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I Passi Fedaia e Pordoi in bicicletta da Alleghe

Passo Fedaia e Passo Pordoi in bicicletta da Alleghe

di Max Pubblicato: 02/05/2021
Italia Scritto da Max

Il passo Fedaia ed il passo Pordoi in bicicletta da Alleghe

Il passo Fedaia ed il passo Pordoi evocano le epiche imprese ciclistiche del Giro d’Italia. Dalla fuga del Pirata durante la salita al passo Fedaia ai molteplici passaggi vittoriosi di Fausto Coppi su quella cima che è stata soprannominata col suo nome: la Cima Coppi.

Per passare una bella giornata estiva cosa c’è di meglio che immergersi nella natura e nella storia e tentare di immaginarsi per una volta campioni?

Partiamo!

Leggi anche quando andare e cosa fare in Agordino oppure Escursioni nelle Dolomiti Agordine per i più avventurosi

Salire da Alleghe al Passo Fedaia

Da Alleghe si parte lungo la ciclabile che parte appena fuori dal paese, si sorpassa Caprile, dove si può cogliere l’occasione per fare una bella colazione nella piazzetta del paese allo storico Hotel Alla Posta, dotato di un’ottima pasticceria. Si lascia il paese e si sale con pendenze moderate verso il passo Fedaia raggiungendo la frazione si raggiunge Sottoguda. Qui potete dare un’occhiata al paesino e programmare di ritornare per una gita ai Famosi Serrai, una gola che penetra nell’anima della montagna in un panorama inusuale e fiabesco.

Si raggiunge quindi la frazione di Malga Ciapela, punto di partenza della funivia della Marmolada, da questo punto parte la salita vera a propria che con pendenze importanti ed ampi tornanti porta al passo.

Nel 1998 proprio su questa salita il “pirata” Pantani andò in fuga conquistando la maglia rosa in una delle sue epiche imprese che io personalmente rimpiango come ricordi di un’era di sport ancora vero e duro.

Informazioni tecniche sull’itinerario

Si parte da Alleghe a quota circa 1000 metri e si percorrono 12,65 chilometri con circa 1.050 metri di dislivello positivo e pressoché zero dislivello negativo. Si arriva al Passo Fedaia a quota 2055 metri, con una pendenza media di circa l’8% ed una pendenza massima del 18%.

Il lago e passo Fedaia
Lago e Passo Fedaia (visto dalla riva opposta alla strada)

Dal Passo Fedaia a Canazei

Lasciato il passo Fedaia comincia una discesa con ampi tornanti perfetta per gli amanti delle discese veloci, anche se occorre prestare attenzione alle auto in transito, specialmente in Agosto. Si passano alcuni paravalanghe con pendenze elevate, fino all’8% ed ampi tornanti, poi la valle si apre e sulla sinistra si possono ammirare le vette minori del gruppo della Marmolada.

Si sorpassano diversi paesini, le frazioni di Penia e di Alba di Canazei e finalmente si arriva a Canazei. E’ possible andare in paese o procedere direttamente seguendo le indicazioni per passo Sella / passo Pordoi.

Per chi ha una bicicletta a pedalata assistita è possibile fare una sosta “tecnica” a Canazei per ricaricare almeno parzialmente la batteria prima della nuova salita. Molti hotel e ristoranti sono disponibili e vi metteranno a disposizione una presa alla quale collegarvi, anche lungo il percorso ci sono alcune strutture.

Io non l’ho fatto ed a circa tre chilometri dal passo sono rimasto a secco. Era la mia prima volta con una bici a pedalata assistita e non avevo esperienza.

Vi posso assicurare che con bici di quel genere gli ultimi tre chilometri del passo sono una pedalata impegnativa.. ma col senno di poi fattibile!

Informazioni tecniche sull’itinerario

Dal Passo Fedaia a quota 2055 si scende verso Canazei a quota 1448 per 14 km perdendo circa 600 metri di quota con una pendenza media del 4,4% circa e punte del 7-8%.

Salita al Passo Pordoi da Canazei

Uscendo dal paese si seguono le indicazioni per Passo Sella e Passo Pordoi, che prevedono un pezzo di strada in comune. La salita si snoda fra ampi tornanti in mezzo al bosco e con pendenza abbastanza regolare per tutto il percorso. Dopo circa cinque chilometri e mezzo si giunge al bivio per passo Sella. Qui occorre tenere la destra e continuare la salita.

Il percorso ora è in comune con il Sellaronda, il giro dei quattro passi intorno al gruppo del Sella, fattibile anche con gli sci.

Si prosegue sempre per tornanti, ne dovrete contare ben 27 prima di arrivare alla tanto agognata fine della salita. Ogni tanto si incontra una sopraelevata che in inverno funge da ponte per le piste da sci, occasionalmente qualche scoiattolo fa capolino dalla foresta.

Nell’ultimo tratto si esce dal bosco e si intravede la cima, si può ammirare il Sass Pordoi e sembra che il passo sia lì, ma non arriva mai. Abbassate la testa e pedalate!

Al passo si trova il monumento a Fausto Coppi, proprio accanto alla funivia Sass Pordoi, sulla sinistra arrivando da Canazei. Cercatelo, perché non è così appariscente.

Fausto Coppi durante il giro d’Italia transitò su questa cima per primo ben cinque volte tra il 1947 ed il 1954.

Informazioni tecniche sull’itinerario

Si percorrono 13 chilometri con partenza da Canazei a quota 1.448 metri e arrivo a Passo Pordoi a quota 2.239 metri, 789 metri di dislivello ed una pendenza media del 6% circa con punte fino al 9%.

I Passi Fedaia e Pordoi in bicicletta da Alleghe
In discesa dal passo Pordoi verso Alleghe

Comincia la discesa infinita dal passo Pordoi

Seguendo il mio percorso da questo punto in poi non ci sono più salite di rilievo, a parte un falso piano in leggera salita sulla piana di Pieve di Livinallongo ed un altro falso piano prima di arrivare a Saviner di Laste. Questo percorso è utile se non si vuole più fare fatica o nel caso che le batterie della bici a pedalata assistita siano finite (come è capitato a me..). In alternativa dopo Pieve di Livinallongo è possibile seguire la SR48 fino alla frazione Cernadoi e girare a destra all’incrocio con la SR203, ma senza evidenti benefici.

Discesa da Passo Pordoi ad Arabba

La discesa dal Passo Pordoi ad Arabba si presenta ampia e con spazi aperti costeggiando i gruppi del Sella e della Marmolada. Ci si lascia scivolare con una pendenza abbastanza costante che non presenta difficoltà, in uno scenario da sogno, fra ampie pareti di roccia e prati verdeggianti. Prima di arrivare ad Arabba si incrocia una piccola frazione con alcuni hotels fra i quali il delizioso AlpenRose e si arriva finalmente in centro paese.

Informazioni tecniche sull’itinerario

Partenza da Passo Pordoi a quota 2.239 metri e arrivo ad Arabba a quota 1.602 metri con dislivello in discesa di 637 metri ed una pendenza media del 6% con punte del 10%, per una lunghezza totale di 9,2 chilometri

I Passi Fedaia e Pordoi in bicicletta da Alleghe
Panorama da Passo Pordoi

Da Arabba a Saviner di Laste, il Sacrario di Pian de Salesei

Uscendo da Arabba si prosegue sulla strada SR48 in discesa al bivio. Dopo circa 9,3 chilometri da Arabba, si abbandona la SR 48 e si imbocca la Provinciale 563 in discesa sulla destra. Si perde velocemente quota con ripidi tornanti fino ad arrivare al Sacrario Militare di Pian de Salesei, ben visibile con la sua forma a croce fin dai primi tornanti.

Qui sono raccolte le spoglie di tutti i soldati caduti sul Col di Lana e sulla Marmolada durante la Prima Guerra Mondiale, trasferiti dai vari cimiteri della zona.

La struttura fu costruita ampliando un vecchio cimitero del 1922, del quale rimane solo la cappella in fondo al viale, che custodisce le immagini di una Via Crucis ed una tomba che raccoglie le spoglie dei militari rimasti senza un nome.

Lungo il viale di accesso al Sacrario 14 cippi recano il nome di altrettanti campi di battaglia.

Il progetto curato dall’architetto Giovanni Greppi e dallo scultore Giannino Castiglioni è una struttura aperta che ospita le spoglie dei 685 caduti riconosciuti (tra cui 19 austro-ungarici). Ogni tomba è decorata con la scritta Presente, oltre al nome ed al ruolo del soldato.

E’ d’obbligo un minuto di raccoglimento prima di ripartire, dobbiamo sicuramente un ringraziamento a chi è morto per consentirci oggi di vivere in una Italia indipendente.

Lasciato il Sacrario si procede sempre in discesa per poche centinaia di metri e poi in falso piano per circa 4 chilometri fino a Saviner di Laste.

Informazioni tecniche sull’itinerario

Partenza da Arabba a quota 1602 metri e arrivo a Saviner di Laste a quota 1.025 metri con dislivello in discesa di 610 metri (si risale per una cinquantina di metri in tutto) ed una pendenza media del 3,3% con punte del 9%, per una lunghezza totale di 18 chilometri.

Da Saviner di Laste ad Alleghe

Appena fuori dal paese ci si ricongiunge con l’itinerario di salita, raggiungendo nuovamente la pista ciclabile a Caprile e proseguendo più o meno in piano fino ad Alleghe

Informazioni tecniche sull’itinerario

Partenza da Saviner di Laste a quota 1.025 metri arrivo ad Alleghe a quota 970 metri con dislivello in discesa di 55 metri per una lunghezza totale di 5,1 chilometri.

Arrivo

E’ stata una giornata fantastica, adesso nessuno mi può togliere la soddisfazione di un bel gelato e di una buona fetta di torta con la panna in una delle pasticcerie di Alleghe. Abbiamo percorso quasi 74 chilometri con oltre 1.800 metri di dislivello positivo. Tenuto conto del poco allenamento (..e delle bici a pedalata assistita) proprio un bel giro!

Se ti interessano altre escursioni leggi anche l’articolo sulle escursioni nelle Dolomiti Agordine per i più avventurosi

Adesso ci aspetta il Sella Ronda!

cartina passo fedaia e pordoi in bicicletta
Cartina del percorso Passo Fedaia e Pordoi in bicicletta – Clicca per ingrandire su Google Maps

La cartina interattiva su Google Maps

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Pubblicato: 02/05/2021
Golden week Giappone settimana d'oro Palloncini in cielo

Golden Week in Giappone, un periodo di festa!

di Max Pubblicato: 15/04/2021
Giappone Scritto da Max

Golden Week 

La Golden Week in Giappone (Settimana d’oro o gōruden wīku), è un periodo di festività nazionali durante il quale la popolazione gode di un periodo di vacanza. In tutto il paese ci sono feste e celebrazioni e chi può ne approfitta per un viaggiare o per andare a trovare i parenti.

La Golden Week cade nel periodo che va dalla fine di aprile fino ai primi giorni di maggio ed è stata ufficialmente istituita nel 1948. La Golden Week è un momento particolare in quanto tutto il Giappone entra in festa ed oltre a celebrazioni e svaghi i giapponesi colgono anche l’occasione per commemorazioni e per passare un po’ di tempo in famiglia.

Scopri invece cosa fare a New York in maggio

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Golden Week 
  • Le feste della Golden Week sono quattro:
  • Il Primo Maggio
  • Visitare il Giappone durante la Golden Week
  • Perché scegliere il periodo della Golden Week
  • Relax e giornate dedicate alla famiglia
  • Conclusione
  • Faq Golden Week Giappone
  • Per saperne di più sul Giappone
Golden week Giappone
Foto di Rumpleteaser su Flickr

L’appellativo Golden Week risale al 1951.

Durante il 1951 le attività commerciali legate ai festeggiamenti registrarono un picco di incassi durante il periodo di festa tale da superare quelli di ogni altro periodo dell’anno, incluso Capodanno e altre festività nazionali. Da allora l’appellativo Settimana d’oro fu utilizzato per indicare il periodo festivo.

Questo appellativo deriva dalla formula “golden time” con cui, nelle radio Giapponesi, si indicava il periodo con il maggior numero di ascoltatori. In particolare, il grande successo del film Jiyu Gakko, rilasciato appunto nei primi di maggio del 1951, fu l’evento ispiratore per l’adozione dell’espressione Settimana d’oro.

Jiyu Gakko – Scuola di Libertà

Solo per dovere di cronaca Jiyu Gakko, che significa “Scuola di Libertà” è una pietra miliare dell’immediato dopoguerra. Nel film si narra di una Tokyo devastata dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale, dove la povertà si diffonde insieme ad un fiorente mercato nero. In questo contesto si sviluppano nuove libertà grazie alla rimozione dei divieti di diffondere films e letture un tempo proibite. I questo contesto fioriscono il desiderio di riscatto, una nuova cultura di eguaglianza di genere e la curiosità di scoprire nuove abitudini. (Flores, Linda. Bulletin of the School of Oriental and African Studies, University of London 71, no. 3 (2008): 600-02. Consultato il 13 aprile 2021)

Le feste della Golden Week sono quattro:

Showa Day (Showa no Hi) 29 aprile.

Questa giornata è anche nota come Festa dell’Imperatore. La giornata è stata introdotta per la prima volta nel 2007 per celebrare appunto il compleanno dell’Imperatore Hirohito, del periodo Showa. Prima del 2007 la giornata era conosciuta col nome di Greener Day e cambiò nome in seguito della morte dell’Imperatore Hirohito, avvenuta però nel 1989.

showa day di Jose Fernando su flickr
Showa Day di Jose Fernando su flickr (Licenza CC)

Constitution Day (Kempo Kinenbi), 3 maggio.

La festività celebra la costituzione Giapponese entrata in vigore successivamente alla Seconda guerra mondiale. Questa costituzione è stata un punto di svolta per il Giappone in quanto ridefinisce la figura dell’Imperatore come simbolo di unità nazionale e conferisce il potere democratico al popolo.

Il Constitution Day è anche un giorno dedicato alla celebrazione della pace, ricordando la fine dell’epoca imperialista del Giappone e l’inizio di rapporti diplomatici con le popolazioni vicine. In questa giornata, il National Diet Building a Tokyo, luogo dove la costituzione è stata concepita, è eccezionalmente aperto al pubblico.

Greener Day (Midori no Hi) 4 maggio

Prima del 2007 la giornata del Greener Day, che celebrava l’amore che l’Imperatore aveva per la natura, aveva luogo il 29 aprile, al posto dello Showa Day.

Successivamente, il Greener Day è stato spostato al 4 maggio. In questa giornata hanno luogo una serie di iniziative culturali e spirituali per celebrare il rapporto speciale dei Giapponesi con la natura.

Children’s Day (Kodomo no Hi), 5 maggio.

Conosciuta anche col nome di Boy’s Festival (Tango no Sekku), in questa giornata i genitori si dedicano a delle attività e rituali per pregare per la salute e il successo dei loro figli. Le famiglie sono solite esporre, in occasione di questa festa, il kabuto, noto copricapo samurai, che rappresenta la loro veglia e protezione sui figli.

Anche se festa è ufficialmente dedicata a tutti i bambini, questa è celebrata in particolare per augurare buona salute ai figli maschi. La festa dedicata alle bambine cade invece il 3 di marzo, e si chiama Hinamatsuri. Questa festa chiude le celebrazioni della Golden Week

Il Primo Maggio

Il Primo Maggio non rientra nelle festività della Golden Week.

Nonostante non tutte le feste siano consecutive, molti aziende concedono un periodo di vacanza per tutto il periodo della Golden Week. Per questo motivo, durante la Settimana d’oro, i Giapponesi sono soliti viaggiare, riversarsi nelle strade e prendere d’assalto parchi e musei.

Kyoto il padiglione d'oro o dorato

Visitare il Giappone durante la Golden Week

Questo periodo è uno dei più caotici per visitare il Giappone e può non essere il più consigliato se amate viaggiare tranquilli, oltre ovviamente per la disponibilità ed i prezzi di alberghi e attrazioni turistiche.

Può capitare, infatti di trovare mezzi di trasporto affollati, alberghi molto cari se non addirittura senza camere disponibili, a volte anche attività commerciali in ferie.

Poiché la Golden Week è una settimana di festa e di congedo dal lavoro – ed i Giapponesi non sono soliti prendere molti periodi di ferie durante l’anno – è soprattutto un’occasione per per rilassarsi e ricaricarsi, celebrando e ricordando la storia del Giappone.

Scopri il periodo migliore per un viaggio in Giappone.

Pianificare per viaggiare durante la Golden Week

Anche se non propriamente consigliato, visitare il Giappone durante la Golden Week non è impossibile. È necessario sicuramente pianificare il viaggio con maggior cura e soprattutto con largo anticipo. Solo in questo modo, infatti, si possono evitare gran parte dei disagi che si possono incontrare viaggiando in questo periodo molto affollato.

Perché scegliere il periodo della Golden Week

Durante la Golden Week si celebrano alcuni eventi tra i più caratteristici delle festività Giapponesi, proprio perché legati al ricordo e alla celebrazione della memoria, della storia e della cultura nazionale.

Osservare il Giappone in festa, con tutti i rituali caratteristici di queste giornate, può essere sicuramente un’esperienza piacevole. Con uno sguardo attento alle celebrazioni della Golden Week si può imparare molto del Giappone contemporaneo, così come delle tradizioni ancestrali che sono ancora radicate nella popolazione.

Per questo, molti decidono di visitare il paese specificamente in questo periodo, non curandosi delle varie difficoltà logistiche.

Relax e giornate dedicate alla famiglia

La Golden Week è un periodo dell’anno unico per il Giappone in cui emerge la tradizione e l’unità di fronte ai simboli nazionali. A questi, si unisce un ricordo anche a volte critico del passato e soprattutto delle guerre in cui il Giappone è stato coinvolto, promuovendo un messaggio pacifista e di speranza.

I Giapponesi approfittano di queste giornate per dedicarsi alla famiglia e al piacere, rinunciando alla loro proverbiale dedizione al lavoro. Per questi motivi, visitare il Giappone durante la Golden Week è sicuramente un’esperienza unica, in cui si possono osservare i cittadini e le attività locali in panni diversi dal solito.

Conclusione

Ogni momento è unico e ogni viaggio irripetibile, l’importante è partire e non curarsi se qualcosa non va come l’avevamo pianificato.

Il viaggio è un percorso, non una meta ed inizia da quando si chiude la porta di casa.

Faq Golden Week Giappone

Quanto dura la Golden Week?

La Golden Week è forse la festività più attesa dai giapponesi, e dura dai 4 ai 7 giorni, che comprendono di solito un fine settimana. Si tratta di un’occasione speciale e unica per i giapponesi per prendersi un po’ di vacanza dal lavoro.

Cosa significa Golden Week?

Golden Week significa settimana d’oro e comprende quattro festività nazionali, che si svolgono nel giro di una settimana tra la fine di aprile e l’inizio di maggio di ogni anno.

Quali sono le festività della Golden Week?

Le festività della Golden Week sono:
– Showa Day (Showa no Hi) 29 aprile.
– Constitution Day (Kempō Kinenbi), 3 maggio.
– Greener Day (Midori no Hi) 4 maggio
– Children’s Day (Kodomo no Hi), 5 maggio.

Quando è stata la prima Golden Week?

La Golden Week fu istituita nel 1948. Durante il 1951 le attività commerciali legate ai festeggiamenti registrarono un picco di incassi durante il periodo di festa tale da superare quelli di ogni altro periodo dell’anno, da allora la settimana si chiama Golden Week.

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Prima di partire compra la Guida del Giappone della Lonely Planet (controlla che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se vai a Tokyo, conviene comprare una guida specifica, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

Organizza il viaggio per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, magari sfruttando il Japan Rail Pass qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Poi avventurati in questo fantastico paese partendo da Tokyo, che puoi vedere anche in questo breve video di Tokyo in tre minuti. Immergiti in una Onsen, come le scimmie delle nevi di Jigokudani o scatta un bellissimo selfie sullo sfondo dei coloratissimi Torii del santuario Fushimi-Inari Taisha.

Insomma, non c’è da annoiarsi..

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Banner: immagine di macrovector su Freepik

Pubblicato: 15/04/2021
Luoghi di San Francisco - il Golden Gate

I luoghi di San Francisco che non devi perderti

di Max Pubblicato: 30/03/2021
Stati Uniti Scritto da Max

I migliori luoghi di San Francisco che non puoi non vedere

Scopriamo insieme i luoghi di San Francisco che caratterizzano la città e che non puoi non vedere.

San Francisco è una città che si può visitare facilmente, magari sfruttando anche la rumorosa ed invadente presenza dei caratteristici Cable Car. Questi mezzi di trasporto super colorati che ricordano vagamente i nostri tram vengono utilizzati volentieri da tutta la popolazione per spostarsi agevolmente in città nelle zone raggiunte dalla rete tradizionale.

Non avere paura del clima, nonostante la famosa frase erroneamente attribuita a Mark Twain

L’inverno più freddo che ricordi è stata un’estate a San Francisco

Erroneamente attribuita a Mark Twain

il clima non è così male, ma sono frequenti le nebbie dovute all’umidità della baia.

Oltre a tutti i luoghi famosi che meritano una visita, considera anche l’opportunità di prenderti del tempo per passeggiare senza meta, può essere un metodo alternativo per scoprire angoli inesplorati.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • I migliori luoghi di San Francisco che non puoi non vedere
  • Golden Gate
  • Fisherman’s Wharf
  • Alcatraz
  • Chinatown
  • Union Square
  • Mission
  • Ferry Building Marketplace
  • Muir Woods
  • Lombard Street
  • Sausalito
  • Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA
    • Non ti piacciono le città?
Strada con Cable cars San Francisco
San Francisco è attraversata dai Cable Cars

Golden Gate

Il simbolo indiscusso della città è il Golden Gate, uno dei ponti sospesi più grandi del mondo, che attraversa la Baia di San Francisco.

L’enorme struttura color rosso acceso, è forse uno dei monumenti più fotografati al mondo, quindi meglio arrivare preparati. I momenti migliori per una fotografia sono l’alba ed il tramonto, ma in autunno ed inverno le ombre lunghe offrono situazioni interessanti durante tutto l’arco della giornata. Non dimenticare di visitare la zona circostante e di farti una passeggiata all’interno dell’area protetta, alla ricerca di un po’ di relax.

Luoghi di San Francisco - il Golden Gate Fotografia del Golden Gate, luogo simobolo di San Francisco di Maarten van den Heuvel

Fisherman’s Wharf

Fisherman’s Wharf è una delle zone più antiche del porto di San Francisco nonché una delle zone turistiche più frequentate. Il quartiere pullula di negozi e di chioschetti che vendono specialità culinarie e altri souvenir mentre passeggiando sul lungomare si può godere dello splendido panorama sulla baia, sul Golden Gate e più oltre fino ad Alcatraz.

Tra le tante attrazioni ospita il Pier 39, un molo in cui vive una divertentissima comunità di leoni marini che occupano una parte dei pontili in legno.

Oltre ai leoni marini potrai vistare la zona dove troverai il Museo delle Illusioni 3D, il Museo della Cartoon Art e l’altrettanto famoso “Believe it or Not!”.

Alcatraz

Al molo 33 di Fisherman’s Wharf puoi salire sul traghetto che ti porta direttamente all’isola di Alcatraz, Situata nel mezzo della baia di San Francisco, l’isola ospita la famigerata ex prigione di Alcatraz. Questo posto ebbe un momento di celebrità negli anni 80 grazie al famoso film “Fuga da Alcatraz” del 1979 con Clint Eastwood rimasto indimenticabile per alcune generazioni.

Alcuni dei criminali più famosi degli Stati Uniti furono incarcerati qui e, nonostante molti ci abbiano provato, solo pochi “fortunati” sono riusciti a a fuggire da “The Rock”, anche se la leggenda vuole che nessuno abbia lasciato l’isola da vivo.

Se vuoi provare il brivido dell’evasione non puoi perderti l’Escape Room della locale installazione di Madame Tussauds, già famosa per il museo delle cere.

Nella baia di San Francisco: Fotografia di Alcatraz dall'alto Fotografia di Alcatraz dall’alto di Rodrigo Soares

Chinatown

Attraversando il “Dragon’s Gate” (il cancello del Drago) si accede a Chinatown, una parte molto colorata della città dove troverai negozi e ristoranti esotici. La Chinatown di San Francisco è la più antica degli Stati Uniti nonché la più popolosa comunità cinese al di fuori della Cina. Fondata dagli immigranti cinesi nel 1800 equivale ad un tuffo in un altro mondo.

Mentre aspetti il pranzo, avrai la possibilità di assistere alla preparazione dei biscotti della fortuna e conoscere più da vicino questa interessantissima cultura.

Se ami le folle puoi provare a vistarla durante il Capodanno Cinese e partecipare ai festeggiamenti.

Union Square

Procedendo verso il centro di San Francisco cerca di incrociare in Union Square, la piazza così chiamata in onore dell’esercito dell’Unione che si riunì in questo punto durante la guerra di secessione.

Questo spazio è da sempre protagonista di incontri importanti, concerti e manifestazioni, oltre che meta imperdibile per una giornata di shopping sfrenato.

Non è improbabile che, raggiungendo la zona, tu possa avere la fortuna di assistere a un qualche evento interessante. In ogni caso potrai dar fondo agli ultimi risparmi comprando qualcosa negli innumerevoli negozi.

Mission

Fondato nel 1776, Mission è il quartiere più antico di San Francisco, costellato da ristoranti rinomati e gallerie d’arte. Mission è anche il quartiere latinoamericano.

Tantissimi visitatori raggiungono Mission per ammirare i murales che decorano le pareti degli edifici. E’ meglio visitare la zona in pieno giorno, pare che di sera le strade siano meno raccomandabili

Ferry Building Marketplace

Ferry Building Marketplace è il vecchio punto di arrivo dei traghetti, ammodernato e riconvertito a tempio dell’arte culinaria, un luogo di San Francisco da non perdere se vuoi provare nuove esperienze del gusto. San Francisco negli ultimi anni è diventata infatti di tendenza in fatto di cibi e bevande grazie alla grande attenzione riservata dai suoi abitanti all’alimentazione bio e gourmet. All’interno del vecchio edificio si possono trovare commestibili di ogni genere, mentre il vicino Farmer’s market propone prodotti artigianali ed a chilometri zero.

Muir Woods

Lontana pochi chilometri dal centro della città la Muir Woods National Monument è una meta imperdibile per chiunque decida di visitare San Francisco. Anche se non sei un appassionato degli scenari naturali, è sicuro che adorerai le sequoie giganti di Muir.

Questi alberi incredibilmente imponenti raggiungono altezze inaspettate: addirittura oltre i cento metri d’altezza! Questo è un bellissimo luogo di San Francisco dove godere di un’oasi di pace in mezzo al verde.

Ricordatevi di prenotare il parcheggio o la navetta, altrimenti rischierete di restare fuori! (maggiori info qui)

Muir Woods
Muir Woods – Fotografia di Caleb Jones

Lombard Street

Certamente meno naturale, ma non per questo meno spettacolare Lombard Street è un altro luogo imperdibile di San Francesco. Gli otto stretti tornanti arrampicati su di una collina e ripresi nelle scene di numerosi film oggi sono un po’ meno in voga di un tempo, ma sempre una meta obbligata.

I luoghi imperdibili di San Francisco Lombard Street nel 1993 foto archivio Massimo Basso San Francisco: Lombard Street nell’ottobre 1993 (foto archivio Massimo Basso)

Sausalito

Concludiamo con Sausalito, una cittadina che si trova al limite della Baia.

L’attrazione principale legata a questo luogo, che merita sicuramente di essere vistato, è la “colonia” di case galleggianti che coprono una parte della costa.

Con meno di 200 euro a notte è possibile anche affittarne una, per sperimentare la sensazione di vivere a pochi passi dell’acqua.

Scopri tutto quello che puoi vedere negli USA

Prima di tutto non dimenticare il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline! Non restare senza connessione, acquista scopri i vantaggi di una eSIM con traffico dati* per gli USA. Non dimenticare un buon libro per la tua vacanza a Stelle e Strisce.

Prima di partire puoi rinfrescarti le idee su cosa fare prima di partire per gli USA o, se non ci sei mai stato, farti un’idea su cosa mangiare per sopravvivere alla cucina degli States.

Volete organizzare un viaggio in una delle destinazioni di questo blog? Raccontatemi la vostra idea — non serve avere tutto chiaro. Ci pensiamo insieme.
Organizza il viaggio →

Se la destinazione è New York leggi prima di tutto le FAQ su New York: 50 e più domande sulla Grande Mela. Puoi scoprire come muoverti in città con la metropolitana di New York oppure prendere un Taxi seguendo i miei consigli. Ma se le preferenze sono per la costa dell’ovest, vedi cosa fare e quando andare Seattle, con un itinerario di uno o più giorni nella città di Smeraldo e da qui scendere fino a San Francisco e Los Angeles.

Leggi anche:  cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario oppure cosa fare a New York a maggio 2025, cosa fare a New York a Giugno, cosa fare ad Agosto o cosa fare a New York a Settembre 

Se ti rimane del tempo puoi anche fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

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Non ti piacciono le città?

Se cerchi un’avventura più a contatto con la natura, leggi cosa puoi fare nei Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scopri i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon. Per alcuni di questi parchi è richiesta una prenotazione, scopri quali!

Un’altra meta imperdibile è il favoloso Parco di Yellowstone, con la sua natura, i bisonti, gli orsi ed i lupi. Ti propongo un paio di itinerari: da Seattle a Yellowstoneattraverso gli stati di Washington e del Montana, oppure un itinerario che comprende Yellowstone, il Colorado ed il Wyoming con partenza e arrivo a Denver.

Se hai voglia di sperimentare un’avventura puoi provare ad affrontare un viaggio in Alaska in auto, imbarcarti in una crociera nell’Inside Passage dell’Alaska o addirittura salire su un idrovolante e raggiungere Khutzeymateen il Santuario degli Orsi in Canada, un’avventura eccezionale in una natura selvaggia.

Stati Uniti
  • 20 libri (e oltre) per la tua vacanza negli Stati Uniti – Ultima Modifica 22/05/2026
  • 5 considerazioni prima di acquistare un Pass per New York – Ultima Modifica 14/01/2026
  • Bryce Canyon National Park: quando andare e cosa fare – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Colorado e Wyoming fra Yellowstone e la Frontiera Americana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a dicembre 2025, Natale e Capodanno – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Giugno 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Luglio 2025 – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Cosa fare a New York a Maggio 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York a Settembre – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa fare a New York ad Agosto 2025 – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cosa Fare e quando andare a Yellowstone – Ultima Modifica 06/08/2023
  • Cosa fare in 3 giorni a New York con itinerario – Ultima Modifica 13/01/2026
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  • Fremont Street Las Vegas – Ultima Modifica 15/08/2023
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  • Monument Valley: quando andare e cosa fare nel 2023 – Ultima Modifica 25/11/2025
  • Navajo Code Talkers, una storia americana – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Parchi dell’Ovest degli Stati Uniti, un viaggio memorabile – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Parco Nazionale degli Arches: quando andare, cosa fare e quanto costa – Ultima Modifica 07/08/2023
  • Partire per gli Stati Uniti 2024: consigli e informazioni – Ultima Modifica 06/02/2024
  • Prendere un Taxi a New York – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Seattle: visitare la città di Smeraldo in un giorno o una settimana – Ultima Modifica 13/09/2023
  • Sposarsi a Las Vegas nel 2026, come e quando organizzare il matrimonio – Ultima Modifica 13/01/2026
Video
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Ciao, a presto!

Pubblicato: 30/03/2021
Il Tempio del Sole di Konark - Orissa Odisha

Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa

di Max Pubblicato: 15/03/2021
India Scritto da Max

Il Tempio del sole di Konark in Orissa

Il Tempio del Sole di Konark è un esempio unico di architettura poco visitato dagli stranieri, perché al di fuori delle grandi rotte turistiche. Al contrario è molto conosciuto in India e meta popolare di turismo e pellegrinaggi, tanto da essere annoverato fra i monumenti più visitati del paese.

Il sito è un patrimonio UNESCO e testimonia la popolarità nei tempi passati del culto di Surya. Si possono infatti ammirare numerosi Templi dedicati al Sole sparsi per tutta l’India, come ad esempio il Tempio del Sole di Modhera nel Gujarat, il Tempio Martand Sun nel Kashmir, il Tempio di Lonar nel Maharashtra e quello di Kumbakonam nel Tamil Nadu. Questo Tempio oggi è parzialmente in rovina e alcune delle sue sculture sono conservate nel Museo del Tempio del sole.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il Tempio del sole di Konark in Orissa
  • Raggiungere Konark e prime impressioni
  • Architettura del Tempio del Sole di Konark
    • Le simbologie nella costruzione
    • Il Tempio del Sole era parte di un complesso più grande
    • Storia e leggenda
    • La leggenda del primo Tempio del Sole di Konark
  • Costruzioni successive
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali
Il Tempio del Sole di Konark - Orissa

Raggiungere Konark e prime impressioni

Konark dista circa 35 km da Puri, viaggiando verso nord parallelamente alla fascia costiera dell’Orissa.

Il re Narsimha Deva I fece costruire questo Tempio nel tredicesimo secolo e lo volle dedicato alla divinità induista Surya, Dio del Sole appunto. Il Tempio ha l’insolita forma di un carro con dodici paia di ruote trainato da sette cavalli.

Architettura del Tempio del Sole di Konark

Tradizionalmente il Dio Sole, Surya viene raffigurato in movimento attraverso il cielo su un carro trainato da sette cavalli. La piattaforma del Tempio si rifà a questa rappresentazione mitologica ed è ornata da 24 ruote riccamente scolpite. Esse rappresentano le 24 quindicine dell’anno, i 12 mesi dell’anno o le 24 ore in un giorno.

Particolare della ruota del carro di Surya a Konark

Le simbologie nella costruzione

I sette cavalli rappresentano i sette giorni della settimana, anche se qualcuno crede che simboleggino i sette colori della luce solare, la teoria più probabile è che rappresentino entrambe le cose. Ogni ruota del carro è costituita da otto raggi, come gli otto intervalli del giorno.

Le ruote possono anche essere l’interpretazione delle ruote della vita, che viene donata dal sole ogni giorno.

Oltre alle ruote dei carri, sulla base del Tempio sono scolpiti bassorilievi raffiguranti animali, e persone intente nelle arti della danza, del canto e della musica. Analogamente ad altri templi non mancano figure erotiche del Kama Sutra come nei Templi di Khajuraho. Completano l’opera alcune figure mitologiche, immagini divine e icone oggetto di culto.

heymondo 10 lungo

Il Tempio del Sole era parte di un complesso più grande

Quello che si vede oggigiorno era parte di un centro religioso molto più grande, oggetto come oggi di visite e pellegrinaggi. Nel tempo vennero praticate anche altre religioni, come ad esempio viene riportato da un illustre viaggiatore cinese nell’ottavo secolo, che lo descrive come un importante centro per la religione buddista, che all’epoca era molto diffusa in India (vedi il mio articolo sul Buddha ed il buddismo in India).

Vedi anche il pellegrinaggio ai 10.00 scalini del Tempio di Girnar Hill

La costruzione comprende anche una torre, una sala delle udienze e una sala da ballo detta Natmandir (vedi foto). In origine l’architettura del Tempio sarebbe stata studiata per far sì che in determinati periodi dell’anno i raggi del sole nascente cadessero sull’immagine di Surya del tempio principale.

Nelle foto in basso sono raffigurati il Natmandir, uno dei templi che facevano parte del complesso, particolare di un elefante e un particolare di una scultura

Il Tempio del Sole di Konark - Orissa Odisha

Storia e leggenda

Narsimha Deva I, il Re che ordinò la costruzione del Tempio, apparteneva alla dinastia dei Ganga, che governò sulla regione e su un’ampia porzione dell’India Nord Orientale chiamata Kalinga dal quinto al quindicesimo secolo. Egli fece costruire il Tempio a Konark perché sin dai tempi antichi questo luogo era ritenuto la dimora di Surya, come riportato in numerosi testi sacri. In uno di questi testi si racconta addirittura che questo fosse uno dei luoghi prediletti di Shiva per l’adorazione del Sole e per espiazione delle colpe. Lo stesso nome Konark deriva da KONA che significa angolo e da ARKA, che significa Sole, probabilmente per la sua posizione geografica.

La leggenda del primo Tempio del Sole di Konark

La tradizione vuole che il Tempio del Sole sia stato fatto costruire a Konark, (chiamata nell’antichità Maitreyavana) intorno al diciannovesimo secolo a.C. da Samba, figlio del Signore Krishna. Egli infatti dopo aver vissuto in questo luogo per 12 anni dedicandosi all’adorazione del Sole fu guarito dalla lebbra. La leggenda narra che dopo la guarigione Samba si immerse nel fiume Chandrabhaga, dove trovò un’immagine di Surya. In seguito a questo miracoloso ritrovamento egli decise di costruire un Tempio e di installavi l’immagine

Costruzioni successive

Alcuni testi parlano di un altro Tempio costruito intorno a nono secolo d.C. sui resti del precedente. A questa costruzione sono attribuite alcune rovine nelle zone vicine al Tempio principale nel complesso Chhaya Devi o Tempio Mayadevi.

Ci sono molte opinioni e credenze sui motivi che hanno portato il re Narsimha Deva I a costruire qui un Tempio del Sole, la certezza è che ci ha lasciato un’opera unica e memorabile.

Ciao, alla prossima

Il Tempio del Sole di Konark - Orissa Odisha

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

heymondo 10 lungo

Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
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Pubblicato: 15/03/2021
Haenyeo in immersione, fotografia per cortese concessione Jeju Haenyeo Museum donne pescatrici della Corea

Haenyeo, le donne pescatrici dell’isola di Jeju in Corea

di Max Pubblicato: 02/03/2021
Asia Scritto da Max

Haenyeo, vita e coraggio delle donne del mare della Corea del sud

Le Haenyeo (che si legge “hen-io”) sono donne pescatrici che vivono sull’isola di Jeju (che si legge più o meno “gegiou”). Queste donne del mare apprendono il mestiere da giovani e quando raggiungono il pieno della maturità lavorativa riescono a tuffarsi ed a restare in apnea sott’acqua fino a due minuti.

Chi ha mai provato a fare apnea in acqua può capire che due minuti senza respirare, immersi nelle gelide acque dell’oceano, sono un tempo interminabile.

Visto sotto un altro punto di vista due minuti sono veramente pochi per tuffarsi, nuotare fino a raggiungere i fondali profondi a volte fino a venti metri, cercare e trovare ricci, polpi e abaloni, a volte staccarli dalle rocce e risalire con il pescato.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Lettura consigliata: Figlie del Mare di Mary Lynn Bracht*, (anche su Audible*, dove potete fare una prova gratuita*) spunto per questo e per un altro articolo sulle donne di conforto coreane (di prossima pubblicazione).

Recentemente l’isola di Jeju è diventata famosa per la citazione del giocatore 067 nell’episodio della serie Tv Squid Game, prodotta da Netflix e discussa per i suoi contenuti.

Se visiti Jeju goditi la vacanza nell’isola con un tour dei siti UNESCO*!

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Facciamo un passo indietro come nasce la ricerca su Haenyeo

Come sono giunto alla storia delle Haenyeo? Diciamo che tutto ciò che è Oriente mi affascina.

Ci sono arrivato un po’ tardi, ma l’infatuazione non è meno intensa. Per recuperare il tempo perduto mi sono buttato nella lettura di tutto ciò che riguarda l’Oriente: Giappone, Cina, Corea, Indonesia, India (un po’ meno ad oriente, ma sempre ad est).

Fra le tante letture, non tutte interessanti, non tutte coinvolgenti, recentemente ho letto un bellissimo libro che si intitola Figlie del Mare. A dirla tutta, come faccio quasi sempre non ho letto il libro, ma ascoltato l’audiolibro su Audible e sarà per la storia, sarà per come è narrato, mi ha profondamente colpito, tanto da voler approfondire e condividere la mia ricerca.

Ma ritorniamo alle Haenyeo

Haenyeo, le donne pescatrici dell'isola di Jeju in Corea » https://www.massimobasso.com/articoli/page/29/
Haenyeo in immersione, fotografia per cortese concessione Jeju Haenyeo Museum

Resistere alla modernità, una sfida per tutte le culture

Questo mestiere tradizionale sta soccombendo alla modernità. Se da una parte l’Unesco ha dichiarato le Haenyeo patrimonio immateriale dell’umanità, dall’altra il miraggio di una vita agiata e di una carriera più in linea con i tempi, fa sì che meno ragazze siano disposte a dedicare la loro esistenza a svolgere un lavoro così duro

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Dov’è l’isola di Jeju, patria delle Haenyeo

L’isola di Jeju, lunga circa 73 km è la più grande isola della Corea del Sud e si trova a circa un centinaio di chilometri a sud del lembo più meridionale della penisola coreana, a ovest del Giappone Meridionale e a nordest di Shanghai, Cina.

L’isola, di origine vulcanica è costituita principalmente da basalto e lava ed è dominata dal monte Hallasan, un vulcano estinto, che con i suoi 1.950 metri di altezza è la montagna più alta dello stato.

Jeju ha un clima temperato ed anche in inverno la temperatura raramente scende al di sotto lo zero. Questo rende Jeju una popolare meta turistica.

Oltre che per il clima mite, Jeju è conosciuta anche per i suoi Tunnel di Lava (in coreano Oreum), anch’essi patrimonio UNESCO, importanti sia per la scienza che come attrazione turistica. Questi tunnel formati dalle colate di lava sono oggi grotte vuote, probabilmente tra le più grandi al mondo.

Inoltre l’isola è ricca di risorse naturali, fra le quali ben 33 piante endemiche.

Isola di Jeju vista dal satellite, al centro il vulcano estinto
Isola di Jeju vista dal satellite, al centro il vulcano estinto

Storia dell’isola di Jeju e nascita delle Haenyeo

In quello che adesso è il centro della città di Cheju ci sono alcuni buchi in mezzo ad un prato che rappresentano un punto di riferimento storico. Secondo la leggenda, tre semidei di nome Ko, Yang e Pu emersero dai tre piccoli buchi in questo prato e sposarono tre principesse provenienti da paesi stranieri, dando vita alle famiglie fondatrici dell’isola. I fori sono così profondi che anche quando piove a dirotto non si riempiono mai d’acqua.

Le prime notizie di Jeju parlano di un regno indipendente, durato fino al VII secolo e divenuto in seguito un protettorato.

Nel 1910 l’isola divenne una colonia in seguito all’invasione Giapponese della Corea e rimase sotto il dominio Giapponese fino alla fine della seconda guerra mondiale quando acquistò l’indipendenza come parte della neonata Repubblica di Corea

Quando alla fine della seconda Guerra Mondiale, la Corea fu divisa tra un governo filoamericano al sud e uno filosovietico al nord, in tutto il paese nacquero grandi tensioni sociali e politiche. Proprio come parte di questi dissidi e delle violenze che quotidianamente ne conseguivano, nella primavera del 1947, un gruppo di isolani di Jeju insorse contro la brutalità della polizia per chiedere un governo coreano unificato, ma l’insurrezione fu brutalmente repressa.

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Il massacro di Jeju

In seguito, tra l’aprile del 1948 ed il maggio 1949, prima dello scoppio della guerra di Corea, Jeju fu ancora teatro di scontri interni dovuti alla ricerca ed al tentativo di repressione dei presunti simpatizzanti filocomunisti, sfociata in una guerra fratricida di opportunità.

Fu in questo periodo che durante un tentativo di rivolta l’esercito coreano invase l’isola e il villaggio di Buckon, dando alle fiamme le abitazioni e rastrellando i civili.

Gli abitanti, suddivisi per sesso ed età furono trascinati in una fattoria, vicino ad un bosco dove vennero eseguite esecuzioni sommarie. Questo massacro lasciò sul campo circa 300 vittime fra cui donne e bambini.

Uno dei sopravvissuti all’attacco del 17 gennaio 1949 racconta che le persone fucilate, vestite con i tradizionali abiti bianchi, erano allineati in terra e sembravano “tanti ravanelli appena estratti”.

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Migliaia di vittime

Migliaia di persone persero la vita a causa del conflitto. Anche dopo la fine delle ostilità molte persone morirono nei campi di prigionia governativi. Quell’episodio è conosciuto con il nome massacro di Jeju, anche se questa parte di storia non è abbastanza evidenziata nei programmi scolastici coreani.

Nel 2006 il governo sudcoreano ha porto formali scuse per il massacro indiscriminato di isolani innocenti in nome della lotta al comunismo.

Nel 2008 è stato inaugurato un grande “Parco della Pace” di Jeju in onore delle vittime di un altro massacro, quello del 4 marzo 1947, solo uno dei capitoli di una triste storia.

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Chi sono le Haenyeo

Le Haenyeo, che in coreano significa “donna del mare”, sono pescatrici che da secoli si immergono in apnea nelle fredde acque dell’oceano alla ricerca di abaloni (gasteropodi marini), ricci di mare e polpi

Questa straordinaria attività al femminile – emersa in una società di tradizioni confuciane basata sulla centralità degli uomini – è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO nel 2016.

Alcune testimonianze affermano che la tradizione nacque intorno al V secolo d.C. Se così fosse queste pescatrici manterrebbero in vita una tradizione che ha oltre 1.500 anni.

Per quanto riguarda la documentazione ufficiale invece, troviamo una rilevazione topografica di Jeju del 1629, ad opera di Lee Gun. Fra le altre indicazioni la cartina riporta le indicazioni di alcuni siti in cui pare che le donne pescatrici fossero già attive in quell’epoca. Ulteriori testimonianze si trovano negli Annali della dinastia Joseon che regnò a lungo sulla penisola coreana.

Questo mestiere ebbe un impulso alla sua diffusione tra le donne intorno al XVIII secolo, dopo che molti uomini erano morti nelle guerre che avevano scosso la penisola a partire dall’invasione giapponese respinta nel 1598.

Si ritiene ancora oggi che le donne siano più adatte a questa attività. La possibilità di accumulare una maggiore percentuale di grasso corporeo le rende, infatti, più resistenti alle rigide temperature delle profondità marine.

Non so quanto questa deduzione sia scientifica.

Leggi anche Crociera in Alaska nell’Inside Passage

Haenyeo, le donne pescatrici dell'isola di Jeju in Corea » https://www.massimobasso.com/articoli/page/29/Haenyeo, le donne pescatrici dell'isola di Jeju in Corea » https://www.massimobasso.com/articoli/page/29/

L’addestramento ed i livelli di competenza delle Haenyeo

L’addestramento delle Haenyeo si caratterizza di tre fasi:

  • Hagun che è la fase inziale, o quella delle principianti che può durare anche sette anni ed in genere comincia intorno ai 10 anni di età.
  • Junggun, un livello intermedio che può durare anche diversi anni
  • Sanggun che è il livello raggiunto delle più esperte.

Esiste poi un livello superiore, alcune Haenyeo che si distinguono per particolari doti di equilibrio e competenza diventano Dae Sanggun, in pratica una sorta di guide o coordinatrici. La carriera di una Haenyeo in genere arriva al suo apice in età matura, a volte intorno ai 60 anni, frutto dell’esperienza acquisita

Le donne durante le sei o sette ore lavorative della giornata scendono nelle acque gelide fino a 15-20 metri nei casi più estremi, trattenendo il respiro anche per due minuti: un’eternità.

Storicamente le Haenyeo ottenevano un guadagno superiore alla media vendendo le merci pescate nei mercati locali e sostenendo in questo modo la famiglia. Oggi una Haenyeo riceve una paga di circa duecento dollari al mese, veramente poco per un lavoro così duro e pericoloso

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Riti religiosi delle Haenyeo

Prima di immergersi le Haenyeo si rivolgono a Jamsugut, Dea del Mare, per ottenere protezione e una pesca abbondante.

Lungo il mare sono dislocati diversi santuari detti Haesindang, luoghi dove ritualmente si prega.

Inoltre a volte si eseguono celebrazioni che hanno come attività principale alcune danze rituali, dette Jamsugut e Yowanggut. Jamsugut viene eseguito l’8 marzo, ma ne esistono molte altre.

L’equipaggiamento

Oggi le Haenyeo indossano moderne tute in neoprene, ma in passato indossavano semplici costumi di tela, oggi hanno una maschera che prima non avevano.

Per prelevare gli abaloni usano un uncino collegato a un’asta di metallo detto raffio, una paletta per raschiare, i guanti ed una rete attaccata ad una specie di boa. Per migliorare i tempi di immersione di solito usano pesi attaccati al corpo.

Museo Haenyo - rappresentazione di pescatrici coreane di ritorno dalla pesca in abiti tradizionali
Museo Haenyo – rappresentazione di pescatrici coreane di ritorno dalla pesca in abiti tradizionali. Sullo sfondo bacheca con gli abiti di un tempo.

Regolamenti

Le società dei villaggi di pesca e i sindacati delle Haenyeo seguono un rigido regolamento per le zone di pesca e per la classificazione delle specie che possono essere raccolte. Inoltre il regolamento comprende periodi di apertura e chiusura della raccolta e misure minime del pescato per salvaguardare la riproduzione delle specie.

Un regolamento per vivere in armonia con la natura ed un concetto che oggi è sulla bocca di tutti: la sostenibilità

Bulteok

Per prepararsi per le immersione le Haenyeo si  radunano nei Bulteok, recinti di pietra di solito con un falò acceso al centro per riscaldarsi. In questi recinti ci si cambia d’abito e ci si riposa prima e dopo la pesca.

Un tempo c’erano 3 o 4 di queste strutture per ogni villaggio, oggi ne sopravvivono poco più di 50, sostituite da moderni camerini dotati di acqua calda e fredda.

Haenyeo mentre si preparano per l'immersione nei moderni spogliatoi, fotografia per cortese concessione Jeju Haenyeo Museum
Haenyeo mentre si preparano per l’immersione nei moderni spogliatoi, fotografia per cortese concessione Jeju Haenyeo Museum (www.jeju.go.kr/haenyeo/)

Una stirpe senza futuro?

Le Haenyeo con quello che guadagnano mandano a scuola e all’università figlie che sognano un futuro lontano dall’isola di Jeju, in Corea del Sud.

Nel 1970 le Haenyeo erano oltre 14mila, oggi sono circa 4.500 e la maggior parte di loro supera i 50 anni. Alcune hanno 90 anni e continuano ad immergersi.

Per contrastare la perdita di questa cultura sono state intraprese diverse iniziative come l’apertura di una scuola per Haenyeo e l’inaugurazione di un museo dedicato alla loro storia. Il turismo è cresciuto, ma senza veri benefici per le Haenyeo.

Il futuro non è roseo e ci sono seri dubbi sul fatto che si riuscirà a tramandare questa tradizione in numeri significativi alle generazioni future.

L’unica costante del mondo è il cambiamento e dobbiamo accettarlo.

Una curiosità per chi volesse visitare l’isola di Jeju

Nel corso degli anni ’70 del 1900 l’isola di Jeju divenne una rinomata meta turistica per le coppie in luna di miele, complice il clima caldo rispetto alla penisola e le restrizioni di viaggio imposte dal clima di tensione della Guerra Fredda in atto. Inoltre molti matrimoni erano combinati e gli sposi inesperti raggiungevano l’isola perchè era anche nota per essere un centro di eduzione sessuale. Cronache di quegli anni narrano che alcuni hotel alla sera offrivano un programma di intrattenimento con elementi erotici, per aiutare gli sposi inesperti a rilassarsi.

Sulla scorta di questo passato a Jeju è nato Loveland, un parco di sculture all’aperto inaugurato nel 2004 ed incentrato sul tema del sesso. Nel parco si trasmettono film sull’educazione sessuale e sono ospitate oltre 100 sculture sul tema. Il sito web del parco lo descrive come il luogo dove l’arte e l’erotismo si incontrano e dove l’immaginazione può correre libera, oltre che l’unico parco aperto fino a mezzanotte..

Leggi anche dell’isola di Jeju nell’articolo che parla del sogno del giocatore 067 nell’episodio della serie Tv Squid Game, prodotta da Netflix e discussa per i suoi contenuti.

Per saperne di più sull’Asia

Sono approdato all’Asia di recente, ma questa terra è stata subito fonte di ispirazione. Non solo fotografie, ma appunti di viaggio e qualche riflessione.

Prima di tutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Se ti interessa l’India prima di tutto informati sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. altri argomenti interessanti per avvicinarti a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori. Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggi la sacra Trimurti, introduzione e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie, Vishnu ed i suoi Avatara, l’importanza del conservatore o Surya ed il culto del Dio del Sole in India. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

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Ma l’Asia non è solo India. Parti per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Altri articoli interessanti su Cina ed Indonesia sono per esempio il periodo migliore per visitare Hong Kong, o qualche cenno sul Capodanno Cinese e sul Calendario Cinese Tradizionale. Senza dimenticare gli strani animali asiatici come i Panda Giganti della riserva di Chengdu o gli Orangutan di Sumatra e i Macachi Neri di Tangkoko.

Ciao, a presto!

illustrazioni di Photographeeasia/Freepik

Pubblicato: 02/03/2021
Il monte Fuji e fiori di ciliegio. Compare nell'articolo le 72 stagioni dell anno giapponese 24 periodi

Le 72 stagioni del calendario giapponese

di Max Pubblicato: 03/02/2021
Giappone Scritto da Max

Le 72 stagioni del calendario giapponese

Perché 72 stagioni nel calendario giapponese quando ne bastano 4?

Per la cultura giapponese la stagione non è un nome da dare ad un certo giorno che comincia e finisce a date fisse. La stagione è il risultato dell’osservazione, del rispetto e dell’amore per la natura e per l’estetica, un momento di vita, un’immagina che compare un profumo o una sensazione.

Così il nome della stagione non è semplicemente “estate” o “inverno”, ma è “il giorno in cui le cicale cantano alla sera”, il giorno nel quale la neve smette di essere neve e diventa pioggia oppure il giorno nel quale fioriscono le camelie.

Leggi anche Otto libri per un viaggio in Giappone

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Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Le 72 stagioni del calendario giapponese
  • Un calendario che evoca immagini
  • Il Calendario ed il Capodanno nella tradizione orientale
  • Nota sulla traduzione delle 72 stagioni giapponesi
  • 春 Haru Primavera
  • 夏 Natsu Estate
  • 秋 Aki Autunno
  • 冬 Fuyu Inverno
  • 72 stagioni e l’anno giapponese ricomincia
  • Per saperne di più sul Giappone

Un calendario che evoca immagini

Che bella immagine! Sono nato nei giorni in cui gli insetti escono dalle loro tane sotterranee. e’ più che dire primavera, è un periodo nel quale la natura si risveglia, dove la natura in movimento sbadiglia e si sgranchisce dopo il lungo sonno invernale, un raggio di sole che scioglie l’ultima gelata. In poche parole è vita e non un concetto astratto.

Spunto per una lettura: Wa – La via giapponese all’armonia di Laura Imai Messina*. Questo libro, che ho ascoltato su Audible* (che potete provare gratuitamente*) e ho anche a tratti letto su carta, è un viaggio attraverso 72 parole, come le stagioni giapponesi. Ogni parola aiuta ad entrare un po’ nella cultura e ad assaporare meglio l’essenza del Giappone. E’ stato l’ispirazione per questo approfondimento.

Suddivisione delle stagioni

Nel calendario tradizionale giapponese gli equinozi del 21 marzo e 21 settembre ed i solstizi del 21 giugno e 21 dicembre corrispondono a circa metà della stagione. Da un’osservazione del clima nelle nostre stagioni questa classificazione mi sembra anche più calzante. In base a questo calendario le date di inizio delle stagioni tradizionali giapponesi sono soggette a cambiamenti, ogni anno, secondo il calendario tradizionale delle stagioni, ad esempio la primavera giapponese inizia un giorno differente. Le date che ho indicato in seguito sono un riferimento approssimativo.

L’antico calendario giapponese però, come molte delle tradizioni di questa strana ed intrigante cultura, non è del tutto originale. Inizialmente fu infatti importato dalla cultura cinese e nel tempo si è integrato acquisendo una propria connotazione ed un carattere tipicamente giapponese.

La foresta di Bambù- compare nell'articolo 72 stagioni dell anno giapponese 24 periodi
Kyoto: la foresta di bambù

Il Calendario ed il Capodanno nella tradizione orientale

In Asia tradizionalmente l’avvicendarsi delle stagioni era regolato da un calendario che è sintesi del calendario solare e di quello lunare, detto per questo anche “lunisolare”. Questa metodologia di calcolo fa coincidere l’inizio di ogni mese con il novilunio, di conseguenza anche l’inizio dell’anno non cade sempre nel medesimo giorno, ma è variabile.

La data dell’inizio del nuovo anno viene stabilita di volta in volta nel giorno della seconda (o occasionalmente della terza) luna nuova dopo il solstizio d’inverno, in pratica tra il 21 gennaio e il 20 febbraio del nostro calendario.

Solo a scopo informativo, nel 2024 il capodanno sarà Sabato 10 febbraio e nel 2025 Mercoledì 29 gennaio.

Il Capodanno in Giappone

Nell’antichità e fino all’avvento dell’era Meiji il capodanno giapponese coincideva con quello cinese, ma in seguito all’adozione del calendario gregoriano nel 1873, la festa fu fatta coincidere con il nostro 1° gennaio. Secondo la nuova usanza l’ultimo giorno dell’anno viene chiamato Ōmisoka (大晦日) mentre la festa per l’inizio del nuovo anno è chiamata Shōgatsu (正月).

Solo nella prefettura di Okinawa sopravvivono le vecchie usanze e la festa dell’anno lunisolare viene anche celebrata secondo l’antico calendario, come in Cina e Corea.

Nijūshi Sekki 24 suddivisioni di tre periodi dell’anno giapponese

Le Nijūshi Sekki sono le 24 divisioni dell’anno che tradizionalmente i giapponesi hanno sul loro calendario mutuate appunto dall’antico calendario cinese. Ognuna di esse in passato era ulteriormente suddivisa in tre periodi di circa 5 giorni fino ad arrivare alle 72 stagioni, ognuna con un proprio nome.

In questo calendario che anche molti dei veri giapponesi di oggi faticano a ricordare pienamente, le stagioni mutano ogni cinque giorni. Ogni cinque giorni un tempo nuovo, ogni cinque giorni una sfumatura diversa, ogni cinque giorni uno spunto per una riflessione.

Certamente questo è il riflesso di una cultura di un paese, dove ad esempio un colore può essere declinato in decine di varianti e non è semplicemente un blu, un rosso o un verde. L’attenzione per i particolari è parte integrante di questa cultura e le stagioni lo riflettono.

La suddivisione in 24 periodi e 72 stagioni dell’anno giapponese rappresentano il risultato di una osservazione curiosa e attenta della natura, del suo evolversi, oltre che un’occasione di rinnovamento continuo.

Ogni cinque giorni è possibile festeggiare un nuovo inizio, chiudere un capitolo, sfoggiare un nuovo look, o semplicemente avere l’occasione di ringraziare il creato per quanto ci offre.

Nota sulla traduzione delle 72 stagioni giapponesi

Finita questa doverosa introduzione, con la quale non voglio dare l’impressione di essere un esperto, ma semplicemente fornire la visione di un appassionato, lascio spazio all’elenco delle 72 stagioni giapponesi. Per comodità ho diviso l’anno in quattro stagioni principali, ogni stagione principale in 6 periodi, ogni periodo in 3 microstagioni.

L’elenco delle 72 stagioni e la relativa traduzione sono frutto di una ricerca e di confronto fra diverse interpretazioni, ma potreste trovare anche traduzioni differenti, perché alcuni Kanji possono essere già in giapponese interpretati in maniera differente.

Come ho già detto le date che ho indicato sono rapportate al nostro calendario per fornire un orientamento approssimativo ed una miglior comprensione, ma non necessariamente coincidono ogni anno con lo stesso giorno del nostro calendario

La prima delle 72 stagioni del calendario giapponese Primavera e fioritura dei ciliegi
Primavera in Giappone e fioritura dei ciliegi. La prima delle 72 stagioni del Giappone

Prima di partire compra la Guida del Giappone* della Lonely Planet (controllate che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se andate a Tokyo, conviene comprare una guida specifica*, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

Le 72 stagioni del calendario giapponese » https://www.massimobasso.com/articoli/page/29/

春 Haru Primavera

La prima delle 72 stagioni dell’anno giapponese. Se non siete mai stati nel paese del sol Levante leggete il mio articolo con alcune indicazioni su quando andare in Giappone.

立春 Risshun – Inizio della Primavera

04–08 Febbraio (東風解凍 Harukaze kōri o toku) I venti dell’est sciolgono il ghiaccio
09–13 Febbraio (黄鶯睍睆 Kōō kenkan su) Gli uccelli canori iniziano a cantare nei cespugli sulle montagne
14–18 Febbraio (魚上氷 Uo kōri o izuru) I pesci fanno capolino dal ghiaccio

雨水 Usui – Il giorno in cui la neve si scioglie: Pioggia

19–23 Febbraio (土脉潤起 Tsuchi no shō uruoi okoru) La pioggia inumidisce il terreno
24–28 Febbraio (霞始靆 Kasumi hajimete tanabiku) Cominciano i banchi di nebbia
01–05 Marzo (草木萌動 Sōmoku mebae izuru) Spuntano i germogli nel terreno e sugli alberi

啓蟄 Keichitsu – Il giorno nel quale i vermicelli spuntano dal terreno: Si svegliano gli insetti

06–10 Marzo (蟄虫啓戸 Sugomori mushito o hiraku) Gli insetti che si sono ibernati escono dalle tane sotterranee
11–15 Marzo (桃始笑 Momo hajimete saku) Primi fiori di pesco
16–20 Marzo (菜虫化蝶 Namushi chō to naru) I bruchi diventano farfalle

春分 Shunbun – Equinozio di primavera

21–25 Marzo (雀始巣 Suzume hajimete sukū) I passeri costruiscono il nido
26–30 Marzo (櫻始開 Sakura hajimete saku) Primi fiori di ciliegio
31 Mar. – 4 Apr. (雷乃発声 Kaminari sunawachi koe o hassu) Il Tuono lontano

Fiori di ciliegio - compare nell'articolo 72 stagioni dell anno giapponese 24 periodi-2
Fiori di ciliegio

清明 Seimei – Sereno e luminoso

05–09 Aprile (玄鳥至 Tsubame kitaru) Tornano le rondini
10–14 Aprile (鴻雁北 Kōgan kaeru) Le oche selvatiche volano a nord
15–19 Aprile (虹始見 Niji hajimete arawaru) I primi arcobaleni

穀雨 Kokuu – Comincia a cadere la pioggia e parte la semina

20–24 Aprile (葭始生 Ashi hajimete shōzu) Spuntano le prime canne
25–29 Aprile (霜止出苗 Shimo yamite nae izuru) Ultimo gelo, crescono le piantine di riso
30 Aprile – 4 maggio (牡丹華 Botan hana saku) Sbocciano le peonie

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夏 Natsu Estate

立夏 Rikka – Comincia l’estate

05–09 Maggio (蛙始鳴 Kawazu hajimete naku) Le rane iniziano a gracidare
10–14 Maggio (蚯蚓出 Mimizu izuru) I vermi tornano in superificie
15–20 Maggio (竹笋生 Takenoko shōzu) I bambù germogliano

小満 Shōman – Spuntano i primi germogli

21–25 Maggio (蚕起食桑 Kaiko okite kuwa o hamu)I bachi da seta iniziano a banchettare con le foglie di gelso
26–30 Maggio (紅花栄 Benibana sakau) I cartamo fioriscono
31 Mag. –5 Giu. (麦秋至 Mugi no toki itaru) Il grano matura e viene raccolto

芒種 Bōshu – Ci si prepara alla semina

06–10 Giugno (蟷螂生 Kamakiri shōzu) Le mantidi religiose si schiudono
11–15 Giugno (腐草為螢 Kusaretaru kusa hotaru to naru) L’erba marcia diventa lucciole
16–20 Giugno (梅子黄 Ume no mi kibamu) Le prugne ingialliscono

Prugne gialle - Elena Mozhvilo su Unsplash
Prugne Gialle – Fotografia di Elena Mozhvilo su Unsplash

夏至 Geshi – Solstizio d’estate

21–26 Giugno (乃東枯 Natsukarekusa karuru) Il fiore della Brunella appassisce (prunella vulgaris)
27 Giu. – 1 Lug. (菖蒲華 Ayame hana saku) Sbocciano gli Iris
02–06 Luglio (半夏生 Hange shōzu) La pianta della Ban Xia germoglia (pinellia ternata)

小暑 Shōsho – La luce del sole comincia a scaldare

07–11 Luglio (温風至 Atsukaze itaru) Cominciano a soffiare Venti caldi
12–16 Luglio (蓮始開 Hasu hajimete hiraku) I primi fiori di loto
17–22 Luglio (鷹乃学習 Taka sunawachi waza o narau) I falchi imparano a volare

大暑 Taisho – Comincia il grande caldo

23–28 Luglio (桐始結花 Kiri hajimete hana o musubu) Gli alberi di Paulownia producono semi
29 Lug. – 2 Ago. (土潤溽暑 Tsuchi uruōte mushi atsushi) La terra è umida, l’aria è umida
03–07 Agosto (大雨時行 Taiu tokidoki furu) A volte cadono grandi piogge

秋 Aki Autunno

立秋 Risshū – Primi segnali d’autunno

08–12 Agosto (涼風至 Suzukaze itaru) Soffiano venti freddi
13–17 Agosto (寒蝉鳴 Higurashi naku) Le cicale della sera cantano
18–22 Agosto (蒙霧升降 Fukaki kiri matō) Scende le nebbie fitte

処暑 Shosho – Il caldo comincia a cedere il posto a temperature più accettabili

23–27 Agosto (綿柎開 Wata no hana shibe hiraku) Sbocciano i fiori di cotone
28 Ago. – 1 Set. (天地始粛 Tenchi hajimete samushi) Il caldo comincia a diminuire
02–07 Settembre (禾乃登 Kokumono sunawachi minoru) Il riso matura

白露 Hakuro – La prima rugiada bagna il terreno: Rugiada bianca

08–12 Settembre (草露白 Kusa no tsuyu shiroshi) La rugiada brilla bianca sull’erba
13–17 Settembre (鶺鴒鳴 Sekirei naku) Le ballerine (uccelli) cantano
18–22 Settembre (玄鳥去 Tsubame saru) Le rondini se ne vanno

Rugiada sulle foglie
Rugiada Photo by Kahika on Unsplash

秋分 Shūbun – Equinozio d’autunno

23–27 Settembre (雷乃収声 Kaminari sunawachi koe o osamu) Il tuono cessa
28 Sett. – 2 Ott. (蟄虫坏戸 Mushi kakurete to o fusagu) Gli insetti si rintanano sottoterra
03–07 Ottobre (水始涸 Mizu hajimete karuru) Gli agricoltori arano i campi

寒露 Kanro – Si avvicinano i mesi invernali e diminuiscono le temperature

08–12 Ottobre (鴻雁来 Kōgan kitaru) Tornano le oche selvatiche
13–17 Ottobre (菊花開 Kiku no hana hiraku) Fioriscono i crisantemi
18–22 Ottobre (蟋蟀在戸 Kirigirisu to ni ari) I grilli trillano vicino alla porta

霜降 Sōkō – Si avvicina l’inverno, ci sono le prime gelate autunnali

23–27 Ottobre (霜始降 Shimo hajimete furu) Il primo gelo
28 Ott. – 1 Nov. (霎時施 Kosame tokidoki furu) Occasionali piogge leggere
2–6 Novembre (楓蔦黄 Momiji tsuta kibamu) Le foglie di acero e di edera diventano gialle

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冬 Fuyu Inverno

立冬 Rittō – Comincia l’inverno

7–11 Novembre (山茶始開 Tsubaki hajimete hiraku) Fioriscono le camelie
12–16 Novembre (地始凍 Chi hajimete kōru) La terra comincia a gelare
17–21 Novembre (金盞香 Kinsenka saku) Fioriscono i narcisi

小雪 Shōsetsu – Piccola neve: cadono i primi fiocchi di neve

22–26 Novembre (虹蔵不見 Niji kakurete miezu) Gli arcobaleni si nascondono
27 Nov. – 1 Dic. (朔風払葉 Kitakaze konoha o harau) Il vento del nord soffia via le foglie
02–06 Dicembre (橘始黄 Tachibana hajimete kibamu) Le foglie dei mandarini cominciano ad ingiallire

大雪 Taisetsu – La grande neve, cade abbondante e imbianca le strade

07–11 Dicembre (閉塞成冬 Sora samuku fuyu to naru) Arriva il freddo, inizia l’inverno
12–16 Dicembre (熊蟄穴 Kuma ana ni komoru) Gli orsi vanno in letargo nelle loro tane
17–21 Dicembre (鱖魚群 Sake no uo muragaru) I salmoni si riuniscono e nuotano controcorrente

Inverno in Giappone
Inverno in Giappone – Fotografia di Samuel Berner su Unsplash

冬至 Tōji – Solstizio d’inverno nonché il giorno più breve dell’anno

22–26 Dicembre (乃東生 Natsukarekusa shōzu) La prunella germoglia
27–31 Dicembre (麋角解 Sawashika no tsuno otsuru) I cervi perdono le corna
01–04 Gennaio (雪下出麦 Yuki watarite mugi nobiru) Germogli di grano sotto la neve

Questo potrebbe essere un ottimo periodo dell’anno per visitare il Parco delle Scimmie delle Nevi di Jigokudani.

小寒 Shōkan – Cominciano le gelate

05–09 Gennaio (芹乃栄 Seri sunawachi sakau) Fiorisce il prezzemolo
10–14 Gennaio (水泉動 Shimizu atataka o fukumu) Le sorgenti si scongelano
15–19 Gennaio (雉始雊 Kiji hajimete naku) I fagiani iniziano a fare il loro richiamo

大寒 Daikan – Il momento più freddo prima del nuovo anno: il grande gelo

20–24 Gennaio (款冬華 Fuki no hana saku) Il farfaraccio germoglia
25–29 Gennaio (水沢腹堅 Sawamizu kōri tsumeru) Il ghiaccio si ispessisce nei ruscelli
30 Gen. – 3 Feb. (鶏始乳 Niwatori hajimete toya ni tsuku) Le galline iniziano a deporre le uova

Le 72 stagioni del calendario giapponese » https://www.massimobasso.com/articoli/page/29/

72 stagioni e l’anno giapponese ricomincia

Dopo l’ultima delle 72 stagioni, l’anno giapponese riconcia con una nuova primavera.

Il monte Fuji e fiori di ciliegio. Compare nell'articolo: le 72 stagioni dell anno giapponese 24 periodi
Monte Fuji e fiori di ciliegio – fotografia di JJ Ying su Unsplash

Per saperne di più sul Giappone

Il Giappone è un mondo nuovo da esplorare, dove tutto è diverso da quello a cui siamo abituati. Per imparare qualcosa sul paese, prima di partire leggi uno degli Otto libri per un viaggio in Giappone che consiglio nel mio articolo.

Innanzitutto il bagaglio: dai un’occhiata a cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Puoi anche stamparla e compilarla offline!

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Prima di partire compra la Guida del Giappone della Lonely Planet (controlla che sia l’ultima edizione, marzo 2020). Se vai a Tokyo, conviene comprare una guida specifica, anche per questo Lonely Planet è sempre il meglio.

Organizza il viaggio per il Giappone, ma prima leggi Il periodo migliore per un viaggio in Giappone, magari sfruttando il Japan Rail Pass qualche consiglio per scegliere un hotel in Giappone e cosa mangiare nel paese del sol Levante.

Poi avventurati in questo fantastico paese partendo da Tokyo, che puoi vedere anche in questo breve video di Tokyo in tre minuti. Immergiti in una Onsen, come le scimmie delle nevi di Jigokudani o scatta un bellissimo selfie sullo sfondo dei coloratissimi Torii del santuario Fushimi-Inari Taisha.

Insomma, non c’è da annoiarsi..

  • Akimahen: cosa non fare a Kyoto (e in Giappone) – Ultima Modifica 27/07/2023
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Carte Icoca, Suica e Pasmo: alternative al JR Pass – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Cosa vedere a Tokyo in 5 giorni – Ultima Modifica 31/05/2023
  • Deposito bagagli in Giappone, i Coin Lockers – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Ema, le tavolette votive Giapponesi – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Fai da te o Guida Turistica per un viaggio in Giappone? – Ultima Modifica 08/02/2025
  • Fushimi Inari-Taisha, il Santuario Shintoista di Kyoto – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Golden Week in Giappone, un periodo di festa! – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Hotel in Giappone: quale scegliere e quanto costa – Ultima Modifica 01/03/2026
  • I Matsuri d’autunno, feste tradizionali in Giappone – Ultima Modifica 27/07/2023
  • I Templi Kohfukuji e il Buddha della guarigione a Nara – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Il Parco delle Scimmie delle Nevi di Jigokudani – Ultima Modifica 15/08/2023
  • Il periodo migliore per un viaggio in Giappone – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Japan Rail Pass, la guida definitiva – Ultima Modifica 15/08/2023
  • L’isola di Miyajima – Itsukushima ed il Torii sull’acqua – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Le 72 stagioni del calendario giapponese – Ultima Modifica 12/07/2025
  • Le festività Buddiste – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Mangiare in Giappone: dove andare, cosa ordinare e quanto costa – Ultima Modifica 27/07/2023
  • Otto libri per un viaggio in Giappone – Ultima Modifica 24/12/2023
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  • Viaggiare senza bagagli in Giappone – Ultima Modifica 28/05/2023
  • Viaggio in Giappone: costi, curiosità e notizie utili – Ultima Modifica 29/07/2023
  • Video: le Scimmie delle Nevi in Giappone – Ultima Modifica 29/07/2023

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Pubblicato: 03/02/2021
Il Tempio del Sole di Modhera, dedicato a Surya

Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat

di Max Pubblicato: 15/01/2021
India Scritto da Max

Il Tempio del sole di Modhera

Il Tempio del Sole di Modhera, dedicato a Surya, si trova nell’omonimo villaggio ed è costruito su una riva del fiume Pushpavati, nel distretto di Mehsana in Gujarat, India. Il monumento fa parte dei complessi mantenuti dall’Archaeological Survey of India e ufficialmente non è più attivo. Solo come notizia la costruzione si trova più o meno sul Tropico del Cancro

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Il Tempio del sole di Modhera
  • Storia del Tempio del Sole di Modhera
  • Architettura del Tempio del Sole di Modhera
  • Sculture e immagini
    • Iconografia
  • Festival di danza Modhera
  • Come Arrivare al Tempio del Sole di Modhera
  • Cosa vedere nelle vicinanze di Modhera e argomenti correlati
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali
Il Tempio del Sole di Modhera

Storia del Tempio del Sole di Modhera

La costruzione del Tempio del Sole di Modhera avvenne durante il regno di Bhima I della dinastia Chaulukya, probabilmente per commemorare una battaglia contro Mahmud di Ghazni che aveva invaso il regno intorno al 1025 d.C. Il Tempio venne probabilmente distrutto e ricostruito, anche se non ci sono testimonianze, nella zona ovest infatti un pilastro riporta una scritta con una data “1087” capovolta. La colonna è stata probabilmente rimessa in loco senza attenzione durante i lavori o magari è volutamente una firma di chi l’ha ricostruito.
Il pozzo è stato costruito successivamente dal figlio di Bhima, Karna, intorno al tardo 1100, così come il colonnato esterno. Infatti dopo l’invasione subita, la dinastia riuscì a riappropriarsi del regno.

Architettura del Tempio del Sole di Modhera

Il complesso è formato da tre strutture principale che sono Gudhamandapa, ovvero la Sala del Santuario, Sabhamandapa, la Sala delle Assemblee e Kunda, pozzo a scalini e riserva d’acqua.
Le sale sono riccamente decorate e scolpite con varie figure.
Il tempio è costruito in stile Māru-Gurjara, anche se il nome Māru-Gurjara è relativamente nuovo, in precedenza era chiamato stile Solanki o Chaulukya, due nomi entrambi usati per indicare la stessa dinastia regnante. Lo stile originatosi nella costruzione dei templi Indù è stato adottato e diffuso in tutta l’India dalla tradizione Giainista.

Interno del Tempio di Surya a Modhera

Sculture e immagini

Le rappresentazioni di Surya si trovano in tre nicchie della cappella e su ogni lato delle tre finestre del muro esterno della sala del Santuario. Surya è raffigurato in posizione eretta con due braccia che tengono i fiori di loto e preceduto da sette cavalli. In tutto le pareti contano 12 nicchie che mostrano i diversi aspetti di Surya in ogni mese.

Sun Temple, Modhera - Guda Mandap 05

Iconografia

I pannelli sul Santuario principale del Tempio del Sole di Modhera sono scolpiti in modo da evidenziare la figura di Surya, ad indicare che il tempio è dedicato Lui. Queste sculture raffigurano la divinità con stivali e cintura, tipici dell’Asia occidentale più precisamente della Persia. Altre figure rappresentano Shiva e Vishnu in varie incarnazioni, Brahma, ed altre divinità maschili e femminili fra le quali un Ganesha danzante e la Dea Durga. Le scene raffigurate sui soffitti piatti e sugli architravi della sala delle assemblee sono tratte da poemi epici come il Ramayana ed il Mahabarata.

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Festival di danza Modhera

L’agenzia Turistica del Gujarat organizza annualmente un festival di danza della durata di tre giorni noto come Uttarardha Mahotsav che si svolge nella terza settimana di gennaio. L’obiettivo è del festival è quello di mostrare la danza classica in un’atmosfera simile a quella originaria, per cercare di rivivere i tempi passati.

Uttarardh Mahotsav 2020

Come Arrivare al Tempio del Sole di Modhera

La città più vicina a Modhera è Ahmedabad, dove c’è anche un aeroporto ben servito e dista un paio d’ore d’auto (circa 100km).
Da Ahmedabad è possibile anche arrivare in treno fino a Mehsana e poi prendere un taxi fino a Modhera, anche qui la durata del viaggio è di circa un paio d’ore.

Cosa vedere nelle vicinanze di Modhera e argomenti correlati

  • Ahmedabad, capitale economica del Gujarat (la capitale amministrativa del Gujarat è Gandhinagar)
  • Bhuj dove è possibile visitare l’Aina Mahal, il Prag Mahal ed il Museo di Bhuj. All’ingresso dell’Aaina Mahal è possibile ammirare un pezzo d’Italia: una scultura di un Leone Alato di San Marco (vedi foto)
  • Patan dove potete vedere il pozzo a Scalini Rani-ki-vav
  • Junagadh (vedi l’articolo nel mio sito)
  • Palitana ed il suo pellegrinaggio di 5.000 scalini ai templi Giainisti
  • Sasan Gir, posto unico dove ammirare i leoni asiatici
Aina Mahal il leone alato di San Marco a Bhuj
Il Leone Alato di San Marco – Aina Mahal, Bhuj

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
  • Bhumisparsha Mudra: connessione con la Terra e sottomissione di Mara – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
  • Chota Char Dham, in pellegrinaggio nell’Uttarakhand – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Filatura del baco da seta in India – Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Fotografie del mio viaggio in Gujarat India – Ultima Modifica 25/05/2022
  • GaltaJi il tempio delle scimmie a Jaipur – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gandhi: la Satyagraha ed il movimento della non violenza – Ultima Modifica 20/02/2026
  • Ganesha Chaturthi – il compleanno della Divinità dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Ganesha il Dio dalla Testa di Elefante – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Ganesha: Il Signore degli Inizi e il Distruttore degli Ostacoli – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Gujarat India, prefazione e prime immagini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Gujarat Sapore d’India Slideshow – Ultima Modifica 25/05/2022
  • Haridwar la città Sacra dell’Uttarakhand – Ultima Modifica 17/04/2023
  • I Panch Kedar, cinque Templi di Shiva – Ultima Modifica 21/08/2023
  • I templi di Girnar Hill: salire 10.000 scalini – Ultima Modifica 22/08/2023
  • I templi di Khajuraho e le sculture erotiche – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Il bellissimo Tempio del Sole di Konark in Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il deserto del Kutch e le saline del Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Il Festival di Holi 2024 e il significato della Festa dei Colori – Ultima Modifica 27/12/2023
  • Il pozzo Chand Baori ed il tempio di Harshat Mata – Ultima Modifica 13/03/2023
  • Il Tempio del Sole di Modhera in Gujarat – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Incontro con Siddharta Gautama, il Buddha a Sarnath – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan e le sue meraviglie – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Junagadh, il Principato del Kathiawar – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Jyotirlingas, pellegrinaggio dei devoti di Shiva – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Kirtimukha, il Volto della Gloria – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Kutia Kondh: spiriti-tigre e donne tatuate – Ultima Modifica 22/08/2023
  • L’Aina Mahal di Bhuj ed il Leone di San Marco – Ultima Modifica 22/08/2023
  • La leggenda di Kroncha che diventò Mushika il Topo di Ganesha – Ultima Modifica 13/01/2026
  • La tribù Bonda delle colline dell’Orissa – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Le caste in India e gli Intoccabili Dalit – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Luoghi Sacri dell’Induismo e regole di comportamento – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Masala Chai, il sapore dell’India in un tè – Ultima Modifica 24/01/2026
  • Nandi, il toro di Shiva – Ultima Modifica 28/01/2024
  • Orchha: la gemma nascosta del Madhya Pradesh – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Orissa – Odisha incontro con la tribù Dongria Kondh – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Panch Prayag le confluenze dei fiumi in Himalaya – Ultima Modifica 22/07/2023
  • Rahu, le Eclissi, l’Oceano di Latte e l’Amrita – Ultima Modifica 05/01/2026
  • Rickshaw Run Himalaya: dal Ladakh al Rajasthan in tuktuk – Ultima Modifica 14/04/2026
  • Sapta Badri, i sette Templi di Vishnu – Ultima Modifica 30/05/2023
  • Sapta Puri, le sette città sacre dell’India – Ultima Modifica 13/01/2026
  • Shiva il Distruttore, il Benevolo, lo Yogi e altre storie – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Taj Mahal: una delle nuove sette meraviglie è in India – Ultima Modifica 14/01/2024
  • Trasporti in India: Tuktuk e altre stranezze – Ultima Modifica 14/03/2023
  • Tri Mukhi Rudraksha o Rudraksha a tre facce – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Vahana: i veicoli degli Dei nell’Induismo – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Viaggio a Junagadh: lavori pericolosi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Vishnu ed i suoi Avatara, il conservatore – Ultima Modifica 25/11/2024
  • Visitare gli Shakti Peethas e conoscere lo Shaktismo – Ultima Modifica 13/01/2026
Pubblicato: 15/01/2021
calendario associazione sorrisi 2013 calendario 2014 calendario 2015 calendario sorrisi

Calendario 2021 (Associazione Sorrisi)

di Max Pubblicato: 03/01/2021
Divagazioni Scritto da Max

Calendario 2021 Sorrisi O.D.V.

Anche quest’anno torna il calendario dell’Associazione Sorrisi, con fotografie di Giorgio Antoniotti,  Paola Franciosi e mie, se volete averne una copia chiamatemi, scrivetemi qui o su Facebook o Instagram.

Abbiamo pensato di fare due formati: uno da appendere (quello delle foto qui sotto) e uno da scrivania.

I calendari sono stati realizzati grazie ai contributi delle persone generose che sostengono l’Associazione che si occupa soprattutto dei bambini di Kimbondo (crediti nell’ultima pagina del calendario).

Grazie a tutti quelli che sostengono questa e altre associazioni umanitarie, il volontariato è un pilastro importante dell’economia dei paesi poveri e delle persone disagiate.

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Se siete in cerca di ispirazione vi propongo questa pagina dove sono raccolti gli articoli sulla Thailandia. Potete cominciare dalla guida gratuita non ufficiale di Bangkok  o l’itinerario per arrivare a Chiang Mai o ancora scoprire il favoloso Parco Nazionale di Khao Sok. In alternativa potete leggere qualche curiosità sul cibo, dai dolci al Pad Krapao, il mio piatto preferito. Trovate tutti gli articoli qui.

In questa pagina invece trovate un sacco di articoli sull’India, come ad esempio un articolo sui Sadhu, i Santoni indiani, oppure sui Luoghi Sacri dell’Induismo e sulle regole di comportamento.

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Partite per gli USA? Se la destinazione è New York potete scoprire come muovervi in città con la metropolitana di New York. Ma se le preferenze sono per  l’assolata California vedete cosa fare e quando andare a San Francisco e Los Angeles e magari fare una capatina a Las Vegas, la capitale dei matrimoni (sposarsi qui è facile, anche per finta!).

Se non vi piacciono le città, allora fuggite verso i Parchi dell’Ovest, ad esempio nel Parco Nazionale Zion o nella Monument Valley  Scoprite i luoghi migliori per un selfie ad Horseshoe Bend oppure per fotografare il Bryce Canyon.

Ciao, a presto!

Pubblicato: 03/01/2021
Il culto del Dio del Sole Surya in India

Surya ed il culto del Dio del Sole in India

di Max Pubblicato: 30/12/2020
India Scritto da Max

Surya ed il culto del Dio del Sole in India

Il culto Induista del Dio del Sole Surya è comune a molte religioni, anche se il nome con cui la divinità viene identificata varia a seconda del luogo. Nella stessa India Surya è una divinità comune all’induismo, al buddismo ed al giainismo e viene identificato con vari nomi quali Aditya, Savitr, Ravi, Mitra, Vivasvan e molti altri.

ATTENZIONE: le indicazioni presenti negli articoli sono fornite gratuitamente a scopo divulgativo e potrebbero essere non aggiornate o incomplete. Prima di acquistare, di prenotare o di partire, consultate sempre i siti ufficiali. Alcuni link in questo articolo sono link di affiliazione (anche i link ad Amazon*). Gli articoli aggiornati o pubblicati a partire da febbraio 2024 riportano un asterisco* accanto ai link di affiliazione.

Indice dell'articolo (clic per aprire)

  • Surya ed il culto del Dio del Sole in India
  • Il Sole come prima divinità
  • Il culto del Sole nelle varie mitologie
  • Il Dio del Sole al maschile o femminile?
  • Il culto del Sole Oggi
  • Origini del culto di Surya e sua evoluzione
    • Mitologia, racconti e leggende
  • Simbolismo di Surya e sua rappresentazione
  • Influenze occidentali e contaminazioni
  • Surya nel Buddismo
  • Surya nella vita quotidiana
  • Il saluto al Sole
  • Templi dedicati al Dio del Sole Surya
    • Elenco dei Templi in India
    • Esempi di Templi del Sole nel mondo
  • Libri e guide per un viaggio in India
  • Proposte di viaggio in India
  • Per saperne di più sull’India
    • Cultura
    • Antiche Religioni
    • Tradizioni Tribali

Il culto del Dio del Sole Surya in India

Qui sopra: Particolare del Tempio di Surya a Konark, in Orissa: Ruota del carro di Surya

Il Sole come prima divinità

E’ facile immaginare come le civiltà primitive e poi quelle meno antiche riconoscessero nel sole una sorta di padre e protettore dell’umanità. Il costante moto nel cielo ed il suo calore fonte di vita fecero sì che fin dagli albori dell’umanità divenisse oggetto di culto, identificato con una divinità benevola.

Il culto del Sole nelle varie mitologie

National Museum New Delhi (54)

Si ha notizia di un culto del Dio del Sole già nelle civiltà mesopotamiche dove assunse il nome di Shamash (o Utu a seconda del linguaggio). La leggenda narra che addirittura Hammurabi avesse ricevuto il suo famoso codice proprio da questa divinità.

Nella civiltà Egizia egli assunse il nome di Aton, Ra ed Horus, divinità in vario modo legate al culto del sole. Horus ad esempio veniva raffigurato come un falco la cui testa era sovrastata dal disco solare.

Più vicino alla nostra cultura fu il culto greco per Helios, divinità che attraversa il cielo dall’alba al tramonto sul suo carro trainato da quattro cavalli, poi fuso in qualche modo nel mito di Apollo. Solo come cenno si possono ricordare il Dio Tonatiù degli Aztechi, il Dio Inti degli Inca e molti altri

Il Dio del Sole al maschile o femminile?

Siamo abituati a dire “il Dio del Sole” e anche Surya è considerato al maschile. In alcune culture invece il sole è visto al femminile. E’ il caso della divinità Shintoista del Sole: Amaterasu-o-mi-kami che significa “Grande dea che splende nei cieli”, generalmente abbreviato in Amaterasu. Ella è considerata la Dea da cui discendono tutte le cose e l’albero genalogico della famiglia Imperiale Giapponese annovera questa Dea tra i propri antenati.

Nella tradizione Norrena Sól era la dea del Sole, figlia di Mundilfœri e moglie di Glenr. Anche questa divinità femminile viene rappresentata alla guida di un carro che attraversa il cielo trainato da due cavalli.

Il culto del Sole Oggi

A differenza di altre civiltà i Templi del Sole indiani sono in alcuni casi ancora attivi e frequentati, anche se in misura molto minore di un tempo. Molti pellegrini visitano questi templi per le preghiere o le abluzioni rituali, per richiedere favori speciali o per guarire dalle malattie.
Anche in questo l’India è speciale.

Leggi l’articolo sul Tempio del Sole di Konark

Il culto del Dio del Sole Surya in India
Qui sopra: Immagine del Tempio del Sole di Modhera

Origini del culto di Surya e sua evoluzione

In India il culto del Dio del Sole risale a tempi antichi, in epoca pre-vedica e poi agli albori del brahmanesimo, in particolare nella religione denominata Saura. In questa corrente religiosa antica il dio Surya era il Dio principale della Trimurti, lo Spirito Supremo ed il Creatore.

Col passare dei secoli Surya venne spesso identificato con Shiva, Brahma e Vishnu, in altri casi furono queste divinità ad assumere il suo nome. Queste figure finirono per soppiantarlo in buona parte delle credenze e nelle tradizioni popolari e Surya venne progressivamente messo in disparte nella pratica quotidiana, in alcuni casi identificato con Indra o Ganesha o sostituito da questi ultimi in una fusione di pratiche religiose.

Mitologia, racconti e leggende

Surya, come già detto, è considerato da alcuni un’incarnazione della Trinità Bhrahma, Vishnu e Shiva. In questa credenza Surya è considerato Bhrahma fino a mezzogiorno, Shiva nel pomeriggio e Vishnu la sera.

Surya ebbe alcune mogli. Usha, la regina della notte, vestita di abiti d’oro impreziositi dalle stelle. Padmini che rappresenta il fiore di loto che prende vita quando il sole sorge. Chaaya che è la regina e Dea dell’Ombra. Essa nacque dall’ombra di Sanjna, la prima moglie di Surya sostituendola quando quest’ultima lasciò il marito.

La leggenda narra che la prima consorte di Surya fosse Sanjna (chiamata anche Saranyu) che diede alla luce due figli: Yama e Yami (che secondo la mitologia furono i primi due esseri umani). Purtroppo Sanjna non sopportava il calore del sole, per questo abbandonò il marito per tornare dal padre (Maya l’architetto divino). Fu in quel momento che Chhaya prese il suo posto nascendo dalla sua ombra.

Surya, voleva però ritrovare la prima moglie ed interrogando Chhaya, scoprì che Sanjna si era tramutata in una giumenta e che stava vagando per la foresta. Così Surya si trasformò in uno stallone, la trovò e dall’atto d’amore che ne seguì nacquero i due gemelli Ashvin, mitici dei dall’alba, della medicina e delle scienza.

Simbolismo di Surya e sua rappresentazione

Sculpture of Surya, Neelkanth temple, Alwar district, Rajasthan, India

Surya è spesso rappresentato su un carro trainato da sette cavalli, sette come i giorni della settimana o i colori della luce del sole. Altre volte invece i cavalli sono quattro, come influenza della tradizione greca. Il cocchiere Aruna rappresenta l’aurea rossa del sole nascente ed è il fratello maggiore di Garuda l’uccello mitologico veicolo di Vishnu.

Il Dio può essere rappresentato con quattro mani: due con i fiori di loto, una con il necessario per scrivere e una quarta per il bastone. Altre raffigurazioni riportano due mani che reggono un girasole. Spesso ha tre teste, a rappresentare le tre fasi della giornata: alba, mezzogiorno e tramonto, mentre la notte non è nei suoi domini.

Lo accompagnano alcune figure femminili: Usha e Pratyusha, le Dee dell’Alba, che lanciano le loro frecce per aiutare l’arrivo del giorno e le due mogli: la Regina e l’Ombra

Influenze occidentali e contaminazioni

Le rappresentazioni sono variate nel tempo. In tempi antichi Egli era rappresentato in maniera simile a quanto è possibile vedere nell’iconografia Persiana e Greca, il che suggerisce una sorta di influenza reciproca delle varie culture. In alcune raffigurazioni lo si vede addirittura con mantello e stivali alti.

Sulle porte dei monasteri buddisti Nepalesi è rappresentato insieme a Chandra, il Dio della Luna. Secondo alcuni studiosi il culto del Sole sarebbe stato influenzato in maniera decisiva da alcuni sacerdoti Persiani di culto Mazdeista, una corrente dello Zoroastrismo.

Surya nel Buddismo

Nel Buddismo dell’Estremo Oriente Surya viene rappresentato come uno dei dodici Deva, divinità che hanno la funzione di custodi e che si trovano dentro o intorno ai santuari buddisti.

Surya nella vita quotidiana

Surya è il signore di Simha, il Leone, una delle dodici costellazioni nel sistema zodiacale indiano

L’altro nome di Surya, Ravi è la radice di Ravivaar, il nome indiano della domenica (in inglese sun-day il giorno del sole)

Surya è raffigurato con un Chakra, una ruota, spesso raffigurata ed interpretata come la ruota del Dharma o Dharmachakra e rappresentata nella bandiera dell’India. La ruota viene anche ripresa in altre religioni come il buddismo.

Il saluto al Sole

Recentemente, con la riscoperta e la valorizzazione dello Yoga come disciplina di vita anche in occidente, è nata la pratica del saluto al sole o Surya Namaskar. Questa è una sorta di fase di riscaldamento che adotta il simbolismo del sole come fonte di vita e che viene condotto in preparazione alla giornata o alla pratica di una sessione di Yoga

Templi dedicati al Dio del Sole Surya

Nel tempo sono molti i Templi dedicati a Surya eretti in varie parti dell’India. Il più famoso è probabilmente il Tempio del Sole di Konark, a pochi chilometri da Puri, in Orissa.
Altri Templi famosi sono il Tempio del Sole di Modhera, in Gujarat, Il Tempio Dakshinaarka a Gaya in Bihar ed il Tempio Suryanar Kovil a Kumbakonam in Tamil Nadu. Di seguito un elenco di alcuni templi interessanti.

Tempio del Sole di Modhera, in Gujarat, dedicato a Surya
Qui sopra il Tempio del Sole di Modhera e il vicino pozzo a Scalini

Elenco dei Templi in India

  • Grande Tempio di Konark, in Orissa
  • Surya, Tempio del sole a Modhera, Gujarat
  • Tempio Dakshinaarka a Gaya, Bihar
  • Sri Suryanar Kovil a Thanjavur, Tamilnadu
  • Suryanarayana ad Arasavalli, Andra Pradesh
  • Surya Pahar, vicino a Goalpara in Assam, un complesso di templi molto antichi comuni all’Induismo, al Giainismo ed al Buddismo (nella mia lista dei luoghi da visitare)
  • Bhramanya Dev a Unao, Madhya Pradesh
  • Tempio di Martand (altro nome di Surya) a Jammu in Kashmir

Esempi di Templi del Sole nel mondo

  • Tempio del sole di Pechino (Cina)
  • Il Tempio di Ramses ad Abu Simbel
  • Mesa Verde National Park (Colorado)
  • Macchu Picchu (Perù)
  • Piramide di Teotihuacan, Messico

Libri e guide per un viaggio in India

Prima di partire comprate qui una guida* dell’India della Lonely Planet in Italiano. Ci sono altre guide, ma non altrettanto esaustive.

E per non rimanere senza internet, date un’occhiata alla eSIM solo dati* per l’India. Costa poco, rimanete connessi e conservate il vostro numero di telefono! (funziona solo con gli smartphone indicati nelle specifiche).

Leggi anche 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India senza parlare di Yoga

Proposte di viaggio in India

India: il Triangolo d’Oro e Varanasi*. Itinerario breve ed essenziale di 9 giorni nel Triangolo d’Oro dell’India del Nord con estensione a Varanasi, la città sacra dell’India per eccellenza. Un programma di viaggio adatto a chi non ha troppo tempo a disposizione, ma desidera visitare avere un assaggio dell’India. Da Delhi, la capitale dell’India coloratissima e caotica, a Jaipur, la Città Rosa del Rajasthan, passando per Agra ed il suo spettacolare Taj Mahal, per arrivare a Varanasi la città sacra per eccellenza che da sola vale l’intero viaggio.

India: Gran Tour del Nord*. Itinerario suggestivo nella terra dei Maharaja, sulle tracce degli antichi splendori reali fra forti, maestosi palazzi, musica, arte e paesaggi mozzafiato. Un lungo e intenso viaggio dal Rajasthan alla Valle del Gange a contatto con l’India più vera e più suggestiva. Un viaggio che non dimenticherete (17 giorni).

India: Natura, relax e Ayurveda*. Un viaggio alla scoperta del Kerala, a contatto con la natura lussureggiante. Verdi colline, villaggi di contadini, artigiani e pescatori, lagune e laghi uniti da un intrico di canali in un ambiente tropicale da sogno. Dal Parco Nazionale di Periyar alla navigazione in battello sulle Backwaters, dalle piantagioni di té alla città di Kochi, antica colonia portoghese per approdare alle spiagge di Kovalam  e concedersi qualche massaggio ayurvedico in un fantastico resort.

Se vi viene in mente qualcos’altro chiedete a me!

Per saperne di più sull’India

India, destinazione senza compromessi. Un salto indietro nel tempo in una terra di grande misticità, capace di grandi fasti e di grandi miserie, ma sempre con una propria dignità e con un portamento elegante. Ad ogni passo c’è qualcosa da scoprire, in questa terra capace di grande ospitalità e dove, da viaggiatori, ci si sente sempre i benvenuti.

Prima di tutto il bagaglio: leggete l’articolo cosa mettere in valigia: la lista da stampare per il viaggio perfetto. Non dimenticare di infilare nel bagaglio anche un buon libro: provate a dare un’occhiata ai miei libri preferiti nell’articolo 10 libri (e oltre) per la tua vacanza in India, senza parlare di Yoga

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Cultura

Se vi interessa la cultura informatevi sui luoghi sacri dell’induismo e sulle regole di comportamento. Altri argomenti interessanti per avvicinarsi a questa fantastica destinazione sono descritti negli articoli chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno, le caste in India e gli Intoccabili Dalit, il Festival di Holi e la Festa dei Colori.

Antiche Religioni

Per approfondire la conoscenza sul variegato pantheon indiano leggete la sacra Trimurti e cenni su Brahma, Shiva il Distruttore, Vishnu ed i suoi Avatara, Ganesha dalla testa di elefante o Surya, il Dio del Sole indiano. Senza dimenticare che il buddhismo è nato in India, un occasione per visitare i luoghi del Buddha a Sarnath.

Tradizioni Tribali

Se, come me amate le tradizioni fate un salto nel passato dell’India Tribale, e scoprite le tribù dell’Orissa, i Kutia Kondh, i Dongria Kondh ed i Bonda, li ho incontrati nei mercati tradizionali e mi hanno affascinato.

Arrivederci presto!

  • 10 libri sull’India per la tua vacanza (senza parlare di Yoga) – Ultima Modifica 29/01/2026
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  • Cerimonia Aarti a Chitrakoot e Varanasi – Ultima Modifica 22/08/2023
  • Char Dham, le quattro Dimore degli Dei in India – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi è Brahma e cos’è la sacra Trimurti – Ultima Modifica 21/08/2023
  • Chi sono i Sadhu indiani e cosa fanno – Ultima Modifica 17/04/2023
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Pubblicato: 30/12/2020
Particolare del soffitto della chiesa di Santa Maria Maggiore a Sovana-

Sovana terra di Papi, Regine ed invasori

di Max Pubblicato: 15/12/2020
Italia Scritto da Max

Sovana, città di storia e di misteri

La cittadina di Sovana è un perfetto esempio di borgo medievale che ha mantenuto intatte le sue caratteristiche nel corso dei secoli e che a tutt’oggi è vivo e vitale. A dispetto della relativa minor estensione e popolarità rispetto ai borghi gemelli di Sorano e Pitigliano, Sovana offre spunti storici ed architettonici di notevole interesse. Il tutto è condito con leggende ed intrighi che rendono la visita più interessante aggiungendo un pizzico di mistero.

Tempo di lettura stimato: 14 minuti

Indice

  • Sovana, città di storia e di misteri
  • Sovana e le umili origini
  • Decadenza della civiltà etrusca
  • Dominazioni romane e barbariche
  • Gli Aldobrandeschi
  • Ildebrando da Sovana, Papa Gregorio VII
    • Gregorio VII ed Enrico IV
    • Le spoglie di Gregorio VII a Sovana nel 2020/21
  • Il periodo buio di Sovana
  • Sovana Oggi
  • Misteri e intrighi
    • Il furto di Sovana
  • Detti e leggende su Sovana
    • Il mistero rimane
  • Come arrivare
  • Cosa visitare a Sovana: la tomba Ildebranda
    • Le vie cave
    • Altri monumenti da visitare
  • Nelle vicinanze
    • Le terme
La via Pricipale di sovana

Sovana e le umili origini

Sovana, un tempo chiamata Suana, fu fondata da agricoltori e pastori di origine etrusca prima del VII secolo a.C., come si può dedurre dalle tombe rinvenute nei dintorni del borgo principale. La città venne probabilmente costruita sulla rocca per una migliore difesa ed anche per il clima più secco rispetto ai fondovalle chiusi ed umidi, adatti alla pastorizia ed all’agricoltura. Il Borgo era collegato agli altri centri della zona anche a mezzo delle caratteristiche vie cave scavate nel tufo, che dalla città scendono verso il fondovalle.

Decadenza della civiltà etrusca

Successivamente al VI secolo a.C, la città soffrì la progressiva decadenza della civiltà etrusca, pur rimanendo una delle città più vive della zona. A causa dell’appartenenza al territorio di Vulci, la città più influente dell’epoca, gli abitanti di Sovana dovettero affrontare e sostenere i continui assalti degli invasori romani. Questi ultimi finirono col conquistare Sovana ed il territorio di Vulci intorno al 278 a.C., ma mentre Vulci fu progressivamente abbandonata, Sovana resistette con struttura e cultura proprie fino intorno al I secolo a.C.

Dominazioni romane e barbariche

Successivamente all’avvento del cristianesimo, intorno a IV secolo Sovana divenne sede vescovile e poi fra alterne vicende fu dominio Longobardo e sede dei funzionari del regno. In seguito alla caduta dei Longobardi entrò a far parte dei domini della chiesa, insieme ad altre città della regione che ancora oggi  si identifica come Tuscia.

Gli Aldobrandeschi

Ciò che forse segnò maggiormente la storia di Sovana fu il dominio degli Aldobrandeschi. Se visitate la Tuscia vengono citati praticamente in ogni borgo della zona! Infatti a partire dal IX secolo questa famiglia di origine longobarda estese il suo dominio su vaste parti della Maremma ed in seguito a vari spostamenti fissò la sua capitale a Sovana intorno all’anno Mille. Questo fece di Sovana un grande centro di potere e di traffico, contribuendo a rendere grande la città.

Rocca Aldobrandesca
Rocca Aldobrandesca

Ildebrando da Sovana, Papa Gregorio VII

La figura più famosa della storia della città è sicuramente Ildebrando di Soana (Sovana). In seguito alla morte del Papa Alessandro II egli culminò una vita di influenze e di lotta alla decadenza della Chiesa divenendo Pontefice con il nome di Gregorio VII.
Convinto sostenitore della lotta alla vendita di indulgenze e di cariche ecclesiastiche dopo essere stato eletto egli emanò il famoso “Dictatus Papae” nel quale si affermava la supremazia del Pontefice rispetto all’Imperatore.

Gregorio VII ed Enrico IV

Ne sortì un contrasto con l’imperatore Enrico IV, che fra scomuniche, pentimenti e battaglie, portarono alla sconfitta di Ildebrando che morì esule in terra Normanna a Salerno nel 1085. Restano famosi l’umiliazione inflitta all’imperatore a Canossa per intercessione della Contessa Matilde e l’attentato al Papa che Gregorio VII subì nel 1075 ad opera di Cencio, influente personalità romana sostenitore dell’Antipapa.

Le spoglie di Gregorio VII a Sovana nel 2020/21

Con l’occasione del Millenario dalla nascita di san Gregorio VII, il 22 febbraio 2020, sono state esposte nella Cattedrale di Sovana le spoglie del Santo, normalmente custodite nel Duomo di Salerno. Il corpo del Santo Papa che doveva rimanere a Sovana fino al 14 settembre, rimarrà invece fino a febbraio 2021.
E la seconda volta che le spoglie lasciano Salerno, la prima accadde nel 1954: Papa Pio XII le volle esposte a Roma per alcuni giorni.

Spoglie di San Gregorio - Papa Gregorio VII ildebrando da Soana esposte al Duomo di Sovana nel 2020
Spoglie di San Gregorio – Papa Gregorio VII ildebrando da Soana esposte al Duomo di Sovana nel 2020

Il periodo buio di Sovana

Successivamente alla caduta degli Aldobrandeschi, a partire dal XIII secolo la città subì un progressivo declino ed a nulla valsero i tentativi di risollevarne le sorti anche ad opera dei Medici. La malaria ed il trasferimento della sede vescovile a Pitigliano nel 1660 diedero il colpo di grazia alla città, che perse anche lo status di Comune a favore di Pitigliano nel 1814.

Sovana Oggi

Sovana oggi sta vivendo una nuova giovinezza, grazie al riconoscimento recente come uno dei caratteristici borghi d’Italia. Hanno riaperto caffè e ristoranti e anche qualche timido negozio di souvenir. Ovviamente appena fuori dalla stagione agostana il borgo rimane intimo e piacevolmente godibile. Un piccolo angolo di paradiso dove ad esempio l’ufficio postale è ospitato in un bellissimo palazzo storico e dove la gente convive a proprio agio e apparente noncuranza con una storia millenaria.

Ufficio Postale di Sovana
Ufficio Postale di Sovana

Misteri e intrighi

Oltre a dare i natali a Ildebrando da Sovana, la città era già nota per essere stata una delle prime a convertirsi al cristianesimo grazie all’opera di San Mamiliano nel IV secolo d.C. La storia del santo era accompagnata da una leggenda, resa famosa dal racconto Il Conte di Montecristo.
Nella leggenda e nel libro si parlava di un tesoro, che si riteneva sepolto nella chiesa di San Mamiliano sull’isola di Montecristo. Nel 2004 invece nella chiesa sconsacrata di Sovana, anch’essa dedicata al Santo, durante i lavori di restauro venne scoperto un tesoro di 498 monete d’oro risalenti all’epoca del Santo, di fatto confermando le voci sul tesoro. Le monete sono un ritrovamento unico e di inestimabile valore con una sola scoperta simile in Italia. Testimonaino un periodo di transizione fra l’impero Romano d’Occidente e quello d’Oriente

Il furto di Sovana

Per 83 delle monete rinvenute nella chiesa di San Mamiliano era stata predisposta una mostra permanente proprio nel luogo del ritrovamento, creando così un prezioso museo cittadino.

Sfortunatamente il giorno 10 novembre del 2019 un drappello di malviventi è riuscita a trafugare 66 delle monete esposte, realizzando un bottino di valore inestimabile e causando una ferita profonda e difficilmente rimarginabile nel cuore degli abitanti del borgo e di tutti gli italiani.
Le rimanenti monete, protette da una teca hanno resistito all’assalto e si sono miracolosamente salvate.

Detti e leggende su Sovana

Tu sei come la carrozza di Antiglia, tutti la cercano e nessuno se la piglia.

Narra la leggenda che a Sovana vivesse una bellissima regina di nome Antiglia. Era una donna bella e desiderata, ma tormentata dal terrore di essere dimenticata.
Dopo aver pensato a lungo come farsi ricordare dai posteri escogitò un piano. Antiglia fece costruire un bellissimo cocchio dorato trainato da quattro cavalli anch’essi d’oro.
Appena ultimato il cocchio organizzò delle feste per farlo vedere ai nobili ed alla popolazione e suscitarne la curiosità e l’ammirazione. Quando si sparse la voce tutti volevano vedere la preziosa carrozza, ma la Regina per render l’oggetto ancora più desiderabile e misterioso lo nascose in un luogo segreto, chiedendo quando fosse morta di essere seppellita insieme al cocchio ed ai quattro cavalli d’oro.

Il mistero rimane

Dopo la morte della Regina nessuno scoprì mai il luogo dove era stata seppellita col suo tesoro ed ancora oggi si dice che sia da qualche parte nei dintorni di Sovana.
Fu così che la scaltra regina Antiglia coronò il suo desiderio di essere ricordata per sempre

Come arrivare

Arrivando da Firenze o Roma l’uscita dell’autostrada è Chianciano Terme, poi si segue per San Casciano dei Bagni e Sovana.
Da Grosseto o da Orbetello seguire le indicazioni per le Terme di Saturnia e poi Sovana.
I mezzi pubblici non sono l’opzione consigliata, ma una bella esperienza può essere visitare questi luoghi in bici, noi abbiamo affittato le bici elettriche a Saturnia e poi abbiamo girato in tranquillità godendoci i borghi ed i boschi, con poco traffico.
Arrivati a Sovana il parcheggio si trova a pochi passi dalla piazza principale e per la maggior parte della giornata è a pagamento. Accanto al parcheggio c’è un frantoio che raccomando di visitare perché il proprietario vi trasmetterà una sana passione per l’olio e vi racconterà un sacco di curiosità sulla produzione e sulle proprietà di questo alimento.
Noi abbiamo fatto la spesa!

Cosa visitare a Sovana: la tomba Ildebranda

Uno dei monumenti da vedere a Sovana non è esattamente a Sovana, ma appena fuori ed è la Tomba Ildebranda, di epoca etrusca, così chiamata in onore di papa Gregorio VII al secolo Ildebrando. Purtroppo rimangono solo il complesso, comunque molto interessante, con alcune sculture e bassorilievi. La Tomba fu probabilmente saccheggiata in epoche remote. Nelle vicinanze la vera e propria necropoli estrusca.

Le vie cave

Strettamente legate agli estruschi sono le vie cave. Tra Sorano e Sovana ce ne sono un sacco, si tratta di un’esperienza unica ed irripetibile. Sono in pratica delle specie di gallerie, ma senza la volta e sono scavati nella roccia di tufo, proprio un’esperienza da non perdere. Sono possibile delle belle passeggiate e la zona si presta anche a trekking di diversi giorni, tutti ben segnati ed alcuni percorribili anche a cavallo.

Indicazioni dei Sentieri nei dintorni di Sovana
Indicazioni dei Sentieri nei dintorni di Sovana

Altri monumenti da visitare

Altri monumenti degni di nota all’interno di Sovana sono la Rocca Aldobrandesca, che si ergeva a difesa della città e abbandonata nel XVII secolo, la Piazza del Pretorio, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il Palazzo dell’Archivio e la Loggia del Capitano.

Il Palazzo Pretorio ospita il Museo Archeologico dove si possono ammirare i resti rinvenuti presso la vicina Tomba Ildebranda e la Necropoli Etrusca di Sovana. Di particolare nota il Duomo di Sovana, che vale bene i due euro del biglietto d’ingresso. Particolari la cripta a sei colonne situata sotto l’altare ed il sarcofago che un tempo ospitava i resti di San Mamiliano, ora sepolto sull’Isola del Giglio.

Nelle vicinanze

E possibile visitare i borghi simili di Sorano e Pitigliano, anch’essi borghi scavati nel tufo e con un passato glorioso. Interessante è la visita al ghetto ebraico ed in ottica un po’ meno storica è bello curiosare nei piccoli negozi di artigianato locale.

Le terme

La sera, dopo una giornata faticosa, nulla di meglio di un po’ di relax alle terme, non ho visitato quelle di Sorano, ma quelle di Saturnia le consiglio vivamente, specialmente con una visita finale ad un ottimo ristorante di cucina locale.

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Pubblicato: 15/12/2020
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