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Articoli Recenti

capodanno cinese 2026 - Anno del Cavallo di Fuoco Yang

Il Capodanno cinese 2026: benvenuti nell’anno del Cavallo di Fuoco Yang

di Max Pubblicato: 22/12/2025
Cina Scritto da Max

Il Capodanno Cinese 2026, noto anche come Capodanno lunare o Festa di Primavera, è una delle celebrazioni più importanti e sentite in tutta l’Asia e nelle comunità cinesi di tutto il mondo. Nel 2026, il Capodanno Cinese cadrà il 17 febbraio, segnando l’inizio dell’Anno del Cavallo di Fuoco Yang secondo il calendario lunare. Il Cavallo di Fuoco ci accompagnerà fino al 5 febbraio 2027, per poi lasciare il posto all’anno della Capra (o della pecora), comunque sia, il mio segno zodiacale.

I cinesi avranno 8 giorni di ferie dal 16-17 fino al 23 di febbraio 2026.

Come si dice buon anno in Cinese (in Cina)?

In cinese Felice anno nuovo! si traduce in xīn nián kuài lè. Un altro modo molto diffuso di fare gli auguri è gōng xǐ fā cái, che significa felicità e prosperità per il nuovo anno.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Il Cavallo di Fuoco: Significato e Simbolismo

Il 2026 sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco, uno dei dodici animali dello zodiaco cinese, associato quest’anno all’elemento Fuoco del BaZi. Il Cavallo rappresenta energia, libertà, passione e movimento. L’elemento Fuoco amplifica queste caratteristiche, portando vitalità, entusiasmo e spirito di iniziativa.

Nell’oroscopo cinese i 5 elementi naturali (Wu Xing): metallo, legno, acqua, fuoco e terra, si susseguono in un infinito ciclo vitale e si associano ai 12 segni zodiacali, formando delle combinazioni che si ripetono nel ciclo sessagenario di 60 anni, come spiego meglio nel mio articolo sul calendario tradizionale cinese.

Secondo la tradizione, il Cavallo di Fuoco è noto per la sua natura carismatica e la capacità di ispirare gli altri. Si tratta di un anno che favorisce il dinamismo, i cambiamenti e la voglia di mettersi in gioco.

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Date da ricordare per il Capodanno Cinese 2026:

  • Vigilia del Capodanno Cinese: 16 febbraio 2026
  • Capodanno Cinese: 17 febbraio 2026
  • Festa delle Lanterne: 3 marzo 2026

Uno sguardo agli anni passati

Guardando agli anni passati, il

  • 2022, anno della Tigre d’Acqua, è stato un anno altalenante per tutti i segni, governato dall’energia della Tigre e mitigato dall’adattabilità dell’Acqua.
  • 2023, anno del Coniglo, invece doveva essere un anno di pace, di prosperità e di speranza. A parte la speranza che non muore mai, sia fuori che dentro la Cina di pace e di prosperità se n’è vista poca.
  • 2024 partiva con grandi auspici e doveva essere un announ anno di eventi e successo, di crescita e di evoluzione, con il carattere forte ed intraprendente del Drago mitigato dalla gentilezza del Legno. Di gentilezza se n’è vista poca.
  • 2025 l’anno del Serpente di Legno, era atteso come periodo di trasformazione, rinnovamento interiore, studio, crescita spirituale, saggezza prudente e opportunità se affrontate con pazienza. Il mondo ci ha dimostrato tutt’altro, la gentilezza del legno non s’è vista.

Cosa aspettarsi dall’Anno del Cavallo di Fuoco

L’Anno del Cavallo di Fuoco 2026 promette energia, creatività e nuove opportunità. Sarà un periodo favorevole per chi desidera avviare nuovi progetti, viaggiare, cambiare lavoro o esplorare nuove passioni. Tuttavia, il Cavallo di Fuoco può essere anche impulsivo, quindi sarà importante mantenere l’equilibrio e non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo senza una buona dose di pragmatismo.

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Cina

Previsioni Generali per l’Anno del Cavallo di Fuoco 2026

  1. Lavoro e carriera: Il 2026 favorirà chi ha il coraggio di osare e di innovare. Sarà un buon anno per cambiare direzione, investire su se stessi e perseguire obiettivi ambiziosi.
  2. Relazioni: L’energia del Cavallo di Fuoco porterà passione e intensità. Le relazioni potranno essere travolgenti, ma attenzione agli impulsi e alle decisioni affrettate.
  3. Salute: L’alto livello di energia andrà canalizzato positivamente: sport, movimento e attività all’aria aperta saranno particolarmente consigliati.
  4. Viaggi: Il Cavallo ama l’avventura! Il 2026 sarà perfetto per esplorare nuovi orizzonti, sia fisici che interiori.
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Previsioni per i Segni Zodiacali Cinesi nell’Anno del Cavallo di Fuoco 2026

Ogni anno cinese influenza in modo diverso i vari segni zodiacali. Ecco come il Cavallo di Fuoco potrà interagire con ciascun segno:

  • Topo: Anno dinamico, ma attenzione a non farsi travolgere dalla fretta.
  • Bue: Potrebbero esserci cambiamenti inaspettati, meglio essere flessibili.
  • Tigre: Ottimo anno per la Tigre, che condivide l’energia del Cavallo.
  • Coniglio: Un po’ caotico, serve prudenza nelle decisioni.
  • Drago: Possibilità di grandi successi, ma solo con impegno costante.
  • Serpente: Meglio evitare rischi inutili, puntare sulla strategia.
  • Cavallo: Anno di grandi opportunità, ma anche di sfide personali.
  • Capra: Energia positiva, ma attenzione a non disperdere le forze.
  • Scimmia: Tante occasioni di crescita, ma serve disciplina.
  • Gallo: Potranno esserci sorprese, meglio essere pronti ai cambiamenti.
  • Cane: Anno di trasformazioni, importante restare fedeli ai propri valori.
  • Maiale: Meglio prendersi il tempo per riflettere prima di agire.

Queste sono solo previsioni generali e ogni individuo può sperimentare l’Anno del Cavallo di Fuoco in modo diverso a seconda delle proprie circostanze personali e a seconda del proprio tema natale, come spiego nel mio articolo sul BaZi, gli Otto Caratteri del Destino (chiamati anche i Quattro Pilastri, sebbene io creda che un cinese moderno non ami usare il numero quattro per descrivere la propria esistenza)

Una credenza di origine popolare sulla ipotetica "sfortuna" del numero Quattro in Cina
I Cinesi considerano spesso il numero Quattro un numero sfortunato. Questo perché, nella lingua parlata, la parola suona molto simile alla parola “morte” (si 死). Tuttavia, nonostante la pronuncia, questi due caratteri non condividono alcuna somiglianza nella grafia o nel significato. Nella pratica si può paragonare il Quattro al Diciassette (o al tredici) in Italia.
Nella simbologia tradizionale, il Quattro occupa semplicemente il suo posto nella sequenza numerica e non ha alcun legame intrinseco con la morte o qualsiasi altra connotazione negativa.
In pratica non esistono numeri “negativi” o porta-fortuna, a parte nelle credenze popolari, anzi, il numero Quattro è un numero che viene spesso simbolicamente usato nella Cina tradizionale per rappresentare simboli molto importanti come i Quattro Mari o i quattro Punti Cardinali.
Leggi questo approfondimento interessante si iching.blog.
Compra le lanterne rosse cinesi* e decora la tua casa per il Capodanno Cinese
Il Capodanno cinese 2026: benvenuti nell’anno del Cavallo di Fuoco Yang » https://www.massimobasso.com/articoli/page/4/

Le mutevoli date del Capodanno Cinese 2026, 2027 2 2028

Ma perché il Capodanno Cinese cade sempre in una data diversa? 

In Asia tradizionalmente il cambio di stagione è stato regolato fin dall’antichità dai cicli della luna anziché da quelli del sole. Questa metodologia di calcolo fa coincidere l’inizio di ogni mese con la luna nuova, anziché con una data numerica precisa, in modo assimilabile a quanto accade per la nostra Pasqua.

Per questo motivo l’inizio dell’anno non coincide sempre col medesimo giorno del calendario gregoriano, ma varia di anno in anno e ogni tanto ha bisogno di aggiustamenti.

Il Capodanno cade il giorno della prima luna nuova dopo l’ingresso del Sole nel segno dell’Acquario. In termini a noi più familiari la data cade tra il 21 gennaio e il 20 febbraio. Lo stesso accade nel calendario giapponese, che deriva da quello cinese.

Nota di approfondimento
Il calendario lunisolare cinese, ogni due o tre anni deve aggiungere un mese per far compensare il fatto che i mesi sono di 28 giorni e non 30 o 31. Ogni periodo di 19 anni ha quindi sette anni di tredici mesi e dodici anni con dodici mesi. Complicato, ma solo se per noi occidentali.

Ecco le date corrette per i prossimi tre anni, secondo il calendario lunare tradizionale (Le date della Festa delle Lanterne che trovate online possono differire di un giorno a seconda del fuso orario di riferimento e del metodo di calcolo).

2026

  • Vigilia: Lunedì 16 febbraio 2026
  • Capodanno Cinese: Martedì 17 febbraio 2026
  • Festa delle Lanterne: Martedì 3 marzo 2026

2027

  • Vigilia: Venerdì 5 febbraio 2027
  • Capodanno Cinese: Sabato 6 febbraio 2027
  • Festa delle Lanterne: Sabato 20 (21 secondo alcune fonti) febbraio 2027

2028

  • Vigilia: Martedì 25 gennaio 2028
  • Capodanno Cinese: Mercoledì 26 gennaio 2028
  • Festa delle Lanterne: Mercoledì 9 febbraio 2028
Fuochi Artificio per Capodanno Cinese a Hong Kong
Fuochi d’Artificio per Capodanno Cinese a Hong Kong

Festeggiamenti per il Capodanno Cinese

I festeggiamenti per il Capodanno Cinese o Festa di Primavera sono famosi perché viene celebrato ovunque ci sia una comunità cinese, ovvero più o meno in tutto il mondo.

La festa dura in tutto 16 giorni. Dalla vigilia del capodanno si tira dritto fino alla Festa delle Lanterne che chiude i festeggiamenti, con danze, sfilate e una passeggiata notturna appunto con le lanterne. In cinese, questa festa si chiama Yuanxiao, lo stesso nome del dolce tipico di questa festività fatto di palline di riso ripiene.

In genere i cinesi godono di sette/otto giorni di vacanza, a partire della vigilia, durante questi giorni sono chiuse le scuole e anche alcune fabbriche.

Durante questi giorni molte persone che si trovano a lavorare lontane da casa tornano per le vacanze. Le comunità decentrate si ripopolano e si organizzano danze e sfilate.

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Un’occasione per passare un po’ di tempo in famiglia

Ognuno cerca di passare un po’ di tempo con i propri cari e le ricongiunzioni familiari sono comuni. Esse comportano cene, pranzi e festeggiamenti e naturalmente è l’occasione per aggiornarsi sulle comuni esperienze.

Per evitare troppe domande, malignità ed invidie da parte di amici e parenti ficcanaso, soprattutto nelle comunità tradizionali, pare che alcuni giovani che vivono lontano da casa arrivino a pagare i propri coetanei o coetanee perché fingano di essere la propria fidanzata o il proprio fidanzato.

Paese che vai usanza che trovi, ma la situazione non è nuova, l’abbiamo vista in parecchi film..

Cosa non fare durante il Capodanno Cinese

I cinesi sono molto superstiziosi e tradizionalmente ritengono che un buon inizio (o cattivo) influenzerà l’intero anno, come in ogni parte del mondo.

Pertanto in ogni inizio d’anno, secondo la tradizione, ci sono molte cose che non si dovrebbero fare. Alcuni di questi tabù interessano solo il giorno del Capodanno, come tagliarsi o lavare i capelli o lavare i vestiti, mentre altri durano fino al Festival delle Lanterne.

  • Non si mangia la polenta: porta povertà
  • Attenzione a non rompere i piatti: porta sfortuna
  • Non si usano forbici o coltelli: tagliano la ricchezza
  • Non si usano parole che evochi sfortuna come rompersi, fantasma, malattia o morte
  • Non piangere: porta sfortuna
  • Non lavare i capelli o i vestiti il primo giorno dell’anno: lava via la fortuna
  • Non si spazza la casa il primo giorno dell’anno: spazza via la ricchezza
  • Non chiedere o concedere prestiti in denaro: porta debiti

Inoltre a Capodanno non si deve fare la doccia e non è consentito spazzare e gettare i rifiuti prima del 5° giorno. Questo per assicurarsi di non lavare via la buona fortuna!
C’è, invece, una giornata prima della Festa di Primavera dedicata alle pulizie: serve a spazzare via la sfortuna e fare spazio a quanto di buono riserva il nuovo anno.

Decorazioni per il Capodanno Cinese

Il colore della tradizione è il rosso. Ogni casa, edificio o esercizio pubblico viene decorato con questo colore, che è di buon auspicio per l’anno nuovo. Ci sono lanterne, striscioni con frasi beneauguranti e ricorre il tema del segno zodiacale simbolo del nuovo anno. Si vendono ovunque ricordini riportanti l’emblema del segno zodiacale, adesivi, quadretti, figurine, magneti e peluches.

Prova il kit per la cerimonia del té* cinese gōngfūchá (ho studiato il cinese abbastanza da essere insicuro nello scriverlo in caratteri cinesi..)

Festeggiamenti per il Capodanno Cinese 2026 anno del Cavallo di Fuoco Yang animale dello Zodiaco Cinese - Momenti della danza del Leone
Festeggiamenti per il Capodanno Cinese. L’animale dello Zodiaco Cinese del 2026 è il Cavallo di Fuoco Yang – Nella foto un momento della danza del Leone

Perché si usa il rosso nelle decorazioni – la leggenda di Nian

Il colore rosso associato alla celebrazione del Capodanno Cinese si rifà ad una leggenda.

La leggenda di Nian e del Colore Rosso

Anticamente negli abissi marini viveva un mostro, di nome Nian, che una volta all’anno usciva dalla sua tana per sfamarsi cibandosi di persone, soprattutto di bambini dei quali faceva strage. La leggenda narra che la gente ne avesse grande timore e che per questo cercasse un modo per combatterlo e sconfiggerlo.Un giorno un mendicante si presentò al villaggio proprio nel giorno del Nian a elemosinare del cibo. Nel villaggio era rimasta solo un'anziana signora che gli rispose che non poteva sfamarlo perché stava arrivando il mostro e bisognava scappare. Il mendicante però insistette e convinse la donna a restare ed a preparargli dei ravioli, che al Nian ci avrebbe pensato lui.Durante la notte illuminò la casa, appese drappi rossi alle finestre, si vestì di rosso e mise a bruciare del bambù. Quando il mostro comparve, si spaventò per il crepitio che il bambù produce bruciando. Approfittando dello smarrimento del mostro il mendicante si presentò sulla porta con la luce alle spalle e vestito di rosso. Il mostro che non sopportava la vista di quel colore ed odiava i rumori forti si impaurì e scappò.

Il colore del buon auspicio

Per questo motivo il rosso è il colore del Capodanno Cinese (tutto viene decorato di rosso, il colore di buon auspicio, e ovunque vengono appese lanterne rosse). La tradizione prevede inoltre molte attività rumorose, come canti, balli, musica, fuochi d’artificio e petardi, oltre alla tradizione di preparare i ravioli.

Questa leggenda è ricordata nella rituale danza del leone, una tradizione praticata durante le feste nella quale si sfila per le strade inseguendo una maschera da leone, allegoricamente il Nian.

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Altre decorazioni del Capodanno Cinese

Le case sono invase da piccoli o grandi oggetti ornamentali. Ci sono i pesci portafortuna Koi, una specie di carpa, piccoli lingotti d’oro e argento, di forma caratteristica, come auspicio di prosperità e ricchezza.

Anche i fiori sono parte della festa boccioli di pruno asiatico per la fortuna, narcisi per la prosperità, crisantemi per la longevità, girasoli di buon auspicio, bambù e fiori e frutti di Kumquat o Fortunella (Citrus japonica o mandarino cinese detta fortunella in onore al botanico britannico Robert Fortune)

Gli spettacoli della Tradizione

In molte città si organizzano sfilate e spettacoli come la tradizionale danza del drago, la danza del leone e rappresentazioni storiche legate al periodo della Cina Imperiale. Nei mercatini e nelle fiere organizzate durante il periodo festivo si trovano moltissimi prodotti tradizionali introvabili in altri periodi:

In questo periodo, come nella nostra tradizione è usanza festeggiare l’ultimo giorno dell’anno con un cenone, quasi sempre in famiglia, aspettando insieme l’arrivo della mezzanotte. I cibi portafortuna, vista la vastità della Cina sono i più vari: al nord sono popolari i ravioli, mentre al sud dolcetti a base di riso.

Durante le feste è anche usanza ricordarsi dei propri antenati. Si fanno offerte simboliche in loro onore, come cibo, soldi di carta e bastoncini d’incenso che vengono posizionati sulle tombe

Nian Shou il mostro del capodanno cinese
Nian Shou il mostro del capodanno cinese

Un regalo Tradizionale: Hongbao, le Buste Rosse

Un’altra tradizione tutta cinese del capodanno è quella di scambiarsi buste rosse che contengono piccoli doni. Vista la praticità cinese, le buste contengono denaro. Anticamente erano monete, ma col passare del tempo hanno preso piede sempre più le banconote, a volte anche per importi elevati.

Tradizionalmente il numero delle monete o delle banconote all’interno della busta doveva essere pari (dispari in caso di donazioni per un lutto).

Ovviamente occorre un po’ di complicazione. Abbiamo detto che il contenuto deve essere in numero pari, ma non in numero di 4 o multipli, perché la pronuncia di 4 ha assonanza alla parola morte. Possono però essere 8, un numero considerato invece di buon auspicio, perché simbolo di prosperità e successo.

Lo sapevate che le Olimpiadi di Pechino del 2008 erano state inaugurate l’8 agosto 2008 (8/8/08) alle ore 8 e 8 minuti?

Solitamente le buste rosse vengono regalate ai più giovani, ai bambini e a volte ai dipendenti.

Prova anche tu le buste rosse* per il Capodanno Cinese

Buste Rosse Digitali

Nell’era digitale alcune piattaforme come Alipay e WeChat offrono la possibilità di inviare Buste Rosse Digitali e questa sta diventando la nuova tendenza. In questo modo è possibile raggiungere anche amici e parenti lontani, inoltre le buste possono essere inviate contemporaneamente a più persone tramite la formazione di gruppi condivisi.

Proprio grazie alle nuove tecnologie le buste rosse sono diventate un’attività quotidiana anche al di fuori delle feste. Si usano come ringraziamento, come regalo o per elargire ricompense ai propri followers sui social. Nel 2019, solo sulla piattaforma di WeChat, 823 milioni di persone hanno sfruttato questa nuova opportunità durante le festività del capodanno, non ci sono stime affidabili più recenti, ma il fenomeno è in costante crescita.

Nonostante qualcuno si lamenti che si sia perso il senso della tradizione, questa usanza millenaria resiste al tempo e si evolve.

Origine della tradizione delle buste rosse

Ci sono diverse opinioni sull’origine della tradizione delle buste rosse e sinceramente non so quale sia la più accreditata, ma a me è piaciuta questa che viene fatta risalire alla dinastia Song che regnò dal X al XIII secolo.

La leggenda delle Buste Rosse 
A quei tempi un demone spaventoso terrorizzava un villaggio e nessuno riusciva a sconfiggerlo, nonostante ci avessero provato i più arditi guerrieri del posto.
Un piccolo orfanello un giorno decise di affrontarlo utilizzando una spada magica ereditata dai suoi antenati e con grande coraggio, dopo una lunga lotta il demone fu sconfitto ed il villaggio liberato dal terrore.
Gli anziani allora donarono al ragazzo coraggioso una busta rossa piena di soldi per ringraziarlo del suo coraggio.

I Fuochi d’Artificio del Capodanno Cinese 

Oggigiorno le luci ed il crepitio dei bambù che bruciano sono sostituiti in parte dai fuochi d’artificio. Di questi i cinesi sono stati i precursori, visto che l’usanza era già in voga fin dall’anno mille. Ai giorni nostri in occasione del capodanno praticamente ovunque, ma soprattutto nelle grandi città si organizzano spettacoli pirotecnici di particolare effetto.

Nonostante la tradizione, viata la pericolosità dei fuochi d’artificio, in molte città sono vietati e in moltissime ci sono delle restrizioni. La tradizione però è talmente radicata nella cultura che spesso questo divieto viene infranto e in tutta la Cina è possibile sentire il crepitio dei fuochi per giorni.

Fuochi d'artificio per Capodanno Cinese 2026 anno del Cavallo di Fuoco, animale dello zodiaco cinese (Illustrazione)
Fuochi d’artificio per Capodanno Cinese 2026 anno del Cavallo di Fuoco, animale dello zodiaco cinese (Illustrazione)

Le tradizioni del Capodanno Cinese in un Cartone Animato

Potete imparare le tradizioni del Capodanno Cinese in mille modi, ma il modo che ho trovato più divertente ed originale è stato quello del 12° episodio della seconda stagione di Kung Fu Panda Il Cavaliere Dragone su Netflix. L’episodio si intitola: Un Epico Capodanno Lunare e racchiude in se’ la storia del Nián Shòu, il mostro del Capodanno Cinese e molte delle tradizioni più popolari.

Assolutamente da vedere!

Curiosità: edizioni limitate per il Capodanno Cinese 2026

Un’altra tradizione tutta cinese sono le edizioni limitate, certamente un po’ figlie della globalizzazione e conseguenza dell’aumento della ricchezza sia dei residenti che dei moltissimi espatriati. Per questo in occasione del capodanno moltissime firme di grido, non solo nel campo della moda, creano edizioni limitate dei loro prodotti per festeggiare il capodanno cinese.

Per esempio nel 2026 il celebre Wisky Johnnie Walker e l’insospettabile Victorinox hanno creato le loro edizioni limitate per il capodanno lunare

Johnnie Walker e Victorinox Limited Edition Anno del Cavallo
Johnnie Walker e Victorinox Limited Edition Anno del Cavallo

E ancora Burberry, di Gucci, ma anche della americanissima Apple, che nel 2022 ha immesso sul mercatro una edizione limitata delle Airpods Pro con il logo della Tigre, di Nike, con le Air Jordan, di Starbucks e anche di Swatch!

edizioni limitate per il capodanno cinese
Immagini delle edizioni limitate per il capodanno cinese ricavate dai siti dei produttori

FAQ Capodanno Cinese

Che giorno è il Capodanno Cinese 2028

Il Capodanno Cinese 2028 è il 26 gennaio 2028

Che giorno è il Capodanno Cinese 2027

Il Capodanno Cinese 2027 sarà il 6 febbraio 2027

Che giorno è il Capodanno Cinese 2026

Il Capodanno Cinese 2026 sarà martedì 17 febbraio 2026

Quando è la Festa di Primavera nel 2026?

Il Capodanno cinese inizia ufficialmente il 17 febbraio 2026 e termina il 3 marzo 2026.

Quando è la Festa delle Lanterne nel 2026?        

Il 3 marzo 2026 si tiene la Festa delle Lanterne.

Come ci si veste per il Capodanno cinese?

Per il Capodanno vestiti e accessori devono contenere il colore rosso, simbolo di fortuna e prosperità. Un must è la biancheria rossa. Da evitare il bianco ed il nero, legati alla morte.

Cosa si regala per il Capodanno cinese?

Ad un amico potete regalare del tè, accessori o un servizio per il tè, frutta, bevande alcoliche e tabacco.
Ad un anziano potete regalare una sciarpa, dei guanti, un cappello o un maglione.
Ad un bambino potete donare le caramelle, le buste rosse con i soldi, oggetti per la scuola, libri, vestiti e ovviamente dei giocattoli.
Tutti gradiscono le buste rosse, ormai divenute un dono irrinunciabile.

Cosa NON si regala per il Capodanno Cinese

·      Specchi, attirano gli spiriti maligni
·      Oggetti in numero di quattro (ad esempio 4 rose). In genere il numero 4 che in cinese si pronuncia in maniera simile alla parola morte, è un numero sempre da evitare
·      Scarpe, associate alla sfortuna per il suono della parola in cinese
·      Fazzoletti e tovaglioli, simbolo di allontanamento
·      Ombrelli, sempre per il suono della parola che in cinese è simile alla parola separazione
·      Piante in vaso, solo ai funerali
·      Pere, la parola in cinese suona come partire
·      Orologi, simbolo del tempo che passa (e la morte si avvicina)

Cosa NON si deve fare durante il Capodanno cinese?

I cinesi sono in genere superstiziosi e ci sono sei cose che è vietato fare nel giorno di Capodanno (e nei giorni immediatamente successivi):
·      Non bisogna lavarsi i capelli perché lava via la fortuna dell’anno
·      Non prendere medicine, perché altrimenti l’anno sarà pieno di problemi
·      Non si mangia la zuppa, simbolo della povertà e porterà un anno senza ricchezze
·      Non fare lavori con aghi, perché possono nuocere alla salute durante l’anno
·      Non dire parole sfortunate come la parola Morte
·      Non si lavano i vestiti perché con il lavaggio se ne va la buona fortuna
·      Non fare le pulizie di casa, sempre legato alla fortuna
·      Non si chiedono prestiti

Durante il Capodanno cinese, i negozi sono aperti?

Si, durante il Capodanno cinese i negozi sono aperti ed è un’ottima occasione per trovare offerte ed edizioni limitate.

Cina

La Cina, a dispetto dell’immagine che ci siamo fatti nei tempi moderni, è un paese pieno di fascino e di storia. Un paese che è stato teatro di importanti scoperte che hanno cambiato il corso della storia, come la carta, la stampa, la bussola e, tristemente, la polvere da sparo.

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Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Per immergerti nell’atmosfera, prima, durante o dopo leggi un libro, magari scelto fra quelli che consiglio nell’articolo otto libri per un viaggio in Cina

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Se volete farvi un’idea della Cina moderna andando oltre gli stereotipi leggete almeno uno dei libri di Giada Messetti*: La Cina è un Aragosta (2025)*, La Cina è già qui (2023)* o Nella Testa del Dragone (2023)*, disponibili anche come audiolibri si Audible (potete sfruttare la prova gratuita di 30 giorni*), ve li consiglio vivamente.

Altri articoli interessanti sulla cultura della Cina sono quelli su Guan Yin, la Signora della Compassione, sul calendario tradizionale cinese, sul Capodanno Cinese e sulla leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese.

Scopri le destinazioni più interessanti come Hong Kong, il porto profumato o la riserva di Chengdu con i suoi Panda Giganti.

Ciao, a Presto!

Max
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Pubblicato: 22/12/2025
Bangkok vista dal fiume - Navigazione sul fiume Chao Phraya - Wat Arun - Il Tempio dell Alba

Muoversi a Bangkok con barche e traghetti sul Fiume Chao Phraya

di Max Pubblicato: 12/12/2025
Thailandia Scritto da Max

Visitare la Città degli Angeli con barche e traghetti, navigando sul fiume Chao Phraya o sugli innumerevoli canali

Visitare Bangkok con barche e traghetti sul fiume Chao Phraya è una valida alternativa, ma, per chi non è abituato, il sistema può sembrare a prima vista un po’ complicato. Infatti, quando si arriva ad uno dei numerosi moli di Bangkok, spesso ci sono più biglietterie che tentano di “piazzare” il loro servizio ed il rischio è quello di sentirsi “persi”. 

Come sempre ho messo insieme questa semplice guida, in prima battuta per capire meglio il sistema, ma ovviamente anche per condividerla ed aiutarvi a capire meglio ed a sfruttare questo fantastico sistema di trasporto economico, veloce (a volte) e panoramico per raggiungere molte delle principali destinazioni della Città degli Angeli. 

Leggi anche: Bangkok cosa fare in uno o due giorni itinerario PDF

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Panoramica sui moli per le diverse barche

Innanzitutto, va detto che sul fiume Chao Phraya ci sono principalmente due tipi di moli, in apparenza uguali: quelli che servono solamente per l’attraversamento del fiume e quelli che servono per spostarsi tra una stazione e l’altra. Questa non è una classificazione ufficiale, ma una constatazione alla quale sono giunto “sul campo” e siccome questa vuole essere una guida pratica, val la pena di specificarlo.

Bangkok Città degli Angeli Krung Thep - Wat Arun il Tempio dell'Alba
Bangkok Città degli Angeli Krung Thep – Wat Arun il Tempio dell’Alba

Spesso i moli coincidono, alcuni sono distanti pochi passi, ma alcuni di questi assolvono esclusivamente una delle due funzioni, quindi per prima cosa, quando arrivate ad un molo, controllate il nome e cercate di capire se siete al molo giusto. 

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Non spaventatevi! Tutti i moli (che in lingua Thai si chiamano Tha) lungo il fiume Chao Phraya a Bangkok sono segnalati sia in inglese che in thailandese. 

Ecco le informazioni principali da ricordare:

  • Il molo centrale di riferimento si chiama (Tha) Sathorn ed è propiziamente situato vicino alla stazione BTS Saphan Taksin, il che crea un hub di interscambio ideale fra il trasporto fluviale e quello terrestre.
  • I moli che si trovano sul fiume Chao Phraya  a nord di Sathorn sono contrassegnati dalla Lettera N seguita dal numero, mentre i moli che si trovano a sud di Sathorn sono segnati con la Lettera S seguiti dal numero. 
  • Le principali destinazioni e i luoghi turistici più popolari si trovano sul fiume Chao Phraya tra il molo centrale e la fermata N13 a nord.
  • Il tragitto dal Molo Centrale alla N13 di Tha Phra Arthit dura circa 30 minuti.

Etiquette a bordo

Appena saliti sulla barca, se non dovete scendere alla prima fermata, dirigetevi verso prua (la parte anteriore). Le persone si spostano verso la parte posteriore della barca (la cosiddetta poppa) solo quando devono scendere.  Nelle barche che servono esclusivamente ad attraversare il fiume da una sponda all’altra, ci si può sedere dove capita.

Navigare sul Chao Phraya a Bangkok - Tipica casa sui Khlong - i canali di Bagkok
Navigare sul Chao Phraya a Bangkok – Tipica casa sui Khlong – i canali di Bagkok

Nei periodi di poco movimento le barche si fermano ai moli solo se ci sono passeggeri che vogliono salire o scendere. Normalmente il problema non esiste, ma dirigetevi verso la parte posteriore per segnalare che volete scendere alla prossima fermata, o fate un cenno al controllore.

Mappa dei principali moli sul fiume Chao Phraya

Si prega anche di notare che non tutti i servizi fermano a ogni molo (controlla la mappa delle fermate cliccabile per ingrandimento qui).

Navigazione sul Chao Phraya a Bangkok con le barche
Trasporto fluviale sul fiume Chao Praya a Bangkok

Chao Phraya Express Boat 

I principali servizi passeggeri sul fiume Chao Phraya a Bangkok sono gestiti dalla compagnia Chao Phraya Express Boat . Esistono diversi linee, che si distinguono per il colore delle barche e delle bandiere che issano.

Vedi qui la cartina dettagliata del trasporto fluviale sul fiume Chao Phraya con i punti di interesse. Qui di seguito un riepilogo dei moli della zona centrale e più turistica.

  • Molo Centrale o Central Pier (Tha Sathorn) – interscambio con la BTS Skytrain – stazione di Saphan Taksin
  • N1 Tha Oriental – (attualmente in restauro – 11/2025)
    • IconSIAM – Utilizzato dal Tourist Boat (vedi + avanti)
  • N2 Tha Wat Muang Kae – Inutilizzato
  • N3 Tha Si Phraya – per l’Ambasciata Portoghese
  • N4 Tha Marine Department – per River City, la Chiesa del Santo Rosario e Talat Noi
  • N5 Tha Ratchavong – per Talat Noi – Song Wat e Chinatown
  • N6 Tha Memorial Bridge – per il Mercato dei Fiori e Chinatown
  • N7 Tha Rajinee – per la Metro Blue Line Sanam Chai
  • N8 Tha Tien – per Wat Pho e il traghetto per Wat Arun 
    • Wat Arun – Utilizzato dal Tourist Boat (vedi + avanti)
  • N9 Tha Chang – per il Palazzo Reale e Amulet Market
  • N10 Tha Wang Lang – per Il Mercato di Wang Lang
    • Tha Maharaj – Utilizzato dal Tourist Boat (vedi + avanti)
  • N11 Tha Thonburi Station – per la stazione ferroviaria di Bangkok Noi (Thonburi)
  • N12 Tha Phra Pinklao – per Klong Bangkok Noi
  • N13 Tha Phra Arthit – per la vecchia Bangkok e Khao San Road
Traghetti sul Chao Praya a Bangkok
Traghetti sul Chao Praya a Bangkok

Battelli Bandiera Arancione

Tariffa: 16 Baht tariffa fissa (possibilità anche di pagare sulla barca)
Orario: Tutti i giorni, controllate gli orari qui
Frequenza: circa ogni 15 minuti
Itinerario: da Nonthaburi (N30) a Wat Rajsingkorn (S3) e viceversa

Barche Bandiera Gialla

Biglietto: 21 Baht tariffa fissa (possibilità anche di pagare sulla barca)
Orario: da lunedì a venerdì , controllate gli orari qui

Frequenza: circa ogni 30 minuti
Linea: da Nonthaburi (N30) a Sathorn (Molo Centrale) e viceversa

Barche Bandiera Verde

Tariffa: addebitato in base alla distanza di viaggio

  • da Pakkret a Nonthaburi: 14 baht
  • da Nonthaburi a Sathorn: 21 baht
  • da Pakkret a Sathorn: 33 baht

Orario: da lunedì a venerdì, controllate gli orari qui
Frequenza: circa ogni 15-20 minuti
Tratto: Pakkred (N33)– Sathorn (Molo Centrale)

Barche Bandiera Rossa

Biglietto: 30 (o 50 a seconda del periodo) Baht tariffa fissa (possibilità anche di pagare sulla barca)
Orario: da lunedì a venerdì, controllate gli orari qui
Frequenza: circa ogni 30 minuti
Linea: da Nonthaburi (N30) a Sathorn (Molo Centrale) e viceversa

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Chao Phraya Tourist Boat

Il Chao Phraya Tourist Boat è il caratteristico Battello bandiera blu. Questo battello è più costoso rispetto alle altre barche, ma è meno affollato ed è dotato di un servizio a bordo che indica i punti di interesse man mano che ci si avvicina. 

Vedi qui la cartina dettagliata del trasporto fluviale con i punti di interesse.

Bangkok vista dal fiume - Tempio cinese
Bangkok vista dal fiume – Tempio cinese

L’All Day River Pass costa 150 baht (giornaliero) e consente corse illimitate dalle 8:30 alle 19:15, rendendolo ideale per chi intende trascorrere una giornata lungo il fiume. In alternativa si può acquistare la corsa singola a 30 baht. L’acquisto può essere fatto anche online, ma solo per l’abbonamento giornaliero, altrimenti si acquista direttamente al relativo chiosco sul molo.

Leggi anche Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore di Bangkok

Questo servizio percorre la tratta del fiume Chao Phraya dal molo di Sathorn (in un senso) a Phra Arthit (e viceversa) con intervalli di 20-45 minuti ed osserva i seguenti orari (verificate sempre eventuali aggiornamenti)

  • Da Sathorn a Phra Arthit dalle 09:00 alle 19:15
  • Da Phra Arthit a Sathorn dalle 08:30 alle 18:30
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Il traghetto si ferma ai moli: 

  • Sathorn – Stazione BTS Saphan Taksin
  • ICONSIAM – Centro Commerciale
  • Tha Ratchawongse – China Town
  • Tha Rajinee – Metro Blue Line Sanam Chai / Mercato dei fiori
  • Tha Wat Arun – Wat Arun (Tempio dell’Alba) / Wat Pho (Tempio del Buddha sdraiato)
  • Tha Chang – Palazzo Reale e Wat Pra Kaew (Tempio del Buddha di Smeraldo)
  • Tha Maharaj – Mercato degli Amuleti
  • Tha Prannok – Mercato di Wang Lang – Street Food
  • Phra Arthit – Khaosan Road

Il biglietto elettronico è valido per 90 giorni dalla data di acquisto online. I bambini di altezza inferiore a 90 cm viaggiano gratuitamente; i bambini di altezza pari o superiore a 90 cm devono acquistare il biglietto allo stesso prezzo degli adulti.

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Traghetti per attraversamento

Questi piccoli traghetti sono disponibili presso la maggior parte dei moli per attraversamenti verso la riva opposta del fiume. I posti a sedere su queste barche sono limitati, quindi è possibile che dobbiate stare in piedi per il breve tragitto. Quando salite sulla barca accomodatevi ed aspettate. Non appena il traghetto è pieno, il conducente parte per l’attraversamento. Se il battello non si riempie, di solito la barca parte comunque entro 10-15 minuti.

Tariffa: di solito meno di 10 Baht, che di solito si pagano solo da un lato del fiume.

Attenzione: se dal vostro lato non c’è la biglietteria, la troverete all’uscita. Tenete a portata di mano degli spiccioli.

Altre Barche locali 

Tariffa: variabile, addebitata in base alla distanza di viaggio

Navette degli hotel

Queste barche attraversano il fiume tra i principali hotel sul fiume Chao Phraya, tra cui The Oriental, The Peninsula e il Bangkok Marriott & Spa. La maggior parte delle barche va e viene dal molo centrale.

Tariffa: gratuito
Orario: continuo

Muoversi a Bangkok con barche e traghetti sul Fiume Chao Phraya » https://www.massimobasso.com/articoli/page/4/

Barche a coda lunga

Le iconiche barche a coda lunga sono una presenza costante sulle acque del fiume Chao Phraya e sui suoi canali. Questo tipo di trasporto, rispetto al traghetto offre un’esperienza più personalizzata e permette di esplorare anche luoghi meno turistici. Per questo motivo, non lo possiamo considerare un vero e proprio modo per spostarsi da un luogo all’altro, ma, piuttosto, una maniera per esplorare e per vivere un’esperienza a sè.

Se volete trovare le barche a coda lunga, potete recarvi presso i principali moli pubblici, come Sathorn (Central Pier), collegato alla stazione Saphan Taksin dello Skytrain (BTS), oppure ai moli di Tha Tien e Tha Chang, vicini al Palazzo Reale ea a Wat Pho. In questi luoghi è possibile noleggiarle per tour privati, la cui durata e itinerario possono essere concordati direttamente con il conducente o al chiosco dedicato, dove ce n’è uno.

Navigazione sui Khlong a Bangkok con le Barche a Coda Lunga
Navigazione sui Khlong a Bangkok con le Barche a Coda Lunga

Una delle escursioni più interessanti è l’esplorazione dei khlong (i canali) di Thonburi, sulla sponda occidentale del fiume, un’occasione per osservare la vita tradizionale sull’acqua, tra case a palafitta e mercati galleggianti. 

Se non avete già scelto un tour organizzato, prima di partire, è fondamentale negoziare il prezzo, che di solito si intende per l’intera imbarcazione, ma chiaritelo, perché potrebbe essere anche inteso a persona. Preparatevi a un po’ di rumore e a qualche spruzzo d’acqua, elementi che caratterizzano questo modo autentico di navigare Bangkok, ma anche ad un’esperienza più vera ed intima, che offre l’opportunità di vedere una parte della città meno conosciuta e difficilmente esplorabile.

Ho provato diverse esperienze e l’ultima volta mi sono avventurato con gli amici di Hidden Bangkok Tours, li trovate sul sito o direttamente al Baan Ploen Dee Restaurant, addentrandovi nei vicoli vicino a Wat Arun. A breve i ragazzi dovrebbero inaugurare anche una nuova barca a motore elettrico, meno rumorosa e più sostenibile!!

Il giro, tra gli altri, vi porta a visitare:

  • Wat Arun
  • Wat Paknam, il Buddha Gigante
  • Il Villaggio degli Artisti
  • Il Tempio del Buddha Sdraiato

In alternativa ci sono altri modi per il fai da te o tour privati come questo* che è simile e conveniente se siete in più amici o una famiglia (il costo è per la barca), o più turistici* e anche più economici*.

Leggi anche Il museo della casa di Jim Thompson, il re della seta di Bangkok

Crociere serali con cena a bordo

Le crociere con cena sul fiume Chao Phraya offrono una prospettiva diversa di Bangkok dopo il tramonto.

Queste brevi gite permettono di ammirare i principali templi, come Wat Arun e gli hotel di lusso mentre sono illuminati. La maggior parte delle compagnie parte da moli dedicati, come River City Bangkok, vicino al quartiere di Si Phraya, e Asiatique The Riverfront. Soprattutto durante l’alta stagione, è consigliabile prenotare in anticipo, online o chiedendo direttamente alla reception del vostro hotel o guest house.

Navigare sul Chao Phraya a Bangkok - Una nave che offre Crociera con cena passa dinanzi agli alberghi di lusso sul fiume
Navigare sul Chao Phraya a Bangkok – Una nave che offre Crociera con cena passa dinanzi agli alberghi di lusso sul fiume

L’offerta è varia e spazia da grandi navi moderne con ampi buffet internazionali e musica dal vivo, a imbarcazioni più piccole e tradizionali, che propongono un’atmosfera più raccolta. La durata della navigazione è solitamente di circa due ore ed offre una prospettiva interessante per concludere una giornata di visite con un finale rilassante.

Potete scegliere questa per esempio parte da Asiatique The Riverfront*, proprio come questa*, un po’ più economica. Se invece preferite partire da IconSiam, dopo una giornata di shopping, potete scegliere questa crociera*, oppure potete vedere una selezione delle crociere da questo link* e scegliere quella che si adatta meglio al vostro budget e alla vostra posizione.

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cosa fare a Bangkok

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

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Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati

Impara le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
Scarica la Guida Gratuita di Bangkok in PDF

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Organizziamo il tuo prossimo viaggio in Thailandia

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Pubblicato: 12/12/2025
Delizie dalla Bretagna e dalla Normandia -4

Ma che bontà! Delizie dalla Bretagna e Normandia

di Sergio Pubblicato: 11/12/2025
Europa Scritto da Sergio

I nostri cugini d’oltralpe li considerano dei “monumenti “, di cui vanno orgogliosi… ma non si riferiscono con questo termine ad abbazie, cattedrali, châteaux! Sono le Delizie dalla Bretagna e Normandia!

 Chi è stato in Bretagna e Normandia li ha certamente sperimentati ed apprezzati.

Ma scopriamoli insieme questi particolari “monumenti”:

Sono le Galettes di Pont Aven, biscotti con zucchero farina, uova e burro, tanto burro , rigorosamente salato… una prelibatezza.

Delizie dalla Bretagna e dalla Normandia -6 Galettes di Pont Aven
Galettes di Pont Aven

Sono le Madeleines della Normandia, stessi ingredienti + lievito, limone, aroma di mandorle….creano dipendenza!

Delizie dalla Bretagna e dalla Normandia -2 Madeleines della Normandia
Madeleines della Normandia

E poi i formaggi Camembert e Pont-l’Évêque magari accompagnati con una conserva di frutta salata (e pepata).

E ancora… le Sardine del Finisterre e le zuppe di pesce in vasetto della baia di Douarnenez.

Sardine del Finisterre
Sardine del Finisterre

Non volete poi metterci  anche le ostriche di Cancale? le “belon du belon” o le “fines del Mont Saint Michel”

Delizie dalla Bretagna e dalla Normandia -5
Delizie dalla Bretagna e dalla Normandia

E le Galettes Bretonnes farcite di prosciutto, formaggio e uovo. Come si sa, le galettes sono una variante delle crepes, realizzate con farina di grano saraceno, tipico della Bretagne il cui clima rigido non favorisce la coltivazione del grano tradizionale.

Galettes Bretonnes
Galettes Bretonnes

Oppure le crepes tradizionali dolci? Le mie preferite quelle al Grand Marnier, flambées… ça va sans dire!  

E per finire il Far breton, una sorta di flan alle prugne, di crema densa, con panna, rhum, prugne, latte, farina, zucchero. L’aspetto è da mappazzone, però si lascia mangiare…eccome se si lascia mangiare.

Delizie dalla Bretagna e dalla Normandia -7
Delizie dalla Bretagna e dalla Normandia: il Far breton

Anzi no!

E per finire… un Calvados per accompagnare le delizie dalla Bretagna e Normandia!

Bon appetit! Et à Votre santé 

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 11/12/2025
difficile imparare il Thailandese (immagine creata con AI)

Difficile Imparare il Thailandese: Sfide e Strategie Efficaci

di Redazione Pubblicato: 10/12/2025
Thailandia Scritto da Redazione

Di Elena Mallia

Imparare il thailandese può rappresentare una sfida significativa, soprattutto per chi ha come lingua madre l’italiano. La complessità della lingua, che include elementi come i toni e un alfabeto diverso, richiede tempo e dedizione per essere padroneggiata. Per acquisire sicurezza nel parlare, è necessario un impegno costante e una pratica regolare.

La difficoltà nell’apprendimento varia in base a diversi fattori personali, come le lingue già conosciute, la motivazione e le risorse disponibili. Questi elementi influenzano il percorso di studio e l’efficacia con cui si possono superare gli ostacoli tipici della lingua thailandese.

Il livello di difficoltà nell’apprendere il thailandese: quattro cause principali

Imparare il thailandese può rappresentare una sfida, soprattutto per chi proviene p<rla una lingua “occidentale” come l’italiano. Tra le difficoltà più rilevanti si possono identificare quattro aspetti fondamentali.

1. Il sistema tonale: Il thailandese utilizza cinque toni distinti per differenziare il significato delle parole. Questa caratteristica è assente nell’italiano e può causare confusione iniziale, poiché una stessa combinazione di consonanti e vocali può cambiare radicalmente senso a seconda dell’intonazione.

2. L’alfabeto e la scrittura: La scrittura thailandese impiega un alfabeto unico, con simboli e regole fonetiche lontane da quelle europee. Imparare l’alfabeto richiede tempo e pratica costante per memorizzare i segni e la loro corretta pronuncia.

3. La grammatica semplice: Sebbene la pronuncia e la scrittura siano complessi, la grammatica thailandese è piuttosto lineare. Non esistono tempi verbali mutati, né distinzioni di genere o plurale, e la struttura delle frasi tende a seguire uno schema chiaro. Questo aspetto facilita la formazione di frasi corrette fin dalle prime fasi.

4. La diversa famiglia linguistica: Il thailandese appartiene al gruppo Tai-Kadai, lontano dalle lingue romane o germaniche. Ciò implica vocaboli e costruzioni molto differenti da quelle italiane, richiedendo un approccio mentale diverso per assimilare nuove parole e forme espressive.

DifficoltàDescrizione breveImpatto sull’apprendimento
TonoCinque toni distintiRichiesta attenzione alla pronuncia
ScritturaAlfabeto unico e complessoNecessità di memorizzazione visiva e sonora
GrammaticaAssenza di tempi verbali e genereProcesso di apprendimento facilitato
Famiglia linguisticaDifferenze linguistiche rispetto all’italianoSfida nell’acquisizione lessicale e sintattica

Questi elementi spiegano perché imparare il thailandese può sembrare difficile, sebbene la grammatica semplice riduca parte della complessità generale.

1. Il thailandese utilizza i toni per differenziare i significati

Il thailandese è una lingua caratterizzata dall’uso di cinque toni distinti, ognuno dei quali modifica il significato di una sillaba identica. La pronuncia corretta del tono è fondamentale per comprendere e farsi comprendere, poiché una stessa parola può assumere significati completamente diversi a seconda del tono usato.

Di seguito una sintesi dei cinque toni principali:

TonoCaratteristicaEsempio (มา – maa)Significato
BassoTono mantenuto su un livello bassoมา (maa)Cavallo
MedioTono uniforme e neutroมา (maa)Venire / Arrivare
AltoTono mantenuto su un livello altoมา (maa)Cane
CadenteInizia alto e scende rapidamenteมา (maa)Madre
AscendenteInizia medio e saleมา (maa)Particella interrogativa (es. “vero?”)

Questa struttura tonale rende il thailandese una lingua analitica, in cui la variazione dell’intonazione è indispensabile per evitare confusioni. Per chi studia questa lingua, è consigliabile apprendere i toni fin dall’inizio per facilitare l’acquisizione e la comprensione. Ignorare questo aspetto può portare a fraintendimenti o difficoltà nella comunicazione.

La padronanza dei toni permette di riconoscere e pronunciare correttamente le parole, elemento chiave per una comunicazione efficace in thailandese.

Illustrazione generata da AI per articolo difficile imparare il Thailandese - Immagine di una statua di Buddha seduto in abitazione con piccola fontanella

2. Varietà regionali nella lingua

Thai del sud: Influenze marine e dialetto locale

Nel sud della Thailandia, le influenze costiere si riflettono anche nel modo di parlare. Qui alcune parole comuni hanno una pronuncia o una forma diversa rispetto al thailandese standard. Un esempio tipico è la parola usata per dire “delizioso”, che in questa area si pronuncia e scrive in modo particolare, distinguendosi dalle regioni centrali. Queste differenze sono simili alle variazioni dialettali che si trovano in altre lingue, dove termini uguali assumono forme diverse in base al territorio.

Dialetto Isaan: Fusione con il laotiano

Nel nord-est, l’Isaan è caratterizzato da un idioma che risente fortemente della vicinanza geografica e culturale con il Laos. Questo ha portato a un dialetto thailandese che incorpora vocaboli e suoni della lingua laotiana. Per esempio, modi tipici di dire “grazie” differiscono da quelli usati nel resto del Paese, evidenziando un intreccio linguistico che riflette l’identità regionale.

Il centro della Thailandia: Lingua standard e urbana

Il thailandese parlato nel centro, soprattutto nelle città principali come Bangkok, corrisponde alla forma ufficiale e standardizzata della lingua. È questa la variante che viene insegnata nelle scuole e utilizzata nei media nazionali. Rappresenta il modello di riferimento per chi studia la lingua e per la comunicazione ufficiale in tutto il Paese.

Le ragioni della diversità dialettale

La molteplicità di varianti linguistiche in Thailandia deriva dalla sua storia complessa e dalle diverse influenze culturali. Spostamenti di popolazione, scambi commerciali e vicinanze con altri Paesi hanno contribuito a creare modi di parlare distinti nelle varie regioni. Queste differenze sono analoghe a quelle presenti in altri Stati con culture linguistiche variegate, dimostrando la ricchezza e la complessità della comunicazione in ogni area.

3. L’alfabeto thailandese ha caratteristiche distintive

L’alfabeto thailandese si differenzia nettamente da quelli di altre lingue asiatiche, come il giapponese o il cinese, ed è composto da circa 44 consonanti e 18 vocali. Ogni consonante si combina tipicamente con una vocale implicita, formando suoni sillabici piuttosto che singole lettere isolate.

Un aspetto peculiare è l’assenza di spazi tra le parole durante la scrittura, rendendo la lettura e la comprensione iniziale più complicate per chi non è abituato a questo sistema. Le frasi sono separate da spazi, ma all’interno delle parole il testo risulta continuativo.

L’apprendimento dell’alfabeto thailandese richiede tempo e pratica costante, senza scorciatoie immediate. Tuttavia, padroneggiarlo è essenziale per una comunicazione efficace e per muoversi con sicurezza nella vita quotidiana in Thailandia.

Elementi chiave da ricordare:

CaratteristicaDescrizione
Numero di consonantiCirca 44
Numero di vocaliCirca 18
ScritturaDa sinistra a destra senza spazi interni
Tipo di sistemaSillabico, con lettere che rappresentano suoni complessi

4. La pronuncia presenta caratteristiche particolari

La pronuncia del thailandese si distingue profondamente da molte lingue europee, soprattutto a causa dei toni, che possono alterare completamente il significato di una parola. Questo richiede un’attenzione specifica a ogni sillaba e alla sua intonazione, che cambia il senso in modo sostanziale.

Per esempio, la parola “ข้าว” può essere pronunciata in diversi modi, ciascuno con un tono unico:

PronunciaSignificato
khao (tono medio)riso
khâo (tono basso)entrare
khǎo (tono discendente)ginocchio
kháo (tono alto)notizie

Oltre ai toni, ci sono combinazioni di suoni poco familiari a chi parla lingue indoeuropee. Termini come “laew” (แล้ว) risultano difficili perché includono vocali e consonanti insieme in modi poco comuni.

Un altro problema è l’assenza di un sistema di traslitterazione standardizzato. Parole come “น้ำ” possono essere scritte sia “nam” che “naam” a seconda della fonte, creando confusione. Inoltre, alcune consonanti simili come ฝ e พ vengono spesso traslitterate con la stessa lettera “F”, pur rappresentando suoni diversi, il che rende la scrittura e la lettura più ostiche.

Per migliorare la pronuncia, è fondamentale ascoltare e parlare con madrelingua. Esercizi come gli scioglilingua thailandesi sono utili per allenare la precisione nei toni e nelle combinazioni di suoni.

In sintesi, la varietà tonale, le combinazioni fonetiche uniche e la mancanza di traslitterazione ufficiale rendono la pronuncia thailandese complessa, ma un approccio pratico e costante può affinare la padronanza.

Suggerimenti pratici per facilitare l’apprendimento del thailandese

Per avvicinarsi al thailandese in modo efficace, è utile iniziare concentrandosi sulle parole di uso quotidiano. Imparare espressioni semplici come i saluti o le domande basiche favorisce la pratica della pronuncia e permette di iniziare a comunicare con i madrelingua.

Un metodo valido è l’uso di carte illustrate: su un lato si scrive la parola in thailandese, sull’altro si mostra un’immagine che ne rappresenta il significato. Questo aiuta a fissare meglio il vocabolario, soprattutto per chi apprende per via visiva.

L’esposizione a materiali autentici è un altro aspetto importante. Ascoltare musica in thailandese o guardare programmi televisivi aiuta a familiarizzare con i suoni, i ritmi e le sfumature della lingua. Questo tipo di attività rende l’apprendimento più coinvolgente e culturale.

Partecipare a gruppi o comunità di studenti di thailandese può migliorare notevolmente l’esperienza. Scambiarsi dubbi e progressi con altre persone che studiano la lingua crea un senso di appartenenza e supporto, rendendo lo studio meno solitario.

Il progresso si consolida meglio impostando obiettivi piccoli e realistici. Studiare poche parole o frasi alla settimana, praticando poi ciò che si è appreso, permette di ottenere risultati graduali e stabili. Stabilire ricompense personali aiuta a mantenere alta la motivazione nel tempo.

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Scrivere quotidianamente qualche parola o frase in thailandese è fondamentale per familiarizzare con l’alfabeto e la struttura grammaticale. La scrittura regolare contribuisce a consolidare le basi linguistiche.

Infine, sfruttare le applicazioni dedicate all’apprendimento del thailandese può accelerare il percorso. Questi strumenti spesso offrono esercizi interattivi, ripetizioni regolari delle parole e la possibilità di ascoltare pronunce autentiche. Utilizzare app intuitive rende lo studio accessibile in qualsiasi momento della giornata.

ConsiglioPerché funziona
Imparare parole comuniFacilita la comunicazione immediata
Carte illustrateAiutano la memorizzazione visiva
Ascoltare musica e programmiFavorisce l’assorbimento naturale dei suoni
Gruppi di studioSupporto e confronto con altri studenti
Obiettivi piccoli e realisticiMantiene la motivazione costante
Scrivere ogni giornoRinforza la conoscenza dell’alfabeto
App di apprendimentoOffrono esercizi interattivi e pratici

Adottare una combinazione di queste strategie permette di rendere l’apprendimento del thailandese più efficace e meno faticoso, adattandolo alle proprie esigenze.

Vocabolario italiano – thailandese: i saluti essenziali

In thailandese, i saluti variano a seconda del genere e del momento della giornata, riflettendo rispetto e cortesia. Per salutare un uomo si usa “Sawàtdii khráp” mentre per una donna è “Sawàtdii khâ”, entrambi equivalenti a “Ciao” o “Buongiorno”.

Ci sono forme specifiche per salutare a diverse ore, come:

  • Buongiorno: Sawàtdii tɔɔncháaw
  • Buon pomeriggio: Sawàtdii tɔɔnbàay
  • Buonasera: Sawàtdii tɔɔnyen

Questi saluti aiutano a inserire il parlante nel contesto temporale corretto, importante per la comunicazione rispettosa.

Per congedarsi o mantenere la promessa di rivedersi, si usa la frase “Lɛ́ɛw phópkan mày ná”, che significa “Ci vediamo!”.

Un’altra espressione comune è “Sabaay dii rʉ̌ʉ?” che corrisponde a “Come stai?”, utile per avviare una conversazione informale o dimostrare interesse verso l’interlocutore.

Conoscere bene questi saluti facilita il contatto iniziale e crea un buon rapporto con chi parla thailandese.

Il thailandese può essere accessibile: impara con Ling

Imparare il thailandese non è necessariamente più complesso rispetto ad altre lingue come il giapponese o il cinese. Le difficoltà possono emergere, ma con costanza e impegno è possibile superarle.

L’app Ling offre un metodo efficace grazie a esercizi pratici e mini-giochi che rendono l’apprendimento coinvolgente. Questa combinazione aiuta a mantenere alta la motivazione e facilita la memorizzazione.

ling.app di Elena Mallia

Vantaggi principali di Ling:

  • Lezioni interattive e brevi
  • Audio con pronuncia nativa
  • Possibilità di esercitarsi su ogni dispositivo

Scaricare Ling è un passo utile per rendere lo studio della lingua tailandese più semplice e piacevole.

Domande frequenti sul thailandese

Come si esprime un ringraziamento in thailandese?

In thailandese, la parola usata per dire “grazie” è ขอบคุณ (traslitterato khawp khun). È una forma rispettosa, composta da termini che indicano sia il ringraziamento sia il rispetto verso l’interlocutore. Nelle situazioni meno formali è accettabile utilizzare la stessa parola con una pronuncia leggermente più informale.

Qual è la lingua parlata in Thailandia?

La lingua ufficiale della Thailandia è il thailandese. Tuttavia, nel Paese si possono incontrare anche altre lingue come il lao, il cinese, il malese e il khmer, usate in alcune comunità locali. L’inglese è sempre più comune, soprattutto nelle aree turistiche, facilitando la comunicazione con visitatori stranieri.

Come si augura “buongiorno” in thailandese?

Per dire “buongiorno” si utilizza l’espressione สวัสดีตอนเช้า (Sawàtdii tɔɔncháaw), dove Sawàtdii significa “ciao” e tɔɔncháaw indica la mattina. Questa frase è la formula corretta per salutare rispettosamente durante le prime ore del giorno in Thailandia.

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Ciao, a presto!

Pubblicato: 10/12/2025
Interno del Mitreo o chiesa della Madonna del Parto a Sutri-2

Sutri: Itinerario tra Storia, Mistero e Meraviglie Rupestri

di Max Pubblicato: 30/11/2025
Italia Scritto da Max

Sutri, piccola cittadina del Lazio, si trova a poco più di un’ora da Roma: all’apparenza una città della Tuscia come tante altre, un po’ anonima e appannata dal tempo. Solo esplorandola con un po’ di attenzione si respira la sua anima ricca di storia, persa tra il tufo rosso, i sentieri ombreggiati e le leggende che si intrecciano tra paganesimo e cristianesimo. 

Sutri, antichissima città, è uno scrigno di tesori archeologici e paesaggistici, perfetta per chi cerca un itinerario fuori dai circuiti più battuti, ma ricco di fascino e suggestioni. 

Inoltre, Sutri è una delle 33 città attraversate dalla Via Francigena, forse il più famoso itinerario di pellegrinaggio in Europa che ha inizio di fronte la cattedrale di Canterbury in Inghilterra e termina a Roma, avendo come ultima tappa la Basilica di San Pietro.

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Le origini: tra Dei e popoli misteriosi

La storia di Sutri affonda le radici in tempi lontanissimi, addirittura nell’età del bronzo. Ma, come ogni luogo che si rispetti, le sue origini sono avvolte nella leggenda. C’è chi narra che a fondarla siano stati Pelasgi, un antico e misterioso popolo di navigatori, mentre un’altra leggenda, ancora più affascinante, racconta che fu Saturno in persona a crearla. Non a caso, lo stemma del comune lo raffigura a cavallo, con tre spighe di grano in mano, simbolo di abbondanza.

Saturno, divinità romana, protettore della semina e dei raccolti, è l'equivalente latino del titano greco Crono. Era raffigurato come un anziano barbuto, vestito con un mantello e con in mano una piccola falce o ronchetto adunco. Si riteneva che, scacciato dall'Olimpo, per un periodo avesse regnato nel Lazio, nella cosiddetta età dell'oro, un'epoca pacifica e di progresso. Un giorno sarebbe improvvisamente scomparso, causando la decadenza progressiva dell'umanità.
Il borgo di Sutri
Il borgo di Sutri

Un Crocevia per Imperi

Grazie alla sua posizione strategica, Sutri divenne un centro agricolo e commerciale fiorente sotto gli Etruschi. In quanto porta d’accesso obbligata per l’Etruria, col tempo, ovviamente, Sutri attirò le attenzioni di Roma. Dopo la caduta della potente Veio, infatti, i Romani la conquistarono nel 383 a.C. e la trasformarono in un fondamentale punto di difesa sulla Via Cassia, volto a proteggere Roma dalle invasioni barbariche.

Sutri: Itinerario tra Storia, Mistero e Meraviglie Rupestri » https://www.massimobasso.com/articoli/page/4/

Il Medioevo: Papi, Re e Paladini

Bisogna però arrivare al Medioevo perché Sutri diventi protagonista di eventi che cambieranno il corso della storia.

Papa Gregorio II in una icona
Papa Gregorio II è venerato come santo sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa foto Di Śląska Szkola, CC BY-SA 3.0

Dopo essere stata oggetto di contesa tra Longobardi e Bizantini, infatti, nel 728 d.C. accadde qualcosa di epocale:

il re longobardo Liutprando donò la città e i suoi territori a Papa Gregorio II. Questo evento, noto come la Donazione di Sutri, è considerato l’atto che diede inizio al potere temporale dei Papi, il primo mattone di quello che sarebbe diventato lo Stato Pontificio.

Sutri è inoltre la culla di una leggenda cavalleresca. Proprio in una grotta situata vicino a Sutri, nel IX secolo, la sorella di Carlo Magno, Berta, disconosciuta dal padre per aver seguito un uomo della plebe, avrebbe dato alla luce il celebre Orlando, il futuro paladino protagonista della Chanson de Roland e leggendario eroe.

Un altro momento chiave della storia della città fu il Concilio di Sutri del 1046, voluto dall’imperatore Enrico III per porre fine a una crisi papale con ben tre pretendenti al soglio. Il concilio si concluse con l’elezione di un nuovo Papa, Clemente II, riportando ordine nella Chiesa.

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Il Declino e la Storia Recente

Come spesso accade, dopo i periodi di gloria arrivano quelli più difficili. Durante le lotte tra guelfi e ghibellini, la città subì un colpo terribile: nel 1433 venne data alle fiamme dal capitano di ventura Niccolò Fortebraccio.

Da quel momento, Sutri iniziò un lento declino. Le rotte commerciali vennero deviate sulla via Cimina a favore della vicina Ronciglione, potenziata dalla potente famiglia Farnese. La città perse importanza, diventando un centro rurale dello Stato Pontificio.

Nei secoli successivi seguì le sorti della regione, passando anche sotto il controllo francese alla fine del ‘700, per poi tornare allo Stato Pontificio. Un capitolo buio della sua storia recente risale alla Seconda Guerra Mondiale, quando il 17 novembre 1943 i soldati nazisti trucidarono 13 avieri italiani.

Le Date Chiave di Sutri in Breve

Per aiutarvi a fissare i momenti più importanti, ecco un piccolo schema:

  • Età del Bronzo: Prime tracce di insediamenti umani.
  • 383 a.C.: Conquista definitiva da parte dei Romani.
  • 728 d.C.: Donazione di Sutri. Nasce il potere temporale dei Papi.
  • IX Secolo: Secondo la leggenda, nascita del paladino Orlando.
  • 1046: Si tiene il Concilio di Sutri che mette fine a uno scisma papale.
  • 1433: La città viene incendiata, evento che segna l’inizio del suo declino.
  • Fine XVIII Secolo: Breve occupazione da parte delle truppe francesi.
  • 17 Novembre 1943: Eccidio di 13 avieri italiani durante la Seconda Guerra Mondiale.

Come potete vedere, Sutri è un vero e proprio libro di storia.

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Citazioni letterarie

Già nel XIV secolo il Petrarca ne parlava nella sua lettera al Cardinale Giovanni Colonna:

A due sole miglia sta Sutri, sede diletta a Cerere (figlia di Saturno e dea Romana della Terra e della Fertilità ndr.), e antica colonia, secondo che dicono, di Saturno: ove non lungi dalle mura mostrano il campo che narrano fosse il primo in Italia a ricevere la sementa del grano, segato indi a poco dallo stranio re che con tal beneficio mansuefatti e cattivatisi gli animi di quei primi abitatori regnò su loro tranquillo infin che visse, e venuto dopo morte in voce di Dio, dalla gratitudine degli uomini qual vecchio nume con in mano la falce fu venerato. Saluberrimo, a quanto la breve dimora mi concede di giudicarne, è questo clima.
Cingono d’ogni parte il paese colline senza numero, né troppo alte, né di malagevole salita e di nessuno impedimento allo spaziar della vista, infra le quali s’aprono sui convessi fianchi ombrose e fresche caverne, e sorge frondoso il bosco a riparare l’ardore del sole da tutti i lati da quello infuori che guarda a Borea, ove un monticello degli altri più basso in aprica valle spiegandosi appresta alle api una fiorita dimora. Qui d’acque dolcissime ne’ bassi fondi il mormorio, qui cervi, damme, cavrioli, e tutto il selvaggio gregge de’ boschi errante ne’ colli aperti, e schiera infinita d’augelli che lambe le onde o su pei rami saltellando sussurra. Taccio de’ buoi, e de’ domestici armenti, e dei doni di Cerere e di Bacco, che alla fatica dell’uomo dolci ed ubertosi rispondono, e dei naturali tesori dei vicini fiumi, dei laghi e del mare, che anch’esso poco è distante.

(Lettere di Francesco Petrarca delle cose familiari, lettera XXIII, ca. 1337) – da Wikipedia
Anfiteatro Romano di Sutri
Anfiteatro Romano di Sutri

Sutri ed il Parco Archeologico: una piccola grande meraviglia

Il cuore pulsante di Sutri è il suo Parco Archeologico, una delle aree protette più piccole del Lazio (appena 7 ettari!), ma anche una delle più ricche di testimonianze storiche e naturalistiche. Qui si fondono archeologia, natura e leggenda in un paesaggio modellato dal tufo, che ha reso possibile la creazione di tombe monumentali, templi sotterranei e teatri scolpiti nella roccia.

Ma a Sutri c’è di più.

Itinerario consigliato: alla scoperta di Sutri in un giorno

Partiamo col nostro itinerario

Il Borgo di Sutri

Porta Vecchia (o Franceta): la porta dei pellegrini

Il nostro itinerario parte da Porta Vecchia, detta anche Porta Franceta, che fu dall’epoca romana fino al Rinascimento il principale accesso al colle di Sutri. Questa porta, ancora oggi in uso, accoglie i visitatori con i suoi blocchi squadrati di peperino di epoca romana e i resti delle antiche mura difensive. Sulla chiave di volta campeggia lo stemma di Saturno a cavallo, simbolo della città, mentre i doppi binari scavati nel tufo ricordano il sistema di chiusura a saracinesca, pronto a difendere Sutri nei momenti di pericolo.

Come migliaia di pellegrini che, nel corso dei secoli, hanno percorso la via Francigena diretti a Roma, partiamo da questo ingresso carico di storia, ideale per iniziare la visita con il giusto spirito di scoperta.

Porta Vecchia o Porta Franceta a Sutri - Lazio - Italia
Porta Vecchia o Porta Franceta a Sutri – Lazio – Italia

Il centro storico: tra botteghe, taverne e ospedali

Proseguendo verso il centro storico, si entra nell’antico Borgo di Sutri. Questo nucleo urbano fu per secoli un vivace centro di commerci, artigianato e accoglienza, e nel periodo di massimo splendore sembra ospitasse addirittura sei ospedali, dodici ospizi e ben quindici chiese. Il borgo era suddiviso in contrade, animate da botteghe, locande e taverne frequentate da viaggiatori di ogni provenienza.

Il periodo di massimo splendore fu tra il XIII e il XV secolo, quando Sutri attirava immigrati dalla Toscana, dal nord Italia, dalla Francia e perfino dai paesi slavi, tutti attratti dalle opportunità offerte dal traffico dei pellegrini. Purtroppo, il borgo fu semidistrutto nel 1433 da Niccolò Fortebraccio e, dopo un tentativo di ricostruzione, venne definitivamente spopolato dal declino della via Francigena.

Nel centro storico sono di particolare rilievo la Torre dell’Orologio, edificata su un antico arco romano, che è la porta mediante la quale si accede alla Piazza del Comune; l’antico lavatoio, simbolo della tradizione; la Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nel XII secolo, con la caratteristica cripta e la Chiesa di Santa Croce.

Ma le vere eccezionalità della visita a Sutri si trovano al di fuori del borgo vero e proprio. 

La piazza Principale di Sutri - Lazio - Italia
La piazza Principale di Sutri – Lazio – Italia

Fuori le mura di Sutri

Chiesa di S. Maria del Tempio (o di S. Giovanni): sulle tracce dei Templari

Poco oltre Porta Vecchia, sulla via Cassia, si incontra la piccola chiesa sconsacrata di Santa Maria del Tempio, conosciuta anche come chiesa di S. Giovanni. Val la pena di citarla perché questo edificio fu in origine proprietà dei Cavalieri Templari e, dopo la loro soppressione nel XIV secolo, passò ai Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme. Una targa marmorea sul portale quattrocentesco ricorda la dipendenza della chiesa dall’ordine viterbese di S. Maria in Carbonara.

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Villa Savorelli e il Parco: tra natura e panorami

Risalendo la collina, si raggiunge Villa Savorelli, elegante residenza settecentesca immersa in un parco secolare. Oggi la villa ospita eventi e manifestazioni culturali, ma il vero spettacolo è il giardino all’italiana che la circonda, perfetto per una pausa rilassante tra siepi di bosso, fontane e scorci panoramici sulla campagna della Tuscia.

Insieme al celebre Palazzo Farnese di Caprarola, rappresenta uno degli esempi più belli di villa rinascimentale della zona.

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Il Bosco Sacro di Sutri: antiche credenze

Dai giardini è possibile accedere al Bosco Sacro. Il nome Sacro, non è casuale. Vi riporterà a un tempo in cui si credeva che boschi come questo fossero la dimora di ninfe, fauni e spiriti della natura, simboli del suo eterno rinnovarsi.

Il percorso, accessibile dai giardini della villa Savorelli e vi condurrà a un belvedere che regala una prospettiva unica sull’anfiteatro. Da qui potrete ammirare dall’alto questa incredibile opera scavata nel tufo, cogliendone tutta la grandezza.

Da non confondere con il Bosco Sacro di Bomarzo.

Nel Parco di Villa Savorelli a Sutri - Lazio - Italia
Nel Parco di Villa Savorelli a Sutri – Lazio – Italia

Scendendo ai piedi della collina su cui sorge Villa Savorelli, ci si imbatte in uno degli ambienti più suggestivi di Sutri: la Chiesa della Madonna del Parto, un piccolo edificio di culto interamente scavato nel tufo. Questo luogo, oggi sacro alla Vergine, affonda le sue radici in un passato ancora più antico e misterioso: la sua struttura, infatti, conserva le caratteristiche architettoniche di un mitreo, il tempio dedicato al dio Mitra, divinità orientale che fu per secoli uno dei principali rivali del cristianesimo nell’Impero Romano.

Il Mitreo e la Chiesa della Madonna del Parto: tra mistero e spiritualità

Entrando, si attraversa un piccolo vestibolo quadrato, decorato da affreschi medievali che raffigurano la Madonna con i santi, San Cristoforo e la leggenda del santuario di San Michele sul Gargano. Quest’ultima scena, con la processione di pellegrini che salgono verso il monte sotto lo sguardo di San Michele, richiama il legame di Sutri con la via Francigena e i grandi itinerari di pellegrinaggio medievali.

Vestibolo del Il Mitreo o chiesa della Madonna del Parto a Sutri - Lazio
Vestibolo del Il Mitreo o chiesa della Madonna del Parto a Sutri – Lazio

Proseguendo, si accede alla navata principale della chiesa, coperta da una volta a botte e circondata da dieci pilastri per lato, direttamente scolpiti nella roccia. L’abside rettangolare, frutto di un ampliamento successivo, conserva ancora i resti dell’affresco della Natività, che dà il nome alla chiesa. Lungo le navate e sui pilastri si possono ammirare tracce di una vivace decorazione pittorica, culminante nella grande raffigurazione dell’Arcangelo Michele ad ali spiegate, il cui volto in stucco spicca all’interno di un’aureola dorata.

Interno del Il Mitreo con affresco della Madonna del Parto a Sutri - Lazio - Italia
Interno del Il Mitreo con affresco della Madonna del Parto a Sutri – Lazio – Italia

Non mancano simboli antichissimi della fede cristiana, come il pesce, l’ancora, il nodo di Salomone e la colomba, dipinti sui pilastri accanto all’altare. Ma l’impianto originario della struttura rivela la sua funzione di mitreo: il corridoio centrale, le banchine laterali per il banchetto mistico degli iniziati e una cavità rettangolare sul pavimento, che forse serviva a raccogliere il sangue del toro durante il rito d’iniziazione.

Un luogo in cui si respira un’atmosfera di mistero, in bilico tra paganesimo e cristianesimo, e che ancora oggi affascina per la sua unicità. La chiesa, divenuta meta di pellegrinaggi soprattutto a partire dal XIII secolo, è dedicata alla Madonna del Parto, protettrice delle partorienti, ma non ha mai smesso di conservare il suo alone di sacralità arcaica.

Accesso al Mitreo: L’accesso è consentito a un massimo di 20 persone per volta. Ogni turno di visita dura circa 8 minuti.

Esterno del Il Mitreo o chiesa della Madonna del Parto a Sutri
Esterno del Il Mitreo o chiesa della Madonna del Parto a Sutri

La Necropoli rupestre: città dei morti nella roccia

Accanto al Mitreo si estende la Necropoli rupestre di Sutri, uno dei complessi funerari più singolari dell’Italia centrale. Le tombe, scavate direttamente nel tufo rosso a scorie nere, si dispongono su più livelli e testimoniano la continuità d’uso del sito dall’età romana fino al Medioevo. La particolare lavorabilità della roccia, unita alla sua compattezza, ha permesso la realizzazione di camere tombali monumentali e la loro conservazione fino ai giorni nostri.

Alcune cavità sono state riutilizzate nei secoli come rifugi, magazzini o ambienti di culto, a testimonianza di quanto il rapporto tra uomo e paesaggio sia stato sempre stretto e vitale a Sutri.

Questo uso continuato, d’altro canto, non ha permesso che giungessero fino a noi niente altro che le cavità nella roccia, un vero peccato!

Tombe Etrusche nel tufo a Sutri
Tombe Etrusche della necropoli nel tufo a Sutri

L’Anfiteatro Romano di Sutri: spettacolo nel tufo

L’anfiteatro romano di Sutri è un monumento unico nel suo genere, una vera rarità archeologica. La sua più grande particolarità, a differenza di celebri esempi come il Colosseo, è che non fu costruito innalzando muri, ma interamente scavato nel tufo di una collina.

L’opera risale presumibilmente ad un periodo tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., ma per motivi ad oggi non chiari, ad un certo punto cadde in disuso e venne abbandonato.

La sua storia più affascinante, è forse quella della sua riscoperta. In seguito all’abbandono, per secoli, l’anfiteatro rimase completamente sepolto sotto terra e detriti, tanto da essere dimenticato e scambiato per una semplice collina boscosa.

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Fu solo tra il 1835 e il 1839 che venne riportato alla luce, grazie a una campagna di scavi voluta dalla famiglia Savorelli, allora proprietaria della villa che ancora oggi domina il sito.

Questa straordinaria struttura poteva ospitare fino a 9.000 spettatori e fu teatro di giochi gladiatori, spettacoli e cerimonie pubbliche. La visita riporta indietro nel tempo e permette di immaginare il fragore delle folle e il clangore delle armi romane.

Anfiteatro Romano di Sutri
Anfiteatro Romano di Sutri

Sutri tappa importante sulla via Francigena

Se state percorrendo la Via Francigena, preparatevi: Sutri non è semplicemente una tappa dove riposare, ma una delle ricompense più belle del vostro cammino verso Roma. Arrivare qui a piedi, vedendo il borgo antico arroccato sul suo sperone di tufo, è un’emozione che ripaga di ogni fatica.

Non siete i primi pellegrini a passare di qui. Già nel 990, l’Arcivescovo Sigerico di Canterbury annotava “Suteria” nel suo diario come la XLIV tappa del suo viaggio di ritorno da Roma. Questo vi fa capire quanto sia profondo il legame tra Sutri e la Francigena. Oggi, come allora, la cittadina accoglie i viandanti offrendo un tuffo nella storia che va ben oltre il Medioevo.

Sigerico, arcivescovo di Canterbury alla fine del X secolo, percorse la futura Via Francigena per recarsi a Roma a ricevere il pallio dal papa e al ritorno fece annotare le 79 stazioni del viaggio, fornendo la più antica descrizione continua del tracciato, in cui Sutri è una tappa laziali di rilievo. (fonte)

Consigli pratici per la visita:

  • Il Parco Archeologico è facilmente visitabile a piedi e dispone di un percorso ben segnalato.
  • La Chiesa della Madonna del Parto e la necropoli sono accessibili con visite guidate (consigliata la prenotazione nei periodi di maggiore affluenza).
  • Il centro storico offre parcheggi e numerosi punti di ristoro, ideali per una sosta tra una tappa e l’altra.
  • Non dimenticate la macchina fotografica: ogni angolo di Sutri merita uno scatto!
  • Qui potete vedere la cartina del parco archeologico


Parco Archeologico di Sutri: info Orari e Biglietti

Il biglietto d’ingresso vi darà accesso al Parco Archeologico Antichissima Città di Sutri, che comprende l’anfiteatro, la necropoli rupestre e il Mitreo. Qui di seguito alcune info aggiornate al 27/11/2025.

Tariffe

  • Biglietto Completo (Anfiteatro, Necropoli e Mitreo): Intero: € 10,00, Ridotto: € 8,00
  • Biglietto Solo Anfiteatro e Necropoli: Intero: € 5,00, Ridotto: € 3,00
  • Visite Guidate: € 10,00 a persona (negli orari prestabiliti)

Orari di Apertura

Stagione Estiva (da inizio Aprile a fine Ottobre)

  • Anfiteatro e Necropoli: Da Martedì a Domenica: 10:00 – 19:00. Lunedì: Chiuso. Ultimo ingresso: 30 minuti prima della chiusura.
  • Mitreo: Da Martedì a Domenica: 10:20 – 17:00. Lunedì: Chiuso
  • Partenze Visite Guidate (solo Sabato, Domenica e festivi): Ore: 11:00 – 12:00 – 15:00 – 16:00

Stagione Invernale (da inizio Novembre a fine Marzo)

  • Anfiteatro e Necropoli: Da Martedì a Venerdì: 10:00 – 16:00 (ultimo ingresso ore 15:30); Sabato, Domenica e festivi: 10:00 – 17:00 (ultimo ingresso ore 16:30)
  • Mitreo: Da Martedì a Venerdì: accessi con audioguida ogni 20 minuti, dalle 10:20 alle 15:40. Sabato, Domenica e festivi: accessi con visita guidata, dalle 10:15 alle 16:15.
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Pubblicato: 30/11/2025
Castello di Vaux Le Vicomte

Cronaca: 17 Agosto 1661 al castello di Vaux le Vicomte

di Sergio Pubblicato: 21/11/2025
Europa Scritto da Sergio

Cronaca dei fatti che accaddero il 17/8/1661 al castello di Vaux le Vicomte

Un libro: lo scoiattolo e il Re Sole* mi ha portato al castello di Vaux le Vicomte, nei dintorni di Parigi.

Lo Scoiattolo era lo pseudonimo di Nicolas Fouquet, ricchissimo e raffinato ministro delle finanze del Re Sole… Troppo ricco e troppo raffinato per il Re, Fouquet fece erigere vicino a Fontainebleau una splendida dimora, che faceva impallidire le resistenze reali.

Interno e arredi del Castello di Vaux Le Vicomte

Il Ritratto di Nicolas Fouquet è un’opera dell’artista francese Charles Le Brun (1619-1690). Si tratta di un ritratto a olio su tela, realizzato tra il 1656 e il 1661. Il dipinto è di proprietà del museo del castello di Vaux-le-Vicomte ed è accessibile al pubblico.

Per l’inaugurazione di Vaux le Vicomte, Nicolas ebbe la malaugurata idea di organizzare una festa strepitosa, la sera del 17 agosto 1661. Quella che sarà ricordata come una delle più celebri feste della storia… 3000 persone, 500 dozzine di piatti, musica, fuochi d’artificio, spettacoli, cibo, tutta la corte e il Re Luigi XIV come invitato d’onore.

Interno e arredi del Castello di Vaux Le Vicomte
Interno e arredi del Castello di Vaux Le Vicomte

Complimenti, apprezzamenti, sorrisi e inchini… ma era troppa la bellezza del luogo e il successo di Nicolas, troppo per il Re Sole, che ancora non aveva costruito Versailles… e fu la fine per Fouquet.

Nicolas lo capisce, ma è troppo tardi, prova ad offrire la dimora che vedete in foto di copertina al Sovrano, ma il Re se la prenderà in un altro modo.

Alle 2 del mattino della festa, il Re Sole, che avrebbe dovuto pernottare al castello, ma ha cambiato programma, dà il segnale di partenza della corte e si congeda seccamente dal padrone di casa dicendo

Monsieur Fouquet, Vous aurez de mes nouvelles

Furono montate accuse di malversazione a carico del Sovrintendente, Nicolas fu imprigionato per 14 anni a Pinerolo, il castello di Vaux venne sequestrato.

Fu la fine dello “Scoiattolo”, un aristocratico troppo ricco e troppo raffinato, colpevole di aver oscurato il Sole

Interno e arredi del Castello di Vaux Le Vicomte
Interno e arredi del Castello di Vaux Le Vicomte

Alle 6 di sera di quel maledetto 17 agosto Fouquet era il “re di Francia” alle 2 del mattino dopo non era più niente!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Viaggia in Europa

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Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 21/11/2025
Talat Noi - quartiere emergento di Bangkok

Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore di Bangkok

di Max Pubblicato: 15/11/2025
Thailandia Scritto da Max

Immaginate di camminare tra vicoletti stretti dove l’aroma del caffè appena tostato si mescola al profumo dell’incenso che esce dai templi cinesi. Talat Noi è questo: uno dei quartieri più pittoreschi di Bangkok, dove tradizione e vita quotidiana si intrecciano in un labirinto di stradine colorate e botteghe storiche.

Le case colorate che si affacciano sul fiume Chao Phraya creano un contrasto affascinante con i grattacieli moderni che dominano l’orizzonte. Qui il tempo sembra essersi fermato: troverete ancora botteghe di famiglia, templi nascosti tra le abitazioni e molte occasioni per scattare una foto memorabile ad ogni angolo.

Per farlo, però, dovete prendervi il tempo per esplorare, senza seguire troppo gli itinerari.

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“Autobots, roll out!” (Autorobot, trasformatevi!)

Che cosa c’entra questa frase con Bangkok e Talat Noi? E’ la frase con la quale Optimus Prime incita i suoi nella saga Transformers… adesso vi spiego cosa c’entra con Talat Noi.

Proprio passeggiando per le viuzze di Talat Noi, cercando qualcosa di kitsch, ma allo stesso tempo originale da portare a casa, ho scoperto un’artigiano che, con semplicità e modestia, ha creato iconiche sculture moderne da donare alla città.

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Potete ammirare una delle sue opere, una sorta di “Gundam” (da questa citazione potete desumere che non sono un millennial) fatto di scarti di ricambi di auto, proprio in mezzo ad una delle rotonde di Bangkok a Thanon Khao Lam Circle. In realtà si tratta di una raffigurazione di Optimus Prime, il leader dei robot buoni chiamati Autorobot nella saga Transformers. È un personaggio molto amato che si trasforma da robot in camion e combatte contro i cattivi Decepticon per proteggere la Terra.

Da quanto ho capito, in realtà dovrebbero esserci due di queste opere in giro per la città, ma la seconda non l’ho trovata… (guarda su Google Maps). Può darsi che la mia limitata comprensione della lingua Thai abbia giocato un brutto scherzo?

Questa storia per introdurre un quartiere che è tutto da scoprire, come la città che lo ospita..

Talat Noi
Talat Noi Thanon Khao Lam Circle
Leggi anche Bangkok cosa fare in uno o due giorni itinerario PDF

Talat Noi: Origini e Storia

Il quartiere di Talat Noi emerge dalle pagine della storia come un mosaico culturale dove tradizioni cinesi e thai si intrecciano in un’architettura che racconta secoli di trasformazioni. Le sue strade conservano memorie di antichi mercati, edifici di epoca coloniale e curiosi dettagli che sorprendono ancora oggi.

Tradizioni e influenze culturali

Nel XVIII secolo, le prime famiglie cinesi approdarono lungo il fiume Chao Phraya portando con sé tradizioni commerciali e culinarie. Troverete ancora oggi i segni di questa presenza nelle case-negozio tradizionali, dove il piano terra ospitava botteghe e il primo piano fungeva da abitazione.

Le comunità hakka e teochew stabilirono qui i loro commerci di ferro e metalli. Vedrete ancora oggi alcuni laboratori artigianali dove si lavorano pentole di rame e utensili da cucina.

I templi cinesi punteggiano il quartiere come stelle in una mappa celestiale. Se arrivate a Talat Noi Via Fiume e scendete al Marine Department, ne incontrerete uno appena scesi dalla barca: sarà il Sang Jao Rong Kuean (non so se l’ho scritto giusto, ma è il Santuario del Ferro di Cavallo – vedete più avanti)

Le Strade di Talat Noi: Atmosfera e Colori

Talat Noi Street Art
Talat Noi Street Art

Cosa dovete aspettarvi? I vicoli di Talat Noi raccontano storie attraverso murales colorati che decorano ogni angolo, mentre caffè trendy si nascondono accanto a botteghe artigiane, a volte centenarie. Le strade pulsano di vita tra tradizione e modernità in un mix affascinante.

I murales tra vicoli e cortili

Camminando per le stradine strette di Talat Noi, la cosa che più vi colpirà saranno i coloratissimi ed enormi murales che trasformano muri anonimi in gallerie d’arte a cielo aperto. Le opere spaziano da scene di vita vissuta, a momenti di storia del quartiere, fino a creature fantastiche che sembrano uscire dalle pareti.

I cortili nascosti rivelano sorprese inaspettate. Piccoli soi conducono a spazi dove artisti locali hanno lasciato il loro segno su ogni superficie disponibile.

Talat Noi - Street Art Bangkok
Talat Noi – Street Art Bangkok

In genere i colori sono sgargianti, creando contrasti vivaci con i mattoni originali degli edifici. Alcuni murales incorporano elementi della cultura thai tradizionale mescolati a simboli contemporanei.

Se arrivate da sud di Bangkok (dal molo di Marine Department o dalla zona di Icon Siam), i primi murales si trovano sulla via Trok San Chao Rong Kueak (vedete il segnaposto nella mia Mappa in fondo a questo articolo) e proseguono verso nord , ovvero verso il centro della città sulla stessa via. Se arrivate da nord, ovvero da Song Wat o Chinatown dovrete dirigervi verso Soi Wanit 2 e cercare l’indicazione Turtle Car, (l’auto tartaruga, che per noi italiani è una vecchia 600 bicolore appena fuori dal 32 Bar del quale parlo dopo) oppure il segnaposto 32 Bar sulla mia mappa.

Talat Noi Street Art - Trok San Chao Rong Kueak, Talat Noi
Talat Noi Street Art – Trok San Chao Rong Kueak, Talat Noi

Caffè nascosti e locali alla moda

I caffè di Talat Noi si nascondono in edifici storici trasformati con gusto moderno.

Leggi anche Il museo della casa di Jim Thompson, il re della seta di Bangkok

32 Bar (32 Bar X)

Quando girate un angolo e vedete un albero addobbato con strisce colorate ed una Vecchia Fiat Seicento bicolore (che forse avrete già visto riprodotta in un murale) siete sicuramente nel posto giusto.

In questo bar, forse, più che un caffè vale la pena assaggiare una delle decine specialità di cioccolato. E’ uno dei bar in forte ascesa nei luoghi trendy di Bangkok… vi consiglio una visita!

32 Bar - Turtle Car - la vecchia 600 di Talat Noi - Bangkok
32 Bar – Turtle Car – la vecchia 600 di Talat Noi – Bangkok

Warehouse Bar

The Warehouse, situato al 867 Charoen Krung Road, rappresenta molto più di un semplice bar: è un vero e proprio hub culturale che fonde arte, gastronomia e vita notturna in un’esperienza unica.

Questo spazio eclettico ospita diverse realtà, tra cui il celebre Clutch Bar al secondo piano, rinomato per i suoi cocktail creativi serviti in un’atmosfera funky e accogliente. I drink, proposti tra i 350-380 baht, sono preparati con maestria e accompagnano perfettamente l’energia del locale.

Durante i weekend, The Warehouse si trasforma in un mercatino delle pulci dove artisti locali espongono le loro creazioni, spesso si servono specialità fusion e musicisti dal vivo animano le serate. L’apertura va dal martedì al sabato dalle 18:00 alle 2:00, con chiusura il lunedì. Vedi qui il profilo Instagram.

Talat Noi - 32 Bar
Talat Noi – 32 Bar

Altri locali

Una delle meraviglie di sentirsi viaggiatori è il piacere di esplorare. Ci sono un sacco di locali e ristoranti che all’apparenza sembrano insignificanti, ma che vale la pena di provare per scoprire qualcosa di nuovo. Talat Noi è il posto giusto per farlo, con locali vecchi o appena parti.

Lasciatevi andare alla scoperta e stupitevi!

Talat Noi - Bangkok Rhino Club
Talat Noi – Bangkok Rhino Club

Artigiani e botteghe storiche

Le botteghe storiche di Talat Noi conservano tradizioni artigianali tramandate da generazioni. Piccoli laboratori di falegnameria profumano le strade di legno fresco, mentre in altre botteghe i fabbri lavorano creando oggetti decorativi e utensili. Le loro fucine producono scintille che illuminano angoli bui dei vicoli, mentre il metallo incandescente prende forma sotto i loro martelli esperti.

Proprio come nel caso dell’artigiano che ho presentato in apertura.

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Templi e Luoghi Religiosi

Il distretto ospita antichi Templi con secoli di storia e Santuari cinesi che attirano fedeli da tutta Bangkok. Le tradizioni spirituali locali si intrecciano quotidianamente con la vita del quartiere.

Leggi anche Da Bangkok a Chiang Mai: come trasformare un viaggio in Thailandia in un’avventura indimenticabile
Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore di Bangkok » https://www.massimobasso.com/articoli/page/4/

U Phai Rat Bamrung

Il tempio di U Phai Rat Bamrung, originariamente chiamato Chùa Khánh Vân (Kan Yooeng Toe in Thailandese), fu costruito da immigrati vietnamiti verso la fine del XVIII secolo, prima dell’ascesa al trono della dinastia Chakri.  Durante questo periodo, Re Rama I concesse alcune proprietà nella zona alla comunità vietnamita, dando il via alla costruzione di numerosi templi e santuari.

Durante il suo periodo iniziatico come monaco, il principe Mongkut invitò spesso l’anziano abate vietnamita di Kan Yooeng Toe, Ong Hung, a discutere con lui del Buddhismo vietnamita Mahayana. Questa conoscenza personale portò Re Rama IV, dopo la sua incoronazione, a conferire a Ong Hung il titolo onorifico di Phra Kru Kananam Samanachan, la carica di capo della setta vietnamita del Buddhismo thailandese.

Il tempio, che aveva già ricevuto il patrocinio reale da due Re, fu rinominato U Phai Rat da Re Chulalongkorn (Rama V) nel 1878.

U Phai Rat Bamrung - originariamente chiamato Chùa Khánh Vân - Kan Yooeng Toe in Thailandese
U Phai Rat Bamrung – originariamente chiamato Chùa Khánh Vân – Kan Yooeng Toe in Thailandese

Il Santuario del ferro di cavallo – San Jao Rong Kueak

Questo tempio che racconta la storia della comunità cinese Hakka in Thailandia. Questo Santuario, conosciuto anche come Chao Rong Kueak, o San Jao Rong Kueak fu edificato verso la fine dell’Ottocento durante il regno di Rama V, precisamente tra il 1888 e il 1889, quando un gruppo di commercianti Hakka sentì la necessità di creare uno spazio sacro più ampio per le proprie pratiche religiose.

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Quando i primi mercanti arrivarono dalla Cina, portarono con sé costumi e tradizioni, fra questi la venerazione per Hon Wong Kung, divinità che divenne il fulcro spirituale del nuovo tempio. Il nome particolare del santuario, che significa più o meno Laboratorio del Ferro di Cavallo, sembra derivare dalle antiche tradizioni degli Hakka nella lavorazione dei metalli e probabilmente collegato alla presenza di officine specializzate nella forgiatura di ferri per cavalli che esistevano nella zona.

La collocazione del tempio non fu casuale: i fondatori scelsero deliberatamente un’area vicina al fiume Chao Phraya, sostituendo un santuario precedente che era diventato troppo piccolo per accogliere la crescente comunità di fedeli. Oltre alla divinità principale Hon Wong Kung, il tempio ospita anche Poon Tao Kong, figura venerata come portatore di fortuna e prosperità.

Talat Noi - San Jao Rong Kueak - Santuario del Ferro di Cavallo -Bangkok
Talat Noi – San Jao Rong Kueak – Santuario del Ferro di Cavallo -Bangkok

Wat Pathum Khongkha

Wat Pathum Khongkha Ratchaworawihan si trova su Song Wat road, a pochi passi dalla breve Tri Mit Road che, da una parte conduce verso Yaowarat Road, il cuore di ChinaTown, mentre in senso opposto porta a Song Wat, altro quartiere in forte ascesa nel panorama artistico della città.

Questo Tempio Reale buddista di seconda classe custodisce una storia che affonda le radici nel lontano periodo di Ayutthaya.

Le origini di questo luogo sacro sono molto antiche, ma la sua forma attuale prese vita durante i primi anni del periodo Rattanakosin, sotto il regno di Re Rama I. Fu il principe Maha Sura Singhanat, fratello minore del sovrano, a decidere di rinnovare completamente il monastero come omaggio alla memoria del padre.

Durante questa trasformazione, il tempio assunse il nome attuale che significa Tempio dei Fiori di Loto nell’acqua, un appellativo poetico che sostituì la precedente denominazione di Wat Sampheng, derivato dal nome del quartiere in cui sorgeva (Sampheng, appunto), che a quell’epoca rappresentava il cuore pulsante del commercio cinese a Bangkok.

Wat Pathum Khongkha Ratchaworawihan
Wat Pathum Khongkha Ratchaworawihan- McKay Savage – CC BY 2.0

Casa So Heng Tai (Sow Heng Tai)

La So Heng Tai House, costruita nel XIX secolo dal ricco mercante Phra Aphaiwanit originario del Fujian, rappresenta una testimonianza straordinaria della prosperosa comunità cinese che si stabilì lungo le rive del Chao Phraya (vedi pagina facebook).

Il nome deriva da Sow, che è il cognome del primo proprietario e Heng Man, che significa buona fortuna nella lingua Teochew. In pratica il nome significa più o meno “la fortuna della famiglia Sow di essere in Thailandia”.

Questa elegante dimora non era solo una residenza familiare, ma simboleggiava il crescente potere economico dei commercianti Hokkien nell’area commerciale più vivace della città. La struttura segue fedelmente i canoni tradizionali delle case a corte cinesi, con un cortile centrale attorno al quale si sviluppano tutti gli ambienti, una disposizione che garantiva sia funzionalità che comfort climatico per la vita domestica e le attività mercantili.

Nel corso dei decenni la casa ha attraversato varie trasformazioni, la più sorprendente delle quali è l’aggiunta di una piscina nel cortile centrale nel 2004, che ha reso possibile organizzare persino corsi di immersione subacquea in questo contesto storico unico. Questa innovazione moderna, pur rispettando l’integrità architettonica originaria, ha aperto nuove possibilità d’uso e reso la dimora ancora più affascinante.

La proprietà è avvolta da leggende che parlano di passaggi segreti sotterranei e del suo ruolo come rifugio per personalità importanti durante periodi turbolenti. Sebbene non esistano prove concrete di queste storie, esse contribuiscono al fascino misterioso di questo luogo che oggi rappresenta un prezioso ponte tra il patrimonio culturale cinese e l’identità multietnica di Bangkok

E' interessante vedere un video su youtube (in lingua Thai, ma potete attivare i sottotitoli tradotti in italiano) che parla dell'eredità di questa casa:

Phu-Sak è l'erede della famiglia ed ha ereditato questa casa di oltre 200 anni quando aveva appena 12 anni, dopo la morte del padre. Come primogenito, si è trovato a dover gestire tutto: prendersi cura della madre, dei due fratelli minori, dell'attività familiare e della conservazione della casa stessa.

La sua testimonianza è profondamente emotiva: "Siamo nati qui, cresciuti qui, e probabilmente moriremo qui. Non ci trasferiremo da nessuna parte". Racconta come oggi la casa non abbia più ricchezze ma solo debiti, e confessa la sua stanchezza dopo una vita di lavoro, chiedendosi quando potrà andare in pensione e chi prenderà il suo posto.

Quando i turisti stranieri gli chiedono come si senta a vivere in questa grande casa antica, risponde con una metafora potente: "Mi sento come il Cavaliere del Santo Graal, un cavaliere che veglia su una tomba. Se non c'è un sostituto, non posso andare da nessuna parte. Se me ne vado, devo abbandonare ciò che è importante".

Oggi questa casa storica accoglie visitatori e funge anche da scuola di immersioni, rimanendo un simbolo vivente della comunità sino-thailandese di Talat Noi.
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Santuario di Siang Kong 

Il Santuario di Siang Kong fu costruito da un gruppo di immigrati cinesi provenienti dalla regione cinese dell’Hokkien, che si insediarono nella zona, intorno al 1871, durante il regno di Re Chulalongkorn (Rama V, 1853-1910, quinto monarca del Regno di Rattanakosin).

Il villaggio cinese, all’epoca, si trovava lungo il canale, e aveva dato vita alla prima attività di commercio di motori usati di Bangkok, nella zona che in seguito prese il nome di Siang Kong.

L’attività si espanse successivamente in altre zone della capitale nei decenni successivi, ma la comunità cinese seguendo le tradizioni della madre patria, fondò qui il Santuario di Siang Kong, in omaggio al nome del luogo sul quale era sorto.

Il Santuario di Siang Kong è un simbolo della ricca eredità culturale della comunità cinese in Thailandia e se vi trovate da queste parti, vale la pena di visitarlo per respirare un po’ della sua storia centenaria.

Leggi anche Cosa fare a Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura
Santuario di Siang Kong - San Chao Xiang Gong
Santuario di Siang Kong – San Chao Xiang Gong

Come arrivare e come muoversi

Le opzioni per raggiungere Talat Noi sono molteplici e dipendono soprattutto da dove provenite.

I mezzi pubblici

Usate i mezzi pubblici se avete tempo e siete un minimo esperti, in caso contrario, soprattutto se viaggiate con un gruppetto di persone, forse è meglio affidarsi ad un taxi, alla fine la spesa cambia di poco e non rischierete di perdere tempo.

Il traghetto

Uno dei modi che preferisco, se posso utilizzarlo, è il traghetto. Il fiume Chao Praya è da sempre una della arterie principali del trasporto di Bangkok e in alcuni casi, come in questo, si rivela comodo, panoramico, economico e veloce.

Il Chao Praya Express Boat , ad esempio, parte dal centro turistico di Bangkok (Wat Arun o Tha Thien), ma anche da molti altri punti lungo il fiume ed arriva direttamente a destinazione.

A seconda dell’itinerario prescelto, potete scendere a Ratchawong e percorrere prima Song Wat e poi arrivare a Talat Noi, oppure scendere al Marine Department e dirigervi verso Chinatown (così magari ci arrivate nel tardo pomeriggio per godervi una serata di street food).

Quest’ultima soluzione l’ho trovata perfetta.

Traghetti sul Chao Praya a Bangkok
Traghetti sul Chao Praya a Bangkok (vedi qui per una mappa dettagliata)

Noleggiare uno scooter

Essendo in Thailandia sarete tentati dal noleggiare uno scooter, che offre la libertà di visitare luoghi remoti e meno conosciuti. A Bangkok ve lo sconsiglio. Se deciderete comunque di vivere questa avventura, ricordate che per guidare un motorino, a norma di legge, è necessario indossare il casco e avere una patente di guida internazionale – valida.

Anche se la maggior parte delle persone che noleggia un motorino non ha la patente internazionale, in caso di incidente o nel caso la polizia decida di fermarvi, se non l’aveste potrebbe essere un problema.

Attenzione: i motorini non sono assicurati, quindi dovrete ripagare per qualsiasi danno causato alla moto o a terzi. E’ consigliabile in fase di noleggio fare foto dettagliate della moto noleggiata per evitare che vi chiedano conto di danni già esistenti.
Qualche negozio vi chiederà di lasciare il passaporto in deposito. Vi consiglio caldamente di non farlo e di optare per un deposito in contanti, del quale dovete, però, farvi rilasciare una regolare ricevuta.
Se vi fanno storie, scegliete un altro negozio.
cosa fare a Bangkok

Tuk-tuk

Personalmente non amo usare i tuk-tuk a Bangkok, ma è innegabile che offrano un’alternativa valida e colorata. Negoziate sempre il prezzo prima di salire. Aspettatevi tariffe tra 60-100 baht per brevi tragitti.

Tuktuk a Talat Noi
Tuktuk a Talat Noi

Taxi

I taxi tradizionali faticano a navigare tra le vie strette. Se scegliete questa opzione, fatevi lasciare sulla strada principale e proseguite a piedi.

Grab, un’alternativa asiatica a Uber

Il servizio di taxi tramite app è disponibile per viaggi sicuri e comodi in città. Per chi è da solo c’è l’opportunità di sfruttare anche i mototaxi, più spartani, ma anche più economici e flessibili. 

Potete scaricare l’app GRAB e prenotare con quella sia auto che moto, di solito si paga in contanti al conducente.

Le stradine di Talat Noi si esplorano meglio a piedi. Indossate scarpe comode perché i marciapiedi sono irregolari e a volte occupati da bancarelle.

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Miglior periodo per esplorare

Qual è il miglior periodo per visitare Talat Noi?

Miglior periodo dell’anno in base alla stagione

La stagione secca da novembre a febbraio offre le condizioni ideali per passeggiare tra i vicoli. Le temperature oscillano tra 20-30°C e l’umidità è più sopportabile.

La stagione delle piogge, da maggio a ottobre, può sembrare non ottimale, ma, a parte gli intoppi per i possibili scrosci d’acqua, offre punti di vista ed atmosfere interessanti, oltre a prezzi più bassi negli hotel.

La stagione calda e secca, con il suo apice di calore ad aprile, offre una grande opportunità: il Songkran.

Miglior periodo della giornata

Le prime ore del mattino, tra le 8 e le 10, regalano un’atmosfera più rilassata. I residenti preparano il cibo per la giornata e l’aria profuma di spezie e caffè appena fatto.

Il tardo pomeriggio, dalle 16 alle 18, porta una luce dorata che trasforma i murales e le facciate storiche. È il momento perfetto per le fotografie.

Nelle ore centrali rifugiatevi in un caffè o fermatevi per il pranzo.

Leggi anche Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese

Mappa di Talat Noi con punti di interesse

Mappa di Talat Noi con punti di interesse clicca qui per la mappa interattiva su Google o su Umap (maggiore privacy)
Mappa di Talat Noi con punti di interesse clicca qui per la mappa interattiva su Google o su Umap (maggiore privacy)

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

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Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati

Impara le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
Scarica la Guida Gratuita di Bangkok in PDF

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Organizziamo il tuo prossimo viaggio in Thailandia

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Pubblicato: 15/11/2025
Zita di Borbone Parma - ultima Imperatrice Austria

Zita di Borbone Parma, ultima Imperatrice d’Austria

di Sergio Pubblicato: 13/11/2025
Europa Scritto da Sergio

36 anni fa moriva, a 97 anni, Zita di Borbone Parma, l’ultima imperatrice d’Austria.

Ai Suoi funerali partecipò una folla immensa, che l’accompagnò alla Sua destinazione finale, al numero 2 di Tegetthoffstraße nel cuore di Vienna

Qui si trova un grande portone, sembra quasi l’ingresso carraio di un palazzo, che porta alla Cripta dei Cappuccini, da 4 secoli luogo di sepoltura degli Asburgo d’Austria.

In tutto 150, tra imperatori, regine, arciduchi, principesse, riposano qui.

Zita di Borbone Parma - ultima Imperatrice d'Austria
Cripta dei Cappuccini

Fu un evento storico la conclusione del viaggio terreno di Zita, che da 67 anni era vedova dell’imperatore Carlo.

Siamo al 1°aprile 1989, il feretro di Zita, dopo una cerimonia pubblica nell’adiacente chiesa, percorre nel più assoluto silenzio, accompagnato questa volta solo dal ciambellano di corte, le anguste scale che scendono alla cripta dei cappuccini e man mano alle spalle del piccolo corteo vengono chiuse le porte presenti lungo il percorso, finché la bara si ferma davanti alla cripta sbarrata da un’ultima porta.

Zita di Borbone Parma - ultima Imperatrice d'Austria
Accesso alla Cripta

Il ciambellano che precede il feretro bussa energicamente all’ingresso della cripta e in risposta, dietro l’uscio chiuso, il priore del Convento chiede in latino “chi è ?”

Il ciambellano elenca allora con voce ferma e imperiosa la lunga serie di titoli nobiliari della defunta che chiede il permesso di entrare…

“è la principessa Zita , Maria delle Grazie, Aldegonda, di Borbone Parma, arciduchessa d’Austria, d’Asburgo – Lorena, Regina di Boemia, Regina apostolica d’Ungheria e Croazia e Slovenia e Dalmazia,…”

Al ché il priore risponde: “noi non la conosciamo“.

Zita di Borbone Parma - ultima Imperatrice Austria
Il luogo della sepoltiura

Il ciambellano bussa con ancor più forza. Il priore una seconda volta chiede: ” Chi è ? ” e il ciambellano annuncia allora la presenza di “Sua Maestà Imperiale “. Nuovamente il frate cappuccino risponde: “noi non la conosciamo“

La terza e ultima bussata viene fatta in questo caso lievemente. Per la terza volta il priore chiede chi è e finalmente il ciambellano risponde: “una povera e miserabile peccatrice“

Zita di Borbone Parma - ultima Imperatrice d Austria
La Tomba dell’imperatore Francesco Giuseppe
 Margherita Teresa d'Asburgo Ritratto di doña Margherita d'Austria, imperatrice del Sacro Romano Impero, 1664, Kunsthistorisches Museum, Vienna Imperatrice del Sacro Romano Impero In carica 12 dicembre 1666 – 12 marzo 1673 Predecessore Eleonora Gonzaga-Nevers Successore Claudia Felicita d'Austria Nome completo spagnolo: Margarita María Teresa de Austria italiano: Margherita Maria Teresa d'Austria Altri titoli Infanta di Spagna Arciduchessa d'Austria Regina di Germania Regina di Boemia Regina d'Ungheria Nascita Real Alcázar, Madrid, 12 luglio 1651 Morte Hofburg, Vienna, 12 marzo 1673 Luogo di sepoltura Cripta Imperiale, Vienna Casa reale Asburgo di Spagna per nascita Asburgo d'Austria per matrimonio Padre Filippo IV di Spagna Madre Marianna d'Austria Consorte Leopoldo I d'Asburgo Figli Ferdinando Venceslao Maria Antonia Giovanni Leopoldo Maria Anna Religione Cattolicesimo Margherita Maria Teresa d'Asburgo (Madrid, 12 luglio 1651 – Vienna, 12 marzo 1673) era figlia del re Filippo IV di Spagna e della sua seconda moglie, Marianna d'Austria. Fu Imperatrice del Sacro Romano Impero come consorte di Leopoldo I. È nota soprattutto per essere la protagonista di Las Meninas, il più celebre dipinto di Diego Velázquez, che la ritrasse anche in altre tele.

Ritratto di Margherita Teresa d’Asburgo
(Noto come ritratto dell’Infanta Margherita di Velazquez)

Sic transit gloria mundi, Zita , presentata nella sua umiltà di essere umano, viene fatta accedere una buona volta alla Sua ultima dimora.

Tra chi l’ha preceduta in questa cerimonia d’ingresso alla stessa cripta ci sono l’imperatrice Sissi, assassinata a Ginevra nel 1898, il marito Francesco Giuseppe, il loro figlio arciduca Rodolfo d’Asburgo, suicida a Mayerling nel 1889…

E poi la Grande Imperatrice Maria Teresa (grande anche nella tomba in confronto a quella del figlio Imperatore Giuseppe II che è ai suoi piedi), il marito Francesco Stefano di Lorena (manca l’altra loro figlia Maria Antonietta, ghigliottinata nel 1793).

E ancora Margherita d’Asburgo (l’infanta Margherita del dipinto di Velasquez) andata in sposa allo zio imperatore Leopoldo I e morta a 21 anni incinta del settimo figlio!

Fino al penultimo funerale, nel 2011, del quasi centenario figlio di Zita, Ottone di Baviera.

Curiosità: l'ultimo accesso alla cripta fu nel 2023 per una nuora della stessa Zita.

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 13/11/2025
cosa fare a Kanchanaburi Thalandia

Cosa fare a Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura

di Max Pubblicato: 03/11/2025
Thailandia Scritto da Max

Se stai cercando una destinazione in Thailandia che vada oltre le spiagge affollate e il caos delle grandi metropoli, un luogo dove la storia risuona tra le montagne e la natura si mostra in tutta la sua selvaggia bellezza, allora Kanchanaburi è la risposta. Spesso conosciuta solo per il suo tragico passato legato alla Seconda Guerra Mondiale, questa provincia nasconde in realtà un universo di esperienze.

Scopriamo insieme cosa fare a Kanchanaburi e nei suoi meravigliosi dintorni. Non ci limiteremo a visitare i luoghi più famosi, ma ci avventureremo lungo sentieri meno battuti, esploreremo antichi templi scavati nella roccia, cascate color smeraldo e ci lasceremo ammaliare dalla quiete del fiume Kwai. Preparatevi a un itinerario che unisce avventura, cultura, relax e profonda riflessione.

Date anche un’occhiata al mio Instagram per vedere qualche video sulla zona come quello del Tiger Cave Temple.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Come Arrivare a Kanchanaburi: La Porta d’Accesso all’Ovest

Prima di immergerci nell’esplorazione, capiamo come raggiungere questa affascinante città, situata a circa 130 chilometri a ovest di Bangkok. Le opzioni sono diverse e adatte a ogni tipo di viaggiatore e budget.

Da Bangkok a Kanchanaburi

  • In Treno (L’opzione più scenografica): Partire dalla stazione di Thonburi a Bangkok è un’esperienza in sé. Il viaggio in treno è lento, economico e incredibilmente affascinante. Potete partire alle 7:45 o alle 13:55 (orari al 28/7/025) e per circa 3 ore il convoglio vi condurrà attraverso la campagna thailandese, sferragliando tra risaie verdissime, piccoli villaggi e mercati locali che si animano al suo passaggio. Il biglietto di terza classe costa una cifra irrisoria (circa 100 baht) e vi permette di viaggiare come un vero thailandese. É molto difficile acquistare il biglietto online, quindi informatevi alla reception dell’albergo o presso una delle tante piccole agenzie per acquistarlo, altrimenti recatevi in stazione. Vedete qui il sito ufficiale delle ferrovie Thai (lento, ma funziona) e vedete qui il percorso (la destinazione da osservare è Nam
    Tok)
Thon Buri to Nam Tok train - Thai Railways
Thon Buri to Nam Tok train – Thai Railways
  • In Bus (La scelta pratica): Dal Southern Bus Terminal di Bangkok (Sai Tai Mai), partono autobus con una frequenza quasi oraria. Il viaggio dura tra le 2.5 e le 3 ore, a seconda del traffico. È una soluzione comoda, economica e affidabile. Esistono sia bus con aria condizionata che bus più economici senza, ma per la differenza di prezzo, perché patire? Controllate dal box qui sotto di 12Go.asia.
  • In Minivan (Il giusto compromesso): I minivan in genere sono più veloci degli autobus e partono da diversi punti di Bangkok, tra cui il Mo Chit Bus Terminal e, in passato, da Victory Monument (verificate sempre i punti di partenza attuali). In alcuni casi ci sono minivan che vi prelevano direttamente dall’hotel, chiedete alla reception. Sono leggermente più costosi ma offrono un viaggio più rapido, anche se con meno spazio per i bagagli.
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  • In Taxi o Auto Privata (La libertà assoluta): Se viaggiate in gruppo, con la famiglia o semplicemente desiderate il massimo del comfort, noleggiare un’auto o prenotare un transfer privato è la scelta migliore. Il costo è ovviamente più elevato, soprattutto nella seconda ipotesi, ma vi permette di viaggiare secondo i vostri orari e di fare eventuali tappe lungo il percorso. Io ho noleggiato un’auto con Discovercars e, nonostante il traffico di Bangkok e la guida “all’inglese” dalla parte opposta della carreggiata rispetto all’Italia, sono contento di aver fatto questa scelta. Infatti avere un’auto a mia disposizione mi ha permesso una maggiore flessibilità e l’opportunità di fermarmi a mio piacimento, senza cruccio per il tempo a disposizione (a parte la preoccupazione per il buio e la guida notturna)
Ricordatevi che per guidare in Thailandia ci vuole la Patente Internazionale!
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Da altre città

  • Ayutthaya: Puoi raggiungere Kanchanaburi via bus o con transfer privati, anche se non esistono collegamenti diretti in treno.
  • Chiang Mai/Chiang Rai: Il modo più veloce è volare su Bangkok e poi proseguire via terra.

Storia di Kanchanaburi

Kanchanaburi si è sviluppata alla confluenza dei fiumi Khwae Noi e Khwae Yai, che, insieme, formano il fiume Mae Klong. La posizione geografica strategica favorì l’insediamento umano e lo sviluppo commerciale.

La città crebbe come importante centro di transito lungo le rotte fluviali. I fiumi fornivano acqua, trasporti e risorse per le comunità locali.

Nel 1942, l’occupazione giapponese trasformò Kanchanaburi in una base militare cruciale. I giapponesi iniziarono la costruzione della rete ferroviaria che avrebbe collegato Thailandia e Birmania.

Il progetto includeva il famoso Ponte sul fiume Kwai, costruito utilizzando lavoro forzato di migliaia di prigionieri di guerra, dei quali moltissimi persero la vita durante i lavori a causa delle condizioni di lavoro erano estremamente dure, della malnutrizione e degli abusi subiti.

Proprio a causa dell’altissimo numero di vittime, la ferrovia divenne nota come la Ferrovia della Morte.

Prigionieri di guerra australiani e olandesi a Tarsau, in Thailandia. I quattro uomini soffrono di beri-beri. Sconosciuto, A. Mackinnon ha donato questa foto all'Australian War Memorial, di pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons.
Prigionieri di guerra australiani e olandesi a Tarsau, in Thailandia. I quattro uomini soffrono di beri-beri. Sconosciuto, A. Mackinnon ha donato questa foto all’Australian War Memorial, di pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons.

Questo periodo segnò profondamente la storia locale. La costruzione rappresentò uno dei capitoli più tragici dell’occupazione giapponese in Thailandia.

Dopo la guerra, Kanchanaburi si è trasformata gradualmente in una destinazione turistica. Il ponte e la ferrovia sono divenuti simboli storici di grande rilevanza internazionale.

La città ha sviluppato un’economia basata sul turismo storico e naturalistico. I visitatori arrivano per vedere i siti della Seconda Guerra Mondiale e esplorare i parchi nazionali circostanti.

Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte - Kanchanaburi - Thailandia
Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte – Kanchanaburi – Thailandia

Cosa Fare a Kanchanaburi: Un Itinerario tra Storia e Meraviglie Naturali

Kanchanaburi è un tesoro di esperienze, tra siti storici e le meraviglie naturali e culturali occorrerebbe rimanere almeno un mesetto, ma, si sa… il tempo è tiranno.

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1. Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte: Un Tuffo nella Storia

È impossibile parlare di cosa fare a Kanchanaburi senza partire dal suo simbolo più conosciuto. Il Ponte sul Fiume Kwai non è solo una struttura in ferro, ma un monumento vivente alla memoria. Fa parte della tristemente nota Ferrovia della Morte, una linea ferroviaria di 415 km costruita tra il 1942 e il 1943 dalle forze giapponesi per collegare la Thailandia alla Birmania (oggi Myanmar).

Il ponte è una delle attrazioni principali di Kanchanaburi, divenuto noto ai turisti occidentali grazie al film “Il ponte sul fiume Kwai” del 1957. Tuttavia, la storia reale differisce da quella raccontata nel film. Inizialmente, il ponte attraversava il fiume Mae Khlong, ma per assecondare le aspettative dei turisti, negli anni ’60 il tratto fu ribattezzato Khwae Yai.

Il ponte originale in legno è stato poi sostituito da una struttura in acciaio e cemento. Durante la guerra, infatti, le forze alleate lo bombardarono ripetutamente, distruggendolo parzialmente nel 1945.

La costruzione della linea ferroviaria costò la vita a oltre 100.000 persone, tra prigionieri di guerra britannici, australiani, olandesi e americani, lavoratori thailandesi e altro personale reclutato con la forza nei paesi occupati, quali Malesia, Birmania ed Indonesia.

Come visitare il ponte:

  • Passeggiare sul ponte: Oggi i visitatori possono attraversare il ponte a piedi e osservare il treno che passa un paio di volte al giorno. Le sezioni curve originali rimangono visibili, mentre le parti centrali furono ricostruite dopo la guerra utilizzando materiali giapponesi ricevuti come risarcimento.
  • Il Viaggio in Treno: Se avete tempo, prendete il treno locale da Kanchanaburi fino a Nam Tok. Il tratto più spettacolare è quello che corre lungo il Wampo Viaduct, un viadotto in legno originale costruito a strapiombo sul fiume. Guardare fuori dal finestrino (con le dita incrociate) mentre il treno si snoda lungo la parete rocciosa è un momento indimenticabile.
Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte
Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte

2. Museo della Ferrovia della Morte

Per comprendere appieno la portata della tragedia, visitate il Thailand-Burma Railway Centre, un museo che, attraverso diari, foto, reperti e ricostruzioni, racconta la storia della ferrovia in modo commovente e rispettoso.

Le collezioni sono costituite da fotografie dell’epoca, strumenti di lavoro, uniformi militari e testimonianze dei sopravvissuti. Una sezione dedicata illustra le condizioni di vita nei campi di prigionia e il tasso di mortalità tra i lavoratori.

Konkoita Bridge Costruzione del ponte sulla ferrovia tra Birmania e Thailandia - 1943. Fotografato da un fotografo giapponese il cui nome non è noto
Konkoita Bridge Costruzione del ponte sulla ferrovia tra Birmania e Thailandia – 1943. Fotografato da un fotografo giapponese il cui nome non è noto

Proprio di fronte si trova il Cimitero di Guerra di Kanchanaburi (Don Rak), il cimitero della popolazione locale, da non confondere con il cimitero di guerra dell forze alleate Chungkai, che si trova un po’ più distante.

Informazioni pratiche:

  • Orari: 9:00-16:00 tutti i giorni
  • Biglietto: 160 baht per adulti
  • Audio guide disponibili in italiano
  • Link: http://www.tbrconline.com/visitor.htm

3. Cimitero di guerra delle forze alleate Chungkai (o Chong Kai)

Il Kanchanaburi War Cemetery custodisce le tombe di 6.982 prigionieri di guerra stranieri morti durante la costruzione della ferrovia. Inaugurato nel 1956, il cimitero è mantenuto dalla Commonwealth War Graves Commission.

Le lapidi sono disposte in file ordinate tra prati curati e alberi tropicali. Ogni tomba riporta il nome, l’età, il reggimento e spesso un messaggio personale delle famiglie. La maggior parte dei sepolti erano soldati britannici, australiani, olandesi e americani.

Un registro dei nomi è disponibile all’ingresso per aiutare i visitatori a localizzare tombe specifiche. Il cimitero include anche una sezione dedicata ai civili morti durante il periodo di occupazione giapponese.

L’atmosfera è solenne e rispettosa, con visitatori che lasciano fiori e messaggi commemorativi. Il sito serve come importante luogo di memoria per le famiglie dei caduti e per comprendere l’impatto umano della guerra nel Sud-Est asiatico.

Informazioni pratiche:

  • Orari: 8:30-17:00 tutti i giorni
  • Biglietto: gratuito
  • Link: Chong Kai Allied War Cemetery
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4. Hellfire Pass e Memorial Museum: Il Ricordo Scavato nella Roccia

A circa 80 km a nord-ovest di Kanchanaburi, si trova un altro dei luoghi della memoria : l’Hellfire Pass (Konyu Cutting). Questo è un tratto della Ferrovia della Morte lungo 500 metri, scavato a mano nella roccia dai prigionieri di guerra. Il nome restituisce alla memoria le notti di lavoro dei prigionieri, quando le torce di bambù illuminavano le sagome emaciate degli uomini, creando un’immagine che ricordava le scene dell’inferno.

  • Il Percorso a Piedi: Oggi è possibile percorrere un sentiero di 4 km che segue il vecchio tracciato della ferrovia, attraversando il Konyu Cutting e altri passaggi minori. Camminare qui, nel silenzio della giungla rotto solo dal canto delle cicale, è un’esperienza profondamente emotiva.
  • Il Memorial Museum: Prima di iniziare il percorso, potete vistare il piccolo ma eccellente museo gestito dal governo australiano. Qui potete prendere gratuitamente un’audio-guida ed ascoltare le voci dei sopravvissuti raccontano le loro storie, le sofferenze, la fame e la disperazione, ma anche gli atti di cameratismo e resilienza. È un’esperienza che trasforma una semplice passeggiata in un pellegrinaggio della memoria.

5. Parco Nazionale di Erawan: Un Tuffo nel Paradiso Turchese

Dopo le intense emozioni storiche, è tempo di scoprire l’altra anima di Kanchanaburi: la sua natura spettacolare. Il Parco Nazionale di Erawan è una delle gemme della Thailandia, famoso per le sue cascate a sette livelli che si gettano in piscine naturali di un incredibile color turchese.

Cosa fare a Kanchanaburi : il Parco Nazionale di Erawan
Cosa fare a Kanchanaburi : il Parco Nazionale di Erawan

Cosa si può fare nel parco Erawan

  • Esplorare i Sette Livelli della Cascata: Un sentiero ben segnalato di circa 2 km (ma a me sono sembrati di più, forse per il caldo) permette di risalire tutti e sette i livelli. I primi due sono facilmente accessibili e spesso affollati, ideali per le famiglie. Man mano che si sale, il percorso diventa più faticoso e avventuroso, con tratti in cui bisogna arrampicarsi su rocce e radici. La fatica è ampiamente ripagata: ogni livello ha una sua forma e una sua bellezza unica.
  • Nuotare con i Pesci: Non dimenticate il costume da bagno! Le piscine sono perfette per un bagno rinfrescante, ma per entrare in acqua è obbligatorio noleggiare un giubbotto di salvataggio, che vi dovrete portare per tutto il tragitto… sinceramente ho rinunciato al bagno.
  • Consigli Pratici: Cercate di arrivare al parco la mattina presto soprattutto nei fine settimana in alta stagione, per evitare i tour organizzati. Indossate scarpe comode, le infradito non sono adatte per i livelli superiori. Cibo e bevande sono permessi solo fino al secondo livello per mantenere il parco pulito.
Le cascate del Parco Nazionale di Erawan
Le cascate del Parco Nazionale di Erawan

6. Parco Storico di Mueang Sing: Un Salto nell’Impero Khmer

Kanchanaburi non è solo storia del XX secolo. Il Parco Storico di Mueang Sing vi trasporta indietro nel tempo, fino al XIII secolo, nel cuore dell’Impero Khmer. Questo sito archeologico, immerso in una vegetazione lussureggiante sulle rive del fiume Kwai, rappresenta l’avamposto più occidentale dell’impero di Angkor.

Visitare Mueang Sing è un’esperienza di pace e tranquillità. A differenza dei templi affollati di Ayutthaya, qui potrete passeggiare tra le rovine in una quiete quasi surreale, un po’ come a Sukhothai fuori stagione. Le strutture principali, costruite in laterite, ricordano lo stile del famoso Bayon di Angkor, anche se questo sito è sicuramente meno imponente e ben conservato.

Informazioni pratiche:

  • Orari: 8:30-17:00 tutti i giorni
  • Biglietto: 100 baht
  • Audio guide: disponibili
Muang Sing Historical Park - Parco Storico
Parco Storico di Muang Sing – Vestigia Khmer

7. I Templi Spettacolari di Kanchanaburi: Fede tra Grotte e Montagne

La regione è costellata di templi (Wat) magnifici, spesso costruiti in luoghi scenografici che ne amplificano la spiritualità e la bellezza. Se vi state chiedendo cosa fare a Kanchanaburi, non perdetevi questi luoghi sacri.

Wat Tham Suea - Tiger Cave Temple a Kanchanaburi
Wat Tham Suea – Tiger Cave Temple visto dalla pianura

Wat Tham Suea (Tiger Cave Temple): Questo è senza dubbio il tempio più imponente e fotogenico della zona. Arroccato su una collina, è riconoscibile da chilometri di distanza ospita e una gigantesca statua dorata di Buddha. Per raggiungerla, potete affrontare una ripida scalinata di 157 gradini o prendere una comoda funicolare (vedete il mio reel su Instagram). Dalla cima, la vista a 360 gradi sulle risaie, le montagne e il fiume è semplicemente spettacolare. Accanto al tempio principale, una pagoda in stile cinese offre ulteriori scorci.

Wat Tham Suea - Tiger Cave Temple a Kanchanaburi
Wat Tham Suea – Tiger Cave Temple a Kanchanaburi

Wat Ban Tham (Dragon’s Head Temple): Questo tempio offre un’esperienza unica e quasi surreale. Per accedere alla grotta principale, dovete salire una lunga scalinata che passa letteralmente attraverso la bocca aperta di un drago coloratissimo. È un ingresso memorabile che conduce in una serie di grotte calcaree piene di stalattiti, stalagmiti e altari buddisti.

Wat Tham Khao Pun: Questo complesso di templi è interessante per la sua duplice natura. In superficie ci sono templi moderni, ma il vero tesoro si trova sottoterra. Una serie di grotte interconnesse ospita diverse statue di Buddha e altari. Storicamente, queste grotte furono usate come rifugio e deposito dai soldati giapponesi durante la costruzione della Ferrovia della Morte, aggiungendo un ulteriore strato di storia al luogo.

Tempio Wat Tham Khao Pun - Kanchanaburi
Tempio Wat Tham Khao Pun – Kanchanaburi
Phra Mae Thorani o Vasundhara al Tempio Wat Tham Khao Pun - Kanchanaburi
Phra Mae Thorani o Vasundhara al Tempio Wat Tham Khao Pun – Kanchanaburi
Buddha sdraiato al Tempio Wat Tham Khao Pun - Kanchanaburi
Buddha sdraiato al Tempio Wat Tham Khao Pun – Kanchanaburi

Tempio Tham Phu Wa: Un altro splendido tempio-grotta, forse meno turistico ma incredibilmente affascinante. L’ingresso alla grotta principale è maestoso, e all’interno la luce naturale che filtra crea un’atmosfera mistica. È un luogo di grande pace, perfetto per la meditazione o semplicemente per ammirare la fusione tra arte religiosa e natura.

Buddha al Tempio Tham Phu Wa - Kanchanaburi
Buddha al Tempio Tham Phu Wa – Kanchanaburi

8. L’Albero Gigante (Giant Monkey Pod Tree): Una Cattedrale Naturale

A volte, le attrazioni più semplici sono le più sorprendenti. A pochi chilometri dalla città, si erge un magnifico esemplare di Monkey Pod Tree (o albero della pioggia) di oltre 100 anni. La sua chioma è così vasta e perfettamente simmetrica da sembrare un’enorme cattedrale verde. Stare sotto i suoi rami giganteschi è un’esperienza che ti fa sentire piccolo e connesso con la potenza della natura. È un luogo perfetto per una sosta rilassante e per scattare fotografie spettacolari.

Guardate quanto sono piccoli i ragazzi nella foto!

Giant Monkey Pod Tree - Albero della pioggia gigante
Giant Monkey Pod Tree – Albero della pioggia gigante

9. Una curiosità: Il Wang Hip Chinese Cemetery a Kanchanaburi

Il Wang Hip Chinese Cemetery a Kanchanaburi, è un antico cimitero tradizionale cinese situato nella provincia di Kanchanaburi. Qui sono sepolti membri della comunità cinese che si stabilì nella zona fin dal XIX secolo per trovare lavoro nelle attività minerarie e poi gradualmente titolari di attività commerciali.

Il cimitero riflette le tradizioni funerarie cinesi, con lapidi e monumenti che seguono usanze culturali e religiose tipiche della diaspora cinese.

Non esistono date precise di fondazione documentate pubblicamente, ma il cimitero risale al XIX secolo, periodo in cui molti immigrati cinesi si stabilirono nella regione di Kanchanaburi.

Il cimitero è un luogo di memoria e rispetto per gli antenati della comunità cinese locale, con tombe che portano iscrizioni in cinese tradizionale.

Wang Hip Cemetery Park Kanchanaburi Thailand - Chinese Tombs-10002-2
Wang Hip Cemetery Park Kanchanaburi Thailand – Cimitero Cinese
Cosa fare a Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura » https://www.massimobasso.com/articoli/page/4/

10. Oltre Kanchanaburi: Escursioni nei Dintorni

La provincia è vasta e ricca di tesori. Se avete tempo, spingetevi oltre la città.

  • Sangkhlaburi e il Mon Bridge: A circa 3-4 ore di auto verso il confine con il Myanmar, si trova il villaggio di Sangkhlaburi. Qui potrete ammirare il Mon Bridge (Saphan Mon), il ponte in legno fatto a mano più lungo della Thailandia, che collega la comunità thailandese a quella Mon. L’atmosfera è unica, un affascinante mix culturale. Potrete anche fare una gita in barca per vedere i templi sommersi del vecchio villaggio.
  • Parco Nazionale di Sai Yok: Meno affollato di Erawan, questo parco offre cascate che si gettano direttamente nel fiume Kwai, grotte e la possibilità di soggiornare in resort galleggianti immersi nella giungla più fitta.

10 e 1/2. Altre Esperienze

  • Dormire su una Casa Galleggiante: Per un’immersione totale nella vita del fiume, prenotate una notte in una “raft house”. Svegliarsi con il suono dell’acqua che scorre e tuffarsi direttamente dalla propria stanza è un’esperienza thailandese per eccellenza.
  • Esplorare in Scooter: Noleggia uno scooter e perdetevi nella campagna circostante. È il modo migliore per scoprire villaggi autentici, mercati locali e angoli nascosti che non troverete su nessuna guida.
  • Kayak sul Fiume Kwai: Pagaiare tranquillamente lungo il fiume offre una prospettiva diversa sul paesaggio, permettendo di ammirare il ponte, le case galleggianti e la giungla da un punto di vista unico.

Quando visitare Kanchanaburi

Il periodo secco da novembre a febbraio offre le condizioni migliori per visitare Kanchanaburi. Le temperature oscillano tra 20-30°C e le precipitazioni sono minime, ma i panorami sono, almeno a mio avviso, meno spettacolari.

Marzo-maggio porta temperature elevate che superano spesso i 35°C. Le cascate di Erawan hanno portata ridotta ma rimangono accessibili per il nuoto.

La stagione delle piogge da giugno a ottobre trasforma la provincia in un paradiso verde. Le cascate raggiungono la massima potenza ma alcuni sentieri possono risultare scivolosi.

Per essere più precisi

  • Dicembre e gennaio rappresentano l’alta stagione turistica. I prezzi aumentano e le attrazioni principali risultano più affollate, specialmente nei weekend.
  • Le piogge monsoniche di settembre ed ottobre possono interrompere alcune attività all’aperto ma offrono paesaggi spettacolari e prezzi ridotti.
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Dove dormire a Kanchanaburi

Dopo aver scoperto cosa fare a Kanchanaburi, vediamo anche dove alloggiare. Kanchanaburi offre soluzioni per tutte le tasche: dagli ostelli ai resort di lusso, passando per gli iconici hotel galleggianti sul fiume Kwai. Se volete vivere un’esperienza unica, vi consiglio una notte in una delle case galleggianti.

I resort sul fiume Kwai offrono l’esperienza più romantica con camere galleggianti e viste panoramiche. Molti propongono attività come kayak e pesca. Occhio alle zanzare la sera.

Il centro città offre hotel economici e guesthouse a 15-30€ a notte. La posizione centrale facilita l’accesso a ristoranti, mercati e attrazioni storiche.

Le zone vicino al ponte ospitano hotel di categoria media con facile accesso alle principali attrazioni storiche. I prezzi variano da 25-60€ per camera doppia. Scenario Cafe and Hostel può essere un’ottima scelta se volete spendere poco. C’è anche un piccolo ristorante, con pasti semplici, buoni e aria condizionata.

I bungalow immersi nella natura nei pressi del Parco Nazionale di Erawan offrono un’esperienza più selvaggia. Le strutture sono semplici ma circondate da vegetazione tropicale.

Le case galleggianti rappresentano un’opzione unica per dormire direttamente sul fiume. Alcune offrono pasti tradizionali e spettacoli culturali serali, spesso solo nella stagione secca.

Non ho un luogo in particolare da consigliare, sono stato in un paio di posti e non mi hanno entusiasmato. Se però volete stare vicini al fiume, pagare poco e avere una buona colazione, potete scegliere Bamboo House Resort, non hanno un sito, ma li trovate su Booking, o, meglio, su Agoda.

Conclusione: Perché Kanchanaburi Vi Resterà nel Cuore

Come avrete capito, la domanda “cosa fare a Kanchanaburi” ha infinite risposte. Questa provincia è un microcosmo della Thailandia più autentica, un luogo dove una storia dolorosa convive con una natura esuberante, dove la riflessione si alterna all’avventura.

Kanchanaburi invita a rallentare, a guardare oltre la superficie, a connettersi con le storie delle persone e dei luoghi. Che stiate camminando su un ponte carico di storia, nuotando in una cascata paradisiaca o meditando in un tempio scavato nella roccia, porterete a casa non solo delle belle fotografie, ma un’esperienza in una destinazione che va vissuta con tutti i sensi.

E sono certo che, una volta scoperte le potenzialità del luogo, non vedrete l’ora di tornare, io sicuramente…

Leggi anche Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

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Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati

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Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

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Pubblicato: 03/11/2025
Vasco Da Gama - Esplorazione India

Vasco da Gama: Il Navigatore che Aprì le Porte dell’Oriente

di Max Pubblicato: 25/10/2025
Divagazioni Scritto da Max

Quando pensate ai grandi esploratori che hanno cambiato il corso della storia, il nome di Vasco da Gama merita sicuramente un posto d’onore. Questo audace navigatore portoghese non solo trovò la via marittima per l’India, ma ridisegnò completamente le mappe commerciali del mondo, creando un ponte tra l’Europa e l’Asia che avrebbe influenzato i secoli a venire.

Le Origini di un Esploratore

Vasco da Gama in un dipinto del XVII secolo
l dipinto raffigura Vasco da Gama (1469-1524), noto per essere stato il primo europeo a raggiungere l’India via mare, circumnavigando l’Africa nel 1498. Il dipinto risale probabilmente al XVII secolo.

Nato intorno al 1469 a Sines, una piccola città costiera del Portogallo meridionale, Vasco da Gama crebbe in una famiglia della piccola nobiltà. Suo padre, Estêvão da Gama, era cavaliere dell’Ordine di Santiago e governatore di Sines. Questa posizione privilegiata permise al giovane Vasco di ricevere un grado di istruzione superiore: studiò probabilmente (le fonti non concordano tutte su questi punti) matematica, navigazione e astronomia – conoscenze che si sarebbero rivelate fondamentali per le sue future imprese.

Il Portogallo dell’epoca era una nazione proiettata verso il mare, ossessionata dall’idea di trovare nuove rotte commerciali che eludessero il controllo ottomano e veneziano sul commercio delle spezie. Fu in questo contesto di fervore esplorativo che Vasco da Gama si formò come navigatore.

La Prima Spedizione: L’Impresa che Cambiò la Storia (1497-1499)

L’8 luglio 1497, quattro navi salparono da Lisbona sotto il comando di Vasco da Gama. La flotta era composta dalla São Gabriel (nave ammiraglia), la São Rafael, la caravella Bérrio e una nave da carico. Con circa 170 uomini, Vasco da Gama intraprese quello che sarebbe diventato uno dei viaggi più significativi dell’era delle esplorazioni.

La rotta scelta fu rivoluzionaria. Invece di costeggiare l’Africa, da Gama navigò verso sud-ovest nell’Atlantico, sfruttando gli alisei in quella che venne chiamata la “volta do mar” – una manovra audace che lo portò in oceano aperto, prima di virare verso est per doppiare il Capo di Buona Speranza. Questa tecnica di navigazione, apparentemente controintuitiva, divenne il metodo standard per le future navigazioni verso l’India.

Le Tappe Cruciali del Viaggio verso l’India

Dopo aver doppiato il temuto Capo di Buona Speranza a novembre del 1497, la flotta risalì la costa orientale africana. Le soste a Mozambico, Mombasa e Malindi furono fondamentali non solo per rifornimenti, ma anche per comprendere le dinamiche commerciali dell’Oceano Indiano. A Malindi, da Gama ebbe la fortuna di ingaggiare Ahmad ibn Majid, un esperto navigatore arabo che conosceva perfettamente le rotte verso l’India.

Il 20 maggio 1498, dopo quasi un anno di navigazione, le navi portoghesi gettarono l’ancora a Calicut (oggi Kozhikode), sulla costa del Malabar. L’arrivo di Vasco da Gama in India rappresentò un momento epocale: per la prima volta, una flotta europea aveva raggiunto l’Asia circumnavigando l’Africa, stabilendo una connessione marittima diretta tra l’Europa e le ricchezze dell’Oriente.

Le Spedizioni Successive e il Consolidamento del Potere

Il successo della prima spedizione portò a ulteriori viaggi. Nel 1502, da Gama guidò una seconda spedizione con venti navi (o ventuno) da guerra, questa volta con l’obiettivo non solo commerciale ma anche militare. Questa spedizione fu caratterizzata da uno spirito più aggressivo e coloniale: furono attaccate alcune città e furono imposti tributi a dimostrazione della potenza non solo navale portoghese.

La terza e ultima spedizione di Vasco da Gama avvenne nel 1524, quando fu nominato Viceré dell’India portoghese. Purtroppo il suo regno durò poco, Vasco Da Gama morì la Vigilia di Natale del 1524, poco dopo il suo arrivo a Cochin, il suo lavoro aveva posto le basi per quello che sarebbe diventato l’Impero portoghese d’Oriente.

Dopo Vasco da Gama Il Planisfero di Cantino, opera d'un anonimo cartografo del 1502, mostra le conoscenze cartografiche raccolte dai portoghesi al principio del XVI secolo.
Il Planisfero di Cantino, opera d’un anonimo cartografo del 1502, mostra le conoscenze cartografiche raccolte dai portoghesi al principio del XVI secolo.

L’Eredità Duratura: L’Impero Portoghese in Asia

Le esplorazioni di Vasco da Gama aprirono letteralmente le porte dell’Asia al Portogallo, permettendo la creazione di un vasto impero commerciale che si estendeva dall’Africa all’Estremo Oriente. I portoghesi stabilirono basi strategiche e fondarono città in punti chiave lungo le rotte commerciali asiatiche.

Goa, conquistata nel 1510, divenne la “Roma dell’Oriente” (per una volta non la “Parigi d’Oriente”) e capitale dell’India portoghese, mantenendo questo status fino al 1961. Malacca, nell’attuale Malaysia, divenne un centro cruciale per il controllo del commercio delle spezie. Macao, ottenuta nel 1557, servì come porta d’accesso alla Cina e rimase sotto controllo portoghese fino al 1999.

I portoghesi lasciarono la loro impronta anche a Ceylon (Sri Lanka) con il controllo di Colombo, nelle Molucche (le famose “Isole delle Spezie”), a Timor Est, e stabilirono importanti basi commerciali a Nagasaki in Giappone, Hormuz nel Golfo Persico, e numerosi porti lungo le coste dell’India come Diu, Daman, Bassein e Mangalore.

L’influenza portoghese in Asia andò ben oltre il semplice commercio. Introdussero nuove colture, tecniche di navigazione, architettura, e persino elementi linguistici che ancora oggi sopravvivono in molte lingue asiatiche. Parole come “janela” (finestra) in malese o “pan” (pane) in giapponese testimoniano questo duraturo scambio culturale.

rotte commerciali portoghesi
File: Descobrimentos_e_explorações_portuguesesV2.png: *Descobrimentos_e_explorações_portugueses.png: *Portuguese_discoveries_and_explorations.png: *Portuguese_Empire_map.jpg: Tokle derivative work: Uxbona, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Le rotte aperte da Vasco da Gama rimasero arterie vitali del commercio mondiale per secoli, trasformando il Portogallo da piccola nazione periferica in una potenza globale e inaugurando quella che gli storici chiamano la prima vera globalizzazione. La sua eredità ci ricorda come il coraggio di pochi individui possa ridisegnare la geografia economica e culturale del mondo intero.

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Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

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In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 25/10/2025
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