Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Contatti
    • Per Contattarmi
    • Un po’ di me
    • Facciamo la differenza
    • Eventi fino al 2011
    • Eventi dal 2011 al 2013
    • Eventi dal 2014 al 2019
    • Mostra aniMALi d’AFRICA
    • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
    • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
    • Copyright
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Cookie Policy (UE)
    • Uso consentito
    • Termini di Servizio
    • Newsletter
    • Mappa del sito
  • Apri un blog
mercoledì, 19 Agosto 2026
Articoli in evidenza >>
Livigno in estate: quando andare come arrivare
I simboli Buddisti, esempi e significati
La Teoria dei Cinque Elementi e lo Zodiaco...
8 libri per un viaggio in Cina
5 gite panoramiche in e-bike a Livigno
Cosa mettere in valigia: la lista da stampare...
I 6 fusi orari degli Stati Uniti: come...
Garuda la divinità con le ali
10 📚 libri per un viaggio in Vietnam,...
Le Migliori Micro SD per Insta360 X5?
Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Contatti
    • Per Contattarmi
    • Un po’ di me
    • Facciamo la differenza
    • Eventi fino al 2011
    • Eventi dal 2011 al 2013
    • Eventi dal 2014 al 2019
    • Mostra aniMALi d’AFRICA
    • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
    • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
    • Copyright
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Cookie Policy (UE)
    • Uso consentito
    • Termini di Servizio
    • Newsletter
    • Mappa del sito
  • Apri un blog
SCARICA LE GUIDE PDF
PREPARA LA VALIGIA
Viaggio ControMano
Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Contatti
    • Per Contattarmi
    • Un po’ di me
    • Facciamo la differenza
    • Eventi fino al 2011
    • Eventi dal 2011 al 2013
    • Eventi dal 2014 al 2019
    • Mostra aniMALi d’AFRICA
    • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
    • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
    • Copyright
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Cookie Policy (UE)
    • Uso consentito
    • Termini di Servizio
    • Newsletter
    • Mappa del sito
  • Apri un blog

Articoli Recenti

Ganesha e il topo Mushika o Mushaka o Mooshika

La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha

di Max Pubblicato: 14/10/2025
India Scritto da Max

Chi non conosce Ganesha, la divinità indù dalla testa di elefante? Ai suoi piedi, in India, troverete quasi sempre un compagno improbabile: un minuscolo topo di nome Mushika. Più di una semplice cavalcatura, Mushika rappresenta la mente umana inquieta e sempre in movimento… e i desideri terreni.

In realtà, visto che è un nome tradotto, ci sono molti nomi per identificarlo, come Kroncha, Mushika, Mushaka o Mooshika, per non confonderci, io scelgo di usare Mushika.

Scegliendo un umile topo come suo veicolo, Ganesha insegna una profonda lezione: che la saggezza deve cavalcare e controllare i pensieri vaganti per guidarci sulla retta via.

Ovviamente questa non è che una delle tante versioni dell’origine di Mushika, il Vahana di Ganesha, tutte vere, seppur differenti, nessuna in contrasto con quello che è il fine ultimo di queste storie: una morale.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La leggenda di Kroncha – Mushika

Nella corte del re celeste Indra si riunivano divinità, saggi e semidei, tra cui Apsara e Gandharva. Le Apsara erano note per la loro grazia nella danza, mentre i Gandharva si distinguevano come musicisti divini. Entrambi godevano di grande prestigio e spesso si esibivano insieme per intrattenere gli dèi.

Tra i Gandharva vi era Kroncha, una figura destinata a diventare centrale nella tradizione legata a Ganesha.

Un giorno Indra organizzò una festa, alla quale furono invitate tantissime divinità e moltissimi saggi. Durante la cerimonia, Kroncha entrando di fretta nel salone, calpestò accidentalmente il piede del saggio Vamadeva, che stava amabilmente chiacchierando con altre persone. Invece di mostrare rispetto o chiedere scusa, Kroncha reagì con arroganza, rimproverando il saggio perché non si era spostato e, così facendo, l’aveva fatto inciampare.

banner discovercars 728x90 ITA

La maledizione di Vamadeva

Questo atteggiamento irrispettoso di Kroncha fece infuriare Vamadeva, che gli lanciò una maledizione, condannandolo a trasformarsi in un topo, per punire il suo orgoglio e la sua mancanza di umiltà.

Quando capì quel che stava succedendo, Kroncha ebbe paura e, pentito, si inginocchiò davanti al saggio implorandolo di perdonarlo.

Vamadeva ebbe pietà del malcapitato Gandharva, ma ormai la maledizione era stata lanciata e non poteva più essere ritirata. Vamadeva però volle mitigarne gli effetti e preannunciò a Kroncha che nel suo nuovo corpo avrebbe servito come veicolo di Ganesha, trovando così un nuovo ruolo importante nella storia.

Ganesha e il topo Mushika o Mushaka o Mooshika
Ganesha e il topo Mushika o Mushaka o Mooshika

La trasformazione e le conseguenze

Dopo la maledizione, però, Kroncha, infuriato, scese sulla Terra e cominciò a viaggiare in cerca di guai.

Si arrampicava sugli alberi distruggendo i nidi degli uccelli, scavava buche nel terreno, sradicava le piante e perpetrava mille altri dispetti.

Poi si dedicò ai villaggi: iniziò a distruggere i raccolti, invase le capanne, scavò buche per nascondersi e distrusse tutto il cibo immagazzinato. Nella sua furia ruppe vasi dell’acqua, lacerò i vestiti, rosicchiò i cesti del cibo fino a ridurre l’intero villaggio in miseria.

Non contento di aver causato tutti questi danni, un giorno il topo si diresse dall’altra parte del villaggio, nell’eremo del Saggio Parashara, dove questi risiedeva con i suoi discepoli.

La presenza del topo non tardò a diventare fonte di problemi. Con le sue scorribande cominciò, anche lì, a distruggere i raccolti, a rosicchiare i travi delle case e a contaminare il grano delle riserve, fino a portare anche quella parte del villaggio alla disperazione.

La comunità visse così momenti di grande disagio, incapace di contrastare l’instancabile roditore.

banner Holafly NEW lungo

L’incontro con Ganesha

Proprio in quel periodo, Ganesha si trovò a visitare l’eremo di Parashara.

I discepoli lo accolsero con devozione, ma non ben presto Ganesha si rese conto della loro preoccupazione e delle enormi difficoltà per i continui danni causati dal topo.

Ganesha, deciso a risolvere il problema, utilizzò il suo pasha (laccio sacro) per catturare Kroncha. Una volta immobilizzato, il topo fu costretto ad arrendersi e sottomettersi, per non essere schiacciato. In quel momento riconobbe i propri errori e chiese perdono, dichiarando il desiderio di servire Ganesha per sempre.

Il dio accettò la sua sottomissione e lo designò come proprio veicolo. Per renderlo idoneo, gli conferì la forza necessaria per sopportare il suo peso divino. Da allora Kroncha, sotto forma di topo, divenne il vahana di Ganesha, accompagnandolo in ogni rappresentazione e rito.

Ganesha e il topo Mushika o Mushaka o Mooshika
Ganesha e il topo Mushika o Mushaka o Mooshika

Elementi simbolici

La vicenda di Kroncha contiene diversi aspetti simbolici:

  • Orgoglio e umiltà: il passaggio da Gandharva elegante a topo simboleggia la caduta dovuta all’arroganza e la possibilità di redenzione attraverso la devozione.
  • Distruzione e ordine: il comportamento caotico del topo rappresenta la forza incontrollata, che viene domata e trasformata dal potere di Ganesha.
  • Servizio e redenzione: diventare il veicolo di una divinità mostra come anche una condizione apparentemente degradante possa acquisire dignità e significato.

Un’altra versione della leggenda

Alcune tradizioni presentano varianti. In una di esse, Kroncha viene associato a una maledizione diversa, attribuita al saggio Saubhari. In questa narrazione, egli nasce già come topo nella famiglia del saggio Kashyapa. Anche in questo caso, però, il destino lo conduce a diventare il veicolo di Ganesha, confermando il ruolo centrale della sua figura nella mitologia.

Queste versioni parallele non si contraddicono, ma arricchiscono la tradizione, sottolineando come il tema della trasformazione e della redenzione sia comune a più racconti.

heymondo 10 lungo

Sintesi dei temi principali

  • Caduta: dall’altezza della corte celeste alla condizione di topo.
  • Errore e punizione: l’arroganza porta a conseguenze inevitabili.
  • Redenzione: il servizio a Ganesha restituisce dignità e scopo.
  • Simbolismo universale: anche ciò che appare piccolo o insignificante può assumere un ruolo fondamentale nel contesto divino.

Con questa storia, Kroncha diventa esempio di come l’umiltà e la devozione possano trasformare anche la condizione più umile in un compito di valore, conferendo senso e funzione a ciò che altrimenti sarebbe solo caos e distruzione.

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 11/08/2026
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
  • I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva – Ultima Modifica 21/08/2023
  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
  • Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Junagadh, il Principato del Kathiawar – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 09/08/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 13/08/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/08/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 14/10/2025
Wandrd Prvke 21 Litri - copertina

WANDRD PRVKE: è il miglior zaino da viaggio del 2026?

di Max Pubblicato: 08/10/2025
Divagazioni Scritto da Max

Sapete quanto sia difficile trovare uno zaino che bilanci perfettamente funzionalità e comfort. Ho acquistato e testato il WANDRD PRVKE e posso dire che questa versione migliorata offre soluzioni interessanti per chi cerca versatilità e funzionalità.

Lo zaino si distingue per la sua capacità che può essere aumentata da 21 litri a 25 litri grazie al sistema roll-top, che permette di adattarsi rapidamente alle esigenze del momento. La costruzione robusta con materiali resistenti anche alla pioggia protegge efficacemente l’attrezzatura fotografica e gli oggetti da viaggio.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Wandrd Prvke 21 Litri
Wandrd Prvke 21 Litri

Durante l’utilizzo ho trovato molto utile l‘accesso laterale rapido che facilita l’accesso al vano della fotocamera senza dover aprire completamente lo zaino. Il pannello posteriore migliorato e gli spallacci riprogettati offrono maggiore comfort rispetto ai modelli precedenti.

La tasca nascosta per il passaporto risulta più spaziosa e discreta, mentre il passante per bagagli si rivela utile negli spostamenti in aeroporto. Le maniglie magnetiche forniscono un’ottima presa durante il trasporto.

Non è tutto oro quello che luccica, ho notato infatti alcuni aspetti meno convincenti. 

Soprattutto il prezzo elevato potrebbe scoraggiare chi cerca una soluzione ad un prezzo conveniente.

Prima impressione su WANDRD PRVKE

La combinazione di robustezza, organizzazione intelligente e versatilità lo rende valido per chi non accetta compromessi, ma al costo di un investimento importante.

Acquista subito* il WANDRD PRVKE e porta la tua attrezzatura fotografica ovunque ti conduca la voglia di esplorare!

WANDRD PRVKE: Zaino da città e da viaggio

Dopo aver utilizzato questo zaino WANDRD, posso confermare che si tratta di un’evoluzione significativa dello zaino fotografico classico, con tante soluzioni intelligenti ed utili. 

Il design roll-top che si espande da 21 litri a 25 litri offre una flessibilità notevole quando ho avuto bisogno di spazio extra per l’attrezzatura.

Punti di forza principali:

  • Materiali premium con telo impermeabile e nylon balistico 1680D
  • Accesso laterale rapido per fotocamere e obiettivi
  • Pannello posteriore migliorato per maggiore comfort
  • Tasca nascosta per passaporto più discreta

Tuttavia, ho riscontrato alcuni limiti durante l’utilizzo. Lo scomparto interno, quello che viene chiamato camera cube risulta più adatto a obiettivi di dimensioni contenute, un po’ meno spazioso per obiettivi di dimensioni più grandi come il 70-200mm f/2.8, se abbinato ad altri obiettivi ingombranti (ma da solo, o con obiettivi di dimensioni contenute ok).

Camera Cube con Sony A7C II e Tamron 70-180 f_2.8
Camera Cube con Sony A7C II e Tamron 70-180 f/2.8
In realtà io non ho avuto questo tipo di problema, perché il mio Tamron 70-180mm f/2.8* ha dimensioni più contenute, l’avevo infatti scelto proprio per il fatto che risulta estremamente portatile e leggero, senza sacrificare nulla alla luminosità

Dopo l’apologia del mio obiettivo preferito, posso ancora dire che le cerniere resistenti alle intemperie funzionano bene sotto la pioggia leggera, forse, per una maggiore sicurezza, una copertura esterna potrebbe non essere una cattiva idea e fra l’altro, se ne comprate una, c’è il posto per alloggiarla in fondo allo zaino.

Design e comfort 

WANDRD ha ripensato il sistema di trasporto del PRVKE. Il pannello posteriore e gli spallacci sono stati ridisegnati con nuove forme e imbottiture che si adattano meglio a diverse corporature.

Il comfort risulta decisamente migliorato rispetto alle versioni precedenti. La traspirabilità è buona anche durante camminate lunghe, e il peso si distribuisce uniformemente sulle spalle.

Aspetti positivi:

  • Imbottitura più ergonomica
  • Migliore distribuzione del peso
  • Traspirabilità efficace

Tuttavia, credo che lo zaino potrebbe risultare meno confortevole per chi ha spalle particolarmente strette. L’imbottitura, migliorata, occupa spazio interno che limita la capacità effettiva di carico dell’attrezzatura fotografica più voluminosa.

Wandrd Prvke 21 Litri - copertina
Wandrd Prvke 21 Litri – copertina

Organizzazione intelligente per fotografi e viaggiatori

L’accesso laterale rapido del PRVKE si rivela davvero utile, realmente utilizzabile in situazioni in cui è necessario avere un accesso immediato all’attrezzatura.

Il Camera Cube incluso offre una protezione eccellente per l’attrezzatura. Tuttavia, le imbottiture sono piuttosto spesse e riducono lo spazio disponibile più di quanto mi aspettassi, per contro anche la protezione è maggiore rispetto agli zaini finora provati e posso dire che è la prima volta che mi rende realmente tranquillo sul fatto che sia in grado di proteggere realmente sia gli obiettivi che la macchina fotografica. Se per questo devo sacrificare un po’ di spazio, per me è ok!

Punti di forza dell’organizzazione:

  • Scomparto laptop separato con sistema di chiusura migliorato
  • Tre tasche aggiuntive nella custodia per tablet
  • Tasca nascosta per passaporto più grande e discreta
  • Passante per bagagli utile negli aeroporti

Limitazioni riscontrate:

  • Lo spazio interno risulta ridotto con l’equipaggiamento completo
  • Difficile inserire obiettivi voluminosi come il 70-200mm f/2.8 insieme ad altre ottiche, ma se è da solo non ci sono problemi (anche smontato è ok)

L’espansione da 21 litri a 25 litri tramite il roll-top funziona bene per piccoli accessori aggiuntivi o per aggiungere degli obiettivi, magari con una custodia dedicata aggiuntiva, come questa della JJC*.

L’organizzazione interna intelligente è assicurata da moltissime tasche, ma richiede un po’ di organizzazione mentale per sfruttarla al meglio durante i viaggi fotografici. Pensate bene a dove mettete le cose, potreste metterci più di un po’ a ritrovarle, vista la disponibilità di scomparti disponibili.

Wandrd Prvke 21 Litri - copertinaWandrd Prvke 21 Litri - copertina
Wandrd Prvke 21 Litri – copertina

Materiali resistenti alle intemperie

Dopo un utilizzo in condizioni meteorologiche variabili, ho notato che lo zaino WANDRD PRVKE ha una buona resistenza agli agenti atmosferici. Il tessuto esterno respinge efficacemente pioggia leggera e umidità, proteggendo il contenuto durante escursioni.

Questo l’avevo già testato con ma mia WANDRD ROGUE 9L*, un marsupio/zaino monospalla che porto sempre con me in vacanza durante gli spostamenti brevi o nelle uscite giornaliere in città. È stato proprio questa esperienza positiva ad indirizzarmi verso l’acquisto del WANDRD PRVKE in sostituzione del mio Lowepro Flipside BP 400 AW III*

WANDRD PRVKE: è il miglior zaino da viaggio del 2026? » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/

Punti di forza:

  • Buona resistenza all’acqua per piogge moderate
  • Il materiale non si deteriora facilmente sotto il sole
  • Le cerniere hanno una buona tenuta

Punti di debolezza:

  • …(forse) non completamente impermeabile durante piogge intense
  • Manca una copertura antipioggia integrata

Durante i miei test ho apprezzato come lo zaino mantenga asciutti laptop e documenti importanti anche in condizioni di umidità elevata. Tuttavia, per avventure in ambienti particolarmente piovosi, suggerirei di utilizzare una cover aggiuntiva per garantire una protezione totale del contenuto. Ma forse sono solo troppo preoccupato per le mie cose…

Capacità e versatilità

La capacità di 21 litri si rivela adeguata per escursioni giornaliere e viaggi brevi. Lo zaino mantiene dimensioni compatte che non risultano ingombranti durante gli spostamenti.

Punti di forza:

  • Compartimento laptop dedicato con tre tasche che protegge efficacemente i dispositivi elettronici
  • Design modulare che permette di organizzare l’equipaggiamento in modo logico
  • Versatilità d’uso sia per il trekking che in città

Punti da tenere in considerazione:

  • La capacità di 21 litri può risultare insufficiente per escursioni di più giorni, visto lo spazio occupato dall’attrezzatura

Ho apprezzato come il sistema di organizzazione interna faciliti l’accesso rapido agli oggetti essenziali. Tuttavia, per chi necessita di maggiore capacità di carico, questo modello potrebbe risultare limitante rispetto ad alternative più capienti.

Interessant la tasca laterale per la borraccia, che può essere utilizzata per ospitare un treppiede come il mio Gitzo GT0545T Traveler*, superleggero in carbonio, ma anche treppiedi più grandi come il K&F Concept in Carbonio C225C0+BH-25*. Come avrete capito ho una vera e propria mania per le cose leggere.

A questo proposito, vorrei sottolineare che comunque questo zaino va in tutt’altra direzione. Infatti, il WANDRD PRVKE 21 Litri, con i suoi 1,4 chili in confronto ad altri zaini delle stesse dimensioni. Tuttavia, tutto ciò va a favore del comfort e della protezione.

PRVKE 21L dimensioni

  • Volume: 21 – 26 L
  • Peso: 1,4 Kg
  • Altezza: 48 Cm
  • Larghezza: 28 Cm
  • Profondità: 16,5 Cm

Funzionalità pronte per il viaggio

Le caratteristiche pensate per i viaggiatori si rivelano davvero utili. 

  • Il passante per la maniglia del bagaglio funziona perfettamente e mantiene saldo lo zaino  sul trolley.
  • La tasca nascosta per il passaporto è posizionata strategicamente e permette di accedere rapidamente ai documenti durante i controlli. 
  • Le maniglie magnetiche si rivelano comode per il trasporto a mano e si agganciano silenziosamente.
Wandrd Prvke 21 Litri - copertina
Wandrd Prvke 21 Litri – Tasca nascosta per il passaport

Esperienza d’uso giornaliero: pro e contro

Dopo aver testato lo zaino WANDRD PRVKE in diverse situazioni, ho identificato diversi aspetti positivi e negativi che vale la pena considerare prima dell’acquisto.

Vantaggi

Il design resistente alle intemperie si è dimostrato eccellente durante le uscite. Il materiale in tela impermeabile e nylon balistico 1680D protegge efficacemente l’attrezzatura dalla polvere e dall’umidità.

L’accesso laterale rappresenta un vero punto di forza. È comodo poter raggiungere velocemente la fotocamera senza dover aprire completamente lo zaino.

La versatilità del sistema roll-top funziona bene. Lo spazio extra offre quella flessibilità utile quando si fanno gli acquisti dell’ultima ora o si vogliono per aggiungere all’ultimo momento una felpa e un paio di t-shirt.

Le caratteristiche pensate per il viaggio, come il passante per il trolley e la tasca nascosta per il passaporto, sono molto utili negli aeroporti e durante gli spostamenti urbani.

Garanzia a vita… da testare.

Svantaggi

Spazio limitato per l’attrezzatura fotografica – non è sempre facile riporre obiettivi di grandi dimensioni come un 70-200mm f/2.8 abbinato ad altri obiettivi (ma l’f/4 ci sta benissimo) e insieme ad altri accessori. 

Il prezzo risulta elevato considerando la capacità effettiva di stoccaggio dell’attrezzatura fotografica. Ma si sa.. le cose belle si pagano

Wandrd Prvke 21 Litri
Wandrd Prvke 21 Litri

Recensioni dei clienti

Dopo aver analizzato le esperienze degli utenti che hanno acquistato lo zaino WANDRD PRVKE, emergono opinioni contrastanti che riflettono utilizzi molto diversi.

Punti di forza riscontrati:

  • Dimensioni compatte ideali per i viaggi
  • Resistenza all’acqua efficace per proteggere l’attrezzatura
  • Design moderno e accesso posteriore pratico
  • Comfort durante il trasporto prolungato
  • Numerose tasche funzionali ben organizzate

Criticità evidenziate:

  • Imbottiture dello scomparto fotografico troppo spesse (sarà davvero un difetto?)
  • La capacità pubblicizzata e quella reale non coincidono
  • Difficoltà nell’organizzare attrezzatura fotografica voluminosa 

Conclusioni sui motivi della mia scelta

Nel complesso, lo zaino WANDRD PRVKE funziona bene per viaggiatori che cercano uno zaino compatto, versatile e resistente. Tuttavia, chi trasporta molto equipaggiamento potrebbe trovarlo limitante. È una scelta ottima per uso generale, ma non per esigenze specifiche.

Da parte mia lo considero uno zaino perfetto per i viaggi “on the road” con spostamenti frequenti, esplorazioni urbane e brevi trekking. 

Cosa mi piace:

  • che sia colorato
  • che abbia tante tasche
  • che protegga bene gli obiettivi e la macchina foto
  • che abbia uno scomparto per il laptop
  • che abbia una tasca segreta per il passaporto
  • che abbia una tasca superiore per i piccoli oggetti di uso frequente
  • che abbia tante asole dove appendere moschettoni
  • che abbia lo scomparto per la borraccia

Tabella Comparativa degli Zaini WANDRD PRVKE

CaratteristicaPRVKE Lite (11L)PRVKE 21LPRVKE 31LPRVKE 41L
Volume11 L espandibili a 16 L21 L espandibili a 25 L31 L espandibili a 36 L41 L espandibili a 46 L
Dimensioni Esterne40 x 28 x 14 cm43 x 28 x 17 cm48 x 32 x 19 cm53 x 32 x 22 cm
Peso1.1 kg1.3 kg1.5 kg1.7 kg
Scomparto LaptopFino a 14″Fino a 14″Fino a 16″Fino a 16″
Scomparto TabletFino a 12.9″Fino a 12.9″Fino a 12.9″Fino a 12.9″
Camera CubeIntegrato e non rimovibileDa acquistare separatamenteDa acquistare separatamenteDa acquistare separatamente
Ideale perUso quotidiano, kit mirrorless compatto, fotografia urbana.Viaggi brevi, kit fotografico standard (1 corpo + 2/3 lenti).Viaggi più lunghi, kit fotografico esteso, trasporto di un drone.Viaggi lunghi, massima capienza, kit professionali completi.

Caratteristiche Comuni a Tutta la Serie PRVKE

Anche se variano in dimensione, tutti i modelli della serie PRVKE condividono un DNA comune che li rende così popolari. Ecco le caratteristiche principali che troverai su ogni zaino:

  • Chiusura Roll-Top Espandibile: Permette di aumentare la capienza dello scomparto principale quando necessario.
  • Accesso Laterale Rapido: Una cerniera sul lato dello zaino consente di estrarre la fotocamera rapidamente senza dover aprire completamente lo zaino.
  • Materiali Resistenti alle Intemperie: Realizzati con Tarpaulin e Nylon Balistico 1680D impermeabili e cerniere YKK resistenti all’acqua per proteggere l’attrezzatura.
  • Maniglie Magnetiche: Le maniglie superiori si uniscono magneticamente, rendendo comodo il trasporto a mano.
  • Tasca per Borraccia/Treppiede: Una tasca laterale espandibile per contenere una borraccia o assicurare un treppiede con le cinghie incluse.
  • Passante per Trolley: Una fascia sullo schienale permette di infilare lo zaino sulla maniglia di una valigia.
  • Tasche Multiple: Includono una tasca superiore foderata in pile per oggetti delicati (occhiali, telefono), una tasca frontale per documenti e tasche interne per l’organizzazione.

Nota Importante sui “Camera Cube”

Un aspetto fondamentale da considerare è che, ad eccezione del PRVKE Lite che ha un cubo protettivo integrato, tutti gli altri modelli (21L, 31L, 41L) sono venduti come gusci vuoti. Per organizzare e proteggere l’attrezzatura fotografica, è necessario acquistare separatamente un “Camera Cube” della dimensione adatta. WANDRD offre diverse misure di cubi (Essential, Essential+, Pro, Pro+) per adattarsi ai vari zaini e alle diverse quantità di attrezzatura.

Spero che questa tabella ti sia utile per la tua scelta! Ogni modello è pensato per esigenze diverse, dal trasporto leggero di tutti i giorni alla spedizione fotografica completa.

Spoiler

Il mio l’ho comprato su VINTED praticamente nuovo a metà prezzo … eheheheheh

Scopri di più su questo blog

Se stai programmando un viaggio controlla cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Se vuoi sapere quali sono le mie scelte curiosa nella mia borsa fotografica.

Prova anche la nuova Web APP interattiva per la valigia: inserisci i dettagli del tuo viaggio ed ottieni una lista personalizzata sulla base delle tue scelte!!

Questa sezione è dedicata ai consigli, maturati sulla base delle mie esperienze in viaggio, alle recensioni di prodotti che ho testato o a consigli su argomenti che mi appassionano, come i viaggi (ovviamente), le lingue, la corsa e altro..

Scopri come imparare una nuova lingua, io per esempio sto studiando cinese e thailandese, il primo con risultati altalenanti, il secondo con un po’ più di impegno…

banner Holafly NEW lungo

Se ti interessa l’argomento fotografia, scopri qual è la migliore macchina fotografica compatta da viaggio e come stampare le fotografie mentre sei in viaggio, leggendo la mia guida sulle Stampanti fotografiche portatili e tascabili.

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Esplora, il sito è sempre in aggiornamento e, se vuoi essere aggiornato sulle nuove pubblicazioni, iscriviti alla NewsLetter!

Ciao, a presto!

Pubblicato: 08/10/2025
Calendario 2026 LS cover

In viaggio verso il Calendario 2026 di Viaggio ControMano

di Max Pubblicato: 05/10/2025
Divagazioni Scritto da Max

Cari amici.

Quest’anno ho deciso di farvi percorrere insieme a me la strada verso la pubblicazione del calendario 2026 di Viaggio ControMano.

Ricordo per coloro che non lo sapessero, che il il ricavato del calendario (al netto di alcune spese) va tutto in beneficenza (vedete la pagina Facciamo la differenza)

Cominciamo con il tema del calendario che quest’anno sarà il Laos, con un’attenzione particolare alle minoranze etniche del Nord del Laos, che ho visitato quest’anno.

Non immaginatevi costumi etnici e fotografie scattate per strappare un “WOW”, ma piuttosto uno spaccato di vita vera.

Voglio raccontare di una comunità che esce dall’isolamento, che evolve nell’aspetto, che cambia modo di comunicare anche grazie o a causa dell’avvento di internet. Una popolazione che cerca di resistere ad una colonizzazione silenziosa e di restare aggrappata ad uno stile di vita primordiale, fatto di contatto con la natura e di modernità che si fonde con le tradizioni.

Qui ci sono le immagini che ho scelto anche grazie all’aiuto dei miei amici, amalgamando una varietà di soggetti, come si conviene ad un calendario. Si va dai paesaggi, ai ritratti, alle situazioni.

Parto dallo stupore di una bimba. Rivolgiamo lo sguardo ai monaci che raccolgono le elemosine, commuoviamoci con un tramonto sul Mekong, nella capitale Luang Prabang, facciamo un bagno nelle cascate ed infine esploriamo i villaggi sperduti nelle montagne del nord, ai confini con la Thailandia, il Myanmar e la Cina.


Potrete vedere più in basso le altre immagini, quelle che non sono finite sul calendario.

Le ultime tre fotografie non erano nel sondaggio, la 37, forse la mia foto preferita, è stata scelta comunque.

Ma chi ha fatto il sondaggio era stato preavvisato … come recita una frase famosa

…manca solo il mio voto che può confermare o ribaltare il risultato…

Alessandro B.
Candidate al calendario 2026

… continua

Scopri di più su questo blog

Se state programmando un viaggio controllate cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline oppure usare la mia nuovissima web app.

Questa sezione ospita tutti gli articoli che non sono specificamente dedicati ad una destinazione. Qui puoi trovare informazioni su come organizzare un viaggio completamente online, su come usare una eSIM in viaggio oppure i miei consigli per foto di viaggio.

Potete scoprire cosa c’è nella mia borsa fotografica da viaggio, le mie scelte sulle 5 Borse fotografiche da viaggio o anche alcune recensioni come quella sul mio fantastico zaino WANDRD PRVKE.

Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

banner Holafly NEW lungo

Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 05/10/2025
Cosa fare a Takua Pa Old Town Thailandia antica_1

Cosa Vedere Takua Pa, tracce di una Thailandia perduta

di Max Pubblicato: 27/09/2025
Thailandia Scritto da Max

Passeggiare tra le vie di Takua Pa (che per i social è ormai Takua Pa Old Town) significa fare un salto indietro nel tempo, tra edifici in stile sino-portoghese, botteghe dal fascino antico e atmosfere che ricordano l’Asia coloniale (anche se la Thailandia non è mai stata colonizzata).

Se vi chiedete cosa vedere a Takua Pa, la risposta è un itinerario fatto di case color pastello, un mercato veramente locale e antichi templi che raccontano storie di commerci e intrecci culturali.

In questo angolo poco conosciuto della provincia di Phang Nga, vi troverete davanti a strade tranquille, lanterne appese e cortili nascosti che svelano il carattere autentico della città. Lasciate da parte la fretta, prendetevi il tempo di osservare, di respirare l’atmosfera e infilatevi in qualche cortile lasciandovi ispirare dalle intuizioni del momento, lasciate che la città si lasci scoprire senza timidezza.

È il luogo perfetto per chi cerca un itinerario fatto di dettagli, piccoli tesori e atmosfere che parlano di un passato da riscoprire.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Takua Pa: un Viaggio nel Cuore della Thailandia Coloniale

Takua Pa conserva tracce di un passato che intreccia influenze architettoniche cinesi e portoghesi. Passeggiando tra le sue strade tranquille, si scoprono storie di commerci, palazzi d’epoca e una vita quotidiana che scorre con un ritmo lento e autentico.

Storia e fascino coloniale di Takua Pa

La storia moderna ci racconta che Takua Pa è stata un importante centro commerciale durante il XIX secolo, grazie alle miniere di stagno che attiravano mercanti da Cina, India e Europa. Questo flusso di culture ha lasciato segni evidenti, non solo nell’economia e nell’architettura, ma anche nelle tradizioni locali.

Alcuni ritengono che il nome Takua Pa derivi dal termine Pali Tok Klo, che significherebbe cardamomo. Nei tempi antichi l’abbondanza di spezie di questa terra le avrebbe fatto guadagnare questo soprannome. Per altri Il nome Takua Pa è derivato da ta-kua, traslitterazione del termine che in thailandese significa piombo. La città avrebbe assunto questo nome tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, in concomitanza con il boom dovuto alla redditizia industria mineraria dello stagno.

Ma Takua Pa ha una storia millenaria: partiamo dall’inizio! (o almeno da dove si può..)

Takua Pa Wat Kiri Khet (Wat Kheerikhet)
Takua Pa Wat Kiri Khet (Wat Kheerikhet)

Un po’ di storia di Takua Pa

Takua Pa, fu un importante porto sulla costa occidentale della penisola thai-malese, fiorente fin dall’antichità sulla rotta commerciale che collegava il regno di Srivijaya (corrispondente all’attuale Sumatra) ai primi regni Tamil, facilitando gli scambi tra commercianti cinesi, indiani e arabi.

Commercianti provenienti da diverse parti del mondo vi stabilirono empori commerciali, e la zona divenne nota con il nome di Takola o Takkola, non è chiaro se in riferimento ad un nome tamil per indicare un particolare tipo di spezie. Sta di fatto che il nome appare fin dall’antichità, citato già da Tolomeo nella sua Geografia.

A partire dal 1500, grazie al fiorire del commercio estero, la città ebbe contatti con i primi commercianti portoghesi, poi in seguito alcune comunità di migranti cinesi si stabilirono a Takua Pa, avviando attività commerciali e contribuendo al suo ricco patrimonio culturale, in particolare le comunità provenienti da Penang, chiamati anche Peranakan o Baba Yaya.

Nella storia recente, dopo alcuni secoli di decadenza, Takua Pa fu riscoperta ed assunse un ruolo ancora più importante nella regione, grazie alla scoperta ed allo sfruttamento delle sue miniere di stagno.

Con il declino dell’importanza dello stagno la città, però, subì un grave contraccolpo e cominciò il declino economico, fino alla riscoperta in chiave culturale e turistica degli ultimi anni.

Cosa fare a Takua Pa Old Town caffe storici e artistici murales
Cosa fare a Takua Pa Old Town caffe storici e artistici murales

Fusione di culture differenti

La fusione di culture differenti è evidente nei numerosi templi cinesi, santuari e negozi tradizionali di tè ed erbe che in modo molto discreto animano la città. Molte famiglie locali possiedono un mix di tradizioni thailandesi e cinesi e lo stile di vita della città riflette un passato multiculturale.

Il fascino deriva proprio da questa miscela di culture. Non troverete un museo a cielo aperto costruito ad arte, ma una città che ha mantenuto in parte le sue radici senza trasformarsi in un’attrazione artificiale.

Un esempio concreto è la celebrazione del Festival Vegetariano, che richiama visitatori da tutta la regione. Qui si percepisce la continuità tra passato e presente, con riti e processioni che animano le strade.

Quando andare a Takua Pa, periodo migliore

Il periodo ideale per visitare Takua Pa va da novembre a marzo, durante la stagione secca, quando le temperature sono più miti (25-32°C) e le precipitazioni sono minime. Questi mesi offrono giornate soleggiate perfette per esplorare il centro storico a piedi e visitare le attrazioni circostanti. Inoltre è anche il periodo migliore per una vacanza al mare a Khao Lak o Phuket.

La mezza stagione, che coincide con i mesi di novembre e marzo, rappresenta un buon compromesso, con meno turisti rispetto ai mesi centrali dell’alta stagione (dicembre-febbraio) e condizioni climatiche ancora favorevoli.

Aprile, invece, è il mese più caldo dell’anno, con temperature che possono superare i 35°C e un’umidità molto elevata. Aprile, però, è anche il mese del Songkran (13-15 aprile, ma spesso si prolunga per più giorni), la festa del capodanno Thai, da vivere almeno una volta nella vita.

Meno consigliata la stagione delle piogge (maggio-ottobre), con picco delle precipitazioni tra settembre e ottobre, quando i rovesci sono frequenti e intensi.

Per chi viaggia con budget limitato, visitare Takua Pa tra maggio e ottobre significa trovare prezzi più bassi per alloggi e servizi, ma bisogna mettere in conto possibili interruzioni delle attività all’aperto a causa delle piogge. Inoltre spesso molte attività sono chiuse. Anche questa stagione ha un fascino: è la stagione durante la quale è possibile vedere una Thailandia più vera.

Il giorno migliore: visitare durante il mercato della domenica

La domenica pomeriggio Takua Pa ospita il suo mercato settimanale, che si svolge lungo la strada principale del centro storico, a pochi passi dal vecchio quartiere sino-portoghese. Il mercato apre generalmente dalle 15:00 fino a tarda sera ed è il momento migliore per assaggiare lo street food locale, acquistare frutta fresca, spezie e dolci tradizionali.

Oltre ai prodotti alimentari, troverai abbigliamento, accessori e piccoli articoli per la casa, spesso a prezzi convenienti. È consigliabile arrivare non troppo tardi, per evitare la folla più intensa e avere più scelta tra le specialità gastronomiche. Indossate scarpe comode e portate contanti in piccoli tagli, perché difficilmente i negozianti accettano le carte di credito estere. In genere i locali pagano con i QR code che, ahimè, non sono disponibili se non si ha un conto in una banca Thai…

Il Festival Vegetariano o Vegetarian Festival di Takua Pa

La celebrazione più particolare di Takua PA è il Festival Vegetariano. Questa è la trasposizione di una tradizionale celebrazione cinese dedicata ai Nove Dèi Imperatori del dogma Taoista, venerati nell’antica Cina, nell’ambito del culto delle stelle e legati simbolicamente alle Stelle dell’Orsa Maggiore o Grande Carro.

Circa 170 anni fa, il Festival Vegetariano fu introdotto in Thailandia da una compagnia teatrale cinese.

La leggenda racconta che la compagnia arrivò a Phuket grazie all’invito degli immigrati cinesi locali, intenzionati ad alleviare la nostalgia per la madre patria. Dopo un primo periodo di successi e serenità, però, i componenti cominciarono tutti ad ammalarsi di malaria ed il teatro fu costretto a chiudere.

Riflettendo sull’accaduto, i membri della compagnia si resero conto di non aver eseguito nessuno dei rituali di purificazione che osservavano periodicamente in Cina e pensarono che questo avesse attirato su di loro l’ira delle Divinità.

Per ingraziarsi nuovamente il favore degli Dèi, i teatranti pensarono allora di riprendere quelle che erano le usanze della madre patria. Per nove giorni, la compagnia si astenne da tutti gli alimenti di origine animale e furono officiate cerimonie religiose. Alla fine dei nove giorni di astinenza si scoprì che tutti gli attori erano guariti.

Fu così che negli anni successivi, per celebrare annualmente la ricorrenza dell’evento, venne istituita una festa con lo scopo di onorare gli dei e di testimoniare la felicità del popolo per essere sopravvissuto a quella che, nel XIX secolo, era una malattia mortale.

Successivamente, la festa crebbe e si sviluppò fino a diventare uno spettacolare evento annuale a Phuket ed in alcune città del litorale, con tantissimi visitatori ogni anno.

Il Festival Vegetariano è un evento religioso taoista che unisce spiritualità e spettacolo. I partecipanti indossano abiti bianchi come simbolo di purezza, mentre le bancarelle espongono bandiere gialle per indicare cibo vegetariano. I momenti più impressionanti sono guidati dai Mah Song, devoti in trance che compiono prove estreme come camminare sui carboni ardenti, trafiggersi con spiedi e affrontare scale di lame affilate. Le processioni sono accompagnate da petardi e folle festanti, creando un’atmosfera intensa che mescola rito sacro e spirito carnevalesco.

Le date variano di anno in anno, in conformità al calendario lunisolare cinese e si svolgono dal primo al nono giorno del nono mese.

Ecco le prossime date:

  • 2025 22 settembre – 30 settembre
  • 2026 11 ottobre – 19 ottobre
  • 2027 1 ottobre – 9 ottobre
  • 2028 20 settembre – 28 settembre
  • 2029 8 ottobre – 16 ottobre
Santuario di Guan Yu - Sin Chai Ting - Takua Pa Old Town
Santuario di Guan Yu – Sin Chai Ting – Takua Pa Old Town

Itinerario tra palazzi d’epoca, antichi templi e botteghe rimodernate

Le vie principali di Takua Pa Old Town sono costeggiate da edifici in stile sino-portoghese. Questi palazzi a due piani presentano facciate color pastello, finestre ad arco e dettagli decorativi che raccontano di un’epoca di prosperità.

Molti edifici ospitavano (ed alcuni ospitano tutt’oggi) un negozio al piano terra e l’abitazione al piano superiore. Questa tipica struttura, chiamata shophouse, è ancora ben visibile e in alcuni casi è stata restaurata con cura.

Alcuni palazzi mostrano intonaci consumati e insegne in caratteri cinesi che resistono al tempo. Questa patina di autenticità rende la passeggiata tra le strade un’esperienza unica.

Per orientarvi, potete considerare due vie principali:

  • Thanon Sri Takua Pa: cuore della zona storica, con numerosi edifici restaurati.
  • Klun Kaeo: più tranquilla, con botteghe ancora in attività.
banner Holafly NEW lungo

Atmosfera tra mercati e caffè d’altri tempi

Oltre all’architettura, ciò che colpisce è l’atmosfera quotidiana. A parte il mercato del sabato, un po’ più turistico, il fresh market che si tiene ogni giorno riesce appena ad animare un po’ le strade sonnecchianti, con banchi di frutta tropicale, spezie e alcuni dolci tradizionali.

Caffe di charme a Takua Pa Thailandia
Caffe di charme a Takua Pa

Le botteghe storiche vendono ancora articoli di uso comune: tessuti, utensili, rimedi erboristici. Non si tratta di negozi turistici, ma di attività che servono la comunità locale, anche se si possono trovare alcune botteghe che vendono souvenir mischiati alle cose di tutti i giorni.

Un capitolo a parte meritano i caffè d’epoca ed i negozi di té. Tavolini in legno, vecchie insegne e fotografie ingiallite creano un’atmosfera sospesa nel tempo. Fermarsi per un buon caffè caldo o un tè cinese diventa un modo per osservare la vita che scorre lenta.

Cosa fare a Takua Pa Old Town caffe storici e artistici murales
Cosa fare a Takua Pa Old Town caffe storici e artistici murales

Il mercato locale e i sapori autentici

Al mercato principale di Takua Pa non dovete aspettarvi la magnificenza dei mercati di Phuket o Kao Lakh. Qui non vi troverete immersi in un mosaico di colori e profumi, ma nella vera vita di tutti i giorni. Qualche frutto tropicale, abbigliamento e piatti pronti che raccontano la cucina locale: noodle saltati al wok, zuppe speziate e occasionalmente dolci a base di cocco.

Solo il sabato il mercato si anima e la città cerca di riprendersi lo splendore di un tempo.

banner discovercars 728x90 ITA
Caffe di charme a Takua Pa
Caffe di charme a Takua Pa

Murales e dettagli che raccontano storie

Le pareti di Takua Pa si animano grazie ai murales dipinti da artisti locali. Alcuni raffigurano scene di vita quotidiana, altri raccontano episodi storici legati al commercio dello stagno e alle comunità migranti.

Passeggiando senza fretta, noterete anche porte in legno intagliato, vecchie insegne in cinese e finestre con vetri colorati. Sono piccoli dettagli che spesso passano inosservati, ma che danno carattere alle vie del centro.

Cosa fare a Takua Pa Old Town caffe storici e artistici murales
Cosa fare a Takua Pa Old Town caffe storici e artistici murales

Templi antichi e spiritualità lungo le vie

Takua Pa ospita diversi templi che riflettono la convivenza di culture e religioni. Tra i più visitati vi è il Wat Khongkha Phimuk, con le sue statue dorate e i tetti decorati da motivi tradizionali.

Camminando lungo le vie principali, incontrerete piccoli santuari cinesi con lanterne rosse e altari ricchi di offerte. L’odore dell’incenso accompagna i passi e crea un’atmosfera raccolta.

Molti visitatori scelgono di fermarsi qualche minuto per osservare i rituali o lasciare un fiore. Non serve molto tempo per percepire la forte connessione tra la comunità e i suoi luoghi di culto.

Cosa Vedere Takua Pa, tracce di una Thailandia perduta » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/

Santuario di Guan Yu (Sin Chai Ting) e le origini del festival vegetariano

La storia di questo santuario ha radici profonde nella comunità cinese di Khlong Pi. Tutto iniziò quando Lim Bun Tuk, un imprenditore che possedeva delle miniere di stagno, decise di onorare le tradizioni della sua gente fondando un santuario dedicato a Guan Yu, una divinità particolarmente cara agli immigrati cinesi della zona.

La storia del Santuario di Guan Yu a Takua Pa
La storia del Santuario di Guan Yu a Takua Pa

Era il 1843, l’anno del Serpente secondo il calendario cinese, quando Lim Bun Tuk organizzò la prima festa vegetariana – in cinese chiamata Jia Kiu Ong Chai. Si trattava di un rituale molto suggestivo che si protraeva per nove giorni e nove notti consecutive, dal primo al nono giorno del nono mese lunare. Il momento più caratteristico era l’innalzamento del Kiu Ong Deng, un alto palo di bambù ornato con nove lanterne che illuminavano la celebrazione. Con il tempo, la cerimonia trovò una sede più stabile nella casa della famiglia Lim, situata nel cuore del mercato principale di Takua Pa.

Per diversi anni, la gestione del santuario fu affidata a Pae Tio Kao Yi. Fu proprio durante questo periodo che accadde qualcosa di straordinario: secondo i racconti tramandati, Guan Yu si manifestò attraverso un medium locale, annunciando la sua intenzione di recarsi a Tanlaw – l’odierna Kawthaung in Myanmar – per portare aiuto alla comunità cinese del luogo, curare gli ammalati e liberare chi era caduto nella dipendenza dall’oppio.

Kao Yi non esitò ad accompagnare questa missione divina. Insieme a una delegazione di fedeli, caricò su un’imbarcazione l’antica statua di Guan Yu, nove bastoncini d’incenso sacro e l’immancabile bandiera verde del dio, simbolo della sua protezione. Il viaggio via mare li condusse fino a Kawthaung, dove li attendeva una sorpresa: un ricco mercante cinese, vestito completamente di bianco, li accolse con una cerimonia di benvenuto che aveva preparato dopo aver sognato l’arrivo della divinità.

La permanenza di Guan Yu sull’isola, sempre attraverso il medium locale, durò circa tre anni, durante i quali il dio si dedicò instancabilmente alla cura dei malati e al sostegno della comunità. Prima del ritorno a Takua Pa, il generoso mercante volle fare un dono prezioso: due statue sacre, una raffigurante Guan Yu nelle vesti di guerriero e l’altra Li Lo Chia. Questi tesori spirituali furono trasportati a Takua Pa e trovarono dimora nella casa di Pae Hok Chong Seng, dove le cerimonie vegetariane continuarono a svolgersi regolarmente per molti anni.

La svolta definitiva arrivò quando Lim Eng Seng, conosciuto anche come “Pae Pho Daeng” e figlio del fondatore Lim Bun Tuk, ebbe l’idea di dare al santuario una sede definitiva e permanente. Con grande determinazione, si mise a raccogliere fondi all’interno della comunità e riuscì ad acquistare una casa da una famiglia cinese per la considerevole somma di 450 baht. Nel 1902 nacque così ufficialmente il Santuario del Dio Guan Yu, conosciuto come Poi Hong San Beo, che continua le sue attività fino ai giorni nostri.

Un momento importante nella storia del santuario arrivò nel 1922, quando il Ministero degli Interni impose a tutti i santuari e le associazioni religiose di registrarsi ufficialmente presso le autorità statali. Il Santuario di Guan Yu del mercato sud venne registrato con il nome di Shin Chai Ting, mentre quello del mercato nord assunse la denominazione di Ku Chai Ting. Da quel momento, ogni aspetto della vita religiosa del santuario – dalle statue sacre ai beni materiali, fino agli stessi medium ufficiali – passò sotto la supervisione diretta del Ministero degli Interni. L’edificio e il terreno su cui sorge il santuario divennero proprietà pubblica, acquisendo lo status ufficiale di patrimonio religioso dello Stato.

Santuario di Guan Yu - Sin Chai Ting - Takua Pa Old Town
Santuario di Guan Yu – Sin Chai Ting – Takua Pa Old Town

Il Santuario di Phu Ping Ting

Non si sa dove fosse collocato il Santuario di Phu Ping Ting prima del 1807, poiché le prove storiche andarono perdute a causa di un’alluvione. Dopo l’alluvione fu trasferito lungo il Canale Pi, che all’epoca fungeva da principale via di traffico. Circa due secoli fa, durante un’epidemia a Takua Pa, la comunità cinese locale, guidata dalla troupe Jiu giunta per esibirsi, organizzò un rito di consumo di verdure per allontanare la malattia. Prima del loro ritorno in Cina, i membri della troupe donarono due pezzi di kimchi al monaco Tien Hu Nguan Choi (oggi venerato come Chao Am) e a Kim Xin Phra Ki Nguan Choi, i quali hanno mantenuto la tradizione annuale del rito vegetariano fino ai giorni nostri.

Successivamente, grazie alla donazione di un terreno da parte del signor Ngo Jak Hongosakul, il santuario venne trasferito nell’attuale sede in Si Takuapa Road (oggi casa n. 103). Nel 1867 fu ufficialmente registrato presso il Ministero dell’Interno.

Il nome Phu Yes Ting significa Antico Santuario vegetariano ed è il secondo santuario in Thailandia ad aver istituito la festa vegetariana. Attualmente è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 18:00 per preghiere e offerte. Le principali celebrazioni sono il Saeed (compleanno del Signore del Santuario) e il festival vegetariano, organizzati secondo un calendario interno. Inoltre, ogni lunedì viene offerto un pasto gratuito nella caffetteria del santuario.

Santuario di Phu Ping Ting a Takua Pa - Luogo di origine del festival Vegetariano
Santuario di Phu Ping Ting a Takua Pa – Luogo di origine del festival Vegetariano

Santuario Sin Chang Tueng – Takua Pa

Il Santuario Sin Chang Tueng di Takua Pa (ศาลเจ้าซินจังตึ๊ง) è uno dei luoghi di culto più significativi per la comunità sino-thailandese locale.

La sua origine risale alla fine del XIX secolo, e con il passare del tempo, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, il santuario venne ampliato e trasformato in una struttura in muratura, arricchita da tetti a più livelli, draghi scolpiti e lanterne rosse, fino a diventare un punto di riferimento spirituale e culturale per l’intera comunità.

Ancora oggi, entrando nel santuario, si è accolti da un’atmosfera intensa: il rosso e l’oro delle decorazioni simboleggiano prosperità e protezione, mentre l’aria è pervasa dal profumo dell’incenso offerto alle divinità taoiste e buddhiste cinesi.

Il momento più suggestivo per visitarlo è durante il Festival Vegetariano di ottobre, quando il santuario diventa il fulcro delle celebrazioni: processioni, rituali di purificazione e pratiche religiose che trasformano la città in un luogo di devozione collettiva.

Situato nel centro storico, il santuario è facilmente raggiungibile a piedi e rimane generalmente aperto durante il giorno. L’ingresso è libero, e i visitatori possono lasciare un’offerta come segno di rispetto.

Santuario Sin Chang Tueng – Takua Pa
Santuario Sin Chang Tueng – Centro Storico di Takua Pa

Le mura antiche

Le mura della residenza del governatore di Takua Pa sono il più antico reperto archeologico della città. Un tempo circondavano la residenza ufficiale del governatore, costruita durante il primo periodo Rattanakosin come sede amministrativa e abitativa. Oggi ne rimangono solo alcune parti, ma testimoniano la prosperità che la città conobbe grazie al commercio dello stagno e offrono un esempio dell’architettura e delle tecniche costruttive locali dell’epoca. Il sito è riconosciuto come bene archeologico dal Dipartimento delle Belle Arti e può essere visitato facilmente e gratuitamente.

Takua Pa - antiche mura della residenza del Governatore
Takua Pa – antiche mura della residenza del Governatore
Powered by GetYourGuide

La Residenza Storica del luogotenente Khun Intra

La Residenza Khun Intra è una delle residenze storiche più rappresentative della famiglia Na-Nakhorn, legata a importanti figure della nobiltà locale. La proprietà apparteneva originariamente al primo tenente Khun Intrakheeree (Choy Na-Nakhorr), nipote di Prya Senanuchit, personalità di rilievo nella storia della regione.

La costruzione risale al 1917, anno in cui un gruppo di maestri costruttori cinesi fu incaricato di realizzare l’edificio. Lo stile architettonico dell’edificio è sino-portoghese, uno stile molto diffuso nelle città portuali e nei centri commerciali del Sud-Est asiatico, che conferiva alle abitazioni un carattere cosmopolita.

Uno degli elementi più caratteristici dell’Edificio Khun Intra erano i tetti ricoperti di tegole dalla forma curva, che ricordavano il dorso di una tartaruga. Tale scelta non era soltanto estetica, ma aveva anche un valore simbolico: nella tradizione asiatica la tartaruga rappresenta longevità, stabilità e protezione.

Nel corso del tempo, l’edificio ha subito interventi di manutenzione per preservarne la struttura e l’identità. Un restauro importante venne effettuato nel 1981, quando i tetti furono rinnovati seguendo il cosiddetto stile Sirinal. L’intervento, pur modificando parzialmente l’aspetto originario delle coperture, rispettò l’impianto architettonico generale, mantenendo intatto il valore storico e artistico dell’edificio.

Oggi l’Edificio Khun Intra si trova ancora sotto la cura e la custodia della famiglia Na-Nakhorn, che ne preserva la memoria e il legame con la storia locale.

La casa del luogotenente Khun Intra
La casa del luogotenente Khun Intra

Tao Ming School

L’edificio della scuola Taoming fu costruito intorno al 1925 grazie a una raccolta fondi organizzata da imprenditori minerari e commercianti cinesi dei mercati storici di Ranong e Phuket.

L’obiettivo era offrire ai figli delle famiglie cinesi residenti nell’area un’istruzione di livello elementare, includendo anche l’insegnamento della lingua cinese. Per la costruzione furono raccolti circa 56.000 baht, provenienti in gran parte da donazioni della comunità cinese locale.

Tao Ming School Takua Pa
Tao Ming School Takua Pa

Dal punto di vista architettonico, l’edificio è un esempio di stile sino-portoghese adattato, con tetto realizzato secondo il modello Langkawi.

Oggi la scuola non è più attiva: rimane soltanto l’edificio, che è considerato un bene storico-architettonico ed è sotto la cura della Fondazione della Scuola Tao Ming di Takua Pa.

All’interno dell’edificio rimangono però alcune attività culturali legate alle tradizioni della popolazione di origine cinese.

Tao Ming School Takua Pa
Tao Ming School Takua Pa

Wat Phra That Kiri Khet

In direzione ovest, appena fuori dalla cittadina, Wat Kheereekhet, o Wat Kiri Khet è stato il primo tempio dell’antica Takua Pa, costruito il 15 maggio 1893.

Il nome Wat Kheerikhet che può essere scomposto così: Wat (วัด) = tempio buddista, Khee-ri (คีรี) = montagna, collina. Il tempio sorge, infatti in una zona collinare immersa nella natura ed è un luogo di pace e meditazione. Come molti templi thailandesi, non è solo uno spazio religioso, ma anche un centro di vita comunitaria: qui i monaci vivono e praticano, mentre i fedeli partecipano a cerimonie, feste tradizionali e offerte. Il tempio è apprezzato anche per l’atmosfera tranquilla e il panorama che lo circonda, che lo rendono una meta di pellegrinaggio e un punto di riferimento culturale per gli abitanti della zona.

Takua Pa Wat Kiri Khet (Wat Kheerikhet)
Takua Pa Wat Kiri Khet (Wat Kheerikhet)

Il Tempio in passato era conosciuto con nomi differenti come Wat Kuan Pom, Wat Kuan Chai Khao.

Visivamente l’ubosot, l’edificio principale, è in mattoni rivestiti di stucco, con un’architettura semplice a pianta quadrata, rialzato di due gradini. sulla cima della collina, a circa 15 minuti di cammino, si erge una grande Chedi Bianca (Phra Borommathat Chedi) aperta solo in occasioni speciali. Quando ci sono stato io la strada era in rifacimento, quindi credo che ci si possa arrivare anche in auto.

La chedi originale in mattoni si trova invece a poca distanza dal tempio principale, ma di questa non rimangono che delle rovine.

Sito internet: Wat Phra That Kiri Khet

Takua Pa Chedi di Wat Kiri Khet
Takua Pa Chedi di Wat Kiri Khet

Come arrivare a Takua Pa

Il modo più semplice per arrivare a Takua Pa se siete in vacanza nei dintorni è con un Taxi o uno scooter a noleggio: soprattutto se vuoi muoverti in autonomia.

Da Phuket

Autobus: dalla stazione dei bus di Phuket partono regolarmente autobus diretti verso Takua Pa (durata circa 2,5 -3 ore, dipende dal traffico e dalle fermate). Alcuni autobus partono anche dall’aeroporto. Provate a fare una ricerca dal box qui sotto. Il costo di solito è sotto 10 euro.

Minivan: In genere i Minivan vanno a Kao Sok ed alcuni, su richiesta, fermano a Takua Pa. Informatevi alla reception dell’hotel o della guest house dove alloggiate perché in genere possono venirvi a prendere. Il costo dipende, ma noleggiare un minivan intero può costare intorno ai 100 euro e potete condividerlo con altre persone (fino a 9).

Taxi o auto privata: circa 2,5–3 ore di viaggio, più comodo se viaggi in gruppo o con bagagli. Il Taxi sola andata può costare intorno ai 30-40 euro (per ogni auto, non a persona).

Da Khao Lak

Takua Pa dista circa 30 km e le opzioni più comuni sono il taxi o noleggiare uno scooter. Il taxi può costare dai 10 ai 20 euro

Powered by 12Go system

Muoversi in Motorino e Altri Trasporti

Noleggiare un motorino, se siete da soli o in coppia, è il miglior modo per esplorare Takua Pa e offre la libertà di visitare luoghi remoti e meno conosciuti. Per guidare un motorino a norma di legge è necessario indossare il casco e avere una patente di guida internazionale valida.

Anche se la maggior parte delle persone che noleggia un motorino non ha la patente internazionale, in caso di incidente o nel caso la polizia decida di fermarvi, se non l’aveste potrebbero farvi dei problemi.

Attenzione: i motorini non sono assicurati, quindi dovrete ripagare per qualsiasi danno causato alla moto o a terzi. E’ consigliabile in fase di noleggio fare foto dettagliate della moto noleggiata per evitare che vi chiedano conto di danni già esistenti.
Qualche negozio vi chiederà di lasciare il passaporto in deposito. Vi consiglio caldamente di non farlo e di optare per un deposito in contanti, del quale dovete, però, farvi rilasciare una regolare ricevuta.
Se vi fanno storie, scegliete un altro negozio.

Grab, l’alternativa asiatica a Uber

Grab è un servizio di taxi tramite app ed è disponibile per viaggi sicuri e comodi in città, o anche per gite più lunghe. Per chi è da solo c’è l’opportunità di sfruttare anche i mototaxi, più spartani, ma anche più economici e flessibili. 

Potete scaricare l’app GRAB e prenotare con quella sia auto che moto, di solito si paga in contanti al conducente.

Scegliere il metodo di trasporto più adatto dipende dalle preferenze personali e dagli itinerari pianificati.

Itinerario di 1 giorno a Takua Pa

Mattina

Prima di entrare in città fate una visita a Wat Phra That Kiri Ket e una passeggiata fino alla Chedi in cima alla collina, prima che faccia troppo caldo. Poi dirigetevi verso le vie principali della Old Town (Sri Takua Pa Road e dintorni): qui troverete case sino-portoghesi, botteghe tradizionali e piccoli templi cinesi.

A metà mattinata fate una sosta a Kopi Takua Pa per un caffè e un dolcetto nel giardino interno.

Prendetevi ancora un po’ di tempo per fare un salto fino alle antiche mura della casa del governatore.

Pranzo

Scegliete fra lo street food al mercato, non troppo fornito in settimana, o ristorantini locali (cucina del sud della Thailandia, speziata e saporita, ma non solo).

Pomeriggio

Visita a un ad alcuni dei templi nei dintorni come quello di Wat Khongkha Phimuk, appena fuori della città vecchia su una piccola collinetta. Una passeggiata fino alla Tao Ming School costeggiando le case più antiche e meno ristrutturate della città, con botteghe artigianali ancora come un tempo.

Wat Khongkha Phimuk a Takua Pa
Wat Khongkha Phimuk a Takua Pa – statua di Phra Sival, il patrono dei viaggiatori

Se è domenica, visitate il mercato serale della Old Town: bancarelle, artigianato e atmosfera molto vivace.

Se non è domenica e avete un mezzo di trasporto potete avventurarvi alle terme di Rommanee Hot Springs o fare visita ad un Santuario degli Elefanti, per familiarizzare ed interagire in modo etico con i simpatici pachidermi.

Sera

Cena in ristorante tipico, per gustarvi i piatti locali, se è domenica, non perdetevi lo street food del mercato.

Mappa di Takua Pa Old Town

Clicca sull’immagine per la mappa interattiva.

Mappa di Takua Pa Old Town
Mappa di Takua Pa Old Town

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scoprite cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste.

Scaricate la Guida Gratuita di Bangkok: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

Imparate le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
heymondo 10 lungo

Dirigetevi a Nord a scoprire la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico: solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se avete tempo procedete verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermatevi alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai vi aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati.

Oppure esplorate zone meno conosciute come Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure o Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

  • Wat Phra That Doi Suthep a Chiang Mai – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Wat Ban Den: Un Tesoro Nascosto della Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Visitare il Baan Dam Museum a Chiang Rai: Storia, Curiosità e Cosa Vedere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Viaggio nella cucina Thai: il Pad Krapao – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Una immagine del Buddha per ogni giorno della settimana – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Thao Wessuwan o Vaisravana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Songthaew in Thailandia: il cuore del trasporto locale – Ultima Modifica 15/01/2026
  • Si Satchanalai tra storia e misticismo in Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese – Ultima Modifica 13/01/2026
  • San Phra Phum – Guida completa agli altari thailandesi – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Ruesi, gli eremiti della foresta – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Re Mengrai: Fondatore del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Phra Sivali – il patrono dei viaggiatori – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nang Kwak: chiama la fortuna in Thailandia e Cambogia  – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Muoversi a Bangkok con barche e traghetti sul Fiume Chao Phraya – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Mercato galleggiante di Amphawa: luci e sapori da ricordare – Ultima Modifica 07/02/2026
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Lampang: cosa fare e vedere in uno o più giorni – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La posizione del Buddha che cammina o Walking Buddha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I Templi delle reliquie dei 12 Animali dello Zodiaco – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Ingresso in Thailandia: Thailand Digital Arrival Card – TDAC: cosa è e come si fa – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Imparare il thailandese per viaggiare: Consigli Pratici per Principianti – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Storico di Sukhothai e la Culla della Civiltà Thai – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Nazionale delle Isole Surin: paradiso di mare e natura – Ultima Modifica 24/02/2026
  • Il museo della casa di Jim Thompson, il re della seta di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Guida Gratuita di Bangkok per uno o più giorni con itinerario anche PDF – Ultima Modifica 13/05/2026
  • Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin) – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ferrovia della morte: tutto quello che dovete sapere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • eSIM per la Thailandia ed il Sud Est Asiatico: Guida non ufficiale 2026 con l’esperienza Holafly – Ultima Modifica 10/03/2026
  • Dolci Thailandesi: Viaggio tra Sapori e Cultura – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Diga Ratchaprapa e Cheow Lan Lake: Storia, natura e cambiamenti in Thailandia – Ultima Modifica 27/05/2026
  • Difficile Imparare il Thailandese: Sfide e Strategie Efficaci – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Da Bangkok a Chiang Mai: come trasformare un viaggio in Thailandia in un’avventura indimenticabile – Ultima Modifica 03/04/2026
  • Cosa Vedere Takua Pa, tracce di una Thailandia perduta – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Cosa fare a Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Chiang Rai in un giorno e oltre itinerario e PDF – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Come dire le ore in Thai: lo scorrere del tempo nel Paese del Sorriso – Ultima Modifica 09/01/2026
  • Chiang Mai in tre giorni: mappa e itinerario per scoprire la città – Ultima Modifica 03/08/2026
  • Bun Bang Fai: il Festival dei Razzi che fa tremare il cielo dell’Isan – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Buddha Sdraiato o Reclining Buddha: Significato e Iconografia Storica – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Bangkok in 5 giorni for dummies senza fretta: itinerari e consigli – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Ayutthaya: come arrivarci e cosa vedere – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano – Ultima Modifica 12/01/2026
  • Albero Genealogico del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
Pubblicato: 27/09/2025
Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte

Ferrovia della morte: tutto quello che dovete sapere

di Max Pubblicato: 10/09/2025
Thailandia Scritto da Max

La provincia di Kanchanaburi, situata a circa cento chilometri a ovest di Bangkok, ospita uno dei capitoli più drammatici della storia della Seconda Guerra Mondiale. Questa regione thailandese è diventata famosa per la Ferrovia della Morte, una linea ferroviaria di 415 chilometri costruita dall’esercito giapponese tra il 1942 e il 1943 per collegare la Thailandia alla Birmania.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Se desiderate immergervi nella storia e nella natura della Thailandia, vi consigliamo noleggiare un’auto (come ho fatto io con Discovercars*) o di prendere il treno dalla stazione di Bangkok Thonburi porta alla provincia di Kanchanaburi. Durante il viaggio, attraverserete i sobborghi occidentali della capitale e raggiungerete l’incrocio di Nong Pladuk nella provincia di Ratchaburi.

Da qui, inizia il percorso sulla celebre Ferrovia della Morte, un’esperienza che unisce paesaggi suggestivi e memoria storica.

I punti salienti

  • La Ferrovia della Morte rappresenta uno dei progetti più costosi, in termine di vite umane, della Seconda Guerra Mondiale in Asia
  • I visitatori possono oggi esplorare siti storici come il ponte sul fiume Kwai e l’Hellfire Pass Memorial Museum
  • La provincia di Kanchanaburi offre un’esperienza unica che combina bellezza naturale e memoria storica
banner Holafly NEW lungo

La Costruzione della Ferrovia Thailandia-Birmania

Tracciato delle ferrovia della morte
W.wolny, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La ferrovia Thailandia-Birmania fu costruita tra il 1942 e il 1943 dall’esercito giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. L’obiettivo era creare una rotta terrestre tra Thailandia e Birmania per supportare le operazioni militari, evitando le rotte marittime controllate dagli Alleati. Il tracciato, lungo circa 415 km, collegava Nong Pladuk in Thailandia a Thanbuyazat in Birmania.

Il progetto ferroviario richiedeva manodopera massiccia e l’esercito giapponese utilizzò oltre 240.000 uomini tra i quali più di 60.000 prigionieri di guerra e qualcosa come 180.000 altri civili costretti ai lavori forzati. Le condizioni di lavoro erano brutali e migliaia di persone morirono di malattie, fame ed esaurimento. Oggi i visitatori possono ancora viaggiare su parti della ferrovia storica, attraversando il celebre ponte sul fiume Kwai e ammirando paesaggi mozzafiato che nascondono una storia tragica.

Ferrovia della morte: tutto quello che dovete sapere » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/

Il Percorso Attuale della Ferrovia della Morte

Oggi, la ferrovia è ancora in funzione tra Bangkok (Thon Buri) e Nam Tok, offrendo un viaggio unico tra paesaggi naturali e siti storici. Oltre Nam Tok, la linea non è più operativa e alcune sezioni storiche, sono state recuperate e trasformate in siti commemorativi.

Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte
Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte

Il Ponte sul Fiume Kwai

Il ponte è una delle attrazioni principali di Kanchanaburi, noto a livello internazionale grazie al film “Il ponte sul fiume Kwai” del 1957. Tuttavia, la storia reale differisce da quella raccontata nel film. Inizialmente, il ponte attraversava il fiume Mae Khlong, ma per assecondare le aspettative dei turisti, negli anni ’60 il tratto fu ribattezzato Khwae Yai. Durante la guerra, fu costruito un ponte temporaneo in legno, poi sostituito da quello in acciaio e cemento. Dopo i bombardamenti alleati, alcune parti furono ricostruite con campate provenienti da Java.

Se visitate Kanchanaburi tra novembre e dicembre, vi consigliamo di partecipare al Festival del Ponte sul Fiume Kwai, con spettacoli di luci e suoni che celebrano la storia del luogo.

Il Viadotto Wang Po e Tham Krasae

Proseguendo il viaggio, incontrerete il viadotto Wang Po, una spettacolare sezione sopraelevata costruita su palafitte di legno che costeggia il fiume Khwae Noi. Questa parte della ferrovia fu realizzata in condizioni estreme da prigionieri di guerra, molti dei quali persero la vita.

Alla stazione di Tham Krasae, potete scendere per esplorare la zona, camminare lungo i binari fino alla grotta che offriva riparo ai prigionieri e ammirare una statua di Buddha, simbolo di pace e riflessione.

Powered by GetYourGuide

Hellfire Pass: Memoria e Commemorazione

La linea ferroviaria originaria proseguiva fino alla Birmania, passando per l’Hellfire Pass, uno dei tratti più difficili da costruire. Qui, prigionieri di guerra e lavoratori asiatici furono costretti a scavare nella roccia giorno e notte, illuminati solo da fuochi e lampade a olio. Questo scenario infernale ha dato il nome al luogo.

Negli anni ’80, ex prigionieri australiani hanno contribuito a riscoprire e commemorare il sito. Oggi, l’Hellfire Pass Memorial Museum, aperto nel 1998 e ristrutturato nel 2018, offre un percorso pedonale e spazi di riflessione per onorare chi ha sofferto e perso la vita durante la costruzione della ferrovia.

Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte
Il Ponte sul Fiume Kwai e la Ferrovia della Morte

Come Visitare la Ferrovia della Morte

Se volete organizzare una visita a Kanchanaburi e alla Ferrovia della Morte, potete partire comodamente da Bangkok. Il treno parte dalla stazione di Bangkok Thonburi e offre un’esperienza autentica, con carrozze di terza classe semplici ma funzionali. Il viaggio dura circa due ore e mezza e i biglietti si acquistano direttamente in stazione.

Da Kanchanaburi, potrete salire sul treno che attraversa il ponte sul fiume Kwai e il viadotto Wang Po, fino a Nam Tok. Se scegliete il treno del mattino e scendete a Tham Krasae, avrete tutto il tempo per esplorare i dintorni, scattare foto e visitare la grotta prima di tornare in città. Questa esperienza vi permetterà di conoscere da vicino una delle pagine più intense della storia della Thailandia, tra memoria, paesaggi e cultura.

Scarica la Guida Gratuita di Bangkok in PDF

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scoprite cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste.

Scaricate la Guida Gratuita di Bangkok: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

Imparate le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
heymondo 10 lungo

Dirigetevi a Nord a scoprire la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico: solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se avete tempo procedete verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermatevi alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai vi aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati.

Oppure esplorate zone meno conosciute come Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure o Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

  • Wat Phra That Doi Suthep a Chiang Mai – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Wat Ban Den: Un Tesoro Nascosto della Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Visitare il Baan Dam Museum a Chiang Rai: Storia, Curiosità e Cosa Vedere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Viaggio nella cucina Thai: il Pad Krapao – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Una immagine del Buddha per ogni giorno della settimana – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Thao Wessuwan o Vaisravana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Songthaew in Thailandia: il cuore del trasporto locale – Ultima Modifica 15/01/2026
  • Si Satchanalai tra storia e misticismo in Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese – Ultima Modifica 13/01/2026
  • San Phra Phum – Guida completa agli altari thailandesi – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Ruesi, gli eremiti della foresta – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Re Mengrai: Fondatore del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Phra Sivali – il patrono dei viaggiatori – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nang Kwak: chiama la fortuna in Thailandia e Cambogia  – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Muoversi a Bangkok con barche e traghetti sul Fiume Chao Phraya – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Mercato galleggiante di Amphawa: luci e sapori da ricordare – Ultima Modifica 07/02/2026
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Lampang: cosa fare e vedere in uno o più giorni – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La posizione del Buddha che cammina o Walking Buddha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I Templi delle reliquie dei 12 Animali dello Zodiaco – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Ingresso in Thailandia: Thailand Digital Arrival Card – TDAC: cosa è e come si fa – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Imparare il thailandese per viaggiare: Consigli Pratici per Principianti – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Storico di Sukhothai e la Culla della Civiltà Thai – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Nazionale delle Isole Surin: paradiso di mare e natura – Ultima Modifica 24/02/2026
  • Il museo della casa di Jim Thompson, il re della seta di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Guida Gratuita di Bangkok per uno o più giorni con itinerario anche PDF – Ultima Modifica 13/05/2026
  • Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin) – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ferrovia della morte: tutto quello che dovete sapere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • eSIM per la Thailandia ed il Sud Est Asiatico: Guida non ufficiale 2026 con l’esperienza Holafly – Ultima Modifica 10/03/2026
  • Dolci Thailandesi: Viaggio tra Sapori e Cultura – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Diga Ratchaprapa e Cheow Lan Lake: Storia, natura e cambiamenti in Thailandia – Ultima Modifica 27/05/2026
  • Difficile Imparare il Thailandese: Sfide e Strategie Efficaci – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Da Bangkok a Chiang Mai: come trasformare un viaggio in Thailandia in un’avventura indimenticabile – Ultima Modifica 03/04/2026
  • Cosa Vedere Takua Pa, tracce di una Thailandia perduta – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Cosa fare a Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Chiang Rai in un giorno e oltre itinerario e PDF – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Come dire le ore in Thai: lo scorrere del tempo nel Paese del Sorriso – Ultima Modifica 09/01/2026
  • Chiang Mai in tre giorni: mappa e itinerario per scoprire la città – Ultima Modifica 03/08/2026
  • Bun Bang Fai: il Festival dei Razzi che fa tremare il cielo dell’Isan – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Buddha Sdraiato o Reclining Buddha: Significato e Iconografia Storica – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Bangkok in 5 giorni for dummies senza fretta: itinerari e consigli – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Ayutthaya: come arrivarci e cosa vedere – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano – Ultima Modifica 12/01/2026
  • Albero Genealogico del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
Pubblicato: 10/09/2025
Ganesha Chaturthi il compleanno di ganesha

Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante

di Max Pubblicato: 28/08/2025
India Scritto da Max

Se vi è capitato di vedere la figura di una divinità con il corpo umano e la testa di elefante, avete sicuramente incontrato Ganesha, una delle divinità più amate e riconoscibili dell’India e del sud est asiatico, nonché figlio di Shiva e Parvati, due fra le divinità più rappresentative dell’Induismo

Ecco: con Ganesha Chaturthi si festeggia il suo compleanno!

Ganesha è venerato come signore dei nuovi inizi, distruttore degli ostacoli e protettore della saggezza e delle arti. La sua immagine è onnipresente: la si trova nei templi, nelle case, nei negozi, e persino come piccolo amuleto nei veicoli. 

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Il fascino di Ganesha non è legato solo alla religione: la sua simbologia universale lo ha reso una figura che parla di buon auspicio, prosperità e protezione. È considerato un dio benevolo e accessibile, vicino alla vita quotidiana delle persone. 

Ganesha, la divinità con la testa di elefante
Questo sono io in Thailandi, in un tempio dedicato a Ganesha, la divinità con la testa di elefante

Come è venerato Ganesha

Ganesha appartiene al pantheon dell’induismo, ma la sua popolarità va oltre i confini di questa religione. È infatti venerato e rispettato anche nel giainismo e nel buddismo, specialmente in alcune correnti dell’Asia sud-orientale. In Thailandia, ad esempio, è conosciuto come Phra Phikanet e spesso associato non solo alla spiritualità ma anche al successo materiale e alla creatività. 

Questa diffusione testimonia come la figura di Ganesha sia stata capace di adattarsi a contesti culturali diversi, diventando un simbolo trasversale che unisce fede, arte e tradizione. 

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

La simbologia della figura di Ganesha

Ogni elemento della raffigurazione di Ganesha ha un significato preciso: 

  • La testa d’elefante rappresenta saggezza, intelligenza e memoria. 
  • Le grandi orecchie simboleggiano la capacità di ascoltare tutti, senza distinzione. 
  • Il piccolo occhio indica concentrazione e attenzione ai dettagli. 
  • Il ventre prominente è segno di generosità e capacità di accogliere. 
  • Il topo Mushika, suo veicolo, rappresenta l’umiltà e la capacità di superare anche gli ostacoli più piccoli e nascosti. 

Questa ricchezza simbolica contribuisce a rendere Ganesha una figura affascinante, che parla di equilibrio tra forza e dolcezza, tra spiritualità e vita quotidiana. 

Thailandia, in un tempio dedicato a Ganesha, la divinità con la testa di elefante
Thailandia, in un tempio dedicato a Ganesha, la divinità con la testa di elefante

Il culto di Ganesha

Il culto di Ganesha è diffuso in tutta l’India e si manifesta in molte forme: dalla semplice preghiera domestica alla costruzione di grandi statue nei templi. Tradizionalmente, prima di intraprendere un nuovo progetto, di iniziare un viaggio o di affrontare un esame, si invoca Ganesha per ricevere benedizione e successo. 

Le cerimonie dedicate a lui possono essere intime e familiari, ma anche spettacolari e collettive, come avviene durante la festa di Ganesha Chathurthi, che è la celebrazione più importante in suo onore. 

Thailandia, in un tempio dedicato a Ganesha, la divinità con la testa di elefante
Thailandia, in un tempio dedicato a Ganesha, la divinità con la testa di elefante

Ganesha Chaturthi: la festa della nascita della Divinità

Origini e significato

Ganesha Chaturthi celebra la nascita di Ganesha (o compleanno) ed è una delle feste più sentite in India. Secondo la tradizione, ricorre il quarto giorno della luna crescente del mese di Bhadrapada (che cade tra agosto e settembre nel calendario gregoriano). 

Ecco le date di Ganesha Chaturthi dal 2025 al 2029 (secondo il calendario indù, la data può variare leggermente in base alla posizione geografica e all’osservanza locale):

AnnoData Ganesha Chaturthi
202527 agosto
202616 settembre
20275 settembre
202824 agosto
202912 settembre

La festa ha radici antiche, ma ha assunto particolare importanza nel XIX secolo grazie al leader indiano Bal Gangadhar Tilak, che la trasformò in un evento pubblico e comunitario. In un periodo di dominazione coloniale britannica, la celebrazione di Ganesha divenne occasione di unità culturale e identitaria per il popolo indiano. 

Ganesha Chaturthi, il compleanno dellla divinità con la testa di elefante
Ganesha Chaturthi, il compleanno dellla divinità con la testa di elefante

Dove si celebra in India

Ganesha, la divinità con la testa di elefante
Ganesha, la divinità con la testa di elefante, in un tempio in Thailandia

Oggi Ganesha Chaturthi è celebrata in tutta l’India, ma le regioni più famose per la sua intensità e spettacolarità sono: 

  • Maharashtra: in città come Mumbai e Pune la festa raggiunge il suo apice, con enormi statue di Ganesha portate in processione e immerse nel mare. 
  • Goa: qui la celebrazione ha un carattere più tradizionale e familiare, con rituali che si svolgono nelle case. 
  • Tamil Nadu e Karnataka: la festa è molto sentita, con eventi comunitari e culturali. 
  • Andhra Pradesh e Telangana: anche qui le processioni con statue gigantesche sono momenti di grande partecipazione popolare. 

In ogni regione, la festa assume sfumature diverse, ma il filo conduttore resta lo stesso: celebrare la presenza benevola di Ganesha nella vita quotidiana. 

banner discovercars 728x90 ITA
banner Holafly NEW lungo

Come si celebra in India

Le celebrazioni possono durare da uno a undici giorni, a seconda delle tradizioni locali e familiari. Gli elementi principali sono: 

  • Installazione delle statue: le famiglie acquistano piccole statue di Ganesha in argilla, mentre nei quartieri vengono erette statue enormi, alte anche diversi metri. 
  • Puja (riti di preghiera): ogni giorno si offrono fiori, incensi e dolci, in particolare i modak, dolci ripieni di cocco e zucchero di palma, considerati i preferiti di Ganesha. 
  • Eventi culturali: durante la festa si organizzano spettacoli teatrali, danze, canti e attività comunitarie. 
  • Immersione delle statue (Visarjan): al termine della celebrazione, le statue vengono portate in processione e immerse in fiumi, laghi o nel mare, simboleggiando il ritorno di Ganesha alla sua dimora divina. 
  • le statue di Ganesha vengono adornate con dothi rossi, ghirlande di fiori, stoffe e vengono coperte di unguenti rossi e pasta di sandalo, si cantano inoltre gli inni vedici dei Rig Veda, Upanishad e Purana.

L’atmosfera è festosa, vibrante, unisce spiritualità, arte e senso di comunità. 

Leggi anche Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento
Ganesha, la divinità con la testa di elefante
Ganesha, la divinità con la testa di elefante

Ganesha Chaturthi fuori dall’India

La diaspora indiana e la diffusione della festa

Con la migrazione delle comunità indiane in tutto il mondo, Ganesha Chaturthi ha varcato i confini nazionali, diventando una festa globale. Oggi viene celebrata in paesi come Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Sudafrica, Mauritius e Australia, oltre a tutto il sud-est Asiatico.

Ganesha Chaturthi in Thailandia

Un caso particolarmente interessante, per me, è quello della Thailandia, dove Ganesha è conosciuto con il nome di Phra Phikanet. Qui non è soltanto una divinità venerata dai fedeli induisti, ma ha assunto un ruolo importante anche nella cultura buddista e nella società civile.

A Bangkok, ad esempio, si trova il famoso Ganesha Shrine vicino al CentralWorld, uno dei centri commerciali più grandi della città. In occasione di Ganesha Chaturthi, questo luogo si riempie di fedeli e curiosi che offrono fiori, incensi e piccoli doni.

In Thailandia, Ganesha è spesso associato al mondo delle arti, dello spettacolo e della creatività. Molti artisti, musicisti e attori lo venerano come protettore delle loro carriere. Durante Ganesha Chaturthi, oltre ai rituali tradizionali, non è raro assistere a eventi culturali che uniscono musica, danza e performance contemporanee, creando un ponte tra tradizione e modernità.

Thailandia, in un tempio dedicato a Ganesha, la divinità con la testa di elefante
Thailandia, in un tempio dedicato a Ganesha, la divinità con la testa di elefante

Perché Ganesha Chaturthi affascina anche chi non è indiano

Forse vi chiederete: perché una festa come questa suscita interesse anche tra chi non appartiene alla cultura indiana? La risposta sta nella sua universalità.

Ganesha, con la sua immagine sorridente e rassicurante, incarna valori che vanno oltre la religione: il desiderio di superare gli ostacoli, di iniziare nuovi percorsi con fiducia, di celebrare la vita in tutte le sue sfumature.

Partecipare a Ganesha Chaturthi, anche come osservatori, significa immergersi in un universo di colori, suoni e sapori. È un’esperienza sensoriale e culturale che arricchisce, perché ci mette in contatto con una delle civiltà più antiche e creative del mondo.

heymondo 10 lungo

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 11/08/2026
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
  • I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva – Ultima Modifica 21/08/2023
  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
  • Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Junagadh, il Principato del Kathiawar – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 09/08/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 13/08/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/08/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 28/08/2025
Stampa su tessuto di Thao Wessuwan - Vaisravana - collezione personale

Thao Wessuwan o Vaisravana

di Max Pubblicato: 25/08/2025
Thailandia Scritto da Max

Vaisravana o Thao Wessuwan in Thailandia è una divinità protettrice venerata soprattutto per la sua capacità di respingere il male e portare fortuna. Il suo culto, molto vivo, si esprime con statue, amuleti, tatuaggi e rituali, ed è profondamente radicato nella vita quotidiana e spirituale del popolo thailandese.

Thao Wessuwan è tipicamente rappresentato come una figura imponente, spesso con la pelle gialla, che impugna un ombrello o parasole, in altri casi anche una mazza (simbolo di potere e protezione), con ornamenti regali e una corona. 

Spesso lo si vede all’ingresso dei templi buddisti, dove è posto a protezione del luogo sacro.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Thao Wassuwan - Vaisravana
Thao Wassuwan – Vaisravana

Non bisogna confondere la figura di Thao Wessuwan con quella degli Yaksha, come quelli visibili al palazzo Reale di Bangkok, che sonosimili nell’aspetto, ma che sono suoi i subordinati

Thao Wessuwan viene venerato come il Grande Dio del Tesoro, della Ricchezza, della Protezione contro i Demoni e aiuta a combattere le avversità. Si ritiene che possa sconfiggere la sfortuna, che liberi dagli incantesimi e dalla magia nera, dalle maledizioni e ogni sofferenza, contribuendo a migliorare la prosperità dei devoti attirando la fortuna. 

Si ritiene che una sua rappresentazione sotto forma di statua, immagine o amuleto appeso alla porta d’ingresso, migliori il feng shui in casa.

banner discovercars 728x90 ITA

Origini storiche e mitologiche di Thao Wessuwan

Thao Wessuwan è la rappresentazione thailandese della figura di Vaisravana, che trova origine nella divinità induista Kubera. Tuttavia, sebbene la divinità buddista e quella induista presentino alcune caratteristiche in comune, ciascuna di esse ha caratteristiche distinte. 

Lo stesso Vaisravana, nonostante sia stato introdotto nell’Asia orientale come divinità buddista, è divenuto una figura della religione popolare, acquisendo un’identità parzialmente indipendente (analogamente a quanto è successo a Guanyin in Cina).

Thao Wessuwan/Vaisravana è il capo di tutti gli Yaksha, divinità protettrici di foreste e villaggi, poi considerate protettrici della terra e dei tesori sepolti. 

Nel Canone Pali del Buddhismo Theravada, è uno dei Quattro Grandi Re Celesti, ognuno dei quali governa una direzione specifica. Il regno di Thao Wessuwan è il quadrante settentrionale del mondo e si ritiene che la sua dimora si trovi nel livello più alto della metà inferiore del Monte Meru – noto anche come Sumeru, la montagna sacra delle cosmologie induista, giainista e buddista, venerata come il centro di tutti gli universi fisici, metafisici e spirituali

I Quattro Re Celesti corrispondono ai Guardiani dei Punti Cardinali o Lokapāla dell’Induismo e sono:

Nome InduistaNome BuddistaDirezioneMantraArmaPianeta
KuberaVaiśravaṇaNordOṃ Shaṃ Kuberāya NamaḥGadāLuna
YamaVirūḍhakaSudOṃ Maṃ Yamāya NamaḥDaṇḍaGiove
IndraDhṛtarāṣṭraEstOṃ Laṃ Indrāya Namaḥ VajraSole
VaruṇaVirūpākṣaOvestOṃ Vaṃ Varuṇāya NamaḥPāśaVenere

Thao Wessuwan e il Mahasutra

La tradizione narra che, quando Vaisravana divenne discepolo del Buddha Primordiale, gli fu affidato il compito di proteggere gli dèi e gli uomini dalle insidie degli Yaksha, le divinità malvagie. In segno di gratitudine, egli offrì al Buddha i versi dell’Atanatiya Sutta (Discorso sulla Città Celeste di Atanata), il 32° Sutta dei Lunghi Discorsi del Buddha del Canone Pali, un poema di protezione spirituale contro gli spiriti maligni. Questa scrittura, intitolata Il Mahasutra, il Sutra di Atanatiya, si trova anche del canone buddista cinese e nel canone buddista tibetano.

Nei primi tempi del buddismo, Vaisravana / Thao Wessuwan era venerato presso alberi a lui dedicati come santuari, e alcuni si rivolgevano a lui per avere figli.

banner Holafly NEW lungo

Iconografia di Thao Wessuwan

Nel Buddismo Theravada: Thao Wessuwan / Vaisravana, è spesso rappresentato con il volto di colore giallo e generalmente tiene in mano un ombrello o un parasole (chatra), simbolo della sua sovranità. Talvolta è ritratto anche con una mangusta, che espelle gioielli dalla bocca. La mangusta, nemica del serpente simbolo di avidità o odio, rappresenta la generosità attraverso l’atto di donare gioielli.

Al tempio di Wat Chulamanee, nella provincia di Samut Songkhram, c’è un’enorme statua che è molto popolare nel culto di Thao Wassuwan, molti thailandesi si recano in questo tempio per ricevere amuleti fatti in loco da un famoso monaco (vedi qui)

Al tempio di Wat Amalakaram a Sakon Nakhon c’è la più grande statua di Thao Wessuwan in Thailandia, inaugurata di recente e che si ritiene sia miracolosa. La statua viene chiamata Thao Wessuwan Thanjai, che ha il significato di istantaneo in thailandese. Il nome riflette la miracolosa fortuna che ha accompagnato la statua sin dall’inizio della costruzione.

Inoltre, Vaiśravaṇa appare anche come il sigillo della provincia di Udon Thani. Secondo il mito, Udon Thani si trova in direzione nord, dove risiede il guardiano del nord o Vaiśravaṇa.

banner 12go.asia
Compra il tuo biglietto qui

Origini religiose e mitologia locale

La figura di Thao Wessuwan ha radici antiche, che affondano negli antichi testi induisti e buddisti. 

Le principali fonti storiche vanno ricercate nei libri sacri e nei canoni, fra i quali:

  • Testi buddhisti: Nei testi del canone pāli (come il Dīgha Nikāya e l’Anguttara Nikāya), Vaiśravaṇa è il re dei yakṣa (spiriti protettori, ma anche talvolta spiriti pericolosi) e signore del Nord.
  • Testi induisti: Vaiśravaṇa è spesso identificato con Kubera, il dio della ricchezza, signore dei tesori e dei demoni benevoli.
  • Mitologia locale: In Thailandia e nel sud-est asiatico, la figura si è sincretizzata con credenze animiste e culti degli spiriti locali, diventando protettore contro i demoni e le energie negative.
Thao Wessuwan o Vaisravana » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/

Amuleti e rappresentazioni

  • Amuleti (Phra Thao Wessuwan): Sono molto popolari in Thailandia, spesso realizzati in metallo o legno, con l’effigie del dio in posizione eretta con la mazza.
  • Maschere e statuette: Usate sia come oggetti rituali che decorativi, soprattutto in casa o nei negozi.
  • Tatuaggi: Alcuni si fanno tatuare la sua immagine come protezione permanente.
amuleto di Thao Wessuwan - collezione personale
amuleto di Thao Wessuwan – Vaisravana (nord della Thailandia) – collezione personale

Poteri attribuiti agli Amuleti di Thao Wessuwan 

si ritiene che gli amuleti e le raffigurazioni di Thao Wessuwan abbiano poteri in diversi aspetti della vita quotidiana, fra i quali:

  • fornire potere e autorità.
  • aiuto nel superare avversità e ostacoli.
  • donare forza d’animo e coraggio.
  • offrire benedizione e sostegno divino.
  • provvedere protezione dalle energie e dalle entità negative.
  • portare successo e realizzazione personale.
  • aiutare ad ottenere crescita spirituale ed illuminazione.
heymondo 10 lungo

Vaisravana in Cina

In Cina viene anche chiamato Pishamentian ed è uno dei Quattro Re Celesti.

Viene considerato un Dio guerriero e protettore del nord. È inoltre considerato uno dei Venti o Ventiquattro Deva, una sorta di divinità buddiste chiamate anche Protettori del Dharma o Difensori della Giustizia o Guardiani della Legge. 

Nell’iconografia buddista cinese, Pishamentian tiene una pagoda nella mano destra e un tridente nella mano sinistra. Nei templi cinesi, è spesso custodito all’interno della Sala dei Re Celesti con gli altri tre Re Celesti. 

Il suo nome Duōwén Tiānwáng (letteralmente colui che ascolta molti insegnamenti) fa riferimento alla credenza che egli custodisca il luogo in cui il Buddha insegna. Nella credenza taoista, è spesso confuso con il dio Li Jing, la cui iconografia incorpora molte delle caratteristiche, come il portare una pagoda.

Vaisravana in Giappone

In Giappone Vaisravana è Bishamonten, o semplicemente Bishamon ed è considerato un Dio della guerra e dei guerrieri, nonché un giustiziere dei malfattori. Bishamon è raffigurato con una lancia in una mano e una piccola pagoda nell’altra, la quale simboleggia la casa del tesoro divino, del cui contenuto è custode e dispensatore. Nel folklore giapponese, è una delle sette divinità delle fortuna, un gruppo di divinità venerate per ricevere aiuto nella vita quotidiana.

Bishamon, anche chiamato Tamonten (colui che ascolta molti insegnamenti), è il guardiano dei luoghi in cui il Buddha predica, ma è anche associato ad Hachiman, il Kami della guerra, simile al Marte romano. 

sette divinita della fortuna in Giappone fra le quali Bishamonten Vaisravana-2
sette divinita della fortuna in Giappone fra le quali Bishamonten Vaisravana

Vaisravana in Tibet

In Tibet, Vaisravana è un Lokapala noto anche come il Re del Nord e raffigurato all’ingresso dei templi, fuori dalle porte principali. È anche considerato un dio della ricchezza e in questa raffigurazione è spesso ritratto con un cedro, simbolo dell’altro suo nome Jambhala (il frutto del cedro è jambhara, in lingua locale, e viene associato alla figura per assonanza, anche per distinguerlo dalle raffigurazioni di Kuvera).

A volte corpulento e ingioiellato, quando è seduto ha il piede destro pendente su un fiore di loto con una conchiglia. La sua cavalcatura è un leone delle nevi. 

I buddisti tibetani non ritengono in contrasto il fatto che Jambhala simboleggia la ricchezza, al contrario ritengono che Jambhala offra libertà, permettendo di concentrarsi sulla spiritualità piuttosto che sulla materialità.

Vaisravana nella rappresentazione popolare

  • Nel manga Noragami Bishamon è rappresentato con l’aspetto di un’avvenente giovane donna. Nell’opera sono presenti anche gli altri sei dei della fortuna.
  • Nel gioco per PlayStation 2 Samurai Warriors, Uesugi Kenshin prega spesso Bishamon per ottenere forza e ottiene anche il titolo di Avatar di Bishamonten.
  • Nel videogioco Onimusha: Warlords si può riconoscere una statua di Bishamon, mentre la Spada di Bishamon è l’arma più potente del gioco.
  • Nel videogioco Shin Megami Tensei: Nocturne, un boss di nome Kishin Bishamon protegge il Tempio del Nord, a cui si può accedere solo dopo essersi impossessati di una pietra speciale.
  • Nei videogiochi della serie Darkstalkers c’è un personaggio chiamato Oboro Bishamon, un guerriero samurai fantasma.
  • Nel fumetto RG Veda del gruppo CLAMP, Bishamonten è uno dei generali celesti.
  • Nel manga Record of Ragnarok, Bishamonten è uno degli dei che combatte al torneo del Ragnarok.
  • Nel Il bambino e il cane di Hase Seishu, Tamon (Tamonten è un altro nome di Bishamonten) è il nome del cane protagonista.

Fonte: Wikipedia (solo per questa sezione Vaisravana nella rappresentazione popolare il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo)

Tempio Bishamonten Zenkoku-ji - Tokyo
Tempio Bishamonten Zenkoku-ji – Tokyo

Bibliografia e fonti

  • Canone Pāli, Dīgha Nikāya, Anguttara Nikāya
  • “Mythology and the Religious Traditions of Southeast Asia” di Joseph Kitagawa
  • “Thai Buddhist Amulets: Protecting the Wearer” di Peter A. Jackson
  • Uncle Chow Amulet
  • Wikipedia in italiano ed in inglese

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scoprite cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste.

Scaricate la Guida Gratuita di Bangkok: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

Imparate le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
heymondo 10 lungo

Dirigetevi a Nord a scoprire la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico: solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se avete tempo procedete verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermatevi alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai vi aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati.

Oppure esplorate zone meno conosciute come Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure o Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

  • Wat Phra That Doi Suthep a Chiang Mai – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Wat Ban Den: Un Tesoro Nascosto della Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Visitare il Baan Dam Museum a Chiang Rai: Storia, Curiosità e Cosa Vedere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Viaggio nella cucina Thai: il Pad Krapao – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Una immagine del Buddha per ogni giorno della settimana – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Thao Wessuwan o Vaisravana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Songthaew in Thailandia: il cuore del trasporto locale – Ultima Modifica 15/01/2026
  • Si Satchanalai tra storia e misticismo in Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese – Ultima Modifica 13/01/2026
  • San Phra Phum – Guida completa agli altari thailandesi – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Ruesi, gli eremiti della foresta – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Re Mengrai: Fondatore del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Phra Sivali – il patrono dei viaggiatori – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nang Kwak: chiama la fortuna in Thailandia e Cambogia  – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Muoversi a Bangkok con barche e traghetti sul Fiume Chao Phraya – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Mercato galleggiante di Amphawa: luci e sapori da ricordare – Ultima Modifica 07/02/2026
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Lampang: cosa fare e vedere in uno o più giorni – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La posizione del Buddha che cammina o Walking Buddha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I Templi delle reliquie dei 12 Animali dello Zodiaco – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Ingresso in Thailandia: Thailand Digital Arrival Card – TDAC: cosa è e come si fa – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Imparare il thailandese per viaggiare: Consigli Pratici per Principianti – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Storico di Sukhothai e la Culla della Civiltà Thai – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Nazionale delle Isole Surin: paradiso di mare e natura – Ultima Modifica 24/02/2026
  • Il museo della casa di Jim Thompson, il re della seta di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Guida Gratuita di Bangkok per uno o più giorni con itinerario anche PDF – Ultima Modifica 13/05/2026
  • Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin) – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ferrovia della morte: tutto quello che dovete sapere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • eSIM per la Thailandia ed il Sud Est Asiatico: Guida non ufficiale 2026 con l’esperienza Holafly – Ultima Modifica 10/03/2026
  • Dolci Thailandesi: Viaggio tra Sapori e Cultura – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Diga Ratchaprapa e Cheow Lan Lake: Storia, natura e cambiamenti in Thailandia – Ultima Modifica 27/05/2026
  • Difficile Imparare il Thailandese: Sfide e Strategie Efficaci – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Da Bangkok a Chiang Mai: come trasformare un viaggio in Thailandia in un’avventura indimenticabile – Ultima Modifica 03/04/2026
  • Cosa Vedere Takua Pa, tracce di una Thailandia perduta – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Cosa fare a Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Chiang Rai in un giorno e oltre itinerario e PDF – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Come dire le ore in Thai: lo scorrere del tempo nel Paese del Sorriso – Ultima Modifica 09/01/2026
  • Chiang Mai in tre giorni: mappa e itinerario per scoprire la città – Ultima Modifica 03/08/2026
  • Bun Bang Fai: il Festival dei Razzi che fa tremare il cielo dell’Isan – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Buddha Sdraiato o Reclining Buddha: Significato e Iconografia Storica – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Bangkok in 5 giorni for dummies senza fretta: itinerari e consigli – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Ayutthaya: come arrivarci e cosa vedere – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano – Ultima Modifica 12/01/2026
  • Albero Genealogico del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
Pubblicato: 25/08/2025
Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi - Thailandia

Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese

di Max Pubblicato: 25/07/2025
Thailandia Scritto da Max

Guida di Viaggio a Sangkhlaburi

Situata vicino al confine con la Birmania, Sangkhlaburi è una piccola città thailandese immersa tra montagne verdeggianti e paesaggi naturali mozzafiato.

La popolazione locale è prevalentemente di etnia Mon, riconoscibile per tradizioni, lingua e cultura, ma nella cittadina convivono serenamente anche comunità Thai e birmane, creando un ambiente multiculturale raro.

Il ponte di legno di Sangkhlaburi, noto come Saphan Mon, è uno dei simboli architettonici più famosi della città. Tuttavia, il vero fascino si scopre passeggiando per le strade, osservando le persone e lasciandosi coinvolgere dalla loro quotidianità. Una peculiarità interessante riguarda il lago Khao Laem: le sue acque salgono e scendono durante l’anno, svelando oppure sommergendo le costruzioni preesistenti alla costruzione della diga e cambiando così il panorama e le possibilità di esplorazione.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Wat Wang Wiwekaram
Wat Wang Wiwekaram

Chi desidera arrivare a Sangkhlaburi deve mettere in conto un percorso che è già di per sé un’esperienza suggestiva. Da Kanchanaburi si attraversano territori ricchi di foreste, fiumi e laghi, spesso con strade strette e curve che attraversano il Parco Nazionale Khao Laem. Se vi piacciono i paesaggi troverete alcuni punti panoramici veramente suggestivi nei quali fare una sosta.

Cosa non perdere a Sangkhlaburi:

  • Passeggiata sul famoso ponte di legno
  • Esplorazione dei villaggi Mon
  • Scoperta delle costruzioni sommerse del lago
  • Trekking tra le foreste circostanti

Chi visita Sangkhlaburi può vivere un’esperienza diversa rispetto alle mete più note della Thailandia. È ideale per chi cerca autenticità, tranquillità e un contatto diretto con la natura e le tradizioni locali.

banner discovercars 728x90 ITA

Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi

Il ponte di legno di Sangkhlaburi, conosciuto localmente come Saphan Mon, è lungo ben 450 metri ed è il ponte di legno più lungo della Thailandia (o almeno così mi hanno detto).

Questo ponte attraversa il fossato della città vecchia e collega la cittadina al villaggio Mon e al Wat Wang Wiwekaram, un importante tempio molto significativo per tutta la comunità. Durante la stagione secca, la struttura intricata del ponte si mostra quasi per intero, mentre quando le piogge sono più intense dicono che l’acqua arrivi quasi al livello del camminamento.

In realtà se guardate la foto e dove sono posizionate le case, ho dei seri dubbi, ma io con le piogge intense non ci sono stato…

Il ponte fu originariamente costruito durante il regno di Re Rama III (1824–1851), ma in tempi più recenti è stato sostituito da un ponte in cemento armato costruito in una zona adiacente, più adatto al passaggio di auto e camion

L’ingresso al ponte, diventato così esclusivamente pedonale, non costa nulla, ma entrando dalla parte del villaggio c’è un box per le donazioni, che vengono utilizzate per la manutenzione: alcuni baht che possono essere ben spesi.

Il ponte di legno di Sangkhlaburi - Saphan Mon
Il ponte di legno di Sangkhlaburi – Saphan Mon

Subito dopo ci sono un paio di bancarelle dove è possibile scambiare quattro chiacchiere, specialmente se arrivate, come me, in un pomeriggio piovoso quando tutti i locali sono ormai chiusi e la struttura del ponte diventa un punto di sosta quasi obbligato.

Sempre dalla parte del villaggio nelle stradine ci sono bancarelle che vendono souvenir ai pochi, pochissimi turisti della stagione delle piogge, soprattutto pietre provenienti dalla vicina Birmania.

Se vi fermate a dormire qui, alla mattina è possibile vedere il passaggio dei monaci che partono per la raccolta delle elemosine, un’esperienza unica, ma che per una serie di motivi mi sono perso.

heymondo 10 lungo

Ecco cosa si può fare nei dintorni del ponte:

  • Osservare il passaggio dei monaci all’alba
  • Fotografare i paesaggi e la struttura unica
  • Comprare un braccialetto di pietre provenienti dalla Birmania
  • Imbarcarsi per una gita con la barca
Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi - Accesso al ponte dal villaggio Mon
Il Ponte di Legno di Sangkhlaburi – Accesso al ponte dal villaggio Mon

Lago e Diga di Khao Laem

Esplorare il lago formato dalla diga di Khao Laem è una delle esperienze più popolari nella zona. L’invaso ospita i resti sommersi di un antico villaggio e di tre templi che emergono solo nei mesi più secchi, offrendo scenari suggestivi.

Tra questi, spicca il Wat Saam Prasob, spesso visitato con una delle gite in barca che vi verranno proposte al piccolo molo del villaggio

Il giro in barca ha un costo variabile in funzione del numero di templi visitati e quindi delle ore passate a bordo, in genere tra i 300 ed i 500 baht.

Durante la stagione delle piogge si vedono solo le cime dei templi, mentre in quella secca è spesso possibile raggiungerne la base. Lungo il lago si possono osservare case galleggianti, bambini trasportati a scuola in barca e uccelli in cerca di cibo.

Ecco cosa si può fare sul lago:

  • Escursione in barca tra i templi sommersi
  • Visita alle case galleggianti e ai mercati locali
  • Osservazione della vita quotidiana sul lago
Vista sul lago Khao Laem e sui villaggi galleggianti
Vista sul lago Khao Laem e sui villaggi galleggianti

Passo delle Tre Pagode – Chedi Sam Ong

Il passo delle Tre Pagode, Chedi Sam Ong situato 22 km a nord di Sangkhlaburi, rappresenta uno dei più noti punti di confine con il Myanmar o Birmania che dir si voglia (a me Myanmar non viene proprio). Storicamente, è stato un collegamento importante tra l’India ed il Sud-Est asiatico, e nonostante i pessimi rapporti tra la Thailandia e lo stato confinante, molte merci passano ancora per questo punto di confine. In realtà il luogo è diventato noto più che altro per il suo ruolo nella costruzione della Ferrovia della Morte, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le tre pagode che danno il nome al passo sono piccole strutture simboliche, non le originali storiche. Nella zona si trova anche un mercato con prodotti artigianali birmani e diversi ristoranti locali. Nonostante le dimensioni ridotte delle pagode, la facilità con cui si raggiunge il passo lo rende una meta frequente per brevi escursioni oltre il confine thailandese.

La Ferrovia della Morte

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’esercito giapponese occupò un vasto territorio dal sud-est asiatico fino alla Birmania. Per sostenere le proprie truppe in Birmania e preparare un eventuale attacco verso l’India britannica, i giapponesi decisero di costruire una ferrovia che collegasse la Thailandia alla Birmania, evitando le rotte marittime pattugliate dagli Alleati. Tra il 1942 e il 1943, partendo dalla linea già esistente tra Singapore e Bangkok, fu costruita una nuova tratta che da Bangkok si dirigeva verso nord ovest, fino a Thanbuyazat in Birmania, coprendo circa 420 km .

Circa 240.000 persone furono costrette a lavorare su questa ferrovia, tra cui oltre 60.000 prigionieri di guerra alleati e circa 180.000 lavoratori reclutati con la forza. Se siete curiosi una famosa pellicola: Il Ponte sul fiume Kwai narra delle sofferenze patite da questi uomini costretti a lavorare in condizioni proibitive. Il poco cibo, le cure mediche insufficienti ed i turni massacranti in un ambiente ostile portarono alla morte di migliaia di persone per malattie, fame ed esaurimento. Le stime parlano di almeno 90.000 lavoratori e oltre 12.000 prigionieri di guerra deceduti. Proprio per queste tragedie, la linea è tristemente nota come la Ferrovia della morte.

Motivi per visitare il Passo delle Tre Pagode:

  • Possibilità di dare uno sguardo al confine con il Myanmar
  • Mercatini e oggetti artigianali tipici
Passo delle tre pagode - Chedi Sam Ong
Passo delle tre pagode – Chedi Sam Ong

Templi e Stupa sulle Colline

Oltre ai templi sommersi, Sangkhlaburi offre luoghi di culto situati sulla collina vicina, raggiungibili sia a piedi dal ponte che in barca. Il grande stupa dorato, chiamato Buddha Khaya Chedi, è una replica della famosa costruzione di Bodhgaya in India, luogo in cui secondo la tradizione Buddha raggiunse l’illuminazione. Dalla torre bianca di fronte si gode di una vista panoramica sulla zona e sul lago sottostante.

Wat Wang Wiwekaram - Statua del Buddha che predica
Wat Wang Wiwekaram – Statua del Buddha che predica

Il Wat Wang Wiwekaram, chiamato anche Wat Luang Pho Uttama di stile tailandese, ospita numerosi monaci, soprattutto della minoranza Mon.

Questo luogo sacro rappresenta il cuore spirituale della comunità Mon e testimonia la convivenza armoniosa tra culture e religioni diverse. Fondato da Luang Por Uttama, un venerato monaco birmano, il tempio fu ricostruito su una collina dopo che il sito originale venne sommerso dalla costruzione della diga Vajiralongkorn nel 1984. Oggi il complesso si distingue per la fusione di elementi architettonici tailandesi, Mon e birmani, visibili nella sala delle ordinazioni, nelle chedi decorate e nelle numerose statue di Buddha.

Phra Puttha Rup Ong Yai - Statua del Grande Buddha Sangkhlaburi Thailandia
Phra Puttha Rup Ong Yai – Statua del Grande Buddha Sangkhlaburi Thailandia

Passeggiando nel tempio si percepisce un’atmosfera di raccoglimento e rispetto, soprattutto durante le cerimonie religiose che coinvolgono tutta la comunità locale. Una delle attrazioni più caratteristiche è la grande statua del Buddha situata sulla collina Phra Puttha Rup Ong Yai, visibile da lontano e simbolo di protezione per l’intera area. Questa statua, oltre ad essere un punto di riferimento spirituale, offre anche una vista panoramica sul lago e sui villaggi circostanti. Wat Wang Wiwekaram è dunque non solo un luogo di culto, ma anche un simbolo di speranza e coesione per tutti gli abitanti di Sangkhlaburi.

banner Holafly NEW lungo

Punti di interesse:

  • Visita al Buddha Khaya Chedi (Chedi Phutta Khaya)
  • Scoperta del Wat Wang Wiwekaram e della sua storia
  • Esperienza della spiritualità locale
Wat Wang Wiwekaram - Chedi Phutta Khaya
Wat Wang Wiwekaram – Chedi Phutta Khaya

Parco Nazionale di Khao Laem

Il parco nazionale di Khao Laem copre 1.500 km² intorno alla Diga di Vajiralongkorn, caratterizzato da foreste, montagne calcaree e numerose cascate. Vi abitano oltre 260 specie animali tra cui gibboni, cervi e una ricca avifauna, specialmente nella zona della palude di Kroeng Kravia.

Il centro visitatori si trova a circa 30 km a sud-est di Sangkhlaburi, e poco distante si possono noleggiare barche per attraversare il lago o tornare verso Ban Wang Ka. All’interno del parco sono disponibili campeggi e bungalow. Per chi dispone di poco tempo, la cascata di Kroeng Kravia, facilmente accessibile dalla strada 323, la Route 66 della provincia di Kanchanaburi, è una delle tappe più raccomandate per chi vuole rinfrescarsi in un ambiente naturale.

Servizi e attività disponibili nel parco:

  • Sentieri escursionistici nella natura
  • Osservazione di fauna selvatica e birdwatching
  • Bagni nelle cascate e rilassamento in aree dedicate al picnic
Sangkhlaburi - altri incontri sulle strade
Sangkhlaburi – altri incontri sulle strade

Come arrivare a Sangkhlaburi da Bangkok

Arrivare a Sangkhlaburi in aereo non è possibile, non rimangono che l’auto o i mezzi pubblici. Io ho noleggiato un’auto con Discovercars e, nonostante il traffico di Bangkok e la guida all’inglese dalla parte opposta della carreggiata rispetto all’Italia, sono contento di aver fatto questa scelta. Infatti avere un’auto a mia disposizione mi ha permesso una maggiore flessibilità e l’opportunità di fare delle soste nei luoghi che mi interessavano, senza cruccio per il tempo a disposizione (a parte la preoccupazione per il buio e la guida notturna)

Ricordatevi che per guidare in Thailandia ci vuole la Patente Internazionale!

banner 12go.asia
Compra il tuo biglietto qui

In auto

Per arrivare a Sangkhlaburi da Bangkok in auto, si percorrono circa 350 km, e ci vogliono, nella migliore delle ipotesi, 6-7 ore. Consiglio una sosta a Kanchanaburi, dove è possibile fare base anche per altre escursioni. Il percorso più comune raggiunge Kanchanaburi per poi si proseguire sulla Highway 323 (che io ho rinominato Route 66 della Thailandia Occidentale) fino a Sangkhlaburi.

I vantaggi, come già detto, sono la flessibilità negli orari, la possibilità di fermarsi lungo il percorso per visitare attrazioni come il Ponte sul Fiume Kwai o le cascate di Erawan, e la comodità, soprattutto se si viaggia in gruppo o con bagagli ingombranti. Gli svantaggi sono sicuramente la fatica della guida su strade molto trafficate, soprattutto nei weekend e la necessità di avere la patente internazionale, oltre alla difficoltà della guida a sinistra, ma per me la libertà a volte è impagabile.

Io di ho noleggiato l’auto con Discovercars e mi sono trovato molto bene, soprattutto grazie alla protezione completa, che mi ha permesso di viaggiare rilassato, senza preoccupazioni per eventuali inconvenienti, che in viaggio possono capitare.

Con i mezzi pubblici

Per chi preferisce i mezzi pubblici, la soluzione più semplice è prendere un autobus diretto da Bangkok a Sangkhlaburi. Gli autobus partono più volte al giorno, il viaggio dura circa 6-7 ore e il costo del biglietto è di circa 500-600 baht (15-20 euro) a tratta. Controllate dal box qui sotto di 12Go.asia.

I vantaggi sono i costi contenuti e la possibilità di rilassarsi durante il viaggio senza preoccuparsi della guida. Gli svantaggi includono orari di viaggio meno flessibili, possibili ritardi e la necessità di prenotare in anticipo, almeno nei periodi di alta stagione.

Inoltre, i mezzi pubblici possono essere affollati e meno comodi, soprattutto per chi trasporta molti bagagli.

Powered by 12Go system

Le comunità locali

Uno degli aspetti che vado cercando nei miei viaggi è sicuramente l’interazione con le persone. Purtroppo quando il tempo è limitato, anche l’interazione diventa difficile e, durante questa visita, per una serie di motivi ai quali ho già accennato, legati ad un problema con una prenotazione, ho avuto poco tempo per visitare, ma mi sono ripromesso di ritornarci con un po’ più di tempo.

Questo non mi ha impedito di trovarmi in un ottimo momento della giornata per scattare delle splendide foto dei mezzi che portano a casa gli studenti da scuola e le persone dal lavoro.

Vi lascio qualche foto.

Fotografie

Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade
Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade
Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade
Sangkhlaburi - Incontri sulle strade
Sangkhlaburi – Incontri sulle strade

Thailandia

Paesaggi, mare, città, montagne, persone, storia, tradizioni e spiritualità: la Thailandia offre tutto questo e molto di più. Il Paese del Sorriso accoglie i visitatori con un calore ed una gentilezza unica che vi conquisterà fin dal primo giorno.

Immergetevi nelle ricche culture di questo incredibile paese mentre scoprite le sue storie affascinanti, le città vibranti, i paesaggi mozzafiato e il cibo delizioso.

Dal 1 maggio 2025 la Thailandia adotta il sistema digitale di registrazione prima dell’arrivo nel paese: il TDAC – Thailand Digital Arrival Card, obbligatorio per tutti i viaggiatori. Scoprite cos’è e come compilarlo.

Partiamo dalla capitale: Bangkok è una città che da sola potrebbe valere il viaggio. Scopritene le meraviglie e le gemme nascoste.

Scaricate la Guida Gratuita di Bangkok: cosa fare in uno, due o più giorni con itinerario.

Imparate le frasi essenziali in Thailandese per ordinare al ristorante e contrattare come un local nei mercatini con questo Frasario della Lonely Planet*, semplice ed efficace
heymondo 10 lungo

Dirigetevi a Nord a scoprire la magnifica Ayutthaya ed il suo parco storico: solo un’ora di viaggio da Bangkok. Se avete tempo procedete verso Sukhothai, la culla della civiltà Thai e la sua gemella Si Satchanalai. Fermatevi alla tranquilla Lampang prima di proseguire verso lo storico Regno di Lanna: Chiang Mai e Chiang Rai vi aspettano con la loro cultura vibrante ed i movimentati mercati.

Oppure esplorate zone meno conosciute come Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure o Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Prima di partire controllate il bagaglio: date un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Potete anche stamparla e compilarla offline! E non dimenticate un buon libro, scegliendo fra quelli consigliati nel mio articolo 10 libri per un viaggio in Vietnam, Laos e Cambogia.

  • Wat Phra That Doi Suthep a Chiang Mai – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Wat Ban Den: Un Tesoro Nascosto della Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Visitare un Tempio Buddista nel sud-est asiatico: 7 regole e consigli – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Visitare il Baan Dam Museum a Chiang Rai: Storia, Curiosità e Cosa Vedere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Viaggio nella cucina Thai: il Pad Krapao – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Vesak: Compleanno del Buddha in Thailandia e nel Sud Est Asiatico – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Una immagine del Buddha per ogni giorno della settimana – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Thao Wessuwan o Vaisravana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Talat Noi: un labirinto di vicoli nel cuore di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Songthaew in Thailandia: il cuore del trasporto locale – Ultima Modifica 15/01/2026
  • Si Satchanalai tra storia e misticismo in Thailandia – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Sangkhlaburi: cosa vedere e fare nella città sul confine thailandese – Ultima Modifica 13/01/2026
  • San Phra Phum – Guida completa agli altari thailandesi – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Ruesi, gli eremiti della foresta – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Re Mengrai: Fondatore del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Phra Sivali – il patrono dei viaggiatori – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nang Kwak: chiama la fortuna in Thailandia e Cambogia  – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Muoversi a Bangkok con barche e traghetti sul Fiume Chao Phraya – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Mercato galleggiante di Amphawa: luci e sapori da ricordare – Ultima Modifica 07/02/2026
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Lampang: cosa fare e vedere in uno o più giorni – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La posizione del Buddha che cammina o Walking Buddha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I Templi delle reliquie dei 12 Animali dello Zodiaco – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Ingresso in Thailandia: Thailand Digital Arrival Card – TDAC: cosa è e come si fa – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Imparare il thailandese per viaggiare: Consigli Pratici per Principianti – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Storico di Sukhothai e la Culla della Civiltà Thai – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il Parco Nazionale delle Isole Surin: paradiso di mare e natura – Ultima Modifica 24/02/2026
  • Il museo della casa di Jim Thompson, il re della seta di Bangkok – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Guida Gratuita di Bangkok per uno o più giorni con itinerario anche PDF – Ultima Modifica 13/05/2026
  • Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin) – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ferrovia della morte: tutto quello che dovete sapere – Ultima Modifica 13/01/2026
  • eSIM per la Thailandia ed il Sud Est Asiatico: Guida non ufficiale 2026 con l’esperienza Holafly – Ultima Modifica 10/03/2026
  • Dolci Thailandesi: Viaggio tra Sapori e Cultura – Ultima Modifica 26/02/2026
  • Diga Ratchaprapa e Cheow Lan Lake: Storia, natura e cambiamenti in Thailandia – Ultima Modifica 27/05/2026
  • Difficile Imparare il Thailandese: Sfide e Strategie Efficaci – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Da Bangkok a Chiang Mai: come trasformare un viaggio in Thailandia in un’avventura indimenticabile – Ultima Modifica 03/04/2026
  • Cosa Vedere Takua Pa, tracce di una Thailandia perduta – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Khao Sok National Park: tra giungla, laghi e autentiche avventure – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Cosa fare a Kanchanaburi: itinerario tra Natura, Storia e Avventura – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a Chiang Rai in un giorno e oltre itinerario e PDF – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Come dire le ore in Thai: lo scorrere del tempo nel Paese del Sorriso – Ultima Modifica 09/01/2026
  • Chiang Mai in tre giorni: mappa e itinerario per scoprire la città – Ultima Modifica 03/08/2026
  • Bun Bang Fai: il Festival dei Razzi che fa tremare il cielo dell’Isan – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Buddha Sdraiato o Reclining Buddha: Significato e Iconografia Storica – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Bangkok in 5 giorni for dummies senza fretta: itinerari e consigli – Ultima Modifica 04/08/2026
  • Ayutthaya: come arrivarci e cosa vedere – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Asana e Mudra, le posizioni del Buddha e cosa significano – Ultima Modifica 12/01/2026
  • Albero Genealogico del Regno di Lanna – Ultima Modifica 24/01/2026
Pubblicato: 25/07/2025
Arcos de la Frontera

Andalusia insolita: i Pueblos Blancos

di Sergio Pubblicato: 12/07/2025
Europa Scritto da Sergio

Come ho scoperto i Pueblos Blancos?

Avevo programmato un viaggio in Andalusia per l’inizio dello scorso aprile, con scrupolo sabaudo: volo Torino – Malaga con atterraggio alle 17,40, ritiro della Yaris a nolo in tempo per fare il viaggio in auto fino alla prima tappa (della durata di 1 ora e mezza) con la luce del giorno, il villaggio di Setenil de Las Bodegas, sistemazione in albergo e cena… tutto perfetto.

Senonché il volo Ryanair ha subito ritardo e la prospettiva di dover guidare su strade sconosciute, con la notte alle porte, non mi lasciava del tutto tranquillo, anzi mi preoccupava….

Andalusia insolita: i Pueblos Blancos » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/

Mai ritardo aereo è stato invece così provvidenziale!  l’Andalusia al tramonto è qualcosa di magico, una luce incredibile, un paesaggio collinare dolce e verdissimo, in cima ai colli villaggi bianchissimi rischiarati dall’ultimo sole, nessun cartellone pubblicitario, nessun mostro edilizio a deturpare l’orizzonte e una temperatura molto gradevole.

A volte i viaggi prendono una piega positiva sin dall’inizio e proseguono su questo filone. L’Andalusia è stata così: cibo buono, prezzi accettabili, popolazione accogliente e disponibile ad aiutare, centri urbani dalla pulizia svizzera, paesaggi incantevoli.

banner Holafly NEW lungo

Dicendo Andalusia… si pensa subito a Granada, Siviglia, Cordoba e ai loro incredibili monumenti:  avrei potuto descrivere questi tre gioielli, che ho visitato e che a tutti sono noti…

Ma non lo farò, perché mi hanno colpito, e voglio documentarvelo con queste immagini,  i meno conosciuti Pueblos Blancos, antichi paesini tutti bianchi, arroccati su colli, spettacolari.  Nelle foto un paese (Setenil de las Bodegas) praticamente costruito sotto una roccia, un altro,Grazalema, dalle stradine strette e arabeggianti. E poi Zahara de la Sierra, Arcos de la Frontera, Olvera,ecc…

heymondo 10 lungo

Fanno parte di questi paesaggi ii tori neri “miura” e i cavalli andalusi allevati allo stato brado.

Appuntatevelo, se vi va:  inizio aprile, viaggio in Andalusia, senza l’arsura e il caldo estivi, tappe indispensabili 5 o 6 pueblos blancos… mi ringrazierete! Buon viaggio 

Viaggia in Europa

Di questi luoghi racconto le mie impressioni: emozioni, sorprese e delusioni. Viaggio per fare fotografie e fotografo per avere una scusa per viaggiare.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

Scopri le meraviglie della natura in Europa leggendo gli articoli sul Delta del Danubio, con i suoi animali ed i suoi panorami, naviga verso le Isole Shetland oppure lasciati affascinare dalla Finlandia e dai suoi orsi bruni (che abbiamo visto anche con gli orsacchiotti in Romania)

Esplora la Francia viaggia dalla profumata Provenza con i suoi girasoli e la sua lavanda, alla Camargue, con le sue tradizioni e la Course Camarguaise, la corrida incruenta o attraversa le fredde acque della baia di Mont Saint Michel.

A presto!

Pubblicato: 12/07/2025
Illustrazione - Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo - Bacchette Cinesi per mangiare

Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili

di Max Pubblicato: 10/07/2025
Cina Scritto da Max

Le bacchette cinesi per mangiare sono uno strumento tradizionale molto usato in Cina, Giappone, Corea e altri paesi asiatici, oltre che, ovviamente, nei ristoranti orientali. Permettono di prendere il cibo in modo preciso e pulito, senza usare le mani.

Anche se sembrano difficili da usare all’inizio, con un po’ di pratica il gesto diventa naturale.

Capire la tecnica corretta aiuta a mangiare in modo più autentico, sia a casa che al ristorante, ma approfondire la loro storia e il loro utilizzo può anche aiutarci a rispettare le tradizioni culturali quando si visitano i paesi asiatici dove queste bacchette sono più usate (non in tutti si usano le bacchette).

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

La leggenda della nascita delle bacchette cinesi (o bastoncini cinesi per il cibo)

L’ origine delle bacchette cinesi si perde nella notte dei tempi, ma in Cina ci sono molte leggende che ne raccontano la storia. Una di queste narra che le prime bacchette (o bastoncini cinesi) siano state inventate durante la dinastia Shang, da re Zhou, che per risparmiare tempo durante i pasti, aveva iniziato ad usare rametti sottili per prendere il cibo bollente direttamente dalla pentola, altre parlano, invece, di un attendente del Re, ma adesso vi racconto quelle di cui ho letto.

ADS Banner Preply 728x90

La leggenda di Jiang Ziya

Una delle interessanti leggende sull’invenzione delle bacchette narra che ad inventarle fu un famoso saggio militare di nome Jiang Ziya (1128–1015 a.C.), che si trovava al servizio degli imperatori cinesi della dinastia Zhou (1046–221 a.C.) all’epoca degli scontri con la dinastia Shang.

Si dice che Jiang Ziya, anche se considerato dal Re un grande stratega, fosse un uomo strano e sempre al verde, che non era neppure in grado di procurarsi il cibo pescando nel fiume.

Immagine da pagina 336 di Storia illustrata della Cina e dell India comprendente una descrizione di quei paesi e dei loro abitanti - 1851
Immagine da pagina 336 di Storia illustrata della Cina e dell India comprendente una descrizione di quei paesi e dei loro abitanti – 1851

Proprio per questi motivi sua moglie, un bel giorno, presa dallo sconforto perché il marito era tornato a casa per l’ennesima volta con le tasche e la bisaccia vuota, pensò bene di ucciderlo per poter sposare un altro uomo più ricco e intelligente

Così, senza arrabbiarsi come faceva di solito, la donna decise di preparargli un piatto di carne avvelenata.

Ma mentre il povero Jiang Ziya stava per apprestarsi a mangiare ciò che la moglie gli aveva cucinato, un uccello entrò dalla finestra, lo beccò e fuggì.

L’uomo capì all’istante che si trattava di un uccello divino, perciò lasciò perdere il pranzo e si mise a seguirlo fino ad arrivare ad una collina deserta. A quel punto l’uccello si posò su di un ramoscello di bambù e disse all’uomo:

Jiang Ziya, non puoi mangiare la carne con le mani. Se vuoi mangiare la carne, devi farlo con gli attrezzi che sono sotto le mie zampe"

Jiang Ziya ascoltò i consigli dell’uccello, raccolse i due rametti di bambù su cui si era posato e tornò a casa. Quando sua moglie lo esortò a mangiare di nuovo la carne, l’uomo appoggiò i due bastoncini di bambù alla ciotola e questi, improvvisamente, produssero una nuvoletta di fumo verde.

Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/

Jiang Ziya ebbe così il sospetto che il cibo potesse essere avvelenato e con un fare ingenuo chiese alla moglie da dove provenisse quel fumo, chiedendole anche di assaggiare la carne per capire se fosse buona. A quella richiesta la moglie impallidì e scappò fuori di casa.

Jiang Ziya, grato all’uccello divino per la rivelazione, da allora in poi, usò due bastoncini di bambù per ogni pasto.

In seguito la moglie gli chiese perdono per il gesto, dettato da un momento di rabbia e lui la riaccolse in casa. Non solo, dopo aver saputo la storia, anche i vicini impararono a mangiare con i bastoncini di bambù. Col tempo l’usanza si diffuse fra tutta la popolazione e viene ancora oggi tramandata di generazione in generazione.

Illustrazione - Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo - Bacchette Cinesi per mangiare
Illustrazione – Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo – Bacchette Cinesi per mangiare

La leggenda di Yu il Grande

Un altro racconto popolare parla di Yu il Grande, un antico eroe.

Nei tempi antichi, ai tempi di re Shun, un’alluvione sommerse la città provocando gravi danni e disagi alla popolazione. Fu allora che il Re ordinò a Yu di affrontare il problema e di aiutare i suoi sudditi. Era ora di pranzo, ma Yu, nonostante fosse passato tre volte davanti a casa, non era ancora riuscito a mangiare, a causa delle urgenza dell’alluvione.

Arrivato su un isoletta risparmiata dall’inondazione si mise allora a cucinare un po’ di carne, ma questa, una volta cotta, era troppo calda per essere mangiata subito e Yu avrebbe dovuto aspettare un bel po’ di tempo perché si raffreddasse abbastanza da poter essere maneggiata. Fu così che preso dalle urgenze avrebbe dovuto abbandonare ancora una volta il cibo e ritornare al lavoro con lo stomaco vuoto.

Improvvisamente, però, gli venne un’idea eccellente: tagliò due rami da un albero di bambù e li utilizzò per estrarre la carne dalla pentola. Dopo aver soffiato diverse volte sul cibo, la temperatura si abbassò rapidamente e così il povero Yu riuscì a placare la sua fame.

Questa misura si rivelò geniale per l’epoca, in cui tutti mangiavano con le mani, così gli abitanti del villaggio gradualmente lo imitarono e l’usanza si diffuse tra tutta la popolazione.

heymondo 10 lungo

La leggende del Re Zhou

Un’ultima leggenda riguarda Re Zhou.

L’impero della dinastia Shang era governato da Re Zhou, un regnante severo e violento che invece di governare si dedicava al gioco ed al cibo. Soprattutto nel cibo era molto esigente: si lamentava del gusto, della cottura, ma soprattutto si lamentava spesso di come i piatti fossero troppo freddi o troppo caldi.

Proprio per quest’ultimo motivo molti cuochi furono puniti o, in alcuni casi, giustiziati. Un giorno Daji, una delle sue concubine, mentre stava servendo un piatto al Re, si accorse che il piatto era troppo caldo, ma siccome era l’ora esatta a cui il pasto andava servito, non c’era modo di aspettare che il cibo si raffreddasse ad una temperatura accettabile.

Mentre pensava a come evitare le punizioni del Re, improvvisamente Daji ebbe un’illuminazione: si tolse il fermaglio che usava per raccogliere i capelli e lo usò per prendere il cibo ed offrirlo al Monarca. Fortunatamente, Re Zhou, stupito e incuriosito dalla novità, la prese bene e pensò che fosse un piacere mangiare in quel modo.

Fu così che il Re ordinò allora ad alcuni artigiani di realizzare due lunghe forcine di giada per Daji, in modo che lei potesse usarle per porgergli il cibo durante i pasti. Da allora il metodo si diffuse prima fra i nobili e poi, in seguito, fra la popolazione.

Le bacchette nel tempo sono diventate un simbolo della cultura cinese, legandosi a storie che spiegano sia la loro utilità che il loro significato nel tempo.

banner discovercars 728x90 ITA

Dalla leggenda alla storia, l’evoluzione delle bacchette cinesi

Tralasciando le curiose leggende, è interessante saper quando le bacchette siano state utilizzate per la prima volta. I reperti archeologici e le immagini pervenute a noi attraverso i secoli ci fanno pensare che probabilmente le bacchette erano in uso durante la dinastia Xia, tra il XXI e il XVI secolo a.C. circa, e sicuramente lo furono durante la dinastia Shang (1766-1122 a.C.).

I primissimi bastoncini potrebbero essere stati rametti usati per recuperare cibi cotti in liquidi caldi, ma un aneddoto storico racconta che il re Zhou ne volle un paio fatte di avorio per il suo uso personale.

Una maggiore diffusione delle bacchette fra la popolazione ebbe luogo nel periodo tra il 1122 e il 770 a.C. circa, quando si diffusero in Cina dei tipi di bacchette fatte di bambù.

Intorno al 500 a.C., la loro popolarità era diffusa anche in Giappone, Vietnam e Corea.

Primi dipinti con bacchette cinesi

Le prime immagini storiche delle bacchette appaiono in antichi dipinti cinesi. Nei dipinti della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), si possono vedere persone che mangiano con le bacchette durante i banchetti. Queste raffigurazioni mostrano come erano già diffuse a quel tempo.

Analizzando i dipinti, si nota che sia i nobili che la gente comune usavano bacchette. Esistono anche raffigurazioni in ceramiche e rilievi che confermano l’uso delle bacchette già in tempi molto antichi.

Antico dipinto
Un banchetto elegante nel quale si nota l’uso delle bacchette. Il particolare del dipinto all’aperto raffigura un piccolo banchetto cinese offerto dall’imperatore per funzionari-eruditi della dinastia Song (960-1279). Sebbene dipinto nel periodo Song, è molto probabilmente una riproduzione di un’opera d’arte precedente della dinastia Tang (618-907). Il dipinto è attribuito all’imperatore Huizong della dinastia Song (r. 1100-1125 d.C.) – immagine di pubblico dominio da Wikimedia Commons

Il nome cinese delle bacchette

Le bacchette per mangiare diffuse nei paesi asiatici, in Cina sono chiamate kuàizi.

Durante il periodo precedente alla dinastia Qin (221-206 a.C.) le bacchette erano chiamate Jia, mente durante le dinastie Qin e Han (206 a.C – 220 d.C.) presero il nome di Zhu.

Dato che Zhu, in cinese, ha un suono simile a stop che è considerata una parola sfortunata, la gente cominciò a chiamarle Kuai, che in cinese significa veloce e questo è il nome odierno della bacchette cinesi.

Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili » https://www.massimobasso.com/articoli/page/8/

Tipologie di bacchette cinesi e materiali utilizzati

Oggi esistono diversi tipi di bacchette, che si distinguono per forma, lunghezza e materiale. Le bacchette cinesi tradizionali sono lunghe circa 25 cm, con una punta arrotondata o leggermente appuntita. Quelle per bambini sono più corte, mentre quelle da cucina sono spesso più lunghe.

Le bacchette possono essere realizzate con diversi materiali, ciascuno scelto per motivi specifici legati sia alla praticità, sia alla tradizione.

Il materiale più comune è il legno, che viene preferito perché è leggero, facile da lavorare e offre una presa naturale sugli alimenti, grazie alla sua superficie leggermente ruvida. Il legno non trasmette calore rapidamente, quindi le bacchette rimangono confortevoli da impugnare anche durante i pasti caldi. Spesso si usano legni come il bambù, che è economico, sostenibile e molto resistente, oppure legni più pregiati, scelti per bacchette più raffinate e decorative.

Oltre al legno, un altro materiale largamente utilizzato è la plastica, che ha il vantaggio di essere economica, facile da pulire e disponibile in una vasta gamma di colori e decorazioni. Tuttavia, la plastica tende a essere più scivolosa rispetto al legno e può deformarsi se esposta a temperature molto elevate. Per questo motivo, le bacchette in plastica vengono spesso usate per pasti informali o come oggetti usa e getta.

Illustrazione - Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo - Bacchette Cinesi per mangiare
Illustrazione – Fotografia di un Piatto con Bacchette Cinesi per il Cibo – Bacchette Cinesi per mangiare

In contesti più formali o per occasioni speciali, si possono trovare bacchette realizzate in metallo, come l’acciaio inossidabile o l’argento. Questi materiali sono apprezzati per la loro durata e per la facilità di pulizia, ma sono anche più pesanti e possono risultare meno comodi da usare per chi non è abituato. Inoltre, il metallo tende a essere più liscio, il che può rendere difficile afferrare alcuni cibi, per i meno esperti. In Cina, le bacchette di metallo sono meno comuni rispetto ad altri paesi asiatici, come la Corea.

Ci sono poi bacchette in materiali più preziosi, come la porcellana o l’avorio, che vengono considerate oggetti di lusso o da collezione. La porcellana viene scelta per la sua bellezza e per il valore artistico, anche se è fragile e poco pratica per l’uso quotidiano. L’avorio, oggi vietato per motivi di tutela degli animali, era in passato simbolo di ricchezza e status sociale.

banner Holafly NEW lungo

Come si usano le bacchette cinesi

Usare le bacchette cinesi richiede un po’ di pratica, ma il principio è semplice: una bacchetta resta ferma, mentre l’altra si muove per afferrare il cibo.

Si inizia tenendo la prima bacchetta tra il pollice e la base dell’indice, lasciandola appoggiata sull’anulare; questa rimane stabile durante l’uso.

La seconda bacchetta si tiene come una penna, tra pollice, indice e medio, ed è quella che si muove per stringere e sollevare il cibo.

Per prendere un boccone, si avvicinano le punte delle due bacchette intorno al pezzo desiderato, esercitando una leggera pressione per afferrarlo senza schiacciarlo. All’inizio può sembrare difficile, ma con un po’ di esercizio si acquisisce precisione e rapidità.

Come usare le bacchette cinesi per mangiare - illustrazione del metodo
Come usare le bacchette cinesi per mangiare

Potete vedere un video sull’uso delle bacchette cinesi da qui https://www.youtube.com/watch?v=xFRzzSF_6gk

Regole di galateo con le bacchette cinesi

Usare le bacchette cinesi richiede alcune attenzioni per evitare errori a tavola. Il rispetto delle regole aiuta a non offendere chi segue queste tradizioni da generazioni.

Cosa non fare a tavola

Pur essendo oggetti molto semplici, le bacchette seguono regole precise legate alle buone tradizioni di quello che possiamo definire una sorta di galateo in versione cinese/orientale.

Ragazza che mangia con i bastoncini cinesi per il cibo
Ragazza che mangia con i bastoncini cinesi per il cibo
  1. Mai infilzare il cibo con le bacchette: un escamotage proprio da evitare anche per chi cerca di barcamenarsi fra la tradizione e la propria esperienza. Per un cinese è meglio prendere il cibo con le mani, piuttosto che infilzarlo con le bacchette. Questo perché si crede che il cibo abbia una propria vita, e che infilzarlo sia un gesto violento ed irrispettoso nei confronti di ciò che si sta mangiando.
  2. Mai piantare le bacchette nella ciotola del riso: Se avete la ciotola di riso e dovete prendere un altro piatto, appoggiate le bacchette sulla tovaglietta o sul porta bacchette. Le bacchette inserite al centro del piatto richiamano una cerimonia funebre e si considera che portino sfortuna, in quanto associate alla morte.
  3. Mai mordere o leccare le bacchette: sebbene le bacchette di legno possano invogliare a mordicchiarle o a leccarle, anche solo per pulirle come si farebbe con una forchetta, il galateo cinese è chiaro: le bacchette non si mordono né si leccano, è segno di cattiva educazione. Per la verità leccare le posate non è educato neanche in occidente, ma magari metterle in bocca per pulirle sì.
  4. Mai indicare qualcuno con le bacchette: nella cultura orientale (sia cinese che giapponese) è come puntare il dito nella cultura occidentale, diciamo non proprio da signori.
  5. Mai tamburellare sul piatto o sul tavolo con le bacchette: non che sia un’abitudine ricorrente, ma val la pena di citarlo come notizia. Il galateo cinese considera questo gesto un po’ scortese, perché riporta l’idea di un mendicante che batte i legnetti sulla ciotola per chiedere l’elemosina, un comportamento poco gradito a tavola, che potrebbe offendere il vostro ospite.
  6. Mai lasciare le bacchette sul piatto a fine pasto: come nel galateo occidentale c’è una convenzione per la posizione delle posate durante il pasto. Lasciare le bacchette nel piatto a fine pasto è scortese nei confronti di chi vi ospita, meglio appoggiarle al bordo del tavolo o sugli appositi porta bacchette.
  7. Mai rubare il cibo ad un commensale: evitate di contendervi il cibo con altri. Se ad esempio volete prendere un cibo da una ciotola, accertatevi che nessuno lo stia già prendendo e, nel caso, attendete il vostro turno, per evitare di mancare di rispetto agli altri commensali.
  8. Mai passarsi il cibo da bacchetta a bacchetta: anche qui la scaramanzia cinese la fa da padrona. Questo gesto è associato ad un rito funebre e pertanto assolutamente da evitare a tavola, un po’ come passarsi il sale di mano in mano in Italia (per chi ci crede).
banner 12go.asia
Compra il tuo biglietto qui

Differenze tra bacchette cinesi, giapponesi e coreane

Le bacchette sono utilizzate in molti paesi asiatici ma differiscono tra Cina, Giappone e Corea. Differenze di forma, materiali e utilizzo riflettono tradizioni culinarie uniche.

Bacchette cinesi per il cibo con pietanze cinesi
Bacchette cinesi per il cibo con ciotole che contengono pietanze

Confronto tra forme e materiali

Le bacchette cinesi sono generalmente lunghe e con le estremità piatte o leggermente arrotondate.

Le bacchette giapponesi sono più corte rispetto a quelle cinesi. Hanno una punta molto sottile e affusolata, ideale per la presa di piccoli cibi come il sushi. Si usano spesso materiali come legno laccato, bambù o plastica.

Le bacchette coreane si distinguono per essere solitamente di metallo, specialmente acciaio inox. Hanno una forma piatta o rettangolare e sono meno lunghe di quelle cinesi, ma un po’ più delle giapponesi.

 

Cina

La Cina, a dispetto dell’immagine che ci siamo fatti nei tempi moderni, è un paese pieno di fascino e di storia. Un paese che è stato teatro di importanti scoperte che hanno cambiato il corso della storia, come la carta, la stampa, la bussola e, tristemente, la polvere da sparo.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

heymondo 10 lungo

Per immergerti nell’atmosfera, prima, durante o dopo leggi un libro, magari scelto fra quelli che consiglio nell’articolo otto libri per un viaggio in Cina oppure trai ispirazione da 6 itinerari in Cina che non ho ancora percorso!

Scopri le destinazioni più interessanti come Hong Kong, il porto profumato o la riserva di Chengdu con i suoi Panda Giganti.

Il Tibet è parte della Cina: scopri Lhasa e l’itinerario in Tibet.

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Altri articoli interessanti sulla cultura della Cina sono quelli su Guan Yin, la Signora della Compassione, sul calendario tradizionale cinese, sul Capodanno Cinese e sulla leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese.

Se volete farvi un’idea della Cina moderna andando oltre gli stereotipi leggete almeno uno dei libri di Giada Messetti*: La Cina è un Aragosta (2025)*, La Cina è già qui (2023)* o Nella Testa del Dragone (2023)*, disponibili anche come audiolibri si Audible (potete sfruttare la prova gratuita di 30 giorni*), ve li consiglio vivamente.

Ciao, a Presto!

Max
  • 8 libri per un viaggio in Cina – Ultima Modifica 28/03/2026
  • Bacchette cinesi per mangiare storia, guida pratica e consigli utili – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Bazi: gli otto caratteri del Destino e la Metafisica Cinese – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ben Ming Nian: combatti la sfortuna e onora il Tai Sui – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa vedere a Chengdu: riserva dei panda giganti e meraviglie del Sichuan – Ultima Modifica 26/04/2026
  • Cosa vedere a Lhasa: la capitale spirituale del Tibet – Ultima Modifica 09/05/2026
  • Dhyani Buddha – Cinque Buddha della Saggezza: una mappa della mente illuminata – Ultima Modifica 14/06/2026
  • eSIM per la Cina: usare Holafly senza problemi con il Great Firewall (e l’inconveniente al confine nepalese) – Ultima Modifica 11/08/2026
  • Fatti e Stranezze della Festa di Primavera o Capodanno Cinese – Ultima Modifica 26/12/2023
  • Guan Yin la signora della Compassione (Quan Am, Kwan Yin) – Ultima Modifica 13/01/2026
  • I 24 Periodi Solari o Microstagioni dell’anno Cinese – Ultima Modifica 11/02/2023
  • I Ching: il Libro dei Mutamenti tra filosofia, simboli e una discreta dose di mistero – Ultima Modifica 08/03/2026
  • Il Calendario Cinese Tradizionale origini e funzionamento – Ultima Modifica 22/12/2023
  • Il Capodanno cinese 2026: benvenuti nell’anno del Cavallo di Fuoco Yang – Ultima Modifica 24/02/2026
  • Il mantra Om Mani Padme Hum – Ultima Modifica 02/05/2026
  • La Festa Laba in Cina    – Ultima Modifica 18/12/2023
  • La G 318 in Cina: da Shanghai al Tetto del Mondo, passando per la strada più bella del pianeta – Ultima Modifica 15/05/2026
  • La Kora: camminare come forma di preghiera nel Buddismo tibetano – Ultima Modifica 02/05/2026
  • La leggenda di Nian Shou il mostro del Capodanno cinese – Ultima Modifica 27/04/2024
  • La storia delle origini dello Zodiaco Cinese – Ultima Modifica 13/05/2024
  • La straordinaria leggenda della Principessa Miao Shan – Ultima Modifica 25/11/2024
  • La Teoria dei Cinque Elementi e lo Zodiaco Cinese – Ultima Modifica 06/09/2025
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • L’antico cipresso di Wengji: il Drago che ascolta i Sutra – Ultima Modifica 31/07/2026
  • San Valentino Cinese: Qixi e la congiunzione di Altair e Vega – Ultima Modifica 31/03/2026
  • Scegliere il periodo migliore per andare a Hong Kong – Ultima Modifica 15/06/2022
  • Sei itinerari in Cina in 15 giorni: un viaggio lento con i mezzi pubblici – Ultima Modifica 06/05/2026
  • Sette libri sul Tibet e oltre (per sette anni in Tibet?) – Ultima Modifica 02/05/2026
  • SIM locale o eSIM Holafly per la Cina? Un confronto vero, fatto in Yunnan – Ultima Modifica 11/08/2026
  • Viaggio in Tibet: dai monasteri al campo base dell’Everest – Ultima Modifica 06/06/2026
  • Visitare Hong Kong, dove andare e cosa fare – Ultima Modifica 11/02/2023
  • Wa Mao, il gatto guardiano dei tetti dello Yunnan che tiene lontani i fantasmi – Ultima Modifica 06/08/2026
Pubblicato: 10/07/2025
Articoli più recenti
Articoli precedenti
banner holafly NEW quadrato
Banner Rett. Heymondo_ViaggioControMano_1500x892
  • Mappa del sito

Bangkok Biella Botswana Buddismo Calendario Viaggio ControMano Cambogia Costa Rica Cultura e Spiritualità Dolomiti Fotografia Francia Gujarat Induismo I Racconti del Prof. Libri per viaggiare Livigno New York NYC Orissa Repubblica Centrafricana Romania Seattle Tibet Torino Uccelli Viaggio in Thailandia Vietnam Yellowstone

banner holafly NEW quadrato
Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →
  • Facebook
  • Instagram
  • Whatsapp
  • Threads

@2026 - Tutti i diritti sono riservati. Disegnato e sviluppato da Macs

Viaggio ControMano
  • Africa
  • America
    • Alaska
    • Canada
    • Centro e Sudamerica
    • Stati Uniti
  • Asia
    • Cina
    • Giappone
    • India
    • Indocina
    • Indonesia
    • Thailandia
  • Europa
    • Italia
  • Video
  • Divagazioni
  • Apri un blog
  • Un po’ di me
  • Facciamo la differenza
  • Copyright
  • Mappa del sito
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Cookie Policy (UE)
  • Menzione d’onore per una mia foto all’Oasis Photo Contest 2013
  • Medaglia al concorso Life in Colour Hipa.ae
  • Mostra aniMALi d’AFRICA
  • Eventi dal 2014 al 2019
  • Eventi dal 2011 al 2013
  • Eventi fino al 2011