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Articoli Recenti

Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi - Thailandia

Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese

di Max Pubblicato: 25/07/2025
Thailandia Scritto da Max

Guida di Viaggio a Sangkhlaburi

Situata vicino al confine con la Birmania, Sangkhlaburi è una piccola città thailandese immersa tra montagne verdeggianti e paesaggi naturali mozzafiato.

La popolazione locale è prevalentemente di etnia Mon, riconoscibile per tradizioni, lingua e cultura, ma nella cittadina convivono serenamente anche comunità Thai e birmane, creando un ambiente multiculturale raro.

Il ponte di legno di Sangkhlaburi, noto come Saphan Mon, è uno dei simboli architettonici più famosi della città. Tuttavia, il vero fascino si scopre passeggiando per le strade, osservando le persone e lasciandosi coinvolgere dalla loro quotidianità. Una peculiarità interessante riguarda il lago Khao Laem: le sue acque salgono e scendono durante l’anno, svelando oppure sommergendo le costruzioni preesistenti alla costruzione della diga e cambiando così il panorama e le possibilità di esplorazione.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Wat Wang Wiwekaram
Wat Wang Wiwekaram

Chi desidera arrivare a Sangkhlaburi deve mettere in conto un percorso che è già di per sé un’esperienza suggestiva. Da Kanchanaburi si attraversano territori ricchi di foreste, fiumi e laghi, spesso con strade strette e curve che attraversano il Parco Nazionale Khao Laem. Se vi piacciono i paesaggi troverete alcuni punti panoramici veramente suggestivi nei quali fare una sosta.

Cosa non perdere a Sangkhlaburi:

  • Passeggiata sul famoso ponte di legno
  • Esplorazione dei villaggi Mon
  • Scoperta delle costruzioni sommerse del lago
  • Trekking tra le foreste circostanti

Chi visita Sangkhlaburi può vivere un’esperienza diversa rispetto alle mete più note della Thailandia. È ideale per chi cerca autenticità, tranquillità e un contatto diretto con la natura e le tradizioni locali.

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Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi

Il ponte di legno di Sangkhlaburi, conosciuto localmente come Saphan Mon, è lungo ben 450 metri ed è il ponte di legno più lungo della Thailandia (o almeno così mi hanno detto).

Questo ponte attraversa il fossato della città vecchia e collega la cittadina al villaggio Mon e al Wat Wang Wiwekaram, un importante tempio molto significativo per tutta la comunità. Durante la stagione secca, la struttura intricata del ponte si mostra quasi per intero, mentre quando le piogge sono più intense dicono che l’acqua arrivi quasi al livello del camminamento.

In realtà se guardate la foto e dove sono posizionate le case, ho dei seri dubbi, ma io con le piogge intense non ci sono stato…

Il ponte fu originariamente costruito durante il regno di Re Rama III (1824–1851), ma in tempi più recenti è stato sostituito da un ponte in cemento armato costruito in una zona adiacente, più adatto al passaggio di auto e camion

L’ingresso al ponte, diventato così esclusivamente pedonale, non costa nulla, ma entrando dalla parte del villaggio c’è un box per le donazioni, che vengono utilizzate per la manutenzione: alcuni baht che possono essere ben spesi.

Il ponte di legno di Sangkhlaburi - Saphan Mon
Il ponte di legno di Sangkhlaburi – Saphan Mon

Subito dopo ci sono un paio di bancarelle dove è possibile scambiare quattro chiacchiere, specialmente se arrivate, come me, in un pomeriggio piovoso quando tutti i locali sono ormai chiusi e la struttura del ponte diventa un punto di sosta quasi obbligato.

Sempre dalla parte del villaggio nelle stradine ci sono bancarelle che vendono souvenir ai pochi, pochissimi turisti della stagione delle piogge, soprattutto pietre provenienti dalla vicina Birmania.

Se vi fermate a dormire qui, alla mattina è possibile vedere il passaggio dei monaci che partono per la raccolta delle elemosine, un’esperienza unica, ma che per una serie di motivi mi sono perso.

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Ecco cosa si può fare nei dintorni del ponte:

  • Osservare il passaggio dei monaci all’alba
  • Fotografare i paesaggi e la struttura unica
  • Comprare un braccialetto di pietre provenienti dalla Birmania
  • Imbarcarsi per una gita con la barca
Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi - Accesso al ponte dal villaggio Mon
Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi – Accesso al ponte dal villaggio Mon

Lago e Diga di Khao Laem

Esplorare il lago formato dalla diga di Khao Laem è una delle esperienze più popolari nella zona. L’invaso ospita i resti sommersi di un antico villaggio e di tre templi che emergono solo nei mesi più secchi, offrendo scenari suggestivi.

Tra questi, spicca il Wat Saam Prasob, spesso visitato con una delle gite in barca che vi verranno proposte al piccolo molo del villaggio

Il giro in barca ha un costo variabile in funzione del numero di templi visitati e quindi delle ore passate a bordo, in genere tra i 300 ed i 500 baht.

Durante la stagione delle piogge si vedono solo le cime dei templi, mentre in quella secca è spesso possibile raggiungerne la base. Lungo il lago si possono osservare case galleggianti, bambini trasportati a scuola in barca e uccelli in cerca di cibo.

Ecco cosa si può fare sul lago:

  • Escursione in barca tra i templi sommersi
  • Visita alle case galleggianti e ai mercati locali
  • Osservazione della vita quotidiana sul lago
Vista sul lago Khao Laem e sui villaggi galleggianti
Vista sul lago Khao Laem e sui villaggi galleggianti

Passo delle Tre Pagode – Chedi Sam Ong

Il passo delle Tre Pagode, Chedi Sam Ong situato 22 km a nord di Sangkhlaburi, rappresenta uno dei più noti punti di confine con il Myanmar o Birmania che dir si voglia (a me Myanmar non viene proprio). Storicamente, è stato un collegamento importante tra l’India ed il Sud-Est asiatico, e nonostante i pessimi rapporti tra la Thailandia e lo stato confinante, molte merci passano ancora per questo punto di confine. In realtà il luogo è diventato noto più che altro per il suo ruolo nella costruzione della Ferrovia della Morte, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le tre pagode che danno il nome al passo sono piccole strutture simboliche, non le originali storiche. Nella zona si trova anche un mercato con prodotti artigianali birmani e diversi ristoranti locali. Nonostante le dimensioni ridotte delle pagode, la facilità con cui si raggiunge il passo lo rende una meta frequente per brevi escursioni oltre il confine thailandese.

La Ferrovia della Morte

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’esercito giapponese occupò un vasto territorio dal sud-est asiatico fino alla Birmania. Per sostenere le proprie truppe in Birmania e preparare un eventuale attacco verso l’India britannica, i giapponesi decisero di costruire una ferrovia che collegasse la Thailandia alla Birmania, evitando le rotte marittime pattugliate dagli Alleati. Tra il 1942 e il 1943, partendo dalla linea già esistente tra Singapore e Bangkok, fu costruita una nuova tratta che da Bangkok si dirigeva verso nord ovest, fino a Thanbuyazat in Birmania, coprendo circa 420 km .

Circa 240.000 persone furono costrette a lavorare su questa ferrovia, tra cui oltre 60.000 prigionieri di guerra alleati e circa 180.000 lavoratori reclutati con la forza. Se siete curiosi una famosa pellicola: Il Ponte sul fiume Kwai narra delle sofferenze patite da questi uomini costretti a lavorare in condizioni proibitive. Il poco cibo, le cure mediche insufficienti ed i turni massacranti in un ambiente ostile portarono alla morte di migliaia di persone per malattie, fame ed esaurimento. Le stime parlano di almeno 90.000 lavoratori e oltre 12.000 prigionieri di guerra deceduti. Proprio per queste tragedie, la linea è tristemente nota come la Ferrovia della morte.

Motivi per visitare il Passo delle Tre Pagode:

  • Possibilità di dare uno sguardo al confine con il Myanmar
  • Mercatini e oggetti artigianali tipici
Passo delle tre pagode - Chedi Sam Ong
Passo delle tre pagode – Chedi Sam Ong

Templi e Stupa sulle Colline

Oltre ai templi sommersi, Sangkhlaburi offre luoghi di culto situati sulla collina vicina, raggiungibili sia a piedi dal ponte che in barca. Il grande stupa dorato, chiamato Buddha Khaya Chedi, è una replica della famosa costruzione di Bodhgaya in India, luogo in cui secondo la tradizione Buddha raggiunse l’illuminazione. Dalla torre bianca di fronte si gode di una vista panoramica sulla zona e sul lago sottostante.

Wat Wang Wiwekaram - Statua del Buddha che predica
Wat Wang Wiwekaram – Statua del Buddha che predica

Il Wat Wang Wiwekaram, chiamato anche Wat Luang Pho Uttama di stile tailandese, ospita numerosi monaci, soprattutto della minoranza Mon.

Questo luogo sacro rappresenta il cuore spirituale della comunità Mon e testimonia la convivenza armoniosa tra culture e religioni diverse. Fondato da Luang Por Uttama, un venerato monaco birmano, il tempio fu ricostruito su una collina dopo che il sito originale venne sommerso dalla costruzione della diga Vajiralongkorn nel 1984. Oggi il complesso si distingue per la fusione di elementi architettonici tailandesi, Mon e birmani, visibili nella sala delle ordinazioni, nelle chedi decorate e nelle numerose statue di Buddha.

Phra Puttha Rup Ong Yai - Statua del Grande Buddha Sangkhlaburi Thailandia
Phra Puttha Rup Ong Yai – Statua del Grande Buddha Sangkhlaburi Thailandia

Passeggiando nel tempio si percepisce un’atmosfera di raccoglimento e rispetto, soprattutto durante le cerimonie religiose che coinvolgono tutta la comunità locale. Una delle attrazioni più caratteristiche è la grande statua del Buddha situata sulla collina Phra Puttha Rup Ong Yai, visibile da lontano e simbolo di protezione per l’intera area. Questa statua, oltre ad essere un punto di riferimento spirituale, offre anche una vista panoramica sul lago e sui villaggi circostanti. Wat Wang Wiwekaram è dunque non solo un luogo di culto, ma anche un simbolo di speranza e coesione per tutti gli abitanti di Sangkhlaburi.

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Punti di interesse:

  • Visita al Buddha Khaya Chedi (Chedi Phutta Khaya)
  • Scoperta del Wat Wang Wiwekaram e della sua storia
  • Esperienza della spiritualità locale
Wat Wang Wiwekaram - Chedi Phutta Khaya
Wat Wang Wiwekaram – Chedi Phutta Khaya

Parco Nazionale di Khao Laem

Il parco nazionale di Khao Laem copre 1.500 km² intorno alla Diga di Vajiralongkorn, caratterizzato da foreste, montagne calcaree e numerose cascate. Vi abitano oltre 260 specie animali tra cui gibboni, cervi e una ricca avifauna, specialmente nella zona della palude di Kroeng Kravia.

Il centro visitatori si trova a circa 30 km a sud-est di Sangkhlaburi, e poco distante si possono noleggiare barche per attraversare il lago o tornare verso Ban Wang Ka. All’interno del parco sono disponibili campeggi e bungalow. Per chi dispone di poco tempo, la cascata di Kroeng Kravia, facilmente accessibile dalla strada 323, la Route 66 della provincia di Kanchanaburi, è una delle tappe più raccomandate per chi vuole rinfrescarsi in un ambiente naturale.

Servizi e attività disponibili nel parco:

  • Sentieri escursionistici nella natura
  • Osservazione di fauna selvatica e birdwatching
  • Bagni nelle cascate e rilassamento in aree dedicate al picnic
Sangkhlaburi - altri incontri sulle strade
Sangkhlaburi – altri incontri sulle strade

Come arrivare a Sangkhlaburi da Bangkok

Arrivare a Sangkhlaburi in aereo non è possibile, non rimangono che l’auto o i mezzi pubblici. Io ho noleggiato un’auto con Discovercars e, nonostante il traffico di Bangkok e la guida all’inglese dalla parte opposta della carreggiata rispetto all’Italia, sono contento di aver fatto questa scelta. Infatti avere un’auto a mia disposizione mi ha permesso una maggiore flessibilità e l’opportunità di fare delle soste nei luoghi che mi interessavano, senza cruccio per il tempo a disposizione (a parte la preoccupazione per il buio e la guida notturna)

Ricordatevi che per guidare in Thailandia ci vuole la Patente Internazionale!

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In auto

Per arrivare a Sangkhlaburi da Bangkok in auto, si percorrono circa 350 km, e ci vogliono, nella migliore delle ipotesi, 6-7 ore. Consiglio una sosta a Kanchanaburi, dove è possibile fare base anche per altre escursioni. Il percorso più comune raggiunge Kanchanaburi per poi si proseguire sulla Highway 323 (che io ho rinominato Route 66 della Thailandia Occidentale) fino a Sangkhlaburi.

I vantaggi, come già detto, sono la flessibilità negli orari, la possibilità di fermarsi lungo il percorso per visitare attrazioni come il Ponte sul Fiume Kwai o le cascate di Erawan, e la comodità, soprattutto se si viaggia in gruppo o con bagagli ingombranti. Gli svantaggi sono sicuramente la fatica della guida su strade molto trafficate, soprattutto nei weekend e la necessità di avere la patente internazionale, oltre alla difficoltà della guida a sinistra, ma per me la libertà a volte è impagabile.

Io di ho noleggiato l’auto con Discovercars e mi sono trovato molto bene, soprattutto grazie alla protezione completa, che mi ha permesso di viaggiare rilassato, senza preoccupazioni per eventuali inconvenienti, che in viaggio possono capitare.

Con i mezzi pubblici

Per chi preferisce i mezzi pubblici, la soluzione più semplice è prendere un autobus diretto da Bangkok a Sangkhlaburi. Gli autobus partono più volte al giorno, il viaggio dura circa 6-7 ore e il costo del biglietto è di circa 500-600 baht (15-20 euro) a tratta. Controllate dal box qui sotto di 12Go.asia.

I vantaggi sono i costi contenuti e la possibilità di rilassarsi durante il viaggio senza preoccuparsi della guida. Gli svantaggi includono orari di viaggio meno flessibili, possibili ritardi e la necessità di prenotare in anticipo, almeno nei periodi di alta stagione.

Inoltre, i mezzi pubblici possono essere affollati e meno comodi, soprattutto per chi trasporta molti bagagli.

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Le comunità locali

Uno degli aspetti che vado cercando nei miei viaggi è sicuramente l’interazione con le persone. Purtroppo quando il tempo è limitato, anche l’interazione diventa difficile e, durante questa visita, per una serie di motivi ai quali ho già accennato, legati ad un problema con una prenotazione, ho avuto poco tempo per visitare, ma mi sono ripromesso di ritornarci con un po’ più di tempo.

Questo non mi ha impedito di trovarmi in un ottimo momento della giornata per scattare delle splendide foto dei mezzi che portano a casa gli studenti da scuola e le persone dal lavoro.

Vi lascio qualche foto.

Fotografie

Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade
Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade
Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade
Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

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Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati

Impara le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
Scarica la Guida Gratuita di Bangkok in PDF

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Organizziamo il tuo prossimo viaggio in Thailandia

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Pubblicato: 25/07/2025
Arcos de la Frontera

Andalusia insolita: i Pueblos Blancos

di Sergio Pubblicato: 12/07/2025
Europa Scritto da Sergio

Come ho scoperto i Pueblos Blancos?

Avevo programmato un viaggio in Andalusia per l’inizio dello scorso aprile, con scrupolo sabaudo: volo Torino – Malaga con atterraggio alle 17,40, ritiro della Yaris a nolo in tempo per fare il viaggio in auto fino alla prima tappa (della durata di 1 ora e mezza) con la luce del giorno, il villaggio di Setenil de Las Bodegas, sistemazione in albergo e cena… tutto perfetto.

Senonché il volo Ryanair ha subito ritardo e la prospettiva di dover guidare su strade sconosciute, con la notte alle porte, non mi lasciava del tutto tranquillo, anzi mi preoccupava….

Andalusia insolita: i Pueblos Blancos » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Mai ritardo aereo è stato invece così provvidenziale!  l’Andalusia al tramonto è qualcosa di magico, una luce incredibile, un paesaggio collinare dolce e verdissimo, in cima ai colli villaggi bianchissimi rischiarati dall’ultimo sole, nessun cartellone pubblicitario, nessun mostro edilizio a deturpare l’orizzonte e una temperatura molto gradevole.

A volte i viaggi prendono una piega positiva sin dall’inizio e proseguono su questo filone. L’Andalusia è stata così: cibo buono, prezzi accettabili, popolazione accogliente e disponibile ad aiutare, centri urbani dalla pulizia svizzera, paesaggi incantevoli.

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Dicendo Andalusia… si pensa subito a Granada, Siviglia, Cordoba e ai loro incredibili monumenti:  avrei potuto descrivere questi tre gioielli, che ho visitato e che a tutti sono noti…

Ma non lo farò, perché mi hanno colpito, e voglio documentarvelo con queste immagini,  i meno conosciuti Pueblos Blancos, antichi paesini tutti bianchi, arroccati su colli, spettacolari.  Nelle foto un paese (Setenil de las Bodegas) praticamente costruito sotto una roccia, un altro,Grazalema, dalle stradine strette e arabeggianti. E poi Zahara de la Sierra, Arcos de la Frontera, Olvera,ecc…

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Fanno parte di questi paesaggi ii tori neri “miura” e i cavalli andalusi allevati allo stato brado.

Appuntatevelo, se vi va:  inizio aprile, viaggio in Andalusia, senza l’arsura e il caldo estivi, tappe indispensabili 5 o 6 pueblos blancos… mi ringrazierete! Buon viaggio 

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 12/07/2025
Illustrazione - Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo - Bacchette Cinesi per mangiare

Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili

di Max Pubblicato: 10/07/2025
Cina Scritto da Max

Le bacchette cinesi per mangiare sono uno strumento tradizionale molto usato in Cina, Giappone, Corea e altri paesi asiatici, oltre che, ovviamente, nei ristoranti orientali. Permettono di prendere il cibo in modo preciso e pulito, senza usare le mani.

Anche se sembrano difficili da usare all’inizio, con un po’ di pratica il gesto diventa naturale.

Capire la tecnica corretta aiuta a mangiare in modo più autentico, sia a casa che al ristorante, ma approfondire la loro storia e il loro utilizzo può anche aiutarci a rispettare le tradizioni culturali quando si visitano i paesi asiatici dove queste bacchette sono più usate (non in tutti si usano le bacchette).

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La leggenda della nascita delle bacchette cinesi (o bastoncini cinesi per il cibo)

L’ origine delle bacchette cinesi si perde nella notte dei tempi, ma in Cina ci sono molte leggende che ne raccontano la storia. Una di queste narra che le prime bacchette (o bastoncini cinesi) siano state inventate durante la dinastia Shang, da re Zhou, che per risparmiare tempo durante i pasti, aveva iniziato ad usare rametti sottili per prendere il cibo bollente direttamente dalla pentola, altre parlano, invece, di un attendente del Re, ma adesso vi racconto quelle di cui ho letto.

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La leggenda di Jiang Ziya

Una delle interessanti leggende sull’invenzione delle bacchette narra che ad inventarle fu un famoso saggio militare di nome Jiang Ziya (1128–1015 a.C.), che si trovava al servizio degli imperatori cinesi della dinastia Zhou (1046–221 a.C.) all’epoca degli scontri con la dinastia Shang.

Si dice che Jiang Ziya, anche se considerato dal Re un grande stratega, fosse un uomo strano e sempre al verde, che non era neppure in grado di procurarsi il cibo pescando nel fiume.

Immagine da pagina 336 di Storia illustrata della Cina e dell India comprendente una descrizione di quei paesi e dei loro abitanti - 1851
Immagine da pagina 336 di Storia illustrata della Cina e dell India comprendente una descrizione di quei paesi e dei loro abitanti – 1851

Proprio per questi motivi sua moglie, un bel giorno, presa dallo sconforto perché il marito era tornato a casa per l’ennesima volta con le tasche e la bisaccia vuota, pensò bene di ucciderlo per poter sposare un altro uomo più ricco e intelligente

Così, senza arrabbiarsi come faceva di solito, la donna decise di preparargli un piatto di carne avvelenata.

Ma mentre il povero Jiang Ziya stava per apprestarsi a mangiare ciò che la moglie gli aveva cucinato, un uccello entrò dalla finestra, lo beccò e fuggì.

L’uomo capì all’istante che si trattava di un uccello divino, perciò lasciò perdere il pranzo e si mise a seguirlo fino ad arrivare ad una collina deserta. A quel punto l’uccello si posò su di un ramoscello di bambù e disse all’uomo:

Jiang Ziya, non puoi mangiare la carne con le mani. Se vuoi mangiare la carne, devi farlo con gli attrezzi che sono sotto le mie zampe"

Jiang Ziya ascoltò i consigli dell’uccello, raccolse i due rametti di bambù su cui si era posato e tornò a casa. Quando sua moglie lo esortò a mangiare di nuovo la carne, l’uomo appoggiò i due bastoncini di bambù alla ciotola e questi, improvvisamente, produssero una nuvoletta di fumo verde.

Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Jiang Ziya ebbe così il sospetto che il cibo potesse essere avvelenato e con un fare ingenuo chiese alla moglie da dove provenisse quel fumo, chiedendole anche di assaggiare la carne per capire se fosse buona. A quella richiesta la moglie impallidì e scappò fuori di casa.

Jiang Ziya, grato all’uccello divino per la rivelazione, da allora in poi, usò due bastoncini di bambù per ogni pasto.

In seguito la moglie gli chiese perdono per il gesto, dettato da un momento di rabbia e lui la riaccolse in casa. Non solo, dopo aver saputo la storia, anche i vicini impararono a mangiare con i bastoncini di bambù. Col tempo l’usanza si diffuse fra tutta la popolazione e viene ancora oggi tramandata di generazione in generazione.

Illustrazione - Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo - Bacchette Cinesi per mangiare
Illustrazione – Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo – Bacchette Cinesi per mangiare

La leggenda di Yu il Grande

Un altro racconto popolare parla di Yu il Grande, un antico eroe.

Nei tempi antichi, ai tempi di re Shun, un’alluvione sommerse la città provocando gravi danni e disagi alla popolazione. Fu allora che il Re ordinò a Yu di affrontare il problema e di aiutare i suoi sudditi. Era ora di pranzo, ma Yu, nonostante fosse passato tre volte davanti a casa, non era ancora riuscito a mangiare, a causa delle urgenza dell’alluvione.

Arrivato su un isoletta risparmiata dall’inondazione si mise allora a cucinare un po’ di carne, ma questa, una volta cotta, era troppo calda per essere mangiata subito e Yu avrebbe dovuto aspettare un bel po’ di tempo perché si raffreddasse abbastanza da poter essere maneggiata. Fu così che preso dalle urgenze avrebbe dovuto abbandonare ancora una volta il cibo e ritornare al lavoro con lo stomaco vuoto.

Improvvisamente, però, gli venne un’idea eccellente: tagliò due rami da un albero di bambù e li utilizzò per estrarre la carne dalla pentola. Dopo aver soffiato diverse volte sul cibo, la temperatura si abbassò rapidamente e così il povero Yu riuscì a placare la sua fame.

Questa misura si rivelò geniale per l’epoca, in cui tutti mangiavano con le mani, così gli abitanti del villaggio gradualmente lo imitarono e l’usanza si diffuse tra tutta la popolazione.

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La leggende del Re Zhou

Un’ultima leggenda riguarda Re Zhou.

L’impero della dinastia Shang era governato da Re Zhou, un regnante severo e violento che invece di governare si dedicava al gioco ed al cibo. Soprattutto nel cibo era molto esigente: si lamentava del gusto, della cottura, ma soprattutto si lamentava spesso di come i piatti fossero troppo freddi o troppo caldi.

Proprio per quest’ultimo motivo molti cuochi furono puniti o, in alcuni casi, giustiziati. Un giorno Daji, una delle sue concubine, mentre stava servendo un piatto al Re, si accorse che il piatto era troppo caldo, ma siccome era l’ora esatta a cui il pasto andava servito, non c’era modo di aspettare che il cibo si raffreddasse ad una temperatura accettabile.

Mentre pensava a come evitare le punizioni del Re, improvvisamente Daji ebbe un’illuminazione: si tolse il fermaglio che usava per raccogliere i capelli e lo usò per prendere il cibo ed offrirlo al Monarca. Fortunatamente, Re Zhou, stupito e incuriosito dalla novità, la prese bene e pensò che fosse un piacere mangiare in quel modo.

Fu così che il Re ordinò allora ad alcuni artigiani di realizzare due lunghe forcine di giada per Daji, in modo che lei potesse usarle per porgergli il cibo durante i pasti. Da allora il metodo si diffuse prima fra i nobili e poi, in seguito, fra la popolazione.

Le bacchette nel tempo sono diventate un simbolo della cultura cinese, legandosi a storie che spiegano sia la loro utilità che il loro significato nel tempo.

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Dalla leggenda alla storia, l’evoluzione delle bacchette cinesi

Tralasciando le curiose leggende, è interessante saper quando le bacchette siano state utilizzate per la prima volta. I reperti archeologici e le immagini pervenute a noi attraverso i secoli ci fanno pensare che probabilmente le bacchette erano in uso durante la dinastia Xia, tra il XXI e il XVI secolo a.C. circa, e sicuramente lo furono durante la dinastia Shang (1766-1122 a.C.).

I primissimi bastoncini potrebbero essere stati rametti usati per recuperare cibi cotti in liquidi caldi, ma un aneddoto storico racconta che il re Zhou ne volle un paio fatte di avorio per il suo uso personale.

Una maggiore diffusione delle bacchette fra la popolazione ebbe luogo nel periodo tra il 1122 e il 770 a.C. circa, quando si diffusero in Cina dei tipi di bacchette fatte di bambù.

Intorno al 500 a.C., la loro popolarità era diffusa anche in Giappone, Vietnam e Corea.

Primi dipinti con bacchette cinesi

Le prime immagini storiche delle bacchette appaiono in antichi dipinti cinesi. Nei dipinti della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), si possono vedere persone che mangiano con le bacchette durante i banchetti. Queste raffigurazioni mostrano come erano già diffuse a quel tempo.

Analizzando i dipinti, si nota che sia i nobili che la gente comune usavano bacchette. Esistono anche raffigurazioni in ceramiche e rilievi che confermano l’uso delle bacchette già in tempi molto antichi.

Antico dipinto
Un banchetto elegante nel quale si nota l’uso delle bacchette. Il particolare del dipinto all’aperto raffigura un piccolo banchetto cinese offerto dall’imperatore per funzionari-eruditi della dinastia Song (960-1279). Sebbene dipinto nel periodo Song, è molto probabilmente una riproduzione di un’opera d’arte precedente della dinastia Tang (618-907). Il dipinto è attribuito all’imperatore Huizong della dinastia Song (r. 1100-1125 d.C.) – immagine di pubblico dominio da Wikimedia Commons

Il nome cinese delle bacchette

Le bacchette per mangiare diffuse nei paesi asiatici, in Cina sono chiamate kuàizi.

Durante il periodo precedente alla dinastia Qin (221-206 a.C.) le bacchette erano chiamate Jia, mente durante le dinastie Qin e Han (206 a.C – 220 d.C.) presero il nome di Zhu.

Dato che Zhu, in cinese, ha un suono simile a stop che è considerata una parola sfortunata, la gente cominciò a chiamarle Kuai, che in cinese significa veloce e questo è il nome odierno della bacchette cinesi.

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Tipologie di bacchette cinesi e materiali utilizzati

Oggi esistono diversi tipi di bacchette, che si distinguono per forma, lunghezza e materiale. Le bacchette cinesi tradizionali sono lunghe circa 25 cm, con una punta arrotondata o leggermente appuntita. Quelle per bambini sono più corte, mentre quelle da cucina sono spesso più lunghe.

Le bacchette possono essere realizzate con diversi materiali, ciascuno scelto per motivi specifici legati sia alla praticità, sia alla tradizione.

Il materiale più comune è il legno, che viene preferito perché è leggero, facile da lavorare e offre una presa naturale sugli alimenti, grazie alla sua superficie leggermente ruvida. Il legno non trasmette calore rapidamente, quindi le bacchette rimangono confortevoli da impugnare anche durante i pasti caldi. Spesso si usano legni come il bambù, che è economico, sostenibile e molto resistente, oppure legni più pregiati, scelti per bacchette più raffinate e decorative.

Oltre al legno, un altro materiale largamente utilizzato è la plastica, che ha il vantaggio di essere economica, facile da pulire e disponibile in una vasta gamma di colori e decorazioni. Tuttavia, la plastica tende a essere più scivolosa rispetto al legno e può deformarsi se esposta a temperature molto elevate. Per questo motivo, le bacchette in plastica vengono spesso usate per pasti informali o come oggetti usa e getta.

Illustrazione - Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo - Bacchette Cinesi per mangiare
Illustrazione – Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo – Bacchette Cinesi per mangiare

In contesti più formali o per occasioni speciali, si possono trovare bacchette realizzate in metallo, come l’acciaio inossidabile o l’argento. Questi materiali sono apprezzati per la loro durata e per la facilità di pulizia, ma sono anche più pesanti e possono risultare meno comodi da usare per chi non è abituato. Inoltre, il metallo tende a essere più liscio, il che può rendere difficile afferrare alcuni cibi, per i meno esperti. In Cina, le bacchette di metallo sono meno comuni rispetto ad altri paesi asiatici, come la Corea.

Ci sono poi bacchette in materiali più preziosi, come la porcellana o l’avorio, che vengono considerate oggetti di lusso o da collezione. La porcellana viene scelta per la sua bellezza e per il valore artistico, anche se è fragile e poco pratica per l’uso quotidiano. L’avorio, oggi vietato per motivi di tutela degli animali, era in passato simbolo di ricchezza e status sociale.

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Come si usano le bacchette cinesi

Usare le bacchette cinesi richiede un po’ di pratica, ma il principio è semplice: una bacchetta resta ferma, mentre l’altra si muove per afferrare il cibo.

Si inizia tenendo la prima bacchetta tra il pollice e la base dell’indice, lasciandola appoggiata sull’anulare; questa rimane stabile durante l’uso.

La seconda bacchetta si tiene come una penna, tra pollice, indice e medio, ed è quella che si muove per stringere e sollevare il cibo.

Per prendere un boccone, si avvicinano le punte delle due bacchette intorno al pezzo desiderato, esercitando una leggera pressione per afferrarlo senza schiacciarlo. All’inizio può sembrare difficile, ma con un po’ di esercizio si acquisisce precisione e rapidità.

Come usare le bacchette cinesi per mangiare - illustrazione del metodo
Come usare le bacchette cinesi per mangiare

Potete vedere un video sull’uso delle bacchette cinesi da qui https://www.youtube.com/watch?v=xFRzzSF_6gk

Regole di galateo con le bacchette cinesi

Usare le bacchette cinesi richiede alcune attenzioni per evitare errori a tavola. Il rispetto delle regole aiuta a non offendere chi segue queste tradizioni da generazioni.

Cosa non fare a tavola

Pur essendo oggetti molto semplici, le bacchette seguono regole precise legate alle buone tradizioni di quello che possiamo definire una sorta di galateo in versione cinese/orientale.

Ragazza che mangia con i bastoncini cinesi per il cibo
Ragazza che mangia con i bastoncini cinesi per il cibo
  1. Mai infilzare il cibo con le bacchette: un escamotage proprio da evitare anche per chi cerca di barcamenarsi fra la tradizione e la propria esperienza. Per un cinese è meglio prendere il cibo con le mani, piuttosto che infilzarlo con le bacchette. Questo perché si crede che il cibo abbia una propria vita, e che infilzarlo sia un gesto violento ed irrispettoso nei confronti di ciò che si sta mangiando.
  2. Mai piantare le bacchette nella ciotola del riso: Se avete la ciotola di riso e dovete prendere un altro piatto, appoggiate le bacchette sulla tovaglietta o sul porta bacchette. Le bacchette inserite al centro del piatto richiamano una cerimonia funebre e si considera che portino sfortuna, in quanto associate alla morte.
  3. Mai mordere o leccare le bacchette: sebbene le bacchette di legno possano invogliare a mordicchiarle o a leccarle, anche solo per pulirle come si farebbe con una forchetta, il galateo cinese è chiaro: le bacchette non si mordono né si leccano, è segno di cattiva educazione. Per la verità leccare le posate non è educato neanche in occidente, ma magari metterle in bocca per pulirle sì.
  4. Mai indicare qualcuno con le bacchette: nella cultura orientale (sia cinese che giapponese) è come puntare il dito nella cultura occidentale, diciamo non proprio da signori.
  5. Mai tamburellare sul piatto o sul tavolo con le bacchette: non che sia un’abitudine ricorrente, ma val la pena di citarlo come notizia. Il galateo cinese considera questo gesto un po’ scortese, perché riporta l’idea di un mendicante che batte i legnetti sulla ciotola per chiedere l’elemosina, un comportamento poco gradito a tavola, che potrebbe offendere il vostro ospite.
  6. Mai lasciare le bacchette sul piatto a fine pasto: come nel galateo occidentale c’è una convenzione per la posizione delle posate durante il pasto. Lasciare le bacchette nel piatto a fine pasto è scortese nei confronti di chi vi ospita, meglio appoggiarle al bordo del tavolo o sugli appositi porta bacchette.
  7. Mai rubare il cibo ad un commensale: evitate di contendervi il cibo con altri. Se ad esempio volete prendere un cibo da una ciotola, accertatevi che nessuno lo stia già prendendo e, nel caso, attendete il vostro turno, per evitare di mancare di rispetto agli altri commensali.
  8. Mai passarsi il cibo da bacchetta a bacchetta: anche qui la scaramanzia cinese la fa da padrona. Questo gesto è associato ad un rito funebre e pertanto assolutamente da evitare a tavola, un po’ come passarsi il sale di mano in mano in Italia (per chi ci crede).
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Differenze tra bacchette cinesi, giapponesi e coreane

Le bacchette sono utilizzate in molti paesi asiatici ma differiscono tra Cina, Giappone e Corea. Differenze di forma, materiali e utilizzo riflettono tradizioni culinarie uniche.

Bacchette cinesi per il cibo con pietanze cinesi
Bacchette cinesi per il cibo con ciotole che contengono pietanze

Confronto tra forme e materiali

Le bacchette cinesi sono generalmente lunghe e con le estremità piatte o leggermente arrotondate.

Le bacchette giapponesi sono più corte rispetto a quelle cinesi. Hanno una punta molto sottile e affusolata, ideale per la presa di piccoli cibi come il sushi. Si usano spesso materiali come legno laccato, bambù o plastica.

Le bacchette coreane si distinguono per essere solitamente di metallo, specialmente acciaio inox. Hanno una forma piatta o rettangolare e sono meno lunghe di quelle cinesi, ma un po’ più delle giapponesi.

 

Cina

La Cina, a dispetto dell’immagine che ci siamo fatti nei tempi moderni, è un paese pieno di fascino e di storia. Un paese che è stato teatro di importanti scoperte che hanno cambiato il corso della storia, come la carta, la stampa, la bussola e, tristemente, la polvere da sparo.

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Se volete farvi un’idea della Cina moderna andando oltre gli stereotipi leggete almeno uno dei libri di Giada Messetti*: La Cina è un Aragosta (2025)*, La Cina è già qui (2023)* o Nella Testa del Dragone (2023)*, disponibili anche come audiolibri si Audible (potete sfruttare la prova gratuita di 30 giorni*), ve li consiglio vivamente.

Altri articoli interessanti sulla cultura della Cina sono quelli su Guan Yin, la Signora della Compassione, sul calendario tradizionale cinese, sul Capodanno Cinese e sulla leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese.

Scopri le destinazioni più interessanti come Hong Kong, il porto profumato o la riserva di Chengdu con i suoi Panda Giganti.

Ciao, a Presto!

Max
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Pubblicato: 10/07/2025
Pad Kra Pao Pad krapao Phad Ka Prao Phad Kaprao-3

Viaggio nella cucina Thai: il Pad Krapao

di Max Pubblicato: 24/06/2025
Thailandia Scritto da Max

Il Pad Krapao (o Pad Kra Pao o ancora Phad Kaphrao) è uno dei piatti più popolari della cucina thailandese. Si tratta di un piatto semplice ma delizioso, composto principalmente da carne macinata (come pollo, maiale o manzo) saltata in padella con basilico sacro, aglio, peperoncino e altri condimenti. È spesso servito con riso al vapore e un uovo fritto come guarnizione.

La base di questo piatto è il fatto che sia fritto al salto, ovvero, la carne viene cotta a fuoco vivo con olio, aglio e peperoncino, unito al basilico e ad altri sapori variabili da ricetta a ricetta.

Durante la cottura, si amalgamano gli ingredienti che conferiscono sapore, come salsa di soia scura e salsa di ostrica. Il basilico sacro viene aggiunto verso la fine della cottura, preservando così il suo profumo e le sue proprietà aromatiche. Infine, il pad krapao o phad kaphrao viene servito con riso al vapore, spesso accompagnato da un uovo all’occhio di bue per aggiungere un tocco di gustosità al piatto.

Cibo in una casa Lahu in Thailandia
Cibo in una casa Lahu in Thailandia

Perché Pad Krapao?

Il Phad Krapao o Pad Kra Pao è uno dei miei piatti preferiti della cucina thailandese. Si tratta di un piatto semplice ma delizioso, economico e veloce e si trova più o meno dappertutto.

Anche quando non lo trovate nel menu, in genere se lo chiedete al ristorante o in uno dei tanto chioschetti a lato strada, pochi fanno storie a portarvene un piatto.

Secondo un sondaggio del 2020 e secondo un report di FoodPanda (una delle più usate app di delivery in Thailandia) del dicembre 2024, infatti, il Phad Krapao è il piatto preferito dai thailandesi, una scelta dettata dal basso costo, dalla facilità di preparazione e dall’alto valore nutritivo.

Pad Kra Pao Pad krapao Phad Ka Prao Phad Kaprao-3

Ingredienti per il Pad Krapao

Ecco una lista degli ingredienti più comuni per preparare il Pad Krapao:

Pad Krapao Mahanakorn Cooking Class
Mahanakorn Cooking Class
  • Carne macinata di pollo, maiale o manzo: 250-300 grammi, ma regolatevi in base alle persone, da 100 a 200 grammi a testa
  • Basilico sacro: una manciata di foglie fresche
  • Aglio: 1-4 spicchi tritati, la quantità va valutata in base ai propri gusti personali, potete anche non metterlo, ma non sarà un piatto thai
  • Peperoncini: 1-3, tritati, la quantità va valutata in base ai propri gusti personali (poco piccante ½ peperoncino, normale 1 peperoncino, tanto piccante … vedete voi)
  • Salsa di soia: 1-2 cucchiai
  • Salsa di ostriche: 1/2-2 cucchiai (potete anche non usarla o usarla in dosi minime)
  • Salsa di pesce: 1/2-2 cucchiai (potete anche non usarla o usarla in dosi minime)
  • Zucchero: 1 cucchiaino
  • Olio vegetale: q.b. per cucinare
  • Riso al vapore: q.b. come contorno (circa 50/70g a testa)
  • Uova: 1 a persona (facoltativo)
Se volete divertirvi imparando i fondamenti della cucina Thai, vi consiglio di seguire uno dei fantastici corsi di cucina come quello dei miei amici Joycez e Pao della scuola di cucina Mahanakorn* di Bangkok. La loro scuola si trova proprio nei pressi del Tempio che ospita la Statua del Grande Buddha Wat Paknam Phasi Charoen, in una zona meno turistica della Città degli Angeli e dal sapore più autentico, proprio come il Pad Krapao. Ovviamente  nella lezione imparerete a fare piatti più complessi, come il Green Curry o il Mango Sticky Rice!! Mi viene già fame...

Preparazione del Pad Krapao

Ecco i passaggi per preparare il Pad Krapao:

Preparazione degli ingredienti:

  • Tritate finemente l’aglio e i peperoncini
  • Lavate ed asciugate le foglie di basilico sacro

Cottura della carne:

  • Scaldate un po’ di olio in una padella o in uno wok a fuoco medio-alto
  • Aggiungete l’aglio e i peperoncini tritati e fateli soffriggere fino a quando diventano croccantini
  • Aggiungete la carne macinata nella padella e cuocete fino a quando non è ben cotta, rompendo i grumi con un cucchiaio di legno

Condimento:

  • Aggiungete la salsa di soia, la salsa di ostriche, la salsa di pesce e lo zucchero. Mescolate bene per combinare tutti gli ingredienti e lasciate sul fuoco per altri 2-3 minuti. Siccome queste due salse hanno un sapore deciso, consiglio di aggiungere un po’ per volta ed assaggiare… non so se si capisce, ma a me non piacciono tanto)
  • Aggiungete le foglie di basilico sacro e mescolate fino a quando non appassiscono, la pietanza deve essere ben asciutta

Preparazione dell’uovo (facoltativo):

  • In una padella separata, friggete un uovo fino a quando il bianco è cotto ma il tuorlo è ancora liquido, all’occhio di bue, insomma (kái dao in thai)

Servizio:

  • Servite il Pad Krapao con riso al vapore e, se vi piace, mettete l’uovo fritto sopra il piatto, a me piace!
Pad Krapao inThailandia
Pad Krapao inThailandia

Consigli per gli ingredienti

  • Basilico sacro: Se non riuscite a trovare il basilico sacro, potete sostituirlo con basilico dolce, anche se il sapore sarà leggermente diverso
  • Spicy or not Spicy?: Regolate la quantità di peperoncino a vostro piacere. Potete anche non mettere i peperoncini se preferite un piatto non piccante
  • Salsa di ostriche e di pesce: regolatevi in base ai vostri gusti, ma se non le conoscete, aggiungetene un po’ per volta, hanno un sapore particolare

Variazioni sul tema 

Il Pad Krapao può essere preparato anche con frutti di mare o tofu per una versione vegetariana.

Buon appetito!

Thailandia

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Pubblicato: 24/06/2025
Viaggio da Bangkok a Chiang Mai

Da Bangkok a Chiang Mai: come trasformare un viaggio in Thailandia in un’avventura indimenticabile

di Max Pubblicato: 22/06/2025
Thailandia Scritto da Max

Viaggiare da Bangkok a Chiang Mai è una delle esperienze più tipiche per chi vuole scoprire il meglio della Thailandia fuori dai soliti itinerari. La distanza di circa 750 km non è un problema grazie alla vasta scelta di mezzi di trasporto: dal treno, all’aereo, all’auto, senza dimenticare bus e soluzioni più avventurose. Tutto sta nell’organizzare il viaggio secondo le proprie esigenze, il tempo a disposizione e – ovviamente – il comfort che siete disposti a sacrificare.

Lungo la strada non mancano spunti per arricchire il percorso con tappe interessanti: antiche città, templi antichi e paesaggi che passano dalla frenesia urbana alla quiete delle montagne. Scegliere come arrivare a Chiang Mai diventa così parte integrante dell’avventura, trasformando un semplice spostamento in un vero e proprio viaggio di scoperta.

Key Takeaways

  • Esplorare la Thailandia da Bangkok a Chiang Mai offre molte possibilità di avventura.
  • Organizzare il tragitto è semplice e personalizzabile in base alle proprie preferenze.
  • La scelta del mezzo di trasporto e le tappe rendono il viaggio unico e personalizzabile

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Come organizzare il viaggio da Bangkok a Chiang Mai

Organizzare il trasferimento tra Bangkok e Chiang Mai è una delle prime questioni da affrontare quando si pianifica un viaggio in Thailandia. Dal mezzo di trasporto alla prenotazione dei biglietti, fino ai piccoli dettagli della valigia, ogni scelta può rendere il viaggio più comodo e piacevole.

Da Bangkok a Chiang Mai- visita al Phra Tat Doi suthep
Visita al Phra Tat Doi Suthep

Scegliere il mezzo di trasporto perfetto

Per coprire gli oltre circa 700 km tra le due città avete più opzioni: aereo, scontato, treno, esperienza facile e comoda, autobus, meno comodo, ma ugualmente facile ed infine in auto, in piena libertà…

Il volo è il metodo più rapido, dura poco più di un’ora e i voli partono sia da Suvarnabhumi che da Don Muang. Si trovano spesso buone offerte con le compagnie low cost e, se non avete troppi bagagli, potete viaggiare con meno di 40 euro. Quindi la discriminante per la scelta del viaggio non è il costo.

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Il treno notturno può trasformare il tragitto in una piccola avventura: le carrozze letto sono abbastanza confortevoli, soprattutto quelle di seconda classe con aria condizionata. In più, dormendo durante il viaggio risparmiate anche una notte d’albergo. Non solo, avrete anche la possibilità di familiarizzare con altri viaggiatori, sempre interessante quando si è in viaggio.

L’autobus, specialmente nella versione VIP, offre sedili reclinabili e parte da vari terminal di Bangkok. Il viaggio dura 9-10 ore e può essere una scelta economica, ma meno comoda.

TrasportoDurataComfortPrezzo medio
Aereo1h+★★★★☆30-80€
Treno11-13h★★★☆☆25-50€
Autobus9-10h★★☆☆☆/★★★☆☆15-35€
Auto7-8h★★★★☆150-200€ ***

*** ma dovete mettere in conto altri risparmi come il trasferimento da e all’aeroporto, taxi per spostarsi, insomma, un’altra esperienza.

Acquisto biglietti e prenotazioni intelligenti

Il modo migliore per evitare sorprese? Prenotare con anticipo, specialmente per i treni notturni e nei periodi di alta stagione.

Per i voli interni conviene monitorare le offerte con strumenti come Kiwi* o Skyscanner o, in alcuni casi, acquistare direttamente dal sito della compagnia.

Per treni e autobus, esistono portali come 12Go Asia che permettono di confrontare prezzi e orari e di ricevere i biglietti via email. In alternativa, nelle stazioni e agenzie locali trovate sempre qualcuno pronto ad aiutarvi o a vendervi un biglietto (e spesso anche a raccontarvi qualche aneddoto).

Powered by 12Go system

Non dimenticate di stampare le conferme o di salvarle offline, perché non sempre il segnale o il Wi-Fi saranno dalla vostra parte lungo il viaggio. Valutate se non sia il caso di acquistare una e-sim di solo dati come quelle di Holafly*, piuttosto che una SIM locale, per avere una navigazione quasi sempre senza interruzioni, a prezzi tutto sommato accettabili.

Viaggio da Bangkok a Chiang Mai-2
Viaggio da Bangkok a Chiang Mai: trasporto pubblico a Chiang Mai

Consigli per preparare la valigia

La temperatura viaggiando da Bangkok a Chiang Mai può variare, soprattutto tra novembre e febbraio quando a nord fa più fresco la sera.

Portate vestiti leggeri e traspiranti per il giorno ma non dimenticate una felpa o una sciarpa per l’aria condizionata. Nei treni (spesso) e negli autobus (sempre) la temperatura ricorda più la Siberia che la Thailandia!

Sciarpa o cardigan sono utili non solo contro il freddo, ma anche per coprirsi gambo o spalle per visitare templi una volta arrivati (a tal rigurado leggi anche Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli)

Una piccola power bank* fa comodo: su treni e bus le prese non sono garantite. Portate uno spuntino e una bottiglia d’acqua, così vi risparmiate l’attacco di fame notturno a metà strada tra nord e sud.

E ricordate: meno valigie, più libertà di movimento e meno sforzi sugli scalini di stazione!

Se vuoi sapere come preparare al maglio la valigia, leggi il mio articolo e scarica la lista in PDF.

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Trasporti: opzioni e dettagli per ogni esigenza

Viaggiare da Bangkok a Chiang Mai offre una varietà di opzioni che rispondono a gusti, budget e abitudini di viaggio diverse. Ognuna presenta vantaggi precisi, oltre a qualche possibile svantaggio a cui fare attenzione.

Da Bangkok a Chiang Mai- visita al Wat Pho
Da Bangkok a Chiang Mai- visita al Wat Pho

Viaggiare in treno: esperienza autentica

Il treno rappresenta la scelta ideale per chi vuole vivere un po’ di avventura, immergendosi in paesaggi e ritmi tipici thailandesi. Il servizio ferroviario parte dalla stazione Krung Thep Aphiwat Central Terminal Station di Bangkok e arriva direttamente da Bangkok a Chiang Mai. Ma il treno ferma anche a Don Mueang e ad Ayutthaya, quindi le soluzioni di partenza sono diverse e troverete senza dubbio quella che fa per voi.
Ci sono diverse soluzioni: treni diurni e notturni, con varie classi disponibili. I treni notturni con cuccetta sono ottimi se volete dormire durante il viaggio e ottimizzare i tempi. Sono comodi e servono pasti a bordo, inoltre, dopo la partenza, il personale di servizio vi preparerà la cuccetta in modo impeccabile per la notte. Un’esperienza da provare. Guarda il mio video su Instagram (anche se il viaggio è al contrario, da Chiang Mai a Bangkok)

Nella seconda classe, si trova un buon rapporto qualità-prezzo: aria condizionata, spazi accettabili e un’atmosfera conviviale. Il viaggio dura circa 11-13 ore, quindi non è indicato per chi ha fretta.

Consiglio: prenotate con qualche giorno di anticipo, soprattutto in alta stagione. 

Ricapitoliamo:

ClasseComfortIndicata per
PrimaElevatoChi cerca privacy
SecondaBuonoViaggiatori medi
TerzaEssenzialeChi bada al budget
Viaggio in treno da Bangkok a Chiang Mai
Viaggio in treno da Bangkok a Chiang Mai

Gli autobus: alternativa economica

Scegliere l’autobus a volte è la soluzione più economica per coprire la distanza tra le due città. I bus partono da diversi terminal di Bangkok, come Mo Chit, e arrivano direttamente nel centro di Chiang Mai.
Le compagnie offrono diverse tipologie: dagli autobus VIP, dotati di sedili reclinabili e servizi essenziali, ai bus standard per chi vuole risparmiare il massimo.
I tempi di percorrenza variano tra le 9 e le 11 ore, generalmente di notte. Un vantaggio? Risparmiate una notte d’albergo e arrivate freschi (più o meno) la mattina successiva.
Attenzione però: i sedili possono risultare scomodi per viaggi così lunghi e le soste imprevedibili fanno parte del pacchetto.
Prenotazione consigliata, soprattutto se viaggiate nei periodi di alta affluenza.

L’aereo: velocità e comfort

Il volo diretto da Bangkok a Chiang Mai dura circa 1 ora e 10 minuti e rappresenta la via più rapida in assoluto.
Le compagnie low cost operano da entrambi gli aeroporti di Bangkok (Suvarnabhumi e Don Mueang) con frequenza elevata durante tutta la giornata.
Per chi non vuole perdere tempo, questa è la soluzione migliore. I biglietti hanno costi variabili, ma se comprati con anticipo si trovano spesso ottime offerte.
Bagaglio a mano e online check-in velocizzano ulteriormente la procedura. Unica pecca: bisogna aggiungere i tempi di trasferimento da e per gli aeroporti nelle due città, che allungano un po’ il tempo totale.

Consiglio pratico: se avete bagagli voluminosi, leggete bene cosa è incluso nel prezzo.

Quando arrivate a Chiang Mai il prezzo dei taxi dall'aeroporto al vostro hotel in città ha una tariffa fissa di 150 baht.. non fatevi fregare!
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Compra il tuo biglietto qui

Viaggiare in auto: solo per esperti

Un’opzione meno comune ma ancora possibile è il viaggio in auto, noleggiando un veicolo a Bangkok.
La distanza è di circa 750 km e il percorso si snoda su strade statali e autostrade, con paesaggi rurali e qualche tratto montuoso. Chi sceglie questa soluzione deve sentirsi sicuro nel traffico thailandese, piuttosto caotico nei pressi delle grandi città.

Io di solito noleggio l’auto con Discovercars e mi trovo molto bene, soprattutto grazie alla protezione completa, che mi ha permette di viaggiare rilassato, senza preoccupazioni per eventuali inconvenienti, che in viaggio possono capitare.

Leggi anche: Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese

Inoltre, particolare non da poco per noi italiani, in Thailandia si guida a sinistra, come nei paesi anglosassoni… tenetene conto!

Il viaggio richiede dalle 8 alle 10 ore, senza considerare eventuali pause e deviazioni turistiche.
Questa opzione può dare flessibilità totale sugli orari e sulle tappe, ma non è consigliata a chi ha poca esperienza alla guida in Asia.

Attenzione: per guidare in Thailandia è necessaria la patente internazionale (anche per gli scooter, seppure nessuno ve lo dica esplicitamente), convenzione di Ginevra o di Vienna e la Polizia Thailandese, in caso di incidente, non fa sconti. Occhio anche ai limiti di velocità, alle condizioni delle strade!

Esperienze e tappe lungo il percorso

Lungo la tratta da Bangkok e Chiang Mai troverete città storiche, templi suggestivi e paesaggi che meritano di essere scoperti senza fretta. Le fermate principali vi permetteranno di vivere la vera essenza della Thailandia settentrionale tra cultura, natura e sapori locali.

Da Bangkok a Chiang Mai: come trasformare un viaggio in Thailandia in un'avventura indimenticabile » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Itinerario di esempio da Bangkok a Chiang Mai in auto

Ecco un esempio di itinerario in auto da Bangkok a Chiang Mai, ideale per un viaggio fai da te di circa 7-10 giorni, che vi permetterà di scoprire alcune delle tappe più belle e interessanti della Thailandia centrale e del nord:

Scarica la Guida Gratuita di Bangkok in PDF

Giorno 1: Bangkok → Ayutthaya

Partite da Bangkok e guidate verso Ayutthaya (circa 80 km, calcolate almeno un’ora e mezza). Questa è la vecchia capitale del Siam e una delle soste più amate. Potrete esplorare il parco archeologico tra rovine, stupa e Buddha monumentali. Una giornata in tuk-tuk per visitate i famosi templi patrimonio UNESCO qui è quasi un rito.

Da Bangkok a Chiang Mai- visita al Parco Storico di Ayutthaya
Da Bangkok a Chiang Mai- visita al Parco Storico di Ayutthaya

Giorno 2: Ayutthaya → Lopburi

Proseguite verso Lopburi (circa 70 km, un’ora), la città del Tempio delle Scimmie, famosa per le rovine khmer e i templi invasi dai macachi.

Giorno 3: Lopburi → Sukhothai

Guidate verso Sukhothai (circa 350 km, 4-5 ore). Dedicate il pomeriggio alla visita del Parco Storico di Sukhothai, Patrimonio UNESCO. Tra statue di Buddha e laghetti, la bicicletta è il mezzo ideale per immergersi nell’atmosfera serena di questo luogo.

Giorno 4: Sukhothai → Lampang

Proseguite verso Lampang (circa 220 km, 3 ore), una città meno turistica ma nelle vicinanze ci sono molti templi interessanti e un’atmosfera autentica.

Da Bangkok a Chiang Mai- visita al Parco Storico di Sukhothai
Da Bangkok a Chiang Mai- visita al Parco Storico di Sukhothai

Giorno 5: Lampang → Chiang Mai

Ultima tappa verso Chiang Mai (circa 100 km, un’ora e mezza). Arrivo e inizio della visita della città vecchia e dei suoi templi.

Giorni 6-7: Chiang Mai

Dedicate almeno un paio di giorni a esplorare Chiang Mai, il Wat Phra That Doi Suthep, i mercati locali e magari una gita nei dintorni, come il Doi Inthanon National Park.

Questo itinerario ti permette di scoprire le principali città storiche, paesaggi rurali e la cultura del nord della Thailandia. Potte adattare le tappe in base al tempo a disposizione e ai vostri interessi personali.

Dove andare dopo Chiang Mai

Se avete tempo dopo aver completato il vostro viaggio da Bangkok a Chiang Mai, valutate di arrivare fino a Chiang Rai per ammirare il famosissimo tempio bianco, Wat Rong Khun, e scoprire le comunità delle tribù locali. Anche una visita ai villaggi intorno a Mae Chan offre spunti autentici per conoscere la cultura del nord.

Viaggio in treno da Bangkok a Chiang Mai - Stazione di Ayutthaya
Viaggio in treno da Bangkok a Chiang Mai – Stazione di Ayutthaya

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scopri cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste con la mia guida Bangkok anche in PDF: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

heymondo 10 lungo

Dirigiti a Nord a scopri la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico a solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se hai tempo procedi verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermati alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai ti aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati

Impara le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
Scarica la Guida Gratuita di Bangkok in PDF

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Organizziamo il tuo prossimo viaggio in Thailandia

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Pubblicato: 22/06/2025
Bazi gli otto caratteri o i quattro pilatri del destino - Astrologia cinese - Zodiaco Cinese - Metafisica Cinese - 2-2

Bazi: gli otto caratteri del Destino e la Metafisica Cinese

di Max Pubblicato: 10/06/2025
Cina Scritto da Max

Il Bazi 八字, che in italiano significa Otto Caratteri noto anche, impropriamente, come i quattro pilastri del destino, è il sistema di metafisica fortemente radicato nella tradizione culturale cinese. Questo sistema si basa sull’analisi della data e dell’ora di nascita di una persona, e delle sue relazioni con i cinque elementi, creando così un quadro complesso e dettagliato della sua vita.

Anche se spesso vengono fatti impropriamente paragoni, il Bazi 八字 è profondamente differente dall’astrologia occidentale. Entrambi i sitemi utilizzano la data e l’ora di nascita nei loro calcoli, tuttavia, l’astrologia tiene conto delle posizioni di diversi pianeti, mentre il Bazi prende in considerazione esclusivamente la posizione del Sole al momento della nascita dell’individuo, questo perché il nostro grande astro è ritenuto il più influente riguardo a tutto ciò che capita nostro Pianeta Terra.

Per essere più precisi, questa metodologia si rifà ai principi filosofici del Taoismo e utilizza un approccio sistemico per comprendere le influenze naturali e cosmiche sul destino individuale.

Leggi anche 8 libri per un viaggio in Cina

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Cos’è il Bazi e come si formula una carta Bazi

In pratica, con il Bazi, in base alla data e all’ora di nascita, viene formulata una combinazione di otto caratteri, raggruppati in quattro gruppi: due per l’anno, due per il mese, due per il giorno e due per l’ora. Di questi quattro gruppi ognuno è costituito da uno dei cinque elementi (Wu Xing): legno, fuoco, terra, metallo, acqua abbinato a uno dei dodici animali dello Zodiaco Cinese (topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane, maiale). Ognuno dei cinque elementi, inoltre, si può presentare sia nella sua polarità Ying che nella sua polarità Yang.

Il numero possibile di combinazioni per ciascun binomio è quindi di 60: 5 elementi x 2 polarità x 12 animali. Questo ciclo di combinazioni che si ripete ciclicamente è detto sessagenario o sessagesimale (entrambi brutti termini.. ma questo è).

Bazi gli otto caratteri o i quattro pilatri del destino - Astrologia cinese - Zodiaco Cinese - Metafisica Cinese - 21-2

Questi binomi e le loro interazioni, sia fra di loro che con gli altri elementi, sono il fondamento dell’analisi del Bazi, perché ogni persona è influenzata da una particolare combinazione di elementi che determina le sue peculiarità, le forze e le debolezze.

In questo modo, il Bazi offre informazioni preziose riguardo alla personalità, alle relazioni interpersonali e alle aspirazioni di vita.

Inoltre, il Bazi fornisce un linguaggio simbolico utile per interpretare i destini individuali e le loro potenzialità. È un ottimo strumento per una comprensione intrinseca di sé e per prendere decisioni più consapevoli in vari ambiti della vita, come il lavoro, le relazioni e il benessere personale.

Attraverso l’analisi del Bazi, le persone possono anche apprendere di più sui momenti favorevoli o sfavorevoli che potrebbero influenzare il loro percorso di vita, permettendo così una pianificazione strategica per affrontare le sfide e sfruttare le opportunità.

Leggi anche Il Calendario Cinese Tradizionale origini e funzionamento
heymondo 10 lungo

Origine del Bazi Moderno

Il Bazi, traducibile come Otto Caratteri, ma conosciuto anche come i Quattro Pilastri del Destino, ha radici che affondano nella millenaria storia cinese. Questo sistema di metafisica cinese si basa sull’interpretazione delle influenze cosmiche e sulla filosofia taoista, che studia l’armonia tra uomo e natura.

Le origini del Bazi possono essere rintracciate nell’antica Cina, dove già durante la dinastia Zhou (circa 1046-256 a.C.) si iniziò a utilizzare il concetto di elementi naturali e cicli temporali per spiegare i destini delle persone. Tuttavia, è nel periodo della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) che il Bazi comincia a prendere forma come lo conosciamo oggi, con una maggiore definizione dei principi e dei significati dei caratteri.

Durante la dinastia Tang (618-907 d.C.), l’utilizzo di questo strumento da parte di studiosi e funzionari per predire il futuro e prendere decisioni importanti divenne sempre più importante, presso la Corte Imperiale, ma cominciò a diffondersi enormemente anche tra la popolazione comune, e cominciò a evolversi con tecniche più avanzate.

Nel periodo della dinastia Song (960-1279 d.C.), il Bazi raggiunse il suo apice, diventando uno strumento fondamentale per decisioni politiche, commerciali e personali. Gli esperti di Bazi erano molto rispettati e la pratica era ampiamente studiata e discussa.

Durante le dinastie Ming (1368-1644 d.C.) e Qing (1644-1912 d.C.), il Bazi continuò ad essere utilizzato e studiato, ma cominciò ad incontrare l’opposizione degli studiosi confuciani che lo consideravano una superstizione. Nonostante ciò, rimase un importante strumento di divinazione e decisione.

Nel corso dei secoli, il Bazi ha subito diverse evoluzioni, adattandosi ai cambiamenti culturali e filosofici. L’influenza del confucianesimo e del buddismo ha alterato parzialmente le pratiche del Bazi, rendendo il sistema più accessibile e integrato nella vita quotidiana. La sintesi di queste influenze ha portato a una raffinazione del pensiero metafisico, rendendo il Bazi non solo uno strumento di divinazione, ma anche una guida per la vita e le decisioni quotidiane.

Con l’avvento della modernità e delle nuove correnti di pensiero, il Bazi è stato reinterpretato per incontrare le esigenze delle generazioni contemporanee. Elementi storici, come le antiche credenze legate ai cicli cosmici e all’equilibrio degli elementi, continuano a influenzare le pratiche attuali, conferendo al Bazi un valore che oltrepassa le barriere del tempo. La sua praticità e applicabilità nella vita moderna attirano sempre più persone, contribuendo a una rinascita di interesse verso la metafisica cinese e le sue tradizioni storiche.

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Contesti di Utilizzo del Bazi

Il Bazi viene comunemente impiegato in vari contesti che spaziano dalla consultazione per decisioni cruciali alla pianificazione di eventi significativi. Uno degli utilizzi più diffusi del Bazi è nella scelta della data per matrimoni e altre cerimonie importanti. Gli esperti di Bazi analizzano le influenze temporali e personali per consigliare le date più propizie, assicurando così una maggiore armonia e felicità per gli sposi e i partecipanti.

Oltre agli eventi cerimoniali, il Bazi è spesso utilizzato anche per prendere decisioni relative alla carriera. Molti individui si rivolgono Maestri Bazi per capire quali percorsi professionali siano più in linea con le loro inclinazioni naturali e con il loro destino. Queste possono essere scelte che riguardano il trasferimento ad un nuovo lavoro, l’avvio di un’attività o anche il cambiamento di settore. L’interpretazione del Bazi può guidare le persone nella ricerca di opportunità che siano più in sintonia con le loro predisposizioni innate. Molte aziende, anche molto note, prima di assumere il personale, fanno fare l’analisi della carta del Bazi, per verificarne le attitudini.

Un altro campo in cui il Bazi dimostra la sua importanza è la pianificazione familiare. Le coppie possono considerare il Bazi per determinare il momento più favorevole per avere figli, in modo da assicurarsi che l’energia dei bambini nasca in un periodo che offra il massimo potenziale di crescita e successo. Queste consulenze possono anche contribuire a comprendere meglio le dinamiche familiari e il destino dei membri della famiglia, facilitando relazioni più armoniose e comprensive.

Bazi gli otto caratteri o i quattro pilatri del destino - Astrologia cinese - Zodiaco Cinese - Metafisica Cinese_1

Metodi di Calcolo del Bazi

Il Bazi, otto caratteri, si basa su un calcolo preciso e complesso del tema natale di una persona. Questi calcoli si fondano principalmente sulla data e l’ora di nascita, che determinano l’assegnazione degli otto caratteri, suddivisi in quattro coppie o pilastri: pilastro dell’anno, pilastro del mese, pilastro del giorno e pilastro dell’ora.

Ogni pilastro come già detto, contiene una parte superiore associata ad uno dei cinque elementi wuxing legno, fuoco, terra, metallo, acqua, dei quali ciascuno si può presentare nella sua polarità Ying o nella sua polarità Yang, per un totale di dieci possibilità che vengono chiamate Dieci Tronchi Celesti.

Ogni pilastro, inoltre, nella parte inferiore contiene una parte che è associata ad uno dei dodici animali dello Zodiaco Cinese (topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane, maiale)

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Per calcolare il Bazi, il primo passo consiste nell’individuare la data di nascita e l’ora di nascita, il che implica convertire la data occidentale nel calendario lunare cinese. Questa conversione è cruciale in quanto il Bazi è strettamente legato ai cicli lunari. Per fare questo esistono libri che riportano la conversione della data e dell’ora e che vanno ad incrociare tutti i dettagli fino all’ora per poter fornire una carta completa degli otto caratteri del Bazi.

Con l’avvento dell’era moderna, anche i Bazi si è adeguato e sono stati creati dei software che, introducendo i parametri di data e ora di nascita, restituiscono il tema natale già completo, alcuni anche con una interpretazione di massima, da prendere comunque con la pinze…

Nella pratica, è consigliabile approfondire la comprensione di ciascun elemento e le interazioni all’interno di ciascun pilastro, oltre che dei pilastri fra di loro, poiché ogni variazione porta a interpretazioni diverse. Attraverso la combinazione di dati, esperienze e riflessioni, il Bazi fornisce un quadro complesso della personalità e del destino di un individuo.

Illustrazione dell'articolo che riguarda il Bazi gli Otto Caratteri o Quattro Pilastri del Destino della Metafisica Cinese
Illustrazione dell’articolo che riguarda il Bazi gli Otto Caratteri o Quattro Pilastri del Destino della Metafisica Cinese

Come Calcolare il Bazi Online

Con l’avanzare della tecnologia, oltre ai software che spesso sono a pagamento, è possibile calcolare il proprio Bazi grazie a numerosi strumenti online. Questi strumenti consentono agli utenti di inserire informazioni personali per ottenere una lettura del Bazi.

Per ottenere la carta Bazi è necessario inserire la data di nascita, l’ora e il luogo di nascita, poiché questi fattori garantiscono una rappresentazione accurata del Bazi.

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Dove calcolare il Bazi online

Per iniziare, è possibile visitare diversi siti web dedicati alla metafisica cinese che offrono calcolatori di Bazi. Potete cercare “calcolatore Bazi gratuito” in un motore di ricerca. Dopo aver selezionato un calcolatore, si aprirà una pagina in cui dovrete inserire la data, l’ora e il luogo di nascita. Assicuratevi di selezionare il fuso orario corretto per permettere al calcolatore di interpretare i dati in modo preciso.

Una volta inserite le informazioni richieste, il programma genererà una carta Bazi, che rappresenta i Cinque Elementi e le Energie Yin e Yang basate sulla data e ora di nascita. Alcuni siti forniscono anche interpretazioni più o meno dettagliate del grafico, spiegando le combinazioni e le interazioni fra i vari elementi, offrendo così una comprensione un po’ più dettagliata del vostro profilo Bazi.

Quando utilizzate strumenti online per calcolare il Bazi, è opportuno verificare l’affidabilità del sito e capire secondo quale Scuola o quale Maestro è stato basato il metodo di calcolo e le recensioni del sito web. Non tutti i calcolatori sono stati creati uguali e potrebbe esserci una variazione, più che nell’aspetto della carta, che dovrebbe essere uguale per tutti, nelle interpretazioni fornite.

Ma soprattutto, per una lettura completa e personalizzata, è sempre necessario consultare un esperto di Bazi qualificato.

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Esempio di calcolatore Bazi online

I Pilastri del Bazi

Il Bazi è un sistema complesso di metafisica cinese e si basa sull’interpretazione dei quattro pilastri fondamentali: anno, mese, giorno e ora.

Ogni pilastro rappresenta una dimensione unica dell’individuo e del suo destino.

  • Il primo pilastro è quello dell’anno di nascita e riflette le influenze generali della vita di una persona, incluse le caratteristiche familiari e culturali. Questo pilastro è associato agli eventi e alle esperienze vissuti durante la propria infanzia. Rappresenta anche la parte più superficiale ed accessibile del carattere. Questo pilastro individua anche l’Animale dell’Anno di nascita, quello che viene generalmente indicato come il Segno dello Zodiaco cinese e secondo il quale vengono fatte le previsioni astrologiche.
  • Il secondo pilastro è quello del mese di nascita ed è indicativo delle esperienze che si avvertono nell’età adulta. Esso rivela come una persona interagisce con il mondo esterno e come affronta le sfide professionali e relazionali. Dal momento che viene collegato alla stagione della nascita, questo pilastro gioca un ruolo cruciale nella definizione del temperamento e della natura sociale della persona. Rappresenta anche le relazioni con i genitori e con i datori di lavoro.
  • Il terzo pilastro è il giorno di nascita e identifica l’individuo stesso. Rappresenta l’ego, le aspirazioni e le motivazioni personali. Questo pilastro offre una visione profonda della personalità e dei bisogni emotivi, aiutando a comprendere i desideri e i sogni più intimi. Il ramo terrestre del terzo pilastro rappresenta anche il cosiddetto Palazzo del Matrimonio, ovvero la propria relazione di coppia. Qui si trovano le indicazioni su come sarà la vita di coppia della persona, la qualità delle relazioni e la compatibilità con il partner. Gli elementi e le combinazioni presenti in questo elemento possono suggerire armonia, conflitto, stabilità o instabilità nel matrimonio o nelle relazioni stabili.
  • Infine, il quarto pilastro è l’ora di nascita, che configura le capacità cognitive e la percezione della realtà. È associato a caratteristiche più sottili e alle influenze opposte provenienti dall’esterno, mostrando l’interazione tra il sé e il mondo. Rappresenta anche la propria discendenza ed i figli

Ogni pilastro non agisce isolatamente; la loro interazione complessa contribuisce a formare un quadro chiaro della personalità e del destino individuale. Inoltre, l’analisi sinergica di questi pilastri consente di evidenziare potenziali aree di cambiamento e crescita personale, rivelando profonde verità sulla vita di ciascuna persona e sul suo percorso esistenziale.

Il Day Master o Maestro del Giorno: Il Cuore del Bazi

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Il Day Master o Maestro del Giorno, è un componente fondamentale nel sistema del Bazi. Esso rappresenta l’elemento principale associato alla data di nascita di un individuo e funge da punto di riferimento per l’analisi energetica.

Ogni persona ha un Day Master unico che deriva dal giorno di nascita ed è identificato con uno dei cinque elementi della filosofia cinese: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua.

Le caratteristiche del Day Master sono molteplici e variano a seconda dell’elemento scelto. Ad esempio, un Day Master associato al Fuoco potrebbe indicare una personalità calda, energica e passionale, mentre un Day Master di Terra suggerisce stabilità, affidabilità e una natura pragmatica. Queste qualità influenzano non solo il comportamento dell’individuo, ma anche le sue scelte di vita, relazioni e situazione lavorativa. Pertanto, la comprensione del proprio Day Master è essenziale per l’auto-conoscenza e la crescita personale.

È importante notare che il Day Master non opera isolatamente. Esso interagisce con gli altri elementi presenti nel Bazi, sia nei Tronchi Celesti che nei Rami Terrestri, per formare un quadro complesso delle energie in gioco nella vita di una persona.

Le relazioni tra il Day Master e gli altri elementi possono generare dinamiche di supporto o di conflitto, a seconda delle interazioni con gli altri lementi, come descrivo meglio nel mio articolo relativo alla Teoria dei Cinque Elementi e lo Zodiaco Cinese. Ad esempio, un Day Master di Metallo può essere favorito dall’interazione con il Legno che rappresenta la sua Madre energetica o essere in soggezione rispetto ad un elemento legno che rappresenta l’elemento che lo controlla.

Queste interazioni complessive tra il Day Master e gli elementi circostanti rendono il Bazi un sistema profondo e articolato, in grado di fornire preziose intuizioni per la vita di ciascuno. Approfondire la comprensione del proprio Day Master e delle sue relazioni consente di meglio affrontare le sfide esistenziali e favorire una maggiore armonia.

Interazioni fra i cinque elementi Bazi della metafisica cinese: Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua.
Interazioni fra i cinque elementi Bazi: Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua.

I Cinque Elementi nel Bazi

Nel sistema del Bazi, i Cinque Elementi – Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua – costituiscono i fondamenti della metafisica cinese. Ogni elemento possiede caratteristiche uniche e un ruolo distintivo, influenzando le dinamiche personali e il tema natale di un individuo. Comprendere questi elementi è essenziale per l’interpretazione dei dati astrologici e delle relazioni interpersonali.

Legno

Il Legno simboleggia crescita e creatività. Collegato alla primavera, il Legno rappresenta l’inizio e la rinascita. È associato a caratteristiche come l’elasticità, l’espansione e la generosità. Le persone influenzate dal Legno tendono a essere altruistiche e visionarie. Tuttavia, se in eccesso, possono apparire impulsive o disordinate.

Fuoco

Il Fuoco, simbolo di passione e dinamismo, è legato all’estate. Questo elemento incarna l’energia, la trasformazione e l’emozione. Gli individui sotto l’influenza del Fuoco sono spesso motivati, carismatici e dotati di forte leadership. Tuttavia, il Fuoco può anche rappresentare distruzione e irruenza se non ben equilibrato.

Terra

La Terra, che rappresenta stabilità e nutrimento, è associata alla transizione tra le stagioni. Le persone influenzate dalla Terra hanno spesso un carattere affidabile e pratico, provvedendo sostegno e protezione agli altri. In eccesso, l’elemento Terra può condurre a rigidità o stagnazione.

Metallo

Il Metallo incarna forza e determinazione, ed è collegato all’autunno. Questo elemento rappresenta la capacità di concentrazione e la chiarezza mentale. Le persone sotto l’influenza del Metallo sono spesso organizzate e disciplinate, ma possono a volte risultare dure o eccessivamente critiche.

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Acqua

Infine, l’Acqua è il simbolo di fluidità e adattabilità, rappresentando l’inverno. Associato alla comunicazione e all’intuizione, l’Acqua favorisce la riflessione e la connessione emotiva. Tuttavia, se dominante, può rendere le persone insicure o indecise.

Le interazioni tra questi Cinque Elementi influenzano fortemente il tema natale. Ad esempio, il ciclo di produzione tra gli elementi permette al Legno di nutrire il Fuoco, mentre il Fuoco crea Terra attraverso la sua combustione. Questa sinergia dimostra come le energie fluiscano e si influenzino a vicenda, apportando dinamicità e complessità alle relazioni e agli eventi nella vita quotidiana.

I Dodici Animali del Bazi

Il sistema del Bazi si basa sulla concezione cinese dello Zodiaco, il quale è composto da dodici animali. Ogni anno è rappresentato da uno di questi animali, il quale ha un significato specifico e attinenza con la personalità e gli eventi della vita. Gli animali dello Zodiaco cinese sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. Ognuno di questi animali incarna caratteristiche uniche, influenzando direttamente le persone nate nell’anno corrispondente.

Zodiaco cinese o Bazi i quattro pilastri del destino con gli animali per ogni anno di di nascita
Gli Animali dello Zodiaco Cinese e l’anno di nascita corrispondente

Topo

Il segno del Topo nell’astrologia cinese è associato a intelligenza, adattabilità e intraprendenza. I nati sotto questo segno sono spesso astuti, curiosi e dotati di un forte spirito di osservazione. Il Topo è legato all’elemento Acqua, che simboleggia flessibilità e intuizione. La sua polarità è Yang, rappresentando energia attiva e dinamica.

Bue

Il segno del Bue nell’astrologia cinese è sinonimo di forza, determinazione e affidabilità. Le persone nate sotto questo segno sono laboriose, pazienti e dotate di una grande capacità di resistenza. Il Bue è associato all’elemento Terra, che rappresenta stabilità e nutrimento. La sua polarità è Yin, simbolizzando energia passiva, calma e introspezione.

Tigre

Il segno del Serpente nell’astrologia cinese è noto per la sua saggezza, mistero e intuizione. Le persone nate sotto questo segno sono spesso riflessive, eleganti e dotate di un forte senso di strategia. Il Serpente è associato all’elemento Fuoco, che rappresenta passione e trasformazione. La sua polarità è Yin, simboleggiando energia passiva, calma e introspezione.

Coniglio

Il segno del Coniglio nell’astrologia cinese è noto per la sua gentilezza, eleganza e diplomazia. Le persone nate sotto questo segno sono spesso pacifiche, intuitive e dotate di un forte senso estetico. Il Coniglio è associato all’elemento Legno, che rappresenta crescita e creatività. La sua polarità è Yin, simboleggiando energia passiva, calma e riflessiva.

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Drago

Il segno del Drago nell’astrologia cinese è sinonimo di potenza, carisma e fortuna. Le persone nate sotto questo segno sono spesso ambiziose, energiche e dotate di una forte presenza. Il Drago è associato all’elemento Terra, che rappresenta stabilità e nutrimento. La sua polarità è Yang, simboleggiando energia attiva, dinamica e assertiva.

Serpente

Il segno del Serpente nell’astrologia cinese è noto per la sua saggezza, mistero e intuizione. Le persone nate sotto questo segno sono spesso riflessive, eleganti e dotate di un forte senso di strategia. Il Serpente è associato all’elemento Fuoco, che rappresenta passione e trasformazione. La sua polarità è Yin, simboleggiando energia passiva, calma e introspezione.

Cavallo

Il segno del Cavallo nell’astrologia cinese è caratterizzato da energia, libertà e spirito avventuroso. Le persone nate sotto questo segno sono spesso vivaci, socievoli e dotate di una grande capacità di adattamento. Il Cavallo è associato all’elemento Fuoco, che rappresenta passione e dinamismo. La sua polarità è Yang, simboleggiando energia attiva, entusiasmo e determinazione.

Capra

Il segno della Capra nell’astrologia cinese è caratterizzato da gentilezza, creatività e sensibilità. Le persone nate sotto questo segno sono spesso compassionevoli, artistiche e dotate di un forte senso estetico. La Capra è associata all’elemento Terra, che rappresenta stabilità e nutrimento. La sua polarità è Yin, simboleggiando energia passiva, calma e riflessiva.

Scimmia

Il segno della Scimmia nell’astrologia cinese è noto per la sua intelligenza, vivacità e astuzia. Le persone nate sotto questo segno sono spesso curiose, ingegnose e dotate di un grande senso dell’umorismo. La Scimmia è associata all’elemento Metallo, che rappresenta determinazione e forza. La sua polarità è Yang, simboleggiando energia attiva, dinamica e assertiva.

Gallo

Il segno del Gallo nell’astrologia cinese è caratterizzato da precisione, coraggio e sincerità. Le persone nate sotto questo segno sono spesso meticolose, organizzate e dotate di una forte etica del lavoro. Il Gallo è associato all’elemento Metallo, che rappresenta determinazione e forza. La sua polarità è Yin, simboleggiando energia passiva, calma e introspezione.

Cane

Il segno del Cane nell’astrologia cinese è noto per la sua lealtà, onestà e affidabilità. Le persone nate sotto questo segno sono spesso sincere, protettive e dotate di un forte senso di giustizia. Il Cane è associato all’elemento Terra, che rappresenta stabilità e nutrimento. La sua polarità è Yang, simboleggiando energia attiva, dinamica e assertiva.

Maiale

Il segno del Maiale nell’astrologia cinese è caratterizzato da generosità, sincerità e determinazione. Le persone nate sotto questo segno sono spesso gentili, leali e dotate di un forte senso di responsabilità. Il Maiale è associato all’elemento Acqua, che rappresenta flessibilità e intuizione. La sua polarità è Yin, simboleggiando energia passiva, calma e riflessiva.

Conclusioni

Le interazioni tra questi animali e gli elementi del Bazi contribuiscono a una comprensione più profonda, poiché ognuno di essi porta un’energia unica che può influenzare dinamiche di vita e relazioni interpersonali.

Cina

La Cina, a dispetto dell’immagine che ci siamo fatti nei tempi moderni, è un paese pieno di fascino e di storia. Un paese che è stato teatro di importanti scoperte che hanno cambiato il corso della storia, come la carta, la stampa, la bussola e, tristemente, la polvere da sparo.

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Pubblicato: 10/06/2025
Sergio con Papa Francesco

I Funerali di Papa Francesco

di Sergio Pubblicato: 04/06/2025
Italia Scritto da Sergio

I funerali di Papa Francesco, così come li ho vissuti…

Sono le 8 del mattino di Pasquetta, è una bella giornata romana e sto andando alla Stazione di Roma S. Pietro a prendere il treno per una gita a Viterbo. Passo a piedi sotto le mura vaticane, a fianco della porta del Perugino, dove affaccia il retro di Casa Santa Marta, è tutto tranquillo.  Chissà come sta oggi Papa Francesco, mi chiedo guardando le finestre della Sua abitazione, ignaro che appena mezz’ora prima era tornato alla Casa del Padre.

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Porta del Perugino

Un Collega di Torino mi informa di lì a poco, quando sono già in treno. Mai avremmo potuto immaginare, noi che appena il giorno prima lo avevamo visto in Piazza San Pietro al termine della  Messa di Pasqua, che la sua parabola terrena si sarebbe conclusa di lì a poco. Era affaticato, molto provato, ma non sembrava in pericolo imminente di vita, era deciso a salutare il Suo popolo… ed era l’ultima volta.

La domenica Francesco era ancora la Guida applaudita di un miliardo e mezzo di cattolici, il giorno dopo lunedì non era più Papa Bergoglio ma semplicemente Jorge Mario… ed era già nelle mani di Dio. È stato Francesco fino all’ultimo, la Sua semplice bara posata per terra, le sue vecchie scarpe, nessun catafalco.

Feretro di Papa Francesco

Il mattino di mercoledì 23 si è svolta la traslazione della salma del Pontefice da Santa Marta in Basilica: per le migliaia di fedeli presenti, come me, in piazza san Pietro è stato un momento di grande raccoglimento, non volava una mosca, il silenzio era rotto solo dai rintocchi del  campanone della basilica e dal coro della Sistina che invocava tutti i Santi ad accompagnare il feretro del Papa. Nell’attesa, prima che il corteo si affacciasse sulla piazza dal varco delle Campane, una Signora inizia a recitare sommessamente il Rosario, la imitano le persone vicine finché a poco a poco centinaia di fedeli si uniscono spontaneamente alla preghiera che tante volte il Papa aveva invocato per sé.

Terminato il rito di traslazione, noi che eravamo in piazza possiamo “inaugurare” la lunga fila di persone che vogliono omaggiare il Papa. La fila è composta e silenziosa e l’atmosfera è rotta solo da chi pensa bene di farsi un selfie, incurante del servizio d’ordine che non permette soste dinanzi al feretro. Ora il Papa è lì, sereno nella Sua bara, molto meno gonfio di com’era negli ultimi suoi giorni. Pero’ io voglio conservare di lui un’altra immagine, risalente a quasi 4 anni fa, quando ebbi modo di scambiare con lui qualche frase ed era ancora brillante, allegro, in gamba, era il 24 novembre 2021.

Sergio con Papa Francesco

Ovunque, intorno a San Pietro, fervono i preparativi per il  funerale, le troupe televisive di tutto il mondo (a cominciare da CBS, NBC, CNN ecc..) cercano di procurarsi i posti migliori da dove trasmettere, ogni terrazza diventa un set televisivo. Nelle vicinanze della piazza, in previsione dell’immenso flusso di pellegrini, vengono alzate delle enormi antenne per potenziare il segnale per i telefonini .

antenna per potenziare segnale telefoni funerali papa francesco
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La notte prima del funerale, molte persone, specie giovani accompagnati dai loro sacerdoti in pellegrinaggio per il giubileo,  trascorrono nei dintorni di San Pietro la notte “bivaccando” nei pressi dei varchi di accesso , pronti ad entrare quando, al mattino verso le 7, si potrà raggiungere la piazza. Il sottoscritto è lì alle 5, nei pressi di Piazza Pia e già a quell’ora una moltitudine preme ai varchi dei controlli, si crea un imbuto, una situazione pericolosa perché non uno spazio viene lasciato libero. Occorre un bel po’ prima che una ragazza vicina a me, che si è sentita male nella calca, venga raggiunta dalla barella dei soccorritori.

Folla alle 5 del mattino per i funerali di Papa Francesco
Folla alle 5 del mattino per i funerali di Papa Francesco

Finalmente alle 8 , superati due rigorosi controlli, riesco ad arrivare in piazza. I posti a sedere sono già tutti occupati, nelle prime file i Sacerdoti, migliaia, e, a fianco, le Persone consacrate, suore ecc.. come avrebbe voluto Papa Francesco per il suo ultimo viaggio. 

folla ai funerali di Papa Francesco

Sul sagrato le delegazioni politiche presenti ai funerali di Papa Francesco

raccoglimento traslazione salma

Comincia a fare caldo in piazza, si aprono ombrellini, si indossano berretti finché si arriva al momento delle esequie. Dall’alto dei suoi 91 anni il decano del Sacro Collegio, Cardinale Giovan Battista Re, guida senza sbavature il rito in modo energico. Sua Eminenza è ancora lucidissimo e mantiene una voce importante.

la bara di Papa Francesco

Tutto finisce sobriamente, il corteo funebre attraversa per l’ultima volta la Porta del Perugino e percorre, tra ali di folla, quelle stesse strade dove centinaia di volte Papa Francesco era passato nella sua 500 per andare a rendere omaggio all’icona della Salus Populi Romani in Santa Maria Maggiore .

la bara di Papa Francesco viene trasferita

Una nuova pagina si apre, con il fermento del Conclave e, velocemente… l’habemus Papam…

Tomba di Papa Francesco

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Pubblicato: 04/06/2025
Questua dei Monaci a Luang Prabang - nota anche come cerimonia del Tak Bat o Alms Giving o offerta delle elemosine

Visitare Luang Prabang: Gemma del Laos da Scoprire

di Max Pubblicato: 28/05/2025
Indocina Scritto da Max

Luang Prabang, situata nel cuore del Laos, è una gemma incastonata nel cuore del sud-est asiatico che offre una combinazione unica di bellezza naturale e ricchezza culturale.

Questa piccola città, riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, vi accoglie con i suoi antichi templi buddisti, i mercati colorati ed paesaggi rilassanti.

Visitando Luang Prabang, potrete scoprire una fusione unica di influenze culturali locali e coloniali in un ambiente di assoluta tranquillità.

Tra le visite da non perdere: le cascate di Kuang Si, consigliate da me, che non amo le cascate, il mercato notturno e le grotte di Pak Ou, ma anche una delle pasticcerie di gusto occidentale che si trovano sulla passeggiata serale o una cena in un ristorantino locale.

Viaggiare qui è un’opportunità per godersi la tranquillità, come raramente si trova altrove, specialmente nel resto del Laos.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Storia e Patrimonio Culturale

Luang Prabang è una città con un patrimonio culturale che risale a secoli fa. Esploriamone le particolarità!

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Il Palazzo Reale

Il Palazzo Reale di Luang Prabang, conosciuto anche come Haw Kham, è un simbolo della storia reale della città. Costruito nel 1904 durante il periodo del protettorato francese, il palazzo è stata la residenza della famiglia reale del Laos fino al 1975.

Il palazzo trova spazio nel centro di Luang Prabang, proprio ai piedi dell’imponente Collina Sacra (Phousi), e riflette il fascino architettonico dell’era coloniale francese.

Dopo essere stato chiuso per molti anni, nel 1995 è stato riaperto e trasformato in un Museo Nazionale diviso in tre edifici principali: il Museo Nazionale, un tempo dimora reale, che custodisce preziosi manufatti, il maestoso tempio Haw Pha Bang con le sue decorazioni raffinate e il suo tetto multi-falda nel caratteristico stile Lao-Thai ed infine il Teatro, situato davanti al tempio e circondato da un incantevole parco nel quale campeggia la statua del re Sisavang Vong.

Haw Pha Bang a Luang Prabang
Haw Pha Bang a Luang Prabang

Fra questi monumenti, di particolare interesse è lo Haw Pha Bang. Sebbene la costruzione originaria sia iniziata, infatti, nel 1963, essa fu completata solo nel 2006 a causa delle interruzioni legate a diverse vicende politiche. Questo tempio buddista custodisce infatti il Buddha Phra Bang, un simbolo religioso di grande importanza per il Laos, alla pari del Buddha di Smeraldo Thailandese.

La statua del Buddha, alta 83 cm e realizzata in una lega d’oro, bronzo e argento, mostra l’illuminato nella posizione dell’Abhaya Mudra, la posizione simboleggia il coraggio e la capacità di scacciare ogni paura, un gesto di pace.

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Secondo la tradizione, questa venerabile immagine fu creata nello Sri Lanka fra il I e IX secolo d.C. e donata a Phaya Sirichantha, dopo la sua conversione al Buddhismo Theravada. Divenuta dopo alterne vicende un simbolo per il paese, questa statuetta donò il nome a Luang Prabang durante il regno di Re Visoun.

Nel tempo, la statua ha viaggiato dal Laos alla Thailandia durante l’occupazione dal Regno di Thonburi e poi restituita sotto il dominio di Rama IV.

Il Museo Nazionale all’interno del Palazzo Reale è una vera miniera di storia, con scale in Marmo di Carrara e una collezione affascinante che spazia dalle armi antiche alla Corona Reale

Una visita a questo luogo affascinante non può considerarsi completa senza esplorare il Teatro, che svolge un ruolo fondamentale nella cultura locale.

I giardini circostanti offrono anche un’opportunità di passeggiare tra le statue e i fiori esotici, riflettendo il fascino tranquillo della cultura laotiana.

Immagini sacre a Wat Xieng Thong - Luang Prabang
Immagini sacre a Wat Xieng Thong – Luang Prabang

Architettura Coloniale Francese

A Luang Prabang, l’influenza francese è evidente nell’architettura coloniale che è parte integrante della città. Gli edifici sono un vivace esempio della fusione tra stili occidentali e tradizionali laotiani.

Passeggiando per le strade, noterete case con verande in legno, ampie finestre e intonaci invecchiati che raccontano storie di un passato glorioso. Questa estetica unica ha contribuito all’inclusione della città nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Noi abbiamo cenato in un bellissimo ristorante che si chiama Manola Café Bar affacciato sulla via principale che, oltre all’ottimo cibo, godeva di una vista unica sulla passeggiata. Ammirate la foto e ditemi se non vi viene voglia di passarci una serata (è quello tutto a destra).

Ristorante sulla via principale a Luang Prabang Manola Café Bar Luang Prabang
Ristorante sulla via principale a Luang Prabang Manola Café Bar

Non solo, ci siamo anche concessi un dolce in stile francese alla splendida ed ottima pasticceria Indigo Café, che durante il giorno risulta un po’ anonima, ma alla sera sfoggia una varietà di dolci veramente straordinaria, anche nel gusto.

Cerimonia del Tak Bat

La cerimonia del Tak Bat o dell’offerta delle elemosine (conosciuta anche con il nome inglese di Alms Giving, che in italiano significa, appunto, elemosina) è una delle cerimonie più suggestive del Laos ed ormai un appuntamento irrinunciabile per chi visita Luang Prabang.

In origine la cerimonia prevedeva che, all’alba, i monaci in abiti color zafferano si recassero in giro per la cittadina in fila indiana per raccogliere le offerte dai devoti laotiani.

Oggi l’afflusso di turisti ha reso questa cerimonia anche un’attrazione locale, facendole perdere un po’ della sacralità che aveva in origine, perché molte persone partecipano più per curiosità che per un reale interesse.

Come si svolge il Tak Bat

Prima dell’alba, centinaia di monaci in tutto il Laos, ma anche in Thailandia e Cambogia, escono dai loro monasteri scalzi, nei tradizionali abiti arancioni e girano la città per ricevere le elemosine dei fedeli: è la cerimonia del Tak Bat. Le offerte dovrebbero essere unicamente di cibo, anche se ultimamente vengono fatte concessioni ad altre tipologie di beni e, meno frequentemente, al denaro.

In genere i monaci girano da soli o in piccoli gruppetti, ma a Luang Prabang i monaci escono dal monastero tutti insieme in fila indiana, con la ciotola delle elemosine a tracolla, percorrono le vie della città.

I fedeli (e i curiosi) li attendono seduti su piccoli sgabelli di plastica o sulle stuoiette e portano con se’ un contenitore con del riso glutinoso ancora caldo, con l’intento di donarne un po’ ad ogni monaco che passa lungo la via.

Per far fronte al crescente afflusso di persone che praticano questa cerimonia, c’è una vera e propria organizzazione che, grazie al lavoro di decine di donne, distribuisce, a chi lo desidera, sgabello, contenitore, riso (a volte anche altri snack dolci) e la fascia da indossare durante la cerimonia.

Visitare Luang Prabang: Gemma del Laos da Scoprire » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Grazie al numero di monasteri presenti in città, la cerimonia di Luang Prabang è spettacolare per il numero dei monaci che vi partecipano. A partire dalle 5:30 circa di ogni mattina, infatti, (ma l’orario dipende dalla stagione), 4, 5 o a volte anche più gruppi, composti ciascuno anche da quindici o più monaci, sfilano silenziosamente lungo Sisavangvong Road ed altre vie minori, raccogliendo le elemosine dei fedeli (e non).

Sia che abbiate deciso di partecipare, sia che vogliate essere semplici osservatori, per non turbare la tranquilla atmosfera dello svolgersi dell’evento, il consiglio è quello di arrivare nel luogo prescelto almeno un mezz’ora prima dei monaci, in modo da potersi preparare con calma.

Quindi: sveglia prima dell’alba!

Essendo una cerimonia tradizionale e religiosa infatti è necessario rispettare alcune semplici regole:

  • vestitevi in modo rispettoso, ricordandovi di coprire le gambe fino alle ginocchia e le braccia fino ai gomiti, se parteciperete alla cerimonia, vi daranno anche una fascia da indossare
  • non toccate i monaci, soprattutto se siete donne
  • non fate rumore e assistete o partecipate in silenzio
  • siate discreti, soprattutto se state scattando fotografie
  • non usate il flash, soprattutto se state facendo un primo piano ai monaci.
Questua dei Monaci a Luang Prabang - nota anche come cerimonia del Tak Bat o Alms Giving o offerta delle elemosine - 1
Questua dei Monaci a Luang Prabang – nota anche come cerimonia del Tak Bat o Alms Giving o offerta delle elemosine

Templi e luoghi sacri

Esplorare i templi di Luang Prabang offre un’opportunità unica di immergersi nella spiritualità e nella bellezza architettonica del Laos. Ogni tempio ha una storia distinta e caratteristiche uniche che riflettono la cultura e la tradizione buddista della regione.

Wat Xieng Thong

Wat Xieng Thong è uno dei templi più iconici di Luang Prabang, famoso per la sua architettura tradizionale lao. Situato presso la confluenza dei fiumi Mekong e Nam Khan si compone di una ventina di strutture costruite nel 1560 e successivamente restaurato e ricostruito varie volte, delle quali l’ultima nel 1960.

Le decorazioni in mosaico colorato e le rappresentazioni dorate di scene buddiste rendono questi templi particolarmente affascinanti. La cappella funeraria contiene le ceneri degli ultimi regnanti del Laos ed è finemente decorata con le scene del Ramakien, il poema epico ispirato al Ramayana indiano che si trova in molti Templi del sud-est asiatico.

All’interno della struttura trova posto anche una antica imbarcazione reale decorata con i Naga, i serpenti della mitologia.

Wat Xieng Thong
Wat Xieng Thong

Wat Mai Suwannaphumaham

Situato vicino al Palazzo Reale, Wat Mai Suwannaphumaham è particolarmente apprezzato per il suo ampio portico e il tetto a più livelli decorato. È uno dei più grandi e ornati di Luang Prabang. Il Tempio fu uno dei pochi a passare indenne attraverso i saccheggi dell’Esercito della Bandiera Nera, avvenuto alla fine del 1800 e, fino al XX secolo, ha custodito l’immagine del Buddha Phra Bang, il Palladio della Casa Reale Laotiana.

L'Esercito della Bandiera Nera, formato principalmente da soldati di minoranze etniche del  Guangxi (Cina) diventarono famosi dopo il 1865 per la lotta contro condotta nel Tonchino contro gli invasori francesi. Il nome deriva dalla loro Bandiera Nera scelta dal comandante Liu Yongfu per rappresentare le proprie forze. Sostenuto dai governi vietnamita e cinese, l'esercito delle Bandiere Nere collaborò con le forze vietnamite per resistere all'avanzata francese e fu sciolto solo dopo il trattato di Tientsin del 1885 tra Francia e dinastia Qing. Tuttavia, i suoi membri continuarono azioni di guerriglia contro le autorità francesi per anni, una delle ultime loro azioni fu proprio il saccheggio di Luang Prabang, avvenuto nel 1887
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Wat Visoun (Wat Visounnarath)

Wat Visoun, noto anche come Wat Visounnarath, è il tempio più antico ancora in uso a Luang Prabang. Originariamente costruito nel 1513, ha subito diverse ricostruzioni.

Il suo principale punto di interesse è la statua del Buddha Più grande fra quelle di Luang Prabang.

Wat Sensoukharam

Wat Sensoukharam, noto anche come Wat Sene Souk Haram, è uno dei templi buddisti più affascinanti di Luang Prabang, Laos. Fondato nel 1718 durante il regno del re Kitsarath, Wat Sene è un esempio magnifico dell’architettura tradizionale laotiana e rappresenta un luogo di profonda spiritualità e tranquillità.

Il tempio è un esempio splendido di architettura laotiana con tetti a più livelli e intricate decorazioni dorate. Le decorazioni e le sculture del tempio sono ricche di simbolismi buddisti, con motivi che rappresentano la vita del Buddha e vari insegnamenti spirituali.

Wat Sensoukharam Wat Sene Souk Haram a Luang Prabang - Laos
Wat Sensoukharam noto anche come Wat Sene Souk Haram a Luang Prabang – Laos

Wat Sop Sikharam

Wat Sop Sikharam è un’oasi di tranquillità. Situato in una zona meno turistica della città, questo tempio offre un’esperienza autentica e serena, lontana dalla folla dei siti più famosi. Fondata nel XVII secolo, Wat Sop Sikharam è un luogo di profonda spiritualità e bellezza architettonica.

Wat Sop Sickharam a Luang Prabang Laos
Wat Sop Sickharam a Luang Prabang Laos

Wat Aham

Adiacente a Wat Visoun, Wat Aham è noto per il suo significato storico e religioso. Questo tempio, più di molti altri, rappresenta come il Buddhismo Theravada sia la religione che più di ogni altra abbia abbracciato usi, costumi e tradizioni provenienti da altre fedi o credenze.

Questo tempio sorge, infatti, su un antico sito dedicato agli Spiriti Protettori di Luang Prabang, come testimoniano i vari stupa qui presenti, ed è diventato in seguito la residenza ufficiale del Patriarca Supremo di Luang Prabang.

Secondo la credenza locale, in seguito a questa sovrapposizione, gli spiriti protettori, invece di scomparire, hanno trovato dimora nei due sacri alberi della Bodhi situati nell’adiacente parco.

Wat Aham rappresenta un esempio di perfetto sincretismo e di pacifica convivenza tra da due tradizioni religiose estremamente differenti, ma egualmente vive nella cultura locale, tant’è che durante le celebrazioni del capodanno Laotiano, il tempio ospita la tradizionale Danza delle Maschere (di tradizione puramente animista)

Wat Phonxay Sanasongkham

Situato leggermente fuori dal centro cittadino, Wat Phonxay Sanasongkham è meno frequentato dai turisti, permettendoti un’esperienza più intima e tranquilla del luoghi sacri di Luang Prabang.

Visitare Luang Prabang: Gemma del Laos da Scoprire » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Wat Chom Si

In cima a Monte Phousi, Wat Chom Si offre una vista panoramica mozzafiato sulla città e i paesaggi naturali circostanti. L’ascesa è faticosa, ma la vista dalla cima ne vale sicuramente la pena.

Il tempio è noto per la sua semplicità e l’armoniosa integrazione con l’ambiente. Salire i 328 gradini per raggiungere questa vetta è popolare durante l’alba o il tramonto, quando la luce dorata avvolge l’intera città, creando un incredibile spettacolo naturale.

Monte Phousi

Monte Phousi è una collina centrale a Luang Prabang, famosa per i suoi sentieri escursionistici ricchi di luoghi di interesse spirituali. Oltre al Wat Chom Si, ci sono vari piccoli santuari lungo il percorso.

La salita offre numerose opportunità per ammirare statue buddiste e incisioni lungo il cammino. I suoi percorsi sono ideali per chi cerca di connettersi con la natura e la spiritualità mentre esplora le meraviglie della città dall’alto.

E dalla cima al tramonto, si possono fare splendide fotografie. Partite per tempo se volete occupare i posti migliori, visto che il posto è verso sera si riempie in fretta.

Tramonto dal Monte Phousi a Luang Prabang
Tramonto dal Monte Phousi a Luang Prabang

Attrazioni Naturali e Avventura

A Luang Prabang, puoi scoprire una serie di paesaggi mozzafiato che invitano all’avventura e al relax. Le cascate impressionanti e i fiumi sonnacchiosi sono solo alcuni dei luoghi che vi possono offrire esperienze indimenticabili.

Cascate Kuang Si

Le Cascate Kuang Si sono una delle destinazioni più celebri e visitate nei dintorni di Luang Prabang. Qui, l’acqua turchese scende lentamente formando una serie di piscine naturali, perfette per un tuffo rinfrescante, ma anche solo per essere ammirate.

Il sentiero consente di addentrarsi nel parco ed ammirare le formazioni calcaree da diversi punti di osservazione, godendo della pace e della tranquillità del luogo. Cimentatevi in qualche foto spettacolare come quella qui sotto, che sono riuscito a scattare senza usare il cavalletto!!

Cascate Kuang Si poco distanti da Luang prabang in Laos
Cascate Kuang Si poco distanti da Luang prabang in Laos

Free the Bears Laos: Proteggere gli Orsi Asiatici

Free the Bears è un’organizzazione non-profit dedicata alla protezione e al benessere degli orsi asiatici, in particolare, in Laos, l’Orso dal collare o Orso Tibetano (Moon Bear).

In Laos, l’organizzazione gestisce un centro di cura e riabilitazione situato nel Parco Nazionale di Tat Kuang Si. Questo centro offre un rifugio sicuro per gli orsi salvati dalla cattività illegale e dal commercio di bile d’orso.

Il rifugio è situato lungo il sentiero che conduce alle cascate e, con un po’ di fortuna, è possibile ammirare alcuni degli esemplari salvati da questo insano commercio.

Se volete aiutarli e aiutare anche i sempre nuovi ospiti in Laos, Cambogia e altri paesi del sud-est asiatico, potete iscrivervi alla newsletter e donare da qui.

Potete fare una donazione o adottare un orso o aiutare in altri modi.

Free The Bears - Laos
Free The Bears – Laos

Cascate Tad Sae

Le Cascate Tad Sae sono meno conosciute rispetto a quelle di Kuang Si, ma ugualmente affascinanti. Accessibili al meglio durante la stagione delle piogge, offrono un’esperienza unica grazie ai loro percorsi d’acqua tra la foresta pluviale. Potete raggiungerle attraversando il fiume Nam Khan, che aggiunge un elemento d’avventura al tuo viaggio.

Una volta arrivati, troverete un complesso di cascate che si sviluppa tra lussureggianti vegetazioni. Ideali per nuotare e rilassarsi, queste cascate sono un’ottima opzione per chi cerca di evitare la folla, anche se non sempre ci si riesce.

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Fiume Nam Khan

Il Fiume Nam Khan offre avventure acquatiche per gli amanti delle attività all’aperto. Qui potete noleggiare un kayak o semplicemente prenotare un’escursione in barca per ammirare il paesaggio.

Questo fiume è perfetto per le escursioni in giornata combinando attività fisica ed esplorazione. Se volete osare un po’ di più andatee fino al Green Jungle Park, dove potrete ingaggiarvi nelle discese in zipline a velocità vertiginose, godendo del paesaggio da una prospettiva unica.

Grotte di Pak Ou

Le Grotte di Pak Ou rappresentano uno dei siti spirituali più significativi del Laos, situate a circa 25 km a nord di Luang Prabang, alla confluenza dei fiumi Mekong e Nam Ou. Conosciute localmente come Tham Ting e Tham Theung, queste sacre caverne calcaree ospitano una straordinaria collezione di oltre 4.000 statue di Buddha di varie dimensioni, materiali e stili artistici.

Il viaggio verso le grotte è un’esperienza* in sé, dopo potrete affermare, senza timore di essere smentiti, di aver navigato il mitico Mekong (posso dire di averlo fatto in 4 paesi).

La grotta inferiore (Tham Ting), facilmente accessibile, accoglie i visitatori con centinaia di statue disposte su terrazze naturali. La grotta superiore (Tham Theung), raggiungibile tramite una scalinata, è più buia e misteriosa e richiede una torcia per apprezzare appieno le statue ivi custodite.

Da secoli mèta di pellegrinaggio, le grotte rivestono un’importanza religiosa particolare durante il Capodanno laotiano, quando gli abitanti locali visitano il sito per lavare le statue e ottenere benedizioni.

Nonostante Pak Ou sia una delle mete classiche di un viaggio in Laos, al mattino presto le grotte sono ancora immerse in un’atmosfera di pace e di tranquillità che permette di godere della sacralità del luogo.

Grotte di Pak Ou o grotta dei mille Buddha - Laos
Grotte di Pak Ou o grotta dei mille Buddha – Laos

Esperienze e Attività

Scoprire Luang Prabang significa immergersi in un’avventura ricca di cultura e scenari mozzafiato.

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Lezioni di Cucina Lao

Iniziate la vostra avventura culinaria partecipando a una lezione di cucina Lao dove potrete imparare a preparare i piatti tradizionali della tradizione. Le lezioni spesso iniziano con una visita al mercato mattutino, dove selezionerete ingredienti freschi come erbe aromatiche e verdure locali. Gli chef esperti vi guideranno passo dopo passo, condividendo segreti e tecniche della cucina locale. Questa esperienza non solo arricchirà le vostre abilità culinarie, ma sarà un modo per connettersi con la cultura locale.

Mercato Notturno

Il mercato notturno di Luang Prabang è una tappa obbligata per chi è in cerca di souvenirs. Ogni sera, la via principale della città si trasforma in un tripudio di bancarelle colorate che offrono street food e prodotti autentici dell’artigianato lao, ma è anche i luogo dove convergono numerose bancarelle di cianfrusaglie a buon mercato.

Mercato notturno di Luang Prabang
Mercato notturno di Luang Prabang

Villaggio di Ban Phanom

Ban Phanom è conosciuto per il suo tradizionale tessuto artigianale. Questo villaggio è situato a breve distanza da Luang Prabang e offre una visione affascinante della vita rurale laotiana. Potete osservare le donne locali al lavoro sui telai che producono tessuti intricati usando metodi tramandati di generazione in generazione. Acquistare questi tessuti non solo vi offre l’opportunità di acquistare un pezzo unico, ma supporta anche la comunità locale.

Attenzione, però, a ciò che acquistate: se il prezzo è troppo basso, probabilmente vi stanno vendendo qualcosa che è stato prodotto in serie altrove.
Villaggio di Ban Phanom e tessuti artigianali
Villaggio di Ban Phanom e i suoi tessuti artigianali

Escursioni e Trekking

Preparatevi a scoprire la flora esotica e, con moltissima fortuna, avvistare la fauna locale mentre esplorate i sentieri. Il Trekking nella zona offre opportunità per conoscere le comunità etniche che vivono in armonia con la natura. Indossate scarpe comode e portate una bottiglia d’acqua: l’avventura vi attende!

Come Arrivare a Luang Prabang

Luang Prabang si trova nel cuore del Laos, ma è facilmente raggiungibile sia dalla Thailandia che dalla Cina o dal Vietnam. Vediamo come.

Via Aerea

  • Aeroporto Internazionale di Luang Prabang (LPQ): Situato a circa 4 km dal centro città, è il metodo più veloce per raggiungere Luang Prabang.
  • Voli Internazionali: Collegamenti diretti da Bangkok, Chiang Mai, Hanoi, Siem Reap, Singapore, e altre città del Sud-est asiatico.
  • Voli Nazionali: Frequenti collegamenti con Vientiane (capitale del Laos) e altre città laotiane come Pakse.

Trasferimento dall’aeroporto in Taxi, tuk-tuk o minibus dell’hotel se disponibile.

Via Terra

  • Autobus da Vientiane: Viaggio di 10-12 ore su strade montuose (circa 110.000-150.000 LAK). Opzioni diurne e notturne disponibili.
  • Autobus da altre località: Collegamenti anche con Phonsavan, Vang Vieng, e il confine thai-laotiano.
  • Minivan: A volte più rapidi degli autobus ma più costosi, collegano Luang Prabang con varie destinazioni.
  • Treno: la recente linea ferroviaria collega Luang Prabang a Vientiane e alla regione cinese dello Yunnan con un treno comodo, veloce ed economico. Trasferimento dalla stazione in Taxi, tuk-tuk o minibus dell’hotel se disponibile.

Via Fiume

  • Slow Boat dal confine con la Thailandia: Un’esperienza classica di 2 giorni sul Mekong da Huay Xai, con sosta notturna a Pakbeng (vedi questa opzione da Chiang Rai a Luang Prabang*)
  • Speedboat: Opzione più rapida (6 ore) ma meno confortevole
  • Crociere sul Mekong: Da/per Vientiane attraverso bellissimi paesaggi, ma costose e non frequenti
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Ottenere il Visto all’Arrivo

Per entrare in Laos esistono due possibilità: il visto all’arrivo e il visto elettronico (eVisa).

e-Visa

L’e-Visa può essere fatto sul sito, è comodo, ma non sempre la procedura più veloce per entrare in Laos, inoltre è valido solo se si entra da uno dei seguenti punti di accesso:

  • Aeroporto Internazionale di Wattay
  • Aeroporto Internazionale di Pakse
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  • Checkpoint Internazionale di Boten
  • Stazione Ferroviaria di Boten
  • Stazione Ferroviaria di Khamsavath.

Visa on Arrival

Il Visto all’arrivo o Visa on Arrival, detta all’inglese, è disponibile per coloro che hanno passaporto italiano e si recano in Laos per turismo. Il visto può essere ottenuto all’aeroporto internazionale di Luang Prabang e in una serie di posti di frontiera ed ha un costo di 40 euro. In alcuni posti di frontiera chiedono una fototessera, ma a Vientiane non me l’hanno chiesta. Assicuratevi di avere anche il passaporto con validità di almeno sei mesi e compilate il modulo fornito dalle autorità locali. Il processo sembra complicato, ma si fa abbastanza in fretta.

Conservate i moduli che vi consegneranno, perché dovrete restituirli all’uscita dal paese. A proposito di uscita: se uscite dal paese in un giorno festivo, in alcuni posti di frontiera (come quello con la Tailandia) è prevista una tassa di uscita di un dollaro. E se non li avete non vi fanno uscire…

Alla frontiera di Ban Houayxay ho dato due dollari a due ragazzi sloveni che non avevano più contanti e rischiavano di dover tornare in città a prelevare (il posto di frontiera è un po’ fuori mano).

Sistemazioni in città

Alberghi di Lusso

Per chi cerca il massimo del comfort e dell’opulenza, Luang Prabang offre una selezione di hotel di lusso. Il Sofitel Luang Prabang*, situato in un edificio storico, è noto per il suo servizio eccezionale e il design elegante. Altre opzioni possono La Résidence Phou Vao*, che offre viste mozzafiato e servizi spa. Queste sistemazioni dispongono di ristoranti gourmet, piscine private e suites che combinano il fascino locale con l’eleganza contemporanea. Prenotare in anticipo è consigliato per garantirsi una stanza in alta stagione, specialmente tra novembre e febbraio.

Ultimo arrivato in città Le Sen Boutique Hotel* a mio avviso potrebbe essere una sorpresa!

Sistemazioni Economiche

Se il vostro budget è limitato, non mancano le opzioni di alloggio più economiche, che comunque offrono comfort e accoglienza autentica. Gli ostelli e le guesthouse sono diffusi in tutta la città. Posti come Villa Chitdara* o il più economico Golden Lotus Namkhan View* hanno prezzi convenienti e offrono un’ottima sistemazione, comoda a tutti i luoghi principali di Luang Prabang, connessione Wi-Fi gratuita e, volendo, anche la colazione, di solito buona!

Prenotate con buon anticipo soprattutto durante il periodo del Capodanno Lao, quando la città è più affollata.

Visitare Luang Prabang: Gemma del Laos da Scoprire » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Street Food e Mercati

I mercati di strada a Luang Prabang sono pieni di vita e aromi invitanti. Qui potete trovare una vasta gamma di street food, tra cui zuppe, spiedini di carne. Il mercato notturno è un’ottima occasione per provare il cibo di strada in ambiente vivace.

Eventi Culturali e Festival

Scoprite i curiosi eventi di Luang Prabang che celebrano tradizioni secolari e spiritualità. Immergetevi nelle esperienze uniche del Capodanno Lao e del Festival della Barca del Drago, tra celebrazioni animate e radicate usanze culturali.

Capodanno Lao

Il Capodanno Lao, conosciuto come Pi Mai, è una celebrazione dinamica che si svolge ad aprile, durante la stagione secca.

Durante la festa potete partecipare o semplicemente ammirare diverse attività fra cui la processione degli elefanti: una maestosa sfilata con elefanti adornati con i tradizionali paramenti, simbolo di forza e prosperità.

Un’altra tradizione tutta laotiana è la costruzione di stupa di sabbia: le comunità sull’isola del Mekong costruiscono stupa di sabbia, decorati con bandiere e fiori per tenere lontani gli spiriti maligni.

Inoltre il capodanno ha anche una valenza religiosa: le statue del Buddha vengono portate fuori dai templi lavate e ripulite dalla polvere. L’acqua utilizzata viene raccolta e usata per purificare la casa e per aspergerla sugli altri in segno di buon auspicio.

Ma ciò che i turisti apprezzano di più sono i giochi d’acqua: in tutta la città, abitanti del luogo e turisti partecipano a battaglie d’acqua amichevoli, volte a lavar via le sfortune dell’anno passato e ad accogliere il nuovo anno con un nuovo inizio.

Festival della Barca del Drago

Il Festival delle barche da corsa si celebra verso il termine della stagione piovosa, in settembre, nello stesso giorno del Boun Haw Khao Padup Din, una festa per celebrare gli antenati.

Si tratta di una competizione che vede i concorrenti gareggiare su barche ornate tradizionalmente e sfidarsi sul fiume Nam Khan, un’occasione per fare festa e, magari, qualche bella foto.

FAQ Luang Prabang

Quali sono le principali attrazioni turistiche di Luang Prabang?

Luang Prabang è famosa per i suoi templi antichi, le cascate Kuang Si e le grotte di Pak Ou. I templi offrono uno sguardo sulla ricca eredità religiosa della città. Le cascate Kuang Si, con le loro acque cristalline, sono ideali per un’escursione. Le grotte di Pak Ou ospitano centinaia di statue di Buddha.

Quale è il periodo migliore dell’anno per visitare Luang Prabang?

Il clima di Luang Prabang è più favorevole da novembre a marzo, quando le temperature sono più miti (a volte anche un po’ freddine, soprattutto in gennaio) e le precipitazioni sono scarse. Questo periodo permette di godere appieno delle attività all’aperto, anche quando il mattino è freddo, durante il giorno le temperature sono piacevoli.

Come ci si muove a Luang Prabang?

In città, puoi spostarti facilmente utilizzando tuk-tuk, noleggiando biciclette o motorini. I tuk-tuk sono ben distribuiti e offrono un modo rapido per visitare diverse aree.

Come posso partecipare alla cerimonia del Tak Bat a Luang Prabang?

Per partecipare al Tak Bat, svegliati presto e posizionati lungo le strade principali. Affidati alle donne sempre presenti sulle strade che offrono le tradizionaliciotole con il riso, sgabelli e la fascia da indossare durante la cerimonia.
Rispetta il silenzio durante la cerimonia e non toccare i monaci.

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

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Viaggiare qui è facile: tuktuk, motorini, voli convenienti e regolari servizi di autobus vi portano ovunque. Senza dimenticare l’originale viaggio in barca veloce per passare la frontiera sul Mekong

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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Cambogia
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Pubblicato: 28/05/2025
L'Orco al Bosco Sacro o Parco Dei Mostri di Bomarzo - Ogni Pensiero Vola

Parco dei Mostri di Bomarzo: scoprite il lato più bizzarro del Lazio

di Max Pubblicato: 15/05/2025
Italia Scritto da Max

Il Sacro Bosco, meglio conosciuto come il Parco dei Mostri di Bomarzo non è il solito giardino dove ammirare solo aiuole fiorite e siepi ben tagliate. Qui, tra alberi e sentieri, vi aspettano sorprendenti statue di creature gigantesche scolpite nella pietra e un’atmosfera magica.

Questo ovviamente se ci andate il mattino presto e fuori stagione, perché se ci andate in alta stagione e nelle ore di punta la folla potrebbe essere l’aspetto più rilevante.

Ad ogni modo quando visiterete questo luogo scoprirete un mix unico di arte, mito e natura che si trova solo tra le colline della provincia di Viterbo.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Passeggiare nel Sacro Bosco significa entrare in un universo dove draghi, orchi e sfingi sembrano usciti da un sogno bizzarro. Non è un caso che l’architetto Pirro Ligorio, già celebre per aver lavorato a San Pietro dopo Michelangelo, abbia dato vita a questo strano regno su commissione di Vicino Orsini (al secolo Pier Francesco Orsini), uno spirito decisamente fuori dagli schemi.

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Storia del Parco dei Mostri di Bomarzo

Diversamente dai giardini classici dell’epoca, il Parco di Bomarzo fu concepito come un luogo di meraviglia, dove natura e arte si fondono tra gigantesche sculture in pietra e vegetazione lussureggiante. Queste opere, spesso inquietanti e grottesche, rappresentano animali, mostri, divinità e figure mitologiche.

I protagonisti della nascita e della riscoperta del Sacro Bosco

Pier Francesco Orsini è la figura centrale della nascita del Parco. Dopo la morte della moglie Giulia Farnese, egli volle creare il Sacro Bosco come atto d’amore e consolazione.

Il progetto fu affidato a Pirro Ligorio, noto per aver lavorato anche alla Basilica di San Pietro dopo la morte di Michelangelo, che fu incaricato di progettare le sculture e la disposizione del parco. Le opere invece furono portate a termine presumibilmente da Simone Moschino, anche se non ne esiste la certezza documentata (fonte Wikipedia).

Con tutta probabilità non mancarono anche artisti e scalpellini della zona, il cui contributo materiale rese possibile la nascita delle enormi figure di pietra, anche se i loro nomi non sono citati.

Più precisamente si tratta di una viverna, uno spaventoso mostro rettiliforme che lotta contro tre animali, oggi non più riconoscibili.
Il Drago, in realtà si tratta di una Viverna, una creatura leggendaria rappresentata come un rettile alato bipede, simile al drago della tradizione europea.

Alla morte dell’Orsini il parco rimase dimenticato per circa 400 anni, fino a quando, nel 1954, fu acquistato dalla famiglia Bettini che ne curò il restauro fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso.

Ma solo con Instagram il parco è divenuto veramente una meta imperdibile!

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Il Contesto Rinascimentale

Il Parco dei Mostri sorge in pieno Rinascimento, periodo in cui l’arte e l’architettura tendono all’armonia e alla misura. Ma il Parco dei Mostri di Bomarzo, o il Boschetto, come lo aveva chiamato inizialmente l’Orsini, si distingue e quasi stona: le sue sculture non celebrano il bello classico, ma la meraviglia, il bizzarro e il simbolismo nascosto.

Molti altri giardini rinascimentali, come quelli di Villa d’Este o Villa Lante, sono ordinati e geometrici. Qui invece regna la fantasia, il disordine studiato e la sorpresa continua.

Parco dei Mostri di Bomarzo: scoprite il lato più bizzarro del Lazio » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/
Un ampio ambiente a vasca, che richiama i ninfei dell’età greco-romana, è decorato con bassorilievi raffiguranti le tre Grazie e tre ninfe. Sulla parete est, una scultura di Venere su una grande conchiglia è posta accanto a una fontana ornata da figure di delfini.

Tutte le Sculture del Parco dei Mostri

Se siete stanchi delle solite destinazioni e siete pronti a lasciare da parte i preconcetti, il Parco dei Mostri vi farà domandare se siete finiti in una fiaba, un incubo oppure in una delle trovate architettoniche più affascinanti del Rinascimento italiano.

Non appena mettete piede nel Sacro Bosco, infatti, venite accolti dalle due Sfingi, una delle quali riporta sul piedistallo proprio questa domanda:

TU CH’ENTRI QUA PON MENTE PARTE A PARTE
ET DIMMI POI SE TANTE MARAVIGLIE
SIEN FATTE PER INGANNO O PUR PER ARTE

Sotto la sfinge di sinistra:

CHI CON CIGLIA INARCATE ET LABBRA STRETTE
NON VA PER QUESTO LOCO
MANCO AMMIRA LE FAMOSE DEL MONDO MOLI SETTE

Qui si parla delle sette meraviglie del mondo e le labbra strette a mantenere il segreto…

La Sfinge al Parco Dei Mostri di Bomarzo o Bosco Sacro
La Sfinge al Parco Dei Mostri di Bomarzo o Bosco Sacro

Proseguendo tra i sentieri, incontrerete il celebre Orco con la bocca spalancata, sicuramente il più fotografato, nonché copertina di questo articolo

Ecco la lista delle sculture notevoli che scoprirete (in ordine di visita, come riportate sulla brochure del Parco):

  • Sfinge
  • Pan-Giano
  • Proteo Glauco
  • Cascata
  • Mausoleo 
  • Ercole – Caco
  • Tartaruga
  • Orca
  • Fontana Pegaso
  • Tronco e colonna
  • Ninfeo
  • Fontana Delfini
  • Iside
  • Erme
  • Obelischi
  • Teatro
  • Casa Pendente
  • Tomba
  • Ariete
  • Panca Etrusca
  • Vaso (Cantaro)
  • Orco
  • Drago
  • Elefante
  • Cerene
  • Piazzale vasi
  • Nettuno
  • Delfino
  • Donna dormiente
  • Sedili e torretta
  • Panca
  • Furia
  • Leoni
  • Echidna
  • Orsi
  • Piazzale Pigne
  • Persefone
  • Cerbero
  • Tempio del Vignola
  • Rotonda

Ognuna di queste opere in pietra è caratterizzata da una lavorazione grottesca che regala al parco il suo fascino unico.

La Tartaruga al Parco Dei Mostri di Bomarzo o Bosco Sacro
La Tartaruga al Parco Dei Mostri di Bomarzo o Bosco Sacro
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Simbolismo e Significato

Dietro ogni scultura si nascondono riferimenti esoterici e simbolici. Molte figure rappresentano temi della mitologia classica o richiami all’alchimia, con significati più profondi di quel che si potrebbe pensare a prima vista.

Ad esempio, la Sfinge non è solo una statua imponente: racchiude enigmi filosofici e ammonimenti. Il Drago e l’Orco sono spesso interpretati come allegorie delle paure interiori da affrontare durante il percorso della vita.

Il percorso stesso sembra una sorta di viaggio iniziatico. Anche la Casa Pendente suggerisce la precarietà del mondo terreno, mentre Ercole rappresenta la forza d’animo necessaria per superare ogni difficoltà.

La Casa Pendente al Parco Dei Mostri di Bomarzo o Bosco Sacro
La Casa Pendente al Parco Dei Mostri

Molti hanno cercato di interpretare i messaggi che si celano nelle iscrizioni e nelle forme, ma il mistero rimane parte del fascino del Sacro Bosco. Questo mix di simboli stimola chiunque voglia cercare un senso più profondo oltre l’apparenza.

Percorso di Visita

All’ingresso, vi forniranno una mappa che vi guiderà nell’itinerario. La mappa non solo indica il sentiero principale e il senso consigliato, ma riporta anche i nomi e la posizione delle principali sculture e dei monumenti.

Per non perdersi tra statue ed i vialetti, basta seguire i cartelli e le frecce: è quasi impossibile sbagliare strada (a meno che non lo facciate per spirito di avventura).

Le mappe sono disponibili anche in PDF sul sito ufficiale, potete scaricare la mappa direttamente da qui.

Lasciatevi tentare dalle deviazioni: ogni tanto capita che, dietro un cespuglio, ci sia un elefante di pietra che non aspetta altro che essere fotografato.

Elefante al Parco dei Mostri
Elefante al Parco dei Mostri

Informazioni Utili per la Visita

Fate un piccolo programma e pensate di visitare con comodo in un paio d’ore, esclusi gli spostamenti.

Dea delle messi e madre di Proserpina, è rappresentata come una gigantesca donna recante un cesto di spighe sul capo e nelle mani una fiaccola e la cornucopia. Attorno a lei si scorgono figure di creature del bosco.
Cerere: Dea delle messi e madre di Proserpina, una gigantesca donna con un cesto di spighe sul capo e nelle mani una fiaccola e la cornucopia.

Orari (consultare sempre il sito ufficiale)

Gli orari di apertura del parco variano secondo la stagione,

Il Parco è aperto tutti i giorni dell’anno tranne a Natale con orario continuato.

  • da Novembre a Febbraio: dalle 09.00 alle 17.00
  • da Marzo (con ora legale) a Settembre: dalle 09.00 alle 19.00
  • ad Ottobre: dalle 09.00 alle 18.00

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

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Prezzi

Per quanto riguarda i prezzi, il biglietto intero per l’ingresso costa 13 euro (14 se lo comprate online sul sito ufficiale – aggiornato a maggio 2025), mentre sono previste tariffe ridotte di 8 euro per bambini (9 euro online sul sito ufficiale), oltre a tariffe speciali per gruppi.

Il pagamento può essere effettuato in contanti o con carte ed il biglietto può essere acquistato anche online sul sito ufficiale. Potete comprare il biglietto anche qui*, se avete già un account con GetYourGuide e volete approfittare della cancellazione gratuita fino al giorno prima. Costa 2 euro in più…

Maggiori dettagli aggiornati sugli orari e sui prezzi si trovano sul sito ufficiale.
La Panca Etrusca del Parco Dei Mostri di Bomarzo o Bosco Sacro
La Panca Etrusca del Parco Dei Mostri di Bomarzo o Bosco Sacro
VOI CHE PEL MONDO GITE ERRANDO VAGHI
DI VEDER MARAVIGLIE ALTE ET STUPENDE
VENITE QUA DOVE SON FACCIE HORRENDE,
ELEFANTI, LEONI, ORSI, ORCHI ET DRAGHI

Come Arrivare al Parco dei Mostri

Bomarzo si trova in provincia di Viterbo e il parco è più facilmente raggiungibile in macchina.

Per chi arriva da lontano tramite autostrada A1, uscita Attigliano, poi pochi chilometri seguendo le indicazioni per Bomarzo. Per chi arriva da Viterbo con la Superstrada Viterbo-Orte, uscita Bomarzo.

Per chi preferisce muoversi con i mezzi pubblici, la soluzione più pratica è il treno fino alla stazione di Orte Scalo e poi con l’autobus tutti i giorni tranne la domenica. In alternativa potete prendere un taxi.

Servizi e Accessibilità

All’interno del parco sono disponibili vari servizi utili: c’è un’ area picnic immersa nel verde, un’area giochi per i più piccoli, un bar con paninoteca e c’è anche un ristorante, inaugurato nel 2021.

C’è, ovviamente, anche un piccolo negozietto per i souvenir e un bookshop dove acquistare le pubblicazioni che parlano del Sacro bosco, ma anche di altri argomenti, troverete sicuramente il modo di lasciare un pezzo di portafogli.

La visita al parco è accessibile anche a persone con mobilità ridotta, anche se alcuni sentieri possono risultare un po’ impegnativi per via del terreno irregolare. È consigliabile indossare scarpe comode e portare acqua, soprattutto nei mesi caldi.

I cani non sono ammessi, ma per gli amici a quattro zampe sono disponibili box all’ingresso dove, se sono abbastanza confidenti, li potete lasciare giusto il tempo di godervi la visita (cosa che non avrei mai potuto fare con il mio morbosissimo Amabuq)

Rappresentazione di Nettuno nel Bosco Sacro
Rappresentazione di Nettuno nel Bosco Sacro. Dio dei mari, adagiato su un letto d’acqua, come le divinità fluviali d’epoca romana, con un delfino in mano.

Eventi e Attività Speciali

Il parco è disponibile anche per i matrimoni! La struttura collegata al Sacro Bosco è, infatti, riconosciuta come Casa Comunale e offre pertanto la possibilità di celebrare matrimoni civili. Per info guardate sul sito.

Controllate sul sito le eventuali le aperture serali straordinarie, come quella avvenuta il 30 agosto 2024, purtroppo non frequenti

Parco dei Mostri di Bomarzo: scoprite il lato più bizzarro del Lazio » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Sistemazioni Vicino al Parco

Nei dintorni del Parco dei Mostri ci sono numerosi bed & breakfast, agriturismi e hotel per tutte le esigenze. Noi abbiamo soggiornato presso Oasi del Verde*, a Soriano nel Cimino che consiglio soprattutto per la gentilezza e le fantastiche colazioni. Altre opzioni sono strutture come La Casa del Sole* (9,1 su Booking), La Dimora nel Castello* o l’Hotel Umbria* ad Attigliano, tutte facilmente raggiungibili dal parco.

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FAQ Parco dei Mostri di Bomarzo

Se siete pronti a tuffarvi tra sculture straordinarie e alberi misteriosi, preparatevi: il Parco dei Mostri di Bomarzo non è la solita passeggiata.

Quali sono gli orari di apertura del Parco dei Mostri?

Il Parco è aperto tutti i giorni dell’anno tranne che a Natale, con orario continuato.
– da Novembre a Febbraio: dalle 09.00 alle 17.00
– da Marzo (con ora legale) a Settembre: dalle 09.00 alle 19.00
– ad Ottobre: dalle 09.00 alle 18.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Quanto tempo è consigliato dedicare per visitare il Parco dei Mostri?

Per esplorare con calma tutte le sculture e gli angoli insoliti, vi consigliamo di mettere in conto circa due ore. Gli amanti della fotografia o chi viaggia con bambini può voler trascorrere anche un po’ di tempo in più.
Chi ama fermarsi a leggere ogni cartello? Beh, pensate ad una mezza giornata.

È possibile acquistare i biglietti per il Parco dei Mostri online?

Sì, i biglietti si possono acquistare comodamente online attraverso il portale ufficiale e alcuni rivenditori autorizzati. Questo vi farà saltare eventuali code, un piccolo lusso che si apprezza soprattutto nei weekend affollati.
Verificate la disponibilità di tariffe ridotte o offerte per i gruppi prima della prenotazione. Potete comprare il biglietto anche qui*, se avete già un account con GetYourGuide e volete approfittare della cancellazione gratuita fino al giorno prima.

Quali sono le attrazioni principali all’interno del Parco dei Mostri da non perdere?

Tra le sculture imperdibili ci sono l’Orco dalla bocca spalancata, la Casa Pendente e il Drago. Non dimenticate di cercare il Nettuno e la tartaruga gigante: sono tappe perfette per una foto di gruppo.
Ogni angolo offre una sorpresa!

Parco dei Mostri di Bomarzo: scoprite il lato più bizzarro del Lazio » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

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Pubblicato: 15/05/2025
Vesak il compleanno del Buddha in Thailandia Laos Cambogia Vietnam

Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico

di Max Pubblicato: 09/05/2025
Indocina Scritto da Max

Il Vesak, insieme al Songkran (il capodanno) e al Loi Krathong, è una delle ricorrenze molto sentite in Thailandia ed in tutti i paesi del sud-est asiatico.

Vesak, infatti, è il giorno del compleanno del Buddha, una festa che in ogni paese assume un nome diverso: Buddha Purnima o Buddha Jayanti in India e Nepal, Visak Bochea in Cambogia, Kinh Mung Phat Dan in Vietnam o Visakha Bucha in Thailandia

E’ un giorno di festeggiamenti in tutti i paesi buddisti, una giornata dove ognuno celebra secondo le proprie tradizioni.

Programmare un viaggio durante questi eventi, come durante il capodanno, può essere l’occasione per sperimentare qualcosa di diverso e di veramente unico nei paesi del sud-est asiatico e non solo.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Che cosa è il Vesak?

Il Vesak è il giorno più sacro per milioni di buddisti in tutto il mondo e rappresenta simbolicamente non solo il giorno della nascita, ma anche quello dell’illuminazione e della ascesa al Paranirvana del Buddha Sakyamuni o Buddha Originario (Siddharta Gautama).

I momenti fondamentali della vita del Buddha

  • Nascita del Buddha: secondo la tradizione, la regina Maya, madre del Buddha, sognò un elefante bianco che le entrava nel fianco destro: gli indovini predissero la nascita di un essere speciale. Buddha nacque nel giardino di Lumbini e, appena nato, fece sette passi e dichiarò che quella sarebbe stata la sua ultima rinascita.
  • Illuminazione: dopo anni di ricerca spirituale, Siddhartha Gautama si sedette sotto l’albero della Bodhi a BodhGaya e, dopo una notte di meditazione profonda, raggiunse l’illuminazione, diventando il Buddha (Risvegliato). Questo momento è raffigurato nelle numerosi immagini del Buddha nella posizione di Bhumisparsha Mudra presenti nei Templi Buddisti.
  • Parinirvana: all’età di 80 anni, il Buddha morì a Kushinagar e raggiunse il Parinirvana, la liberazione completa dal ciclo delle rinascite. Questo momento è raffigurato nelle numerose immagini del Buddha Sdraiato presenti nei Templi Buddisti
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Origini storiche del Vesak

La prima celebrazione del Vesak come festività buddista risale ai tempi antichi, ma non esiste una data precisa e documentata per la “prima” celebrazione storica. Tuttavia, le fonti storiche e i testi buddisti indicano che il Vesak venisse celebrato già nei primi secoli dopo la morte del Buddha (avvenuta, secondo la tradizione, intorno al 480 a.C.).

Illustrazione per articolo su Vesak - Il Compleanno del Buddha
Immagine del Buddha – Casa Museo di Jim Thompson – Bangkok

Origini Antiche

  • India antica: Dopo il Parinirvana del Buddha, i suoi seguaci iniziarono a commemorare gli eventi principali della sua vita, soprattutto durante la luna piena del mese di Vaisakha (aprile-maggio). Queste commemorazioni si diffusero con l’espansione del buddismo in Asia.
  • Regno di Ashoka (III secolo a.C.): L’imperatore Ashoka, grande sostenitore del buddismo, promosse la diffusione delle celebrazioni buddiste in tutto il suo impero e nei paesi vicini.

Vesak moderno

La celebrazione moderna e internazionale del Vesak come la conosciamo oggi, che unisce le tre ricorrenze (nascita, illuminazione e morte del Buddha in un unico giorno), fu formalmente riconosciuta solo nel 1950 durante la prima conferenza della World Fellowship of Buddhists a Colombo, in Sri Lanka. In questa occasione si decise di celebrare il Vesak in tutto il mondo buddista nella data della luna piena di maggio.

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In che giorno si celebra il Vesak

La ricorrenza del Vesak ha luogo in genere nel giorno della luna piena del mese di maggio o, secondo il calendario lunare, nel mese di Vesakha (in Pali) o Vaisakha (in sanscrito), il secondo mese del calendario lunare in uso in India e in alcuni paesi asiatici, che solitamente cade tra aprile e maggio.

Il termine Vesak è infatti derivato dal mese nel quale la festa viene celebrata nei paesi buddisti.

nomi dei mesi nei calendari buddisti indocina
Nomi dei mesi nei calendari buddisti in Indocina

Il fatto che la data sia differente di anno in anno dipende dal fatto che in molti paesi si utilizzano il calendario lunare e quindi le ricorrenze, rapportate al calendario gregoriano comunemente usato in occidente, risultano avere date differenti. Un po’ come la Pasqua Cristiana che si celebra la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera…

Ecco le date previste nei prossimi anni (prendendo come riferimento la Thailandia)

  • 2025: 12 maggio
  • 2026: 1 maggio
  • 2027: 20 maggio
  • 2028: 8 maggio
  • 2029: 27 maggio
  • 2030: 16 maggio

Queste date sono stimate e possono variare leggermente a seconda delle tradizioni locali. È sempre una buona idea verificare con le comunità buddiste locali per confermare le date esatte delle celebrazioni.

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Come si celebra il Vesak in generale

Le celebrazioni variano da paese a paese, ma ci sono alcuni elementi comuni:

  • Visita ai templi: I fedeli si recano nei templi, offrono fiori, incenso e candele davanti alle statue del Buddha.
  • Meditazione e preghiere: Si recitano sutra e si pratica la meditazione, riflettendo sugli insegnamenti del Buddha.
  • Offerte e atti di gentilezza: Si fanno donazioni ai poveri, si liberano animali in segno di compassione, si praticano atti di bontà.
  • Decorazioni: Templi e case vengono decorati con lanterne colorate, bandiere e immagini del Buddha.
  • Processioni e spettacoli: In molti paesi si organizzano processioni, danze tradizionali e rappresentazioni teatrali della vita del Buddha.
  • Digiuno o pasti vegetariani: Alcuni praticanti scelgono di non mangiare carne in questo giorno, dedicandosi a un’alimentazione più semplice e compassionevole.
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Il Vesak in Thailandia – Visakha Bucha

In Thailandia, come in Laos, Singapore e Indonesia, il la festa si celebra il quattordicesimo o quindicesimo giorno del quarto mese del calendario lunare cinese. La ricorrenza prende il nome locale di Visakha Bucha – 11 e 12 maggio nel 2025.

Durante le cerimonie vengono fatte offerte al Buddha e le statue, nei templi più grandi e tradizionali, vengono ricoperte di foglietti dorati. Durante la celebrazione del Visakha Bucha è tradizione preparare del budino di riso indiano, il Kheer, che si ritiene che sia stato il pasto che pose fine al periodo di ascesi estrema di Siddharta Gautama, permettendo così di spianargli la strada all’illuminazione.

Illustrazione per articolo su Vesak - Il Compleanno del Buddha
Immagine del Buddha a Sukhothai – Thailandia

Seguendo i principi che ispirano la festa, i buddisti si recano ai templi per pregare e portare offerte ai monaci al fine di guadagnarsi dei meriti, spesso per l’occasione indossando un vestito bianco sinonimo di purezza. A volte, sempre con l’obiettivo dei guadagnare dei meriti, vengono anche liberati uccelli e pesci detenuti in cattività.

Nei templi più attivi vengono organizzate processioni con i monaci durante le quali si portano una candela, che rappresenta l’Illuminazione, tre bastoncini di incenso che simboleggiano il Buddha, il Dharma (i precetti) e la Sangha (la comunità monastica) e un fiore di loto, simbolo della purezza degli insegnamenti del Buddha.

La Thailandia è forse uno degli stati nei quali le celebrazioni sono più sentite e ci sono alcuni luoghi come Chiang Mai, Sukhothai e Ayutthaya, dove assistervi è un vero spettacolo. Anche a Bangkok però è partecipare ai festeggiamenti nei templi più importanti come il Wat Po, il Wat Phra Kaew e nel moderno Wat Dhammakaya.

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Il Vesak in Cambogia – Visak Bochea

In Cambogia il nome della ricorrenza è Visak Bochea e viene celebrata nel giorno di luna piena del mese di Phisak del Calendario Buddista. 

Illustrazione con immagine del Buddha seduto per articolo su Vesak in Thailandia Cambogia Vietnam
Illustrazione con immagine del Buddha seduto per articolo su Vesak in Thailandia, Cambogia, Vietnam

Per questa occasione uno dei propositi è quello portare un po’ di gioia o almeno di sollievo alle persone meno fortunate, agli anziani ed a coloro che vivono delle difficoltà, offrendo loro vicinanza e conforto spirituale, oltre a offerte e regali sotto forma di cibo, beni materiali o, a volte, denaro. 

Leggi anche Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin)
Illustrazione per articolo su Vesak - Il Compleanno del Buddha
Statua del buddha in un Tempio in Thailandia

Nella pratica, la maggior parte delle persone osservanti dedicano la giornata alla visita delle Pagode per ascoltare gli insegnamenti del Buddha e per ricevere benedizioni dai monaci, portando in cambio cibo, candele e fiori. Offrire cibo e doni al Buddha attraverso i monaci significa ottenere meriti per la vita presente e quella successiva.

In genere durante il giorno si svolgono anche piccole processioni o pellegrinaggi che vengono seguiti da persone di ogni età che portano candele, bastoncini d’incenso e fiori di loto. Anche la processione è vista come una forma di offerta e di venerazione.

In Cambogia il Buddismo è una religione di stato, pertanto in questa giornata speciale, molte delle cerimonie sono presiedute da alti funzionari del governo reale.

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Il Vesak in Vietnam – Phat Dan

In Vietnam la festa è nota come Phat Dan e non è un giorno festivo ufficialmente riconosciuto, tuttavia, questa festa ha una valenza religiosa e culturale importante, in una società ancora influenzata dalla cultura buddista, sebbene dichiaratamente laica.

Anche in Vietnam il principio ispiratore della celebrazione del Phat Dan è quello di portare un po’ di gioia alle persone sfortunate, ai malati ed agli anziani, condividendo momenti di armonia.

Durante questa ricorrenza i buddisti Vietnamiti onorano quelli che nella tradizione Mahayana sono i Tre Gioielli: il Buddha, il Dharma (la legge) e la Sangha (la comunità monastica). In privato o nelle Pagode si offrono fiori ed altri doni, mentre i più osservanti ascoltano i sermoni dei Monaci, si attengono in maniera più restrittiva i precetti e fanno opere di beneficenza.

Nella pratica si fa elemosina offrendo doni e denaro ai deboli della comunità, si fa del volontariato e si decorano i templi. In alcune località si ricreano scene della vita del Buddha, vengono offerti pasti vegetariani (detti anche “di magro”), si tengono semplici parate o cerimonie serali con le lanterne lungo i fiumi.

Nel 2019 il Vesak delle Nazioni Unite per la terza volta è stato celebrato in Vietnam, presso il più grande complesso di pagode del Paese sulle rive del lago Tam Chuc, nella provincia di Ha Nam. Alla cerimonia hanno partecipato più di 300 monaci e 10.000 buddisti e sono state accese più di 40.000 lanterne a forma di fiore di loto che sono state poi messe in acqua ed hanno illuminato il lago con uno spettacolo incredibile (fonte).
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Il Vesak in Italia

In Italia il Vesak si celebra l’ultima domenica di maggio, sulla base di un accordo tra l’Unione Buddista Italiana e il Governo italiano, 

Fino al 2012, ogni anno è stata scelta una diversa città per le manifestazioni religiose e per i congressi più importanti, mentre dal 2014 al 2019, gli eventi si sono svolti in più luoghi contemporaneamente.

Dopo la pausa forzata del Covid, le celebrazioni del 2022 si sono tenute a Torino e nel 2023 a Palermo, riprendendo le vecchie abitudini di celebrare l’avvenimento in una località specifica ogni anno.

Le celebrazioni del Vesak indette dall'Unione buddista Italiana per il 2025 si terranno il
23-24-25 maggio alla Fabbrica del Vapore, in Via Giulio Cesare Procaccini, 4 a Milano

Il Vesak 2025 assume un significato speciale per i buddisti italiani e per l’Unione Buddhista Italiana (UBI), che quest’anno celebra il quarantesimo anniversario della sua fondazione.

Nata nel 1985 per rappresentare le diverse tradizioni buddiste in Italia, UBI ha costruito un dialogo tra buddismo e società italiana.

Milano, crocevia di culture e spiritualità, è stata scelta come luogo simbolico per celebrare questo Vesak speciale, affermando l’integrazione del Dharma nella società e l’importanza della saggezza buddista per affrontare le sfide globali.

Il tema scelto per quest’anno: La Cura invita a coltivare la cura come pratica spirituale e responsabilità collettiva, in un’epoca segnata da crisi e fratture sociali.

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Il Vesak nel mondo

L’Assemblea Generale delle Nazioni unite, con la sua risoluzione 54/115 del 1999, ha riconosciuto l’interesse del Vesak a livello mondiale, tanto da dedicarle una celebrazione ufficiale presso la sede delle Nazioni Unite e in altri uffici sparsi per il mondo. A dirla proprio tutta, sul sito delle Nazioni Unite non si trova che una scarna pagina, con poche righe di auguri firmate dal Segretario, non si parla delle celebrazioni.

Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico » https://www.massimobasso.com/articoli/page/6/

Faq Vesak

Cos’è il Vesak?

Il Vesak è una festività buddista, che celebra la nascita, l’illuminazione e il parinirvaṇa (morte) del Buddha Siddharta Gautama.

Quando si celebra il Vesak?

Il Vesak viene celebrato durante il plenilunio del mese di Vesak, che varia ogni anno in base al calendario lunare. Solitamente, cade tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Cosa si fa durante Vesak?

Le celebrazioni del Vesak variano a seconda delle tradizioni locali, ma generalmente includono preghiere, meditazioni, offerte di cibo ai monaci, processioni con lanterne e decorazioni di templi con fiori e luci. Alcuni praticanti partecipano anche a cerimonie di liberazione di animali come atto di compassione.

Qual è il significato del Vesak per i buddisti?

Il Vesak è un momento di riflessione e rinnovamento spirituale per i buddisti. Rappresenta un’opportunità per onorare la vita e gli insegnamenti del Buddha, praticare la compassione, la generosità e la saggezza, e rafforzare il proprio impegno verso il cammino buddista.

Il Vesak è celebrato allo stesso modo in tutto il mondo?

No, le celebrazioni del Vesak possono variare notevolmente a seconda delle tradizioni culturali e regionali. Ad esempio, in Sri Lanka, è comune vedere processioni con carri illuminati, mentre in Thailandia si organizzano grandi cerimonie nei templi. In altri paesi, le celebrazioni possono essere più riservate e concentrate sulla meditazione e la preghiera.

Come posso partecipare alle celebrazioni del Vesak?

Se desiderate partecipare alle celebrazioni del Vesak, potete visitare un tempio buddista durante il periodo del plenilunio di Vesak, partecipare alle cerimonie e attività organizzate, e praticare atti di generosità e compassione. Anche se non siete buddisti, molte comunità accolgono i visitatori interessati a conoscere e rispettare la tradizione.

Thailandia

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Organizziamo il tuo prossimo viaggio in Thailandia

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Pubblicato: 09/05/2025
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