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Articoli Recenti

immagine di copertina come fare il caffè vietnamita ca phe sura da caffè ghiaccciato

Il caffè Vietnamita come farlo e dove gustarlo

di Max Pubblicato: 24/04/2023
Indocina Scritto da Max

Il caffè vietnamita, come si fa e da dove deriva la tradizione

Il caffè vietnamita è una tradizione ed un’abitudine in Vietnam paragonabile a quella dell’espresso in Italia. Dolce, amaro, freddo ghiacciato o, meno sovente, anche caldo, il caffè, come in ogni parte del mondo, si beve ovunque, ma quello vietnamita ha delle particolarità. 

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Il caffè vietnamita, come si fa e da dove deriva la tradizione
  • Cenni storici sul caffè in Vietnam
    • Informazioni sul caffè vietnamita
  • La mia prima esperienza col caffè vietnamita
  • Vietnam lifestyle
  • Gusto e cultura
  • Caffè e tè freddo compagni in Vietnam
  • Come si prepara il caffè vietnamita
  • Guida alla preparazione passo dopo passo
  • Fonti e Crediti
  • English Version

Cenni storici sul caffè in Vietnam

Il caffè fu introdotto in Vietnam nel 1857 da un prete cattolico francese che importò nel paese delle piante di caffè Arabica. Nel giro di pochi decenni la coltura ebbe una forte espansione e già nel 1890, i francesi avevano creato una fiorente industria del caffè nella regione dell’Annam (Vietnam centrale). 

Nel 1950 fu costruito il primo vero e proprio impianto di trasformazione ed il Vietnam divenne il principale produttore di caffè dell’Asia.La produzione fu messa in crisi negli anni ‘70 dello scorso secolo, a causa della guerra, ma già dai successivi anni ’90, il Vietnam diventò di nuovo il secondo esportatore di caffè al mondo.

Da italiani è curioso apprendere che i principali esportatori di caffè torrefatto al mondo sono Svizzera, Germania e Italia, mentre per quanto riguarda il green coffee, ovvero il caffè nella fase precedente la tostatura, i principali esportatori sono Brasile, Vietnam e Colombia (Fonte: Statista). 

Quindi in qualche modo siamo un po’ simili.

Tazze per il caffè vietnamita
Tazze per il caffè vietnamita

Informazioni sul caffè vietnamita

Attualmente, la robusta costituisce circa il 95% della produzione di caffè del Vietnam, mentre l’arabica costituisce il restante 5%.  

Oggi, la robusta vietnamita viene venduta ad acquirenti che spesso la tostano e la trasformano in caffè istantaneo, ecco perché il Vietnam non è noto in Italia per la produzione di caffè, noi consumiamo principalmente arabica

La mia prima esperienza col caffè vietnamita

Di solito mi sveglio presto al mattino, specialmente quando sono in vacanza, per non perdermi nulla del viaggio.. il mio motto è: si può dormire anche a casa.

Una delle prime mattine a Saigon sono uscito per fare colazione fuori dall’hotel. La sera prima avevo notato un piccolo caffè decisamente carino nella zona del mercato di Ben Thanh: Saigonese Baguette e volevo proprio fare colazione lì, per sperimentare quanto gusto francese è rimasto nel paese.

Non volevo per forza un caffè caldo, ma chiesi un caffè americano caldo, se possibile. Subito mi dissero che non era possibile, se avessi voluto qualcosa di caldo avrei dovuto bere un tè. Dissi che andava bene, ma mi dissero anche che se volevo un caffè, c’era la possibilità di averlo ghiacciato. Allora risposi che andava bene anche il caffè ghiacciato.

Fu la mia prima esperienza con il caffè vietnamita, e siccome era molto dolce e con un gusto molto deciso, mi piacque subito. La cosa più curiosa, però, fu che i ragazzi del caffè, per cercare di accontentarmi, anche se non avevo insistito, mi portarono in sequenza: caffè vietnamita, tè caldo, un caffè americano di fortuna e tè freddo.. e io ovviamente bevvi tutto per cortesia!

A proposito, i dolci per la colazione, anche se non proprio uguali a quelli francesi, sono buonissimi..

Saigonese baguette caffè ad Ho Chi Minh City Saigon
Saigonese baguette caffè ad Ho Chi Minh City Saigon

Vietnam lifestyle

Come già detto, al giorno d’oggi, il caffè, eredità della cultura francese, come la baguette, è parte integrante della cultura vietnamita e viene consumato, in linea di massima, in tre versioni:

  • Ca phe sura da, il caffè mescolato con latte condensato e ghiaccio
  • Ca phe den da, caffè puro, sempre mescolato con ghiaccio
  • Bac xiu, una versione meno forte e più dolce del Ca phe sura da

Mentre la maggior parte degli uomini vietnamiti preferisce bere il caffè nero, donne e turisti di solito scelgono la versione dolce.

Un’altra versione di questo modo fantasioso di fare il caffè è il Ca Phe Trung o caffè all’uovo. Anche questo il caffè viene preparato alla maniera vietnamita, con un buon caffè robusta, dopodiché viene guarnito con una creama simile allo zabaione, preparata con il tuorlo d’uovo, il latte condensato e lo zucchero.

Un’altra prelibatezza da provare!

Gusto e cultura

Sicuramente con il caffè vietnamita non è un amore a prima vista, specialmente per gli italiani e specialmente per i “fondamentalisti”. A molti turisti ed a coloro che si fermano poco nel paese, all’inizio il giusto non piace. Ci vuole più di qualche sorso perché il palato si abitui all’intenso sapore amaro del Ca phe den da o al gusto dolcissimo del Ca phe sura da. Ma una volta scoccata la scintilla è amore per sempre.

Ed il caffè diventa anche un rito. Occorre prendersi del tempo per attendere che il caffè filtri goccia a goccia e scenda pian piano nella tazza, diverso da “un espresso e via”, un momento di relax e di riflessione prima di partire con la giornata o per rallentare durante i momenti di maggiore stress. Penso che ci si possa abituare.

Caffè e tè freddo compagni in Vietnam

Il caffè vietnamita viene quasi sempre servito con una tazza di tè freddo dal sapore molto delicato (tra da), qualcosa senza cui i vietnamiti non possono immaginare di bere il loro caffè, un po’ come il bicchierino di acqua frizzante.

Come si prepara il caffè vietnamita

Il sapore profondo del caffè vietnamita si ottiene utilizzando il latte condensato come crema e dolcificante e un processo di filtrazione a tazza singola, utilizzando uno speciale filtro in acciaio chiamato Cafe Phin.

Il caffè macinato viene messo nel filtro, che viene posto sopra una tazza riempita con una generosa quantità di latte condensato. L’acqua bollente versata nel filtro metallico scende lentamente nella tazza e si mescola con il latte condensato, dopodiché il tutto viene mescolato con un cucchiaio, ottenendo una bevanda eccezionale.

In genere viene poi aggiunta la giusta quantità di ghiaccio ed il gioco è fatto. L’aroma, anche se mitigato dal latte condensato, è molto più forte del caffè in stile occidentale.

I filtri per caffè in metallo vietnamiti possono essere acquistati anche online: vedi qui.

Guida alla preparazione passo dopo passo

cafe phin tazza caffè vietnamita
Cafe Phin tazza per il caffè vietnamita
  • Riempi un bicchiere grande di ghiaccio.
  • Usa un autentico caffè vietnamita, come Trung Nguyen, ovviamente se lo compri in vietnam costa meno e, sicuramente ce ne altri sono più a buon mercato anche online, solo meno autentici. Verrebbe da chiedersi quali siano le differenze fra i vari numeri del caffè Trung Nguyen (e mi sembra un dubbio legittimo), potete trovare qui una tabella comparativa delle diverse miscele. 
  • Metti 20 g di caffè macinato in una piccola ciotola.
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 1,2 e 3
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 1,2 e 3
  • Prepara 2 cucchiai da tavola di latte condensato in una piccola tazza da tè o caffè.
  • Metti il filtro inferiore e la tazza in metallo sopra la tazza da tè.
  • Riempi la tazza di metallo con caffè macinato.
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 4,5 e 6
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 4,5 e 6
  • Inserisci la pressa di metallo in modo che si adatti perfettamente al caffè, ma non premere verso il basso, aggiungi 20 ml di acqua bollente e lasciala sgocciolare attraverso il filtro.
  • Aggiungi altri 45 ml di acqua bollente.
  • Metti il coperchio sulla tazza di metallo e attendi che tutta l’acqua passi attraverso il filtro (circa 5 minuti).
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 7,8 e 9
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 4,5 e 6
  • Togli il filtro dalla tazza da tè.
  • Mescola caffè e latte condensato con un cucchiaio fino a quando non saranno ben amalgamati.
  • Versa il caffè sul ghiaccio e gustati la bevanda!
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 10,11 e 12
Come fare il caffè vietnamita, passaggi 10,11 e 12

Fonti e Crediti

Articolo originale su https://www.nextdestinationvietnam.com/specials/vietnamese-coffee (non più in linea)

Perfect Daily Grind https://perfectdailygrind.com/2021/12/a-breakdown-of-vietnamese-coffee-producing-regions/

The Woks of Life https://thewoksoflife.com/how-to-make-vietnamese-coffee/

Delicious Vietnam https://deliciousvietnam.net/ca-phe-den-da-vietnamese-iced-black-coffee/

Hey Explorer https://heyexplorer.com/vietnamese-coffee-culture/

Immagine di copertina di vinden

English Version

Here you can download the english version (original pdf)

vietnamese-coffeeDownload
Pubblicato: 24/04/2023
Ballerine di Danza Apsara Robam Tep Apsara

Danza Apsara o Balletto Reale della Cambogia – Apsara Dance

di Max Pubblicato: 22/04/2023
Indocina Scritto da Max

La Danza Apsara o Apsara Dance o Robam Tep Apsara

La Danza Apsara chiamata anche Robam Tep Apsara o Apsara Dance è il famoso balletto reale della Cambogia che nel tempo è stato esportato anche in altri paesi quali la Thailandia, il Laos e, in ultimo, negli Stati Uniti. 

Lo spettacolo fu rappresentato al di fuori dei confini nazionali per la prima volta agli inizi degli anni ’60 dello scorso secolo con il nome The Khmer Royal Ballet o Robam Tep Monorom. La prima ballerina reale ad interpretare questo ruolo fu Norodom Bopha Devi, una figlia di Norodom Sihanouk.

La danza Apsara si ispira allo stile delle numerose statue Apsara che si possono ammirare nei templi di Angkor, testimonianza dell’epoca d’oro degli antichi regni Khmer.

English version at the bottom of the article

Scarica il PDF da Issuu o leggi altri articoli sulla Cambogia

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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  • La Danza Apsara o Apsara Dance o Robam Tep Apsara
  • Storia
    • Splendore e decadenza
  • La rinascita della danza Apsara
  • La Danza Apsara Oggi
  • La Danza Apsara Patrimonio Unesco
  • Contenuto sponsorizzato
  • Video del Balletto Reale della Cambogia
  • English Version Cambodia Apsara Dance

Storia

Bassorilievo con ballerina di Danza Apsara -Apsara Dance - Robam Tep Apsara
Bassorilievo con ballerina di Danza Apsara -Apsara Dance – Robam Tep Apsara

La Danza Apsara è una delle principali forme di danza Khmer e trae le sue origini dall’antica danza tradizionale popolare. Le radici di questa danza vanno ricercate nell’animismo e nelle pratiche magiche, che si fusero con le credenze religiose dell’induismo a partire dal I secolo d.C. 

Queste danze, ispirate alla mitologia riproducevano i mitici movimenti attribuiti alle ninfe celesti, chiamate appunto Apsara. Tuttavia, durante i regni di Jayavarman II e Jayavarman VII, e durante tutto il periodo Agkoriano, la pratica assunse connotati unici, con l’aggiunta di movimenti e significati tipici della cultura del tempo. Nel corso del XIII secolo la danza sviluppò quindi un proprio carattere ed una identità tipica della cultura Khmer differenziandosi da quella Indiana e da ogni altra forma di danza nel mondo. 

La Danza Apsara presentava infatti movimenti morbidi e sinuosi, accompagnati da musica khmer tradizionale ad alto volume e diventò di fatto uno spettacolo esclusivo per una platea elitaria, costituita principalmente dalla famiglia reale e dagli ospiti di corte

Non ci sono testimonianze sull’identità delle danzatrici, nessuna delle quali fu mai famosa al punto di essere citata nelle testimonianze giunte fino a noi, ma pare che durante il periodo di Angkor ci fossero a corte qualcosa come 3.000 danzatrici dedicate a questa attività. 

Bassorilievo con danzatrici Apsara
Bassorilievo con danzatrici Apsara

Splendore e decadenza

Tra i XII e il XV secolo la danza ebbe il suo periodo di massimo splendore fino all’epoca dell’invasione di Angkor da parte del regno Thai ed il conseguente saccheggio di Angkor. Con esso molte delle danzatrici Apsara furono deportate in Thailandia e di conseguenza il Balletto Reale della Cambogia (Cambodia Royal Ballet), conobbe un rapido declino dal quale non si riprese più e degli antichi fasti rimase solo la testimonianza nei bassorilievi di Angkor.

Nel corso dei secoli successivi non si ebbero più performance pubbliche, ma la danza rimase viva e praticata in forma più contenuta, sia in quel che rimaneva delle corti, sia nelle tradizioni popolari, soprattutto nell’area di Siem Reap e di Surin, ora in Thailandia. La danza tuttavia perse parte della sua originalità a causa della conoscenza incerta delle origini, soprattutto nella zona thailandese.

La rinascita della danza Apsara

Nel 1940, la regina Sisowath Kosamak Naryrath, moglie del re Norodom Suramarit, invitata alla scuola elementare di Sothearath, vide che la maestra della scuola preparava uno spettacolo che si ispirava alla tradizione dell’antica Danza Apsara di Angkor. La maestra aveva preparato costumi di carta, corone, fiori ed il tradizionale Sampot, la lunga gonna attillata ispirata ai bassorilievi di Angkor Wat e molto usata in epoca antica.

Ballerina di Danza Apsara- Apsara Dance - Robam Tep Apsara
Ballerina di Danza Apsara

La regina ebbe così l’idea di riportare la danza Apsara agli antichi fasti e spronò la sua prima nipote, la principessa Norodom Bopha Devi, una figlia di Norodom Sihanouk a prepararsi ed allenarsi per diventare la prima Apsara dei tempi moderni. La principessa cominciò a praticare la danza da quando aveva 5 anni e fece la sua prima performance come danzatrice Apsara durante il regno del re Norodom Sihanouk.

Nel 1967, la giovane e minuta principessa, vestita di seta e gioielli scintillanti, si esibì sotto le stelle nel padiglione aperto all’interno delle mura del palazzo, accompagnata dalla compagnia di danza reale e dall’orchestra Pinpeat, l’orchestra reale con gong, tamburi, xilofoni, corni e strumenti a corda. 

La regina Sisowath Monivong Kossomak Neary Rath Vattana scelse la nipote Norodom Bopha Devi quando era solo una bambina e ne fece l’ambasciatrice della nuova versione del classico balletto Cambogiano, la nuova Apsara di una danza vecchia di 2000 anni fatta di gesti sinuosi delle mani e aggraziati movimenti del corpo, con profondi significati storici ed evocativi

Norodom Bopha Devi fu l’artefice della rinascita della cultura, divenne il simbolo della danza classica Khmer, sopita da XV secolo, quando con l’invasione Thai svanì la gloria di Angkor e con essa il dominio culturale Khmer del sud-est asiatico. 

La Danza Apsara Oggi

Nel far rivivere la danza classica, la regina Kossomak e la principessa Bopha Devi hanno restituito la danza non solo al mondo ma anche – per la prima volta dopo secoli – al popolo cambogiano, trasformandola in un fenomeno popolare e culturale

Questa nuova versione della danza Apsara nel tempo ha acquisito uno stile moderno, più tranquillo e differente dalla Danza Apsara di Angkor Wat a partire dai vestiti, dalla corona, stile ecc. Lo stile ha continuato ad evolversi, ma la cosa più importante per il pubblico odierno è che la nuova Apsara Dance non è rimasta un fenomeno elitario, riservato al Re ed alla sua corte, ma chiunque ne può godere ed ammirarne la bellezza.

La Danza Apsara Patrimonio Unesco

La Danza apsara è stata iscritta nel 2008 (3.COM) nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità (originariamente proclamata nel 2003) Vedi il link: Patrimonio Unesco

Contenuto sponsorizzato

Video del Balletto Reale della Cambogia

post originale sul sito Web of Cambodia - https://www.web-cambodia.com/en/article/Cambodian_Apsara_Dance-36065.html

English Version Cambodia Apsara Dance

Originally Posted by Web of Cambodia. Dance

You can download original post here (PDF)

cambodian-apsara-danceDownload
Pubblicato: 22/04/2023
Naga davanti alla Pagoda Wat Phnom a Phnom Penh

Naga, i mitologici serpenti in Cambogia

di Max Pubblicato: 20/04/2023
Indocina Scritto da Max

Naga, tradizioni e storia del mitologico serpente

I Naga sono delle creature mitologiche metà uomo e metà serpente presenti nella mitologia induista vedica e nella tradizione orale dal V millennio a.C. Nel tempo la figura dei Naga è stata mutuata da diverse tradizioni e diventata comune nell’Induismo, nel Buddismo e nel Giainismo.

La parola Naga deriva dal sanscrito: nag che significa serpente. Questa rappresentazione fa parte della cultura popolare e queste figure si ritrovano spesso nei bassorilievi e nelle sculture dei templi. Nel Sud dell’India si ritiene che donino la fertilità ai fedeli e sono considerati i servi di Varuna, dio vedico delle tempeste. In Cambogia sono ricorrenti nelle decorazioni dei templi, sia antichi che moderni e così pure nelle usanze popolari.

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  • Naga, tradizioni e storia del mitologico serpente
  • Iconografia
  • Popolarità di Naga in Cambogia
  • I Naga nella tradizione popolare Khmer 
    • La leggenda di Preah Thong e Neang Neak
  • I Naga nelle sacre scritture dell’Induismo
    • L’origine dei Naga nell’Induismo
  • Le figure dei Naga nel Buddismo
    • Usanze buddiste legate al culto dei Naga
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Iconografia

Le figure dei Naga sono comuni all’Induismo, al Buddismo e al Giainismo e, a seconda delle occasioni, essi vengono raffigurati con forme differenti. Essi possono infatti assumere sembianze interamente umane che portano serpenti sulla testa e sul collo, un aspetto metà umano e metà serpente o a volte semplicemente la forma propria dell’animale. 

A volte vengono raffigurati con una sola testa, a volte con molte teste, a volte solitari, a volte in gruppo. In molti templi di Angkor le rappresentazioni dei Naga si trovano sugli architravi e sulle balaustre e molto spesso si trovano a protezione degli ingressi o dei ponti.

Naga davanti alla Pagoda Wat Phnom a Phnom Penh
Naga davanti alla Pagoda Wat Phnom a Phnom Penh

Popolarità di Naga in Cambogia

Tre sono le motivazioni principali della popolarità delle figure di Naga nella società Khmer: 

  • la credenza che il popolo Khmer discenda dai Naga stessi
  • gli insegnamenti delle sacre scritture dell’Induismo
  • la tradizione e gli scritti Buddisti

I Naga nella tradizione popolare Khmer 

La parola Naga in Khmer è presa in prestito dal Pali e dal Sanscrito e significa sublime e puro. È usata per indicare il Buddha o più in generale gli illuminati e gli arhat perché queste sono persone che si sono purificate dalle sofferenze terrene e non saranno più soggette al ciclo di morte e rinascita. 

Anche le persone di buona volontà o coloro che perseguono l’ordinazione come monaci buddisti possono essere chiamati Naga. 

Tuttavia, il senso comune della parola Naga fa pensare soprattutto al Grande Serpente, il cobra, inteso come animale sacro, oggetto di venerazione nella società Khmer e considerato un antenato.

La leggenda di Preah Thong e Neang Neak

Un giorno un bramino indiano di nome Kaundinya I, conosciuto poi come Preah Thong, seguendo una freccia che gli era apparsa in un sogno, salpò per il sud-est asiatico giungendo in un’isola chiamata KokThlok, dominata dalla principessa Naga di nome Soma (poi chiamata Neank Neak). 

Il bramino ingaggiò una battaglia per conquistare l’isola e sconfisse l’esercito della principessa Soma, ma, dopo la vittoria, si innamorò di lei e la volle sposare. La principessa fu d’accordo, a patto che l’unione fosse approvata dal padre della sposa, che viveva negli abissi marini. Fu così che Kaundinya si attaccò al mantello di Soma e si fece condurre nella profondità degli oceani.

Il padre della principessa concesse la figlia in sposa, e come dote, bevve le acque intorno all’isola, facendo apparire così la cima di una montagna, mentre la terra sottostante, prosciugata, divenne la Cambogia.

Kaundinya e Soma ed i loro discendenti presero il nome di Khmer e furono destinati ad essere i sovrani di Funan, Chenla e dell’Impero Khmer. Questo mito contribuisce anche a spiegare perché i più antichi templi Khmer, furono costruiti sulle cime delle montagne e perché ancora oggi le montagne stesse siano venerate come luoghi sacri.

Alcuni avvenimenti narrati nella leggenda sono tutt’ora parte del folklore popolare. Nella cerimonia nuziale Khmer, lo sposo deve tenere l’orlo dello scialle della sposa. Questo richiama il passo della leggenda quando Phreah Thong si aggrappa all’orlo dello scialle di Neang Neak per scendere nel mondo dei Naga.

Naga davanti al Palazzo Reale a Phnom Penh_1
Naga davanti al Palazzo Reale a Phnom Penh_1

I Naga nelle sacre scritture dell’Induismo

Nell’induismo, il Naga è un animale sacro e la parola in sanscrito viene di solito utilizzata per indicare un cobra. Nelle scritture sacre dell’induismo, il Naga compare fin dall’antichità e varie sono le storie che nel tempo sono state costruite intorno a questa figura, soprattutto nel grande poema epico del Mahabarata.

Qui si menziona ad esempio Naga Ananta, detto anche Sesa che è rappresentato come un enorme serpente che galleggia sull’oceano cosmico. Vishnu si sdraia su di lui per riposarsi tra un ciclo di creazione ed il successivo. La figura è rappresentata con cinque, sette o spesso con un centinaio di teste e su ciascuna di esse porta una corona. Alla fine di ogni ciclo cosmico sputa fuoco, che distrugge tutta la creazione. 

Meno famoso è Naga Kaliya, serpente velenoso sconfitto da Krishna.

Il culto Naga collegato all’Induismo compare nell’arte khmer sin dal periodo pre-angkoriano e rimane viva e prolifica anche nei periodi di Angkor Wat e Bayon. Bakong, ad esempio, fu costruito un ponte Naga all’ingresso del castello.

L’origine dei Naga nell’Induismo

Nel Mahabarata si racconta che un tempo esistevano due bellissime sorelle figlie di Prajapati: Vinata e Kadru, rispettivamente personificazione del Cielo e della Terra. 

Entrambe erano sposate al saggio Kasyapa ed entrambe volevano avere dei figli. Il saggio allora per accontentarle si offrì di esaudire ad entrambe un loro desiderio. Kadru voleva dare alla luce mille Naga di uguale splendore, mentre Vinata voleva solo due figli, ma molto più potenti di quelli della sorella. 

Dopo vari tentativi Kadru depose mille uova, e Vinata, riuscì a deporre le sue due. Dopo cinquecento anni, le mille uova di Kadru si schiusero dando alla luce i mille Naga, mentre le due uova di Vinata non si volevano schiudere. 

Naga davanti alla Pagoda nelle vicinanze di Siem Reap
Naga davanti alla Pagoda nelle vicinanze di Siem Reap

Impaziente e gelosa Vinata, allora, decise di rompere il primo uovo per velocizzare la nascita del figlio. Questo gesto sconsiderato fece sì che dall’uovo uscisse un figlio deforme: Aruna (il futuro cocchiere del carro di Surya, il Dio del Sole) che maledisse la madre e la condannò a diventare schiava della propria sorella Kadru per altri cinquecento anni, finché non si fosse schiuso il secondo uovo.

Dopo cinquecento anni, l’altro uovo si schiuse e nacque Garuda, mentre dal guscio spezzato uscì Airavata, l’elefante Bianco di Indra, insieme ed altri sette elefanti maschi ed otto femmine. 

Ma la madre, imprigionata nella maledizione per colpa di una scommessa persa, non aveva pace. Per liberarla allora Kadru chiese a Garuda di rubare l’Amrita, bevanda dell’immortalità, che Kadru voleva per suoi figli Naga. 

Garuda, superando varie prove riuscì miracolosamente a rubare l’Amrita e a portarla a Kadru, che liberò così Vinata. Appena liberata la madre, però, Garuda, con un abile trucco riuscì a ingannare Kadru ed a restituire l’Amrita ad Indra, facendo giustizia, ma inimicandosi per sempre i Naga.

heymondo 10 lungo

Le figure dei Naga nel Buddismo

La leggenda narra che il Buddha stava meditando da sei settimane sotto l’albero della Bodhi, quando i cieli si oscurarono e cominciò a cadere una pioggia torrenziale. Il potente Re dei Serpenti Naga, Mucalinda, risalì allora dalla sua dimora sottoterra ed allargò il suo cappello da cobra per fare da riparo al Buddha e proteggerlo dalla pioggia. La tempesta durò sette giorni e quando si fu placata, il re serpente assunse nuovamente la sua forma umana, si inchinò davanti al Buddha e tornò al suo palazzo.

Grazie a questo episodio i Naga sono raffigurati come coloro che proteggono il Buddismo. E’ facile osservarlo nei riti e nelle cerimonie buddisti quando vengono usati bandiere con i Naga. 

Inoltre, il Naga è visto come un simbolo di fertilità e come ponte di collegamento tra la terra e il cielo, per questo molti ponti in Cambogia hanno le figure dei Naga poste simbolicamente a guardia degli accessi.

In Cina i Naga si sono trasformati col tempo nei dragoni che tutti ben conosciamo.

Usanze buddiste legate al culto dei Naga

Quando un uomo ed una donna si innamorano i famigliari prendono le date di nascita della coppia e le portano ad un monaco o ad un astrologo per vedere se sarà un’unione fortunata, soprattutto se avranno fortuna nella procreazione. Questa usanza si chiama lettura della compatibilità Naga, in quanto il Naga è utilizzato come animale simbolico per la divinazione.

Libri e guide Cambogia

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Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

Fonti

The concept of the Naga in Cambodia society Khongphianthum, C Ubon Ratchathani University, Thailand

Indian Serpent-Lore The Nagas in Hindu Legend and Art – J Ph vogel PH. D.

Scroll.in https://scroll.in/magazine/1010631/the-legend-of-the-indian-prince-who-is-the-forefather-of-all-cambodians

Wikipedia origini Khmer https://en.wikipedia.org/wiki/Preah_Thong_and_Neang_Neak

Wikipedia Naga https://en.wikipedia.org/wiki/Nāga

Wikipedia Sesa https://it.wikipedia.org/wiki/Śeṣa

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Pubblicato: 20/04/2023
Garuda di protezione all'ingresso dei templi a Banteay Srei

Garuda la divinità con le ali

di Max Pubblicato: 18/04/2023
Indocina Scritto da Max

Garuda: una divinità comune al buddismo e all’induismo

Garuda è una rappresentazione della mitologia induista e buddista, il mitico uccello, veicolo di Vishnu (detto anche Vahana) e l’unico tra gli animali della mitologia indiana ad essere dotato di ali. A volte è raffigurato come metà uccello e metà uomo, mentre altre volte gli attributi umani scompaiono del tutto. 

Il nome Garuda secondo alcune teorie significherebbe colui che aspetta il veleno, e farebbe riferimento alla fama di cui gode nella tradizione popolare, di guarire dal morso di serpente, in ossequio alla atavica rivalità con i Naga – Serpenti. Altre teorie propendono invece per far derivare il nome da Garuman, l’antico dio del Sole. 

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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  • Garuda: una divinità comune al buddismo e all’induismo
  • Garuda nell’Induismo
  • Iconografia di Garuda nell’Induismo
  • Simbolismo
  • La leggenda di Garuda ed il conflitto coi Naga
  • Buddismo
  • Iconografia di Garuda nel Buddismo
  • Garuda e Naga: gli eterni nemici
  • La figura di Garuda nella vita di tutti i giorni
  • Fonti e crediti
  • Per saperne di più sull’Indocina

Garuda nell’Induismo

Garuda nell’Induismo di solito viene rappresentato come un grande uccello oppure metà umano e metà uccello che trasporta Vishnu.

Questa figura viene citata in diversi testi sacri ed ognuno ne fornisce una propria descrizione. I Rigveda, ad esempio, descrivono Garutman come un essere divino con le ali, mentre nei Brahmana viene descritto come la personificazione del coraggio. 

In tutto il Mahabharata, il poema epico dell’Induismo Garuda è citato come esempio: rappresenta la forza, la velocità e l’abilità in combattimento, i guerrieri che avanzano rapidamente sui nemici sono paragonati a Garuda che piomba su un serpente, mentre i guerrieri sconfitti sono come serpenti abbattuti dalla figura mitologica. 

Garuda di su un portale d'ingresso a Banteay Srei
Garuda di su un portale d’ingresso a Banteay Srei

Iconografia di Garuda nell’Induismo

I testi induisti che parlano dell’aspetto di Garuda riportano dettagli differenti a seconda delle epoche storiche. Quando rappresentato in forma di uccello, Garuda è simile a un’aquila, tipicamente con le ali leggermente aperte, mentre in forma semi-umana, può avere naso, becco o zampe simili a quelli di un rapace. 

In genere viene rappresentato con due, ma più spesso con quattro mani e se non trasporta Vishnu, può avere in una mano un contenitore con l’Amrita e in un’altra un ombrello, mentre le due mani anteriori sono in posizione di namaste. Se sta trasportando Vishnu, invece, le mani posteriori forniscono il supporto per i piedi della divinità.

Simbolismo

Garuda è da sempre legato ai regnanti come simbolo del dovere e del potere. In qualche modo il legame di questa figura con Vishnu, ne fa un’icona della lotta alle ingiustizie e del perseguimento della retta via. Inoltre, la sua forma simile ad un’aquila, da sola o in coppia con Vishnu, è un simbolo di forza e investitura divina al potere dello stato. 

Proprio per questo Garuda è riportato sulle monete di alcuni dei primi regni dell’India, raffigurato sia con una testa che con tre teste intento ad osservare ogni lato.

Nella zona di Angkor si trova spesso raffigurato sui bassorilievi di pareti e architravi, a testimonianza di come il simbolo fu utilizzato dai regnanti per dare una legittimazione divina del proprio potere, un argomento quantomai caro al popolo Khmer.

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La leggenda di Garuda ed il conflitto coi Naga

Ma da dove arriva Garuda?

La mitologia racconta di due sorelle Vinata e Kadru che volevano entrambe avere dei figli. Kadru dopo vari tentativi depose mille uova, mentre Vinata, con grande sconforto, riuscì a deporne solo due. Dopo mille anni, le mille uova di Kadru si schiusero dando alla luce i mille Naga, mentre le due uova di Vinata non si volevano schiudere. Impaziente e gelosa Vinata allora decise di rompere il primo uovo per velocizzare la nascita del figlio. 

Questo gesto sconsiderato fece sì che dall’uovo uscisse un figlio deforme: Aruna (il futuro cocchiere del carro di Surya, il Dio del Sole) che maledisse la madre e la condannò a diventare schiava della propria sorella Kadru finché non si fosse schiuso il secondo uovo. 

Dopo cinquecento anni, l’altro uovo si schiuse e nacque Garuda, mentre dal guscio spezzato uscì Airavata, l’elefante Bianco di Indra, insieme ed altri sette elefanti maschi ed otto femmine. 

Ma la madre non riusciva ad avere pace e per liberarla allora Kadru chiese a Garuda di rubare l’Amrita, bevanda dell’immortalità, che Kadru voleva per suoi figli Naga. Garuda, superando varie prove riuscì miracolosamente a rubare l’Amrita e a portarla a Kadru, che liberò così Vinata.

Appena liberata la madre, però, Garuda, con un abile trucco riuscì a ingannare Kadru ed a restituire l’Amrita ad Indra, facendo giustizia, ma inimicandosi per sempre i Naga.

Garuda: colui che porta un gran peso

Un’altra storia racconta che un giorno Garuda affamatissimo avesse catturato una tartaruga ed un elefante giganteschi. Per consumare in tranquillità il suo lauto pasto si posò su di un ramo, ma subito il ramo cominciò a scricchiolare per il grande peso. Garuda si accorse allora che appesi al ramo c’erano 40.000 Valakhilya, i piccoli saggi, che sarebbero morti se il ramo fosse caduto. Per salvare i saggi allora Garuda, con uno sforzo immane, si levò in volo sollevando il ramo, insieme all’elefante e alla tartaruga. Questo aneddoto spiega come per alcune tradizioni il nome Garuda indica colui che porta un gran peso.

Garuda vahana il veicolo di Vishnu al Tempio Preah Khan ad Angkor-3
Garuda al Tempio Preah Khan ad Angkor

Buddismo

Il buddismo in alcune sue correnti riprende la simbologia di Garuda, a volte indicato anche come Garula in lingua Pali. A volte Garuda viene anche indicato col nome di suparna o supanna che significa con buone ali.

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Iconografia di Garuda nel Buddismo

A differenza dell’Induismo dove è una figura solitaria, i Garuda nel buddismo sono invece una sorta di comunità o di stirpe. Nei testi sacri vengono descritti come enormi uccelli rapaci, dotati di grande intelligenza e con un’organizzazione sociale bene definita. 

Vengono rappresentati con le ali dorate e, anche qui, a volte assumono una forma simile all’aquila. Spesso, in quanto nemici dei Naga vengono raffigurati con un serpente tra gli artigli. 

Le scritture parlano di Garuda come di un essere che unisce le caratteristiche degli animali a quelle della divinità e a volte ha il potere di rivelarsi in forma umana, per interagire con le persone. 

Nel buddismo tibetano, infatti, esso rappresenta una delle quattro dignità ovvero animali simbolo delle caratteristiche di Bodhisattva, un illuminato. I quattro animali sono il drago che rappresenta il potere, la tigre che rappresenta la fiducia, il leone di montagna che rappresenta il coraggio e Garuda che rappresenta la saggezza.

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Garuda e Naga: gli eterni nemici

Naturali nemici dei Garuda sono i Naga, la stirpe delle divinità-serpente.

Garuda a Wat Bo - Siem Reap, durante la ristrutturazione del Tempio -1
Garuda al Tempio Buddista di Wat Bo – Siem Reap, durante la ristrutturazione del Tempio. Garuda è circondato da una corona di Naga – Serpenti

La leggenda narra che i Garuda un tempo catturavano i Naga afferrandoli per la testa, ma che per difendersi i Naga impararono ad ingoiare grosse pietre, così da essere troppo pesanti per essere catturati dai nemici volanti, che spesso desistevano o cadevano al suolo per la stanchezza. 

Questo segreto un giorno fu rivelato ai Garuda dall’asceta Karambiya, che gli consigliò quindi di afferrare i Naga per la coda, così che fossero costretti a vomitare le pietre che avevano ingoiato.

La figura di Garuda nella vita di tutti i giorni

I Garuda sono soggetti ricorrenti nell’arte buddista in tutta l’Asia e le statue sono spesso poste a protezione dell’ingresso dei templi, ma spesso sono usati come simbolo, logo o emblema nella vita di tutti i giorni.

Cambogia

Sculture si trovano come guardiani per esempio al tempio di Banteay Srei (immagine di copertina). Sempre in Cambogia gli architetti Khmer hanno utilizzato questa figura nelle sculture per l’ornamento dei templi, delle pagode e dei palazzi signorili sin dai tempi antichi.

Cina

In Cina è parte di una delle otto legioni di Deva e Naga. Un altro nome cinese per Garuda è Great Peng, il re dell’illuminazione dalle ali d’oro 

In alcuni templi delle Pianure Centrali, Garuda è anche considerato una manifestazione di Avalokitesvara, il Bodhisattva della compassione.

Garuda la divinità con le ali » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/Garuda la divinità con le ali » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/

India

L’India utilizza principalmente Garuda come simbolo marziale: sin dall’antichità le guardie del corpo dei Re medievali erano chiamate Garuda, mentre oggigiorno le Forze Speciali dell’Indian Air Force si chiamano Garud Commando Force e la brigata delle guardie dell’esercito indiano usano questa figura come simbolo.  Anche le società di trasporti statali di Kerala e Andhra Pradesh lo usano come simbolo per gli autobus.

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Indonesia

L’Indonesia usa questa figura come emblema nazionale in una forma chiamata Garuda Pancasila (i cinque principi dell’unità indonesiana). La figura è di solito nera o dorata, e rappresenta sia la grandezza della nazione che il falco di Giava. Garuda Indonesia è compagnia aerea nazionale dell’Indonesia, mentre l’omonimo Contingente è la forza di pace delle forze armate indonesiane

A Bali e Java, il Garuda è diventato un simbolo culturale. La sua statua in legno e la maschera sono una caratteristica popolare nelle opere d’arte e nei souvenir, mentre il Garuda Wisnu Kencana a Bali ospita la più grande statua del mondo raffigurante la divinità.

Garuda la divinità con le ali » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/

Thailandia

La Thailandia usa la figura della divinità, qui chiamata Khrut, come simbolo nazionale e simbolo della regalità. 

Il regno del Siam ha avuto un’immagine di Garuda nelle sue monete almeno dall’era di Ayutthaya e anche oggi le banconote ne portano l’effigie. Come nella vicina Cambogia statue e immagini sono elementi decorativi di molti templi buddisti e la figura è diventata un simbolo culturale della Thailandia.

Fonti e crediti

Tibetan Buddhist Enciclopedia https://tibetanbuddhistencyclopedia.com/en/index.php/Garuda

Barbara O’Brien: “Explaining Buddhist and Hindu Garudas.” Learn Religions, Feb. 8, 2021, https://learnreligions.com/garuda-449818  

Sacred Text: https://www.sacred-texts.com/bud/j5/j5011.htm

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Pubblicato: 18/04/2023
copertina

Calendario 2023 con le foto di Viaggio ControMano

di Max Pubblicato: 16/04/2023
Divagazioni Scritto da Max

Il nostro tradizionale calendario da tavolo, sold out nella versione 2023.

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Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 16/04/2023
Sentieri Livigno val Alpisella

5 gite panoramiche in e-bike a Livigno

di Max Pubblicato: 12/04/2023
Italia Scritto da Max

Gite panoramiche in e-bike a Livigno per tutti i gusti

State cercando ispirazione per pianificare alcune gite panoramiche in e-bike a Livigno? Siete nel posto giusto! Sia che stiate pianificando una vacanza in famiglia o che vogliate semplicemente passare qualche giorno di sport e relax, l’esperienza in e-bike è sicuramente una delle opzioni da tenere in considerazione.

Livigno, oltre ad essere rinomata per lo shopping e le attività invernali, è anche il luogo ideale per tutti gli appassionati di bicicletta. Tutto ciò che serve è un po’ di energia, una bicicletta, un casco e tutto il resto lo fornisce madre natura.

E se non avete una e-bike nessun problema, ci sono un sacco di negozi che le noleggiano!

Leggi anche: Livigno in estate: cosa fare?

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Gite panoramiche in e-bike a Livigno per tutti i gusti
  • Mappa dei percorsi in e-bike di Livigno
  • Ciclopedonale di Livigno fino al passo Forcola
  • Val Federia, con arrivo all’Agriturismo Val Federia 
  • Val Federia, con percorso ad anello e discesa da Carosello 3000
  • Giro delle Tee
  • Valle Alpisella e Laghi di Cancano da Livigno
  • Punti di ricarica e-bike Livigno
  • Dove alloggiare a Livigno
  • FAQ Livigno
  • Altri articoli e consigli sul tema Italia

Mappa dei percorsi in e-bike di Livigno

5 escursioni in e-bike ebike facili e panoramiche da Livigno
5 escursioni in e-bike, facili e panoramiche da Livigno immagine da Google Maps

Visualizza la mappa da questo link

Ciclopedonale di Livigno fino al passo Forcola

PERCORSO VERDE scarica il percorso in formato GPX

Gita in e-bike ciclopedonale da Livigno al passo Forcola
Gita in e-bike ciclopedonale da Livigno al passo Forcola – consulta la mappa su Google

Per fare la conoscenza di Livigno ed acclimatarsi all’altitudine e al clima, niente di meglio di una gita lungo la Pista Ciclopedonale di Livigno. Si tratta di un tratto di 17 Km di pista ciclabile e pedonale percorrono interamente la valle. 

Sono due strade parallele una dedicata a tutto ciò che viaggia su ruote, l’altra a tutto ciò che viaggia su zampe (anche umane). Non ci sono auto, non ci sono motorini, ma a volte ci possono essere parecchie persone. In ogni caso, basta prendersela comoda, d’altro canto siamo in vacanza.

Da centro paese verso la zona lago si incontra la Latteria di Livigno con il fantastico gelato artigianale e gli spuntini con prodotti tipici. Proseguendo fino alla fine della sponda sud orientale del lago si arriva infine al Ristoro Val Alpisella, un must dopo aver spremuto sudore e calorie o anche solo dopo una passeggiata in relax.

Inoltrandosi dalla parte opposta, invece, ci si dirige vero la testa della valle e verso il passo Forcola di Livigno. La strada non presenta difficoltà, ma arrivati a circa 800 metri dal passo la strada si biforca e da una parte riporta sulla carreggiata che porta al passo, mentre proseguendo sul sentiero si può affrontare un piccolo tratto di Single Track un po’ più impegnativo che porta anch’essa al passo ed alla frontiera con la Svizzera, ma con un po’ più di adrenalina.

Lungo l’ultima parte del percorso, infatti, la natura la fa da padrona, contribuendo a farci godere appieno dell’atmosfera della montagna.

Percorso bello, rilassante e panoramico adatto a tutti (fino al bivio finale). Consultate la mappa per l’itinerario cliccando su “mappa percorso”

Dati del percorso in e-bike a Livigno

Leggi anche 10 hotel di Livigno per la tua vacanza
5 gite panoramiche in e-bike a Livigno » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/5 gite panoramiche in e-bike a Livigno » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/

Val Federia, con arrivo all’Agriturismo Val Federia 

PERCORSO GIALLO scarica il percorso in formato GPX

Gita in e-bike Val Federia con arrivo all’Agriturismo Val Federia Livigno
Gita in e-bike Val Federia con arrivo all’Agriturismo Val Federia Livigno – consulta la mappa su Google

La gita in val Federia è una fra le gite panoramiche in e-bike a Livigno di livello semplice, ma chi vuole complicarsi la vita, trova sempre pane per i suoi denti.

È una escursione che può partire da centro paese ed arriva ad imboccare la strada della Val Federia che, dopo poco un piccolo pezzo su asfalto diventa sterrata, ma sempre larga e ben tenuta. 

Il panorama abbandona le case per addentrarsi nella vallata dove, dalla tarda primavera, è possibile trovare gli animali al pascolo e godere dei prati verdi e fioriti. 

La meta per tutti è l’agriturismo Federia, un angolo di paradiso dove è possibile rifocillarsi con la cucina locale e godersi un po’ di sole, prima di avventurarsi nella discesa che riporta comodamente in paese.

Consultate la mappa per l’itinerario cliccando su “mappa percorso”. Se non sapete come orizzontarvi potete cercare sullo smartphone il Ponte della Calcheira – Parcheggio P3 Ponte Calcheira – che segna all’incirca l’inizio della valle, la traccia riportata parte invece dal centro di Livigno.

Dati del percorso in e-bike a Livigno
5 gite panoramiche in e-bike a Livigno » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/

Val Federia, con percorso ad anello e discesa da Carosello 3000

PERCORSO CORALLO scarica il percorso in formato GPX

Gita in e-bike Val Federia con giro ad anello a Carosello 3000 Livigno
Gita in e-bike Val Federia con giro ad anello a Carosello 3000 Livigno – consulta la mappa su Google

Dall’agriturismo Federia, meta del precedente percorso, ci si addentra nella valle attraversando un ponticello. Si abbandona la strada ampia e ben battuta per affrontare una strada sterrata utilizzata dai mezzi di servizio, ma comunque ciclabile. La valle si trasforma ed i prati lasciano via via il passo ad un paesaggio lunare. La strada verso il fondo della valle si fa molto ripida ed i meno allenati potrebbero dover scendere dalla bicicletta in alcuni (pochi) tratti, sebbene il percorso rimanga sempre sulla strada sterrata.

É possibile tornare indietro in qualsiasi punto, ma i più volenterosi, una volta raggiunta la cima potranno trovare ristoro al bar del carosello 3000 Bike Park, raggiungibile anche da Livigno Paese, sia in bicicletta che in funivia.

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Ultimo tratto dell’escursione in Val Federia: la salita che porta a Carosello 3000

Da qui si scende seguendo uno dei percorsi segnati coi vari gradi di difficoltà, dal più semplice al più impegnativo. Per una discesa tranquilla consiglio di seguire l’itinerario Coast To Coast che si raccorda all’itinerario Roller Coaster. Trovate le descrizioni dei percorsi e le cartine sul sito del Carosello 3000. Consultate la mappa per l’itinerario cliccando su “mappa percorso”

Leggi anche: Livigno: quando andare e come arrivare
Dati del percorso in e-bike a Livigno
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Giro delle Tee

PERCORSO AZZURRO scarica il percorso in formato GPX

Gita in e-bike giro delle Tee Livigno
Gita in e-bike giro delle Tee Livigno – consulta la mappa su Google

Questo è un itinerario circolare e la partenza, più che con altri itinerari, può essere spostata a valle o a monte a seconda delle preferenze e l’itinerario si può svolgere sia in senso orario che in senso antiorario. Io ho considerato l’itinerario con partenza dal Ponte della Calcheira – Parcheggio P3.

L’itinerario si sviluppa a mezzacosta, proponendo un balcone ideale dal quale ammirare la valle sottostante e per tenersi lontani dai luoghi più affollati, specialmente nelle domeniche estive.

Livigno
Visto panoramica di Livigno

Subito dopo la partenza l’itinerario passa sotto i pendii della Blesaccia (Carosello 3000) in direzione del passo Forcola lasciando scorgere il fantastico panorama che va dal lago di Livigno, fino all’area del Mottolino. Giunti nella parte più a monte (che si trova a sud), si torna verso il centro paese ed il lago, sotto il Monte della Neve e l’area del Mottolino, da dove si possono ammirare le montagne attorno al Carosello 3000 dalla parte opposta.

La gita si sviluppa fra pascoli e boschetti, inframezzati dalla caratteristiche Tee, le baite in legno tipiche di Livigno. Si pedala senza troppa fatica tra boschi e pascoli ben curati incontrando qua e la’ le Tee, in un itinerario . L’itinerario e’ percorribile anche nel senso inverso.

La parte subito dopo il Ponte della Calcheira rappresenta l’unica salita impegnativa su sterrata, seguendo il segnavia n. 190 subito a sinistra prima del ponte, il resto dell’itinerario è godibile fra i vari saliscendi ed il fantastico paesaggio bucolico.

Consultate la mappa per l’itinerario cliccando su “mappa percorso”

Dati del percorso in e-bike a Livigno

5 gite panoramiche in e-bike a Livigno » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/

Valle Alpisella e Laghi di Cancano da Livigno

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Gita in e-bike Valle Alpisella Cancano Livigno
Gita in e-bike Valle Alpisella Cancano Livigno – consulta la mappa su Google

Una gita in e-bike in valle Alpisella da Livigno è un’esperienza unica. Dai lussureggianti prati verdi di Livigno alle strade sterrate della valle, ogni centimetro di questa valle magica è uno spettacolo per gli occhi. Le piste sono ben tenute e rendono più facile esplorare questo paesaggio incantato con facilità e comfort durante i mesi estivi.

Il percorso percorre la valle Alpisella partendo dall’omonimo Ristoro ed è subito immersa nella natura. Passato il ristoro si entra nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio e il sentiero sale fra i tornanti, su una bella sterrata, poi si fa più stretto e impegnativo, ma fattibile in scioltezza con una e-bike. Si superano il laghetto ed il passo di Val Alpisella e, in lieve discesa, si giunge ad una biforcazione, che da una parte conduce alle sorgenti dell’Adda e dall’altra al Lago di Cancano.

Tipiche baite valtellinesi
Tipiche baite valtellinesi

Alla fine arriva un bel trasferimento fra i pascoli montani e poi un formidabile tratto di discesa in mezzo al bosco. Si scende su un sentiero ricoperto da un cuscino di aghi di pino, in un panorama suggestivo, tanto da rimanerci male quando si arriva al lago e ci si accorge che la gita è già finita.

Consultate la mappa per l’itinerario cliccando su “mappa percorso”

Dati del percorso in e-bike a Livigno
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Punti di ricarica e-bike Livigno

Punti di ricarica e-bike Livigno
Punti di ricarica e-bike Livigno – consulta la mappa su Google
  • Alpe Trela
  • Ristoro Val Alpisella
  • Latteria di Livigno
  • Bike Skill Center
  • Ristoro La Calcheira
  • Alpe Federia
  • Passo Forcola
  • Alpe Mine
  • Passo d’Eira

Dove alloggiare a Livigno

Booking.com

FAQ Livigno

A quale altitudine si trova Livigno?

Il centro del Paese si trova a una quota di circa 1816 metri sul livello del mare, mentre le montagne circostanti possono raggiungere i 3000 metri.

Come si arriva a Livigno in Estate?

Leggi l’articolo Livigno: quando andare e 🚘 🚲 ✈️ come arrivare

Si possono noleggiare le e-bike a Livigno?

A Livigno ci sono un sacco di negozi e di officine che noleggiano biciclette muscolari ed e-bike

Quanto costa il noleggio e-bike a Livigno?

Il noleggio delle e-bike a Livigno in genere ha un costo di circa 50 euro al giorno, che diminuisce nel caso di noleggio per più giornate.

Quanto costa la funivia per il Mottolino?

La tariffa di sola andata costa 13 euro per gli adulti, 9 euro per i bambini e 27 euro per la famiglia. Andata e ritorno 16,60/14/40 euro

Quanto costa la funivia per il Carosello 3000?

La tariffa di sola andata costa 14 euro per gli adulti, 10 euro per i bambini e 28 euro per la famiglia. Andata e ritorno 18/12,5/36 euro

Posso portare la bicicletta in funivia?

Si, ci sono tariffe speciali per le biciclette, in genere anche con carnet per salite multiple.

A quale altitudine si trova il Passo del Foscagno?

Il Passo del Foscagno si trova a 2291 metri slm.

A quale altitudine si trova il Passo della Forcola?

il Passo della Forcola si trova a 2315 metri slm

A quale altitudine si trova il Passo d’Eira?

Il Passo d’Eira si trova ad un’altitudine di 2208 metri slm

A che altitudine si trova il Passo del Gallo (tunnel)?

Il Passo del Gallo ed il relativo tunnel si trovano ad una altitudine di 1809 m

Altri articoli e consigli sul tema Italia

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto e parti senza lasciare nulla al caso.

Se sei in Piemonte parti con una visita alla Sacra di San Michele. Prosegui con le residenze reali come il Castello della Mandria e poi Palazzo Barolo e la Palazzina di caccia di Stupinigi nella splendida Torino, che in questo articolo ritraggo in notturna.

In vacanza in Romagna, non perderti le meraviglie di Ravenna, la capitale dei mosaici e già che ci sei visita anche la splendida Comacchio, una città sulla laguna senza le folle di Venezia.

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Scopri le meraviglie del Nord Est. Parti da Verona e raggiungi i luoghi meno conosciuti delle Dolomiti: ti suggerisco alcuni itinerari per le vacanze in Agordino, anche per i più avventurosi.

Yi piace lo shopping? Unisci convenienza e natura: scopri su cosa fare a Livigno, la destinazione migliore per il duty free e quando andarci (consulta le FAQ).

Tuffati nella storia con l’articolo su Sovana terra di Papi, Regine ed invasori.

In Italia c’è sempre da fare!

Max
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Pubblicato: 12/04/2023
Shiva con il suo Vahana, Nandi

Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo

di Max Pubblicato: 12/04/2023
India Scritto da Max

Cosa sono e quali sono i Vahana, i veicoli degli Dei

Vahana è una parola che deriva dal sanscrito e significa ciò che trasporta o ciò che tira. Nella mitologia Induista il Vahana è l’animale usato come veicolo dalle varie divinità. Ogni divinità in India è associata ad un animale che è il suo veicolo, come l’aquila Garuda di Vishnu o il toro Nandi di Shiva. Le divinità sono spesso raffigurate mentre cavalcano il proprio Vahana, ma a volte il Vahana si trova di fianco alla divinità e altre volte ancora viene raffigurato e venerato come una figura a sé stante.

Leggi anche Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante

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Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Quali sono i Vahana delle divinità nell’Induismo

I Vahana più famosi sono Garuda per Vishnu, Nandi per Shiva, Hamsa per Brahma, Airavata per Indra e Mushika per Ganesha. Ecco un elenco di alcuni dei Vahana meno conosciuti di varie divinità

  • Vayu, il Dio del Vento, è raffigurato a cavallo di un cervo.
  • Bhairava (una manifestazione feroce di Shiva) cavalca un cane
  • Varuna ha Jaladhi, un coccodrillo nato dal cerume di Rudra che ha il potere divino del movimento.
Varuna e il suo Vahana
Varuna e il suo Vahana Jaladhi – Los Angeles County Museum of Art, Public domain, via Wikimedia Commons
  • Agni, il dio del fuoco, cavalca un ariete.
  • Kaalratri, una forma di Kali, cavalca un asino.
  • Kama, il dio dell’Amore e sua moglie Rati, hanno un pappagallo, ma a volte Rati cavalca un piccione.
  • Kubera o Kuvera, Il dio della ricchezza, a voilte viene rappresentato con un uomo come Vahana, simbolo di come l’uomo può essere facilmente reso schiavo dalla ricchezza e dal possesso materiale.
  • Yamuna cavalca una tartaruga
  • Saraswati viene raffigurata in groppa ad un cigno 
  • Durga ha una tigre
  • Ganga viaggia su Makara, una creatura con il corpo di un coccodrillo e la proboscide di un elefante.
  • Shani, la personificazione di Saturno, cavalca un corvo. 
  • Surya cavalca un carro trainato da sette cavalli bianchi.
  • Lakshmi, la dea della bellezza, dell’abbondanza e della saggezza viene raffigurata su di un gufo e a volte su di un elefante.
  • Yama, il Dio della Morte figlio di Surya, cavalca un bufalo nero, nato dalla coscia di Rudra.
  • La dea Shashthi, protettrice dei bambini, è spesso simboleggiata a cavallo di un gatto.
Durga con la sua tigre come Vahana
Durga con la sua tigre
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Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!


Bangkok

– Erawan Museum: un elefante a tre teste, tra mito e cosmologia

Buddismo

– Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano
– Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara
– La posizione del Buddha che cammina o Walking Buddha
– Buddha Sdraiato o Reclining Buddha: Significato e Iconografia Storica
– Dhyani Buddha – Cinque Buddha della Saggezza: una mappa della mente illuminata
– Le Correnti del Buddismo nel Sud Est Asiatico e oltre
– Cosa fare in Cambogia: 10 esperienze da non perdere.
– Faq Cambogia: indicazioni, consigli e stranezze Khmer
– Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante
– Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli
– Garuda la divinità con le ali
– Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin)
– I Templi Kohfukuji e il Buddha della guarigione a Nara
– Il Mala: 108 perle nel Rosario Buddista
– Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath
– Indra: il Re degli Dèi – il fulmine e l’elefante Airavata
– Kirtimukha, il Volto della Gloria
– La Kora: camminare come forma di preghiera nel Buddismo tibetano
– La straordinaria leggenda della Principessa Miao Shan
– Le parole del Buddismo e dell’Induismo che devi conoscere se visiti Angkor
– Il Monte Meru nel Buddismo e nell’Induismo
– Naga, i mitologici serpenti in Cambogia
– Il mantra Om Mani Padme Hum
– Le festività Buddiste
– Phra Sivali – il patrono dei viaggiatori
– Ruesi, gli eremiti della foresta
– San Phra Phum – Guida completa agli altari thailandesi
– I simboli Buddisti, esempi e significati
– Thao Wessuwan o Vaisravana
– Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce
– Una immagine del Buddha per ogni giorno della settimana
– Uposatha o Buddha day, il giorno di osservanza Buddista
– Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico
– Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore
– Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli

Cambogia

– Nang Kwak: chiama la fortuna in Thailandia e Cambogia 
– Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita

Cultura e Spiritualità

– Albero Genealogico del Regno di Lanna
– Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili
– Bazi: gli otto caratteri del Destino e la Metafisica Cinese
– Il Capodanno cinese 2026: benvenuti nell’anno del Cavallo di Fuoco Yang
– Come dire le ore in Thai: lo scorrere del tempo nel Paese del Sorriso
– Difficile Imparare il Thailandese: Sfide e Strategie Efficaci
– Imparare il thailandese per viaggiare: Consigli Pratici per Principianti
– Re Mengrai: Fondatore del Regno di Lanna

Induismo

– Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi
– Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India
– Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno
– Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand
– Il Festival di Holi e il significato della Festa dei Colori
– Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand
– I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva
– Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva
– La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha
– Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti
– Nandi, il toro di Shiva
– Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya
– Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu
– Sapta Puri, le sette città sacre dell’India
– Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie
– Surya ed il culto del Dio del Sole in India
– Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento
– Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo
– Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo
Pubblicato: 12/04/2023
faq livigno

Faq Livigno: domande e risposte

di Max Pubblicato: 11/04/2023
Italia Scritto da Max

FAQ su Livigno. Domande e risposte sui quesiti più ricorrenti di chi vuole visitare il Piccolo Tibet

Manca qualcosa? Segnalatelo e aggiorneremo l’articolo!

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Lago di Livigno e vista sul fondo valle
Lago di Livigno e vista sul fondo valle

A quale altitudine si trova Livigno?

Il centro del Paese si trova a una quota di circa 1816 metri sul livello del mare, mentre le montagne circostanti possono raggiungere i 3000 metri.

Come si arriva a Livigno in Estate?

Leggi l’articolo Livigno: quando andare e come arrivare

Si possono noleggiare le e-bike a Livigno?

A Livigno ci sono un sacco di negozi e di officine che noleggiano biciclette muscolari ed e-bike

Quanto costa il noleggio e-bike a Livigno?

Il noleggio delle e-bike a Livigno in genere ha un costo di circa 50 euro al giorno, che diminuisce nel caso di noleggio per più giornate.

Quanto costa la funivia per il Mottolino?

La tariffa di sola andata costa 13 euro per gli adulti, 9 euro per i bambini e 27 euro per la famiglia. Andata e ritorno 16,60/14/40 euro

Quanto costa la funivia per il Carosello 3000?

La tariffa di sola andata costa 14 euro per gli adulti, 10 euro per i bambini e 28 euro per la famiglia. Andata e ritorno 18/12,5/36 euro

Posso portare la bicicletta in funivia?

Si, ci sono tariffe speciali per le biciclette, in genere anche con carnet per salite multiple.

A quale altitudine si trova il Passo del Foscagno?

Il Passo del Foscagno si trova a 2291 metri slm.

A quale altitudine si trova il Passo della Forcola?

il Passo della Forcola si trova a 2315 metri slm

A quale altitudine si trova il Passo d’Eira?

Il Passo d’Eira si trova ad un’altitudine di 2208 metri slm

A che altitudine si trova il Passo del Gallo (tunnel)?

Il Passo del Gallo ed il relativo tunnel si trovano ad una altitudine di 1809 m

Quanti abitanti ha Livigno?

Livigno ha circa 6.300 abitanti residenti. Nell’alta stagione, col turismo, molti di più!

Come si chiamano gli abitanti di Livigno?

Gli abitanti di Livigno si chiamano Livignaschi e non Livignesi.

Cosa si può comprare a Livigno?

A Livigno si può comprare di tutto, ma attenzione: c’è un limite a quello che si può esportare in franchigia doganale:
·      200 sigarette (una stecca)
·      50 sigari
·      250 grammi di tabacco
·      1 litro di bevande alcooliche oltre i 20°, 2 litri se sono sotto i 20°
·      4 litri di vino a bassa gradazione
·      16 litri di birra
·      Carburante auto: il pieno più una tanica da 10 litri
·      10 kg di zucchero
·      2 kg di caffé
·      5kg di prodotti a base di carne o latte:
·      400 ml di profumo
Inoltre è possibile esportare verso l’Italia articoli vari fino ad un controvalore di 300 Euro per gli adulti e 150 Euro per i bambini sotto i 15 anni. I valori non sono cumulabili, cioè 2 persone non possono esportare un prodotto da 600 Euro, ma solo 2 prodotti da 300 Euro.

Si possono fare acquisti on line a Livigno?

In teoria si può, ma non ci sono siti che offrano il servizio.

Quante dogane ha Livigno?

Livigno ha tre dogane (vedi l’articolo: come arrivare a Livigno)

Qual è l’aeroporto più vicino a Livigno?

A parte il piccolo aeroporto di Samedan, vicino a Saint Moritz, i più vicini sono (a seconda della provenienza):
– Malpensa (Milano) a circa 4 ore di auto
– Linate (Milano) a circa 4 ore di auto
– Orio al Serio (Bergamo) a circa 3 ore e mezza di auto
– Zurigo in Svizzera a circa 4 ore di auto
– Innsbruck in Austria a circa 3 ore e mezza di auto

Come si arriva a Livigno in Estate?

Livigno ha tre dogane (vedi l’articolo: come arrivare a Livigno)

Livigno è adatto per i bambini?

In tutto il paese si trovano dei tanti parchi giochi. I principali si trovano nella zona del lago, nella zona del Mottolino, in centro presso la scuola Sci Centrale e presso la Chiesa Santa Maria, in zona Tresenda e lungo la pista ciclabile in zona ponte lungo, ma ce ne sono altri ovunque.
In estate le guide alpine organizzano attività nei boschi e nelle valli di Livigno e presso la scuola Sci Centrale il centro Lupigno accoglie i bambini per gran parte della giornata. I bimbi sono seguiti da professionisti che organizzano giochi e c’è pure la possibilità di pranzare tutti insieme.
Un’altra avventura, adatta ai più piccoli ed anche ai più grandi, è il Larix Park, un parco avventura in un bosco di larici con corde, carrucole, scale e ponti tibetani.

Qual è la temperatura media a Livigno in estate?

In estate la temperatura supera difficilmente i 25 gradi e in media è intorno ai 18 gradi, a volte anche meno. Durante la notte sono possibili temperature di qualche grado sotto lo zero, ma normalmente non si va sotto 9-10 gradi.

Quanto costa la benzina a Livigno?

La benzina a marzo 2023 costa 1,36 euro al litro, il diesel 1,25 euro

Quanto costa l’alcool a Livigno?

L’alcool a Livigno costa intorno ai 4 euro (maggio 2022)

Quanto costano le sigarette a Livigno?

Il costo delle sigarette a Livigno varia a seconda della marca ed in genere va dai 30 ai 45 euro alla stecca (marzo 2023)

Si può andare in barca sul lago di Livigno?

Sul lago di Livigno è possibile navigare con Kayak o barche a remi, non a motore.

Quanto costa il tunnel Munt La Schera a Livigno?

Il tunnel costa 29 franchi svizzeri il Sabato e 20 gli altri giorni

Perchè Livigno è zona extradoganale?

Il comune di Livigno gode dello status di zona extradoganale, sancito dalla legge n. 516 del 17 luglio 1910, ed è quindi esente da alcune imposte, come l’IVA.
Il principale motivo della nascita di questa zona franca è l’isolamento che ha da sempre caratterizzato la località.  Fino al 1952 Livigno rimaneva priva di qualsiasi via di comunicazione durante l’inverno, mentre da quell’anno cominciò l’apertura invernale del passo del Foscagno.

Dove alloggiare a Livigno?

Le possibilità di alloggio a Livigno sono veramente tantissime e per tutte le tasche. Alcuni hotel offrono più di altri soluzioni confortevoli con SPA, centri benessere e colazioni luculliane, vedi alcuni hotel qui di seguito e controlla sulla mappa oppure leggi l’articolo 10 hotel di Livigno per la tua vacanza.

Faq Livigno: domande e risposte » https://www.massimobasso.com/articoli/page/23/

Faq Livigno: dove alloggiare

Ovviamente anche la posizione può essere un fattore determinante per la scelta, oltre alla disponibilità di parcheggio, pubblico o riservato.

clicca qui per la mappa degli hotel di Livigno di questo articolo
liLeggi anche Livigno: quando andare e come arrivare

Qui di seguito alcune delle migliori soluzioni tenuto conto del rapporto qualità-prezzo in base ai servizi offerti, ovviamente potrebbero non essere le soluzioni più economiche.

La zona centrale di Livigno è quella più comoda per chi vuole uscire la sera e farsi una passeggiata e magari rilassarsi con un aperitivo, in particolare durante le serate estive.

Lago di Livigno e vista sul fondo valle
Lago di Livigno e vista sul fondo valle
  • Hotel Cervo – Verifica il prezzo su Booking
  • Hotel Galli’s – Centro – Verifica il prezzo su Booking
  • Camana Veglia – Verifica il prezzo su Booking
  • Hotel Posta – Verifica il prezzo su Booking
  • Hotel Mota Livigno – Verifica il prezzo su Booking
  • Una soluzione eco-friendly Hotel Sonne Livigno – Verifica il prezzo su Booking
  • Hotel Piccolo Mondo – Verifica il prezzo su Booking
  • Hotel Astra – Verifica il prezzo su Booking
  • Hotel Loredana – Verifica il prezzo su Booking
  • Alpen Resort Bivio – Verifica il prezzo su Booking
Leggi anche: Livigno in estate: cosa fare?
10 hotel di livigno per la tua vacanza in estate
Vista della valle di Livigno

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Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto e parti senza lasciare nulla al caso.

Se sei in Piemonte parti con una visita alla Sacra di San Michele. Prosegui con le residenze reali come il Castello della Mandria e poi Palazzo Barolo e la Palazzina di caccia di Stupinigi nella splendida Torino, che in questo articolo ritraggo in notturna.

In vacanza in Romagna, non perderti le meraviglie di Ravenna, la capitale dei mosaici e già che ci sei visita anche la splendida Comacchio, una città sulla laguna senza le folle di Venezia.

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Scopri le meraviglie del Nord Est. Parti da Verona e raggiungi i luoghi meno conosciuti delle Dolomiti: ti suggerisco alcuni itinerari per le vacanze in Agordino, anche per i più avventurosi.

Yi piace lo shopping? Unisci convenienza e natura: scopri su cosa fare a Livigno, la destinazione migliore per il duty free e quando andarci (consulta le FAQ).

Tuffati nella storia con l’articolo su Sovana terra di Papi, Regine ed invasori.

In Italia c’è sempre da fare!

Max
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Pubblicato: 11/04/2023
Monaco buddista in Cambogia presso Angkor che medita durante Uposatha

Uposatha o Buddha day, il giorno di osservanza Buddista

di Max Pubblicato: 10/04/2023
Indocina Scritto da Max

Uposatha – il giorno di osservanza Buddista o Buddha Day in Cambogia

Uposatha, che deriva dal Sanscrito Upavasatha, identifica il giorno nel quale i praticanti Buddisti osservano un comportamento speciale. In alcuni paesi, come la Cambogia, questo viene impropriamente chiamato anche Buddha day, sprattutto dagli occidentali.

Durante questa giornata sia i normali cittadini che i membri della Sangha (la comunità monastica) intensificano la pratica e la conoscenza reciproca. 

La tradizione dell’Uposatha esiste da prima del Buddha (ante 600 a.c.) ed in alcuni paesi è una giornata molto sentita, come ad esempio in Cambogia, dove i giorni vengono riportati sul calendario.

Gli insegnamenti del Buddha indicano che questo giorno speciale deve essere dedicato a purificare la mente dalla contaminazione del mondo esteriore e deve essere un’occasione per portare calma e serenità nella vita delle persone. Durante queste giornate uno degli impegni, soprattutto delle persone al di fuori della comunità monastica è quello di una maggiore osservanza dei precetti e degli insegnamenti del Buddha.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

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Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Uposatha – il giorno di osservanza Buddista o Buddha Day in Cambogia
  • Storia di Uposatha, divenuto Buddha day
  • I giorni di osservanza – Buddha day, a seconda delle culture
  • Gli otto precetti dell’Uposatha (o cinque o dieci)
  • Cosa fare nei Buddha Day o giorni di Osservanza
  • Giorni speciali Uposatha
  • Fonti
  • Per saperne di più sull’Indocina

Pianifica subito la visita: acquista la nuova versione della guida* della Cambogia della Lonely Planet. La guida del National Geographic* sulla Cambogia, invece, è meno dettagliata, ma è indicata per chi, come me, ama vedere qualche foto in più (in realtà l’ottimo sarebbe averle entrambe).

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia

Storia di Uposatha, divenuto Buddha day

La tradizione esisteva già prima dell’avvento del Buddha, anche se con regole e modalità un po’ differenti. Uno dei modi per celebrare Uposatha, ad esempio, consisteva nella visita al tempio o ad un luogo sacro, dove poi il devoto rimaneva per un giorno ed una notte intera.

L’evidenza che la parola Uposatha fosse già in uso ai tempi del Buddha, lo testimoniano varie scritture, in particolare il Muluposatha Sutta ne definisce i contorni, spiegando ciò che ci si aspetta da un devoto in quei giorni. 

Nelle scritture si narra che il Buddha incontrò Visakha, una della più devote al Buddha, intenta proprio ad osservare il giorno di Uposatha. Il Maestro le spiegò allora che esistono diversi modi per osservare i giorni di Uposatha: il metodo del pastore, il metodo dei devoti Jainisti ed il metodo dei nobili, quest’ultimo è ciò che ci si aspetta da un illuminato e che rappresenta quanto di più spiritualmente elevato possa essere fatto.

Oggigiorno durante Uposatha, i monaci e le monache cantano le regole monastiche e riflettono soprattutto sui precetti che hanno trascurato. I laici invece si recano al tempio per meditare, per ascoltare i monaci che cantano, per ascoltare il Dharma e per rinnovare il loro impegno di rettitudine.

Potete vedere esempi di calendari Thai e Khmer dove vengono indicati i giorni di osservanza o Buddha day: 
- esempio di Calendario Thai di un'organizzazione statunitense che riporta scritte in inglese: vedi qui.
- esempio di Calendario Khmer che online non riporta le scritte in inglese, ma se scaricate l'app sullo smartphone permette di scegliere la lingua: vedi qui.
Monaco buddista in cambogia che medita durante uposatha-2
Monaco Buddista in Cambogia che medita durante Uposatha

I giorni di osservanza – Buddha day, a seconda delle culture

Il buddismo si è evoluto in modo parallelo a seconda dei paesi e delle culture tipiche di ogni paesi, così anche il Giorno di Osservanza Uposatha viene celebrato in modo differente a seconda della tradizione ed in genere cade da due a sei volte per ogni mese lunare.

Il giorno di osservanza nella tradizione Theravada – Buddha day 

Nella tradizione Theravada Uposatha cade in genere una volta alla settimana, seguendo il ciclo delle fasi lunari: luna nuova, il primo quarto, secondo quarto e luna piena, anche se ad esempio nello Sri Lanka i quarti di luna vengono esclusi. In pratica i giorni cadono il primo, l’ottavo, il quindicesimo ed il ventitreesimo giorno del mese lunare.

In Cambogia i giorni di Uposatha, conosciuti localmente come Thngai Soel, sono quelli corrispondenti alle quattro fasi lunari. 

Prima del colonialismo Buddha Day o Uposatha era anche riconosciuto come il giorno di riposo ufficiale, sostituito poi dalla domenica durante l’era coloniale e mantenuto in seguito.

Uposatha nella tradizione Mahayana

Nei paesi di tradizione Mahayana che osservano il calendario cinese, i giorni Uposatha sono, invece, dieci ogni mese. Questi cadono il primo, l’ottavo, il quattordicesimo, il quindicesimo, il diciottesimo, il ventitreesimo, il ventiquattresimo e gli ultimi tre giorni di ogni mese lunare. Una versione meno stringente, osservata ad esempio in Giappone, indica solo sei volte l’ottavo, il quattordicesimo, il quindicesimo, il ventitreesimo e gli ultimi due giorni di ogni mese lunare

Benedizione dell'acqua,(water blessing) tipica della Cambogia, durante Uposatha o Buddha Day
Benedizione dell’acqua,(water blessing) tipica della Cambogia, durante Uposatha o Buddha Day

Gli otto precetti dell’Uposatha (o cinque o dieci)

Gli otto precetti dell’Uposatha sono:

  1. Non si deve uccidere un essere (vivente)
  2. Non si deve prendere ciò che non è dato;
  3. Non si deve dire una bugia
  4. Non bisogna bere bevande alcoliche (essere un bevitore di bevande forti)
  5. Ci si deve astenere dal “non celibato” dall’atto sessuale
  6. Non deve mangiare di notte, l’ora sbagliata della giornata
  7. Non si deve indossare una ghirlanda o usare un profumo
  8. Si deve dormite su assi di legno o su una stuoia in terra 

Questo sono i precetti dell’Uposatha a otto fattori, così come indicati dal Buddha e che conducono alla fine di stress e sofferenze.

Questi otto precetti sono simili ai cinque ed ai dieci precetti di altre tradizioni

il viaggio fotografico in cambogia - ottobre 2023
Viaggio fotografico in Cambogia ad Ottobre 2023. Posti limitati, chiedi info

Cosa fare nei Buddha Day o giorni di Osservanza

Per i devoti l’Uposatha è un’opportunità per visitare il tempio, fare offerte, ascoltare i discorsi dei monaci e meditare. Chi invece non può visitare un tempio può dedicare del tempo in più alla meditazione, allo studio dei testi sacri o facendo offerte anche a chi ne ha bisogno, senza recarsi ad un tempio.

Attualmente Uposatha è praticato sono per lo più nel sud e nel sud-est asiatico, in particolar modo nel Buddhismo Theravada, ma si pratica ancora anche in alcune zone della Cina.

Il settimo precetto è talvolta interpretato anche nel senso di non indossare abiti colorati, il che ha portato a una tradizione per le persone di indossare il bianco quando osservano gli otto precetti. Sebbene non sia un precetto ben definito, in Thailandia ed in Cina, a volte i devoti rimangono nel tempio anche durante la notte, anche allo scopo di stare lontani dalle tentazioni.

Il giorno di osservanza per i monaci

Durante l’Uposatha i monaci recitano alcuni passaggi del Patimokkha che nel buddismo Theravada rappresenta il codice alla base della disciplina monastica, costituito da 227 regole per i monaci e 311 per le monache. La recitazione dura da una mezz’ora fino ad oltre un’ora, a seconda della velocità dell’oratore e a seconda del monastero, i fedeli sono invitati a partecipare o, a volte, la partecipazione del pubblico risulta invece vietata. Oltre alla recitazione, spesso indicata come canto, in alcuni monasteri i monaci possono condividere con i confratelli le violazioni delle regole disciplinari, allo scopo di indicare agli altri la giusta azione.

Rappresentazione del Buddha ad Angkor Wat
Rappresentazione del Buddha ad Angkor Wat

Giorni speciali Uposatha

In Thailandia ed in Cambogia i giorni cinque giorni di luna piena di Uposatha che hanno un significato speciale e sono chiamati puja, non nel senso dell’offerta come inteso nell’induismo, ma più con il senso di adorazione o devozione

Vesak o Visak Bochea

Vesak o Visak Bochea Day, noto anche come Buddha Day, è una delle cerimonie più importanti per i buddisti di tutto il mondo. La giornata commemora la nascita, l’illuminazione e il nirvana di Siddharta Gautama Shakyamuni, il Buddha. Per i buddisti cambogiani, la giornata di Vesak Bochea trascorre tradizionalmente nelle pagode meditando, cantando e ascoltando i monaci che recitano i versi e gli insegnamenti del Buddha. Molti possono anche portare offerte come cibo, candele e fiori per i monaci del tempio. Spesso si vedono anche processioni di monaci seguite da persone di tutte le età che tengono in mano candele, bastoncini di incenso e fiori di loto.

Il Visak Bochea in Cambogia cade:

  • martedì 4 maggio 2023
  • mercoledì 22 maggio 2024
  • lunedì 5 maggio 2025
  • venerdì 22 maggio 2026

Asalha Puja

Asalha Puja o Asalha Uposatha, il giorno del Dharma è l’anniversario del primo discorso del Buddha e si tiene di solito fra luglio ed agosto, nel quindicesimo giorno di luna crescente dell’ottavo mese del calendario lunare. In questo giorno si commemora il primo discorso tenuto nel parco delle gazzelle di Sarnath, presso Varanasi ai cinque compagni con i quali aveva praticato l’ascetismo. La tradizione è molto sentita in Thaliandia e Laos dove viene celebrata il

  • martedì 1 agosto 2023
  • domenica 21 luglio 2024
  • giovedì 10 luglio 2025
  • mercoledì 29 luglio 2026

Pchum ben

La data segna anche l’inizio di Vassa, una sorta di quaresima buddista che dura tre mesi. In Cambogia in realtà è molto più sentita la fine di Vassa, con 15 giorni di celebrazioni del Pchum Ben durante il quale si onorano gli antenati

  • venerdì 13 ottobre 2023
  • martedì 1 ottobre 2024
  • domenica 21 settembre 2025
  • sabato 10 ottobre 2026

Pavarana

Pavarana: segna la fine del Ritiro delle Piogge o Vassa, una sorta di quaresima buddista di meditazione e pratica che dura tre mesi. Durante la cerimonia ogni monaco chiede perdono per le azioni che potrebbero aver offeso o arrecato danno ad altri. La giornata viene celebrata in alcuni paesi asiatici dove si pratica il buddismo Theravada, anche se i buddisti Mahayana sono soliti osservare il periodo di Vassa.

La prossima celebrazione sarà domenica 29 ottobre 2023.

Anapanasati

Giorno di Anapanasati: Anniversario della consegna da parte del Buddha dell’Anapanasati Sutta. Inizia subito dopo la fine del Pavarana e viene celebrato nel giorno della luna piena del decimo mese del calendario lunare. Celebra la fine della stagione delle piogge e secondo la tradizione, il giorno nel quale il Buddha impartì gli insegnamenti sulla regolazione del respiro, utilizzato durante la meditazione (anapanasati). Durante la festa i monaci leggono brani che raccontano la vita di Buddha. Molti credenti in questo momento si trasferiscono nel monastero, dove dormono e mangiano. La lettura del testo è interrotta solo dalle preghiere e dal pasto monastico. 

  • sabato 28 ottobre 2023
  • sabato 16 novembre 2024
  • mercoledì 05 novembre 2025
  • martedì 24 novembre 2026

Magha Puja

Magha Puja o Magha Uposatha. Detto anche giorno della Sangha o Sangha Day, il giorno della comunità monastica. Celebra la ricorrenza del giorno in cui il Buddha impartì un breve insegnamento a 1250 discepoli Arahat, nella notte di luna piena di Magha (febbraio), questo insegnamento è chiamato Ovada-Patimokkha Gatha. In Cambogia nel 2019 la celebrazione viene chiamata Meak Bochea ed è celebrata il giorno di luna piena del terzo mese del calendario lunare (5 febbraio nel 2023). Nel 2019, ultimo anno ante pandemia, le feste a Oudong Mountain – Phnom Preah Reach Troap alle celebrazioni hanno partecipato fra le 30 e le 50.000 persone.

Prossime date:

  • sabato 24 febbraio 2024
  • mercoledì 12 febbraio 2025
  • martedì 03 marzo 2026

Altri paesi celebrano Uposatha, quali Sri Lanka, Cina, Giappone e Corea.

Fonti

Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Uposatha

Phnom Penh Post: https://www.phnompenhpost.com/national/slaughterhouses-told-obey-killing-ban-holy-days

BBC: https://www.bbc.co.uk/bitesize/guides/zmd9dxs/revision/9

Buddhanet: https://www.buddhanet.net/thai_cal.htm ; https://www.buddhanet.net/festival.htm

 Accesstoinsight.org (Thanissaro Bhikkhu) https://www.accesstoinsight.org/tipitaka/an/an03/an03.070.than.html

Muluposatha Sutta: The Roots of the Uposatha” (AN 3.70), tradotto dal Pali da Thanissaro Bhikkhu.  Access to Insight (edizione BCBS),30 novembre 2013, https://www.accesstoinsight.org/tipitaka/an/an03/an03.070.than.html .

Borei Angkor: https://www.boreiangkor.com/blog/vesak-bochea-day-in-cambodia

Ashoka: https://mindfulnesspigneto.com/blogs/notizie/ovada-patimokkha

Public Holidays: https://publicholidays.asia/cambodia/

Per saperne di più sull’Indocina

Paesaggi, città, persone e spiritualità: l’Indocina, ovvero Vietnam, Cambogia e Laos sono tutto questo. Coadiuvati da una popolazione sorridente e cordiale. Non troverete solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo Otto libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

Vietnam e Cambogia sono due paesi dell’Indocina che offrono un affascinante mix di cultura, storia e avventura. Dagli antichi templi di Angkor alle animate strade di Saigon (Ho Chi Minh City), Hanoi, alla Città Imperiale di Hue in Vietnam, al Delta del Mekong fino a Phnom Penh, questi due paesi offrono qualcosa per tutti.

Anche la Thailandia è una meta dalle mille sorprese: scoprite Bangkok con un itinerario di uno, due o più giorni.

Immergetevi nelle ricche culture di questi due incredibili paesi mentre scoprite le loro storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

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Scoprite la cultura tradizionale vietnamita esplorando antiche pagode o visitando vivaci mercati, senza dimenticare la guerra in Vietnam che potete conoscere meglio visitando il War Remnants Museum Ho Chi Minh City Saigon ed i Tunnel di Cu Chi. Esplorate poi la Cambogia! Dopo la capitale Phnom Penh dirigetevi verso Siem Reap e Angkor, uno dei siti archeologici più impressionanti del mondo, dove potrete ammirare la splendida Angkor Wat o il Tempio Bayon ad Angkor Thom. Qui potete esplorare antiche rovine risalenti a secoli fa e farvi rapire dalla Apsara, le mitiche danzatrici. Se invece preferite le spiagge cercate mille modi per rilassarvi sulle splendide spiagge di Sihanoukville.

Volete organizzare un viaggio con me? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Ciao, ci vediamo in Indocina!

Unknown
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Pubblicato: 10/04/2023
migliori stampanti fotografiche portatili e tascabili polaroids

Stampanti fotografiche portatili e tascabili

di Max Pubblicato: 08/04/2023
Divagazioni Scritto da Max

Quali sono le migliori stampanti fotografiche portatili e tascabili? Ho fatto questa ricerca per comprare la migliore disponibile sul mercato e ho avuto delle interessanti sorprese!

Leggete l’articolo per scoprirle!

Leggi anche: La migliore fotocamera compatta da viaggio 2024

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo : clic per aprire

Clicca sul titolo per andare alla sezione

  • Una stampante fotografica portatile in viaggio
  • Quale stampante fotografica portatile
  • Stampanti fotografiche portatili: cosa valutare
  • HP Sprocket
  • Kodak Step
  • Kodak Mini 2 Retro P210R *** La mia scelta
  • Fujifilm Instax Mini Link 2
  • Xiaomi 1S Mi Stampante Fotografica Portatile
  • Liene Pearl K100 Printer
  • Canon ZoeMini 2 (novità 2025)
  • Stampanti fotografiche portatili: ho scelto Kodak Mini 2 Retro
  • Prova di stampa con la Kodak Mini 2 Retro (video)
  • Scopri di più su questo blog

Una stampante fotografica portatile in viaggio

Spesso siamo abituati ad andare in giro per il mondo a fotografare monumenti, animali e persone. Congeliamo momenti e rubiamo attimi di vita, immortalandoli nelle immagini che poi portiamo a casa da mostrare a parenti ed amici.

Nell’ottica di uno stile di viaggio sostenibile ed equo, uno dei miei impegni è sempre stato quello di offrire qualcosa alle persone o alle comunità che visito.

Vista la mia predilezione per i paesi meno ricchi del mondo, a volte ho portato vestiti o scarpe, a volte quaderni per i bambini o altro.

Sarà capitato anche a voi che, mentre scattate una foto, vi venga chiesto, di vedere lo scatto e, a questo punto, ho pensato, perché non lasciarne una copia stampata?

Da questo la mia decisione di comprare una fra le tante stampanti fotografiche portatili.

Quale stampante fotografica portatile

Avevo già preso in considerazione in passato questo acquisto, ma fino a poco tempo fa le opzioni disponibili erano veramente poche. Fra tutte la più popolare è sempre stata la Canon Selphy, che stampa in formato 10×15 cm, piccola, ma pur sempre di una dimensione tale da non poter stare nello zaino o in tasca.

Oggi la scelta di stampanti fotografiche portatili e tascabili è ampia, alcune sono abbastanza piccole da essere portate in viaggio e abbastanza economiche da non essere una spesa impossibile.

La differenza sostanziale fra una e l’altra, però, non è così evidente, neanche dopo un’attenta valutazione.

Così ho voluto raggruppare qui le informazioni più rilevanti per permettere ad ognuno di decidere secondo il proprio stile.

Stampanti fotografiche portatili: cosa valutare

Nella scelta di una stampante fotografica portatile occorre valutare diversi fattori.

Primo fra tutti il formato, in quelle proposte va da 5 x 7,6 cm a 5,4 x 8,6 cm. Quasi tutte le stampanti qui elencate hanno anche l’equivalente in forma quadrata con formato 7,6 x 7,6 cm (3×3 pollici), ma non le ho valutate in questo articolo.

Durata della batteria. Visto che è portatile, non vogliamo rimanere senza batteria proprio nel mezzo di un viaggio, quando ci serve una stampa, tutte promettono almeno una decina di stampe, alcune un po’ di più.

Costo della stampante e costo per stampa. Oltre al costo della stampante, occorre tenere in considerazione anche il costo della carta di ricambio, ovviamente in relazione a quanto si pensa di usare la stampante.

La qualità delle stampe è comparabile, quasi tutte usano la tecnologia ZINK. Questo permetterebbe in teoria di usare la carta di qualsiasi marca, ma è consigliabile usare la carta dedicata. L’unica che in teoria ha una marcia in più è la tecnologia 4PASS della Kodak, ma siccome l’obiettivo non è la qualità assoluta, questo non è un fattore che possa influenzare più di tanto la scelta, almeno credo.

Vediamo quelle elencate come si propongono.

Leggete anche: Cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto

HP Sprocket

  • Prezzo della sola stampante: 99 euro
  • Costo di ogni fotografia: 0,60 euro
  • Formato fotografia: 5 x 7,5 cm
Link al sito ufficiale
hp sprocket
Stampante portatile HP Sprocket
  • Prezzo della stampante + 50 fogli: 129 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Prezzo confezione da 50 fogli: 30 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Tipo carta: adesiva
  • Batteria ricaricabile: sì
  • Ricarica USB: USB micro
  • Durata delle Batterie: Non Dichiarata
  • Tecnologia ZINK (Zero Inkiostro): sì
  • Compatibile con altre carte ZINK: sì
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • App dedicata necessaria: sì
  • Wi-Fi: no
  • BlueTooth o NFC: sì
  • Connessione via cavo: no
  • Tipo file: .jpeg, .tiff (solo iOS), .gif, .bmp e .png

Kodak Step

  • Prezzo della sola stampante: 79,99 euro
  • Costo di ogni fotografia: 0,60 euro
  • Formato fotografia: 5 x 7,5 cm
Link al sito ufficiale
Kodak Step stampanti fotografiche portatili
Kodak Step
  • Prezzo della stampante + 50 fogli: 109 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Prezzo confezione da 50 fogli: 30 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Tipo carta: adesiva
  • Batteria ricaricabile: sì
  • Ricarica USB: USB micro
  • Durata delle Batterie: 25
  • Tecnologia ZINK (Zero Inkiostro): sì
  • Compatibile con altre carte ZINK: sì
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • App dedicata necessaria: sì
  • Wi-Fi: no
  • BlueTooth o NFC: sì
  • Connessione via cavo: no
  • Tipo file: ND

Kodak Mini 2 Retro P210R *** La mia scelta

  • Prezzo della sola stampante: 99 euro
  • Costo di ogni fotografia: 0,40 euro
  • Formato fotografia: 5,4 x 8,6 cm
Link al sito ufficiale
Kodak Mini 2 Retro
Kodak Mini 2 Retro
  • Prezzo della stampante + 8 fogli: 100 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Prezzo confezione da 60 fogli: 20 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Tipo carta: laminata
  • Batteria ricaricabile: sì
  • Ricarica USB: USB micro
  • Durata delle Batterie: ND
  • Tecnologia ZINK (Zero Inkiostro): si, anche tecnologia 4STEP
  • Compatibile con altre carte ZINK: sì
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • App dedicata necessaria: sì
  • Wi-Fi: no
  • BlueTooth o NFC: sì
  • Connessione via cavo: no
  • Tipo file: ND

Fujifilm Instax Mini Link 2

  • Prezzo della sola stampante: 99 euro
  • Costo di ogni fotografia: 1,25 euro
  • Formato fotografia: dimensioni di stampa 5,4 x 8,6 cm – dimensione immagine 4,6 x 6,2 cm
Link al sito ufficiale
Fujifilm Instax
Fujifilm Instax
  • Prezzo della stampante + 50 fogli: 100 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Prezzo confezione da 50 fogli: ND – confezione da 40 fogli 50 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Tipo carta: adesiva, carte con bordi colorati e a tema
  • Batteria ricaricabile: sì
  • Durata delle batterie: 100 stampe
  • Tecnologia ZINK (Zero Inkiostro): no
  • Compatibile con altre carte ZINK: no
  • Contenuto cassetto Stampante: ND
  • App dedicata necessaria: sì
  • Wi-Fi: no
  • BlueTooth o NFC: sì
  • Connessione via cavo: no
  • Tipo file: JPEG / PNG / HEIF / DNG

Xiaomi 1S Mi Stampante Fotografica Portatile

  • Prezzo della sola stampante: 80 euro
  • Costo di ogni fotografia: 0,50 euro
  • Formato fotografia: dimensioni di stampa 5 x 7,6 cm
Link al sito ufficiale
Xiaomi Mi Xiaomi 26152
Xiaomi Stampante Portatile 26152
  • Prezzo della stampante: 80 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Prezzo confezione da 50 fogli: 25 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Tipo carta: adesiva
  • Durata delle batterie: 20 ore
  • Tecnologia ZINK (Zero Inkiostro): si
  • Compatibile con altre carte ZINK: si
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • Compatibile con altre carte ZINK: sì
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • App dedicata necessaria: sì
  • Wi-Fi: no
  • BlueTooth o NFC: sì
  • Connessione via cavo: no
  • Tipo file: ND

Liene Pearl K100 Printer

  • Prezzo della sola stampante: 99 euro
  • Costo di ogni fotografia: 0,60 euro
  • Formato fotografia: dimensioni di stampa 5 x 7,6 cm
Link al sito ufficiale
liene pearl-2
Liene Pearl K100
  • Prezzo della stampante + 50 fogli: 99 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Prezzo confezione da 50 fogli: 29,99 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Tipo carta: adesiva
  • Durata delle batterie: 30 stampe
  • Tecnologia ZINK (Zero Inkiostro): si
  • Compatibile con altre carte ZINK: si
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • Compatibile con altre carte ZINK: sì
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • App dedicata necessaria: sì
  • Wi-Fi: no
  • BlueTooth o NFC: sì
  • Connessione via cavo: no
  • Tipo file: ND

Liene è una marca relativamente nuova sul mercato, ma popolare negli Stati Uniti.

Canon ZoeMini 2 (novità 2025)

  • Prezzo della sola stampante: 99 euro
  • Costo di ogni fotografia: 0,50 euro
  • Formato fotografia: dimensioni di stampa 5 x 7,6 cm
Link al sito ufficiale
canon zoemini 2
Canon ZoeMini 2
  • Prezzo della stampante + 50 fogli: 125 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Prezzo confezione da 50 fogli: 25 euro – controlla il prezzo su Amazon
  • Tipo carta: adesiva
  • Durata delle batterie: 20 stampe
  • Tecnologia ZINK (Zero Inkiostro): si
  • Compatibile con altre carte ZINK: si
  • Contenuto cassetto Stampante: 10 fogli
  • App dedicata necessaria: sì
  • Wi-Fi: no
  • BlueTooth o NFC: sì
  • Connessione via cavo: no
  • Tipo file: ND

Stampanti fotografiche portatili: ho scelto Kodak Mini 2 Retro

Le stampanti qui elencate hanno tutte un formato mini, in genere 2×3 pollici è lo standard, equivalente a 5×7,6 cm circa. Qualcuna ha un formato leggermente più grande, ma non di molto. Hanno una batteria e la connessione bluetooth e necessitano in genere di un’app dedicata dello smartphone per stampare.

La mia scelta è caduta su Kodak Mini 2 Retro, per il formato leggermente più grande: 5,4 x 7,8 cm e la carta on è quella classica adesiva. La Xiaomi è molto economica, ma il costo per stampa elevato, mentre la Instax è la più trendy fra le stampanti fotografiche portatili, ma anch’essa con un costo per stampa elevato.

Le caratteristiche più importanti della Kodak Mini 2 Retro

  • COSTO FOTO BASSO
  • QUALITÀ FOTO SUPERIORE – KODAK Mini 2 Retro utilizza la tecnologia 4PASS per stampare foto impeccabili all’istante. Ogni foto viene stampata in strati di nastro con un processo di laminazione, quindi è a prova di impronte digitali e resistente all’acqua.
  • DUE TIPI DI FOTO – La stampante KODAK Mini 2 Retro supporta tipi di foto con bordo e senza bordo.

Fate la vostra scelta e divertitevi!

Prova di stampa con la Kodak Mini 2 Retro (video)

La stampa vera e propria comincia intorno al 50° secondo

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Se stai programmando un viaggio controlla cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Se vuoi sapere quali sono le mie scelte curiosa nella mia borsa fotografica.

Prova anche la nuova Web APP interattiva per la valigia: inserisci i dettagli del tuo viaggio ed ottieni una lista personalizzata sulla base delle tue scelte!!

Questa sezione è dedicata ai consigli, maturati sulla base delle mie esperienze in viaggio, alle recensioni di prodotti che ho testato o a consigli su argomenti che mi appassionano, come i viaggi (ovviamente), le lingue, la corsa e altro..

Scopri come imparare una nuova lingua, io per esempio sto studiando cinese e thailandese, il primo con risultati altalenanti, il secondo con un po’ più di impegno…

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Se ti interessa l’argomento fotografia, scopri qual è la migliore macchina fotografica compatta da viaggio e come stampare le fotografie mentre sei in viaggio, leggendo la mia guida sulle Stampanti fotografiche portatili e tascabili.

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Ciao, a presto!

Pubblicato: 08/04/2023
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