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Articoli Recenti

Le Isole Maldive: decidere quando andare! » https://www.massimobasso.com/articoli/page/34/

Le Isole Maldive: decidere quando andare!

di Max Pubblicato: 29/06/2019
Asia Scritto da Max

Le Maldive in breve

Le Isole Maldive si trovano nell”Oceano Indiano, a sud-ovest rispetto all’India, se conoscete l’India si trovano quasi esattamente sotto il Gujarat.. molto sotto.. praticamente sull’Equatore. La distanza dalla punta meridionale dell’India è di circa 600.km

Sono circa 1190 isole su 26 atolli e hanno un fuso orario di 3 ore in più rispetto all’Italia, 4 con l’ora legale, ma questa informazione fra un po’ non sarà più importante, visto che l’ora legale è destinata a spegnersi definitivamente ad ottobre.

Per andare alle Maldive non occorrono visti preventivi e non occorrono vaccinazioni. Il visto d’ingresso valido per 30 giorni è ottenibile direttamente in aeroporto, a patto di avere una prenotazione confermata da una struttura del paese.

Verificate i documenti necessari per i minori sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, link a fondo pagina.

Photo by Colin Watts on Unsplash

Foto di Colin Watts su Unsplash

Il clima alle Maldive

Le Maldive hanno un clima tropicale monsonico, caldo tutto l’anno. Visto che il tempo ormai è un po’ dappertutto imprevedibile diciamo che un po’ di fortuna serve sempre, ma i periodi più a rischio sono quelli di maggio/giugno e ottobre, anche se molto difficilmente anche in quei periodi capita più di qualche pioggia notturna o eventualmente una giornata uggiosa.

Qual è il periodo migliore

Ma vediamo perché e capiamo anche quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle varie stagioni. In qualsiasi stagione decidiate di andarci una cosa ve l’assicuro.. non vedrete la neve! Insomma qualche notte o qualche giorno con pioggia può sempre accadere, ma è abbastanza improbabile che vi rovini la vacanza.

Il periodo più secco è quello da gennaio ad aprile ed è anche il periodo in cui ci sono più ore di sole.

Da Aprile a Settembre Il monsone di sud-ovest si fa sentire in particolare nelle isole settentrionali ed è accompagnato dal vento, che può rendere mosso il mare. Il clima è più umido e a volte nuvoloso.

Da ottobre a dicembre le isole sono influenzate dal monsone di nord-est che si limita a portare occasionalmente rovesci e temporali pomeridiani o serali, soprattutto negli atolli meridionali.

Photo by Ishan @seefromthesky on Unsplash

Photo by Ishan @seefromthesky on Unsplash

Le temperature alle Maldive

Le temperature alle Maldive durante l’anno sono sempre intorno ai 30 gradi e scendono durante la notte intorno 25 gradi. Anche l’umidità è stabile ed è elevata tutto l’anno, intorno all’80%.

Nel periodo tra febbraio e maggio le temperature crescono di un paio di gradi sia nei valori minimi che nei valori massimi

TEMPERATURE MALDIVE

fonte: Maldives Metereological Service

Le piogge

Le piogge si manifestano in genere come rovesci o temporali, come in tutte le zone tropicali. In genere possono essere più abbondanti negli atolli meridionali. Come dicevo difficilmente vi rovineranno la vacanza.

precipitazioni maldive

fonte: Maldives Metereological Service

Ore di sole

Le ore di sole alle Maldive sono di più da gennaio ad aprile, i mesi meno maggio giugno e luglio, nel resto dell’anno il sole splende in media 7 ore al giorno.

ore di sole alle Maldive

fonte: Maldives Metereological Service

Temperatura del mare

Il mare alle Maldive è caldo tutto l’anno, la sua temperatura varia tra i 28 e i 30 gradi.

I venti alle Isole Maldive

Lo schema  mostra quanti giorni in un mese si possono avere determinate velocità del vento.

Giorni con vento alle maldive

Fonte: MeteoBlue

La rosa dei venti per le Isole Maldive mostra quante ore all’anno il vento soffia dalla direzione indicata.

Le Isole Maldive: decidere quando andare! » https://www.massimobasso.com/articoli/page/34/

Fonte: MeteoBlue

I cicloni

Le Maldive possono essere occasionalmente raggiunte dai cicloni tropicali, anche se accade veramente molto di rado. I cicloni si formano di preferenza tra aprile e dicembre, ma visto il mare caldo possono in teoria formarsi tutto l’anno.

heymondo 10 lungo

Quando andare

Il periodo migliore per visitare le Maldive va da gennaio a metà aprile, dal momento che è il meno piovoso e il più soleggiato, ma è anche il più caro. Anche in questo periodo comunque sono possibili alcuni rovesci e temporali pomeridiani, soprattutto nelle isole più meridionali.
Se si vuole viaggiare in estate, si possono scegliere le isole più meridionali, che sono meno esposte al monsone di sud-ovest e dunque sono meno ventose e più soleggiate, e inoltre sono più al riparo dai cicloni tropicali. In estate ed in autunno i prezzi sono più bassi, tranne che ad agosto.

Alta stagione: da dicembre ad aprile

In questo periodo i prezzi sono più alti, nel periodo tra Natale e l’Epifania i prezzi possono addirittura triplicare, nel periodo che include Pasqua possono raddoppiare.

In questi mesi il caldo è meno intenso e l’umidità più bassa. Riguardo i giorni di pioggia: saranno meno, almeno in teoria. Per contro ci saranno più turisti e le spiagge saranno meno solitarie (non troverete mai le folle di Rimini..)

In questo periodo è possibile trovare delle offerte Last Minute, ma solo se contate di viaggiare in coppia, se siete in più persone sarà mooolto difficile.

Bassa stagione: le Maldive da maggio a novembre

In bassa stagione è possibile trovare offerte scontate. C’è maggiore probabilità di trovare giornate ventose col mare mosso e precipitazioni. Il rovescio della medaglia è che in cambio di qualche ora di pioggia, probabile, ma non scontata, avrete spiagge più libere e resort meno affollati. e poi non sarà certo qualche ora di pioggia a sconvolgere la vacanza. Potrete approfittarne per un massaggio o una buona lettura.

Come dicevo agosto cade nella bassa stagione, ma i prezzi non sono bassi a causa del numero elevato di richieste.

Ma quanto si spende.

Eccoci coi prezzi! Le buone offerte partono in genere da una cifra intorno ai 1.300 euro in un Hotel a tre stelle. Anche con sistemazioni meno comode non sperate di scendere sotto i mille euro a persona a settimana.. se trovate a meno fatevi delle domande.

Ma volete davvero rovinarvi il viaggio della vita per essere stati in un posto scomodo e magari lontano dalla spiaggia? Informatevi prima e soprattutto non credete alle favole. Per spendere meno occorre rinunciare a qualcosa.

Se cercate un resort con cucina e gestione italiana allora dovete essere disposti a spendere qualcosa in più.

Cosa portare in valigia

Tutto l’anno, vestiti leggeri, se proprio volete una felpa leggera per la sera, un foulard per non scombinarvi i capelli, occhiali da sole, mi raccomando la crema solare!

Per la barriera corallina porterete maschera, boccaglio e pinne.

In conclusione

Prima di partire date sempre uno sguardo al sito ViaggiareSicuri della Farnesina per avvisi importanti.

Per saperne di più sull’Asia

Sono approdato all’Asia di recente, ma questa terra è stata subito fonte di ispirazione. Non solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

banner scopri l'asia

Se ti interessa l’India prima di tutto informati sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. altri argomenti interessanti per avvicinarti a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori. Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggi la sacra Trimurti, introduzione e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie, Vishnu ed i suoi Avatara, l’importanza del conservatore o Surya ed il culto del Dio del Sole in India. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

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Ma l’Asia non è solo India. Parti per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Altri articoli interessanti su Cina ed Indonesia sono per esempio il periodo migliore per visitare Hong Kong, o qualche cenno sul Capodanno Cinese e sul Calendario Cinese Tradizionale. Senza dimenticare gli strani animali asiatici come i Panda Giganti della riserva di Chengdu o gli Orangutan di Sumatra e i Macachi Neri di Tangkoko.

Ciao, a presto!

illustrazioni di Photographeeasia/Freepik

Pubblicato: 29/06/2019
Ragazza che guarda le cascate Lower Falls a Yellowstone

Cosa vedere a Yellowstone: un itinerario di tre giorni

di Max Pubblicato: 09/06/2019
Stati Uniti Scritto da Max

Decidere cosa vedere a Yellowstone

Quanti giorni si deve rimanere per programmare al meglio le cose importanti da vedere a Yellowstone? Se dico.. dipende..? :-)

Ok, scherzavo! Se non l’avete ancora fatto, però, prima leggete l’articolo su cosa Fare e quando andare a Yellowstone

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Decidere cosa vedere a Yellowstone
  • Visitare Yellowstone prendendosi del tempo
  • Gli imperdibili da vedere a Yellowstone
    • L’Old Faithful
    • La Lamar Valley
    • Le cascate Upper Falls e Lower Falls
    • Il bacino dei Geyser di Norris
  • Ma non erano cinque le cose da vedere a Yellowstone?
  • Proposte di viaggi negli USA
  • Libri e guide per gli Stati Uniti
  • Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA
    • Non ti piacciono le città?

Visitare Yellowstone prendendosi del tempo

Solo per fare un giro di corsa, ma veramente di corsa, senza fermarsi mai.. ci vuole un giorno. Se volete vedere qualcosa di più occorre pensare alle cose interessanti per Voi e  quali sono le cose che non si possono perdere.

A mio avviso tre giorni a Yellowstone sono pochi, ma non sempre durante un viaggio si ha tutto il tempo che si desidera, pertanto da qualche parte bisogna tagliare (ma non Yellowstone :-( …). Vale davvero la pena di godere dell’aspetto selvaggio di questo parco e inoltrarsi in un sentiero almeno almeno una volta.

A proposito, lo sapevate che il 95% dei turisti che visita Yellowstone non esce dalle piattaforme o dai sentieri delle attrazioni principali? Un delitto!!

Detto questo vi propongo un itinerario minimale, in un altro articolo approfondisco per chi vuole fermarsi più giorni a Yellowstone.

Itinerario di tre giorni per vedere Yellowstone. Painted Pots
Painted Pots – Yellowstone N.P.

Gli imperdibili da vedere a Yellowstone

In primo luogo i geysers e le pozze di acqua calda dai mille colori. Lo spettacolo offerto da questi fenomeni naturali è assolutamente imperdibile. Ho visitato anche altri complessi vulcanici simili, ma nulla di così spettacolare, vario e ampio, quindi se dovessi scegliere solamente una cosa da visitare durante la permanenza a Yellowstone questa sarebbe sicuramente la zona dei Geysers. E per farlo in maniera adeguata dovrete programmare almeno un giorno intero.

La Lamar valley è spettacolare e vi ci vorrà coraggio per abbandonarla pensando di non tornarci tanto presto. Anche qui vi ci vorrà un giorno. E poi ci sono gli orsi e i lupi in cima alla lista, ma anche lo spettacolo delle mandrie di bisonti, che rievocano i film western, i coyote che cacciano gli scoiattoli di terra, insomma ci vuole del tempo.

Ma se ne avete poco, ecco cosa non vi potete proprio perdere:

L’Old Faithful

L’Old Faithful, o Vecchio Fedele fu il primo geyser del parco a ricevere un nome, legato alla prevedibilità delle sue eruzioni. Nel corso degli anni l’intervallo fra le eruzioni è aumentato, ma quasi sempre il geyser spara in aria il suo getto 65 minuti dopo un’eruzione durata meno di 2 minuti e mezzo o 92 minuti dopo un’eruzione di durata maggiore dei 2 minuti e mezzo. E’ complicato? non preoccupatevi, c’è una bacheca con la tabella giornaliera delle eruzioni previste, meglio di così..

Le sue eruzioni si innalzano fino a 55 metri e sparano fino a 32.000 litri, non sono le più alte e potenti del parco, ma sono comunque le più famose. Inoltre nelle vicinanze ci sono un sacco di altri geysers e sorgenti calde.

Ci sono comodi sedili intorno al Geyser per vedere lo spettacolo, se volete sedervi, però, arrivate in anticipo nei periodi di maggiore affollamento.

Una raccomandazione: non uscite dai sentieri segnati, è pericoloso per voi e dannoso per l’ecosistema!

La Lamar Valley

La valle prende il nome dal Lamar river che è un affluente dello Yellowstone. Si trova nell’angolo nord orientale del parco, fra l’ingresso nord e quello nordest e si tuffa nello Yellowstone river vicino a Tower Junction, proprio sotto il Grand Canyon di Yellowstone.

Qui potete trovare una cartina per orientarvi

Il fiume è famoso e rinomato per la pesca a mosca, ovviamente in estate, ma la valle è conosciuta soprattutto per essere indicata come il Serengeti degli Stati Uniti, vista l’abbondanza della fauna in ogni stagione dell’anno.

Fra l’altro la valle è nota per alcuni luoghi che incontrerete percorrendola: Soda Butte, Crystal Creek e Rose Creek. In queste località nel 1995 a Yellowstone furono reintrodotti i lupi, dopo anni di assenza. Ad oggi la Lamar Valley è il posto più probabile per l’avvistamento di un lupo in natura.

Visitare la valle senza abbandonare la strada vi prenderà mezza giornata, ma se vi fermerete alle numerose piazzole per cercare di avvistare qualche animale il tempo scorrerà inesorabile. Probabilmente qualche appassionato vi inviterà a dare una sbirciatina al proprio cannocchiale,  poi vi parlerà di quello che ha visto in mattinata, elargendovi qualche consiglio sui posti migliori del periodo. Allora la curiosità prenderà il sopravvento e la giornata vi sembrerà passare in un lampo.

Cercate i bisonti, le antilopi Pronghorn, le capre di montagna arrampicate sulle montagne e le pecore Bighorn.

Marmotta con sfondo il Lamar River- Yellowstone
Marmotta con sfondo il Lamar River

Le cascate Upper Falls e Lower Falls

Il fiume Yellowstone forma due spettacolari cascate, visibitabili lungo la strada che va da Fishing Bridge a Canyon, a nord dell’omonimo lago all’interno del Parco Nazionale. Il fiume che scorre attraverso la Hayden Valley forma prima le Upper Falls o cascate superiori di Yellowstone, successivamente, 400 metri più a valle, forma le Lower Falls o Cascate inferiori, prima di entrare in un grande canyon.

Le cascate superiori sono alte circa 30 metri, mentre le inferiori misurano oltre 90 metri, più alte delle cascate del Niagara, anche se trasportano una massa d’acqua notevolmente inferiore

Lo spettacolo è magnifico, specialmente al mattino quando le pareti gialle del canyon sono illuminate dai primi raggi del sole. Una gita da non perdere e non troppo faticosa, su pedane e sentieri cementati.

Per i più arditi c’è anche un sentiero più a est, che corre lungo la sponda opposta alla strada, con visioni spettacolari sul canyon.

Lower Falls - Yellowstone N.P.
Lower Falls più alte delle cascate del Niagara

Il bacino dei Geyser di Norris

Il bacino dei geyser di Norris si trova ad ovest al centro dell’otto formato dalle strade centrali di Yellowstone (vedi la mappa). E’ il primo che incontrerete provenendo da West Yellowstone o da Mammoth Hot Springs.

L’area dei Geyser di Norris è spettacolare soprattutto per i colori dei suoi bacini e delle sue pozze, ma è spettacolare nel suo insieme per la quantità e la varietà di fenomeni osservabili.

Nell’area del Norris Geyser trovate anche un piccolo museo, una libreria, bagni e aree di sosta sia per macchine che per camper.

Ovviamente nei dintorni c’è anche un’area picnic per riposarsi o rilassarsi dopo la visita.

Bacino dei Geyser di Norris - Yellowstone N.P.
Bacino dei Geyser di Norris
Bacino dei Geyser di Norris - Yellowstone N.P.
Bacino dei Geyser di Norris

Ma non erano cinque le cose da vedere a Yellowstone?

Ma dico, siete venuti fino qui, nel posto sulla terra dove è più probabile vedere un lupo (libero..) .. e allora cosa aspettate.

Munitevi di un cannocchiale, svegliatevi all’alba e risalite la Lamar Valley fino quasi alla fine. Sicuramente in primavera ed estate ad un certo punto sulla destra risalendo la valle, se è abbastanza presto, noterete un gruppo di persone con il naso all’insù ed i cannocchiali puntati.

Fermatevi, se non avete un cannocchiale vostro qualcuno sarà lieto di farvi dare un’occhiata nel suo, nel caso si avvisti qualcosa. Aspettate, aspettate e aspettate. Se sarete fortunati farete uno degli incontri più emozionanti della Vostra vita e forse avrete anche il privilegio di sentire un lupo ululare (il che vi farà di certo venire i brividi!)

Ecco la quinta e più importante attività da non perdere a Yellowstone. Non è detto che ci riusciate, ma almeno potrete dire di averci provato!

Se volete vedere il video che ha ispirato la mia passione per Yellowstone potete seguirlo da qui – ma prima finite di leggere l’articolo, il video dura un’ora buona

Bisonti nella Lamar Valley - Yellowstone
Bisonti nella Lamar Valley
Lupo nella Lamar Valley a Yellowstone
Lupo nella Lamar Valley a Yellowstone

Proposte di viaggi negli USA

Per visitare i luoghi di questo articolo chiedi a me o prova uno dei nostri itinerari personalizzabili.

Florida: Panorami del Sunshine State* in Self Drive. Un viaggio on the road in Florida, Stati Uniti d’America. Senza orari prefissati, senza tappe prestabilite né marce estenuanti. Un viaggio con i tuoi ritmi per scoprire i luoghi meno turistici di questo fantastico continente.

New York: Liberi di scoprire la Grande Mela*. New York è la città più vivace, stravagante, sfacciata e multietnica degli Stati Uniti. Goditi 5 giorni a New York in un’atmosfera da sogno scoprendo i luoghi che hai sempre visto nei film!

Los Angeles e la California: Avventura nel Golden State in Self Drive*. Un vero tour “on the road” da Los Angeles alla favolosa Las Vegas alla scoperta delle meraviglie dell’Ovest

I Parchi dell’Ovest: Avventura Western in Self Drive*. Un viaggio favoloso da San Francisco a Las Vegas passando per San Louis Obispo, Los Angeles, Bryce Canyon, Lake Powell, Page, Antelope Canyon e la Monument Valley.

E molti altri tour individuali e tour di gruppo a partenze fisse*.

Libri e guide per gli Stati Uniti

Prima di partire compra una guida dei Parchi* degli Stati Uniti (sono antico, ma la carta funziona ancora)

Trova qui la guida* degli Stati Uniti Occidentali della Lonely Planet, ne esiste anche una specifica guida* degli Stati Uniti Sudoccidentali. Qui trovi invece la guida* Stati Uniti Orientali. Personalmente sconsiglio di prendere una guida che tratti tutti gli USA insieme, vista la vastità dell’argomento.

Leggi anche 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti

Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA

Prima di tutto non dimenticare il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline! Non restare senza connessione, acquista scopri i vantaggi di una eSIM con traffico dati* per gli USA. Non dimenticare un buon libro per la tua vacanza a Stelle e Strisce.

Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Se la destinazione è New York leggi prima di tutto le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela. Puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure prendere un Taxi seguendo i miei consigli. Ma se le preferenze sono per la costa dell’ovest, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Leggi anche:  cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario oppure cosa fare a New York a maggio 2025, cosa fare a New York a Giugno, cosa fare ad Agosto o cosa fare a New York a Settembre 

Se ti rimane del tempo puoi anche fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

heymondo 10 lungo

Non ti piacciono le città?

Se cerchi un’avventura più a contatto con la natura, leggi cosa puoi fare nei Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scopri i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon. Per alcuni di questi parchi è richiesta una prenotazione, scopri quali!

Un’altra meta imperdibile è il favoloso Parco di Yellowstone, con la sua natura, i bisonti, gli orsi ed i lupi. Ti propongo un paio di itinerari: da Seattle a Yellowstoneattraverso gli stati di Washington e del Montana, oppure un itinerario che comprende Yellowstone, il Colorado ed il Wyoming con partenza e arrivo a Denver.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

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Ciao, a presto!

Pubblicato: 09/06/2019
Quando andare a Yellowston

Cosa Fare e quando andare a Yellowstone

di Max Pubblicato: 19/05/2019
Stati Uniti Scritto da Max

Quando andare a Yellowstone e cosa fare

Non sapete cosa fare e quando a Yellowstone? Scopriamolo insieme!

Cosa fare a Yellowstone? Dipende dalla stagione!

Quando andare a Yellowstone? Dipende da cosa volete fare o vedere!

Sembra un gioco, ma Yellowstone è un parco per tutte le stagioni e talmente vasto che scoprirlo tutto con una visita è impossibile.

Vediamo perciò di conoscerlo un po’ meglio!

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Quando andare a Yellowstone e cosa fare
  • Geografia del Parco di Yellowstone
  • Arrivare a Yellowstone: informazioni utili sugli accessi
  • Tutte le zone del Parco di Yellowstone
  • Quando andare a Yellowstone mese per mese
  • Programmare il soggiorno a Yellowstone
  • Andare a Yellowstone: cinque cose che dovete assolutamente vedere
  • Proposte di viaggi negli USA
  • Libri e guide per gli Stati Uniti
  • Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA
Entrata EST del parco di Yellowstone-
Entrata EST del parco di Yellowstone al tempo della mia prima visita nel 2003
Yellowston: ingresso sud
Yellowstone Ingresso Sud – Giugno 2015

Geografia del Parco di Yellowstone

Per saperlo cominciamo a conoscerne la Geografia

Yellowstone si trova nello Stato del Wyoming al confine con Montana e Idaho, nelle Rocky Mountains. Fondato il 1 marzo 1872 dal presidente Grant, Yellowstone è il più antico Parco nazionale del mondo. Oltre a questo è la più grande area protetta degli States e – se non vi ho ancora convinto – Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Per arrivare a Yellowstone potete partire da Seattle. Vedi il mio viaggio da Seattle a Yellowstone

Il parco occupa quasi 9.000 km² e si trova quasi ovunque ad un altezza di oltre 2.000 metri con un’altitudine media di 2.400 metri.

Per farvi un’idea della vastità dell’area, sappiate che nel parco ci sono oltre 1.600 km di sentieri e la strada principale a forma di otto, il Grand Loop, è lunga più di 200 chilometri. Quindi non avrete sicuramente da annoiarvi, anzi, più che scegliere quando andare, sarà un problema scegliere cosa fare a Yellowstone.

E quando sarete tornati a casa l’unico vostro pensiero sarà quando tornarci.

Leggi anche Lower Antelope Canyon, Upper Antelope Canyon o Antelope Canyon X
Bisonte con piccolo - Yellowstone N.P.
Bisonte con piccolo nella Lamar Valley – Yellowstone N.P.

Arrivare a Yellowstone: informazioni utili sugli accessi

Il parco ha cinque accessi principali:

Ingresso Nord

L’entrata da Gardiner in Montana è l’ingresso principale. Questo ingresso è aperto tutto l’anno, anche con le strade innevate.

Ingresso Nordest

Vicino all’ingresso Nord si trova l’ingresso Nord Est da Cooke City, anch’esso accessibile tutto l’anno anche con le strade innevate.

La strada fra l'ingresso nord e quello nord est è l'unica percorribile in auto tutto l'anno, anche in inverno. Ciò non significa che in inverno non si possano esplorare le altre zone del parco, ma sicuramente non lo si potrà fare in auto se non su questa strada

Ingresso Ovest

L’ingresso Ovest si raggiunge dalla cittadina di West Yellowstone, in Idaho ed l’accesso più vicino alla zona dei Geyser. In genere apre verso al metà di aprile, anche se a volte la neve nella zona dei Geyser rimane fino a giugno. Chiude la prima settimana di novembre salvo eventi eccezionali. West Yellowstone è anche un’ottima base per esplorare il parco senza soggiornare all’interno, con prezzi abbordabili ed una distanza contenuta.

Il mio consiglio è: se potete soggiornate all'interno del parco.

Ingresso Est

Subito dopo l’ingresso Ovest in genere apre l’ingresso est. E’ ottimo per chi proviene da Cody ed in genere dal South Dakota, magari dopo aver visitato la Devil’s Tower, è aperto dall’inizio di maggio alla prima settimana di novembre.

Ingresso Sud

L’ultimo ad aprire in primavera in genere è l’ingresso sud, intorno alla prima settimana di maggio. Rimane aperto fino alla prima settimana di novembre e permette l’accesso al Parco dei Grand Tetons e congiunge il parco con la Cortina d’Ampezzo del Wyoming, ovvero Jackson Hole.

Nel pianificare quando andare a Yellowstone occorre quindi anche tener conto delle aperture e delle chiusure degli accessi, soprattutto per scegliere un aeroporto comodo. Ovviamente tanto dipende dal tipo di itinerario.

Mappa del parco per scoprire cosa fare a Yellowstone
Mappa del parco per scoprire cosa fare a Yellowstone

Tutte le zone del Parco di Yellowstone

Mammoth

Raggiungibile facilmente dall’accesso nord. Se arriverete da Bozeman e Gardiner sarà la prima sulla vostra strada. Si tratta di un’area geotermale intorno a Mammoth Hot Springs. Mammoth è anche un’area ottima per avvistare i cervi che, senza paura, circolano in mezzo ai lodges, un primo approccio con la natura selvaggia.

Ricordatevi che sono animali selvatici, non prendete troppa confidenza..

Una mappa ufficiale del parco con i servizi e le distanze è scaricabile da qui

Formazioni calcaree a Mammoth Hot Springs Yellowstone
Formazioni calcaree a Mammoth Hot Springs Yellowstone

Geyser Basin

E’ la regione dove si trovano la maggior parte dei Geyser e delle formazioni di origine vulcanica. La regione è ulteriormente suddivisa in zone. A partire da Norris, a nord, fino al West Thumb 75 km di questo parco sono costellati di innumerevoli Geyser e di buona parte delle 10.000 sorgenti calde di Yellowstone che danno vita a pozze dai colori sgargianti.

Bacino dei Geyser di Norris - Yellowstone N.P.
Bacino dei Geyser di Norris – Yellowstone N.P.

Yellowstone Lake

Questa è la zona intorno al lago, va da Grant Village a Fishing Bridge. Caratterizzata appunto dalla presenza del lago, che durante l’inverno diventa una grandissima distesa di ghiaccio, raggiungendo il disgelo completo in giugno.

Pellicano bianco avvistato nello Yellowstone Lake vicino a Fishing Bridge
Pellicano bianco avvistato nello Yellowstone Lake vicino a Fishing Bridge

Canyon

Canyon si trova nella zona est. Come dice il nome, in questa zona il fiume Yellowstone forma un fantastico canyon e delle splendide cascate: le Upper e le Lower Falls, queste ultime alte quasi il doppio delle Cascate del Niagara, anche se non così ampie.

Lower Falls - Yellowstone N.P.
Lower Falls – Yellowstone N.P.

Roosvelt

Roosvelt si trova nella Zona nord est ed in questa porzione di parco i boschi e le praterie la fanno da padrone, così come i bisonti e i cervi. In Estate non è raro avvistare anche orsi e parecchi altri animali.

Cuccioli di orso - Yellowstone
Cuccioli di orso nella zona di Roosvelt – Yellowstone

Lamar Valley

L’ho lasciata per ultima, ma è la mia preferita. Nella Lamar Valley durante i mesi meno freddi ci sono così tanti animali da essere spesso indicata come il Serengeti americano. Armandosi di grande pazienza ed una buona dose di costanza qui è possibile avvistare i lupi.

Una mappa ufficiale del parco con i servizi e le distanze è scaricabile da qui

Appassionati di lupi nella Lamar Valley - Yellowstone N.P.
Appassionati di lupi nella Lamar Valley – Yellowstone N.P.

Quando andare a Yellowstone mese per mese

L’estate è la stagione più frequentata, infatti oltre la metà delle presenze si registra fra giugno, luglio e agosto. Per incontrare meno gente meglio la primavera o l’autunno, fino ad ottobre. Controllate sul sito prima di partire perché alcune strade e strutture potrebbero essere chiuse in ogni mese dell’anno, vista l’altezza del parco sul livello del mare.

In inverno ci si devono aspettare paesaggi innevati, geyser fumanti e meno persone. Tuttavia, l’accesso all’interno del parco è limitato e molte strutture sono chiuse. Occorre pianificare il viaggio invernale con attenzione ed in anticipo.

Gennaio – febbraio – marzo

Le strade accessibili ed i servizi sono limitati alla zona nord con ingresso da Mammoth o da nord-est. In questa stagione si possono fare escursioni con gli sci o le racchette da neve e in motoslitta. Il resto è affidato a tours guidati sugli snowcoach, durante i quali è possibile anche pernottare all’Old Faithful e vedere i geyser nella loro suggestiva veste invernale. I Rangers organizzano escursioni guidate per vedere la fauna selvatica. E’ possibile vedere merli acquaioli, cigni trombettieri, coyote e volpi che cacciano sui prati innevati e con un po’ di fortuna i lupi nella Lamar Valley. Il ghiaccio e la neve rendono i Geyser veramente suggestivi.

A marzo è possibile avvistare i primi Grizzly e cominciano ad arrivare i primi migratori.

Il 1° marzo è anche l’anniversario di Yellowstone.

Aprile – maggio

Le strade cominciano ad aprirsi al pubblico e la gente comincia ad arrivare più numerosa, ma ancora in numeri contenuti. Si possono fare escursioni in zone già libere dalla neve. I bisonti partoriscono i piccoli e si avvistano i primi orsi neri nella Lamar Valley. 

A maggio si aprono i campeggi, gli alci partoriscono e i cuccioli di lupo escono dalle loro tane nella Lamar Valley. Attenzione alle folle nel fine settimana del Memorial Day.

Cuccioli di orso - Yellowstone
Cuccioli di orso con mamma orsa a Yellowstone

Giugno – luglio – agosto

I turisti sono abbondanti, con tutte le strade e le strutture aperte già da metà giugno. Si può fare canottaggio, si può campeggiare, pescare nei laghi ed esplorare il parco a piedi. La fauna si sposta a quote più alte. Da metà giugno aprono i servizi di navigazione sul lago di Yellowstone ed incominciano i programmi dei ranger, con tanti volontari.

Se volete fotografare il Grand Prismatic, in estate ci sono meno vapori, quando le temperature sono più alte.

Io sono andato due volte in giugno vedi alcune Immagini di Yellowstone in video

Settembre – ottobre

Dall’inizio di settembre l’afflusso comincia a calare, anche se è ancora alto. I campeggi cominciano a chiudere e gli animali, soprattutto orsi neri e grizzly scendono a quote più basse e sono facilmente visibili.

I colori del bosco cominciano a cambiare ed in ottobre scende la prima neve oltre i 2000m.

Novembre – dicembre

Il parco chiude progressivamente, lasciando aperta solo la zona nord, come avevamo visto a gennaio. Si possono osservare le pecore Bighorn a nordest, tornano i bisonti a quote più basse e finisce la stagione di pesca. E’ di nuovo possibile vedere con relativa facilità i lupi. Ricomincia l’attività tipica dell’inverno ed i cervi migrano verso i Tetons.

Programmare il soggiorno a Yellowstone

Dopo aver programmato quando andare a Yellowstone occorre pensare a quanti giorni occorrono per visitarlo.

Solo per fare un giro di corsa, senza fermarsi mai, ci vuole un giorno, ma se volete vedere qualcosa di più occorre pensare a cosa interessa e quali sono le cose che non si possono perdere.

A mio avviso meno di tre giorni è poco, anche perché vale la pena di godere dell’aspetto selvaggio di questo parco e inoltrarsi in un sentiero almeno per un’ora.

A proposito, lo sapevate che il 95% dei turisti che vista Yellowstone non esce dalle piattaforme o dai sentieri delle attrazioni principali? Un delitto!!

Nel prossimo post propongo un itinerario di tre giorni a Yellowstone, nel frattempo vi propongo cinque cose imperdibili da vedere.

Quando andare e cosa fare a Yellowstone N.P.
Quando andare e cosa fare a Yellowstone N.P. – Ammirare i bacini dei Geysers

Andare a Yellowstone: cinque cose che dovete assolutamente vedere

Se proprio non avete tempo e volete vistare Yellowstone in tre giorni o meno ecco cosa non vi potete proprio perdere:

  • L’Old Faithful
  • La Lamar Valley
  • Le cascate Upper Falls e Lower Falls
  • Il bacino dei geysers di Norris
  • Vedere un lupo

Se vuoi approfondire questo itinerario leggi quest’altro articolo.

Proposte di viaggi negli USA

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I Parchi dell’Ovest: Avventura Western in Self Drive*. Un viaggio favoloso da San Francisco a Las Vegas passando per San Louis Obispo, Los Angeles, Bryce Canyon, Lake Powell, Page, Antelope Canyon e la Monument Valley.

E molti altri tour individuali e tour di gruppo a partenze fisse*.

Libri e guide per gli Stati Uniti

Prima di partire compra una guida dei Parchi* degli Stati Uniti (sono antico, ma la carta funziona ancora)

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Leggi anche 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti

Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA

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Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

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Se la destinazione è New York leggi prima di tutto le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela. Puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure prendere un Taxi seguendo i miei consigli. Ma se le preferenze sono per la costa dell’ovest, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Leggi anche:  cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario oppure cosa fare a New York a maggio 2025, cosa fare a New York a Giugno, cosa fare ad Agosto o cosa fare a New York a Settembre 

Se ti rimane del tempo puoi anche fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

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Non ti piacciono le città?

Se cerchi un’avventura più a contatto con la natura, leggi cosa puoi fare nei Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scopri i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon. Per alcuni di questi parchi è richiesta una prenotazione, scopri quali!

Un’altra meta imperdibile è il favoloso Parco di Yellowstone, con la sua natura, i bisonti, gli orsi ed i lupi. Ti propongo un paio di itinerari: da Seattle a Yellowstoneattraverso gli stati di Washington e del Montana, oppure un itinerario che comprende Yellowstone, il Colorado ed il Wyoming con partenza e arrivo a Denver.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

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Ciao, a presto!

Pubblicato: 19/05/2019
I leoni del Serengeti in Tanzania e la migrazione degli gnu

I leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

di Max Pubblicato: 15/04/2019
Africa Scritto da Max

I leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

I leoni del Serengeti sono stati per anni un sogno, vissuto attraverso documentari del National Geographic. Visioni epiche di caccia, inseguimenti, fallimenti e successi.

Finalmente dopo aver a lungo sognato, un bel giorno..

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Indice

  • I leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu
  • Leoni del Serengeti, Gnu, Zebre e Gazzelle
  • La migrazione degli gnu
  • Calendario annuale della migrazione
  • Finalmente a tu per tu con i leoni del Serengeti
  • Ci addentriamo nel Serengeti
  • Leoni ed altri incontri nel Serengeti

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

i Leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

Leoni del Serengeti, Gnu, Zebre e Gazzelle

Per poter vedere i leoni del Serengeti occorre un po’ di fortuna ed un minimo di programmazione.

Infatti non si può non tenere conto che in questo posto molte famiglie di leoni e di altri predatori seguono uno dei più grandi e spettacolari fenomeni del regno animale: la migrazione degli gnu.

Seguire la migrazione significa di fatto avere una buona probabilità di incontrare parecchi leoni pronti ad approfittare della grande abbondanza di prede.

E se si è fortunati si potrà assistere a qualche scena di caccia

i Leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

La migrazione degli gnu

Prima di parlare dei leoni del Serengeti e farvi vedere qualche fotografia vorrei spendere qualche parola sulla migrazione degli gnu.

A partire dall’inizio settembre più di un milione di gnu, centinaia di migliaia di zebre e di gazzelle di Thomson migrano dal Parco Nazionale del Masai Mara in Kenya al Parco del Serengeti in Tanzania per trovare pascoli più verdi.

Da nessun’altra parte si può assistere a questo spettacolo che è considerato una delle meraviglie del mondo da vedere assolutamente.

La migrazione che avviene atttraverso il Kenya e la Tanzania è una migrazione continua, un circuito senza fine durante il quale le mandrie lottano per formare una famiglia, accoppiarsi, mettere al mondo i cuccioli e crescerli. La migrazione rappresenta la vita reale quotidiana di questi animali. E’ un fluire continuo alla ricerca di pascoli più verdi e umidi tra il Serengeti meridionale ed orientale durante la stagione piovosa ed il Masai Mara durante la stagione più secca.

Lungo il percorso gli gnu sopravvivono all’attraversamento dei fiumi abitati dai coccodrilli, agli attacchi dei leoni e dei ghepardi e da altri predatori affamati.

Per di pianificare un viaggio occorre avere un idea di quale zona del parco visitare a seconda della stagione. Questo per avere le maggiori possibilità di incontrare più animali e di vivere al meglio questa meravigliosa esperienza.

i Leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

Calendario annuale della migrazione

Gennaio: gli gnu si trovano a sud, nella zona meridionale del Serengeti, arrivando fino al Cratere di Ngorongoro, del quale parlerò in un altro articolo. In questo periodo nascono i cuccioli, pertanto, croce e delizia, ci saranno scene tenerissime, ma d’altro canto anche tanti predatori in agguato e c’è l’eventualità di assistere a qualche scena cruenta. A marzo le mandrie cominciano a spostarsi.

Aprile: comincia la migrazione verso occidente. Grandi spostamenti caratterizzati da immensi assembramenti di animali in movimento. Le mandrie si trovano nella zone centrali ed occidentali.

Giugno: siamo nel pieno della migrazione e dell’attraversamento dei fiumi infestati dai coccodrilli, come il Grumeti. Scene epiche di lotta per la sopravvivenza

Agosto: dopo l’epica traversata dei fiumi gli animali migrano a nord verso il Kenia ed il Masai Mara. Si formano piccoli assembramenti e le mandrie si disperdono fra il nord Serengeti ed il Masai Mara.

Ottobre: da fine settembre cominciano le piogge e le mandrie si spingono nuovamente a sud, verso il cuore del Serengeti, per ricominciare l’epica migrazione, o per non finirla mai (almeno speriamo)

Ovviamente questa è un’indicazione di massima, soggetta a variazioni stagionali in funzione anche dei cambiamenti climatici, occorre tenerne conto.

i Leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

Finalmente a tu per tu con i leoni del Serengeti

Eccoci finalmente nel Serengeti: fuoristrada aperto, binocolo in mano e teleobiettivo. Mancano solo i leoni.

Questi splendidi felini non tardano all’appello e appena ci addentriamo nella savana ne avvistiamo subito una famiglia che si ristora all’ombra di un’acacia. Poi un’altra famigliola in mezzo ai cespugli con i cuccioli che giocano nella calura del pomeriggio.

I leoni del Serengeti non ci deludono. Fieri, nella loro imponenza, noncuranti della nostra presenza si dedicano alle faccende quotidiane: cura dei cuccioli, toelettatura, pulizia personale, riposino pomeridiano. A dire la verità sembrano molto più sedentari di quanto avrei pensato.

Ma come già avevo visto in altre occasioni il loro fare sornione si trasforma immediatamente in aggressività quando si vede l’opportunità di una preda. E’ il caso di una gazzella solitaria che si avvicina incauta. La leonessa parte all’attacco, ma l’inseguimento si traduce in un nulla di fatto, per fortuna della gazzella..

i Leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

Ci addentriamo nel Serengeti

Per tutto il giorno vaghiamo e arriviamo fino al confine con il Kenya alla ricerca di altri leoni.

Troviamo parecchie famiglie, quasi tutte hanno cuccioli, alcuni più grandicelli, altri che sembrano appena svezzati. Giocano all’ombra delle piante con la mamma o con qualche altro componente del branco. Sono veramente bellissimi!

Lungo il tragitto troviamo parecchi elefanti e anche due rinoceronti!

Calano le luci e ci fermiamo al campo per una cena succulenta preparata dal cuoco locale. Un leone solitario passa a poco meno di cento metri da noi mentre stiamo mangiando, senza degnarci di uno sguardo prosegue il suo cammino. In lontananza si sente un altro leone ruggire, forse sarà una notte di battaglia per il territorio oppure semplicemente sono due amici o famigliari che stanno cercando di ritrovarsi. Chi lo sa?

Di notte sentiamo pascolare fuori dalle tende: tre bufali vengono a cercare protezione per la notte all’interno del campo.. fa un po’ impressione sentire gli zoccoli così vicini e le bocche che strappano l’erba, ma è eccitante pensare di essere finalmente in un luogo davvero selvaggio.

i Leoni del Serengeti e la migrazione degli gnu

Leoni ed altri incontri nel Serengeti

I giorni seguenti proseguiamo nella nostra esplorazione delle pianure del Serengeti. Mentre cerchiamo i branchi di leoni avvistiamo un numero considerevoli di altri animali, oltre ovviamente a gnu, zebre e gazzelle.

Dico alla guida che non ho mai visto un ghepardo. Diventa un punto d’onore e dopo una estenuante giornata riusciamo ad avvistare un ghepardo femmina, che si lascia volentieri immortalare nella calura del tardo pomeriggio. Forse è incinta, pertanto decidiamo di fare solo un paio di foto e lasciarla in pace. Ne avrà bisogno nei prossimi mesi..

I quattro giorni nel Serengeti passano come un lampo, fra mille emozioni. Porto a casa solo qualche bella fotografia, ma tante, tantissime emozioni. Queste nessuno me le toglierà.

E’ tempo di lasciare il Serengeti. Prossima tappa: Ngorongoro, un altro dei miei sogni, ma questa è un’altra storia.

Per saperne di più sull’Africa

Benvenuto nella sezione dedicata ai Viaggi in Africa! Qui troverai ispirazione, consigli pratici e racconti autentici per scoprire il continente africano in tutte le sue sfumature.

Dalle maestose savane del Serengeti, alle foreste dell’Uganda, alle spiagge incontaminate dell’Oceano Indiano, ai parchi naturali ricchi di fauna selvatica, ogni articolo ti guiderà alla scoperta di luoghi straordinari, culture affascinanti e tradizioni millenarie.

Che tu sogni un safari avventuroso, un viaggio culturale o una fuga rilassante, questa categoria è il punto di partenza ideale per organizzare la tua prossima esperienza africana. Preparati a lasciarti sorprendere dalla varietà, dalla bellezza e dall’energia di un continente tutto da esplorare!

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Se vuoi un’idea per una prima avventura africana leggi l’articolo sul Parco Nazionale Kruger, Sudafrica, puoi anche curiosare tra gli ultimi articoli pubblicati, oppure scegliere dall’elenco a fondo pagina. E mi raccomando, dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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heymondo 10 lungo

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Arrivederci presto!

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Pubblicato: 15/04/2019
I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

I gorilla di montagna del parco di Bwindi in Uganda

di Max Pubblicato: 24/03/2019
Africa Scritto da Max

I gorilla di montagna del parco di Bwindi in Uganda

I gorilla di montagna sono stati per me un sogno per molti anni. Poi, preso il coraggio a quattro mani, mi sono deciso ad organizzare un viaggio.

Tempo di lettura stimato: 12 minuti

Indice

  • I gorilla di montagna del parco di Bwindi in Uganda
  • Qualche cenno sui gorilla di montagna
  • Le famiglie
  • Gorilla nella nebbia – il film che ha reso famosi i gorilla di montagna
  • International Gorilla Conservation Program
  • Dove si vedono i gorilla di montagna?
  • Alla ricerca dei gorilla di montagna
  • I gorilla di montagna “abituati”
  • Uganda, Ruanda o Repubblica Democratica del Congo?
  • La mia escursione
  • Il Trekking dei gorilla di montagna
    •  

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Qualche cenno sui gorilla di montagna

Questi Gorilla si distinguono dalle altre specie per diverse caratteristiche (vedi qui per altre specie). Innanzitutto le dimensioni, infatti i gorilla di montagna sono più grandi ed hanno il pelo più lungo. Il colore del pelo è più scuro, quasi nero, al contrario dei gorilla di pianura che hanno pelo più chiaro, più corto e tendente al rossiccio.

I gorilla di montagna hanno abitudini diurne e vivono principalmente a terra, anche se a volte è possibile vederli arrampicati sugli alberi per mangiare o riposarsi. Proprio sugli alberi alla sera le femmine costruiscono un nido dove poter dormire al sicuro durante la notte. Il nido il giorno successivo viene abbandonato perché le famiglie si spostano continuamente per cercare nuovo cibo.

Sono le uniche scimmie quasi completamente vegetariane, si nutrono di frutti, erbe e germogli e di ogni altro prodotto della foresta. L’unico apporto di proteine è dato dagli insetti ed altri piccoli invertebrati.

Le famiglie

I gruppi famigliari di solito sono formati da un numero variabile di individui fino ad un massimo di 25-30. I maschi arrivati all’età di circa 12 anni assumono il caratteristico colore argenteo sulla schiena, che ha fatto loro guadagnare l’appellativo di Silverback o schiena d’argento. Uno di questi maschi, di solito il più grande e potente, diventa il maschio dominante che funge da guida, difensore e capofamiglia.

Sono animali molto timidi e per comunicare tra di loro usano gesti e versi, come il caratteristico battersi sul petto.

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda
I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Gorilla nella nebbia – il film che ha reso famosi i gorilla di montagna

Pensando ai gorilla, quelli della mia generazione vanno subito col pensiero al famoso film Gorilla nella nebbia (Gorillas in the Mist). Film del 1988 di Michael Apted tratto dall’autobiografia di Dian Fossey (1983).

La storia racconta dell’omicidio di Dian Fossey, ricercatrice primatologa che stava effettuando ricerche sui Gorilla di montagna a cavallo tra il Ruanda e l’attuale Repubblica Democratica del Congo. La storia si snoda fra amori, passioni e conflitti con gli indigeni. Si narra delle difficoltà riscontrate con la burocrazia e degli scontri con gli interessi dei bracconieri. Dopo anni di battaglie nel drammatico finale la Fossey viene barbaramente uccisa da mani ignote e da mandanti mai scoperti.

A lei, oltre agli studi più approfonditi mai fatti su questa specie, si deve riconoscere il merito di aver restituito al gorilla l’immagine di un animale intelligente e pacifico, diverso da come era stato precedentemente dipinto dalla letteratura e dai film fino a quel momento.

Un momento del trekking nella foresta in Uganda

International Gorilla Conservation Program

L’International Gorilla Conservation Program è una coalizione unica di organizzazioni internazionali per la conservazione che hanno unito le forze con associazioni nazionali e locali per garantire la sopravvivenza a lungo termine dei gorilla di montagna ora in pericolo di estinzione.

Se volete supportare l’organizzazione potete farlo da qui

Dove si vedono i gorilla di montagna?

La popolazione complessiva di questa sottospecie da meno di 700 esemplari nel 2010 ora è arrivata a oltre 1000. I gorilla sono distribuiti fra due zone non comunicanti: la prima nei Monti Virunga, al confine tra Uganda (Parco Nazionale Mgahinga), Repubblica Democratica del Congo (Parco Nazionale Virunga) e Ruanda (Parco Nazionale dei Vulcani). La seconda si trova inUganda nel parco di Bwindi.

Durante il mio viaggio ho potuto osservarli all’interno del Parco nazionale di Bwindi, in Uganda.

In realtà sono stato anche nel parco di Mgahinga, ma essendo un parco di confine non in tutte le stagioni è possibile osservare i gorilla che si spostano fra il Ruanda e l’Uganda. Nel periodo della mia visita i gorilla si trovavano in Ruanda ed il tempo a mia disposizione non era infinito, pertanto mi sono “accontentato” di andare a vedere le Scimmie Dorate e di un’esperienza con i pigmei Ba’twa (vedi altri articoli sull’Uganda)

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Alla ricerca dei gorilla di montagna

Vedere i gorilla di montagna liberi in natura, incontrandoli per caso non è possibile o, perlomeno, non è probabile. Dico così perché in verità mi è capitato nelle giornate antecedenti l’escursione. Eravamo infatti usciti insieme alla guida di birdwatching per andare a vedere gli uccelli nella foresta e a circa 10 minuti dalla strada incontrammo un gorilla arrampicato su di un albero che mangiava, ma la guida ci disse che non è  possibile avvicinarli senza permesso: una foto da lontano e via, comunque un assaggio ed una bella emozione.

A meno che  non siate esperti birdwatchers della zona alcuni uccelli non li vedrete mai, perché sono rintracciabili solo riconoscendone il canto, occorre pertanto affidarsi ad una guida. Se volete rintracciare un uccello dal canto potete cominciare di qui: Xeno-Canto

Vi potrebbe capitare che alcuni abitanti del luogo, in cerca di facili guadagni, si offrano di accompagnarVi a vedere i gorilla per pochi soldi al di fuori dei canali ufficiali. Non fatelo, danneggereste gli animali, soggetti ad inutile stress perché al di fuori della loro normale routine e dareste fiato ad un commercio illegale che a lungo andare potrebbe portare a conseguenze gravi.

I gorilla di montagna “abituati”

Come già detto incontrare i gorilla di montagna in natura è escluso. Per vederli occorre andare a visitare una delle famiglie che sono state abituate alla presenza dell’uomo, accompagnati dalle guide e dai guardiaparco e pagando un prezzo abbastanza elevato, peraltro giustificato.

I gorilla, come tutte le altre scimmie, per essere osservate hanno bisogno di essere abituate alla presenza dell’uomo. Con un lungo processo di avvicinamento e di non interazione, semplicemente con la presenza costante di guide che compiono ogni giorno le stesse operazioni di avvicinamento. Le guide sono sempre le stesse, vestite allo stesso modo e seguono i gorilla ogni giorno per mesi, finché questi animali (come pure altre specie di primati) accettano la presenza dell’uomo arrivando ad ignorarlo.

Da quel momento sono detti “abituati” e possono essere oggetto delle visite dei turisti, con particolari cautele. Le cautele sono innanzitutto non avvicinarsi troppo, non fare rumore, muoversi lentamente ed essere in buona salute. sì, in buona salute perché questi animali sono così simili all’uomo che potrebbero contrarne le malattie, con conseguenze catastrofiche.

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Uganda, Ruanda o Repubblica Democratica del Congo?

Esistono famiglie di gorilla di montagna abituati in tutti e tre i paesi, nei seguenti luoghi:

  • Buhoma, nel parco nazionale di Bwindi
  • Nkuringo, che si trova vicino al settore Buhoma, dal quale dista circa 10 km, nel parco nazionale di Bwindi, meglio accessibile da sud
  • Ruhija, famoso per il birdwatching oltre che per i gorilla, è il settore più remoto del parco di Bwindi
  • Rushaga che si trova tra Kabale e Nkuringo provenienti da Ruhija o Kampala, sempre nel parco nazionale di Bwindi
  • Il parco nazionale Mgahinga Gorilla, dove la presenza dei gorilla è stagionale
  • In Ruanda nel parco dei Vulcani, nella stessa zona del parco nazionale Mgahinga
  • In Repubblica Democratica del Congo è possibile una visita raggiungendo il parco Virunga. Al momento questa soluzione è complicata a causa dei conflitti interni ed alle restrizioni della Repubblica Democratica del Congo. In ogni caso se scegliete questa soluzione non affidatevi al primo che passa..

A mio parere Bwindi offre le migliori opportunità di visita, sia per le sistemazioni che per l’esperienza in se’, visto che ci si trova in un’area veramente remota e selvaggia, tutta da esplorare.

Mappa della distribuzione dei gorilla di montagna
Mappa della distribuzione dei gorilla di montagna
I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

La mia escursione

Per la nostra gita abbiamo scelto il settore di Ruhija, per due motivi. Il primo motivo è che è il più selvaggio, il secondo perché volevamo soggiornare in un posto gestito da persone del posto e un po’ rustico.

A mio avviso, avendone la possibilità meriterebbe un doppio soggiorno e una doppia escursione, ma fermarsi solo in un posto è già di per se’ un’esperienza meravigliosa ed indimenticabile. Dicevo doppio soggiorno perché ad esempio Buhoma e Ruhija sono ad altezze differenti e la vegetazione, gli uccelli e la temperatura sono differenti (a Rujija si sta volentieri con una felpa). Questo fa si che si possa fare un po’ di birdwatching in zone diverse con specie diverse, oltre ovviamente a visitare differenti famiglie di gorilla.

In ogni caso se dovete scegliere un solo posto per esempio Buhoma è più caldo e ha le sistemazioni migliori, mentre Ruhija è più selvaggia.

Il Trekking dei gorilla di montagna

Si parte presto la mattina. Tutta la notte i ranger e gli aiutanti hanno seguito la famiglia dei gorilla di montagna che abbiamo scelto e per la quale abbiamo il permesso, pertanto sanno esattamente dove sono. La macchina ci porta in un punto di accesso, ogni volta diverso e ci lascia con le guide ed i ranger.

Si comincia a camminare prima fra piantagioni di té e poi nella foresta fra felci alte tre o quattro metri e vegetazione selvaggia. Bwindi, l’impenetrabile foresta ci accoglie, ci ingloba e noi la percorriamo la calpestiamo e ne facciamo parte. Le guide si fanno strada tagliando rami  e piccole piante, su e giù per la montagna per almeno una o due ore. Chi non ce la fa si fa aiutare, i portatori aiutano tutti a portare a termine quest’escursione.

Poi improvvisamente compaiono i gorilla: uno, due, cinque, dieci e più. Ci si perde ad osservare questi volti dall’aspetto umano, a vedere le loro movenze goffe. Si percepisce la loro dolcezza ed allo stesso tempo la potenza ed il rispetto che incutono, nella loro calma.

Un’ora passa in fretta.. non si può restare oltre, abbiamo invaso e dobbiamo lasciare la famiglia alla loro intimità.

Addio amici, speriamo di vederci ancora..

I gorilla di montagna del Parco di Bwindi in Uganda

Altri articoli su argomenti simili: Gorilla a Bai Hokou nella foresta in Repubblica Centrafricana e Gli Orangutan di Sumatra nella giungla di Bukit Lawang 

 

Per saperne di più sull’Africa

Benvenuto nella sezione dedicata ai Viaggi in Africa! Qui troverai ispirazione, consigli pratici e racconti autentici per scoprire il continente africano in tutte le sue sfumature.

Dalle maestose savane del Serengeti, alle foreste dell’Uganda, alle spiagge incontaminate dell’Oceano Indiano, ai parchi naturali ricchi di fauna selvatica, ogni articolo ti guiderà alla scoperta di luoghi straordinari, culture affascinanti e tradizioni millenarie.

Che tu sogni un safari avventuroso, un viaggio culturale o una fuga rilassante, questa categoria è il punto di partenza ideale per organizzare la tua prossima esperienza africana. Preparati a lasciarti sorprendere dalla varietà, dalla bellezza e dall’energia di un continente tutto da esplorare!

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
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Se vuoi un’idea per una prima avventura africana leggi l’articolo sul Parco Nazionale Kruger, Sudafrica, puoi anche curiosare tra gli ultimi articoli pubblicati, oppure scegliere dall’elenco a fondo pagina. E mi raccomando, dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Arrivederci presto!

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Pubblicato: 24/03/2019
Lontre e pulcinella di mare alle Isole Shetland in giugno

Lontre e pulcinella di mare alle Isole Shetland

di Max Pubblicato: 18/03/2019
Europa Scritto da Max

Isole Shetland alla ricerca di lontre e pulcinella di mare

Le isole Shetland sono un arcipelago di isole Scozzesi e si trovano a circa 170 km a nord della terraferma, tra le isole Orcadi che sono 80 km a sud e le Isole Faeroer che sono circa 280 km a nordovest.
L’isola più estesa, Mainland, è la terza isola più grande della Scozia. L’arcipelago conta inoltre una molteplicità di isole minori. Solo 16 delle circa 100 isole sono però abitate stabilmente; oltre a Mainland tra le maggiori vi sono Yell, Unst e Fetlar, tutte collegate da traghetti.
Le isole disabitate comprendono Mousa, conosciuta per il Broch di Mousa, l’esempio meglio conservato in Scozia delle torri rotonde dell’età del ferro. Abbiamo visitato il Broch al tramonto per veder gli uccelli delle tempeste. E’ stato, uno spettacolo incredibile, con gli uccelli che volano in tondo ed emettono i loro versi come canti ammalianti.

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Indice

  • Isole Shetland alla ricerca di lontre e pulcinella di mare
  • Come arrivare alle Isole Shetland
  • La mia esperienza alle Isole Shetland a giugno
  • Le lontre marine
  • I pulcinella di mare
  • Le foto dei pulcinella di mare
  • Mille meraviglie delle Isole Shetland a giugno

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Lontre e pulcinella di mare alle Isole Shetland in giugno
Mousa Broch

Come arrivare alle Isole Shetland

Le Shetland sono raggiungibili in aereo dai maggiori aeroporti britannici o in traghetto a partire da Aberdeen, con scalo opzionale alle Orcadi.
Io ho scelto il traghetto.
La traversata dura circa 12 ore e si parte verso sera, cosicché è comodo farsi una dormita a bordo. I prezzi? Assolutamente popolari ed arrivare alla capitale Lerwick dal mare al mattino è uno spettacolo impagabile.

Lo stile di vita locale è a metà tra la Scandinavia e la Scozia: tra le tradizioni da segnalare il festival del fuoco Up Helly Aa, l’ultimo martedì di gennaio di ogni anno.
Le Shetland hanno un clima oceanico temperato marittimo, con un temperature moderate e con giornate normalmente ventose, piovose e nuvolose. I mesi meno piovosi vanno da aprile ad agosto. Non fatevi spaventare da questa descrizione: il clima è piacevole!

Le attività di maggiore importanza sono l’allevamento (anche di pesci e crostacei) e la pesca. Affascinanti sono le pecore delle Shetland, (descritte in quest’altro articolo), insieme al pony delle Shetland.

La mia esperienza alle Isole Shetland a giugno

La mia visita in giugno alle Isole Shetland ha trovato un clima fresco, ma piacevole ed è stata dedicata alla fauna locale.
Le opportunità per vedere animali interessanti non mancano e non c’è tempo per annoiarsi. Inoltre le giornate in questa stagione sono lunghissime e non si sente l’esigenza di andare a dormire se non quando si è completamente esausti.

Gli obiettivi principali della mia visita erano due, ovvero la lontra marina e i pulcinella di mare.

Le lontre marine

E’ curioso constatare, che a differenza delle lontre marine dell’Alaska (delle quali potete vedere alcune fotografie qui) che sono una specie distinta, le lontre delle Isole Shetland sono normali lontre di acqua dolce.
Col tempo questi animali si sono adattati all’acqua salata e vivono e cacciano le prede in mare. Per queste lontre, dopo ogni giornata passata in mare, è rimasta l’esigenza di lavarsi nell’acqua dolce allo scopo di preservare il pelo e la pelle dal sale, vivono pertanto vicino alle foci di fiumi e ruscelli.

I pulcinella di mare

I pulcinella di mare sono favolosi ed imprevedibili. Hanno ali piccole che battono a frequenze molto elevate ed atterrano con acrobazie incredibili sulle scogliere, a volte terminando con disastrosi capitomboli.
Nidificano in colonie sulle coste e passano l’inverno al largo in mare. Il nido viene fatto in cunicoli sotterranei, solitamente utilizzando tane abbandonate, dove vengono deposte due uova.
Dopo circa 45 giorni i pulcini lasciano i nidi la notte, per evitare i predatori, di solito altri uccelli.

Le foto dei pulcinella di mare

Ci siamo recati per vedere questi uccelli sulla scogliera di Sumburgh, a sud di Mainland. Proprio quel giorno molti volontari spiegavano alcuni aspetti del comportamento di questi simpatici volatili, contribuendo a rendere più interessante la visita.
Dopo aver arroventato la macchina fotografica mi ero riproposto di ritornare nei giorni seguenti per riprendere la caccia fotografica magari al tramonto o con un tempo più clemente.
Ma nei giorni seguenti dei pulcinella non abbiamo più visto nemmeno l’ombra..
Questo insegna di cogliere l’attimo. Sono rimaste delle belle fotografie, e anche un po’ di voglia di tornare.

Mille meraviglie delle Isole Shetland a giugno

Oltre a queste due simpatiche specie alle Shetland ci sono tantissime altre curiosità, come il faloropo beccosottile  (Phalaropus lobatus) specie poliandrica (una femmina si può accoppiare con più maschi) nella quale il maschio o più maschi covano le uova della nidiata. Vi sono poi urie, sule bassane, stercorari, ma di questi, FORSE, parlerò in un altro articolo.

Ciao!!

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 18/03/2019
alaska in primavera un itinerario di viaggio insolito

Alaska in primavera, un itinerario insolito

di Max Pubblicato: 04/03/2019
Alaska Scritto da Max

Un insolito itinerario in Alaska in primavera

Un viaggio in Alaska in primavera è stato per molto tempo un sogno, maturato a seguito dei molti viaggi estivi.

L’Alaska è stata da sempre una delle mie mete preferite e posso dire di averla esplorata in maniera approfondita. Nonostante tutto, sono ancora tanti  i luoghi che mi rimangono da scoprire e spero di colmare presto questo vuoto. Per intanto Vi racconto dell’Alaska in primavera.

Il viaggio è nato come al solito da un obiettivo specifico che era quello di andare a vedere e fotografare la migrazione del Gambecchio dell’Alaska che avviene ogni anno intorno alla fine di aprile.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Programmare l’itinerario in Alaska in primavera

Muovendosi verso l’altro lato del mondo un minimo di programmazione e di obiettivi occorre averli. Il mio programma di viaggio comprendeva, tra le altre mete, l’immancabile visita al parco del Denali (Monte McKinley info qui), una visita al Turnagain Arm, una piccola crociera da Whittier a Cordova e ovviamente una permanenza per qualche giorno nei dintorni di Hartney Bay.

Libri e guide per un viaggio in Alaska

Per immergerti nell’atmosfera degli States scegli tra 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti.

Non dimenticare di comprare una guida dell’Alaska (sono antico, ma la carta funziona sempre). Purtroppo quelle della Lonely Planet sono solo in inglese, le altre non sono molto valide. Un libretto che è veramente irrinunciabile e viene stampato ogni anno è il famoso The Milepost. La bibbia di ogni viaggiatore in Alaska. Non è esattamente una guida, ma contiene un sacco di informazioni super aggiornate su luoghi, mappe, pubblici esercizi e curiosità. Un peccato non averlo!

Vantaggi e svantaggi di un viaggio in primavera

Andare in Alaska in primavera porta una serie di vantaggi. Ad esempio è possibile osservare gli animali ancora con la livrea invernale, ma con temperature accettabili. Inoltre è possibile visitare il Parco Denali in autonomia senza essere obbligati a salire sui bus come in estate, anche se le strade sono solo parzialmente liberate dalla neve. Non da ultimo è possibile ammirare un sacco di uccelli che si preparano per la nidificazione, soprattutto i gambecchi dell’Alaska, che migrano a centinaia di migliaia.

Ci sono anche delle limitazioni, prima fra tutte la mancanza quasi totale di orsi e, nel caso di una visita a Cordova, non sarà possibile vedere il Million Dollar Bridge, perché la strada quasi sicuramente sarà chiusa per neve.

A dire la verità la strada negli ultimi anni è chiusa anche in estate a causa di un ponte pericolante, ma in estate è possibile raggiungere il Million Dollar Bridge in barca, cosa impossibile in primavera a causa dei ghiacci.

Vedi l’articolo Viaggio in Alaska in auto: esplora il grande nord!, dove si parla anche del Million Dollar Bridge

Scoiattolo di terra nel Parco del Denali, Alaska
Scoiattolo di terra nel Parco del Denali, Alaska in Maggio

Ovviamente avvicinasi agli animali non è sempre semplice e a volte richiede passione, dedizione e qualche piccola astuzia. a volte invece occorre strisciare ai loro piedi…

viaggio in Alaska in primavera - behind the scene

Prima Tappa: il parco del Denali e il Monte McKinley

Prima tappa di questo insolito itinerario a spasso per l’Alaska in primavera è il parco del Denali. A dire la verità la Montagna (quella con la M maiuscola) in questo periodo non la vedrete dalla strada del Parco Nazionale perché le strade interne sono chiuse. Potrete ammirare la grandezza del McKinley dal Denali State Park, 160km circa a nord di Anchorage (info qui) e sulla strada per il Denali NP.

Il Denali State Park

Il Denali State Park è un “piccolo” parco statale di 1300 kmq rapportato ai 19.186 kmq del grande Parco Nazionale. La statale lo taglia in due e al suo interno ci sono diversi campeggi oltre che una buona rete di sentieri. Fra i tanti campeggi uno dal nome iconico: K’esugi Ken Campground (info qui). Il K’esugi ridge è una piccola catena montuosa di circa 50 km che cinge la parte sudest del parco.

“Kesugi” è una parola dialettale indiana Tanaina che significa “l’Antico”. Il termine è un complemento perfetto della parola degli indiani Tanana “Denali” che significa “il Grande”. Infatti con i suoi 6.190 metri di altezza, il Denali è la vetta più alta del Nord America.

Immagini dall'articolo Alaska in primavera un itinerario di viaggio insolito
Immagini dall’articolo Alaska in primavera Il Monte McKinley o Denali

Itinerari primaverili nel Parco del Denali

Come ho già detto in questo periodo potrete girovagare per il Denali con la Vostra auto invece che con i Bus, obbligatori nella stagione estiva. Sfortunatamente  buona parte delle strade saranno occupate dalla neve, mentre gli addetti saranno alacremente al lavoro per renderle transitabili in vista dell’apertura ufficiale del parco.

Le opportunità di incontrare la fauna selvatica sono molteplici. In questo periodo gli incontri più probabili sono le pernici e le lepri variabili in livrea invernale, i girfalchi appollaiati sulle conifere, i caribu’ e gli alci.

Se sarete fortunati potrete incrociare anche qualche lupo.. niente paura scapperanno prima che possiate estrarre la macchina fotografica. Si sentirà solo una grande mancanza: gli orsi con tutta probabilità saranno ancora nelle tane aspettando periodi migliori per muoversi.

Ovviamente non ci sono strutture nel Denali, quindi portatevi una tenda doppio telo, di notte non fa molto caldo!

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Alaska in primavera: un alce al pascolo

Ci spostiamo sulla costa: dal Denali a Cordova

Il programma di questo viaggio in Alaska in Primavera dopo la visita al Denali prevedeva di ritornare ad Anchorage e di raggiungere il Potter Marsh, un’area di palude protetta dall’Alaska Department of Fish and Game. Questo luogo è ideale per avvistare gli uccelli che in primavera si preparano per la nidificazione.

Il Turnagain Arm ed il Mascheretto

In seguito l’itinerario prevedeva una visita al Turnagain Arm per vedere il mascheretto.

Il mascheretto è onda di marea che risale l’estuario di un fiume o l’imboccatura di una baia, di solito ad elevata velocità. Il fenomeno si forma quando una massa d’acqua sospinta dalla marea risale l’estuario di un fiume o una baia (come nel caso del Turnagain Arm).  A causa delle differenti velocità del flusso e del riflusso si crea un fronte turbolento che può assumere grande potenza. Altri luoghi famosi per il mascheretto sono il fiume Qiantang, in Cina, il Rio delle Amazzoni e il Brahmaputra in India.

Purtroppo a causa imprevisti questa visita è in parte saltata. Anche se non ho potuto ammirare il mascheretto, e magari anche i beluga che a volte si avvistano dalla riva, il Turnagain Arm è stata comunque una sosta interessante e spettacolare.

Immagini dall'articolo Alaska in primavera un itinerario di viaggio insolito
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Porto di Cordova, la città senza strade

Ad Hartney Bay, Cordova per la migrazione del gambecchio

Avrei dovuto prendere il traghetto per Cordova da Whittier, ma a causa delle cattive condizioni meteorologiche ho dovuto fare una gita forzata in auto fino a Valdez e prendere il traghetto per Cordova da lì. Dopo qualche peripezia eccomi finalmente a Hartney Bay, meta di questo viaggio in Alaska in primavera.

Uccelli e migrazioni

Migliaia di uccelli ogni primavera migrano lungo la costa occidentale degli Stati Uniti fino all’Alaska.

Proprio ad Hartney Bay, vicino a Cordova, decine di migliaia di gambecchi dell’Alaska si danno appuntamento ogni anno nella prima settimana di maggio, dopo aver già percorso parecchie migliaia di chilometri. La loro migrazione terminerà nei siti di nidificazione sparsi lungo le coste dell’Alaska e del Canada settentrionale.

Hartney Bay

La baia è raggiungibile per gli umani percorrendo pochi chilometri lungo l’unica strada presente a Cordova, mentre Cordova è raggiungibile solo in traghetto da Whittier o da Valdez.

Se arrivate ad Hartney Bay nel momento sbagliato rischiate di non vedere nulla e di scambiare questo posto per una delle innumerevoli spiagge della costa.

Invece il posto è magico. A partire da un’ora circa prima dell’alta marea una folla di uccelli, in alcuni anni fino a oltre un milione, congregano qui e iniziano la loro colazione colorando di bianco e nocciola le spiagge. Frugano, scavano, mangiano, poi volano in stormi immensi, inglobando curiosi e fotografi nelle loro evoluzioni.

Occorre munirsi di una tavola delle maree e programmare la giornata in funzione delle variazioni che regolano gli afflussi degli uccelli alla baia. La tavola delle maree, per noi un illustre sconosciuta, è reperibile su internet e in questi luoghi è appesa praticamente ovunque.

Migrazione del Gambecchio dell'Alaska nei pressi di Cordova, Alaska
Migrazione del Gambecchio dell’Alaska nei pressi di Cordova, Alaska

In ogni caso la visita ad Hartney bay ci permette di vivere un ambiente ed un’emozione unica, oltre a testimoniare una delle grandi migrazioni del nostro pianeta. Per dar il benvenuto a questi discreti ospiti a Cordova, Alaska è stato creato anche un festival, occasione per parlare di uccelli e ambiente: il COPPER RIVER DELTA SHOREBIRD FESTIVAL

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Migrazione del Gambecchio dell’Alaska a Hartney Bay nei pressi di Cordova, Alaska
Migrazione del Gambecchio dell'Alaska a Hartney Bay nei pressi di Cordova, Alaska
Gambecchio dell’Alaska a Hartney Bay nei pressi di Cordova, Alaska

Galleria di immagini dell’Alaska in primavera

Non mi rimane che salutarvi con una galleria d’immagini dell’Alaska in Primavera.

Leggi anche: Viaggio in Alaska in auto: esplora il grande nord, Crociera in Alaska nell’Inside Passage, Immagini dell’Alaska che non ti immagini.

Alla prossima!

Per saperne di più sull’Alaska

Se vuoi l’idea per una prima avventura in Alaska leggi l’articolo immagini dell’Alaska che non ti immagini.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline! 

Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

E non dimenticare di portare con te un buon libro, un ottimo compagno di viaggio. Leggi i miei consigli nell’articolo 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti, ci sono alcuni libri che parlano proprio dell’Ultima Frontiera.

Se pensi di fare una tappa a New York puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure a piedi, in taxi o autobus. Ma se invece il tuo volo fa scalo a Seattle, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e magari da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 04/03/2019
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro

Riserva Tangkoko alla ricerca del macaco nero e del tarsio spettro

di Max Pubblicato: 09/01/2019
Indonesia Scritto da Max

A spasso per la Riserva Naturale di Tangkoko alla ricerca di macachi neri e tarsi spettri

Il Parco Nazionale Riserva Naturale Tangkoko è una zona di foresta protetta che si trova a circa due ore di strada da Manado nel nord del Sulawesi in Indonesia, istituita anche per proteggere dall’estinzione i macachi neri e i tarsi spettri
L’area è adiacente al mare e vi si trovano tratti di costa con spiagge di sabbia oltre ovviamente a zone di foresta, mentre l’accesso principale avviene dall’entroterra.

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Indice

  • A spasso per la Riserva Naturale di Tangkoko alla ricerca di macachi neri e tarsi spettri
  • Le mie impressioni
  • Il tarsio spettro
  • I macachi neri ed altri ospiti
  • Famosi per uno dei primi selfie della storia
  • Le mie fotografie dei macachi neri
  • Come arrivare

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Le mie impressioni

La riserva è importante per la conservazione della fauna del luogo, facilmente osservabile camminando lungo i sentieri e le stradine lastricate all’interno della foresta.
Rispetto ai parchi nazionali intesi all’occidentale, l’impressione che si ha immediatamente entrando nella zona protetta, è di un giardino zoologico. Mi spiego: il fatto di avere molti sentieri lastricati e alcune costruzioni in muratura ruba alla Riserva Naturale Tangkoko un po’ di sensazione di selvaggio, che è una delle cose che ricerco in luoghi di questo tipo.
La foresta inoltre, almeno quella esplorata da noi, non è foresta primaria come mi sarei aspettato di trovare. Infatti la zona sembre in fase di recupero dopo un passato di scarsa attenzione.

Ciò detto per dovere di cronaca, il posto è in verità è molto interessante perché nella Riserva Naturale Tangkoko è possibile avvistare tanti animali particolari ed interessanti

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Macaco Nero

Una particolarità del parco Tangkoko è la spiaggia di sabbia nera a pochi metri dall’ingresso. Appena ci si arriva si rimane un po’ spaesati.. ci si aspetta una spiaggia bianca, mare chiaro, luce. Invece ci si trova a camminare nella sabbia nera, calda come non ve lo aspettereste, con un mare scuro scuro che da’ l’impressione quasi di un mare freddo.

Invece siamo in Sulawesi, Indonesia, il mare è caldo e questa spiaggia di sabbia lavica dopo un po’ vi attira e vi conquista, con la sua tranquillità, con le barche dei pescatori e con i bambini che giocano. Camminare nell’acqua scura e calda come un brodo è veramente un’esperienza che rimane.

E poi ci sono pochi turisti, il che vi da il tempo, come abbiamo fatto noi, di conversare con le persone del posto. E’ stato molto bello fare amicizia con una scolaresca che passava la pausa pranza con un pranzo al sacco in spiaggia e scambiare qualche parola con loro.

Questa spiaggia è sicuramente meno famosa di Punalu’u Beach alle Hawaii, ma sono certo che non rimarrete delusi dalla visita, una vera chicca!

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Spiaggia Nera Sulawesi Tangkoko

Il tarsio spettro

Il tarsio spettro, con il suo musetto simpatico ricorda vagamente il furby. Si tratta di uno dei più piccoli primati al mondo, ed è anche uno degli unici esclusivamente carnivori. Un grande predatore nelle sembianze di un peluche. L’alimentazione, ancorché carnivora, è a base per lo più di insetti e di piccoli invertebrati. Grazie alla loro agilità ed alla capacità di spiccare grandi balzi anche di tre metri, i tarsi sono però in grado di catturare anche altri animali come ad esempio i pipistrelli, anche in volo!
I tarsi spettri sono animali notturni e possono essere avvistati all’imbrunire nelle cavità degli alberi, prima che escano per la caccia notturna. L’avvistamento è infatti più difficile se sono fuori dalla tana, proprio per le loro dimensioni e per la velocità.

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Tarsio spetto da solo
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Famigliola di Tarsi Spettri

I macachi neri ed altri ospiti

I macachi neri sono una specie di primati endemica del Sulawesi. In genere è facile vederli in gruppi nella riserva di Tangkoko. Seguirli nelle loro attività è veramente uno spasso perché sembrano veramente molto umani. I piccoli in modo speciale sono chiassosi e ridicoli e si esibiscono in acrobazie sugli alberi finendo spesso per cadere rovinosamente.

Se sarete attenti e se la guida ve lo indicherà potrete avvistare il Cuscus, un elusivo marsupiale che vive sul gli alberi, e che raramente scende a terra.
Altra particolarità del posto sono gli uccelli come ad esempio il simpatico martin pescatore testablu ed il bucero del Sulawesi (Rhyticeros cassidix), chiamato comunemente hornbill.
La guida non mancherà di impressionarvi cercando le tarantole, specialmente all’imbrunire.

Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Macaco nero con piccolo
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Cuscus, un elusivo marsupiale della riserva Tangkoko
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Il bucero del Sulawesi (Rhyticeros cassidix)
Riserva Tangkoko Macaco nero tarsio spettro
Martin pescatore testablu

Famosi per uno dei primi selfie della storia

Potete approfondire l’argomento qui

Ecco i famosi Selfie del Macaco Nero (le immagini sono di pubblico dominio, se leggerete l’articolo capirete il perché)

Le mie fotografie dei macachi neri

Come arrivare

La Riserva Naturale Tangkoko è vicina a Manado, ma è comodo soggiornare sul posto per godere della riserva nelle prime ore del mattino ed all’imbrunire, quando gli animali sono più attivi. É possibile visitare la riserva anche in giornata dalla città, ma vi perderete i tarsi spettri che si vedono solo di notte .
Dopo la visita della Riserva Naturale Tangkoko è possibile continuare per Bunaken e lo Stretto di Lembeh che sono località particolarmente amate dai sub, ma anche per Tomohon, insospettabilmente interessante soprattutto per il suo extreme market, del quale parlo in un altro articolo.

Per saperne di più sull’Indonesia

L’Indonesia è nota soprattutto per le spiagge ed i fondali di corallo, per i molti vulcani attivi e per la fauna. Orangutan, Tigri e Rinoceronti a Sumatra, i Draghi a Komodo e poi ancora Bali con la sua misticità e Giava con la sua Cultura ed arte antica fanno di questo paese un universo da esplorare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie di Sumatra visitando gli Orangutan di Sumatra e gli gli elefanti di Tangkahan. Oppure esplora il Sulawesi con i Macachi Neri di Tangkoko ed i riti ancestrali di Toraja.

Ciao, a presto!

  • Viaggio in Sulawesi Indonesia – Ultima Modifica 13/01/2026
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Pubblicato: 09/01/2019
Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa

Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate

di Max Pubblicato: 30/12/2018
India Scritto da Max

I Kutia Kondh ed l’ombra dello spirito-tigre

I Kutia Kondh, oggetto di questo articolo e spunto per la digressione sugli spiriti-tigre vivono per lo più nel distretto di Baliguda, nello stato dell’Orissa, nell’India Centrale.

Il nome Kutia significa colui che rompe o distrugge. In questa regione vivono circa 62 etnie fra le quali ho già citato i Dongria Kondh o Dongariah Kondh ed i Bonda. Per millenni  queste etnie sono vissute isolate barattando le loro merci con le popolazioni indù. E’ comune in questi luoghi vedere donne piene di tatuaggi, orecchini, collane, anelli e bracciali. E’ una delle zone ancora vere dell’India, indubbiamente penetrata della moderna civiltà, ma ancora ricca di tradizioni.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • I Kutia Kondh ed l’ombra dello spirito-tigre
  • Strutture ricettive
  • Programmazione dei mercati giorno per giorno
  • L’importanza dei mercati
  • Digressione
  • Gli spiriti tigre
  • La credenza Kondh – la spiegazione mistica
  • Le ragazze Kondh e il marchio della tigre
  • L’interpretazione ed il significato nella tribù Kutia Kondh cambia nel tempo.
  • I tempi moderni
  • Lasciamo un segno?
    • Un aiuto discreto
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

Strutture ricettive

In questa zona le strutture ricettive in ottica occidentale sono un po’ scarse ed a volte bisogna adattarsi, in compenso si viene ripagati con vita vera. Si ha la possibilità di visitare senza sentirsi prede e con la sensazione di essere sempre ospiti graditi. Le persone genuinamente interessate vi si avvicineranno per conoscere e non per fare business, questo lo trovo impagabile.

La visita si inserisce in un viaggio in Orissa, alla ricerca delle tradizioni di questi popoli. Di solito il ritmo di viaggi come quello che ho fatto io è dettato dai mercati locali, che avvengono in un giorno specifico della settimana. Ogni giorno è possibile visitare un mercato diverso in un’area di una determinata tribù.

Programmazione dei mercati giorno per giorno

  • Lunedì Mercato settimanale Rayagada-Puttasingh
  • Martedì Mercato tribale settimanale Rayagada-Kotagarh
  • Mercoledì Mercato tribale settimanale Chatikona
  • Giovedì Mercato tribale settimanale Onukadelli
  • Venerdì Mercato tribale settimanale Jeypore-Kunduli
  • Sabato Mercato settimanale Jeypore-Gupteswar-Baligaon

L’importanza dei mercati

Il mercato è il luogo di incontro settimanale ed il posto più semplice dove incontrare le persone. Nei mercati è possibile inoltre interagire con questi popoli, di solito schivi e poco propensi ad aprirsi. Ovviamente è preferibile una guida locale, che per le tribù è anche indispensabile che sia approvata dal governo. La guida vi aiuterà a comprendere almeno in parte, usi, costumi e tradizioni, oltre ad evitarvi possibili guai ;-).

Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Donna Kutia Kondh
Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Questo sono io, ritratto con una famiglia del villaggio

Digressione

Sfrutto l’occasione di questa visita al villaggio Kutia Kondh e ad altri villaggi della zona per approfondire un discorso che mi ha interessato. Non è mia intenzione ne’ posseggo le competenze per fare un trattato, ma mi permetto di fare una piccola digressione sugli spiriti-tigre, per capire il significato dei tatuaggi delle donne Kutia Kondh.

Se volete saperne di più potete consultare l’articolo del prof. Francesco Brighenti, PhD in Storia presso UTKAL University –Bhubaneswar –Orissa (India), ricco di interessanti riferimenti bibliografici e principale fonte per la ricerca sugli spiriti-tigre oggetto di questa digressione

Gli spiriti tigre

Una delle credenze diffuse nell’Asia Sudorientale riguarda lo Spirito-Tigre. Gli spiriti-tigre sono considerati delle entità amiche ed avrebbero anche funzione di guardiano dell’ordine socio-religioso.  Essi infatti sono ritenuti in alcuni casi la manifestazione vivente di antenati o sciamani-guaritori o di divinità della foresta.

Lo possiamo assimilare alla licantropia, che tutti conosciamo, ma in questo caso, più che una trasformazione vera e propria come nel caso dell’uomo lupo, si tratta di un trasferimento del proprio volere o della propria anima nel corpo di un animale vero. Forse una sottile differenza, ma significativa, perché in questo caso eventuali efferatezze sono sempre compiute dall’animale e non dall’uomo.

I pochi gruppi tribali dell’India che preservano credenze riguardanti questo  fenomeno sono concentrati nella regione assamese del Nagaland del Meghalaya, nell’Arunachal Pradesh e nello stato dell’Orissa.

In quest’ultima zona un complesso di riti, simboli e credenze connessi a questa tradizione si può riscontrare nelle tribù Kondh. Tuttavia queste credenze hanno provenienza estranea alle tradizioni dell’induismo, con radici differenti dalle danze tribali eseguite nell’India del sud da uomini mascherati da tigri, leopardi o pantere nere..

La credenza Kondh – la spiegazione mistica

Le tribù Kondh mutuano questa credenza religiosa dalle tigri mangiatrici di uomini, che talvolta, per le motivazioni più disparate attaccavano i villaggi. Questo problema è stato reale ed attuale fino a che il territorio era per lo più ricoperto da giungla e foreste. Oggi le occorrenze sono molto rarefatte se non praticamente nulle.

I Kondh attribuivano il fatto che le tigri assalissero i villaggi ad un insieme di cause soprannaturali come ad esempio il volere di alcune divinità, vendetta di persone uccise da una tigre o nemici capaci di trasferire il loro spirito nel corpo di una tigre.

Benché attualmente i Kondh abbiano per la maggior parte abbandonato tali miti, alcuni tuttora sono convinti che la facoltà di trasformarsi in una tigre o in un leopardo abbia un’origine divina. Questo fenomeno, conosciuto come kradi mliva (“trasformazione prodigiosa”) o come kai krani a seconda delle zone, è connesso al culto della dea della terra Darni Penu, diffuso fra i gruppi Kondh.

In tempi antichi addirittura quando una tigre o un leopardo iniziava ad aggredire uomini o animali domestici nei pressi di un loro villaggio, i Kondh cercavano di placarne l’ira sacrificando a Darni Penu una vita umana. Non è chiaro il riferimento ai Kutia Kondh in particolare, ma in genere alle popolazioni Kondh.

Le ragazze Kondh e il marchio della tigre

Oltre ai Kutia Kondh esistono nella zona anche altre tribù con tatuaggi similii: i Desia Kondh, i Mallia Kondh e probabilmente altri che non conosco.

Collegandosi alle credenze sugli spiriti-tigre queste comunità tribali sottopongono per tradizione ad un particolare tatuaggio facciale tutte le ragazze adolescenti. Fra i Desia Kondh occidentali per esempio tale tatuaggio include sempre tre linee diritte tracciate su ciascuna guancia, le vibrisse della tigre. Una superstizione è che le donne Mallia Kondh non tatuate in questo modo riuscirebbero facilmente a sviluppare la capacità di trasformarsi in tigri.

Un tempo, anche a causa di questa superstizione, le ragazze non tatuate faticavano a trovare qualcuno disposto a sposarle. Per una moglie Kondh l’accusa di essere “divenuta una tigre”, anche se riferita al suo temperamento, poteva essere causa sufficiente per essere ripudiata. Le donne sterili erano talvolta accusate dai loro mariti di avere una relazione segreta con una tigre di sesso maschile, e per questo abbandonate o ripudiate.

Fra i Desia si sostiene ancora ai nostri giorni che è la stessa dea della terra ad esigere il tatuaggio facciale delle ragazze prima della pubertà, e che le anime di quelle che rifiutano rischieranno di migrare nell’animale feroce, creando una minaccia per il villaggio.

Fotografie di persone del villaggio Kutia Kondh, le donne hanno il viso tatuati

L’interpretazione ed il significato nella tribù Kutia Kondh cambia nel tempo.

Veniamo finalmente al villaggio che ho visitato. Mi è stato spiegato che fino a poco tempo fa il re dei Kutia Kondh aveva il diritto di avere il primo rapporto sessuale con ognuna delle donne del proprio dominio appena queste avessero raggiunto la pubertà. Una volta espletato questo rito, le donne potevano essere tatuate secondo il rito ancestrale e nessuno le avrebbe più infastidite.

Le donne, per non soggiacere a questo sopruso sceglievano di tatuarsi appena possibile, in modo che il Re – o i suoi emissari per suo conto – incontrandole non avessero a richiedere questa sorta di Ius Prime Noctis.

Altra interpretazione che mi è stata suggerita dalla guida è anche quella che le donne si tatuassero per apparire meno attraenti al sovrano che in questo modo avrebbe rinunciato spontaneamente al suo diritto. Quest’ultima versione pareva la più accreditata, ma è anche vero che non sempre l’origine delle tradizioni è chiara. Per questo motivo non è detto che anche questa versione non sia uno dei FAKE che vanno di moda oggi, anche senza i social :-)

Ho sentito parecchi pareri e sono propenso a credere che la verità sia, come al solito in India, un mix di tutte queste spiegazioni e anche se credo che la tradizione prenda spunto dalla credenza dello spirito tigre, lascio a voi decidere ed eventualmente approfondire, partendo dal link che ho messo in alto.

I tempi moderni

Sta di fatto che attualmente quasi nessuna delle giovani è tatuata, nonostante il re sia ancora una figura presente nell’organizzazione tribale, ma con poteri limitati.

Adesso un po’ di fotografie.. poi un’ultima nota.

Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Famiglia Kutia Kondh
Kutia Kondh spiriti-tigre e donne tatuate in Orissa
Coppia di giovani sposi

Fotografie di donne Kutia Kondh coi visi tatuati e di giovani ragazze ormai senza i tatuaggi

Lasciamo un segno?

Le popolazioni che ho visitato in questo viaggio sono fra le più povere che abbia avuto modo di visitare e vivono veramente con poco. Più avanti potete vedere una foto del negozietto locale.

Chi viaggia ha il potere di lasciare un segno positivo del proprio passaggio. Il segno positivo per me non significa portare qualcosa di nuovo, perché a me piacerebbe che tutto restasse esattamente come è, anche se so che questo non è possibile e che il cambiamento è parte della vita.

Un paio di foto del negozietto del villaggio

Un aiuto discreto

Il segno positivo è un aiuto discreto e non invasivo, anche per non urtare la sensibilità e non ledere l’orgoglio delle persone.

In questo caso, sempre con il patrocinio della nostra associazione di volontariato SORRISI abbiamo donato agli studenti di una scuola locale (scuola residenziale) 35 coperte per i ragazzi che usufruiscono del convitto e che ne erano sprovvisti, visto l’approssimarsi della stagione fredda.

La scelta delle coperte è stata concordata con il responsabile della scuola, che le ha considerate la spesa più urgente, e le abbiamo consegnate direttamente sul posto.

Un piccolo aiuto, un piccolo segno, so che molti di Voi fanno altrettanto, ma se Non sapete come fare potete contribuire alla nostra iniziativa sul sito della nostra associazione SORRISI.

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
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Pubblicato: 30/12/2018
esibiscono nel Rann di Kutch nelle saline del Gujarat

Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat

di Max Pubblicato: 23/12/2018
India Scritto da Max

Il Gujarat e il deserto del Kutch

Il deserto del Kutch ed il lago salato del Rann Di Kutch si trovano in Gujarat, lo stato più occidentale dell’India, confinante con il Pakistan ed affacciato sul mare arabico. 

Dei luoghi che ho visitato il Deserto del Kutch, ma anche l’intero Gujarat, sono i meno “Indiani” – passatemi il termine – ovvero sembra di essere più in Asia Centrale che nel nostro amato subcontinente.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il Gujarat e il deserto del Kutch
    • Un luogo affascinante e pieno di storia
  • In Gujarat ogni luogo è una sorpresa
  • Il bianchissimo Rann of Kutch, il grande deserto salino del Kutch in Gujarat
  • Il Grande Rann of Kutch, il Piccolo Rann of Kutch e la Prateria di Banni.
  • Il deserto
  • Natura selvaggia, ma poco appariscente
  • In conclusione
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

Un luogo affascinante e pieno di storia

Il Gujarat è un luogo affascinante e pieno di storia, oltre che una meta interessante per programmare un viaggio in completo relax alla ricerca di luoghi poco conosciuti e lontani dalle folle. Il deserto del Kutch infatti è stata solo una delle fantastiche località che abbiamo visitato.

L’idea iniziale era di fare un viaggio naturalistico, ma il viaggio è stato in realtà un mix di storia, costumi locali e natura. Il risultato è stato molto diverso da quello programmato inizialmente, ma veramente di grande soddisfazione.

Il Gujarat offre infatti tantissimi spunti di visita, tanto che è quasi impossibile non fare delle deviazioni.

Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat

In Gujarat ogni luogo è una sorpresa

Le sorprese cominciano già dalla capitale Ahmedabad, con la famosa Sabarmati Ashram o Gandhi Ashram, comunità sulle rive del fiume Sabarmati. Qui il mahatma Gandhi sviluppò la teoria della Satyagraha e condusse la marcia del sale del 12 marzo 1930 che viene riconosciuta come uno dei primi passi per l’indipendenza dell’India.

Si possono visitare il Rani-ki-vav di Patan, il pozzo a gradini della Regina, recentemente dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco oppure il Tempio del Sole di Modhera, dedicato a Surya. Ma le sorprese non si fermano qui.

Troviamo infatti la riserva di Sasan Gir, con gli ultimi leoni asiatici e la tranquilla isola di Diu, che fu stazione commerciale portoghese sulle rotte del Mar Arabico. Si possono anche ripercorrere famosi pellegrinaggi, per esempio salire i 10.000 gradini per visitare i Templi della collina di Girnar Hill o visitare gli oltre 800 Templi dell’arte jainista sulla collina di Palitana in un luogo mistico e suggestivo. Anche qui con una bella gita di 5.000 scalini, altrimenti che pellegrinaggio è?

Quelle citate sono solo alcune delle località simbolo del Gujarat, molte di più sono quelle delle quali non ricordo il nome.

Ma vi voglio parlare di un posto particolare: la zona desertica del Kutch, con le vaste e desolate pianure salmastre del suo Piccolo Deserto, popolate dagli ultimi esemplari di khur, l’asino selvatico dell’Asia. Qui la popolazione è rappresentata da comunità pastorali, alcune delle quali hanno ancora usanze nomadi, oltre che da poveri villaggi di estrattori di sale.

Il bianchissimo Rann of Kutch, il grande deserto salino del Kutch in Gujarat

Il paesaggio ha un aspetto lunare: sconfinate distese di sale si estendono a perdita d’occhio, avvolgendo tutto in un manto bianco. Eccoci nel Rann of Kutch. Rann è una parola che nella lingua locale significa palude salata. Ed in effetti durante la stagione delle piogge questa distesa di sale diventa un immenso lago salato a tratti ricoperto dal rosa dei fenicotteri. A partire dalla nostra tarda estate il lago si asciuga lasciando emergere il sale che con il calore e la stagione secca cristallizza fino a tramutare il luogo in una grande  distesa bianca.

Il Rann of Kutch è uno dei deserti salati più grandi del mondo, ma al contrario di altri, anche meno spettacolari, come ad esempio la Death Valley negli Stati Uniti, si trova fuori dai comuni itinerari turistici, il che di fatto, lo rende ancora più attraente.

Nel periodo della nostra recente visita il lago non era completamente asciutto per le recenti piogge, per questo motivo il bianco del sale era inframezzato ed a volte ricoperto da un velo d’acqua che lo rendeva ancora più intrigante

Bambini corrono nel Rann di Kutch (o Kachchh), palude salmastra stagionalmente allagata
Bambini corrono nel Rann di Kutch (o Kachchh), palude salmastra stagionalmente allagata

Il Grande Rann of Kutch, il Piccolo Rann of Kutch e la Prateria di Banni.

La regione è suddivisa in tre grandi aree: il Grande Rann of Kutch, il Piccolo Rann of Kutch e le praterie del Banni.

Le praterie della regione del Banni in Gujarat sono una delle più vaste zone di prateria incolta e selvaggia dell’India intera e rappresentano una zona unica sia geograficamente che per l’aspetto socio-culturale. Il Banni raccoglie un’eredità storica di pastorizia nomade antica di almeno 500 anni e fa parte di una zona geografica che include il Sindh in Pakistan e che si estendeva persino in parti del Beluchistan e dell’Afghanistan.

Questa zona geografica è stato separata dai confini statali imposti dalla politica anche se è ancora identificabile nelle comunità pastorali che si insediano su entrambi i lati del confine Indo-Pakistano.

Il deserto

Quella del Kutch è una delle zone più calde dell’India. Durante i monsoni, la zona viene completamente allagata, tanto che che nel periodo più piovoso l’acqua può raggiungere la profondità di due metri.

Dopo la stagione dei monsoni, a cominciare da ottobre, quando in genere l’area è già quasi completamente arida, moltissime persone raggiungono le saline per estrarre il sale cristallizzato.

Alcune famiglie delle popolazioni più povere ancora oggi calpestano a piedi nudi intere distese di palude melmosa nelle zone meno sfruttate ai margini delle saline più redditizie. Questo lavoro faticoso facilita l’essicazione del terreno e fa emergere il sale in zone dove non sarebbe possibile ricavarlo dall’essicazione spontanea. Il lavoro di sei mesi di un’intera famiglia può essere valutato in meno di 200 euro di controvalore, con i quali la famiglia deve sopravvivere per un anno intero. Per la comunità locale degli Agariya si tratta dell’unica fonte di sostentamento.

Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat
Giovane lavoratore, molti schiacciano il sale a piedi nudi nelle saline del Gujarat, questo è un ragazzo fortunato.

Natura selvaggia, ma poco appariscente

Durante l’inverno il Rann di Kutch diventa un rifugio per gli uccelli migratori e un paradiso per i birdwatchers, con oltre 300 specie di uccelli presenti nell’area. Il vero protagonista del territorio però è l’asino selvatico, protetto nel Wild Ass Sanctuary of the Little Rann of Kutch, estinto nel resto dell’India

L’area del Wild Ass Sanctuary si trova all’interno del Piccolo Rann of Kutch e oltre all’asino selvatico ospita altre specie interessanti come ad esempio il lupo e la iena. Ovviamente non è così facile vederli, ma ci si può provare

Gli asini selvatici sono un incontro sicuro, anche se forse potrete vederli solo da lontano. Altri incontri però rendono l’esperienza nel Kutch indimenticabile, grazie anche alla quiete che si respira ed agli incontri inaspettati che si possono fare.

Durante la nostra visita è stato possibile visitare la tana delle iene e vedere i piccoli giocare fra di loro. Da buon birdwatcher, non mi sono lasciato sfuggire una bella foto ad un succiacapre perfettamente mimetizzato nella savana, ma oltre a questo inaspettato e difficile avvistamento abbiamo avuto la fortuna di vedere l’aquila del Bonelli e il falco pellegrino.

Wild Ass Sanctuary of the Little Rann of Kutch
Asini sevatici nel Wild Ass Sanctuary of the Little Rann of Kutch
Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat

In conclusione

L’esperienza sarà completa solo se avrete soggiornato in uno dei lodge all’interno dell’area. In questo modo potrete restare all’interno delle saline fino al tramonto, cercare i rapaci notturni nella timida luce del crepuscolo o semplicemente passeggiare fino all’imbrunire godendo della tranquillità che solo le zone remote sanno dare.

E poi, perché no? una fantastica cena con specialità locali. Mi raccomando, anche se siete abituati le prime volte chiedete che il cuoco non esageri con le spezie, vista la scarsità d’acqua sarà difficile spegnere l’incendio :-)

Immagine di repertorio nel Rann di Kutch
Immagine di repertorio nel Rann di Kutch

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

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