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Articoli Recenti

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro

Riserva Tangkoko alla ricerca del macaco nero e del tarsio spettro

di Max Pubblicato: 09/01/2019
Indonesia Scritto da Max

A spasso per la Riserva Naturale di Tangkoko alla ricerca di macachi neri e tarsi spettri

Il Parco Nazionale Riserva Naturale Tangkoko è una zona di foresta protetta che si trova a circa due ore di strada da Manado nel nord del Sulawesi in Indonesia, istituita anche per proteggere dall’estinzione i macachi neri e i tarsi spettri
L’area è adiacente al mare e vi si trovano tratti di costa con spiagge di sabbia oltre ovviamente a zone di foresta, mentre l’accesso principale avviene dall’entroterra.

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Indice

  • A spasso per la Riserva Naturale di Tangkoko alla ricerca di macachi neri e tarsi spettri
  • Le mie impressioni
  • Il tarsio spettro
  • I macachi neri ed altri ospiti
  • Famosi per uno dei primi selfie della storia
  • Le mie fotografie dei macachi neri
  • Come arrivare

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Le mie impressioni

La riserva è importante per la conservazione della fauna del luogo, facilmente osservabile camminando lungo i sentieri e le stradine lastricate all’interno della foresta.
Rispetto ai parchi nazionali intesi all’occidentale, l’impressione che si ha immediatamente entrando nella zona protetta, è di un giardino zoologico. Mi spiego: il fatto di avere molti sentieri lastricati e alcune costruzioni in muratura ruba alla Riserva Naturale Tangkoko un po’ di sensazione di selvaggio, che è una delle cose che ricerco in luoghi di questo tipo.
La foresta inoltre, almeno quella esplorata da noi, non è foresta primaria come mi sarei aspettato di trovare. Infatti la zona sembre in fase di recupero dopo un passato di scarsa attenzione.

Ciò detto per dovere di cronaca, il posto è in verità è molto interessante perché nella Riserva Naturale Tangkoko è possibile avvistare tanti animali particolari ed interessanti

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Macaco Nero

Una particolarità del parco Tangkoko è la spiaggia di sabbia nera a pochi metri dall’ingresso. Appena ci si arriva si rimane un po’ spaesati.. ci si aspetta una spiaggia bianca, mare chiaro, luce. Invece ci si trova a camminare nella sabbia nera, calda come non ve lo aspettereste, con un mare scuro scuro che da’ l’impressione quasi di un mare freddo.

Invece siamo in Sulawesi, Indonesia, il mare è caldo e questa spiaggia di sabbia lavica dopo un po’ vi attira e vi conquista, con la sua tranquillità, con le barche dei pescatori e con i bambini che giocano. Camminare nell’acqua scura e calda come un brodo è veramente un’esperienza che rimane.

E poi ci sono pochi turisti, il che vi da il tempo, come abbiamo fatto noi, di conversare con le persone del posto. E’ stato molto bello fare amicizia con una scolaresca che passava la pausa pranza con un pranzo al sacco in spiaggia e scambiare qualche parola con loro.

Questa spiaggia è sicuramente meno famosa di Punalu’u Beach alle Hawaii, ma sono certo che non rimarrete delusi dalla visita, una vera chicca!

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Spiaggia Nera Sulawesi Tangkoko

Il tarsio spettro

Il tarsio spettro, con il suo musetto simpatico ricorda vagamente il furby. Si tratta di uno dei più piccoli primati al mondo, ed è anche uno degli unici esclusivamente carnivori. Un grande predatore nelle sembianze di un peluche. L’alimentazione, ancorché carnivora, è a base per lo più di insetti e di piccoli invertebrati. Grazie alla loro agilità ed alla capacità di spiccare grandi balzi anche di tre metri, i tarsi sono però in grado di catturare anche altri animali come ad esempio i pipistrelli, anche in volo!
I tarsi spettri sono animali notturni e possono essere avvistati all’imbrunire nelle cavità degli alberi, prima che escano per la caccia notturna. L’avvistamento è infatti più difficile se sono fuori dalla tana, proprio per le loro dimensioni e per la velocità.

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Tarsio spetto da solo
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Famigliola di Tarsi Spettri

I macachi neri ed altri ospiti

I macachi neri sono una specie di primati endemica del Sulawesi. In genere è facile vederli in gruppi nella riserva di Tangkoko. Seguirli nelle loro attività è veramente uno spasso perché sembrano veramente molto umani. I piccoli in modo speciale sono chiassosi e ridicoli e si esibiscono in acrobazie sugli alberi finendo spesso per cadere rovinosamente.

Se sarete attenti e se la guida ve lo indicherà potrete avvistare il Cuscus, un elusivo marsupiale che vive sul gli alberi, e che raramente scende a terra.
Altra particolarità del posto sono gli uccelli come ad esempio il simpatico martin pescatore testablu ed il bucero del Sulawesi (Rhyticeros cassidix), chiamato comunemente hornbill.
La guida non mancherà di impressionarvi cercando le tarantole, specialmente all’imbrunire.

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Macaco nero con piccolo
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Cuscus, un elusivo marsupiale della riserva Tangkoko
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Il bucero del Sulawesi (Rhyticeros cassidix)
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Martin pescatore testablu

Famosi per uno dei primi selfie della storia

Potete approfondire l’argomento qui

Ecco i famosi Selfie del Macaco Nero (le immagini sono di pubblico dominio, se leggerete l’articolo capirete il perché)

Le mie fotografie dei macachi neri

Come arrivare

La Riserva Naturale Tangkoko è vicina a Manado, ma è comodo soggiornare sul posto per godere della riserva nelle prime ore del mattino ed all’imbrunire, quando gli animali sono più attivi. É possibile visitare la riserva anche in giornata dalla città, ma vi perderete i tarsi spettri che si vedono solo di notte .
Dopo la visita della Riserva Naturale Tangkoko è possibile continuare per Bunaken e lo Stretto di Lembeh che sono località particolarmente amate dai sub, ma anche per Tomohon, insospettabilmente interessante soprattutto per il suo extreme market, del quale parlo in un altro articolo.

Per saperne di più sull’Indonesia

L’Indonesia è nota soprattutto per le spiagge ed i fondali di corallo, per i molti vulcani attivi e per la fauna. Orangutan, Tigri e Rinoceronti a Sumatra, i Draghi a Komodo e poi ancora Bali con la sua misticità e Giava con la sua Cultura ed arte antica fanno di questo paese un universo da esplorare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie di Sumatra visitando gli Orangutan di Sumatra e gli gli elefanti di Tangkahan. Oppure esplora il Sulawesi con i Macachi Neri di Tangkoko ed i riti ancestrali di Toraja.

Ciao, a presto!

  • Viaggio in Sulawesi Indonesia – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Riserva Tangkoko alla ricerca del macaco nero e del tarsio spettro – Ultima Modifica 11/02/2023
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Pubblicato: 09/01/2019
Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa

Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate

di Max Pubblicato: 30/12/2018
India Scritto da Max

I Kutia Kondh ed l’ombra dello spirito-tigre

I Kutia Kondh, oggetto di questo articolo e spunto per la digressione sugli spiriti-tigre vivono per lo più nel distretto di Baliguda, nello stato dell’Orissa, nell’India Centrale.

Il nome Kutia significa colui che rompe o distrugge. In questa regione vivono circa 62 etnie fra le quali ho già citato i Dongria Kondh o Dongariah Kondh ed i Bonda. Per millenni  queste etnie sono vissute isolate barattando le loro merci con le popolazioni indù. E’ comune in questi luoghi vedere donne piene di tatuaggi, orecchini, collane, anelli e bracciali. E’ una delle zone ancora vere dell’India, indubbiamente penetrata della moderna civiltà, ma ancora ricca di tradizioni.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • I Kutia Kondh ed l’ombra dello spirito-tigre
  • Strutture ricettive
  • Programmazione dei mercati giorno per giorno
  • L’importanza dei mercati
  • Digressione
  • Gli spiriti tigre
  • La credenza Kondh – la spiegazione mistica
  • Le ragazze Kondh e il marchio della tigre
  • L’interpretazione ed il significato nella tribù Kutia Kondh cambia nel tempo.
  • I tempi moderni
  • Lasciamo un segno?
    • Un aiuto discreto
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

Strutture ricettive

In questa zona le strutture ricettive in ottica occidentale sono un po’ scarse ed a volte bisogna adattarsi, in compenso si viene ripagati con vita vera. Si ha la possibilità di visitare senza sentirsi prede e con la sensazione di essere sempre ospiti graditi. Le persone genuinamente interessate vi si avvicineranno per conoscere e non per fare business, questo lo trovo impagabile.

La visita si inserisce in un viaggio in Orissa, alla ricerca delle tradizioni di questi popoli. Di solito il ritmo di viaggi come quello che ho fatto io è dettato dai mercati locali, che avvengono in un giorno specifico della settimana. Ogni giorno è possibile visitare un mercato diverso in un’area di una determinata tribù.

Programmazione dei mercati giorno per giorno

  • Lunedì Mercato settimanale Rayagada-Puttasingh
  • Martedì Mercato tribale settimanale Rayagada-Kotagarh
  • Mercoledì Mercato tribale settimanale Chatikona
  • Giovedì Mercato tribale settimanale Onukadelli
  • Venerdì Mercato tribale settimanale Jeypore-Kunduli
  • Sabato Mercato settimanale Jeypore-Gupteswar-Baligaon

L’importanza dei mercati

Il mercato è il luogo di incontro settimanale ed il posto più semplice dove incontrare le persone. Nei mercati è possibile inoltre interagire con questi popoli, di solito schivi e poco propensi ad aprirsi. Ovviamente è preferibile una guida locale, che per le tribù è anche indispensabile che sia approvata dal governo. La guida vi aiuterà a comprendere almeno in parte, usi, costumi e tradizioni, oltre ad evitarvi possibili guai ;-).

Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Donna Kutia Kondh
Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Questo sono io, ritratto con una famiglia del villaggio

Digressione

Sfrutto l’occasione di questa visita al villaggio Kutia Kondh e ad altri villaggi della zona per approfondire un discorso che mi ha interessato. Non è mia intenzione ne’ posseggo le competenze per fare un trattato, ma mi permetto di fare una piccola digressione sugli spiriti-tigre, per capire il significato dei tatuaggi delle donne Kutia Kondh.

Se volete saperne di più potete consultare l’articolo del prof. Francesco Brighenti, PhD in Storia presso UTKAL University –Bhubaneswar –Orissa (India), ricco di interessanti riferimenti bibliografici e principale fonte per la ricerca sugli spiriti-tigre oggetto di questa digressione

Gli spiriti tigre

Una delle credenze diffuse nell’Asia Sudorientale riguarda lo Spirito-Tigre. Gli spiriti-tigre sono considerati delle entità amiche ed avrebbero anche funzione di guardiano dell’ordine socio-religioso.  Essi infatti sono ritenuti in alcuni casi la manifestazione vivente di antenati o sciamani-guaritori o di divinità della foresta.

Lo possiamo assimilare alla licantropia, che tutti conosciamo, ma in questo caso, più che una trasformazione vera e propria come nel caso dell’uomo lupo, si tratta di un trasferimento del proprio volere o della propria anima nel corpo di un animale vero. Forse una sottile differenza, ma significativa, perché in questo caso eventuali efferatezze sono sempre compiute dall’animale e non dall’uomo.

I pochi gruppi tribali dell’India che preservano credenze riguardanti questo  fenomeno sono concentrati nella regione assamese del Nagaland del Meghalaya, nell’Arunachal Pradesh e nello stato dell’Orissa.

In quest’ultima zona un complesso di riti, simboli e credenze connessi a questa tradizione si può riscontrare nelle tribù Kondh. Tuttavia queste credenze hanno provenienza estranea alle tradizioni dell’induismo, con radici differenti dalle danze tribali eseguite nell’India del sud da uomini mascherati da tigri, leopardi o pantere nere..

La credenza Kondh – la spiegazione mistica

Le tribù Kondh mutuano questa credenza religiosa dalle tigri mangiatrici di uomini, che talvolta, per le motivazioni più disparate attaccavano i villaggi. Questo problema è stato reale ed attuale fino a che il territorio era per lo più ricoperto da giungla e foreste. Oggi le occorrenze sono molto rarefatte se non praticamente nulle.

I Kondh attribuivano il fatto che le tigri assalissero i villaggi ad un insieme di cause soprannaturali come ad esempio il volere di alcune divinità, vendetta di persone uccise da una tigre o nemici capaci di trasferire il loro spirito nel corpo di una tigre.

Benché attualmente i Kondh abbiano per la maggior parte abbandonato tali miti, alcuni tuttora sono convinti che la facoltà di trasformarsi in una tigre o in un leopardo abbia un’origine divina. Questo fenomeno, conosciuto come kradi mliva (“trasformazione prodigiosa”) o come kai krani a seconda delle zone, è connesso al culto della dea della terra Darni Penu, diffuso fra i gruppi Kondh.

In tempi antichi addirittura quando una tigre o un leopardo iniziava ad aggredire uomini o animali domestici nei pressi di un loro villaggio, i Kondh cercavano di placarne l’ira sacrificando a Darni Penu una vita umana. Non è chiaro il riferimento ai Kutia Kondh in particolare, ma in genere alle popolazioni Kondh.

Le ragazze Kondh e il marchio della tigre

Oltre ai Kutia Kondh esistono nella zona anche altre tribù con tatuaggi similii: i Desia Kondh, i Mallia Kondh e probabilmente altri che non conosco.

Collegandosi alle credenze sugli spiriti-tigre queste comunità tribali sottopongono per tradizione ad un particolare tatuaggio facciale tutte le ragazze adolescenti. Fra i Desia Kondh occidentali per esempio tale tatuaggio include sempre tre linee diritte tracciate su ciascuna guancia, le vibrisse della tigre. Una superstizione è che le donne Mallia Kondh non tatuate in questo modo riuscirebbero facilmente a sviluppare la capacità di trasformarsi in tigri.

Un tempo, anche a causa di questa superstizione, le ragazze non tatuate faticavano a trovare qualcuno disposto a sposarle. Per una moglie Kondh l’accusa di essere “divenuta una tigre”, anche se riferita al suo temperamento, poteva essere causa sufficiente per essere ripudiata. Le donne sterili erano talvolta accusate dai loro mariti di avere una relazione segreta con una tigre di sesso maschile, e per questo abbandonate o ripudiate.

Fra i Desia si sostiene ancora ai nostri giorni che è la stessa dea della terra ad esigere il tatuaggio facciale delle ragazze prima della pubertà, e che le anime di quelle che rifiutano rischieranno di migrare nell’animale feroce, creando una minaccia per il villaggio.

Fotografie di persone del villaggio Kutia Kondh, le donne hanno il viso tatuati

L’interpretazione ed il significato nella tribù Kutia Kondh cambia nel tempo.

Veniamo finalmente al villaggio che ho visitato. Mi è stato spiegato che fino a poco tempo fa il re dei Kutia Kondh aveva il diritto di avere il primo rapporto sessuale con ognuna delle donne del proprio dominio appena queste avessero raggiunto la pubertà. Una volta espletato questo rito, le donne potevano essere tatuate secondo il rito ancestrale e nessuno le avrebbe più infastidite.

Le donne, per non soggiacere a questo sopruso sceglievano di tatuarsi appena possibile, in modo che il Re – o i suoi emissari per suo conto – incontrandole non avessero a richiedere questa sorta di Ius Prime Noctis.

Altra interpretazione che mi è stata suggerita dalla guida è anche quella che le donne si tatuassero per apparire meno attraenti al sovrano che in questo modo avrebbe rinunciato spontaneamente al suo diritto. Quest’ultima versione pareva la più accreditata, ma è anche vero che non sempre l’origine delle tradizioni è chiara. Per questo motivo non è detto che anche questa versione non sia uno dei FAKE che vanno di moda oggi, anche senza i social :-)

Ho sentito parecchi pareri e sono propenso a credere che la verità sia, come al solito in India, un mix di tutte queste spiegazioni e anche se credo che la tradizione prenda spunto dalla credenza dello spirito tigre, lascio a voi decidere ed eventualmente approfondire, partendo dal link che ho messo in alto.

I tempi moderni

Sta di fatto che attualmente quasi nessuna delle giovani è tatuata, nonostante il re sia ancora una figura presente nell’organizzazione tribale, ma con poteri limitati.

Adesso un po’ di fotografie.. poi un’ultima nota.

Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Famiglia Kutia Kondh
Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Coppia di giovani sposi

Fotografie di donne Kutia Kondh coi visi tatuati e di giovani ragazze ormai senza i tatuaggi

Lasciamo un segno?

Le popolazioni che ho visitato in questo viaggio sono fra le più povere che abbia avuto modo di visitare e vivono veramente con poco. Più avanti potete vedere una foto del negozietto locale.

Chi viaggia ha il potere di lasciare un segno positivo del proprio passaggio. Il segno positivo per me non significa portare qualcosa di nuovo, perché a me piacerebbe che tutto restasse esattamente come è, anche se so che questo non è possibile e che il cambiamento è parte della vita.

Un paio di foto del negozietto del villaggio

Un aiuto discreto

Il segno positivo è un aiuto discreto e non invasivo, anche per non urtare la sensibilità e non ledere l’orgoglio delle persone.

In questo caso, sempre con il patrocinio della nostra associazione di volontariato SORRISI abbiamo donato agli studenti di una scuola locale (scuola residenziale) 35 coperte per i ragazzi che usufruiscono del convitto e che ne erano sprovvisti, visto l’approssimarsi della stagione fredda.

La scelta delle coperte è stata concordata con il responsabile della scuola, che le ha considerate la spesa più urgente, e le abbiamo consegnate direttamente sul posto.

Un piccolo aiuto, un piccolo segno, so che molti di Voi fanno altrettanto, ma se Non sapete come fare potete contribuire alla nostra iniziativa sul sito della nostra associazione SORRISI.

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
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  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 24/01/2026
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  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
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  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
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  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
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  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 30/12/2018
esibiscono nel Rann di Kutch nelle saline del Gujarat

Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat

di Max Pubblicato: 23/12/2018
India Scritto da Max

Il Gujarat e il deserto del Kutch

Il deserto del Kutch ed il lago salato del Rann Di Kutch si trovano in Gujarat, lo stato più occidentale dell’India, confinante con il Pakistan ed affacciato sul mare arabico. 

Dei luoghi che ho visitato il Deserto del Kutch, ma anche l’intero Gujarat, sono i meno “Indiani” – passatemi il termine – ovvero sembra di essere più in Asia Centrale che nel nostro amato subcontinente.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il Gujarat e il deserto del Kutch
    • Un luogo affascinante e pieno di storia
  • In Gujarat ogni luogo è una sorpresa
  • Il bianchissimo Rann of Kutch, il grande deserto salino del Kutch in Gujarat
  • Il Grande Rann of Kutch, il Piccolo Rann of Kutch e la Prateria di Banni.
  • Il deserto
  • Natura selvaggia, ma poco appariscente
  • In conclusione
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

Un luogo affascinante e pieno di storia

Il Gujarat è un luogo affascinante e pieno di storia, oltre che una meta interessante per programmare un viaggio in completo relax alla ricerca di luoghi poco conosciuti e lontani dalle folle. Il deserto del Kutch infatti è stata solo una delle fantastiche località che abbiamo visitato.

L’idea iniziale era di fare un viaggio naturalistico, ma il viaggio è stato in realtà un mix di storia, costumi locali e natura. Il risultato è stato molto diverso da quello programmato inizialmente, ma veramente di grande soddisfazione.

Il Gujarat offre infatti tantissimi spunti di visita, tanto che è quasi impossibile non fare delle deviazioni.

Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat

In Gujarat ogni luogo è una sorpresa

Le sorprese cominciano già dalla capitale Ahmedabad, con la famosa Sabarmati Ashram o Gandhi Ashram, comunità sulle rive del fiume Sabarmati. Qui il mahatma Gandhi sviluppò la teoria della Satyagraha e condusse la marcia del sale del 12 marzo 1930 che viene riconosciuta come uno dei primi passi per l’indipendenza dell’India.

Si possono visitare il Rani-ki-vav di Patan, il pozzo a gradini della Regina, recentemente dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco oppure il Tempio del Sole di Modhera, dedicato a Surya. Ma le sorprese non si fermano qui.

Troviamo infatti la riserva di Sasan Gir, con gli ultimi leoni asiatici e la tranquilla isola di Diu, che fu stazione commerciale portoghese sulle rotte del Mar Arabico. Si possono anche ripercorrere famosi pellegrinaggi, per esempio salire i 10.000 gradini per visitare i Templi della collina di Girnar Hill o visitare gli oltre 800 Templi dell’arte jainista sulla collina di Palitana in un luogo mistico e suggestivo. Anche qui con una bella gita di 5.000 scalini, altrimenti che pellegrinaggio è?

Quelle citate sono solo alcune delle località simbolo del Gujarat, molte di più sono quelle delle quali non ricordo il nome.

Ma vi voglio parlare di un posto particolare: la zona desertica del Kutch, con le vaste e desolate pianure salmastre del suo Piccolo Deserto, popolate dagli ultimi esemplari di khur, l’asino selvatico dell’Asia. Qui la popolazione è rappresentata da comunità pastorali, alcune delle quali hanno ancora usanze nomadi, oltre che da poveri villaggi di estrattori di sale.

Il bianchissimo Rann of Kutch, il grande deserto salino del Kutch in Gujarat

Il paesaggio ha un aspetto lunare: sconfinate distese di sale si estendono a perdita d’occhio, avvolgendo tutto in un manto bianco. Eccoci nel Rann of Kutch. Rann è una parola che nella lingua locale significa palude salata. Ed in effetti durante la stagione delle piogge questa distesa di sale diventa un immenso lago salato a tratti ricoperto dal rosa dei fenicotteri. A partire dalla nostra tarda estate il lago si asciuga lasciando emergere il sale che con il calore e la stagione secca cristallizza fino a tramutare il luogo in una grande  distesa bianca.

Il Rann of Kutch è uno dei deserti salati più grandi del mondo, ma al contrario di altri, anche meno spettacolari, come ad esempio la Death Valley negli Stati Uniti, si trova fuori dai comuni itinerari turistici, il che di fatto, lo rende ancora più attraente.

Nel periodo della nostra recente visita il lago non era completamente asciutto per le recenti piogge, per questo motivo il bianco del sale era inframezzato ed a volte ricoperto da un velo d’acqua che lo rendeva ancora più intrigante

Bambini corrono nel Rann di Kutch (o Kachchh), palude salmastra stagionalmente allagata
Bambini corrono nel Rann di Kutch (o Kachchh), palude salmastra stagionalmente allagata

Il Grande Rann of Kutch, il Piccolo Rann of Kutch e la Prateria di Banni.

La regione è suddivisa in tre grandi aree: il Grande Rann of Kutch, il Piccolo Rann of Kutch e le praterie del Banni.

Le praterie della regione del Banni in Gujarat sono una delle più vaste zone di prateria incolta e selvaggia dell’India intera e rappresentano una zona unica sia geograficamente che per l’aspetto socio-culturale. Il Banni raccoglie un’eredità storica di pastorizia nomade antica di almeno 500 anni e fa parte di una zona geografica che include il Sindh in Pakistan e che si estendeva persino in parti del Beluchistan e dell’Afghanistan.

Questa zona geografica è stato separata dai confini statali imposti dalla politica anche se è ancora identificabile nelle comunità pastorali che si insediano su entrambi i lati del confine Indo-Pakistano.

Il deserto

Quella del Kutch è una delle zone più calde dell’India. Durante i monsoni, la zona viene completamente allagata, tanto che che nel periodo più piovoso l’acqua può raggiungere la profondità di due metri.

Dopo la stagione dei monsoni, a cominciare da ottobre, quando in genere l’area è già quasi completamente arida, moltissime persone raggiungono le saline per estrarre il sale cristallizzato.

Alcune famiglie delle popolazioni più povere ancora oggi calpestano a piedi nudi intere distese di palude melmosa nelle zone meno sfruttate ai margini delle saline più redditizie. Questo lavoro faticoso facilita l’essicazione del terreno e fa emergere il sale in zone dove non sarebbe possibile ricavarlo dall’essicazione spontanea. Il lavoro di sei mesi di un’intera famiglia può essere valutato in meno di 200 euro di controvalore, con i quali la famiglia deve sopravvivere per un anno intero. Per la comunità locale degli Agariya si tratta dell’unica fonte di sostentamento.

Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat
Giovane lavoratore, molti schiacciano il sale a piedi nudi nelle saline del Gujarat, questo è un ragazzo fortunato.

Natura selvaggia, ma poco appariscente

Durante l’inverno il Rann di Kutch diventa un rifugio per gli uccelli migratori e un paradiso per i birdwatchers, con oltre 300 specie di uccelli presenti nell’area. Il vero protagonista del territorio però è l’asino selvatico, protetto nel Wild Ass Sanctuary of the Little Rann of Kutch, estinto nel resto dell’India

L’area del Wild Ass Sanctuary si trova all’interno del Piccolo Rann of Kutch e oltre all’asino selvatico ospita altre specie interessanti come ad esempio il lupo e la iena. Ovviamente non è così facile vederli, ma ci si può provare

Gli asini selvatici sono un incontro sicuro, anche se forse potrete vederli solo da lontano. Altri incontri però rendono l’esperienza nel Kutch indimenticabile, grazie anche alla quiete che si respira ed agli incontri inaspettati che si possono fare.

Durante la nostra visita è stato possibile visitare la tana delle iene e vedere i piccoli giocare fra di loro. Da buon birdwatcher, non mi sono lasciato sfuggire una bella foto ad un succiacapre perfettamente mimetizzato nella savana, ma oltre a questo inaspettato e difficile avvistamento abbiamo avuto la fortuna di vedere l’aquila del Bonelli e il falco pellegrino.

Wild Ass Sanctuary of the Little Rann of Kutch
Asini sevatici nel Wild Ass Sanctuary of the Little Rann of Kutch
Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat

In conclusione

L’esperienza sarà completa solo se avrete soggiornato in uno dei lodge all’interno dell’area. In questo modo potrete restare all’interno delle saline fino al tramonto, cercare i rapaci notturni nella timida luce del crepuscolo o semplicemente passeggiare fino all’imbrunire godendo della tranquillità che solo le zone remote sanno dare.

E poi, perché no? una fantastica cena con specialità locali. Mi raccomando, anche se siete abituati le prime volte chiedete che il cuoco non esageri con le spezie, vista la scarsità d’acqua sarà difficile spegnere l’incendio :-)

Immagine di repertorio nel Rann di Kutch
Immagine di repertorio nel Rann di Kutch

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
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Pubblicato: 23/12/2018
Mont Saint-Michel dalla baia

Mont Saint-Michel a piedi nudi sulla sabbia

di Max Pubblicato: 27/11/2018
Europa Scritto da Max

Mont Saint-Michel au péril de la mer

Il Mont Saint-Michel è un’isola (e a volte una penisola!) in Normandia, sulla costa settentrionale della Francia, alla foce del fiume Couesnon.

L’isola deve il suo nome al fatto che nell’ottavo secolo vi fu costruito un santuario in onore di San Michele Arcangelo. Il primo nome fu Mons Sancti Michaeli in periculo mari o Mont Saint-Michel au péril de la mer (“Monte San Michele al pericolo del mare”), successivamente semplificato in Mont Saint-Michel.

Prima di partire compra la Guida della Francia Centrale e Settentrionale della Lonely Planet in edizione aggiornata.

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Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Mont Saint-Michel au péril de la mer
  • La leggenda di Mont Saint Michel
  • Mont Saint Michel Patrimonio Unesco
  • Come arrivare a Mont Saint Michel
  • Raggiungere Mont Saint Michel in una maniera insolita
  • Informazioni e biglietti per Mont Saint Michel
  • Il Video della traversata a piedi attraverso la baia
  • Galleria fotografica
  • Faq Mont Saint Michel
    • Quanto dista Mont Saint Michel da Parigi?
    • Quanto dista Mont Saint Michel dall’Italia?
    • Dove parcheggiare a Mont Saint Michel?
    • Qual è il periodo migliore per visitare Mont Saint Michel?
    • Quanto tempo stare a Mont Saint Michel?
    • Qual è la velocità della marea di Mont Saint Michel?
  • Viaggia in Europa
Mont Saint-Michel dalla baia
Mont Saint-Michel di notte

Leggi anche La Sacra di San Michele fra culto e leggenda per saperne di più sulla Linea Sacra

La leggenda di Mont Saint Michel

Secondo la leggenda l’Arcangelo Michele apparve nel 709 ad Aubert, vescovo di Avranches (successivamente venerato come Saint Aubert) chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo non credette subito alla visione e per due volte ignorò la richiesta. La leggenda vuole che per convincerlo della veridicità del sogno San Michele gli provocasse un foro rotondo sul cranio, con un tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita.

A questo punto fu eretto un primo oratorio in una grotta e la precedente denominazione di Mont-Tombe fu sostituita con quella già citata di Mont-Saint-Michel-au-péril-de-la-Mer.

Il cranio di Saint Aubert con il foro è conservato tuttora nella cattedrale di Avranches.

Mont Saint-Michel dalla baia

Mont Saint Michel Patrimonio Unesco

La straordinaria architettura e la singolarità della posizione nella la baia fanno di Mont Saint-Michel il sito turistico più frequentato della Normandia e uno dei primi di Francia, con oltre 3 milioni di visitatori ogni anno. Il luogo e numerosi edifici al suo interno sono classificati come monumenti storici e dal 1979 fa parte del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO.

La particolarità del luogo è data dal fatto che la baia del Mont-Saint-Michel è teatro delle più grandi maree dell’Europa continentale. Questo fa si che il lembo di terra che unisce l’isola al continente durante l’alta marea in origine venisse sommerso per riapparire non appena la marea si abbassava.

L’accumularsi dei detriti portati dalle maree e la particolare conformazione della baia stavano minacciando questo fenomeno. Per questo alcuni anni fa la baia è stata ripulita ed è stato costruito un guado artificiale, demolendo la vecchia diga.

In alcuni giorni dell’anno, non appena il coefficiente di marea è abbastanza elevato, il Mont Saint-Michel ridiventa un’isola nel giro di poche ore. L’acqua ricopre il guado sommergibile e la rocca rimane senza accesso alla terraferma.

Potete trovare maggiori informazioni riguardo al ripristino della baia qui

Mont Saint-Michel dalla baia
Particolare di Mont Saint-Michel

Come arrivare a Mont Saint Michel

In auto

Da Parigi e dal nord della Francia utilizzare la A13 verso Caen e la A84 verso Le Mont-Saint-Michel.

Potete parcheggiare l’auto al nuovo parcheggio che dista 2,5 chilometri dall’entrata. Dal parcheggio potete raggiungere il Mont Saint-Michel con la navetta gratuita che ferma a 400 metri dalle mura. In alternativa potete scegliere il percorso pedonale che passa per il nuovo ponte-passerella o con una scenografica carrozza trainata da cavalli.

In treno

La stazione più vicina a Mont Saint Michel è quella di Pontorson. Da qui  una navetta vi porta direttamente alla rupe (vedi sotto per gli orari)

Con l’autobus locale

  • Bus da Rennes o Dol de Bretagne verso il Mont Saint-Michel, potete trovare informazioni sulla linea in questa pagina.
  • Bus da Pontorson al Mont Saint-Michel, potete trovare le informazioni in questa pagina alla voce bus lines
  • Bus da Granville al Mont Saint-Michel (linea n°6) Manéo. Potete trovare informazioni in questa pagina

Con autobus di linea granturismo

  • Da Parigi (Porte-Maillot) al Mont-Saint-Michel con Ouibus (BlaBlaCar Bus), filiale della SNCF
  • Da Caen o da Parigi con Flixbus.

Con un’escursione guidata da Parigi

Potete prenotare un’escursione guidata da Parigi da questa pagina (link sponsorizzato)

Raggiungere Mont Saint Michel in una maniera insolita

Ecco un paio di soluzioni inusuali per arrivare al Mont Saint Michel, abbinando un po’ di avventura alla classica visita.

Mont Saint Michel a piedi attraverso la baia

Oppure potete attraversare la baia a piedi, come abbiamo fatto noi. Siamo partiti da Saint Léonard con una guida molto competente e simpatica, visto che da soli ormai è vietato. Durante la traversata abbiamo ascoltato storie interessanti e siamo affondati nelle sabbie mobili per gioco. Abbiamo attraversato correnti di marea e camminato a piedi nudi nella sabbia della baia per qualche chilometro, fino ad arrivare a Mont Saint-Michel con un approccio insolito e affascinante.

Un’esperienza che mi sento di consigliare e alla portata di tutti.

Mont Saint Michel in bicicletta da Parigi

Un altro modo singolare per arrivare a Mont Saint Michel è quello di attraversare una parte della Francia in bicicletta partendo da Parigi. L’itinerario collega la capitale della Francia alla Normadia in mezzo a panorami fantastici con 450 km di piste ciclabili, le cosiddette voies vertes (vie verdi) e piccole strade segnalate. Potete cercare tutte le informazioni su questa traversata sul sito Turismo Normandia oppure acquistare qui la guida della traversata.

Informazioni e biglietti per Mont Saint Michel

Potete trovare informazioni sulla traversata a piedi sul sito St. Malo Tourisme o sul sito dell’Ufficio del Turismo.

Per acquistare i biglietti per l’ingresso classico a Mont Saint Michel potete seguire questo link

Il Video della traversata a piedi attraverso la baia

Il video della traversata

Galleria fotografica

Faq Mont Saint Michel

Quanto dista Mont Saint Michel da Parigi?

Parigi dista 360 chilometri e 4 ore circa con traffico regolare

Quanto dista Mont Saint Michel dall’Italia?

Torino dista 1050 chilometri circa, 11 ore con traffico regolare e senza fermarsi neanche per la plin-plin. Da Milano sono circa 1200 chilometri e 12 ore.

Dove parcheggiare a Mont Saint Michel?

L’unico modo per parcheggiare a Mont Saint Michel è quello di lasciare la macchina nel parcheggio ufficiale, situato a 2,5 km dalla rupe. Il parcheggio (a pagamento) ha una capacità di 4.000 posti auto. Dal parcheggio si può arrivare al Mont-Saint-Michel a piedi o con il bus navetta.

Qual è il periodo migliore per visitare Mont Saint Michel?

Il periodo migliore è tra fine aprile e settembre quando il clima è più mite. In questo periodo di alta stagione in genere sono in programma diversi eventi per i quali è bene informarsi. Dall’autunno comincia il periodo migliore per fotografare la rupe senza le folle estive.

Quanto tempo stare a Mont Saint Michel?

Per visitare Mont Saint Michel dovrete calcolare almeno 4 o 5 ore. Questo comprende la visita ed i tempi di attesa e spostamento dal parcheggio.

Qual è la velocità della marea di Mont Saint Michel?

La baia di Mont–Saint–Michel è famosa per la marea che sale alla velocità di un cavallo al galoppo. In realtà l’acqua sale alla velocità di circa 6 chilometri orari, più del passo normale di una persona.

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 27/11/2018
Murals Murales Downtown Las vegas - 0001

I murales di Downtown Las Vegas

di Max Pubblicato: 06/11/2018
Stati Uniti Scritto da Max

I murales di downtown Las Vegas eredità di Life is Beautiful festival

Vi chiederete da come nascono i murales di downtown Las Vegas.

Negli ultimi anni, Downtown Las Vegas ha subito una profonda trasformazione, grazie alla riqualificazione dell’area East Fremont, convertita in centro culturale.

Nel 2013, in pieno rilancio, nasce Life is Beautiful, La vita è Bella, un festival annuale di tre giorni che conta oltre 150.00 partecipanti.

Qui il link al sito del festival, che, dopo gli immancabili stop dovuti alla pandemia, nel 2022 sarà dal 16 al 18 settembre e si preannuncia pieno di interessanti attività

Questo festival è diventato un must tra i festival internazionali, grazie alla partecipazione di artisti famosi e talenti di diverse discipline, diventando un momento di condivisione, gioia e creatività.

Prima di partire per gli Stati Uniti assicurati di non restare senza connessione, acquista una eSIM con traffico dati a prezzo fisso*

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • I murales di downtown Las Vegas eredità di Life is Beautiful festival
  • Cos’è il Life is Beautiful festival
  • Immagini dei Murales con didascalie
  • Ancora immagini
  • Mappa di Las Vegas con indicazioni sulla Zona dei Murale
  • Mappa degli hotel di Las Vegas
  • Proposte viaggi USA
  • Faq Las Vegas Murales
  • Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA

Cos’è il Life is Beautiful festival

Al posto di realizzare strutture dedicate all’esibizione di opere d’arte, Life Is Beautiful Festival lascia gli artisti liberi di esprimersi in completa libertà. La città diventa la tela di un quadro ed accoglie opere d’arte che rimangono nel tempo, come un museo a cielo aperto.

I murales che vi andrò a mostrare sono l’eredità di questo festival che di solito si tiene in settembre.

Se sei a Las Vegas per qualche giorno, potresti visitare l’Antelope Canyon ed Horseshoe Bend con un tour in giornata da Las Vegas. Un bel giro, un po’ lungo, ma ne vale la pena.

Immagini dei Murales con didascalie

Mural by Tristan Eaton – Fremont St. (tra la 6th St. e la 7 th St.) Il potente messaggio è “non avere paura del destino” – “Fear no Fate.” La ragazza ha un cappello stilizzato simile a quello delle prime showgirls di Las Vegas.

Murals Murales Downtown Las vegas - 0001
Eagles and Rabbit Under the Moon di Ana Marietta
Murals Murales Downtown Las vegas - 0001
Mural by Tristan Eaton

Eagles and Rabbit Under the Moon di Ana Marietta. Ana Maria Ortiz, artista Portoricana stabilitasi a Houston, Texas – Murale del 2015

Murals Murales Downtown Las Vegas
Corporate Welfare by Shepard Fairey

Corporate Welfare by Shepard Fairey – All’incrocio con il complesso dell’Emergency Art Centre

murales di Fafi (@therealfafi su Instagram)
@therealfafi su Instagram
murales di Fafi (@therealfafi su Instagram)
@therealfafi su Instagram

Entrambi i muralesi sono di Fafi (@therealfafi su Instagram) – life is beautiful 2016 e 2017. Il secondo appare sull’Emergency Arts building in Fremont e rappresenta la sua Fafinette. Questo provocante personaggio è uno dei caratteri distintivi di questa artista.

Murals Murales Downtown Las Vegas
Murale by Dcypher

Murale by Dcypher

Leggi anche Sposarsi a Las Vegas nel 2022 e organizzare il matrimonio

Ancora immagini

Purtroppo di alcuni murales non sono riuscito a reperire tante informazioni, ma vale ugualmente la pena di vederli. Mi riprometto di riprendere quest’articolo se riuscirò ad avere aggiornamenti.

Soprattutto se possibile cercherò di partecipare almeno una volta all’evento.

3D Mural by Felipe Pantone – All’incrocio fra la 7th Street e la  Ogden Avenue. Creato per Life is Beautiful 2016, occupa 2 lati dell’edificio.

Murals Murales Downtown Las Vegas
Hunter S. Thompson di Ruben Sanchez

Hunter S. Thompson di Ruben Sanchez – artista spagnolo con sede a Dubai – anno 2015, murale dedicato ad Hunter Stockton Thompson, giornalista e scrittore statunitense famoso per aver creato il cosiddetto gonzo journalism.

Murals Murales Downtown Las Vegas
“Love Forever” by D*Face

“Love Forever” by D*Face fra la 7th e Fremont street

murales di D*face
Altro Murale dell’artista D*Face

Altro Murale dell’artista D*Face – Fra la 7th St. e Ogden Avenue, realizzato nel 2013 per il Life is Beautiful festival.

Autore sconosciuto. Motel psichedelico, oggi chiuso

Murals Murales Downtown Las Vegas
Mural by Vhils

Mural by Vhils – vicino al parcheggio di El Cortez.

Murals Murales Downtown Las Vegas
The Meaning di Pixel Pancho

The Meaning di Pixel Pancho L’artista italiano Pixel Pancho che realizza sculture e grandi murales spesso con personaggi di robots, un po’ vintage come i suoi soggetti

Murals by Martin Whatson – Stewart Avenue fra la 7th St. e la 8th St.

Meerkats di Bordalo II
“Meerkats” di Bordalo II

“Meerkats” di Bordalo II, uno dei più interessanti pezzi dal festival del 2015, dell’autore di origini portoghesi

“Rest of the three Graces” by Okuda che porta il suo surrealismo geometrico e colorato.

Murals Murales Downtown Las Vegas
3D Mural by Felipe Pantone.. con intrusa.. :-)

3D Mural by Felipe Pantone – fra 7th St. e Ogden Ave. Creato per Life is Beautiful 2016.

Potete vedere altri murales in questo articolo.

Mappa di Las Vegas con indicazioni sulla Zona dei Murale

Mappa degli hotel di Las Vegas

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Proposte viaggi USA

Grand American Parks – Tour di Gruppo* alla scoperta dei suggestivi Parchi Nazionali più spettacolari del sud ovest degli Stati Uniti, fra scenari affascinanti e memorabili.

Il viaggio parte da San Francisco e vi porta alla scoperta di Yosemite, Mammoth Lakes, Death Valley, Bryce Canyon, Salt Lake City, Yellowstone, Grand Teton, Arches, Monument Valley, Grand Canyon e Los Angeles.

Partenze garantite in data fissa con accompagnatore in esclusiva parlante italiano.

Fly & Drive: Dal Pacifico alle Montagne Rocciose* Visiterete il meglio dell’Ovest, fra Canada e Stati Uniti, due paesi così vicini, ma così diversi negli scenari naturalistici: più vi spingerete a nord e più la natura vi sorprenderà.
Ma non solo natura anche città e metropoli modernissime con luci brillanti, grattacieli e strade enormi. Tutto questo spettacolo vi rimarrà per sempre negli occhi e nel cuore. Itinerario personalizzabile nell’itinerario e nella durata.

Viaggi di gruppo ed individuali a NeW York*: un’ampia offerta di soluzioni per visitare in gruppo o in autonomia la città che non dorme mai.

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Per altre destinazioni e proposte personalizzate compila il modulo* senza impegno.

Faq Las Vegas Murales

Quando è stato Life is Beautiful 2022?

Il festival si è tenuto dal 16 al 18 settembre 2022.

Quando sarà Life is Beautiful 2023?

Life is Beautiful 2023 si terrà dal 22 al 24 settembre 2023.

I murales di downtown Las Vegas sono sempre gli stessi?

I murale.s di Las Vegas cambiano e altri se ne aggiungono ogni anno

Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA

Prima di tutto non dimenticare il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline! Non restare senza connessione, acquista scopri i vantaggi di una eSIM con traffico dati* per gli USA. Non dimenticare un buon libro per la tua vacanza a Stelle e Strisce.

Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Se la destinazione è New York leggi prima di tutto le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela. Puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure prendere un Taxi seguendo i miei consigli. Ma se le preferenze sono per la costa dell’ovest, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Leggi anche:  cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario oppure cosa fare a New York a maggio 2025, cosa fare a New York a Giugno, cosa fare ad Agosto o cosa fare a New York a Settembre 

Se ti rimane del tempo puoi anche fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

heymondo 10 lungo

Non ti piacciono le città?

Se cerchi un’avventura più a contatto con la natura, leggi cosa puoi fare nei Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scopri i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon. Per alcuni di questi parchi è richiesta una prenotazione, scopri quali!

Un’altra meta imperdibile è il favoloso Parco di Yellowstone, con la sua natura, i bisonti, gli orsi ed i lupi. Ti propongo un paio di itinerari: da Seattle a Yellowstoneattraverso gli stati di Washington e del Montana, oppure un itinerario che comprende Yellowstone, il Colorado ed il Wyoming con partenza e arrivo a Denver.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

Stati Uniti
  • 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti – Ultima Modifica 03/05/2024
  • 5 considerazioni prima di acquistare un Pass per New York – Ultima Modifica 14/01/2026
  • Bryce Canyon National Park: quando andare e cosa fare – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Colorado e Wyoming fra Yellowstone e la Frontiera Americana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a dicembre 2025, Natale e Capodanno – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Giugno 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Luglio 2025 – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Cosa fare a New York a Maggio 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Settembre – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York ad Agosto 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa Fare e quando andare a Yellowstone – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa vedere a Yellowstone: un itinerario di tre giorni – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Da Seattle a Yellowstone con qualche divagazione – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Death Valley la colorata valle della morte – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Escursione nel Parco Nazionale Zion Canyon – Ultima Modifica 20/08/2023
  • FAQ New York: 50 e più domande sulla Grande Mela – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Fort Bluff, Hole in the Rock e i pionieri americani – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Fremont Street Las Vegas – Ultima Modifica 15/08/2023
  • Grand Canyon: quando andare, cosa fare e quanto costa nel 2023 – Ultima Modifica 20/08/2023
  • Horseshoe Bend, quando andare e cosa fare nel 2024 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I 6 fusi orari degli Stati Uniti – Ultima Modifica 30/07/2023
  • I luoghi che devi vedere nello Stato di Washington, snobbando Seattle – Ultima Modifica 16/08/2023
  • I luoghi di San Francisco che non devi perderti – Ultima Modifica 04/08/2023
  • I murales di Downtown Las Vegas – Ultima Modifica 15/08/2023
  • I parchi degli Stati Uniti che richiedono una prenotazione – Ultima Modifica 11/02/2023
  • La costa dell’Oregon e l’entroterra “on the road” – Ultima Modifica 31/07/2023
  • La metropolitana di New York: consigli e trucchi 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La Seattle di Grey’s Anatomy e Station 19 – Ultima Modifica 20/08/2023
  • Las Vegas – Sin City, la citta’ del peccato – Ultima Modifica 16/08/2023
  • Los Angeles California: quando andare e cosa fare – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Lower Antelope Canyon, Upper Antelope Canyon o Antelope Canyon X – Ultima Modifica 15/08/2023
  • Mangiare negli Stati Uniti: dove, cosa ordinare, quanto costa. – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Midway un film di Chris Jordan – un video che fa riflettere – Ultima Modifica 22/05/2022
  • Monument Valley: quando andare e cosa fare nel 2023 – Ultima Modifica 25/11/2025
  • Navajo Code Talkers, una storia americana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Parchi dell’Ovest degli Stati Uniti, un viaggio memorabile – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Parco Nazionale degli Arches: quando andare, cosa fare e quanto costa – Ultima Modifica 07/08/2023
  • Partire per gli Stati Uniti 2024: consigli e informazioni – Ultima Modifica 06/02/2024
  • Prendere un Taxi a New York – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Seattle: visitare la città di Smeraldo in un giorno o una settimana – Ultima Modifica 13/09/2023
  • Sposarsi a Las Vegas nel 2026, come e quando organizzare il matrimonio – Ultima Modifica 13/01/2026
Video
  • Arches National Park in video, passeggiata nelle terre rosse – Ultima Modifica 03/05/2024
  • I parchi dell’Ovest USA in un Trailer di un minuto – Ultima Modifica 22/05/2022
  • Immagini di Yellowstone in video – Ultima Modifica 22/05/2022
  • Viaggio da Seattle a Yellowstone in 3 minuti! – Ultima Modifica 10/04/2023

Ciao, a presto!

Pubblicato: 06/11/2018
Fremont Street Las Vegas

Fremont Street Las Vegas

di Max Pubblicato: 02/11/2018
Stati Uniti Scritto da Max

Fremont Street Las Vegas

Fremont Street negli ultimi anni è stata completamente riqualificata ed ha cambiato il volto della città vecchia.

Anche grazie alla nuova Fremont Street, Las Vegas downtown oggi occupa di nuovo un ruolo di primo piano nel contesto della metropoli. Quella Las Vegas downtown che è stata in realtà il vero centro vivo della città, prima della Strip e dei grandi hotels costruiti con quello che oggi è appunto lo stile “Las Vegas”.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Fremont Street Las Vegas
  • Il quartiere originale
  • La rinascita dei quartieri
  • Visitiamo insieme Fremont Street
  • Artisti di strada
  • Fremont East
  • La nostra esperienza
  • Proposte viaggi USA
  • Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA
    • Non ti piacciono le città?

Il quartiere originale

Fondato nel 1905 il centro storico è il quartiere originale dei giochi d’azzardo e della città del peccato, ma se volete più informazioni sulla storia di Las Vegas potete leggere questo articolo su Las Vegas Sin City

Grazie alla nuova vocazione di Fremont Street e del quartiere più in generale, oggi downtown è di nuovo il cuore pulsante degli affari della città. Il quartiere ospita una varietà di attività commerciali, edifici governativi e attrazioni turistiche.

Qui è possibile divertirsi con lo spettacolo gratuito di Fremont Street Experience, gustare deliziose specialità ad una frazione del costo che dovreste pagare nella più celebre Strip e vedere gli interessanti spettacoli di Viva Vision. E questi sono solo esempi. E’ possibile inoltre visitare il nuovo municipio di Las Vegas, lo Smith Center for Performing Art, le numerose gallerie d’arte o assistere ai concerti estivi all’aperto.

Insomma Downtown Las Vegas è diventato di nuovo un ritrovo popolare sia per gli abitanti di Las Vegas che per i turist che abbiano il coraggio di allontanarsi dai mega resort della Strip.

Potete anche vedere questi altri articoli su Las Vegas la città del peccato oppure sul come sposarsi a Las Vegas

Fremont Street Las Vegas
Insegna di Las Vegas

La rinascita dei quartieri

Downtown Las Vegas è composta da diversi quartieri, tutti con un proprio carattere distinto. Si va da Fremont Street, l’arteria principale del centro storico, allo sfarzoso quartiere di Fremont East appena creato, alle gallerie e agli studi artistici dell’Art District fino al modaiolo Symphony Park.

Visitiamo insieme Fremont Street

Per la maggior parte dei visitatori di Las Vegas Downtown, questo è il centro. E’ d’obbligo visitare Fremont Street Experience e Viva Vision, un enorme schermo a LED a blocchi, fra i più grandi del mondo, che proietta continuamente video accattivanti e riproduce musica ad alto volume. Qui in estate si possono seguire numerosi concerti gratuiti all’aperto e altri eventi speciali. Questo spettacolo di luci e musica gratis rimane una delle attrazioni da non perdere a Las Vegas Downtown.

Inoltre i visitatori possono “volare” sulle teste dei turisti con carrucole sospese (zipline), tra le quali quella inserita nella più grande slot machine del mondo, la zipline SlotZilla (vedi il breve video).

Artisti di strada

E’ in questo posto che si esibiscono strampalati artisti di strada, fra i quali alcuni veramente bravi che cattureranno il vostro occhio ed in alcuni casi anche qualcuna della vostre banconote :-), come quello che ho “immortalato” nella foto che seguono

A tutto questo aggiungete i casinò tra cui l’iconico Golden Nugget e il Four Queens, mi sento di dire che troverete un sacco di cose da fare per un paio di giornate e forse anche di più.

Fremont Street Las Vegas
Artisti di strada

Fremont East

Nel 2002, come parte del continuo programma di rivitalizzazione di Downtown, la City of Las Vegas ha creato Fremont East. Situato all’estremità orientale di Fremont Street Experience, attraversa Fremont Street da Las Vegas Boulevard a Eighth Street; continua un isolato a nord di Fremont Street a Ogden Avenue e un isolato a sud di Carson Avenue. E’ la sede di vivaci bar e ristoranti, l’area è diventata famosa per le sue impressionanti insegne al neon.

La nostra esperienza

Noi ci siamo fermati qui per questa volta, contando di tornarci con un po’ più di tempo. Quello cha ha catturato la nostra attenzione, ed il motivo principale della nostra visita, sono stati i murales.

Una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto.

Ve ne propongo uno, potete vedere e saperne di più sugli altri nell’articolo dedicato ai murales di Downtown Las Vegas (Las Vegas Murals), purtroppo di alcuni non conosco l’autore, spero non se ne avrà a male..

Fremont Street Las Vegas
Mural by Vhils

In cerca di Idee? Il nostro viaggio nel sud ovest degli USA

Ecco l’itinerario del nostro Viaggio in USA negli Parchi dell’Ovest degli Stati Uniti

Prima di cimentarti in questo viaggio leggi questo articolo: Partire per gli Stati Uniti: le cose importanti da sapere

  • Prima tappa Las Vegas Sin City, la citta’ del peccato – ma lo è ancora? (270 miglia da Los Angeles, 4 ore senza traffico, ma contatene 6 o 7 in caso di traffico, specialmente il fine settimana). Altri articoli su Las Vegas: Fremont Street Las Vegas, Sposarsi a Las Vegas nel 2021 e organizzare il matrimonio , I murales di Downtown Las Vegas
  • Zion National Park (160 miglia, 2,5 ore) Escursione nello Zion Canyon National Park
  • Bryce Canyon (88 miglia, 2 ore) – Fotografare il Bryce Canyon
  • Moab – Arches National Park, passando attraverso Escalante e Capitol Reef (270 miglia, 6-7 ore).. sarebbe stato meglio prevedere una sosta, ma la disponibilità di strutture non è il massimo. – Escursione negli Arches (video) Visita al parco nazionale degli Arches (fotografie)
  • Monument Valley (155 miglia, 2,5 ore) – Monument Valley, la riserva NavajoDine’, Navajo Code Talkers, una storia americana
  • Antelope Canyon (125 miglia, 2 ore) Scegliere fra Lower Antelope Canyon e Upper Antelope Canyon
  • Horseshoe Bend (10 miglia, 15 minuti Un Salto a Horseshoe Bend
  • Grand Canyon (135 miglia, 3 ore) Escursione nel Grand Canyon
  • Seligman sulla Route 66 (102 miglia, 2 ore) meglio fermarsi ad Oatman – in arrivo
  • Las Vegas (si, di nuovo.. 177 miglia, 3 ore)
  • Death Valley (141 miglia, 3 ore) – La Valle della Morte
  • Los Angeles (270 miglia, 5 ore)

Proposte viaggi USA

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Ma non solo natura anche città e metropoli modernissime con luci brillanti, grattacieli e strade enormi. Tutto questo spettacolo vi rimarrà per sempre negli occhi e nel cuore. Itinerario personalizzabile nell’itinerario e nella durata.

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Se la destinazione è New York leggi prima di tutto le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela. Puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure prendere un Taxi seguendo i miei consigli. Ma se le preferenze sono per la costa dell’ovest, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Leggi anche:  cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario oppure cosa fare a New York a maggio 2025, cosa fare a New York a Giugno, cosa fare ad Agosto o cosa fare a New York a Settembre 

Se ti rimane del tempo puoi anche fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

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Stati Uniti
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  • Cosa fare a New York a Giugno 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Luglio 2025 – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Cosa fare a New York a Maggio 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Settembre – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York ad Agosto 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa Fare e quando andare a Yellowstone – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa vedere a Yellowstone: un itinerario di tre giorni – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Da Seattle a Yellowstone con qualche divagazione – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Death Valley la colorata valle della morte – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Escursione nel Parco Nazionale Zion Canyon – Ultima Modifica 20/08/2023
  • FAQ New York: 50 e più domande sulla Grande Mela – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Fort Bluff, Hole in the Rock e i pionieri americani – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Fremont Street Las Vegas – Ultima Modifica 15/08/2023
  • Grand Canyon: quando andare, cosa fare e quanto costa nel 2023 – Ultima Modifica 20/08/2023
  • Horseshoe Bend, quando andare e cosa fare nel 2024 – Ultima Modifica 13/01/2026
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  • Partire per gli Stati Uniti 2024: consigli e informazioni – Ultima Modifica 06/02/2024
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Pubblicato: 02/11/2018
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Funerale in Sulawesi: il culto dei morti a Toraja

di Max Pubblicato: 10/10/2018
Indonesia Scritto da Max

Il culto dei morti a Toraja

Il culto dei morti a Toraja pervade la vita di tutti i giorni, tanto da essere diventato nel tempo uno dei principali motivi di attrazione e di turismo della zona di Tana Toraja.

Potete pronunciare il termine Toraja in due modi, con il più comune la lettera “J” si legge all’inglese. Con il metodo meno comune è invece  la lettera “J” si pronuncia come nell’alfabeto italiano, ed è il nome che i locali adoperano per definirsi.

Toraja non è solo una regione del Sulawesi. Toraja identifica un’etnia, venuta a quanto si dice dal mare, da una zona individuabile nell’Indocina. Questo senso di appartenenza al mare si ricorda con la costruzione delle case tradizionali o Tongkonan, con il tetto a forma di prua di nave (simile anche alle corna dei tradizionali bufali, ma la guida locale mi assicura che non c’entrano nulla).

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

le case Tongkonan a Toraja

Il funerale, come si onorano i morti a Toraja

Ovviamente il principale interesse di ogni turista che visita questi luoghi è di partecipare ad uno dei tipici funerali di Toraja. Prima di parlare della nostra esperienza, vorrei però fare un passo indietro e cercare di spiegare come i locali vivono un funerale da queste parti.

La maggior parte dei Toraja è di religione Cristiana, Cattolica o Protestante. Quando avviene che un membro della famiglia muoia, dopo pochi giorni si celebra il funerale con rito religioso, più o meno come lo intendiamo nella nostra tradizione.

C’è però una differenza fondamentale, ovvero il corpo del defunto non è immediatamente sepolto o tumulato, ma viene portato nella casa in cui viveva con la famiglia ed il corpo trattato per essere conservato. Un tempo questo trattamento era fatto con unguenti naturali, oggi di solito si usa la formalina.

Nelle case tradizionali il corpo viene conservato in una bara posta nella stanza posteriore e rialzata, dove può rimanere per mesi, a volte anche per anni, fino a che la famiglia non è pronta per la sepoltura.
Funerale e culto dei morti a Toraja

Perché il corpo resta in casa nel culto dei morti a Toraja

Il culto dei morti Toraja è una tradizione che non ha a che vedere con la religione cristiana, ma è piuttosto una reminiscenza del passato collegabile ad una tradizione animista.

Durante il periodo nel quale il defunto rimane all’interno dell’abitazione, esso non viene considerato come realmente morto, ma piuttosto come dormiente. Il suo spirito o la sua anima – perdonate le parole, ma coglietene il senso – rimane nella casa fino a quando tutti sono abbastanza in pace perché esso possa andarsene.

Si tratta di una questione affettiva. Fino a che tutti i parenti (fino ai cugini di primo grado) non hanno elaborato il loro dolore per la morte del congiunto, lo tengono vicino. Durante questa permanenza i parenti offrono al congiunto da mangiare e da bere, oppure delle sigarette, a simboleggiare che la vita continua.

A volte è anche una questione pratica, perché non tutti i componenti della famiglia vivono così vicino o sono così liberi da potersi recare a rendere l’estremo saluto al caro congiunto. Il funerale infatti può durare diversi giorni.

Fino a quando resta in casa?

Fino a che anche un solo parente non è d’accordo il funerale non si può fare, la decisione deve essere presa unanime, tutti devono essere pronti a lasciar andare il loro congiunto. Solo in quel momento il suo spirito può abbandonare la casa in pace.

Anche quando viene annunciato un matrimonio i parenti devono essere esprimere il loro assenso. In questo caso, anche se solo uno dei parenti (dello sposo o della sposa) è d'accordo, il matrimonio si può fare.
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Come si svolge la cerimonia funebre

Come dicevo quando tutti sono d’accordo la cerimonia funebre può cominciare e a seconda della classe sociale può durare da due giorni fino ad oltre una settimana. In Toraja esistono tre classi sociali: bassa, media e “upper class”, che nella vita di tutti i giorni non sono molto sentite, ma che si esprimono e fanno sentire il loro peso nella cerimonia funebre.

Se ti interessano altre culture vedi anche Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi e i luoghi sacri dell’Induismo e regole di comportamento

Infatti se un funerale della classe più bassa può durare due giorni e comportare il sacrificio di un bufalo e alcuni maiali, un funerale della classe più elevata può durare oltre una settimana. Durante la cerimonia possono essere sacrificati da un minimo di 12 ad una media di 24 bufali, arrivando in alcuni casi ad oltre 30, senza contare i numerosi maiali.

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Una casa temporanea per ospitare il defunto

Viene costruita una casa temporanea per il congiunto ed un palco per la platea del pubblico, il tutto sarà abbandonato alla fine della cerimonia e comporterà un impegno finanziario notevole. Considerate che un bufalo di dimensioni medie e del classico colore scuro può costare fino a 5.000 euro. I bufali più ricercati, quelli maculati bianchi e neri e con gli occhi azzurri, se ben pasciuti possono arrivare a costare fino a 30.000 euro.

Fatevi due righe di conti..

Funerale e culto dei morti a Toraja
Qui sopra la casa temporanea costruita per ospitare la defunta

Qui sopra la casa temporanea costruita per ospitare la defunta.

La mia esperienza ad una cerimonia funebre a Toraja

Grazie all’aiuto della nostra guida Jojo, vero cultore della tradizione Toraja, abbiamo assistito ad un funerale vero, di una famiglia della classe più agiata, che ci ha dato una grossa mano a comprendere questo culto dei morti a Toraja.

Va detto che per partecipare ad un funerale in qualità di invitato bisogna rispettare alcune regole ovvero:

  • Vestire in maniera adeguata, i locali usano un drappo di solito nero, ma al nostro funerale fornivano anche delle camicie di circostanza per chi ne fosse sprovvisto
  • Portare un regalo, per noi ha provveduto la guida.
  • Incontrare i congiunti e porgere loro le condoglianze, abbiamo incontrato il figlio ed il vedovo, che sono venuti personalmente a salutarci.

La defunta era deceduta da un anno, già anziana.

Per l’occasione era stata costruita una casa tradizionale a due piani. Le defunta, dentro alla bara, era posizionata al secondo piano, con tanto di gigantografia accanto.  Una serie di ancelle e di paggetti facevano gli onori di casa ed accomodavano al piano inferiore i parenti più stretti.

Attorno alla casa era stato eretto un palco a doppia fila, a forma di “U”. Ogni lato di ogni fila del palco era composta da 7 o 8 spazi quadrati che potevano contenere 20-25 persone ciascuno, per un totale di almeno 500 persone.

All’ingresso un grosso striscione annunciava l’evento con tanto di date e foto della defunta.

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Ordine e organizzazione nel culto dei morti a Toraja

Sul lato sinistro della casa c’era un palco con uno speaker, l’orchestra dei flauti tradizionali e una consolle per l’audio (lo speaker aveva tanto di microfono e casse). C’era anche un operatore con videocamera, probabilmente di una TV locale, ma non ne sono sicuro e non l’ho chiesto.

Lo speaker scandiva i tempi ed annunciava a gran voce i partecipanti ed il relativo regalo. I regali più importanti erano bufali, seguiti dai maiali legati su canne di bambu’, a seguire il resto.

I congiunti in questi casi possono decidere se tenere o sacrificare gli animali ricevuti in dono, in genere gli animali non hanno troppa fortuna. Infatti in mezzo allo spiazzo una decina di persone erano dedite a fare porzioni di tre malaugurati bufali.

Per quanto mi piaccia assistere alle cerimonie sono sollevato di non aver potuto assistere in prima persona al sacrificio. Non mi sarei tirato sicuramente indietro, mi sento preparato a comprendere e giustificare tutte le tradizioni, ma non sono obbligato a condividerle.

Striscione creato per l'occasione

Canti e preghiere parte integrante della cerimonia

Ad un certo punto della mattinata un gruppo di persone, disposta in cerchio, ha cominciato ad intonare un canto di preghiera, mentre una serie di amici e parenti sfilava davanti alla casa funebre.

Al contempo, da una cucina allestita sul retro, le donne cucinavano un pasto con gli animali sacrificati, e offrivano a tutti gli invitati dolci fatti in casa, tè e caffè.

Questo rituale sarebbe andato avanti per tutto il giorno, ma ad un certo punto, complice anche la pioggia battente, abbiamo abbandonato la cerimonia, salutando e ringraziando. Tutto questo non prima di aver constatato che, come nella buona tradizione moderna, un selfie ed una foto di gruppo non mancano ad un avvenimento mondano, sia esso un matrimonio o un funerale.

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Le nostre diverse sensibilità

La sensibilità verso gli animali in questo contesto è stata veramente diversa dalla mia e dal senso comune nella nostra cultura, pertanto ho scelto di proporre immagini in bianco e nero, per un impatto più soft evitando anche le immagini più crude. Mi sa che per vederle tutte e a colori dovrete partecipare ad una mia proiezione.. forse..

Se volete restate in contatto..

Impressioni sulla cerimonia funebre vista a Toraja

Questo funerale a Toraja mi ha impressionato, più di tante cerimonie altre alle quali ho assistito, soprattutto per la diversa sensibilità di questo popolo nei confronti degli animali.

Mi ha incuriosito molto la convivenza di credenze religiose cristiane e riti ancestrali, più evidente che in altre zone del mondo, forse proprio perché più in contrasto con il nostro modo di essere.

Ovviamente sono contento di aver avuto l’opportunità di partecipare a questo rito e non mi permetto di dare giudizi, cosa che non mi appartiene e non mi compete. Devo dire che avrei pensato di trovare un non so che di mistico e di spirituale in questa tradizione e sicuramente questa è la base di questo culto.

Purtroppo non sono riuscito a calarmi completamente nella parte, forse per il fatto che è una tradizione così lontana dal nostro modo di pensare.

Ad ogni modo è un’esperienza che vale la pena di essere vissuta e mi riservo di aggiornare questo articolo un po’ più “a freddo” e magari con un ragionamento più profondo

 

Per saperne di più sull’Indonesia

L’Indonesia è nota soprattutto per le spiagge ed i fondali di corallo, per i molti vulcani attivi e per la fauna. Orangutan, Tigri e Rinoceronti a Sumatra, i Draghi a Komodo e poi ancora Bali con la sua misticità e Giava con la sua Cultura ed arte antica fanno di questo paese un universo da esplorare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie di Sumatra visitando gli Orangutan di Sumatra e gli gli elefanti di Tangkahan. Oppure esplora il Sulawesi con i Macachi Neri di Tangkoko ed i riti ancestrali di Toraja.

Ciao, a presto!

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Pubblicato: 10/10/2018
Preparare un viaggio in Sulawesi Indonesia

Viaggio in Sulawesi Indonesia

di Max Pubblicato: 01/10/2018
Indonesia Scritto da Max

Il mio viaggio in Sulawesi Indonesia

Il mio viaggio in Sulawesi Indonesia sarà l’argomento di oggi. Ho parlato di tanti viaggi che ho fatto nel corso degli anni, ma di solito pubblico gli articoli dopo un po’ di tempo. Stavolta provo a raccontarne uno in corso d’opera.

Ovviamente la pubblicazione avviene alla fine del viaggio, in modo da poter aggiungere alcuni consigli sul campo e un po’ di fotografie..  tanto per mettervi un po’ di curiosità.

Anche se questa non è una guida, quasi sicuramente potrete trarre qualche spunto e alcuni utili consigli per organizzare il vostro viaggio in Sulawesi o magari in qualche altra parte dell’Indonesia

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Preparare un viaggio in Sulawesi Indonesia
Isola di Bangka

Che tipo di viaggiatore sono?

Esistono diversi tipi di viaggiatori: quelli che partono zaino in spalle senza una meta, quelli che si studiano tutto a tavolino programmando gli spostamenti fino al minuto. Calcolano tempi, individuano luoghi e sanno tutto prima di partire, c’è invece chi si lascia guidare dal programma di viaggio preconfezionato oppure chi ama stare in gruppo e non si cura della meta.

Ed hanno tutti ragione.

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Viaggio da solo o in gruppo?

Di solito io viaggio di solito con Sabrina, a volte anche da solo, sono pochi quelli che mi sopportano :-)

In realtà faccio un po’ di necessità virtu’. Ovvero, non è che non ami la compagnia, ma non amo programmare troppo le tappe. Per questo motivo occorre viaggiare con una persona con la quale si abbia affiatamento, per la quale un cambiamento di programma o un contrattempo non siano motivo di stress. Quindi, per non creare problemi ad alcuno… ;-)

Per quanto possa essermi documentato, aver letto, visto fotografie ed immaginato, ogni luogo che visito mi riserva sempre delle sorprese. La programmazione implica un ritmo, una scadenza, tempi definiti e questo mi toglie in parte la sensazione di libertà che cerco in un viaggio. Pertanto programmo l’indispensabile, a volte anche meno, lasciando molto allo scorrere del viaggio ed alla casualità. Anche in questo viaggio in Sulawesi ho cercato di fare così, ma forse sto invecchiando e pertanto lo ammetto.. è quasi tutto prenotato!

Comunque non tutti i viaggi sono uguali, anzi, meglio se sono diversi. E quindi mi preparo in maniera sempre differente. A volte mi documento fino alla nausea, a volte invece mi basta una frase, una fotografia, un accenno e via: parte l’ispirazione!

E’ bello partire con la voglia della scoperta, senza preconcetti o aspettative, lasciando che il viaggio si crei da solo man mano che si sviluppa in tempi e luoghi.

A volte però così facendo ci si perde alcuni pezzi per strada.. ma fidatevi non sempre è un male.

non tutti coloro che vagano si sono persi
heymondo 10 lungo

Non è il caso di questo viaggio in Sulawesi.

La programmazione (quasi) minuziosa di questo viaggio in Sulawesi in realtà ha stupito anche me.  Per quanto programmato, però, mi sono sfuggite alcune informazioni che non ho trovato riportate in nessun forum o guida (magari per disattenzione).

Per questo ho pensato di inserirle nel mio racconto.

Preparare un viaggio in Sulawesi Indonesia
Questo sono io, mentre mostro le foto ad una bimba del luogo

Viaggio in Sulawesi: un volo lunghissimo

Se farete scalo a Giacarta, come noi, dovrete per forza riprendervi i bagagli anche proseguendo per un’altra destinazione interna (nel nostro caso Makassar). All’aeroporto uscirete dall’aereo e dovrete dirigervi subito all’immigrazione, dove vi verrà concesso il visto turistico per 30 giorni (vedi le indormazioni aggiornate sul sito ViaggiareSicuri, in maniera del tutto gratuita, contrariamente a quanto riportato in altri articoli che ho letto.

Una volta ottenuto il vostro visto passerete al ritiro dei bagagli, prenderete le vostre valigie, che forse nel frattempo saranno arrivate, e uscirete dall’aeroporto passando la dogana merci.Nel nostro caso abbiamo dovuto recarci nella palazzina di fronte, prendere il treno sopraelevato (Sky Train) e cambiare Terminal passando allegramente sopra a villette e superstrade, che lo sviluppo dell’aeroporto ha inglobato.

Al nuovo terminal (che dovrebbe essere il T3 per i voli interni) rifarete un check in per Voi e per i bagagli come se ripartiste in quel momento e via, verso la Vostra destinazione finale.

Pagare in contanti o con la carta?

Durante il vostro viaggi in Sulawesi scoprirete che al di fuori delle città più grandi difficilmente la carta di credito viene accettata, pertanto è indispensabile munirsi di contante.

Potete cambiare contanti all’aeroporto e sicuramente è conveniente, sia in termini di tassi di cambio  che di commissioni.

Se siete a corto di soldi potete prelevare ai numerosi ATM. Sugli ATM viene indicato il taglio erogabile da 100.000 o 50.000 rupie indonesiane (tutti gli ATM erogano un solo taglio di banconote). Gli ATM che erogano banconote da 100.000 di solito hanno la possibilità di erogare importo più elevati per singolo prelievo (di solito 2.500.000 IDR). Gli ATM da 50.000 al contrario erogano in genere importi più bassi (in genere 1.250.000). E’ bene tenerne conto in quanto ad ogni prelievo vengono applicate delle commissioni fisse: meno prelievi=meno commissioni

All’aeroporto vendono anche SIM card prepagate con connessione dati, consiglio di acquistarne una per chiamare casa e per internet. La copertura è quasi ovunque buona.

Il nostro itinerario

Giorno 1: Makassar

Arrivo a Makassar e trasferimento in hotel. Makassar è un porto ed anche l’autista che ci vive dice che nessuno si ferma a visitarla.

Giorno 2: Makassar – Sengkang sul lago Tempe

Durata trasferimento: 4-5 ore. Arrivati ​​a Sengkang, facciamo una gita a bordo di una barca motorizzata locale per esplorare il lago di Tempe, e visitare le case galleggianti, interessanti e pittoresche. C’è l’occasione per vedere lo stile di vita dei pescatori e di coloro che vivono in riva al lago.

Giorno 3: Sengkang – Toraja

Trasferimento a Tana Toraja (3-4 ore). Passiamo attraverso una bella zona di colline abitata principalmente da persone di etnia Buginese con le loro caratteristiche case come palafitte, ma sulla terra ferma. Le case hanno i tetti che terminano con due travi incrociati decorati con motivi che indicano ognuno il villaggio di origine. Passiamo anche attraverso magnifici paesaggi di montagna. Pranzo al ristorante con specialità locali della zona di Toraja, come la carne cotta nel bambù. Pomeriggio arrivo a Tana Toraja.

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Giorno 4: Toraja Trek

Dopo la colazione, partenza per un trekking attraverso i villaggi, con l’occasione di incontrare la popolazione locale e vedere le loro attività quotidiane, anche  visitando un mercato tradizionale. Abbiamo anche avuto la fortuna di partecipare ad una cerimonia funebre: il culto dei morti a Toraja è molto particolare e vale la pena dedicargli più di una giornata.Pernottamento in una casa tradizionale locale in un villaggio, con servizi molto basic.

Giorno 5: Toraja Tour

Dopo la prima colazione, si visitano gli affascinanti villaggi di Tana Toraja con le caratteristiche Case Tongkonan che hanno la forma di una prua di una nave. Visita al villaggio di LEMO, con le tombe nella pietra. SUAYA con le vecchie tombe della dinastia reale. SANGGALA per vedere l’albero dei bambini morti. Pranzo al ristorante locale. Dopo pranzo visita al villaggio di LONDA e alla sua antiche tombe naturali con le statue che rappresentano i morti affacciate sui balconi. Infine visita a KETEKESU, tradizionale villaggio Toraja, con esplorazione dell’interno delle tipiche case Tongkonan.

Preparare un viaggio in Sulawesi Indonesia
Case tipiche di Toraja

Giorno 6: Trasferimento

Trasferimento a Palopo e voli prima per Makassar e dopo da Makassar a Manado.
Trasferimento all’hotel Aryaduta Manado dopo il volo aereo. L’albergo è in centro, serata e cena sulla passeggiata.

Giorno 7: Manado Tangkoko

Dopo colazione trasferimento al villaggio di Batu Putih (2-3 ore) presso la riserva naturale Tangkoko. Pranzo al Tangkoko Hill Resort. Esploriamo il parco nel pomeriggio per vedere i suoi animali endemici con un ranger locale: diversi tipi di uccelli, Hornbill, macachi neri crestati, Tarsius, Kuskus, rettili, ragni e insetti diversi. Pernottamento al Tangkoko Hill Resort.

Giorno 8: Tasitoki

Il centro di recupero degli animali di Tasikoki: non è uno zoo. Il centro di soccorso impiega un team di personale locale dedicato, che si prende cura della riabilitazione fisica e mentale degli animali mentre si sottopongono alla quarantena e alla loro preparazione per il rilascio.
Visita ai Warugas nel villaggio di Sawangan e fai snorkeling nelle limpide acque sorgive di Uluna nel villaggio di Koya. Pernottamento a Tomohon (per cause di forza maggiore non è stato possibile fare l’escursione).

Giorno 9: Lokon

Escursione mattutina al cratere attivo del vulcano Lokon. Splendido scenario intorno a questo vulcano attivo e fumante. Visita al centro di vulcanologia. Pranzo in un ristorante locale. Nel pomeriggio esplorazione di una zona con attività vulcanica di superficie con  pozze di fango  ribollente, solfatare e piccoli geyser vicino al lago Linow. Visita alle tombe Minahasa. Pernottamento Tomohon

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Giorno 10: Tomohon e dintorni

Visita al labirinto di una grotta giapponese della seconda guerra mondiale e ad un giardino sacro dove le pietre crescono come le piante. Qui la gente del posto prega i suoi antichi dei e antenati. Visita alla pietra sacra a Pinapetengan, dove gli sciamani curano le persone malate. Incontro con il Santone. Nel pomeriggio bagno in una sorgente termale naturale circondata da campi di riso. Pernottamento Tomohon

Giorno 11: Tomohon e dintorni

Birdwatching al vulcano Mawahu e alla zona di Tomohon dove è possibile trovare altre specie endemiche, diverse da quelle del Tangkoko. rientro a Manado e serata a Manado all’Hotel Sintesa Peninsula.

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Escursione al vulcano da Tomohon

Giorno 12-16: Isola di Bangka

Ultima tappa del viaggio in Sulawesi è il soggiorno al Coral Eye sull’isola di Bangka con ottime esperienze di snorkeling e immersioni. Visita ai villaggi locali e relax. Rientro all’aeroporto e via..

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Per saperne di più sull’Indonesia

L’Indonesia è nota soprattutto per le spiagge ed i fondali di corallo, per i molti vulcani attivi e per la fauna. Orangutan, Tigri e Rinoceronti a Sumatra, i Draghi a Komodo e poi ancora Bali con la sua misticità e Giava con la sua Cultura ed arte antica fanno di questo paese un universo da esplorare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie di Sumatra visitando gli Orangutan di Sumatra e gli gli elefanti di Tangkahan. Oppure esplora il Sulawesi con i Macachi Neri di Tangkoko ed i riti ancestrali di Toraja.

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Pubblicato: 01/10/2018
Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India

La tribù Bonda delle colline dell’Orissa

di Max Pubblicato: 28/08/2018
India Scritto da Max

La tribù Bonda delle colline dell’Orissa

La tribù Bonda in Orissa è un gruppo etnico arrivato con le sue tradizioni quasi intatte fino ai giorni nostri grazie all’isolamento dalla modernizzazione. I componenti delle tribù Bonda dell’Orissa vivono in villaggi lontani dai centri abitati sulle colline a sud di Jeypore, coltivando terreni poco accessibili con tecniche primitive.

E’ possibile incontrare i Bonda nei mercati dove settimanalmente si recano per approvvigionarsi di generi alimentari che non possono ricavare dalle loro coltivazioni sulle colline.

Cliccate sul link per vedere altri articoli sull’Orissa

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Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa
  • Acquisti al mercato con il metodo del baratto
  • Un commercio non sempre fiorente
  • Usanze e abbigliamento dei Bonda dell’Orissa
    • Notizie sulla religione e sul decremento demografico
  • Organizzare la visita alla tribù Bonda
  • Un po’ di storia recente: i naxaliti
  • Logistica e cibo durante il viaggio in Orissa
    • Un viaggio di piccole sorprese in un’India vera
  • Qualche consiglio
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

Acquisti al mercato con il metodo del baratto

Non avendo grandi fonti di reddito spesso i Bonda non dispongono di denaro contante e per lo più concludono gli acquisti con il metodo del baratto. Essi  offrono i loro prodotti per avere in cambio le merci necessarie al villaggio, ma che non possono essere prodotte autonomamente.

Le merci offerte per il baratto sono di solito ortaggi e prodotti della foresta e manufatti tessili prodotti con fibre e colori naturali, ma la loro vera specialità sono le diverse varietà di bevande alcoliche.

Già, i Bonda dell’Orissa sono infatti noti produttori ed anche utilizzatori di bevande alcoliche. Queste bevande molto ricercate sono distillate da vari elementi vegetali quali palma, fiori e riso e vengono trasportate in contenitori metallici. Nei giorni di mercato gli uomini giungono sovente nei luoghi di scambio già ubriachi e se non lo sono già quasi sempre lo diventano nel corso della giornata. La stessa cosa non di rado capita anche alle donne. Forse è un modo per dare una dimostrazione del potere di questi distillati.

Se visitate i mercati alla ricerca delle persone della tribù Bonda è consigliabile stare lontani dalle zone nelle quali si commerciano gli alcolici, che sono facilmente individuabili ad un occhio attento. I Bonda infatti sono anche noti per il fatto di essere irascibili e bellicosi, meglio una foto da lontano e magari senza farsi notare.

Un commercio non sempre fiorente

Altro prodotto che le donne Bonda confezionano per la vendita sono le scope di saggina. Purtroppo il commercio delle scope non è fiorente a causa della credenza che dipinge queste donne come streghe, forse anche a causa del loro brutto carattere.

Non ho avuto modo di vedere le scope delle donne Bonda, mentre invece ho tentato di acquistare un “ringa” (vedi più avanti), ma senza successo, se andrete a visitare la tribù fateci caso e fatemi sapere.

Potete vedere qui sotto alcune foto del trasporto delle merci dal villaggio al mercato.

Usanze e abbigliamento dei Bonda dell’Orissa

Le donne di etnia Bonda sono facilmente riconoscibili: hanno la testa rasata con un copricapo di perline colorate e le stesse perline coprono il petto nudo. Oltre a questi tradizionali indumenti le donne Bonda indossano il ringa, un gonnellino a righe tessuto in casa e si ornano di  grossi collari che un tempo erano di bronzo, ma oggigiorno sono spesso di alluminio. Questi collari, insieme agli orecchini dorati, i bracciali e le cinture in parte sottolineano lo status sociale.

Pur essendo divisi in vari clan, per la tribù il villaggio è l’organo principale. Una consuetudine originale di queste popolazioni consiste nel fatto che in genere le donne hanno mariti molto più giovani. Questo usanza sociale fa sì che la donna non rischi di doversi mantenere da sola  quando con l’avanzare dell’età la prestanza fisica viene meno. I matrimoni possono avvenire tra persone di qualsiasi clan, ma  gli sposi devono appartenere a villaggi diversi.

Notizie sulla religione e sul decremento demografico

Le persone seguono una religione di tipo animista che prevede sacrifici per ingraziarsi le divinità e gli spiriti dell’agricoltura. Le vittime di questi sacrifici sono spesso tori e maiali, ma vengono fatte anche offerte di cibo e altro.

La popolazione è in costante decremento, ciò è dovuto in parte al problema della consanguineità – nonostante l’usanza di contrarre matrimoni con componenti di altri villaggi – ed in parte allo spirito bellicoso che provoca ogni anno diversi morti. Il decremento della popolazione colpisce anche altre etnie come ad esempio i Dongria Kondh. Ovviamente la contrazione ed il costante deperimento del territorio sono un’altra causa del decremento demografico.

Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India

Organizzare la visita alla tribù Bonda

Oggi visitare l’Orissa è abbastanza semplice, ma la logistica non è paragonabile al resto dell’India. La visita alle tribù infatti è stata per un lungo periodo oggetto di limitazioni da parte del Governo e questo ne ha condizionato lo sviluppo turistico.

Proprio per questo l’ho trovato un luogo molto “vero” e per certi versi intatto, per quanto intatto possa essere un luogo nell’era degli smartphones.

Ti potrebbe interessare anche avere notizie su un’altra tribù che vive nelle vicinanze, leggi l’articolo Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate

Un po’ di storia recente: i naxaliti

Nel febbraio 2009 il governo Indiano annunciava di voler combattere il fenomeno dei naxaliti in tutti gli stati colpiti dal fenomeno, fra i quali l’Orissa. Naxaliti è il termine con il quale si identificano i gruppi militanti comunisti che operano in diverse zone dell’India. Nell’Orissa sono noti come maoisti e sono stati dichiarati organizzazione terroristica nel 1967. Il termine Naxal deriva dal nome del villaggio (Naxalbari, nel Bengala occidentale) dove ha avuto origine il movimento.

Negli anni successivi al 2009 si registrarono attentati e rapimenti, il più noto in Italia fu il rapimento nel 2012 del piemontese Paolo Bosusco e del romano Claudio Colangelo che stavano facendo un’escursione nella zona dell’Orissa.

Il gruppo terrorista asseriva che i turisti trattassero le popolazioni locali come scimmie. All’epoca infatti era scoppiata un’accesa polemica sui cosiddetti “safari umani”, dopo un video in cui si vedevano turisti indiani chiedere a una tribù delle isole Andamane di ballare davanti alle telecamere.

A questo proposito a febbraio del 2012 il governo dell’Orissa introdusse regole più severe per i turisti stranieri che vogliono recarsi nei territori di alcune comunità tribali protette, tra cui i Dongria Kondh dei quali ho parlato in un altro articolo, famosi per la loro resistenza al colosso minerario Vedanta e i Bonda appunto.

Ad oggi le restrizioni sono in gran parte decadute ed il pericolo Maoista/Naxalista in gran parte risolto, anche se è sempre consigliabile attenzione, come in un qualsiasi paese straniero

Tribù Bonda in Orisssa - Viaggio in India

Logistica e cibo durante il viaggio in Orissa

Gli alberghi in questa zona sono molto minimali, anche quelli più eleganti. Non sono certamente gli alberghi per turisti europei che trovate in Rajahstan, ma superata l’iniziale diffidenza e con un po’ di accortezza sono passabili. E poi sono dell’opinione che vivere un po’ fuori dalla nostra campana di vetro faccia bene all’anima.

Una delle cose che più mi sono piaciute di questo viaggio, al di là dell’aspetto fotografico della visita alle tribù, è stata l’esperienza di vita con la gente. Dormire negli alberghetti locali, cenare in un ristorante come unico turista con un topolino come compagnia o far colazione per strada possono sembrare “danni collaterali” da patire per il fine ultimo di recuperare una bella foto.

Un viaggio di piccole sorprese in un’India vera

Per me invece le piccole cose di tutti i giorni sono il vero motivo del viaggio, le fotografie sono uno spunto per scrivere o per parlare del viaggio quando questo è finito. Anche le banalità a volte possono essere interessanti, come i mezzi di trasporto, che in India a volte possono essere originali.

Beh, se ci andate o se volete andarci chiedetemi pure qualche informazione, sarò felice di consigliarvi.  Ad esempio vi consiglio di assaggiare la “dosa” con le cipolle per colazione al posto delle pessime fette biscottate con l’innaturale marmellata di fragole che generalmente trovate negli alberghi.

Oppure potrei consigliarvi come infastidire i venditori di chai per farsi mettere lo zenzero nel té (da queste parti pare che non sia molto comune se non al mattino e in determinate cittadine).

Ho ancora altre foto e curiosità, ma per oggi finisco qui.

A presto!

Qualche consiglio

Se volete avventurarvi in India potete incominciare a leggere una guida, ma ci sono un sacco di cose che le guide non raccontano. Per prepararvi vi consiglio un libro sull’Induismo di Renato Franci e magari una lettura sulla vita di Gandhi. Io ne ho fatto un riepilogo nel mio articolo, ma ci sono un sacco di libri che ne parlano

Infine un classico di qualche anno fa, uno dei primi libri che ho letto e che mi hanno fatto venire la voglia di viaggiare: I Misteri della Giungla Nera di Salgari, magari un po’ fuori moda, ma di grande ispirazione, specialmente se pensate che Salgari ha scritto di un posto nel quale non era mai stato..

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
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  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
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Pubblicato: 28/08/2018
Rifugio degli Angeli al Morion Valgrisenche4

Panorama dal Rifugio degli Angeli in Valgrisenche

di Max Pubblicato: 21/08/2018
Italia Scritto da Max

Splendida giornata al Rifugio degli Angeli in Valgrisenche.

Il Rifugio degli Angeli è una delle tante opere portate a termine dai volontari dell’Operazione Mato Grosso (OMG) Esso nasce letteralmente dalle Ceneri del vecchio rifugio Scavarda, abbandonato dopo l’incendio che lo distrusse negli anni novanta.

Interamente costruito e gestito dai volontari, il Rifugio degli Angeli al Morion fu cominciato nel 2003 ed inaugurato appena due anni dopo, nel 2005.

Indice

  • Splendida giornata al Rifugio degli Angeli in Valgrisenche.
  • Cos’è l’Operazione Mato Grosso (O.M.G.)
  • Il racconto della mia esperienza
  • La vista dal rifugio è splendida
  • E adesso qualche immagine
  • Altri articoli e consigli sul tema Italia

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Rifugio degli Angeli al Morion Valgrisenche4

Cos’è l’Operazione Mato Grosso (O.M.G.)

Per chi non conosce l’Operazione Mato Grosso, è possibile trovare alcune informazioni sul loro sito, ma brevemente

L'Operazione Mato Grosso è un movimento che attraverso il lavoro gratuito per i più poveri offre a giovani e ragazzi la possibilità di numerose esperienze formative

(cit. dal sito dell’iniziativa)

L’Operazione Mato Grosso nasce in val Formazza nel 1967 – è mia coscritta e io neanche lo sapevo. Quell’anno un gruppo di giovani, guidato dal padre salesiano Ugo De Censi organizzò una spedizione per cominciare la costruzione di una scuola nello stato del Mato Grosso, in Brasile. Al rientro in Italia i ragazzi si organizzarono in molti gruppi, per continuare ad aprire nuove iniziative sostenendole con il ricavato dei loro lavori.

Oggi l’Operazione Mato Grosso è presente in Perù, Ecuador, in Bolivia e in Brasile con quasi cento iniziative

In Italia c’è la principale sede organizzativa, i gruppi di volontari sostengono da lontano il lavoro svolto nei paesi sudamericani grazie a svariate attività di volontariato.

Nell’ambito di queste attività il gruppo ha costruito e gestisce diversi rifugi e case alpine, fra i quali appunto il Rifugio degli Angeli al Morion. Potete trovare maggiori informazioni e la storia delle iniziative in parte anche qui.

Rifugio degli Angeli al Morion Valgrisenche4

Il racconto della mia esperienza

Recentemente ho avuto modo di recarmi in questa splendida porzione di Valle d’Aosta e per una volta il tempo è stato clemente, regalando una fantastica giornata di sole e di clima piacevolmente secco.

L’itinerario parte dalla frazione di Bonne in Valgrisenche, avendo cura di lasciare l’auto nelle zone dove è concesso, senza intralciare il passaggio :-)  Lungo la salita si incontrano prima l’alpeggio dell’Arp Vieille (2.200 m), successivamente l’ex ricovero militare Capitano Crova (2430 m) al Plan du Brei ed infine, dopo una salita in verticale, si scollina e si arriva al piccolo pianoro dove sorge il rifugio.

Ovviamente il tutto sarebbe semplice e  rilassante, a meno che decidiate di portare su qualcosa al rifugio, che come ho detto si regge sul volontariato.

Così mi sono caricato 2 teste di mocio – si teste di mocio perché nei rifugi si lavano i pavimenti e anche perché si possono legare fuori dallo zaino – e una borsa di ortaggi, in particolare cipolle carote e zucchine. Per fortuna che il mio zaino fotografico non è tanto capiente :-)

Fuori dal deposito c’è un cartello che invita i visitatori a portare su almeno un pezzo di legna. Peccato che il cartello si veda bene solo in discesa..

La vista dal rifugio è splendida

Anche zavorrati e senza allenamento nel complesso la gita è piacevole e non troppo faticosa. Anche se lo fosse, in ogni caso all’arrivo lo splendido panorama su una grande porzione della Valle d’Aosta ripagherebbe ogni sforzo.

Il rifugio infatti si trova su una cresta ai piedi del ghiacciaio di Morion della Testa del Rutor, in posizione particolarmente aperta e panoramica. Da lì si gode di una visuale di oltre 180° che spazia dalla Grande Sassière e dal Gran Paradiso al Monte Rosa, al Cervino e al Grand Combin.  Con un buon binocolo è possibile vedere le cordate che salgono al Gran Paradiso e, con un po’ di immaginazione anche le cordate sul Cervino (mah?)

Il Rifugio degli Angeli al Morion è aperto da marzo a maggio solo su prenotazione, mentre da giugno a settembre è sempre aperto. Il rifugio ha una capienza di 52 posti letto e penso che valga veramente la pena di fermarsi a vedere lo spettacolo delle montagne al tramonto. Il cibo è veramente buono e rustico, come ci si aspetta da un rifugio di alta montagna con l’accento sulle buonissime torte che hanno concluso il pranzo.

E adesso qualche immagine

Cliccate sull’immagine per ingrandire.

Se non avete visto l’immagine completa godetevi questa vista del Cervino.

Rifugio degli Angeli al Morion Valgrisenche-1
Il Cervino, visto dal Rifugio degli Angeli al Morion, Valgrisenche

Altri articoli e consigli sul tema Italia

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto e parti senza lasciare nulla al caso.

Se sei in Piemonte parti con una visita alla Sacra di San Michele. Prosegui con le residenze reali come il Castello della Mandria e poi Palazzo Barolo e la Palazzina di caccia di Stupinigi nella splendida Torino, che in questo articolo ritraggo in notturna.

In vacanza in Romagna, non perderti le meraviglie di Ravenna, la capitale dei mosaici e già che ci sei visita anche la splendida Comacchio, una città sulla laguna senza le folle di Venezia.

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Scopri le meraviglie del Nord Est. Parti da Verona e raggiungi i luoghi meno conosciuti delle Dolomiti: ti suggerisco alcuni itinerari per le vacanze in Agordino, anche per i più avventurosi.

Yi piace lo shopping? Unisci convenienza e natura: scopri su cosa fare a Livigno, la destinazione migliore per il duty free e quando andarci (consulta le FAQ).

Tuffati nella storia con l’articolo su Sovana terra di Papi, Regine ed invasori.

In Italia c’è sempre da fare!

Max
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Pubblicato: 21/08/2018
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