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Articoli Recenti

Il periodo migliore per un viaggio in Giappone - foto del monte Fuji di weiqi-xiong-wacnu6Q4NgI-unsplash

Il periodo migliore per un viaggio in Giappone

di Max Pubblicato: 01/08/2020
Giappone Scritto da Max

Il periodo migliore per un viaggio In Giappone

Il periodo migliore per organizzare un viaggio in Giappone non esiste. O meglio, non esiste un periodo migliore per tutti e per ogni luogo. Ogni stagione ha i suoi pregi ed i suoi difetti, ma in Giappone ci si può andare tutto l’anno. Inoltre il Giappone ha un’estensione tale che il clima per ogni zona può essere molto differente.

Basti pensare che l’estremo nord di Hokkaido poggia più o meno sullo stesso parallelo di Milano, mentre la zona più meridionale (escludendo le isole più piccole) è all’incirca all’altezza del Cairo. Quindi per comodità farò riferimento all’isola centrale, Honshu, dove si trovano le città più importanti come Tokyo e Kyoto, Osaka e Hiroshima. Considerate quindi le mie indicazioni sul periodo migliore per un viaggio in Giappone queste località classiche.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il periodo migliore per un viaggio In Giappone
  • Periodi di alta stagione per un viaggio in Giappone
  • Il periodo con il clima migliore per un viaggio in Giappone
  • Il periodo migliore per fotografare il Giappone
  • Conclusione: qual è il periodo consigliato per un viaggio in Giappone?
  • FAQ Clima Giappone
  • Per saperne di più sul Giappone

Periodi di alta stagione per un viaggio in Giappone

L’alta stagione di solito è a cavallo fra i mesi di marzo ed aprile, nel periodo della fioritura dei ciliegi o Hanami che letteralmente significa “Osservazione della fioritura dei ciliegi”.

Altri periodi di alta stagione per un viaggio in Giappone sono il mese di Agosto, sia per le tante festività, sia perché in molti paesi è periodo di vacanza. In misura molto minore l’autunno nel periodo in cui le foglie degli aceri diventano rosse (l’inglesizzato foliage).

In questi periodi è consigliabile aver organizzato il viaggio per tempo, perché i prezzi e le disponibilità potrebbero mostrare delle sorprese.

Il periodo con il clima migliore per un viaggio in Giappone

Durante l’estate, nei luoghi classici di Tokyo e Kyoto il clima è caldo e umido, in giugno e luglio le piogge possono essere frequenti, mentre al nord il clima è più piacevole e la natura spettacolare. A mio avviso, tenendo conto del flusso turistico e del clima non è questo il periodo migliore per un viaggio in Giappone
Settembre ed ottobre sono mesi comunque piovosi e durante i periodi delle piogge è anche possibile che si verifichino dei tifoni, ma la temperatura è più piacevole. I tifoni di solito non sono un grandissimo problema, ma sicuramente una scocciatura e solo occasionalmente possono provocare reali disagi ai visitatori.

In inverno il clima è secco e non troppo freddo, tranne che al nord e nelle zone montuose, che restano fredde anche fin oltre la metà di marzo e dove non è così raro incappare in una nevicata che rende il paesaggio delicatamente surreale.

Il periodo migliore per un viaggio in Giappone visita al catello di Matsumoto

Comunque se dovesse proprio fare freddo potete sempre ripararvi in qualche ristorante. A tal proposito documentatevi su cosa mangiare in Giappone, così arriverete preparati.

Il periodo migliore per fotografare il Giappone

La primavera è il momento forse più pittoresco dell’anno in quasi tutto il Giappone, la stagione dei fiori, che in questo paese significa soprattutto ciliegi a perdita d’occhio. Le montagne fino a tarda primavera sono ormai spoglie della neve e ancora brulle e prive di colori fino alla primavera inoltrata o all’inizio dell’estate.

L’estate è l’ideale per fotografare soprattutto il nord, fino ad Hokkaido, le giornate lunghe e le tanto ore di luce permettono di raggiungere luoghi meno accessibili e di fotografare i paresaggi montani, ma ancheluoghi vicini come la foresta di bambù a Kyoto

L’autunno coi suoi colori accesi infiamma i boschi ed i parchi e rende questa stagione molto interessante per i paesaggi anche per le prime nebbie che in alcune località rendono le fotografie anche più pittoresche.

In inverno i paesaggi bianchi in montagna e possono essere il momento migliore per un viaggio in Giappone alla ricerca dei Macachi che fanno il bagno nelle acque termali di Jigokudani vicino a Nagano.

In conclusione i paesaggi sono così vari che anche per questa domanda la risposta non può essere una risposta semplice, ma il periodo migliore per un viaggio in Giappone è sicuramente una domanda che avrà una risposta solo dopo un’accurata pianificazione.

Conclusione: qual è il periodo consigliato per un viaggio in Giappone?

Ok, come avrete capito i mesi più miti sono la primavera e l’autunno e sono anche i più spettacolari, la primavera per le sue fioriture e l’autunno per i suoi colori accesi ed infiammati, non a caso fra i mesi con maggiore afflusso.

Il periodo migliore per un viaggio in Giappone - foto del monte Fuji di weiqi-xiong-wacnu6Q4NgI-unsplash

In sostanza scegliere il periodo migliore per un viaggio in Giappone dipende anche dalle preferenze personali. Io non amo il freddo perciò consiglio da marzo a ottobre per godersi al meglio il viaggio liberi da ingombranti giacconi e giacche a vento.

Un grosso grazie a Weiqi Xiong per la fotografia qui sopra che è anche quella di copertina.

FAQ Clima Giappone

Che temperatura c’è in Giappone d’estate?

In Giappone Agosto è il mese più caldo in tutte le isole. La la temperatura media si aggira intorno ai 22 gradi ad Hokkaido, ai 24 °C nel nord di Honshu (l’isola di Tokyo), e ai 28 °C a Tokyo.

Qual è il periodo migliore per un viaggio in Giappone?

I periodi migliori per un viaggio in Giappone sono l’inizio della primavera e il tardo autunno. In queste stagioni il clima è più secco e le temperature più gradevoli, rispetto a quelle estive ed invernali.

Che temperatura c’è in Giappone d’inverno?

In Inverno le temperature medie dell’isola centrale variano tra i 2° e i 10°, il clima è secco e spesso è possibile osservare belle giornate di sole. É un periodo buono per viaggiare, ma non a Hokkaido, se non amate il freddo.

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Organizza il viaggio per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, magari sfruttando il Japan Rail Pass qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

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Insomma, non c’è da annoiarsi..

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Pubblicato: 01/08/2020
Templi Kohfukuji, il Padiglione Dorato orientale

I Templi Kohfukuji e il Buddha della guarigione a Nara

di Max Pubblicato: 12/07/2020
Giappone Scritto da Max

I Templi Kohfukuji a Nara ed il Budda della Guarigione

Il complesso di Templi Kohfukuji di fede Buddista si trova a Nara in Giappone. Il complesso è distante un’oretta di treno da Kyoto ed è noto soprattutto per la pagoda a cinque piani (che non sono riuscito a fotografare bene), per il Padiglione Dorato Centrale e per il Padiglione Dorato orientale con la statua del Buddha della Guarigione Yakushi Nyorai.

Storicamente, Kohfukuji aveva tre Padiglioni dorati. Il più antico ed importante era il Padiglione Dorato Centrale, così chiamato perché si trovava tra proprio al centro del Tempio. Erano chiamati Saloni o Padiglioni Dorati le strutture che ospitavano una o più icone buddiste. Queste immagini erano solitamente in oro o colorate d’oro cosicché la luce riflessa sui loro corpi illuminasse la sala con bagliori dorati, un’allegoria dell’insegnamento del Buddha che illumina il mondo con la luce della saggezza.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • I Templi Kohfukuji a Nara ed il Budda della Guarigione
  • Storia antica del Tempio Kohfukuji a Nara
  • Spostamenti e vicissitudini del Tempio Kohfukuji
  • Cosa vedere durante la visita al complesso di Templi Kohfukuji
  • Come arrivare al Tempio Kofukuji a Nara e quanto costa la visita
  • Il padiglione orientale ed il Buddha della Medicina
  • Le immagini del Padiglione d’Oro Orientale – Eastern Golden Hall
  • Yakushi Nyorai il Buddha della Medicina in Giappone
  • Conclusione
  • Proposte di Viaggio in Giappone
  • Fonti dell’articolo sul complesso di Templi Kohfukuji:
  • Per saperne di più sul Giappone

In questo articolo

Questo articolo riporta la storia del Tempio e tratta in particolare del Padiglione Dorato Orientale, Eastern Golden Hall. Questa è la parte più antica ed originale insieme alla Pagoda a Cinque Piani, mentre il resto è in gran parte stato ricostruito recentemente. Interessante anche il Salone Centrale che ospita l’antica Statua di Shaka Nyorai, il Buddha storico, che però non è trattato in questo articolo.

Il tempio Kohfukuji - scalinata di accesso
Il tempio Kohfukuji – scalinata di accesso

Storia antica del Tempio Kohfukuji a Nara

Il Tempio Kohfukuji fu costruito a Nara proprio quando questa divenne la Nuova Capitale. Al culmine del suo splendore il Tempio arrivò a contare circa 150 edifici.

La nascita del Tempio risale all’anno 669 d.C. quando Kagami no Okimi, moglie di Kamatari, fondatore della famiglia Fujiwara, fece costruire la prima cappella in una tenuta vicino a Kyoto come offerta per la convalescenza del marito. Le prime statue che Kagami fece posizionare all’interno della cappella furono quelle della Triade di Shaka (lo storico Buddha insieme ai due servitori) che il marito stesso aveva ordinato ad alcuni artigiani del posto.

Spostamenti e vicissitudini del Tempio Kohfukuji

Già nel 672, in seguito ad alcuni tumulti popolari il Tempio fu per la prima volta smontato e trasferito da a Yamashina Suehara a Umayasaka, ma fu nel 710 che il Tempio trovò la sua destinazione definitiva a Nara nella posizione attuale, dopo che questa divenne la nuova Capitale. Il Tempio, con il nuovo nome di Kohfukuji, letteralmente Il Tempio che genera benedizioni, col tempo si ingrandì e con continue donazioni crebbe fino ad essere considerato nel tempo fra i maggiori del regno.

Negli anni il complesso di Kohfukuji subì alterne vicende, fra splendori, restrizioni e carestie, ma il culmine della decadenza fu raggiunto nei primi anni del periodo Meji. Tra il 1868 ed il 1912 furono attuate violente campagne anti buddiste, il Tempio fu confiscato e buona parte del contenuto andò distrutto. Solo molto tempo dopo fu concesso ai devoti della religione Hosso di riappropriarsene e di utilizzarlo come luogo di culto.

Cosa vedere durante la visita al complesso di Templi Kohfukuji

Il complesso dei Templi Kohfukuji occupa un’ampia area facilmente accessibile dove c’è anche anche un piccolo museo che ospita numerose opere storiche interessanti. Fra queste la statua di Ashura con tre facce e sei braccia risalente all’anno 734, una delle statue buddiste più belle ed inusuali di tutto il Giappone. Ashura, originariamente un semidio della mitologia indiana, nella pratica Buddista è ritenuto protettore del Buddha e dei suoi insegnamenti. Questa figura (che nella mitologia Hindu è associato all’avidità ed all’ira), ha in genere sembianze spaventose, con capelli arruffati e denti simili a grandi zanne, mentre la statua conservata qui trasmette una sensazione di calma e di consapevolezza, diverso da come lo si potrebbe immaginare e per questo unica.

Il Padiglione Dorato Centrale

Dei padiglioni visitabili il Salone Dorato Centrale è l’edificio più importante e anche il più nuovo del complesso di Kohfukuji, ricostruito interamente nel 2018. L’attuale sala ospita un’immagine di Shaka Nyorai risalente al 1811 e le sculture originali di due Bodhisattva. Ospita inoltre la divinità Daikokuten e i Quattro re celesti, nonché un’immagine storica della dea Kisshoten (un adattamento alla fede Buddista della dea Induista Laksmi). L’elemento più particolare del Salone è il Pilastro Hosso, interamente coperto da grandi ritratti dei patriarchi della scuola Buddista di Hosso.

Il Padiglione Dorato Orientale

L’unico Padiglione Dorato che si presenta in gran parte originale è quello Orientale con il suo interno recuperato dalle varie distruzioni subite nel tempo, mentre la pagoda a cinque piani, anch’essa originale non è accessibile al pubblico. Le pagode sono un’eredità che deriva dagli stupa dell’antica India, e le origini possono essere identificate nei primordiali tumuli. Esse sono usate per custodire le reliquie del Buddha storico e sono un monito della presenza del Buddha stesso e del suo insegnamento.

La Pagoda a cinque piani

La pagoda a cinque piani del Tempio Kohfukuji è la seconda più alta del Giappone dopo quella del Tempio Toji di Kyoto ed è uno dei simboli di Nara. Essa ospita al suo interno le sculture dei Quattro Buddha delle Quattro Direzioni, ciascuna affiancata da due servitori in una tipica concezione Buddista Mahayana del tempo e dello spazio. Oltre alla pagoda a cinque piani nel complesso si trovano due sale circolari ed un’altra pagoda a tre piani.

Come arrivare al Tempio Kofukuji a Nara e quanto costa la visita

Il Tempio Kofukuji dista solo cinque minuti a piedi dalla stazione della ferrovia Kintetsu di Nara o 20 minuti dalla stazione JR. Il Tempio Kofukuji è raggiungibile dalla stazione JR anche con l’autobus, ma a piedi è una bella passeggiata. Inoltre, se scegliete la linea Kintetsu, appena usciti dalla stazione a destra c’è una via di negozi al coperto dove è possibile fare piccoli acquisti o assaggiare specialità locali. Proprio qui mi sono imbattuto in un piccolo locale che mi hanno indicato come uno dei migliori per gustare il Kakigori (o Shaved Ice, come spiego in questo articolo sul cibo in Giappone) – ma se volete potete anche prendere “solo” un costoso caffè.

Per visitare l’interno dei templi e del museo occorre pagare il biglietto d’ingresso, mentre la zona all’aperto è accessibile gratuitamente. Le biglietterie sono aperte dalle 9 alle 17 ed i prezzi variano per le visite singole dai 500 ai 900 yen. Il biglietto che cumula la visita a tutti i padiglioni e al museo costa di 1400 yen (marzo 2020).

Scalinata di ingresso al tempio Kohfukuji a Nara - 0001
Scalinata di ingresso al tempio Kohfukuji a Nara

Il padiglione orientale ed il Buddha della Medicina

Alcuni anni dopo la costruzione e lo spostamento del nucleo principale l’imperatore Shomu fece costruire il padiglione orientale come offerta e luogo di preghiera per la convalescenza della zia, l’imperatrice Gensho, ritaratasi a vita privata dopo una malattia. Dopo il completamento della costruzione intorno al 726, al suo interno furono posizionate tre statue raffiguranti la triade del Buddha della Medicina Yakushi Nyorai e dei suoi assistenti e fratelli Nikko e Gakko, rispettivamente la luce del Sole e la luce della luna.

Il tempio Kohfukuji brochure del Padiglione Dorato

Il Tempio ebbe alterne vicende e fu ripetutamente distrutto e ricostruito, prima nel 1017, poi nel 1046 e per la terza volta incendiato nel 1180 dai Taira. Lo Shogun Kamakura lo fece ancora ricostruire intorno al 1185, ma fu nuovamente distrutto da altri due incendi nel 1356 e nel 1411. L’edificio attuale è del 1415, un vero primato per un edificio in legno ed è classificato Tesoro Nazionale.

Le immagini del Padiglione d’Oro Orientale – Eastern Golden Hall

Yakushi Nyorai è il Maestro della Medicina o in alcuni casi anche Maestro della Medicina dalla Luce Lapislazzuli (Yakushiyuriko Nyorai). Conosciuto anche col nome sanscrito di Bhaisajyaguru è solitamente rappresentato seduto nella posizione del loto, ed il suo corpo è blu lapislazzuli. Come suggerisce il nome i suoi poteri sono quelli di aiutare nell’allungamento della vita e nella cura delle malattie, ma anche quello di riportare le creature sul giusto cammino spirituale, proteggendole nella pratica religiosa.

Yakushi Nyorai il Buddha della Medicina in Giappone

Il culto del Buddha della Medicina si diffuse in Giappone a partire dal settimo secolo e col tempo ha avuto molto seguito, sostituendosi in buona parte al culto di Ashuku, venerato nel primordiale culto dell’AdiBuddha, una delle tante correnti religiose legate alla figura del Buddha.

Per saperne di più sulle origini della religione Buddista puoi vedere questo articolo sulle origini ed i luoghi storici del Buddha, che ho scritto in occasione della mia visita a Sarnath in India

L’immagine all’interno del padiglione è di rame modellato su una struttura di argilla e fu costruita sul modello di un’immagine precedente, già copia dell’originale del periodo di Nara. Durante la ristrutturazione dell’edificio nel 1937 sotto la base del trono fu rinvenuta una testa, derivante dall’originale del 685. L’immagine, considerata perduta per anni ora è esposta nella sala del Tesori di Kohfukuji.

Altre figure all’interno del Padiglione Dorato

Altre figure all’interno sono ad esempio i 12 generali protettori del fedele e del Buddismo, emanazioni dello stesso Buddha, statue risalenti al XIII secolo. All’interno c’è un piccolo angolo dedicato alle Ema, le tavolette votive giapponesi, che sono a disposizione dei fedeli in apposite bustine al costo di una piccola offerta di 500 yen. All’interno di ciascuna busta ci sono due tavolette: una è da compilare con le proprie intenzioni ed il proprio nome o quello della persona cara, la seconda, elegantemente decorata è da tenere o regalare.

Come al solito con rispetto.

Il Buddha Dorato a Kohfukuji
Il Buddha Dorato a Kohfukuji (foto di Dariusz Jemielniak) (“Pundit”), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Conclusione

La misticità del luogo, la storia e l’arte del luogo rendono la visita i Templi Kohfukuji una delle visite più interessanti di Nara, la cui estensione naturale è la visita al Parco dei Cervi. Ovviamente, vista la contiguità dei luoghi anche qui non è difficile incontrare o magari essere inseguiti da qualche cervo più intraprendente degli altri. Questa però è un’altra storia.. alla prossima!

Proposte di Viaggio in Giappone

Scopri il Giappone in libertà con uno dei nostri viaggi:

Giappone cultura antica e fascino moderno. Un viaggio attraverso le atmosfere più toccanti del Giappone. Si parte da Tokyo, la capitale: una grande metropoli con i suoi magnifici grattacieli. Visitiamo poi Hakone, un piccolo gioiello termale ai piedi del Fujiyama, incastonata nella splendida regione montagnosa che ospita il Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu, distante solamente 1 ora e 30 minuti di treno da Tokyo. Immegiamoci nella tradizione a Kyoto, la città dei templi, con la sua storia millenaria e le sue tradizioni.
Infine Nara, con i suoi siti di straordinaria bellezza: il “Parco dei cervi” ed il Tempio Todaiji che ospita il Grande Buddha.

Giappone da Tokyo fino all’isola di Kyushu, un viaggio memorabile attraverso storia, modernità e panorami eccezionali. Tanti giorni per visitare alcuni dei luoghi più significativi del Giappone spingendovi oltre le mete più scontate.
Da Tokyo, città dell’avanguardia per eccellenza a Kyoto per assaporare l’atmosfera più tradizionale e “zen” del paese. Da qui, all’isola di Miyajima, con il suo santuario dedicato alla dea dei mari, costruito in parte nel mare con un torii rosso fuoco a poche decine di metri dalla riva. E poi via, verso sud, toccando le città di Nagasaki e Fukuoka, dove ammirerete il tempio Tocho-ji, famoso per la statua in legno di Buddha più grande del Giappone.
Infine un piccolo grande regalo: una crociera verso le isole Kujuku, dette le “99 isole”, di cui solo 4 abitate.

Dai un’occhiata agli altri viaggi individuali e tour di gruppo, per tutto quello che non trovi, chiedi a me!

Fonti dell’articolo sul complesso di Templi Kohfukuji:

  • Sito ufficiale https://www.kohfukuji.com/english.html
  • Sito Unesco https://whc.unesco.org/en/list/870/video
  • Bhaiṣajyaguru su Wikipedia
  • Fujiwara no Kamatari su Wikipedia
  • Documenti originali del Tempio reperiti in loco
  • Cartelloni esplicativi in loco

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

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Pubblicato: 12/07/2020
Ganesh Pol Jaipur città rosa del Rajasthan

Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie

di Max Pubblicato: 29/06/2020
India Scritto da Max

Visitare Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e il forte Amber ad Amer

La città di Jaipur, detta anche Città Rosa del Rajasthan fu fondata nel 1728 dal Maharaja Sawai Jai Singh II. Deve il nome di Città Rosa del Rajasthan al colore di molte delle sue abitazioni e di alcuni dei suoi monumenti.
Jaipur è una città relativamente recente e fu costruita con concezioni moderne, a partire dalla pianta originale della città, strutturata su una pianta rettangolare con ampi viali alberati e strade che si incrociano con angoli retti.
All’interno della città si trovano mercati e negozi artigiani generalmente raggruppati in modo omogeneo, creando così quartieri dedicati a ciascuna attività.

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Visitare Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e il forte Amber ad Amer
  • Monumenti e luoghi d’interesse di Jaipur, la città rosa
  • Il Jantar Mantar
  • Hawa Mahal o Palazzo dei venti, uno dei simboli della Città Rosa del Rajasthan
  • L’Amber Fort ad Amer, escursione facile da Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan
    • L’interno del forte
    • Foto di rito
  • Alloggiare negli antichi palazzi in stile Maharaja della Città Rosa
  • Escursioni in giornata alla ricerca della Tigre
  • Curiosità sulla Città Rosa del Rajasthan
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Faq Jaipur
    • Qual è il periodo migliore per visitare Jaipur?
    • Qual è il modo più veloce per raggiungere Jaipur?
    • Quanto ci vuole per andare da Delhi a Jaipur in auto?
    • Quali sono alcuni dei luoghi da non perdere a Jaipur?
    • Jaipur è sicura?
    • A Jaipur si può avere il Wi-Fi?
    • Funziona il mio cellulare a Jaipur?
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali
Jaipur città rosa del Rajasthan
io, all’ingresso della città

Monumenti e luoghi d’interesse di Jaipur, la città rosa

La Città Rosa del Rajasthan è ricca di monumenti interessanti e ben conservati, che testimoniano un’epoca di grandezza e prosperità, oltre a testimoniare come i regnanti avessero a cuore la cultura e lo sviluppo del luogo. Fra questi monumenti il Jantar Mantar è uno dei più interessanti, un osservatorio astronomico all’aperto con enormi strumenti in pietra e metallo precisi e funzionanti. Altri luoghi interessanti sono l’Hawa Mahal o Palazzo dei Venti ed altri dei quali fornisco un resoconto più dettagliato con le fotografie in questo articolo.

Per quella che è la mia esperienza Jaipur è una di quelle città che vale veramente la pena di visitare almeno una volta. Il fatto di essere inclusa nelle maggiori rotte turistiche toglie un po’ all’originalità del luogo, ma le meraviglie storiche ed architettoniche che si trovano nel raggio di pochi chilometri sono veramente notevoli.

Il Jantar Mantar

Il Jantar Mantar è un osservatorio astronomico a cielo aperto, sorprendentemente ben conservato e straordinariamente attuale, una di quelle opere ciclopiche delle quali sfortunatamente si è persa la cultura nei tempi moderni. La costruzione di questa meraviglia Patrimonio Unesco è dovuta alla passione del Maharaja Jai Singh che la fece costruire nel 1727.

E’ meraviglioso pensare come una persona appassionata di astronomia ci abbia lasciato opere così interessanti da resistere al passare dei secoli restando moderne e funzionanti!

Le costruzioni si trovano all’interno del parco dell’osservatorio ed ognuna ha una funzione di misurazione del tempo, della distanza, delle stelle, della stagione ed in ultima analisi, del funzionamento del nostro mondo. Curioso, ma neanche poi così tanto se si pensa alla terra, che moltissime delle costruzioni abbiamo al proprio interno qualcosa di circolare o sferico

Altre strutture simili si trovano a Delhi, Mathura, Ujjain e Varanasi, ma quello di Jaipur è il più imponente e quello con un grado di conservazione migliore.

Hawa Mahal o Palazzo dei venti, uno dei simboli della Città Rosa del Rajasthan

L’Hawa Mahal (noto anche come Palazzo dei venti) è uno dei più bei palazzi e simboli della Città Rosa del Rajasthan. La facciata è costituita da un muro molto alto costruito in modo che le donne della famiglia reale potessero osservare le feste di strada senza essere viste dall’esterno.

Maharaja Pratap Singh
Maharaja Pratap Singh

Realizzato in arenaria rossa e rosa, come molti dei palazzi della cittadina, il palazzo si trova ai margini del City Palace e si estende agli alloggi delle donne reali.

La struttura venne fatta costruire nel 1799 dal Maharaja Sawai Pratap Singh su progetto di Lal Chand Ustad in forma di corona di Krishna, la divinità Induista.

La facciata di cinque piani è simile al favo di un alveare con oltre novecento piccole finestre chiamate Jharokha.

Per gli occhi più esperti e per gli appassionati, qui si notano mescolanze di architettura Indù Rajput e islamica Moghul; lo stile Rajput si trova nelle pensiline a cupola, nelle colonne scanalate, nei fiori di loto e altri motivi floreali, mentre quello Moghul si evidenzia nella lavorazione della pietra a filigrana e nel lavoro degli archi.

Una di quelle opere che hanno richiesto ingegno e che sono anche un po’ la dimostrazione della tolleranza e dell’ammirazione per le culture originarie del luogo da parte degli occupanti dell’epoca.

L’Amber Fort ad Amer, escursione facile da Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan

Il Forte Amber (Amber Fort) è una fortezza che si trova ad Amer a una decina di chilometri da Jaipur in Rajasthan. Situata in posizione dominante sulla collina affacciata sul lago Maota, è stata inizialmente la residenza dei regnanti Rajpur. Oggi è una delle principali mete turistiche dell’area intorno alla Città rosa del Rajasthan, nonché patrimonio dell’umanità dall’UNESCO assieme ad altri cinque forti del Rajasthan.

L'amber for ad Amer
L’amber for ad Amer

La città di Amer venne in origine fondata da Raja Kakil Dev quando Amer divenne la capitale del suo regno intorno all’anno 1000. Successivamente la città ebbe il suo momento di crescita e splendore grazie a Raja Man Singh I, che governò tra il 1590 ed il 1614.

Il forte fu la residenza principale di Raja Man Singh, che ne promosse la realizzazione in stile indù, come testimoniano i suoi elementi artistici. La costruzione, quasi interamente realizzata in marmo e pietra arenaria rossa è formata da quattro sezioni distinte, ognuna posizionata su un diverso livello.

Ogni area ha una propria destinazione ed un proprio nome: la Sala Delle Udienze Pubbliche, chiamata Diwan-I-Aam, la Sala Delle Udienze Private, Diwan-I-Khas, il palazzo degli specchi, Sheesh Mahal. La vera perla e testimonianza del genio del costruttore è rappresentata dall’ultima sezione: il Sukh Niwas. Si tratta di una stanza dove la calura estiva veniva mitigata dai venti prodotti da una cascata artificiale creata all’interno del palazzo, un precursore dell’aria condizionata, ma sostenibile!

L’interno del forte

Nel primo cortile s’ingresso si trova è l’ingresso al palazzo privato del Maharaja: La Porta di Ganesh o Ganesh Pol, dedicata a Ganesha per propiziarsi la divinità (vedi articolo su Ganesha).

Si tratta di una struttura con diversi affreschi, che fu costruita da Mirza Raja Jai Singh (1621–1627). Sopra questa porta si trova la Suhag Mandir. Da qui le signore della famiglia reale osservavano, attraverso finestre munite di grata, le funzioni che si svolgevano nel Diwan-i-Aam, la sala delle udienze pubbliche.

Ganesh Pol Amer Fort ingresso allo Sheesh Mahall
Ganesh Pol, nell’Amer Fort vicino a Jaipur, ingresso allo Sheesh Mahal. Qui Ganesh signore del buon auspicio troneggia sulla porta d’ingresso.

Il secondo cortile, su per le scale al primo livello, ospita appunto la sala delle udienze pubbliche.

Nel terzo cortile l’edificio a sinistra del cancello di ingresso è chiamato Jai Mandir, ed è impreziosito da pannelli di vetro intarsiati nei soffitti con specchi.

Gli specchi sono progettati in modo da brillare sotto il lume delle candele al buio. Conosciuto anche come Sheesh Mahal (Palazzo degli specchi), con i suoi mosaici di specchi e vetri colorati è uno spettacolo per i visitatori.

Sheesh Mahal
Sheesh Mahal

Foto di rito

Le guide non mancheranno di farVi una foto in uno degli specchi dove vedrete riflessa la vostra immagine e una parte del palazzo, ma io ve la risparmio.. 😉

Alloggiare negli antichi palazzi in stile Maharaja della Città Rosa

Per godersi al meglio il soggiorno a Jaipur cosa c’è di meglio di alloggiare in un antico palazzo in stile Maharaja?

Se questo sia poi un vero palazzo antico riadattato ad albergo od una riproduzione per motivi di business lo scoprirete nella maggior parte dei casi solo soggiornandoci. Se sceglierete bene l’ambiente può essere molto suggestivo.

Anche le danzatrici in molti casi allieteranno la vostra cena in una delle moltissime terrazze all’aperto situate sugli attici dei palazzi, contribuendo a ricreare l’atmosfera particolare dell’India dei Maharaja.

Se poi siete fortunati sarà la sera dei fuochi d’artificio per festeggiare un matrimonio.

Escursioni in giornata alla ricerca della Tigre

Se siete in vena di avventure potete sfruttare l’occasione per tentare di osservare l’affascinante e misteriosa tigre del Bengala nel suo habitat naturale, nel Parco Nazionale di Ranthambore, in una memorabile escursione di un giorno da Jaipur. Si tratta di un parco e non di uno zoo, quindi l’avvistamento non è garantito (ricordatevelo), ma è sempre molto probabile. Durante il viaggio si potranno anche incontrare leopardi (difficile, ma possibile), cervi, orsi e vari uccelli che popolano il Parco Nazionale di Ranthambore in un safari di mezza giornata nella giungla con un veicolo aperto.

Curiosità sulla Città Rosa del Rajasthan

Jaipur è una città che ha in serbo anche molte curiosità come ad esempio incantatori di serpenti o artisti di strada che riproducono disegni elaborati con l’henné, vale la pena di essere curiosi. Non lasciatevi prendere dalle esperienze troppo turistiche, ma negarle del tutto per essere “diversi ad ogni costo” significa anche perdere un po’ quello che è il cuore di un viaggio.

La soluzione è sperimentare con spirito (non troppo) critico e cercare di cogliere quello che ogni esperienza può insegnare. E se dovesse capitare di cadere “vittima” di qualche trappola per turisti sfrutta il momento. Come dice il Dalai Lama: “quando perdi, non perdere la lezione”. Prova a questo proposito a dare un’occhiata alla mia esperienza con il Santone in Sulawesi.

E’ sempre un’ottima opportunità per fare amicizia con nuove persone, non fosse altro che per scattare una foto.

Appena nascoste dai sentieri battuti si vedono montagne di rifiuti.. dove c’è sempre qualcuno che trova qualcosa di interessante, non fosse altro che un luogo per riposare. Anche questa può essere l’occasione per una foto suggestiva, d’altro canto non si viaggia per conoscere le differenze di cultura?

Rifiuti a Jaipur
Rifiuti a Jaipur

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Faq Jaipur

Qual è il periodo migliore per visitare Jaipur?

Il periodo migliore per visitare Jaipur va da ottobre a marzo, quando capitano solo piogge occasionali ed il clima è piacevolmente mite

Qual è il modo più veloce per raggiungere Jaipur?

Il metodo più veloce per raggiungere Jaipur è in aereo, dall’aeroporto internazionale Indira Gandhi di Delhi in circa un’ora. Una volta raggiunto l’aeroporto di Jaipur a Sanganer, puoi noleggiare un taxi per la destinazione desiderata.

Quanto ci vuole per andare da Delhi a Jaipur in auto?

Per andare da Delhi a Jaipur in auto occorrono fra le cinque e le sette ore a seconda del traffico.

Quali sono alcuni dei luoghi da non perdere a Jaipur?

Quando sei a Jaipur, non puoi perderti l’Hawa Mahal o Palazzo dei Venti, il City Palace, il Jantar Mantar (osservatorio astronomico) e l’Amber Fort.

Jaipur è sicura?

Sì, la città è considerata abbastanza sicura, tuttavia, come in tutte le grandi città, meglio sempre fare attenzione soprattutto nei mercati affollati e di notte.

A Jaipur si può avere il Wi-Fi?

Come in tutte le grandi città del paese, quasi tutti i ristoranti e gli hotel offrono connessione Wi-Fi gratuita o Internet a banda larga.

Funziona il mio cellulare a Jaipur?

Il cellulare funziona, ma conviene chiedere i costi prima di partire al proprio operatore. Per quanto riguarda il piano dati, di solito è conveniente acquistare una scheda SIM locale. Se il tuo cellulare la supporta puoi provare questo piano dati eSim molto conveniente (attenzione solo internet -niente chiamate o messaggi)

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
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  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
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Pubblicato: 29/06/2020
Sulawesi incontro con il Santone

Il Santone della Roccia Sacra in Sulawesi

di Max Pubblicato: 27/06/2020
Indonesia Scritto da Max

Il Predicatore della Roccia Sacra in Sulawesi

Un giorno durante un viaggio in Indonesia fummo attratti da un Predicatore che accoglieva i devoti presso una Roccia Sacra, nel nord del Sulawesi. Pur avendo davanti agli occhi ben chiaro il fatto che il tipo fosse un po’ strano, volli avvicinarmi e parlargli.

Il Predicatore – europeo – era attorniato da una piccola folla di seguaci accalcati intorno alla  Roccia Sacra. La Roccia era contenuta in una specie di vasca, come una piscina, ma senz’acqua. All’interno oltre alla Roccia c’erano il Predicatore ed i suoi assistenti, mentre i fedeli stavano un metro  più in alto, appoggiati ai bordi della “piscina”. Sulla Pietra c’erano delle immagini di Cristo, ma l’atmosfera era un po’ pagana mentre i vestiti del Santone avevano un non so che di Cinese. Completava il look una splendida bandana con una scritta indecifrabile, un mix ottimo per attrarre le folle.

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Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il Predicatore della Roccia Sacra in Sulawesi
    • Racconta i tuoi desideri alla Roccia sacra
    • Ci proviamo anche noi?
  • Per saperne di più sull’Indonesia

Racconta i tuoi desideri alla Roccia sacra

Ognuno aspettava il suo turno per scendere all’interno e toccare la Roccia Sacra. Il Santone chiedeva ad ogni nuovo arrivato cosa desiderasse dopodiché lo toccava, lo benediva e pronunciava una formula per la guarigione o le indicazioni per conseguire il proprio desiderio. Prima di ogni colloquio beveva da una bottiglia che conteneva un liquido scuro e torbido e dopo aver pronunciato le sue formule, con un colpo di tosse faceva uscire dalla bocca una piccola pietra colorata, che  consegnava al devoto e che raccomandava di portare sempre con se’. La pietra doveva essere anche utilizzata per compiere un rituale ogni mattina oppure ogni volta che se ne sentisse la necessità.

Sulawesi incontro con il Santone

Ci proviamo anche noi?

Sabrina ovviamente era scettica, anch’io, ma la convinsi ad andare a parlarci. Lei raccontò al Santone che soffriva di un dolore costante alla cervicale. Lui pronunciò le sue frasi di rito, le massaggiò la fronte e poi chiamò un’assistente che fece a Sabrina un massaggio al collo con una crema profumata. Prima di lasciarla andare il Predicatore tossì e sputò la pietra dicendo di utilizzarla per purificare l’acqua prima di berne un bicchiere ogni mattina.

Ce ne andammo dopo aver ringraziato e – forse – aver lasciato un’offerta. In realtà non ricordo se lasciai un’offerta, ma di solito lo faccio e quindi presumo di averla lasciata.

Sulawesi incontro con il Santone

Sulla strada del ritorno Sabrina mi confessò che mentre l’assistente del Santone la stava massaggiando aveva sentito un calore avvolgerle la testa e si disse convinta che fosse a causa dell’unguento.

Non ci crederete, ma il dolore alla cervicale non è mai ricomparso, almeno non nei modi in cui era solito manifestarsi prima. Per quanto potrete immaginare non usammo mai le pietre per purificare l’acqua (le pietre sono due, ne ho una anche io), ma sono gelosamente conservate sulla mia scrivania di casa proprio alla base del computer..

Sulawesi incontro con il Santone

Per saperne di più sull’Indonesia

L’Indonesia è nota soprattutto per le spiagge ed i fondali di corallo, per i molti vulcani attivi e per la fauna. Orangutan, Tigri e Rinoceronti a Sumatra, i Draghi a Komodo e poi ancora Bali con la sua misticità e Giava con la sua Cultura ed arte antica fanno di questo paese un universo da esplorare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie di Sumatra visitando gli Orangutan di Sumatra e gli gli elefanti di Tangkahan. Oppure esplora il Sulawesi con i Macachi Neri di Tangkoko ed i riti ancestrali di Toraja.

Ciao, a presto!

  • Viaggio in Sulawesi Indonesia – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Riserva Tangkoko alla ricerca del macaco nero e del tarsio spettro – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Il Santone della Roccia Sacra in Sulawesi – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Il bagno con gli elefanti di Tangkahan, Sumatra Indonesia – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Gli Orangutan di Sumatra nella giungla di Bukit Lawang – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Funerale in Sulawesi: il culto dei morti a Toraja – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 27/06/2020
Le caste in India e gli intoccabili Dalit

Le caste in India e gli Intoccabili Dalit

di Max Pubblicato: 22/06/2020
India Scritto da Max

Le caste in India e la situazione odierna degli Intoccabili (o Dalit) hanno origini antiche e una legittimazione religiosa. Nel tempo il sistema delle caste si è stratificato nella società e ne ha scolpito la struttura, apportando in alcuni casi stabilità ed in altri motivo di dissidio. Il tutto condito dalle storture tipiche di ogni sistema.

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Le caste in India e gli intoccabili Dalit
Traghetto in Gujarat

Libri e guide per un viaggio in India

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L’origine sacra delle caste in India

Per capire le caste in India occorre fare un passo indietro e rifarci al mito della Creazione nella cultura Induista. Nella tradizione induista il Purusha è l’Uomo Universale, una proiezione della Coscienza Universale, un Essere Supremo e immateriale. Per essere reso comprensibile alla maggior parte della popolazione, questa Coscienza Universale è rappresentata a volte in forma umana.

Essa viene descritta nel Purusha Sukta, un Testo Sacro che tratta della creazione e che fa parte dei Rigveda, una raccolta di testi religiosi fondamentali dell’Induismo. Purusha viene descritto come una realtà che copre spazio e tempo, solo in parte manifesto. Egli partecipa al processo della creazione come vittima sacrificale perché dal suo sacrificio nasca il mondo che noi conosciamo.

Dopo il sacrificio il suo corpo con cento teste viene smembrato e dalla sua bocca nascono i bramini, dalle sue braccia i re ed i guerrieri, dalle gambe i mercanti ed i contadini e dai suoi piedi servitori e braccianti, le quattro caste dell’India considerate come suddivisione primaria.

Questa fu l’origine sacra delle caste, il ChaturVarna.

Le principali caste in India.

Ad oggi le caste in India sono tantissime e suddivise in migliaia di sottocaste, ma le principali rimangono quelle dettate dai Veda

infografica le caste in India
Infografica sul sistema di caste in India
  1. I Bramini, creati dalla bocca di Purusha. Il fatto che siano allegoricamente collegato alla bocca conferisce loro il potere della parola. Essi in antichità erano sacerdoti, oggi in genere detengono oltre a cariche religiose, anche incarichi politici.  A loro è associato il colore bianco, o Varna Bianco, dove Varna significa colore. Il bianco è simbolo di luce e purezza.
  2. Creati dalle braccia gli Ksatriya, sono i guerrieri e difensori della società. il Varna di riferimento è il rosso, che simboleggia energia e passione.
  3. Destinati a lavorare in quanto creati dalle cosce di Purusha, i Vaisya sono contadini e artigiani ed il loro Varna è il giallo, associato al colore della terra.
  4. Chi poteva essere addetto alle mansioni più umili se non che veniva dai piedi di Purusha? I Sudra infatti hanno il compito di servire ed anche il Varna loro assegnato non è allegro: il nero, simbolo dell’oscurità

La quinta casta degli Intoccabili

Al di sotto di queste classificazioni ci sono gli Intoccabili o impropriamente Paria, detti anche Avarna o Dalit. Dal 1950 il termine Pariah o Intoccabile non può essere più usato per legge, al suo posto è comparso il termine Dalit, che significa più o meno “persona svantaggiata”. Anche in India piacciono i giochi di parole. Sono persone in genere diverse o disagiate, ma a volte possono essere i malati, le persone disabili le persone di diversa religione e anche le tribù degli Adivasi, le comunità tribali antiche. Di queste ultime parlo per esempio negli articoli su Orissa incontro con la tribù Dongria Kondh, La tribù Bonda delle colline dell’Orissa, Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate.

Nel tempo le quattro originali caste in India (o cinque se comprendiamo gli Intoccabili) si sono frammentate in una miriade di sottocaste, che nella quotidianità vanno sotto il nome Jati, una questione di nascita. Questa frammentazione è dettata da ragioni geografiche, storiche, etniche, linguistiche e preservata dall’endogamia. I nomi che si usano oggi per definire le Jati sono in genere nomi dei mestieri, della tribù, di una setta o del luogo nel quale vivono, diversi fra una parte e l’altra dell’India

Le caste in India, raccoglitrici di peperoncini in Gujarat
Raccoglitrici di peperoncini in Gujarat, dispongono i peperoncini a seccare all’aperto.

Fondamenti storico-culturali e religiosi delle caste in India

Le caste in India sono nate come stratificazioni di gruppi razziali, professionali e sociali dai limiti invalicabili per i motivi meglio spiegati nel paragrafo successivo. Questa suddivisione rispondeva ad una precisa necessità storica di sottomissione e dominio dei popoli aborigeni di pelle scura da parte degli invasori indo–afghani.

La religione Induista, con la teoria della reincarnazione nel tempo ha contribuito a preservare il sistema delle caste e per certi versi lo ha anche legittimato, contribuendo quindi a renderlo un fatto socialmente accettabile. Infatti secondo l’Induismo se un individuo nasce in una certa casta, questo è il frutto del suo comportamento, delle sue azioni, del suo Karma nella vita o nelle vite precedenti Nascere in una casta alta significa aver avuto un comportamento virtuoso nella vita precedente, diversamente dal nascere in una casta più bassa.

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Reincarnarsi in un Dalit

Se un tuo avo si è comportato male, se ha commesso azioni riprovevoli, questo è il motivo per il quale ora ti trovi nel corpo di un Paria, un fuoricasta, un Dalit.

Il mezzo per passare da una casta all’altra è una vita condotta in armonia, facendo il proprio dovere secondo la casta di appartenenza e preparandosi alla reincarnazione in una casta superiore. L’alternativa è raggiungere il Nirvana e non reincarnarti più, ma questa è un’altra storia.

Il fatto di appartenere per tutta la vita alla stessa casta in India è stato un po’ croce e delizia per questo paese. Infatti non avere la possibilità di migliorarsi per molti significa accettare il proprio destino e non avere stimoli per progredire. Allo stesso modo però sapere di dover fare il proprio dovere per una ricompensa in una vita futura significa anche cercare di adempiere nel presente ai propri compiti in maniera eccellente, essere in qualche modo orgogliosi del proprio lavoro.

Conseguenze, diritti e doveri dell’appartenenza ad una casta

L’appartenenza ad una determinata casta in India comporta per l’individuo tutta una serie di conseguenze materiali che determinano o quantomeno determinavano il destino dell’individuo. Le varie sottocaste col tempo hanno finito per essere una sorta di classificazione in base al mestiere svolto. Il fatto di nascere in una determinata casta e/o sottocasta determina o almeno determinava il mestiere dell’individuo per la vita.

L’appartenenza ad una casta in India comporta regole che contribuiscono a preservare il sistema castale.

  1. Forse la più importante è l’endogamia, l’usanza di sposare persone della stessa casta. La maggior parte delle persone sceglie il proprio compagno o la propria compagna per convenzione e anche un po’ per obbligo all’interno della casta alla quale appartiene. Ad oggi solo il 5% circa dei matrimoni in India avviene fra persone di casta differente.
  2. Quasi tutte le persone all’interno della casta come dicevo prima svolgono la stessa attività o mestiere.
  3. All’interno della casta si osservano in genere tutta una serie di riti religiosi, abitudini e regole comuni. Nella maggior parte dei casi anche la dieta risulta in gran parte condivisa o perlomeno particolare e con una radice comune.
  4. Il passaggio da una casta all’altra non è contemplato nella vita terrena, ma il passaggio è possibile solo con la reincarnazione, a meno che un comportamento particolarmente grave non faccia passare la persona a far parte della schiera degli Intoccabili.

Le caste nell’era moderna del dopo Gandhi

Il Mahatma riconosceva il valore del sistema delle caste in India

Anche il Mahatma Gandhi era più o meno della mia opinione – o meglio io sono della sua. Egli affermò in più di un’occasione che le caste avevano salvato l’induismo dalla disintegrazione, seppur con delle storture. Gandhi pensava che il sistema delle caste in India fosse una garanzia di ordine. Egli riteneva importante che ognuno avesse un suo ruolo preciso nella società, ma senza che questo comportasse un ordine gerarchico e una sottomissione dei più deboli.

L’unica stortura dei Dalit, poteva essere risolta accogliendo queste persone e reintegrandole nel sistema delle caste. Quello che Gandhi non ammetteva infatti era la discriminazione verso gli Intoccabili.

C'è anche chi non è d'accordo, leggi l'opinione di una scrittrice famosa sul corriere. (Arundhati Roy, la scrittrice de Il dio delle piccole cose*)

Le caste viste da un Dalit

Di diverso avviso invece Bhimrao Ramji Ambedkar conosciuto anche come Babasaheb, altro padre della costituzione.

La storia di Babasaheb era diversa. Pur con una buona formazione alle spalle e proveniente da una famiglia di tradizioni militari, egli scoprì che le radici della sua famiglia erano quelle dei Dalit, dei fuoricasta. La sua famiglia infatti discendeva da una stirpe di antica religione buddista che in passato non aveva voluto convertirsi all’Induismo e per queste messa ai margini della società. Sempre una questione di religione, anche qui..

Per questo motivo Ambedkar portò avanti una lotta per l’abolizione del sistema Chaturvarna — dei quattro Varna — e contro il sistema castale nella sua quotidianità.

La sua battaglia finì con un successo pur senza addivenire all’abolizione delle caste. Grazie anche al suo impegno l’Articolo 17 della Costituzione Indiana del 1950 vietò il concetto di intoccabilità e tutto ciò che ne derivava. Da allora, non è più ufficialmente consentito discriminare una persona in base alla sua presunta casta di appartenenza.

Le caste in India e gli intoccabili Dalit
Il capo di un villaggio Gaga sulla strada per Dwarka

Le caste in India Contano

Una testimonianza di come il sistema delle caste in India sia vivo lo testimoniano fatti recenti e ufficiali.

Il censimento indiano del 2011, ha tentato di stimare la situazione socioeconomica e la casta degli abitanti per la prima volta dal 1931. Siccome non erano state date linee guida, la risposta è stata eterogenea ed ha portato al censimento di una miriade di caste e sottocaste rendendo difficile un’aggregazione. Per il nuovo censimento del 2021, il governo ha invece considerato un censimento delle caste basato su un elenco ufficiale di caste svantaggiate dal punto di vista sociale ed educativo (chiamato OBC – https://en.wikipedia.org/wiki/Other_Backward_Class ) , delle quali ciascuno stato dovrebbe fornire un elenco. In realtà il questionario pubblicato a luglio 2019 non riportava questo dato a causa di alcuni dissidi, ma alcuni stati fra cui Orissa, Bihar e soprattutto Maharastra ne caldeggiano la necessità, così come alcuni ministri (fonte Times of India marzo 2020).

Ancora nel 2022 la questione è dibattuta, perché il censimento del 2021 non si è ancora tenuto e probabilmente si terrà nel 2023 (fonte). Pare che nel questionario del censimento del 2021 (che verrà introdotta una categoria “altre classi svantaggiate” che in sostanza non soddisfa nessuno (fonte wikipedia)

Le caste in India e la pace sociale

La formale abolizione delle caste in India ha fatto scattare ed in alcuni casi addirittura scatenato un desiderio di rivalsa. La possibilità di fare il salto di classe già nella stessa vita ha portato l’India sonnacchiona ad una competitività che non conosceva in passato, minando di fatto lo spirito tollerante e mistico del paese, questo almeno è quanto accade agli occhi di un occidentale. La visione è semplicistica e forse anche un po’ romantica, ma il problema sociale è molto più complesso.

La situazione Odierna è comunque diversa fra diverse parti del paese, fra nord e sud e fra stato e stato. Al sud ad esempio, dove sono stati destinati maggiori investimenti nel campo dell’istruzione delle classi più deboli, queste hanno potuto beneficiare del boom economico ed oggi non è infrequente trovare a capo delle aziende, soprattutto informatiche, persone che un tempo ai margini della società.

In altre regioni, soprattutto al nord, invece le classi svantaggiate hanno cercato soprattutto di entrare a far parte della politica, accaparrandosi i voti di alcune parti delle masse, senza peraltro restituire un vero vantaggio per gli elettori, soprattutto per il loro scarso livello di cultura.

Gli impegni per ridurre le diseguaglianze sociali causati dalle caste in India

Vero è che nel tempo grazie agli impegni della classe politica è stato istituito un sistema di quote per favorire le caste più basse, che prevede che oltre il 20% degli impieghi pubblici sia riservato a loro. Per contro questo non ha creato grossi vantaggi e, a quanto dicono alcuni oppositori, nemmeno equità sociale. Infatti persone che avrebbero la possibilità e le competenze per aspirare ad un pubblico impiego si vedono scavalcati da persone con livelli di istruzione più bassa perché inclusi nelle percentuali riservate.

In alcuni casi paradossalmente alcuni ricchi Dalit riescono ad accedere per esempio a cariche nelle università senza passare dai concorsi pubblici, proprio per le quote a loro riservate, a scapito di persone più qualificate. In passato ci sono state addirittura manifestazioni promosse da coloro che un tempo erano quelli che discriminavano contro i “discriminati”. Un paradosso?

Molto probabilmente i benefici di questo sistema saranno visibili in un ottica di medio termine perché daranno modo ai figli di queste persone favorite dal sistema delle quote di avere un’istruzione migliore e di conseguenza un miglioramento a livello generale

Nonostante tutto questo ad oggi oltre il 70% delle cariche più prestigiose dello stato sono occupate dai bramini che rappresentano meno del 5% della popolazione, ma è anche vero che K.R. Narayanan, presidente dell’India dal 1997 al 2002 era un Dalit. Anche i Dalit votano

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La situazione dei Dalit oggi

Gli Intoccabili oggi sono circa il 12% della popolazione (aspettando i dati del censimento del 2021 ci affidiamo ai dati ufficiali del 2011), il che significa circa oltre 140 milioni di persone, circa la metà della popolazione considerata oltre la soglia di povertà che si stima in oltre 300 milioni di persone.

Il termine “Intoccabili” oggi in buona parte abbandonato deriva dal fatto che in passato toccare una di queste persone poteva essere contaminante. Essi infatti erano dediti ad attività che avevano a che fare con la morte o con le pulizie o con altre attività viste come sporche. Si temeva che per loro tramite le persone potessero essere in qualche modo contaminate. Addirittura in alcune regioni si credeva che la semplice vista non fosse consigliabile, pertanto queste persone quando passavano per la strada dovevano gridare per farsi riconoscere cosicché la gente potesse evitarli. Alcuni invece erano obbligati a portare un campanellino alla caviglia, come testimoniano alcuni scritti di esploratori europei già nel 1500.

A volte il termine Intoccabili viene tradotto con Pariah, che in realtà sono solo una parte della moltitudine di termini usati per ciascuna delle sottocaste nelle quali sono divisi.

Soprusi a chi appartiene alla casta degli Intoccabili

In India in media ogni giorno ci sono più o meno 100 soprusi a carico dei Dalit, uno ogni quarto d’ora. Si tratta di omicidi, stupri e violenze di ogni genere, che in gran parte rimangono impuniti. La maggior parte avvengono nei villaggi, ma anche nelle grandi città.

Il problema non si risolve con le leggi, ma con la cultura. Siamo sicuri che il consumismo e la presunta equità basata sulla concorrenza sia la soluzione non invece il preludio ad un tipo diverso di discriminazione basata sul denaro anziché sull’appartenenza alle caste?

La povertà è un modo di discriminare forse anche peggiore delle caste.

Le caste in India e gli intoccabili Dalit
Di solito per i lavori più duri vengono assunte persone delle caste più basse.

Le caste e gli Intoccabili Dalit al di fuori dall’India:

Anche al di fuori dell’India troviamo la pratica della divisione o della classificazione in caste e questa convenzione sociale porta anche in questi paesi a delle storture ed a creare degli Intoccabili. Si riscontra un sistema catastale in Corea del Nord, Giappone, Indonesia, Sri lanka e molti paesi del sudest asiatico. Qui i nomi degli Intoccabili erano diversi: in Corea Baekjeong, in Giappone Burakumin, in Tibet RaFaqgyabpa. Anche l’Europa non è stata esente da fenomeni di questo genere. L’esempio più eclatante sono stati i Cagots, presenti in tutta Europa fino al diciottesimo secolo e forse oltre. Localizzati soprattutto nel sud della Francia e nei Paesi Baschi. Queste famiglie hanno subito per secoli forti discriminazioni per i motivi più disparati, legati principalmente a superstizioni e ad un loro presunto legame con la diffusione della lebbra. Anche qui l’appartenenza ad una famiglia era segno di un destino.

Conclusione

Siamo fortunati ad esser nati dove siamo nati?

Io mi ritengo fortunato soprattutto di poter scegliere, le discriminazioni esistono anche nel nostro paese, ma in un contesto di libertà sostanziale. Siamo legati con un filo d’oro.

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Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Faq sulle Caste in India

Quante sono le caste in India?

In India ci sono quattro caste principali e moltissime sottocaste.

Quali sono le Caste in India?

Le quattro caste principali sono quelle dei sacerdoti (brahmana), dei guerrieri (ksatriya), dei mercanti e degli artigiani (vaisya), dei servi (sudra).

Cosa significa Dalit?

Il termine dalit significa più o meno oppresso, un termine contemporaneo, utilizzato per sostituire l’antico termine di intoccabili

Chi erano gli intoccabili?

Un tempo erano chiamati intoccabili coloro che per tradizione sono erano destinati a svolgere attività considerate impure, come la concia delle pelli, la manipolazione di cadaveri o le pulizie.

Chi sono i Paria?

Paria è un termine improprio per definire i Dalit e per estensione per definire un emarginato. Il termine fu introdotto dagli inglesi storpiando il significato di una casta indiana del Tamil Nadu.

Chi è un Bramino?

Secondo la tradizionale divisione in quattro caste della società induista, il bramino, detto anche bramano o brahmano, è un membro della casta sacerdotale.

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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Pubblicato: 22/06/2020
Takkyubin viaggiare senza bagagli in Giappone

Viaggiare senza bagagli in Giappone

di Max Pubblicato: 12/06/2020
Giappone Scritto da Max

Takkyubin, l’arte di viaggiare senza bagagli in Giappone

Viaggiare senza Bagagli in Giappone si può! Ovviamente non dovete partire dall’Italia con quello che avete indosso e poi sperare nella buona sorte. Fate i soliti bagagli ed una volta arrivati nel paese del Sol Levante la soluzione si chiama Takkyubin.

Ho già parlato degli armadietti per il deposito dei bagagli o Coin Lockers che in Giappone sono molto popolari per depositare le valigie. Non doversi trascinare i bagagli in giro per la città dopo aver fatto il checkout è in effetti molto comodo. Questo se dovete prendere un treno o un aereo per spostarvi.

Avevate mai pensato a spedirli?

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Takkyubin, l’arte di viaggiare senza bagagli in Giappone
  • Alternative ai Coin Lockers per viaggiare senza bagagli in Giappone
  • Come fare per prenotare il servizio
  • Prezzi indicativi del trasporto delle valigie
  • FAQ trasporto bagagli in Giappone
  • Per saperne di più sul Giappone
Takkyubin viaggiare senza bagagli in Giappone
Ragazzi con bagaglio alla stazione dei treni in Giappone

Grazie a Songping Wang per la fotografia qui sopra e a Tookapic per l’immagine di copertina

Alternative ai Coin Lockers per viaggiare senza bagagli in Giappone

Invece di depositare il bagaglio in un Coin Locker e di trascinarvelo di stazione in stazione, in Giappone c’è la possibilità di farsi recapitare i bagagli direttamente in albergo alla destinazione successiva, o direttamente in aeroporto. Anche questa soluzione è molto diffusa, il costo in genere è contenuto e la comodità è massima. Avete già scelto l’hotel? se non l’avete fatto magari vi può interessare leggere questo articolo sulle sistemazioni per soggiornare e dormire in Giappone, alcune classiche ed altre originali.

Il servizio si chiama Takkyubin e non è niente altro che un servizio di corriere (che se non ho capito male si traduce Takuhaibin in giapponese). Il corriere preleva il vostro bagaglio direttamente in albergo e ve lo fa trovare all’albergo successivo. Semplice e geniale al tempo stesso.

Mi viene in mente la possibilità per esempio per chi viaggia in bici o in moto di sfruttarlo al meglio, ma è un bel vantaggio anche per chi viaggia in treno. Viaggiare senza bagagli in Giappone significa non doversi preoccupare se non si trovano le scale mobili o gli ascensori nelle stazioni, un problema fonte di possibili ritardi o di grandi sfacchinate.

Come fare per prenotare il servizio

Il Takkyubin originale è solo quello proposto dalla compagnia Yamato, che per prima ha avuto l’idea di creare un servizio per permettere alle persone di viaggiare senza bagagli in Giappone.

Takkyubin viaggiare senza bagagli in Giappone

Col tempo si sono affiancate altre compagnie e addirittura l’idea è stata copiata anche in altri paesi.

Il servizio è offerto direttamente da quasi tutti gli alberghi in Giappone, basta chiedere agli addetti della reception fornendo l’indirizzo di destinazione e questi senza problemi si occuperanno del trasporto per vostro conto. Ovviamente è meglio richiedere questo servizio all’arrivo in struttura per avere un lasso di tempo adeguato per l’organizzazione del servizio.

Se invece siete fanatici della pianificazione e del fai da te potete prenotare direttamente sul sito Takkyubin della Yamato oppure sul sito Jal ABC, entrambi consigliati anche da Japan Rail Pass.

Prezzi indicativi del trasporto delle valigie

Servizi di trasporto all’interno della stessa zona:

  • Per gli aeroporti di Tokyo dalla zona metropolitana di Tokyo 20-25 euro
  • Per l’aeroporto di Osaka dalla città di Osaka o Kyoto 20-23 euro
  • All’interno della zona metropolitana di Tokyo 18-20 euro

Servizi fra città diverse:

  • Da Osaka a Tokyo e viceversa 18-20 euro
  • Da Tokyo a Hokkaido 20-25 euro
  • Da Tokyo a Okinawa 35-40 euro

Siete pronti per viaggiare senza bagagli?

FAQ trasporto bagagli in Giappone

Quanto costa spedire un bagaglio agli aeroporti di Tokyo dalla zona metropolitana di Tokyo?

Il costo varia dai circa 7 euro per valigie piccole fino a 2 kg, ai 13 per valigie medie di circa 15kg ai circa 25 euro per valigie XL fino a 30kg. I costi possono variare leggermente in base al tipo ed alle dimensioni del bagaglio. Puoi vedere il costo online da questo sito

Quanto costa spedire un bagaglio agli aeroporti di Osaka dalla zona metropolitana di Osaka?

Il costo varia dai circa 7 euro per valigie piccole fino a 2 kg, ai 13 per valigie medie di circa 15kg ai circa 25 euro per valigie XL fino a 30kg. I costi possono variare leggermente in base al tipo ed alle dimensioni del bagaglio. Puoi vedere il costo online da questo sito

Quanto costa spedire un bagaglio da Tokyo a Fukushima e viceversa

Il costo varia dai circa 6 euro per valigie piccole fino a 2 kg, ai 13 per valigie medie di circa 15kg ai circa 25 euro per valigie XL fino a 30kg. I costi possono variare leggermente in base al tipo ed alle dimensioni del bagaglio. Puoi vedere il costo online da questo sito

Quanto costa spedire un bagaglio da Tokyo a Okinawa e viceversa?

Il costo varia dai circa 10 euro per valigie piccole fino a 2 kg, ai 23 per valigie medie di circa 15kg ai circa 45 euro per valigie XL fino a 30kg. I costi possono variare leggermente in base al tipo ed alle dimensioni del bagaglio. Puoi vedere il costo online da questo sito

Quanto costa spedire un bagaglio da Tokyo a Hokkaido e viceversa?

Il costo varia dai circa 10 euro per valigie piccole fino a 2 kg, ai 16 per valigie medie di circa 15kg ai circa 32 euro per valigie XL fino a 30kg. I costi possono variare leggermente in base al tipo ed alle dimensioni del bagaglio. Puoi vedere il costo online da questo sito

Quanto costa spedire un bagaglio da Kyoto – Nara – Osaka a Tokyo e viceversa

Il costo varia dai circa 7 euro per valigie piccole fino a 2 kg, ai 14 per valigie medie di circa 15kg ai circa 28 euro per valigie XL fino a 30kg. I costi possono variare leggermente in base al tipo ed alle dimensioni del bagaglio. Puoi vedere il costo online da questo sito

Dove posso vedere quanto costa spedire un bagaglio per le varie destinazioni del Giappone?

Puoi vedere il costo online da questo sito

Come posso fare per prenotare il trasporto bagagli in Giappone?

Il servizio è offerto direttamente da quasi tutti gli alberghi in Giappone. Se invece siete fanatici della pianificazione e del fai da te potete prenotare direttamente sul sito Takkyubin della Yamato oppure sul sito Jal ABC, entrambi consigliati anche da Japan Rail Pass.

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Prima di partire compra la Guida del Giappone della Lonely Planet (controlla che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se vai a Tokyo, conviene comprare una guida specifica, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

Organizza il viaggio per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, magari sfruttando il Japan Rail Pass qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Poi avventurati in questo fantastico paese partendo da Tokyo, che puoi vedere anche in questo breve video di Tokyo in tre minuti. Immergiti in una Onsen, come le scimmie delle nevi di Jigokudani o scatta un bellissimo selfie sullo sfondo dei coloratissimi Torii del santuario Fushimi-Inari Taisha.

Insomma, non c’è da annoiarsi..

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  • Deposito bagagli in Giappone, i Coin Lockers – Ultima Modifica 29/07/2023
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  • Video: le Scimmie delle Nevi in Giappone – Ultima Modifica 29/07/2023

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Pubblicato: 12/06/2020
Coin Lockers per Deposito Bagagli in Giappone - fotografia di Toomore Chiang

Deposito bagagli in Giappone, i Coin Lockers

di Max Pubblicato: 12/06/2020
Giappone Scritto da Max

Coin Lockers per deposito bagagli in Giappone

Per quale motivo si può avere necessità di un Coin Locker per il deposito bagagli in Giappone? Ad esempio l’hotel non accetta di tenervi le valigie (raro) o è scomodo tornarci. Siete appena arrivati e non è ancora l’ora del check-in o semplicemente non sapete dove lasciare il bagaglio e avete ancora mezza giornata libera durante la vostra visita.

Le occasioni sono molte, la la soluzione semplice: mettete tutto in un Coin Locker e tornate a prenderlo quando vi fa comodo. In Giappone è tutto molto semplice!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Coin Lockers per deposito bagagli in Giappone
  • Cosa significa Coin Locker?
  • Dove si trovano gli armadietti per deposito bagagli in Giappone?
  • Come funzionano i Coin Lockers?
  • Quanto costano i Coin Lockers?
  • Quanto tempo possono stare in deposito i bagagli in Giappone
    • E dopo cosa capita se tardo? Il Coin Locker si apre?
  • Che dimensioni hanno i Coin Lockers?
  • Cosa non si può mettere in un Deposito Bagagli in Giappone ?
  • E se mi dimentico dove ho lasciato i bagagli?
  • Alternative al Deposito Bagagli in Giappone: il Takkyubin
  • FAQ deposito bagagli in Giappone
  • Per saperne di più sul Giappone

Prima di partire compra la Guida del Giappone* della Lonely Planet (controllate che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se andate a Tokyo, conviene comprare una guida specifica*, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

Cosa significa Coin Locker?

Letteralmente significa armadietto a monete. E forse è la spiegazione più lineare del servizio.

Coin Lockers Deposito Bagagli In Giappone - Stazione di Kyoto-Giappone_ Marek Slusarczyk
Coin Lockers Deposito Bagagli In Giappone – Stazione di Kyoto-Giappone_ Marek Slusarczyk

Dove si trovano gli armadietti per deposito bagagli in Giappone?

I Coin Lockers o armadietti per deposito bagagli in Giappone sono ovunque, e sono molto usati. Si trovano soprattutto nelle stazioni e in alcuni luoghi di maggiore afflusso turistico, ma a volte si trovano anche nelle strade secondarie, guardatevi in giro e ne vedrete sicuramente uno. Se avete visto la serie TV “Scams”, su Netflix, avrete scoperto che gli armadietti per deposito bagagli in Giappone sono ovunque e a volte usati anche per scopi poco nobili.

Leggi anche i miei consigli su quale Hotel scegliere in Giappone, con soluzioni classiche e qualche alternativa originale

Come funzionano i Coin Lockers?

Gli armadietti per deposito bagagli in Giappone un tempo funzionavano solo a monetine, da qui il nome. I Coin Lockers che funzionano ancora così di solito sono accettano monete da 100 yen. Se non ne avete non preoccupatevi, quasi sicuramente nei dintorni ci sarà una macchina per il cambio.

I Coin Lockers funzionano in maniera abbastanza semplice: di solito vicino all’armadietto c’è la chiave che viene rilasciata in seguito all’inserimento delle monete e della chiusura della porta dell’armadietto. In altri casi c’è un totem incorporato o adiacente alla struttura che di solito funziona anche con le carte prepagate tipo ICOCA, Suica ecc..

In quest’ultimo caso la maggior parte delle volte viene rilasciato un PIN per l’apertura, che sarebbe meglio ricordarsi.

Non spaventatevi per gli ideogrammi, in genere le istruzioni ci sono anche in Inglese e se c’è un touch screen anche quello prevede di cambiare la lingua.

Se dovesse capitare di smarrire la chiave o il PIN chiamate un addetto e, contro il pagamento di una piccola penale, risolverete il tutto in tempi abbastanza veloci.. siamo in Giappone!

Attenzione, una volta chiuso l’armadietto, se lo riaprite anche solo dopo un minuto per controllare di non avere dimenticato la macchina fotografica o il cellulare, occorre pagare nuovamente l’importo.

Coin Locker per Deposito Bagagli senza monete Tennen Gas
Coin Locker per Deposito Bagagli senza monete (foto di Tennen Gas)

Quanto costano i Coin Lockers?

I Coin Lockers hanno prezzi abbastanza contenuti. I più piccoli costano circa tre euro al giorno, i più grandi di solito meno di 10 euro. I contenitori grandi però non sono così numerosi e spesso sono ricercati, perciò a volte potrebbe essere difficile trovarne uno libero. Invece di girare come dei matti, il mio consiglio è sempre quello di chiedere.

Se siete a Tokyo esiste anche un sistema automatizzato per verificare dove ci sono armadietti liberi. Potete collegarvi al sito e verificare in ogni stazione quali e quanti Coin Lockers liberi ci sono, così da non girare a vuoto. Il servizio accessibile tramite internet da questo indirizzo https://metro.akilocker.biz/index.html?lgId=tokyometro è comodo e intuitivo anche se il sito si presenta abbastanza spoglio.  Le lettere nei cerchi a lato del nome della stazione indicano l’iniziale della linea presso la quale sono ubicati. Cliccando sul nome o sui simboli si apre una simpatica mappa.

Sempre a Tokyo c’è un servizio di prenotazione online accessibile da questo link https://jr-east.ecbo.io/en/  che copre molte stazioni e che può evitare sorprese dell’ultimo minuto.

Coin Locker per deposito bagagli in Giappone alla Lego di S_Brickman
Deposito bagagli a LegoLand in giappone – Fotografia per gentile concessione S.Brickman

Quanto tempo possono stare in deposito i bagagli in Giappone

Il deposito bagagli in Giappone è in genere su base giornaliera ed il pagamento effettuato vale di solito fino alla mezzanotte dello stesso giorno.

E dopo cosa capita se tardo? Il Coin Locker si apre?

Ovviamente no! Se arrivate a mezzanotte e un minuto (o entro il giorno successivo) all’atto del ritiro ci sarà da versare una somma aggiuntiva. La somma potrete pagarla come avete fatto per il pagamento iniziale.

Potete lasciare i bagagli in deposito in genere fino a tre giorni, in alcuni casi anche di più (verificate sul posto), dopodiché saranno ritirati e distrutti dagli impiegati? Ovviamente NO.. saranno ritirati e dovrete rivolgervi agli addetti per il recupero.. Anche qui ci sarà un sovrapprezzo.

Coin Lockers Deposito Bagagli in Giappone
Coin Lockers Deposito Bagagli in Giappone

Che dimensioni hanno i Coin Lockers?

Paese che vai Coin Locker che trovi.. Ovviamente hanno tutti misure differenti, ma in genere ne esistono di tre o quattro tipi

  • Piccoli, che misurano fra i 25/30 cm di altezza, 35/40cm di larghezza e 55/60cm di profondità
  • Medi, con misure di 55/60 cm di altezza, 35/40cm di larghezza e 55/60cm di profondità
  • Grandi, 85/95 cm di altezza, 35/40cm di larghezza e 55/60cm di profondità
  • Ed infine solo in alcuni luoghi Extra Large: 100/120 cm di altezza, 35/40cm di larghezza e 55/60cm di profondità

Ovviamente questi sono solo esempi, se la vostra valigia è più grande forse ve la dovrete trascinare.

Cosa non si può mettere in un Deposito Bagagli in Giappone ?

Mettere una dell’esplosivo in un deposito bagagli in Giappone è reato, come in tutti i paesi del mondo. In genere nei Coin Lockers non si possono depositare materiali, pericolosi o tossici. La lista delle cose che non possono essere messe in un Coin Locker è semplice e di buon senso: cose di valore e denaro, per il semplice fatto che in caso di furto non saranno rimborsate.

Devo dire che per il poco che conosco il Giappone un furto lo vedo come una possibilità remota, ma comunque una possibilità.

La lista continua con le armi, merci rubate, materiale con odori forti e cose che si possono rompere o che possano rilasciare liquidi. In genere qualsiasi cosa che possa arrecare danno all’armadietto o alle cose che stanno dentro agli armadietti vicini.

Coin Lockers Deposito Bagagli in Giappone
Coin Lockers Deposito Bagagli in Giappone

E se mi dimentico dove ho lasciato i bagagli?

Niente paura, di solito se avete un portachiavi c’è scritto l’indirizzo, ma se avete pagato con la carta allora un minimo di organizzazione è d’obbligo. Una foto del posto può essere un inizio, oppure inviare la posizione a un familiare o ad un amico tramite Whatsapp può essere un’altra idea, o ancora inviare la posizione al vostro indirizzo via email. Per la disattenzione purtroppo non ci sono soluzioni.

Se siete troppo sbadati o avete paura di combinare qualche guaio vi conviene affidarvi ad una guida turistica. Leggi il mio articolo per saperne di più su come scegliere una guida per il tuo viaggio in Giappone.

Alternative al Deposito Bagagli in Giappone: il Takkyubin

Se non vi piace l’idea di lasciare i bagagli in un deposito potete sempre optare per spedire i bagagli da un albergo all’altro. Il servizio è semplice e conveniente.

Scoprite nel mio nuovo articolo quanto costa spedire i bagagli da un albergo all’altro in Giappone e come funziona il servizio, ormai molto popolare.

Grazie a Toomore Chiang per l’immagine di copertina.

FAQ deposito bagagli in Giappone

Cosa significa Coin Locker?

Coin Locker significa armadio a monete.

Dove trovo gli armadietti per deposito bagagli in Giappone?

I Coin Lockers o armadietti per deposito bagagli si trovano soprattutto nelle stazioni e in alcuni luoghi di maggiore afflusso turistico.

Quanto costano i Coin Lockers?

I più piccoli costano circa tre euro al giorno, i più grandi di solito meno di 10 euro.

Quanto tempo posso lasciare i bagagli in un deposito?

I bagagli possono restare in deposito genere fino a tre giorni, dopodiché saranno ritirati e dovrete rivolgervi agli addetti per il recupero con il pagamento di un sovrapprezzo.

Cosa faccio se non mi ricordo dov’è il Coin Locker?

Se avete un portachiavi c’è scritto l’indirizzo, ma se avete pagato con la carta allora un minimo di organizzazione è d’obbligo. E’ possibile comunque risalire partendo dal pagamento con la carta.

Cosa non si può mettere in un Deposito Bagagli in Giappone ?

In genere nei Coin Lockers non si possono depositare materiali, pericolosi o tossici, oltre ad una serie di articoli elencati negli avvisi.

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Prima di partire compra la Guida del Giappone della Lonely Planet (controlla che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se vai a Tokyo, conviene comprare una guida specifica, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

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Poi avventurati in questo fantastico paese partendo da Tokyo, che puoi vedere anche in questo breve video di Tokyo in tre minuti. Immergiti in una Onsen, come le scimmie delle nevi di Jigokudani o scatta un bellissimo selfie sullo sfondo dei coloratissimi Torii del santuario Fushimi-Inari Taisha.

Insomma, non c’è da annoiarsi..

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Pubblicato: 12/06/2020
Guida turistica per un viaggio in Giappone di tianshu-liu

Fai da te o Guida Turistica per un viaggio in Giappone?

di Max Pubblicato: 30/05/2020
Giappone Scritto da Max

Assumere una Guida Turistica per un Viaggio in Giappone o fare da se’?

Sicuri di voler assumere una Guida Turistica per un viaggio in Giappone?

Detto fra noi io sono un convinto sostenitore che la libertà sia uno dei beni più preziosi, pertanto girare da soli un paese per me è la massima espressione del viaggiare. D’altro canto è innegabile che in un mondo diverso dal proprio occorre tempo per poter cogliere le sfumature che a volte sono indispensabili per godere al meglio di una visita. Con questo giro di parole voglio dire che negli ultimi anni sono diventato un sostenitore delle Guide Turistiche. Una Guida Turistica ti offre esperienza, conoscenza dei luoghi, velocità negli spostamenti e ti aiuta a cogliere aspetti che non avresti notato o a capire quello che stai osservando.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Assumere una Guida Turistica per un Viaggio in Giappone o fare da se’?
    • ..ricordarsi di prenotare una guida turistica
  • Perché assumere una Guida Turistica in Giappone
  • Come scegliere la vostra Guida Turistica per una vacanza in Giappone
    • Guide professionali
    • Guide Locali senza attestato
    • Le Guide Turistiche Volontarie per il Giappone
  • Proposte di Viaggio in Giappone
  • Per saperne di più sul Giappone

..ricordarsi di prenotare una guida turistica

Penso che inserirò la voce “prenotare una Guida Turistica” nella mio elenco delle cose da non dimenticare.. la famosa lista delle cose da mettere in valigia per il viaggio perfetto.

Occorre però sempre prendersi un po’ di tempo per bighellonare da soli. Girare a vuoto senza una meta, anche solo per qualche ora, è indispensabile per godere delle particolarità del paese che si sta visitando.

Ovviamente è anche un’opportunità per fare qualche fotografia particolare e per conoscere gente.

Guida turistica per un viaggio in Giappone di tianshu-liu
Grazie a Tianshu Liu per la fotografia di copertina

Perché assumere una Guida Turistica in Giappone

Questa mia considerazione è ancora più opportuna in un paese come il Giappone. Qui infatti oltre alle classiche difficoltà della lingua possono essere un problema la lettura degli ideogrammi ed un approccio culturale completamente diverso dal nostro. Avere una guida che parli italiano o che sia vissuta in Italia può quindi essere un grosso vantaggio, specialmente per noi italiani che in un paese come questo abbiamo sempre qualche domanda in più da fare.

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E cosa ne dite del cibo? Potete leggere il mio articolo su cosa mangiare in Giappone, ma nulla vale il consiglio di chi vive ogni giorno in Giappone per scoprire nuovi gusti. Lo stesso dicasi per utili consigli su dove soggiornare, anche se per farvi un’idea prima di partire potete leggere il mio articolo su Hotel in Giappone per avere qualche spunto originale.

Se capite bene l’inglese ci si può accontentare anche di una guida che non parli italiano (e perché no, anche risparmiare).

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Come scegliere la vostra Guida Turistica per una vacanza in Giappone

Vi ho convinti? Allora è tempo di scegliere perché ci sono diverse possibilità. Esistono infatti Guide Professionali, Accompagnatori senza patentino e Guide Volontarie. La scelta oltre che dal budget dipende anche dalle esigenze.

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Guide professionali

Le Guide Professionali sono certamente le persone più qualificate e sono certificate. In ogni luogo vi sapranno indicare storia, costumi, tradizioni e probabilmente sapranno farvi risparmiare tempo e denaro consigliandovi al meglio. Devono avere un patentino ed essere registrate ed assicurate ed in caso di problemi vi aiuteranno a risolverli. Pensate che per diventare guida ci vogliono anni di studi ed esami, pertanto la preparazione è assicurata. I prezzi per un giorno di solito vanno dai 300 euro in su, ma spesso con queste guide non si pagano gli ingressi ai musei ecc., comunque informatevi sulla destinazione specifica, prima di scegliere la vostra guida turistica per il Giappone.

Guide Locali senza attestato

Nel 2017 la professione di Guida Turistica in Giappone è stata liberalizzata pertanto da allora esistono anche guide che non hanno il patentino e che agiscono per conto proprio, in genere senza appoggiarsi ad una agenzia. Tenete conto che queste guide non hanno assicurazioni professionali ed in caso di problemi probabilmente dovrete risolverli in autonomia. Banalmente se il giorno dell’appuntamento la guida non dovesse presentarsi a causa per esempio di un malanno improvviso, non ci sarà un’agenzia a mandarvi un sostituto e la vostra visita potrebbe saltare. La preparazione non è omogenea ed i prezzi vanno da 150 euro in su.

Le Guide Turistiche Volontarie per il Giappone

Esistono poi le guide volontarie, qui la professionalità non è garantita, ma potreste rimanere piacevolmente stupiti. Sono Guide gratuite e potete trovare un elenco su questo sito: https://www.japan.travel/en/plan/list-of-volunteer-guides/ dove ci sono informazioni sulle lingue parlate e sui luoghi dove sono disponibili. Potrebbero in alcuni casi farvi uscire dai soliti circuiti ed essere un “asso nella manica”.

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Proposte di Viaggio in Giappone

Scopri il Giappone in libertà con uno dei nostri viaggi:

Giappone cultura antica e fascino moderno. Un viaggio attraverso le atmosfere più toccanti del Giappone. Si parte da Tokyo, la capitale: una grande metropoli con i suoi magnifici grattacieli. Visitiamo poi Hakone, un piccolo gioiello termale ai piedi del Fujiyama, incastonata nella splendida regione montagnosa che ospita il Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu, distante solamente 1 ora e 30 minuti di treno da Tokyo. Immegiamoci nella tradizione a Kyoto, la città dei templi, con la sua storia millenaria e le sue tradizioni.
Infine Nara, con i suoi siti di straordinaria bellezza: il “Parco dei cervi” ed il Tempio Todaiji che ospita il Grande Buddha.

Giappone da Tokyo fino all’isola di Kyushu, un viaggio memorabile attraverso storia, modernità e panorami eccezionali. Tanti giorni per visitare alcuni dei luoghi più significativi del Giappone spingendovi oltre le mete più scontate.
Da Tokyo, città dell’avanguardia per eccellenza a Kyoto per assaporare l’atmosfera più tradizionale e “zen” del paese. Da qui, all’isola di Miyajima, con il suo santuario dedicato alla dea dei mari, costruito in parte nel mare con un torii rosso fuoco a poche decine di metri dalla riva. E poi via, verso sud, toccando le città di Nagasaki e Fukuoka, dove ammirerete il tempio Tocho-ji, famoso per la statua in legno di Buddha più grande del Giappone.
Infine un piccolo grande regalo: una crociera verso le isole Kujuku, dette le “99 isole”, di cui solo 4 abitate.

Dai un’occhiata agli altri viaggi individuali e tour di gruppo, per tutto quello che non trovi, chiedi a me!

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Organizza il viaggio per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, magari sfruttando il Japan Rail Pass qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

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  • Fai da te o Guida Turistica per un viaggio in Giappone? – Ultima Modifica 08/02/2025
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Pubblicato: 30/05/2020
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Cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto

di Max Pubblicato: 21/05/2020
Divagazioni Scritto da Max

Cosa mettere in valigia per partire senza pensieri

Sapere cosa mettere in valigia per un viaggio, sia esso in aereo o in auto, per un mese o per il fine settimana, è sempre importante. Per non dimenticare nulla ho creato una lista che puoi scaricare in PDF e stampare.

Si tratta di un elenco di cose che vanno dall’indispensabile, all’utile, al superfluo per arrivare fino all’inutile. La particolarità è che per ognuno le cose da collocare in una o nell’altra delle precedenti categorie è veramente molto variabile. Infatti l’elenco è anche troppo dettagliato e che contiene tutto quello che mi è venuto in mente.

In ogni caso puoi sempre prendere la lista completa e depennare ciò che non serve. Se invece manca qualche articolo scrivimi un messaggio dalla sezione CONTATTI, così aggiorno la lista.
Il cellulare non c’è bisogno che lo aggiunga, vero?

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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Valigie in attesa del transfer a Chiang Rai
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Una lista da stampare e consigli su come usarla

Non siamo tutti uguali: io non ho mai avuto dubbi su cosa portare in viaggio e preparare la valigia non mi crea ansia, anzi mi diverte.

Il risultato? Dimentico sempre qualcosa che mi serve e anche se di solito la cosa non mi pesa, comunque a volte può capitare qualche inconveniente, come durante l’ultimo viaggio in Giappone quando ho dimenticato il lettore di schede di memoria.

Ecco l’utilità della lista delle cose da stampare: avere sott’occhio cosa mettere in valigia e non dimenticare almeno l’indispensabile. Ma l‘importante è ricordarsi di usarla.. :-)

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Tabellone dei voli in partenza dall’aeroporto

Preparare la valigia con l’indispensabile

Veniamo al sodo: cosa mettere in valigia ad ogni costo e cosa invece posso lasciare a casa.

Invece di cominciare a freddo con un elenco, come nella precedente edizione di questo articolo, mi fermo a fare alcune considerazioni più generali e ad analizzare ogni comparto un po’ più nel dettaglio, per preparare la valigia in maniera un po’ ragionata, eliminando il superfluo, ma non tutto.

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Cosa mettere in valigia per qualsiasi tipo di viaggio

Partiamo dall’imprescindibile, quindi un elenco di cose che sono assolutamente indispensabili in ogni viaggio, senza distinzioni di destinazione. Ovviamente questo è un elenco personale anche se è stato creato a quattro mani. Le cose che ciascuno considera essenziali possono variare da persona a persona, a seconda dell’età e soprattutto fra uomo e donna.

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Partiamo dall’abbigliamento? Anche no, cominciamo con le cose essenziali per partire:

Prima di preparare la valigia: le cose essenziali per il Viaggio

Documenti & c.

  • Passaporto, controlla che non sia scaduto
  • Hai fatto il visto, se serve? Consulta se il paese lo richiede dal sito Viaggiare Sicuri
  • Vai negli Stati Uniti o in Giappone? Leggi gli articoli Partire per gli Stati Uniti: le cose importanti da sapere oppure Viaggio in Giappone: costi, curiosità e notizie utili, dove trovi altre informazioni interessanti.
  • Libretto sanitario
  • Libretto vaccinazioni
  • Polizza Medica per l’estero, se parti per gli USA, Canada o Giappone leggi sempre le informazioni nell’articolo
  • Soldi in contanti, puoi anche prelevarli alla destinazione, verifica con la banca dove è valida la tua carta e avvisa che non te la blocchino
  • Libri e guide, per i più tecnologici eReader o Kindle*
  • Guida degli Uccelli del luogo (scusate, ma è una malattia)
  • Carte da gioco
  • Cuscino da aereo, come questo*
  • Maschera per dormire sull’aereo
  • Tappi per le orecchie

Se parti in Auto o in caso di noleggio:

  • Patente, eventualmente la patente internazionale, dipende dalle destinazioni, occorre consulta il sito ViaggiareSicuri
  • Assicurazione e Carta Verde per la propria auto
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Se parti in Aereo

  • Biglietto aereo (stampalo, non si sa mai)
  • Conferma della prenotazione dei voli di ritorno (in alcuni paesi, come la Malesia, è necessaria per ottenere il visto d’ingresso)
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Pronti per partire?

Abbigliamento: cosa mettere in valigia per avere tutto senza esagerare

Abbigliamento da inserire nella tua lista di cose da mettere in valigia per le vacanze (supposto che una volta in 2 settimane si riesca a fare il bucato, altrimenti aggiungere il tappanaso o extra dose di profumo). A parte gli scherzi, non portare troppe cose, che appesantiranno inutilmente il bagaglio, ma neppure troppo poche. Se la destinazione è il mare slip e magliette possono essere ridotte e le calze azzerate. Infatti lavare una maglietta ed asciugarla sarà una cosa molto semplice.

Diverso è un viaggio che prevede spostamenti e la necessità di cambiare sistemazione ogni giorno. Io sono stato largo con le quantità. Non consiglio le magliette e l’abbigliamento intimo in materiale sintetico per i posti caldi: se non riesci a fare il bucato con regolarità finirai per essere inavvicinabile, meglio il cotone. Porta sempre qualcosa da mettere per dormire, salvo che il tempo non permetta di dormire come mamma ti ha fatto.

Non commettere errori con le scarpe da portare in viaggio

Due parole sulle scarpe da mettere in valigia e quelle da indossare in viaggio. Se vai al mare non c’è molto da dire, ma se la tua destinazione è una città e prevedi di scarpinare o di restare anche solo in piedi per visitare musei o mostre, meglio mettere in valigia un paio di scarpe comode.

Scegli un paio di scarpe collaudate e, se è possibile fare delle concessioni all’outfit, un bel paio di scarpe sportive come le mie preferite: Five Ten Freerider*. Poi aggiungi un bel cambio per la sera e via!

Di solito per il viaggio in aereo, sempre in barba all’outfit, io indosso un paio di Lizard Super Hike*, comode comode e semplici da infilare e sfilare, sia in aereo che ai vari controlli di sicurezza. Gusto personale.

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Preparare la valigia con un occhio al look

Adesso mi contraddico, ma solo parzialmente. Attenzione a come ti vesti in giro per il mondo. Vedo che a volte sono consigliate soluzioni originali come ad esempio i pantaloni “convertibili” quelli con al cerniera al ginocchio che all’occorrenza diventano shorts. La mia idea è che dobbiamo portare in giro la nostra “Italianità”, quindi un po’ di stile e di  bellezza. Facciamoci riconoscere in giro per il mondo, non siamo mica americani!

Perciò attenzione anche al look, un bel paio di pantaloni una maglietta fashion e un paio di bermuda non incideranno sul peso e faranno la loro figura sia in un safari che in città. Se invece parti per una “caccia fotografica” agli orangutan allora forse meglio i “convertibili” :-)

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Beauty case, cosa mettere in valigia per l’igiene personale

La mia lista delle cose da mettere in valigia non poteva saltare a pié pari il necessario per l’igiene. L’imperativo è rimanere leggeri, pertanto ritengo che ci debbano entrare le cose che non potete trovare in viaggio. Per me sono una schiuma da barba decente (in formato mignon), le mie lamette, il mio profumo Terre d’Hermes (anche in formato mignon), una crema, tagliaunghie, forbicine e kit per il cucito. Il resto è facilmente reperibile ovunque, quindi se hai spazio bene, altrimenti compralo sul posto.

Sabrina invece consiglia una spazzola (introvabile in India, per esperienza personale), il vostro shampoo preferito, l’asciugacapelli da viaggio e le salviette multiuso, meglio se biodegradabili.

Ho volutamente tralasciato spazzolino e dentifricio perché quelli viaggiano sempre con me nel bagaglio a mano, insieme agli occhiali ed al collirio (alle cuffie, al telefonino, ai fazzoletti.. ecc.)

I medicinali che ci auguriamo di non usare mai

Io sono pro vaccinazioni, quindi se possibile tifo, colera ed epatite, se vado in paesi a rischio, ma non senza il consulto ed il parere di uno specialista. Gli eroi combattono le guerre, non vanno in vacanza, pertanto preferisco non restare in panne per aver rischiato.

Nel fare la valigia cerco di non dimenticare le pastiglie per il mal di testa, mal di pancia, dissenteria, antistaminici, una crema contro le irritazioni. Se vado in una città quasi certamente i medicinali saranno reperibili sul luogo, non è necessario portare in viaggio un’intera farmacia!

Cosa mettere in valigia nel bagaglio a mano

Se devi prendere un volo, prima di preparare la valigia per un viaggio leggi in fondo all’articolo cosa non si può portare sull’aereo. Fa attenzione soprattutto attenzione ai liquidi che devono essere trasportati in flaconi che non contengano più di 100 ml.

Se trasporti macchina fotografica ed obiettivi, probabilmente non ci sarà spazio per altro. Io di solito mi porto il computer portatile per scrivere e per scaricare le foto (se trovo il tempo), un libro o il Kindle. Del Kindle* ho una bellissima versione PaperWhite*, retroilluminata, ottima per leggere al buio, anche se ultimamente sono un fanatico dei libri narrati da Audible* (puoi provarlo gratuitamente). Nel fare la valigia non dimenticate qualche snack col sapore di casa. Ebbene sì, gli snack che trovi in giro dopo un po’ fanno rimpiangere i sapori ai quali siamo abituati! Per questo motivo, nonostante io non sia un fanatico del cibo italiano ed ami sperimentare nuovi sapori, una scorta di qualcosa di familiare tipo un cubetto di Parmigiano non me la faccio mancare.

Carica batterie, accessori e, come già detto, spazzolino e dentifricio, oltre ad una pastiglia per il mal di testa. Così non mi viene :-)

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Cosa mettere in valigia per la fotografia

Quando mi chiedono quale attrezzatura fotografica portare in viaggio, di solito rispondo: tutta!

Ovviamente è una provocazione perché occorre sempre fare il conto con i pesi e gli ingombri e pensare che tutto quello che hai messo nello zaino o nella borsa bene o male finirà per gravare sulle tue spalle.

Cominciamo dunque con la nostra checklist per non lasciarvi col dilemma.

  • Macchina Fotografica (in un mondo perfetto anche un “muletto” sarebbe consigliabile) Di solito ho la mia reflex full frame ed una piccola di primo prezzo, non si sa mai.
  • Obiettivi? (e qui si potrebbe fare un’enciclopedia)

Quali obiettivi portare?

In genere porto un zoom grandangolare tipo un 24-70mm (o equivalente in formato APS-C). Un obiettivo tuttofare che rimane montato per la maggior parte del tempo è indispensabile, magari con un filtro polarizzatore se amate i paesaggi. Un bel grandangolare spinto è utile per fotografare cieli di notte o paesaggi ampi. Il cavalletto che non può mancare, magari un bel cavalletto portatile come il Gorillapod, abbinato ad una testa a sfera*, funziona bene anche con una reflex ed un obiettivo non troppo pesante

A questo associo un medio tele (anche questo Zoom) come un 70-200mm. A seconda delle destinazioni un teleobiettivo può essere molto utile, ma anche molto ingombrante. Il 100-400mm o ottica similare è un ottimo obiettivo e con un po’ di manualità consente di fare delle ottime fotografie. Ultimamente mi sto dedicando un po’ di più ai video. Non sono un amante della GoPro*, esistono delle valide alternative come il DJI Osmo Pocket* che in viaggio a mio parere è molto più performante ed offre un ottima ergonomia senza l’acquisto di accessori. In alternativa potete usare il vostro smartphone, se dotato di una buona telecamera, magari abbinandolo ad uno stabilizzatore. Per essere coerente il mio preferito è il DJI Osmo Mobile 2*. Verificate il programma e decidete di conseguenza.

Esmpio di apparecchiatura fotografica per il viaggio
Un kit fotografico è quello che ci vuole

E’ il caso di portare un moltiplicatore di focale?

  • Filtri
  • Schede di memoria*
  • Flash
  • Batterie (per macchina e flash) + caricabatterie
  • Cuscino per appoggio tele
  • Treppiede + testa a sfera come questo fantastico e superleggero Sirui*
  • Gimbal head
  • Scatto remoto (magari wireless per scatto a distanza come questo Godox per Sony*)
  • PC Portatile con il caricabatterie
  • Carica batterie da auto
  • Set di chiavi a brugola per il treppiede

Per chi usa il telefono come fotocamera:

  • Treppiede + supporto telefono come questo Lamicall Treppiede e supporto flessibile 3 in 1*
  • Telecomando Bluetooth per selfie come questo*
  • Power Bank* per tante ricariche in viaggio

Hai un lista per una vacanza o per un’attività particolare da fare in viaggio tipo arrampicata, immersione ecc.? Mandala e aggiorniamo l’articolo!!

Cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto » https://www.massimobasso.com/articoli/page/31/

Cosa è vietato mettere in valigia

Dopo aver visto cosa mettere in valigia, vediamo anche le cose che sono vietate.

Oltre a ricordarsi cosa portare in vacanza occorre anche verificare dove mettere il vario materiale. Per questo ho pensato di riportare gli articoli che è vietato trasportare nelle aree sterili e a bordo di un aeromobile.

La lista è presa dal sito dell’Enac, ma discorsiva e non esaustiva, controlla sul sito per il dettaglio.

Bando alle ciance e  prima di fare la valigia cominciamo

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Lista degli articoli vietati in cabina: le cose ovvie

Innanzitutto sono vietate le pistole, armi da fuoco e altri strumenti che sparano proiettili e strumenti in grado di poter essere utilizzati per provocare ferite.

Un curiosità, che certamente ti sarà utile: sull’aereo non puoi portare una catapulta (c’è scritto, quindi anche se so che sarai tentato, non lo fare!)

Non puoi portare dispositivi per stordire (tasers) e gas lacrimogeni, oggetti affilati ed acuminati come coltelli e simili, taglierine, coltelli e forbici. Neanche le classiche forbicine, rischiate che le buttino.

Niente trapani e seghe, non potete fare bricolage sull’aereo. Sono vietati anche mazze da baseball e attrezzi per arti marziali. Una volta ho portato a casa una mazza da baseball dagli Stati Uniti, ho dovuto imbarcarla. Infine dispositivi che possano incendiarsi, bombe e altro materiale esplosivo (e c’era bisogno di scriverlo?) .

Lista degli articoli vietati in cabina: le cose meno ovvie

(ricorda: una catapulta assolutamente no!)

Sono vietati in cabina acqua ed altre bevande, zuppe, sciroppi, creme, lozioni ed oli, profumi, spray, gel (incluso gel per capelli e per doccia), recipienti sotto pressione (incluse schiume da barba, altre schiume, aerosol e deodoranti), paste (inclusi dentifrici), miscele di liquidi e solidi, mascara e ogni altro prodotto di analoga consistenza

Questi liquidi possono essere trasportati se contenuti in recipienti individuali di capacità non superiore a 100 millilitri o equivalente (es. 100 grammi), da trasportare in una busta/sacchetto/borsa di plastica trasparente, richiudibile, completamente chiusa, di capacità non eccedente 1 litro (ovvero di dimensioni pari, ad esempio, a circa cm 18 x 20) separatamente dall’altro bagaglio a mano.

Per busta trasparente richiudibile si intende un contenitore che consente di vedere facilmente il contenuto, senza che sia necessario aprirlo e che sia dotato di una chiusura che dopo essere stata aperta possa essere richiusa.

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Aeroporto di Tokyo – Marzo 2020 il giorno in cui chiusero tutti gli aeroporti (ultimo volo per l’europa)

Pronto per fare la Valigia?

Scarica subito la lista PDF da stampare oppure leggi le varie sezioni della mia lista delle cose da mettere in valigia

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Cosa mettere in valigia punto per punto

L’abbigliamendo da mettere in valigia per per ogni occasione

(supposto che una volta in 2 settimane si riesca a fare il bucato, altrimenti aggiungere il tappanaso):

  • Cappello o berretto, dipende dal clima
  • Guanti
  • Occhiali da sole
  • Occhiali da vista
  • 2 Magliette M/L
  • 7 Magliette M/C
  • 2 Pantaloni Lunghi
  • 2 Pantaloni Corti
  • 7 Slip
  • 7 Calze
  • Scarpe
  • Sandali
  • Ciabatte per la doccia
  • Giacca impermeabile
  • 2 Maglioni o Pile
  • Vi serve il piumino?
  • Mantella impermeabile
  • Ombrello
  • Asciugamano
  • Accappatoio
  • Costume da Bagno

Attrezzatura

Attrezzatura: troppe cose da mettere in valigia? Scegli solo l’indispensabile!

  • Caricabatterie telefono
  • Power bank
  • Adattatori vari per telefono, fotocamera ecc.
  • Adattatori alle prese di corrente locali
  • Binocolo
  • Lampade frontali
  • Pile ricaricabili con caricabatterie
  • Inverter da auto
  • Accendino (meglio 2)
  • Coltellino
  • Torcia elettrica
  • Borraccia
  • Zucchero in bustine o dolcificante
  • iPod e cuffie
  • Filo per stendere
  • Mollette (anche per chiudere i cibi)
  • Elastici
  • Sacchetti spazzatura (ci potete mettere le cose per non bagnarle o quelle sporche se puzzano)
  • Tenda
  • Sacco a pelo
  • Materassino
  • Fornelletto
  • Pentole
  • Ago e filo
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Articoli per l’igiene personale

  • Sapone
  • Bagnoschiuma
  • Shampoo
  • Balsamo
  • Intimo
  • Deodorante
  • Tronchesino per le unghie
  • Forbicine per le unghie
  • Lima unghie
  • Rasoio per barba o trimmer
  • Lamette
  • Dopobarba
  • Crema mani
  • Crema solare
  • Lozione o crema per le scottature
  • Stick labbra
  • Lacca
  • Gel
  • Olio per i capelli
  • Spazzola
  • Pettine
  • Assorbenti
  • Pinzetta per le ciglia

Medicinali

(sperando di non usarli mai)

  • Compeed
  • Repellente per le zanzare
  • Antibiotico (anche specifico per problemi intestinali)
  • Disinfettante, cerotti e Bende
  • Antidiarroico?
  • Antinfiammatorio
  • Antistaminico
  • Antimalarico?
  • Ghiaccio istantaneo
  • Disinfettante mani
  • Collirio
  • Termometro

La lista delle cose da mettere in valigia formato PDF è più esauriente e meglio organizzata, per ragioni di spazio

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Cosa fare prima di partire (uscendo di casa)

  • Avvisare i vicini che si è via (magari danno una controllata ogni tanto)
  • Lasciare ai vicini un numero di emergenza
  • Lasciare le chiavi ad un amico o parente (non si sa mai)
  • Spegnere tutte le luci
  • Chiudere i rubinetti
  • Controllare di aver chiuso il gas
  • Portare fuori la spazzatura
  • Se si resta molti giorni lontano da casa svuotare il frigorifero
  • Fare un giro per casa per controllare di non aver lasciato nulla che serva per il viaggio
  • Chiudere la posta e mettere l’allarme se c’è
  • Prendere eventualmente le prenotazioni del parcheggio
  • Fare i check-in
  • Scaricare eventuali mappe offline
  • Avvisare la banca che le carte verranno usate all’estero (per evitare blocchi)
  • Salvare una copia dei documenti sul telefono ed eventualmente sul cloud
  • Sorridere

Faq sulla lista per la valigia

Cosa mettere in valigia per 7 giorni?

Se parti per 7 giorni e ti fermi in un solo luogo, non hai bisogno di un cambio al giorno, puoi far lavare i vestiti o lavarti la biancheria in camera. Bastano 3 cambi di biancheria intima, 3 magliette, 3 paia di pantaloni ed eventualmente un paio di felpe o pile. Una sciarpa, guanti e berretto (o buff*) se fa freddo un cappellino per il sole. Se scarichi la mia lista in PDF trovi il resto.

Cosa non si può mettere in valigia in aereo?

Lista degli articoli vietati in cabina: alcune cose sono ovvie.
Innanzitutto sono vietate le pistole, armi da fuoco e altri strumenti che sparano proiettili e strumenti in grado di poter essere utilizzati per provocare ferite.
Un curiosità, che certamente ti sarà utile: sull’aereo non puoi portare una catapulta (c’è scritto, quindi anche se so che sarai tentato, non lo fare!)
Non puoi portare dispositivi per stordire (tasers) e gas lacrimogeni, oggetti affilati ed acuminati come coltelli e simili, taglierine, coltelli e forbici. Neanche le classiche forbicine, rischiate che le buttino. Non sono permessi trapani e seghe, mazze da baseball e attrezzi per arti marziali. Infine dispositivi che possano incendiarsi, bombe e altro materiale esplosivo (e c’era bisogno di scriverlo?) .
Sono anche vietati in cabina acqua ed altre bevande, zuppe, sciroppi, creme, lozioni ed oli, profumi, spray, gel (incluso gel per capelli e per doccia), recipienti sotto pressione (incluse schiume da barba, altre schiume, aerosol e deodoranti), paste (inclusi dentifrici), miscele di liquidi e solidi, mascara e ogni altro prodotto di analoga consistenza
Questi liquidi possono essere trasportati se contenuti in recipienti individuali di capacità non superiore a 100 millilitri o equivalente (es. 100 grammi), da trasportare in una busta/sacchetto/borsa di plastica trasparente, richiudibile, completamente chiusa, di capacità non eccedente 1 litro (ovvero di dimensioni pari, ad esempio, a circa cm 18 x 20) separatamente dall’altro bagaglio a mano.
Per busta trasparente richiudibile si intende un contenitore che consente di vedere facilmente il contenuto, senza che sia necessario aprirlo e che sia dotato di una chiusura che dopo essere stata aperta possa essere richiusa

Quale sono le cose essenziali da mettere in valigia?

Nella tua valigia non possono mancare l’abbigliamento adatto alle condizioni climatiche del luogo di destinazione, scarpe comode, prodotti per l’igiene personale, farmaci personali, dispositivi elettronici e relativi accessori, documenti, carte di credito e un po’ di contante per le spese correnti e le mance.

Qual è il modo migliore per organizzare la lista per la valigia?

Per organizzare la lista per la valigia, si consiglia di dividere gli elementi in categorie come abbigliamento, prodotti per l’igiene personale, dispositivi elettronici, documenti e denaro. In alternativa, si può organizzare la lista in base all’ordine in cui gli elementi verranno utilizzati durante il viaggio.

Quali sono le dimensioni massime della valigia da portare in cabina?

Le dimensioni massime della valigia da portare in cabina dipendono dalla compagnia aerea. In genere i bagagli a mano hanno delle dimensioni standard, ma si consiglia di verificare le indicazioni della compagnia aerea prima di partire e di scegliere una valigia che rispetti non solo le dimensioni massime consentite, ma anche il peso. specialmente le compagnie low cost sono molto rigide.

Cosa dovrei fare prima di partire per assicurarmi di non dimenticare nulla?

Prima di partire, si consiglia di fare una lista per la valigia e di verificarla più volte per assicurarsi di non dimenticare nulla. Si consiglia anche di verificare le politiche della compagnia aerea, le condizioni climatiche del luogo di destinazione e di prepararsi per eventuali emergenze o imprevisti durante il viaggio.

Scopri di più su questo blog

Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 21/05/2020
robots alla reception in Giappone

Robots alla reception degli hotel?

di Max Pubblicato: 19/05/2020
Video Scritto da Max

Robots alla reception degli Hotel

Non so se in futuro dovremo abituarci a vedere dei Robots alla reception degli Hotel, ma spero di no. La mia esperienza in Giappone, per quanto divertente, come molte cose che si scoprono per la prima volta, mi ha lasciato dei dubbi e mi ha anche dato delle certezze.

La prima certezza è che non siamo pronti. Mi spiego: alla reception un cliente si aspetta un’esperienza “fluida” e senza intoppi. Con la generazione dei robots che ho sperimentato sei tu a dover sapere cosa chiedere, perché se non chiedi la cosa in maniera perfetta non avrai risposta, o avrai una risposta fuorviante, nella migliore delle ipotesi. Meglio uno schermo sul quale fare le proprie scelte, magari limitate, ma con delle certezze.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La seconda certezza è che preferisco una persona, con la quale scambiare due chiacchiere e magari chiedere un’informazione sul posto migliore dove passare la serata o mangiare un boccone.

Il dubbio è quando i robots saranno all’altezza dovremo abituarci? Forse si, anche se spero che l’aspetto umano farà sempre la differenza per i più.

E’ un giudizio definitivo?

No, sono aperto alle innovazioni e qualcuno la strada la deve aprire. Allora se si tratta di sperimentazione, ben venga, ma io non sono pronto ad avere robots alla reception degli Hotel.

Per completezza devo dire che anche vistando il sito dell’hotel caduto nelle grinfie di queste macchine infernali non sono riuscito a capire come si faceva a prenotare una camera, quindi magari si tratta di un diverso approccio culturale, che ha reso questa esperienza così deludente.

Ma il Giappone mi piace, pertanto sospendo il giudizio.

Potete vedere qui tutto l’articolo sugli Hotel in Giappone oppure farti un giro per Tokyo alla velocità della luce.

Proposte di Viaggio in Giappone

Scopri il Giappone in libertà con uno dei nostri viaggi:

Giappone cultura antica e fascino moderno. Un viaggio attraverso le atmosfere più toccanti del Giappone. Si parte da Tokyo, la capitale: una grande metropoli con i suoi magnifici grattacieli. Visitiamo poi Hakone, un piccolo gioiello termale ai piedi del Fujiyama, incastonata nella splendida regione montagnosa che ospita il Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu, distante solamente 1 ora e 30 minuti di treno da Tokyo. Immegiamoci nella tradizione a Kyoto, la città dei templi, con la sua storia millenaria e le sue tradizioni.
Infine Nara, con i suoi siti di straordinaria bellezza: il “Parco dei cervi” ed il Tempio Todaiji che ospita il Grande Buddha.

Giappone da Tokyo fino all’isola di Kyushu, un viaggio memorabile attraverso storia, modernità e panorami eccezionali. Tanti giorni per visitare alcuni dei luoghi più significativi del Giappone spingendovi oltre le mete più scontate.
Da Tokyo, città dell’avanguardia per eccellenza a Kyoto per assaporare l’atmosfera più tradizionale e “zen” del paese. Da qui, all’isola di Miyajima, con il suo santuario dedicato alla dea dei mari, costruito in parte nel mare con un torii rosso fuoco a poche decine di metri dalla riva. E poi via, verso sud, toccando le città di Nagasaki e Fukuoka, dove ammirerete il tempio Tocho-ji, famoso per la statua in legno di Buddha più grande del Giappone.
Infine un piccolo grande regalo: una crociera verso le isole Kujuku, dette le “99 isole”, di cui solo 4 abitate.

Dai un’occhiata agli altri viaggi individuali e tour di gruppo, per tutto quello che non trovi, chiedi a me!

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Prima di partire compra la Guida del Giappone della Lonely Planet (controlla che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se vai a Tokyo, conviene comprare una guida specifica, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

Organizza il viaggio per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, magari sfruttando il Japan Rail Pass qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Poi avventurati in questo fantastico paese partendo da Tokyo, che puoi vedere anche in questo breve video di Tokyo in tre minuti. Immergiti in una Onsen, come le scimmie delle nevi di Jigokudani o scatta un bellissimo selfie sullo sfondo dei coloratissimi Torii del santuario Fushimi-Inari Taisha.

Insomma, non c’è da annoiarsi..

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Banner: immagine di macrovector su Freepik

Pubblicato: 19/05/2020
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