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Articoli Recenti

Scegliere i colori per il tuo blog di viaggi - immagine mercato delle spezie di Dubai

I colori del tuo blog di viaggi

di Max Pubblicato: 01/03/2022
Apri un blog Scritto da Max

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Come scegliere i colori del tuo blog i viaggi

Il colore per il tuo nuovo blog di viaggi è molto importante. I colori sono uno dei primi messaggi che il lettore riceve quando visita il tuo sito, oltre al tema, il “vestito” che abbiamo già approfondito nell’articolo Il tema migliore per il tuo blog di viaggi.

Leggi questo articolo e poi scegli i tuoi colori personalizzati con cura e con un pizzico di psicologia.

Partiamo per questa nuova avventura, ma prima, se non l’hai ancora fatto, leggi anche Aprire un blog di viaggi da zero

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La prima impressione è quella che conta

Uno studio portato a termine nell’università di Princeton nel 2006 indica che il cervello umano impiega solo una frazione di secondo per farsi un’opinione su una persona durante il primo incontro (Fonte: Princeton University). Lo stesso vale per i siti web. Un altro studio, infatti, questa volta condotto da Google nel 2012 dice che un utente impiega meno di 5 centesimi di secondo per formarsi un’opinione su un sito web (Fonte: Google Research). Un ventesimo di secondo durante il quale l’utente tipo decide se restare sul tuo sito o abbandonarlo e tornare ai risultati di ricerca.

A formare questa prima impressione concorrono diversi fattori:

  • la disposizione
  • l’organizzazione dello spazio occupato e dello spazio vuoto
  • i font
  • i colori
  • le fotografie, le illustrazioni o l’assenza di immagini

in una parola il disegno complessivo del sito o, per dirla all’inglese, il Web Design

Cos’è il Web Design e cosa è importante nel disegno di un sito?

Il Web Design si occupa della progettazione, sviluppo e usabilità di un sito. A questo proposito gli aspetti che devi sempre tenere in considerazione sono:

  • L’usabilità del sito da mobile
  • L’esperienza utente
  • la scelta dei colori
  • il design dei contenuti
  • la coerenza con l’immagine del tuo “brand” (sì, ora sei un “brand”).

Ho messo al primo posto l’usabilità sui dispositivi mobili non a caso. Uno studio condotto nel 2021 e riportato sul blog di Semrush, una delle autorità in fatto di analisi del traffico, mostra che oltre il 65% delle ricerche proviene da dispositivo mobile, proprio per questo nel corso del 2021 Google è passato a considerare l’utilizzo su mobile una priorità per l’indicizzazione.

Ma siamo qui per scegliere i colori del tuo blog di viaggi.

I colori nei siti internet

Uno studio sui loghi dei principali brand mondiali ha rilevato che il 33% è di colore blu, il 29% rosso, il 28% grigio ed il 13% giallo.

La considerazione che se ne può trarre è che non siamo tutti uguali e che ognuno sceglie secondo il proprio gusto, perché il sito, in prima battuta, deve piacere a chi lo gestisce.

Il sito deve, però, piacere anche a chi lo legge, per questo devi assolutamente far sì che i lettori siano da subito ben disposti, quando visitano il tuo. 

Per questo può venire in tuo aiuto anche un po’ di psicologia. 

Hai già pensato al logo per il tuo nuovo blog di viaggi? Chiedi ad un esperto su Fiverr,* ci sono professionisti da ogni parte del mondo ad un prezzo che va bene per te. Io ti consiglio Rankdesign* che ha contribuito a creare il mio logo, ma ce ne sono un sacco, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Inoltre puoi creare biglietti da visita e molto altro. Butta un occhio..*

Psicologia nella scelta dei colori per il tuo blog di viaggi

La psicologia del colore si basa su una combinazione considerazioni scientifiche, psicologiche e culturali. 

Ogni colore stimola il nostro cervello in modo diverso, producendo reazioni differenti, quindi anche quando si vuole comunicare con le altre persone (è il caso del tuo blog di viaggi), i colori rivestono una grande importanza. Queste reazioni emozionali sono in parte il risultato del nostro vissuto e del nostro carattere, in parte il frutto il nostro background culturale.

Colori, emozioni e settori di mercato

Il fatto di crescere in un determinato Paese con una certa cultura, fa sì che ci si abitui fin da piccoli ad associare ciascun colore ad un sentimento o pensiero. Ad esempio, nel mondo occidentale le spose si vestono di bianco e il nero è il colore del lutto, mentre per esempio in India le spose portano sari con colori molto vivaci e nel sud dell’Africa il colore associato al lutto è il rosso.

Pertanto per avere veramente un’idea di quale sia la percezione dell’inconscio rispetto ai vari colori, non si dovrebbe prescindere dalla cultura alla quale si fa riferimento.

In questo articolo parlo dal mio punto di vista di occidentale. 

Comincio subito con un infografica sulla psicologia ed il significato dei vari colori, associandoli ad alcuni dei marchi che li utilizzano nei loro loghi aziendali

Psicologia dei colori con didascalia in italiano. Dall'articolo: Scegliere i colori per il tuo blog di viaggi
Psicologia dei colori con didascalia in italiano per scegliere i colori del tuo blog di viaggi

Rosso

Le caratteristiche del rosso sono passionalità, coraggio, ambizione e potere.  Il colore presuppone che chi lo vede abbia una reazione impulsiva e viscerale. Questo il colore dell’aggressività, non necessariamente con accezione negativa, dell’energia e della forza. E’ un colore che non può non attirare l’attenzione. L’utilizzo del colore rosso è principalmente legato ai settori del cibo, dello sport attivo e delle auto (il famoso rosso Ferrari). Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Coop, Barilla, Canon, Illy, Nutella, Netflix.

Rosa

Rosa è il colore femminile per eccellenza, il colore dell’amore e della sensibilità. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da AirBnb ed Hello Kitty.

Viola

Viola è segno di sofisticazione, un colore misterioso e spirituale. Si usa spesso per temi legati al benessere, finanza, high tech e, in misura minore nel settore medico. Le pompe funebri dove le mettiamo? Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato speso per le SPA e lo Yoga.

Blu

Il blu è il colore più scelto in assoluto, perché serenità e tranquillità. E un colore che suscita affidabilità, sicurezza e responsabilità. E’ molto utilizzato nel campo della finanza, per le compagnie aeree, tecnologia e sanità. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Samsung, GAP e Ford.

Verde

Il verde è sinonimo di calma, positività e prosperità. Con diverse gradazioni evoca anche prestigio, stabilità e sacralità. Ideale per energia, cibi salutari, agricoltura, sostenibilità ecc.

Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Land Rover, John Deere e Carlsberg

Azzurro

Simile al blu, ma più leggero, legato alla spiritualità ed alla modernità. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Philips, Dropbox, Disney, Virgin, Vodafone.

Arancione

L’arancione è un colore magico che racchiude in se’ la luce del giallo e l’energia del rosso, è perciò un colore più adatto per invitare all’acquisto. Per esempio può essere utilizzato per i pulsanti del tuo sito. Ideale per tecnologia, finanza. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Harley Davidson, TNT, KTM, ING Bank.

Giallo

Giallo è il colore solare, comunica ottimismo e speranza. E’ un colore per i creativi e gli avventurosi. Infonde gioia ed energia. Utilizzato per i settori dell’energia e del cibo. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Ikea, Cat (Caterpillar), Ikea e DHL.

Marrone 

Il marrone richiama semplicità, durevolezza e resistenza, ma anche legato a temi di solidarietà e a volte del lusso. E’ utilizzato da Louis Vuitton, M&Ms, UPS.

Nero

Il nero è per chi vuole apparire sofisticato o classico. E’ utilizzato da Adidas, Mont Blanc, Chanel.

Bianco

Il bianco rappresenta purezza e pulizia, ma è anche la scelta di non avere un colore, come per il nero. Un colore neutrale , sofisticato e trasversale.

Scegliamo i colori del blog di viaggi

I colori del tuo blog di viaggi dovrebbero evocare soprattutto emozione e divertimento. Questo è essenziale poiché chi legge di viaggi e di vacanze, di solito cerca l’evasione dal quotidiano e sogna una vacanza, possibilmente senza problemi. 

Quindi se parli di sole e di mare il giallo e l’azzurro potrebbero andare bene.

Attenzione però a non rimanere intrappolat* in uno stereotipo. Scegliere colori troppo specifici potrebbe far pensare che tu parli solo di una destinazione. Se l’intento è quello anche nel lungo termine, nessun problema, altrimenti è meglio restare su qualcosa di più versatile e trasversale.

La palette di colori per il tuo blog di viaggi

Ovviamente il colore da scegliere nel tuo sito difficilmente sarà uno solo, anche se potrebbe esserlo. Nel caso scegliessi di avere più colori è meglio pianificare fin da subito quali saranno i colori che identificheranno il tuo sito, in modo avere un look costante e coerente.

Gli strumenti per creare le palette di colori sono tanti ed utilizzano diversi metodi. I colori possono essere complementari, una triade o gradazioni dello stesso colore. Scatena la tua fantasia, magari utilizzando uno dei numerosi strumenti online, pensati per creare le palette di colori.

Strumenti online

  • Coolors.co è molto semplice, puoi partire dai colori di un’immagine o girare la roulette dei colori e affidarti alla fortuna premendo la barra spaziatrice. Da provare, ma non lo consiglio
  • La ruota colori di Canva è un buon inizio ed è gratuita, da provare.
  • Colormind si propone con l’intelligenza artificiale, crea delle palette e te le fa vedere applicate ad una teorica pagina. Puoi anche inserire i colori manualmente e vedere come viene la demo di un ipotetico sito.
  • Pinterest è sempre fonte di ispirazione, prova a esplorare le tendenze, anche se ultimamente mi sembra tutto un po’ triste.. 

Io per creare le palette di colori uso Adobe Color. Questo strumento, oltre a permetterti di creare palette di colori personalizzate, ti permette di usare diversi strumenti fra i quali il controllo contrasto per creare temi accessibili. Con Adobe Color puoi assicurarti che le tue scelte di colore siano visivamente accessibili confrontandole con WCAG (Linee guida per l’accessibilità dei contenuti Web).

Inoltre puoi usare la ruota dei colori o estrarre i temi direttamente da una tua foto, magari quella che userai in copertina.

Scegliere i colori per il blog di viaggio
Scelta dei temi da una fotografia – clic per allargare

Scegliere un colore in base alla destinazione che ami

Nel caso di un blog di viaggi i colori possono anche evocare una destinazione, come ad esempio la verde Irlanda. Provando ad associare a ciascun colore uno stato od una città potremmo cominciare nel nostro viaggio:

  • Rosso, come il Grand Canyon, la Monument Valley, le Terre Rosse di Siena o di Roussilion. 
  • Rosa, come Jaipur, la città rosa del Rajasthan
  • Viola, come la Provenza e le terre della lavanda, in Francia
  • Blu come la città di Jodhpur in India
  • Verde come l’Irlanda e i colori della festa di San Patrizio
  • Azzurro come le cupole di Santorini in Grecia o i cieli del Montana
  • Arancio come i tramonti nel deserto del Marocco
  • Giallo come i taxi di New York

I colori trendy per il tuo blog di viaggi

E’ giunta l’ora di decidere, ti propongo qualche palette di colori di tendenza, ma sbizzarrisciti, magari cercando ispirazione fra i colori dell’anno di Pantone o, all’interno dello stesso Adobe Color fra i colori di tendenza per i viaggi*.

palette colori di tendenza per blog di viaggi
Palette colori di tendenza per blog di viaggi – clic per ingrandire

Cerchi qualcuno che ti aiuti a disegnare il logo per il tuo blog di viaggi? Prova su Fiverr, un ottimo servizio a partire da pochi euro*.

Come applicare i colori al tuo blog di viaggi

Ultimo importante passaggio è applicare i colori scelti al tuo blog di viaggi.

Applicare i colori è semplice: per ogni colore, come puoi vedere dall’immagine qui sopra e dalle altre, è riportato un codice esadecimale: un Hashtag + 6 caratteri.

Non voglio essere troppo tecnico, ma un minimo di spiegazione è d’obbligo. Ogni colore nelle immagini digitali è formato da una combinazione di rosso, verde e blu (Colori RGB). La prima coppia di lettere/cifre rappresenta la quantità di rosso (red), la seconda il verde (green) e l’ultima il blu (blue). Il minimo di colore è 00 ed il massimo FF (la scala va da 00 a 99 e prosegue da AA ad FF). Esempio un rosso puro sarà #FF0000, un verde puro #00FF00, un blu puro #0000FF (potete provare qui).

Compreso questo basta inserire il codice esadecimale dove richiesto nelle vari parti del tuo tema per applicarlo al sito. Qui sotto per esempio il pannello di controllo del tema NewsPaper di TagDiv* che uso io e che trovate su Themeforest*.

come applicare i colori al tuio blog di viaggi
Esempio di applicazione sul mio tema Newspaper di TagDiv – clic per ingrandire

Curiosità: il gioco dei colori

Per finire, se vuoi ingaggiarti in un gioco per fare un po’ di palestra con i colori ti consiglio The Color Guessing Game, un giochino gratuito e senza installazioni, dove, dato un codice colore, vengono proposti quattro colori fra cui scegliere quello corretto. Esiste anche un’altro gioco con i colori RGB in percentuale, The Color Game.

il gioco dei colori
Il gioco dei colori. Cliccando sul pulsante indicato è possibile cambiare da esadecimale a decimale. In questo caso il colore giusto è il blu.

Scopri cosa puoi fare

Leggi tutti gli articoli che ti aiutano ad aprire un blog di viaggi da zero.

Scopri come acquistare uno spazio dove ospitare il tuo sito e come muovere i primi passi con WordPress.

Pian piano ti accompagno in questo fantastico mondo, ogni mese guide trucchi e consigli.

Se invece stai programmando un viaggio controlla cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Clicca qui e risparmia oltre il 60% con l’hosting di SiteGround*

Arrivederci presto!

Pubblicato: 01/03/2022
scegliere il tema di wordpress per il tuo blog di viaggi

Il tema migliore per il tuo blog di viaggi

di Max Pubblicato: 22/02/2022
Apri un blog Scritto da Max

Scegliere il tema migliore per il tuo blog di Viaggi con WordPress

Scegliere il tema per il tuo nuovo blog di viaggi con WordPress non è semplice, ma può essere divertente ed emozionante. Divertente perché provi ad immaginare come e dove posizionare le varie sezioni del sito, dando libero sfogo alla tua creatività, emozionante perché comincia a prendere forma quello sarà un sito solo tuo, dove poter condividere con il mondo la tua passione per i viaggi.

Quindi va da se’ che è fondamentale non sbagliare, ma se anche fosse, seguendo i miei pochi consigli, sarà facile rimediare. In questo articolo non ti consiglio il tema migliore, perché ogni persona è unica ed ha esigenze differenti. In questo tema condivido quelli che considero fra i più affidabili ed e quali sono alcune delle scelte fondamentali che ti possono aiutare a scegliere il tema giusto per te.

Se non l’hai ancora fatto leggi l’articolo Aprire un blog di viaggi da zero

Tempo di lettura stimato: 12 minuti

Indice

  • Scegliere il tema migliore per il tuo blog di Viaggi con WordPress
  • La grafica del sito, l’abito con il quale ti presenti ai lettori
  • Dove acquistare il tema di WordPress per il tuo blog di viaggi
    • Elegant Themes 
    • Astra
    • GeneratePress
    • Bluchic
    • ThemeForest
    • Avada di ThemeFusion
    • Newspaper (e Newsmag) di TagDiv il mio tema preferito per un blog di viaggi
    • Altri temi
  • Quali sono i fattori da considerare per acquistare un tema di WordPress su ThemeForest (o altrove)
    • Numero di vendite
    • Compatibilità del tema 
    • Compatibilità con Gutemberg
    • Compatibilità con un plugin specifico
    • Funzionalità specifiche
    • Changelog
    • Altre verifiche
  • Sei pront*?

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

blog di viaggi
Banner vector created by freepik – www.freepik.com

La grafica del sito, l’abito con il quale ti presenti ai lettori

L’aspetto grafico è importante. Per scegliere il tema per il tuo blog di viaggi è un passo decisivo, anche se ci sono molte altre variabili da considerare.

Per prima cosa va detto che in quasi tutti i temi è possibile cambiare i colori, quindi se di qualche tema ti piace l’impaginazione, ma non ti sfagiolano i colori, in linea di massima sarà possibile variarli. Visto che anche i colori sono importanti per la personalizzazione del tuo sito, ne parlo più diffusamente in un altro articolo.

Quasi sempre sarà possibile anche modificare le posizioni dei vari elementi che compongono le varie parti del sito, in modo molto visuale. WordPress 5.9 ha aggiunto questa funzionalità nel programma stesso in modo che ognuno possa, in teoria, crearsi un tema su misura e con un aspetto realmente personale. Ho scritto in teoria, perché ovviamente il tutto richiede un minimo di manualità e molta creatività, oltre ovviamente alla disponibilità di tempo per farlo.

A volte è meglio trovarsi un bel tema preconfezionato ed adattare stili e colori per renderlo proprio.

Leggi anche Primi passi con WordPress

Dove acquistare il tema di WordPress per il tuo blog di viaggi

I temi di WP si trovano praticamente ovunque, ci sono parecchi fornitori di temi, ma attenzione a chi ti affidi, sia in ottica di funzionamento nell’immediato che in ottica di affidabilità nel medio-lungo termine. Pensa se fra un paio d’anni ti trovi con un tema non più aggiornato che ti impedisce di sfruttare le nuove opportunità, oppure, peggio ancora, con un sito che non funziona più. 

Per questo quando è stato il momento di acquistare il vestito per il mio nuovo sito ho preso in considerazione solo alcuni fornitori, scegliendo alla fine un tema su Themeforest.

Ma vediamo chi sono i migliori a mio avviso:

Elegant Themes 

Elegant Themes  è sul mercato dal 2008 e conta oltre 700.000 clienti. A fronte di un abbonamento annuale di 89 euro o di un pagamento una tantum di 249 euro, offre una raccolta di temi e plugin differenziata e completa. Il suo bestseller è Divi, un tema multiuso con tantissime funzionalità e versatilità quasi infinita. Altro tema proposto dal Elegant Themes è Extra, che promette molte delle funzionalità di Divi con un look più “magazine” ed orientato alle notizie, a mio avviso molto interessante come tema per un blog di viaggi. Purtroppo non esiste una versione gratuita, ma c’è entro trenta giorni puoi richiedere il rimborso se non sei soddisfatt*.

Extra di Elegant Themes Tema di Wordpress
Extra di Elegant Themes

Astra

Astra non è propriamente un negozio, perché lo sviluppatore vende solo un tema. 

Questo tema per WordPress è leggero, multiuso e viene fornito con centinaia di siti preconfezionati per aiutarti a cominciare in modo rapido. Puoi usare la versione gratuita con funzioni limitate o passare alla versione pro, per 49 dollari all’anno o 249 con pagamento una tantum.

Astra Tema di Wordpress
Astra

GeneratePress

GeneratePress è un’altra azienda con un solo tema e uno di quelli che troverete consigliati da WordPress. Il vanto di questa compagnia è di aver creato un incredibilmente leggero e quindi molto veloce. Puoi iniziare con la versione gratuita su WordPress.org ed in seguito aggiornare alla versione premium per 49 dollari all’anno o 249 una tantum. Sicuramente un ottimo tema per il tuo blog di viaggi.

GeneratePress Tema di Wordpress
GeneratePress

Bluchic

Bluchic è degno di nota, anche se è un sito minore. Si tratta infatti del primo negozio di temi WordPress espressamente indirizzato ad un mondo al femminile. È specializzato nella produzione di temi rivolti a imprenditrici e blogger che desiderano un sito Web dall’aspetto professionale. Non proprio a buon mercato, ma con temi di nicchia.

BluChic Temi di Wordpress
BluChic

ThemeForest

Themeforest è un MarketPlace, ovvero, un luogo virtuale dove ciascuno vende i propri prodotti, come un mercato digitale.

Il market garantisce un minimo di controlli, regola i pagamenti e offre un sistema di ricerca. E’ il mercato di riferimento per i Freelance, pertanto occorre solo un minimo di valutazione per la scelta. Themeforest fa parte di Envato Market, dove si possono trovare anche componenti per altri tipi di software o applicativi, musica, immagini e molto altro.

Qui di seguito vi propongo alcuni temi che ho preso in considerazione, ce ne sono tantissimi e questi sono solo una minimissima parte.

Envato Market Themeforest
Themeforest, del marketplace di Envato

Avada di ThemeFusion

Avada di ThemeFusion è il tema di WordPress più venduto di tutti i tempi su ThemeForest. ThemeFusion, lo sviluppatore, ha più di 750.000 utenti con una valutazione di 4,7 stelle su oltre 24.000 recensioni. E’ multiuso e ti consente di creare qualsiasi cosa, da un blog a un sito Web aziendale, un negozio di eCommerce e altro ancora. Non so se è il miglior tema per fare blogging, ma la sua versatilità è innegabile. Avada costa 60 dollari, offre aggiornamenti a vita e sei mesi di supporto rinnovabile a pagamento. Per contro Avada, come molti altri, è un tema invasivo, se un giorno decidessi, come me, di cambiare, la strada è tutta in salita e dovrai rifare il sito quasi da capo. Interessante la funzione “global block” che permette di settare dei blocchi come “globali”. Questi blocchi si possono riutilizzare e quando vengono aggiornati, l’aggiornamento viene recepito da tutti gli articoli nei quali sono stati utilizzati.

Newspaper (e Newsmag) di TagDiv il mio tema preferito per un blog di viaggi

Newspaper di TagDiv è il tema di questo sito ed a mio avviso il miglior tema per un blog di viaggi come il mio. Abbastanza semplice, con un sacco di funzionalità aggiuntive, un supporto favoloso (incluso per 6 mesi e poi a pagamento). Il tema costa 59 dollari con aggiornamenti a vita.

Incentrato sulle notizie, è ottimo per un blog di viaggi. Veloce e con aggiornamenti costanti. La funzionalità che mi ha colpito è che è possibile creare un modello per ogni categoria di articolo, con contenuti dedicati (come ad esempio la sezione dei miei articoli “per saperne di più”).Io non uso il builder integrato per gli articoli, ma uso Gutemberg, nativo di WordPress, per una maggiore compatibilità futura. Compatibilità garantita con AMP.

scegliere il tema per il tuo blog di viaggi WordPress su ThemeForest

Altri temi

Un altro tema che avevo preso in considerazione è JNews, anche se non l’ho provato. Le funzionalità sono complete e l’assistenza prevendita molto cortese. 

Puoi trovare i bestseller di ThemeForest a questo link. E’ un elenco filtrato secondo le mie preferenze, che comprende anche aggiornamenti di WordPress, cambia i filtri per ottenere altri risultati.

Quali sono i fattori da considerare per acquistare un tema di WordPress su ThemeForest (o altrove)

Prima di tutto guarda la demo. In ogni pagina c’è una demo del tema con tantissime opzioni. Il primo passo è vedere se ti piace. Ci saranno diversi layout di pagina, pensa che quasi sicuramente si possono combinare fra di loro. Se ti piace una parte di una pagina e una parte di un’altra, di solito non c’è problema ad unirle

Numero di vendite

Per me questo è il fattore numero 1. Più il tema vende, più lo sviluppatore dedicherà tempo e risorse. Un buon numero di vendite garantisce che il tema sarà aggiornato in futuro e non ti “lascerà a piedi” magari quando le cose vanno proprio bene.

Compatibilità del tema 

Il tema deve essere aggiornato, testato e compatibile con le ultime versioni di WordPress (uno dei filtri che ho messo nei bestseller), sia per ragioni di sicurezza, che per poter sfruttare le nuove funzionalità.

Compatibilità con Gutemberg

La mia esperienza personale mi ha portato a pensare che a volte è meglio rinunciare a qualcosa a favore della compatibilità. I vari “builder” che vengono offerti dagli sviluppatori hanno il pregio di essere semplici e di fornire soluzioni accattivanti in tempo zero. Ma cosa succede se decidi di cambiare? Gutemberg è nativo di WordPress e la compatibilità futura è (quasi) garantita. Inoltre cambiando tema non sarai costrett* a riscrivere tutto da capo. Non è legge, è un’opinione.

Compatibilità con un plugin specifico

Può essere necessario capire se il tema è compatibile con un plugin particolare che desideri utilizzare, come ad esempio Yoast o WooCommerce. Se non è chiaro non esitare a chiedere al supporto.

Funzionalità specifiche

Scrivi allo sviluppatore per avere informazioni su funzionalità specifiche che pensi ti possano servire. Non ti arrabbiare se lo sviluppatore non risponde subito, ma, se la domanda è posta correttamente, i tempi e l’attenzione nella risposta possono essere un metro di giudizio per la scelta.

Changelog

Dopo aver visionato tutte le fantastiche caratteristiche elencate nella pagina di presentazione del tema, a fondo pagina di solito viene riportato il changelog, ovvero l’elenco degli aggiornamenti. Da questo potete avere un’idea della quantità e della frequenza degli aggiornamenti del tema, un altro dato interessante da valutare prima di acquistare.

scegliere il tema per il tuo blog di viaggi WordPress su ThemeForest, l'importanza del changelog

Altre verifiche

Di solito, nella pagina del tema, sulla barra laterale destra si trovano queste informazioni:

  • La data di creazione.
  • La data dell’ultimo aggiornamento.
  • I browser supportati
  • La compatibilità con le versioni del software 
  • Compatibilità con vari plugin.

Sei pront*?

Se lo sei puoi dare libero sfogo alla creatività, scrivimi per dirmi quale tema hai scelto e perché. Mi aiuterà nell’aggiornare l’articolo.

Pubblicato: 22/02/2022
Palazzina di caccia di Stupinigi

La Palazzina di Caccia di Stupinigi

di Max Pubblicato: 15/02/2022
Italia Scritto da Max

Visita alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, gioiello di casa Savoia

La Palazzina di Caccia di Stupinigi è uno dei gioielli di Torino e si raggiunge seguendo un percorso lineare di 10 chilometri con partenza da piazza Castello. Dapprima fra alti caseggiati, poi in una zona industriale fino ad arrivare ad un lungo viale alberato fiancheggiato dalle scuderie e dalle cascine, dopo aver scavalcato la tangenziale. 

Questo è anche il precorso di una gara podistica, che, non a caso, si chiama Tutta Dritta e che arriva proprio a Stupinigi.

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Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Visita alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, gioiello di casa Savoia
  • La piazza ad anfiteatro
  • Breve storia della Palazzina di Caccia di Stupinigi
  • Fasti e decadenza
    • Decorazioni interne della Palazzina
  • Fritz, l’elefante del Re
    • Studi sul comportamento di Fritz
  • Galleria fotografica della Palazzina di Caccia di Stupinigi
  • Come arrivare a Stupinigi
  • Altri articoli e consigli sul tema Italia
Decorazione interna della Palazzina di caccia di Stupinigi
Decorazione interna della Palazzina di caccia di Stupinigi

La piazza ad anfiteatro

Una piazza a forma di anfiteatro, chiusa da una cancellata lineare accoglie i visitatori. La sagoma della Palazzina è inconfondibile, con la facciata, sormontata dalla statua del Cervo di Francesco Ladatte, una copia dell’originale, che attualmente è conservato nell’ingresso della palazzina.

Stupinigi è circondata da un parco di oltre 150.000 metri quadri, destinato ad accogliere e ad impressionare gli ospiti di corte.

Palazzina di caccia di Stupinigi
Ingresso alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Breve storia della Palazzina di Caccia di Stupinigi

La Palazzina in passato era un castello, costruito in epoca medievale ed entrato nei possedimenti dei Savoia nella seconda metà del XVI secolo. La gestione della palazzina fu data all’ordine Mauriziano, ma fu grazie a Vittorio Amedeo II che la Palazzina raggiunse i fasti che si possono ammirare ancora oggi.

Va detto che tutto, all’interno della costruzione, è basato sul tema della caccia, pertanto puristi ed animalisti potrebbero inorridire. La costruzione e le decorazioni presentano, però, un fantastico spaccato sulle mode delle varie epoche e ne fanno un vero capolavoro, oltre che una testimonianza dei costumi dell’epoca.

La costruzione fu realizzata sul progetto inziale di Filippo Juvarra nel 1729 e poi continuata da da Benedetto Alfieri, Giovanni Tommaso Prunotto e Ludovico Bo. Con il passare degli anni vennero aggiunte le scuderie e le cascine fino ad arrivare alla conformazione odierna. 

Salone centrale della Palazzina di caccia di Stupinigi, con il grande lampadario
Salone centrale della Palazzina di caccia di Stupinigi, con il grande lampadario

Fasti e decadenza

Si ha notizia della prima battuta di caccia nel 1731, poi la proprietà, dopo alterne sorti, ritornò di proprietà della famiglia reale nel 1832, che la cedette al demanio per poi essere restituita all’Ordine Mauriziano nel 1925.

Successivi dissesti finanziari portarono alla costituzione di una fondazione che gestisce tutt’oggi la residenza, recentemente oggetto di restauro con una spesa di alcune decine di milioni euro.

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Decorazioni interne della Palazzina

Le decorazioni interne riportano scene di caccia, declinate in vari stili, fra i quali spicca per originalità lo stile orientale, molto di moda nelle corti europee del XVIII secolo

Il vero capolavoro della Residenza è il grande salone ovale, in mezzo al quale troneggia un enorme lampadario, contornato da dipinti che rendono la sala imponente e la cui grandiosità, a dirla tutta mette anche l’ospite un po’ in soggezione.

Splendide sono anche le decorazione delle varie sale in stile Rococò Italiano con gli splendidi mobili ad intarsio, prova di una grande maestria degli artigiani dell’epoca.

Fritz, l’elefante del Re

All’ingresso della biglietteria della Palazzina campeggia la statua di un elefante, che ha subito attratto la mia attenzione.

Ho scoperto che l’elefante non è semplicemente una statua messa lì per abbellire il giardino, ma la memoria di un animale che per un po’ di anni animò la Palazzina.

Si tratta di Fritz, l’elefante indiano che il viceré d’Egitto dono al re Carlo Felice e che si insediò a Palazzo il 4 giugno 1827.

Per accogliere l’elefante fu costruita la Ménagerie, che successivamente ospitò anche molti altri animali esotici. 

Fritz divenne subito l’attrazione principale del Palazzo e beniamino degli ospiti, tanto da essere ritratto in dipinti e bassorilievi.

Fritz ebbe inoltre l’onore di l’unico soggetto animale immortalato in una fotografia dell’epoca, con la tecnica del dagherrotipo.

Ingresso con scorcio sulla statua dell'elefante nel giardino interno
Ingresso con scorcio sulla statua dell’elefante nel giardino interno

Studi sul comportamento di Fritz

I responsabili della Ménagerie che si avvicendarono nel tempo tennero accurati diari del comportamento dell’animale, sulla sua alimentazione, malattie ecc.

Il golosastro ingeriva  “50 pani al giorno di 3 libre genovesi cadauno… 24 cavoli lombardi… o invece 4 libbre di butiro con 16 di riso cotto, zuccaro nell’acqua di libre 5, vino pinte una, due al giorno, tabacco da fumare, e fumo di persona fumante”, ma l’alimentazione forse non era quella ideale, visto che Fritz faceva spesso indigestione.

Pare che per curarlo si usasse il vino di Malaga.. ve lo immaginate un elefante ubriaco?

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Forse anche a causa dell’alcolismo (non è una realtà storica, è una mia invenzione), nel 1852 Fritz uccise il suo guardiano. A parte gli scherzi l’uccisione del guardiano è storia, un triste avvenimento che gli costò la vita, venne infatti soppresso nello stesso anno 1852. Il corpo imbalsamato fu donato al Museo zoologico della Regia Università di Torino.

Oggi il corpo dell’animale si trova presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Nel 2015 il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e la Fondazione Ordine Mauriziano hanno realizzato la mostra “Fritz. Un elefante a corte” nella Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Fonti: Wikipedia, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, PiemonteItalia

Galleria fotografica della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Come arrivare a Stupinigi

Si può arrivare a Stupinigi comodamente in auto uscendo al casello Stupinigi della Tangenziale di Torino A55/E64 (da Milano seguire le indicazioni per Savona/Cuneo) e poi seguendo le indicazioni

Arrivando in treno o partendo da Torino Porta Nuova con il Tram n. 4 e poi il Bus 41 da Castello di Mirafiori.

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Pubblicato: 15/02/2022
Anna Maggia e il rito del Te - Serata La Mia India

Evento: “La mia India” storia di fotografie e parole

di Max Pubblicato: 08/02/2022
Divagazioni Scritto da Max

Ritornano gli eventi dal Vivo, una serie di sette incontri con il tè come filo conduttore.

Anche io farò la mia parte, con un incontro il giorno 13 Marzo dalle 16:30 presso lo Spazio Eventi di Ponderano, Sede ex vinicola, Giardino dei Platani Via Mazzini 28 – Ponderano (BI).

Per info e prenotazioni (che sono obbligatorie) occorre chiamare il numero 366 6893834 attivo dal lunedì al venerd’ dalle 10 alle 12.

In alternativa è possibile scrivere all’indirizzo ponderanoeventi@ptb.provincia.biella.it

Ci vediamo il 13 marzo!

Pubblicato: 08/02/2022
Sala delle Udienze al Castello della Mandria

Il Castello della Mandria, Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin

di Max Pubblicato: 31/01/2022
Italia Scritto da Max

Il Castello della Mandria, residenza sabauda

Il Castello della Mandria è una delle residenze utilizzate dai Reali di casa Savoia nel corso degli anni. Questa residenza Sabauda è legata soprattutto ai nomi di Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia e della Bela Rosin, al secolo Rosa Vercellana, sposata in seconde nozze dal monarca.

Legato sino al XIX secolo al destino e alla storia della Reggia di Venaria, il Parco della Mandria e il Castello, il corpo di fabbrica situato su un’altura artificiale denominata la “Nuova Mandria”, viene destinato ad uso esclusivo e privato di Vittorio Emanuele II di Savoia già nel 1859.

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  • Il Castello della Mandria, residenza sabauda
  • Vistare la Reggia di Venaria ed il Castello della Mandria
  • Storia del castello della Mandria
  • Chi erano Vittorio Emanuele la Bella Rosin?
    • Figlio di un Re?
    • L’incontro con la Bela Rosin
    • La Contessa di Mirafiori
  • Gli appartamenti reali oggi
  • Come arrivare al Castello della Mandria
  • Orari di apertura
  • Dove acquistare i biglietti per il Castello della Mandria
  • Altri articoli e consigli sul tema Italia

Vistare la Reggia di Venaria ed il Castello della Mandria

Nella stessa giornata ho visitato il Castello e la Reggia e devo dire che forse il Castello non è adeguatamente valorizzato.

La Reggia è imponente, letteralmente tappezzata di opere di autori famosi ed a volte imponente nella sua costruzione, come nel caso dell’ampio salone, ma anonima.

I pannelli alle pareti che spiegano i vari momenti della giornata di vita a corte non contribuiscono a renderla viva. A mio avviso non ci riesce neppure la rappresentazione filmata della vita di corte.

Certo il fatto di essere stata destinata a caserma e quindi letteralmente saccheggiata degli arredi e delle decorazioni non gioca a suo favore. Tutto quello che è stato portato dopo, seppur di immenso valore, sa un po’ di posticcio

Forse semplicemente non è quello che cerco visitando una “Reggia” o residenza Reale.

Il castello invece trasmette un’aria di casa, è in un certo modo “vivo” o perlomeno lascia immaginare di esserlo.

Insomma, non vi parlerò della Reggia, che pur nella sua bellezza, non mi ha emozionato, ma del Castello della Mandria, un luogo di vita e di amori passati.

Il Castello della Mandria-ingresso
Il Castello della Mandria-ingresso
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Storia del castello della Mandria

La storia del Borgo Castello risale alla fine del XVII secolo, con la ristrutturazione e la riorganizzazione della Reggia di Venaria Reale.

Verso la fine del 1600, la costruzione ospitava un allevamento di cavalli. Solo più tardi una ristrutturazione ampliò la costruzione e ne fece una residenza per altre attività, soprattutto quella venatoria, passione dell’epoca.

Sul lato sud del castello furono allora costruiti gli appartamenti reali, affacciati sulla pianura ed in vista della Reggia.

Oggi le 20 sale aperte al pubblico mostrano il gusto e i riflessi della cultura di una parte del risorgimento italiano, oltre che, in parte minore, la moda dell’epoca. La moda dell’epoca, invece, appare in maniera molto più significativa ad esempio a Palazzo Reale o alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.

In questa residenza il futuro Re d’Italia visse per un certo periodo con la seconda moglie, la Bela Rosin, che non essendo di nobili origini, non prese mai veramente parte alla vita pubblica, neppure dopo aver acquisito il titolo nobiliare di contessa di Mirafiori e Fontanafredda.

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Chi erano Vittorio Emanuele la Bella Rosin?

Teresa Luisa Rosa Maria Vercellana nacque a Nizza Marittima l’11 giugno del 1833. Le origini sono incerte e altre fonti riportano come luogo di nascita Mirafiori o Moncalvo, la cosa certa è che morì a Pisa il 27 dicembre del 1885. Il padre Giovanni Battista era un militare di carriera al servizio di Re Carlo Alberto, il padre di Vittorio Emanuele II.

Vittorio Emanuele, prima semplicemente ultimo erede al trono di Sardegna, fu il primo Re d’Italia. Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tomaso nacque a Torino il 14 marzo 1820, da Carlo Alberto di Savoia Carignano e Maria Teresa degli Asburgo Lorena di Toscana. All’età di appena due anni scampò ad un incendio divampato nella villa toscana dove i genitori erano scappati dopo i moti del 1821.

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Figlio di un Re?

Da questo episodio e dal fatto che, almeno fisicamente il giovane Vittorio Emanuele somigliasse ben poco ai parenti di casa Savoia, sorse la diceria che il vero Vittorio Emanuele fosse morto nell’incendio e che il neonato fosse stato sostituito dal figlio di un certo Tanaca, macellaio del paese.

Successivamente anche il suo comportamento contribuì ad alimentare questa leggenda. Il Re era infatti schivo e poco amante dell’arte della guerra, molto più incline invece ad un’altra passione di casa Savoia, ovvero la caccia. Non solo alla selvaggina, ma anche alle giovani abitanti dei borghi. Ovviamente gli amori del giovane erede al trono non erano esenti da incidenti diplomatici, che venivano spesso sistemati con offerte a favore della dote delle ragazze importunate.

Vittorio era sposato sin dal 1842 con Maria Adelaide, una Asburgo, un matrimonio politico, ma prolifico, dal quale nacquero ben 6 figli. La regina, Maria Adelaide, pur essendo a conoscenza delle varie scappatelle del marito, tenne sempre un comportamento irreprensibile, sorvolando sui tradimenti del marito, anche quelli più evidenti.

Camera da letto di Vittorio Emanuele - Castello della Mandria
Camera da letto di Vittorio Emanuele

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L’incontro con la Bela Rosin

Nel 1847 Vittorio Emanuele, probabilmente durante una battuta di caccia, conobbe la “Bella Rosin”, che all’epoca aveva 14 anni, mentre il monarca 27. Fu subito chiaro, visto la ripetitività e la frequenza degli incontri, che questa non era la solita avventura.  Infatti, alla prima occasione, invece di acquetare le lamentele della famiglia con un dono alla dote della Rosin, il Re la fece sistemare a Torino, più vicina alla propria residenza.

Questo ruppe una tradizione che andava avanti senza intoppi da molto tempo. Il Re infatti aveva avuto numerose “conoscenze”, come le attrici Laura Bon ed Emma Ivon, che restarono, però, relazioni discrete e senza eco nella vita di corte. Da alcune di queste avventure nacquero addirittura dei figli, tanto che pare che D’Azeglio, in un’occasione ebbe a dire: “Se continua così, più che il padre della patria, sarà il padre degli italiani”. Ma mai nulla di veramente eclatante.

La relazione non conobbe soste, ma nel 1855 ci fu una svolta, in seguito alla morte della Regina. Dopo aver rifiutato le molte proposte di matrimoni politici, fra i quali quello con quali Mary, erede al trono d’Inghilterra, Vittorio Emanuele si stabilì temporaneamente nel castello di Venaria, dove la coppia poteva vivere defilata senza alimentare dicerie, potenzialmente nocive alla dinastia Sabauda.

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La Contessa di Mirafiori

Successivamente, dopo essere stata nominata Contessa di Mirafiori e di Fontanafredda, finalmente la Bella Rosin riuscì a coronare il suo sogno ed a sposare il Re.

Il matrimonio tuttavia non fece di lei una regina e, seppur amata, visse sempre un po’ defilata dai fasti e dai doveri di corte, anche dopo la morte del Re.

La contessa di Mirafiori morí a Pisa nel 1885 e venne sepolta a Mirafiori, finalmente come una Regina, in un mausoleo a forma di piccolo Pantheon.

Nel 1877 era stata pubblicata anche la notizia delle sue nozze morganatiche, ovvero fra un nobile ed una non nobile, col primo re d’Italia sull’Almanacco di Gotha, una delle massime testate dell’epoca.

Dopo la morte del Sovrano il Parco, il complesso del Castello e tutti i casotti di caccia vennero venduti alla famiglia Medici del Vascello tra il 1882 e l’87.

Tra fasi alterne di fasti e decadenza la proprietà rimase alla famiglia fino al 1976, quando la Regione Piemonte acquistò tutta la tenuta, compresi i vari edifici, ed istituì l’Ente di Gestione del Parco Regionale della Mandria.

Dal 1997 il Castello della Mandria, insieme a tutte le altre residenze sabaude piemontesi, è Patrimonio Mondiale dell’Umanità (Unesco).

Camera da letto della Bela Rosin al secolo Rosa Vercellana
Camera da letto della Bela Rosin al secolo Rosa Vercellana – Castello della Mandria

Gli appartamenti reali oggi

Gli Appartamenti di Vittorio Emanuele II di Savoia e della Bela Rosin, sono arrivati fino a noi in ottimo stato di conservazione. Sono completamente arredati e decorati con preziosissimi manufatti, opere d’arte, tessuti e tappezzerie. Non mancano gli arredi, gli accessori e le suppellettili dell’epoca sabauda provenienti dalle collezioni reali. Una visita a questi ambienti fornisce una visione dei gusti dell’epoca e fa tornare agli antichi fasti del risorgimento.

Artefice delle decorazioni e della scelta e realizzazione degli arredi fu in massima parte l’architetto di corte Domenico Ferri, che dispose magistralmente la successione delle diverse sale ionterpretando il gusto ed anche i sentimenti dei proprietari della tenuta.

E questo si vede dai piccoli particolari. Ne sono un esempio le colombe dipinte sulle porte della stanza dei coniugi, a significare quel sentimento d’amore che accompagnò la vita della coppia reale.

Grazie ad un finanziamento straordinario sono stati ristrutturati oltre 100 beni artistici, 1200 metri quadri di superfici decorate, 60 arredi, tessuti preziosi e raffinatissime carte da parati.

Come arrivare al Castello della Mandria

Il Castello della Mandria è collegato alla Reggia di Venaria e si trova nel comune di Venaria Reale.

Se volete impostare il GPS, gli indirizzi sono questi:

Castello della Mandria – Viale Carlo Emanuele II, 256 – 10078 – Venaria Reale (TO)

Reggia di Venaria – Piazza della Repubblica, 4 – 10078 – Venaria Reale (TO)

In auto si raggiunge dalla Tangenziale di Torino Nord uscita Venaria o Savonera/Venaria, poi seguite le indicazioni per la Reggia di Venaria. Ci sono diversi parcheggi a pagamento, poco più di un’euro l’ora, molto comodi per la Reggia o nel caso vogliate passeggiare fino al castello.

Il Castello della Mandria si trova a poco più di 2 chilometri dalla Reggia e si può raggiungere percorrendo viale Carlo Emanuele II e parcheggiando nei pressi dell’ingresso Ponte Verde.

Arrivati al Ponte Verde vi chiederete dove sia l’ingresso. Non vi allarmate, il posto è giusto e da qui parte un anonimo percorso pedonale che porta al castello passando per il parco. Le indicazioni vi sembreranno strane, ma dopo una passeggiata di circa 900 metri si raggiunge l’altura sulla quale sorge il castello.

Per chi vuole arrivare in autobus, esiste una linea dedicata della GTT che si chiama Venaria Express. La navetta collega il centro di Torino e la stazione di Porta Susa con la Reggia di Venaria. In alternativa si possono prendere gli autobus sempre della GTT, linee 11, VE1, SF2.

La Reggia ed il Castello sono raggiungibili anche in treno con il Servizio Ferroviario Metropolitano linea Linea Torino Dora–Ceres (fermata Venaria, viale Roma).

Esiste anche un progetto di percorso cicloturistico chiamato Corona Verde Stura che dovrebbe collegare le residenze Reali, al momento in fase di sviluppo.

Orari di apertura

Il Castello è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 16, salvo aperture eccezionali da verificare sul sito. Dal 10 gennaio al 28 febbraio 2022 il castello non sarà accessibile per chiusura straordinaria.

Dove acquistare i biglietti per il Castello della Mandria

I biglietti si possono acquistare sul sito della Reggia ed il prezzo intero si aggira sugli 8 euro per il solo castello e sui 20 euro se combinato con la Reggia, ma verificate perché esistono un sacco di riduzioni, sconti e possibili combinazioni con le mostre in corso alla Reggia.

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Pubblicato: 31/01/2022
Blog di viaggio primi passi con WordPress

Primi passi con Wordpress

di Max Pubblicato: 23/01/2022
Apri un blog Scritto da Max

Come muovere i primi passi con Wordpress

Muovi i primi passi con Wordpress. Se sei giunto a questo punto hai già un’idea di cosa fare con il tuo nuovo sito Wordpress ed hai già acquistato un Hosting, in alternativa puoi leggere il mio articolo Hosting Wordpress, spazio web ed email. Se invece stai solo facendo un giro di ricognizione sul web puoi anche passare al paragrafo il tuo primo Login.

Leggi anche: Aprire un blog di viaggi da zero

Veniamo al sodo. Se hai letto l’articolo Hosting Wordpress, spazio web ed email a questo punto hai anche installato Wordpress, quasi sicuramente in modo automatico, dal pannello di controllo. 

Adesso viene il momento più spaventoso: affrontare il nuovo programma e capirne il funzionamento. E’ ora di muovere i primi passi e capire cosa puoi fare. Al momento ti consiglio di non fare nulla e di prenderti il tempo di osservare. Dopo aver familiarizzato con alcune voci essenziali ti potrai sbizzarrire.

Ricorda di fare sempre un backup prima di fare dei cambiamenti, così se qualcosa va storto puoi sempre ripristinare tutto. Se hai scelto SiteGround c’è un backup automatico ogni giorno, ma puoi anche farne uno manualmente. 

Vai su Sicurezza > Backup > Crea e Ripristina e dai un nome al tuo backup.  Clicca su Crea e dopo un paio di minuti il backup verrà creato. Ci sono 5 backup istantanei gratuiti per ogni sito al mese.

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Indice

  • Come muovere i primi passi con Wordpress
  • Il tuo primo Login
  • Fai conoscenza con la bacheca
  • Prova il tuo nuovo sito WordPress e impara i termini
  • Pagine e articoli
  • Creare le pagine essenziali
    • Pagina 1: Chi sono
    • Pagina 2: Contatti
    • Pagina 3: Privacy
    • Pagina 4: Copyright
  • Il tuo primo articolo con WordPress
  • Pubblicazione del tuo articolo
    • Cosa accade dopo la pubblicazione

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Il tuo primo Login

login di wordpress
login di wordpress

Per entrare nel tuo sito devi fare il login nella cosiddetta area di amministrazione, anche detta backend. Collegati alla pagina di login del tuo sito che sarà “https://travelbloggerdelsecolo.it/wp-admin“, ovviamente devi sostituire il nome del domino con il tuo. Adesso effettua l’accesso utilizzando il tuo nome utente e la tua password. Di solito puoi anche accedere dal pannello di amministrazione del tuo hosting.

Fai conoscenza con la bacheca

Sei entrato, ecco la schermata di amministrazione del tuo sito, la bacheca. Puoi anche personalizzarla con colori a scelta dal menu laterale col percorso: utenti –> profilo –> schema di colore.

Da qui puoi gestire il tuo sito, dove comincia l’avventura!

In cima alla schermata c’è un’area che si chiama toolbar. Se clicchi sul nome del tuo sito visualizzerai il sito di Wordpress. Al momento è un po’ vuoto e magari anche un po’ spoglio. Non avere fretta, avrai modo di personalizzare ogni cosa, ma prima occorre prenderci la mano.

bacheca wordpress
Bacheca di wordpress

Prova il tuo nuovo sito WordPress e impara i termini

Cominciamo a dare un’occhiata, prendi familiarità con il tema preinstallato e capisci come funziona prima di cambiarlo o di aggiungere funzioni. 

L’aspetto del tuo sito in Wordpress viene chiamato Tema e controlla l’aspetto, non solo esteriore del tuo sito. I temi predefiniti, Twenty Seventeen, o successivi, sono caratterizzati da un Titolo ed un sottotitolo nella testata, che viene chiamata spesso header.

Sotto troverai (ma adesso probabilmente non ci sono) il tuo Menu ed a lato alcuni link ed altre informazioni. Questi ultimi si chiamano Widget e si trovano nella barra laterale o sidebar. Potrai installare personalizzare i widget o cambiarli in seguito, spostando la barra laterale a destra o a sinistra, o magari scegliere di averla su entrambi i lati.

La sezione centrale della pagina è l’area dei contenuti, in questo momento troverai scritto Hello World, questo è l’articolo di prova di WordPress. In fondo alla pagina trovi altri link e info, questo è il piè di pagina o footer. I

Tutto questo ti sembrerà scontato, ma è importante prendere familiarità anche con i termini, in modo da capire sempre in modo preciso a quale elemento ci si fa riferisce.

Pagine e articoli

Cliccando di nuovo sul nome del tuo blog torni alla bacheca.

Sulla Sinistra vedi due voci del menu: Articoli e Pagine. Gli articoli sono la parte dinamica del tuo blog, tutte le esperienze, emozioni, guide e cos’altro ti viene in mente di scrivere una volta al giorno, ogni settimana ed ogni mese da qui in poi.

Le pagine, invece, sono la parte statica del tuo sito, in genere si tratta di informazioni “di servizio” che raramente vengono aggiornate e servono per presentarti e fornire altre informazioni di tipo generale.

Creare le pagine essenziali

Per cominciare a muovere i primi passi con WordPress puoi creare le pagine essenziali che ogni sito dovrebbe avere. Le possiamo semplicemente chiamare: Chi sono, Contatti, Privacy e Copyright.

Accedi alla Bacheca, se non ci sei già, clicchi su pagine –> aggiungi pagina ed il gioco è fatto. Non mi dilungo nei dettagli tecnici, per quelli rimando ad articoli specifici.

Pagina 1: Chi sono

Ricordatevi di essere coerenti con lo spirito ed il pubblico del blog, se è italiano perché usare “about me”?

In questa pagina parla di te, di cosa fai, perché hai aperto un blog di viaggi e magari inserisci un aneddoto interessante. Scrivi di cosa tratta il tuo sito e cosa i lettori si devono aspettare di trovare. Ovviamente non dimenticare qualche fotografia.

Puoi parlare delle tue passioni, di come sei arrivat* ad aprire un blog di viaggi e perché le persone dovrebbero leggere i tuoi articoli.

Pagina 2: Contatti

Il mio consiglio personale è sempre lo stesso: se il tuo pubblico parla italiano non usare “contacts”.

Le persone a volte hanno bisogno di mettersi in contatto con te, per un consiglio o una collaborazione. Assicurati di aver inserito l’email preferita sulla quale ricevere la posta e che la stessa non finisca nello spam. Fa sempre delle prove, sii chiar* sui tempi e sui modi della risposta o suggerisci canali alternativi sui quali contattarti, come social o telefono.

Inserisci i riferimenti ai tuoi canali social anche qui.

Pagina 3: Privacy

Nonostante si possano trovare esempi di pagine di privacy sul web, consiglio di utilizzare un servizio professionale tipo quello di Iubenda, che per i piccoli siti con poche necessità è un servizio gratuito. Se poi il sito cresce e fa pubblicità, pochi euro all’anno non saranno un problema.

Pagina 4: Copyright

Questa pagina è abbastanza standard, puoi trovare esempi su internet o copia la mia. Fra l’altro, è l’unica pagina tradotta anche in inglese.

Cancella le pagine predefinite di WordPress o modificale per adattarle al tuo sito. Non lasciare in piedi pagine abbandonate o non pertinenti.

Il tuo primo articolo con WordPress

Gli articoli sono ciò che rende un blog unico, pertanto cura che siano originali. Sei pronto a muovere i primi passi con gli articoli di WordPress?

Come creare un nuovo articolo

Esistono diversi modi per creare nuovi articoli:

Creare un nuovo articolo. Primi passi con WordPress
  • Fai clic sul pulsante + Nuovo nella barra degli strumenti in alto
  • Dalla bacheca vai su Articoli –> Aggiungi nuovo
  • Scrivi una bozza rapida che troverai nelle bozze dal box della bacheca
  • In alternativa, si possono pubblicare articoli inviando una e-mail, una soluzione avanzata che personalmente non uso. Per questo potete usare questo plugin gratuito: Postie

Con le prime due soluzioni, le classiche, verrai indirizzato all’editor di WordPress dove potrai iniziare a scrivere il tuo articolo.

Personalmente scrivo gli articoli su un foglio di Word, li correggo, li salvo per variazioni future e poi faccio un copia-incolla sull’editor. Questo nel caso qualche problema tecnico blocchi il sito e mi faccia perdere tutto il lavoro svolto. Se scrivi direttamente, nonostante il salvataggio automatico, salva spesso la bozza (è lo stato nel quale si trova l’articolo prima che venga pubblicato).

Ricordati di usare i titoli ed i sottotitoli, di scrivere frasi e paragrafi non troppo lunghi.

Pubblicazione del tuo articolo

Dopo aver scritto il tuo primo articolo devi fare ancora qualche passaggio per rendere la tua bozza un vero articolo e pubblicarlo:

  • Aggiungi qualche immagine per illustrare quello che hai scritto
  • Assegna una categoria all’articolo, la categoria comprenderà articoli dello stesso argomento. Gli argomenti delle categorie possono essere i più disparati e vanno selezionati in modo da rendere la navigazione facile. Nel caso del tuo blog di viaggi possono puoi organizzare le categorie per continente o stato oppure, più genericamente per argomento, come ad esempio articoli sulla fauna, sulle città, cultura o lifestyle. Non eccedere nelle categorie e studiale in anticipo.
  • Assegna alcuni tag o etichette all’articolo, sono gli argomenti salienti, non abbastanza importanti da essere una categoria, ma degni di nota. Gi articoli con lo stesso tag o con la stessa categoria potranno essere un metodo di ricerca dei tuoi lettori.
  • Imposta una immagine in evidenza. L’immagine in evidenza è la copertina del tuo articolo, sceglila con cura e controlla di poterla pubblicare (okkio al copyright). Sarà l’immagine che verrà condivisa sui social pertanto deve rappresentare l’argomento dell’articolo.

Una volta terminato, fai clic sul pulsante Salva Bozza nell’angolo in alto a destra dell’editor, rileggi il tuo articolo, guarda l’anteprima e.. sei pronto per pubblicare.

Cosa accade dopo la pubblicazione

Blog di viaggio primi passi con WordPress
Primi passi con WordPress (la foto l’ho fatta io, ma le mani sono in prestito)

Fai clic sul pulsante Pubblica e siine orgoglioso: hai appena creato un nuovo contenuto e l’hai condiviso con il mondo. L’articolo sarà visualizzato fra gli articoli recenti del tuo blog e nella prima pagina, se l’hai impostato in questo modo.

Puoi decidere anche di programmare la pubblicazione, cambiando la programmazione da Immediatamente ad un giorno ed ora specifica, cliccando sul pulsante che ora si chiama Pianifica. So già che la prima volta non lo farai perché non vedi l’ora che il mondo conosca ciò che hai da dire!

Dopo aver mosso i primi passi con WordPress, ora devi continuare a scrivere ed a perfezionare il tuo blog.

Pubblicato: 23/01/2022
Sapta Puri le sette Città Sacre dell'India

Sapta Puri, le sette città sacre dell’India

di Max Pubblicato: 22/01/2022
India Scritto da Max

Sapta Puri, le sette città sacre dell’India

Le sette città sacre dell’India, in lingua locale Sapta Puri, sono importanti mete di pellegrinaggio per i fedeli Induisti. Questi sono i luoghi sacri dove è possibile raggiungere Moksha, ovvero la liberazione dal Samsara, il ciclo eterno della reincarnazione e con questo accedere al Nirvana. 

Le sette città Sacre sono anche modo per rafforzare l’unità nazionale. Esse rappresentano infatti un’occasione per i pellegrini per visitare le diverse parti dell’India, trovando lingue e stili di vita differenti all’interno della stessa nazione cercando di superare la diversità linguistica e culturale. 

Leggi anche i luoghi sacri dell’induismo e regole di comportamento

Sette sono i fiumi sacri citati nei Veda, sette i cavalli celesti del dio Surya, sette le Madri Divine e sette le città sacre dell’India che un devoto pellegrino dovrebbe visitare nella sua vita, al fine di migliorare il proprio karma e percorrere il cammino della salvezza.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Le Sette Città Sacre dell’Induismo sono:

  • Haridwar – Maya Puri, sul Gange e sede del Kumbh Mela in Uttarakhand
  • Ayodhya – Ayodhya Puri, luogo di nascita di Rama in Uttar Pradesh
  • Mathura – Mathura Puri culla di Krishna in Uttar Pradesh
  • Varanasi – Kashi Puri sul Gange in Uttar Pradesh
  • Dwarka – Dwaraka Puri dove Krishna visse e regnò da adulto, in Gujarat
  • Ujjain – Avantika Puri, sede anch’essa del Kumbh Mela, in Madhya Pradesh
  • Kanchipuram – Kanchi Puri, l’unica nel sud ell’India, in Tamil Nadu

Non bisogna confondere le sette città sacre dell’India con le quattro dimore degli Dei o Char Dham. Queste ultime sono situate ai quattro angoli del paese: Dwarka a ovest, unica ad essere presente in entrambi i circuiti di pellegrinaggio, Badrinath a nord, Puri ad est e Rameshwaram a sud.

Mappa delle sette Sapta Puri

Sapta Puri, le sette Città Sacre dell'India
Sapta Puri, le sette Città Sacre dell’India

Come nasce il pellegrinaggio delle Sette Città Sacre

Le Sapta Puri sono considerate sacre per motivi diversi. La motivazione varia infatti da essere il luogo dove è nato o dove è vissuto un importante figura del passato a dove una Divinità è comparsa sotto spoglie terrene. 

Haridwar, ai piedi delle montagne

Tra le sette città sacre dell’induismo, Haridwar è quella più a nord. Questa è una delle quattro sedi del Kumbh Mela, una delle città sulle quali furono versate le gocce dell’Amrita, l’elisir dell’immortalità trasportate dal mitico uccello Garuda durante la creazione. E’ il luogo dove la Dea Ganga, rappresentata dal fiume Gange, incontra le pianure.

I punti di interesse da visitare ad Haridwar sono prima di tutto il ghat Har Ki Pauri, principale teatro delle celebrazioni del Kumbh Mela e della cerimonia Aarti.

Altri punti di interesse sono il Tempio di Mansa Devi, il Tempio di Chandi Devi ed il Tempio di Maya Devi. Altre destinazioni meno affollate, ma altrettanto interessanti sono il Tempio di Makarvahini, il Bharat Mata Mandir ed il famoso Ghat di Kankhal.

In questi due articoli parlo in maniera più dettagliata di Haridwar e della cerimonia Aarti.

Hari Ki Pauri ad Haridwar, una delle sette città sacre dell'India
Hari Ki Pauri ad Haridwar – Kumaravels, CC BY 2.5 IN, via Wikimedia Commons

Ayodhya è considerata una delle sette città sacre dell’India perché luogo di nascita di Rama, l’eroe del Ramayana e settimo avatar di Vishnu. La città fu anche la capitale del suo regno terreno, ereditata dagli antenati della dinastia Suryavamsa , fondata dal figlio di Surya (il Dio Sole). 

Ayodhya e i conflitti religiosi

Ayodhya si trova al di fuori dei circuiti turistici più popolari e la città è un po’ in decadenza. 

Il motivo dell’esclusione dai tour classici è che questa città è diventata un po’ il simbolo dell’intolleranza religiosa. Questo a causa delle dispute che hanno portato alla distruzione di una moschea che sorgeva sul presunto luogo di nascita di Rama.

La popolarità, come destinazione sacra per gli induisti, non ne ha però risentito e rimane uno dei luoghi più visitati dai pellegrini.

I monumenti più importanti della città si trovano quasi tutti nel raggio di poche centinaia di metri e comprendono, ovviamente, la già citata Ramjanma Bhoomi, il luogo dove nacque Rama, e dove sorgeva la Moschea Babri Masjid, oggi distrutta. In questo luogo si sta costruendo un nuovo Tempio dedicato a Rama. 

Valgono la visita anche il Tempio Hanuman Garhi, risalente al X secolo, dove si dice vengano perdonati tutti i peccati ed il Tempio di Nageshwarnath, fondato da Kush, figlio di Rama. 

Altre visite interessanti sono il Tempio Kanak Bhavan, dedicato a Rama ed a Sita ed il Sumantanath, un complesso di Templi Jainisti. 

Occorre ricordare che la città è un luogo sacro anche per il Buddismo, il Buddha infatti dopo aver visitato la cittadina, vi dimorò e predicò per sette anni. 

Ayodhya, una delle sette Città Sacre dell'India - Sapta Puri
Vista di Ayodhya – Fotografia di रूही CC BY-SA 4.0, Link

Mathura, la città di Krishna

Mathura è la città dove Krishna passò la maggior parte della sua vita a e per questo considerata sacra. In questa cittadina adagiata sulle rive dello Yamuna troviamo molti luoghi di importanza storica e religiosa, come il complesso dei Templi Janmasthan, costruito sul luogo di nascita di Krishna, l’ottavo avatar di Vishnu.

All’interno troviamo il Tempio Keshav Deva, il santuario Garbha Griha, il Bhagavata Bhavan e il Rangbhoomi dove ebbe luogo la battaglia finale tra Krishna e Kamsa.

Anche Mathura, come Ayodhya, non è meta del turismo di massa, ma un’ottima destinazione per vivere la festa di Holi: se volete sapere com’è, leggete il mio articolo. 

Un altro momento particolare per la visita è il Krishna Janmashtami, il giorno di nascita di Krishna, che si celebra normalmente in agosto/settembre. In questa occasione i devoti digiunano fino alla mezzanotte, mentre nei Templi e nelle case vengono rappresentate scene della vita del Dio.

Durante il pellegrinaggio alle Sapta Puri, vale la pena di visitare anche la vicina Vrindavan dove Krishna dimorò negli anni dell’infanzia.

Mathura durante le celebrazioni di Holi, la festa dei colori
Mathura durante le celebrazioni di Holi, la festa dei colori

Varanasi, il luogo della Salvezza

Oltre ad essere una delle sette città sacre per l’induismo, Varanasi è anche uno degli agglomerati urbani più antichi del mondo, abitata da 3.500 anni. La città, nota anche come Benares o Kashi conta “appena” un milione di abitanti.

Camminando per le strade che portano ai Ghat nelle ore di punta vi sembrerà che siano tutti lì insieme a voi. 

Varanasi è la città del Dio Shiva e il luogo della salvezza. Morire o essere cremati a Varanasi porta al Nirvana. Per questo nei secoli milioni di persone sono venute a morire qui o ci sono arrivate per essere cremate. E’ la ragione per cui non potete perdervi una visita al Manikarnika Ghat, uno dei due Ghat per le cremazioni, dove le pire ardono 24 ore su 24.

Il bagno nel Gange, fiume Sacro

Una volta giunti a Varanasi i fedeli devono immergersi nelle acque del Gange cinque volte da cinque Ghat diversi, potete assistere a questi rituali all’alba o al tramonto, passeggiando lungo i Ghat o risalendo il fiume con una delle tante barche a noleggio.

Quando cala la sera, sui Ghat di Dasaswamedh comincia la cerimonia Aarti ed i Pandit svolgono un complesso rituale nel quale i protagonisti sono il fuoco e le campanelle. Durante la puja i candelabri, illuminati da stoppini infuocati, vengono fatti roteare e creano giochi di luce suggestivi. Uno spettacolo da non perdere e al quale assistere con rispetto (vedi articolo e foto sulla cerimonia Aarti a Varanasi). 

Passeggiare lungo i Ghat di Varanasi e scattare qualche fotografia ai numerosi Sadhu o condividere con loro un chai, può valere la visita di questa città, che vi rimane nel cuore.

Varanasi un momento della cerimonia Aarti alla Dea Ganga
Varanasi: un momento della cerimonia Aarti alla Dea Ganga

Dwarka la città di Krishna, la più occidentale delle Sapta Puri 

Tra le città sacre dell’Induismo Dwarka è quella più occidentale. La città si dice che fu fondata da Krishna in persona, per questo venerata come una delle sette città sacre dell’India.

Krishna, come già accennato precedentemente, è una delle figure più venerate dell’India, nato a Mathura e cresciuto nella vicina Vrindavan. Le sue imprese sono raccontate nei testi sacri indiani e sono il fondamento di due festività fra le più interessanti dell’India: Holi, la festa dei colori e Diwali, la festa delle luci. Oltre ad essere una delle Sapta Puri, Dwarka è anche una delle quattro “Dimore degli Dei”, con Badrinath, Puri e Rameshwaram.

La città fu in passato un importante porto e oggetto di scorribande, tanto da essere completamente ricostruita nel XIX secolo dopo essere stata quasi completamente rasa al suolo.

Il tempio Dwarkadhish

Il più famoso tempio della città è il Dwarkadhish, “Re di Dwarka”, con i suoi splendidi ghat, noto anche come Jagat Mandir e dedicato a Krishna. Il tempio ha cinque piani appoggiati su 72 pilastri e raggiunge un’altezza di 50 metri. Il nucleo centrale, che si dice costruito dal nipote di Krishna, risale a circa 2.000 anni fa, poi ampliato nel XV secolo. A differenza di altri templi è liberamente accessibile ai non induisti e rappresenta una visita molto toccante.

Gli altri templi di Dwarka sono il Trikamji, lo Kalyanrai, il Patrani e il Durva.

La settima vita di Dwarka

La leggenda narra che Dwarka venne sommersa dal mare per sei volte e che oggi stia vivendo la sua settima vita. Quella che veniva ritenuta, fino a poco tempo fa, poco più di una leggenda, è stata recentemente confermata da rinvenimenti avvenuti sui fondali marini antistanti la città. Proprio nei luoghi mitologici sono stati trovati resti di una città sommersa, databili fino a 10.000 anni orsono.

La storia deve essere rianalizzata.

I Ghat di Dwarka, Sapta Puri e Char Dham , Città sacra dell'India
Uno dei Ghat di Dwarka, sullo sfondo Dwarkadhish Temple

Ujjain: Sapta Puri, Jyotirlinga e Kumbh Mela

E’ la città di Shiva e una delle quattro sedi del Kumbh Mela. 

Le principali mete di pellegrinaggio della città sono il Mahakaleshwar Mandir ed il Ram Ghat. Il primo contiene uno dei 12 maggiori Jyotirlinga dell’India, una rappresentazione fallica del Dio Shiva, mentre il Ram Ghat è un luogo centrale per la celebrazione del Kumbh Mela.

Altre mete popolari sono la grotta di Bharathari, un Tempio sotterraneo, il Tempio di Durga Harsidhhi Temple, il Tempio Chintaman dedicato a Ganesha ed il Kaal Bhairav .

Vale la pena visitare il Jantar Mantar, l’Osservatorio Astronomico parzialmente in rovina e simile a quello di Jaipur, la Città Rosa dell’India

Ram Ghat a Ujjiain, una delle setter cCittà Sacre dell'induismo
Ram Ghat ad Ujjiain – foto di By Shruti Lata – CC BY-SA 4.0, link

Kanchipuram, unica delle sette città sacre nel sud dell’India

Delle sette Città Sacre dell’India dove è possibile ottenere la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni, Kanchipuram è l’unica situata nell’India del Sud ed è meta di pellegrinaggio sia dei devoti di Shiva che di Vishnu. La città si trova ad un’ora di auto a Chennai ed è considerata la Varanasi del sud, per l’abbondanza di templi. 

Il fatto di essere così vicina ad una grande città ne fa spesso una meta di gite in giornata, ma la città vale la pena di essere vissuta e non dormire qui significa perdersi il meglio della visita.

Il tempio più imponente della città è l’Ekambareshvara Mandir, dedicato a Shiva. Questo è uno dei Pancha Bhoota Stalam, cinque templi di Shiva, ciascuno dei quali rappresenta uno dei cinque elementi in natura: terra, acqua, aria, cielo, fuoco. I templi si trovano tutti nel sud dell’India, quattro in Tamil Nadu ed uno in Adhra Pradesh. 

Shiva ed i cinque elementi Pancha Bhoota Stalam

Ognuno dei cinque elementi è custodito nella rappresentazione di Shiva: un lingam che in ciascun tempio prende un nome diverso. Nel tempio Ekambareshvara Prithivi Lingam (terra), nel Tempio Jambukeswarar, Appu Lingam (acqua), nel Tempio Thillai Natarajar Akaya Lingam (cielo), nel Tempio Annamalaiyar Agni Lingam (fuoco), nel Tempio Kalahasti, l’unico al di fuori del Tamil Nadu, Vayu Lingam (aria).

Altro monumento degno di nota è il tempio Kanchi Kamakshi Amman, uno degli Shakti Peethas. La Dea Kamakshi incarna l’autonomia della natura, ed è la Dea della Bellezza e della Tranquillità. La tradizione nel sud dell’India vuole che sia un’incarnazione della Dea Shakti e moglie di Shiva. 

Shakti Peethas

La leggenda più accreditata sulla genesi degli Shakti Peethas si basa sulla morte della dea Sati. In seguito alla morte della moglie Shiva vagò a lungo per l’universo trasportandone il corpo senza vita. Allarmato dal fatto che uno Shiva adirato avrebbe potuto distruggere il mondo, Vishnu tagliò il corpo di Sati in 51 pezzi (secondo altri testi 108 pezzi) e li lasciò cadere in vari luoghi dell’India. Questi luoghi sacri sono i 51 Shakti Peethas, ciascuno collegato alle 51 lettere dell’alfabeto sanscrito. La maggior parte di questi luoghi di culto si trovano in India, ma ce ne sono sette in Bangladesh, tre in Pakistan, tre in Nepal, uno in Tibet e uno in Sri Lanka.

Fra i tanti templi che meritano una visita il Rajasimheshvara, dedicato a Shiva e il Vaikunta Perumal Temple dedicato a Vishnu.

Kanchipuram è anche la città dei tessuti, non vorrete perdervi una giornata di shopping in mezzo ai famosi Sari di seta che sono l’oggetto del desiderio di tutte le giovani del sud dell’India

Tempio Kailasanathar Kanchipuram
Tempio Kailasanathar – foto di Sai Subramanian – CC BY-SA 3.0, link

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
  • I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva – Ultima Modifica 21/08/2023
  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
  • Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Junagadh, il Principato del Kathiawar – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 22/01/2022
hosting wordpress

Hosting WordPress per il tuo blog di viaggi

di Max Pubblicato: 22/01/2022
Apri un blog Scritto da Max

Acquistare dominio e hosting WordPress su SiteGround

Perché acquistare dominio e hosting WordPress per il tuo blog di viaggi su SiteGround? Non ho intenzione di convincerti ad usare Siteground e ci sono troppi siti che fanno paragoni fra un gestore e l’altro.

Ho creato questa guida perché uso SiteGround su questo sito e so come funziona. Ci sono arrivato dopo aver sperimentato diversi provider e devo dire che mi trovo bene.

Se cercate dei paragoni qui non li troverete, mi limiterò infatti ad elencare le caratteristiche più importanti che rendono l’hosting di SiteGround un servizio di qualità.

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Indice

  • Acquistare dominio e hosting WordPress su SiteGround
  • Caratteristiche importanti dell’hosting WordPress di SiteGround
  • Accesso al sito di SiteGround
  • Scegli il piano di hosting adatto a te
  • Scegli il nome del dominio
  • Passi Successivi
  • Installazione di WordPress su SiteGround
  • Acquista l’hosting WordPress di SiteGround

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Caratteristiche importanti dell’hosting WordPress di SiteGround

La caratteristica più apprezzabile del servizio è che consente di creare siti WordPress in modo quasi istantaneo e, se siete alle prime armi, di gestirli in modo semplice, sicuro ed automatizzato.

Consente anche di trasferire il vostro sito creato precedentemente presso un altro provider in maniera automatizzata e gratuita, nel caso abbiate provato altre realtà e vogliate cambiare.

Quindi volendo fare un elenco delle caratteristiche più importanti:

  • Creazione rapida del sito di WordPress
  • Sicurezza SSL gratuita (https)
  • Migrazione WordPress gratuita da altro hosting/provider
  • Sicurezza ed aggiornamenti automatici e gestiti
  • Prestazioni al top con dischi SSD e php aggiornato
  • Assistenza competente e veloce
  • Dominio incluso per un anno
  • CDN di Cloudflare
  • Account Email inclusi (personalizzati col vostro dominio)
  • Backup Giornaliero
  • Piattaforma Google Cloud

Siete convinti? Comprate l‘hosting SiteGround da qui e cominciamo, altrimenti provate a cercare in rete e fatevi un’idea vostra.

Accesso al sito di SiteGround

Se non l’hai ancora fatto clicca il link da qui e ti troverai sulla pagina sottostante.

I piani sono simili, ma ti consiglio di scegliere “WordPress hosting”, meglio calibrato sulle esigenze di un blog.

Clicca su “guarda i piani”

hosting wordpress di siteground

Scegli il piano di hosting adatto a te

piani tariffari hosting wordpress siteground

SiteGround ha tre piani hosting che si adattano perfettamente alle esigenze di ognuno. Il primo anno la tariffa è molto scontata, proprio per permettere a tutti di provare il servizio senza dissanguarsi. Dal secondo anno il prezzo cresce, ma con meno del costo di un caffè al giorno, puoi avere un servizio professionale con tutto quello che ti serve incluso nel prezzo.

  • StartUp è adatto a chi sta cominciando adesso a creare un sito web.
  • GrowBig offre un ottimo rapporto qualità-prezzo, permette di ospitare diversi siti e include PHP Ultraveloce, che migliora notevolmente la velocità del sito, cosa da non sottovalutare, io odio i siti che non si aprono in tempi ragionevoli!
  • GoGeek è perfetto per chi ha un sito di dimensioni più grandi, un eCommerce, o per chi ha bisogno strumenti di sviluppo e maggiori risorse del server.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente ti basta una delle prime due soluzioni.

Scegli il nome del dominio

Se hai letto il mio articolo Aprire un blog di viaggi da zero, probabilmente hai già scelto un nome di dominio.

Per non mettere confusione o indurre in dubbi non ripeto in questo articolo quali sono i passi fondamentali per la scelta del nome e del dominio, quindi diamo per scontato che tu abbia già scelto, ad esempio travelbloggerdelsecolo.it.

Inserisci il nome del dominio, che ricordo, è gratuito per un anno. Poi via, ci siamo quasi, ancora pochi passi.

Se il dominio è disponibile si aprirà una sezione nella quale dovrai inserire tutti i tuoi dati compresi quelli della carta di credito e quelli sulla volontà o meno di mantenere la privacy sul proprietario del dominio

hosting wordpress di siteground scegli il dominio

Completa l’ordine di acquisto del tuo Hosting Wordpress

Ancora pochi passi. Scegli il periodo per il quale desideri abbonarti (1-2-3 anni) ed eventuali servizi extra, che in ogni caso potrai aggiungere anche più tardi, allo stesso prezzo e quindi senza rimetterci dei soldi.

Puoi ancora cambiare idea sul piano e sul Data Center (dove sarà ubicato il tuo server) cliccando sulle piccole icone grigie di fianco al piano ed al Data Center preselezionato.

Paga e via, sei proprietario di un dominio ed hai un pezzo di un server in affitto.

hosting wordpress di siteground controlla e paga

Passi Successivi

Adesso devi installare e configurare WordPress e le email.

Accedi con il nome utente e la password che hai scelto ed entra in SiteGround, da qui potrai gestire i tuoi siti con Site Tools cliccando sul pulsante, come vedi in figura.

site tools di Siteground

Installazione di WordPress su SiteGround

installare wordpress

Adesso sei all’interno di Site Tools. Per installare WordPress scegli WORDPRESS dalla barra laterale, INSTALLA E GESTISCI e poi clicca si SELEZIONA sotto a WordPress.

Si aprirà in basso un’altra sezione da compilare. Scegliete il dominio e riempite i campi con i dati, email, nome utente e password (usate una password complessa e non usatela per altri siti o applicazioni).

installazione wordpress 2

Cliccate su INSTALLA.. e via! Il sito è bell’e fatto.

Acquista l’hosting WordPress di SiteGround

Se non l’hai ancora fatto puoi acquistare l’hosting WordPress di SiteGround cliccando qui (io ci guadagno qualcosa, ma a te costa uguale).

Acquista su SiteGround
Pubblicato: 22/01/2022
Blog di viaggi da zero la guida definitiva

Aprire un blog di viaggi da zero

di Max Pubblicato: 20/01/2022
Apri un blog Scritto da Max

Aprire un blog di viaggi da zero: domande e risposte

Vuoi aprire un blog di viaggi tutto tuo, partendo da zero? Se sei convinto partiamo!

Quando ho pensato di creare un blog di viaggi da zero mi sono domandato: perché qualcuno dovrebbe leggere il mio blog?

Ok, non è vero.. mi hai scoperto! Se io ci ho messo tanti anni a scoprire cosa dovevo fare, non vedo perché altri debbano fare altrettanto, perciò mi sento di poter dare dei consigli per rendere il tutto un po’ più semplice e veloce.

La domanda fondamentale da porsi è questa: ho qualcosa da dire? 

Se la risposta è “SI”, non importa cosa vuoi raccontare, tanta gente naviga in internet e sicuramente c’è qualcuno interessato alle cose che scriverai.

Se sei convinto leggi l’articolo e comincia oggi stesso, Non dimenticare di tornare sul sito per leggere i passi successivi per rendere unico e popolare il tuo blog di viaggi.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

blog di viaggio in italiano
All’aeroporto, al rientro da un viaggio in Alaska, col mio vecchio MacBook

Competenze tecniche per aprire un blog di viaggio

Se sei in grado di usare Facebook o Instagram, puoi aprire un blog di viaggi. Più avanti nell’articolo parlerò delle varie piattaforme di blogging, fra le quali ognuno può trovare quella che più si addice alle proprie competenze, oltre che alle proprie tasche.

Costi per aprire un blog di viaggi

Il costo per aprire un blog di viaggi da zero è veramente minimo. Con Hostinger (che io uso per questo sito) puoi provare ad aprire un blog con il costo di un caffè alla settimana. 

Se poi ti piace e vuoi essere più professionale devi mettere in conto qualche altra spesuccia, ma con una decina di euro al mese o poco più te la puoi cavare, ci sono un sacco di strumenti gratuiti che puoi utilizzare a seconda delle esigenze, anche questo è dettagliato più avanti nell’articolo.

Attrezzatura necessaria per un blog di viaggi

L’attrezzatura necessaria per aprire un blog di viaggi è molto semplice.

  • Una macchina fotografica (ma puoi usare anche il telefono se scatta belle fotografie)
  • Un computer a mio avviso è necessario, ma in emergenza puoi usare anche il tablet o il telefono.
  • Spirito di osservazione e fantasia

Le regole fondamentali di ogni blog

Le regole fondamentali per un blog di successo sono poche: passione, costanza e originalità.

Passione

La passione la diamo per scontata? Altrimenti chi ve lo fa fare di mettervi in quest’avventura?

Costanza

La costanza è importante. Un blog che pubblica un articolo ogni 3-4 mesi è difficile che possa fare tendenza e non c’è nulla di più deludente di incappare in un blog abbandonato.

Occorre scrivere costantemente, diciamo almeno 2 volte al mese se scrivi articoli complessi, 1-2 volte alla settimana se si tratta di notizie o curiosità.

La cosa migliore è pianificare sempre il lavoro con anticipo, in maniera da avere sempre articoli programmati per i 3-6 mesi successivi. Non serve per forza scriverli, ma serve pianificarli, per non trovarsi all’ultimo senza idee. So che può sembrare complesso o per alcuni inutile, ma serve ad avere una visione chiara del lavoro da svolgere. Perché, se non fosse chiaro, si tratta di un lavoro.

Originalità

Il terzo comandamento è: non copiare. Puoi girare per il web, prendere spunti, leggere libri, documentarti sulla “concorrenza”, parafrasare concetti, ma sii originale. 

I contenuti copiati danneggiano tanto te quanto chi li ha scritti in origine. I motori di ricerca penalizzano infatti i contenuti duplicati, rendendoli meno visibili nelle ricerche. Inoltre, diciamocelo, è veramente noioso trovare tanti siti che dicono tutti le stesse cose (torniamo al tema: perché le persone dovrebbero leggere i miei articoli?).

Farsi trovare su internet

Un altro aspetto importante di cui tener conto, prima di decidere di aprire un blog di viaggi, è che se scrivi tanto e bene, ma nessuno legge ciò che scrivi, è fatica sprecata. Da qui un’altra regola importante devi impegnarti per promuovere il tuo sito. Ci sono molte cose che si possono fare, le vedremo man mano.

Errori da non commettere

Primo: non copiare, ma questo ce lo siamo detti.

Secondo: non pensare che sia facile, non è facile, ma se ti piace è appagante

Terzo: non mollare. All’inizio, probabilmente, le visite saranno poche e sporadiche, ma seguendo le tre regole fondamentali ce la puoi fare.

Massimo Basso alle prese con le foto
In Canada, sosta per scaricare le fotografie

Il pubblico del tuo blog di viaggi

Il pubblico è un po’ come la famiglia, uno non se la sceglie. In realtà puoi fare molto per indirizzare il tuo pubblico. Ovviamente all’inizio a leggerti saranno gli amici, ma con il passa-parola ed un po’ di strategia, puoi attirare le persone che hanno la tua stessa passione.

Puoi scegliere se interagire con il tuo pubblico tramite il blog o affidarti ai social, ma devi essere preparato ai commenti ed ai giudizi negativi. La polemica in genere non paga, pertanto prendi le critiche come spunti per migliorare e tralascia i commenti inutili con superiorità.

Se il tuo pubblico è Italiano evita di usare l’inglese ad effetto, con il rischio di usarlo a sproposito.

Scrivi gli articoli nella lingua che è familiare al tuo pubblico, la competenza non si dimostra con un termine in inglese. Se hai un pubblico internazionale puoi scegliere di scrivere gli articoli in più lingue, ma non farlo all’interno dello stesso articolo. Questo è un argomento complicato e parlarne qui sarebbe troppo lungo.

Scegliere gli argomenti per un blog di viaggi

Allora abbiamo già visto che per creare un blog di viaggi innanzitutto bisogna avere qualcosa da raccontare, ma cosa? Puoi scrivere di qualsiasi cosa o scegliere un argomento specifico, ma l’importante è essere originali. 

Anche se in questo momento i viaggi sono un po’ limitati, puoi cominciare scrivendo della tua città, dei luoghi che hai visitato, di un particolare monumento o parco naturale. Anche se a te sembrerà banale e scontato, una persona che arriva da fuori potrebbe trovare spunti e consigli interessanti. 

Puoi anche scrivere una guida su come pianificare un viaggio, come cercare un volo su internet, cosa mettere in valigia, gli accessori HiTec irrinunciabili ed un sacco di altri argomenti. Scrivi di argomenti per i quali hai una competenza o un’esperienza specifica o per i quali hai una grande passione.

Sii dettagliato, non limitarti a scrivere le poche informazioni che tutti gli altri hanno scritto, altrimenti ti confonderai nella folla. Scrivi qualcosa di personale, una tua esperienza, un tuo giudizio, qualche emozione o, semplicemente una curiosità che il lettore troverà solo nel tuo articolo.

Con un po’ di fantasia gli argomenti non mancano anche in un periodo come questo in cui i viaggi e gli spostamenti sono limitati.

Scegliere il nome di un blog di viaggi

Ecco ci siamo.. il momento è catartico.. avrebbe detto il comico Flavio Oreglio. 

Il momento è giunto, devi darti un nome. Meglio se originale. Questo è il nome che ti contraddistingue e ti deve identificare. Pensa a come sei, come scrivi, cosa fai. Metti giù le parole che ti identificano come un elenco su un foglio e prova a combinarle. Se hai un soprannome puoi scegliere quello. Poi controlla se il dominio è disponibile e .. scoprirai che qualcuno ci ha già pensato. Ricomincia da capo circa 200 volte e troverai il nome perfetto. Ah. Dimenticavo, controlla che non ci siano pagine social con lo stesso nome.. ecco.. ricomincia da capo.

Scherzo, ma non troppo! Trovare domini liberi e inventare nomi originali non è facile, ma puoi anche usare alcuni servizi interessanti tipo Domainsbot,  Bust a Name o Panabee. Se stai scegliendo un nome in italiano potrebbero essere meno efficaci, ma forniscono comunque idee da valutare. Aspetta comprare il dominio, vediamo dopo come fare.

Qualche indicazione in più sul nome

  1. Ragiona in ottica di lungo termine, se il tuo non è un blog veramente specifico lasciati aperte delle strade. Ad esempio se ti piace il mare non chiamarlo solemarefelicità, nel caso tu decida poi di parlare di montagna potrebbe essere una limitazione.
  2. Non legarlo ad un evento o ad un tuo stato d’animo che potrebbe cambiare, come ad esempio il nome della tua destinazione preferita o del tuo compagno/a/* (non chiamarlo viaggistatiuniti, se pensi che potresti decidere di parlare anche dell’Africa)
  3. Facile da ricordare, usa dei termini conosciuti
  4. Facile da scrivere, senza ambiguità, come ad esempio due vocali consecutive (sole e mare e felicità si scriverà solemarefelicità o soleemareefelicita?)
  5. Senza trattini o altri simboli

Scegliere .it o .com?

Il massimo sarebbe scegliere un dominio che sia libero con entrambe le estensioni. Un dominio .it ed un dominio .com possono costare 20 euro all’anno, in totale, se credi nel tuo investimento comprali entrambi.

Se il dominio che cerchi esiste già in una delle due estensioni, potresti decidere di cambiare nome, per evitare duplicati e confusioni, a meno che l’altro dominio non parli di tutt’altre cose (ma potrebbe sempre cambiare)

Scegliere fra .it e .com dipende essenzialmente dal tuo pubblico: guarda a chi stai scrivendo. Se il pubblico è internazionale meglio .com, per un pubblico italiano meglio .it. Questa non è una regola ferrea e, soprattutto, non guardare al mio sito. Il mio sito si chiama Viaggio ControMano, ha un dominio .com col mio nome e si rivolge ad un pubblico italiano (comunque se digiti viaggiocontromano.it o viaggiocontromano.com entrambi puntano a questo dominio, sono entrambi di mia proprietà). E’ il frutto di scelte fatte in passato non sempre felici.

In India, fotografando la fauna selvatica per il mio blog
In India, fotografando la fauna selvatica per il mio blog.

Creare un logo e scegliere i colori del tuo blog di viaggi

Il Logo è il tuo marchio di fabbrica, qualcosa che ti identifica distingue dalla concorrenza, perciò devi metterci un po’ di attenzione. Qualcosa di semplice da ricordare e che sia in linea con la tua “mission”, che possa essere riprodotto nei colori che hai scelto per il tuo sito e che sia visibile sia su un fondo scuro che su un fondo chiaro.

Troppo? Puoi fare da te o farti aiutare. Il primo logo per il mio sito l’ho acquistato su GraphicRiver*, ce ne sono un sacco e li puoi personalizzare. In alternativa puoi scegliere un servizio personalizzato come Fiverr*, dove, per pochi euro, qualcuno lo creerà solo per te.

Creare i canali Social del tuo blog

Se vuoi diffondere il verbo del tuo blog, devi pubblicare regolarmente sui social media. Crea un account su ogni social che utilizzi con il nome del tuo sito e alimentalo in maniera costante. Non creare un account se non hai intenzione di utilizzarlo, meglio non averlo piuttosto che abbandonarlo a se’ stesso. Fondamentali sono Instagram e Facebook, più di nicchia Twitter e Pinterest, che io amo molto, anche se non alimento con regolarità. Facebook e Pinterest sono i migliori per pubblicizzare i tuoi articoli.

Scegliere la piattaforma adatta a te al tuo blog di viaggi

Ci sono molte piattaforme ovvero programmi online per creare un blog. I più famosi ed usati hanno il grande vantaggio che, quando ti trovi in difficoltà, puoi mettere il tuo quesito su Google e trovare la soluzione già pronta, in un forum o in tutorial. Per questo motivo tralascio quelli di nicchia.

Blogger 

Blogger è un servizio di blog gratuito di Google. Con Blogger hai la possibilità di creare un blog in modo rapido e semplice, senza essere esperto di tecnologia. Il fatto che sia di Google è una garanzia e per cominciare ti serve solo un account Google che probabilmente hai già, oppure uno nuovo. 

Pro: Blogger è gratuito, facile da usare, è sicuro, è di Google.

Contro: limitato nella crescita delle funzioni, limitata disponibilità di modelli per il sito, funzionalità aggiuntive spesso non disponibile e.. non ultimo.. Google potrebbe decidere che Blogger non interessa più e sospenderlo.

Tumblr

Tumblr è una piattaforma di microblogging con integrato un social network, più adatto per piccoli post, piccoli progetti.

Pro: Tumblr è gratuito con un sottodominio Tumblr come https://example.tumblr.com. Facile da configurare, semplice per i video ed i contenuti multimediali.

Contro: funzionalità ed estensioni limitate, poche possibilità di personalizzazione e difficoltà ad esportare i contenuti ad un’altra piattaforma in caso di insoddisfazione. Per collegare un tuo dominio occorre passare alla versione a pagamento.

Squarespace

Squarespace è un servizio di creazione di siti web visuale. E’ un modo semplice di creare siti online, ma poco adatto per il blogging

Pro: facile da usare ed ha modelli di siti molto accattivanti

Contro: funzionalità limitate ed orientate ai professionisti e piccole imprese

WordPress

L’ho lasciato per ultimo perché è il mio preferito. WordPress è il programma principe per il blogging ed è utilizzato da oltre il 40% dei siti internet. Il software di WordPress è gratuito e può essere ospitato su un server oppure tramite la piattaforma online di WordPress.com. 

Avere WordPress su un server libero ha il vantaggio di poter disporre di tutte le funzionalità, tutti i temi e di tutti i plugin, senza limitazioni. 

WordPress.com offre invece un ambiente protetto, ma molte limitazioni all’utilizzo che possono essere sbloccate solo passando a piani di abbonamento a prezzi più alti. Quando parlo di WordPress mi riferisco quindi a WordPress.org, quello ospitato su un “tuo” server. Dopo parliamo di come trovare un server per WordPress.

Pro: completo controllo su ogni aspetto del tuo sito, possibilità di integrare nuove funzionalità, come forum, negozio online e community. Disponibilità di temi gratuiti ed a pagamento, oltre a più di 50.000 plugin gratuiti accessibili tramite WordPress.org. Sviluppo continuo e possibilità di interazione coi motori di ricerca completano i vantaggi di questo strumento.

Contro: bisogna imparare ad usarlo ed a gestire i backup e la sicurezza, ma ce la puoi fare senza diventare uno scienziato.

Scegliere l’hosting

Appurato che per aprire il tuo blog di viaggi vuoi usare WordPress (e non WordPress.com), devi trovare qualcuno che ospiti il tuo sito internet sui propri server. Questo servizio si chiama hosting, “to host” in inglese significa appunto ospitare. 

Tutti o quasi offrono l’installazione di WordPress con un click, quindi niente paura. 

Ci sono tantissime offerte sul mercato ed è difficile districarsi, ma con poche semplici regole troverai quello che fa per te.

Se i tuoi visitatori sono italiani è meglio che i server siano in Europa o in Italia, per evitare che i dati vadano avanti ed indietro sull’oceano, perdendo in velocità (è vero). L’assistenza è meglio se è buona ed in Italiano. Ultima regola è che se anche non utilizzerai da subito tutte le funzionalità, è meglio che per quanto possibile l’hosting (quei gentili signori che ospitano il tuo sito) sia privo di limitazioni.

Dopo essere passato da un provider (hosting provider) all’altro io uso Hostinger* e per non parlare male della concorrenza mi limito a consigliarvelo caldamente (se poi comprate da qui* io ci guadagno qualcosa, ma non è per questo motivo che lo consiglio). 

Le funzionalità sono complete, l’assistenza gentile e competente, il prezzo giusto. Se volete approfondire ho fatto un articolo a parte, ma per cominciare andrà bene il piano startup a poco meno di 4 euro al mese.

Potete trovare offerte diverse anche a prezzi inferiori, ma, dopo aver provato tante soluzioni, considero il rapporto qualità/prezzo di Hostinger* il miglior compromesso per partire col piede giusto.

Dalla teoria alla pratica crea il tuo blog di viaggi

Sia che tu decida di usare Hostinger* che un altro provider, è ora di passare all’azione e aprire il blog di viaggi che sognavi.

Installare e configurare WordPress

Veniamo al dunque. Sei proprietario di un dominio e pronto per installare e configurare WordPress. 

Entra nel tuo hosting, accedi al pannello di controllo, clicchi su installazione e quando ti chiede dove desideri installarlo, scegli il tuo nuovo dominio (es: www.travelbloggerdelXXXsecolo.it). Una volta installato, sarai in grado di accedere al pannello di controllo di WordPress con il tuo nuovo nome utente e password.

Poi dovrai scegliere un vestito per il tuo blog, installare alcuni plugin necessari, inserire logo e banner, ma di questi aspetti tecnici parlerò in altro articolo. Restiamo sugli aspetti organizzativi.

Ho creato una piccola guida su come acquistare e installare WordPress utilizzando il provider SiteGround, leggi l’articolo Hosting WordPress per il tuo blog di viaggi.

Creare le tue prime pagine

Il modo migliore di familiarizzare con il tuo blog è creare le tue quattro pagine essenziali: Chi sono, Contatti, Privacy e Copyright. Accedi alla Dashboard, clicchi su “pagine” e “aggiungi pagina” ed il gioco è fatto. Non mi dilungo nei dettagli tecnici, per quelli rimando agli articoli specifici, ma le pagine sono diverse dagli articoli. Le pagine sono e rimarranno costanti o “statiche” nel tuo sito (salvo modifiche), mentre gli articoli saranno la parte dinamica, da alimentare costantemente.

Pagina 1: Chi sono

Ricordatevi sempre il pubblico, se è italiano perché usare “about me”?

In questa pagina parla di te, di cosa fai, perché hai aperto un blog di viaggi e magari inserisci un aneddoto interessante. Scrivi di cosa tratta il tuo sito e cosa i lettori si devono aspettare di trovare.

Parla delle tue passioni, delle tue competenze e perché le persone dovrebbero leggere i tuoi articoli.

Pagina 2: Contatti

Lo ridico? Se il tuo pubblico parla italiano non usare “contacts”.

Le persone a volte hanno bisogno di mettersi in contatto con te, per un consiglio o una collaborazione. Assicurati di aver inserito l’email preferita sulla quale ricevere la posta e che la stessa non finisca nello spam. Sii chiaro sui tempi e sui modi della risposta.

Pagina 3: Privacy

Nonostante si possano trovare esempi di pagine di privacy sul web, consiglio di utilizzare un servizio professionale tipo quello di Iubenda, che per i piccoli siti con poche necessità è un servizio gratuito. Se poi il sito cresce e fa pubblicità, pochi euro all’anno non saranno un problema.

Pagina 4: Copyright

Questa pagina è abbastanza standard, puoi trovare esempi su internet o copia la mia. Fra le altre cose, è l’unica pagina tradotta anche in inglese.

Newsletter

La newsletter è un modo di fare marketing diretto ai tuoi lettori. E quando dico marketing non dico che devi vendere qualcosa, semplicemente ricordare ai lettori che esisti e che hai pubblicato qualcosa di nuovo e di interessante. 

I lettori si iscrivono spontaneamente alla tua newsletter e quindi vogliono ricevere le tue mail, non so se consigliarti ogni settimana o almeno una volta al mese. Io ho scelto la seconda, così non sono troppo invasivo e ho sicuramente qualche articolo nuovo da proporre.

Servizi gratuiti per la newsletter

Per cominciare in maniera gratuita ti consiglio di scegliere un provider conosciuto, tipo Sendfox o Mailchimp che ti permettono di avere un certo numero di iscritti in maniera gratuita.

Sendfox, che io uso in questo sito, permette di avere fino a 1.000 iscritti gratuiti. A mio avviso è più immediato di altri che ho provato ed è più facile creare pagine di ringraziamento, ma è una questione di gusti. 

Creare i contenuti e pianificare le uscite

Delle idee per creare nuovi contenuti e della programmazione ne ho già parlato, adesso è il momento di mettere giù gli articoli. Io li scrivo su un foglio di word e poi li ricopio, ma si possono scrivere direttamente sul blog. Clicchi su “articoli” à “aggiungi nuovo” ed eccolo qui, il tuo primo articolo (cancella quello di esempio di WordPress). Poi dovrai aggiungere fotografie e magari qualche link.

Qualche consiglio per i primi articoli

Nei primi articoli meglio parlare di qualcosa che conosci bene e che ti dia sensazioni positive. Se scrivi bene, queste sensazioni verranno trasmesse ai lettori e sarà un’ottima maniera per cominciare. 

Usa una bella foto per la copertina, possibilmente una foto che hai scattato tu o dove ci sei tu, per testimoniare la tua presenza nel luogo. Non abusare di foto di te, altrimenti più che un blog può sembrare autocelebrazione.

Scrivi frasi corte e chiare, se devi esprimere più concetti spezzali in frasi separate.

Inserisci l’argomento del tuo articolo all’inizio, molta gente legge le prime due righe e se non sono interessanti chiude o volta pagina.

Ci sono plugin o servizi che ti aiutano nello scrivere meglio, tipo Yoast, ma prima provaci tu.

Pronti? Via!

E’ ora di aprire il blog di viaggi! Buon (blog di) Viaggio, se ti areni da qualche parte scrivimi! (leggi il prossimo articolo su come acquistare l’hosting su SiteGround e installare WordPress)

Come creare un blog di viaggi?

Puoi leggere questo ed altri articoli sull’argomento nella sezione dedicata del mio blog.

Quanto si guadagna con un blog di viaggi?

I guadagni vanno da zero (più le spese del blog) fino a molto.
Dipende da quanto è seguito il blog. Inizialmente saranno spese, poim se sarete bravi, comincerete a guadagnare.

Chi paga i travel blogger?

Buona parte dei travel blogger hanno introiti provenienti principalmente dalle sponsorizzazioni e dai link introdotti sul sito. Alcuni, ma non sono tantissimi, sono pagati dalle agenzie di viaggio o dagli enti del turismo per scrivere articoli su una determinata destinazione o un determinato servizio.
Solo quelli più famosi!

Qual è il miglior sito di viaggi?

Non esiste un sito “migliore”. Ci sono tanti siti e blog che toccano diversi argomenti e spaziano su differenti località. Trova qualcuno che abbia i tuoi stessi interessi ed incomincia a seguire i post.

Scopri cosa puoi fare

Leggi tutti gli articoli che ti aiutano ad aprire un blog di viaggi da zero.

Scopri come acquistare uno spazio dove ospitare il tuo sito e come muovere i primi passi con WordPress.

Pian piano ti accompagno in questo fantastico mondo, ogni mese guide trucchi e consigli.

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Arrivederci presto!

Pubblicato: 20/01/2022
Char Dham le quattro Dimore degli Dei in India

Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India

di Max Pubblicato: 14/01/2022
India Scritto da Max

Char Dham le Dimore degli Dei in India

Le quattro dimore degli Dei o Char Dham in India sono fra le più popolari mete di pellegrinaggio dell’India e si trovano all’estremità dei quattro punti cardinali del paese. 

Per i devoti visitare questi siti è di aiuto nel raggiungimento della liberazione dal ciclo delle reincarnazioni (Moksha). Per i viaggiatori non devoti può essere un modo di percorrere le strade dell’Induismo ed incontrare una cultura diversa nei suoi luoghi simbolo.

La liberazione può essere interpretata diversamente a seconda del contesto. Questa è intesa in genere come salvezza dal Samsara, il ciclo delle rinascite, ma può essere anche il raggiungimento di una condizione spirituale superiore.

In realtà non esiste una sola storia che spieghi il collegamento tra queste quattro città, ma esse avevano già un ruolo fondamentale fin dai tempi del Mahabharata (circa 500 a.C.). Le quattro città sono citate nei primi Purana, intorno al 400 d.C., poi da Sri Adi Sankara, il filosofo indiano maestro della dottrina non dualista, vissuto tra il VII e l’VIII secolo, il quale fondò in queste città degli ordini monastici per celebrarne l’importanza. Ad esempio nel tempio Dwarka nel Gujarat, istituì l’ordine monastico degli “Asrama”, e a Puri in Orissa, quello degli “Araṇya”. 

Leggi anche Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Char Dham le Dimore degli Dei in India
  • Mappa dei Char Dham
  • I quattro Char Dham in India o Dimore degli Dei
  • Il Tempio di Jagannath a Puri – Char Dham
    • Origine di Jagannath
    • Un’altra spiegazione sull’origine di Jagannath
    • Informazioni sul Tempio di Jagannath
    • Le Murti, Figure Sacre di Jagannath
    • Ratha Yatra
  • Il tempio di Vishnu a Badrinath – Char Dham
    • Vishnu in meditazione a Badrinath
  • Rameswaram – Char Dham
    • La leggenda dei Lingam di Rameswaram
  • Dwarka – Char Dham
    • La leggenda di Krishna e Rukmini
  • Le destinazioni gemelle dei Char Dham nei Purana
  • Chota Char Dham
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

Mappa dei Char Dham

Char Dham le quattro Dimore degli Dei in India
Mappa di Char Dham le quattro Dimore degli Dei in India

I quattro Char Dham in India o Dimore degli Dei

  • Ad est: il tempio Jagannath (una manifestazione di Krishna) a Puri, in Orissa
  • A nord: il tempio di Vishnu a Badrinath, nell’Uttarakhand
  • A sud il tempio di Shiva a Rameshvaram nel Tamil Nadu
  • Ad ovest: il tempio Krishna a Dwarka nel Gujarat

Il Tempio di Jagannath a Puri – Char Dham

Questo tempio si trova a Puri in Orisssa ed è dedicato a Jagannath. Questa Divinità è una rappresentazione di Krishna. Jagannath viene raffigurato con una grande testa, un gran sorriso e grandi occhi, mentre il corpo è privo di membra, di colore blu e nero, i colori di Krishna. Spesso è raffigurato insieme ad altre due figure che rappresentano Subhadra e a Balarama, la sorella ed il fratello.

Origine di Jagannath

Sull’origine della forma di Jagannath esistono diverse storie. La più accreditata racconta che il re Indradyumna incaricò l’architetto celeste, di scolpire una immagine di Krishna. L’architetto accettò l’incarico purché lo lasciassero lavorare senza essere disturbato per 21 giorni. Il Re, però, troppo curioso, dopo quindici giorni andò a sbirciare l’avanzamento dell’opera. Poiché l’accordo non era stato rispettato Vishvakarman, l’architetto celeste, abbandonò l’opera, lasciandola in questo modo incompiuta.

Un’altra spiegazione sull’origine di Jagannath

Un’altra storia narra che Krishna, Subhadra e Balarama si appassionarono così tanto ad ascoltare i racconti delle gesta di Krishna narrati dai pellegrini, che le teste e gli occhi si gonfiarono e le membra si ritrassero dando luogo alla figura di Jagannath e dei suoi fratelli.

Char Dham - Tempio di Jagannath - Puri - i luoghi sacri dell'induismo
Tempio di Jagannath a Puri in Orissa, un altro dei luoghi sacri dell’Induismo

Informazioni sul Tempio di Jagannath

Il tempio come lo vediamo oggi fu costruito nel XII secolo sulle rovine di un tempio precedente. 

Per i non Induisti la visita è limitata al solo esterno, mentre l’interno non è accessibile, a differenza di altri templi di Krishna, come ad esempio quello di Dwarka. Bisogna lasciare scarpe e cellulare in deposito e poi si arriva fino all’ingresso dopo aver passato alcuni controlli, ma senza arrivare all’interno del tempio.

Le Murti, Figure Sacre di Jagannath

Una delle particolarità di questo Tempio è che la raffigurazione principale di Jagannath è in legno, a differenza della maggior parte delle altre divinità. Ogni dodici o diciannove anni le Murti sono sostituite nella cerimonia del Navakalevara e devono essere scolpite come replica esatta delle precedenti utilizzando il legno di un albero sacro. 

I lavori di scultura del legno durano 21 giorni, durante i quali gli intagliatori non lasciano mai il tempio. Alla fine dei lavori le nuove immagini delle divinità, vengono trasportate nel santuario all’interno del tempio. La cerimonia di trasformazione si svolge tre giorni prima della festa dei carri, l’ultima volta è accaduto nel 2015.

Fonte: https://www.business-standard.com/article/beyond-business/renewal-at-puri-115030600563_1.html , https://www.shreejagannatha.in/nabakalebara/

Ratha Yatra

Il Ratha Yatra è una celebrazione che avviene ogni anno, il secondo giorno di luna nuova del mese Hindu di Ashadha, nel 2022 il 1° luglio e nel 2023 il 22 giugno. Letteralmente la parola significa processione dei carri, in ricordo del ritorno di Krishna a Vrindavana dopo una lunga assenza.

Le figure di Jagannath, Subhadra, Balarama e Sudarsana (incarnazione dell’arma di Vishnu) vengono trasportate con dei carri appositamente creati per un tragitto di circa due chilometri fino al tempio di Gundicha. Il festival attira milioni di visitatori ogni anno.
Numerosi Ratha Yatra sono celebrati anche al di fuori dell’India, anche in alcune parti d’italia, per esempio a Milano nel 2021.

Il tempio di Vishnu a Badrinath – Char Dham

Badrinath si trova a circa 7 ore di auto a nord di Haridwar, ai piedi dell’Himalaya. All’interno del Tempio principale Vishnu è raffigurato come Nara-Narayana, gli avatar gemelli che lavorano per la conservazione del Dharma.

Badrinath si trova ad un’altitudine di oltre 3.000 metri, in mezzo alle montagne ed è coperto dalla neve per oltre sei mesi l’anno. Durante l’inverno il tempio rimane chiuso e la la divinità viene trasportata a Joshimath. Nello stesso periodo anche i templi di Gangotri, Yamunotri e Kedarnath, destinazioni del Chota Char Dham, un pellegrinaggio locale, rimangono chiusi. 

La strada che porta al Tempio è spesso danneggiata da frane e smottamenti, pertanto informatevi sulle condizioni prima di partire.

Vishnu in meditazione a Badrinath

Secondo una delle leggende Vishnu meditò qui per migliaia di anni, mentre la dea Lakshmi forniva ombra a suo marito sotto forma di un albero di Badri. Così il luogo divenne noto come il nome di Badrinath.

L'albero chiamato Badri è il giuggiolo o dattero cinese (Ziziphus jujuba). Originario dell'africa è molto diffuso in Cina ed India. In Italia arrivò grazie ai mercanti Veneziani, che lo importarono e ne cominciarono la coltivazione, prima in laguna e poi nei Colli Euganei.

L’idolo principale si dice che sia stato scoperto da Adi Shankaracharya, in un fiume vicino e inizialmente posizionato in una sorgente termale. Solo più tardi fu costruito il tempio attuale, che risale al XVI secolo e fu costruito da re di Garhwal.

Il tempio è incastonato nelle montagne e circondato da panorami favolosi. Da Badrinath è possibile raggiungere facilmente le sorgenti termali per godersi una giornata di relax.

Il tempio di Vishnu a Badrinath
Il tempio di Vishnu a Badrinath – foto di Ganapathi Brahm

Rameswaram – Char Dham

Rameswaram si trova sull’isola di Pamban, nel Tamil Nadu, a circa tre ore da Madurai e una dozzina da Chennai. L’isola è la parte dell’india più prossima allo Sri Lanka. In realtà non possiamo dire che si tratti di una vera isola, perché è collegata al continente da un ponte stradale e ferroviario, che permette di raggiungere il centro dell’isola.

Testimonianze storiche raccontano che esistesse un collegamento con l’isola già nel 1450 e che fosse un passaggio naturale prima affiorato e poi sommerso in seguito ad eventi naturali.

Anche Marco Polo nel suo libro Il Milione ne fa menzione chiamando la zona Adam’s Bridge.

Il tempio Ramanathaswamy è il più importante della cittadina ed è anche il più meridionale dei dodici santuari Jyotirlinga dell’India. Questi sono i luoghi dove Shiva si manifestò come una colonna di luce in seguito ad una disputa con gli altri membri della Trimurti.

Il tempio è molto antico e si hanno notizie di lavori di ampliamento a partire dal XII secolo. Questa costruzione vanta il corridoio più lungo tra tutti i templi induisti in India.

Il Tempio è dedicato Ramanathaswamy (Shiva), sotto forma di Lingam che si dice installato da Rama prima di attraversare il ponte per Lanka.

Char Dham, il ponte Pandam a Rameswaram
Ponte Pandam a Rameswaram – Foto di Ajay Kumar Pasupuleti

La leggenda dei Lingam di Rameswaram

Il poema epico indiano Ramayana racconta che Rama, settimo avatar di Vishnu, chiese a Shiva di perdonarlo per i peccati commessi durante la guerra contro il re Rakshasa Ravana.

Come offerta per le sue richieste Rama decise di inviare Hanuman a prelevare un Lingam in Himalaya, per poterlo installare sull’isola e adorare Shiva. Sapendo che Hanuman ci avrebbe messo tanto tempo, allora Sita, la moglie di Rama, per aiutare il marito costruì un piccolo Lingam utilizzando la sabbia della spiaggia. Si ritiene che entrambi i Lingam presenti all’interno del tempio risalgano a quell’epoca. Fra i due il più importante è quello portato da Hanuman ed è chiamato Vishwalingam, mentre quello minore è chiamato Ramalingam

Rameswaram, insieme a Varanasi, è considerato uno dei luoghi più sacri dell’India per gli indù e parte del pellegrinaggio di Char Dham.

Dwarka – Char Dham

Tra le città sacre dell’Induismo Dwarka è quella più occidentale. Si dice che fu Krishna in persona a fondare Dwarka, che per questo è venerata come una delle Sapta Puri, le sette città sacre dell’India, oltre che come dimora degli Dei.

Il più famoso tempio della città è il Dwarkadhish, noto anche come Jagat Mandir e dedicato a Krishna. Il tempio ha cinque piani appoggiati su 72 pilastri e raggiunge un’altezza di 50 metri. Il nucleo centrale, che si ritiene sia stato costruito dal nipote di Krishna, risale a circa 20 secoli fa, poi ampliato nel XV secolo. Il tempio è accessibile anche ai non induisti e rappresenta una visita molto toccante.

Secondo la leggenda Dwarka fu costruita sulla terra che Krishna stesso ottenne dal mare. 

La leggenda di Krishna e Rukmini

Un giorno il saggio Durvasa si recò in visita a Krishna ed a sua moglie Rukmini e quando giunse in città i coniugi andarono ad accoglierlo. Mentre recavano a palazzo Rukmini si sentì stanca e chiese dell’acqua. Krishna per accontentarla scavò una buca e miracolosamente ne fece uscire l’acqua del fiume Gange. Rukmini si dissetò, ma non ne offrì al saggio che si offese.

Durvasa, noto per essere incline alle maledizioni si adirò per l’accaduto e lanciò una maledizione a Rukmini. Secondo la maledizione sarebbe stata condannata a rimanere in quel luogo, eternamente separata dal marito. Si ritiene che il luogo narrato nella leggenda sia quello dove sorge oggi l’omonimo tempio e spiega perché i templi di Krishna e Rukmini sorgano a due chilometri di distanza l’uno dall’altro.

Immagini dall'india Gujarat -India #incredibleindia
Sadhu al tempio di Rukmini a pochi chilometri da Dwarka – Gujarat

Le destinazioni gemelle dei Char Dham nei Purana

Una nota storica. Nei libri storici dei Purana Vishnu e Shiva vengono descritti come gli eterni amici Hari e Hara. Dovunque si trovi Vishnu, nelle vicinanze si troverà anche Shiva. I Char Dham in India seguono questa regola e per ogni luogo decicato a Vishnu ce n’è uno dedicato a Shiva. Kedarnath è considerato gemello di Badrinath, Rama Setu gemello di Rameswaram, Somnath di Dwarka ed il Tempio Lingaraj di Bubhaneswar gemello di quello di Jagannath a Puri. Secondo alcune tradizioni, i Char Dham sarebbero Badrinath, Rangnath-Swami, Dwarka e Puri, tutti siti dedicati a Vishnu, ed a loro sarebbero associati i siti di Kedarnath, Rameswaram, Somnath e il Tempio Lingaraj a Bhubaneswar (anche se non è chiaro se il tempio Lingaraj sia proprio quello o si faccia riferimento ad un tempio con lo stesso nome che si trova a Gupteswar).

In ogni caso la maggior parte delle persone segue il pellegrinaggio classico dei Char Dham

Chota Char Dham

Nell’Uttarakhand esiste anche un altro cammino famoso per i pellegrini di fede Induista. Anche se di dimensioni più contenute, il cammino non è meno impegnativo poiché tutti e quattro i siti si trovano in montagna e tre richiedono una lunga camminata per essere raggiunti. I quattro siti si trovano ai piedi dell’Himalaya e si chiamano Yamunotri, Gangotri, Kedarnath e Badrinath ed il pellegrinaggio è chiamato Chota Char Dham.

Nel dicembre 2016, il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha inaugurato un progetto di sviluppo delle strade di collegamento per migliorare la connettività tra Gangotri, Yamunotri, Kedarnath e Badrinath, allo scopo di rendere più facili i pellegrinaggi.

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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Pubblicato: 14/01/2022
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