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Articoli Recenti

plugin di WordPress

Plugin di WordPress per il tuo blog di viaggi

di Max Pubblicato: 08/04/2022
Apri un blog Scritto da Max

I plugin di Wordpress di cui (forse) non puoi fare a meno

E’ tempo di scegliere i plugin di WordPress per il tuo blog di viaggi. Ma cosa sono i plugin di WordPress?

Dopo avere scelto il miglior tema per il tuo blog di viaggi, aver scelto i colori, nome e logo, puoi avere l’esigenza di aggiungere alcune funzionalità al tuo blog di viaggi con WordPress.

Alcune di queste funzionalità probabilmente sono già integrate nel tema che hai scelto per il tuo blog di viaggi con WordPress, ma se così non fosse puoi usare dei piccoli programmi aggiuntivi che si chiamano appunti Plugin. 

Leggi anche: Aprire un blog di viaggi da zero

Tempo di lettura stimato: 16 minuti

Indice

  • I plugin di Wordpress di cui (forse) non puoi fare a meno
  • Dove si trovano i Plugin di WordPress e come installarli
    • Archivio plugin di WordPress
    • CodeCanyon
  • Come scegliere un plugin per il blog di viaggi su WordPress
    • Archivio di WordPress
    • CodeCanyon
    • Installare il plugin in formato .zip
  • Avvertenze prima di installare un plugin  di WordPress
  • I plugin di WordPress per il tuo blog di viaggi che consiglio
  • Altri plugin di WordPress da considerare
    • Plugin che generano automaticamente link interni
    • Plugin per creare un indice automatico
    • Plugin per condividere gli articoli automaticamente sui social
  • Blog2Social per condividere i post

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Dove si trovano i Plugin di WordPress e come installarli

Ci sono tanti posti dove poter cercare i plugin di WordPress più disparati. Ognuno produce il suo e lo pubblicizza come il migliore per giustificarne il costo, ma il primo posto dove cercare i plugin di WordPress per il tuo blog di viaggi è l’archivio di WordPress, dove tutti i plugin sono gratuiti, almeno nella versione “standard”

illustrazione per l'articolo plugin per il tuo blog di viaggi
Plugin per il tuo blog di viaggi illustrazione di Business vector created by vectorjuice – www.freepik.com

Archivio plugin di WordPress

Dalla barra laterale della tua bacheca scegli la voce “plugin” – “aggiungi nuovo”. Si aprirà una pagina che proporrà alcuni plugin fra i più popolari. 

In alto a destra c’è una ricerca per parola chiave. Poniamo il caso di cercare un plugin per ottimizzare la visibilità sui motori di ricerca (in termini tecnici SEO o Search Engine Optimization): Digita “SEO” nella casella e poi invio. Compariranno tutti i plugin dedicati a questa funzione, primo fra tutti Yoast SEO, che mi sento di consigliarti sia nella versione gratuita che in quella a pagamento, a seconda delle esigenze e delle disponibilità.

Clicca prima su “installa” e poi su “attiva” ed il plugin di WordPress è pronto, con qualche configurazione aggiuntiva da sistemare per adattarlo alle tue esigenze.

Come aggiungere plugin dall'archivio di WordPress
Come aggiungere plugin dall’archivio di WordPress

CodeCanyon

Un altro luogo dove cercare plugin per il tuo blog di viaggi con WordPress è il marketplace di Envato: CodeCanyon. Alcuni dei plugin più popolari si trovano appunto qui, il mercato per eccellenza. Ovviamente in questo sito non c’è nulla di gratuito, ma si può trovare praticamente tutto. CodeCanyon non offre versioni di prova, ma in alcuni casi, se proprio il plugin non dovesse funzionare, puoi chiedere un rimborso. In ogni caso meglio informarsi bene prima.

L'archivio dei plugin di CodeCanyon
L’archivio dei plugin di CodeCanyon

Esistono altri luoghi dove puoi trovare altri plugin, ma ritengo che quelli elencati siano i principali.

Come scegliere un plugin per il blog di viaggi su WordPress

Alcuni plugin offrono una versione gratuita ed una “premium” o “PRO”: prima di comprare valuta sempre se trovi un plugin gratuito, ce ne sono spesso di molto ben congegnati e popolari.

Proprio la popolarità di un plugin è un ottimo criterio di scelta, per garantirsi assistenza nel tempo, aggiornamenti e anche una base di conoscenza sul sito del produttore e sui vari forum di assistenza, nel caso di problemi.

Archivio di WordPress

Nel caso dell’archivio di WordPress, in basso a sinistra, nella casella di ciascun plugin, trovi il numero di installazioni attive, da prendere sempre in considerazione prima di installare il plugin. Plugin per esigenze comuni con meno di 10.000 installazioni, se non sono relativamente nuovi, probabilmente non sono così ben congegnati o coprono esigenze specifiche solo a pagamento. 

Attenzione alla data di aggiornamento!

Cliccando sul nome del plugin di WordPress si apre una finestra, dove puoi visualizzare la guida all’installazione, alcuni screenshot, le FAQ, le recensioni e altre informazioni importanti, fra cui:

  • Changelog, l’elenco dei cambiamenti avvenuti negli anni e relativa data
  • Data dell’ultimo aggiornamento
  • Compatibilità con la versione di WordPress
  • Requisiti minimi

Il tutto da verificare sempre prima di prendere una decisione.

I plugin possono essere cancellati, ma lasciano spesso qualche piccolo strascico di spazzatura nel sito, meglio installare solo quelli che servono veramente, se poi devi cancellarli non è una tragedia.

CodeCanyon

Per i plugin che trovi su CodeCanyon valgono le stesse raccomandazioni già elencate per l’archivio di WordPress.

Una volta collegat* al sito, in alto a destra trovi un box di ricerca. Digita la parola chiave, per esempio “gallery” e invio.

In questo caso è possibile attivare dei filtri dalla barra laterale sinistra, alcuni vivamente consigliati:

  • Sales: solo “top sellers”
  • Software version: da impostare alla versione attuale o almeno a quella precedente di WordPress

Una volta filtrato l’elenco verifica in ciascuna casella:

  • Prezzo
  • Data dell’ultimo aggiornamento
  • Numero di vendite

Cliccando sulla casella verranno poi fornite ulteriori informazioni e quasi sempre una demo del plugin.

Ora, dopo esserti registrato ed aver pagato il plugin, devi scaricare il pacchetto sul tuo PC e caricare su WordPress il file .zip che contiene il programma.

Prova l’hosting di SiteGround, se non sai come scegliere l’hosting leggi Hosting WordPress per il tuo blog di viaggi

Installare il plugin in formato .zip

Nella pagina di CodeCanyon passa il mouse sul tuo nome utente in alto a destra e si apre un menu contestuale. Clicca si “downloads” e vedi tutti i tuoi acquisti.

Puoi scaricare il plugin di WordPress cliccando sul bottone “download” e scegliendo “installable WordPress file only”. In alternativa puoi scaricare l’intero pacchetto con i file e la documentazione, ma dovrai essere in grado di individuare il pacchetto da caricare su WordPress. Perciò ti consiglio di scaricare entrambi, così avrai tutto insieme in un pacchetto ed il solo file installabile in un altro

Dalla barra laterale del tuo blog di viaggi scegli “plugin” – “aggiungi nuovo” e clicca sul pulsante “aggiungi plugin” accanto al titolo, in alto nella pagina. Si aprirà una finestra di dialogo “Se hai un plugin in formato .zip, puoi installarlo o aggiornarlo caricandolo qui.” Scegli il file dal tuo computer, carica e attiva. Configura il plugin ed è fatta!

Questa procedura è valida anche per i plugin dell’archivio di WordPress o quelli di terze parti in formato .zip

Aggiungi plugin di WordPress in formato zip
Aggiungi plugin di WordPress in formato zip

Avvertenze prima di installare un plugin  di WordPress

Alcune delle funzionalità essenziali sono comuni a tutti i siti ed a tutti i blog di WordPress, mentre altri sono più specifici per il mondo dei viaggi. Prima di installare un qualsiasi plugin occorre prendere in considerazione alcuni fattori.

Troppi plugin rallentano il tuo sito. Pres* dall’entusiasmo potrebbe venirti l’idea di aggiungere fronzoli ed accessori che obiettivamente sono inutili e potrebbero distrarre dall’obiettivo primario che è quello di proporre ai lettori le tue storie.

Alcuni potrebbero entrare in conflitto con il tuo tema e renderlo inutilizzabile.

Per questo prima di installare il plugin è meglio fare un backup e dopo averlo installato è d’obbligo controllare se tutto funziona (sia sul fisso che sul mobile).

Controlla anche che il plugin non abbia rallentato il sito, cosa che ai tuoi lettori non piacerà sicuramente! 

I plugin di WordPress per il tuo blog di viaggi che consiglio

Con la premessa che se puoi fare a meno di un plugin è meglio, ecco qui di seguito alcuni plugin che puoi utilizzare per il tuo blog di viaggi. Consiglio di non installarli tutti insieme, ma uno alla volta, testare il sito per qualche giorno e poi passare al successivo.

In ogni caso la prima domanda da porsi è: mi serve davvero? I plugin qui di seguito sono in gran parte gratuiti, quando non lo sono c’è scritto. Non sono tutti indispensabili e l’elenco non è esaustivo, ma non consiglio plugin che non ho mai provato.

  • Akismet Anti Spam è il primo plugin che viene proposto da WordPress: per i commenti. Se non attivi i commenti non serve e sappi che un po’ rallenta il sito. Io non lo uso, ma è utile.
  • Cookie and Consent Solution for the GDPR & e Privacy di Iubenda per la gestione del consenso ai Cookies. Fa quasi tutto da solo ed è gratuito, con alcune funzioni “PRO” a pagamento. Prima devi registrarti sul sito di Iubenda e generare una cookie policy (anche gratuita, ma limitata)
  • Sono passato, solo per la gestione dei cookies, alla versione gratuita di Complianz, per migliore compatibilità con il mio sito. Inoltre la funzionalità interna di ricerca e blocco dei cookies è meglio strutturata e più semplice di Iubenda. Continuo ad usare Iubenda per la generazione della Privacy Polycy, molto conveninete anche in termini di prezzo, solo 19 euro.
  • Contact Form 7 di Takayuki Miyoshi, il più famoso e più usato plugin di WordPress per i moduli di contatto. Non esattamente user friendly, ma completo e gratuito. Io lo uso con ReCaptcha v2 for Contact Form 7 di IQComputing per evitare gli SpamBot. Uso anche Redirection for Contact Form 7 di Qube One per reindirizzare gli utenti ad una pagina di ringraziamento dopo l’invio del messaggio.
  • Ho smesso di usare Contact Form 7 a causa dei continui cambi nella struttura e nella complessità della gerstione. Ho installato la versione gratuita di Formidable Forms che trovate solo sull’archivio di WordPress, mentre sul sito trovate solo le versioni a pagamento. E’ visuale e permette di fare un sacco di cose. Si possono compilare i moduli, fare sondaggi e tenere traccia delle conversazioni e inviare conferme in automatico. Inoltre secondo gli autori, il plugin è il più veloce nel suo genere. Esistono anche versioni a pagamento con molte altre funzionalità a partire da 77$, anche se spesso è in offerta a prezzi inferiori.
  • Meow Gallery di Jordy Meow e Thomas Kim, per rendere più belle le gallerie fotografiche. Sovrascrive la galleria di default di WordPress senza ulteriori interventi e se lo disattivate le gallerie ritornano standard. Altre gallerie richiedono interventi macchinosi o shortcode e sono difficilmente eliminabili Lo uso con Meow LightBox per visualizzare le immagini con un click. Esistono una versione gratuita ed una professionale a 19 $
  • JIG o Justified Image Grid di Firsh  fa più o meno le stesse cose ed equivale in sostanza alla versione a pagamento di Meow, con qualche funzionalità aggiuntiva in tema di personalizzazione. Anche questo plugin sovrascrive la galleria di default di WordPress senza ulteriori interventi e se lo disattivate le gallerie ritornano standard. L’ho usata ed ha sempre funzionato bene, ma col mio tema trovo più semplice Meow. Costa 27 $ su CodeCanyon, ma vale la spesa (aggiornamenti a vita).
  • Redirection di John Godley, nel caso cancellassi alcune pagine o post è possibile creare un reindirizzamento ad una pagina esistente (utile per SEO). Gratuito.
  • Asset CleanUp: Page Speed Booster di Gabe Livan. Consente di disattivare alcuni plugin o script in maniera selettiva, da alcune pagine, post o categorie, al fine di velocizzare il caricamento della pagina. Da usare con attenzione. Gratuito con una versione PRO (io utilizzo quella gratuita)
  • Liker di Merkulove consente ai lettori di esprimere un giudizio sui vostri post o pagine e riporta il rating nelle pagine della ricerca di Google. Non è indispensabile, ma mi piace anche se un po’ lento sulla versione mobile (io l’ho disattivato sui cellulari).  20 $ su CodeCanyon
  • ShortPixel Adaptive Images di ShortPixel per la gestione delle immagini. Ridimensiona e riduce il peso delle immagini per un caricamento più veloce. Il mio preferito ed il più ecomonico. Gratuito per un numero limitato di immagini, poi a pagamento. In alternativa puoi ottimizzare le immagini prima di caricarle e ottimizzarle con un programma come ImagOptim, ma ne parlo in maniera approfondita in un altro articolo.
  • SiteGround Security di SiteGround. Offerto di default con l’hosting di SiteGround, questo plugin di WordPress è disponibile gratuitamente per tutti. Suite semplice e completa per la gestione della sicurezza del sito. In alternativa potete usare WordFence, forse migliore, ma meno user-friendly. Gratuito.
  • WordPress Fastest Cache di Emre Vona. Un plugin per la cache è quasi obbligatorio. Questi plugin memorizzano le vostre pagine in file di pronto accesso per evitare di dover ogni volta far lavorare il server per la generazione dei contenuti. Il sito in questo modo carica prima. Ce ne sono per tutti i gusti e per ogni tasca. Ne ho provati tanti e questo per me funziona bene. Se usate uno di questi plugin controllate che il sito funzioni bene ogni volta che attivate una caratteristica. Con un po’ di pazienza e di pratica troverete la configurazione ottimale. Gratuito con una versione a pagamento, io utilizzo quella gratuita.
  • Sono passato a WP-Rocket versione solo a pagamento. Dopo alcune difficoltà iniziali, il mio sito raggiunge velocità fino a oltre 90 su Google Page Speed. Leggi qui come configurare al meglio WP-Rocket
  • Yoast SEO e Yoast SEO Premium di Team Yoast. “IL” plugin per la SEO. Da installare assolutamente almeno nella versione gratuita, per dare una marcia in più al vostro sito sui motori di ricerca. Utilizzo la versione a pagamento, ma puoi cominciare con quella gratuita.

Altri plugin di WordPress da considerare

Ci sono alti plugin che ho provato e che a mio avviso puoi prendere in considerazione per il tuo blog di viaggi.

Plugin che generano automaticamente link interni

Link Whisper genera in modo automatico i link interni del tuo sito per collegare meglio la struttura. Suggerisce i post che hanno meno collegamenti interni ed è completamente personalizzabile. Io per questo uso Yoast SEO Premium, che suggerisce i link, ma non automatizza. Costa 77 $, ma ne esiste anche una versione gratuita nell’archivio di WordPress. In alternativa puoi usare Internal Link Juicer di Internal Link Juicer(!), gratuito nell’archivio di WordPress, con la possibilità di una versione PRO a 69,99 $.

Plugin per creare un indice automatico

Creare un indice della pagina può aiutare o infastidire i lettori. Io propendo per la prima ipotesi. Puoi farlo autonomamente, come ho fatto all’inizio della mia esperienza con questo blog di viaggi, oppure usare TOC Table of Content Plus di Michael Tran. Semplice, configurabile, compatibile e gratuito nell’archivio di WordPress. Io uso un blocco incluso in Yoast SEO Premium, ma prima usavo TOC e va benissimo. Gratuito sull’archivio di WordPress.

Plugin per condividere gli articoli automaticamente sui social

Non sto parlando dei pulsanti di condivisione, uso quelli del mio tema, non saprei altrimenti quale scegliere. Questi plugin condividono automaticamente i tuoi post su varie piattaforme, per risparmiarti tempo. Ne esistono diversi, uno di quelli che sono da più tempo sul mercato è SNAP Social Network Auto Poster di NextScripts (il nome è imitato da almeno 3 concorrenti). Esiste una versione gratuita sull’archivio di WordPress, ma con funzionalità limitate, mentre è disponibile una versione PRO a 49 $.

Obsoleto: Un’alternativa, non gratuita – per essere chiari – è rappresentata da Social Auto Poster, che trovi su CodeCanyon. Puoi condividere automaticamente le tue pagine ed i tuoi post, compresi quelli personalizzati su tutte le principali piattaforme social media (Facebook, Twitter, LinkedIn, Tumblr, BufferApp, YouTube, Google My Business, Reddit, Telegram, Medium, WordPress e Pinterest). Devi solo configurarlo ed in seguito il plugin gestirà tutto per te. Questo permette di migliorare la SEO del tuo sito ricevendo più backlink dai social network. La configurazione è complicata e farraginosa, ma per qualsiasi problema il team di WPWebElite è a disposizione per assisterti. Io ho avuto un problema con Telegram e devo ammattere che la causa era dovuta al fatto che non avevo seguito alla lettera le istruzioni.

Non consiglio Social Auto Poster dopo averlo testato a fondo, troppo complicato rispetto ad altre alternative a pagamento.

Blog2Social per condividere i post

Dopo aver provato molte soluzioni, gratuite ed a pagamento, per condividere i post sui social network, in ottica SEO, ora sto usando Blog2Social.Il plugin è il più completo ed il più semplice fra tutti quelli che ho provato. Ne esiste una versione gratuita, con funzionalità complete, ma con poca possibilità di programmazione, mentre quella a pagamento è super accessoriata e la puoi provare per 30 giorni gratuitamente. La versione Smart costa solo 7$ al mese.

Pubblica automaticamente, ricondividi e pianifica automaticamente i tuoi contenuti su più piattaforme social come Twitter, Facebook, LinkedIn, Instagram, Pinterest e molte altre. Condividi automaticamente i tuoi contenuti WordPress e i post del blog o testo, immagini, collegamenti e video da qualsiasi altra fonte come post sui social media. Blog2Social ti offre molte opzioni per rendere la gestione dei tuoi social media più semplice e veloce.

Un’ultima raccomandazione: prima di installare un plugin, vedi se il tuo tema ha già questa funzione, il mio ne ha un sacco: NewsPaper di TagDiv.

Ciao!

Scopri cosa puoi fare

Leggi tutti gli articoli che ti aiutano ad aprire un blog di viaggi da zero.

Scopri come acquistare uno spazio dove ospitare il tuo sito e come muovere i primi passi con WordPress.

Pian piano ti accompagno in questo fantastico mondo, ogni mese guide trucchi e consigli.

Se invece stai programmando un viaggio controlla cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Clicca qui e risparmia oltre il 60% con l’hosting di SiteGround*

Arrivederci presto!

Pubblicato: 08/04/2022
Dubai e gli Emirati Arabi Uniti

Visitare Dubai e gli Emirati Arabi Uniti

di Max Pubblicato: 31/03/2022
Asia Scritto da Max

Dubai e Gli Emirati Arabi Uniti 

Dubai è il simbolo degli Emirati Arabi è la città dove tutto è possibile: i grattacieli più alti, gli hotel più lussuosi, i centri commerciali più grandi. Per volerla paragonare ad una città occidentale si potrebbe definire come una Las Vegas, dove il gusto per l’esagerazione non ha saputo trovare una vena artistica, ma è sfociata in una smania di impressionare i visitatori costruendo edifici sempre più grandi.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Dubai e Gli Emirati Arabi Uniti 
  • Gli Emirati Arabi Uniti
  • Perché visitare gli Emirati Arabi uniti
  • Un po’ di storia 
  • Dubai: come New York, ma nel deserto
  • Dubai e il Burj Khalifa, il grattacielo più alto al mondo
  • Dubai Mall
  • Dubai Aquarium
  • Burj Al Arab
  • Souq Madinat 
  • Wild Wadi Water Park Dubai
  • Ski Dubai
  • Dubai Miracle Garden
  • Atlantis Aquaventure Park e The Lost Chambers Aquarium
  • Global Village
  • Bur Dubai e Creek
  • Deira
  • Dubai Frame
  • Gita all’oasi di Al Ain
  • Il Meteo a Dubai
  • Cosa mettere in valigia per un viaggio a Dubai
  • Proposte di viaggio negli Emirati Arabi
  • Per saperne di più sull’Asia

Gli Emirati Arabi Uniti

Gli Emirati Arabi Uniti sono una federazione di sette stati che si trova sulla costa della Penisola araba a cavallo fra il Golfo Persico e il litorale nordoccidentale del golfo dell’Oman. Visivamente si possono individuare come la punta dello stivale della penisola araba.

Esso è composto da sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Quwayn. La zona fino al tardo XVIII secolo ed anche oltre, era nota come la Costa di Pirati. In questa zona infatti agivano bande di pirati che erano il terrore dei trasporti mercantili, a volte con l’accordo più o meno tacito degli sceicchi della zona. In seguito, dopo una tregua siglata fra la Gran Bretagna e gli stessi sceicchi, i paesi acquisirono il nome di zona della tregua o di Stati della Tregua (Trucial States).

Great Mosque Dubai
Great Mosque Dubai

Perché visitare gli Emirati Arabi uniti

Visitare gli Emirati Arabi Uniti è un’esperienza unica. 

Ovviamente quello che attrae la maggior parte dei turisti sono, in prima battuta, il lusso e la tecnologia, ma sono tanti i motivi di interesse che questi stati hanno da offrire.

Infatti oltre al comfort ed alle strutture turistiche di alto livello, atterrando a Dubai o ad Abu Dhabi la prima vista che balza agli occhi è il mare punteggiato da splendide isole. Quindi perché non prendersi una giornata e dedicarsi alla spiaggia e magari ad una gita di snorkeling a pochi passi dai grattacieli?

Tralasciando il relax ed il puro divertimento è possibile, anche se non così semplice esplorare la vita di tutti i giorni e la cultura di questi paesi. I luoghi sono pieni di storia e di stili di vita differenti dai nostri che stanno cedendo il passo ad una modernità fatta di tradizioni e di culture nuove portate dalla forte immigrazione e dalla voglia, oserei dire dall’ossessione, di innovare.

Nelle città si possono esplorare le attività frenetiche dei Souq, confrontarsi con diverse culture (ci sono tantissime prosperose comunità di immigrati), visitare le oasi beduine, i siti archeologici e divertirsi con lo shopping, magari facendo man bassa di artigianato locale.

Questi paesi sono una fusione tale di passato e futuro, di tradizione e tecnologia, di lusso e di normalità, che non lasciano indifferenti i visitatori.

Un po’ di storia 

Gli abitanti della regione si convertirono all’Islam nel VII secolo ed a partire dal XVI secolo furono parte dell’Impero Ottomano. Fu a partire da questo periodo che la zona prese il nome appunto di Costa dei Pirati. Una fama che certo non giovava ad una delle principali risorse della zona, ovvero la raccolta delle perle.

Già nel 1820 l’impero Britannico siglò un primo trattato di pace con tutti gli sceicchi del litorale, ma l’accordo non fece cessare gli assalti ai mercantili. Risolutivo fu invece il secondo trattato, siglato nel 1853, che trasformò i Trucial States in un protettorato Britannico 

Fra il 1968 ed il1971 il Regno Unito decise di porre fine al protettorato, che comprendev Bahrein e Qatar, aprendo la strada all’indipendenza dei vari stati. 

Il 2 dicembre 1971 sei Emirati istituirono un’unione politica denominata Emirati Arabi Uniti; il settimo, Raʾs al-Khayma, si unì all’inizio del 1972.

I confini degli Emirati sono tutt’oggi incerti, soggetti a dispute o mai definiti. Ad esempio il confine con l’Oman, nonostante accordi partiti ne 1999, ad oggi non è stato tracciato in modo definitivo.

Dubai: come New York, ma nel deserto

La città è il simbolo del lusso e della tecnologia, una sorta di New York, ma senza la neve a Natale. L’architettura della città si sviluppa in verticale, proprio come le città americane alle quali fa un po’ l’occhiolino, con un fiorire di edifici ultramoderni ed una vivace vita notturna. Dubai contende a New York anche il primato di capitale dello Shopping, ricca com’è di negozi di lusso e di artigianato locale. 

E pensare che il tutto si è sviluppato negli ultimi 40 anni, a partire da un piccolo borgo di pescatori.

Dubai Heritage Village_
Dubai Heritage Village_

Dubai e il Burj Khalifa, il grattacielo più alto al mondo

Il simbolo della Dubai dei record è certamente il Burj Khalifa, l’edificio che con i suoi 829 metri di altezza vanta il primato di edificio più alto del mondo, staccando gli avversari di oltre 200 metri.

Burj Khalifa
Burj Khalifa

La struttura ricorda la forma stilizzata del fiore hymenocallis, ed è strutturata in tre sezioni che si sviluppano intorno a un nucleo centrale. Visto dall’alto, ricalca la forma delle cupole tipiche di molte strutture architettoniche islamiche.

Il grattacielo è stato inaugurato nel 2010 e ospita sia uffici che abitazioni. Le attrattive più famosa del gigante d’acciaio sono le due terrazze di osservazione, la più popolare al 124° piano, quella VIP al 148° piano, a oltre 550 metri di altezza.

A parte la vista, quello che segna la differenza le due terrazze è il prezzo, che parte da 149 AED (37 Euro) per le visite al di fuori del tramonto, l’altro con prezzi più che doppi, da 379 AED (93 Euro).  

Accanto al Burj Khalifa spicca la Dubai Fountain, un bel luogo dove andare al tramonto, fare qualche bella foto e godersi i giochi di luce.

Clicca qui per acquistare i biglietti d’ingresso al Burj Khalifa con visita al 124 e 125mo piano. Attenzione: i prezzi per le prenotazioni dalle 16 alle 18:30 sono più alti, perché permettono di vedere il tramonto dall’alto del grattacielo.

C’è anche il biglietto per salire al 148mo piano!

Dubai Mall

Ai piedi del Burj Khalifa e vicino alla Dubai Fountain troviamo il Dubai Mall. Aperto nel 2008 dopo varie vicissitudini, il Dubai Mall, con il suoi 1.200 negozi, è il più grande centro commerciale del mondo e occupa a Dubai una superficie lunga 600 e larga 700 metri. Il chilometro dello shopping compulsivo che è costato intorno ai 20 miliardi di dollari.

Probabilmente troverete tutto quello di cui avete bisogno e anche quello a cui non avete mai pensato.

Il complesso è studiato per attrarre le famiglie e trattenerle al suo interno integrando lo shopping con l’intrattenimento. 

Dubai Aquarium

Proprio per questo motivo all’interno del Mall, fra le altre attrazioni, troviamo un acquario di dimensioni gigantesche. Si tratta del Dubai Aquarium, che ospita circa 30.000 specie marine tra cui squali e razze. Inutile dire che gli squali sono l’attrazione principale. Proprio per permettere un’esperienza più realistica è stata creata una gabbia per potersi calare in acqua e entrare quasi in contatto con questi fantastici animali, anche se non i è sub esperti. Per maggiori informazioni visitate i siti: thedubaimall.com e thedubaiaquarium.com (in inglese).

Altrimenti comprate un biglietto combinato da qui (in italiano – sponsorizzato)

Burj Al Arab

Chi non ha mai visto, almeno in foto, il Burj Al Arab parli adesso o taccia per sempre!

Burj al Arab
Burj al Arab

E’ l’edificio probabilmente più conosciuto di Dubai e uno fra i più conosciuti al mondo: l’hotel a forma vela, il vero simbolo del lusso. Pensate che per costruire questo vero e proprio capolavoro di design e architettura, è stata creata addirittura un’isola artificiale al largo della spiaggia di Jumeirah.

Il Burj Al Arab è stato inaugurato nel dicembre del 1999 ha 28 piani ed ospita 202 camere. Se è vero che le dimensioni non contano, forse chi ha progettato questo hotel non lo sapeva, la camera più piccola infatt misura 169 metri quadri, mentre la più grande arriva a ben 768!

I prezzi partono da 1.650 (ho appena controllato), mentre la suite diplomatica con 3 camere da letto su più livelli arriva a oltre 12.000 euro, ma ATTENZIONE.. la colazione è inclusa.

Souq Madinat 

Il Souq Madinat si trova a Jumeirah ed è un centro commerciale costruito con l’intento di rappresentare una cittadina araba. Il motivo principale per visitare questo posto è che si può fotografare il Burj al Arab, anche se si possono trovare angoli migliori e privi di ingombri dalla spiaggia. Nei negozi all’interno è possibile acquistare pezzi di artigianato locali mediamente più sofisticati di quelli che si trovano nella città vecchia, con un sapore originale ed a prezzi ancora accessibili.

Wild Wadi Water Park Dubai

Simile all’Atlantis, ma con un’ambizione meno estrema, il Wild Wadi Water Park Dubai si trova nei pressi del Buj al Arab e con una recente ristrutturazione mira a diventare l’altro parco aquatico di riferimento di Dubai. Tutto da scoprire.

Ski Dubai

Una delle attrazioni più singolari di tutta Dubai e una delle cose che non ti aspetteresti di trovare nel deserto è una pista da sci lunga 400 metri. Ma c’è e si chiama Ski Dubai, il primo snow park a tema invernale del Medio Oriente. Io odio il freddo e non ci sono andato, ma per gli amanti del genere è possibile farsi una discesa con gli sci o visitare e interagire con una colonia di pinguini. Prezzi da circa 48 euro per la sola discesa, da 54 circa per visitare anche i simpatici pennuti. Compra qui il biglietto.

Dubai Miracle Garden

Il giardino dei miracoli, Dubai Miracle Garden è un fantastico giardino fiorito dove è possibile ammirare le composizioni floreali più incredibili e più grandi che abbiate mai visto.

Le forme variano dai delfini, ai personaggi Disney, ai cuori e stelle, fino ad arrivare alla composizione floreale più grande al mondo: un aereo Emirates a grandezza naturale.

Pensate solo che per creare Topolino, che è alto circa 18 metri, ci vogliono circa centomila piante e fiori.

Il giardino è aperto da novembre a maggio, perché d’estate fa troppo caldo, le composizioni floreali possono variare in base alla stagione. In pratica in ogni stagione lo spettacolo non è mai lo stesso, per il susseguirsi di nuove fioriture.

All’interno del parco c’è anche una zona con i tappeti elastici ed altre attrazioni per i più piccoli.

Se dico che all’interno si possono comprare souvenir floreali è spoiler? 

Il Dubai Miracle Garden è aperto da domenica a giovedì dalle 9.00 alle 21.00 e il venerdì e il sabato dalle 9.00 alle 23.00. Se il Dubai Miracle Garden non è aperto tutto l’anno, il Dubai Butterfly Garden è invece visitabile tutto l’anno. Il costo del biglietto d’ingresso per gli adulti è di 50 AED, circa 12 euro, con varie riduzioni per bambini. Per arrivarci prendete la metro e scendete alla fermata Mall of the Emirates o con RTA bus 105. 

dubai miracle garden
Foto di Nabil Saleh – Dubai Miracle Garden

Atlantis Aquaventure Park e The Lost Chambers Aquarium

Atlantis Aquaventure Waterpark è uno dei parchi acquatici più grandi del pianeta e si trova sulla parte più esterna dell’isola artificiale a forma di palma che ospita l’Hotel Atlantis. All’interno del parco si possono trovare i classici scivoli, le piscine con le onde e varie attività che potete trovare un po’ ovunque, ma anche attività che rendono il parco veramente unico. Una delle attività più interessanti è il surf che si pratica su appositi scivoli che simulano le onde del mare, ma la vera attrazione del parco è una vasca dove, con una visita guidata, è possibile farsi una nuotata in tutta (in)sicurezza con gli squali. Sempre gli squali e le razze sono i protagonisti del Leap of Faith, uno scivolo che termina la sua corsa attraverso un tubo trasparente circondato da squali e razze.

Connesso con il parco The Lost Chambers Aquarium ospita oltre 65.000 animali marini con i quali è anche possibile interagire in tutta sicurezza. Potete giocare con i delfini, abbracciare un leone marino, immergervi o fare snorkeling. Un’esperienza acquatica a trecentosessanta gradi.

Il costo dell’ingresso all’Aquapark parte da circa 70 euro, mentre l’acquario da circa 28 euro, i bambini di solito non pagano. L’esperienza con i vari animali aquatici parte da circa 170 euro ed i biglietti possono essere combinati fra di loro in vari modi.

Global Village

Il Global Village è un melting pot di più culture. In questo villaggio globale hai la possibilità di fare il giro del mondo rimanendo all’interno di uno spazio limitato. I padiglioni riproducono un piccolo Expo in miniatura, con bancarelle e padiglioni che propongono costumi e colori di terre diverse e lontane. Potete anche godere dei profumi e dei sapori di questo mondo in miniatura cominciando un viaggio fra i numerosi chioschi e ristori che animano il villaggio. 

Il prezzo per l’ingresso è più che popolare, 15 AED, circa 3,5 euro.

Bur Dubai e Creek

Bur Dubai è il quartiere che ha dato vita a quella che è oggi la Dubai moderna. Questo è il vero nucleo storico della città e si trova sulle rive del Creek, dalla parte opposta all’altro quartiere storico di Dubai: Deira.

In questa zona si trovano edifici storici e quartieri tradizionali, come ad esempio il Textile Souk, il Dubai Museum e l’Al Fahidi Historic District, tutti a distanze ragionevoli, anche se si vuole fare una passeggiata di mattina o al tramonto, le ore più tranquille.

Bur Dubai è un quartiere tipico, dove la cultura araba si può assaporare nella sua autenticità, entrando in un negozio tipico o sorseggiando un drink, rigorosamente analcolico, in uno dei negozietti, alcuni dei quali non chiudono nemmeno di notte.

Il quartiere è intrigante, con il fascino delle cose vere e non scontate, una fermata obbligata per i viaggiatori e per coloro che desiderano un po’ di pace e tranquillità lontani dal caos del centro.

Sulle rive del Creek è possibile visitare il Dubai Heritage Village, che vuole ricostruire un tipico quartiere dell’antica Dubai. Carino, ma un po’ troppo curato e artefatto per dare veramente la sensazione di vivere in un’altra epoca.

Anche se non è la meta prediletta per gli amanti della spiaggia, poco lontano dal centro del quartiere si puà raggiungere la spiaggia de La Mer con i suoi localini alla moda e le spiagge in gran parte libere.

Nel 2008 la zona del Creek, il fiume che attraversa la città dividendola in due, è stata ampliata fino al mare, trasformando Bur Dubai in un’isola, che nonostante i lavori ciclopici ha conservato il suo fascino e buona parte della sua autenticità

Creek a Dubai Emirati Arabi Uniti
Creek di sera

Deira

Affacciata sul Creek, ma dalla parte opposta di Bur Dubai troviamo Deira.

La zona a ovest di Deira è conosciuta come l’area dei Souq, in questo piccolo angolo dove il tempo si è fermato ad una quotidianità più vera, si possono ammirare piccoli scorci di vita vissuta e le antiche attività dell’artigianato e del commercio, andando oltre la visione ammaliante del centro e stimolando gli altri sensi, come quando si attraversa il Souq delle spezie con i suoi odori e sapori d’oriente. In questi luoghi le piccole comunità di immigrati dall’oriente si sono ritagliati propri spazi dove poter ricreare le atmosfere della madre patria. 

Ovviamente c’è un quartiere adibito a piccola India che vale la pena di visitare per rivivere un po’ dei colori e di profumi indiani. 

Non lontano da qui si trova il celebra parco Al Mamzar, con una superficie di 106 ettari dove è possibile trovare aree picnic con i barbecue in stile americano, aree giochi, spiagge e anche un treno panoramico. Ma una delle attrattive principali del parco è la spiaggia libera, con spogliatoi e servizi per i bagnanti. Per chi non ama il mare c’è anche una grande piscina con sdraio, ombrelloni e snack bar, al momento chiusa. Ma vuoi mettere un bagno nell’acqua salata?

Sempre in quest’area si trova il poco conosciuto museo delle donne. Viene raccontata la storia delle donne negli Emirati Arabi Uniti, e permettere di conoscere i traguardi raggiunti dalle donne che hanno fatto la storia degli Emirati. Un punto di vista diverso dagli stereotipi della nostra cultura, progettato dalla professoressa Rafia Ghubash. Il museo si trova nel Bait Al Banat, la “casa delle ragazze” un palazzo storico degli anni 50 dello scorso secolo. Probabilmente non è uno dei musei più visitati di Dubai, ma sicuramente originale.

Il museo delle Donne a Dubai
Il Museo delle Donne a Deira – Dubai

Dubai Frame

Il Dubai Frame è un’altra delle spettacolari opere di design ed ingegneria che è possibile ammirare nella città degli eccessi. Il monumento è stato inaugurato il 1° gennaio 2018, ed è diventato subito una destinazione imperdibile, entrando a far parte dei simboli della città.

In pratica è un edificio a forma di rettangolo che misura 150 metri di altezza e 93 metri di larghezza. L’edificio è stato progettato per mostrare i punti più importanti di Dubai, sfruttando la posizione privilegiata proprio al centro della città.

All’interno si trovano quattro sezioni progettate dall’architetto Fernando Donis per permettervi di visitare il passato, il presente ed il futuro di Dubai.

Da un lato del Dubai Frame si osserva la Dubai Moderna con la Sheikh Zayed Road ed i suoi edifici ultramoderni, dall’altro l’are della Dubai storica con Deira ed il Creek, (Umm Hurair e Al Karama).

Old Dubai Gallery

Salendo nella Dubai Frame la prima fermata è Old Dubai Gallery, una mostra che racconta la storia di Dubai e illustra la Dubai dei tempi andati, con audiovisivi ed effetti speciali.

Present Dubai Gallery

In cima al Dubai Frame, dopo aver risalito i lati dorati della cornice ci si trova nella parte superiore col famoso pavimento di vetro trasparente che offre l’opportunità di vedere i punti di riferimento di Dubai antica e moderna. Si spazia dalla vecchia zona di Deira, al Dubai Creek, al deserto, ai grattacieli ed agli edifici iconici della skyline della moderna Dubai.

Dubai Future Gallery

Dopo questa visita adrenalinica (che chi ha problemi con l’altezza può evitare), si entra nella mostra Dubai Future, sempre accompagnato da effetti visivi e sonori e ci si trova proiettati ne futuro.

Se vi dico che c’è un negozio di souvenir è considerato spoiler?

Il Dubai Frame è visitabile tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00 ed è possibile acquistare i biglietti alla biglietteria del Dubai Frame o online dal sito, con numerose combinazioni con altre attrazioni.  Prezzi a partire da 50 AED, circa 12 euro.

Prova anche a dare un’occhiata al tour guidato Dubai Frame (il link rimanda ad una pagina esterna), ne parlano bene!

DUBAI FRAME

Gita all’oasi di Al Ain

L’oasi di Al Ain, il cui nome significa “la Sorgente”, è nota come la Città Giardino degli Emirati Arabi e del Golfo Persico. 

La cittadina si trova a circa 150 chilometri a sud-est di Dubai o circa 170 a est di Abu Dhabi, sulla frontiera con l’Oman e giuridicamente all’interno del territorio di Abu Dhabi.

Anche se è la quarta città per dimensione negli Emirati Arabi, Al Ain conserva uno spirito autentico e, in mezzo alla modernità, è ancora possibile osservare da vicino la cultura araba tradizionale.

Si tratta di una delle mete assolutamente da vedere per chi è in viaggio negli Emirati Arabi Uniti. Qui potrai visitare il Souq dei cammelli con i suoi mercanti e le contrattazioni frenetiche, il palazzo Sheikh Zayed, il Qasr Al Muwaiji e altre chicche degli Emirati.

Puoi anche goderti un po’ di fresco ammirando il fantastico panorama che si gode dalla Montagna Jebel Hafeet.

I tour guidati partono tutti i giorni da Dubai con ritorno in giornata.

Oasi di Al Ain Souq Mercato dei Cammelli
Al Ain Mercato dei Cammelli

Il Meteo a Dubai

Anto’.. fa caldo era il tormentone di una pubblicità anni 2000 con protagonista Luisa Ranieri, la Lolita Lobosco della serie TV della Rai. 

Potrebbe essere lo spot del clima degli Emirati (vedilo qui https://www.youtube.com/watch?v=PYysBD6U_S8 )

Il clima degli Emirati Arabi Uniti è subtropicale arido, d’inverno non fa troppo freddo, ma in compenso l’estate è torrida. I mesi più caldi dell’anno sono luglio e agosto, con massime di oltre 40 °C fra giugno, luglio ed agosto, mentre sulle montagne le temperature sono più vivibili.

In estate dovrete anche fare il conto con l’umidità del golfo che in alcuni giorni rende il clima insopportabile.. ma potete sempre entrare in un centro commerciale e godervi l’aria condizionata.

Fra gennaio e febbraio le minime possono arrivare fino ai 10° anche se in genere sono più miti.

Non piove quasi mai e le precipitazioni si concentrano tra dicembre e marzo, in compenso quando capita un acquazzone, a volte le piogge possono essere torrenziali. Sulla costa possono capitare occasionali ma violente tempeste di sabbia, ma a parte casi sporadici vi “toccherà” quasi sempre cuocervi al sole.

Il periodo migliore per visitare gli Emirati? Fra dicembre e marzo.

Per una vacanza di mare i mesi migliori sono marzo e novembre (a novembre il mare è più caldo), mentre in estate spesso fa troppo caldo per stare al sole.

Cosa mettere in valigia per un viaggio a Dubai

Ovviamente prima di tutto leggete il mio articolo cosa mettere in valigia.

In inverno servono vestiti leggeri per il giorno, un maglione o una giacca per la sera o nelle giornate particolarmente fresche. 

In estate, vestiti leggeri, larghi, meglio se in cotone o lino, un copricapo leggero per il deserto, magari un bel turbante.

Portate sempre una felpa leggera se girate la città, perché l’aria condizionata può portarvi dall’equatore al polo Nord nell’arco di un passo.

Viaggiate con rispetto! Se visitate luoghi storici, moschee o semplicemente uscite dalla città, meglio coprire braccia e gambe, per rispettare le usanze del luogo. In alcuni luoghi le donne si devono coprire il capo. 

Se non approvate potete sempre scegliere un’altra destinazione. :-)

Proposte di viaggio negli Emirati Arabi

Alla scoperta di Dubai e Abu Dhabi (tour di gruppo con minimo 2 persone) con guida in italiano durante i city tours. Un itinerario straordinario che vi farà conoscere un mondo unico dove convivono in armonia realtà contrastanti.
Dubai, una città incredibile dove, ai margini del deserto convivono tradizioni e modernità, con architetture che sfidano l’impossibile in un luogo unico al mondo. E’ possibile inoltre programmare una visita facoltativa ad Abu Dhabi, dove alcune antiche tradizioni sono diventate Patrimonio Mondiale dell’Umanità tutelate dall’Unesco. Un viaggio indimenticabile!

Tour Perle d’Arabia, un viaggio alla scoperta di Dubai ed Abu Dhabi. Questo viaggio racchiude un incredibile mix di esperienze in un itinerario straordinario, per farti conoscere un mondo unico dove convivono in armonia realtà contrastanti.

Per altri itinerari chiedi a me

Per saperne di più sull’Asia

Sono approdato all’Asia di recente, ma questa terra è stata subito fonte di ispirazione. Non solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Se ti interessa l’India prima di tutto informati sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. altri argomenti interessanti per avvicinarti a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori. Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggi la sacra Trimurti, introduzione e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie, Vishnu ed i suoi Avatara, l’importanza del conservatore o Surya ed il culto del Dio del Sole in India. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

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Ma l’Asia non è solo India. Parti per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Altri articoli interessanti su Cina ed Indonesia sono per esempio il periodo migliore per visitare Hong Kong, o qualche cenno sul Capodanno Cinese e sul Calendario Cinese Tradizionale. Senza dimenticare gli strani animali asiatici come i Panda Giganti della riserva di Chengdu o gli Orangutan di Sumatra e i Macachi Neri di Tangkoko.

Ciao, a presto!

illustrazioni di Photographeeasia/Freepik

Pubblicato: 31/03/2022
La Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele fra culto e leggenda

di Max Pubblicato: 10/03/2022
Italia Scritto da Max

La Sacra di San Michele simbolo del Piemonte

La Sacra di San Michele è un luogo ricco di fascino e mistero, che dal 1994 è diventato ufficialmente il simbolo del Piemonte, grazie alla legge regionale 68 del 21 dicembre 1994.

La fondazione della Sacra viene fatta risalire al IX secolo, ma le prime testimonianze scritte si hanno a partire dal XI secolo. Un monaco di nome Guglielmo scrive che l’edificazione della chiesa avvenne sotto il pontificato di papa Silvestro II, dal 999 al 1003. In precedenza lo stesso Papa era stato abate dell’abbazia di San Colombano di Bobbio.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Panorama della Sacra e sullo sfondo il Rocciamelone
Panorama della Sacra e sullo sfondo il Rocciamelone

La leggenda della Sacra di San Michele

Nel X secolo San Giovanni Vincenzo voleva costruire una chiesa su quella che oggi è la Rocca Sella, che all’epoca si chiamava Monte Caprasio. Un po’ per volta, cominciò a recuperare il materiale occorrente, ma ogni volta che preparava qualche pietra o della legna e lo accatastava per cominciare i lavori, il materiale di notte spariva in modo misterioso.

Così una sera il Santo si nascose per vedere chi poteva essere il ladro.

Quando calò il buio, San Giovanni ebbe però una grandissima sorpresa: non erano i ladri a rubare il materiale, si trattava invece degli Angeli, che col favore della notte raccoglievano le pietre e l’altro materiale e lo trasportavano proprio di fronte, sul Monte Pirchiriano.

San Giovanni Vincenzo capì che questo era un segnale della volontà Divina e decise perciò di costruire l’abbazia dove sorge ora.

Da questa leggenda deriva il nome della Sacra, ovvero La Consacrata.

La Sacra di San Michele fra culto e leggenda » https://www.massimobasso.com/articoli/page/25/

Sacra di San Michele nella nebbia

La leggenda è raffigurata nell’affresco posto all’interno dell’edificio a destra sul Coro Vecchio, dove angeli e colombe sono stati raffigurati mentre trasportano il materiale da un posto all’altro.

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La Linea Sacra di San Michele

La misteriosa Linea Sacra di San Michele, detta anche Michelita o Micaelica è una delle linee immaginarie che toccano punti particolari, considerati di grande valore simbolico o spirituale per uno o più popoli o fedi religiose. Lungo la linea Sacra di San Michele si trovano sette santuari dedicati al Santo che sorgono lungo una linea immaginaria. La linea taglia in senso trasversale l’Europa dall’Irlanda fino ad arrivare al Monastero di Monte Carmelo in Israele per una lunghezza totale di ben duemila chilometri.

Mappa linea Sacra di San Michele arcangelo
Mappa della linea Sacra di San Michele Arcangelo

La Leggenda della Linea Sacra

La Linea Sacra di San Michele, secondo al leggenda, ricalca il colpo di spada che l’Arcangelo inflisse ala Diavolo per rimandarlo all’inferno. Il culto del Santo, ebbe origine in oriente, ma si diffuse nella Roma antica grazie all’imperatore Costantino che nell’A.D. 313, eresse a Costantinopoli una basilica dedicata all’Arcangelo.

San Michele, che nell’iconografia classica viene rappresentato come un guerriero, assunse il simbolo di massimo difensore della fede cristiana e comandante delle schiere celesti, fiero oppositore del Male impersonificato dal Diavolo in persona.

I sette santuari della Linea di San Michele sono: Skellig Michael in Irlanda, St Michael’s Mount nel Regno Unito, Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di susa, San Michele in Puglia, il Monastero di San Michele su un’isola sperduta della Grecia ed infine il Monastero di Monte Carmelo in Israele.

In realtà il pellegrinaggio più popolare comprendeva già nel medioevo Mont St. Michel, la Sacra di San Michele e il Monte Sant’Angelo in Puglia, per un percorso di circa mille chilometri dove le chiese si trovano più o meno equidistanti fra di loro.

Leggi anche Mont Saint-Michel a piedi nudi sulla sabbia

Sacra di San Michele - Interno della Chiesa
Sacra di San Michele – Interno della Chiesa

La leggenda della Bella Alda

Un’altra leggenda legata alla Sacra di San Michele riguarda torre Bell’Alda.

La leggenda racconta di una bellissima ragazza che, indovinate un po’.. si chiamava Alda.. , e che volendo sfuggire alle losche mire di un gruppo di soldati che avevano invaso la Sacra, si nascose nella torre.

La ragazza, terrorizzata da quello che le sarebbe successo se fosse caduta nelle mani degli invasori, piuttosto che essere catturata, decise di lanciarsi nel vuoto dalla finestra più alta. 

Con sua grande sorpresa, però, durante la caduta due angeli la presero per le braccia e la sorressero, appoggiandola delicatamente a terra.

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Passato il pericolo la ragazza raccontò della sua avventura ai compaesani, ma nessuno le credette. Fu così che per dimostrare a tutti che diceva la verità, salì nuovamente sulla torre e si lanciò dalla finestra.

Questa volta nessuno la sorresse e la malcapitata si schiantò al suolo, tanto violentemente che il detto popolare dice che di lei non restò nulla, se non un orecchio.

In piemontese – ‘l toc pi gross restà a l’era l’ouria –

Nel luogo dello schianto oggi sorge una croce e la torre porta il nome della Bella Alda

La Torre Bell'Alda
La Torre Bell’Alda

Il nome della Rosa ispirato dall’abbazia

L’abbazia è stata da sempre ispirazione per molti, ed anche il grande scrittore italiano Umberto Eco non è sfuggito alla magia del luogo. La Sacra è stata infatti la sua ispiratrice per il famoso romanzo – e poi film di successo – Il Nome Della Rosa. Anche il nome del protagonista, Guglielmo, si rifà al monaco che per primo ne scrisse, come citato nell’introduzione.

Le ambientazioni così abilmente descritte nel libro si rifanno ad altri luoghi conosciuti dallo scrittore, probabilmente durante gli anni dell’università a Torino, fra cui la già citata Abbazia di San Colombano di Bobbio

Il film che ne seguì non fu girato però alla Sacra. Per esigenze sceniche e forse anche per il contenimento dei già esorbitanti costi di produzione, il film fu girato in buona parte negli studi di Cinecittà a Roma, fra il novembre 1985 ed il marzo 1986. Le altre località scelte per le ambientazioni furon l’Abbazia di Eberbach in Germania, la Rocca Calascio in Abruzzo e Castel del Monte di Andria, in Puglia.

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Come arrivare alla Sacra

La Sacra si trova nel comune di Sant’Ambrogio di Torino, in Val di Susa, in Provincia di Torino.

E’ raggiungibile da Torino con l’autostrada A32 – E70, uscendo ad Avigliana oppure in treno con la linea Torino Bardonecchia, con partenza da Porta Nuova, sempre fermando ad Avigliana.

Se non si vuole arrivare alla Sacra con la propria auto, esistono un sacco di percorsi escursionistici più o meno lunghi per arrivare alla sacra. Ci si può arrivare a piedi o in mountain bike  e per i più avventurosi esistono anche una ferrata ed una via alpinistica (che ho percorso un po’ di anni orsono).

Cosa vedere alla Sacra di San Michele

Il Portale Carlo Felice, che raffigura le armi di San Michele nella parte bassa ed il diavolo incatenato e fermato da una spada nella parte superiore.

La Statua di San Michele Arcangelo scolpita da Paul dë Doss-Moroder

Lo Scalone dei Morti che accoglie i visitatori all’ingresso nell’abbazia. Scavata nella roccia prende il nome dalle spoglie dei monaci conservate appese nelle nicchie laterali fino agli anni ‘30.

Il Portale dello Zodiaco scolpito dal Maestro con gli stipiti raffiguranti le costellazioni ed i segni zodiacali, il più antico di cui si abbia notizia nell’arte romanica.

La Torre Bell’Alda.. non provate a buttarvi dalla finestra!

Lo Scalone di Morti
Lo Scalone di Morti
Sacra di San Michele
Gli archi, passato il portale dello Zodiaco
Ingresso con la statua di San Michele
Ingresso con la statua di San Michele

Sarebbe interessante visitare la biblioteca, ma la visita non la propone.

La nostra escursione

Fra tutte le strade possibili abbiamo scelto quello che a nostro parere sembrava il percorso più “fotogenico”, da frazione Mortera del Comune di Avigliana.

La strada percorre il Sentiero dei Principi, un percorso che prende il nome da un avvenimento storico accaduto il 25 ottobre del 1836. In quell’occasione ventisette salme di nobili Savoia furono portate dal duomo di Torino alla Sacra di San Michele attraverso questo sentiero, per essere tumulate all’interno della chiesa, dove sono tuttora custodite le tombe in pietra.

Lasciata l’auto in uno dei pochi parcheggi della frazione Mortera, si raggiunge la cascina Pogolotti a Pian di Fan, in una ventina di minuti. Da qui la strada sale lungo tornanti ripidi, fino a scollinare a Punta del Farò. 

Da questo punto con un percorso in saliscendi (ma soprattutto scendi) si arriva in pochi minuti al parcheggio della Sacra e da lì in pochi minuti all’ingresso. Il tutto con un’ora e mezza circa di cammino e più o meno 300 metri di dislivello.

Noi ci siamo stati in inverno ed il percorso al mattino è al sole, un po’ meno al pomeriggio, ma è una camminata piacevole e con belle vedute della Sacra.

Lungo questo percorso, in passato il 24 dicembre una fiaccolata partiva dalla frazione Mortera percorrendo il Sentiero dei Principi per raggiungere la Sacra di San Michele, per la Santa Messa natalizia. Per il Natale 2021 non è stato programmato nessun evento, vedremo nel 2022.

Scopri le meraviglie di Torino con un Tour Guidato* della Mole Antonelliana e del Museo del Cinema

Altri articoli e consigli sul tema Italia

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto e parti senza lasciare nulla al caso.

Se sei in Piemonte parti con una visita alla Sacra di San Michele. Prosegui con le residenze reali come il Castello della Mandria e poi Palazzo Barolo e la Palazzina di caccia di Stupinigi nella splendida Torino, che in questo articolo ritraggo in notturna.

In vacanza in Romagna, non perderti le meraviglie di Ravenna, la capitale dei mosaici e già che ci sei visita anche la splendida Comacchio, una città sulla laguna senza le folle di Venezia.

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Scopri le meraviglie del Nord Est. Parti da Verona e raggiungi i luoghi meno conosciuti delle Dolomiti: ti suggerisco alcuni itinerari per le vacanze in Agordino, anche per i più avventurosi.

Yi piace lo shopping? Unisci convenienza e natura: scopri su cosa fare a Livigno, la destinazione migliore per il duty free e quando andarci (consulta le FAQ).

Tuffati nella storia con l’articolo su Sovana terra di Papi, Regine ed invasori.

In Italia c’è sempre da fare!

Max
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  • Sutri: Itinerario tra Storia, Mistero e Meraviglie Rupestri – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Tarassaco in fiore al colle del Croso – Ultima Modifica 15/06/2022
  • Torino di notte da Porta Nuova a Piazza Castello – Ultima Modifica 11/02/2023
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Pubblicato: 10/03/2022
Scegliere i colori per il tuo blog di viaggi - immagine mercato delle spezie di Dubai

I colori del tuo blog di viaggi

di Max Pubblicato: 01/03/2022
Apri un blog Scritto da Max

Come scegliere i colori del tuo blog i viaggi

Il colore per il tuo nuovo blog di viaggi è molto importante. I colori sono uno dei primi messaggi che il lettore riceve quando visita il tuo sito, oltre al tema, il “vestito” che abbiamo già approfondito nell’articolo Il tema migliore per il tuo blog di viaggi.

Leggi questo articolo e poi scegli i tuoi colori personalizzati con cura e con un pizzico di psicologia.

Partiamo per questa nuova avventura, ma prima, se non l’hai ancora fatto, leggi anche Aprire un blog di viaggi da zero

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La prima impressione è quella che conta

Uno studio portato a termine nell’università di Princeton nel 2006 indica che il cervello umano impiega solo una frazione di secondo per farsi un’opinione su una persona durante il primo incontro (Fonte: Princeton University). Lo stesso vale per i siti web. Un altro studio, infatti, questa volta condotto da Google nel 2012 dice che un utente impiega meno di 5 centesimi di secondo per formarsi un’opinione su un sito web (Fonte: Google Research). Un ventesimo di secondo durante il quale l’utente tipo decide se restare sul tuo sito o abbandonarlo e tornare ai risultati di ricerca.

A formare questa prima impressione concorrono diversi fattori:

  • la disposizione
  • l’organizzazione dello spazio occupato e dello spazio vuoto
  • i font
  • i colori
  • le fotografie, le illustrazioni o l’assenza di immagini

in una parola il disegno complessivo del sito o, per dirla all’inglese, il Web Design

Cos’è il Web Design e cosa è importante nel disegno di un sito?

Il Web Design si occupa della progettazione, sviluppo e usabilità di un sito. A questo proposito gli aspetti che devi sempre tenere in considerazione sono:

  • L’usabilità del sito da mobile
  • L’esperienza utente
  • la scelta dei colori
  • il design dei contenuti
  • la coerenza con l’immagine del tuo “brand” (sì, ora sei un “brand”).

Ho messo al primo posto l’usabilità sui dispositivi mobili non a caso. Uno studio condotto nel 2021 e riportato sul blog di Semrush, una delle autorità in fatto di analisi del traffico, mostra che oltre il 65% delle ricerche proviene da dispositivo mobile, proprio per questo nel corso del 2021 Google è passato a considerare l’utilizzo su mobile una priorità per l’indicizzazione.

Ma siamo qui per scegliere i colori del tuo blog di viaggi.

I colori nei siti internet

Uno studio sui loghi dei principali brand mondiali ha rilevato che il 33% è di colore blu, il 29% rosso, il 28% grigio ed il 13% giallo.

La considerazione che se ne può trarre è che non siamo tutti uguali e che ognuno sceglie secondo il proprio gusto, perché il sito, in prima battuta, deve piacere a chi lo gestisce.

Il sito deve, però, piacere anche a chi lo legge, per questo devi assolutamente far sì che i lettori siano da subito ben disposti, quando visitano il tuo. 

Per questo può venire in tuo aiuto anche un po’ di psicologia. 

Hai già pensato al logo per il tuo nuovo blog di viaggi? Chiedi ad un esperto su Fiverr,* ci sono professionisti da ogni parte del mondo ad un prezzo che va bene per te. Io ti consiglio Rankdesign* che ha contribuito a creare il mio logo, ma ce ne sono un sacco, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Inoltre puoi creare biglietti da visita e molto altro. Butta un occhio..*

Psicologia nella scelta dei colori per il tuo blog di viaggi

La psicologia del colore si basa su una combinazione considerazioni scientifiche, psicologiche e culturali. 

Ogni colore stimola il nostro cervello in modo diverso, producendo reazioni differenti, quindi anche quando si vuole comunicare con le altre persone (è il caso del tuo blog di viaggi), i colori rivestono una grande importanza. Queste reazioni emozionali sono in parte il risultato del nostro vissuto e del nostro carattere, in parte il frutto il nostro background culturale.

Colori, emozioni e settori di mercato

Il fatto di crescere in un determinato Paese con una certa cultura, fa sì che ci si abitui fin da piccoli ad associare ciascun colore ad un sentimento o pensiero. Ad esempio, nel mondo occidentale le spose si vestono di bianco e il nero è il colore del lutto, mentre per esempio in India le spose portano sari con colori molto vivaci e nel sud dell’Africa il colore associato al lutto è il rosso.

Pertanto per avere veramente un’idea di quale sia la percezione dell’inconscio rispetto ai vari colori, non si dovrebbe prescindere dalla cultura alla quale si fa riferimento.

In questo articolo parlo dal mio punto di vista di occidentale. 

Comincio subito con un infografica sulla psicologia ed il significato dei vari colori, associandoli ad alcuni dei marchi che li utilizzano nei loro loghi aziendali

Psicologia dei colori con didascalia in italiano. Dall'articolo: Scegliere i colori per il tuo blog di viaggi
Psicologia dei colori con didascalia in italiano per scegliere i colori del tuo blog di viaggi

Rosso

Le caratteristiche del rosso sono passionalità, coraggio, ambizione e potere.  Il colore presuppone che chi lo vede abbia una reazione impulsiva e viscerale. Questo il colore dell’aggressività, non necessariamente con accezione negativa, dell’energia e della forza. E’ un colore che non può non attirare l’attenzione. L’utilizzo del colore rosso è principalmente legato ai settori del cibo, dello sport attivo e delle auto (il famoso rosso Ferrari). Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Coop, Barilla, Canon, Illy, Nutella, Netflix.

Rosa

Rosa è il colore femminile per eccellenza, il colore dell’amore e della sensibilità. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da AirBnb ed Hello Kitty.

Viola

Viola è segno di sofisticazione, un colore misterioso e spirituale. Si usa spesso per temi legati al benessere, finanza, high tech e, in misura minore nel settore medico. Le pompe funebri dove le mettiamo? Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato speso per le SPA e lo Yoga.

Blu

Il blu è il colore più scelto in assoluto, perché serenità e tranquillità. E un colore che suscita affidabilità, sicurezza e responsabilità. E’ molto utilizzato nel campo della finanza, per le compagnie aeree, tecnologia e sanità. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Samsung, GAP e Ford.

Verde

Il verde è sinonimo di calma, positività e prosperità. Con diverse gradazioni evoca anche prestigio, stabilità e sacralità. Ideale per energia, cibi salutari, agricoltura, sostenibilità ecc.

Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Land Rover, John Deere e Carlsberg

Azzurro

Simile al blu, ma più leggero, legato alla spiritualità ed alla modernità. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Philips, Dropbox, Disney, Virgin, Vodafone.

Arancione

L’arancione è un colore magico che racchiude in se’ la luce del giallo e l’energia del rosso, è perciò un colore più adatto per invitare all’acquisto. Per esempio può essere utilizzato per i pulsanti del tuo sito. Ideale per tecnologia, finanza. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Harley Davidson, TNT, KTM, ING Bank.

Giallo

Giallo è il colore solare, comunica ottimismo e speranza. E’ un colore per i creativi e gli avventurosi. Infonde gioia ed energia. Utilizzato per i settori dell’energia e del cibo. Oltre ai brand nell’immagine è utilizzato da Ikea, Cat (Caterpillar), Ikea e DHL.

Marrone 

Il marrone richiama semplicità, durevolezza e resistenza, ma anche legato a temi di solidarietà e a volte del lusso. E’ utilizzato da Louis Vuitton, M&Ms, UPS.

Nero

Il nero è per chi vuole apparire sofisticato o classico. E’ utilizzato da Adidas, Mont Blanc, Chanel.

Bianco

Il bianco rappresenta purezza e pulizia, ma è anche la scelta di non avere un colore, come per il nero. Un colore neutrale , sofisticato e trasversale.

Scegliamo i colori del blog di viaggi

I colori del tuo blog di viaggi dovrebbero evocare soprattutto emozione e divertimento. Questo è essenziale poiché chi legge di viaggi e di vacanze, di solito cerca l’evasione dal quotidiano e sogna una vacanza, possibilmente senza problemi. 

Quindi se parli di sole e di mare il giallo e l’azzurro potrebbero andare bene.

Attenzione però a non rimanere intrappolat* in uno stereotipo. Scegliere colori troppo specifici potrebbe far pensare che tu parli solo di una destinazione. Se l’intento è quello anche nel lungo termine, nessun problema, altrimenti è meglio restare su qualcosa di più versatile e trasversale.

La palette di colori per il tuo blog di viaggi

Ovviamente il colore da scegliere nel tuo sito difficilmente sarà uno solo, anche se potrebbe esserlo. Nel caso scegliessi di avere più colori è meglio pianificare fin da subito quali saranno i colori che identificheranno il tuo sito, in modo avere un look costante e coerente.

Gli strumenti per creare le palette di colori sono tanti ed utilizzano diversi metodi. I colori possono essere complementari, una triade o gradazioni dello stesso colore. Scatena la tua fantasia, magari utilizzando uno dei numerosi strumenti online, pensati per creare le palette di colori.

Strumenti online

  • Coolors.co è molto semplice, puoi partire dai colori di un’immagine o girare la roulette dei colori e affidarti alla fortuna premendo la barra spaziatrice. Da provare, ma non lo consiglio
  • La ruota colori di Canva è un buon inizio ed è gratuita, da provare.
  • Colormind si propone con l’intelligenza artificiale, crea delle palette e te le fa vedere applicate ad una teorica pagina. Puoi anche inserire i colori manualmente e vedere come viene la demo di un ipotetico sito.
  • Pinterest è sempre fonte di ispirazione, prova a esplorare le tendenze, anche se ultimamente mi sembra tutto un po’ triste.. 

Io per creare le palette di colori uso Adobe Color. Questo strumento, oltre a permetterti di creare palette di colori personalizzate, ti permette di usare diversi strumenti fra i quali il controllo contrasto per creare temi accessibili. Con Adobe Color puoi assicurarti che le tue scelte di colore siano visivamente accessibili confrontandole con WCAG (Linee guida per l’accessibilità dei contenuti Web).

Inoltre puoi usare la ruota dei colori o estrarre i temi direttamente da una tua foto, magari quella che userai in copertina.

Scegliere i colori per il blog di viaggio
Scelta dei temi da una fotografia – clic per allargare

Scegliere un colore in base alla destinazione che ami

Nel caso di un blog di viaggi i colori possono anche evocare una destinazione, come ad esempio la verde Irlanda. Provando ad associare a ciascun colore uno stato od una città potremmo cominciare nel nostro viaggio:

  • Rosso, come il Grand Canyon, la Monument Valley, le Terre Rosse di Siena o di Roussilion. 
  • Rosa, come Jaipur, la città rosa del Rajasthan
  • Viola, come la Provenza e le terre della lavanda, in Francia
  • Blu come la città di Jodhpur in India
  • Verde come l’Irlanda e i colori della festa di San Patrizio
  • Azzurro come le cupole di Santorini in Grecia o i cieli del Montana
  • Arancio come i tramonti nel deserto del Marocco
  • Giallo come i taxi di New York

I colori trendy per il tuo blog di viaggi

E’ giunta l’ora di decidere, ti propongo qualche palette di colori di tendenza, ma sbizzarrisciti, magari cercando ispirazione fra i colori dell’anno di Pantone o, all’interno dello stesso Adobe Color fra i colori di tendenza per i viaggi*.

palette colori di tendenza per blog di viaggi
Palette colori di tendenza per blog di viaggi – clic per ingrandire

Cerchi qualcuno che ti aiuti a disegnare il logo per il tuo blog di viaggi? Prova su Fiverr, un ottimo servizio a partire da pochi euro*.

Come applicare i colori al tuo blog di viaggi

Ultimo importante passaggio è applicare i colori scelti al tuo blog di viaggi.

Applicare i colori è semplice: per ogni colore, come puoi vedere dall’immagine qui sopra e dalle altre, è riportato un codice esadecimale: un Hashtag + 6 caratteri.

Non voglio essere troppo tecnico, ma un minimo di spiegazione è d’obbligo. Ogni colore nelle immagini digitali è formato da una combinazione di rosso, verde e blu (Colori RGB). La prima coppia di lettere/cifre rappresenta la quantità di rosso (red), la seconda il verde (green) e l’ultima il blu (blue). Il minimo di colore è 00 ed il massimo FF (la scala va da 00 a 99 e prosegue da AA ad FF). Esempio un rosso puro sarà #FF0000, un verde puro #00FF00, un blu puro #0000FF (potete provare qui).

Compreso questo basta inserire il codice esadecimale dove richiesto nelle vari parti del tuo tema per applicarlo al sito. Qui sotto per esempio il pannello di controllo del tema NewsPaper di TagDiv* che uso io e che trovate su Themeforest*.

come applicare i colori al tuio blog di viaggi
Esempio di applicazione sul mio tema Newspaper di TagDiv – clic per ingrandire

Curiosità: il gioco dei colori

Per finire, se vuoi ingaggiarti in un gioco per fare un po’ di palestra con i colori ti consiglio The Color Guessing Game, un giochino gratuito e senza installazioni, dove, dato un codice colore, vengono proposti quattro colori fra cui scegliere quello corretto. Esiste anche un’altro gioco con i colori RGB in percentuale, The Color Game.

il gioco dei colori
Il gioco dei colori. Cliccando sul pulsante indicato è possibile cambiare da esadecimale a decimale. In questo caso il colore giusto è il blu.

Scopri cosa puoi fare

Leggi tutti gli articoli che ti aiutano ad aprire un blog di viaggi da zero.

Scopri come acquistare uno spazio dove ospitare il tuo sito e come muovere i primi passi con WordPress.

Pian piano ti accompagno in questo fantastico mondo, ogni mese guide trucchi e consigli.

Se invece stai programmando un viaggio controlla cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Arrivederci presto!

Pubblicato: 01/03/2022
scegliere il tema di wordpress per il tuo blog di viaggi

Il tema migliore per il tuo blog di viaggi

di Max Pubblicato: 22/02/2022
Apri un blog Scritto da Max

Scegliere il tema migliore per il tuo blog di Viaggi con WordPress

Scegliere il tema per il tuo nuovo blog di viaggi con WordPress non è semplice, ma può essere divertente ed emozionante. Divertente perché provi ad immaginare come e dove posizionare le varie sezioni del sito, dando libero sfogo alla tua creatività, emozionante perché comincia a prendere forma quello sarà un sito solo tuo, dove poter condividere con il mondo la tua passione per i viaggi.

Quindi va da se’ che è fondamentale non sbagliare, ma se anche fosse, seguendo i miei pochi consigli, sarà facile rimediare. In questo articolo non ti consiglio il tema migliore, perché ogni persona è unica ed ha esigenze differenti. In questo tema condivido quelli che considero fra i più affidabili ed e quali sono alcune delle scelte fondamentali che ti possono aiutare a scegliere il tema giusto per te.

Se non l’hai ancora fatto leggi l’articolo Aprire un blog di viaggi da zero

Tempo di lettura stimato: 12 minuti

Indice

  • Scegliere il tema migliore per il tuo blog di Viaggi con WordPress
  • La grafica del sito, l’abito con il quale ti presenti ai lettori
  • Dove acquistare il tema di WordPress per il tuo blog di viaggi
    • Elegant Themes 
    • Astra
    • GeneratePress
    • Bluchic
    • ThemeForest
    • Avada di ThemeFusion
    • Newspaper (e Newsmag) di TagDiv il mio tema preferito per un blog di viaggi
    • Altri temi
  • Quali sono i fattori da considerare per acquistare un tema di WordPress su ThemeForest (o altrove)
    • Numero di vendite
    • Compatibilità del tema 
    • Compatibilità con Gutemberg
    • Compatibilità con un plugin specifico
    • Funzionalità specifiche
    • Changelog
    • Altre verifiche
  • Sei pront*?

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

blog di viaggi
Banner vector created by freepik – www.freepik.com

La grafica del sito, l’abito con il quale ti presenti ai lettori

L’aspetto grafico è importante. Per scegliere il tema per il tuo blog di viaggi è un passo decisivo, anche se ci sono molte altre variabili da considerare.

Per prima cosa va detto che in quasi tutti i temi è possibile cambiare i colori, quindi se di qualche tema ti piace l’impaginazione, ma non ti sfagiolano i colori, in linea di massima sarà possibile variarli. Visto che anche i colori sono importanti per la personalizzazione del tuo sito, ne parlo più diffusamente in un altro articolo.

Quasi sempre sarà possibile anche modificare le posizioni dei vari elementi che compongono le varie parti del sito, in modo molto visuale. WordPress 5.9 ha aggiunto questa funzionalità nel programma stesso in modo che ognuno possa, in teoria, crearsi un tema su misura e con un aspetto realmente personale. Ho scritto in teoria, perché ovviamente il tutto richiede un minimo di manualità e molta creatività, oltre ovviamente alla disponibilità di tempo per farlo.

A volte è meglio trovarsi un bel tema preconfezionato ed adattare stili e colori per renderlo proprio.

Leggi anche Primi passi con WordPress

Dove acquistare il tema di WordPress per il tuo blog di viaggi

I temi di WP si trovano praticamente ovunque, ci sono parecchi fornitori di temi, ma attenzione a chi ti affidi, sia in ottica di funzionamento nell’immediato che in ottica di affidabilità nel medio-lungo termine. Pensa se fra un paio d’anni ti trovi con un tema non più aggiornato che ti impedisce di sfruttare le nuove opportunità, oppure, peggio ancora, con un sito che non funziona più. 

Per questo quando è stato il momento di acquistare il vestito per il mio nuovo sito ho preso in considerazione solo alcuni fornitori, scegliendo alla fine un tema su Themeforest.

Ma vediamo chi sono i migliori a mio avviso:

Elegant Themes 

Elegant Themes  è sul mercato dal 2008 e conta oltre 700.000 clienti. A fronte di un abbonamento annuale di 89 euro o di un pagamento una tantum di 249 euro, offre una raccolta di temi e plugin differenziata e completa. Il suo bestseller è Divi, un tema multiuso con tantissime funzionalità e versatilità quasi infinita. Altro tema proposto dal Elegant Themes è Extra, che promette molte delle funzionalità di Divi con un look più “magazine” ed orientato alle notizie, a mio avviso molto interessante come tema per un blog di viaggi. Purtroppo non esiste una versione gratuita, ma c’è entro trenta giorni puoi richiedere il rimborso se non sei soddisfatt*.

Extra di Elegant Themes Tema di Wordpress
Extra di Elegant Themes

Astra

Astra non è propriamente un negozio, perché lo sviluppatore vende solo un tema. 

Questo tema per WordPress è leggero, multiuso e viene fornito con centinaia di siti preconfezionati per aiutarti a cominciare in modo rapido. Puoi usare la versione gratuita con funzioni limitate o passare alla versione pro, per 49 dollari all’anno o 249 con pagamento una tantum.

Astra Tema di Wordpress
Astra

GeneratePress

GeneratePress è un’altra azienda con un solo tema e uno di quelli che troverete consigliati da WordPress. Il vanto di questa compagnia è di aver creato un incredibilmente leggero e quindi molto veloce. Puoi iniziare con la versione gratuita su WordPress.org ed in seguito aggiornare alla versione premium per 49 dollari all’anno o 249 una tantum. Sicuramente un ottimo tema per il tuo blog di viaggi.

GeneratePress Tema di Wordpress
GeneratePress

Bluchic

Bluchic è degno di nota, anche se è un sito minore. Si tratta infatti del primo negozio di temi WordPress espressamente indirizzato ad un mondo al femminile. È specializzato nella produzione di temi rivolti a imprenditrici e blogger che desiderano un sito Web dall’aspetto professionale. Non proprio a buon mercato, ma con temi di nicchia.

BluChic Temi di Wordpress
BluChic

ThemeForest

Themeforest è un MarketPlace, ovvero, un luogo virtuale dove ciascuno vende i propri prodotti, come un mercato digitale.

Il market garantisce un minimo di controlli, regola i pagamenti e offre un sistema di ricerca. E’ il mercato di riferimento per i Freelance, pertanto occorre solo un minimo di valutazione per la scelta. Themeforest fa parte di Envato Market, dove si possono trovare anche componenti per altri tipi di software o applicativi, musica, immagini e molto altro.

Qui di seguito vi propongo alcuni temi che ho preso in considerazione, ce ne sono tantissimi e questi sono solo una minimissima parte.

Envato Market Themeforest
Themeforest, del marketplace di Envato

Avada di ThemeFusion

Avada di ThemeFusion è il tema di WordPress più venduto di tutti i tempi su ThemeForest. ThemeFusion, lo sviluppatore, ha più di 750.000 utenti con una valutazione di 4,7 stelle su oltre 24.000 recensioni. E’ multiuso e ti consente di creare qualsiasi cosa, da un blog a un sito Web aziendale, un negozio di eCommerce e altro ancora. Non so se è il miglior tema per fare blogging, ma la sua versatilità è innegabile. Avada costa 60 dollari, offre aggiornamenti a vita e sei mesi di supporto rinnovabile a pagamento. Per contro Avada, come molti altri, è un tema invasivo, se un giorno decidessi, come me, di cambiare, la strada è tutta in salita e dovrai rifare il sito quasi da capo. Interessante la funzione “global block” che permette di settare dei blocchi come “globali”. Questi blocchi si possono riutilizzare e quando vengono aggiornati, l’aggiornamento viene recepito da tutti gli articoli nei quali sono stati utilizzati.

Newspaper (e Newsmag) di TagDiv il mio tema preferito per un blog di viaggi

Newspaper di TagDiv è il tema di questo sito ed a mio avviso il miglior tema per un blog di viaggi come il mio. Abbastanza semplice, con un sacco di funzionalità aggiuntive, un supporto favoloso (incluso per 6 mesi e poi a pagamento). Il tema costa 59 dollari con aggiornamenti a vita.

Incentrato sulle notizie, è ottimo per un blog di viaggi. Veloce e con aggiornamenti costanti. La funzionalità che mi ha colpito è che è possibile creare un modello per ogni categoria di articolo, con contenuti dedicati (come ad esempio la sezione dei miei articoli “per saperne di più”).Io non uso il builder integrato per gli articoli, ma uso Gutemberg, nativo di WordPress, per una maggiore compatibilità futura. Compatibilità garantita con AMP.

scegliere il tema per il tuo blog di viaggi WordPress su ThemeForest

Altri temi

Un altro tema che avevo preso in considerazione è JNews, anche se non l’ho provato. Le funzionalità sono complete e l’assistenza prevendita molto cortese. 

Puoi trovare i bestseller di ThemeForest a questo link. E’ un elenco filtrato secondo le mie preferenze, che comprende anche aggiornamenti di WordPress, cambia i filtri per ottenere altri risultati.

Quali sono i fattori da considerare per acquistare un tema di WordPress su ThemeForest (o altrove)

Prima di tutto guarda la demo. In ogni pagina c’è una demo del tema con tantissime opzioni. Il primo passo è vedere se ti piace. Ci saranno diversi layout di pagina, pensa che quasi sicuramente si possono combinare fra di loro. Se ti piace una parte di una pagina e una parte di un’altra, di solito non c’è problema ad unirle

Numero di vendite

Per me questo è il fattore numero 1. Più il tema vende, più lo sviluppatore dedicherà tempo e risorse. Un buon numero di vendite garantisce che il tema sarà aggiornato in futuro e non ti “lascerà a piedi” magari quando le cose vanno proprio bene.

Compatibilità del tema 

Il tema deve essere aggiornato, testato e compatibile con le ultime versioni di WordPress (uno dei filtri che ho messo nei bestseller), sia per ragioni di sicurezza, che per poter sfruttare le nuove funzionalità.

Compatibilità con Gutemberg

La mia esperienza personale mi ha portato a pensare che a volte è meglio rinunciare a qualcosa a favore della compatibilità. I vari “builder” che vengono offerti dagli sviluppatori hanno il pregio di essere semplici e di fornire soluzioni accattivanti in tempo zero. Ma cosa succede se decidi di cambiare? Gutemberg è nativo di WordPress e la compatibilità futura è (quasi) garantita. Inoltre cambiando tema non sarai costrett* a riscrivere tutto da capo. Non è legge, è un’opinione.

Compatibilità con un plugin specifico

Può essere necessario capire se il tema è compatibile con un plugin particolare che desideri utilizzare, come ad esempio Yoast o WooCommerce. Se non è chiaro non esitare a chiedere al supporto.

Funzionalità specifiche

Scrivi allo sviluppatore per avere informazioni su funzionalità specifiche che pensi ti possano servire. Non ti arrabbiare se lo sviluppatore non risponde subito, ma, se la domanda è posta correttamente, i tempi e l’attenzione nella risposta possono essere un metro di giudizio per la scelta.

Changelog

Dopo aver visionato tutte le fantastiche caratteristiche elencate nella pagina di presentazione del tema, a fondo pagina di solito viene riportato il changelog, ovvero l’elenco degli aggiornamenti. Da questo potete avere un’idea della quantità e della frequenza degli aggiornamenti del tema, un altro dato interessante da valutare prima di acquistare.

scegliere il tema per il tuo blog di viaggi WordPress su ThemeForest, l'importanza del changelog

Altre verifiche

Di solito, nella pagina del tema, sulla barra laterale destra si trovano queste informazioni:

  • La data di creazione.
  • La data dell’ultimo aggiornamento.
  • I browser supportati
  • La compatibilità con le versioni del software 
  • Compatibilità con vari plugin.

Sei pront*?

Se lo sei puoi dare libero sfogo alla creatività, scrivimi per dirmi quale tema hai scelto e perché. Mi aiuterà nell’aggiornare l’articolo.

Pubblicato: 22/02/2022
Palazzina di caccia di Stupinigi

La Palazzina di Caccia di Stupinigi

di Max Pubblicato: 15/02/2022
Italia Scritto da Max

Visita alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, gioiello di casa Savoia

La Palazzina di Caccia di Stupinigi è uno dei gioielli di Torino e si raggiunge seguendo un percorso lineare di 10 chilometri con partenza da piazza Castello. Dapprima fra alti caseggiati, poi in una zona industriale fino ad arrivare ad un lungo viale alberato fiancheggiato dalle scuderie e dalle cascine, dopo aver scavalcato la tangenziale. 

Questo è anche il precorso di una gara podistica, che, non a caso, si chiama Tutta Dritta e che arriva proprio a Stupinigi.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Visita alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, gioiello di casa Savoia
  • La piazza ad anfiteatro
  • Breve storia della Palazzina di Caccia di Stupinigi
  • Fasti e decadenza
    • Decorazioni interne della Palazzina
  • Fritz, l’elefante del Re
    • Studi sul comportamento di Fritz
  • Galleria fotografica della Palazzina di Caccia di Stupinigi
  • Come arrivare a Stupinigi
  • Altri articoli e consigli sul tema Italia
Decorazione interna della Palazzina di caccia di Stupinigi
Decorazione interna della Palazzina di caccia di Stupinigi

La piazza ad anfiteatro

Una piazza a forma di anfiteatro, chiusa da una cancellata lineare accoglie i visitatori. La sagoma della Palazzina è inconfondibile, con la facciata, sormontata dalla statua del Cervo di Francesco Ladatte, una copia dell’originale, che attualmente è conservato nell’ingresso della palazzina.

Stupinigi è circondata da un parco di oltre 150.000 metri quadri, destinato ad accogliere e ad impressionare gli ospiti di corte.

Palazzina di caccia di Stupinigi
Ingresso alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Breve storia della Palazzina di Caccia di Stupinigi

La Palazzina in passato era un castello, costruito in epoca medievale ed entrato nei possedimenti dei Savoia nella seconda metà del XVI secolo. La gestione della palazzina fu data all’ordine Mauriziano, ma fu grazie a Vittorio Amedeo II che la Palazzina raggiunse i fasti che si possono ammirare ancora oggi.

Va detto che tutto, all’interno della costruzione, è basato sul tema della caccia, pertanto puristi ed animalisti potrebbero inorridire. La costruzione e le decorazioni presentano, però, un fantastico spaccato sulle mode delle varie epoche e ne fanno un vero capolavoro, oltre che una testimonianza dei costumi dell’epoca.

La costruzione fu realizzata sul progetto inziale di Filippo Juvarra nel 1729 e poi continuata da da Benedetto Alfieri, Giovanni Tommaso Prunotto e Ludovico Bo. Con il passare degli anni vennero aggiunte le scuderie e le cascine fino ad arrivare alla conformazione odierna. 

Salone centrale della Palazzina di caccia di Stupinigi, con il grande lampadario
Salone centrale della Palazzina di caccia di Stupinigi, con il grande lampadario

Fasti e decadenza

Si ha notizia della prima battuta di caccia nel 1731, poi la proprietà, dopo alterne sorti, ritornò di proprietà della famiglia reale nel 1832, che la cedette al demanio per poi essere restituita all’Ordine Mauriziano nel 1925.

Successivi dissesti finanziari portarono alla costituzione di una fondazione che gestisce tutt’oggi la residenza, recentemente oggetto di restauro con una spesa di alcune decine di milioni euro.

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Decorazioni interne della Palazzina

Le decorazioni interne riportano scene di caccia, declinate in vari stili, fra i quali spicca per originalità lo stile orientale, molto di moda nelle corti europee del XVIII secolo

Il vero capolavoro della Residenza è il grande salone ovale, in mezzo al quale troneggia un enorme lampadario, contornato da dipinti che rendono la sala imponente e la cui grandiosità, a dirla tutta mette anche l’ospite un po’ in soggezione.

Splendide sono anche le decorazione delle varie sale in stile Rococò Italiano con gli splendidi mobili ad intarsio, prova di una grande maestria degli artigiani dell’epoca.

Fritz, l’elefante del Re

All’ingresso della biglietteria della Palazzina campeggia la statua di un elefante, che ha subito attratto la mia attenzione.

Ho scoperto che l’elefante non è semplicemente una statua messa lì per abbellire il giardino, ma la memoria di un animale che per un po’ di anni animò la Palazzina.

Si tratta di Fritz, l’elefante indiano che il viceré d’Egitto dono al re Carlo Felice e che si insediò a Palazzo il 4 giugno 1827.

Per accogliere l’elefante fu costruita la Ménagerie, che successivamente ospitò anche molti altri animali esotici. 

Fritz divenne subito l’attrazione principale del Palazzo e beniamino degli ospiti, tanto da essere ritratto in dipinti e bassorilievi.

Fritz ebbe inoltre l’onore di l’unico soggetto animale immortalato in una fotografia dell’epoca, con la tecnica del dagherrotipo.

Ingresso con scorcio sulla statua dell'elefante nel giardino interno
Ingresso con scorcio sulla statua dell’elefante nel giardino interno

Studi sul comportamento di Fritz

I responsabili della Ménagerie che si avvicendarono nel tempo tennero accurati diari del comportamento dell’animale, sulla sua alimentazione, malattie ecc.

Il golosastro ingeriva  “50 pani al giorno di 3 libre genovesi cadauno… 24 cavoli lombardi… o invece 4 libbre di butiro con 16 di riso cotto, zuccaro nell’acqua di libre 5, vino pinte una, due al giorno, tabacco da fumare, e fumo di persona fumante”, ma l’alimentazione forse non era quella ideale, visto che Fritz faceva spesso indigestione.

Pare che per curarlo si usasse il vino di Malaga.. ve lo immaginate un elefante ubriaco?

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Forse anche a causa dell’alcolismo (non è una realtà storica, è una mia invenzione), nel 1852 Fritz uccise il suo guardiano. A parte gli scherzi l’uccisione del guardiano è storia, un triste avvenimento che gli costò la vita, venne infatti soppresso nello stesso anno 1852. Il corpo imbalsamato fu donato al Museo zoologico della Regia Università di Torino.

Oggi il corpo dell’animale si trova presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Nel 2015 il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e la Fondazione Ordine Mauriziano hanno realizzato la mostra “Fritz. Un elefante a corte” nella Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Fonti: Wikipedia, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, PiemonteItalia

Galleria fotografica della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Come arrivare a Stupinigi

Si può arrivare a Stupinigi comodamente in auto uscendo al casello Stupinigi della Tangenziale di Torino A55/E64 (da Milano seguire le indicazioni per Savona/Cuneo) e poi seguendo le indicazioni

Arrivando in treno o partendo da Torino Porta Nuova con il Tram n. 4 e poi il Bus 41 da Castello di Mirafiori.

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Pubblicato: 15/02/2022
Anna Maggia e il rito del Te - Serata La Mia India

Evento: “La mia India” storia di fotografie e parole

di Max Pubblicato: 08/02/2022
Divagazioni Scritto da Max

Ritornano gli eventi dal Vivo, una serie di sette incontri con il tè come filo conduttore.

Anche io farò la mia parte, con un incontro il giorno 13 Marzo dalle 16:30 presso lo Spazio Eventi di Ponderano, Sede ex vinicola, Giardino dei Platani Via Mazzini 28 – Ponderano (BI).

Per info e prenotazioni (che sono obbligatorie) occorre chiamare il numero 366 6893834 attivo dal lunedì al venerd’ dalle 10 alle 12.

In alternativa è possibile scrivere all’indirizzo ponderanoeventi@ptb.provincia.biella.it

Ci vediamo il 13 marzo!

Pubblicato: 08/02/2022
Sala delle Udienze al Castello della Mandria

Il Castello della Mandria, Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin

di Max Pubblicato: 31/01/2022
Italia Scritto da Max

Il Castello della Mandria, residenza sabauda

Il Castello della Mandria è una delle residenze utilizzate dai Reali di casa Savoia nel corso degli anni. Questa residenza Sabauda è legata soprattutto ai nomi di Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia e della Bela Rosin, al secolo Rosa Vercellana, sposata in seconde nozze dal monarca.

Legato sino al XIX secolo al destino e alla storia della Reggia di Venaria, il Parco della Mandria e il Castello, il corpo di fabbrica situato su un’altura artificiale denominata la “Nuova Mandria”, viene destinato ad uso esclusivo e privato di Vittorio Emanuele II di Savoia già nel 1859.

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ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il Castello della Mandria, residenza sabauda
  • Vistare la Reggia di Venaria ed il Castello della Mandria
  • Storia del castello della Mandria
  • Chi erano Vittorio Emanuele la Bella Rosin?
    • Figlio di un Re?
    • L’incontro con la Bela Rosin
    • La Contessa di Mirafiori
  • Gli appartamenti reali oggi
  • Come arrivare al Castello della Mandria
  • Orari di apertura
  • Dove acquistare i biglietti per il Castello della Mandria
  • Altri articoli e consigli sul tema Italia

Vistare la Reggia di Venaria ed il Castello della Mandria

Nella stessa giornata ho visitato il Castello e la Reggia e devo dire che forse il Castello non è adeguatamente valorizzato.

La Reggia è imponente, letteralmente tappezzata di opere di autori famosi ed a volte imponente nella sua costruzione, come nel caso dell’ampio salone, ma anonima.

I pannelli alle pareti che spiegano i vari momenti della giornata di vita a corte non contribuiscono a renderla viva. A mio avviso non ci riesce neppure la rappresentazione filmata della vita di corte.

Certo il fatto di essere stata destinata a caserma e quindi letteralmente saccheggiata degli arredi e delle decorazioni non gioca a suo favore. Tutto quello che è stato portato dopo, seppur di immenso valore, sa un po’ di posticcio

Forse semplicemente non è quello che cerco visitando una “Reggia” o residenza Reale.

Il castello invece trasmette un’aria di casa, è in un certo modo “vivo” o perlomeno lascia immaginare di esserlo.

Insomma, non vi parlerò della Reggia, che pur nella sua bellezza, non mi ha emozionato, ma del Castello della Mandria, un luogo di vita e di amori passati.

Il Castello della Mandria-ingresso
Il Castello della Mandria-ingresso
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Storia del castello della Mandria

La storia del Borgo Castello risale alla fine del XVII secolo, con la ristrutturazione e la riorganizzazione della Reggia di Venaria Reale.

Verso la fine del 1600, la costruzione ospitava un allevamento di cavalli. Solo più tardi una ristrutturazione ampliò la costruzione e ne fece una residenza per altre attività, soprattutto quella venatoria, passione dell’epoca.

Sul lato sud del castello furono allora costruiti gli appartamenti reali, affacciati sulla pianura ed in vista della Reggia.

Oggi le 20 sale aperte al pubblico mostrano il gusto e i riflessi della cultura di una parte del risorgimento italiano, oltre che, in parte minore, la moda dell’epoca. La moda dell’epoca, invece, appare in maniera molto più significativa ad esempio a Palazzo Reale o alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.

In questa residenza il futuro Re d’Italia visse per un certo periodo con la seconda moglie, la Bela Rosin, che non essendo di nobili origini, non prese mai veramente parte alla vita pubblica, neppure dopo aver acquisito il titolo nobiliare di contessa di Mirafiori e Fontanafredda.

Soffitto a cassettoni con maschere carnevalesche d'Italia, nella
Soffitto a cassettoni con putti in maschere carnevalesche d’Italia, nella sala da ballo

Chi erano Vittorio Emanuele la Bella Rosin?

Teresa Luisa Rosa Maria Vercellana nacque a Nizza Marittima l’11 giugno del 1833. Le origini sono incerte e altre fonti riportano come luogo di nascita Mirafiori o Moncalvo, la cosa certa è che morì a Pisa il 27 dicembre del 1885. Il padre Giovanni Battista era un militare di carriera al servizio di Re Carlo Alberto, il padre di Vittorio Emanuele II.

Vittorio Emanuele, prima semplicemente ultimo erede al trono di Sardegna, fu il primo Re d’Italia. Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tomaso nacque a Torino il 14 marzo 1820, da Carlo Alberto di Savoia Carignano e Maria Teresa degli Asburgo Lorena di Toscana. All’età di appena due anni scampò ad un incendio divampato nella villa toscana dove i genitori erano scappati dopo i moti del 1821.

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Figlio di un Re?

Da questo episodio e dal fatto che, almeno fisicamente il giovane Vittorio Emanuele somigliasse ben poco ai parenti di casa Savoia, sorse la diceria che il vero Vittorio Emanuele fosse morto nell’incendio e che il neonato fosse stato sostituito dal figlio di un certo Tanaca, macellaio del paese.

Successivamente anche il suo comportamento contribuì ad alimentare questa leggenda. Il Re era infatti schivo e poco amante dell’arte della guerra, molto più incline invece ad un’altra passione di casa Savoia, ovvero la caccia. Non solo alla selvaggina, ma anche alle giovani abitanti dei borghi. Ovviamente gli amori del giovane erede al trono non erano esenti da incidenti diplomatici, che venivano spesso sistemati con offerte a favore della dote delle ragazze importunate.

Vittorio era sposato sin dal 1842 con Maria Adelaide, una Asburgo, un matrimonio politico, ma prolifico, dal quale nacquero ben 6 figli. La regina, Maria Adelaide, pur essendo a conoscenza delle varie scappatelle del marito, tenne sempre un comportamento irreprensibile, sorvolando sui tradimenti del marito, anche quelli più evidenti.

Camera da letto di Vittorio Emanuele - Castello della Mandria
Camera da letto di Vittorio Emanuele

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L’incontro con la Bela Rosin

Nel 1847 Vittorio Emanuele, probabilmente durante una battuta di caccia, conobbe la “Bella Rosin”, che all’epoca aveva 14 anni, mentre il monarca 27. Fu subito chiaro, visto la ripetitività e la frequenza degli incontri, che questa non era la solita avventura.  Infatti, alla prima occasione, invece di acquetare le lamentele della famiglia con un dono alla dote della Rosin, il Re la fece sistemare a Torino, più vicina alla propria residenza.

Questo ruppe una tradizione che andava avanti senza intoppi da molto tempo. Il Re infatti aveva avuto numerose “conoscenze”, come le attrici Laura Bon ed Emma Ivon, che restarono, però, relazioni discrete e senza eco nella vita di corte. Da alcune di queste avventure nacquero addirittura dei figli, tanto che pare che D’Azeglio, in un’occasione ebbe a dire: “Se continua così, più che il padre della patria, sarà il padre degli italiani”. Ma mai nulla di veramente eclatante.

La relazione non conobbe soste, ma nel 1855 ci fu una svolta, in seguito alla morte della Regina. Dopo aver rifiutato le molte proposte di matrimoni politici, fra i quali quello con quali Mary, erede al trono d’Inghilterra, Vittorio Emanuele si stabilì temporaneamente nel castello di Venaria, dove la coppia poteva vivere defilata senza alimentare dicerie, potenzialmente nocive alla dinastia Sabauda.

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La Contessa di Mirafiori

Successivamente, dopo essere stata nominata Contessa di Mirafiori e di Fontanafredda, finalmente la Bella Rosin riuscì a coronare il suo sogno ed a sposare il Re.

Il matrimonio tuttavia non fece di lei una regina e, seppur amata, visse sempre un po’ defilata dai fasti e dai doveri di corte, anche dopo la morte del Re.

La contessa di Mirafiori morí a Pisa nel 1885 e venne sepolta a Mirafiori, finalmente come una Regina, in un mausoleo a forma di piccolo Pantheon.

Nel 1877 era stata pubblicata anche la notizia delle sue nozze morganatiche, ovvero fra un nobile ed una non nobile, col primo re d’Italia sull’Almanacco di Gotha, una delle massime testate dell’epoca.

Dopo la morte del Sovrano il Parco, il complesso del Castello e tutti i casotti di caccia vennero venduti alla famiglia Medici del Vascello tra il 1882 e l’87.

Tra fasi alterne di fasti e decadenza la proprietà rimase alla famiglia fino al 1976, quando la Regione Piemonte acquistò tutta la tenuta, compresi i vari edifici, ed istituì l’Ente di Gestione del Parco Regionale della Mandria.

Dal 1997 il Castello della Mandria, insieme a tutte le altre residenze sabaude piemontesi, è Patrimonio Mondiale dell’Umanità (Unesco).

Camera da letto della Bela Rosin al secolo Rosa Vercellana
Camera da letto della Bela Rosin al secolo Rosa Vercellana – Castello della Mandria

Gli appartamenti reali oggi

Gli Appartamenti di Vittorio Emanuele II di Savoia e della Bela Rosin, sono arrivati fino a noi in ottimo stato di conservazione. Sono completamente arredati e decorati con preziosissimi manufatti, opere d’arte, tessuti e tappezzerie. Non mancano gli arredi, gli accessori e le suppellettili dell’epoca sabauda provenienti dalle collezioni reali. Una visita a questi ambienti fornisce una visione dei gusti dell’epoca e fa tornare agli antichi fasti del risorgimento.

Artefice delle decorazioni e della scelta e realizzazione degli arredi fu in massima parte l’architetto di corte Domenico Ferri, che dispose magistralmente la successione delle diverse sale ionterpretando il gusto ed anche i sentimenti dei proprietari della tenuta.

E questo si vede dai piccoli particolari. Ne sono un esempio le colombe dipinte sulle porte della stanza dei coniugi, a significare quel sentimento d’amore che accompagnò la vita della coppia reale.

Grazie ad un finanziamento straordinario sono stati ristrutturati oltre 100 beni artistici, 1200 metri quadri di superfici decorate, 60 arredi, tessuti preziosi e raffinatissime carte da parati.

Come arrivare al Castello della Mandria

Il Castello della Mandria è collegato alla Reggia di Venaria e si trova nel comune di Venaria Reale.

Se volete impostare il GPS, gli indirizzi sono questi:

Castello della Mandria – Viale Carlo Emanuele II, 256 – 10078 – Venaria Reale (TO)

Reggia di Venaria – Piazza della Repubblica, 4 – 10078 – Venaria Reale (TO)

In auto si raggiunge dalla Tangenziale di Torino Nord uscita Venaria o Savonera/Venaria, poi seguite le indicazioni per la Reggia di Venaria. Ci sono diversi parcheggi a pagamento, poco più di un’euro l’ora, molto comodi per la Reggia o nel caso vogliate passeggiare fino al castello.

Il Castello della Mandria si trova a poco più di 2 chilometri dalla Reggia e si può raggiungere percorrendo viale Carlo Emanuele II e parcheggiando nei pressi dell’ingresso Ponte Verde.

Arrivati al Ponte Verde vi chiederete dove sia l’ingresso. Non vi allarmate, il posto è giusto e da qui parte un anonimo percorso pedonale che porta al castello passando per il parco. Le indicazioni vi sembreranno strane, ma dopo una passeggiata di circa 900 metri si raggiunge l’altura sulla quale sorge il castello.

Per chi vuole arrivare in autobus, esiste una linea dedicata della GTT che si chiama Venaria Express. La navetta collega il centro di Torino e la stazione di Porta Susa con la Reggia di Venaria. In alternativa si possono prendere gli autobus sempre della GTT, linee 11, VE1, SF2.

La Reggia ed il Castello sono raggiungibili anche in treno con il Servizio Ferroviario Metropolitano linea Linea Torino Dora–Ceres (fermata Venaria, viale Roma).

Esiste anche un progetto di percorso cicloturistico chiamato Corona Verde Stura che dovrebbe collegare le residenze Reali, al momento in fase di sviluppo.

Orari di apertura

Il Castello è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 16, salvo aperture eccezionali da verificare sul sito. Dal 10 gennaio al 28 febbraio 2022 il castello non sarà accessibile per chiusura straordinaria.

Dove acquistare i biglietti per il Castello della Mandria

I biglietti si possono acquistare sul sito della Reggia ed il prezzo intero si aggira sugli 8 euro per il solo castello e sui 20 euro se combinato con la Reggia, ma verificate perché esistono un sacco di riduzioni, sconti e possibili combinazioni con le mostre in corso alla Reggia.

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Pubblicato: 31/01/2022
Blog di viaggio primi passi con WordPress

Primi passi con Wordpress

di Max Pubblicato: 23/01/2022
Apri un blog Scritto da Max

Come muovere i primi passi con Wordpress

Muovi i primi passi con Wordpress. Se sei giunto a questo punto hai già un’idea di cosa fare con il tuo nuovo sito Wordpress ed hai già acquistato un Hosting, in alternativa puoi leggere il mio articolo Hosting Wordpress, spazio web ed email. Se invece stai solo facendo un giro di ricognizione sul web puoi anche passare al paragrafo il tuo primo Login.

Leggi anche: Aprire un blog di viaggi da zero

Veniamo al sodo. Se hai letto l’articolo Hosting Wordpress, spazio web ed email a questo punto hai anche installato Wordpress, quasi sicuramente in modo automatico, dal pannello di controllo. 

Adesso viene il momento più spaventoso: affrontare il nuovo programma e capirne il funzionamento. E’ ora di muovere i primi passi e capire cosa puoi fare. Al momento ti consiglio di non fare nulla e di prenderti il tempo di osservare. Dopo aver familiarizzato con alcune voci essenziali ti potrai sbizzarrire.

Ricorda di fare sempre un backup prima di fare dei cambiamenti, così se qualcosa va storto puoi sempre ripristinare tutto. Se hai scelto SiteGround c’è un backup automatico ogni giorno, ma puoi anche farne uno manualmente. 

Vai su Sicurezza > Backup > Crea e Ripristina e dai un nome al tuo backup.  Clicca su Crea e dopo un paio di minuti il backup verrà creato. Ci sono 5 backup istantanei gratuiti per ogni sito al mese.

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Indice

  • Come muovere i primi passi con Wordpress
  • Il tuo primo Login
  • Fai conoscenza con la bacheca
  • Prova il tuo nuovo sito WordPress e impara i termini
  • Pagine e articoli
  • Creare le pagine essenziali
    • Pagina 1: Chi sono
    • Pagina 2: Contatti
    • Pagina 3: Privacy
    • Pagina 4: Copyright
  • Il tuo primo articolo con WordPress
  • Pubblicazione del tuo articolo
    • Cosa accade dopo la pubblicazione

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Il tuo primo Login

login di wordpress
login di wordpress

Per entrare nel tuo sito devi fare il login nella cosiddetta area di amministrazione, anche detta backend. Collegati alla pagina di login del tuo sito che sarà “https://travelbloggerdelsecolo.it/wp-admin“, ovviamente devi sostituire il nome del domino con il tuo. Adesso effettua l’accesso utilizzando il tuo nome utente e la tua password. Di solito puoi anche accedere dal pannello di amministrazione del tuo hosting.

Fai conoscenza con la bacheca

Sei entrato, ecco la schermata di amministrazione del tuo sito, la bacheca. Puoi anche personalizzarla con colori a scelta dal menu laterale col percorso: utenti –> profilo –> schema di colore.

Da qui puoi gestire il tuo sito, dove comincia l’avventura!

In cima alla schermata c’è un’area che si chiama toolbar. Se clicchi sul nome del tuo sito visualizzerai il sito di Wordpress. Al momento è un po’ vuoto e magari anche un po’ spoglio. Non avere fretta, avrai modo di personalizzare ogni cosa, ma prima occorre prenderci la mano.

bacheca wordpress
Bacheca di wordpress

Prova il tuo nuovo sito WordPress e impara i termini

Cominciamo a dare un’occhiata, prendi familiarità con il tema preinstallato e capisci come funziona prima di cambiarlo o di aggiungere funzioni. 

L’aspetto del tuo sito in Wordpress viene chiamato Tema e controlla l’aspetto, non solo esteriore del tuo sito. I temi predefiniti, Twenty Seventeen, o successivi, sono caratterizzati da un Titolo ed un sottotitolo nella testata, che viene chiamata spesso header.

Sotto troverai (ma adesso probabilmente non ci sono) il tuo Menu ed a lato alcuni link ed altre informazioni. Questi ultimi si chiamano Widget e si trovano nella barra laterale o sidebar. Potrai installare personalizzare i widget o cambiarli in seguito, spostando la barra laterale a destra o a sinistra, o magari scegliere di averla su entrambi i lati.

La sezione centrale della pagina è l’area dei contenuti, in questo momento troverai scritto Hello World, questo è l’articolo di prova di WordPress. In fondo alla pagina trovi altri link e info, questo è il piè di pagina o footer. I

Tutto questo ti sembrerà scontato, ma è importante prendere familiarità anche con i termini, in modo da capire sempre in modo preciso a quale elemento ci si fa riferisce.

Pagine e articoli

Cliccando di nuovo sul nome del tuo blog torni alla bacheca.

Sulla Sinistra vedi due voci del menu: Articoli e Pagine. Gli articoli sono la parte dinamica del tuo blog, tutte le esperienze, emozioni, guide e cos’altro ti viene in mente di scrivere una volta al giorno, ogni settimana ed ogni mese da qui in poi.

Le pagine, invece, sono la parte statica del tuo sito, in genere si tratta di informazioni “di servizio” che raramente vengono aggiornate e servono per presentarti e fornire altre informazioni di tipo generale.

Creare le pagine essenziali

Per cominciare a muovere i primi passi con WordPress puoi creare le pagine essenziali che ogni sito dovrebbe avere. Le possiamo semplicemente chiamare: Chi sono, Contatti, Privacy e Copyright.

Accedi alla Bacheca, se non ci sei già, clicchi su pagine –> aggiungi pagina ed il gioco è fatto. Non mi dilungo nei dettagli tecnici, per quelli rimando ad articoli specifici.

Pagina 1: Chi sono

Ricordatevi di essere coerenti con lo spirito ed il pubblico del blog, se è italiano perché usare “about me”?

In questa pagina parla di te, di cosa fai, perché hai aperto un blog di viaggi e magari inserisci un aneddoto interessante. Scrivi di cosa tratta il tuo sito e cosa i lettori si devono aspettare di trovare. Ovviamente non dimenticare qualche fotografia.

Puoi parlare delle tue passioni, di come sei arrivat* ad aprire un blog di viaggi e perché le persone dovrebbero leggere i tuoi articoli.

Pagina 2: Contatti

Il mio consiglio personale è sempre lo stesso: se il tuo pubblico parla italiano non usare “contacts”.

Le persone a volte hanno bisogno di mettersi in contatto con te, per un consiglio o una collaborazione. Assicurati di aver inserito l’email preferita sulla quale ricevere la posta e che la stessa non finisca nello spam. Fa sempre delle prove, sii chiar* sui tempi e sui modi della risposta o suggerisci canali alternativi sui quali contattarti, come social o telefono.

Inserisci i riferimenti ai tuoi canali social anche qui.

Pagina 3: Privacy

Nonostante si possano trovare esempi di pagine di privacy sul web, consiglio di utilizzare un servizio professionale tipo quello di Iubenda, che per i piccoli siti con poche necessità è un servizio gratuito. Se poi il sito cresce e fa pubblicità, pochi euro all’anno non saranno un problema.

Pagina 4: Copyright

Questa pagina è abbastanza standard, puoi trovare esempi su internet o copia la mia. Fra l’altro, è l’unica pagina tradotta anche in inglese.

Cancella le pagine predefinite di WordPress o modificale per adattarle al tuo sito. Non lasciare in piedi pagine abbandonate o non pertinenti.

Il tuo primo articolo con WordPress

Gli articoli sono ciò che rende un blog unico, pertanto cura che siano originali. Sei pronto a muovere i primi passi con gli articoli di WordPress?

Come creare un nuovo articolo

Esistono diversi modi per creare nuovi articoli:

Creare un nuovo articolo. Primi passi con WordPress
  • Fai clic sul pulsante + Nuovo nella barra degli strumenti in alto
  • Dalla bacheca vai su Articoli –> Aggiungi nuovo
  • Scrivi una bozza rapida che troverai nelle bozze dal box della bacheca
  • In alternativa, si possono pubblicare articoli inviando una e-mail, una soluzione avanzata che personalmente non uso. Per questo potete usare questo plugin gratuito: Postie

Con le prime due soluzioni, le classiche, verrai indirizzato all’editor di WordPress dove potrai iniziare a scrivere il tuo articolo.

Personalmente scrivo gli articoli su un foglio di Word, li correggo, li salvo per variazioni future e poi faccio un copia-incolla sull’editor. Questo nel caso qualche problema tecnico blocchi il sito e mi faccia perdere tutto il lavoro svolto. Se scrivi direttamente, nonostante il salvataggio automatico, salva spesso la bozza (è lo stato nel quale si trova l’articolo prima che venga pubblicato).

Ricordati di usare i titoli ed i sottotitoli, di scrivere frasi e paragrafi non troppo lunghi.

Pubblicazione del tuo articolo

Dopo aver scritto il tuo primo articolo devi fare ancora qualche passaggio per rendere la tua bozza un vero articolo e pubblicarlo:

  • Aggiungi qualche immagine per illustrare quello che hai scritto
  • Assegna una categoria all’articolo, la categoria comprenderà articoli dello stesso argomento. Gli argomenti delle categorie possono essere i più disparati e vanno selezionati in modo da rendere la navigazione facile. Nel caso del tuo blog di viaggi possono puoi organizzare le categorie per continente o stato oppure, più genericamente per argomento, come ad esempio articoli sulla fauna, sulle città, cultura o lifestyle. Non eccedere nelle categorie e studiale in anticipo.
  • Assegna alcuni tag o etichette all’articolo, sono gli argomenti salienti, non abbastanza importanti da essere una categoria, ma degni di nota. Gi articoli con lo stesso tag o con la stessa categoria potranno essere un metodo di ricerca dei tuoi lettori.
  • Imposta una immagine in evidenza. L’immagine in evidenza è la copertina del tuo articolo, sceglila con cura e controlla di poterla pubblicare (okkio al copyright). Sarà l’immagine che verrà condivisa sui social pertanto deve rappresentare l’argomento dell’articolo.

Una volta terminato, fai clic sul pulsante Salva Bozza nell’angolo in alto a destra dell’editor, rileggi il tuo articolo, guarda l’anteprima e.. sei pronto per pubblicare.

Cosa accade dopo la pubblicazione

Blog di viaggio primi passi con WordPress
Primi passi con WordPress (la foto l’ho fatta io, ma le mani sono in prestito)

Fai clic sul pulsante Pubblica e siine orgoglioso: hai appena creato un nuovo contenuto e l’hai condiviso con il mondo. L’articolo sarà visualizzato fra gli articoli recenti del tuo blog e nella prima pagina, se l’hai impostato in questo modo.

Puoi decidere anche di programmare la pubblicazione, cambiando la programmazione da Immediatamente ad un giorno ed ora specifica, cliccando sul pulsante che ora si chiama Pianifica. So già che la prima volta non lo farai perché non vedi l’ora che il mondo conosca ciò che hai da dire!

Dopo aver mosso i primi passi con WordPress, ora devi continuare a scrivere ed a perfezionare il tuo blog.

Pubblicato: 23/01/2022
Sapta Puri le sette Città Sacre dell'India

Sapta Puri, le sette città sacre dell’India

di Max Pubblicato: 22/01/2022
India Scritto da Max

Sapta Puri, le sette città sacre dell’India

Le sette città sacre dell’India, in lingua locale Sapta Puri, sono importanti mete di pellegrinaggio per i fedeli Induisti. Questi sono i luoghi sacri dove è possibile raggiungere Moksha, ovvero la liberazione dal Samsara, il ciclo eterno della reincarnazione e con questo accedere al Nirvana. 

Le sette città Sacre sono anche modo per rafforzare l’unità nazionale. Esse rappresentano infatti un’occasione per i pellegrini per visitare le diverse parti dell’India, trovando lingue e stili di vita differenti all’interno della stessa nazione cercando di superare la diversità linguistica e culturale. 

Leggi anche i luoghi sacri dell’induismo e regole di comportamento

Sette sono i fiumi sacri citati nei Veda, sette i cavalli celesti del dio Surya, sette le Madri Divine e sette le città sacre dell’India che un devoto pellegrino dovrebbe visitare nella sua vita, al fine di migliorare il proprio karma e percorrere il cammino della salvezza.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Le Sette Città Sacre dell’Induismo sono:

  • Haridwar – Maya Puri, sul Gange e sede del Kumbh Mela in Uttarakhand
  • Ayodhya – Ayodhya Puri, luogo di nascita di Rama in Uttar Pradesh
  • Mathura – Mathura Puri culla di Krishna in Uttar Pradesh
  • Varanasi – Kashi Puri sul Gange in Uttar Pradesh
  • Dwarka – Dwaraka Puri dove Krishna visse e regnò da adulto, in Gujarat
  • Ujjain – Avantika Puri, sede anch’essa del Kumbh Mela, in Madhya Pradesh
  • Kanchipuram – Kanchi Puri, l’unica nel sud ell’India, in Tamil Nadu

Non bisogna confondere le sette città sacre dell’India con le quattro dimore degli Dei o Char Dham. Queste ultime sono situate ai quattro angoli del paese: Dwarka a ovest, unica ad essere presente in entrambi i circuiti di pellegrinaggio, Badrinath a nord, Puri ad est e Rameshwaram a sud.

Mappa delle sette Sapta Puri

Sapta Puri, le sette Città Sacre dell'India
Sapta Puri, le sette Città Sacre dell’India

Come nasce il pellegrinaggio delle Sette Città Sacre

Le Sapta Puri sono considerate sacre per motivi diversi. La motivazione varia infatti da essere il luogo dove è nato o dove è vissuto un importante figura del passato a dove una Divinità è comparsa sotto spoglie terrene. 

Haridwar, ai piedi delle montagne

Tra le sette città sacre dell’induismo, Haridwar è quella più a nord. Questa è una delle quattro sedi del Kumbh Mela, una delle città sulle quali furono versate le gocce dell’Amrita, l’elisir dell’immortalità trasportate dal mitico uccello Garuda durante la creazione. E’ il luogo dove la Dea Ganga, rappresentata dal fiume Gange, incontra le pianure.

I punti di interesse da visitare ad Haridwar sono prima di tutto il ghat Har Ki Pauri, principale teatro delle celebrazioni del Kumbh Mela e della cerimonia Aarti.

Altri punti di interesse sono il Tempio di Mansa Devi, il Tempio di Chandi Devi ed il Tempio di Maya Devi. Altre destinazioni meno affollate, ma altrettanto interessanti sono il Tempio di Makarvahini, il Bharat Mata Mandir ed il famoso Ghat di Kankhal.

In questi due articoli parlo in maniera più dettagliata di Haridwar e della cerimonia Aarti.

Hari Ki Pauri ad Haridwar, una delle sette città sacre dell'India
Hari Ki Pauri ad Haridwar – Kumaravels, CC BY 2.5 IN, via Wikimedia Commons

Ayodhya è considerata una delle sette città sacre dell’India perché luogo di nascita di Rama, l’eroe del Ramayana e settimo avatar di Vishnu. La città fu anche la capitale del suo regno terreno, ereditata dagli antenati della dinastia Suryavamsa , fondata dal figlio di Surya (il Dio Sole). 

Ayodhya e i conflitti religiosi

Ayodhya si trova al di fuori dei circuiti turistici più popolari e la città è un po’ in decadenza. 

Il motivo dell’esclusione dai tour classici è che questa città è diventata un po’ il simbolo dell’intolleranza religiosa. Questo a causa delle dispute che hanno portato alla distruzione di una moschea che sorgeva sul presunto luogo di nascita di Rama.

La popolarità, come destinazione sacra per gli induisti, non ne ha però risentito e rimane uno dei luoghi più visitati dai pellegrini.

I monumenti più importanti della città si trovano quasi tutti nel raggio di poche centinaia di metri e comprendono, ovviamente, la già citata Ramjanma Bhoomi, il luogo dove nacque Rama, e dove sorgeva la Moschea Babri Masjid, oggi distrutta. In questo luogo si sta costruendo un nuovo Tempio dedicato a Rama. 

Valgono la visita anche il Tempio Hanuman Garhi, risalente al X secolo, dove si dice vengano perdonati tutti i peccati ed il Tempio di Nageshwarnath, fondato da Kush, figlio di Rama. 

Altre visite interessanti sono il Tempio Kanak Bhavan, dedicato a Rama ed a Sita ed il Sumantanath, un complesso di Templi Jainisti. 

Occorre ricordare che la città è un luogo sacro anche per il Buddismo, il Buddha infatti dopo aver visitato la cittadina, vi dimorò e predicò per sette anni. 

Ayodhya, una delle sette Città Sacre dell'India - Sapta Puri
Vista di Ayodhya – Fotografia di रूही CC BY-SA 4.0, Link

Mathura, la città di Krishna

Mathura è la città dove Krishna passò la maggior parte della sua vita a e per questo considerata sacra. In questa cittadina adagiata sulle rive dello Yamuna troviamo molti luoghi di importanza storica e religiosa, come il complesso dei Templi Janmasthan, costruito sul luogo di nascita di Krishna, l’ottavo avatar di Vishnu.

All’interno troviamo il Tempio Keshav Deva, il santuario Garbha Griha, il Bhagavata Bhavan e il Rangbhoomi dove ebbe luogo la battaglia finale tra Krishna e Kamsa.

Anche Mathura, come Ayodhya, non è meta del turismo di massa, ma un’ottima destinazione per vivere la festa di Holi: se volete sapere com’è, leggete il mio articolo. 

Un altro momento particolare per la visita è il Krishna Janmashtami, il giorno di nascita di Krishna, che si celebra normalmente in agosto/settembre. In questa occasione i devoti digiunano fino alla mezzanotte, mentre nei Templi e nelle case vengono rappresentate scene della vita del Dio.

Durante il pellegrinaggio alle Sapta Puri, vale la pena di visitare anche la vicina Vrindavan dove Krishna dimorò negli anni dell’infanzia.

Mathura durante le celebrazioni di Holi, la festa dei colori
Mathura durante le celebrazioni di Holi, la festa dei colori

Varanasi, il luogo della Salvezza

Oltre ad essere una delle sette città sacre per l’induismo, Varanasi è anche uno degli agglomerati urbani più antichi del mondo, abitata da 3.500 anni. La città, nota anche come Benares o Kashi conta “appena” un milione di abitanti.

Camminando per le strade che portano ai Ghat nelle ore di punta vi sembrerà che siano tutti lì insieme a voi. 

Varanasi è la città del Dio Shiva e il luogo della salvezza. Morire o essere cremati a Varanasi porta al Nirvana. Per questo nei secoli milioni di persone sono venute a morire qui o ci sono arrivate per essere cremate. E’ la ragione per cui non potete perdervi una visita al Manikarnika Ghat, uno dei due Ghat per le cremazioni, dove le pire ardono 24 ore su 24.

Il bagno nel Gange, fiume Sacro

Una volta giunti a Varanasi i fedeli devono immergersi nelle acque del Gange cinque volte da cinque Ghat diversi, potete assistere a questi rituali all’alba o al tramonto, passeggiando lungo i Ghat o risalendo il fiume con una delle tante barche a noleggio.

Quando cala la sera, sui Ghat di Dasaswamedh comincia la cerimonia Aarti ed i Pandit svolgono un complesso rituale nel quale i protagonisti sono il fuoco e le campanelle. Durante la puja i candelabri, illuminati da stoppini infuocati, vengono fatti roteare e creano giochi di luce suggestivi. Uno spettacolo da non perdere e al quale assistere con rispetto (vedi articolo e foto sulla cerimonia Aarti a Varanasi). 

Passeggiare lungo i Ghat di Varanasi e scattare qualche fotografia ai numerosi Sadhu o condividere con loro un chai, può valere la visita di questa città, che vi rimane nel cuore.

Varanasi un momento della cerimonia Aarti alla Dea Ganga
Varanasi: un momento della cerimonia Aarti alla Dea Ganga

Dwarka la città di Krishna, la più occidentale delle Sapta Puri 

Tra le città sacre dell’Induismo Dwarka è quella più occidentale. La città si dice che fu fondata da Krishna in persona, per questo venerata come una delle sette città sacre dell’India.

Krishna, come già accennato precedentemente, è una delle figure più venerate dell’India, nato a Mathura e cresciuto nella vicina Vrindavan. Le sue imprese sono raccontate nei testi sacri indiani e sono il fondamento di due festività fra le più interessanti dell’India: Holi, la festa dei colori e Diwali, la festa delle luci. Oltre ad essere una delle Sapta Puri, Dwarka è anche una delle quattro “Dimore degli Dei”, con Badrinath, Puri e Rameshwaram.

La città fu in passato un importante porto e oggetto di scorribande, tanto da essere completamente ricostruita nel XIX secolo dopo essere stata quasi completamente rasa al suolo.

Il tempio Dwarkadhish

Il più famoso tempio della città è il Dwarkadhish, “Re di Dwarka”, con i suoi splendidi ghat, noto anche come Jagat Mandir e dedicato a Krishna. Il tempio ha cinque piani appoggiati su 72 pilastri e raggiunge un’altezza di 50 metri. Il nucleo centrale, che si dice costruito dal nipote di Krishna, risale a circa 2.000 anni fa, poi ampliato nel XV secolo. A differenza di altri templi è liberamente accessibile ai non induisti e rappresenta una visita molto toccante.

Gli altri templi di Dwarka sono il Trikamji, lo Kalyanrai, il Patrani e il Durva.

La settima vita di Dwarka

La leggenda narra che Dwarka venne sommersa dal mare per sei volte e che oggi stia vivendo la sua settima vita. Quella che veniva ritenuta, fino a poco tempo fa, poco più di una leggenda, è stata recentemente confermata da rinvenimenti avvenuti sui fondali marini antistanti la città. Proprio nei luoghi mitologici sono stati trovati resti di una città sommersa, databili fino a 10.000 anni orsono.

La storia deve essere rianalizzata.

I Ghat di Dwarka, Sapta Puri e Char Dham , Città sacra dell'India
Uno dei Ghat di Dwarka, sullo sfondo Dwarkadhish Temple

Ujjain: Sapta Puri, Jyotirlinga e Kumbh Mela

E’ la città di Shiva e una delle quattro sedi del Kumbh Mela. 

Le principali mete di pellegrinaggio della città sono il Mahakaleshwar Mandir ed il Ram Ghat. Il primo contiene uno dei 12 maggiori Jyotirlinga dell’India, una rappresentazione fallica del Dio Shiva, mentre il Ram Ghat è un luogo centrale per la celebrazione del Kumbh Mela.

Altre mete popolari sono la grotta di Bharathari, un Tempio sotterraneo, il Tempio di Durga Harsidhhi Temple, il Tempio Chintaman dedicato a Ganesha ed il Kaal Bhairav .

Vale la pena visitare il Jantar Mantar, l’Osservatorio Astronomico parzialmente in rovina e simile a quello di Jaipur, la Città Rosa dell’India

Ram Ghat a Ujjiain, una delle setter cCittà Sacre dell'induismo
Ram Ghat ad Ujjiain – foto di By Shruti Lata – CC BY-SA 4.0, link

Kanchipuram, unica delle sette città sacre nel sud dell’India

Delle sette Città Sacre dell’India dove è possibile ottenere la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni, Kanchipuram è l’unica situata nell’India del Sud ed è meta di pellegrinaggio sia dei devoti di Shiva che di Vishnu. La città si trova ad un’ora di auto a Chennai ed è considerata la Varanasi del sud, per l’abbondanza di templi. 

Il fatto di essere così vicina ad una grande città ne fa spesso una meta di gite in giornata, ma la città vale la pena di essere vissuta e non dormire qui significa perdersi il meglio della visita.

Il tempio più imponente della città è l’Ekambareshvara Mandir, dedicato a Shiva. Questo è uno dei Pancha Bhoota Stalam, cinque templi di Shiva, ciascuno dei quali rappresenta uno dei cinque elementi in natura: terra, acqua, aria, cielo, fuoco. I templi si trovano tutti nel sud dell’India, quattro in Tamil Nadu ed uno in Adhra Pradesh. 

Shiva ed i cinque elementi Pancha Bhoota Stalam

Ognuno dei cinque elementi è custodito nella rappresentazione di Shiva: un lingam che in ciascun tempio prende un nome diverso. Nel tempio Ekambareshvara Prithivi Lingam (terra), nel Tempio Jambukeswarar, Appu Lingam (acqua), nel Tempio Thillai Natarajar Akaya Lingam (cielo), nel Tempio Annamalaiyar Agni Lingam (fuoco), nel Tempio Kalahasti, l’unico al di fuori del Tamil Nadu, Vayu Lingam (aria).

Altro monumento degno di nota è il tempio Kanchi Kamakshi Amman, uno degli Shakti Peethas. La Dea Kamakshi incarna l’autonomia della natura, ed è la Dea della Bellezza e della Tranquillità. La tradizione nel sud dell’India vuole che sia un’incarnazione della Dea Shakti e moglie di Shiva. 

Shakti Peethas

La leggenda più accreditata sulla genesi degli Shakti Peethas si basa sulla morte della dea Sati. In seguito alla morte della moglie Shiva vagò a lungo per l’universo trasportandone il corpo senza vita. Allarmato dal fatto che uno Shiva adirato avrebbe potuto distruggere il mondo, Vishnu tagliò il corpo di Sati in 51 pezzi (secondo altri testi 108 pezzi) e li lasciò cadere in vari luoghi dell’India. Questi luoghi sacri sono i 51 Shakti Peethas, ciascuno collegato alle 51 lettere dell’alfabeto sanscrito. La maggior parte di questi luoghi di culto si trovano in India, ma ce ne sono sette in Bangladesh, tre in Pakistan, tre in Nepal, uno in Tibet e uno in Sri Lanka.

Fra i tanti templi che meritano una visita il Rajasimheshvara, dedicato a Shiva e il Vaikunta Perumal Temple dedicato a Vishnu.

Kanchipuram è anche la città dei tessuti, non vorrete perdervi una giornata di shopping in mezzo ai famosi Sari di seta che sono l’oggetto del desiderio di tutte le giovani del sud dell’India

Tempio Kailasanathar Kanchipuram
Tempio Kailasanathar – foto di Sai Subramanian – CC BY-SA 3.0, link

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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Pubblicato: 22/01/2022
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