Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Contatti
    • Per Contattarmi
    • Un po’ di me
    • Facciamo la differenza
    • Eventi fino al 2011
    • Eventi dal 2011 al 2013
    • Eventi dal 2014 al 2019
    • Mostra aniMALi d’AFRICA
    • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
    • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
    • Copyright
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Cookie Policy (UE)
    • Uso consentito
    • Termini di Servizio
    • Newsletter
    • Mappa del sito
  • Apri un blog
mercoledì, 8 Luglio 2026
Articoli in evidenza >>
I 6 fusi orari degli Stati Uniti: come...
8 libri per un viaggio in Cina
Le Migliori Micro SD per Insta360 X5?
Garuda la divinità con le ali
La Teoria dei Cinque Elementi e lo Zodiaco...
Livigno in estate: quando andare come arrivare
I simboli Buddisti, esempi e significati
Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore...
Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno
Livigno in estate: cosa fare?
Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Contatti
    • Per Contattarmi
    • Un po’ di me
    • Facciamo la differenza
    • Eventi fino al 2011
    • Eventi dal 2011 al 2013
    • Eventi dal 2014 al 2019
    • Mostra aniMALi d’AFRICA
    • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
    • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
    • Copyright
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Cookie Policy (UE)
    • Uso consentito
    • Termini di Servizio
    • Newsletter
    • Mappa del sito
  • Apri un blog
SCARICA LE GUIDE PDF
PREPARA LA VALIGIA
Viaggio ControMano
Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Contatti
    • Per Contattarmi
    • Un po’ di me
    • Facciamo la differenza
    • Eventi fino al 2011
    • Eventi dal 2011 al 2013
    • Eventi dal 2014 al 2019
    • Mostra aniMALi d’AFRICA
    • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
    • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
    • Copyright
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Cookie Policy (UE)
    • Uso consentito
    • Termini di Servizio
    • Newsletter
    • Mappa del sito
  • Apri un blog

Articoli Recenti

Ho Chi Minh City - Saigon - vista notturna sulla citta

Cosa vedere a Saigon – Ho Chi Minh City

di Max Pubblicato: 08/01/2023
Indocina Scritto da Max

Deprecated: explode(): Passing null to parameter #2 ($string) of type string is deprecated in /home/u685655743/domains/massimobasso.com/public_html/wp-includes/class-wp-duotone.php on line 1194

Ho Chi Minh City, un altro modo di dire Saigon

Ho Chi Minh City, meglio nota come Saigon, una terra magica che ricompensa coloro che ci arrivano con la bellezza di tanti tesori spesso custoditi con riserbo. 

Visitare Saigon è una delle più coinvolgenti esperienze di viaggio che si possano fare in Asia. È la porta del Vietnam e ospita una città con radici antiche. Ma è anche una città che ama la vita e vuole che tutti sperimentino qualcosa di nuovo.

Nonostante la vita frenetica ed i milioni di scooter che dovrete scartare attraversando le strade, Saigon – Ho Chi Minh City si mostra da subito incredibilmente accogliente e la gente è sempre aperta e disposta ad aiutare.

Ci sono un sacco di attività che si possono sperimentare a pochi passi dal centro e fare base qui significa avere la possibilità di visitare alcuni dei tesori che si trovano nelle vicinanze, senza impegnare prezioso tempo in lunghi spostamenti.

Pianifica subito la visita sulla mappa!

Per non restare senza connessione compra una E-Sim solo dati per il Vietnam e altri otto stati della zona. Mantieni il tuo numero e navighi liberamente (consulta quali Smartphone supportano la E-Sim).

Scarica il PDF dell’articolo

Se vuoi salvare o stampare l’articolo scarica il PDF oppure leggilo su Issuu.

Scarica l’articolo in PDF

Indice

  • Ho Chi Minh City, un altro modo di dire Saigon
  • Scarica il PDF dell’articolo
  • Muoversi con un’app ad Ho Chi Minh City Saigon
  • Dove si trova Ho Chi Minh City – Saigon
  • La storia ed i cento nomi di Saigon
  • Cosa vedere a Ho Chi Minh City – Saigon
  • Cattedrale di Notre Dame
  • Ufficio Centrale delle Poste di Ho Chi Minh City
  • Museo delle vestigia della guerra – War Remnants Museum
  • Prenota da qui le attività ad Ho Chi Minh City – Saigon
  • Palazzo della Riunificazione di Ho Chi Minh City
  • Museo di Ho Chi Minh City o Palazzo Gia Long
  • Ben Thanh Market
  • Museo delle Belle Arti
  • Bitexco Tower
  • Dragon House Wharf o Museo di Ho Chi Minh
  • Museo di storia del Vietnam
  • Pagoda dell’imperatore di Giada
  • Museo delle Donne Vietnamite del Sud ad Ho Chi Minh city
  • Pagoda Giac Lam
  • Cho Lon
  • La Pagoda di Thien Hau 
  • Tempio di Phuoc An Hoi Quan
  • Il mercato di Binh Tay
  • Delta del Mekong
  • Tunnel di Cu Chi
  • Il Tempio Cao Dai e il Caodaismo (fuori Ho Chi Minh City)
  • Clima e meteo di Ho Chi Minh City
  • Aeroporto di Saigon
  • Mappa di Ho Chi Minh City – Saigon
  • Vita notturna
  • Tour della città e dei dintorni
  • Guide per il Vietnam
  • FAQ Saigon
  • Per saperne di più sull’Indocina

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Muoversi con un’app ad Ho Chi Minh City Saigon

Se non avete un’auto a disposizione il modo migliore per girare la città è il motorino. Per non avere il fastidio di guidarne uno nel caos cittadino e trovare un parcheggio comodo, potete usare l’app GRAB. Un’app in stile UBER che permette di chiamare i conducenti in abito verde e farvi trasportare comodamente ovunque per pochi dollari (veramente pochi).

Provatela anche per sentirvi un local e anche se avete un bagaglio non sarà un problema trasportarlo. Scarica GRAB da qui.

Autisti di GRAB a Saigon Ho Chi Minh City
Autisti di GRAB a Saigon Ho Chi Minh City

Dove si trova Ho Chi Minh City – Saigon

Ho Chi Minh City si trova nel sud del Vietnam e per chi avesse dei dubbi, non è la capitale del paese. La capitale è invece Hanoi, che si trova circa 1.150 chilometri più a nord. Ho Chi Minh rappresenta, invece, la capitale economica e finanziaria, oltre ad essere anche la città più popolosa del paese: una vera metropoli con oltre 13 milioni di abitanti e , non tarderete ad accorgervene, oltre sette milioni e mezzo fra scooter e motorini.

Geograficamente la città si trova lungo il corso del fiume Saigon, a 40 chilometri dal mare e a circa 60 chilometri dal famoso Delta del Mekong, che evoca ricordi di vecchie pellicole e lunghe battaglie.

La storia ed i cento nomi di Saigon

Anche se cento nomi può essere un po’ esagerato, vero è che la città, nel corso dei secoli ha cambiato spesso nome, a seconda dei regnanti di turno e, diciamocelo, l’ultimo nome, fra tutti, è quello che ispira meno.

La città nasce intorno al IV secolo d.C. durante il regno Funan e nel corso dei secoli è oggetto del desiderio di vari imperi, da quello Khmer che le cambia il nome in Prey Nokor, a quello Nguyen che la rinomina Gia Dinh (vedi qui la storia completa).

Solo dopo l’arrivo dei francesi nel 1862 la città assume il nome di Saigon, un nome che fra fortune alterne la condurrà attraverso la successiva occupazione giapponese e le due guerre d’Indocina.

Fu infine nel 1975, dopo la fine di quella che è conosciuta come la Guerra del Vietnam, che la città assunse il nome attuale di Ho Chi Minh City, in onore del “grande padre” del Vietnam.

Nonostante siano passati decenni, tutt’oggi la popolazione locale continua a chiamare la propria città Saigon e non Ho Chi Minh City, il nuovo nome racconta, ma non ispira.

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

Cosa vedere a Ho Chi Minh City – Saigon

L’ultimo dei problemi che avrete a Ho Chi Minh City – Saigon sarà quello di annoiarvi. A parte il solito giro a bighellonare per scoprire nuovi angoli della città, che personalmente consiglio di dedicare al quartiere cinese, ci sono un sacco di particolarità che val la pena di visitare, anche se, a volerle vedere tutte, non basterebbe una settimana. Nel frattempo, ci si può fermare qua e là per gustare un piatto della rinomata cucina vietnamita o approfittarne per uno splendido massaggio ai piedi.

Cattedrale di Notre Dame

La Cattedrale di Notre Dame, rara testimonianza del cattolicesimo in Vietnam, fu costruita dai francesi verso la fine del 1800 con mattoni rossi provenienti dalla Madre Patria, in particolare da Marsiglia. La costruzione troneggia nella piazza, con due campanili che supportano le sei campane in bronzo e costituisce un’oasi tranquilla nel centro di Ho Chi Minh City. Si dice che la statua della Vergine Maria che si trova di fronte alla cattedrale abbia pianto lacrime autentiche nell’ottobre 2005 ed è per questo oggetto di costante pellegrinaggio da parte dei fedeli.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 01 Paris Commune, Ben Nghe, Distretto 1
  • Ingresso libero
  • Orari: sempre aperta
  • Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Notre-Dame_Cathedral_Basilica_of_Saigon
Cattedrale di Notre Dame a Saigon Ho Chi Minh City
Cattedrale di Notre Dame a Saigon Ho Chi Minh City – In ristrutturazione fino a data da destinarsi

Ufficio Centrale delle Poste di Ho Chi Minh City

Il Palazzo dell’Ufficio Centrale delle Poste di Saigon è uno dei più bei palazzi di stile coloniale della città nonché una delle migliori testimonianze della dominazione francese. Il palazzo, contrariamente a quanto spesso affermato, non fu realizzato da Gustave Eiffel, ma da Alfred Foulhoux, che nelle celebrazioni venne definito l’architetto in capo della colonia. Il palazzo si trova nel quartiere storico Dong Khoi, vicino alla Cattedrale di Notre Dame. 

La costruzione ricalca lo stile coloniale dell’epoca come si può notare dalle numerose decorazioni e dai ricchi dettagli della facciata principale.

All’interno, la sala principale è caratterizzata da due dipinti raffiguranti una mappa delle “Linee Telegrafiche del Vietnam meridionale e della Cambogia nel 1892” ed una mappa di “Saigon e dintorni nel 1892”, storicamente molto interessanti.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 02 Công xã Paris, Bến Nghé, Quận 1, Thành phố 
  • Ingresso libero
  • Orari: tutti i giorni dalle 06:00 alle 22:00 
  • Web: https://hcmpost.vn/ (in inglese funziona male) https://en.wikipedia.org/wiki/Saigon_Central_Post_Office#cite_note-3
Ufficio Centrale delle Poste di Saigon Ho Chi Minh City
Ufficio Centrale delle Poste di Saigon Ho Chi Minh City

Museo delle vestigia della guerra – War Remnants Museum

Subito dopo la fine della guerra, nel 1975, il nome ufficiale era “Museo dei crimini degli Stati Uniti e del regime fantoccio”. Nel corso degli anni i toni si sono addolciti, ma il “museo dei Resti della Guerra” non ha bisogni di definizioni per mostrare quello che è stata questa guerra senza senso.

Oltre alla tragedia di un paese devastato, al primo piano del museo, ci sono anche le immagini dei veterani di guerra americani contaminati dagli agenti chimici da loro stessi utilizzati in una sorta di legge del contrappasso se non fosse che la maggior parte dei soldati non era lì per volontà propria. 

All’ingresso c’è uno spiazzo che ospita l’elicottero Chinook, uno dei simboli della guerra, oltre ad altri tipi di macchine da guerra.

Fra di queste mi ha colpito il Bulldozer. Nel 1969 in Vietnam c’erano 1.417 Bulldozer americani. In Vietnam erano usati per radere al suolo foreste, giardini, villaggi e risaie, in buona sostanza per affamare la popolazione. Mon penso che si debbano aggiungere considerazioni, ma forse val la pena di riflettere sui crimini di guerra e su cos’è il significato della parola giustizia, a seconda della bocca che la pronuncia.

Musei delle vestigia della guerra - War Remnants Museum
Musei delle vestigia della guerra – War Remnants Museum

Le immagini sono un monito delle conseguenze sulle persone dell’uso di Napalm, Agente Arancio e ordigni al fosforo. Persone con gravissime mutilazioni, bambini contaminati e segnati da un destino tremendo.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 28 Vo Van Tan, nel distretto 3
  • Ingresso: 40.000 VND (meno di 2 euro)
  • Orari: tutti i giorni incluso i festivi 7:30 – 12:00 e 13:30 – 17:00
  • Web: https://warremnantsmuseum.com leggi anche il mio articolo War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon

Prenota da qui le attività ad Ho Chi Minh City – Saigon

Palazzo della Riunificazione di Ho Chi Minh City

Il Palazzo della Riunificazione, un tempo Palazzo dell’Indipendenza, si presenta come una costruzione in cemento bianco ad ampie vetrate, riparate dietro innumerevoli colonnine, mentre gli interni sono in uno stile meno austero e lineare.

In precedenza, era stato il Palazzo del Governatorato Francese, palazzo Norodom, costruito tra il 1868 e il 1873 su progetto dell’architetto Achille-Antoine Hermitte.

In seguito al Golpe del 1962, il palazzo fu distrutto da un attentato e sulle sue macerie i nuovi governanti eressero la nuova costruzione.

Palazzo della Riunificazione di Ho Chi Minh City
Palazzo della Riunificazione di Ho Chi Minh City di Diego Delso, CC BY-SA 3.0

Il nuovo palazzo fu inaugurato nel 1966, quando la guerra era già nel pieno del suo svolgimento e utilizzato come base del governo sudvietnamita di Ngo Dinh Diem, appoggiato dagli Stati Uniti.

La sua presa e la conseguente occupazione, nel 1975, segnarono la fine della Guerra in Vietnam.  Da quel momento il palazzo ospitò le trattative per la riunificazione, avvenuta nel mese di novembre dello stesso anno. 

Sono disponibili visite guidate gratuite in inglese, francese, giapponese e cinese (interessanti vista la carenza di pannelli esplicativi all’interno). 

Il palazzo è situato su Man Ky Khoi Nghia strada vicino al mercato Ben Thanh e nei giardini è possibile vedere il carro armato che fece irruzione attraverso il cancello principale, immortalato in una storica fotografia che finì per essere il simbolo della fine della Guerra del Vietnam.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 135 Nam Ky Khoi Nghia, Ben Thanh, Quartiere 1
  • Ingresso 65.000 VND (meno di 3 euro) 
  • Orari: tutti i giorni 07:30 – 11:00 e 13:00 – 16:00, chiuso in alcune giornate festive
  • Web: https://independencepalace.gov.vn
palazzo della riunificazione - il carro armato
Immagine storica di un Carro armato dentro la sede del Palazzo della Riunificazione durante la presa di Saigon (flickr)

Museo di Ho Chi Minh City o Palazzo Gia Long

La costruzione del museo rivoluzionario di Saigon iniziò nel 1885 e fu completata nel 1890 su progetto dell’architetto francese Alfred Foulhoux e successivamente l’edificio divenne la residenza del governatore giapponese. Fu anche l’ufficio del Comitato Amministrativo Provvisorio di Nam Bo nel 1945 e dell’Alto Commissario della Repubblica di Francia. L’edificio è stato successivamente riconvertito nella residenza del governatore di Nam Ky, fino all’agosto 1978, quando l’edificio è stato finalmente trasformato nel Museo Rivoluzionario di Saigon

Sfortunatamente all’interno del museo le esposizioni sono descritte solo in vietnamita, ma per lo più si tratta di residui facilmente interpretabili. All’esterno del museo c’è una collezione di equipaggiamento bellico che comprende anche un carro armato ed un elicottero. 

Informazioni Utili

  • Indirizzo: via Ly Tu Trong n. 65, distretto 1, città di Ho Chi Minh
  • Orario di apertura: Tutti i giorni dalle 08:00 alle 17:00
  • Ingresso: 15.000 VND
  • Web: https://hcmc-museum.edu.vn/en/trang-chu-english/
Museo di Ho Chi Min City - Palazzo Gia Long
Museo di Ho Chi Min City – Palazzo Gia Long

Ben Thanh Market

Il Ben Thanh Market è un mercato coperto che si trova in uno degli edifici storici della vecchia Saigon. Per chi, come me, ama i mercati è sicuramente una meta imperdibile. Questo è uno dei luoghi ideali dove trovare articoli di artigianato locale e oggetti d’arte, ma dove è anche possibile dedicarsi allo shopping tradizionale e al contempo gustare un assaggio della rinomata cucina vietnamita, qui proposta in stile street-food.

Troverete in vendita qui anche alcuni articoli di Brand internazionali “made in Vietnam” che sfuggono dalle fabbriche ufficiali.

Il mercato è grande, a volte difficile da esplorare, da evitare sicuramente nella parte più calda della giornata. Alla sera i ristoranti intorno al perimetro del mercato creano un’atmosfera unica con l’aria che si riempie di profumo della favolosa cucina vietnamita.

Ben Thanh è una delle istituzioni più antiche di Saigon e mostra un aspetto autenticamente vietnamita. Da non perdere. 

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 36-34-32-30 Phan Boi Chau, Ben Thanh, Distretto 1
  • Ingresso libero
  • Orari di apertura: tutti i giorni 6:00 -24:00, la maggior parte delle bancarelle chiude fra le 18 e le 19:00
  • Web: https://benthanhtsc.com/en/
Mercato di Ben Thanh - Cho Ben Thanh
Mercato di Ben Thanh – Cho Ben Thanh

Museo delle Belle Arti

Il Museo delle Belle Arti si trova è ospitato in una residenza art déco costruita nel 1929 da un ricco mercante cinese con la passione per l’arte.

Il complesso comprende 3 edifici e la costruzione richiama elementi architettonici francesi e cinesi, piacevolmente accostati, Nonostante il peso degli anni cominci a farsi sentire il palazzo si presenta ancora in tutto il suo splendore e all’interno si può ammirare una vasta selezione di dipinti e sculture che narrano la storia del paese oltre. Non mancano i quadri evocativi del recente conflitto, alcuni dei quali realizzati da bambini. 

Non c’è da aspettarsi un museo in stile europeo, ma sicuramente una bella esperienza. Terminata la visita al museo si può percorrere la vicina Duong Le Cong Kieu, una via con tanti negozi di antiquariato, dove tra cianfrusaglie e oggetti antichi si respira l’aria della vecchia Saigon.

La parte relativa alle sculture è attualmente in ristrutturazione.

Museo delle belle arti - Ho Chi Minh City Museum of Fine Arts
Museo delle belle arti – Ho Chi Minh City Museum of Fine Arts

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 97A Pho Duc Chinh Street, Nguyen Thai Binh Ward, Distretto 1
  • Ingresso 30.000 VND (meno di 1,5 euro) 
  • Orari: tutti i giorni 08:00 – 17:00
  • Web: https://baotangmythuattphcm.com.vn/tham-quan

Bitexco Tower

La Torre Bitexco è alta 262 metri e si staglia al centro del quartiere finanziario di Ho Chi Minh City, offrendo ai visitatori un’impareggiabile vista della città.

Skyline di ho Chi Minh City, sulla destra la Bitexco tower
Skyline di ho Chi Minh City, sulla destra la Bitexco tower

Non è la torre più alta del Vietnam, avendo perso il suo primato nel 2011, solo un anno dopo l’inaugurazione, sorpassata dalla  Keangnam Hanoi Landmark Tower, che però è decisamente meno piacevole alla vista. 

La terrazza panoramica si trova al 49esimo piano e si raggiunge con uno dei sedici ascensori che impiegano meno di 40 secondi per la salita. Per chi ama correre, la torre è famosa per la Bitexco Vertical Run che sfida a percorrere i 178 metri in altezza in meno dei 4 minuti e 51 secondi del record stabilito dal tedesco Thomas Dold.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 2 Hải Triều, Bến Nghé, Distretto 1, Thành phố 
  • Ingresso 200.000 VND (circa 8,5 euro)
  • Orari di apertura: tutti i giorni 9:30 -21:30
  • Web: https://www.bitexcofinancialtower.com/?page_id=1547
heymondo 10 lungo

Dragon House Wharf o Museo di Ho Chi Minh

La Dragon House è un edificio di due piani, in stile europeo, ma con il tetto è in stile Orientale. Il museo si trova nei pressi di quello che è stato il porto commerciale ed ha una raccolta di 3.000 immagini e 700 manufatti che narrano la storia del Presidente di Ho Chi Minh.

Dragon House Museum Ho Chi Minh City
Dragon House Museum Ho Chi Minh City

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Nha Rong Wharf , 1 Nguyen Tat Thanh, Ward 12, District 4
  • Ingresso libero
  • Orari di apertura: tutti i giorni 8:00 -17:00; lunedì chiuso
  • Web: https://baotanghochiminh-nr.vn

Museo di storia del Vietnam

Il museo di storia vietnamita della città di Ho Chi Minh è stato costruito nel 1929. Solo nell’agosto 1979, è diventato il Vietnam Museum of History nella città di Ho Chi Minh. Espone oltre 10mila oggetti e documenti e sono presenti una ventina di mostre di arte asiatica.

Museo di Storia del Vietnam
Museo di Storia del Vietnam

Informazioni Utili

  • Indirizzo: No. 2, Nguyen Binh Khiem Street, Ben Nghe Ward, District 1
  • Ingresso: 30.000 VND (meno si 1,5 euro)
  • Orari di apertura: tutti i giorni 8:00 -11:30 e 13:00 – 17:00; chiuso il lunedì
  • Web: https://www.baotanglichsutphcm.com.vn/en-US/Default.aspx

Pagoda dell’imperatore di Giada

La Pagoda dell’imperatore di Giada è conosciuta anche come la Pagoda della Tartaruga, un luogo fra i più interessanti di Ho Chi Minh City, pieno di immagini e statue, oggetto di culto da parte dei fedeli che costantemente affollano il tempio portando in dono fiori ed incensi

La pagoda fu costruita agli inizi del XX secolo dalla comunità cantonese composta soprattutto da emigrati dalla provincia di Guangzhou nella Cina sud-occidentale di culto Buddista Mahayana.

Il tetto all’ingresso cattura subito l’attenzione, ma il vero gioiello è l’interno sovrastato dalla statua dell’Imperatore di Giada, venerato in quanto il dio dei cieli, come vuole la tradizione cinese. 

L’imperatore decide chi può entrare in questo regno superiore, coadiuvato dai suoi due assistenti: il generale che ha sconfitto il Drago Verde alla destra ed il generale che ha sconfitto la Tigre Bianca, a sinistra. L’imperatore è affiancato dai suoi guardiani, i Quattro Grandi Diamanti (Tu Dai Kim Cuong), così chiamati perché si dice che siano duri come i diamanti. Il signore degli inferi attende sulla sinistra coloro che non possono entrare nel regno dei cieli ed invia i peccatori a uno dei 10 livelli dell’inferno. Alle pareti sono anche rappresentate in modo esemplare le varie punizioni inferte a coloro che sono invece ospitati nel purgatorio.

In una stanza differente si trova invece la dea della fertilità Kim Hua Tahn Mau oggetto di autonoma devozione e ancora le figure in ceramica di 12 donne in due file di 6, ognuna delle quali rappresenta una caratteristica umana, buona o cattiva. Al piano superiore si trova invece Quan Am, la dea della misericordia.

Informazioni utili

  • Indirizzo: 73 Mai Thi Luu Street, Dakao ward, District 1
  • Ingresso libero 
  • Orari: tutti i giorni 08:00 – 17:00
  • Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Jade_Emperor_Pagoda
Pagoda dell'Imperatore di Giada - Jade Emperor's Pagoda
Pagoda dell’Imperatore di Giada – Jade Emperor’s Pagoda

Museo delle Donne Vietnamite del Sud ad Ho Chi Minh city

Il Museo delle Donne del Sud (Bảo Tàng Phụ Nữ Nam Bộ) propone una visione alternativa a quelle proposte nelle varie esposizioni cittadine. Le collezioni soprattutto fotografichesono dedicate al ruolo importantissimo delle donne in Vietnam, con figure e reperti esplicativi, interessante la bella collezione di Ao Dai (il vestito tradizionale delle donne vietnamite) appartenuti a figure importanti del recente passato.

Museo delle donne vietnamite del sud e del covid 19
Museo delle donne vietnamite del sud e del covid 19

A volerne sottolineare la vocazione, il museo sorge lungo la via dedicata a Vo Thi Sau eroina morta a meno di vent’anni combattendo per la Patria e venerata come spirito ancestrale in Vietnam.

Nello stesso palazzo è ospitata una mostra sul ruolo delle donne e non solo nella gestione della recente pandemia. Ho trovato interessante il cosiddetto “bancomat del riso” che durante la pandemia ha distribuito da mangiare ai meno abbienti. Questo a sottolineare quanto ad alcune persone manchi a volte quello che noi diamo per scontato.

https://www.youtube.com/watch?v=MnIexP8Ws9w

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 202 Vo Thi Sau Street, Ward 7, District 3,
  • Ingresso libero
  • Orari di apertura: tutti i giorni 7.30-11.30 e 13:30 – 17:30
  • Web: https://www.baotangphunu.com/index.php?lang=en

Pagoda Giac Lam

La Pagoda di Giac Lam è uno dei templi più antichi di Ho Chi Minh City. Fu costruita nel 1744 da Ly Thuy Long, ai tempi dell’immigrazione cinese e solo più tardi venne convertita in tempio Buddista. Lo stile architettonico richiama molti elementi tradizionali asiatici, con influenze buddiste e taoiste, mentre all’interno sono custoditi preziosi oggetti di antiquariato difficilmente visibili in altre pagode della città.

Pagoda Giac Lam
Pagoda Giac Lam Ingresso Sud (foto di Dragfyre – CC BY-SA 3.0)

Superato il cancello principale si entra nel giardino, che è dominato da una grande statua del bodhisattva Avalokiteshvara, il bodhisattva della Compassione sotto l’albero della bodhi – l’Albero dell’Illuminazione o del Risveglio

Il ficus religiosa o ficus sacro era l’albero sotto il quale il principe Siddhartha sedette per meditare ed arrivare all’illuminazione e diventare il Buddha. L’esemplare presente nel giardino è stato portato in Vietnam dallo Sri Lanka dal famoso Narada, 20° monaco buddista singalese Theravada, noto per i suoi sforzi in tutto il mondo nella diffusione del dharma. L’albero arrivò il 18 giugno 1953 e fu accompagnato anche dall’arrivo di un campione delle reliquie di Gautama Buddha.

All’interno del tempio troviamo oltre 100 statue e fra le figure si possono riconoscere il Bodhisattva e i diciotto Arhat della tradizione Theravada. 

Nonostante la divinità principale sia rappresentata dal Buddha, il tempio è permeato della tradizione, tanto che nella pagoda vengono venerate anche le divinità della religione popolare vietnamita. 

Come arrivare alla Pagoda Giac Lam

Per arrivare senza intoppi è consigliabile prendere un taxi, ma le opzioni sono anche la moto o il bus. Per quest’ultimo occorre prendere il n.27 alla stazione degli autobus di Ben Thanh e poi scendere all’incrocio Lac Long Quan – Au Co.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Lac Long Quan Str., Distretto Tan Binh, Ho Chi Minh City
  • Ingresso libero
  • Orari: dalle 8:00 alle 17:00
  • Distanza dal centro: 4.8km
  • Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Giác_Lâm_Temple

Cho Lon

Cho Lon è la storica Chinatown di Ho Chi Minh. Il quartiere si trova sulla riva occidentale del fiume Saigon e si espande per tre distretti, partendo dal numero 5, formando quello che è forse il quartiere cinese più grande del mondo. Il nome vietnamita Cho Lon significa mercato grande, ma i cinesi preferiscono usare il nome Tai-Ngon – cantonese – o Di’an in mandarino.

Il quartiere nacque come una villaggio nel corso del XVI secolo, quando i vietnamiti cinesi vennero spinti ad insediarsi nell’area dalle dinastie Nguyen. In seguito, altri coloni raggiunsero l’area per sfuggire alle ritorsioni subite alla fine del XVIII secolo dai nuovi colonizzatori Tay Son, andando ad espandere ulteriormente l’abitato di Cho Lon che nel 1879 diventò ufficialmente una cittadina. Pur trovandosi a 11 km da Saigon, nel 1930 la città si era espansa così tanto che il 27 aprile 1931 fu unita a Saigon con la quale formò un’unica città chiamata Saigon-Cholon, un nome che non fu mai usato e che venne abolito ufficialmente nel 1955.

La Pagoda di Thien Hau 

Ba Thien Hau Pagoda si trova nella Nguyen Trai Street ed è un Santuario dedicato alla Dea dei Mari Thien Hau, che viene chiamata anche Mazu. Thien Hau è una divinità venerata nelle province meridionali della Cina che si affacciano sul mare e nelle comunità dei cinesi all’estero. Non si tratta di una divinità specifica del Taoismo o del Buddismo, anche se spesso viene associata ad una delle due religioni. Secondo la tradizione la Dea avrebbe capacità di fluttuare sul mare, su materassino o nuvola, per proteggere e salvare i marinai pescatori bloccati

Costruita originariamente nel 1760, la pagoda è stata più volte restaurate negli anni, l’ultima volta nel 1916, con materiali provenienti direttamente dalla Cina

Una particolarità del tempio sono le spirali di incenso attaccate al tetto e sospese davanti all’altare. I fedeli appendono queste spirali con i loro nomi al soffitto per ingraziarsi la Dea, inviando le loro preghiere in cielo con il fumo. Alcune spirali possono misurare più di un metro e bruciare per settimane.

La festa di Thien Hau si tiene il 23mo giorno del terzo mese del calendario lunisolare Cinese ed è una delle festività più sentite della comunità.

Pagoda Ba Thien Hau
Pagoda Ba Thien Hau

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 710 Đ. Nguyễn Trãi, Phường 11, Distretto 5
  • Ingresso libero
  • Orari: tutti i giorni dalle 06:00 alle 11:30 e dalle 13:00 alle 16:30

Tempio di Phuoc An Hoi Quan

Il Tempio Phuoc An Hoi Quan si presenta come uno degli edifici religiosi più colorati della città.

Pagoda Phouc An Hoi Quan
L’esterno della Pagoda Phouc An Hoi Quan

Superata la facciata si entra in un ambiente riccamente elaborato dove si alternano ornamenti rituali in ottone, sculture in legno sugli altari inframmezzate da pareti e colonne. Il tutto illuminato e profumato dalle immancabili lanterne sospese accanto alle spirali di incenso. 

Il tempio è dedicato a Quan Cong, un leggendario generale dell’esercito dell’Impero Han orientale dell’antica Cina. A sinistra dell’ingresso c’è una figura che ritrae il cavallo rosso a grandezza naturale di Quan Cong, mentre un’altra figura oggetto di culto particolare è quella di Ong Bon, il custode della felicità e della ricchezza.

La tradizione vuole che prima di partire per un viaggio ci si rechi alla pagoda per fare un’offerta, accarezzare la criniera della statua del cavallo e per suonare la campana che tiene al collo, come gesti di buon auspicio.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: 184 Hung Vuong, Rione 12, Distretto 5
  • Ingresso libero
  • Orari: non disponibili (sempre aperto?)
  • Web: non disponibile

Il mercato di Binh Tay

La principale caratteristica del quartiere è insita nel nome stesso. Cho Lon in vietnamita significa grande mercato ed il mercato di Binh Tay fa onore al suo nome.

Mercato di Binh Tay
Mercato di Binh Tay o Binh Tay Market

Qui troverete un’infinità di negozi di ogni genere, dalle spezie, agli oggetti di artigianato, fino alle erbe della medicina cinese tradizionale, oltre ovviamente alle immancabili “cineserie” e contraffazioni.

La struttura del mercato è relativamente recente, risale infatti agli inizi del 1900, dopo che la struttura originale del XIX secolo andò distrutta in un incendio. La nuova costruzione fu finanziata da Quach Dam, un ricco mercante cinese del quale si conserva un altare all’interno del mercato.

A differenza di Ben Thanh nel quartiere 1, questo mercato serve principalmente la popolazione locale con la sua vasta gamma di frutta fresca, verdure, pollame, carne e pesce provenienti dalle regioni di tutto il Vietnam.

Da non perdere.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Tháp Mười, Phường 2, Distretto 6
  • Ingresso libero
  • Orari: non disponibili (sempre aperto?)
  • Web: non disponibile

Delta del Mekong

Visitare il Vietnam e non vedere il Delta del Mekong sembra quasi un’eresia. Il fiume, dopo essere partito dall’Himalaya ed aver percorso oltre quattromila chilometri attraverso Cina, Myanmar, Laos, Thailandia e Cambogia, arriva in Vietnam e si divide in una rete di canali che formano uno dei delta più spettacolari del mondo ed un ecosistema unico.

Attorno a questo ambiente particolare si è sviluppata nel tempo una cultura che è giunta fino ai nostri tempi che è fatta di commerci e di agricoltura: dai famosi mercati galleggianti alle industrie agricole. L’incredibile varietà di frutta e fiori che cresce nella regione, il bestiame ed i commerci che ruotano intorno ad esso, forniscono lavoro e sostentamento a milioni di persone.

Una gita di un giorno è d’obbligo, ma sarebbe meglio fermarsi qualche giorno per assaporare al meglio il clime e la cultura del Delta. 

Potete prenotare da qui il tour del Delta del Mekong e della Pagoda di Vinh Trang, ma, se avete più tempo consiglio e più disponibilità di denaro, un tour di due giorni o un tour privato.

Escursione in canoa nel Delta del Mekong
Escursione in canoa nel Delta del Mekong

Tunnel di Cu Chi

La guerra del Vietnam ha significato per il paese una grande tragedia umana, oltre che una perdita inestimabile di vite umane un momento di distruzione materiale dell’ambiente e dell’ecosistema del paese. 

I bombardamenti dell’aviazione USA e l’uso di defoglianti come il famigerato “agente arancio” spinsero i combattenti a sfruttare la conoscenza del territorio adottando “soluzioni creative” per ripararsi dagli attacchi nemici. 

Tunnel di Cu Chi, mentre mi cimento in un improbabile nascondiglio
Tunnel di Cu Chi, mentre mi cimento in un improbabile nascondiglio

Quella di maggior successo fu forse l’ampliamento e lo sfruttamento sistematico di una intricata serie di gallerie sotterranee, che servivano da riparo per i guerriglieri, ma venivano anche utilizzati come ospedali di fortuna, oltre che centri logistici e di comando

I Tunnel di Cu Chi esistevano già dal 1940 ed erano stati utilizzati ai tempi della dominazione francese e dell’invasione giapponese. La guerra del Vietnam portò questo tipo di rifugio ad un livello superiore, tanto che negli anni 60 la rete di tunnel si estendeva per oltre 250 chilometri fino al confine con la Cambogia. 

Visitando i tunnel oggi, si ha la possibilità di intuire quali fossero le reali condizioni dei guerriglieri dell’epoca, al di là della retorica e guardando alla guerra con una prospettiva diversa da quella proposta nelle pellicole della propaganda americana fino a poche decine di anni fa.

Informazioni sui tunnel di Cu Chi: Ben Duoc o Ben Dinh

Ci sono due siti in cui si possono vedere i tunnel di Cu Chi: Ben Dinh e, 15 km oltre, Ben Duoc, anche se la maggior parte degli stranieri viene portata a Ben Dinh.

In entrambi i luoghi sono aperti dei poligoni di tiro dove è possibile provare cosa significa sparare (ne abbiamo bisogno?). Sappiate che non vi daranno in mano un’arma libera, ma che l’arma è ancorata ad un supporto e non vi saranno consegnati i bersagli ai quali avete sparato. A voi la scelta su cosa fare.

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Đ. Tỉnh Lộ 15, Phú Hiệp, Củ Chi, Thành phố
  • Ingresso: 70.000 VND (3 euro)
  • Orari di apertura: tutti i giorni 9:30 -21:30
  • Web: https://en.diadaocuchi.com.vn/cac-loai-hinh-dich-vu-o-dia-dao-cu-chi-46.html leggi anche il mio articolo I tunnel di Cu Chi: le gallerie della guerra in Vietnam

Il Tempio Cao Dai e il Caodaismo (fuori Ho Chi Minh City)

A pochi chilometri dall’autostrada 22, nella città di Long Hoa, si trova l’enigmatico Cao Dai Great Temple, o Cattedrale, della Santa Sede di Tay Ninh.

tempio cao dai
Tempio Cao Dai Foto: https://www.flickr.com/photos/harquail/38381203432

Il movimento Cao Dai, o Caodaismo, è un culto religioso fondato nel 1926 presso Tay Ninh, nel Vietnam meridionale, da Ngo Van Chieu e da alcuni altri discepoli. I fondatori sostenevano di avere ricevuto una rivelazione divina nel corso di una seduta spiritica e di aver ricevuto il compito di fondare una nuova religione aggregando vari elementi mutuati da dottrine orientali ed occidentali.

Il tempio ricorda una cattedrale cattolica, con una grande navata centrale, un altare e due navate laterali, mentre la facciata è caratterizzata dalle due torri a pianta quadrata.

Per i più curiosi da non perdere è il momento della preghiera collettiva, accompagnata da musica e canti. Le funzioni si celebrano ogni 6 ore a partire dalle sei del mattino (a mezzogiorno, alle 18 e a mezzanotte). 

Si entra con abiti consoni al luogo: gonne e pantaloni sotto al ginocchio, capo scoperto e piedi nudi.

(tempio cao dai distrutto dai viet cong https://picryl.com/media/viet-cong-destroy-cao-dai-temple-28ccfb )

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Pham Ho Phap, TT. Hoa Thanh, Hoa Thanh, Tay Ninh
  • Ingresso libero
  • Orario: 8:00 – 17:00
  • Distanza da Ho Chi Minh City: circa 85 km, poco meno di due ore
banner Holafly NEW lungo

Clima e meteo di Ho Chi Minh City

Come ho già detto Ho Chi Minh City si trova nel sud del paese e gode di un clima tropicale monsonico.

Da novembre a inizio maggio il clima è secco e le temperature elevate, sui 32-35°, mentre da maggio inoltrato ad ottobre le temperature si aggirano sui 30 -32° e piove spesso

Il periodo migliore per visitare Saigon è compreso tra Novembre ed Aprile, ma anche gli altri mesi sono piacevoli. Se proprio non amate la piogge, evitate giugno e settembre, 

Temperature, meteo e precipitazioni a Ho Chi Minh City - Saigon
Temperature e precipitazioni a Ho Chi Minh City – Saigon

Aeroporto di Saigon

L’aeroporto Tan Son Nath (SGN) è uno dei principali scali del paese ed è raggiunto da tutte le maggiori compagnie aeree. Si sta costruendo anche un altro aeroporto, con il doppio della capacità di passeggeri, più lontano da Ho Chi Minh City e che si stima sarà completato nel 2025.

Cosa vedere a Saigon - Ho Chi Minh City » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/Cosa vedere a Saigon - Ho Chi Minh City » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

Mappa di Ho Chi Minh City – Saigon

Vedi qui la mappa di Ho Chi Minh City con tutti i luoghi di interesse citati

Vita notturna

Ho Chi Minh City è conosciuta anche per la vivace vita notturna. Nel centro di Saigon ci sono molti bar, club, sale da tè e venditori di Bia Hoi, la birra tradizionale del nord del Vietnam. Con la raccomandazione di fare sempre attenzione come in qualunque città, a meno che non conosciate bene la destinazione, è meglio rimanere nei dintorni del distretto dove ci sono i bar sui terrazzi ed alcune discoteche che restano aperte fino alle 03:00, offrendo un servizio eccellente, ambiente elegante e viste panoramiche sulla città vibrante e molto altro ancora.

Immancabile la visita alla caotica, ma caratteristica Bui Vien Walking Street.

Ricordatevi che siete in un paese straniero e le abitudini, per quanto paia di averle comprese, potrebbero essere diverse da quelle alle quali siamo abituati.

Tour della città e dei dintorni

Tunnel di Cu Chi, tour di mezza giornata: Con questo tour avrete l’occasione di avventurarvi sotto terra per esplorare questo tunnel, una vera e propria testimonianza di guerra. Questa è l’opzione più economica, organizzata con bus gran turismo. Se volete un’esperienza meno affollata potete scegliere un tour per piccoli gruppi.

Tour sul delta del Mekong: Potrete visitare il fiume Mekong le isole My Tho e Ben Tre, godendo di uno splendido giro sul fiume. Si consiglia di rivolgersi ad un tour operator professionista. Potete prenotare da qui il tour del Delta del Mekong e della Pagoda di Vinh Trang, ma, se avete più tempo consiglio e più disponibilità di denaro, un tour di due giorni o un tour privato.

Torre finanziaria Bitexco e Sky Deck: Con questo tour avrete l’occasione di salire fino al 49° piano e poi godervi una vista panoramica di Ho Chi Minh: molto suggestivo.

Guide per il Vietnam

Guida Vietnam Lonely Planet. La nuova versione della guida è quasi introvabile in formato cartaceo, io l’ho trovata in libreria per puro caso ed era l’ultima. La guida del Vietnam del National Geographic è indicata per chi, come me ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Scarica l’articolo in PDF

FAQ Saigon

Che ora è a Saigon?

Saigon (Ho Chi Minh City) è cinque ore avanti rispetto all’Italia. Se in Italia sono le 6, in Vietnam sono le 11.

Perché Saigon ha cambiato nome?

Saigon era il nome della città quando era la capitale del Vietnam del Sud, il nome venne cambiato dopo la riunificazione in onore del generale Ho Chi Minh.

Quanto dista l’aeroporto di Saigon dal centro città?

L’aeroporto Tan Son Nhat è a circa 10 Km dal centro città (Distretto 1), ed è raggiungibile in circa 25 minuti di auto.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

heymondo 10 lungo

Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

Volete organizzare un viaggio con me? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Viaggiare qui è facile: tuktuk, motorini, voli convenienti e regolari servizi di autobus vi portano ovunque. Senza dimenticare l’originale viaggio in barca veloce per passare la frontiera sul Mekong

banner 12go.asia
Compra il tuo biglietto qui

Ciao, ci vediamo in Indocina!

Cambogia
  • 10 📚 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia – Ultima Modifica 01/05/2024
  • 3 modi per arrivare ad Angkor e Siem Reap – Ultima Modifica 20/08/2023
  • Angkor Wat, la città tempio dell’Impero Khmer – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Danza Apsara o Balletto Reale della Cambogia – Apsara Dance – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Il clima della Cambogia in ogni stagione – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La città fortificata di Angkor Thom ed il tempio Bayon – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Nang Kwak: chiama la fortuna in Thailandia e Cambogia  – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Phnom Penh, una visita alla Parigi d’Oriente in Cambogia – Ultima Modifica 20/06/2025
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Storia della Cambogia: dall’impero Khmer a Pol Pot e oltre – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Viaggio in Cambogia: consigli ed informazioni pratiche – Ultima Modifica 13/01/2026
Vietnam
  • Agosto 2023: Visa on Arrival per il Vietnam o e-Visa? – Ultima Modifica 24/12/2023
  • Birdwatching nel Delta del Mekong – Ultima Modifica 24/12/2023
  • Cosa vedere a Saigon – Ho Chi Minh City – Ultima Modifica 01/03/2026
  • Gli innamorati e la maledizione del Tempio di Thien Mu – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Hanoi: cosa vedere in 1 o 2 giorni e itinerario – Ultima Modifica 17/05/2026
  • I molti nomi di Saigon nei secoli – Ultima Modifica 18/11/2023
  • I tunnel di Cu Chi: le gallerie della guerra in Vietnam – Ultima Modifica 16/06/2023
  • Il caffè Vietnamita come farlo e dove gustarlo – Ultima Modifica 16/06/2023
  • Il Tempio Cao Dai – Ultima Modifica 16/06/2023
  • Il Tempio e la Pagoda di Thien Mu a Hue – Ultima Modifica 15/05/2026
  • La Città Imperiale di Hue in Vietnam – Ultima Modifica 18/11/2023
  • Pagoda Ba Thien Hau a Saigon – Ho Chi Minh City – Ultima Modifica 18/11/2023
  • Viaggio in Vietnam: cosa fare e cosa portare nel 2024 – Ultima Modifica 17/05/2024
  • Visitare Hue: cosa vedere in 1 giorno e itinerario – Ultima Modifica 16/06/2023
  • Visitare il Delta del Mekong in uno o più giorni – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Visto per il Vietnam – aggiornato 2024 – Ultima Modifica 24/12/2023
  • War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon – Ultima Modifica 13/01/2026
Buddismo
  • Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano – Ultima Modifica 12/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Buddha Sdraiato o Reclining Buddha: Significato e Iconografia Storica – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Cosa fare in Cambogia: 10 esperienze da non perdere. – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Faq Cambogia: indicazioni, consigli e stranezze Khmer – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Garuda la divinità con le ali – Ultima Modifica 06/09/2025
  • Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin) – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I simboli Buddisti, esempi e significati – Ultima Modifica 30/01/2026
  • Il Mala: 108 perle nel Rosario Buddista – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Il Monte Meru nel Buddismo e nell’Induismo – Ultima Modifica 26/12/2024
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Le Correnti del Buddismo nel Sud Est Asiatico e oltre – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Le parole del Buddismo e dell’Induismo che devi conoscere se visiti Angkor – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Naga, i mitologici serpenti in Cambogia – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Uposatha o Buddha day, il giorno di osservanza Buddista – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli – Ultima Modifica 13/01/2026
Laos
  • Visitare Luang Prabang: Gemma del Laos da Scoprire – Ultima Modifica 20/02/2026
Viaggio in Thailandia
  • eSIM per la Thailandia ed il Sud Est Asiatico: Guida non ufficiale 2026 con l’esperienza Holafly – Ultima Modifica 10/03/2026
Pubblicato: 08/01/2023
Durga, una delle forme di Shakti venerate negli Shakti Peethas e nello Shaktismo

Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo

di Max Pubblicato: 06/01/2023
India Scritto da Max

Shakti Peethas e lo Shaktismo

Gli Shakti Peethas sono importanti luoghi di pellegrinaggio spirituale, dedicati alla dea Sati o Shakti, che rappresenta la principale divinità per la corrente induista dello Shaktismo.

Per chiarezza, quando si cita il nome di Shakthi, ci si riferisce alla Dea in ogni sua manifestazione: Dakshayani (Sati), Parvati, Durga o Kali.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cos’è lo Shaktismo

Secondo lo Shaktismo (la dottrina dell’energia, del potere, della Dea Eterna) l’Essere Unico o Divinità Suprema è venerato in forma di donna: Sati o Shakti. 

Shakti è una divinità dai tre aspetti. Nella forma originale è puro potere che è reso percepibile tramite Maya, l’illusione, un potere creativo e positivo. Essa si manifesta materialmente tramite Prakriti, che rappresenta la Natura, ovvero tutte le forme materiali della Dea.

Nella realtà quotidiana essa viene rappresentata in diverse forme, tutte considerate medesimi aspetti dell’Unica Dea. Spesso viene identificata in Parvati, la gentile Dea dell’armonia e della felicità coniugale o nella forte e valorosa Durga o ancora nella feroce e spietata Kali, nemica delle forze del male.

banner discovercars 728x90 ITA

La legenda della nascita degli Shakti Peethas

Secondo la mitologia il re Daksha eseguì uno yajna, un rito sacrificale senza invitare la figlia Sati, perché non sopportava che la figlia avesse sposato il dio Shiva contro la sua volontà. 

Sati ne fu delusa, ma decise di andarci ugualmente, anche se Shiva aveva fatto di tutto per dissuaderla. Durante la festa il padre non la degnò neppure di uno sguardo e la Dea si sentì così umiliata da decidere di immolarsi di fronte a tutti. 

Quando Shiva lo venne a sapere, si recò sul luogo, decapitò Daksha e distrusse il luogo del sacrificio, uccidendo tutti gli invitati. Subito dopo la sfuriata, Shiva si pentì e perdonò il Re, riportò in vita le persone e restituì a Daksha una testa di capra. Poi, pazzo di dolore, raccolse i resti del corpo di Sati e cominciò la danza Tandava della distruzione. 

A quel punto gli altri Dei, preoccupati, intervennero per fermare Shiva e Vishnu divise il cadavere della defunta in 51 pezzi che caddero sull’India in vari punti.

I luoghi dove caddero i resti del corpo di Sita sono considerati Sacri e conosciuti come Shakti Peethas. Sono luoghi dove le persone possono rendere omaggio alla Dea. 

Ceri votivi - illustrazione dell'articolo sugli Shakti Peethas e lo Shaktismo
Ceri votivi – illustrazione di Udayaditya Barua

Quali sono gli Shakti Peethas

Dei 51 Shakti Peethas riconosciuti quattro sono i più importanti o Adi Shakti Peethas, 18 sono riconosciuti come Maha (grandi) ed i rimanenti sono templi di minore importanza. 

Sebbene la maggior parte dei luoghi si trovi in India, alcuni dopo la divisione dell’Antica India si trovano in altri stati. Ce ne sono infatti sette in Bangladesh, due in Nepal, tre in Pakistan, uno in Sri Lanka ed uno in Tibet. 

Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

I quattro principali Shakti Peethas

I quattro principali Shakti Peethas originati dalle parti del cadavere di Mata Sati nel Satya Yuga sono:

Bimala

Pada Khanda – all’interno del Tempio Jagannath di Puri, Orissa. Qui si ritiene siano caduti i piedi di Sati. La Dea Bimala è una forma non violenta della Dea Shakti. Tutte le offerte fatte a Jagganath in Orissa si ritengono incomplete finché non vengono offerte anche alla dea Bimala.

Cupola del Tempio di Jagannath a Puri Orissa Char Dham Dimore degli Dei
Cupola del Tempio di Jagannath a Puri

Tara Tarini

Sthana Khanda – vicino a Berhampur, Orissa. Questo è il ljuogo dove è caduto il seno di Sati ed i fedeli adorano le Dee gemelle Tara e Tarini. Questo è uno dei più antichi e venerati Shakti Peeth e Tantra Peeth.

Tempio Kamakhya

Yoni Khanda – vicino a Guwahati, Assam. Si ritiene che il Mahamudra (organo riproduttivo femminile) di Sati sia caduto qui, in una grotta e sotto forma di pietra. Questo è il tempio dove la Dea completa il suo ciclo di fertilità. Nel complesso esistono altri templi dedicati alla divinità femminile nelle sue diverse forme.

heymondo 10 lungo

Dakshina Kalika 

Mukha Khanda – ovvero Kali, a Calcutta nel Bengala occidentale. Il tempio in genere è identificato come Kalighat ed è uno dei luoghi da non perdere di Calcutta. Qui si ritiene siano cadute quattro dita del piede destro. Questo Shakti Peeth rende omaggio a Dakshina Kali come la benevola Madre del Mondo e si dice che abbia dato origine al nome stesso della città.

Shakti Peethas - il tempio Kalighat a Calcutta
Immagine del tempio Kalighat a Calcutta By Hiroki Ogawa, CC BY 3.0, link

Elenco degli Shakti Peethas

Qui di seguito un link all’elenco dei 51 Shakti Peethas che si trovano nel luogo in cui si ritiene sia caduta una parte del corpo della Dea.

In questo articolo trovate l’elenco e le spiegazioni su ogni luogo (in inglese) 

Su alcuni nomi e località non c’è unanime accordo. C’è accordo invece sui quattro Templi più importanti o Adi Peethas 

banner Holafly NEW lungo

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
  • I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva – Ultima Modifica 21/08/2023
  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
  • Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Junagadh, il Principato del Kathiawar – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 06/01/2023
buone feste e buon 2023

Buone Feste e Buon 2023

di Max Pubblicato: 22/12/2022
Divagazioni Scritto da Max

Ciao a tutti.

Vi scrivo mentre sto aspettando una coincidenza all’aeroporto di Bangkok, dopo essere stato in Cambogia, un viaggio eccezionale!

Proprio dalla Cambogia è l’immagine di copertina, un Babbo Natale Cambogiano durante uno shooting fotografico per una pubblicità locale..

Questo è stato un anno eccezionale, nel bene e nel male ed è ora di tirare le somme!

Dopo due anni e oltre di fermo e tante sofferenze, ci siamo lasciati alle spalle la pandemia e si può riconciare a pensare ai viaggi.

Il momento non è felice, per le tante guerre e per le tante sofferenze di alcuni paesi, ma vogliamo pensare positivamente ad un nuovo anno, che non risolverà tuitti i problemi, ma speriamo almeno qualcuno.

Per esorcizzare questo 2023, vorrei fare un regalo a tutti i viaggiatori.

Dal link che ho aggiunto più avanti potete scaricare la nuova checklist per avere sempre una traccia per la preparazione della valigia per viaggiare: una lista per le vacanze e speriamo che siano tante per tutti.

Un abbraccio e tantissimi auguri.

Max

Scarica il file da qui:

lista-per-la-valigiaDownload

Qui l’anteprima

lista per la valigia
Esterno (da ripiegare in 3 parti)
lista per la valigia
Interno (da ripiegare in 3 parti)
Pubblicato: 22/12/2022
Il Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria

IL Bucintoro dei Savoia alla Reggia di Venaria

di Max Pubblicato: 13/12/2022
Italia Scritto da Max

Per ammirare un vero Bucintoro dovete andare alla Reggia di Venaria (Torino) e non a Venezia come potreste pensare. L’unico, vero ed originale è il Bucintoro dei Savoia, che non si trova infatti nella città lagunare, bensì spiaggiato in mezzo alla campagna vicino a Torino.

La Nave dei Re d’Italia, che Vittorio Emanuele II donò ai Musei Civici Torinesi nel 1873, oggi è esposta al pubblico, dopo un restauro costato circa 250.000 euro.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La mia esperienza col Bucintoro a Venaria

Ho visitato la Reggia di Venaria due volte, una volta alla fine del lockdown e un’altra recentemente, con una visita guidata privata (una di quelle che sono pubblicate a fondo pagina). La prima volta non mi aveva entusiasmato, ma ero rimasto ammirato dal Castello della Mandria e dalla storia della Bela Rosin, mentre la Reggia mi aveva lasciato un po’ freddo.

La seconda volta, con la visita guidata è stato diverso. La guida ci ha raccontato molti aspetti e storie interessanti e, nonostante del passato la Reggia abbia conservato solo la struttura, ho potuto apprezzare l’architettura ed alcune opere che vi sono ospitate.

La vera scoperta della visita è stata il Bucintoro dei Savoia, che vale da solo la visita.

Il Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria - vista laterale
Il Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria – vista laterale

Il viaggio da Venezia a Torino

Il 2 agosto 1731 è piena estate, c’è voglia di stare all’aria aperta e di godere di un po’ di quella brezza che rinfresca le giornate estive. A Venezia una nave si appresta a partire, non verso il mare, bensì verso le montagne torinesi. E’ il Bucintoro, acquistato dai Re di Savoia, che lascia Venezia per raggiungere Torino. Risalirà il Po, accompagnato da una Gondola e da un Burchiello per il trasporto delle merci. 

Il veneziano Antonio Corrin comanda la piccola flotta. Al suo fianco il frate agostiniano Antonio Brunello e un carpentiere, che si prende la responsabilità del viaggio, insieme a quattro barcaioli che svolgono le faccende di bordo.

Per risalire il fiume la squadra non basta: ad aiutare i marinai in diversi luoghi ci sono gli alzaioli o alzaroli, che con l’aiuto di cavalli e buoi, garantiscono il traino delle imbarcazioni da terra, con dei cavi fissati agli alberi e a volte con l’aiuto di remi e di pertiche. 

Per vedere un esempio del lavoro degli alzaioli ammira il dipinto di Telemaco Signorini L’alzaia.

Alzaioli nel dipinto di Telemaco Signorini L'alzaia
Alzaioli nel dipinto di Telemaco Signorini: L’alzaia (di epoca successiva, dipinto nel 1864)

Le prime tappe del viaggio sono Chioggia, Brondolo Pontelagoscuro e Brescello, dove si pagano i diritti di passaggio. La piccola flotta il 13 agosto raggiunge poi Cremona, Piacenza, e ancora la confluenza del Po col Ticino, dove il Burchiello viene venduto a favore di due barche più piccole. Frate Brunello a bordo del Bucintoro risale il Ticino fino a Pavia, ma un violento temporale coglie di sorpresa il convoglio e danneggia alcune attrezzature. Dopo le riparazioni, il Bucintoro riparte e, dopo un viaggio durato 32 giorni, arriva trionfalmente a Torino il 2 settembre 1731.

Powered by GetYourGuide

La Reggia sull’acqua

Torino, 2 settembre 1731: il convoglio con il Bucintoro sfila sotto il vecchio ponte che attraversa il Po e approda alla darsena coperta, appositamente costruita dinanzi al Castello del Valentino. Sabato 8 settembre 1731: il neo incoronato re Carlo Emanuele III e la regina Polissena d’Assia salgono per la prima volta sull’imbarcazione: così annota nel suo diario il cavaliere Orioles “il dopo pranzo le loro maestà presero il divertimento con Bucintoro sul Po e vi attirò concorso innumerevole per la novità”

Trame ed intrighi di corte dietro l’acquisto del Bucintoro

Il Bucintoro fu costruito a Venezia nel 1731, nella bottega di un privato. Normalmente la realizzazione del Bucintoro sarebbe stata appannaggio delle officine dell’Arsenale, le quali però, evadevano solo richieste statali. I privati, invece, si dovevano rivolgere ad uno dei cosiddetti squeri, che richiedevano comunque un requisito importante: essere cittadini veneti.

Un requisito che il committente Amedeo II non possedeva.

La bandiera del Bucintoro
La bandiera del Bucintoro

Gli screzi fra i Savoia e Venezia

Altri regnanti dell’epoca si sarebbero sicuramente rivolti al Governo della Repubblica, ma i rapporti fra i Savoia e Venezia non erano così idilliaci, sin da quando Amedeo I, nel lontano 1632, aveva arbitrariamente assunto il titolo di Re di Cipro e di Gerusalemme, entrambe storicamente sotto l’influenza Veneziana. 

Inoltre, la costituzione del regno di Sardegna, che di fatto dava uno sbocco sul mare al potere Sabaudo, non era vista di buon occhio dai Veneziani.

Per ovviare a questi problemi, Amedeo II penso bene di avvalersi dell’opera di un mediatore: il Padre Agostiniano Cristoforo Maria Ceccati, del Monastero di Santa Margherita a Treviso, che era in buoni rapporti con i Savoia, sicuramente motivato dalle ingenti somme che i regnanti versavano nelle sue casse.

Commesse e mancati pagamenti per la realizzazione del Bucintoro

Il padre ricevette infatti 35.000 lire, pari a circa 5 milioni di euro, per la commessa ed il pagamento del Bucintoro, mente altri 15.000 ne avrebbe ricevuti all’arrivo del Bucintoro a Torino. In realtà il saldo non arrivò mai, perché il Padre morì prima di vedere l’opera finita e di incassare quanto pattuito. 

In questo modo i Savoia risparmiarono ben 15.000 lire, che si guardarono bene dal pagare agli eredi.

Il costo reale del Bucintoro non venne mai reso noto e Filippo Juvarra, nella sua contabilità, indicò in 21.500 lire la spesa totale. Solo recentemente, intorno al 2010, Alessandra Castellani Torta e Giorgio Marinello hanno riportato alla luce i documenti della commissione originali, mischiati alla contabilità del Tabacco nell’Archivio di Stato di Torino, scoprendo così che la differenza era stata ricavata distraendo i fondi dalle gabelle del tabacco.

La vela e la bandiera del Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria
La vela e la bandiera del Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria

La figura di Padre Cristoforo

Padre Cristoforo non fu solamente un prestanome, ma fu colui, che insieme a Filippo Juvarra, ideatore e progettista dell’opera, seguì la commessa e si occupò di ogni aspetto della realizzazione, arrivando in alcuni momenti a finanziare i pagamenti dello squero con soldi propri, visto che i finanziamenti da Torino non erano sempre puntuali.

Anche Amedeo II non vide mai realizzata l’opera, costretto ad abdicare per ragioni di opportunità e poi rinchiuso nel castello di Moncalieri, dove morì nel 1732.

La moda in Europa

La moda di possedere piccoli Bucintori si diffuse ben presto anche in Europa, grazie all’eco avuta dal bucintoro del Doge Veneziano e da quello dei Savoia. Furono infatti costrutiti piccole imbarcazioni simili destinate alla Polonia, alla Baviera, per i duchi di Modena, quello di Parma e Piacenza e per il governatore austriaco della Lombardia.

Il Regio gondoliere dei Savoia

La scelta i un Bucintoro non è casuale: nonostante le radici alpine, i Savoia amavano la marina. Infatti, fin dal 1563, anno in cui la corte venne trasferita a Torino, fondarono e mantennero il corpo dei Barcaruoli di Sua Altezza. Non solo: a Torino le gondole erano già presenti sin dagli inizi del Seicento, ne è testimonianza il fatto che il veneziano Matteo Cavalchino svolse il ruolo di gondoliere di corte almeno dal 1608 al 1619 e dopo di lui, molti altri veneziani illustri.

Il fascino della gondola

Le gondole, infatti, nel 1700 a Torino andavano per la maggiore. Insieme a quella arrivata col Bucintoro, i Savoia ne vollero altre: nel dicembre 1731 i Savoia acquistarono a Venezia anche una Peota più piccola, rossa e bianca a festoni e decorata con conchiglie in ottone. 

Ancora metà Settecento la corte Sabauda disponeva di una piccola flotta per i divertimenti sul Po: oltre al Bucintoro c’erano un paio di Peote a dieci remi e almeno due o tre gondole. 

Gondoliere di sua maestà era allora Andrea Innocenti, pagato 730 lire annue, circa 100.000 euro facendo le proporzioni col costo del Bucintoro.

Scultura di Narciso del Bucintoro
Scultura di Narciso del Bucintoro

Rematori e livree

Le testimonianze dell’epoca raccontano che i Savoia erano soliti usare il Bucintoro sul Po, per farne sfoggio tra la città ed il Castello del Valentino. In queste occasioni oltre alle uniformi multicolori delle truppe di corte, il paesaggio lungo il Po era animato dalle ricche e colorate livree e degli alabardieri svizzeri, dei gondolieri e dei rematori della barca ammiraglia. 

IL Bucintoro dei Savoia alla Reggia di Venaria » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

Come è fatto il Bucintoro della Reggia di Venaria

Il Bucintoro è costruito in modo particolare, prendendo come base uno scafo di una Peota veneziana, impreziosita da sculture ricercate, bassorilievi e decorazioni ad intaglio. La Peota è una imbarcazione fluviale a con il fondo piatto, adatto per navigare in acque basse, usata diffusamente fino agli inizi del XX secolo. L’imbarcazione è dotata di un’ampia cabina con finestrelle, detta tiemo, destinata al ricovero delle persone o delle merci trasportate.

Il Bucintoro sabaudo è lungo quasi 16 metri, largo 2 metri e 60, con un albero di oltre 12 metri. Il Tiemo è lungo 5 metri ed ha il tetto a botte, con 10 finestrelle. L’interno, dove attualmente sono posizionate alcune panche, in origine ospitava due piccoli troni ed un tavolo, ed era riccamente decorato ed ornato da tessuti e tappeti. La dotazione del Bucintoro era completata dalle quattro lanterne in legno ed ottone poste ai quattro angoli della zona coperta.

L’armamento velico o le vele

Quello che si chiama Armamento Velico ovvero l’insieme dell’albero, del boma e degli otto remi per la voga cosiddetta “alla veneta”, sono stati probabilmente sostituiti nel tardo ottocento, quindi non si tratta degli originali.

I remi sono particolari, costruiti con le classiche pale armate di punte in ferro, che in caso di acque basse possono essere utilizzate come una pertica e puntate sul fondo del lago o del fiume. Questo tipo di propulsione viene detta “a scarroccio” ed è utile in caso di correnti particolarmente forti o per superare le zone di acque basse dove non è possibile utilizzare i classici remi.

La vela utilizzata nel Bucintoro è la cosiddetta Vela al Terzo o Verga Secca, una vela di taglio e che può lavorare su entrambe le facce, mutuata dalle vele auriche, che hanno una forma trapezoidale e sono posizionate posteriormente all’albero.

heymondo 10 lungo

Le decorazioni del Bucintoro della Reggia di Venaria

Le sculture che ornano il Bucintoro sono opera di Egidio Goyel e di Matteo Calderoni, un artista che aveva lavorato già alla costruzione del Bucintoro del Doge di Venezia. In realtà il progetto di quanto doveva essere rappresentato sul Bucintoro era di Filippo Juvarra, architetto Reale che già nel 1729 si era recato a Venezia, ma che aveva completato lo studio dell’iconografia da rappresentare nel 1730 a Brescia.

Le sculture del Bucintoro

Calderoni realizzò le sculture di prua, che rappresentano Narciso che si specchia nelle acque, affiancato da due figure di vecchi barbuti nell’atto di versare acqua dagli otri, allegorie del Po e dell’Adige. Suoi sono anche i cavalli marini cavalcati da putti che decorano la prua ed il fregio dorato a bassorilievo che si ammira lungo le fiancate con figure di Nereidi, Tritoni, Delfini con fauna e flora marina.

Il Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria con la scultura dei cavalli a poppa
Il Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria con la scultura dei cavalli a poppa

Le pitture all’interno del tiemo si rifanno ad alcuni episodi della storia sabauda: Carlo Emanuele I che conquista il marchesato di Saluzzo, nel 1601, con il motto OPPORTUNE, la spedizione di Amedeo VI nell’isola di Rodi con il mitico motto FERT.

Al centro del soffitto la scena viene collegata alla pacificazione tra Papa Niccolò V e Amedeo VIII, duca di Savoia (antipapa come Felice V nel 1440), probabile allusione al concordato concluso da Vittorio Amedeo II e Benedetto XIII nel 1727. Sugli schienali dei sedili le pitture celebrano il buon governo dei Sabaudi, con le allegorie delle scienze e delle arti.

banner Holafly NEW lungo

L’arredamento del tiemo del Bucintoro dei Savoia

L’allestimento del Bucintoro, per dare risalto ai fasti della corona, prevedeva anche una cabina di oltre 5 metri, per la comodità degli ospiti regali. Questa cabina, detta tiemo, era chiusa sui lati, ma munita di 10 piccole finestre per dare modo di godere del panorama. La copertura originale era stata ovviamente costruita a Venezia, in rio dei Mendicanti, agli inizi del 1731  presso lo “squero di padron Zuanne” o Giovanni.

Possiamo farci un’idea precisa dell’equipaggiamento del Bucintoro dai documenti storici dell’epoca che lo descrivono con precisione. Nell’allestimento odierno si è tentato di ricostruire in modo fedele gli elementi essenziali dell’arredo.

Il Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria - Particolare dei bassorilievi
Il Bucintoro dei Re di Savoia alla Reggia di Venaria – Particolare dei bassorilievi

Allestimento originale e ricostruzione

L’inventario del 1731 descrive una tavola centrale coperta da un tappeto di velluto cremisi finita con un gallone (una passamaneria dorata), due cuscini in velluto per le panche laterali, due poltrone dorate con lavorazioni ad intaglio, tappeti rigorosamente cremisi, tendine di seta alle finestre e all’ingresso, queste ultime ornate di frange e galloni.

Volendo riproporre la il Bucintoro alla Reggia di Venaria con i suoi antichi fasti, è stata ricostruita anche la vela originaria, a grandi fasce bianche ed azzurre che donano all’imbarcazione un aspetto veramente elegante. Ovviamente la nuova vela è stata adattata a quello che è l’impianto velico ottocentesco, differente dall’originale, ma le vele sono state comunque realizzate in un laboratorio artigianale veneziano, rispettando per quanto possibile la tradizione settecentesca.

banner discovercars 728x90 ITA

Fonti principali

Oltre a conoscenze personali ed alle tavole esposte accanto al Bucintoro alla Reggia di Venaria, le principali fonti per la ricerca sono state:

  • Progetto Storia Dell’Arte https://www.progettostoriadellarte.it/2021/01/20/il-bucintoro-dei-savoia/
  • Il Giornale del Po https://www.ilgiornaledelpo.it/32-giorni-in-viaggio-da-venezia-a-torino/
  • Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Bucintoro
  • il sito di Luigi Griva https://www.bucintorosavoia.it/il-bucintoro-di-torino.html

Faq sul Bucintoro

Perché non esiste più un Bucintoro originale a Venezia?

Il Bucintoro di Venezia venne distrutto dalle truppe di Napoleone nel 1797 per cancellare un odioso simbolo del l’antico regime ma anche per recuperare i numerosi chili d’oro usati per dorare le sculture dell’imbarcazione (fonte)

Dove fu nascosto il Bucintoro dei Savoia?

Il Bucintoro non fu nascosto, ma conservato in un’officina e scampò alla distruzione di Napoleone.

Cos’è il Tiemo?

Il Tiemo è la copertura a volta tipica della barche veneziane

Quanto è costato il Bucintoro dei Savoia?

Il Bucintoro costò circa 35.000 lire dell’epoca, equivalenti a circa 5 milioni di euro odierni.

Che fine ha fatto il Bucintoro di Venezia?

Nel momento in cui le truppe francesi lasciarono Venezia, ceduta all’Austria in seguito al trattato di Campoformido, nei primi giorni del gennaio 1798, dopo averlo spogliato a colpi di scure di tutti gli intagli e delle statue dorate, il Bucintoro venne dato alle fiamme, che arsero il naviglio per tre giorni consecutivi.
Dallo scempio si salvarono solamente pochissimi, preziosi intagli, tra i quali la valva dorata con l’immagine di San Marco (cioè la porticina che si apriva dietro lo scranno dogale per permettere di lasciar cadere in acqua la vera sponsale), mentre lo scafo, in seguito armato con cannoni e ribattezzato “Idra” venne posto dagli austriaci all’imboccatura del porto di Malamocco, fino a quando venne riportato in Arsenale dove fu completamente demolito nel 1884.
Fonte: https://www.veneziamuseo.it/REPUBBLICA/repdoge8.htm

Altri articoli e consigli sul tema Italia

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto e parti senza lasciare nulla al caso.

Se sei in Piemonte parti con una visita alla Sacra di San Michele. Prosegui con le residenze reali come il Castello della Mandria e poi Palazzo Barolo e la Palazzina di caccia di Stupinigi nella splendida Torino, che in questo articolo ritraggo in notturna.

In vacanza in Romagna, non perderti le meraviglie di Ravenna, la capitale dei mosaici e già che ci sei visita anche la splendida Comacchio, una città sulla laguna senza le folle di Venezia.

banner discovercars 728x90 ITA

Scopri le meraviglie del Nord Est. Parti da Verona e raggiungi i luoghi meno conosciuti delle Dolomiti: ti suggerisco alcuni itinerari per le vacanze in Agordino, anche per i più avventurosi.

Yi piace lo shopping? Unisci convenienza e natura: scopri su cosa fare a Livigno, la destinazione migliore per il duty free e quando andarci (consulta le FAQ).

Tuffati nella storia con l’articolo su Sovana terra di Papi, Regine ed invasori.

In Italia c’è sempre da fare!

Max
  • Viaggio di lavoro? Ecco 5 idee per esplorare Biella nel tempo libero! – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Autunno Metropolitano, fra pioggia e foglie cadute – Ultima Modifica 17/05/2022
  • Carnevale Storico d’Ivrea 2023 – Battaglia delle Arance – Ultima Modifica 22/02/2023
  • Cosa fare a Biella in un giorno o in un fine settimana: idee e consigli – Ultima Modifica 02/03/2026
  • Birdwatching in giardino un anno dopo – Ultima Modifica 15/06/2022
  • Visitare Comacchio in un giorno – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I miei animali – Ultima Modifica 15/06/2022
  • Escursioni nelle Dolomiti Agordine per i più avventurosi – Ultima Modifica 17/05/2022
  • Faq Livigno: domande e risposte – Ultima Modifica 15/05/2025
  • Fistione Turco ovvero il mio amico Elvis ;-) – Ultima Modifica 06/05/2025
  • 5 gite panoramiche in e-bike a Livigno – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Guida completa per un indimenticabile viaggio in Sicilia – Ultima Modifica 19/04/2024
  • 10 hotel di Livigno per la tua vacanza – Ultima Modifica 13/01/2026
  • IL Bucintoro dei Savoia alla Reggia di Venaria – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Castello della Mandria, Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin – Ultima Modifica 20/04/2024
  • Salita al ghiacciaio del Gran Paradiso – Ultima Modifica 10/04/2023
  • Il Monte Piana ed il museo a cielo aperto della Grande Guerra – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La Palazzina di Caccia di Stupinigi – Ultima Modifica 02/05/2024
  • La Sacra di San Michele fra culto e leggenda – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Lampi tuoni fulmini e saette – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Livigno in estate: cosa fare? – Ultima Modifica 15/05/2025
  • Livigno in estate: quando andare come arrivare – Ultima Modifica 15/05/2025
  • Luna d’Agosto (2015) un evento eccezionale – Ultima Modifica 17/05/2022
  • Pomeriggio alle mangiatoie con i miei amici pennuti – Ultima Modifica 15/06/2022
  • Museo delle Cere Anatomiche Luigi Cattaneo a Bologna – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Palazzo Barolo a Torino: casa, fondazione e museo – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Panorama dal Rifugio degli Angeli in Valgrisenche – Ultima Modifica 26/03/2023
  • Panorama dal Sassongher e altre foto della Val Badia – Ultima Modifica 17/05/2022
  • Parco dei Mostri di Bomarzo: scoprite il lato più bizzarro del Lazio – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Passo Fedaia e Passo Pordoi in bicicletta da Alleghe – Ultima Modifica 17/05/2022
  • Ravenna: i suoi mosaici ed otto siti UNESCO in 1 giorno, itinerario PDF e mappa online – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Lo Storico Caffè Mulassano a Torino – Ultima Modifica 30/05/2024
  • Sovana terra di Papi, Regine ed invasori – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Stambecchi del Parco Nazionale del Gran Paradiso – Ultima Modifica 10/04/2023
  • Sutri: Itinerario tra Storia, Mistero e Meraviglie Rupestri – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Tarassaco in fiore al colle del Croso – Ultima Modifica 15/06/2022
  • Torino di notte da Porta Nuova a Piazza Castello – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Torino e le luci di Natale 2021 – 2022 – Ultima Modifica 17/05/2022
  • Vacanze nell’Agordino: cosa fare e quando andare – Ultima Modifica 30/05/2023
  • La Vallée Blanche gioiello della Valle d’Aosta – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Cosa vedere a Verona in un giorno con itinerario – Ultima Modifica 17/01/2024
Sergio
  • A casa del Partigiano Sandro: la mansarda del Presidente Pertini e di Carla Voltolina – Ultima Modifica 24/01/2026
  • L’alba blu alle Tre Cime di Lavaredo – Ultima Modifica 01/11/2024
  • A spasso nel  Parco dell’Appia Antica – Ultima Modifica 08/07/2024
  • Capri: a spasso fra gossip e celebrità – Ultima Modifica 27/04/2024
  • Castel Gandolfo, quella volta che fecero esplodere il Papa… – Ultima Modifica 30/04/2025
  • I Funerali di Papa Francesco – Ultima Modifica 04/06/2025
  • I Giardini La Mortella ad Ischia – Ultima Modifica 05/11/2024
  • Infiorata del Corpus Domini a Cupramontana nelle Marche – Ultima Modifica 17/06/2024
  • Roma insolita… una Roma moderna come non l’avete mai vista – Ultima Modifica 29/01/2025
  • Villa d’Este a Tivoli – Ultima Modifica 15/12/2024
Redazione
  • Cosa vedere a Genova in un fine settimana e oltre  – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Gli 8 Migliori Stabilimenti Italiani per un Fine Settimana alle Terme – Ultima Modifica 13/01/2026
  • 6 Mete Ricche di Mistero Dove Trascorrere il Ponte di Ognissanti – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Un itinerario nella Tuscia fra borghi e terme – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Le Langhe in auto: i posti più belli da vedere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Weekend in vetta: avventura, trekking e relax tra le montagne – Ultima Modifica 15/10/2024
Pubblicato: 13/12/2022
Taxi a New York

Prendere un Taxi a New York

di Max Pubblicato: 27/11/2022
Stati Uniti Scritto da Max

Spostarsi in città con i Taxi a New York

Taxi a New York: scopriamo insieme quanto costa e come fare per prenderne uno. Uno di quelli gialli intendo, perché ci sono anche quelli verdi, o Boro Taxi, che servono i Boro ovvero i quartieri più periferici, ma ve ne parlo dopo.

Chiamare un taxi a New York vuol dire ricreare l’atmosfera di un film o di una serie TV e sentirsi un vero americano, perché perdersi questa emozione?

In alternativa puoi prendere la Metropolitana o noleggiare una limousine*!

Il taxi può anche essere l’opzione migliore dopo le 23, specialmente se siete fuori dal centro o lontani dalla metro. La metropolitana in genere non è pericolosa, ma se siete soli e non vi sentite tranquilli un taxi è ok!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Per scoprire gli angoli nascosti della città, preparati con la guida Pocket* di New York della Lonely Planet o la guida completa ed aggiornata*. Se preferisci una guida illustrata allora è meglio la guida del National Geographic*, meno dettagliata e meno aggiornata, ma meglio illustrata.

Per immergerti nell’atmosfera degli States scegli tra 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti.

banner Holafly NEW lungo

Come si chiama un Taxi a New York?

E’ semplice, basta  stare in strada, alzare una mano e aspettare!. Mi raccomando non mettetevi a fischiare o ad urlare TAXI! Taxiiiiii :-)

Prima capite se è libero: per questo guardate sul tetto, c’è la scritta TAXI o il numero del taxi stesso, con due luci laterali di solito arancio:

  • La luce centrale è accesa? Significa che il taxi è libero
  • Luce centrale spenta? Taxi occupato, sarà per la prossima
  • Le lucine laterali del tetto sono accese oppure la scritta OFF DUTY è illuminata? La vettura è fuori servizio, ma da buoni italiani alzate la mano ugualmente, magari se l’autista è in anticipo o riuscite ad intenerirlo, può darsi che si fermi.

Se non vi sentite sicuri e siete in Hotel chiedete alla reception di chiamarne uno o al portiere – se c’è – di fermarne uno in strada. Non sarà come nella scena di un film, ma l’importante è il risultato.

Quando fermate un taxi controllate che non ci sia qualcuno in attesa prima di voi, rubare il posto non è bello e rischiereste di far arrabbiare sul serio l’altra persona (nel caso controllate quanto è grosso l’avversario).

Potete anche usare Arro: un’App che consente di chiamare i taxi a New York ed in altre città, di calcolarne i costi e anche di pagare la corsa.

Taxi a New York
Taxi a New York

Vuoi risparmiare sui siti di maggior interesse di New York. New York CityPASS® è valido per 9 giorni consecutivi dal primo utilizzo e ti permetterà di spendere meno. Scoprilo qui*.

heymondo 10 lungo

Quanto costa un Taxi a New York?

La tariffa è complicata, ma la potete calcolare approssimativamente senza diventare matti, se proprio odiate la matematica ci sono le onnipresenti app.

Tutti i tassisti di New York accettano la carta di credito, ma se non potete fare a meno di pagarli in contanti sappiate che non accettano banconote di grosso taglio, munitevi di ventini o tagli più piccoli.

La base – o chiamata – parte da 2,50 dollari, al quale dobbiamo aggiungere

  • 50 centesimi per 1/5 miglio quando si viaggia sopra i 12 miglia orarie o per 60 secondi con traffico lento o quando il veicolo è fermo.
  • 50 centesimi di supplemento statale MTA per tutti i viaggi che terminano a New York City o nelle contee di Nassau, Suffolk, Westchester, Rockland, Dutchess, Orange o Putnam.
  • 30 centesimi di supplemento di miglioramento.
  • 50 centesimi di supplemento notturno dalle 20:00 alle 6:00.
  • 1 dollaro di supplemento per l’ora di punta dalle 16:00 alle 20:00 nei giorni feriali, esclusi i giorni festivi.
  • Inoltre New York State Congestion Surcharge di 2,5 dollari (Yellow Taxi) o 2,75 dollari (Green Taxi e veicoli a noleggio) o 75 centesimi (qualsiasi corsa condivisa) per tutti i viaggi che iniziano, terminano o attraversano Manhattan a sud della 96th Street.
  • Più mance ed eventuali pedaggi.
  • Non è previsto alcun addebito per passeggeri, bagagli o borse extra o per il pagamento con carta di credito.
  • Il messaggio della tariffa sullo schermo del tassametro dovrebbe essere: “Rate #01 – Standard City Rate” in italiano Tariffa n. 01 – Tariffa cittadina standard.

Oltre a tutto questo dovrete pagare tutti i pedaggi dei vari ponti o tunnels che troverete sulla vostra strada.

Powered by GetYourGuide

Tariffe dei Taxi a New York ed altri trasporti da/per l’aeroporto

In genere le corse da e per gli aeroporti hanno tariffe concordate.

Da Manhattan all’aeroporto John F. Kennedy (JFK)

Se vi trovate a Manhattan la tariffa per l’aeroporto JFK è fissa, al momento 70 dollari (maggio 2025), oltre a pedaggi e mance.

Ci possono però essere eventuali sovrapprezzi, come dettagliato qui:

  • 50 centesimi di supplemento statale MTA.
  • 30 centesimi di supplemento di miglioramento.
  • Supplemento di 5 dollari per le ore di punta (dalle 16:00 alle 20:00 nei giorni feriali, nulla nei giorni festivi).
  • Inoltre New York State Congestion Surcharge di 2,5 dollari (Taxi Gialli) o 2,75 dollari (Taxi Verdi e veicoli a noleggio) o 75 centesimi (qualsiasi corsa condivisa) per tutti i viaggi che iniziano, terminano o attraversano Manhattan a sud della 96th Street.

Più mance ed eventuali pedaggi, il messaggio di tariffa sullo schermo dovrebbe essere “Tariffa n. 2- Aeroporto JFK”.

I viaggi tra l’aeroporto John F. Kennedy (JFK) e altre destinazioni di New York City sono conteggiate alla tariffa standard con tassametro.

banner discovercars 728x90 ITA

Da Manhattan all’aeroporto LaGuardia (LGA)

Per LaGuardia c’è la tariffa standard con tassametro, in genere intorno ai 52 dollari, anche se le informazioni ufficiali dell’aeroporto riportano un po’ meno, oltre ovviamente ai pedaggi ed alle mance e ad eventuali sovrapprezzi come già per il JFK (calcolate 60-65 dollari tutto compreso).

Da Manhattan all’aeroporto di Newark (EWR)

Anche i trasferimenti da e per per l’aeroporto di Newark (EWR) sono soggetti alla tariffa standard con tassametro, in linea di massima fra i 60 e gli 80 dollari, alla quale bisogna aggiungere:

  • 1,75 dollari di supplemento standard per Newark
  • mance e pedaggi da e per Newark (i passeggeri pagano i pedaggi di ritorno dei conducenti)

Il messaggio sullo schermo dovrebbe leggere “Tariffa n. 3 – Aeroporto di Newark”.

(fonte Sito Ufficiale della Città di New York)

Aggiornamenti online ed extra per gli aeroporti

Oltre a tutto quanto indicato, si aggiunge una tassa di accesso all’aeroporto:

  • Per i Taxi 1,25 dollari per chi parte dagli aeroporti LaGuardia e John F. Kennedy
  • Veicoli a noleggio: 2,5 dollari sia per chi arriva, che per chi parte dagli aeroporti LaGuardia, Newark e John F. Kennedy

Potete trovare informazioni ufficiali sulle tariffe di taxi e trasporti per gli aeroporti di New York qui:

  • JFK : tariffe taxi e altro
  • LaGuardia: tariffe trasporti in taxi ed altro
  • Newark: informazioni su Taxi

Se vi trovate in aeroporto e volete fare il tragitto contrario il prezzo è uguale, ricordate che dovrete mettervi in coda nell’area Taxi ed attendere il Vostro turno.

Prendere un Taxi a New York » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

I taxi dei sobborghi di New York: i Green Boro Taxi

I Boro Taxi sono verdi e coprono le zone dove non arrivano i taxi gialli. Ai Green Boro Taxi è consentito prelevare i clienti nella zona nord di Manhattan, nel Queens, a Brooklyn, Staten Island e nel Bronx, con qualsiasi destinazione, ma non è consentito partire da Manhattan.

Green Boro Taxi a New York
Green Boro Taxi a New York

Trova un hotel

 

Sentirsi tecnologici e USAre Uber

Ovviamente occorre scaricare l’app di UBER e registrarsi, otterrete subito uno sconto sulla prima corsa. A volte è leggermente più costoso di un Taxi, a volte meno, specialmente se l’autista si trova nelle vicinanze. Potete prenotare un trasferimento anche per il giorno successivo o usarlo in modalità last-minute. E’ ottimo per le zone più decentrate oppure quando non ci sono taxi in vista.

Un consiglio? Non scaricare l’app all’ultimo minuto, ma familiarizza prima di averne bisogno.

Se ti piacciono le app anche i Taxi di New York ne hanno una tutta loro che si chiama CURB e funziona anche in altre città.

Ultimamente un’altra app si è affacciata prepotentemente sul mercato dei trasporti privati, si chiama Lyft – lift in gergo locale significa “un passaggio”, potete provarla e vedere se mantiene la promessa di essere meglio di Uber. Lyft funziona solo negli Stati Uniti.

Per essere veramente di nicchia alcuni in passato avevano usato JUNO, una Startup che  funzionava solo a New York. Troppo di nicchia, è fallita..
Uber: app per cellulare al posto dei Taxi
Uber

Il costo del Taxi a portata di Smartphone

Per calcolare in anticipo il costo del Taxi aNew York è possibile utilizzare un comodo strumento online messo a disposizione sul sito TaxiFareFinder.com.

Questo è un valido aiuto che potete utilizzare anche da Smartphone. Dovete scegliere il punto di partenza e quello di arrivo e “come per magia” apparirà il calcolo del costo approssimativo della corsa oltre ad alcune indicazioni sulle possibili variabili di costo a seconda delle condizioni del traffico.

Inoltre in fondo alla pagina sono riportate le tratte più richieste dagli utenti ed il costo relativo, curioso!

ADS Banner Preply 728x90

Faq sui Taxi a New York

Come chiamo un taxi a New York?

Scendendo dal marciapiede e alzando il braccio! I cabs, i taxi di New York, si trovano spesso sono nelle vicinanze degli alberghi e agli angoli delle strade. Non esiste un numero di telefono per prenotare i taxi a New York, ma esistono delle app, la più famosa si chiama Arro.

Come si capisce quando un Taxi è libero a New York?

Il taxi è libero quando è accesa solo la scritta centrale, con il numero del taxi.

Come si capisce quando un Taxi è occupato a New York?

Il taxi è occupato quando tutte le insegne luminose sono spente.

Come si capisce quando un Taxi è fuori servizio a New York?

Il taxi è fuori servizio quando, oltre alla parte centrale, sono accese anche le due scritte laterali off duty.

Quante persone trasporta un Taxi a New York?

In genere in un Taxi ci possono stare fino a quattro persone. Alcune navette aeroportuali possono portare fino a 9 persone.

Quanto costa un taxi a New York

Il prezzo medio di una corsa in taxi a Manhattan è di circa 10 dollari. Le tariffe dei taxi prevedono una quota fissa di 2,50 dollari alla quale si aggiungono circa 1,5 dollari per ogni chilometro percorso (2,5 dollari per ogni miglio, conteggiati come mezzo dollaro ogni 320 metri/quinto di miglio). Non dimenticate la mancia per l’autista che dovrà essere di circa il 15%.

Come si paga il taxi a New York?

Potete pagare il taxi in contanti, con la carta di credito o tramite app, tutti i taxi a New York hanno un terminale POS. Solitamente al tassista si lascia una mancia del 15%.

Quanto costa un taxi dall’aeroporto JFK a Manhattan?

Calcolando la tariffa, le tasse ed i pedaggi pagati, di indicativamente si spendono fra i 60 e gli 80 dollari per ogni auto (da dividere tra i passeggeri). Non dimenticate la mancia.

Cosa sono i (green) Boro Taxi?

I Boro Taxi sono verdi che coprono le zone dove non arrivano i taxi gialli. Ai Green Boro Taxi è consentito prelevare i clienti nella zona nord di Manhattan, nel Queens, a Brooklyn, Staten Island e nel Bronx, con qualsiasi destinazione, ma non è consentito partire da Manhattan. Questi Taxi verde mela sono autorizzati a far salire i passeggeri nei quartieri esterni (esclusi l’aeroporto internazionale John F. Kennedy e l’aeroporto LaGuardia se non concordato in anticipo) e in Manhattan sopra la East 96th e la West 110th Street.Green Boro Taxi a New York

Quanto costa un limousine a New York?

In genere una limousine può costare intorno ai cento dollari l’ora. Alcune compagnie richiedono un minimo di ore a noleggio, ma anche se non lo richiedono, tre7quattro ore di noleggio è lo standard, pertanto 300/500 dollari può essere il costo di un pomeriggio in limousine (e ricordate la mancia). Potete provare questo tour natalizio* di Brooklyn in Limo dividendo le spese fra amici!

Limousine a New York

Funziona Uber a New York?

Uber funziona a New York come in tutti gli Stati Uniti

Uber costa meno di un taxi tradizionale?

Se l’obiettivo è risparmiare a New York la soluzione non è sempre Uber. Uber spesso costa più caro e se rimanete imbottigliati nel traffico a volte le tariffe possono anche salire di molto. Uber è più efficiente e più affidabile degli inaffidabili tassisti newyorkesi.

Scopri tutto su New York

Prima di tutto non dimenticate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! 

heymondo 10 lungo

Due consigli: per non rimanere senza connessione scoprite i vantaggi di una eSIM con traffico dati* per gli USA e poi… non dimenticate un buon libro per la vostra vacanza a Stelle e Strisce.

Prima di partire potete rinfrescarvi le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci siete mai stati, farvi un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Leggete le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela e scoprite come muovervi in città con la metropolitana di New York oppure prendendo un Taxi.

Prendere un Taxi a New York » https://www.massimobasso.com/articoli/page/22/

Tutti gli articoli su New York

  • Prendere un Taxi a New York – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • 5 considerazioni prima di acquistare un Pass per New York – ultimo aggiornamento: 14/01/2026
  • La metropolitana di New York: consigli e trucchi 2025 – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • FAQ New York: 50 e più domande sulla Grande Mela – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a dicembre 2025, Natale e Capodanno – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • Cosa fare a New York ad Agosto 2025 – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Settembre – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Maggio 2025 – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Luglio 2025 – ultimo aggiornamento: 24/01/2026
  • Cosa fare a New York a Giugno 2025 – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • Cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario – ultimo aggiornamento: 13/01/2026
  • 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti – ultimo aggiornamento: 22/05/2026

Ciao, a presto!

Pubblicato: 27/11/2022
Turnagain Arm e lo spettacolare mascheretto, l'onda della Marea Boreale

Il Turnagain Arm, i Beluga e lo spettacolare Mascheretto

di Max Pubblicato: 25/11/2022
Alaska Scritto da Max

Il Turnagain Arm e lo spettacolare Mascheretto o Marea Boreale

Il Turnagain Arm si trova in Alaska ed è un braccio di mare che si insinua tra la penisola di Kenai e l’entroterra, tra Anchorage e la cittadina di Portage.

Questa piccola baia di forma allungata che si estende per una settantina di chilometri, si trova nella parte nord-occidentale del Golfo dell’Alaska ed è una delle propaggini nordorientali della Baia di Cook o Cook Inlet.  

Per raggiungerla da Anchorage dirigetevi verso sud e cercate le indicazioni per la AK1 o Alaska Route 1 o Seward Highway, come la chiamano qui.

Per saperne di più leggete il mio articolo sulle strade dell’Alaska o date un’occhiata alla mappa.

Indice

  • Il Turnagain Arm e lo spettacolare Mascheretto o Marea Boreale
  • Cos’è il Mascheretto o Marea Boreale o Bore Tide
    • Dove osservare il Mascheretto nel mondo
  • Geografia del Turnagain Arm
  • Storia del Turnagain Arm
  • Soste lungo la strada che porta al Turnagain Arm
  • Il Parco Statale di Chugach
  • Mappa dei punti panoramici del Turnagain Arm
  • Punti panoramici e passeggiate lungo il Turnagain Arm
    • Miniera di Indian Valley
    • Alaska Wildlife Conservation Center
    • Deviazione alla fine della baia: Ghiacciaio Portage
  • Alaska Railroad: esplorare la costa col treno
  • Crociera da Whittier (o da Seward)
  • Il Mascheretto
    • Surfare la marea
  • Dove dormire

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cos’è il Mascheretto o Marea Boreale o Bore Tide

Una delle caratteristiche di questo braccio di mare è la corrente che si genera quando ci sono giornalmente le variazioni del livello del mare dovute alle maree. Le alte maree generano infatti un flusso di corrente, che per la particolare conformazione ad imbuto della baia, arrivano a toccare la velocità di oltre trenta chilometri orari. Anche il ritiro delle acque durante la bassa marea è altrettanto veloce, ma sicuramente meno spettacolare, come meno spettacolare è l’aspetto melmoso della baia durante la bassa marea.

Tramonto al Turnagain Arm
Tramonto al Turnagain Arm con la bassa marea

Questo flusso di corrente è chiamato Mascheretto, ma viene anche chiamato Mascaret, Bore Tide o Marea boreale e si verifica di solito nell’estuario di alcuni fiumi, quando l’onda di marea penetra e risale la corrente. 

Il fenomeno si manifesta come un’onda o una serie di onde, con un’altezza che può variare da pochi decimetri a cinque o sei metri e che risalgono il fiume con grande velocità.

Il Turnagain Arm non è il solo luogo dove si può vedere il fenomeno, ma è particolare perché non si verifica nell’estuario di un fiume, ma in un braccio di mare. 

Dove osservare il Mascheretto nel mondo

Altri luoghi dove si può vedere il mascheretto sono il Rio delle Amazzoni, dove è chiamato Pororoca e dove raggiunge i 6 metri di altezza d’altezza o la Senna in Francia dove è chiamato Barre. Altri fiumi che mostrano lo stesso fenomeno in Francia sono la Charente, la Garonna e la Dordogna con il raz de marée o mascaret, la Severn in Inghilterra (bore), l’Elba in Germania (Rastern) ed infine il Gange in India.

Geografia del Turnagain Arm

Le due coste che si affacciano sul braccio di mare del Turnagain Arm scendono a picco verso la baia dai monti vicini i quali raggiungono spesso altitudini superiori ai 1000 metri s.l.m.

Fra queste montagne, la più alta è il South Suicide Peak, oltre 1500 metri, mentre verso il fondo della baia, anche se con altitudini più contenute, si trovano parecchi ghiacciai perenni, come quello del Portage.

Vista sulle montagne della penisola di Kenai da Bird Point
Vista sulle montagne della penisola di Kenai da Bird Point

Storia del Turnagain Arm

La baia prende il nome dalle gesta dall’esploratore britannico James Cook. Durante il suo viaggio alla ricerca del famoso Passaggio a Nord Ovest del 1778 l’esploratore scoprì, suo malgrado, che l’insenatura nella quale aveva sperato di trovare il passaggio, non era altro che una baia senza uno sbocco. Fu così costretto a voltarsi di nuovo, in inglese turn again, e volgere le vele altrove. 

Soste lungo la strada che porta al Turnagain Arm

Se provenite da Anchorage, prima di arrivare al Chugach State Park ed al Turnagain Arm, non dimenticate una piccola (o grande) sosta al Potter Marsh, una zona umida con stagni e passerelle, dove è sempre possibile avvistare gli uccelli acquatici, come anitre, oche ed altri piccoli amici pennuti. La zona fa parte dell’Anchorage Coastal Wildlife Refuge (leggi qui)

Potter Marsh Alaska - articolo su Turnagain Arm
Potter Marsh: un luogo dove ammirare gli uccelli migratori.

Il Parco Statale di Chugach

Lungo i due lati della baia si affacciano numerose sezioni del Parco Statale o Chugach State Park, gestito da Alaska Department of Natural Resources.

Questo parco si trova in buona parte all’interno del comune di Anchorage ed è molto vasto, circa 2.000 chilometri quadrati, il quarto parco statale in ordine di grandezza negli USA.

La regione comprende un’estesa costa oceanica, splendidi laghi, enormi ghiacciai e montagne innevate. Il confine più occidentale del parco si trova ai piedi della catena montuosa Chugach, a sole sette miglia a est del centro di Anchorage. Gli altri confini sono costituiti dallo Knik Arm a nord, dal Turnagain Arm a sud e dall’Upper e Lower Lake George e dalla Chugach National Forest a est. 

Vedete qui una mappa.

Mappa dei punti panoramici del Turnagain Arm

Punti panoramici e passeggiate lungo il Turnagain Arm

La strada che costeggia l’insenatura non conduce verso l’interno dell’Alaska, ma dopo un andirivieni prima da una parte e poi dall’altra parte della baia, conduce verso la penisola di Kenai. Questo tratto di strada è così spettacolare da essere annoverata come USDA Forest Service Scenic Byway, come Alaska Scenic Byway e inclusa nelle All-American Road. 

Lungo la strada le fermate sono obbligatorie per godere del panorama: Beluga Point, Windy Corner o Bird Point sono luoghi perfetti per cercare di avvistare (anche da molto vicino) le balene bianche Beluga che si muovono nella baia o cercare fra le vette le pecore di Dall.

Se poi amate il trekking, partite da uno dei numerosi sentieri che sono segnalati lungo la strada. Di solito sono ripidi, ma quasi sicuramente oltre allo spettacolare panorama, potrete ammirare qualche animale selvatico e fare una gelida doccia nel torrente al ritorno. 

E se è troppo faticoso accontentatevi di una passeggiata lungo il torrente.

Vedete la mappa per un elenco dei luoghi dove fermarsi

Sosta al Beluga Point del Turnagain Arm
Sosta al Beluga Point del Turnagain Arm

Miniera di Indian Valley

Un altro posto, dove passare un paio d’ore e tornare bambini a cercare l’oro, è la Miniera di Indian Valley (Indian Valley Mine). La miniera cominciò l’attività nel 1910 ed ora elencata come National Historic Site (sito storico nazionale). Qui potete vedere uno dei primi insediamenti minerari della corsa all’oro risalenti all’inizio del 1900. Se volete sentirvi veramente un cercatore d’oro prendete in mano una padella e cominciate ad agitare! Inutile dire che uscirete bagnati dall’avventura.

Alaska Wildlife Conservation Center

Un altro posto che merita di essere citato lungo la strada del Turnagain Arm è l’Alaska Wildlife Conservation Center, proprio in fondo alla baia.

Gli animali in gabbia mi fanno pena. È vero che questi dovrebbero essere animali recuperati da situazioni pericolose ed è vero che la maggior parte degli animali ha molto spazio, però il pensiero rimane. In ogni caso è un posto dove potete vedere gli animali che forse non vedrete mai in natura. A Voi la scelta!

Deviazione alla fine della baia: Ghiacciaio Portage

Al miglio 78, più o meno in fondo alla baia, la diramazione conduce sulla Portage Glacier Highway che conduce a Whittier. Una strada privata di poco meno di un chilometro porta al Begich Boggs Visitor Center sul lago. Da qui è possibile visitare il ghiacciaio Portage. Il fronte vent’anni fa era visibile con il binocolo dal parcheggio, ora è visibile solamente attraversando il lago in barca. È possibile imbarcarsi per la gita dal piccolo porto alla fine della strada durante tutto l’arco della giornata da maggio a settembre.

Alaska Railroad: esplorare la costa col treno

Un altro modo originale di visitare il Turnagain Arm e magari arrivare fino a Whittier o a Seward, è quello di prendere un treno.

La Ferrovia dell’Alaska si dipana per oltre 750 chilometri da Seward a Fairbanks, collegando numerose comunità dell’Alaska centromeridionale e interna. La linea principale fu completata nel 1923 dopo 9 anni di costruzione e solo molti anni dopo, nel 1943, venne ulteriormente ampliata per raggiungere la cittadina costiera di Whittier.

Oggi il treno, oltre a passare in posti stupendi e selvaggi, offre l’opportunità di viaggiare ad un ritmo rilassato godendosi le meraviglie della natura e, perché no, in maniera eco-friendly.

Provare per credere! Potete cominciare a pianificare il viaggio dal sito ufficiale.

La ferrovia che porta da Anchorage a Whittier
La ferrovia che porta da Anchorage a Whittier

Crociera da Whittier (o da Seward)

Oltre la deviazione per Seward, la strada si dirige verso Whittier, una posto tranquillo, affacciato sul Prince William Sound, proprio dalla parte opposta del Turnagain Arm (vedi mappa).

Ogni giorno, dalla primavera all’estate, partono numerose crociere per esplorare le calme acque e i panorami selvaggi del Prince William Sound. Durante la gita potrete osservare i fiordi modellati dai ghiacciai, la natura incontaminata, fauna marina ed uccelli migratori.

Lontre marine, foche comuni e aquile dalla testa bianca sono gli avvistamenti più comuni, ma con un po’ di fortuna potreste vedere anche un orso o un’orca. Senza contare che spesso si incontrano megattere, leoni marini, capre di montagna e molto altro.

E non dimentichiamo i ghiacciai, parecchi dei quali hanno il fronte dei ghiacci che scende fino in acqua e che quasi sicuramente vi offriranno lo spettacolo di qualche crollo con tanto di schizzi e onde.

Se avete tempo ne vale veramente la pena!

Il Mascheretto

Ma il vero protagonista di questa parte dell’Alaska costiera è il mascheretto, impropriamente tradotto a volte come marea boreale. Durante i cambi di marea, i pesci della baia si spostano offrendo un ottimo banchetto per i predatori. È questo il momento migliore per vedere i beluga in caccia.

Per vedere lo spettacolo del mascheretto dovete coordinarvi con le maree. Cosa c’è di meglio allora che consultare il sito ufficiale che riporta anche di quale portata saranno previste le maree, così, potendo, potrete scegliere una giornata di marea intensa.

Non vi resta che partire, nel frattempo vi propongo un breve video (non mio, visto che non mi era riuscito troppo bene), per darvi giusto un assaggio. Vedi qui il video

Surfare la marea

Una delle ultime tendenze è quella di surfare la marea, cosa che non mi sento di approvare, visto che il posto è uno dei pochi dove i beluga si possono veramente approvvigionare di cibo con relativa facilità.

Non sono in realtà molti i surfisti, ma alcune persone del posto hanno cominciato questa pratica e c’è da scommettere che diventerà popolare. Soprattutto perché fare surf nel Turnagain Arm significa cavalcare l’onda per miglia e miglia. Mah..

E poi proseguite per la penisola di Kenai, a cerca di alci e di orsi..

Dove dormire

Trovare da dormire in Alaska in alta stagione, se non vi trovate ad Anchorage, Fairbanks o Juneau, non è sempre semplice e anche se siete in una di queste città, sicuramente non è economico. Pertanto il consiglio è quello di organizzarsi per tempo.

Se dormite ad Anchorage una soluzione informale ed economica è il Base Camp di Anchorage, una struttura informale che propone letti in dormitorio.

Un po’ meno informale, di solito pulito e con prezzi accettabili è invece il Motel 6 a Midtown. In posizione comoda e con stanze ampie il Puffin Inn, che ho provato personalmente, ambiente carino, un po’ asettico, ma pulito.

Se il budget non è un problema potete optare invece per il favoloso Lakefront di Anchorage. Una vista favolosa sul lago e un comfort al top! Sicuramente una scelta perfetta, ma con prezzi .. meno contenuti!

Infine, se proprio non potete stare lontani dal centro e siete disposti a spendere, andate sul sicuro col Four Points di Downtown, ma stare in centro ad Anchorage, se non ci sono particolari esigenze non è nelle mie priorità.

Qui sotto un cartina per orientarsi.

cartina lodging anchorage
Cartina con hotel di Anchorage

Per saperne di più sull’Alaska

Se vuoi l’idea per una prima avventura in Alaska leggi l’articolo immagini dell’Alaska che non ti immagini.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline! 

Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

E non dimenticare di portare con te un buon libro, un ottimo compagno di viaggio. Leggi i miei consigli nell’articolo 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti, ci sono alcuni libri che parlano proprio dell’Ultima Frontiera.

Se pensi di fare una tappa a New York puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure a piedi, in taxi o autobus. Ma se invece il tuo volo fa scalo a Seattle, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e magari da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 25/11/2022
scorciatoie da tastiera per mac e wordpress

Scorciatoie da tastiera per Mac e Wordpress

di Max Pubblicato: 05/11/2022
Apri un blog Scritto da Max

Scorciatoie da tastiera per Mac per WordPress per il tuo blog di viaggio

Le scorciatoie da tastiera per Mac e Wordpress non sono un argomento da Nerd, semplicemente ti fanno risparmiare tempo.

Chi non conosce CTRL+C e CTRL+V? Penso un po’ tutti abbiano avuto esperienza di quelle che sono le scorciatoie da tastiera più conosciute. Forse CTRL+X (taglia) è un po’ meno popolare.

Ebbene ne esistono un sacco, che possono rendere l’esperienza di scrivere più veloce e, a mio avviso, più piacevole, specialmente quando scrivete in posizioni dove è scomodo usare il mouse.

Leggi anche Aprire un blog di viaggi da zero

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Scorciatoie da tastiera per Mac per WordPress per il tuo blog di viaggio
  • Ma come nascono le scorciatoie da tastiera?
  • I vantaggi delle scorciatoie da tastiera per Mac e Wordpress
  • Come imparare le scorciatoie per scrivere più velocemente
  • Alcune scorciatoie che utilizzo per WordPress e in genere sul Mac
  • Solo le scorciatoie da tastiera per Mac e Wordpress
    • Comandi generali validi per tutte le applicazioni
    • Comandi Specifici per l’editor Gutemberg
    • Comandi specifici per l’editor classico di Wordpress (non funzionano in Gutemberg)
  • Crea le tue scorciatoie da tastiera per WordPress
  • Scopri cosa puoi fare
Blog di viaggio primi passi con WordPress
Primi passi con WordPress (la foto l’ho fatta io, ma le mani sono in prestito)

Ma come nascono le scorciatoie da tastiera?

Le scorciatoie da tastiera nascono dall’esigenza di una migliore accessibilità a qualsiasi applicazione e come metodo di riserva per continuare a lavorare nel caso il vostro amico topolino metta di funzionare.

I vantaggi delle scorciatoie da tastiera per Mac e Wordpress

Le scorciatoie da tastiera per Mac e Wordpress oltre ad essere una soluzione di riserva per chi lavora molto al computer, diventano una sana abitudine che aiuta a migliorare la produttività e a far risparmiare tempo.

Come imparare le scorciatoie per scrivere più velocemente

Cercare di imparare le scorciatoie tutte insieme è un’impresa titanica, il mio consiglio è di incominciare ad usare le scorciatoie per le operazioni più laboriose e ripetitive, tipo quella di inserire un link o di formattare un titolo al volo.

La regola è: una scorciatoia al giorno

Alcune scorciatoie che utilizzo per WordPress e in genere sul Mac

In questo articolo voglio elencare le combinazioni di tasti più utili (a mio giudizio) che ovviano ad alcuni limiti dell’editor di Wordpress, come ad esempio quando state scrivendo e la barra degli strumenti è nascosta e per formattare il testo o inserire un link siete costretti a ritornare indietro, magari perdendo il filo logico del discorso.

Solo le scorciatoie da tastiera per Mac e Wordpress

La mia non vuol essere una guida assoluta, è come al solito una ricerca ed un promemoria che ho creato principalmente per un’esigenza personale, per questo non riporto le analoghe scorciatoie per Windows che comunque possono essere in facilmente usate sostituendo in genere il tasto Command con il Control e la combinazione Control+Option con Alt+Shift.

Comandi generali validi per tutte le applicazioni

  • Command + U: Sottolineato
  • Command + I: Corsivo
  • Command + B: Grassetto
  • Command + C: Copia
  • Command + V: Incolla
  • Command + X: Taglia
  • Command + A: Seleziona Tutto
  • Command + Z: Annulla Ultima Azione
  • Command + Y: Ripeti Ultima Azione
  • Command + K: Inserisci o  Modifica Link
  • Command + Tabulazione –>|: passa da un’applicazione all’altra
  • Control + Command + V: in alcune applicazioni come Word o Mail incolla senza formattazione o facendo scegliere la formattazione da applicare
  • Shift + Sinistra/Destra – seleziona una lettera a destra/sinistra
  • Command + Shift + Destra/Sinistra – seleziona fino all’inizio o alla fine della riga
  • Option + Shift + Destra/Sinistra – seleziona una parola a destra/sinistra
  • Command + Shift + Su/Giù – seleziona fino all’inizio del paragrafo
  • Option + Shift + Su/Giù – seleziona la riga sopra/sotto
  • Shift + Home – seleziona tutto il testo fino all’inizio della riga corrente (non presente sulla tastiera classica del mac)
  • Shift + Fine – seleziona tutto il testo fino alla fine della riga corrente (non presente sulla tastiera classica del mac)

Comandi Specifici per l’editor Gutemberg

  • Command + Shift + ALT + M – (Mac) passate all’editor di codice (o tornate all’editor dei blocchi se siete già nell’editor di codice)
  • Invio – create un nuovo blocco. Questo è utile da combinare con la scorciatoia che usa la barra / per inserire rapidamente più blocchi
  • Command + Shift + D – duplica il blocco corrente
  • Control +Option + Z – elimina il blocco co
  • Comando + Opzione + T – inserisci nuovo blocco (prima di quello corrente)
  • Comando + Opzione + Y – inserisci nuovo blocco (dopo quello corrente)

Comandi specifici per l’editor classico di Wordpress (non funzionano in Gutemberg)

  • Control+Option+A: Inserisci Collegamento
  • Control+Option+C: Allinea al Centro
  • Control+Option+D: Testo Barrato
  • Control+Option+H: Aiuto
  • Control+Option+J: Giustifica il Testo
  • Control+Option+L: Allinea a Sinistra
  • Control+Option+M: Inserisci Immagine
  • Control+Option+N: Se hai il Plugin Controlla l’ortografia
  • Control+Option+O: Elenco Numerato
  • Control+Option+P: Inserisci Interruzione di Pagina
  • Control+Option+Q: Citazione
  • Control+Option+R: Allinea a Destra
  • Control+Option+S: Rimuovi Collegamento
  • Control+Option+U: Elenco Puntato
  • Control+Option+W: Attiva Scrittura Senza Distrazioni
  • Control+Option+1: Titolo 1 (Su Tutta La Riga)
  • Control+Option+2: Titolo 2 (Su Tutta La Riga)
  • Control+Option+3: Titolo 3 (Su Tutta La Riga)
  • Control+Option+4: Titolo 4 (Su Tutta La Riga)
  • Control+Option+5: Titolo 5 (Su Tutta La Riga)
  • Control+Option+6: Titolo 6 (Su Tutta La Riga)
  • Control+Option+9: Formatta Come Indirizzo

Crea le tue scorciatoie da tastiera per WordPress

Se non ne hai abbastanza delle scorciatoie da tastiera che ti ho elencato, puoi creare le scorciatoie per il tuo modo di lavorare usando un programma come Keyboard Maestro, consigliato per i Nerd!

Scopri cosa puoi fare

Leggi tutti gli articoli che ti aiutano ad aprire un blog di viaggi da zero.

Scopri come acquistare uno spazio dove ospitare il tuo sito e come muovere i primi passi con WordPress.

Pian piano ti accompagno in questo fantastico mondo, ogni mese guide trucchi e consigli.

Se invece stai programmando un viaggio controlla cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Clicca qui e risparmia oltre il 60% con l’hosting di SiteGround*

Arrivederci presto!

Pubblicato: 05/11/2022
Panch Prayag, la confluenza dei fiumi Alaknanda e Bhagirathi che formano il Gange

Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya

di Max Pubblicato: 15/10/2022
India Scritto da Max

Panch Prayag le sacre confluenze del Gange nel Garhwal

I Panch Prayag nell’Induismo sono cinque confluenze di fiumi sacri nella regione Himalayana del Garhwal nello stato dell’Uttarakhand, in India. 

I fiumi nell’induismo sono considerati sacri in quanto portatori di acqua e con essa della vita. Inoltre, molto spesso essi vengono visti come la manifestazione di una divinità, come nel caso della Dea Ganga per il Gange. Quando due fiumi si incontrano, il luogo diventa ancora più sacro perché rappresenta l’unione di due forze divine e l’unione diventa ancora più sacra quando il fiume si unisce all’oceano, rappresentando in questo modo l’unione finale col Divino.

Nei fiumi, ma soprattutto alle confluenze dei fiumi, vengono spesso svolte pratiche religiose, semplici o complicate, ma significative nella vita di una persona. Vengono praticati bagni o abluzioni rituali prima del culto oppure gli ultimi riti per i defunti (shradda), oltre ai riti di venerazione del fiume stesso in quanto rappresentazione terrena di una divinità.

I fedeli ritengono che bagnarsi nelle sacre acque purifichi la mente, il corpo e l’anima, oltre ad avvicinare la persona alla moksha, la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni.

I cinque Prayag si trovano tutti lungo il corso del fiume Alaknanda, uno dei due rami che danno vita al Gange, il più sacro dei fiumi indiani, la dea Ganga che ha portato la salvezza su questa terra, per questo hanno un’importanza particolare.

Ordinati a partire dalla sorgente, le confluenze sono Vishnu Prayag, Nanda Prayag, Karna Prayag, Rudra Prayag e Devprayag.

Leggi anche Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice

  • Panch Prayag le sacre confluenze del Gange nel Garhwal
  • La spiritualità di un pellegrinaggio
  • Il corso del fiume Alaknanda
  • Le città religiose della zona
  • Origine e leggende sui nomi dei Panch Prayag
  • Mappa dei Panch Prayag in Himalaya
  • Altre confluenze di fiumi in India ed il Triveni Sangam
  • Accesso
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

La spiritualità di un pellegrinaggio

Gli esseri umani da sempre cercano di trovare un significato all’ambiente che li circonda, eleggendo a divinità animali, luoghi od oggetti del mondo che li circonda. Fin dall’antichità la natura non è mai stata considerata solo una manifestazione di qualcosa di tangibile, ma è intrisa di un aspetto religioso, anche a questo aspetto, nei tempi moderni, viene data poca attenzione. Toccare un oggetto sacro o recarsi in un luogo sacro ha quindi la pretesa di unirsi in qualche modo col divino

La parola per pellegrinaggio nell’induismo è Tirtha, che significa guado o incrocio. Attraversare questo guado o questo incrocio assume il significato simbolico di passaggio dal piano umano al sovrumano. Tirtha è anche l’attraversamento del fiume del Samsara – il ciclo di morte e rinascita – per raggiungere uno stato di liberazione. 

La civiltà indiana nasce sulle rive dell’Indo e per questo uno dei primi luoghi ad essere considerato sacro è il fiume stesso portatore di vita. Molti dei Tirtha erano quindi davvero un guado, cioè dove un fiume poteva essere attraversato in sicurezza. Il significato di un determinato luogo può renderlo un luogo sacro e la nozione di pellegrinaggio è collegata a questa idea. Rendere un luogo sacro significa elevarlo e separarlo dagli altri spazi, una rottura di un piano omogeneo.

Fonti: Pilgrimage as Imagined Site: A study of Prayag Tirtha – Ankur Goswami – Jawaharlal Nehru University, New Delhi, ankur_goswami18@yahoo.co.in, India’s “Tīrthas”: “Crossings” in Sacred Geography – Diana L. Eck https://dash.harvard.edu/handle/1/25499831

Il corso del fiume Alaknanda

La prima tappa dei Panch Prayag, ovvero la prima confluenza partendo dalla sorgente è Vishnu Prayag, dove l’Alaknanda confluisce con il Dhauliganga che scende dal Nanda Devi.  

Successivamente il fiume incontra il Nandakini, il Pindar, il Mandakini e per ultimo il fiume Bhagirathi. Da quel punto in poi il fiume prende il nome semplicemente di Gange o Ganga, che bagna le città sacre di Rishikesh e Haridwar.

Dev Prayag, uno dei Panch Prayag
Devprayag – fotografia di Vvnataraj – CC BY-SA 3.0

Le città religiose della zona

Grazie al grande flusso di pellegrini che in epoche recenti hanno invaso lo stato dell’Uttarakhand per i pellegrinaggi religiosi del Panch Kedar, Sapta Badri e Chota Char Dham, anche nei luoghi dei Panch Prayag sono fiorite grandi città con vocazione religiosa. 

I pellegrini si bagnano nelle acque delle sacre confluenze durante la loro visita ai luoghi sacri dell’induismo Himalayano, detti anche i luoghi della Deva Bhumi o Terra di Dio, l’Uttarakhand. 

Le città mutuano il nome dai siti, eccetto Vishnuprayag, che è vicina alla città di Joshimath, già di per se’ centro religioso di grande fama.

Panch Prayag, la confluenza dei fiumi Alaknanda e Bhagirathi che formano il Gange
La confluenza dei fiumi Alaknanda e Bhagirathi che formano il Gange – foto di Ashwini Chaudhary

Origine e leggende sui nomi dei Panch Prayag

Vishnu Prayag è il primo nell’origine e vicino alla confluenza si può visitare un tempio ottagonale che ospita un’immagine di Vishnu. 

L’origine del nome Nanda Prayag è controversa. Esistono infatti due diverse leggende che spiegano il nome, una legata ad un nobile Re di nome Nanda, l’altra invece legata al nome del padre adottivo di Krishna

Karna Prayag prende il nome dal figlio del Dio del Sole, Surya, che fece penitenza in questo luogo, come narrato nel Mahabharata.

Anche per Rudra Prayag esistono diverse teorie, ma quella che mi ha convinto di più è quella che Shiva, anticamente chiamato Rudra, eseguì in questo luogo la danza della distruzione Tandava.

DevPrayag, l’ultimo della serie deve il suo nome invece ad un povero bramino chiamato Deva Sharma fece voto di rinuncia in questo luogo e fu benedetto da Rama, avatar di Vishnu e mitico eroe del Ramayana. 

Le leggende raccontano anche che questo luogo sia l’ombelico di Vishnu e che Brahma vi abbia meditato.

Mappa dei Panch Prayag in Himalaya

Mappa Sapta Badri, Panch Badri, Panch Kedar e Panch Prayag
Mappa Sapta Badri, Panch Badri, Panch Kedar e Panch Prayag

Altre confluenze di fiumi in India ed il Triveni Sangam

I Panch Prayag sono considerati i più sacri dopo il Triveni Sangam, la tripla confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e Saraswati (il fiume senz’acqua della mitologia).

Il Triveni Sangam si trova nei pressi di Allahabad, in Uttar Pradesh e per questo chiamata anche Prayag o Prayagraj.

Nella zona della confluenza, quando i fiumi sono ricchi d’acqua, il Gange e lo Yamuna si possono distinguere dal diverso colore: l’acqua del Gange è limpida mentre quella dello Yamuna è di colore verdastro, mentre Saraswati è il fiume invisibile.

Questo luogo, dove si uniscono tre dei più sacri fiumi dell’India, riveste una grandissima importanza storica e religiosa. E’ qui che ogni dodici anni si tiene il raduno del Kumbh Mela ed è stato il luogo nel quale si sono disperse le ceneri di numerose personalità indiane, fra le quali, nel 1949, quelle del Mahatma Gandhi.

Altri Triveni Sangam si trovano nel Bengala, nel Karnataka, nel Kerala ed in altri stati, ma nessuno assume l’importanza di quelli citati finora.

Confluenza di Gange e Yamuna- i luoghi sacri dell'induismo
La confluenza fra i fiumi Saraswati, Gange e Yamuna ad Allahabad in Uttar Pradesh, dove, ogni dodici anni, si svolge il Kumbh Mela

Accesso

I Sacri Panch Prayag sono facilmente accessibili seguendo la strada che porta da Rishikesh a Badrinath. Di solito Rishikesh viene presa come base di partenza per la sua vicinanza all’aeroporto Jolly Grant (18 chilometri) e perché facilmente raggiungibile in treno.

Le distanze da Rishikesh sono: 

  • Dev Prayag 70 chilometri
  • Rudra Prayag 140 chilometri
  • Karna Prayag 169 chilometri
  • Nanda Prayag 190 chilometri
  • Vishnu Prayag 250 chilometri

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
  • I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva – Ultima Modifica 21/08/2023
  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
  • Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Junagadh, il Principato del Kathiawar – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 15/10/2022
Miyajima il torii rosso nell'acqua di Itsukushima

L’isola di Miyajima – Itsukushima ed il Torii sull’acqua

di Max Pubblicato: 30/09/2022
Giappone Scritto da Max

Miyajima, una perla del Giappone

Miyajima  (nome vero Itsukushima o isola Santuario) è una piccola isoletta che dista circa un’ora dalla città di Hiroshima, L’isola è nota principalmente per il Santuario di Itsukushima, un santuario Shintoista il cui portale – Torii – viene ogni giorno parzialmente sommerso dall’alta marea, creando uno spettacolo unico.

Questo scorcio pittoresco, che accoglie chi giunge sull’isola, è una delle immagini iconiche del Giappone, come il tempio Fushimi Inari Taisha di Kyoto o l’immagine del monte Fuji incoronato dai fiori di ciliegio. Miyajima è anche annoverata tra i nihon sankei, luoghi ed eventi più suggestivi del Giappone.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Miyajima, una perla del Giappone
  • Cosa sono i Torii ⛩
  • Il tempio Itsukushima Jinja di Miyajima
  • Storia dell’isola di Miyajima
  • Quando visitare il tempio di Miyajima
  • Altre destinazioni sull’isola di Itsukushima (Miyajima): il monte Misen
    • A piedi o in funivia?
    • Da ammirare durante la salita al monte Misen
  • I Templi del monte Misen
    • Riti buddhisti
  • Il Santuario Hokoku
  • Miyajima in conclusione
  • Faq Miyajima
  • Proposte di Viaggio in Giappone
  • Per saperne di più sul Giappone
Miyajima il torii rosso nell'acqua di Itsukushima
Il Torii rosso nell’acqua di Itsukushima – Miyajima

Cosa sono i Torii ⛩

I Torii (鳥居?) sono tradizionali portali d’accesso che portano ad un Jinja – un santuario shintoista giapponese – oppure, meno frequentemente, ad un’area sacra. Il portale è formato da due colonne verticali che sostengono un palo orizzontale, il tutto spesso dipinto di rosso o arancione. I Torii possono essere costruiti con materiali vari ed essere di diversi colori; quello di Miyajima, tuttavia, segue la forma classica, fatto di legno e di colore rosso.

Solo come curiosità il carattere unicode che raffigura un Torii è ⛩ 26E9

Il tempio Itsukushima Jinja di Miyajima

Il nome originario dell’isola è Itsukushima, ma è comunemente chiamata Miyajima, che significa “isola del tempio”. Il tempio di Itsukushima, Itsukushima Jinja, è infatti estremamente famoso e la sua fama è l’essenza stessa dell’isola. Gli altri edifici che compongono il tempio di Itsukushima sono anch’essi costruiti sull’acqua, così come il portale Torii.

Le varie parti del tempio, che includono una sala preghiere, una sala principale e un teatro noh (particolare forma di teatro risalente al secolo XIV), sono collegate l’una all’altra per mezzo di piccoli ponti sopra l’acqua.

Per via della centralità del tempio e della grande importanza della spiritualità shintoista nella storia dell’isola, molte delle persone si recano a Miyajima per motivi spirituali. L’isola si può infatti considerare come un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per lo shintoismo.

Storia dell’isola di Miyajima

I primi insediamenti e riti shintoisti a Itsukushima sono datati al secolo XV, nella zona del monte Misen, la vetta più alta dell’isola. Successivamente, durante il periodo Heian, intorno al 1100, fu costruito il tempio di Itsukushima così come è oggi.

Il Torii attuale, simbolo del santuario, fu costruito per la prima volta nel 1168, ma la versione attuale è del 1875, ristrutturata nel 2019.

Quando visitare il tempio di Miyajima

Il tempio è visitabile solo di giorno e chiude ai turisti dopo il tramonto. Gli ospiti dei ryokan (particolari hotel che offrono un’esperienza di vita conforme alle tradizioni giapponesi nell’arredamento casalingo e nella cucina) possono aggirarsi tra i pontili che collegano le strutture che compongono il tempio e, passato il tramonto, si può comunque godere della vista suggestiva del tempio illuminato dalle luci. Ci sono, inoltre, delle mini-crociere guidate che, quando c’è alta marea, portano all’esplorazione del tempio e del portale Torii. Alternativamente, con la bassa marea, è possibile giungere fino al portale a piedi. Siccome i movimenti su Miyajima, e in particolare quelli che riguardano il tempio, sono condizionati dai movimenti delle maree, è consigliabile programmare con anticipo.

Santuari durante la bassa marea a Itsukushima - Miyajima
Santuari durante la bassa marea a Itsukushima – Miyajima
Leggi anche Hotel in Giappone: quale scegliere e quanto costa

Altre destinazioni sull’isola di Itsukushima (Miyajima): il monte Misen

Oltre a Itsukushima Jinja, l’isola ha tanto altro da offrire. Per godere della natura locale, ammirando una vista da favola, si può raggiungere la vetta del monte Misen. Nonostante i soli 500 metri di altezza, questa è la cima più alta di Miyajima e da qui si può osservare tutta l’isola, arrivando talvolta a vedere anche Hiroshima.

A piedi o in funivia?

Il monte Misen si può scalare a piedi, seguendo dei percorsi da trekking, tra cui il percorso Momijidani, il percorso Daisho-in o il percorso Omoto. Momijidani è il percorso più breve ma, allo stesso tempo, il più ripido. Approssimativamente, qualsiasi percorso venga scelto, ci vogliono da un’ora e mezza a due ore per arrivare in cima al monte Misen.

In alternativa, è possibile fare uso del servizio di funivia, che toglie gran parte della fatica, lasciando comunque un pezzo da percorrere a piedi, poiché la funivia non arriva fino in cima, ma si ferma centro metri (di altezza) più in basso

Da ammirare durante la salita al monte Misen

Durante la scalata, con un po’ di fortuna, si possono osservare gli animali che vivono nella foresta che ricopre la montagna. Spesso si incontrano, infatti, i cervi che attraversano i sentieri che conducono alla cima. Un tempo, era normale avvistare anche le scimmie, ma oggi questa eventualità è molto più rara, in quanto molte delle scimmie un tempo presenti è stata trasferita a Inuyama in una riserva a loro dedicata per garantire il loro benessere e anche quello degli abitanti di Miyajima.

I Templi del monte Misen

Anche il monte Misen è un importante luogo di culto. Ai suoi piedi si erge uno degli edifici del tempio Daisho-in, fondato da Kobo Daishi, uno dei fondatori del buddhismo shingon. Le costruzioni appartenenti al tempio Daisho-in sono presenti anche in prossimità della cima del monte Misen. Tra queste c’è il Misen Hondo, che ospita una delle sale principali del tempio, e il Reikado, la sala della fiamma spirituale. Questa fiamma, si racconta, è stata accesa da Kobo Daishi stesso durante il periodo Heian ed è protetta all’interno del tempio sin da allora.

Riti buddhisti

Salendo verso la cima del monte Misen chi è interessato può prendere parte a uno dei riti buddhisti. Le scale che portano in cima verso questi importanti edifici parte del tempio sono ornate da un corrimano su cui sono disposti dei cilindri metallici che presentano iscrizioni tratte dalle scritture buddhiste (sutra). Girare tali cilindri mentre si salgono le scale ha lo stesso significato di leggere tali scritture. Per questo, anche chi non comprende il giapponese, può beneficiare delle benedizioni buddhiste se prende parte a questo rituale.

Il Santuario Hokoku

Un ultimo luogo sacro presente a Miyajima è il Santuario Hokoku, comunemente chiamato col nome di Senjokaku, ovvero “padiglione dei mille tappeti”. Il nome descrive la spaziosità della costruzione che è situata su una collinetta alle spalle del tempio Itsukushima. Il Santuario fu commissionato da Toyotomi Hideyoshi, uno degli unificatori del Giappone, con l’intento di creare un luogo per recitare i sutra per i soldati caduti. Quando Hideyoshi morì nel 1598, il Santuario non era ancora stato completato e, ancora oggi, ha dei pezzi mancanti. Non ci sono, infatti, delle parti di tetto né tantomeno un vero e proprio ingresso. Ad oggi, il tempio è dedicato a Hideyoshi ed è affiancato da una grande e coloratissima pagoda costruita nel 1407.

Miyajima in conclusione

Miyajima è una piccolissima perla del Giappone dove è possibile venire a contatto con quelli che sono gli aspetti più tradizionali e spirituali del Paese. Visitare l’isola è un’ottima opportunità per esplorare un Giappone diverso da quello delle grandi e famosissime città-metropoli. Tra luoghi di culto e paesaggi naturali, Miyajima è una meta magica e imperdibile.

heymondo 10 lungo

Faq Miyajima

Miyajima è un’isola?

Sì, Miyajima è un’isola raggiungibile solo con un traghetto

Come si arriva a Miyajima da Hiroshima?

Da Hiroshima occorre prendere il treno o il tram fino a Miyajimaguchi e poi il traghetto che in breve arriva al porto di Miyajima.

Quanto tempo occorre fermarsi a Miyajima?

Per visitare al meglio la località occorre fermarsi almeno un giorno. Se potete sarebbe meglio pernottare in loco almeno una notte per godersi l’alba ed il tramonto.

Quanto ci vuole per raggiungere Miyajima da Hiroshima?

In genere si può raggiungere Miyajima da Hiroshima in un’ora circa.

Quanto dista Miyajima da Osaka?

Per arrivare a Miyajima da Osaka occorrono dalle 5 alle 6 ore.

Proposte di Viaggio in Giappone

Scopri il Giappone in libertà con uno dei nostri viaggi:

Giappone cultura antica e fascino moderno. Un viaggio attraverso le atmosfere più toccanti del Giappone. Si parte da Tokyo, la capitale: una grande metropoli con i suoi magnifici grattacieli. Visitiamo poi Hakone, un piccolo gioiello termale ai piedi del Fujiyama, incastonata nella splendida regione montagnosa che ospita il Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu, distante solamente 1 ora e 30 minuti di treno da Tokyo. Immegiamoci nella tradizione a Kyoto, la città dei templi, con la sua storia millenaria e le sue tradizioni.
Infine Nara, con i suoi siti di straordinaria bellezza: il “Parco dei cervi” ed il Tempio Todaiji che ospita il Grande Buddha.

Giappone da Tokyo fino all’isola di Kyushu, un viaggio memorabile attraverso storia, modernità e panorami eccezionali. Tanti giorni per visitare alcuni dei luoghi più significativi del Giappone spingendovi oltre le mete più scontate.
Da Tokyo, città dell’avanguardia per eccellenza a Kyoto per assaporare l’atmosfera più tradizionale e “zen” del paese. Da qui, all’isola di Miyajima, con il suo santuario dedicato alla dea dei mari, costruito in parte nel mare con un torii rosso fuoco a poche decine di metri dalla riva. E poi via, verso sud, toccando le città di Nagasaki e Fukuoka, dove ammirerete il tempio Tocho-ji, famoso per la statua in legno di Buddha più grande del Giappone.
Infine un piccolo grande regalo: una crociera verso le isole Kujuku, dette le “99 isole”, di cui solo 4 abitate.

Dai un’occhiata agli altri viaggi individuali e tour di gruppo, per tutto quello che non trovi, chiedi a me!

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

banner giappone

Prima di partire compra la Guida del Giappone della Lonely Planet (controlla che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se vai a Tokyo, conviene comprare una guida specifica, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

Organizza il viaggio per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, magari sfruttando il Japan Rail Pass qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Poi avventurati in questo fantastico paese partendo da Tokyo, che puoi vedere anche in questo breve video di Tokyo in tre minuti. Immergiti in una Onsen, come le scimmie delle nevi di Jigokudani o scatta un bellissimo selfie sullo sfondo dei coloratissimi Torii del santuario Fushimi-Inari Taisha.

Insomma, non c’è da annoiarsi..

  • Akimahen: cosa non fare a Kyoto (e in Giappone) – Ultima Modifica 27/07/2023
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Carte Icoca, Suica e Pasmo: alternative al JR Pass – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Cosa vedere a Tokyo in 5 giorni – Ultima Modifica 31/05/2023
  • Deposito bagagli in Giappone, i Coin Lockers – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Ema, le tavolette votive Giapponesi – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Fai da te o Guida Turistica per un viaggio in Giappone? – Ultima Modifica 08/02/2025
  • Fushimi Inari-Taisha, il Santuario Shintoista di Kyoto – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Golden Week in Giappone, un periodo di festa! – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Hotel in Giappone: quale scegliere e quanto costa – Ultima Modifica 01/03/2026
  • I Matsuri d’autunno, feste tradizionali in Giappone – Ultima Modifica 27/07/2023
  • I Templi Kohfukuji e il Buddha della guarigione a Nara – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Il Parco delle Scimmie delle Nevi di Jigokudani – Ultima Modifica 15/08/2023
  • Il periodo migliore per un viaggio in Giappone – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Japan Rail Pass, la guida definitiva – Ultima Modifica 15/08/2023
  • L’isola di Miyajima – Itsukushima ed il Torii sull’acqua – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Le 72 stagioni del calendario giapponese – Ultima Modifica 12/07/2025
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Mangiare in Giappone: dove andare, cosa ordinare e quanto costa – Ultima Modifica 27/07/2023
  • Otto libri per un viaggio in Giappone – Ultima Modifica 24/12/2023
  • Robots alla reception degli hotel? – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Tokyo in tre minuti – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Viaggiare senza bagagli in Giappone – Ultima Modifica 28/05/2023
  • Viaggio in Giappone: costi, curiosità e notizie utili – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Video: le Scimmie delle Nevi in Giappone – Ultima Modifica 29/07/2023

Banner: immagine di macrovector su Freepik

Pubblicato: 30/09/2022
Articolo su Jyotirlingas - Immagine i copertina

Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva

di Max Pubblicato: 15/09/2022
India Scritto da Max

Il pellegrinaggio dei 12 Jyotirlingas di Shiva, contesto

Gli Jyotirlingas sono i luoghi dove si ritiene che Shiva si sia manifestato sotto forma di una colonna diluce. Per questo sono diventati mete di pellegrinaggio e di culto popolari in tutta l’India.

Prima di parlare di Jyotirlingas, una piccola premessa di carattere generale.

Le principali divinità dell’Induismo sono Brahma, Shiva e Vishnu. Essi sono la rappresentazione delle forze presenti nell’unico Brahman. Per Brahman (da non confondere con Brahma, la divinità) si intende lo spirito cosmico o coscienza universale. Brahman è l’essenza dell’universo o realtà divina originale. 

Le tre divinità ne rappresentano un aspetto ed ognuna ha una propria funzione principale: Brahma presiede alla creazione, Vishnu presiede alla conservazione e Shiva si occupa della distruzione, per poter far rinascere un mondo nuovo. 

All’interno dell’Induismo esistono molte correnti che scelgono di adorare in via prevalente una o l’altra divinità e di queste lo Shivaismo è una delle maggiori, per questo il pellegrinaggio degli Jyotirlingas è così popolare.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Se ti interessa l'induismo leggi anche Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento

Mappa dei 12 Jyotirlingas più importanti

Mappa della distribuzione dei 12 Jyotirlingas di Shiva in India
Mappa della distribuzione dei 12 Jyotirlingas di Shiva in India

La leggenda degli Jyotirlingas

Secondo la leggenda, un giorno Brahma e Vishnu erano stavano discutendo su chi fosse più importante nel processo della creazione. Per dirimere la disputa, Shiva decise di trasformarsi in un enorme pilastro di luce e trafisse i tre mondi: il cielo, la terra e gli inferi.

Vishnu e Brahma si separarono e si diressero verso le estremità del pilastro, per cercarne la fine. Brahma prese la forma di un cigno e volò verso l’alto, mentre Vishnu prese la forma del cinghiale Varaha e corse a cercare la base.

Nessuno riuscì ad arrivare alla fine della luce, perché il pilastro non aveva ne’ inizio ne’ fine, ma Brahma, sapendo di mentire, disse di essere arrivato a vedere la fine della luce. Per sostenere questa bugia si fece aiutare dal fiume Ketaki che testimoniò di averlo visto raggiungere la fine della colonna.

banner Holafly NEW lungo

La bugia di Brahma e la sua maledizione

La bugia di Brahma mandò Shiva su tutte le furie. Si arrabbiò a tal punto che lanciò una maledizione su entrambi: il Dio non avrebbe potuto più essere adorato dagli uomini, mentre il fiore di Ketaki (pandanus odorifer) non avrebbe più dovuto essere utilizzato nei rituali religiosi.

Questa colonna di luce, detta Jyotirlinga, in seguito si raffreddò nella collina Sacra di Annamalai su cui si trova il Tempio di Arunachaleshwara, in Tamil Nadu.

Origine dei 64 Jyotirlingas originali

In quell’occasione, la colonna di luce infinita di Shiva comparve sulla terra in 64 punti sotto forma di Lingodbhava. Di quei 64 posti, solo 12 sono conosciuti come i principali Jyotirlingas dell’India. In ogni Jyotirlinga Shiva si manifesta in una delle sue forme e benedice i fedeli.

Lingodbhava ovvero “l’emersione del Linga” è una rappresentazione allegorica del dio Shiva ed è spesso presente nei templi induisti dell’India meridionale. L’icona raffigura la leggenda dell’origine del linga, la rappresentazione di Shiva che è oggetto del suo culto

Lingodbhava al Tempio Airavatesvara, Darasuram, Tamil Nadu, India
Lingodbhava, “l’emersione del Linga” è una rappresentazione allegorica del dio Shiva. Tempio Airavatesvara, Darasuram, Tamil Nadu, India. Foto di Ssriram mt, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17174027
heymondo 10 lungo

Elenco dei 12 siti sacri

  • Somnath Jyotirlinga a Gir, Gujarat

Somnath è tradizionalmente indicato come luogo d’inizio del pellegrinaggio degli Jyotirlingas. Il tempio fu distrutto e ricostruito sedici volte ed è conosciuto in tutta l’India, ricco di tradizioni e prolifico di leggende. Si trova a Prabhas Patan nella regione di Saurashtra nello stato del Gujarat, India occidentale.

  • Mallikarjuna Jyotirlinga nello Srisailam in Andhra Pradesh
  • Mahakaleshwar Jyotirlinga a Ujjain in Madhya Pradesh
  • Omkareshwar Jyotirlinga a Khandwa in Madhya Pradesh
  • Baidyanath Jyotirlinga a Deoghar in Jharkhand
  • Bhimashankar Jyotirlinga nel Maharashtra
  • Ramanathaswamy Jyotirlinga a Rameshwaram in Tamil Nadu
  • Nageshwar Jyotirlinga a Dwarka in Gujarat
  • Kashi Vishwanath Jyotirlinga a Varanasi in Uttar Pradesh
  • Trimbakeshwar Jyotirlinga a Nasik in Maharashtra
  • Kedarnath Jyotirlinga a Rudraprayag in Uttarakhand
  • Ghrishneshwar Jyotirlinga ad Aurangabad in Maharashtra

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
  • I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva – Ultima Modifica 21/08/2023
  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
  • Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Junagadh, il Principato del Kathiawar – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 15/09/2022
Articoli più recenti
Articoli precedenti
banner holafly NEW quadrato
Banner Rett. Heymondo_ViaggioControMano_1500x892
  • Mappa del sito

Bangkok Biella Botswana Buddismo Calendario Viaggio ControMano Cambogia Consigli Costa Rica Cultura e Spiritualità Dolomiti Fotografia Francia Gujarat Induismo I Racconti del Prof. Libri per viaggiare Livigno New York NYC Orissa Romania Seattle Tibet Torino Uccelli Viaggio in Thailandia Vietnam Yellowstone

banner holafly NEW quadrato
Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →
  • Facebook
  • Instagram
  • Whatsapp
  • Threads

@2026 - Tutti i diritti sono riservati. Disegnato e sviluppato da Macs

Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Apri un blog
  • Un po’ di me
  • Facciamo la differenza
  • Copyright
  • Mappa del sito
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Cookie Policy (UE)
  • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
  • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
  • Mostra aniMALi d’AFRICA
  • Eventi dal 2014 al 2019
  • Eventi dal 2011 al 2013
  • Eventi fino al 2011