980 da fosse comuni e gli oltre 8.000 teschi sono stati raccolti ed esposti dietro teche trasparenti nello Stupa eretto a memoriale nel 1988. Un monito per le generazioni presenti e future

Questo fu solo uno degli oltre 300 siti in cui vennero sterminati i civili che erano considerati avversari o soggetti non utili all’ideale utopistico della Kampuchea Democratica e molte fosse comuni nel paese non sono state neppure ancora aperte.

In genere le persone perseguitate erano appartenevano alle classi istruite, erano religiosi o chiunque fosse considerato un intellettuale, non fosse altro perché colpevole di indossare un paio di occhiali.

Per vedere il sito occorrono almeno due ore. Calcolate una mezza giornata con trasferimenti e soste. Se potete andate la mattina presto. Il sito apre alle 7 e non c’è nessuno a quell’ora, il che rende la visita ancor più suggestiva.

Informazioni utili

Indirizzo: Via Choeung Ek, Phnom Penh, Cambogia

Orari; 7:30 – 17:30

Biglietto: circa 6 dollari inclusa audioguida disponibile anche in italiano

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Da vedere, vicino a Phnom Penh: Oudong

Oudong o Udong si trova a circa 40 chilometri a nord di Phnom Penh ed è visitabile con un’escursione di un giorno. La cittadina fu capitale del Regno di Cambogia dal 1616 al 1866, un periodo nel quale fu abbellita con templi ed opere artistiche.

Purtroppo gli edifici più antichi sono stati in gran parte distrutti dai bombardamenti americani e dal successivo regime dei Khmer rossi, ma sono tuttavia sopravvissuti alcuni templi buddhisti e diversi Stupa risalenti all’epoca in cui fu capitale e che conservano le spoglie dei regnanti e reliquie del Buddha

Informazioni Utili

Distanza da Phnom Penh: 45 km dal centro

Tempoi di trasferimento 1 ore 30 minuti

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Come raggiungere Phnom Penh

Phnom Penh può essere raggiunta facilmente da tutte le maggiori località turistiche del paese in autobus o minivan. Potete prenotare il trasporto in una qualsiasi delle tantissime agenzie turistiche presenti ovunque per un costo contenuto. Un servizio ferroviario la collega a Sihanouk, ma il servizio funziona a singhiozzo. Chi proviene da Siem Reap può optare per il viaggio in battello, anche se ormai la strada è abbastanza veloce da essere il percorso preferito.

Come muoversi a Phnom Penh e in Cambogia

Muoversi in centro, dove si concentrano la maggior parte dei monumenti e dei luoghi interessanti da visitare, non è un problema e le distanze sono percorribili facilmente a piedi. Per chi non ama camminare e vuole fare meno fatica, o nei periodi più caldi, i taxi sono economici e abbastanza efficienti.

La scelta più economica è comunque il tuktuk, una specie di risciò a motore. Ce ne sono ovunque e sono economici ed efficienti. Chiedete sempre prima il prezzo e contrattate senza esagerare.

Se non siete sicuri, per taxi e tuktuk fatevi consigliare dalla reception dell’albergo o del ristorante. Chi vuole fare un’esperienza da local può scegliere un cyclo, una sorta di risciò a pedali (vedi qui per maggiori info).

Questo sono io su un tuktuk a Banteay Srei
Questo sono io su un tuktuk a Banteay Srei (Siem Reap)

Faq Phnom Penh

Qual è la stagione migliore per visitare Phnom Penh?

Ogni periodo dell’anno è buono per visitare la città, ma il periodo migliore va da ottobre ad aprile, durante la stagione secca.

Che lingua si parla in Cambogia?

Il khmer è la lingua ufficiale del paese, parlata da quasi il 90% della popolazione.

C’è molta gente che parla inglese in Cambogia?

A parte le località turistiche, poche persone parlano inglese in Cambogia.

Quale valuta si usa in Cambogia?

Il riel cambogiano è la moneta ufficiale. Tuttavia, i dollari sono accettati ovunque e talvolta preferiti.

Ci sono bancomat o ATM a Phnom Penh

A phnom Penh ci sono Bancomat e ATM sparsi per tutta la città e distribuiscono sia Riel che Dollari (c’è un tasto sullo schermo per cambiare valuta).

Il Wi-Fi è facilmente disponibile?

Il Wi-Fi è facilmente disponibile nelle principali città, ma potrebbe essere lento e l’utilizzo del Wi-Fi nelle aree pubbliche potrebbe essere a pagamento. Meglio scegliere una sim locale o una e-sim per la Cambogia (solo dati, disponibile per i telefoni compatibili).

Posso usare il mio cellulare in Cambogia?

La rete Tim riceve in Cambogia. Ti suggerisco di verificare con il tuo gestore di telefonia mobile per sapere quali sono i costi. In alternativa puoi usare una Sim locale o una e-sim per la Cambogia (solo dati, disponibile per i telefoni compatibili). Con la e-sim mantieni il numero originale, ma il traffico dati è dirottato sulla rete locale con un costo molto conveniente. Puoi chiamare con whatsapp.

È sicuro bere l’acqua del rubinetto?

La qualità dell’acqua corrente non è uguale ovunque. Se non si è sicuri è meglio bere l’acqua delle bottigliette o farsi riempire la borraccia con l’acqua filtrata, che si trova negli hotel e nei ristoranti.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

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Pubblicato: 28/01/2023
immagine di copertina - tunnel di cu chi

I tunnel di Cu Chi: le gallerie della guerra in Vietnam

di Max Pubblicato: 24/01/2023
Indocina Scritto da Max

I tunnel di Cu Chi, una visita obbligata per conoscere la guerra in Vietnam

I tunnel di Cu Chi (Cu Chi tunnels) sono una delle mete imperdibili per chi visita Saigon – Ho Chi Minh City ed il sud del Vietnam. Questa straordinaria opera di ingegneria è un’importate testimonianza della Guerra in Vietnam e visto che si trova ad appena un’ora e mezza di strada dal centro cittadino, è una delle località più visitate del sud del paese.

Certamente Cu Chi è anche una delle destinazioni più turistiche e più affollate, ma ciò non toglie che l’escursione ai tunnel abbia un suo fascino ed un valore culturale veramente importante, Questa vasta rete di gallerie sotterranee, già attiva negli anni 40 del secolo scorso, è stata infatti utilizzata come rifugio dalle forze nordvietnamite durante la guerra del Vietnam e la visita permette di conoscere e valutare alcuni aspetti poco conosciuti dei conflitti in Indocina.

Il sistema di tunnel si estende per oltre 200 chilometri e comprende alloggi, zone per lo stoccaggio di viveri e munizioni, botole e infermerie. I tunnel di Cu Chi rappresentano una parte importante della storia vietnamita ed oggi sono il simbolo della forza e della determinazione di questo popolo di fronte alle avversità. 

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Indice

  • I tunnel di Cu Chi, una visita obbligata per conoscere la guerra in Vietnam
  • Guida e Mappa del Vietnam del sud
  • Un po’ di storia dei Tunnel, non solo di Cu Chi
  • Una fitta rete di gallerie sotterranee
  • Visita dei Tunnel di Cu Chi
  • Percorrere i tunnel di Cu Chi
  • Tunnel di Cu Chi: video su come mimetizzarsi
  • Tunnel di Cu Chi: video dell’interno dei tunnels
  • Mangiare come un Viet Cong
  • Difendersi come un Viet Cong nei Tunnel di Cu Chi
    • Trappole di ogni genere
  • Sparare come un Viet Cong o un Americano
  • Quando visitare i tunnel di Cu Chi 
    • Informazioni Utili
  • Faq sui Tunnel di Cu Chi (Cu Chi tunnels)

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

tunnel di cu chi vietnam
Un nascondiglio dei Viet Cong ai tunnel di Cu Chi di Thomas Schoch, CC BY-SA 3.0

Guida e Mappa del Vietnam del sud

Pianifica subito la visita nel sud del Vietnam sulla mappa e compra la nuova versione della guida del Vietnam della Lonely Planet. In formato cartaceo è quasi introvabile, io l’ho trovata in libreria per puro caso ed era l’ultima. La guida del Vietnam del National Geographic, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

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Un po’ di storia dei Tunnel, non solo di Cu Chi

I tunnel erano già usati negli anni Quaranta del secolo scorso, durante l’occupazione francese, dai guerriglieri Viet Minh, ma vennero recuperati ed ampliati a partire nei successivi anni Sessanta dai Viet Cong, per contrastare l‘esercito del Vietnam del Sud e degli Stati Uniti, durante la Guerra del Vietnam.

La rete di gallerie giocò un ruolo fondamentale per il rifornimento delle truppe impegnate contro gli oppositori del Sud e contro gli Stati Uniti, contribuendo ad alimentare e a mantenere viva la guerriglia e riuscendo a sfuggire ai bombardamenti americani.

Nonostante Cu Chi fosse la sede di almeno tre basi logistiche della coalizione del Sud, i tunnel rimasero in parte attivi fino alla fine del conflitto, alcuni sotto la base stessa furono addirittura utilizzati per azioni di sabotaggio. 

Un duro colpo fu dato solo dopo il 1968 dal bombardamento tramite bombe a penetrazione, che distrussero in parte la rete di cunicoli, senza tuttavia riuscire a distruggerla mai completamente.

La rete raggiungeva e oltrepassava il confine con la Cambogia e fu utilizzata fino alla fine del conflitto per il passaggio di uomini e approvvigionamenti. Questi in maggior parte provenivano dalla Cambogia orientale, dove erano ubicati numerosi depositi nordvietnamiti alimentati tramite il Sentiero di Ho Chi Minh, una rete di strade e sentieri che andava dal Nord al Sud del Vietnam, passando attraverso le nazioni confinanti di Laos e Cambogia, e che era usata per fornire supporto logistico ai Viet Cong.

ingresso ai tunnel di Cu Chi

Una fitta rete di gallerie sotterranee

La struttura dei tunnel di Cu Chi era realizzata su vari livelli. Per permettere agli occupanti di sopravvivere per molte ore all’interno dei cunicoli, fu realizzato un vero e proprio sistema di aerazione che in superficie veniva mimetizzato in mezzo alla foresta utilizzando delle piramidi di terra simili a termitai o facendo sfogare gli sfiatatoi in luoghi molto distanti dalle zone occupate dai guerriglieri.

Gli ingressi erano costituiti da botole mimetizzate tra le foglie difficilmente visibili nel folto della giungla e lungo i cunicoli erano disseminate trappole mortali, di modo che, anche se qualcuno fosse riuscito a penetrare nell’area, avrebbe avuto serie difficoltà ad arrivare in una zona utilizzata.

La difficoltà nello scovare il nemico e la necessità di combattere figure spesso invisibili costrinse gli americani ad utilizzare armamenti non-convenzionali, come il Napalm, l’Agente Arancio e altre armi, della quali parlo nell’articolo sul War Remmnants Museum

Con questa logica interi villaggi e migliaia di civili furono massacrati.

Visita dei Tunnel di Cu Chi

Nonostante la rete di tunnel percorra una vasta area del Vietnam Meridionale, solo due aree sono aperte al pubblico ed entrambe si trovano nel distratto di Cu Chi. 

Queste sono state opportunamente adattate per permetterne la visita da parte del pubblico. Le gallerie sono state allargate e sistemate, perché altrimenti nessuno con una corporatura normale avrebbe potuto accedervi. I Viet Cong erano infatti figure minute e abituate a muoversi in spazi molto angusti. Durante la visita quasi sicuramente la guida vi permetterà di osservare uno di questi tunnel allo stato naturale e vi renderete conto che erano veramente cunicoli minuscoli.

Un documentario ed un plastico spiegano molto bene l’organizzazione del complesso, nonché le ingegnose soluzioni adottate dai guerriglieri nordvietnamiti per sfuggire agli attacchi. Una di queste prevedeva per esempio che il fumo delle cucine sotterranee, attraverso un complesso sistema di camini andasse a sfiatare anche a centinaia di metri dalle cucine, mimetizzato in maniera tale da non poter essere visto dall’alto da aerei o elicotteri.

Percorrere i tunnel di Cu Chi

La parte centrale della visita è l’esperienza di entrare prima nelle fosse, provando a mimetizzarsi e poi di provare a percorrere i tunnel per spostarsi da un nascondiglio all’altro. 

questo sono io ai tunnel di cu chi
Questo sono io ai tunnel di cu chi

Tenendo conto che i cunicoli sono stati allargati, ma anche del fatto che in occasione della visita il mio ginocchio sinistro era infortunato, l’ho trovata un’esperienza interessante, ma il percorso è stato un po’ impegnativo. Diciamo adatto a tutti coloro che hanno un minimo di mobilità e di flessibilità. 

Per chi è meno allenato esistono anche percorsi brevi di una decina-quindici metri per provare l’esperienza senza stressare gli arti.

È consigliabile indossare almeno un paio di scarpe chiuse, soprattutto nel periodo più umido. Nel periodo più secco anche i sandali vanno bene, facendo sempre attenzione alle formichine.. qualcuna morde e posso assicurare che non sono esattamente delicate 😊

Tunnel di Cu Chi: video su come mimetizzarsi

Tunnel di Cu Chi: video dell’interno dei tunnels

Mangiare come un Viet Cong

Durante la visita viene offerta la possibilità di gustare un piatto che probabilmente era alla base dell’alimentazione degli occupanti dei tunnel di Cu Chi. Un piatto povero, ma gustoso a base di manioca (o tapioca) al vapore, spezie e sale. Buono da assaggiare, ma provate ad immaginare di mangiare solo quello per giorni o mesi…

Difendersi come un Viet Cong nei Tunnel di Cu Chi

Un’altra delle sezioni interessanti della visita ai tunnel di Cu Chi è la parte relativa alle trappole ed ai travestimenti utilizzati dai soldati dell’esercito del Nord per difendersi o non farsi trovare. 

Un segno distintivo dei guerriglieri del Nord erano sicuramente le scarpe. I soldati avevano infatti appreso a fabbricare dei sandali con i copertoni delle auto, per proteggere i piedi durante spostamenti nella giungla. Per fuorviare il nemico, la suola dei sandali era forgiata in modo che fosse più larga nel tallone e più stretta nella punta, al contrario di una scarpa normale. In questo modo le tracce lasciate dai soldati nella giungla sembrava che andassero nella direzione opposta a quella reale.

Ma i sandali erano anche uno dei punti deboli dei Viet Cong. Nella foresta e nei villaggi, infatti, nessuno indossava le scarpe: pertanto durante i rastrellamenti americani nei villaggi, coloro che avevano i segni lasciati dall’aver indossato i sandali erano identificati come combattenti e passati per le armi.

Trappole di ogni genere

Oltre a confezionare ordigni utilizzando le bombe inesplose lasciati dagli americani, i Viet Cong avevano sviluppato una singolare abilità nel costruire ogni sorta di trappola nella foresta. Si trattava di trappole semplici, ma micidiali, il cui scopo era intrappolare il nemico, facendolo morire tra mille sofferenze.

Un vero spauracchio, solo a guardarle e ad immaginarne l’effetto vengono i brividi.

Sparare come un Viet Cong o un Americano

Alla fine del percorso dei tunnel c’è il poligono di tiro, dove c’è la possibilità di imbracciare un fucile o un mitragliatore e di provare a sparare. Con la premessa che i fucili sono saldamente ancorati ad un terrapieno, personalmente ho trovato la proposta un po’ macabra… non siamo tutti uguali.

aereo americano all'ingresso dei tunnel di cu chi
Aereo americano all’ingresso dei tunnel di cu chi

Quando visitare i tunnel di Cu Chi 

La zona di Cu Chi è soggetta ad un clima tropicale, e, come per tutto il sud del Vietnam, l’anno si divide in due stagioni distinte: la stagione delle piogge, da maggio a ottobre, e la stagione secca da novembre ad aprile. La stagione secca è il periodo migliore per visitare i tunnel di Cu Chi, ma la stagione delle piogge è sicuramente quella più interessante sotto l’aspetto fotografico, vista la natura lussureggiante e l’abbondanza d’acqua.

Informazioni Utili

I tunnel di Cu Chi (Địa đạo Củ Chi in vietnamita) si trovano nel distretto di Cu Chi, a nord-ovest della città di Ho Chi Minh, a circa 70 chilometri (1,5 – 2 ore) dal centro della città. 

Si possono visitare due sezioni, le uniche accessibili per ora: Ben Dinh Tunnels (Ben Dinh Hamlet, Comune di Nhuan Duc) e Ben Duoc Tunnels (Phu Hiep Hamlet, Phu My Hung Commune).

In genere per i tunnel viene offerto un tour da Saigon Ho Chi Minh City della durata di mezza giornata. Il viaggio in autobus gran turismo o mini van dura circa un’ora e mezza sia all’andata che al ritorno. 

È possibile anche andarci coi mezzi pubblici, ma visto il costo ridotto, a mio avviso non vale la pena. I mini van per me sono la scelta migliore per la visita in orari meno affollati, il bus è il più conveniente in termini economici.

Indirizzo: TL15, Phu Hiep, distretto di Cu Chi, città di Ho Chi Minh

Orari di apertura: 8:00 – 17:00 (7 giorni su 7)

Biglietti d’ingresso (aggiornati nel 2022):

Ben Duoc: 110.000 VND/persona

Ben Dinh: 90.000 VND/persona

Faq sui Tunnel di Cu Chi (Cu Chi tunnels)

Quando furono costrutiti i tunnel di Cu Chi?

La costruzione dei tunnel di Cu Chi cominciò negli anni 40 del secolo scorso, ma raggiunsero il massimo sviluppo durante la Guerra del Vietnam tra il 1965 ed il 1975.

Quanto distano i tunnel di Cu Chi da Saigon – Ho Chi Minh City?

I tunnels di Cu Chi distano poco meno di 60 chilometri dal centro di Saigon – Ho Chi Minh City.

Quanto tempo ci vuole per arrivare ai tunnel di Cu Chi da Saigon – Ho Chi Minh City?

Per arrivare ai tunnel di Cu Chi da Saigon – Ho Chi Minh City ci vogliono da un’ora e mezza a due ore.

I tunnel di Cu Chi possono essere percorsi da chiunque?

Per percorrere i Tunnel di Cu Chi occorre avere una buona elasticità, buona mobilità sulle gambe ed una forma fisica nella media.

I bambini possono accedere ai tunnel di Cu Chi?

I bambini non hanno problemi se accompagnati dai genitori, ma se, sono troppo piccoli per entrare nei tunnel qualcuno dovrà restare fuori con loro.

Posso andare da solo ai tunnel di Cu Chi?

E’ possibile accedere anche singolarmente, ma è consigliabile aggregarsi ad uno dei tanti tour in partenza dalla città, acquistabili online (anche da questo articolo) o in loco presso le agenzie di viaggio.

La visita ai tunnel è fattibile in sedia a rotelle?

Ci sono alcuni tour che garantiscono l’accessibilità in sedia a rotelle, come per esempio questo tour (link sponsorizzato – controllate che l’accessibilità sia sempre garantita)

Quanto costa sparare nel poligono dei Tunnel di Cu Chi?

Sparare nel poligono costa circa 2 euro a colpo (prezzi 2023).

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

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Pubblicato: 24/01/2023
museo dei resti della guerra - war remnants museum ho chi minh city saigon

War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon

di Max Pubblicato: 14/01/2023
Indocina Scritto da Max

Museo delle vestigia della guerra – War Remnants Museum Saigon

Il War Remnants Museum di Ho Chi Minh City – Saigon – Vietnam, in italiano Museo dei residui, resti o vestigia della guerra, è una destinazione da non perdere se volete saperne di più sulla guerra del Vietnam.

Questo museo è un importante ricordo delle tragedie del conflitto e una grande opportunità per conoscere meglio quanto questo popolo ha dovuto sopportare. Non solo, è anche un’occasione per comprendere come il fatto di aver saputo andare avanti e perdonare, senza dimenticare, sia stata una scelta abilitante per la costruzione del nuovo Vietnam.

Il museo è pieno di reperti, ma soprattutto di foto e documenti che non raccontano solo i combattimenti convenzionali, ma anche tutta una serie di storie collaterali ed approfondimenti che forniscono preziose informazioni sulla storia di questo importante pezzo di storia.

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Informazioni sul War Remnants Museum

Subito dopo la fine della guerra, nel 1975, il nome ufficiale era “Museo dei crimini degli Stati Uniti e del regime fantoccio”. Nel corso degli anni i toni si sono addolciti, ma il “museo dei Resti della Guerra” non ha bisogni di definizioni per mostrare quello che è stata questa guerra senza senso.

Bombe ripiene di oggetti metallici al Museo dei resti della guerra
Bombe riempite con oggetti metallici al Museo dei resti della guerra.

Oltre alla tragedia di un paese devastato, al primo piano del museo, ci sono anche le immagini dei veterani di guerra americani contaminati dagli agenti chimici da loro stessi utilizzati in una sorta di legge del contrappasso, se non fosse che la maggior parte dei soldati non era lì per volontà propria. 

Il museo della guerra è uno dei luoghi più importanti e più toccanti della visita alla città. Le fotografie ed i reperti trasmettono il senso della tragedia vissuta da entrambe le parti in conflitto ed il terrore che deve aver vissuto la popolazione. L’esempio più significativo è forse l’espressione innocente di Kim, la ragazzina che corre nuda ed impaurita in mezzo ai soldati americani.

Museo dei resti della guerra - War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon
Carro Armato Americano

La storia di Kim, Napalm Girl

Phan Thị Kim Phúc OOnt, chiamata per semplicità la ragazza nella foto o la ragazza del Napalm, è oggi una signora canadese nata nel Vietnam del Sud e famosa per essere la bambina di nove anni raffigurata nella fotografia vincitrice del Premio Pulitzer, intitolata “The Terror of War”, scattata a Trang Bang durante la guerra del Vietnam, l’8 giugno 1972.

Phan Thi Kim Phúc e la sua famiglia vivevano all’epoca nel villaggio di Trảng Bàng nel Vietnam del sud. L’8 giugno 1972, gli aerei del Vietnam del Sud sganciarono per errore una bomba al napalm sul villaggio. Kim Phúc fuggì unendosi ad un gruppo di civili e soldati del Vietnam del Sud che fuggivano dal Tempio Caodai verso la sicurezza delle posizioni detenute dal Vietnam del Sud. Il pilota della Repubblica del Vietnam aveva scambiato il gruppo per soldati nemici e aveva deviato per attaccare. La bomba uccise due cugini di Kim Phúc e altri due abitanti del villaggio. Kim Phúc ebbe ustioni di terzo grado su gran parte del corpo, causate dai suoi stessi vestiti

The Terror of War - War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon
The Terror of War, il terrore della guerra – War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon

Visita al War Remnants Museum di Ho Chi Minh City Saigon

All’ingresso del museo c’è uno spiazzo che ospita uno dei famigerati elicotteri Chinook, uno dei simboli della guerra, oltre ad altri tipi di macchine da guerra.

Fra di queste mi ha colpito il Bulldozer.

Nel 1969 in Vietnam c’erano 1.417 Bulldozer americani. In Vietnam erano usati per radere al suolo foreste, giardini, villaggi e risaie, in buona sostanza per affamare la popolazione. Mon penso che si debbano aggiungere considerazioni, ma forse val la pena di riflettere sui crimini di guerra e su cos’è il significato della parola giustizia, a seconda della bocca che la pronuncia.

Musei delle vestigia della guerra - War Remnants Museum
Musei delle vestigia della guerra – War Remnants Museum

Prova anche il tour in moto alla scoperta delle bellezze* (note e nascoste) di Ho Chi Minh City Saigon.

Immagini forti con la sofferenza come soggetto

Le immagini sono un monito delle conseguenze sulle persone dell’uso di Napalm, Agente Arancio e ordigni al fosforo. Persone con gravissime mutilazioni, bambini contaminati e mucchi di cadaveri.

Immagini di giovani americani sorridenti vicino alle vittime, un ritratto di una guerra disumana, di atrocità di cui i protagonisti si sono resi conto solo dopo il ritorno a casa.

Una foto, una storia come tante

“Beh, c’erano circa 40, 45 persone che avevamo riunito nel centro del villaggio… Li facemmo accovacciare e il tenente Calley venne e disse: sai cosa fare con loro, vero?

Musei delle vestigia della guerra - War Remnants Museum - foto e storia
Musei delle vestigia della guerra – War Remnants Museum – foto e storia

Dissi di sì. Quindi davo per scontato che voleva solo che li guardassimo. E se ne andò, e tornò circa 10 o 15 minuti dopo, e disse: come mai non li hai ancora uccisi? E gli dissi che non pensavo che volesse che li uccidessimo, che quello che volevo fare era custodirli. Disse: no, li voglio morti… e così fece un passo indietro, circa 10, 15 piedi, e cominciò a sparare. E mi disse di iniziare a sparare. Così cominciai a sparare, sparai circa quattro caricatori sul gruppo.

… Stavamo radunandone di più e avevamo circa sette o otto persone. E li mettemmi nella capanna… e poi lanciammo una bomba a mano dentro con loro… E qualcuno… ci disse di portarli nel burrone,… e avevano circa 70, 75 persone, tutte riunite… e il tenente Calley… si avvicinò alle persone, e iniziò a spingerle e a sparare… quindi spingemmo tutti, e cominciammo a usare le armi automatiche su di loro.

(testimonianza vera)

Il famigerato Agente Arancio

La guerra del Vietnam fu un importante laboratorio nel quale gli Stati uniti misero in campo e testarono moltissime tecniche di guerra che oggi sono illegali o vietate e che possiamo considerare tranquillamente come inumane o, in altre parole, terroristiche. Si stima che fra il 1961 e il 1975, sul povero Vietnam, colpevole di voler instaurare un regime comunista, siano state sganciate qualcosa come 14 milioni di tonnellate di bombe di ogni tipo: cluster (oggi vietate), a frammentazione (oggi vietate), al napalm o al fosforo bianco e molte altre. Per voler fare dei paragoni sono almeno il doppio delle bombe che furono usate contro i paesi dell’Asse durante tutta la Seconda guerra mondiale: l’equivalente di 328 bombe atomiche di potenza pari a quella sganciata su Hiroshima. Ma gli americano non si limitarono a questo.

In difficoltà a raggiungere i nascondigli nella giungla, gli americani pensarono di usare un diserbante speciale, che faceva cadere le foglie rendendo il terreno spoglio ed osservabile dall’alto, per i suoi bombardieri: l’agente arancio

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Storia e ruolo dell’agente arancio nella guerra in Vietnam

Questo erbicida contiene arsenico e diossina, il composto chimico più tossico prodotto dall’uomo.

Mappa delle zone in cui fu usato l'agente arancio
Mappa delle zone in cui fu usato l’agente arancio

Già nel 1961, il Presidente Kennedy autorizzò l’uso dell’Agente Arancio nel Vietnam del Sud, e durante gli anni della guerra ne furono riversati sulle sole foreste del Vietnam del sud almeno 44 milioni di litri (anche se alcune fonti dicono 100 milioni), sufficienti a coprire un’area grande quanto il Massachusetts.

La quantità riversata sul vietnam equivale ad un contenuto di circa 170 kg di diossina.

Gli Stati Uniti usarono l’Agente Arancio dal 1961, aumentandone gradualmente l’uso fino al 1965, per poi diminuirne l’uso fino all’abbandono nel 1971, anche in seguito alle proteste nel mondo e negli stessi Stati Uniti. (fonte Peacelink)


Per fare un paragone, in Italia nel 1976 si verificò una perdita di diossina in un impianto chimico ICMESA, vicino a Milano. La nube velenosa si diffuse su Seveso e uccise all'istante più di trecento animali: dalla fabbrica dell'Icmesa all'epoca fu stimata una perdita di alcune centinaia di grammi di diossina, anche se oggi si ritiene molto di più (fonte Istituto Superiore di Sanità).

Effetti dell’agente arancio, a breve ed a lungo termine

Il primo effetto dell’Agente Arancio è stato evidente: la deforestazione, ma il suo effetto a lungo termine è stato anche peggio. La diossina contenuta nell’agente arancio si ritiene sia responsabile dello sviluppo di neoplasie (tumori tipo leucemia, linfoma, mieloma) e di teratogenesi, un modo accettabile di chiamare lo sviluppo anormale di alcuni organi del feto durante la gravidanza, che si traduce nella nascita di un bambino che presenta difetti congeniti. Ne furono e ne sono colpite sia la popolazione vietnamita, che i veterani di guerra statunitensi.

Quasi cinquant’anni dopo la fine della guerra tra Stati Uniti e Vietnam gli effetti del diserbante lanciato sul terreno dalle forze Usa provoca ancora gravissimi danni alla popolazione. La diossina è rimasta nel suolo e nei sedimenti, sul fondo dei laghi e dei fiumi e lo sarà per generazioni. Non è solubile nell’acqua, ma lo è nei grassi e arriva nei piatti attraverso il grasso del pesce e di altri animali. Secondo i vietnamiti sarebbero 4 milioni le persone che furono esposte al diserbante e 3 quelle che hanno riportato danni riconducibili all’uso di quel prodotto chimico (fonte: TG3).

Il suo impatto è a lunghissimo termine ed ha già colpito fino alla quarta generazione. Spesso i sintomi si manifestano solo in età avanzata, nei figli o nei nipoti di coloro che furono direttamente esposti alla contaminazione o in zone distanti centinaia di chilometri dai luoghi contaminati. In alcune zone di montagna, ad esempio, le comunità pensano che il malato si trovi in quelle condizioni per una sorta di maledizione e non per gli effetti, oltre trent’anni dopo, del micidiale agente arancio (fonte Peacelink).

Le fotografie di una tragedia

In una stanza del museo sono esposte le fotografie di alcune vittime dell’uso scellerato di questo composto venefico. Le immagini lasciano poco all’immaginazione e molte di queste sono veramente agghiaccianti, specialmente quelle dei bambini, tanto che non ne ho voluta riportare nessuna in primo piano, anche se ne ho alcune ben stampate nella mia memoria.

Una storia che non nessuno vorrebbe vedere ancora.

Museo dei resti della guerra - War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon
Gli effetti dell’agente arancio sulle persone

Mostre temporanee al War Remnants Museum di Saigon Ho Chi Minh City

Al momento della mia visita in una sala del museo erano esposti una selezione di disegni di bambini. Ai ragazzi era stato richiesto di fornire una rappresentazione di cosa fosse per loro la guerra.

Una visita interessante e, per alcuni disegni toccante e significativa.

Mostra di dipinti di bambini. Come un bimbo vede la guerra in Vietnam
Mostra di dipinti di bambini. Come un bimbo vede la guerra in Vietnam

Informazioni Utili

Indirizzo: War Remnants Museum 28 Vo Van Tan, nel distretto 3 Ho Chi Minh City

Ingresso: 40.000 VND (meno di 2 euro), per studenti, forze armate, veterani, alti funzionari della rivoluzione c’è una riduzione del 50%

Orari: tutti i giorni incluso i festivi 7:30 – 12:00 e 13:30 – 17:00

Web: https://warremnantsmuseum.com

Per la la visita guidata tel: (84-4) 39302112

E-mail: warrmhcm@gmail.com

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Proposte di Viaggio

Questa città può essere visitata con un tour individuale, come quelli che propongo qui di seguito:

  • Vietnam Classico*, tour individuale con guida in italiano: un’introduzione al Vietnam per chi tempo e budget limitato, che vi darà comunque modo di innamorarvi del paese.
  • Vietnam Signature*, per chi ha un po’ più di tempo ed un budget più elevato. Viaggio individuale con guida in italiano per tutti coloro che vogliono farsi un’idea più approfondita di questo fantastico paese.
  • Tour di gruppo del Vietnam*, con partenze fisse e durate da 9 a 11 giorni.

Faq War Remnants Museum

Quanto dura la visita al War Remnants Museum?

La visita impegna almeno un’ora e mezza, a seconda di quanto siete interessati alle varie spiegazioni e didascalie., ma consiglio di non avere fretta e di esplorare con calma. In questo caso la visita può durare anche più di due ore.

Quanto costa il biglietto d’ingresso al War Remnants Museum?

Il prezzo aggiornato del biglietto d’ingresso è 40.000 VND (meno di 2 euro)

Si devono acquistare i biglietti in anticipo o è meglio acquistarli alla biglietteria?

Non c’è una biglietteria online, ma i biglietti si possono acquistare tranquillamente alla biglietteria del museo sul posto. L’attesa non è mai lunghissima.

Il biglietto si può pagare in dollari?

I dollari sono accettati, ma il resto sarà in valuta locale.

Ci sono dei tour guidati per il War Remnants Museum?

Potete prenotare informarvi sui tour guidati sul sito del museo, in alternativa ci sono tour guidati meno specifici come questo*.

C’è un dress code specifico per visitare il museo?

Non è richiesto nessun dress code particolare.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

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